Emanuele Severino su Etica e Capitalismo (2): il rapporto tra mezzo e scopo
Possiamo estendere le esemplificazioni a quel grande tipo di azione che e’ l’agire capitalistico. Anche il capitalismo e’ un insieme di azioni che e’ definito dallo scopo del capitalismo, cioe’ dallo scopo che il capitalismo intende realizzare. Penso che si sia tutti d’accordo che il capitalismo intende realizzare l’incremento del profitto – questo e’ lo scopo dell’azione capitalistica.
Ricordando quanto detto sopra, se il capitalismo assume uno scopo diverso da quello che lo definisce… beh, allora non e’ piu’ capitalismo.
Stiamo facendo un’ipotesi astratta? Certamente no, infatti a tutt’oggi esistono delle grandi forze che intendono assegnare al capitalismo uno scopo diverso da quello che lo definisce. La piu’ importante di queste forze e’ appunto la Chiesa cattolica. Qual e’ il discorso della Chiesa cattolica, continuamente ribadito da importanti ed interessanti documenti che via via la Chiesa e’ andata esibendo? Essa dice: il capitalismo e’ un sistema di produzione della ricchezza piu’ efficace dell’economia pianificata,
pero’ il capitalismo e’ qualcosa di malato. Qualora assuma, come fa, l’incremento del profitto e non il bene comune della societa’. Il bene comune della societa’ e’ un concetto che il cattolicesimo eredita da Aristotele. E’ un concetto che il marxismo stesso eredita da Aristotele, soltanto che per il marxismo, come per i movimenti di sinistra, per le socialdemocrazie, il bene comune e’ definito in modo diverso da come e’ definito dal cattolicesimo.
Se ora teniamo presente la breve sequenza che ho indicato all’inizio in modo sommario, e cioe’ che:
a. Ogni azione o e’ semplice o e’ complessa;
b. Ogni azione e’ definita dal proprio scopo
e’ chiaro che se lo scopo si altera, esso fa dell’azione stessa qualcosa di diverso. Allora se e’ cosi’, la “proposta” che la Chiesa cattolica fa al capitalismo (che e’ ben piu’ di una proposta, ma un vero e proprio ammonimento) di assumere come scopo il bene comune della societa’ e non il profitto, e’ una proposta che trasforma cio’ che per il capitalismo e’ lo scopo in un mezzo, in uno strumento.
Noi siamo abituati a sentire che il comunismo intendeva togliere di mezzo il capitalismo, pero’, sia pure con uno stile ed una
modalita’ del tutto differente, l’esortazione del cattolicesimo affinche’ il capitalismo assuma a scopo non il profitto ma il bene comune, e’ un invito al capitalismo stesso a morire, a finire.
Non e’ che la Chiesa dica “tu non devi piu’ incrementare il profitto”… la Chiesa dice al capitalismo “il tuo incremento del profitto non deve essere lo scopo ultimo del tuo agire, ma lo scopo ultimo del tuo agire deve essere il bene comune”.
Io ho esemplificato con la Chiesa cattolica, ma volendo portare il discorso all’ampiezza che gli compete, potremmo dire che l’etica rivolge al capitalismo, ed in forma ancora piu’ rigorosa, un’esortazione di questo genere. Infatti, che cosa avevamo detto all’inizio dell’etica? L’etica e’ l’allenza con cio’ che si ritiene la Potenza suprema, divina.
Allora, oggi, quando si avverte in campo imprenditoriale l’esigenza che il comportamento dei lavoratori, dei manager sia etico, e quando l’etica si dice disponibile a questa esigenza di tipo economico, non ci si sta forse immergendo in un grosso equivoco? Questa e’ la domanda retorica alla quale intendo rispondere affermativamente. Se l’uomo etico e’ alleato alla Potenza suprema, esso non puo’ diventare mezzo, strumento, per incrementare la ricchezza di tipo economico.
Cioe’ come prima dicevo, altro e’ mangiare per vivere, altro e’ vivere per mangiare, cosi’ ora relativamente al rapporto tra etica e capitalismo dico: altro e’ essere buoni per essere ricchi, altro e’ essere ricchi per essere buoni. Anche qui, non sono due affermazioni astratte, ma sono due affermazioni che si riferiscono a due tempi storici che hanno avuto grande estensione.
Fino all’eta’ feudale si realizza questo concetto perorato, sostenuto, promosso, valorizzato per esempio da Aristotele. Si realizza proprio questa concezione per cui la produzione della ricchezza serve per la realizzazione della vita buona. Essere ricchi per essere buoni.
E’ chiaro che la bonta’ e’ intesa di volta in volta in modo differente, per esempio puo’ essere la bonta’ morale di cui parla Aristotele nella Politica, oppure puo’ essere la vita buona ed agiata del Signore feudale per il benessere del quale i servi lavorano.
Qui abbiamo a che fare con un processo nel quale lo scopo della produzione economica e’ esterno al ciclo economico. Quando invece il capitalismo comincia a venire alla luce, si presenta una figura in cui lo scopo del ciclo economico e’ interno al ciclo economico stesso. Cioe’, se ci ricordiamo della formula marxiana “Denaro – Merce – Denaro incrementato”, questo “Denaro incrementato” non e’ qualcosa di esterno al ciclo economico, ma interno ad esso.
Ebbene, in questo modo ci si trova all’interno di questa sorta di tensione: l’etica non puo’ assumere come scopo quell’incremento del profitto che, rispetto all’etica e’ un “di meno” di potenza, di felicita’ rispetto alla potenza e felicita’ che l’etica intende ottenere alleandosi a “dio”… perche’ e’ chiaro che l’alleanza col divino non e’ fine a se stessa, e’ l’alleanza con cio’ che produce Potenza e felicita’. Salvezza – si e’ salvi solo se si e’ potenti. Si e’ potenti solo se si e’ salvi.
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Emanuele Severino è uno dei più importanti filosofi contemporanei, non solo in Italia, che ha il raro e prezioso dono di saper parlare ad un pubblico di persone comuni come tutti noi, ma in modo rigoroso e pieno di significato.
GrandiPassioni.com si occupa molto delle sue opere e del suo pensiero, che potete leggere, e spesso ascoltare, ai seguenti link:
Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, prima parte
Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, seconda parte
Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, terza ed ultima parte
Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, prima parte
Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, seconda parte
Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, terza parte
Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, prima parte
Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, seconda parte
Dio secondo i filosofi, incontro promosso dalla “Fondazione Corriere della Sera”, prima parte
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Questi processi basati sulla paura erano estremamente dannosi per la motivazione e linnovazione..Dallaltro lato il capitalismo fondato sullinteresse personale e sullo scambio di beni crea una positiva motivazione esterna basata sulle aspettative di guadagno. Il mercato come lo conosciamo oggi potrebbe essere sul punto di cambiare allontanandosi da un logica di puro capitalismo in cui si producono merci per lo scambio in modo da incrementare il capitale per avvicinarsi a una logica in cui lo scambio sia funzionale alla costruzione…