Il fattore “Figo”
Un articolo semplice, ma profondo… un esempio pratico di come l’esperienza del Mythoself(r) possa essere trasferita nella vita reale, e come la Mitologia personale, qui rappresentata dal film di 007 Casinò Royale, possa ispirare e guidare… ogni singolo passo…
Buona lettura!
Petar
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Nota: la parola inglese “cool” significa “figo”, ma anche “calmo, controllato” (petar)
Il fattore “FIGO”
“Figo” significa essere se stessi… poi, agire con decisione indipendentemente dal luogo ove ci si trova, e persino da cosa gli altri possano pensare di noi.
Ciao a tutti,
restare “figo” significa innanzitutto essere “figo”. Questo significa sapere come stabilire e mantenere uno stato “figo”. In un articolo precedente, avevo iniziato questo filo del discorso con il concetto che “figo” significa uno stato dell’ESSERE.
In molti contesti, le persone si riferiscono all’idea di essere “fighi” – intendendo di solito che sono “controllati”… in controllo di se stessi, della situazione, persino fino ad un certo punto di come gli altri percepiscono loro stessi e la situazione.
Ci riferiamo alle persone che mantengono la propria calma, ancora riferendoci di solito al fatto che mantengono il proprio ingegno, la propria intelligenza, che agiscono in una certa situazione con eleganza, restando controllati.
Eppure, raramente si parla di persone che “acquistano” la propria calma, che “diventano” tali.
Aggiungo che questo stato permette di operare in un modo calmo e concentrato indipendentemente dalla situazione. Il “figo definitivo” è forse espresso da personaggi di fantasia – personalmente trovo gli esempi più ovvii nella categoria dei racconti del mistero/azione/thriller.
Per esempio il “nuovo” James Bond in “Casinò Royale” dà un grande esempio di “figo controllato” – date un’occhiata alla scena della tortura – calmo, padrone di sé e con senso dell’umorismo pur di fronte all’orrore ed alla distruzione – NESSUN COMPROMESSO – il “figo definitivo”
Quindi, cosa possiamo imparare da Bond… James Bond… in questa scena? Innanzitutto che il fondamento della sua calma era pre-definita, non “messa su” al momento. Lui sa chi è (ESSERE) e che cosa sta succedendo (FARE) ed ha preparato la propria mente a questo, prima di trovarsi nella situazione di dover richiamare la propria calma. Attraverso tutto il film deve prendere decisioni in un attimo basate sul mantenere una posizione che è ben determinata per se stesso, ed utilizzare abilità che sono innate, allenate o derivate. Quindi, l’ordine dell’azione è ESSERE prima, poi FARE.
Le abilità che James Bond mostra fluiscono da “chi lui è” – dal suo modo di essere nel mondo. In un’altra scena ove Bond gioca a carte con in palio milioni, inizia con una puntata di dieci milioni, perde tutto in una sola mano per un’assunzione sbagliata – lo hanno fregato in pieno! Lì per lì lo vediamo sbalordito, poi quasi immediatamente si “riazzera” – pronto a ricominciare, fiducioso che può vincere, e che lo farà.
Poi, incontra un ostacolo insormontabile quando Vesper, interpretata da Eva Green, un Agente del Tesoro Britannico che supervisiona la distribuzione del denaro che finanzia il gioco di Bond, rifiuta di dargli i cinque milioni che servono alla puntata successiva. Così, Bond si butta lo stesso nell’azione ed ammazza tale Le Chiffre, ma Lieter intercede e si accorda affinché sia la CIA a finanziare Bond al prossimo giro. Bond si riazzera di nuovo e con discrezione si siede a giocare di nuovo… VERAMENTO FIGO!
Quindi, cosa ci vuole per diventare figo/controllato e mantenere la posizione?
- Decidere chi sei prima di iniziare
- Sapere come stabilire uno “Stato di prontezza” da cui operare – indipendentemente dalla situazione o dalle circostanze in cui ti trovi
- Decidere ed intraprendere azione basata su “chi sei” – non su “dove ti trovi”o “con chi”
- Intraprendere un’azione decisiva basata sulla propria migliore esperienza – poi, fare attenzione a cosa succede
- Aggiornare i dati in base a quello che succede e dove ti trovi al momento
- Quando le cose vanno diversamente da come ci si aspetta, o da come si vorrebbe, sapere esattamente come “resettarsi”
- Rifiutare di compromettersi nonostante la situazione o le circostanze in cui ci si trova – e poi se possibile rifiutare di compromettere anche i propri risultati (solo se questo non richiede di compromettere se stessi, il proprio essere)
Questa è una buona “lista breve” da cui iniziare. Quindi, pur non essendo una procedura passo-dopo-passo per essere o diventare “figo” – è un modo per riflettere su ciò che intendo per “Fattore Figo”. Eppure, è anche più significativo capire che la lista non spiega perché io creda che il “Fattore Figo” rimanga così importante concettualmente e nella pratica.
Una delle premesse fondamentali sull’aumento significativo della performance è, e rimane, l’abilità di stabilire la posizione iniziale. Questa idea è il cuore del mio lavoro professionale. Tutto il Mythogenic Self Process ruota attorno all’idea di stabilire la posizione iniziale – lo Stato di Prontezza (Ready State). Poi, da questa posizione decidere cosa fare… sempre in relazione al contesto – circostanze e situazione – e mantenendo l’intenzione, per esempio: Cosa vuoi? Partendo da questa struttura, non solo è possibile, ma persino imperativo – attivarsi!
Naturalmente, un conto è parlare dell’essere “Figo/Controllato”, ed un altro conto è esserlo completamente. Di recente, ho trovato in me questo stato sfidato dalle circostanze, ed ho verificato che gli anni di preparazione mi sono eccome serviti. Persino in quella che potrei considerare la situazione più sfortunata, ingiusta e dannosa, mi sono trovato ad accedere al mio stato “Figo/Controllato”. Questo non ha prodotto il mio risultato immediato, ma mi ha permesso di operare senza compromettermi in alcun modo – ed il risultato è che sono rimasto “integro”.
In Casinò Royale, James Bond si trova fregato e tradito, da persone che rispettava, in cui credeva e che persino amava. Deve continuamente scegliere una posizione di integrità indipendentemente da come l’Universo si svela attorno a sé. L’abilità di fare questo… di scegliere di restare “figo” indipendentemente dalla situazione o dalle circostanze, fa tutta la differenza. Dovessi scegliere un aspetto che meglio definisce la performance di vertice, questo sarebbe il “Fattore Figo” specifico della persona – “non dimenticare mai chi sei” sarebbe un ottimo punto di partenza.
Oh sì, c’è un’altra scena che adoro in Casinò Royale – Bond si registra in albergo, dove c’è una prenotazione sotto falso nome di copertura, e dice il vero nome suo e di Vesper. Assume che il nemico sappia già di lui, e non esita ad esporre se stesso in pubblico nonostante il pericolo che potrebbe correre. Amo questo – sapere chi sei è più importante di ciò che gli altri possano pensare di te – veramente figo, eh???
Joseph Riggio, Ph. D.
Princeton, New Jersey
Titolo dell’originale: “The Cool Factor – part two”, 28.01.2007
Link dell’originale: http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/the_cool_factor_part_two/
precisazione sulla traduzione: mi sono attenuto quanto più fedelmente alla lettera del testo originale, con minimi cambiamenti stilistici, e non di significato, quando l’inglese risultava troppo diverso dall’espressione equivalente italiana. Per eventuali errori, mi assumo ogni responsabilità (petar)
Short URL: http://www.grandipassioni.com/?p=233











Un saluto a tutti,
sono dispiaciuto, ma la questione “figo”, detta proprio così come viene, purtroppo non mi induce riflessioni molto serie. L’argomento lo è, ci mancherebbe altro! E lo si capisce leggendo l’articolo e stando concentrati solo sul testo….
Mi spiego. Ho un problema, molto simile a quello che credo tutti hanno avuto almeno una volta nella vita: sapete quando una stupida canzoncina vi gironzola nella testa e cercate di cancellarla, ma lei continua a perseguitarvi? Ebbene, a me la parola “figo” produce lo stesso effetto!
Nel caso della canzoncina stupida, almeno, la soluzione c’è! Ed è semplicemente quella di obbligarsi a canticchiare un’altra canzoncina, magari meno stupida. Insomma, per cancellare una musica ce ne vuole un’altra.
Ma come fare se su quella precisa, specifica parola ti vien chiesto di riflettere?
Veniamo al dunque: “figo” mi fa inevitabilmente pensare alla canzone di Elio. Qualcuno la conosce?
Eccola:
Fossi figo frequenterei il locale giusto,
fossi figo conoscerei la gente giusta
fossi figo indosserei vestiti trendy,
ecc.
Quelle frasi cantate in sequenza, nelle quali la parola “figo” troneggia e si prende gran parte del senso del racconto (?!), sono l’inevitabile controcanto, italianissimo e sgangherato, a Bond ed alle parole di Riggio che, non fosse evidente la chiara consapevolezza della fondatezza delle cose che pensa e scrive, rischierebbero di essere ondeggianti come altissimi grattacieli durante un terremoto.
Ma ricordate l’ultima strofa cantata dal coro?
Eccola:
Forse non sono figo, forse no,
ma sono bello dentro,
Voi stranamente mi vivete come un solitario
ma a me piace stare con la gente.
Io, per piacervi,
mi epilerei per tutto il santo giorno
come le balle di un attore porno
Insomma…io trovo che l’articolo di Riggio debba essere consigliato come una lettura da fare prima di altre. Perché chiarisce, con esempi molto diretti e di semplice comprensione, qual è la posizione che ognuno di noi dovrebbe avere nella vita. Raggiungerlo, questo stato di “grazia”, è certamente un’altra cosa….e raggiungerlo dopo aver sentito la canzone di Elio, è sinceramente forse ormai cosa per me impossibile…solo una nota a margine del traduttore che escludesse l’uso di questo vocabolo potrebbe forse salvarmi.
Ciao,
Vanni
Vanni,
non si può mai sottolineare abbastanza l’importanza del linguaggio, ed il tuo commento è un perfetto promemoria.
La parola americana “cool”, l’ho resa con “figo”… ma “figo” richiama in te qualcosa di molto diverso da quello che descrive Riggio.
Tra parentesi: il “figo” di Elio è praticamente l’opposto del “figo” di Riggio
Potrei lanciare un concorso sul tema “come tradurre cool in modo più appropriato?” Magari “padrone di sé”?
Due osservazioni:
1. anche io ho parole alle quali sono allergico… una è il verbo “dovere” applicato alle passioni. Quando scrivi “… la posizione che ognuno di noi dovrebbe avere nella vita…” nella mia mente traduco “… emerge la possibilità di mantenere questa posizione che, tenuta nella vita…”
2. capisco che, da traduttore, cambiando termine “potrei salvarti”; ricordi però come, proprio lavorando insieme quando ci siamo conosciuti, abbiamo scoperto che “ci si può salvare da soli”. Se decidi di scrivere la parola più adatta al posto di “figo”, cosa cambia nella tua percezione dell’articolo di Riggio?
Ciao Vanni,
Petar
ciao petar
ti ringrazio personalmente per i straordinari articoli che metti a disposizione di chiunque
voglia trasformare e realizzare la propria vita.
il “fattore figo” un post eccitante oserei dire
vorrei commentare i 2 punti essenziali perchè non ho visto :p il film “casinò royale” (anche se per l’ottima traduzione credo di aver compreso tutti i passaggi;) )
“Quindi, cosa ci vuole per diventare figo/controllato e mantenere la posizione?”
1 “Decidere chi sei prima di iniziare”
credo che questo punto basti già da solo per Essere figo
sembrerà piuttosto banale tutto ciò, qualcuno potrebbe dire:”ma io so già chi sono e malgrado questo spesso mi imbatto in situazioni che non vivo come vorrei…”
benissimo
eh già!
non basta saperlo, quando iniziamo ad
avere chiaro davanti a noi “chi siamo” (tenendo in considerazione i nostri valori, le cose che ci piacciono, l’esperienze che vogliamo vivere) agiremo con calma e sicurezza interiore.
2 “Sapere come stabilire uno “Stato di prontezza” da cui operare – indipendentemente dalla situazione o dalle circostanze in cui ti trovi.”
lo “Stato di prontezza” penso che è proprio quello che si impara quando si vive l’esperienza MythoSelf
in alternativa, per chi come me non ha avuto modo di frequentare il MythoSelf finora, si puo’ decidere prima che ci sia l’effettiva necessità di prendere una decisione…
spesso molte persone prendono decisioni quando non ne possono fare a meno, per evitare un dolore e quindi da una posizione di stress
in “tempi non sospetti” cioè da una posizione di calma e controllo,
possiamo prendere decisioni in relazione a quello che vogliamo al tempo stesso quando si presenterà l’occasione sarà più facile e veloce decidere…
perchè già l’abbiamo presa
siamo pronti
bè mi fermo qui…
ringrazio per ultimo ma non in ordine di importanza, Piernicola De Maria per quello che mi ha insegnato e continuerò ad imparare da lui e per avermi fatto scoprire me stesso grazie ancora
Secondo me la cosa piu’ figa di James Bond in “Casinò Royale” (che ammetto di non aver visto) e’ che lui e’ soltanto un attore, sa che tutto attorno a lui e’ finto, e sa gia’ come andra’ a finire… in quelle circostanze forse riuscirei ad essere figo pure io
… comunque, vedo nell’importanza di essere figo un tentativo di piacere agli altri; non e’ meglio essere veri, e con questo intendo reali, autenciti, con i propri limiti molto umani, ma accettandoli senza tentare di apparire fighi… o finti? Secondo me ci vuole un esempio piu’ reale di figo, anche se mi viene in mente solo un altro attore… Fonzie!!! Forse essere figo non interessa piu’…
Grande Petar, sempre spunti di riflessione…
Giovanni
La PNL, fin dalle basi, insegna che “la mappa non è il territorio” – il che implica che “qualunque cosa si dica è una rappresentazione della realtà, non la realtà in sé stessa”. Rappresentazione che è costruita con i “filtri” che ogni singola persona mette…
Quando Joseph scrive del “Figo” (“Cool”), spiega in modo dettagliato cosa per lui sia il Figo, e prende spunto per descrivere un atteggiamento nei confronti della realtà coerente al modello che ha creato, il Mythoself(r).
Mi colpisce come molti restino attaccati alla loro specifica definizione di “Figo” senza distaccarsene in modo da “entrare” in ciò che Joseph vuole esprimere.
Se dall’articolo sparisse la parola “Figo”, lasciando solo “calmo e controllato”, per molti sarebbe un’esperienza del tutto diversa – eppure il contenuto resterebbe sostanzialmente lo stesso.
Che esempio del ruolo gigantesco del linguaggio nella costruzione delle “mappe”!
Giovanni scrive: ”vedo nell’importanza di essere figo un tentativo di piacere agli altri; non e’ meglio essere veri, e con questo intendo reali, autentici, con i propri limiti molto umani, ma accettandoli senza tentare di apparire fighi… o finti?”
Rileggete i sette punti descritti da Joseph: avete mai trovato una migliore descrizione dell’ “essere veri, autentici, ecc.”?
Anche più interessante è l’osservazione di Giovanni “lui e’ soltanto un attore, sa che tutto attorno a lui e’ finto, e sa gia’ come andra’ a finire…”.
Qui, vedo due punti distinti… “sapere già come andrà a finire”, “decidere prima come andrà a finire” – è non solo possibile, ma perfino elementare una volta che si comprende che proprio quella è la posizione ottimale per decidere poi, passo dopo passo, quale azione compiere per avvicinarsi a ciò che si vuole; idea che nel Mythoself(r) è definita “Intento”.
Ed infine… vi lascio con una domanda: il “messaggio”, il “significato” ha davvero bisogno della “verità” della storia?
(che l’attore sappia della finzione attorno a sé, ha davvero una qualche minima rilevanza?)
Eccellente lavoro davvero. Anche questo pezzo, come altri del vostro blog, è davvero molto interessante ed efficace.