Vincent Van Gogh (2 di 5): i temi sociali, gli studi sul colore, l’arte giapponese

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All’Aja, Van Gogh instaurò anche un sodalizio importante con il pittore Anton Mauve, noto soprattutto per i suoi paesaggi. In quel periodo, videro la luce i primi dipinti ad olio di Van Gogh, come “Ragazza nella foresta”. Già qui si può vedere il suo tratto caratteristico, l’inconfondibile pennellata che sembra incidere la tela.

In un paesino al confine tra Belgio e Francia, rimase colpito dal lavoro di alcuni tessitori, e delle loro macchine. Dedicò numerosi dipinti a questo tema, come “Tessitore al telaio” che esprime il cupo coinvolgimento dell’artista nell’osservare il duro lavoro degli operai nelle fabbriche.

Nel 1884 Van Gogh decise di lasciare l’Aja, troncando la difficile relazione con Sien, prostituta trentenne che gli fece da modella e con la quale visse per un periodo, pensando di sposarla per sottrarla alla sua triste condizione. Tornò alla sua famiglia, che nel frattempo si era trasferita nella cittadina di Nuenen.

Qui si prese amorevolmente cura dell’anziana madre; convinto dell’esistenza di un profondo legame tra colore e musica, si dedicò con passione allo studio di musica e canto. Nell’estate del 1884, conobbe una donna, Margot Begemann, che  si innamorò perdutamente di lui: questa volta, però, fu proprio Vincent a non ricambiarne i sentimenti, al punto da portarla a tentare il suicidio.

Nel marzo 1885 il padre morì inaspettatamente per un ictus, la reazione di Vincent fu fredda e distaccata… scrisse al fratello Théo che l’evento l’aveva distolto dalla tanto amata pittura.

Presto si rimise all’opera, e realizzò uno dei suoi quadri più famosi: i “Mangiatori di patate”.

Van Gogh era un uomo del suo tempo, e anche grazie all’esperienza tra i minatori del Borinage ,conosceva le dure condizioni di vita di operai e contadini. Le tematiche economiche e sociali erano particolarmente sentite dagli artisti dell’epoca,. Nel raffigurare la realtà, egli risentì molto dell’influsso di Millet e della scuola di Barbizon. Come si vede ne ‘Le spigolatrici’ e ne L’Angelus’ dello stesso Millet, i temi prediletti erano i paesaggi ed i contadini al lavoro nei campi! I ‘mangiatori di patate’ è un dipinto così realistico da risultare perfino caricaturale, sia nei contorni spigolosi che nell’uso del colore, caratterizzato da una prevalenza di toni freddi e cupi. L’opera esprie appieno i sentimenti del suo autore di fronte alla povertà ed alla miseria!” (David Addison, storico dell’Arte)

In una misera capanna, dallo spazio angusto e spoglio, siede una famiglia contadina riunita nel momento del pasto serale. La luce fioca di una lampada mette in evidenza i volti angolosi e le mani nodose, segni delle fatiche quotidiane. I contadini dell’epoca, infatti, tornavano distrutti dai campi, e si sedevano attorno alla tavola per condividere una cena frugale, a base di patate. Nel dipinto prevalgono toni monocromatici, che richiamano le tradizionali tecniche fiamminghe!” (Carole Guberman, storia dell’Arte)

I “Mangiatori di patate” è senza dubbio una delle opere più importanti del primo periodo di Van Gogh. Tuttavia, egli non si sentiva ancora completo come artista, capì che per maturare dal punto di vista pittorico, doveva ampliare le proprie conoscenze. Per questo motivo, nel novembre del 1885 decise di lasciare definitivamente la sua famiglia e l’Olanda.

Negli anni a seguire, gettò le basi che l’avrebbero reso uno dei più grandi e controversi artisti di fine ‘800.

Tornò in Belgio, questa volta ad Anversa, dove erano custoditi numerosi capolavori di Rubens; ciò che lo colpì maggiormente era il modo con cui il maestro fiammingo faceva uso del colore, caratterizzato da toni accesi di intenso impatto visivo. Ne rimase affascinato a tal punto che, da lì a poco, realizzò un dipinto, “Ritratto di donna con nastro rosso” ove è evidente l’influenza rubensiana, ma Van Gogh si lasciò ispirare anche da un altro artista che seppe utilizzare il colore con grande maestria, il pittore del Romanticismo francese Delacroix.

L’Ottocento fu il secolo delle teorie pittoriche sul colore, uno dei movimenti più importanti fu senza dubbio l’Impressionismo, con i suoi contrasti tra luci ed ombre e la predilezione per i toni chiari, luminosi, grazie ai quali le immagini stesse si imbevono di luce. Questa eredità fu raccolta a piene mani da Delacroix ed altri post-impressionisti. Georges Seurat,ad esempio, per ottenere la massima luminosità, accostava i colori puri sulla tela in piccoli punti, Per questo la sua tecnica, chiaramente visibile nella ‘Grande Jatte’, fu definita puntinismo (David Addison, storico dell’Arte)

Il post-impressionismo valorizzò il colore, Delacroix, infatti, non lo concepiva come una realtà solida… per lui, ad esempio, un prato è composto da diverse gradazioni di verde accostate tra loro, ed un blu nasce dall’accostamento di diverse tonalità. Egli, inoltre, aveva idee originali sui colori complementari.” (Carole Guberman, storia dell’Arte)

Van Gogh fu uno dei massimi pittori post-impressionisti.

Se consideriamo un dipinto come ‘Notte Stellata’, vediamo una perfetta fusione di movimento, luce e colore. Le stelle, molto ingrandite, sono circondate da vorticosi aloni di luce, e sembra che volteggino nel cielo. La Luna, invece, emana un tale fulgore da assomigliare quasi al Sole.” (David Addison, storico dell’Arte)

La teoria dei colori di Delacroix influenzò Van Gogh più di ogni altra cosa appresa in Accademia. Dopo appena un trimestre, si fece bocciare ad un esame per avere discusso con i professori.

Vincent, comunque, aveva già altro per la testa: aveva scoperto l’Arte giapponese!

Van Gogh fu colpito soprattutto dagli aspetti formali dell’Arte giapponese, che suscitò in lui un profondo interesse. Ne apprezzava in particolare i contorni nitidi, le linee decise e l’attenzione al dettaglio. Da questo tipo di rappresentazioni, egli trasse ispirazione per dipingere l’opera intitolata ‘Barche di pescatori sulla spiaggia’. Si tratta di un quadro in perfetto stile giapponese, non nel soggetto, che propone un’immagine piuttosto consueta, ma negli aspetti formali. Le barche, ed i loro alberi, sono definite da diagonali molto nette e precise, che sembrano quasi contrapporsi alle macchie di colore della spiaggia e del mare. I toni sono accesi e vivaci, le barche sono disegnate con grande precisione ed attenzione per il dettaglio in accordo con esigenze pittoriche puramente decorative. Il tutto sembra dare una particolare coesione ed armonia al dipinto, rispondendo alla volontà di Van Gogh di rendere l’opera simile ad una xilografia giapponese” (Carole Guberman, storia dell’Arte)

La passione per l’Arte giapponese accompagnò il celebre pittore fino a Parigi… egli infatti si stancò presto di Anversa, e nel 1886, a sorpresa, scrisse al fratello Théo dicendogli che era arrivato nella capitale francese, il centro culturale dell’Europa del tempo, il cuore pulsante della Belle Epoque.

Vincent spiegò al fratello che il fermento artistico parigino era tale che non poteva più restarne escluso, il suo animo inquieto e sempre alla ricerca di nuove ispirazioni lo spinse a prendervi parte.

Si trasferì così in Francia, iniziando un’altra fase della sua carriera, che avrebbe lasciato un segno indelebile nella Storia dell’Arte.

Nel 1886 la capitale francese ospitò l’ultima delle otto celebri Mostre dei pittori impressionisti. Il rivoluzionario uso del colore, dei giochi di luce e delle tecniche pittoriche da parte di Monet e di Renoir stava trovando sempre più estimatori in tutta Europa. Van Gogh amava l’abitudine degli impressionisti di dipingere all’aperto, e dal vivo. Lo si poteva così trovare in giro a Montmartre, dove si era stabilito con il fratello.

(clicca qui per il seguito: “l’esplosione del giallo”)

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Potete leggere la storia di Vincent Van Gogh, ed ammirarne i capolavori, ai link:

Prima parte: la sofferta scoperta della propria strada

Seconda parte: i temi sociali, gli studi sul colore, l’arte giapponese

Terza parte: l’esplosione del giallo

Quarta parte: il crollo mentale

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Posted by Petar on Mar 13 2011. Filed under Arte, Articoli + recenti, Il Sapere, Vincent Van Gogh. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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