La sublime Arte di Michelangelo Buonarroti (2 di 4)

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Nel 1505 Michelangelo trascorre un nuovo, lungo periodo alle cave di Carrara, dove sceglie i marmi necessari alla realizzazione del Mausoleo Funebre commissionatogli dall’ambizioso Papa Giulio II, energico pontefice proiettato verso il rinnovamento.

Il primo progetto prevedeva ben quaranta statue marmoree, ma Michelangelo ha dovuto via via modificarlo e riadattarlo lungo un’esecuzione protrattatsi ben quattro decenni… inizia quella che Michelangelo chiamerà “la tragedia della sepoltura”.

Conteso tra il Papa e la Repubblica di Firenze, nel 1506 Michelangelo è impegnato in una sfida diretta con Leonardo: i due grandi maestri sono chiamati a cimentarsi uno di fronte all’altro nell’esecuzione di affreschi lungo la sala principale di Palazzo Vecchio. Pur eseguendo accurati disegni e cartoni, né Michelangelo né Leonardo hanno mai portato a termine le rispettive opere, ma gli studi della “Battaglia di Cascina” di Michelangelo, qui in una copia di Bastiano da Sangallo, sono stati a lungo imitati nei secoli a venire.

Nel 1508 Papa Giulio II insiste: vuole a Roma i migliori artisti del momento… è un uomo impossibile, lentissimo nei pagamenti, testardo e vanitoso, ma di eccezionale abilità. Nonostante le resistenze di Michelangelo che si sente scultore, Giulio II impone a Michelangelo un compito durissimo: affrescare la Volta della Cappella Sistina, l’ambiente più importante del Vaticano, il luogo delle più solenni cerimonie della cristianità.

(Potete leggere una dettagliata descrizione della Volta della Cappella Sistina al link

http://www.grandipassioni.com/2011/01/cappella-sistina-spiegata-1/ )

Eternamente insoddisfatto, Michelangelo inizia l’opera che minerà il suo fisico, e gli darà gloria universale. Per quattro anni e mezzo egli lavora sui ponteggi, spesso disteso sulla schiena, si procura la scoliosi, l’artrite, un’infezione agli occhi per i colori che gli sgocciolano in faccia, ma intanto sta dipingendo un’opera sublime.

Partendo dalle generazioni degli antenati di Cristo sulle lunette delle finestre, poi dai quattro grandi fatti dell’Antico Testamento agli angoli della Volta, egli crea una monumentale struttura di immagini e di finta architettura complessa e organica insieme.

Ogni figura è attentamente studiata in disegni e studi preliminari, Michelangelo non perde mai di vista l’effetto compositivo d’insieme, e resta l’aspetto più esaltante della Volta della Sistina… elegante è soprattutto il colore chiaro, smaltato, forte, portato in piena luce ed energia dai restauri.

Le potenti figure di Profeti e Sibille attorniano nella parte centrale le scene della Genesi, la forza e la dolcezza che promanano dai personaggi si susseguono senza soluzioni di continuità. Ogni volto è un ritratto mirabile, ogni movenza rivela la mano del genio.

I sacrifici ed i malanni che affliggono Michelangelo sono elencati anche in un sonetto apparentemente burlesco, ma amarissimo, ove al termine l’artista dice di non sentirsi in loco bon né io pittore.

Intanto ancora una volta Michelangelo si confronta con un altro grande del suo tempo, Raffaello, che sta affrescando in Vaticano la vicina Stanza della Segnatura.

Di nuovo, negli episodi della Genesi, Michelangelo orna sul registro della terribilità, l’irresistibile Volontà e Potenza di Dio Padre domina la Volta, la composizione tocca il suo vertice nelle scene d’insieme che Michelangelo da sempre predilige.

Di quadro in quadro, il Creatore passa, volando, sugli spazi del soffitto… ogni gesto è un ordine, ogni attimo un’esplosione di forza che raggiunge l’apice nella Creazione di Adamo, nella scintilla cosmica che attraversa lo spazio, breve ed incommensurabile insieme, e che separa l’indice di Dio da quello del primo uomo.

Pochi mesi dopo la conclusione dei lavori della Sistina, Giulio II muore ed i suoi eredi riducono sensibilmente i fondi per l’esecuzione del sepolcro del Papa. Le difficoltà sono enormi, il progetto continua a ridimensionarsi. Michelangelo è furente.

Ritorna a Carrara per scegliere nuovi blocchi di marmo, il che gli consente di recuperare le forze e dedicarsi alla realizzazione di un altro capolavoro. Nasce così la statua di Mosé, che sembra chiamare a raccolta tutte le proprie energie psichiche ed intellettuali per porre un freno al prorompere dei sentimenti, all’esplodere della fisicità, allo scatto d’ira. E’ evidentemente un riflesso autobiografico, Michelangelo riversa frustrazioni e volontà inespresse nei suoi personaggi.

Il successore di Giulio II è Leone X, fiorentino, figlio di Lorenzo il Magnifico, personalità del tutto diversa rispetto all’indomito predecessore, Leone X si presenta come il Papa della pace e della riconciliazione. Uomo di cultura superiore e di gusto artistico raffinatissimo, impegna Michelangelo ad una serie di interventi legati alla dinastia dei Medici e alla prediletta Basilica di San Lorenzo. Nel 1516, il Maestro è chiamato a progettare la facciata della grande chiesa, ed a concludere un corpo di fabbrica creato dal Brunelleschi. Michelangelo realizza subito un modello di legno per dare evidenza alle sue idee: più simile ad un palazzo che ad una chiesa, la facciata di San Lorenzo si propone come il deciso superamento degli schemi quattrocenteschi, un organismo forte e ritmato in cui largo spazio viene dedicato alla scultura.

Michelangelo sceglie i marmi nella cava di Pietrasanta, ma il Papa gli impone di servirsi di quelle di Serravezza… i costi lievitano, i tempi si allungano, gli interessi del Pontefice si spostano altrove, San Lorenzo resterà senza facciata.

(clicca qui per leggere, guardare ed ascoltare il seguito)

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Potete leggere, guardare ed ascoltare le puntate de “La sublime Arte di Michelangelo Buonarroti” ai seguenti link:

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Posted by Petar on Feb 22 2011. Filed under Arte, Articoli + recenti, Il Sapere, Michelangelo Buonarroti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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