Invito ad un Sapere superiore (2)

Ascolta con webReader

Come? Un filosofo – tale Emanuele Severino – riesce a prevedere con precisione ed anticipo di decenni gli eventi storici che hanno trasformato il Pianeta a partire dalla Guerra Fredda? Perché lui? Come ha fatto un filosofo a prevedere ciò che gli “esperti” – storici, politici, politologi, ecc… – nemmeno avevano intuito?

Quale è la logica profonda di questa previsione?

In questo articolo voglio illustrarvi l’essenziale del ragionamento, e segnalarvi le fonti ove potrete approfondire, se lo desiderate.

Il ragionamento è a due livelli di profondità, determinati dal senso stesso della nostra Civiltà occidentale, fondata dal pensiero greco del VI-V° secolo a.C., e che determina tutte le più fondamentali convinzioni di ogni singolo abitatore dell’Occidente, ed oramai del Pianeta – quindi anche le mie e le tue, caro lettore, anche se perlo più non ce ne rendiamo conto.

Nella Storia dell’Occidente si sono affermate tre grandi “forze” che dominano la scena mondiale e cercano di guidare il destino del Pianeta (naturalmente è ovvia la domanda del come e perché proprio queste forze e non altre siano considerate, ma è una discussione che faremo a livello più profondo negli articoli successivi).

La prima – il capitalismo, il cui scopo è “l’aumento indefinito del profitto privato”.

La seconda – la chiesa cattolica, il cui scopo è “la società regolata da leggi conformi alla verità cristiana”.

La terza – la democrazia, il cui scopo è “la società regolata dal principio di decisione a maggioranza, sotto il vincolo della tutela delle minoranze”

Fino alla fine degli anni ’80 era presente a pieno titolo una quarta forza, nel frattempo crollata: il “socialismo reale”, il cui scopo era “l’organizzazione socialista della società fino al raggiungimento dell’ideale comunista”. Le ragioni del crollo di questo sistema sono spiegate nell’articolo precedente ( http://www.grandipassioni.com/2011/01/invito-ad-un-sapere-superiore/ ), e le riprendo al termine di questo.

E’ importante sottolineare un concetto centrale nel pensiero di Severino: ogni “forza”, ogni agire, è definito dal suo scopo! Lo scopo corrisponde alla definizione stessa, ed è esso a guidare l’organizzazione che lo realizza.

Ad esempio, la chiesa cattolica riconosce apertamente l’abilità del capitalismo di produrre ricchezza, ma gli chiede di usare i suoi mezzi non per aumentare il profitto ma per un “bene comune” cristianamente definito – ebbene, così facendo, sta chiedendo al capitalismo di non essere più se stesso, di essere qualche cosa d’altro.

Certo in ogni concreto momento storico cristianesimo e capitalismo cercano un “punto di equilibrio”, ma si tratta appunto di equilibrio precario ove ognuno dei contendenti cerca di rendere massimo il raggiungimento del proprio scopo a scapito dell’altro.

Anche la democrazia – il sistema politico accetatto come “vincente” dal Nord ricco del Pianeta – è in uno stato di conflitto continuo con le altre due forze. Conflitto chiaro ed evidente con la chiesa cattolica che, volendo affermare un sistema di leggi “definitivo” coerente alla verità cristiana, male accetta le leggi “relativistiche” decise dalla maggioranza, che possono continuamente cambiare e non essere “cristiane”.

Meno evidente ma non per questo meno importante è il conflitto latente tra democrazia e capitalismo. Noi occidentali non ce ne rendiamo conto facilmente perché ci sembra che queste due “forze” vadano necessariamente a braccetto, ma non è vero. Quando l’avversario comune era il socialismo reale, capitalismoe democrazia (ed anche chiesa cattolica) parevano un blocco monolitico… a saperle vedere, le crepe erano però ben presenti…

Bastino un paio di esempi. Il primo: gli Stati Uniti, che ufficialmente sostengono “democrazia e libertà (capitalistica)” hanno sempre preferito regimi dittatoriali amici (del capitalismo americano) a regimi democratici contrari al capitalismo (come il Cile di Allende). Il secondo: organizzazioni clandestine, quindi antidemocratiche, come la P2 o Gladio, intendevano sostenere il capitalismo italiano anche contro una affermazione democratica del PCI dell’epoca.

Quindi, ricapitolando, la Civiltà occidentale è innanzitutto teatro dell’incontro/scontro di tre “forze” che sono inevitabilmente in conflitto tra di loro, anche se occasionalmente, per contingenze storiche, possono sembrare “amiche”.

Ognuna di queste tre “forze” vuole e deve sopravvivere nei confronti delle altre due!

In che modo? Ovvero, in altre parole: con quale mezzo? Ebbene, uno ed uno solo (che pure si può manifestare in infiniti modi diversi): la Tecnica, basata sulla organizzazione pratica del sapere scientifico-tecnologico.

Che il capitalismo usi la Tecnica è talmente lampante da non richiedere particolari argomentazioni: nessuna seria impresa capitalistica può pensare di sopravvivere a lungo se non applica continuamente l’innovazione tecnologica.

Meno evidente è l’uso che ne fa la chiesa cattolica; eppure, a pensarci bene, essa deve diffondere a livello mondiale il suo messaggio, e per questo richiede una organizzazione tecnica immensa. Oggigiorno anche la “carità cristiana” è un fenomeno mondiale che richiede una gestione tecnicamente complessa, anche con strumenti tipicamente usati dal capitalismo, come banche, fondi di investimento, ecc…

Infine, la stessa democrazia usa la Tecnica per sostenere il proprio messaggio con l’educazione civica, le organizzazioni politiche, il funzionamento dei meccanismi democratici. Si pensi poi al recente impulso di internet alla partecipazione democratica, spesso gratuitamente – e quindi in modo non capitalistico.

Dunque, ognuna delle tre grandi “forze” usa, pur in forma diversa, lo stesso mezzo – la Tecnica.

Domanda: se ogni “forza” è definita dal proprio scopo, la Tecnica ha uno scopo di per se stessa?

Se rivolgiamo questa domanda ad una qualunque delle tre grandi “forze”, essa risponderà: “No, naturalmente no! La Tecnica ha lo scopo che io decido essa debba avere mentre la uso!”

In altre parole, ognuna delle tre forze, guardando all’interno dei propri confini, scorge la Tecnica come “mezzo privo di scopi in sé”.

Il pensiero filosofico ha però il potere – immenso – di allargare l’orizzonte al di là dei confini delle singole forze, e vede che la Tecnica ha eccome uno scopo di per se stessa: l’aumento indefinito della capacità di realizzare scopi! In altre parole l’aumento indefinito della Potenza!

Si tratta di una comprensione profonda e gigantesca nella Storia della nostra Civiltà, e la guarderemo dritto negli occhi nei prossimi articoli. Restiamo, per ora, alle conseguenze più immediate e comprensibili.

La nostra Civiltà usa la Tecnica per realizzare scopi ben definiti che confliggono conaltri scopi, da cui sono limitati e che limitano a loro volta. Poiché però tutte le forze umane usano necessariamente la Tecnica, esiste una sola “forza” (di cui le altre nemmeno si rendono conto ed anzi nemmeno la riconoscono come “forza”) vincente che si sta allargando senza concorrenti, e spinta da tutte le altre: la Tecnica stessa.

L’uomo ha la percezione (ed è una percezione tutta da discutere, che l’uomo tende, sbagliando, a dare per scontata, chiamandola “Senso comune”) di stare realizzando quel potere, privo di confini, di dominio della Natura e della propria esistenza attraverso la Tecnica, unica forza a mantenere la promessa di Potenza in modo chiaro ed evidente, con risultati che qualsiasi essere umano “tocca con mano”.

(continua)

____________________

Prima digressione.

Ricordate alla fine degli anni ’80 qual è stato l’episodio politico che ha segnato la fine del sistema economico socialista? L’allora Presidente degli Stati Uniti lanciò un programma di difesa nucleare battezzato “Guerre Stellari” che nelle intenzioni avrebbe disinnescato gran parte del potenziale di attacco nucleare sovietico. L’URSS semplicemente non aveva la capacità tecnica (!) di ristabilire l’equilibrio, e crollò di lì a poco. In che modo? Ristrutturandosi completamente, abbandonando il proprio sistema per aderire a quello concorrente, capitalista, che si era dimostrato più efficace ad incrementare la Potenza Tecnica.

____________________

Seconda digressione

In pieno medioevo, un monaco passa la giornata in preghiera e raccoglimeno spirituale, quasi a digiuno.

Un giorno, gli giunge notizia che la Terra Santa è stata occupata dagli “infedeli”… è scosso… sinceramente convinto che la parola di Cristo sia in pericolo e che quindi “vada fatto qualcosa”.

Viene avvisato della Crociata che si sta preparando… decide di parteciparvi. Si rende presto conto di non avere un’arma, così si procura un bastone, e parte.

Durante il viaggio, quando può si ferma a pregare, ma non può attardarsi troppo.

Raggiunge le truppe, che gli fan notare come sia ridicolo combattere in guerra con un semplice bastone… decide allora di mettersi al loro servizio, per guadagnare a sufficienza da comprarsi una spada ed un’armatura… quando riesce a procurarseli, deve poi pagarsi le lezioni del Maestro d’Armi.

Arriva finalmente il giorno della battaglia, cruenta, che il nostro monaco onora con coraggio, uccidendo molti nemici e confortando i feriti. Fino al giorno della vittoria! Evviva! Finalmente può tornare alla vita monacale ed alle preghiere che ha quasi dimenticato.

Giunge però voce che il nemico prepara nuove offensive, con armi più potenti. I compagni d’arme gli chiedono di restare, la sua esperienza e devozione sarebbero preziosi, ed egli decide di restare… il primo compito è imparare ad usare le nuove e più potenti armi…

(metafora sulla Tecnica che da mezzo per difendere il cristianesimo diventa lo scopo primario dell’agire)

___________________________

Emanuele Severino è uno dei più importanti filosofi contemporanei, non solo in Italia, che ha il raro e prezioso dono di saper parlare ad un pubblico di persone comuni come tutti noi, ma in modo rigoroso e pieno di significato.

GrandiPassioni.com si occupa molto delle sue opere e del suo pensiero, che potete leggere, e spesso ascoltare, ai seguenti link:

Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, prima parte

Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, seconda parte

Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, terza ed ultima parte

Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, prima parte

Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, seconda parte

Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, terza parte

Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, prima parte

Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, seconda parte

Le basi della filosofia occidentale, ispirato dalle opere di E. Severino: La conversazione, il mio contributo – prima parte

Le basi della filosofia occidentale, ispirato dalle opere di E. Severino: La conversazione, il mio contributo – seconda parte

Dio secondo i filosofi, incontro promosso dalla “Fondazione Corriere della Sera”, prima parte

___________________________

se desiderate “copiare ed incollare” questo testo per pubblicarlo altrove, siete liberi di farlo, ma con le gentilezza di citare l’autore, cioe’ il sottoscritto, ed il link di questa pagina web. Grazie, Petar

_____________________

E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!

Le persone che frequentano questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com

Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)

http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167

oppure cerca il Gruppo GrandiPassioni.com su Facebook!

Sei il benvenuto!

Ti aspettiamo!

Petar

Short URL: http://www.grandipassioni.com/?p=3047

Posted by Petar on Feb 2 2011. Filed under Articoli + recenti, Filosofia, Il Sapere, la passione per la filosofia, Petar Rokic. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 Comments for “Invito ad un Sapere superiore (2)”

  1. Davide

    Oh caro Petar, questo articolo è stupendo!!!
    Riprendendo un po’ quello che diceva Asimov, credi che la Tecnica, ad un certo punto, si impossesserà del controllo di chi la tecnica ha usato per i propri scopi? L’uomo riuscirà a controllare all’infinito la tecnica o ne diventerà schiavo?

    Ciao!

  2. “la risposta è dentro di te, e, però, la risposta è… sbagliata!” Quelo
    A parte gli scherzi, nella storia dell’Occidente, la forza infinita della Tecnica è una “fede” innescata dal pensiero greco. Si tratta ora di guardare questa “fede” dritto negli occhi, ed intendo farlo nei prossimi articoli. Ciao!

Leave a Reply

Search Archive

Search by Date
Search by Category
Search with Google

Photo Gallery

Log in | Designed by Gabfire themes