Martin Luther King (2 di 5): la resistenza non violenta
Secondo alcuni, King sarebbe stato nominato presidente del Montgomery Improvement Association (Associazione per il miglioramento di Montgomery) perché non c’era nessuno che voleva essere identificato come il promotore di un’avventura dal futuro tanto incerto. Il gesto di Rosa Parks aveva però unificato il malumore d un’intera comunità, e l’azione moderata di King aveva cancellato la paura dalla gene di colore. E’ l’inizio della rivoluzione nera!
I bianchi razzisti di Montgomery iniziano a temere la forte presa di coscienza del
popolo nero, e reagiscono con la mano pesante sul loro leader: il 26 gennaio 1956 Martin Luther King viene arrestato per la prima volta. L’accusa è di aver guidato a 50 km/h in una strada dove il limite era di 40. La folla dei “fratelli neri” circonda la prigione cittadina: per evitare una sommossa popolare, il capo della polizia decide di rimetterlo in libertà, ma il reverendo King è ormai diventato il bersaglio dell’odio bianco, e lo dimostrano le decine di telefonate minatorie che Coretta riceve a casa ogni giorno. Martin comincia a d avere paura.
Le minacce si concretizzano appena quattro giorni dopo, con l’attentato del 30 gennaio 1956, quando l’esplosione di un ordigno fanno saltare in aria due stanze della casa del pastore. King, casualmente, è ad un comizio.
Kelly West, giornalista: “Tra i ‘fratelli neri’ che assistevano all’incendio, cresceva il desiderio di vendetta, già qualcuno pensava di far saltare la casa del sindaco, ma King riuscì a calmare la folla.”
Martin Luther King: “Io voglio che amiate i vostri nemici, siate buoni con loro, amateli e lasciate che sappiano che voi li amate. Io sono il vostro portavoce, come mi avete chiesto, ma voglio dire a tutti che se sarò fermato, il nostro lavoro non si fermerà, perché ciò che facciamo è giusto, e Dio è con noi.”
Kelly West, giornalista: “A coloro che lo criticavano, per aver ‘offerto l’altra guancia’ e per i metodi non violenti, Martin Luther King dimostrò che la non-violenza è per gente che non si arrende, dimostrò a tutta l’America che non vi è ragione di rispondere ad un torto con la violenza, che esiste una strada alternativa all’odio, e questa era la via dell’uomo forte.”
King viene arrestato per la seconda volta. Il Tribunale dell’Alabama lo dichiara colpevole di “cospirazione illegale” per
azioni di boicottaggio, ma un attimo prima della conclusione del processo, sul banco dell’imputato King arriva un biglietto dell’Associated Press. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito la segregazione degli autobus dell’Alabama!
Cinque settimane dopo la legge entra in vigore. Alle 5.45 del mattino, una fila lunghissima di persone attende il primo autobus “integrato”, Martin Luther King è alla fermata mentre attorno a lui le cineprese ronzano. E’ l’epilogo di una protesta durata ben 382 giorni!
Mentre redige il bollettino della vittoria, il dottor King ammonisce i suoi seguaci: “Sarei molto deluso se qualcuno di voi tornasse agli autobus schiamazzando ‘gliel’abbiamo fatta ai bianchi’!”
Per quanto grande sia la gioia per aver raggiunto un tale obiettivo, Martin Luther King rifiuta fermamente la provocazione!
E’ il 21 dicembre 1956, l’atmosfera è di festa! Quel natale sarà ricordato come il più bello della Storia per gli afroamericani del Sud!
1957 – 1960 Gli anni del cambiamento
Gennaio 1957 – sull’onda del successo ottenuto a Montgomery, King organizza un movimento politico di portata nazionale, la S.C.L.C. – Southern Christian Leadership Conference. Nel manifesto dell’associazione si legge “la resistenza non violenta trasforma la debolezza n forza e genera coraggio di fronte al pericolo.”
La mobilitazione pubblica innescata dal boicottaggio prende piede gradualmente anche in altri Stati. Ad Atlanta inizia un boicottaggio simile a quello di Montgomery; a Little Rock, in Arkansas, il Presidente Eisenhower manda l’esercito a controllare la situazione all’ingresso della segregata Central High School, dove gli studenti di colore hanno messo in piedi un picchettaggio. I soldati sono al comando del generale Edwin A. Walker, che nel 1961 era stato sollevato dal suo incarico perché colpevole di propaganda di estrema destra tra le truppe.
Martin Luther King dirà: “Da qualche parte ho letto della libertà di associazione. Da qualche parte ho letto della libertà di parola. Da
qualche parte ho letto che la grandezza dell’America sta nel diritto di protestare peri diritti.”
Coretta dà alla luce il primo figlio, Martin Luther King II; con l’inasprirsi del tono della lotta, cresce anche l’odio verso la sua persona.
Kelly West, giornalista: “Il 19 settembre 1958 a Harlem una donna, destinata a rimanere impunita, gli conficcò nel petto un tagliacarte giapponese. La donna sarebbe stata dichiarata malata di mente, ma la strategia di King iniziò ad essere criticata, perché erano proprio le sue marce non violente a generare aggressioni fisiche ed attentati.”
Il 1959 è un anno di frenetica attività per Martin Luther King, percorre 500.000 km, pronunciando più di 350 discorsi. Disse: “Per quattro anni ho cercato di moltiplicarmi, non ho fatto che dare-dare-dare senza fermarmi per meditare come dovrei. Devo riorganizzare la mia personalità ed orientare la mia vita, non posso fermarmi adesso, la Storia mi ha rovesciato sulle spalle un peso che non mi posso scrollare di dosso.”
Nel 1960 negli Stati Uniti è tempo di elezioni presidenziali; la Casa Bianca in tutto il quinquennio precedente aveva fatto orecchie da mercante davanti alle rivendicazioni del popolo nero, trova in John Fitzgerald Kennedy un abile ed opportunista mediatore. Martin Luther King apprezza il coraggio di un uomo che si è esposto in una situazione così delicata, ed in segno di gratitudine gli garantisce il suo appoggio nella scalata alla Presidenza. Kennedy vince anche grazie alla “valigia di voti” che gli porta il leader nero.
Nei primi mesi del 1961 la grande novità della “rivoluzione” sono i “freedom riders”, i “viaggi della libertà”: da ogni parte della nazione,
gruppi di volontari partono in autobus verso i più importanti centri metropolitani del Paese: è l’estensione su scala nazionale della protesta contro la segregazione sui mezzi pubblici le cui conseguenze si consumano in una spirale di violenza. Autobus incendiati e linciaggi ad ogni tappa. L’associazione di King contribuisce ad organizzare questi viaggi ed a sostenerli, anche se il leader non vi partecipa in prima persona. King giustifica la sua assenza spiegando di voler mantenere una facciata di rispettabilità davanti alla legge, al fine di poter mediare più efficacemente con l’amministrazione Kennedy da poco insediatasi.
Tra i suoi seguaci non sono molti coloro che colgono la sottigliezza di questi ragionamenti.. all’inizio degli anni ’60 King sembra cambiato, è un momento di transizione nella sua vita pubblica. Molti leader estremisti neri lo ammoniscono di stare alla larga dalle loro lotte locali, e molti dei più fedeli seguaci lo abbandonano. Le lacune del leader sul piano organizzativo sono evidenti, e gli viene rinfacciata confusione tra obiettivi politici ed obiettivi etici, portati quest’ultimi avanti con tanta ostinazione.
Nella primavera del 1963 comincia ad affermarsi la sfiducia in un leader che pare non poter sostenere l’impegno che la Storia gli ha affibbiato.
1963 Birmingham, ovvero la segregazione totale
Nel 1963 si celebra il 100° anniversario del “Proclama dell’emancipazione” di Lincoln, che aveva segnato la fine dello schiavismo in America. Prevale l’opinione per cui sarebbe più saggio festeggiare l’evento in un clima di distensione, e non in quella che veniva considerata la Johannesburg d’America. Persino Robert Kennedy critica il leader nero per aver ripreso la lotta nel momento sbagliato.
King non si scompone, e ad aprile propone il consueto arsenale di sit-in e di picchettaggi.
__________________________
Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:
Prima parte – Il caso Rosa Parks
Seconda parte – La resistenza non violenta
Quarta parte – Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza
___________________________
E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!
Le persone che frequentano questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com
Se hai un profilo Facebook, clicca proprio qui per iscriverti al nostro Gruppo! ![]()
Sei il benvenuto!
Ti aspettiamo!
Petar
Short URL: http://www.grandipassioni.com/?p=3906










