Sigmund Freud, padre della psicanalisi (2 di 5): la svolta nello studio delle malattie mentali

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Nel 1885 Freud era ancora uno sconosciuto, lavorava come medico presso l’Ospedale Generale di Vienna, si occupava di patologie di origine neurologica, come l’isteria e altri disturbi mentali. Aveva scelto di occuparsi delle malattie psichiche perché solo pochi medici lavoravano in questo campo e si guadagnava bene.

All’epoca, la medicina era terribilmente arretrata nello studio e nella cura delle malattie mentali

Morton Hunt, studioso di psicologia: “Prima di Freud, le malattie mentali venivano spesso curate con metodi inadeguati, a volte crudeli. Molti malati, ad esempio, venivano addirittura incatenati!i”

Ai tempi, i dottori sostenevano che l’isteria ed i disturbi connessi fossero causati da danni al sistema nervoso, o da lesioni al cervello.

Freud condivideva questa visione quando nel 1885 si recò a Parigi per approfondire i suoi studi, ove lavorò con un grande luminare dell’epoca, Jean Martin Charcot che stava sperimentando un nuovo metodo di cura dell’isteria attraverso l’ipnosi. I suoi esperimenti colpirono il giovane Freud, che da quel momento decise di dedicare la vita allo studio della psiche umana.

Dr. Leo Rangell, psicanalista: “Gli esperimenti condotti da Charcot a pazienti sottoposti ad ipnosi rivelarono il legame esistente tra alcune malattie e la mente. Grazie a Charcot, Freud comprese che le nevrosi potevano avere una natura psichica, non solo organica!

Dr. Joe Aguayo, psicologo: “Charcot era convinto che, in qualche recesso della mente, ci fossero dei pensieri, delle convinzioni, che si manifestavano poi fisicamente nei sintomi dell’isteria. In altre parole, questa malattia non aveva solo cause fisiche, ma anche mentali!

Il medico francese sosteneva che esistesse una parte nascosta della mente, quasi una “seconda mente”; Freud in seguito rielaborò questa idea creando il concetto di “inconscio”.

Terminata l’esperienza parigina, nel 1886 Freud aprì uno studio privato a Vienna. I risultati iniziali furono sconfortanti, a volte non poteva neppure permettersi di pagare una carrozza per tornare a casa.

Freud cercò di utilizzare il metodo appreso da Charcot, si proponeva di curare l’isteria attraverso l’ipnosi, ma i risultati furono deludenti, e Freud si scontrò con il dissenso dei suoi colleghi – l’ipnosi, di fatto, non funzionava. Del resto, neppure le altre tecniche allora in uso davano esiti soddisfacenti.

Dr. Joe Aguayo, psicologo: “Freud utilizzava anche rimedi allora tradizionali, come le cure termali, l’elettroterapia e l’idroterapia. Ricorreva anche alla tecnica dell’applicazione dei magneti, in uso fin dal 1700, che si credeva in grado di agire sul sistema nervoso dei pazienti!

Nessuno di questi rimedi era efficace, ma le teorie di Freud fecero un importante passo avanti quando Josef Breuer, suo grande amico e collega, gli raccontò il caso di una paziente curata con un metodo inusuale, la rievocazione di ricordi traumatici.

Harold P. Blum, direttore degli “Archivi di Freud”: “La paziente era affetta da una grave forma di isteria, aveva contratture, paralisi, problemi di vista e di linguaggio. Breuer iniziò a vederla quotidianamente per farsi descrivere i sintomi. Poco alla volta si rese conto di un fatto straordinario: quando una paziente parlava dell’origine di un sintomo, il sintomo stesso tendeva a scomparire. E’ dunque il paziente stesso a dover rievocare il proprio vissuto: questa scoperta sarà alla base di tutta la psicoterapia!

Pur continuando a praticare l’ipnosi, Freud iniziò anche ad applicare questo nuovo metodo della rievocazione, definito “catartico”. Parlava con i pazienti dei loro sintomi, cercando di scoprire quando e come erano nati. Attraverso l’esperienza clinica, Freud scoprì che spesso l’isteria dei suoi pazienti era spesso legata con traumi infantili connessi alla sfera sessuale.

Per un certo periodo, Freud sostenne che tutte le forme d’isteria derivassero da abusi sessuali, in seguito asserì anche che l’isteria poteva avere origine pure da fantasie sessuali infantili, represse o vissute in modo colpevole. Il sesso, comunque, era il fattore scatenante, e ciò emergeva anche durante le sue sedute.

Le pazienti spesso si innamoravano del loro dottore, ci fu anche il caso di una donna che diede a Freud un bacio appassionato; per lui, fu un’esperienza da analizzare scientificamente.

Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana: “All’epoca Freud era sulla quarantina, e non aveva avuto molte esperienze con le donne, quando la paziente l’abbracciò e lo baciò, poteva semplicemente pensare che lo trovasse attraente, che si fosse innamorata di lui, ma per Freud si trattava di un caso clinico da analizzare. Ciò che era evidente, era il forte attaccamento emotivo che la paziente esprimeva nei suoi confronti durante la terapia. Freud non era interessato a farsi coinvolgere in una relazione, ma nemmeno voleva abbandonare quel caso!

Freud ebbe così un’importante intuizione: si rese conto che i suoi pazienti trasferivano su di lui i sentimenti che provavano nei confronti dei genitori, ed il concetto di “transfert” divenne un concetto fondamentale nella psicoterapia. Il sesso divenne oggetto di attenzione non solo nel lavoro, ma anche nella vita privata.

Nel 1886 aveva sposato Martha, che nei successivi otto anni aveva dato alla luce ben sei figli. Freud non desiderava più averne altri, ma l’astinenza sessuale era frustrante. Anche nei suoi pazienti di sesso maschile, aveva scoperto che questa era la causa principale di nevrosi.

Dr. Joe Aguayo, psicologo: “Nel 1890, disse che l’unico modo per un uomo di non diventare nevrotico, era di avere rapporti sessuali senza restrizioni con la propria donna, e ciò significava non utilizzare preservativi, non praticare il coito interrotto, o la masturbazione!

Dopo la nascita di Anna nel 1895, Freud preferì rinunciare al sesso per un certo numero di anni, anche se nei suoi studi ne affermava l’importanza primaria per un uomo.

Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana: “Freud parlava di libido, di desiderio sessuale. In questi anni di astinenza non penso che avesse un basso livello di libido, penso piuttosto che riuscisse a dirigere i suoi impulsi in un’altra direzione. Vi sono persone in grado di sublimare le loro passioni nel lavoro, e Freud era senza dubbio molto coinvolto nei suoi studi!

Il lavoro divenne la sua passione, passò tutta la vita a cercare di spiegare il funzionamento dei processi mentali combinando le sue teorie sui sogni, sull’inconscio e sulla sessualità, gettando così le basi della moderna psicanalisi.

Freud dichiarò: “Un uomo come me non può vivere senza un forte interesse, senza una passione, senza un talento! Io ho trovato il mio talento, à la psicologia, e non conosco limiti!

(clicca qui per il seguito)

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Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:

Prima parte: gli anni giovanili

Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali

Terza parte: l’autoanalisi

Quarta parte: Eros e Thanatos

Quinta parte: la persecuzione nazista

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GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su Carl Jung, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:

La Mitologia personale: Carl Jung

Straordinaria intervista a Carl Jung

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Posted by Petar on Mar 4 2011. Filed under Articoli + recenti, Personalità, Sigmund Freud, padre della psicanalisi. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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