“La conversazione”, il mio contributo

Caro pubblico di Grandi Passioni,
ho deciso di pubblicare la traduzione in italiano della lettera che ho scritto alla comunità di Facilitatori Mythoself… per la prima volta su questo sito, rendo espliciti alcuni aspetti dell’impatto che il modello ha avuto sulla mia vita, e come lo sto integrando con la mia cultura precedente.
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Caro Joseph, ed a tutta la comunità Mythoself,
di ritorno a casa dalla sorprendente esperienza del Mythomania, e specialmente del “Secrets of wealth attraction”, che su di me ha avuto un effetto che non posso assolutamente esprimere a parole, decido di unirmi alla “conversazione” alla quale ci hai invitato.
Di recente, un’importante trasformazione interiore è iniziata, rinforzata dall’esperienza delle ultime settimane. Negli ultimi due anni, durante i quali i training Mythoself hanno prodotto trasformazioni nella mia vita al di là di qualunque cosa potessi aver immaginato prima, sono comunque rimasto in una posizione di “ricevitore”, lasciando arrivare la nuova conoscenza, abbandonando parzialmente la mia cultura precedente, non sapendo come integrarla, pur sentendone il valore intrinseco.
Sentivo che l’integrazione è possibile, ed ecco dunque il mio contributo, al mio livello presente di essere e di comprensione.
Ci hai parlato così spesso del tuo co-mentore Joseph Campbell… anche io ho avuto un mentore che non ho mai conosciuto fisicamente, che tuttavia ha avuto un impatto profondo.
Il suo nome è Emanuele Severino, uno dei più importanti filosofi italiani contemporanei, cresciuto nella sfera culturale cattolica, di cui ha successivamene sfidato il cuore filosofico stesso, cacciato dalle Istituzioni ufficiali (l’Università Cattolica di Milano), si è trasferito a Venezia ove divenne docente profondamente rispettato. Più di recente, è tornato ad insegnare a Milano, pur ancora non accettato dall’intellighenzia cattolica.
La ragione dell’importanza del pensiero di Severino è, credo, degna di essere spiegata con cura, in modo che, più tardi, possa tentare la sfida di una possibile integrazione con il nostro lavoro Mythoself.
Il punto di vista è quello della mia storia personale, sperando di riuscire a trasmettere anche il senso del significato che ho ricevuto per me stesso.
A 23 anni (oggi, ne ho 39), provai un improvviso, inspiegabile ed invincibile desiderio di comprendere cosa fosse la Filosofia Occidentale. Non ne sapevo praticamente nulla, la mia istruzione era tecnica, la conoscenza umanistica derivava soprattutto da letture personali.
Così, ho iniziato a cercare le possibili fonti, finché ho scoperto i libri di Severino. Egli ha sviluppato una trilogia di divulgazione ma rigorosa, della storia e del contenuto della Filosofia occidentale, da quella antica (Greca e medievale), a quella Moderna (da Cartesio a Hegel) e Contemporanea (da Nietzsche al giorno d’oggi), intesa come Organismo unitario in continuo sviluppo.
Ricordo come, letteralmente, non riuscivo a smettere di leggerne l’opera, e che processo di trasformazione iniziò.
Il primo passo.
Dalle primissime pagine del primo libro, Severino rende esplicita una dichiarazione “forte”: la nascita della Filosofia Occidentale, nell’Antica Grecia (precisamente, nell’Asia Minore, com’era chiamata allora la Turchia) è un Evento Unico nella storia dell’Umanità, decisivo.
La Filosofia Occidentale nasce Immensa dal primo passo, ponendo le fondamenta del percorso successivo.
Qual è questo primo passo, e perché è così importante?
L’inaudita idea di Verità. La parola in sé, “verità”, era ovviamente presente nel linguaggio antico, ma non nel senso radicale definito, per la prima volta nella storia del genere umano, dalla filosofia greca (e, con la più grande chiarezza da Parmenide, sul quale tornerò dopo).
Cosa è questo nuovo senso di “Verità”?
Fino a quel momento, l’uomo, di fronte allo spettacolo, ed il terrore, della natura e di se stesso, in cerca di una spiegazione, ha solo una risposta: il Mito.
Con l’idea di Verità, concepisce l’idea di un Sapere incontrovertibile, assoluto, invoncibile, in grado di essere stabile ed incrollabile contro ogni possibile tentativo di negazione o contestazione.
Questa idea, già grande, implica immediatamente, prima ancora di qualunque ricerca del contenuto concreto della Verità, una relazione con un altro concetto nuovo, radicale quanto l’idea di verità, ed in effetti equivalente: l’Essere.
Comprendere la relazione tra la Verità e l’Essere è cruciale, val la pena soffermarsi.
I primi filosofi greci, tentando di dare contenuto alla Verità, iniziano a prestare attenzione alle singole “cose” che appaiono ai sensi. Immaginate di prestare attenzione ad un sasso (ma lo stesso si può dire di qualunque altro oggetto), e di voler estrarre da esso una conoscenza “vera”… ciò si rivela impossibile… per esempio, è impossibile dire “le cose sono di pietra”, perché verrebbe chiaramente negato dal primo oggetto di un altro materiale.
Così, è subito chiaro che l’attenzione va messa non sul singolo oggetto, ma su un insieme più vasto, anzi, così enorme che, aggiungendovi nuovi oggetti, il Sapere fin lì costruito non possa essere smentito.
Un insieme del genere, contenente TUTTI gli oggetti, concreti ed astratti, passati-presenti-futuri… è il TUTTO, il più immenso insieme concepibile.
I filosofi della Grecia antica, per la prima volta nella storia umana definiscono esplicitamente il Tutto (l’Essere) come l’insieme tale che nessun altro possa essere più grande… ed il Sapere costruito sull’Essere non può essere smentito da nuovi oggetti, semplicemente perché tutti gli oggetti ne sono già parte.
Questa nuova idea di rapportarsi con la realtà, svela immediatamente, all’epoca, la “non-verità” del Mito.
La spiegazione è semplice: la filosofia, definendo l’Essere come l’insieme più vasto possibile, chiede alla Mitologia “quale è il più vasto insieme sul quale il tuo sapere è costruito?”, e le risposte, il Kaos ed il Kosmos, apertamente non sono il Tutto… quindi, la Mitologia non può essere “vera”.
Questo semplice ragionamento è al cuore della cancellazione esplicita (ma non inconscia) dalla cultura occidentale come forma “autentica” di conoscenza… sopravvive esplicitamente solo nella religione, sotto la giustificazione dell’impossibilità per la ragione umana di raggiungere la conoscenza “elevata”, che si presume solo la Fede possa aprire.
La filosofia, però, assieme al lato luminoso – Verità ed Essere – apre contemporaneamente il suo lato oscuro, con l’altrettanto radicale idea di Nulla.
Anche la parola “nulla” esiste prima dell’inizio della filosofia greca, ma, esattamente come Verità ed Essere, non aveva prima il suo significato radicale ed assoluto.
Il senso greco del Nulla è radicale, assoluto, totale, completo – il senso del non-Essere assoluto, mai concepito prima con tale profondità dal genere umano.
E’ con il pensiero greco che fatti della vita come “morte”, ma anche “nascita”, “distruzione” ma anche “creazione”, e così via, raggiungono i livelli di significato e dramma descritti, ad esempio, nella tragedia greca.

La filosofia greca, ed innanzitutto con Parmenide di Elea, pone la base di tutto lo sviluppo successivo della cultura Occidentale; essendo, oggi, questa la cultura dominante del pianeta, è cruciale iniziare ad afferarrne il significato, riconoscibile dal momento stesso della nascita.
Questo, è il mio primo contributo, spero d’interesse… c’è ancora così tanto da dire…
Un abbraccio a tutti,
Vostro, Petar
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Emanuele Severino è uno dei più importanti filosofi contemporanei, non solo in Italia, che ha il raro e prezioso dono di saper parlare ad un pubblico di persone comuni come tutti noi, ma in modo rigoroso e pieno di significato.
GrandiPassioni.com si occupa molto delle sue opere e del suo pensiero, che potete leggere, e spesso ascoltare, ai seguenti link:
Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, prima parte
Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, seconda parte
Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, terza ed ultima parte
Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, prima parte
Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, seconda parte
Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, terza parte
Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, prima parte
Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, seconda parte
Dio secondo i filosofi, incontro promosso dalla “Fondazione Corriere della Sera”, prima parte
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[...] Ed ancora: come e’ possibile anche solo concepire che le cose “escano dal Nulla” e vi ritornino? Eppure, l’origine di questa idea, profonda ed inconscia, e’ proprio alla base della nostra cultura occidentale, come scrivo nel post http://www.grandipassioni.com/2009/12/la-conversazione-il-mio-contributo/ . [...]
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