La Russia, dai Romanov a Stalin (8): Vittoria della guerra “calda” ed inizio di quella “fredda”

Ascolta con webReader

Alla fine di novembre 1942, le truppe tedesche, comandate dal Feldmaresciallo Von Paulus, sono accerchiate. Il 2 febbraio 1943 cadono prigionieri più di 90.000 soldati tedeschi, 24 generali, ed il loro comandante.

Nel gennaio del 1943 viene forzato l’assedio di Leningrado, anche se l’assedio alla città finirà soltanto all’inizio del 1944. Poi, nell’estate del 1943 il Comando Supremo tedesco tenta di riprendere l’iniziativa strategica, ed inizia la nuova offensiva nella zona di Kursk-Belgorod. Ora però la situazione sul campo è molto diversa da quella del primo anno di guerra. L’Armata Rossa, malgrado le perdite enormi, può contare su sei milioni di uomini. La produzione bellica sovietica è aumentata, ed è integrata anche dagli aiuti alleati e dagli armamenti, mezzi di trasporto e viveri.

Alla battaglia di Kursk partecipano, da tutte e due le parti, più di due milioni di uomini, con 4000 aerei e quasi 6000 carri armati.

Intanto, gli angloamericani sbarcano in Sicilia. Nei primi giorni d’agosto del 1943, l’Armata Rossa passa alla controffensiva generale, lungo la linea Orel-Kursk-Belgorod, vengono così liberati vasti territori dell’Ucraina, della Russia centrale e della Bielorussia.

Alla fine del ’43, l’iniziativa su tutti i fronti è nelle mani degli Alleati.

A novembre si svolge la Conferenza di Teheran, dove Stalin ottiene la promessa da Churchill e Roosevelt la promessa di aprire un secondo fronte in Francia a metà del ’44; infatti, il 6 giugno del 1944 le truppe angloamericane sbarcano in Normandia, e poco dopo l’Armata Rossa attraversa il confine con la Polonia. Ad ottobre del 1944, quasi tutto il territorio dell’Unione Sovietica è liberato.

Le truppe sovietiche entrano in Romania, in Ungheria e rientrano in Finlandia. Dopo la conquista di Bucarest e Sofia, l’Armata Rossa continua la sua marcia verso i Balcani.

Nel febbraio del 1945 si riuniscono a Yalta Roosevelt, Stalin e Churchill per stabilire il futuro assetto del mondo, e le sfere d’influenza dei loro Stati. Viene deciso che l’Europa orientale farà parte della zona d’influenza sovietica, ma in realtà l’Armata Rossa a già occupato quei territori, e si stanno elaborando i piani per la loro sovietizzazione.

Nell’aprile del 1945 la guerra entra nella fase finale, il 21 le truppe al comando del Maresciallo Zhukov sono alla periferia di Berlino; il 25 gli americani, guidati da Eisenhower, i ricongiungono con i russi sull’Elba.  Il 30 aprile del 1945 Hitler si toglie la vita. I soldati russi piantano la loro bandiera sul Reichstag.

Finalmente, l’8 maggio, alla periferia di Berlino, il generale Keitel firma l’atto di resa incondizionata della Germania.

Il contributo dei russi alla vittoria alleata è stato fondamentale, ma hanno pagato un prezzo spaventoso.

Subito dopo la fine delle ostilità parte la sovietizzazione degli Stati dell’Europa orientale:

-          in Bulgaria si instaura il regime guidato dall’ex capo del Comintern, Georgi Dimitrov;

-          in Romania il Re Michele è costretto a fuggire, ed il governo passa nelle mani dei comunisti.

-          In Polonia prendono il potere le forze social-comuniste, che nel 1952 proclamano la nascita della “Repubblica Popolare”

-          In Ungheria viene posto alla guida dello Stato un vecchio funzionario del Comintern, il segretario del Partito Comunista Ungherese Matyas Rakosi

-          In Cecoslovacchia, dopo il colpo di Stato organizzato dal Partito Comunista ed appoggiato dai sovietici, il potere è preso nel febbraio del 1948 dai comunisti, e Clement Gottwald diventa il Presidente del paese.

-          La zona d’occupazione sovietica in Germania viene trasformata nella Repubblica Democratica Tedesca, la famigerata D.D.R. con a capo un altro dirigente del Comintern, Wilhelm Pieck.

-          Infine, anche nella piccola Albania prende il potere un leader comunista, Enver Hoxha.

Tra l’URSS e gli ex alleati occidentali cala il gelo.

L’Unione Sovietica osteggia il Piano Marshall, e costringe i Paesi dell’Europa orientale a respingere gli aiuti economici americani.

Come dichiara Molotov: “Dovevamo consolidare quello che avevamo conquistato. In Germania dovevamo creare la nostra Germania socialista, e dovevamo portare l’ordine in Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria e Yugoslavia, che si trovavano in uno stato liquido. Distruggere l’ordine capitalista, ecco in che cosa consiste la Guerra Fredda.

Stalin non si limita alla sovietizzazione dell’Europa orientale, lancia una vera e propria offensiva contro l’assetto mondiale deciso a Yalta. Avanza pretese territoriali sulla Turchia, per cercare di avere il controllo sugli stretti del mar Nero; chiede la tutela sulle ex colonie italiane in Africa; tenta di avere un controllo parziale sull’Iran, ed appoggia l’insurrezione comunista in Grecia.

Gli occidentali si oppongono con decisione alle manovre di Stalin, che così cadono nel nulla.

Frattanto in Russia la gioia per la vittoria non ha allentato la morsa repressiva del regime comunista, anzi il clima interno si fa anche più aspro.

Nel 1944 sono state deportate all’interno milioni di persone appartenenti ad “etnie sospette”, come i ceceni, gli ingusci, i tartari della Crimea. E dalla fine del 1945 al 1947 vengono rinchiusi nei gulag siberiani milioni di prigionieri di guerra sovietici appena liberati dai campi di concentramento tedeschi.

Nell’industria sovietica viene mantenuta la disciplina draconiana del periodo di guerra: per la perdita di una giornata lavorativa, e persino per un ritardo o per la mancata osservanza di alcune norme, gli operai possono essere mandati in carcere, o in un “campo di lavoro correttivo”.

Intanto, la propaganda profetizza il crollo imminente dell’imperialismo americano. Scatta un’imponente campagna antisemita che culmina con l’assassinio del Capo del Comitato Ebraico Antifascista, il famoso attore di teatro Solomon Mikhoels.

Sono gli anni in cui la leadership staliniana concentra tutte le risorse del Paese nel programma atomico. Nel settembre del 1949, quattro anni dopo gli americani, l’Unione Sovietica annuncia di essere in possesso della Bomba Atomica, e nel 1953 di quella all’idrogeno.

(clicca qui per il seguito)

________________________

Potete guardare e leggere le puntate di “La Russia dai Romanov a Stalin” ai seguenti link:

1a parte: dalla fine del XIX° secolo alla rivoluzione del 1905

2a parte: la Prima Guerra Mondiale

3a parte: il potere ai bolscevichi

4a parte: la guerra civile

5a parte: la lotta per la successione a Lenin

6a parte: dal Grande Terrore al patto con Hitler

7a parte: la Battaglia di Mosca

8a parte: Vittoria della Guerra “calda” ed inizio di quella “Fredda”

9a ed ultima parte: la destalinizzazione

________________________

Il sottoscritto è stato di persona a Stalingrado, che oggi si chiama Volgograd, città mitica per la Battaglia vinta contro il nazismo.

Potete guardare il reportage da un luogo unico al mondo, compresa la statua della “Madrepatria”, una delle più grandi al mondo, e dal Museo nazionale della Seconda Guerra Mondiale.

Ecco i link:

Prima parte: Reportage da Stalingrado

Seconda parte: La Statua della Madrepatria

Terza parte: il luogo più sacro

Petar

________________________

E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!

Le persone che frequentano questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com

Se hai un profilo Facebook, clicca proprio qui per iscriverti al nostro Gruppo! ;-)

Sei il benvenuto!

Ti aspettiamo!

Petar

Short URL: http://www.grandipassioni.com/?p=3999

Posted by Petar on Mar 12 2011. Filed under Articoli + recenti, Il Sapere, La Russia dai Romanov a Stalin, Storia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Leave a Reply

Search Archive

Search by Date
Search by Category
Search with Google

Photo Gallery

Log in | Designed by Gabfire themes