Il Maestro Emanuele Severino spiega la nostra origine (2)
Nei due filmati che seguono qua sotto, Emanuele Severino inizia ad entrare nel cuore del primo pensiero filosofico, che segna il cammino successivo della Civiltà Occidentale, e quindi del Pianeta, fino ad oggi ed al nostro futuro, anche se in genere non ce ne rendiamo conto.
Ripropongo quanto scrivo nel post “La conversazione, il mio contributo”, ove descrivo in gran parte gli stessi temi del Maestro.
Buona lettura e buona visione, Petar
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Dalle primissime pagine del libro “La Filosofia Antica”, Severino rende esplicita una dichiarazione “forte”: la nascita della Filosofia Occidentale, nell’Antica Grecia (precisamente, nell’Asia Minore, com’era chiamata allora la Turchia) è un Evento Unico nella storia dell’Umanità, decisivo.
La Filosofia Occidentale nasce Immensa dal primo passo, ponendo le fondamenta del percorso successivo.
Qual è questo primo passo, e perché è così importante?
L’inaudita idea di Verità. La parola in sé, “verità”, era ovviamente presente nel linguaggio antico, ma non nel senso radicale definito, per la prima volta nella storia del genere umano, dalla filosofia greca (e, con la più grande chiarezza da Parmenide, sul quale tornerò dopo).
Cosa è questo nuovo senso di “Verità”?
Fino a quel momento, l’uomo, di fronte allo spettacolo, ed il terrore, della natura e di se stesso, in cerca di una spiegazione, ha solo una risposta: il Mito.
Con l’idea di Verità, concepisce l’idea di un Sapere incontrovertibile, assoluto, invoncibile, in grado di essere stabile ed incrollabile contro ogni possibile tentativo di negazione o contestazione.
Questa idea, già grande, implica immediatamente, prima ancora di qualunque ricerca del contenuto concreto della Verità, una relazione con un altro concetto nuovo, radicale quanto l’idea di verità, ed in effetti equivalente: l’Essere.
Comprendere la relazione tra la Verità e l’Essere è cruciale, val la pena soffermarsi.
I primi filosofi greci, tentando di dare contenuto alla Verità, iniziano a prestare attenzione alle singole “cose” che appaiono ai sensi. Immaginate di prestare attenzione ad un sasso (ma lo stesso si può dire di qualunque altro oggetto), e di voler estrarre da esso una conoscenza “vera”… ciò si rivela impossibile… per esempio, è impossibile dire “le cose sono di pietra”, perché verrebbe chiaramente negato dal primo oggetto di un altro materiale.
Così, è subito chiaro che l’attenzione va messa non sul singolo oggetto, ma su un insieme più vasto, anzi, così enorme che, aggiungendovi nuovi oggetti, il Sapere fin lì costruito non possa essere smentito.
Un insieme del genere, contenente TUTTI gli oggetti, concreti ed astratti, passati-presenti-futuri… è il TUTTO, il più immenso insieme concepibile.
I filosofi della Grecia antica, per la prima volta nella storia umana definiscono esplicitamente il Tutto (l’Essere) come l’insieme tale che nessun altro possa essere più grande… ed il Sapere costruito sull’Essere non può essere smentito da nuovi oggetti, semplicemente perché tutti gli oggetti ne sono già parte.
Questa nuova idea di rapportarsi con la realtà, svela immediatamente, all’epoca, la “non-verità” del Mito.
La spiegazione è semplice: la filosofia, definendo l’Essere come l’insieme più vasto possibile, chiede alla Mitologia “quale è il più vasto insieme sul quale il tuo sapere è costruito?”, e le risposte, il Kaos ed il Kosmos, apertamente non sono il Tutto… quindi, la Mitologia non può essere “vera”.
Questo semplice ragionamento è al cuore della cancellazione esplicita (ma non inconscia) dalla cultura occidentale come forma “autentica” di conoscenza… sopravvive esplicitamente solo nella religione cristiana (soprattutto cattolica), sotto la giustificazione dell’impossibilità per la ragione umana di raggiungere la conoscenza “elevata”, che si presume solo la Fede possa aprire.
La filosofia, però, assieme al lato luminoso – Verità ed Essere – apre contemporaneamente il suo lato oscuro, con l’altrettanto radicale idea di Nulla.
Anche la parola “nulla” esiste prima dell’inizio della filosofia greca, ma, esattamente come Verità ed Essere, non aveva prima il suo significato radicale ed assoluto.
Il senso greco del Nulla è radicale, assoluto, totale, completo – il senso del non-Essere assoluto, mai concepito prima con tale profondità dal genere umano.
E’ con il pensiero greco che fatti della vita come “morte”, ma anche “nascita”, “distruzione” ma anche “creazione”, e così via, raggiungono i livelli di significato e dramma descritti, ad esempio, nella tragedia greca.
La filosofia greca, ed innanzitutto con Parmenide di Elea, pone la base di tutto lo sviluppo successivo della cultura Occidentale; essendo, oggi, questa la cultura dominante del pianeta, è cruciale iniziare ad afferrarne il significato, riconoscibile dal momento stesso della nascita.
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Emanuele Severino è uno dei più importanti filosofi contemporanei, non solo in Italia, che ha il raro e prezioso dono di saper parlare ad un pubblico di persone comuni come tutti noi, ma in modo rigoroso e pieno di significato.
GrandiPassioni.com si occupa molto delle sue opere e del suo pensiero, che potete leggere, e spesso ascoltare, ai seguenti link:
Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, prima parte
Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, seconda parte
Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, terza ed ultima parte
Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, prima parte
Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, seconda parte
Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, terza parte
Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, prima parte
Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, seconda parte
Dio secondo i filosofi, incontro promosso dalla “Fondazione Corriere della Sera”, prima parte
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