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	<title>GrandiPassioni, un sito Mythoself(tm) &#187; J. Riggio</title>
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		<title>La paura ed il suo opposto&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 23:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[J. Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
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		<category><![CDATA[Intento]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Buongiorno ragazzi,
ecco uno dei brani piu&#8217; belli e significativi che abbia letto da molto tempo a questa parte.
A presto,
Petar
* * *
29 novembre 2009
WOW! E&#8217; stata una settimana di rivelazioni per me &#8230;
Sono appena tornato a New York stamane, piu&#8217; o meno alle 5 del mattino, dalla California del Sud. Ci sono stato alcuni giorni, compreso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/Fear.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1262" title="Fear" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/Fear.jpg" alt="" width="700" height="467" /></a>Buongiorno ragazzi,</p>
<p>ecco uno dei brani piu&#8217; belli e significativi che abbia letto da molto tempo a questa parte.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Petar</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Garamond, serif;">29 novembre 2009</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">WOW! E&#8217; stata una settimana di rivelazioni per me &#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Sono appena tornato a New York stamane, piu&#8217; o meno alle 5 del mattino, dalla California del Sud. Ci sono stato alcuni giorni, compreso il Giorno del Ringraziamento, con alcuni familiari di mia moglie. Ho trascorso un po&#8217; di tempo con la famiglia, abbiamo fatto un po&#8217; di shopping in centro, ed anche un po&#8217; di lavoro &#8230; un po&#8217; di giorni completi, direi.</span></p>
<p> <span style="font-family: Garamond, serif;">Siamo stati al Pelican Hill Resort a Newport Beach &#8230; saro&#8217; breve, qui &#8230; uno dei migliori hotels/resorts in cui sono mai stato in qualunque parte del mondo, finora. Stanze stupende, panorami meravigliosi sull&#8217;Oceano Pacifico, eccellente servizio in camera 24 ore al giorno / 7 giorni alla settimana, ottimo cibo &#8230; tutto cio&#8217; che potete desiderare in un hotel/resort top level, secondo me.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Venerdi&#8217; ho trascorso la giornata intera nello studio di registrazione a finire il video per “The Complete Package”&#8230; sara&#8217; uno di quei prodotti da urlo&#8230; su questo, nessun dubbio! Tuttavia, questo mi ha portato a pensare alla relazione tra la paura ed il successo, e la soddisfazione nella vita. Vedete, una delle rivelazioni che ho avuto di recente e&#8217; che, in fondo, il successo e la conseguente soddisfazione e&#8217; tutto una questione di <strong>avere una grande strategia di apprendimento</strong>, al cuore di cio&#8217; che fate&#8230; qualunque sia la cosa che fate.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Se conoscete il mio lavoro, siete a vostro agio con l&#8217;idea di &#8220;Success Blueprint&#8221; &#8230; il modo innato di operare al vostro meglio che esiste come un profondo imprint personale, basato sulla posizione generativa, quando siete organizzati in relazione alle possibilita&#8217; ed in uno stato positivo molto carico. Il Complete Package riguarda il ri-accedere questo imprint e farne la posizione di partenza da cui operare, creando un diffuso senso di benessere, un impeto al successo ed alla profonda soddisfazione (che e&#8217; cio&#8217; che piu&#8217; tipicamente manca dalle vite persino dei miei clienti di maggiore successo, prima di lavorare con me).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Oltre a porre nuovamente il fondamento del vostro naturale Success Blueprint, e&#8217; imperativo che abbiate <strong>una posizione in cui l&#8217;apprendimento diventi privo di sforzo e naturale</strong>. Per apprendere in questo modo, dovete opearre da uno stato positivo altamente carico ed organizzarvi in relazione alle possibilita&#8217;&#8230; non alle limitazioni. Eppure la maggior parte delle persone hanno avuto la maggior parte, se non tutte, le proprie esperienze di apprendimento mentre sono in stato inibitorio, cioe&#8217; organizzati in relazione alle limitazioni. Cio&#8217; e&#8217; talmente sbagliato che non so da dove iniziare!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Pongo qui un punto di partenza&#8230; <em>la maggior parte dell&#8217;apprendimento e&#8217; strutturato attorno alla soluzione di problemi</em>. La premessa stessa del problema e&#8217; inibitoria, cioe&#8217; c&#8217;e&#8217; qualcosa di sbagliato col modo in cui sono le cose, che dobbiamo risolvere. AGGGHHH! L&#8217;intera premessa e&#8217; immersa in una paura subliminale, non detta, che se non risolvi il problema, qualcosa di terribile ti succedera&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ora, questa e&#8217; roba altamente motivazionale, ad alto costo. Siamo neurologicamente progettati per rispondere intensamente alla paura&#8230; guardate solo le pubblicita&#8217; sui cartelloni nella Madison Avenue&#8230; funziona. O se preferite, date un&#8217;occhiata a qualunque campagna politica importante, persino da quelli che giurano che non useranno pubblicita&#8217; negativa, e invece la vedrete eccome&#8230; perche&#8217; funziona.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Noi siamo programmati a rispondere alla paura, cioe&#8217;: “Vattene da qui o muori!” Questo e&#8217; cio&#8217; che devi fare quando stai per diventare il pranzo di un gattone con i denti a sciabola, o di un leone, nella savana &#8230; ma si ha esattamente la stessa risposta pensando che &#8220;il bianco non e&#8217; bianco abbastanza&#8221; e che hai fatto un grosso passo falso sociale – o i denti non sono bianchi abbastanza, o i capelli non brillano abbastanza!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Pensate a questa situazione&#8230; siete a scuola e state sognando ad occhi aperti per un secondo o due&#8230; avete perso cio&#8217; che il maestro ha appena detto, ma sentite chiamare il vostro nome per rispondere ad una domanda che non avete sentito&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non avete sentito la domanda perche&#8217; siete semplicemente un giovane, e stavate facendo quel che vi viene automaticamente naturale&#8230; sognare ad occhi aperti, seguendo la vostra predisposizione ad essere affascinato, invece di prestare attenzione a quel che il maestro diceva, per voi noiosissimo&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Eppure, eccovi li&#8217;, esposto, a dover rispondere alla domanda che non avete sentito. In questo momento, provate cio&#8217; che si puo&#8217; definire “paura primordiale”. In quel momento, o provate a voi stesso di essere degno di appartenere alla “tribu&#8217; “ o fallirete e sentite che potete essere ostracizzato e reso ridicolo&#8230; paura primordiale.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Siamo programmati a credere che, se ci rifiutano, vagheremo soli&#8230; ad esempio: non piaceremo a nessuno &#8230; nessuno vorra&#8217; giocare &#8230; sposarci &#8230; ed alla fine moriremo. E&#8217; la paura piu&#8217; naturale del mondo. Letteralmente, in milioni di anni di evoluzione, essere solo&#8230; rifiutato dalla tribu&#8217; ed ostracizzato&#8230; significava morte.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Cosi&#8217;, i tuoi istinti naturale irrompono, e tu vuoi correre via, scappare, il piu&#8217; velocemente possibile. E&#8217; come come quando la tigre dai denti a sciabola, o il leone, attaccavano uno dei tuoi antenati&#8230; ma da allora hai imparato che correre via, in quella situazione, non e&#8217; una scelta possibile, sei caduto in trappola. Cosi&#8217;, ingoi il rospo, e vivi l&#8217;esperienza con tutto il “succo inibitorio” che il momento sta creando per te. Sto letteralmente parlando delle sostanze chimiche neurali e degli ormoni della paura, dello stress e dell&#8217;inibizione, secreti in quel momento.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Questo, e&#8217; gia&#8217; un pessimo punto di partenza, ma e&#8217; poi aggravato da altri 12, fino a 20 anni di scuola&#8230; poi, aggiungeteci quanto siete stati addestrati a considerare il mondo come una serie di problemi da risolvere, ed avrete un&#8217;agenda di paura da seguire , 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, 365 giorni all&#8217;anno.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non mi meraviglia che tante persone provino effetti simili a quelli delle malattie degenerative dopo vent&#8217;anni di questo tipo di scolarizzazione, ed altri dieci-venti nel mondo del lavoro, con le stesse assunzioni e pressioni. Poi, la gente si becca “misteriosamente” un&#8217;ulcera, o peggio. IL FONDO DEL BARILE: A meno che questa “educazione” non venga spazzata via da dentro di voi, finira&#8217; con il spazzare la vostra stessa vita.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Okay, quindi qual e&#8217; la chiave per spazzare via tutta questa paura dal vostro sistema?</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Comprendere che avete bisogno di raggiungere l&#8217;opposto della paura e&#8217; il primo passo. Allo stupido totale sembrera&#8217; che sia &#8220;l&#8217;essere senza paura&#8221;, semplicemente non provarla. Questo non e&#8217; solo stupido, e&#8217; pericoloso&#8230; come quella scemenza del “abbi paura, ma fallo lo stesso&#8221; &#8230; questo e&#8217; semplicemente totalmente stupido!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">La paura e&#8217; un allarme installato nel nostro sistema per una ragione&#8230; una ragione veramente ottima, farvi restare in vita. Provare paura, afferarre la minaccia, eliminare al massimo il rischio E POI fai quel che vuoi o devi. Questo si chiama usare la paura, invece di essere usati da lei.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Certe persone orientate alla new age/spirituali vi diranno che e&#8217; l&#8217;amore&#8230; ad esempio: &#8220;L&#8217;amore e&#8217; tutto&#8217; cio&#8217; che c&#8217;e'&#8230;&#8221;, &#8220;L&#8217;amore e&#8217; tutto cio&#8217; di cui abbiamo bisogno&#8230;&#8221;, &#8220;E&#8217; l&#8217;amore a mancare&#8230;&#8221; e la peggiore di tutte, secondo me&#8230; &#8220;L&#8217;amore e&#8217; il contrario della paura&#8221; CAZZATE!!! Provalo. Mostrami qualcuno che abbia davvero superato la paura con l&#8217;amore ed io ti mostrero&#8217; qualcuno che sta negando a se stesso la realta&#8217;. E, se me lo permettono, gli mostrero&#8217; anche come non servono piu&#8217; di cinque secondi per ricordargli cio&#8217; che stanno negando, e come tutta questa paura che pretendono di tener lontana e&#8217; in realta&#8217; seduta accanto, aspettando di saltargli addosso, ingoiandoli.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Normalmente, solo questo che ho scritto nella frase qua sopra e&#8217; sufficiente a far sentire intimoriti coloro che hanno creduto a quelle cretinate&#8230; e totalmente impotenti. Vedete, la chiave e&#8217; proprio qui&#8230; e&#8217; quasi sempre nel linguaggio che sai che cosa ascoltare ed a che cosa far attenzione&#8230; gli schemi sono davvero ovvi, una volta che hai la preparazione adatta.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">&#8220;IMPOTENTE&#8221; &#8230; la paura rende impotenti &#8230; non-potenti, quindi ineffecaci, incapaci di agire &#8230; PRIVI DI POTERE!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;AMORE NON E&#8217; L&#8217;OPPOSTO DI PAURA&#8230; IL POTERE LO E&#8217;&#8230;!!!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ebbene, dopo quasi un anno di strutturazione del The Complete Package, raffinandolo innumerevoli volte lungo la via, ed aggiungendo moduli e componenti fino ad essere io stesso assolutamente convinto che non potrete non trarre l&#8217;esperienza di una fondamentale riprogrammazione dalla limitazione alla possibilita&#8217;, dall&#8217;evitare la negativita&#8217; alla ricerca della positivita&#8217;&#8230; dalla paura ed impotenza al potere reale, puro, primario&#8230; sono pronto a lanciarlo nelle vostre mani, cuore e mente.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">I migliori saluti,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Joseph Riggio, Ph.D.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Garamond, serif;">* * *</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">30 novembre 2009</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ciao ragazzi,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Aspettando le risposte che sapevo di ricevere al mio email di ieri, ho iniziato subito a pensare che cosa sia davvero il potere&#8230; non il folle gioco della forza sotto forma di potere&#8230; ma cio&#8217; a cui io mi riferivo come potere reale, puro, primario.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">[NOTA: se volete saltare la spiegazione e la teoria, saltate in basso alle frasi segnate con l'asterisco (*) sotto]</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Prima di tutto,<strong> il potere non e&#8217; forza</strong>, ad esempio: far fare qualcosa a qualcuno&#8230; persino voi stessi. La forza ha un effetto molto limitato ed e&#8217; sempre soggetta alla resistenza ed all&#8217;effetto nullificante di un&#8217;altra piu&#8217; grande forza che si oppone.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ecco una delle grandi distinzioni di potere contro forza, secondo il grande fisico quantistico David Bohm (del quale sono ammiratore e studente).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">La forza e&#8217; sempre locale, ed i suoi effetti sono limitati nello spazio ed anche nel tempo. Il Potere, dall&#8217;altra parte, ha effetti non locali e mantiene il suo pieno effetto attraverso sia lo spazio che il tempo. Questo ha un&#8217;importanza radicale quando si comprende appieno cio&#8217; che Bohm suggerisce nella sua teoria, nei suoi libri ed altri lavori (Vedi i brani da &#8220;Towards a Theory of Transpersonal Decision-Making&#8221; &#8211; http://www.josephriggio.com/products/item/towards-a-theory-of-transpersonal-decision-making-in-human-systems/)</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Dunque, cosa e&#8217; il potere?</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Alcuni dicono che sia l&#8217;abilita&#8217; di far succedere le cose.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non solo non sono d&#8217;accordo, ma credo persino che non abbia senso. Nessuno puo&#8217; “far succedere le cose” piu&#8217; di quanto possa causare il sorgere del Sole, o fermarlo. L&#8217;intera idea di “far succedere le cose” non tiene conto dell&#8217;incredibile complessita&#8217; dell&#8217;Universo, l&#8217;integrita&#8217; di tutte le cose e le innumerevoli variabili che agiscono in ogni dato momento. Credetemi&#8230; non potete &#8220;far avvenire le cose&#8221; nonostante l&#8217;apparente evidenza che suggerisce che lo possiate – bisogna accedere ad un modo di pensare fortemente controintuitivo per afferrare quanto sto dicendo, chiedetelo a qualunque fisico quantistico, matematico del caos o scienziato della complessita&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Altri dicono che il potere riguarda il mettersi in azione.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Per quanto possa valere in questa sede, credo ora che ci stiamo avvicinando a definire cosa sia il potere, e cosa non lo e&#8217;. Mentre non potete “far avvenire le cose” piu&#8217; di quanto possiate far sorgere il Sole, o fermarlo&#8230; potete <strong>mettervi in azione di vostra spontanea volonta&#8217;</strong> (entro alcune limitazioni date, per esempio devo ancora vedere qualcuno volare per il fatto di sbattere le braccia, pur avendo visto persone che sbattono le braccia&#8230; ricordate, la precisione del linguaggio conta).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Comunque credo che semplicemente “mettersi in azione” non descriva in alcun modo significativo cosa sia il potere, o non sia. Indipendentemente dall&#8217;intensita&#8217; o persino dall&#8217;effetto dell&#8217;azione, mettersi in azione, da solo, non e&#8217; potere.</span></p>
<p> <span style="font-family: Garamond, serif;">* Cio&#8217; che ritengo essere potere reale, puro, primario e&#8217; &#8230;<strong> l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione con intento</strong>*</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;intera frase e&#8217; significativa per quanto sto dicendo&#8230; &#8220;l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione con intento.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Innanzitutto, l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione, opposta all&#8217;essere inibito, o limitato dal non essere in grado di mettersi in azione.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Uno dei primi e piu&#8217; significativi effetti della paura, intesa come opposto del Potere, e&#8217; spesso l&#8217;inibizione dal mettersi in azione. Quindi, l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione e&#8217; molto vicina al cuore di che cosa sia il Potere in termini umani.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Poi, c&#8217;e&#8217; l&#8217;idea di “azione con intento”.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Questa idea di “azione con intento” si riferisce al concetto di operare in relazione ad una intenzione che viene mantenuta – operare intenzionalmente&#8230; come opposto ad istintivamente. Un altro effetto della paura e&#8217; quello di muovere la persona all&#8217;azione, e la risposta e&#8217; quasi sempre azione d&#8217;istinto, come ad esempio correre via dalla fonte della paura. Guardate assieme, la paura che muove all&#8217;azione istintiva e la paura che inibisce l&#8217;azione sono entrambi schemi di risposta a stimoli generati dalla paura.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Quando entri in azione intenzionalmente, inteso come opposto dall&#8217;entrare in azione instintivamente, stai operando <strong>in relazione alla creazione di un futuro risultato desiderato</strong>. Indipendentemente da quanto stia avvenendo nel momento in cui scegli di agire, in relazione al risultato desiderato usi i dati presenti per muoverti nella direzione scelta.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Quindi, propongo che le persone potenti possano ed abbiano l&#8217;abilita&#8217; di creare l&#8217;azione intenzionale che vogliono&#8230; quindi, di conseguenza siano efficaci nel creare risultati di successo che li rendano soddisfatti nel tempo, portandoli ad essere soddisfatti con se stessi, ed in ultima analisi con la loro vita che percepiscono completa.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;ultima frase e&#8217; un boccone che val la pena masticare un po&#8217; di volte, quando si pensa a se stessi.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Best,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Joseph Riggio, Ph.D.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">jsriggio@josephriggio.com</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;"><a href="http://www.josephriggio.com/">http://www.josephriggio.com</a></span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">I brani sono tratti dalla newsletter alla quale si puo&#8217; accedere registrandosi sul sito di Joseph</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond;">La traduzione e&#8217; mia, di Petar, e me ne assumo la responsabilita&#8217;</span></p>
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		</item>
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		<title>Un&#8217;idea per imparare/realizzare/agire (sfuggendo una frequente trappola)</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/09/unidea-per-impararerealizzareagire/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 19:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[J. Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Decidere]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
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Succede anche a voi di sentire talvolta una frase “saggia” che, in fondo, sembra del tutto naturale, e poi di dire “E allora? E’ ovvio!”
Ad esempio, la frase accanto al titolo di questo sito – “Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”. E’ ovvia, no?
Eppure, c’ho messo anni a superarne l’apparente ovvietà, per applicarla con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-993" title="Golf" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/09/Golf.jpg" alt="Golf" width="437" height="518" /></p>
<p>Succede anche a voi di sentire talvolta una frase “saggia” che, in fondo, sembra del tutto naturale, e poi di dire “E allora? E’ ovvio!”</p>
<p>Ad esempio, la frase accanto al titolo di questo sito – <strong><em>“Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”</em></strong>. E’ ovvia, no?</p>
<p>Eppure, c’ho messo anni a superarne <em>l’apparente</em> ovvietà, per applicarla con impegno, ed averli, questi benedetti Risultati! </p>
<p>Michael Gerber, autore del libro “The E-myth revisited”, chiama questo atteggiamento “<strong><span style="color: #ff0000;">La trappola del buon senso</span></strong>”: <strong><em>ogni grande idea</em></strong> <strong><em>sembra ovvia DOPO che la si è sentita!</em></strong></p>
<p>La reazione che genera è appunto alzare le spalle e “vabbé, è ovvio – e allora?”</p>
<p>Eppure, ogni grande idea è tale quando porta il singolo a <strong>realizzare</strong> qualcosa, e non c’è realizzazione senza <strong>azione</strong>, e non c’è azione senza <strong>impegno</strong>!</p>
<p>Quindi, non è il “senso di ovvietà” la guida, ma proprio l’impegno e l’azione che una grande idea genera! “E’ ovvio” crea solo un momentaneo comfort, nessun miglioramento, nessuna energia&#8230; solo un’illusione.</p>
<p align="center">___</p>
<p style="text-align: left; ">In uno dei primi post di questo sito, <strong>&#8220;Essere una squadra&#8221; <a href="http://www.grandipassioni.com/2009/01/%E2%80%9Cessere-una-squadra%E2%80%9D/">http://www.grandipassioni.com/2009/01/“essere-una-squadra”/</a></strong>, ho scritto di Vince Lombardi, il più leggendario allenatore di football americano di tutti i tempi, il cui credo essenziale era NON di individuare gli errori dei suoi giocatori per correggerli, bensì <strong>ciò che sanno fare bene, ed espanderlo</strong>.</p>
<p align="center"><strong><em>“Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”</em></strong></p>
<p>Di recente, sulla stampa nazionale, si è parlato di una recente ricerca del Massachussets Institute of Technology, che ha confermato ciò che Lombardi aveva così ben compreso; a livello neurologico il cervello apprende molto di più dai successi che dagli errori.</p>
<p>Tale Earl Miller, direttore del team di ricerca, afferma che le cellule cerebrali imparano dall’esperienza quando si fa qualcosa bene, non quando non si riesce.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-994" title="Percorsi neurali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/09/Percorsi-neurali-150x150.jpg" alt="Percorsi neurali" width="150" height="150" />Questi signori avrebbero creato una sorta di “fotografia istantanea del processo di apprendimento”, mostrando come le singole cellule modificano le loro risposte in tempo reale, in base all’informazione che permette di riconoscere l’azione giusta da quella sbagliata. Eppure, dopo un errore la reazione del cervello è molto ridotta, mentre è intensa dopo un comportamento riconosciuto come corretto.</p>
<p>Morale: solo nel secondo caso c’è un reale miglioramento nel comportamento, e quindi nei risultati.</p>
<p>Ulteriori prove hanno mostrato come, dopo un successo, l’intensa attività cerebrale tende non solo a replicarlo nei tentativi successivi, ma addirittura a migliorarlo. Dopo un errore, invece, la reazione è minima.</p>
<p style="text-align: center; ">___</p>
<p style="text-align: left; "> Dunque, “sbagliando s’impara”, massima tra le più note, che tutti conosciamo fin da bambini, è sbagliata?</p>
<p>Come sempre, non si generalizzi: è bene conoscere gli errori da evitare che <strong><em>procurano danno</em></strong> – che il fuoco bruci, è bene saperlo.</p>
<p>Se però si vuole <strong><em>generare performance</em></strong><em> – </em>ebbene sì, non s’impara sbagliando, ma tentando fino al successo!</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1000" title="Joseph e Nancy Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/09/n732842357_861709_43541-225x300.jpg" alt="n732842357_861709_4354" width="225" height="300" />Durante il seminario Mytho-2 dell’Agosto 2008, Joseph ci ha raccontato la storia vera di un grande Campione di golf che, durante una conferenza stampa, con orgoglio affermava di non aver mai sbagliato un colpo in buca sotto una certa distanza. Un giornalista presente in sala gli fa notare  che semplicemente non era vero, e le immagini televisive lo dimostravano facilmente. Eppure, il golfista non sentiva ragioni, anche contro l&#8217;evidenza delle riprese in tivù!!!</p>
<p>Un comportamento a prima vista irragionevole, qualcuno direbbe anche prepotente&#8230; eppure&#8230;</p>
<p align="center"><strong><em>“Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”</em></strong></p>
<p>Dove va l’attenzione del golfista? Cancellando dal passato i fallimenti, resta fermamente sui successi&#8230; un atteggiamento frequente dei grandi performer!</p>
<p style="text-align: center; ">____</p>
<p> Ovvio, no&#8230; !?!? <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center; "> ____</p>
<p> </p>
<p>A presto, Petar</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Joseph Riggio sull&#8217;Essere, sui Cambiamenti epocali e la Leadership</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 22:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[J. Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Eredità]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
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		<description><![CDATA[
 Ho deciso di salutarvi per le ferie con un video che sono sicuro apprezzerete: l&#8217;intervista a Joseph Riggio pubblicata di recente su youtube, sottotitolata in italiano. Ragazzi, che lavoro! Non sono ancora pratico di videoediting, c&#8217;ho messo un sacco di ore, ma la soddisfazione finale è immensa.
Voglio dare l&#8217;opportunità a chi non avesse conosciuto Joseph [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-855" title="Joseph Riggio 2" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/08/Joseph-Riggio-2.jpg" alt="Joseph Riggio 2" width="500" height="333" /></p>
<p> Ho deciso di salutarvi per le ferie con un video che sono sicuro apprezzerete: l&#8217;intervista a Joseph Riggio pubblicata di recente su youtube, <strong><em>sottotitolata in italiano</em></strong>. Ragazzi, che lavoro! Non sono ancora pratico di videoediting, c&#8217;ho messo un sacco di ore, ma la soddisfazione finale è immensa.</p>
<p>Voglio dare l&#8217;opportunità a chi non avesse conosciuto Joseph di persona né parli bene l&#8217;inglese, di avere un piccolo assaggio del suo carisma, e delle sue idee.</p>
<p> </p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-865" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/08/Joseph-Riggio.jpg" alt="Joseph Riggio" width="171" height="240" />Joseph parla di tre temi molto interessanti:</p>
<p>Innanzitutto, il &#8220;cuore&#8221; del suo lavoro, delle ragioni che spingono alcune persone a rivolgerglisi, ed il senso profondo dei risultati che si generano.</p>
<p>Poi, svela alcune sue riflessioni sul cambiamento epocale che il nostro Pianeta sta vivendo, che fin&#8217;ora gli ho sentito dire solo nei corsi avanzati.</p>
<p>Infine, prendendo spunto dal mega-collasso del sistema finanziario americano, dà la sua idea sul perché la vecchia leadeship abbia fallito così vistosamente, e che cosa è e che cosa fa un vero leader.</p>
<p>Buona visione, buon ascolto!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_BWuk6NN6QI&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/_BWuk6NN6QI&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>A risentirci a fine agosto! Buone vacanze a tutti!</p>
<p>Petar</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Leadership Transformation, di Joseph Riggio</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/05/leadership-transformation-parte-1/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 07:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[J. Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Transformation]]></category>

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		<description><![CDATA[Joseph Riggio ha pubblicato su www.youtube.com due splendidi video. Nel primo, che potete vedere qua sotto, parla ad una platea di &#8220;leaders&#8221; aziendali introducendo l&#8217;idea della &#8220;Magnificenza&#8221; nella vita e nel lavoro.
Per chi mastica poco l&#8217;inglese, vi invito a leggere più sotto la traduzione della prima parte del video, che ho fatto io stesso, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-654" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/Joseph-Riggio.JPG" alt="Joseph Riggio" width="475" height="342" />Joseph Riggio ha pubblicato su www.youtube.com due splendidi video. Nel primo, che potete vedere qua sotto, parla ad una platea di &#8220;leaders&#8221; aziendali introducendo l&#8217;idea della &#8220;Magnificenza&#8221; nella vita e nel lavoro.</p>
<p>Per chi mastica poco l&#8217;inglese, vi invito a leggere più sotto la traduzione della prima parte del video, che ho fatto io stesso, e di cui mi assumo la responsabilità.</p>
<p>Buona lettura, Petar</p>
<p style="text-align: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MhA9Zv99MIs&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/MhA9Zv99MIs&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p class="MsoNormal">Dunque, parliamo di quest’idea della Mitologia, e ci chiediamo del perché sia così importante per la leadership, per la trasformazione, e perché mai la “trasformazione” sia un’idea importante per la “leadership”?</p>
<p class="MsoNormal"><span>Ora, per me, il punto è il seguente: tutti noi, in qualche modo, viviamo in un Mito, eppure esso è quasi sempre a noi invisibile. E’ onnipresente: talmente presente nella nostra vita che non riusciamo a vederlo, eppure si svela continuamente attorno a noi, in effetti guida la nostra performance, guida ciò che noi facciamo, giorno dopo giorno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>L’aspetto più essenziale della leadership, la cosa più essenziale che voi dovete fare giorno per giorno, in quanto leaders, è <strong><em>prendere decisioni</em></strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Permettetemi di chiarire che, per me, le “decisioni” non sono ciò che succede nella vostra testa, questa non è una decisione, ma una “idea”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>La decisione è presente quando <strong><em>succede qualcosa là fuori, nel mondo</em></strong>. Quando <strong><em>fate</em></strong> qualcosa con l’idea che avete nella testa, per far succedere qualcosa.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E’ qui uno dei grandi segreti della leadership, che tutti conoscono, eppure così poche persone seguono. Riguarda il far sì che gli altri mettano in pratica, implementino, le idee create da voi stessi o da altri, della cui esecuzione siete responsabili, in una qualche maniera che sia <strong><em>Magnifica</em></strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il vero messaggio che vi sto lasciando è che tutti noi abbiamo la sensazione di voler essere “Magnifici”, abbiamo tutti la sensazione che, in qualche modo, sia possibile essere “Magnifici”, ed abbiamo la magnifica idea di <strong><em>stare solo aspettando di esprimerlo</em></strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Per coloro dei presenti che sono nel business, parte di quest’idea è l’espressione del business stesso. In che modo il business viene portato alla vita, si manifesta questa magnifica idea, che magari realizziamo per la durata dell’intera vita. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Eppure, nonostante questo desiderio essenziale, struggente, questa brama che abbiamo, di essere Magnifici, di rendere manifesta nel mondo che ci circonda la Magnificenza che possediamo e che abbiamo coltivato per anni, spesso non facciamo altro che chiederci, con calma ed in segreto “sono davvero abbastanza buono per questo?”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Quindi, il lavoro che vi porto, il lavoro che faccio, consiste innanzitutto nel definire questa premessa: “<strong><em>Non c’è niente che voi abbiate bisogno di <span style="text-decoration: underline;">fare</span> per <span style="text-decoration: underline;">essere</span> “buoni abbastanza”</em></strong>”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ora, questo può sembrare strano perché le persone con cui lavoro, come voi stessi, sono già di successo, voi sapete come avere successo, voi sapete come produrre, come vincere, come eseguire, come ottenere, eppure, ogni singola volta che mi siedo con qualcuno, non importa quanto d’elite sia la posizione che ha, o il ruolo esaltato che recitano, segretamente si chiede, di nuovo, “che cosa manca?”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Comprendiamo tutti questo concetto di successo, siamo stati allenati ed in qualche modo indottrinati con queste regole di successo, che riguardano “l’ottenere”, ed anche che “ciò che vogliamo” è “soddisfazione”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ma la “soddisfazione” non esiste “al momento”, è un buffo aspetto di essa; vedete, la “soddisfazione” esiste nel nostro futuro, E’ l’idea che siamo costruendo nella direzione della nostra <strong><em>eredità</em></strong>. Qualcosa che sia significativo non solo per noi stessi, ma per coloro per i quali abbiamo contribuito quando non saremo più qui. Questo è davvero parte dell’essere “magnifici” come leader. L’abilità di far propria questa posizione ove sai come costruire un’eredità che sia sostenibile quando non sei più qui, che sei del tutto impegnato per rendere manifesto qualcosa che potresti non vedere mai realizzato, ma il tuo lavoro è “preparare il campo”, seminare quel terreno, preparare quei germogli che eventualmente lascerai in cura ad altri finché non cresceranno nella pienezza del loro essere.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ora, per fare ciò, devi innanzitutto porti la domanda <strong><em>“chi sono io?”, “chi sono io per fare una cosa del genere?”</em></strong>&#8230; questa, è una domanda ontologica.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Non siamo abituati a questo tipo di domande, a domande riguardo all’ “essere” e “chi siamo”; in pratica, abbiamo separato il mondo in pezzi, e tutto ciò che vediamo attorno a noi stessi&#8230; questa idea, sapete, di “avere”, “essere”, “fare”, “fare”, essere”, “avere”&#8230; è irrilevante.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Questa è una <strong><em>singolarità</em></strong>!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Non c’è “fare” senza “essere”. Se non esisti, cosa mai puoi fare? Quindi, naturalmente, al primo posto c’è l’ “essere”, ma il nostro “essere” si rende manifesto in ciò che “facciamo”, ed attraverso ciò che “facciamo”, otteniamo ciò che “abbiamo”. E’ una singolarità! E’ una singola espressione completa contenuta in se stessa, che frazioniamo e frammentiamo nella nostra mente.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Non c’è nessun frazionamento nel mondo, l’Universo emerge con consistenza, ed emerge come una <strong><em>Totalità</em></strong>, e quando voi, come leaders, imparate ad entrare in questa Totalità, la Magnificenza che possedete, la Magnifica idea che state guidando in porto, inizia ad emergere con voi stessi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Qui, qualcosa di incredibile, al di là di ciò che voi, stando qui seduti, siete persino in grado di immaginare perché non lo potete contenere, non è semplicemente “dentro” di voi, è nella Totalità che abbiamo dentro noi stessi, ed <strong><em>è essa a contenere noi</em></strong>, non siamo noi a poter contenere essa.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Quando fate il vostro passo dentro questo, lì trovate la <strong><em>magia</em></strong>.  So bene che è un’idea inusuale da portare in un gruppo sulla leadership, ad eventi come questo, eppure tutti noi vogliamo essere un po’ magici.</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il potere del fallimento</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/04/il-potere-del-fallimento-parte-3-di-3/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 18:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[J. Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Decidere]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio dell'Eroe]]></category>

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		<description><![CDATA[
E’ un ottimo momento per fare il punto della situazione della vostra vita, ed iniziare a pensare come siete giunti dove vi trovate e dove volete andare dal punto in cui vi trovate. Magari scoprirete, lungo la via, di avere preso della zavorra che non vi serve più, e che state valutando le cose in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-491" title="Piernicola De Maria, l'unico Trainer Mythoself(tm) italiano - www.piernicola.com" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/04/736545116209_0_bg.jpg" alt="Piernicola De Maria, l'unico Trainer Mythoself italiano - www.piernicola.com" width="314" height="235" /></p>
<p><strong>E’ un ottimo momento per fare il punto della situazione della vostra vita, ed iniziare a pensare come siete giunti dove vi trovate e dove volete andare dal punto in cui vi trovate. Magari scoprirete, lungo la via, di avere preso della zavorra che non vi serve più, e che state valutando le cose in base a qualche vecchio criterio “installatovi”, che non si addice più. Una di queste cose potrebbe essere l’istruzione che avete o non avete ancora&#8230; su come saper fallire davvero bene.</strong></p>
<p><span lang="EN-GB">Buongiorno,</span></p>
<p><span>Alcuni potrebbero pensare che sono stato occupato ultimamente&#8230; i progetti dei miei clienti principali su cui lavoro, il servizio in un Consiglio di Amministratori Fiduciari, poi in alcuni comitati di volontari, lo sviluppo di nuovi materiali per il programma di training del MythoSelf Process, il progetto di un nuovo programma professionale per la comunicazione della leadership, il lavoro con i clienti privati, ridefinire il formato del mio programma radiofonico su VoiceAmerica.com, diversi progetti di libri, il lancio di nuovi prodotti l’anno prossimo&#8230; </span><span lang="EN-GB">WHEW! </span><span>E quando non sto facendo tutto questo (o dormendo) naturalmente cerco di strappare ogni attimo che posso per la mia famiglia, assicurandomi che sia più che sufficiente &#8230; portare mia figlia a scuola e talvolta andarla a prendere, cucinare per la famiglia, parlare con mio figlio per aiutarlo a preparare la laurea, stare qualche tempo con mia moglie semplicemente godendo della sua compagnia. Senz’altro sembra una lista davvero lunga, e non ho nemmeno tentato di renderla completa&#8230; semplicemente quello che mi passava per la testa mentre scrivevo.</span></p>
<p> </p>
<p><span>Suppongo che molti di voi possano persino surclassare la mia lista. Il punto è che molta gente è oggigiorno impegnata, e diverse persone con cui lavoro sono tra le più impegnate che conosca. Eppure la cosa interessante è che<span><strong> </strong></span></span><span><strong>i più grandi performers che conosco non sembrano affatto impegnati</strong></span><span>. In effetti, i migliori performers che conosco sembrano muoversi da una cosa all’altra sia con eleganza che grazia, e lo fanno come se avessero tutto il tempo del mondo per farlo. Contrariamente all’opinione generale che le persone più impegnate sono le più potenti o di successo, ciò che ho scoperto è che le persone più potenti e di maggior successo che conosco hanno tutto il tempo che vogliono e di cui hanno bisogno per fare quello che vogliono. Mi spingo a dire che la vera unità di misura è:</span></p>
<p><span><strong>“Avere tutto il tempo che si desidera, per fare in assoluta libertà qualunque cosa si voglia o debba fare, e gli strumenti per perseguirlo, è la misura del successo più accurata che mai troverete.”</strong></span></p>
<p><span>Molti restano confusi dal pezzo </span><span>“&#8230; <strong>gli strumenti per perseguirlo ..</strong>.”</span><span><span> </span></span><span>considerandolo la vera misura del successo. Eppure, avere i mezzi e non il tempo è assolutamente inutile ed alcuni l’hanno scoperto appena prima (o appena dopo) un attacco di cuore o infarto. Vedete,<span> </span></span><span><strong>conosco sempre più persone che hanno cominciato a riconsiderare quanto hanno in termini di “strumenti” a favore di quanto hanno in termini di “tempo”</strong>.</span><span><span> E sono le persone che stanno scegliendo di fare di più con meno.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span>Queste persone stanno semplificando le loro vite in ogni direzione, ad esempio: case più piccole, vacanze scelte con più cura, meno “roba” di cui aver bisogno o da desiderare (il che è perfetto quando scegliete una casa più piccola), andare vie dalle “grandi aree metropolitane” in luoghi più remoti e spesso più belli come residenza principale&#8230; alcuni che conosco hanno persino deciso di trasferirsi per sempre nei loro luoghi di vacanza preferiti. La cosa interessante è che loro non percepiscono la loro vita come semplificata, ma piuttosto più piena, completa.<span> </span></span><span><strong>Sono uscito dalla definizione di “successo” che dà il sistema ed hanno iniziato a ridefinirla per se stessi.</strong></span><span><span><strong> </strong>In parte questa ridefinizione include fare ciò che vogliono e non necessariamente ciò che “dovrebbero”.</span></span></p>
<p><span>Sul mio sentiero, ho presto deciso di fare della mia vita ciò che davvero volevo. La decisione includeva anche andarmene dal consueto percorso scolastico, nonostante fossi uno studente d’eccellenza. All’epoca, semplicemente, avevo capito che per me </span><span><strong>un’infinita successione di lezioni in classe, imposte da maestri che mi chiedevano di provargli che avevo imparato ciò che loro volevano, non era la strada giusta per conservare ciò che già sentivo di avere, e che probabilmente avrebbe corrotto molti dei miei istinti migliori.</strong></span><span><span><strong> </strong>Avevo fatto abbastanza scuola, ed imparato le materie scolastiche anche al di fuori di essa, da sapere che ciò che volevo per me, e di cui avevo bisogno di imparare, non era presente né in quelle “sante” aule </span></span><span>né in quei “santi” educatori.</span></p>
<p><span>Ora, alcuni, leggendo questo, penseranno che il mio sia stato il primo passo verso il fallimento e l’incapacità di realizzare alcunché (molti l’hanno pensato davvero) &#8230;<span> </span></span><span lang="EN-GB"><strong>“Oh no! </strong></span><span><strong>Cosa farai senza una buona </strong><span><strong> </strong></span><strong>(&#8220;approvata&#8221;) istruzione?”</strong></span></p>
<p><span>Ora, fate caso alla parola “approvata”, sebbene raramente la sentirete pronunciare da altri. E’ esattamente ciò che intendo &#8230; qualunque educazione non approvata dal sistema, non è nemmeno considerata come tale. Più “andiamo avanti”, e più il requisito per fare qualunque cosa, arriva già con il cartellino del prezzo su cui c’è scritto che prima bisogna aver ricevuto un’educazione approvata. In molti modi<span> </span></span><span><strong>l’istruzione, oggi, è la “marchiatura”</strong></span><span><span>, </span></span><span>e se non l’avete, dovrete lottare con unghie e denti per superare il pregiudizio di aver scelto la vostra strada.</span></p>
<p><span><img class="alignleft size-full wp-image-490" title="La formazione Mythosef(tm) prevede anche abilità &quot;belliche&quot;! ;-)" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/04/431725116209_0_bg.jpg" alt="La formazione Mythosef8tm) prevede anche abilità &quot;belliche&quot;! ;-)" width="448" height="336" /></span></p>
<p><span>Dunque, volete sapere qual è secondo me il ruolo della scolarizzazione formale? </span><span lang="EN-GB">Dipende di chi parliamo in concreto. </span><span>Per alcuni maestri sinceri ed incredibilmente dotati, è un modo per allargare le vite e le menti dei loro studenti. Ho conosciuto, e perfino lavorato, con questo tipo di maestri&#8230; persone brillanti da frequentare. Per altri, è un modo di imporre le abitudini sociali agli allievi, insegnando “il giusto e lo sbagliato”, cosa sia “il bene di ognuno”, e talvolta persino come pensare secondo qualche schema predefinito. Purtroppo, nella mia piccola esperienza, come studente, come genitore, come membro di facoltà, e come cittadino di questa grande nazione, il secondo tipo di maestro è più diffuso. Il sistema non è costituito per <strong>educare </strong>ma per <strong>insegnare</strong>:<span> </span></span></p>
<p><span><strong>“educare&#8221; [estrarre o guidare i poteri di una persona, fin da bambino; sviluppare e coltivare, sia fisicamente, mentalmente, o moralmente]</strong></span><span><span><strong> </strong></span></span></p>
<p><span><span><strong>“insegnare&#8221; [Impartire la conoscenza di qualcosa; impartire, o della conoscenza prima ignorata, o delle regole pratiche; inculcare come vero o importante; esibire in modo da destare impressione; come, ad esempio, insegnare aritmetica, danzare, suonare, o simile; insegnare la morale.]</strong></span></span></p>
<p><span>La differenza principale è evidente.</span></p>
<p><span>L’educazione riguarda il permettere, l’aiutare a ciò che è dentro di emergere e manifestarsi pienamente, ad esempio: </span><span><strong>“estrarre o guidare i poteri di una persona, fin da bambino”</strong></span><span>.</span></p>
<p><span>L’insegnamento invece riguarda l’impartire dall’esterno verso l’interno ciò che è desiderabile per l’insegnante, ad esempio:<span><strong> </strong></span></span><span><strong>“Impartire la conoscenza di qualcosa; impartire, o della conoscenza prima ignorata, o delle regole pratiche; inculcare come vero o importante”</strong></span><span><span><strong> </strong></span></span></p>
<p><span>Questa grande differenza è critica, e viene spesso del tutto trascurata persino da genitori con le migliori intenzioni, ed anche da molti maestri, quando riflettono della scolarizzazione dei bambini.</span></p>
<p><span>Oggigiorno, man mano che noto il modo in cui stiamo scolarizzando i nostri bambini, come li stiamo inculcando nella società, man mano che ascolto le sciocchezze dei politici che parlano di aumentare la scolarizzazione ed i fondi per essa, sono sempre più in difficoltà. Perché non credo che quei politici siano parte delle masse innocenti ed ignoranti che approvano le meraviglie di</span><span> <strong>“ricevere una buona (&#8220;approvata&#8221;) educazione.”</strong></span><span><span> Credo invece che siano parte del sistema che desidera inculcare ai bambini l’idea di seguire le regole</span></span><span>, di fare ciò che gli si dice, di non scuotere il sistema o pensare in modo autonomo.</span></p>
<p> </p>
<p><span>Una delle cose su cui punto l’indice più spesso è come la scuola stia diventando sempre più negli Stati Uniti d’America un luogo ove non si ha il permesso di “fallire”. </span><span lang="EN-GB">Insegnano che<span> </span></span><span lang="EN-GB"><strong>“fallire è male”</strong></span><span><span lang="EN-GB"><strong> </strong></span></span><span lang="EN-GB">Ad esempio:</span></p>
<p><span lang="EN-GB"> [premessa: nelle scuole superiori in USA, si dà il titolo di “valedictorian” al miglior diplomato tra tutti maturandi della scuola]</span></p>
<p><span> <strong>*&#8221;Ci sono persone contro il concetto stesso di “valedictorian” perché non amano la competitività”, dice Michael Carr dell’Associazione nazionale presidi della Scuola Superiore.</strong></span></p>
<p><span><strong>*In Texas, Indiana e Kentucky, molte scuole scelgono 10 o più dei loro migliori studenti come “valedictorians” il giorno del diploma — sbeffeggiando quello che un tempo era considerato un grande onore. Secondo il decano di un college californiano, alcune scuole superiori nominano da 50 a 100 “valedictorians.”</strong></span></p>
<p><span>E’ una totale sceneggiata!!! Cosa pensa di fare questa gente??? Potete immaginare se, durante la nostra evoluzione, qualche anziano capo tribù avesse preso decisioni in base a questa completa scemenza?<span> </span></span><span><strong>“Bruce, so che la tua vista è cattiva, ed il braccio che ti è rimasto non è così forte come quelli di Larry, ma vogliamo che tu ti senta dello stesso valore come ogni altro cacciatore o guerriero della tribù, così voglio che sia tu a guidare la caccia, oggi, VAI!”</strong></span><span><span> </span></span><span>La tribù sarebbe estinta, senza discendenti, i loro geni sarebbero stati distrutti sotto i zoccoli del bufalo che Bruce non avrebbe né visto né ucciso &#8230; sparito per sempre &#8230; MENO MALE!!!</span></p>
<p><span>Eppure, questo è esattamente ciò che stiamo facendo ai nostri studenti oggigiorno, forzandoli ad una profonda mediocrità. Per esempio, Bruce sarebbe potuto essere un ottimo taglialegna, magari avrebbe “inventato” la pratica di indurire le lance e le frecce, al fuoco. Eppure<span> </span></span><span><strong>proprio perché non gli è stato permesso di fallire, non si è mai trovato davanti alla necessità di trovare la propria strada, quella ove avrebbe eccelso in modo naturale, e dove le sue naturali inclinazioni e passioni gli avrebbero permesso di eccellere</strong></span><span><strong>. </strong>Questa, ritengo, è la strada seguita dall’educazione in Occidente al giorno d’oggi. La strada della mediocrità e della produzione del tipo di lavoratore-oggetto perfetto per il sistema, ma non per se stesso. </span><span lang="EN-GB">Ad esempio:</span></p>
<p><span><strong>*&#8221;Un consiglio scolastico in New Hampshire, preoccupato di ledere l’autostima dei ragazzi, ha votato la sospensione della pratica di dividere gli studenti in gruppi differenti, a cui insegnare secondo le loro specifiche abilità. Così, oggi la scuola sta “livellando” i gruppi ed insegnando a tutti insieme.”</strong></span></p>
<p><span>Quei genialoidi dei nostri politici continuano a parlare di </span><strong><span>più educazione</span></strong><span><span> </span></span><span>e<span> </span></span><strong><span>dell’educazione come il grande strumento per renderci uguali</span></strong><span><span> </span></span><span>(una delle frasi più rivelatrici che abbia mai sentito) &#8230; e<span> </span></span><strong><span>neanche un pigolio su una vera riforma dell’educazione!</span></strong><span><span> </span></span><span>Neanche un politico ha le palle di presentarsi davanti alle Autorità e dire,<span> </span></span><strong><span>“BASTA &#8230; BASTA SOLDI PER LE NOSTRE SCUOLE IN DISARMO &#8230; O PER IL SISTEMA CHE SOSTENGONO!</span></strong><span><span> </span></span><span>Non si tratta in effetti delle scuole, ma del processo, è il cuore stesso della pedagogia che abbiamo bisogno di riformare.</span></p>
<p><span>Da qualche parte, sulla via, abbiamo perso l’impeto di metterci alla prova, e così trovare i nostri limiti &#8230; e la nostra forza.<span> </span></span><strong><span>Sembra che abbiamo creato un sistema in cui la mediocrità va abbastanza bene e c’è pochissimo stimolo, o per nulla, di puntare all’eccellenza.</span></strong><span><span> </span></span><span>Deridiamo coloro che hanno raggiunto l’eccellenza e cerchiamo di abbattere ogni risultato che identifica qualcuno come elite. Oh, è tutto a posto se è il sistema che produce performance d’elite ad avere riconoscimento, ma non l’individuo. Basta leggere i giornali scandalistici, notare l’enormità di copie che vendono, raccogliere i titoli che propagandano e saprete tutto ciò che vi serve riguardo a quanto amiamo vedere i nostri eroi distrutti, nel modo più pubblico e viscerale.</span></p>
<p><span><img class="alignleft size-full wp-image-503" title="Mythoself(tm) training, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/04/444826016209_0_alb.jpg" alt="Mythoself(tm) training, Agosto 2008" width="336" height="448" /></span></p>
<p><span>Eppure, è nel fallimento che impariamo come avere successo.<span> </span></span><strong><span>Il successo, ed anche di più l’eccellenza, richiedono rischio.</span></strong><span><span> </span></span><span>Ma ci insegnano a temere il fallimento. Il messaggio che passa gran parte della società è che i vostri fallimenti saranno mostrati in pubblico ed usati per mortificare quanto avete ottenuto, non importa quanto grandioso. Stiamo costruendo una cultra che deride gli individui che osano alzare la loro testa sugli altri nel tentativo di raggiungere l’eccellenza. Invece<span> </span></span><strong><span>ciò di cui abbiamo bisogno sono più opportunità di fallire presto, così da avere la cruciale lezione che il fallimento è temporaneo, come il successo.</span></strong><span><span> </span></span><span>E’ soprattutto questa lezione che ci permette di assumere grandi rischi. Sapere che il fallimento è solo temporaneo, e di solito un passo verso il successo che desideriamo, ci permetterà ed incoraggerà ad assumere i rischi necessari ad avere successi enormi.</span></p>
<p><span>Il pericolo per lo “status quo sociale” sta nella conseguente lezione che assumere rischi, fallendo e definendo il successo da noi stessi porterebbe molte persone a compiere una scelta verso la propria strada e non quella desiderata per loro dalla società che insegna ad operare da brave api operaie. La vera educazione sta nel trovare chi davvero si è, con tutto ciò che si apprende mettendosi alla prova fino ai limiti estremi del proprio essere. Eppure, anche la più semplice opportunità di mettersi alla prova durante la propria educazione (ad esempio: scoprire ciò che si ha dentro e portarlo alla superficie, manifestarlo all’esterno) è diventato motivo di preoccupazione nelle nostre scuole, bastioni della “buona” (&#8220;approvata&#8221;) educazione:</span></p>
<p><strong><span>*&#8221;Niente più onori, valedictorians, riconoscimenti — quanto tempo ci vorrà prima che le scuole vietino giochi semplici come “acchiaparello”? Oh, aspettate: è già successo a Santa Monica, California, appena un paio di anni fa. “In questo gioco, c’è una ‘vittima,’ il che può essere un problema per l’autostima” spiegava il preside ai genitori, in una lettera. “Acchiaparello” non sarebbe più stato permesso, senza la supervisione degli adulti. La lezione del giorno, ragazzi: La scuola non è posto da vincitori.”</span></strong></p>
<p><strong><span><img class="alignleft size-full wp-image-504" title="Mythoself(tm) training, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/04/817765116209_0_bg.jpg" alt="Mythoself(tm) training, Agosto 2008" width="448" height="336" /></span></strong></p>
<p><span>Così, invece di vincitori, vincitori nel gioco di vivere le proprie vite, stiamo producendo una nazione di gente “beneducata”, molto impegnata, e senza molta vita propria.</span></p>
<p><span>Sono contento di essere molto impegnato, ma non così da non fermarmi ad annusare un fiore &#8230; ogni giorno. Sono contento del colpo di fortuna di avere intuito di fare un passo indietro prima che l’inculcamento prendesse completamente piede e mi convincesse che il mio ruolo, detattomi da altri, fosse più cruciale per il mio benessere del fatto di assumermi dei rischi, fallire&#8230; ed aver successo&#8230; per trovare la mia strada. Sono contento che lungo la strada sono stato abbastanza fortunato di trovare alcuni maestri meravigliosi che mi hanno aperto il loro cuore&#8230; ed alle meraviglie di questo pianeta, che condividiamo. E sono contento, nonostante tutte le sfide che vedo intorno a me, spesso nel mio stesso giardino di casa, di vivere ancora in una nazione ove posso scrivere e pubblicare questo articolo come più mi piace&#8230;</span></p>
<p><span>[*NOTA: Tutti i casi riguardanti la scuola che ho citato, sono tratti da<span> </span><a href="http://www.rd.com/your-america-inspiring-people-and-stories/thats-outrageous----banning-competition-in-school/article27402.html" target="_blank"><strong><span>Outrageous! </span></strong><strong><span lang="EN-GB">“A” Is for Average</span></strong></a></span><span> </span><strong><span lang="EN-GB">Not achievement or accomplishment or All-American. Not anymore.</span></strong><span><span lang="EN-GB"> </span></span><span lang="EN-GB">di Michael Crowley su Readers Digest online (</span><span><a href="http://www.rd.com/"><strong><span lang="EN-GB">http://www.rd.com</span></strong></a></span><span lang="EN-GB">).]</span></p>
<p> </p>
<p><strong><span>Joseph Riggio, Ph.D.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span>Titolo dell’originale: The Power of Failure, di Joseph Riggio, del 2 novembre 2008</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span lang="EN-GB">Link dell’originale: </span><span><a href="http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/the_power_of_failure/"><span lang="EN-GB">http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/the_power_of_failure/</span></a></span></p>
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		<title>ESSERE NEL MONDO</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/03/stare-al-mondo-parte-1-di-3/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 17:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[J. Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Intento]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Prontezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo uno splendido articolo di Joseph Riggio, che seppellisce l&#8217;idea di “lavorare per obiettivi” per un concetto completamente nuovo&#8230;
Buona lettura,
Petar
_________________
ESSERE NEL MONDO
Modificando il vostro atteggiamento dal “Definire gli obiettivi” al mantenere un particolare modo di orientarvi nella realtà&#8230; ciò che semplicemente chiamo “ESSERE NEL MONDO”&#8230; apre la possibilità che ciò che desiderate, e che nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo uno splendido articolo di Joseph Riggio, che seppellisce l&#8217;idea di “lavorare per obiettivi” per un concetto completamente nuovo&#8230;</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span>_________________</span></p>
<h2><span>ESSERE NEL MONDO</span></h2>
<h2><strong><em><span>Modificando il vostro atteggiamento dal “Definire gli obiettivi” al mantenere un particolare modo di orientarvi nella realtà&#8230; ciò che semplicemente chiamo “ESSERE NEL MONDO”&#8230; apre la possibilità che ciò che desiderate, e che nel profondo vi aspettate, si realizzi come conseguenza della prontezza a rispondere non appena l’informazione in tempo reale vi raggiunge. </span></em></strong></h2>
<p class="MsoNormal"><span>Ciao, e benvenuti&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>So che alcune delle persone che frequentano i miei corsi hanno l’abitudine di <strong>definire i propri obiettivi</strong>, specialmente all’inizio dell’anno. Naturalmente, se voi fate parte di un gruppo di <strong>miglioramento personale, sviluppo personale</strong>, potreste aver ricevuto alcune email che vi dicono che la cosa più importante che possiate fare, specie ad inizio anno, è di decidere gli obiettivi e scriverli su un pezzo di carta.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Molti di coloro che vi suggeriscono di scrivere gli obiettivi, basano le proprie opinioni su una cattiva ricerca, ed un sapere obsoleto. </span></strong><span>Specificamente &#8211; sull’idea che scrivere gli obiettivi abbia un impatto diretto ed immediato sul realizzarli perché credono che coloro che li scrivono ottengano migliori risultati storici di quelli che non lo fanno. Personalmente, non conosco nessuna ricerca definitiva che lo abbia confermato, né alcun serio scienziato sociale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><img class="alignleft size-full wp-image-277" title="Corso Mythoself-2 al Lago d'Iseo, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/03/521344795209_0_alb.jpg" alt="Corso Mythoself-2 al Lago d'Iseo, Agosto 2008" width="336" height="448" /><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quindi, cosa suggerisco invece?</span></strong><span> Beh, a dire il vero, non è che m’interessi poi molto se vi scrivete gli obiettivi o no; mi interessa invece la posizione in cui vi trovate prima di definire un qualunque obiettivo. Trovo che molti inizino a pensare agli obiettivi come ad un modo per riempire il vuoto di ciò che sentono mancare alle proprie vite. In altre parole, iniziano da ciò che vorrebbero che ci fosse nelle loro vite, ed ancora non hanno. <strong>Ebbene, i</strong><strong>n larghissima misura le prove di cui dispongo suggeriscono che la posizione da cui si parte determina il luogo ove si arriva&#8230; una specie di circolo vizioso (o virtuoso) che genera se stesso.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ciò non ha niente a che fare con l’ “attrazione” nei modi che questa idea è stata resa popolare di recente [con “The Secret”, petar]. L’idea che sto proponendo si basa sulla premessa che<span> </span></span><span>solo iniziando da uno stato positivamente organizzato si realizzeranno il tipo di risultati intrinseci nello stato, che emergono da esso.</span><span> </span><span>In altre parole, ci sono due possibili orientamenti:</span></p>
<p><span>  <span>Uno <strong>STATO INIBITORI</strong>O organizzato in relazione alle limitazioni, ad esempio: ciò che non ho, ciò che non ho realizzato, ciò che non voglio&#8230;</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>  <span>Uno <strong>STATO DI POSSIBILITA</strong>’ organizzato in relazione alle possibilità, ad esempio: ciò che ho, ciò che ho realizzato, ciò che voglio&#8230;</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignleft size-full wp-image-287" title="Joseph Riggio, Michaela Riggio, Claudio Campironi - August 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/03/281444795209_0_bg.jpg" alt="Joseph Riggio, Michaela Riggio, Claudio Campironi - August 2008" width="400" height="298" /></p>
<p class="MsoNormal"><span><span> <span>Ciò che si inizia a considerare dallo </span><span><strong>STATO INIBITORIO</strong></span><span> </span><span>sarà come evitare il fallimento o come evitare ciò che non si vuole&#8230; persino se ciò significa qualcosa come il non voler diventare poveri, o soli. Indipendentemente da ciò che emerge nello </span><span><strong>STATO INIBITORIO</strong></span><span><span> porterà i germi della limitazione in esso.</span></span><span> Così, persino se riuscite ad evitare la limitazione, resterete comunque focalizzati sulla limitazione e sull’astensione.</span></span></span></p>
<p><span> <span>Ciò che considerate da uno </span><span><strong>STATO DI POSSIBILITA’</strong></span><span> </span><span>sarà come ottenere successo o come ottenere ciò che volete&#8230; compreso il voler mantenere l’esperienza di stare già operando con successo. Essenzialmente, lo<span> </span></span><span><strong>STATO DI POSSIBILITA’</strong></span><span> </span><span>opera in un modo che ha voi stessi come riferimento, e che vi auto-organizza in modo da creare&#8230; e ricreare&#8230; se stesso, cioè si ha una<span> </span></span><span>“</span><span>ricorrenza sistemica”</span><span>.</span></span></p>
<p><strong>Uno STATO DI POSSIBILITA’ stabilisce una “ricorrenza sistemica” ove il sistema tende ad auto-organizzarsi e ad auto-referenziarsi, portando l’attenzione all’esterno, verso il mondo&#8230; in quello che potrebbe essere chiamato &#8220;STATO DI PRONTEZZA.&#8221; Di conseguenza, operare da una posizione orientata al mondo esterno, permette di agire nel mondo e sul mondo in relazione al manifestarsi della realtà esterna che desiderate – sia per voi stessi che per gli altri.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left; "><img class="alignleft size-full wp-image-307" title="I nasi magnetici di Michaela e Joseph??? :-D" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/03/330085116209_0_bg.jpg" alt="Joseph and Michaela's magnetic noses??? :-D" width="461" height="346" /></p>
<p>Invece di organizzarvi attorno agli obiettivi, vi sto suggerendo l’idea di organizzarvi per stabilire e sostenere un costante stato di prontezza&#8230; una posizione da cui potete agire istantaneamente, non appena si manifesta in tempo reale l’informazione nell’ambiente esterno. Questa posizione &#8230; lo<span> </span><span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span>&#8230; vi organizza con precisione in relazione alle specifiche realtà esterne che desiderate.</p>
<p><span>Da uno <span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span>, si potrebbe dire, non c’è alcun bisogno di definire obiettivi, figuriamoci organizzarsi in base ad essi – sebbene sia possibile.</span></p>
<p><span>L’orientamento<span> allo </span><span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span><span> diventa sufficiente in se stesso </span>per definire una direzione.</span></p>
<p><span>Operare dallo<span> </span><span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span><span> vi pone nella posizione ottimale per trarre successo (comunque lo definiate) che, allo stesso tempo, è di particolare “potenza”. Non assumete stati di “pilota automatico” né prendete a riferimento obiettivi che non tengono conto delle informazioni in tempo reale che il mondo vi mette continuamente a disposizione, cambiando alla velocità della luce.</span></span></p>
<p><span><span>Quando scegliete innanzitutto “come” volete stare al mondo </span></span><span>&#8230; per il vostro<span> </span><span>ESSERE</span><span> </span>&#8230; poi, tutti gli altri pezzi vanno al posto che è in diretta relazione a quel modo d’essere.</span></p>
<p><span> Autore dell’originale: Joseph Riggio, Ph.D., Architect and Designer of the Mythoself(r), www.mythoself.com</span></p>
<p>Titolo dell’originale: Being in the World</p>
<p class="MsoNormal"><span>Link dell’originale: http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/being_in_the_world/</span></p>
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		<title>Il fattore &#8220;Figo&#8221;</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/02/il-fattore-figo/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2009/02/il-fattore-figo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 12:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[J. Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Decidere]]></category>
		<category><![CDATA[Intento]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Prontezza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un articolo semplice, ma profondo&#8230; un esempio pratico di come l&#8217;esperienza del Mythoself(r) possa essere trasferita nella vita reale, e come la Mitologia personale, qui rappresentata dal film di 007 Casinò Royale, possa ispirare e guidare&#8230; ogni singolo passo&#8230;
Buona lettura!
  
Petar
_________________________________________
Nota: la parola inglese “cool” significa “figo”, ma anche “calmo, controllato” (petar)
Il fattore “FIGO”
“Figo” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-240" title="wwwgrandipassioni.com" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/02/logo4-300x73.png" alt="wwwgrandipassioni.com" width="300" height="73" /></p>
<p>Un articolo semplice, ma profondo&#8230; un esempio pratico di come l&#8217;esperienza del Mythoself(r) possa essere trasferita nella vita reale, e come la Mitologia personale, qui rappresentata dal film di 007 Casinò Royale, possa ispirare e guidare&#8230; ogni singolo passo&#8230;</p>
<p class="MsoNormal">Buona lettura!</p>
<p class="MsoNormal"> <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p class="MsoNormal">Petar</p>
<p class="MsoNormal">_________________________________________</p>
<p class="MsoNormal"><em>Nota: la parola inglese “cool” significa “figo”, ma anche “calmo, controllato” (petar)</em></p>
<h1><span>Il fattore “FIGO”</span></h1>
<p class="MsoNormal"><strong><em>“Figo” significa essere se stessi&#8230; poi, agire con decisione indipendentemente dal luogo ove ci si trova, e persino da cosa gli altri possano pensare di noi.</em></strong></p>
<p class="MsoNormal">Ciao a tutti,</p>
<p class="MsoNormal">restare “figo” significa innanzitutto essere “figo”. Questo significa sapere come stabilire e mantenere uno stato “figo”. In un articolo precedente, avevo iniziato questo filo del discorso con il concetto che “figo” significa uno stato dell’ESSERE.</p>
<p class="MsoNormal"><strong><em>In molti contesti, le persone si riferiscono all’idea di essere “fighi” – intendendo di solito che sono “controllati”&#8230; in controllo di se stessi, della situazione, persino fino ad un certo punto di come gli altri percepiscono loro stessi e la situazione.</em></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><em>Ci riferiamo alle persone che mantengono la propria calma, ancora riferendoci di solito al fatto che mantengono il proprio ingegno, la propria intelligenza, che agiscono in una certa situazione con eleganza, restando controllati.</em></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><em>Eppure, raramente si parla di persone che “acquistano” la propria calma, che “diventano” tali.</em></strong></p>
<p class="MsoNormal">Aggiungo che questo stato permette di operare in un modo calmo e concentrato indipendentemente dalla situazione. Il “figo definitivo” è forse espresso da personaggi di fantasia – personalmente trovo gli esempi più ovvii nella categoria dei racconti del mistero/azione/thriller.</p>
<p class="MsoNormal">Per esempio il “nuovo” James Bond in “Casinò Royale” dà un grande esempio di “figo controllato” – date un’occhiata alla scena della tortura – calmo, padrone di sé e con senso dell’umorismo pur di fronte all’orrore ed alla distruzione – NESSUN COMPROMESSO – il “figo definitivo”</p>
<p class="MsoNormal"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/hm-KXhhybAQ&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/hm-KXhhybAQ&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p class="MsoNormal">Quindi, cosa possiamo imparare da Bond&#8230; James Bond&#8230; in questa scena? Innanzitutto che il fondamento della sua calma era pre-definita, non “messa su” al momento. Lui sa chi è (ESSERE) e che cosa sta succedendo (FARE) ed ha preparato la propria mente a questo, prima di trovarsi nella situazione di dover richiamare la propria calma. Attraverso tutto il film deve prendere decisioni in un attimo basate sul mantenere una posizione che è ben determinata per se stesso, ed utilizzare abilità che sono innate, allenate o derivate. <strong>Quindi, l’ordine dell’azione è ESSERE prima, poi FARE.</strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JuZQfZ-WxTk&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/JuZQfZ-WxTk&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></strong></p>
<p class="MsoNormal">Le abilità che James Bond mostra fluiscono da “chi lui è” – dal suo modo di essere nel mondo. In un’altra scena ove Bond gioca a carte con in palio milioni, inizia con una puntata di dieci milioni, perde tutto in una sola mano per un’assunzione sbagliata – lo hanno fregato in pieno! Lì per lì lo vediamo sbalordito, poi quasi immediatamente si “riazzera” – pronto a ricominciare, fiducioso che può vincere, e che lo farà.</p>
<p class="MsoNormal">Poi, incontra un ostacolo insormontabile quando Vesper, interpretata da Eva Green, un Agente del Tesoro Britannico che supervisiona la distribuzione del denaro che finanzia il gioco di Bond, rifiuta di dargli i cinque milioni che servono alla puntata successiva. Così, Bond si butta lo stesso nell’azione ed ammazza tale Le Chiffre, ma Lieter intercede e si accorda affinché sia la CIA a finanziare Bond al prossimo giro. Bond si riazzera di nuovo e con discrezione si siede a giocare di nuovo&#8230; VERAMENTO FIGO!</p>
<p class="MsoNormal"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BF43RVaQD7o&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/BF43RVaQD7o&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p class="MsoNormal"><strong><em>Quindi, cosa ci vuole per diventare figo/controllato e mantenere la posizione?</em></strong></p>
<ul>
<li><em>Decidere chi sei prima di iniziare</em></li>
<li><em>Sapere come stabilire uno “Stato di prontezza” da cui operare – indipendentemente dalla situazione o dalle circostanze in cui ti trovi</em></li>
<li><em>Decidere ed intraprendere azione basata su “chi sei” – non su “dove ti trovi”o “con chi”</em></li>
<li><em>Intraprendere un’azione decisiva basata sulla propria migliore esperienza – poi, fare attenzione a cosa succede</em></li>
<li><em>Aggiornare i dati in base a quello che succede e dove ti trovi al momento</em></li>
<li><em>Quando le cose vanno diversamente da come ci si aspetta, o da come si vorrebbe, sapere esattamente come “resettarsi”</em></li>
<li><em>Rifiutare di compromettersi nonostante la situazione o le circostanze in cui ci si trova – e poi se possibile rifiutare di compromettere anche i propri risultati (solo se questo non richiede di compromettere se stessi, il proprio essere)</em></li>
</ul>
<p class="MsoNormal">Questa è una buona “lista breve” da cui iniziare. Quindi, pur non essendo una procedura passo-dopo-passo per essere o diventare “figo” – è un modo per riflettere su ciò che intendo per “Fattore Figo”. Eppure, è anche più significativo capire che la lista non spiega perché io creda che il “Fattore Figo” rimanga così importante concettualmente e nella pratica.</p>
<p class="MsoNormal">Una delle premesse fondamentali sull’aumento significativo della performance è, e rimane, l’abilità di stabilire la <strong><em>posizione iniziale</em></strong>. Questa idea è il cuore del mio lavoro professionale. Tutto il Mythogenic Self Process ruota attorno all’idea di stabilire la posizione iniziale – <strong><em>lo Stato di Prontezza (Ready State)</em></strong>. Poi, da questa posizione decidere cosa fare&#8230; sempre in relazione al contesto – circostanze e situazione – e mantenendo l’intenzione, per esempio: <strong><em>Cosa vuoi?</em></strong> Partendo da questa struttura, non solo è possibile, ma persino imperativo – attivarsi!</p>
<p class="MsoNormal">Naturalmente, un conto è parlare dell’essere “Figo/Controllato”, ed un altro conto è esserlo completamente. Di recente, ho trovato in me questo stato sfidato dalle circostanze, ed ho verificato che gli anni di preparazione mi sono eccome serviti. Persino in quella che potrei considerare la situazione più sfortunata, ingiusta e dannosa, mi sono trovato ad accedere al mio stato “Figo/Controllato”. Questo non ha prodotto il mio risultato immediato, ma mi ha permesso di operare senza compromettermi in alcun modo – ed il risultato è che sono rimasto “integro”.</p>
<p class="MsoNormal">In Casinò Royale, James Bond si trova fregato e tradito, da persone che rispettava, in cui credeva e che persino amava. Deve continuamente scegliere una posizione di integrità indipendentemente da come l’Universo si svela attorno a sé. L’abilità di fare questo&#8230; di scegliere di restare “figo” indipendentemente dalla situazione o dalle circostanze, fa tutta la differenza. Dovessi scegliere un aspetto che meglio definisce la performance di vertice, questo sarebbe il “Fattore Figo” specifico della persona – “non dimenticare mai chi sei” sarebbe un ottimo punto di partenza.</p>
<p class="MsoNormal">Oh sì, c’è un’altra scena che adoro in Casinò Royale – Bond si registra in albergo, dove c’è una prenotazione sotto falso nome di copertura, e dice il vero nome suo e di Vesper. Assume che il nemico sappia già di lui, e non esita ad esporre se stesso in pubblico nonostante il pericolo che potrebbe correre. Amo questo – sapere chi sei è più importante di ciò che gli altri possano pensare di te – veramente figo, eh???</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">Joseph Riggio, Ph. D.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">Princeton</span><span lang="EN-GB">, New Jersey</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">Titolo dell’originale: “The Cool Factor – part two”, 28.01.2007</span></p>
<p class="MsoNormal">Link dell’originale: <a href="http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/the_cool_factor_part_two/">http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/the_cool_factor_part_two/</a></p>
<p class="MsoNormal"><em>precisazione sulla traduzione: mi sono attenuto quanto più fedelmente alla lettera del testo originale, con minimi cambiamenti stilistici, e non di significato, quando l’inglese risultava troppo diverso dall’espressione equivalente italiana. Per eventuali errori, mi assumo ogni responsabilità (petar)</em></p>
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		<title>Trattare la gente da cani</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/02/trattare-la-gente-da-cani/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 20:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[J. Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intento]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione Neuro Linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Voglio ringraziare di cuore tutti coloro che hanno letto l&#8217;articolo precedente, e soprattutto partecipato ai commenti, veramente di alto livello!
Oggi, è la volta di uno stupendo articolo di Riggio&#8230; sull&#8217;importanza del contesto nella performance, sul modo di trattare cani e uomini, sugli ostacoli che ci poniamo nel realizzare ciò che vogliamo, e come rimuoverli!
Buona lettura!
Petar
___________________________________________________________
Costruire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-225" title="grandipassioni.com" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/02/logo3-300x73.png" alt="grandipassioni.com" width="300" height="73" /></p>
<p>Voglio ringraziare di cuore tutti coloro che hanno letto l&#8217;articolo precedente, e soprattutto partecipato ai commenti, veramente di alto livello!</p>
<p>Oggi, è la volta di uno stupendo articolo di Riggio&#8230; sull&#8217;importanza del contesto nella performance, sul modo di trattare cani e uomini, sugli ostacoli che ci poniamo nel realizzare ciò che vogliamo, e come rimuoverli!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>Petar</p>
<p>___________________________________________________________</p>
<p><strong><em>Costruire il contesto appropriato &#8220;è una garanzia virtuale del risultato&#8221; &#8211; impararlo, fa tutta la differenza possibile nel tipo di performance che produrrete &#8211; su voi stessi e con gli altri.</em></strong></p>
<p><span lang="EN-GB">Buongiorno a tutti,</span></p>
<p><strong>Voglio innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno trovato il tempo di leggere quanto scrivo qui, e anche coloro che trovano il tempo di commentarlo, o scrivermi direttamente.</strong></p>
<p>Ho riflettuto sulle cose di cui scrivo nel blog, e dei feedback che ricevo&#8230;</p>
<p>Una di queste riguarda il periodo in cui ero un dog trainer. Ricordo bene come eravamo abituati a trattare i cani da addestrare. <span lang="EN-GB">In parole povere &#8230; </span><strong><span lang="EN-GB">CON ASSOLUTA ECCELLENZA!</span></strong><span lang="EN-GB"> </span>Se solo trattassimo le persone nello stesso modo, penso che otterremmo molti più risultati, ed anche godendo nel mentre mille volte di più.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-218" title="Corso Mytho-2 con J. Riggio, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/02/n732842357_853739_6063.jpg" alt="Corso Mytho-2 con J. Riggio, Agosto 2008" width="386" height="290" /></p>
<p>Vi invito a condividere alcuni passi del processo che usavo per addestrare i cani:</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Stabilire la relazione individuale con ogni singolo cane prima di iniziare a fare qualunque altra cosa – questo, lo chiamavamo &#8220;<span style="text-decoration: underline;">RAPPORTARCI</span>&#8221; con il cane.</strong><br />
(Non aveva alcun senso pensare di pretendere di interagire con i nostri cani, o addirittura di avere qualche prestazione da loro, prima di aver stabilito una relazione)</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Costruire un’atmosfera di stimolo positivo ed eccitazione con e per il cane</strong><br />
(Quasi ogni comportamento può essere “estratto” ed incoraggiato usando lo stimolo positivo, e poi produrlo volontariamente quando desiderato)</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Lavorare nella direzione di risultati specifici che &#8220;<span style="text-decoration: underline;">volevamo</span>&#8221; produrre &#8230;</strong><strong> <span style="text-decoration: underline;">mai lavorando per “allontanarci dai risultati che non volevamo</span></strong>”</p>
<p class="MsoNormal">(A meno di non essere molto chiari con i cani riguardo a ciò che volevamo<em>, non c’era altro modo che loro potessero fare ciò che noi ci aspettavamo &#8230; la cosa più importante che questo ci ha permesso è stato di ricompensare e lodare i nostri cani per ciò che stavano facendo, mai basando le nostre interazioni sulla paura e la punizione</em>)</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Generare il risultato costruendo un contesto tale che la performance che noi volevamo fosse un risultato naturale del contesto stesso &#8211; &#8220;<span style="text-decoration: underline;">PERFORMANCE SENZA ALCUNA INIBIZIONE</span>&#8220;</strong><br />
(<em>Il contesto esercita un’influenza così potente sulla performance che la cura dedicata ad esso garantisce virtualmente i risultati che volevamo che fossero prodotti</em>)</p>
<p><strong>Quest’ultimo punto mi è letteralmente “saltato addosso” mentre ci riflettevo l’altra sera&#8230; <br />
Innanzitutto, Mettere l’attenzione a creare il contesto ove la performance voluta è il risultato naturale dello stare in quel contesto&#8230;<span style="text-decoration: underline;"> garantisce virtualmente il risultato</span>!</strong><strong></strong></p>
<p>Eppure noto spesso che è il contrario ad essere più frequente – <strong>le persone mettono attenzione a come non generano i propri risultati, e di conseguenza mantengono il contesto che garantisce virtualmente che non li otterranno</strong>.</p>
<p>Nella mia &#8220;vita precedente&#8221; come dog trainer, ho notato che la maggior parte delle persone mi chiamava solo dopo essere diventate rauche dall’urlare invano a pieni polmoni <strong>&#8220;NO, NO, NO, NO &#8230;!</strong> &#8230; sui tappeti continuava a piovere urina, i mobili venivano masticati, e gli ospiti potevano essere virtualmente sicuri che il cagnolino sarebbe saltato loro addosso, e ficcato il naso, freddo e bagnato, tra i genitali.</p>
<p>Essenzialmente, ciò che viene fatto senza un intento preciso porta a stabilire e sostenere contesti che si oppongono a ciò che veramente vogliamo che succeda – <strong>sia per noi stessi che per gli altri</strong>. La formula più semplice a cui riesco a pensare mi è nuovamente ispirata dall’addestramento dei cani. <strong>Le persone notano innanzitutto ciò che non vogliono&#8230; <em>noi siamo neurologicamente &#8220;programmati&#8221; a notare ciò che per prima cosa &#8220;minaccia&#8221;</em>.</strong> Così, la sequenza che determina le nostre risposte ed i nostri comportamenti inizia tipicamente dal notare per prima cosa ciò che non vogliamo.</p>
<p>Iniziando da <strong>ciò che non vogliamo</strong> garantisce virtualmente <strong>che tutta la nostra attenzione sarà su ciò che non vogliamo</strong>.</p>
<p><strong><em>&#8220;Dove mettiamo l’attenzione è ove avremo i risultati.&#8221; <strong>Joseph Riggio, Ph.D.</strong></em></strong></p>
<p>Un modo nel quale notiamo ciò che non vogliamo include il voler evitare ciò che riteniamo <strong>&#8220;non familiare&#8221;.</strong> Questo fenomeno è stato battezzato <strong>&#8220;dissonanza cognitiva&#8221;</strong> – e si ritiene che generi una risposta negativa peggiore che considerare la propria morte.</p>
<p>Un altro modo per esprimerlo è: <strong>&#8220;più di ogni altra cosa, noi vogliamo ciò che troviamo familiare &#8211; persino se dovessimo prendere in considerazione la nostra stessa morte</strong>&#8221;</p>
<p>Si può sostenere che:</p>
<p><strong><em>Potendo scegliere tra il fare qualcosa di diverso e non familiare per ottenere un risultato diverso e voluto, e fare quel che si è sempre fatto e che genera il risultato che si è sempre ottenuto e non si vuole, &#8230; probabilmente si sceglierebbe di fare quel che si è sempre fatto</em></strong>.<br />
Ciò è evidente nel modo con cui le persone difenderanno il contesto in cui si trovano, indipendentemente dai risultati che ciò produce. Uno degli esempi più comuni è la frase che probabilmente abbiamo tutti sentito:</p>
<p><strong><em>&#8220;L’abbiamo sempre fatto in questo modo&#8221;</em></strong></p>
<p><strong><em><img class="alignleft size-full wp-image-219" title="Corso Mytho-2 con J. Riggio, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/02/n732842357_849953_2784.jpg" alt="Corso Mytho-2 con J. Riggio, Agosto 2008" width="483" height="362" /><br />
</em></strong></p>
<p>Le persone che <strong>sfidano lo <em>&#8220;status quo&#8221;</em></strong> vengono chiamati <strong>&#8220;rompicogl_oni&#8221;</strong> e accusati di <strong>&#8220;affondare la barca&#8221;</strong> &#8230; </p>
<p><strong>&#8212;&gt; <span style="text-decoration: underline;">IMMAGINATE COME VENGONO CHIAMATI QUELLI CHE ROVESCIANO LA BARCA!!!</span></strong></p>
<p>Eppure, ciò che mi sono ritrovato a fare sempre più spesso mano a mano che la mia conoscenza, abilità ed esperienza crescevano, è stato diventare sempre più un  <strong>&#8220;<span style="text-decoration: underline;">Rovesciatore di barche</span>&#8220;</strong> – specialmente quando si tratta di <strong>rovesciare le barche del &#8220;contesto&#8221;</strong>, ho scoperto in modo del tutto convincente che le persone non rovesceranno le barche della propria vita se c’è un elevato grado di discomfort o senza lavorare con un professionista di cui si fidano completamente.</p>
<p>Questo è del tutto sensato, <strong>un professionista fidato può mantenere in atto il nuovo contesto mentre il cliente sta imparando a farlo per se stesso, facendolo sembrare confortevole e familiare man mano che il cliente si abitua – una &#8220;guida&#8221; o &#8220;mentore&#8221;</strong> in un contesto mitologico.</p>
<p>Ho imparato anche questo nei miei anni da dog trainer e lavorando con i proprietari dei cani – quando ero presente io stesso, il cane poteva e riusciva ad avere una performance brillante, e solo quando il proprietario riusciva a stabilire e mantenere lo spazio che io avevo creato con e per il cane, si generava la stessa performance.</p>
<p>Di solito, ciò che faccio all’inizio con i miei clienti è <strong>generare il contesto in cui il risultato diventa possibile come semplice conseguenza dell’aver stabilito il contesto</strong> – di solito rovesciando la barca del comfort e della familiarità. Naturalmente, questo richiede pratica per riconoscere il modo con cui farlo e porre il contesto cosicché il risultato sia una naturale conseguenza del contesto stesso – eppure farlo <strong>&#8220;garantisce virtualmente il risultato voluto&#8221;</strong> – e, sapendolo, lo sforzo per imparare come fare è più che accettabile!</p>
<p><strong>Joseph Riggio, Ph.D.<br />
Princeton, NJ</strong></p>
<p class="MsoNormal">Pubblicato il 27 agosto 2006 su <a href="http://www.josephriggio.com/">www.josephriggio.com</a></p>
<p class="MsoNormal">Link dell’originale <a href="http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/treating_people_like_dogs/">http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/treating_people_like_dogs/</a></p>
<p>Titolo dell’originale “Treating people like dogs”</p>
<p> <em>Precisazione sulla traduzione: mi sono attenuto quanto più fedelmente alla lettera del testo originale, con minimi cambiamenti stilistici, e non di significato, quando l’inglese risultava troppo diverso dall’espressione equivalente italiana. Per eventuali errori, mi assumo ogni responsabilità (petar)</em></p>
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		<title>Che importa?</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/02/che-importa/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2009/02/che-importa/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 10:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[J. Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Decidere]]></category>
		<category><![CDATA[Intento]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
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		<description><![CDATA[
Nella prima edizione di questo blog, andata in crash dopo pochi giorni, avevo pubblicato qs bell&#8217;articolo di J. Riggio; lo ripropongo ora ai più numerosi iscritti di grandipassioni.com.
Buona lettura!
Petar
_______________________
Che importa?
Buongiorno,
C’è una cosa interessante che accade riguardo al “come” le persone, pare, prendano le decisioni sul da farsi&#8230; un giorno approfondirò questo specifico processo, oggi però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-208" title="GRANDIPASSIONI.COM" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/02/logo2.png" alt="GRANDIPASSIONI.COM" width="398" height="97" /></p>
<p>Nella prima edizione di questo blog, andata in crash dopo pochi giorni, avevo pubblicato qs bell&#8217;articolo di J. Riggio; lo ripropongo ora ai più numerosi iscritti di grandipassioni.com.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>Petar</p>
<p>_______________________</p>
<h2><span>Che importa?</span></h2>
<p><span lang="EN-GB">Buongiorno,</span></p>
<p><span>C’è una cosa interessante che accade riguardo al “come” le persone, pare, prendano le decisioni sul da farsi&#8230; un giorno approfondirò questo specifico processo, oggi però voglio fare qualcosa di completamente diverso, cioè parlare del “PERCHÉ ” invece del “COME”. PERCHÉ le persone prendono le decisioni che prendono?</span></p>
<p><span>Innanzitutto, permettetemi di condividere con voi una semplice definizione di “decisione”, che io stesso uso quando mi riferisco ad esse – per me “una decisione” comprende il processo di percezione dell’informazione sensoriale presente nell’ambiente/contesto, che porta alla decisione stessa ed è inclusa in essa, il processo interno cognitivo di “pensare” per decidere, e l’azione effettiva intrapresa per implementarla. <strong>Senza azione non c’è decisione</strong>, per definizione. Questo è un punto critico per dove voglio arrivare&#8230;</span></p>
<p><span>Noto che <strong>alcune persone prendono le proprie decisioni per qualche “causa” guidata dall’esterno</strong>, se preferite per qualche “ragione”. Sono organizzati per fare ciò che fanno PER VIA dello stimolo in cui si imbattono – e questo è spesso legato al credere che ciò che avverrà come risultato, cioè l’effetto delle proprie azioni, sarà in qualche modo “migliore di” ciò che è presente prima dell’azione stessa. <strong>Questo funziona alla grande fino a che i motori dell’azione sono edonistici</strong> – ad esempio “Avrò qualcosa dal fare questo” o “Mi sentirò bene, come risultato dal fare questo”&#8230; è possibile continuare a fare così&#8230;</span></p>
<p><span><img class="alignleft size-full wp-image-203" title="Joseph Riggio, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/02/200844116209_0_alb.jpg" alt="Joseph Riggio, Agosto 2008" width="336" height="448" /><br />
</span></p>
<p><span> Benché ciò possa essere del tutto logico, è anche difficile sostenerlo al di là di un certo livello di considerazione. Non appena si va su una strada anche solo un po’ esistenziale – come succede con “Che cosa significa questo?” o “Perché ciò importa?”, questo tipo di pensiero e logica iniziano a crollare. Poi, se si aggiunge una certa dose di determinismo – come in “Il Destino è tutto” o “L’Universo è un meccanismo ad orologeria che si va svelando dal momento del Big Bang”, questa logica cade a pezzi. In altre parole, è molto difficile sostenere la motivazione esterna ad agire.</span></p>
<p><strong><span lang="EN-GB"> <span style="font-weight: normal; "><strong><span>Comunque, la cosa peggiore in assoluto per una motivazione edonistica, guidata dall’esterno, è la considerazione di quell’ “ammazzagioia” che è &#8230; l’ETICA, CAZZ&#8230;!!!</span></strong><span> Non appena si aggiunge la considerazione etica – in parole povere “Qual è la cosa giusta da fare?” diventa quasi impossibile agire su una motivazione esclusivamente edonistica. Naturalmente si dovrebbe chiedere e rispondere a se stessi “Qual è la cosa giusta da fare?” – e, questo è assolutamente personale, qualcosa che è quasi impossibile prescrivere faccia-a-faccia, un codice “morale” o “etico” che sia scolpito nella pietra – quasi chiunque deve impararlo, in parte assorbendo l’etica e la morale della propria specifica cultura ed in parte da una certa ricerca nella propria anima. <strong>Eppure quasi chiunque ha anche una posizione etica che mantiene – anche quando non la sostiene (o non agisce a partire da essa).</strong></span></span></span></strong></p>
<p><span> Ciò mi porta ad osservare – dai miei studi, dalla mia personale contemplazione di “Cosa è giusto” ed il lavoro che ho svolto per oltre due decenni con i clienti – che <strong>coloro che agiscono guidati da una posizione interiore – fanno decisioni migliori</strong>. Ciò significa che le decisioni svolgono un servizio migliore sia a loro stessi che al sistema all’interno del quale operano, rispetto alle decisioni fatte puramente sulla base di riferimenti esterni. Per dirla più semplicemente – <strong>quando si chiede a queste persone riguardo alla loro stessa vita, rispondono di essere meglio definiti come persone e complessivamente felici.</strong></span></p>
<p><span><strong><img class="alignleft size-full wp-image-204" title="Nancy e Joseph Riggio, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/02/n732842357_849949_4185.jpg" alt="Nancy e Joseph Riggio, Agosto 2008" width="483" height="362" /><br />
</strong></span></p>
<p><span>Così, nonostante si possa ammettere che una tale azione non “significhi” niente nello schema generale delle cose – che la cicca o la sigaretta che scegliete di NON buttare sul selciato e di cui qualcun altro dovrà occuparsi non cambierà in nessun modo significativo lo stato del mondo, o persino il livello di immondizia del vostro personale ambiente – ciò può importare a voi. <strong>Quando scoprite ciò che realmente è importante per voi&#8230; e quindi scegliete di vivere secondo questo standard&#8230; NONOSTANTE L’EVIDENZA ESTERNA DEL CONTRARIO&#8230; la vostra vita diventa per voi significativa</strong>. A me questa sembra la base per iniziare una strategia decisionale che sia, come minimo, grandiosa.</span></p>
<p><span> Cordialmente,</span></p>
<p><span> Joseph Riggio, Ph.D.</span></p>
<p><span>5 Luglio 2006, Princeton, New Jersey, USA</span></p>
<p><strong><span> <span style="font-weight: normal; ">Link dell’originale: <a href="http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/why_bother/">http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/why_bother/</a></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span>Titolo dell’originale: “Why bother?”</span></p>
<h6><span> <em>Precisazione sulla traduzione: mi sono attenuto quanto più fedelmente alla lettera del testo originale, con minimi cambiamenti stilistici, e non di significato, quando l’inglese risultava troppo diverso dall’espressione equivalente italiana. Per eventuali errori, mi assumo ogni responsabilità (petar)</em>  </p>
<p> </p>
<p></span></h6>
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