La Russia, dai Romanov a Stalin (2): la Prima Guerra Mondiale

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(2a parte)

Tra i Partiti riformisti sono molto attivi l’Unione dell’Ottobre, il cui programma punta alla Monarchia costituzionale, ed i Costituzionalisti democratici, i cosiddetti “cadetti”, che saranno l’unico partito liberale della Storia russa. Tra i cosiddetti Partiti rivoluzionari, ci sono i Socialisti rivoluzionari che difendono gli interessi dei contadini, cioe’ della maggioranza dei russi, ed il Partito Socialdemocratico russo di ispirazione marxista, che sin dai primi anni della sua nascita, nel 1898, ispira la classe operaia con scioperi e con tutte le azioni che possono servire ad abbattere il regime zarista.

Nel 1903 il Partito si divide tra Menscevichi, il cui leader era Georgy Plekanov, e Bolscevichi, capeggiati da Lenin. Questa scissione, dovuta in apparenza ad una disputa dovuta a correnti interne, ha in realta’ radici profonde. Si tratta di una divisione netta tra i marxisti tradizionalisti ed i sostenitori di una nuova lettura della dottrina rivoluzionaria, che in seguito sara’ denominata marxismo-leninismo. Lenin rifiuta il principio di Marx secondo cui la Classe operaia e’ per natura rivoluzionaria, e la Rivoluzione del proletariato prelude all’eliminazione dello Stato. Si rifa’ quindi alla dialettica hegeliana di Tesi-Antitesi-Sintesi. Per Marx, dopo il tempo della borghesia viene il tempo del proletariato, e’ un succedersi storico fisiologico. Per Lenin invece, la rivoluzione del proletariato non e’ un processo storico evolutivo naturale, e soprattutto non nasce da sola.

Ecco che cosa grida Lenin in uno dei suoi slogan piu’ celebri ed efficaci: “Dateci un’organizzazione di rivoluzionari e capovolgeremo la Russia!”. La consapevolezza rivoluzionaria puo’ essere dunque portata nel proletariato solo dall’esterno, da una minoranza colta che comprenda scientificamente le leggi della Storia e si riunisca nel Partito dei “rivoluzionari di professione”, e per Lenin il ruolo del Partito e’ centrale.

Il compito del Partito bolscevico e’ dunque quello di prendere il potere per trasformare la rivoluzione borghese, diretta contro la monarchia autocratica, in quella socialista. La Rivoluzione socialista, anche se in un Paese arretrato come la Russia, avra’ poi un enorme significato internazionale.

Il momento propizio per la Grande Rivoluzione non e’ ancora giunto.

La Prima Guerra Mondiale e’ alle porte. L’Impero Russo entra nel conflitto per vari motivi: perche’ ha aderito alla Triplice Intesa con Francia e Gran Bretagna, per la politica espansionistica tradizionale dell’autocrazia russa, e per l’atteggiamento aggressivo che ha da sempre nei confronti degli Imperi Ottomano ed Austro-Ungarico. Inoltre il Governo zarista vede nella Guerra un’ottima opportunita’ per spegnere una volta per tutte il movimento rivoluzionario. Per questa ragione mobilita un numero enorme di giovani, dichiara lo stato d’emergenza, vieta gli scioperi, e fa appello allo spirito patriottico della popolazione. Ma sono molti i consiglieri dello Zar che intuiscono subito quanto possa essere pericolosa per l’Impero questa nuova avventura.

L’ex Ministro degli Interni e membro del Consiglio di Stato, Petr Durnago, scrive per lo Zar un famoso promemoria in cui afferma: “La Grande Guerra Europea costituirebbe un pericolo mortale, sia per la Russia che per la Germania. Chiunque ne fosse il vincitore. Nel caso di una nostra sconfitta, la rivoluzione sociale nella sua forma estrema e’ inevitabile!”, ma lo Zar non lo legge nemmeno.

Il Capo di Stato Maggiore russo promette agli alleati francesi di mandare contro la Germania un esercito di 800.000 uomini addirittura quindici giorni dopo la mobilitazione. Le cose invece cominciano male. L’esercito francese passa subito all’offensiva e subisce perdite enormi. Cosi’ riferisce al proprio Governo l’addetto militare russo a Parigi: “E’ chiaro ormai che l’esito della Guerra dipende da quello che riusciremo a fare per rivolgere su di noi le Armate tedesche!

Anche l’esercito russo, dopo alcuni successi iniziali, comincia a subire una sconfitta dopo l’altra. Verso la meta’ del 1915 vengono mobilitati nove milioni di uomini, un’Armata gigantesca che l’apparato amministrativo zarista non e’ in grado di gestire. L’incompetenza e l’inefficienza del Governo e dello Stato Maggiore russo diventano subito proverbiali.

Intanto i problemi di rifornimento di armamenti e munizioni all’esercito, e di prodotti alimentari alle citta’, sono sempre piu’ drammatici. Una grossa responsabilita’ di tutto quanto accade grava proprio sulla Coppia Imperiale. Infatti, nonostante il parere contrario dei propri ministri, nel 1915 Nicola II assume personalmente il comando dell’esercito, lasciando l’amministrazione dello Stato nelle mani dell’Imperatrice Alessandra.

La Zarina e’ circondata e completamente dominata da una cerchia di aristocratici guidati da Grigory Rasputin, “l’uomo d’iddio”, che ha un’enorme influenza su di lei grazie ai presunti poteri che gli avrebbero consentito di guarire l’erede al Trono, il piccolo Alexey, affetto da emofilia.

Sul campo, il principale contributo della Russia alla Guerra consiste nel costringere la Germania a combattere su due fronti, logorando in questo modo le forze tedesche. La Russia sara’ determinante nella vittoria dell’Intesa, ma il prezzo che paga e’ spaventoso: otto milioni tra morti, feriti e prigionieri, vale a dire la meta’ degli uomini mobilitati, oltre alla perdita di territori ad occidente, ed al quasi crollo dell’economia nazionale.

(clicca qui per il seguito)

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Potete guardare e leggere le puntate di “La Russia dai Romanov a Stalin” ai seguenti link:

1a parte: dalla fine del XIX° secolo alla rivoluzione del 1905

2a parte: la Prima Guerra Mondiale

3a parte: il potere ai bolscevichi

4a parte: la guerra civile

5a parte: la lotta per la successione a Lenin

6a parte: dal Grande Terrore al patto con Hitler

7a parte: la Battaglia di Mosca

8a parte: Vittoria della Guerra “calda” ed inizio di quella “Fredda”

9a ed ultima parte: la destalinizzazione

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Il sottoscritto è stato di persona a Stalingrado, che oggi si chiama Volgograd, città mitica per la Battaglia vinta contro il nazismo.

Potete guardare il reportage da un luogo unico al mondo, compresa la statua della “Madrepatria”, una delle più grandi al mondo, e dal Museo nazionale della Seconda Guerra Mondiale.

Ecco i link:

Prima parte: Reportage da Stalingrado

Seconda parte: La Statua della Madrepatria

Terza parte: il luogo più sacro

Petar

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Posted by Petar on Dec 15 2010. Filed under Articoli + recenti, La Russia dai Romanov a Stalin, Storia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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