La prima parte del “contributo alla conversazione” si può leggere qui:
http://www.grandipassioni.com/2009/12/la-conversazione-il-mio-contributo/
Uno degli aspetti più importanti e più sorprendenti dello studio appassionato (e non solo accademico) della filosofia è la sottile comprensione, pian piano, di come le grandi idee penetrano ogni singolo essere umano del pianeta, che pure può benissimo non sapere nulla di filosofia, e ne guidano l’interpretazione del mondo e della propria stessa vita.
Ad esempio, il “Nulla”.
Prima del sorgere di questo concetto radicale del pensiero greco, la morte non era e non poteva essere “Nulla”, nemmeno il pensarlo era possibile… in tutte le civiltà pre-filosofiche la morte è comunque un viaggio in luoghi ignoti, un’avventura misteriosa e spesso dolorosa… ma non “nulla”.
Oggi, per qualunque uomo che abiti il pianeta, la prospettiva che la morte possa essere Nulla, e che per non esserlo debba avere un Rimedio (ad esempio quello cristiano, che è assolutamente a quanto sto descrivendo), è presente con grande chiarezza, per quanto poco piacevole, e per quanto di filosofia possa non sapere alcunché.
E così, la filosofia pone le basi di innumerevoli altri concetti… la “verità”, la “morale”, la “giustizia”, la “esistenza di un ordine fisico o sociale”, eccetera eccetera, che poi la generalità delle persone danno per scontato essere “ovvietà”, non afferrando che sono invece figlie di una gigantesca costruzione mentale che è, appunto, la Filosofia occidentale.
Con le idee, e le azioni che generano, bisogna dunque stare attenti.
Da una parte, quale è il fondamento di una idea? Quanto spesso le “migliori intenzioni” generano risultati scadenti o addirittura contrari alle intenzioni originarie, perché privi di fondamento, “campati in aria”… la Filosofia occidentale è lo strumento chiave per comprendere la “relazione” di un’idea e di un’azione nello schema più ampio a cui appartiene, e dal quale non può sfuggire.
Se non vediamo questa relazione, non è che essa non ci sia, siamo noi stessi a non essere pronti a scorgerla.
Dall’altra parte, le idee, all’inizio figlie dell’uomo, diventano poi esse stesse generatrici di altre idee… di cui il pensatore originario perde spesso il controllo.
Ad esempio, Socrate ha ispirato a Platone “il mondo delle idee” e “La repubblica”, ma è assai dubbio che egli stesso li avrebbe accettati… oppure, ancora, il pensiero di Nietzsche è stato spesso usato dal nazismo per confermare la propria ideologia, distorcendone il pensiero… e che dire del pensiero di Marx che, nato con le migliori intenzioni di “liberare gli oppressi”, ha giustificato atrocità tra le più terribili del 20° secolo. Gli esempi si sprecano.
Così, la Filosofia, nata pian piano con un’idea apparentemente semplice come “la Verità”, si ritrova subito con figli inattesi, come il “Tutto (l’Essere)”, e l’oscuro figlio illegittimo “il Nulla”.
Forse vi sorprenderà sapere che la nostra civiltà e persino la vita dei singoli sono costantemente determinati da queste categorie, e non ha nessuna importanza che noi coscientemente lo ignoriamo. Sono categorie profondamente installate nella nostra anima, quasi al di là della possibilità di analisi, tanto le diamo per “scontate”, “evidenti”, “vere”.
Ovvia domanda: cosa significa “la nostra civiltà (e la nostra vita) è costantemente determinata da queste categorie”?
E’ un percorso affascinante al quale vi invito dal prossimo capitolo.
Vostro, Petar




