La Russia, dai Romanov a Stalin (7): la Battaglia di Mosca
La resistenza delle truppe sovietiche è molto debole, e spesso i soldati della Wermacht sono accolti dalla popolazione come liberatori. Ovunque si abbattono statue e simboli del regime. Dopo
appena venti giorni di combattimenti, l’esercito tedesco è avanzato in territorio sovietico per seicento chilometri. Ha occupato la Lituania, la Lettonia, la Bielorussia, e gran parte dell’Ucraina.
Stalin cade in uno stato di depressione, e soltanto il 3 luglio trova la forza di rivolgersi alla popolazione con un insolito “fratelli e sorelle” per fare appello, secondo un canovaccio ricorrente nella storia russa, allo spirito di sacrificio della gente ed al suo sentimento patriottico. La radio e gli altoparlanti diffondono il suo messaggio ovunque. Viene ordinata la mobilitazione generale, si formano milizie popolari, comincia il trasferimento degli impianti industriali verso Oriente. Il lavoro straordinario diventa obbligatorio, si sopprime ogni forma di
ferie per tutta la durata della guerra, la giornata lavorativa diventa di 10-12 ore. Nel giro di dodici mesi si riconverte tutta l’economia, l’industria comincia a produrre una quantità enorme di armi modernissime, progettate da scienziati e tecnici sovietici, come il celebre carro armato T34, i bombardieri Tupolev TU2, i lanciarazzi tipo Katyuscia.
Il 25 agosto del 1941 Hitler e Mussolini visitano il fronte orientale, per rendersi conto dei successi delle truppe dell’Asse.
Malgrado la resistenza dell’esercito sovietico, le truppe tedesche continuano ad avanzare verso Mosca. Leningrado è sottoposta ad un assedio che durerà quasi 900 (!!!) giorni, durante i quali moriranno quasi 800.000 abitanti.
A metà ottobre del 1941, le truppe tedesche si trovano ad una decina di chilometri da Mosca. Arrivano fino al capolinea di un tram che porta alla piazza del Cremlino. Il giorno 19 viene proclamato lo “stato d’emergenza”. La difesa di Mosca passa nelle mani del Comandante del fronte occidentale,
il Generale Zhukov, che aspetta l’arrivo delle riserve, in particolare dei reggimenti siberiani e l’inizio dell’inverno, che da sempre è il miglior alleato della Russia.
Così ai primi di dicembre del ’41 inizia la controffensiva sovietica che allontana le truppe tedesche da Mosca. Nella steppa sterminata, la cavalleria cosacca attacca senza sosta le truppe tedesche, che sono costrette a retrocedere, nonostante abbiano ricevuto l’ordine di resistere a tutti i costi contro un nemico ormai sul punto di crollare. Nella battaglia di Mosca, i tedeschi perdono più di mezzo milione di soldati, tra morti e feriti, altri centomila muoiono assiderati. Vengono distrutti 1300 carri armati, 2000 cannoni ed oltre 15.000 automezzi. L’operazione “Tifone”, come sarà chiamata, segna la prima sconfitta strategica della Wermacht nella Seconda Guerra Mondiale.
Il 13 dicembre del 1941 titola la Pravda: “Naufraga il piano tedesco di prendere Mosca!”. Tra i comandanti che hanno contribuito a quella vittoria, c’è anche il generale Vlasov, che nel 1946 verrà arrestato e condannato come “collaborazionista indiretto”. Il successo è pagato dai russi con perdite enormi. All’inizio del ’42 il numero di prigionieri in mano ai tedeschi supera i tre milioni di uomini.
Nell’estate del ’42 la Wermacht lancia un’altra offensiva che punta a prendere il Caucaso, ad attraversare il Volga ed a costringere l’URSS a capitolare. Comincia così la battaglia di Stalingrado, che segnerà il momento decisivo della guerra con la Germania.
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Potete guardare e leggere le puntate di “La Russia dai Romanov a Stalin” ai seguenti link:
1a parte: dalla fine del XIX° secolo alla rivoluzione del 1905
2a parte: la Prima Guerra Mondiale
3a parte: il potere ai bolscevichi
5a parte: la lotta per la successione a Lenin
6a parte: dal Grande Terrore al patto con Hitler
7a parte: la Battaglia di Mosca
8a parte: Vittoria della Guerra “calda” ed inizio di quella “Fredda”
9a ed ultima parte: la destalinizzazione
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Il sottoscritto è stato di persona a Stalingrado, che oggi si chiama Volgograd, città mitica per la Battaglia vinta contro il nazismo.
Potete guardare il reportage da un luogo unico al mondo, compresa la statua della “Madrepatria”, una delle più grandi al mondo, e dal Museo nazionale della Seconda Guerra Mondiale.
Ecco i link:
Prima parte: Reportage da Stalingrado
Seconda parte: La Statua della Madrepatria
Terza parte: il luogo più sacro
Petar
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