Cosa significa DIO, secondo i filosofi (1)

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DIO – il tema dei temi!

Come dice il moderatore, “il tema attorno al quale ruotano le civiltà, ruotano i pensieri, ruotano le filosofie. Il tema dinanzi al quale ognuno di noi si sente smarrire.

Voglio raccontare al pubblico di Grandi Passioni.com come è nato questo post, che ritengo uno dei più importanti in assoluto di questo sito: lo scorso ventotto ottobre ho scoperto per puro caso che “La Fondazione Corriere della Sera” aveva organizzato un incontro tra due grandi filosofi contemporanei, Giovanni Reale ed Emanuele Severino, su, appunto, “il Tema dei Temi” – Dio!

L’incontro sarebbe stato trasmesso in diretta in streaming solo sul sito del Corriere della Sera, e ricordo bene come volai dal lavoro a casa per avere il privilegio di guardarlo! Poi, per mesi ho cercato la videoregistrazione, contattando appassionati ed il Corriere stesso, ma niente da fare… fino a quando, due giorni fa, ho scoperto che di recente è stato ripubblicato in pianta stabile!

Si tratta dunque di un evento di cui si sa poco o nulla, ma di valore immenso!

Francamente, se avessi avuto la possibilità, avrei estratto solo l’intervento che considero di autentico valore, quello di Emanuele Severino; non potendo farlo, potete ascoltare anche l’intervento di Giovanni Reale che – beninteso, è un’opinione personale – trovo meno interessante, perché conforme alla posizione ufficiale della chiesa… come dire “si sa dove va a parare”, mentre quello di Severino è il risultato di una ricerca più ampia, in cui la posizione ufficiale è solo un passo, ma non quello definitivo dello sviluppo del pensiero occidentale.

Per questo, qua sotto, oltre al video, troverete il testo dell’intervento di Emanuele Severino (salvo leggerissime variazioni per rendere la lettura più scorrevole, facendo attenzione a non cambiare nulla del significato), di cui Vi segnalo la posizione in minuti e secondi.

State per ascoltare qualcosa di Grande, con la G maiuscola, che tocca l’anima di tutti noi, spiegato con magistrale chiarezza da un autentico maestro del pensiero contemporaneo. Mi raccomando, anche se sotto trovate il testo, non perdete l’occasione di guardarlo ed ascoltarlo nel video… ogni gesto, ogni occhiata, ogni scelta di parole aggiungono molto al senso complessivo del discorso e, a modo loro, sono un grande spettacolo.

Con malcelato orgoglio, Vi ringrazio di aver letto sin qui la mia presentazione.

Alziamo ora il sipario ad un grande momento di pensiero!

Petar

[Posizione -01:06]

Siamo stati invitati a parlare del “Dio dei filosofi”, ma dirò innanzitutto che è impossibile parlare del “Dio dei filosofi” senza parlare del “Dio mitico”… se non si parte da lì, non si capisce che cosa è stata la filosofia.

Si potrebbe pensare che, con i tempi che corrono, questa stessa riunione, in cui ci si mette a parlare di Dio sia… insomma… discutibile, superflua… ci sono i problemi concreti, politici, economici, ed innanzitutto i problemi affettivi… che cosa ne è di me?, che cosa faccio della mia esistenza?

Quindi sembra così, il discorso su Dio, una alta conversazione fine a se stessa, da intellettuali… c’è, è vero, di mezzo il fatto che le religioni monoteistiche oggi sono quelle che ci danno più preoccupazioni proprio “in nome di Dio”, e le preoccupazioni sono appunto di carattere economico e politico… c’è, è vero, di mezzo questo!

Vorrei però richiamare l’attenzione su qualcosa di più sostanziale, per quanto riguarda il senso di questa parola… Dio… che è una parola, e poi si tratta di vedere che cosa sta dietro questa parola.

Direi che il significato di fondo è perfino troppo umano, e basta riflettere sulla circostanza che, ciò di cui tutti noi, più o meno esplicitamente, più o meno consapevolmente, ciò di cui abbiamo paura, ciò che facciamo di tutto per allontanare il più possibile, ciò che facciamo di tutto per vincere, è il dolore e la morte. Non ci sono altri ostacoli che possano essere tenuti a questo rango. Il dolore e la morte.

Da sempre, da quando l’uomo vive, non vuole soffrire, e si meraviglia di morire, perché si abitua un poco alla volta alla morte… sì, noi oggi sappiamo “uno muore, lo si porta al cimitero”… no, l’uomo arcaico ha dovuto imparare un po’ alla volta che quella cosa lì, che poi è stata chiamata cadavere – parola che vuol dire ‘caduto giù’ – che non si muoveva più, era difficile da recuperare… ha tentato per millenni di intrattenersi con i resti… le ossa, eccetera… e poi ha visto che, insomma, la possibilità di un colloquio era difficile, impossibile… allora è venuto fuori il concetto di morte come “distacco definitivo”.

Il pericolo è la morte. Di fronte al pericolo, che cosa l’uomo ha sempre fatto?… ma, che cosa facciamo noi, anche oggi? Volendo evitarlo, volendo fuggirlo o allontanarlo, vogliamo essere potenti, vogliamo avere Potenza. Avere Potenza vuol dire, ad un certo momento ove ci sentiamo abbastanza im-potenti, significa allearsi con ciò che crediamo essere la Potenza Suprema.

Questa è una cosa che facciamo anche oggi, nell’industria, nelle aziende, sul piano politico, sul piano affettivo, ovunque… vogliamo avere Potenza, e l’alleanza è con chi – ripeto – con chi crediamo, con chi si è creduto che fosse, di volta in volta, la Potenza Suprema.

E’ qui che comincia ad emergere ciò che, poi, è stato chiamato Dio. L’alleanza con la Potenza Suprema, che ha cambiato volto nel corso della Storia.

Dapprima la Potenza Suprema è quella svelata dal Mito, è il Dio del Mito. Potremmo anche dire il Dio della Poesia, se teniamo presente che Poesia è parola greca, poiesis, produzione, quindi invenzione di un Senso del mondo… quindi si inventa un Senso del Mondo che contiene ciò che noi crediamo sia la Potenza… ovvero ciò che loro, gli antichi, credevano fosse la Potenza maggiore.

Ci si allea con questo Dio, però la posta in gioco è troppo grande per noi per accontentarci del Mito, o della Fede… perché il Mito, o la Fede, o la Religione assicurano, promettono, ma l’assicurazione non è accompagnata da un’evidenza, da una fondazione, da un’assicurazione che tolga il Dubbio.

Ecco allora che, ad un certo momento, è inevitabile che l’Alleanza con la Potenza dovesse essere l’Alleanza con ciò che è la Vera Potenza… “cosa me ne faccio di un Dio, se non è un vero Dio?”… Platone nel Fedone dice “che cosa me ne faccio della virtù, se non è virtù vera?”… parla di Fortezza, Giustizia, Temperanza, ma, dice, “queste sono virtù da schiavi se non sono vere!”

Da qui, la sequenza è proprio molto tellurica, proprio umana, troppo umana, molto umana: abbiamo Paura, la Paura ci fa alleare con la Suprema Potenza, la Suprema Potenza inizialmente scelta si rivela debole, ed ecco che si va alla ricerca di – ecco questa parola che sembra monopolio dei filosofi ma è una parola anch’essa molto tellurica – della Verità, del Dio vero.

Incomincia poi un tempo in cui questo quadro grandioso, l’Alleanza con la Suprema Potenza vien messa in discussione – da chi? Soprattutto dalla filosofia! Questa Alleanza con il Dio vero incomincia a tramontare.

Se noi oggi andassimo in strada e disturbassimo la gente che passa e dicessimo loro “di che cosa sei sicuro di più? Di che cosa ti fidi di più?” – è vero, oggi siamo in un tempo di recupero del cristianesimo, e soprattutto del cattolicesimo… sono quei recuperi, però… e dico questo sapendo di essere d’accordo con la Chiesa stessa, e dirò poi perché… sono quei recuperi, dicevo, come se, un titolo di Borsa sta scendendo, e non lo fa in modo uniforme, scende con momenti di risalita, e poi di ricaduta… oggi noi stiamo vivendo, all’interno di questa discesa dei valori tradizionali, che è poi la discesa del modo in cui è stato inteso il Dio vero, un momento di risalita del “titolo”, ma all’interno di un processo globalmente in diminuzione, in discesa.

Potremmo dire che se il senso della parola ‘Dio’ è ‘colui che ci salva’ perché è Potente – non c’è mai disgiunzione tra ‘Salvezza’ e ‘Potenza’… anche l’uomo più mistico che apre le braccia e dice a Dio “vieni perché tu mi salvi…”, anche l’uomo più mistico vuole addirittura quella Super-Potenza che è l’Eternità dell’anima, la Salvezza Eterna – se cioè Dio è la Salvezza-Potenza – ricordando una parola greco-antica che è Daimon, sulla quale dopo ritorno – potremmo dire che il “primo Dio”, cioè il Dio mitico è stato il primo Tecnico.

Ad un certo punto, i greci chiamano Dio – Demiurgo, che è una parola che possiamo perfino tradurre con lavoratore… “colui che produce” rispetto al Demos, al popolo.

Il primo Dio è stato il primo Tecnico…oggi, tornando alla domanda di prima, se chiediamo appunto alla gente, come avevo cominciato a dire prima “di che cosa tu ti fidi soprattutto oggi come fattore di Potenza?” – ebbene, nonostante il saliscendi di cui dicevo prima riguardo alla Tradizione – risponderebbe “della Tecno-Scienza!”, cioè della Tecnica guidata dalla Scienza moderna. Non c’è più la figura dello sciamano, dello stregone, del sacerdote che costituisce anche la forma originaria del medico – ricordiamoci che la medicina ha dei debiti potentissimi nei riguardi del cristianesimo, le prime forme di ospedalizzazione risalgono proprio alla tradizione monacale, alla tradizione cristiana.

Se dunque oggi la Tecnica, la Tecno-Scienza è considerata, nonostante i momenti di risalita della Religione, come la forma suprema di Potenza, allora se il Dio mitico è il primo Tecnico, la Tecnica è l’ultimo Dio. Hanno la stessa natura, hanno la stessa essenza.

[53.30]

(clicca qui per leggere, guardare ed ascoltare il seguito)

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Potete leggere, guardare ed ascoltare il dibattito tra Giovanni Reale ed Emanuele Severino sul “tema dei temi” ai seguenti link:

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Quarta parte

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Emanuele Severino è uno dei più importanti filosofi contemporanei, non solo in Italia, che ha il raro e prezioso dono di saper parlare ad un pubblico di persone comuni come tutti noi, ma in modo rigoroso e pieno di significato.

GrandiPassioni.com si occupa molto delle sue opere e del suo pensiero, che potete leggere, e spesso ascoltare, ai seguenti link:

Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, prima parte

Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, seconda parte

Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, terza ed ultima parte

Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, prima parte

Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, seconda parte

Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, terza parte

Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, prima parte

Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, seconda parte

Le basi della filosofia occidentale, ispirato dalle opere di E. Severino: La conversazione, il mio contributo – prima parte

Le basi della filosofia occidentale, ispirato dalle opere di E. Severino: La conversazione, il mio contributo – seconda parte

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Posted by Petar on Mar 1 2011. Filed under Articoli + recenti, Filosofia, Il Sapere, Il significato di Dio secondo i filosofi. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

1 Comment for “Cosa significa DIO, secondo i filosofi (1)”

  1. Mah! Ho ascoltato attentamente. Oserei dire che lo “spirituale” ascoltato era di altri e non dei due dialoganti filosofi; aggiungo subito cosa intendo per Spiriualità: quando la Scienza diventa agapica e la Fede epistemica, parlo di Spiritualità. Un breve commento alla frase “Direi che il significato di fondo è perfino troppo umano, e basta riflettere sulla circostanza che, ciò di cui tutti noi, più o meno esplicitamente, più o meno consapevolmente, ciò di cui abbiamo paura, ciò che facciamo di tutto per allontanare il più possibile, ciò che facciamo di tutto per vincere, è il dolore e la morte. Non ci sono altri ostacoli che possano essere tenuti a questo rango. Il dolore e la morte”. Una definizione classica – a mio parere – di deismo, di radicale secolarismo (i non-tecnici direbbero secolarizzazione, termine del diritto canonico di segnificato differente!), di dissolvimento dell’Eterno nel tempo, della Grazia nella natura, di Dio nel mondo. A parte il fatto che non è ASSOLUTAMENTE vero affermare ” ciò che facciamo di tutto per allontanare il più possibile, ciò che facciamo di tutto per vincere, è il dolore e la morte”. E’ sufficiente leggere il mio vecchio articolo, mai confutato da NESSUNO, “Middle Ages of today’s Medicine, Overlooking Quantum-Biophysical-Semeiotic Constitutions and Related Inherited Real Risk. http://sciphu.com November 4, 2008. http://sciphu.com/2008/11/meadle-ages-of-todays-medicine.html“. Se un filosofo come Severino non sa che la presente Medicina è serva dell’economia, stiamo vivendo tempi di grande confusione, di dimensioni alterate. Meglio allora lasciare l’Essere e rivolgersi all’Ente per aiutarlo. Il che è assai religioso, cattolico ed epifanico. I filosofi, più che parlare di Dio dovrebbero agire “etsi Deus non daretur”. Ma è solo l’opinione mia, di uno sceinziato…

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