La Cappella Sistina di Michelangelo spiegata in dettaglio (1 di 2)
Un capolavoro che lascia a bocca aperta, entrato nell’immaginario collettivo dell’Occidente. Vi invito a scoprirlo in questo articolo, uno dei piu’ ambiziosi da quando e’ nato GrandiPassioni.com.
Evolvi la Coscienza ed Agisci!
Petar
_____________________
Vista dall’alto della Cappella Sistina e dei suoi dintorni.

Nel 1508 la Cappella Sistina e’ la cappella privata del Papa, si trova nell’ala settentrionale di San Pietro, parallela alla basilica stessa.
Sono ancora presenti le decorazioni fatte nel 1481-82, ovvero affreschi dipinti appena sotto le finestre, da cinque artisti, tra cui il Perugino, Botticelli, Cosimo Rosselli, Piero di Cosimo ed il Ghirlandaio, raggiunti successivamente da Luca Signorelli.
La Volta aveva ovviamente un aspetto molto diverso da quello attuale: nel 1508 era ancora dipinta con la decorazione del 1482, di colore blu e decorate con stelle dorate, a rappresentare la volta celeste divina, da un artista di nome Piermatteo D’Amelia
Guardate ora l’immagine della Cappella Sistina come appare oggi: in essa, l’osservatore si posiziona al lato orientale della Cappella, guardando verso occidente.
Gli affreschi originali del 1481-82 sono tutt’attorno, su entrambi i muri, poi le finestra sono direttamente al di sopra.
Il soffitto di Michelangelo inizia al di sopra, a partire da quest’area, fino al centro del soffitto, e per tutta la lunghezza della Cappella.
Sul fondo, il Giudizio Universale, dipinto da un Michelangelo gia’ molto anziano.
A livello del pavimento notate quella specie di barriera divisoria, importante perche’ divide nettamente la Cappella in due aree. La prima, nella quale sta l’osservatore della foto, era permessa a chiunque dovesse entrare nella Cappella per varie ragioni non sacre, mentre la zona al di la’ dello schermo era riservata agli ecclsiastici ed al Trono del Papa che si trova in fondo a sinistra, poggiando sul muro meridionale.
E’ importante ricordare lo schermo divisorio, ci torneremo quando parleremo del soffitto della Cappella Sistina.
_______________________
Il 10 maggio del 1508, obbedendo agli ordini del pontefice Giulio II, Michelangelo inizia ad affrescare il soffitto della Cappella, con tutte le scene del Vecchio Testamento, dalla Creazione al Diluvio Universale.
Michelangelo protesto’ per varie ragioni: innanzitutto, lui era uno scultore, non un pittore.
In secondo luogo diceva di non poter lavorare in base agli umori ed ordini del Pontefice
Il Papa insistette, Michelangelo obbedi’, vedendo un programma di lavoro che doveva essere stato elaborato da un teologo del Vaticano, senza lasciare modo a Michelangelo di decidere che cosa dovesse apparire sul soffitto. Eppure, bisogna sottolineare che il programma presentatogli teneva conto delle inclinazioni e capacita’ che Michelangelo aveva dimostrato lungo la sua carriera, quindi venne scelto anche perche’ si riteneva che egli avrebbe compreso in pieno le enormi implicazioni di un simile lavoro grandioso e magnifico.
Vogliamo sottolineare con uguale forza due aspetti: da una parte gli aspetti narrativi e simbolico-religiosi, e dall’altra parte l’ineguagliabile inventiva che Michelangelo ha dimostrato nell’erculeo compito di progettare e disegnare (per lo piu’ con una mano sola!) gli oltre 500 metri quadrati della Cappella Sistina in soli quattro anni, tra il 1508 ed il 1512.
Stiamo parlando della Storia del piu’ famoso complesso pittorico di tutti i tempi dell’Arte europea!
Michelangelo, come detto, si considereva innanzitutto uno scultore, non un pittore, ed in effetti benche’ avesse iniziato la propria carriera come apprendista presso la bottega del Ghirlandaio, a Firenze, uno dei piu’ famosi autori di affreschi dell’epoca, non aveva mai prima d’allora completato un affresco intero di sua mano.
Quando Giulio II gli ordina di mettere da parte il progetto per la tomba pontificia, pur con il prezioso marmo gia’ arrivato a Roma semplicemente in attesa di prendere forma, per andare invece a dipingere la volta della Cappella Sistina, Michelangelo non reagi’ di buon grado anche perche’ con ogni probabilita’ consapevole delle difficolta’ che avrebbe incontrato in un’arte ove non era poi cosi’ familiare.
Michelangelo crea un sistema del tutto nuovo, e molto efficiente di mettere le impalcature, che permette di continuare a fare uso della Cappella mentre la sua lunghissima sessione di pittura procede… questo e’ considerato assolutamente necessario, non si puo’ semplicemente costruire le impalcature dal pavimento verso l’alto, cosi’ Michelangelo concepisce un suo proprio sistema.
Ci sono rappresentazioni cinematografiche che mostrano Michelangelo mentre dipinge sdraiato sulla schiena, indaffarato a muovere e spostare da se’ i colori ed i materiali; in realta’ era assistito da una squadra di artisti fiorentini che avevano esperienza nell’arte dell’affresco, scelti da Michelangelo stesso. Inoltre, c’era sufficiente spazio perche’ gli artisti potessero stare in piedi, anche se in molti punti dovevavno comunque piegare testa e spalle.
Man mano che il progetto procede, Michelangelo fa esperienza, la sua sicurezza aumenta insieme con la velocita’, ed ha sempre meno bisogno dei suoi assistenti. In ogni caso, la preparazione fisica del soffitto per ricevere i colori, rimane sempre un lavoro di squadra.
La prima cosa che devono fare e’ rimuovere il vecchio intonaco, quello di colore blu con le stelle dorate, che all’epoca era li’ da circa trent’anni.
Subito dopo, naturalmente preparano il nuovo intonaco: complessivamente il lavoro e’ enorme, infatti rimuovere l’intonaco non significa solo fisicamente toglierlo, la superficie va letteralmente intagliata.
Guardando la foto da sotto, impariamo a “leggere” l’affresco di Michelangelo. Distinguiamo il lato della Porta, in alto nella foto sopra, che e’ il lato Est, dal lato dell’Altare, verso Ovest, in basso nella foto.
Il progetto di Michelangelo – vediamo prima in poche parole: la linea centrale della scena consiste di nove scene narrative tratte dalla Genesi, in ordine cronologico, che iniziano dal fondo. La prima scena, sopra l’Altare, e’ la “Separazione della Luce dalle Tenebre”, mentre l’ultima e’ l’ubriacatura di Noe’, sopra l’entrata della Cappella.
Le nove scene sono comprese all’interno di tre soggetti fondamentali.
Le prime tre scene riguardano la Creazione, ove e’ visibile Dio che crea, con un grande senso di dinamismo, e perfino di fretta.
Poi, le tre scene successive sono tratte dal Guardino dell’Eden, e si vedono la creazione di Adamo ed Eva, la Tentazione ed il Peccato Originale, la loro espulsione dal Giardino.
Il gruppo finale rappresenta tre episodi della storia di Noe’, non in ordine cronologico. La scena principale della sequenza e’ quella centrale che rappresenta il Diluvio Universale. La scena sotto rappresenta il Sacrificio di Noe’ e dei suoi figli a Dio, dopo il Diluvio stesso. La terza scena rappresenta Noe’ che cade addormentato ed ubriaco, il che rappresenta simbolicamente una seconda “Caduta dalla Grazia” del Signore, su cui torniamo dopo.
Tutte queste scene vengono dipinte da Michelangelo evitando di dare l’effetto ottico dell’illusione che il soffitto della Cappella si apre verso il cielo, come era ad esempio tipico di un soffitto del Mantegna a Mantova che paragoneremo dopo. I dipinti di Michelangelo sembrano in tutto e per tutto normali dipinti; sono strutturati in un modo che sembra suggerire la presenza di una struttura architettonica sottostante, eppure anche queste parti che sembrano architettoniche sono in realta’ dipinte anch’esse!!!, e servono a Michelangelo appunto a dividere e strutturare le scene.
Dal basso in alto ci sono dunque nove pannelli con delle scene, di cui cinque sono piu’ grandi, e quattro scene piu’ piccole, che si alternano.
Osservando le scene piu’ piccole, agli angoli di ognuna sono disegnate figure maschili disegnate in modo estremamente realistico, e sono molto piu’ grandi dei personaggi della scena biblica che corcondano. Si puo’ anche dire che la scena in se stessa sembra un dipinto, mentre le figure attorno ad essa sono trattate come vere e proprie persone reali che la circondano. Michelangelo ha reso due livelli di realta’.
Dal lato della Cappella che in figura curva verso il basso, ci sono ventisei campi aggiuntivi dipinti da Michelangelo. Nei dieci campi piu’ grandi, ai lati degli episodi biblici, sono introdotti i Profeti dell’Antico Testamento alternati con Sibille pagane. Anche queste figure sono dipinte come fossero reali, tridimensionali, e sono le piu’ grandi dell’intera composizione.
Nelle parti triangolari al di sopra le finestre, Michelangelo ha dipinto gli antenati di Cristo, tema che era stato dipinto anche prima, ma non in una unica serie come negli affreschi della Cappella Sistina.
I pennacchi sono delle forme curve triangolari, ai quattro angoli della Cappella, ove Michelangelo ha dipinto scene tratte dal Vecchio Testamento, interpretate come una anticipazione della Salvezza cristiana.
Ci sono poi un gran numero di figure decorative, che portano il numero totale di figure dipinte sul soffitto della Cappella Sistina a circa ben 300!
Michelangelo inizio’ a dipingere dal lato Est, il lato dell’ingresso della Cappella, cioe’ in direzione contraria rispetto alla sequenza narrativa dell’affresco, Questa pero’ e’ proprio la direzione con cui Michelangelo voleva che l’osservatore guardasse l’affresco!
Infatti, quando si torna dall’Altare per andare all’ingresso, le scena appaiono capovolte – il che prova che Michelangelo voleva appunto che le scena si guardassero nell’ordine inverso rispetto alla sequenza narrativa – iniziando con la vicenda di Noe’, e terminando con la Genesi.
Vediamo una di queste scene: e’ la prima scena di grande dimensione della narrazione principale dipinta da Michelangelo, che e’ la seconda scena a partire dall’ingresso… le due scene piu’ piccole accanto al Diluvio Universale – il Sacrificio di Noe’ e l’Ubriachezza di Noe’ – descrivono eventi che narrativamente avvengono dopo il Diluvio stesso, ma Michelangelo aveva bisogno di uno spazio piu’ grande per la scena complessa del Diluvio Universale, mentre le altre due scene potevano essere comprese in spazi piu’ piccoli.
Torniamo al Diluvio Universale, che ha un numero di figure umane di gran lunga superiore a tutte le altre composizioni. C’e’ un grande senso di caos…
A causa del Diluvio, L’Arca si vede quasi di sfuggita solo sul fondo, mentre a destra si vede un’isola con una tenda ove le genti tentano di trovare riparo, un individuo tenta di trasportare una persona piu’ debole, sul lato sinistro le genti tentano di trovare salvezza sulla terraferma rimasta. Si vede infine una barca che sembra sul punto di rovsciarsi perche’ troppe persone vi vogliono salire.
Michelangelo in effetti riprende una struttura che aveva parzialmente studiato per il progetto di affresco, poi abbandonato, al Palazzo Vecchio di Firenze, il che e’ una decisione logica per risparmiare tempo dinanzi ad un lavoro cosi’ titanico.
Di tutte le scene dipinte sul soffitto della Cappella Sistina, il Diluvio Universale, ripetiamo, e’ quello con di gran lunga il maggior numero di figure, e l’unico che ha la descrizione di un vero e proprio paesaggio complesso. Poiche’ le numerose figure sono piu’ piccole delle altre scene, questa composizione e’ la piu’ difficile in assoluto da inquadrare bene guardando dal pavimento.
Quando la prima sezione di impalcature fu tirata giu,’Michelangelo si rese conto del problema della scarsa visibilita’, e ne tenne conto dopo, aumentando la dimensione delle figure nelle scene successive. Interessante che, fino a quando l’impalcatura non fu rimossa, Michelangelo stesso non era in grado di capire quale sarebbe stato l’effetto visivo a terra.
La scena successiva, camminando verso l’Altare e’ “Il Sacrificio di Noe’”, e qui val la pena ricordare quanto detto all’inizio perche’ questa scena e’ direttamente sulla verticale dello “Schermo” che divide la Cappella nelle due sezioni prima descritte. Immediatamente dopo lo “Schermo”, nella parte sacra della Cappella, ecco la scena della “Caduta dell’uomo dalla Grazia del Signore”, e non e’ affatto un caso che la cacciata dell’uomo dal Paradiso ed il suo ingresso nel mondo della sofferenza sia proprio al di sopra della divisione tra il “Sacro” e il mondo secolare all’interno stesso della Cappella.
Cio’ dimostra che la progressione delle scene della narrazione non e’ di tipo cronologico: il senso teologico della progressione narrativa sta nell’andare nella direzione che avvicina al Miracolo della Creazione, passando dal Tempo senza Peccato, allontanandosi dall’epoca della sofferenza espressa dalla vicenda di Noe’.
La scena successiva di grandi dimensioni e’ costituita da due parti: la Tentazione, e l’Espulsione, espressa in una composizionee singola divisa a meta’ dall’albero nel mezzo.
Michelangelo, forte dell’esperienza con il Diluvio Universale, semplifica al massimo la composizione e l’allarga, per renderla ben visibile e distinguibile dal basso. Il Giardino dell’Eden a sinistra ha un aspetto piuttosto desolato, ma e’ comunque piu’ ricco in contrasto con la spoglia pianura ove Adamo ed Eva sono sospinti nella scena di destra
Sull’Albero della Conoscenza, che divide la scena esattamente a meta’, si vede il Tentatore che ha fattezze femminili e tende la mela del peccato ad Eva,
Mentre nella scena di destra, l’Angelo che caccia Adamo ed Eva sembra giungere dall’altro lato dell’Albero, ed e’ quasi una figura speculare del Tentatore grazie al modo in cui tiene la spada mentre caccia la coppia dal Giardino dell’Eden.
Tra il “Diluvio Universale” e la “Tentazione e Cacciata”, sul lato del “Sacrificio di Noe’”, si vede il “Profeta Isaia”…
… che profetizza “una Vergine concepira’ un figlio che chiamera’ Emanuele ed egli sara’ il Messia”, il che anticipo’ naturalmente la venuta di Gesu’ Cristo
Forse proprio la profezia di Isaia e’ il collegamento con il messaggio di Salvezza del Nuovo Testamento, da cui la posizione specifica che assume nella composizione, tra la distruzione dell’Umanita’ del Diluvio Universale e la Salvezza di Noe’ e della sua famiglia, e quindi del patto tra il Signore con Noe’, al quale segue il Sacrificio di quest’ultimo nei confronti del Signore stesso.
La “Creazione di Adamo” e’ talmente impressa nella memoria visiva della Cultura occidentale che, come spesso succede con le vere e proprie icone simboliche, e’ difficile da osservare con uno sguardo fresco e rinnovato. Eppure, bisogna innanzitutto comprendere che nulla del genere era stato visto prima che Michelangelo lo dipingesse.
Se un contemporaneo di Michelangelo avesse camminato per la Cappella guardando in alto, avrebbe “solo” visto un anziano signore che vola nell’aria, non avrebbe riconosciuto in esso Dio, e quindi nemmeno Adamo a sinistra. Al contrario, e paradossalmente, per noi, uomini contemporanei, questa e’ la piu’ familiare immagine possibile della Creazione di Adamo, e per questo probabilmente non saremmo capaci di riconoscere composizioni sullo stesso tema precedenti l’opera di Michelangelo.
La composizione mostra due forme, una incompleta a sinistra che suggerisce la curva della Terra, ove giace Adamo, e l’altra a destra, piu’ completa ove il Signore Dio fluttua insieme agli Angeli.
Il famoso punto di contatto tra Dio ed Adamo sono posizionate proprio al centro dello spazio vuoto che Michelangelo ha creato apposta tra le due figure, pensato come simbolo della forza vitale che il Creatore passa alla propria Creazione.
Questo punto tende ad attrarre la nostra attenzione talmente tanto che facciamo spesso fatica a notare gli altri particolari.
Eppure il miracolo del modo in cui Michelangelo ha interpretato la scena sta nel corpo di Adamo,
il modo in cui e’ posizionato, la sua lunga gamba destra stesa su una linea continua che sale fino alla spalla, e che esprime un senso di completa assenza di vitalita’, completato dalla staticita’ e passivita’ del suo braccio destro, che sostiene appena il corpo. Persino il braccio sinistro deve sostenersi appoggiandosi sul ginocchio sinistro. Il suo viso e’ fondamentalmente privo di espressione, e la testa e’, sua malgrado lievemente protratta in avanti, dando un senso di sorgere di vitalita’, come creta inerte ch sta iniziando ad animarsi.
Ecco il miracolo: questa parte del corpo, dalla testa al braccio sinistro che sta diventando viva, in contrasto con il resto del corpo.
Vale la pena soffermarsi sulle quattro figure negli angoli per commentare i “nudi” dipinti sul soffitto della Cappella Sistina
Queste sono le figure nude attorno alle scene che descrivono la Separazione della Luce dalla Tenebra
In qualche modo, la presenza stessa dei nudi e’ un mistero, perche’ non ci sono precedenti nella storia delle decorazioni Sacre. Si sa come Michelangelo si sia rivolto molto a nudi maschili nella sua arte precedente, e questo tema si ripresenta con insistenza nelle composizioni sul soffitto della Cappella Sistina. Talvolta con chiara giustificazione, come nella “Creazione di Adamo”, ma piu’ spesso senza chiara giustificazione, come appunto in queste figure di nudi maschili che sono posizionate ai lati delle scene bibliche. Questi nudi sono stati battezzati “Atleti cristiani”, e la loro forma e’ ispirata dalle sculture dell’antichita’.
Il Gruppo di Laoconte, che oggi si puo’ ammirare ai Musei Vaticani contribui’ in modo significativo, ma la scultura piu’ influente fu il “Troso Belvedere”, una splendida scultura di Epoca Ellenistica attribuito ad Apollonio, a quell’epoca conservato nella Collezione Vaticana.
Il nudo poc’anzi commentato e’ ovviamente direttamente ispirato al “Torso Belvedere”, e molti altri nudi sono splendide variazioni sullo stesso tema, in cui Michelangelo reinventa differenti fantasiose posizioni delle braccia e delle gambe.
Tutt’oggi i nudi di Michelangelo sono considerati riferimenti assoluti quando si vuole esprimere artisticamente dinamicita’ ed emozione attraverso il corpo umano.
Due tra i piu’ memorabili tra le Sibille e Profeti sono la Sibilla Libica e Geremia. Le Sibille erano donne pagane dell’antichita’ con il dono della Profezia.
(c0ntinua)
_____________________________
Potete leggere, guardare ed ascoltare le puntate de “La sublime Arte di Michelangelo Buonarroti” ai seguenti link:
Clicca qui per la Seconda parte
Clicca qui per la Quarta parte
Clicca qui per approfondire il meraviglioso David di Michelangelo
Clicca qui per approfondire il contenuto della Cappella Sistina
_____________________________
Short URL: http://www.grandipassioni.com/?p=2993































