Sigmund Freud, padre della psicanalisi (4 di 5): Eros e Thanatos
Nonostante il successo accademico negli Stati Uniti, le teorie freudiane faticavano ad affermarsi. Alcuni tra i suoi più famosi allievi, tra ci Carl Jung, iniziavano a dissentire su elementi cruciali del pensiero di Sigmund Freud, che si sentì tradito.
“Pretendeva assoluta lealtà, e di fronte a divergenze teoriche insanabili preferì rompere i rapporti.” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)
La rottura con Jung fu molto dolorosa, era il suo allievo prediletto, e per Sigmund Freud fu un vero tradimento. Per ben tre volte svenne in presenza di Jung nel corso di accese discussioni. La rottura definitiva tra i due si ebbe nel 1914.
Per difendersi da future defezioni, Freud creò un Comitato segreto per i discepoli che
promettevano di difendere sempre le sue teorie. Avevano perfino un anello come simbolo di appartenenza.
Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu la riprova della veridicità delle teorie di Freud sul lato oscuro dell’inconscio, e sulla psicologia umana.
“La Prima Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nell’animo di Freud, tutti e tre i suoi figli maschi erano stati arruolati nell’esercito austriaco. Inoltre, la morte di migliaia di persone accentuava le sue paure sulla natura umana, e sul suo potenziale di aggressività distruttiva” (Dr. Joe Aguayo, psicologo)
Gli anni della guerra ebbero pesanti ripercussioni sulla vita e sul pensiero di Freud. Cercava di lavorare, ma i tempi erano durissimi: senza riscaldamento e perfino senza cibo, tentava di farsi pagare addirittura in patate.
Anche dopo la guerra, Freud visse momenti di grande dolore. La figlia prediletta, Sophie, morì nel 1920.
Sei settimane dopo, Freud pubblicò una delle sue opere più cupe e controverse: “Al di là del principio del piacere”. In questo saggio sostenne che nell’uomo esiste un conflitto tra
pulsione di vita e pulsione di morte.
“Freud riteneva che ogni essere umano è guidato da due diversi istinti, Eros e Thanatos: Thanatos è la pulsione di morte, che si manifesta nell’aggressione e nell’autodistruzione, mentre Eros è la pulsione costruttiva, di vita.” (Morton Hunt, studioso di psicologia)
“Per Freud, la pulsione di morte presente in ogni uomo, se non tenuta a freno, è diretta principalmente verso forme di autodistruzione.” (Dr. Joe Aguayo, psicologo)
Un altro duro colpo fu la scoperta nel 1923 di un tumore maligno al palato, per cui gli venne tolta una parte della mandibola. Fu la prima di una lunga serie di operazioni, 33 in sedici anni. Per separare la bocca dalla cavità nasale gli fu applicata una grossa protesi che gli procurava dolori atroci; di giorno doveva essere rimossa e pulita, e per questo Freud aveva adibito un’apposita stanza nel suo studio.
“Il tumore al palato causò molti problemi a mio nonno. Aveva difficoltà nel parlare, ed anche nel mangiare. Forse per questo era così distaccato e stava sulle sue. Non capitava mai, per esempio, che mi prendesse in braccio.” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)
Nonostante la malattia, Freud non riuscì mai a smettere di fumare, un incredibile fallimento per il più famoso psicanalista del mondo.
“Diceva di avere bisogno dei sigari per essere creativo e produttivo, penso che per lui fumare fosse la cosa più importante, persino più importante della sua salute.“ (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)
“Il vizio del fumo era la sua consolazione. I sigari sono qualcosa che si succhia, come quando si prende il latte materno, è un comportamento legato ad un desiderio di amore
e di nutrimento, purtroppo Freud non analizzò mai a sufficienza questa sua dipendenza, ed alla fine gli fu fatale.” (Dr. Leo Rangell, psicanalista)
Negli anni ’20, Freud era ormai noto per la sua professione a livello internazionale. Un giornale di Chicago arrivò perfino ad offrirgli 25.000 dollari per psicanalizzare Leopold e Loeb, due adolescenti benestanti che avevano ucciso un amico. Nel 1924 un produttore di Hollywood, Sam Goldwyn, volò fino a Vienna e gli offrì un compenso di 100.000 dollari per chiederne la collaborazione nella stesura di sceneggiature a sfondo sentimentale.
“Freud respinse l’offerta, il rifiuto finì sulle prime pagine dei giornali, e questo ci fa capire quanto fu diventato ormai oggetto di ammirazione. Era visto come una sorta di guida mistica in grado di penetrare l’animo umano. “ (Morton Hunt, studioso di psicologia)
Nonostante tutta la sua esperienza, egli però non fu mai in grado di comprendere le donne. Le chiamava “il continente oscuro”. Famosa è la sua domanda: “cosa vogliono le donne?”, ma le risposte che diede furono sempre insoddisfacenti ed offensive.
“Freud riteneva che l’uomo fosse superiore alla donna perché ha il pene. Questa era la sua convinzione di fondo.” (Gloria Steinem, giornalista e leader femminista)
Secondo Freud le donne provano invidia nei confronti dell’uomo perché non hanno il pene, e per questo si sentono inferiori. Da qui scaturisce una serie di pesanti affermazioni, come quella che ‘la donna a trent’anni è così rigida che non potrà più cambiare’, o che ‘la donna ha un superego ridotto’, erano affermazioni molto categoriche.” (Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana)
Freud non aveva molti rapporti con le donne, ma poco a poco iniziò a sviluppare un rapporto di dipendenza molto stretta dalla figlia più giovane, Anna Freud, che in seguito divenne una
psicanalista. Nel 1918 Sigmund Freud ruppe perfino una delle regole della psicanalisi, iniziando segretamente ad analizzare la figlia.
“Cominciò ad analizzare Anna, il che è, a mio avviso, quanto di più simile ad un incesto, seppure di natura intellettuale ed emotiva. Anna gli faceva da infermiera, da segretaria, da figlia. Era un rapporto molto profondo, da vera e propria relazione, nella quale però non c’era assolutamente il sesso.” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud
Se si pensa che il ruolo di un genitore sia quello di crescere un figlio rendendolo libero ed autonomo, è evidente che questo non avvenne tra Freud e la figlia. “D’altra parte, per Freud, i figli maschi sviluppano una forte aggressività nei confronti del padre che vedono come un rivale. Freud forse preferì eleggere come suo successore la figlia, dalla quale si sentiva meno minacciato.“ (Gloria Steinem, giornalista e leader femminista)
(clicca qui per il seguito: “la persecuzione nazista”)
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Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:
Prima parte: gli anni giovanili
Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali
Quinta parte: la persecuzione nazista
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GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su Carl Jung, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:
La Mitologia personale: Carl Jung
Straordinaria intervista a Carl Jung
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