Lo sconcertante esperimento delle due fessure

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Coscienza quantica“Nessuno capisce la meccanica quantistica”, Richard Feyman, fisico americano, padre delle nanotecnologie

La teoria quantistica è bizzarra. Per cercare di capirla, bisogna dimenticare tutto ciò che si sa su causa ed effetto, realtà, certezza. E’ un mondo con regole molto diverse, probabilistiche, che sembrano avere poco senso nel mondo che viviamo quotidianamente.

 E’ assolutamente impossibile spiegarla in qualunque modo “classico”!

 La teoria quantistica non è solo bizzarra, è anche senza dubbio la più stupefacente teoria esistente. Se, alla fine di questo articolo, non siete del tutto stupefatti, significa solo che non sono stato capace di spiegarlo degnamente. La teoria non tratta solo esperimenti ed equazioni, rivela qualcosa di assolutamente straordinario sulla comprensione umana di ciò che è la realtà stessa.

 E’ una teoria molto complessa, e per comprenderla appieno servirebbe almeno un buon libro. Eppure, per evidenziarne gli elementi di base, è sufficiente mostrarne alcuni esperimenti.

 Il primo, “L’esperimento delle due fessure”, dimostra con eleganza il mistero centrale della teoria quantistica: ogni altra situazione si può sempre spiegare dicendo “Ricordi, l’esperimento con le due fessure? Beh, questo è la stessa cosa!

 Ecco un simpatico e chiaro cartone animato che lo spiega.

 Cos’è la luce? Ci sono due possibili risposte.

In un caso, ipotizziamo che sia fatta da particelle (battezzate fotoni), e nell’altro caso che sia un’Onda che si propaga nello spazio.

Come facciamo a “smascherarla”? Particelle o Onda?

Supponiamo che la luce sia costituita da particelle: possiamo immaginarle come proiettili sparati da un fucile; mettiamo allora un muro con due fessure abbastanza larghe da far passare le particelle, e dietro di questo, un altro muro in cui le particelle-pallottole si vanno a piantare.

Dopo aver sparato un gran numero di volte attraverso i due fori, vi aspettate di trovare sul secondo muro due strisce di pallottole esattamente in linea con le fessure stesse, il che è esattamente ciò che succede per le pallottole vere. Se dimostriamo che la luce si comporta così, wow, vuol dire che è fatta di fotoni.

Supponiamo invece che la luce sia un’Onda; ripetiamo l’esperimento immergendo i due muri in una vasca d’acqua, con un’onda che si propaga dalla sua fonte, raggiunge entrambe le fessure, le oltrepassa, e così si “spezza” in due onde, ciascuna da una fessura, come in figura:

figura-1

Figura 1

Le due onde sarebbero esattamente uguali, ed avanzando verso il muro finale, interferiscono una con l’altra. In certi punti, entrambe le onde cercano di fare la cresta, e si sommano; in altri, una vuole fare la cresta e l’altra si abbassa, così si disturbano e sottraggono.

 Se invece dell’acqua si avesse della luce, e la luce fosse un’onda, il risultato sul muro finale sarebbe una successione di righe bianche, più intense verso il centro, e nere. Questa specie di maglia della Juventus è chiamato “pattern d’interferenza”. Se dimostriamo che la luce si comporta così, wow, vuol dire che è un’Onda.

 Bene, l’esperimento inizia!

 Risultato: pattern d’interferenza! La luce è un’Onda!

Stappiamo lo champagne e andiamo a casa? Macché! I fisici decidono di fare un altro tentativo.

 Da qui in avanti, l’uso della parola “stupefacente” non può essere esagerato!

 L’esperimento viene ripetuto sparando dal punto dove prima era la fonte luminosa particelle/fotoni una alla volta! Così, non c’è modo che interferiscano una con l’altra. Ovviamente, i fisici si aspettano che si creino sul muro in fondo due strisce sole, come quando pensavamo di sparare pallottole…

Tutto a posto, no? NO! Basta aspettare abbastanza tempo, ed il risultato è il pattern d’interferenza!

figura-2

Figura 2

Prima stranezza! E’ come se ogni fotone sapesse che sono aperte entrambe le fessure, le passasse, e si andasse a mettere sul muro in fondo in un modo che, assieme agli altri fotoni, va a ricreare il pattern d’interferenza…

 Stupefacente!

Allora, i fisici decidono di verificare che succede se rimane aperto un solo foro… probabilmente i fotoni ricreano sul secondo muro il pattern d’interferenza in ogni caso, no? NO!

Stavolta i fotoni si comportano da brave particelle e vanno a piantarsi su una sola striscia del muro finale.

figura-3

Figura 3

A questo punto, i fisici sono confusi!!! Come diavolo fa il fotone a sapere quando c’è una sola fessura aperta, e si comporta da particella, rispetto a quando ce ne sono due, e crea un pattern d’interferenza come fosse un’onda?

 E come fa, nel secondo caso, a creare un pattern d’interferenza se, sparandoli uno alla volta, non possono interferire uno con l’altro??? Che diavolo fa? Passa una volta da un foro, una volta dall’altro? Si sdoppia? O che altro?

 Beh se pensate che le stranezze siano finite, arriva la Bomba Atomica!

 I nostri cari fisici decidono di appostarsi come osservatori, con uno strumento di misura, dopo il muro con le fessure e rilevare il passaggio di ogni singolo fotone, per capire cosa fa… accendono lo spara-fotoni, aspettano il pattern d’interferenza e… cosa succede? NON C’E’!!!

figura-4

Figura 4

Ora, con la presenza dell’osservatore, i fotoni si comportano come ci si aspetta, da particelle, piantandosi in due strisce sul muro in fondo, senza creare il pattern d’interferenza!!!

 STUPEFACENTE!!!

 Ripeto: SENZA osservatore, i fotoni creano un pattern d’interferenza. CON osservatore, i fotoni si comportano normalmente da particelle!!!

 Questo esperimento, ripetuto infinite volte nei laboratori di tutto il mondo, ha confermato il risultato sperimentale… che siano i fotoni, strane particelle, i responsabili? Ebbene, lo stesso risultato si ha con elettroni ed atomi.

 L’OSSERVATORE DETERMINA LA REALTA’ CHE OSSERVA!

Short URL: http://www.grandipassioni.com/?p=673

Posted by Petar on Jul 18 2009. Filed under Fisica quantistica, Il Sapere, Scienza. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 Comments for “Lo sconcertante esperimento delle due fessure”

  1. Per me vale sempre la storia della rana :

    Una volta uno scenziato insegnò ad una rana a saltare a comando
    egli le diceva:
    “salta” e la rana saltava
    “salta” e la rana saltava
    ed egli annotava sul suo registro “con il comando salta la rana salta”
    un giorno decise di tagliare una zampa alla rana, le disse:
    “salta” e la rana con fatica saltò
    poi ripetè l’esperimento tagliando la seconda zampa e poi la terza.
    con una zampa sola, al comoando salta, la rana saltò con molta fatica ma saltò, infine lo scenziato tagliò anche l’ultima zampa, disse alla rana salta
    e questa non si mosse, gridò SALTA ma questa non si mosse ripetè salta più volte e questa non si mosse ed infine annotò sugli appunti:
    “senza le quattro zampe la rana è sorda”.

    Morale, non sempre causa ed effetto hanno una correlazione biunivoca, noi osserviamo gli effetti e cerchiamo le cause che li generano ma avvolte canniamo completamente il ragionamento arrivando a dire minchionate come
    L’OSSERVATORE DETERMINA LA REALTA’ CHE OSSERVA! Per come la vedo io ne il video ne la descrizione fatta qui sopra spiegano come funziona la macchina che spara un solo fotone alla volta e non spiegano neanche come funziona la macchina che osserva gli elettroni. L’esperimento è spiegato a grandi linee in modo divulgativo ma è la tecnica usata per attuarlo che mi interessa perchè a mio avviso è li che sta il problema.

  2. Petar

    Ciao Domenico,

    sono d’accordo con la descrizione del rapporto rana/appunti ed è il modo in cui, tutto sommato, la fisica quantistica procede. Osserva, formalizza matematicamente, infine tenta di spiegare in modo verbale/filosofico.

    Ad ogni modo, apre uno spazio ove ciò che si osserva ha poco/nulla a che fare con la spiegazione classica, quella del “senso comune”.
    Un articolo divulgativo è limitato nelle informazioni che, però, sono corrette. L’esperimento, ripetuto nei laboratori di tutto il mondo, dà lo stesso risultato, “sconvolgente” a detta persino di premi Nobel.
    La sua forza è che il non-specialista riesce a seguirlo! E’ la porta d’ingresso ai misteri quantistici!

    Per informazioni più dettagliate sulle modalità tecniche dell’esperimento, link interessanti sono:
    http://www.fortunecity.com/emachines/e11/86/qphil.html
    http://mist.npl.washington.edu/npl/int_rep/tiqm/TI_40.html#4.2

    Il grande messaggio della teoria quantistica è che “le leggi della realtà sono diverse da come le crediamo da secoli, un enigma affascinante da investigare.”
    Chi coglie quest’aspetto, rimane stupefatto… ecco uno stupendo articolo sugli aspetti filosofici…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazione_della_meccanica_quantistica
    Altri invece non fanno questo salto, reagiscono analizzando i dettagli (specie il presunto “effetto” del sistema di misurazione sulla particella) o “l’errore nel ragionamento”.
    Ecco – queste due categorie di persone rivelano letteralmente la realtà in cui vivono: la prima, piena di mistero da investigare; la seconda, determinata e deterministica.
    Infine, cortesemente non si usino espressioni maleducate come “minchionata”, a maggior ragione per idee dette ed analizzate dalle più grandi menti del nostro tempo.

  3. mi scuso per l’espressione assolutamente fuori luogo, grazie dei links

  4. Gaetano Di Giorgio

    Distinto Petar,
    a proposito dell’esperimento delle due fessure vorrei che mi si chiarisse una perplessità:
    ma non può essere molto semplicemente che l’osservatore,cioè la macchina, l’essere umano o l’animale, che osserva il fenomeno, con l’atto di osservare non fa altro che proiettare i propri fotoni attraverso i raggi visuali che vanno ad interferire con i fotoni dell’esperimento,provocando così le alterazioni onda-particella?
    Grazie per la risposta

  5. Buondì Gaetano,
    in effetti la tua osservazione è più che sensata. Proprio nel libro “La filosofia contemporanea” del filosofo Severino, che accenna brevemente alla fisica quantistica, fa notare che l’atto di misurare non può evitare di “muovere energia” minore di un quanto di luce, e per cui influenza l’osservazione. Tuttavia, il vero intento dell’articolo è stimolare una curiosità che avvii una ricerca più profonda, e la spiegazione “semplice” non esaurisce la questione. Ti invito a guardare i video sottotitolati di fisica quantistica che ho pubblicato su GrandiPassioni.com, ed ancor più, se leggi in inglese, a procurarti “The Quantum Enigma”. La fisica quantistica apre confini di conoscenza e questioni filosofiche gigantesche, ma per avventurarsi su quei territori bisogna ricordare la massima di Einstein… “rendere le cose semplici, ma non più semplici di come davvero sono”.
    Grazie del contributo!
    Ciao, Petar

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