Un’idea per imparare/realizzare/agire (sfuggendo una frequente trappola)

Scritto da Petar on Sep 30th, 2009 nella categoria J. Riggio, Mondo Mythoself(tm). Puoi seguire gli sviluppi con RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o fare il trackback dal tuo sito

Golf

Succede anche a voi di sentire talvolta una frase “saggia” che, in fondo, sembra del tutto naturale, e poi di dire “E allora? E’ ovvio!”

Ad esempio, la frase accanto al titolo di questo sito – “Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”. E’ ovvia, no?

Eppure, c’ho messo anni a superarne l’apparente ovvietà, per applicarla con impegno, ed averli, questi benedetti Risultati! 

Michael Gerber, autore del libro “The E-myth revisited”, chiama questo atteggiamento “La trappola del buon senso”: ogni grande idea sembra ovvia DOPO che la si è sentita!

La reazione che genera è appunto alzare le spalle e “vabbé, è ovvio – e allora?”

Eppure, ogni grande idea è tale quando porta il singolo a realizzare qualcosa, e non c’è realizzazione senza azione, e non c’è azione senza impegno!

Quindi, non è il “senso di ovvietà” la guida, ma proprio l’impegno e l’azione che una grande idea genera! “E’ ovvio” crea solo un momentaneo comfort, nessun miglioramento, nessuna energia… solo un’illusione.

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In uno dei primi post di questo sito, “Essere una squadra” http://www.grandipassioni.com/2009/01/“essere-una-squadra”/, ho scritto di Vince Lombardi, il piĂą leggendario allenatore di football americano di tutti i tempi, il cui credo essenziale era NON di individuare gli errori dei suoi giocatori per correggerli, bensì ciò che sanno fare bene, ed espanderlo.

“Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”

Di recente, sulla stampa nazionale, si è parlato di una recente ricerca del Massachussets Institute of Technology, che ha confermato ciò che Lombardi aveva così ben compreso; a livello neurologico il cervello apprende molto di più dai successi che dagli errori.

Tale Earl Miller, direttore del team di ricerca, afferma che le cellule cerebrali imparano dall’esperienza quando si fa qualcosa bene, non quando non si riesce.

Percorsi neuraliQuesti signori avrebbero creato una sorta di “fotografia istantanea del processo di apprendimento”, mostrando come le singole cellule modificano le loro risposte in tempo reale, in base all’informazione che permette di riconoscere l’azione giusta da quella sbagliata. Eppure, dopo un errore la reazione del cervello è molto ridotta, mentre è intensa dopo un comportamento riconosciuto come corretto.

Morale: solo nel secondo caso c’è un reale miglioramento nel comportamento, e quindi nei risultati.

Ulteriori prove hanno mostrato come, dopo un successo, l’intensa attività cerebrale tende non solo a replicarlo nei tentativi successivi, ma addirittura a migliorarlo. Dopo un errore, invece, la reazione è minima.

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 Dunque, “sbagliando s’impara”, massima tra le più note, che tutti conosciamo fin da bambini, è sbagliata?

Come sempre, non si generalizzi: è bene conoscere gli errori da evitare che procurano danno – che il fuoco bruci, è bene saperlo.

Se però si vuole generare performance – ebbene sì, non s’impara sbagliando, ma tentando fino al successo!

n732842357_861709_4354Durante il seminario Mytho-2 dell’Agosto 2008, Joseph ci ha raccontato la storia vera di un grande Campione di golf che, durante una conferenza stampa, con orgoglio affermava di non aver mai sbagliato un colpo in buca sotto una certa distanza. Un giornalista presente in sala gli fa notare  che semplicemente non era vero, e le immagini televisive lo dimostravano facilmente. Eppure, il golfista non sentiva ragioni, anche contro l’evidenza delle riprese in tivĂą!!!

Un comportamento a prima vista irragionevole, qualcuno direbbe anche prepotente… eppure…

“Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”

Dove va l’attenzione del golfista? Cancellando dal passato i fallimenti, resta fermamente sui successi… un atteggiamento frequente dei grandi performer!

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 Ovvio, no… !?!? ;-)

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A presto, Petar

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