IL MANIFESTO DI GRANDIPASSIONI! (1)

Scritto da Petar on Jan 9th, 2010 nella categoria Passioni. Puoi seguire gli sviluppi con RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o fare il trackback dal tuo sito

Sono esplicito:

GUARDATE QUESTO FILMATO (ed il seguito che pubblichero’ tra breve)!

E’ GRANDE!

Esprime esattamente lo Spirito e la Filosofia di questo sito e del gruppo di persone che lo segue!

Non solo lo esprime “in generale”, ma nei dettagli, nella vicenda, nelle sfumature! Da brivido!

QUESTO E’ IL “MANIFESTO” DI GRANDIPASSIONI!

Oggi, sono qui per raccontarvi una storia che in parte e’ una storia personale.

Quando Chris mi ha invitato qui a parlare, ha detto che la gente pensa di me come a un’enigma, vuole sapere che cosa e’ che mi guida, mi ispira.

Cio’ che veramente mi guida – e’ una visione del futuro che credo noi tutti condividiamo.

Un mondo di pace, di prosperita’ sostenibilita’.

Noi, quando in questa sede sentiamo un sacco di presentazioni, ad esempio Ed Wilson e le fotografie di James Nachtwey, credo che ci rendiamo conto quanto lontano bisogna ancora andare per realizzare quella versione dell’Umanita’ che a me piace chiamare “Umanita’ 2.0”.

E’ qualcosa che si trova dentro ognuno di noi. Far finire cio’ che, secondo me, sono le due grandi calamita’, oggi, nel mondo.

Una, e’ il “buco di opportunita’”, il buco che, l’altra sera, il Presidente Clinton ha battezzato ineguale, ingiusto ed insostenibile, da cui nasce la poverta’, l’analfabetismo, la malattia e tutte le altre orribili cose che vediamo intorno a noi.

L’altro grande “buco” e’ cio’ che chiamo “buco della speranza”.

Ad un certo punto, qualcuno e’ saltato fuori con questa orribile idea, che la persona “normale” non puo’ fare la differenza nel mondo. Penso che sia una cosa terribile.

Cosi’, il Capitolo Uno inizia oggi, con tutti noi, perche’ dentro ognuno di noi c’e’ il potere di rendere piu’ uguali le opportunita’ e chiudere i “buchi di speranza”.

Se gli uomini e donne, qui, di TED non possono fare la differenza nel mondo, non so chi possa farcela.

Per me, gran parte di questa esperienza e’ iniziata quando ero piu’ giovane, e la mia famiglia era solita a fare campeggio nello Stato di New York.

Non c’era davvero molto da fare la’, in estate tranne farmi pestare da mia sorella, o leggere libri.

Cosi’, ho iniziato a leggere autori come James Michener, James Clavell, Ayn Rand.

Le loro storie facevano sembrare molto piccolo il mondo, come un posto interconnesso.

Mi ha fatto pensare che, se potessi scrivere storie, che riguardassero questo mondo, piccolo ed interconnesso, forse, potevo interessare le persone agli argomenti che riguardavano tutti. E forse impegnarli a fare la differenza.

Non credevo che questo fosse necessariamente il modo migliore per guadagnarsi da vivere cosi’ ho deciso di andare sulla strada dell’indipendenza finanziaria per poter poi scrivere queste storie, il piu’ in fretta possibile.

Poi, ho avuto diversi segnali per “svegliarmi” quando avevo 14 anni. Mio padre arrivo’ un giorno a casa annunciando di avere il cancro, pareva piuttosto grave. Disse di avere paura non tanto di morire in se’, ma del fatto che non aveva fatto le cose che aveva voluto, in questa vita. Tocchiamo ferro, e’ ancora vivo oggi, molti anni dopo

A me, giovane uomo, cio’ fece davvero una grande impressione: nessuno sa mai quanto tempo davvero gli resti.

Cosi’, ho cominciato in fretta. Ho studiato ingegneria, poi ho iniziato un paio di business che speravo fossero il bliglietto per la liberta’ finanziaria.

Uno di questi business era per l’affitto di computer detto “Micros on the Move” (computer in movimento), davvero un bel nome, perche’ la gente continuo’ stabilmente a rubermeli.

Quindi ho capito di dover imparare di piu’ del mondo degli affari,’ sono andato a studiare alla Stanford Business School. Mentre ero li’, sono diventato amico di un tale Pierre Omidyar, che e’ qui, stasera. Pierre, mi scuso per questo – la foto e’ dei vecchi tempi. Appena dopo la laurea, Pierre venne da me con quest’ idea di aiutare le persone a comprare e vendere tra loro le cose, online.

Con la saggezza datami dalla laurea a Stanford dissi “Pierre, che idea stupida!”

Inutile dire quanto avessi ragione. Appena dopo, nel 1996, Pierre ed io abbiamo lasciato i nostri lavori a tempo pieno per costruire eBay. Ed il resto, come sapete, e’ storia.

L’azienda fu quotata in borsa due anni dopo ed oggi e’ una delle piu’ note aziende del mondo.

Centinaia di milioni di persone la usa in centinaia di nazioni, eccetera eccetera.

Per me, personalmente, fu un autentico cambiamento.

Sono passato dal vivere in una casa con altre cinque persone a Palo Alto sopravvivendo con i loro avanzi ad avere di colpo ogni genere di possibili risorse.

E volevo, come potevo, condividere la benedizione di queste risorse con il resto del mondo.

In quel periodo ho incontrato John Gardner, un uomo straordinario.

E’ stato l’ideatore dei programmi della Great Society sotto la presidenza di Lyndon Johnson, negli anni ‘60. Gli ho chiesto che cosa potesse essere, secondo lui, la miglior cosa che potessi fare o chiunque altro potesse fare, per “fare la differenza” sulle questioni a lungo termine che riguardano l’umanita’.

John disse “Punta sulle brave persone che fanno cose buone”.

“Punta sulle brave persone che fanno cose buone”

Questo, e’ davvero entrato in risonanza con me. Ho avviato una fondazione per puntare su queste brave persone che fanno cose buone.

Questi leader, innovativi, non-profit, usano abilita’ del business con grande capacita’ di leva per risolvere problemi sociali. La gente, oggi, li chiama imprenditori sociali.

Tanto per mostrare delle faccie, persone come Mohammed Yunus fondatore della Grameen Bank, elevando 100 milioni di persone dalla poverta’, in tutto il globo, vincitore del Premio Nobel.

Ci sono molte altre persone che nemmeno conoscete. Persone come Ann Cotton, fondatrice di un gruppo detto CAMFED in Africa, perche’ riteneva che l’educazione femminile era carente.

Ha iniziato circa 10 anni fa ed oggi, educa circa un quarto di milione di ragazze africane.

Oppure qualcuno come la dottoressa Victoria Hale, che ha fondato la prima azienda farmaceutica non-profit a livello mondiale, la cui prima medicina combatte la leishmaniosi viscerale umana, famosa anche come febbre nera. Spera entro il 2010 di eliminare questa malattia, vera calamita’ nel mondo in via di sviluppo.

Cosi’ – questo e’ un modo di puntare sulle brave persone che fanno cose buone.

Molte cose emergono all’interno di una filosofia di cambiamento che trovo veramente potente.

E’ cio’ che chiamiamo “Investi, connetti e poi celebra”.

Investi – se vedi brave persone fare buone cose investi in loro. Investi nelle loro organizzazioni.

O nel loro business, investi in queste persone. Collegali, attraverso conferenze come TED, che crea cosi’ tante potenti connessioni o attraverso il Forum Mondiale dell’Imprenditoria Sociale che la mia fondazione tiene ad Oxford, ogni anno.

E festeggia, celebra, racconta le loro storie perche’ non solo ci sono brave persone che fanno un buon lavoro, anche le loro storie possono aiutare a chiudere i “buchi di speranza”.

E’ stata questa ultima parte della missione, la celebrazione, che mi ha veramente riportato a pensare di quando ero bambino e volevo raccontare storie per coinvolgere persone sugli argomenti che ci coinvolgono tutti.

Una lampadina si accese, cioe’ che potevo non scrivere da me le storie, potevo trovare altri scrittori.

La lampadina successiva e’ stata: invece di solo scrivere storie, perche’ non farne film o portarle in televisione, per coinvolgere alla grande la gente?

Cosi’ ho pensato ai film che hanno ispirato me, come “Gandhi” o “Schindler’s List”.

Mi sono chiesto chi fa, al giorno d’oggi, questo genere di film.

Ed in effetti non c’e’ nessuna specifica compagnia la cui attenzione sia concentrata sull’interesse pubblico. Cosi’ nel 2003, ho iniziato a fare un giro a Los Angeles per parlare dell’idea di fare una Media Company su temi sociali, e sono stato accolto da grandi incoraggiamenti.

Uno degli incoraggiamenti principali, che ho sentito piu’ e piu’ volte era “Le strade di Hollywood sono piene di cadaveri di persone come te che pensano di venire in questa citta’ a fare film”.

Poi, naturalmente, c’era l’altro adagio “Il modo piu’ sicuro di diventare milionario e’ iniziare da miliardario e poi entrare nel business dei film”.

Imperterrito, nel gennaio 2004, ho avviato la Participant Productions, con la visione di renderla una Media Company Globale, focalizzata sull’interesse pubblico.

La nostra missione e’ produrre intrattenimento che crea ed ispira cambiamento sociale.

Non vogliamo che le persone semplicemente guardino i nostri film, dicano che sono divertenti e poi li dimentichino.

Li vogliamo coinvolgere su quesi temi.

Nel 2005 abbiamo lanciato la nostra prima carrellata di film “Murder Bail”, “North Country”, “Syriana” e “Good Night and Good Luck”.

Con mia grande sorpresa, furono notati. Siamo arrivati a 11 nominations all’Oscar per questi film.

Ed e’ stato un gran bell’anno per questo ragazzone. Forse anche piu’ importante decine di migliaia di persone hanno aderito a gruppi di attivisti che abbiamo creato per accompagnare i film.

Abbiamo avuto una componente online di tutto questo, la nostra community detta Participate.net.

Con i nostri partners del settore sociale, come la ACLU, PBS, e Sierra Club, poi NRDC, le persone, dopo aver visto il film trovavano anche qualcosa da fare concretamente, per fare la differenza.

(segue)

1 risultato per “IL MANIFESTO DI GRANDIPASSIONI! (1)”

  1. Gigi says:

    Che figata!!! Il cinema che ispira il cambiamento sociale! Voglio farlo anch’io XD

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