La Russia, dai Romanov a Stalin (6): dal Grande Terrore al patto con Hitler

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Nel famoso discorso del febbraio del 1931 il dittatore afferma: “La Russia è stata battuta su tutti i fronti per la sua arretratezza, arretratezza militare, arretratezza culturale, arretratezza politica, arretratezza industriale, arretratezza agricola. Noi siamo cinquanta o cento anni indietro rispetto ai paesi avanzati, noi dobbiamo annullare questa distanza in dieci anni. O lo facciamo, o saremo schiacciati.”.

Sorgono dal nulla fabbriche enormi, come lo stabilimento siderurgico di Magnitogorsk, nel sud degli Urali, o quello metalmeccanico di Niznij Novgorod. Viene data priorità alle fabbriche di trattori, non soltanto per il brusco calo delle bestie da tiro avvenuto durante la collettivizzazione, ma soprattutto perché quelle fabbriche possono essere facilmente riconvertite alla produzione di carri armati.

Dopo tanti sforzi, alla fine degli anni ’30 l’Unione Sovietica può vantare finalmente un’industria pesante sufficientemente moderna ed un’industria bellica in grado di produrre armi di ottima qualità, come carri armati, aerei, sommergibili, e perfino razzi.

Per continuare nella radicale trasformazione del Paese, il regime staliniano ricorre sempre più al terrore di massa. Le accuse più ricorrenti sono quelle di spionaggio e di attentato alla rivoluzione, ovunque si celebrano processi che si concludono spesso con condanne capitali.

Da un arringa processuale dell’epoca: “Ecco quelli che spiano e vogliono portare l’imperialismo giapponese nel nostro paese. Ecco gli agenti degli eserciti stranieri che preparano le loro truppe alle porte della nostra patria per attaccare le nostre sacre frontiere. I traditori e le spie che tramano contro il nostro paese devono essere uccisi come cani rabbiosi.

Da un discorso propagandistico dell’epoca: “In questa battaglia per la sconfitta dei covi fascisti, delle spie e dei sabotatori, l’esercito sovietico ha scritto una pagina gloriosa della storia della rivoluzione sotto la guida di un grande comandante bolscevico (Stalin, ovviamente, ndr)”

Nel corso della Storia, il Terrore ha costituito uno strumento essenziale di tutte le rivoluzioni, ma ciò che distingue quella bolscevica è il fatto che la pratica e la legittimazione del Terrore siano stati continui e costanti per decenni.

I bolscevichi si ispirano ai giacobini, e più di ogni altra cosa hanno il terrore di ripetere quello che ritengono il loro errore fondamentale – il non aver attuato con fermezza l’eliminazione dei dissidenti.

Nel 1922, in una famosa lettera al Commissario della Giustizia, Lenin scrive: “I tribunali non devono eliminare il Terrore, il principio del Terrore va radicato e legalizzato, senza ambiguità o abbellimenti. La formula deve essere quanto più ampia possibile, perché saranno solo la consapevolezza legale e rivoluzionaria e la coscienza rivoluzionaria a porre le condizioni più o meno ampie della sua applicazione pratica

Nel dicembre del 1934, l’uccisione di Kirov, un uomo da molti ritenuto una valida alternativa a Stalin, è utilizzata dal governo come pretesto per inasprire ancora di più la pressione che condurrà al cosiddetto Grande Terrore degli anni che vanno dal 1937 al 1939.

Tolto il piccolo gruppo degli stretti collaboratori di Stalin, come Molotov o Voroshilov, sono assassinati o fucilati tutti i principali dirigenti del Partito bolscevico, come Bukharin, Zinov’ev, Kamenev, Rikov, Piatakov ed altri.

Nonostante le raffigurazioni rassicuranti dell’iconografia di regime, la repressione è pragmatica, razionale, e colpisce anche le classi lavoratrici. Verso di loro, il Terrore è usato come strumento di disciplina e di controllo, ed è rivolto innanzitutto contro gli operai ed i contadini che sono legati alle loro fabbriche ed ai kolkoz.

Col Terrore, si può obbligare le persone a lavorare duramente senza incentivi economici: in quel momento riuscire ad evitare un campo di lavoro forzato è come ricevere un aumento salariale nei Paesi capitalisti. Presto i campi di lavoro diventano unità produttive che acquistano un ruolo importante nello sviluppo economico dell’URSS, come le miniere dell’estremo Nord che vengono sfruttate proprio grazie al lavoro gratuito di milioni di detenuti.

Le famose purghe tra i membri dello Stato Maggiore che si verificano tra il 1937 ed il ’40, hanno poi dell’incredibile. Sono fucilati 3 dei 5 Marescialli, 13 dei 15 Comandanti delle Armate, 8 dei 9 Ammiragli, 98 dei 108 membri del Supremo Consiglio Militare del Paese, e circa 44.000 ufficiali di medio ed alto grado.

Come ha scritto uno storico russo: “Mai il corpo ufficiali di un qualunque esercito ha sofferto perdite tali in guerra come l’esercito sovietico in tempo di pace

Nel gennaio del 1941 sono anche queste incredibili repressioni a convincere Hitler ad attaccare l’Unione Sovietica: ai suoi occhi, quello è il momento ideale per colpire l’Armata Rossa, che non dispone più di uno Stato Maggiore.

Gli anni che vanno dal 1939 al ’41 sono gli anni più minacciosi del ventesimo secolo per le sorti della democrazia europea: due regimi totalitari, nati da ideologie disegno opposto, tentano di allearsi per distruggere i Paesi democratici, e per spartirsi prima l’Europa e poi il mondo intero.

Il patto Ribbentropp – Molotov, stiplato nell’agosto 1939 è molto più di un patto di non-aggressione, poiché prevede protocolli segreti che stabiliscono la divisione dell’Europa in sfere di influenza tra la Germania e l’Unione Sovietica, e che si concretizzano poco dopo con la spartizione della Polonia… vengono annesse poi alla Russia l’Estonia, la Lettonia e la Lituania. Sempre con il benestare della Germania, l’Armata Rossa occupa la Bessarabia e la Bukovina a danno della Romania… poi, attacca la Finlandia che è costretta a cedere una parte del proprio territorio.

Nel novembre del 1940, Stalin e Molotov sembrano addirittura propensi ad accettare la proposta di Hitler di aderire al Patto tripartito, accanto a Germania, Italia e Giappone. I leader sovietici calcolano che così si sarebbe creato un blocco geopolitico formidabile dal punto di vista economico, ed invincibile in campo militare.

Il dittatore sovietico arriva perfino ad offrire ad Hitler il suo appoggio per sconfiggere l’Inghilterra, in cambio del passaggio di tutta la Finlandia, dello stretto del Bosforo e dei Dardanelli sotto il controllo dell’URSS, oltre al riconoscimento di una zona di influenza sovietica a Sud, che si sarebbe estesa dal Caucaso al Golfo Persico, includendo Turchia ed Iran. Per fortuna l’affare non si conclude.

Hitler cambia l’idea: non vuole l’entrata dell’URSS nel Patto tripartito, e decide anzi di attaccarla! Stalin e Molotov non danno peso ai rapporti dei propri servizi segreti sull’imminente attacco nazista, e considerano le segnalazioni provenienti da Churchill e da altre fonti angloamericane come le solite macchinazioni diaboliche delle Potenze occidentali, che vogliono provocare un conflitto tra tedeschi e sovietici.

Quindi, l’attacco tedesco del 2 giugno 1941 coglie l’Unione Sovietica e la sua leadership del tutto impreparati! In quelle ore, sembra che il regime staliniano sia davvero alla fine.

(clicca qui per il seguito)

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Potete guardare e leggere le puntate di “La Russia dai Romanov a Stalin” ai seguenti link:

1a parte: dalla fine del XIX° secolo alla rivoluzione del 1905

2a parte: la Prima Guerra Mondiale

3a parte: il potere ai bolscevichi

4a parte: la guerra civile

5a parte: la lotta per la successione a Lenin

6a parte: dal Grande Terrore al patto con Hitler

7a parte: la Battaglia di Mosca

8a parte: Vittoria della Guerra “calda” ed inizio di quella “Fredda”

9a ed ultima parte: la destalinizzazione

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Il sottoscritto è stato di persona a Stalingrado, che oggi si chiama Volgograd, città mitica per la Battaglia vinta contro il nazismo.

Potete guardare il reportage da un luogo unico al mondo, compresa la statua della “Madrepatria”, una delle più grandi al mondo, e dal Museo nazionale della Seconda Guerra Mondiale.

Ecco i link:

Prima parte: Reportage da Stalingrado

Seconda parte: La Statua della Madrepatria

Terza parte: il luogo più sacro

Petar

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Posted by Petar on Feb 20 2011. Filed under Articoli + recenti, Il Sapere, La Russia dai Romanov a Stalin, Storia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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