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	<title>GrandiPassioni &#187; Formazione</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>Karl Popper: Cattiva Maestra Televisione (2 di 2)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 18:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lei pensa all’esistenza di principi che dovrebbero guidare coloro che lavorano alla televisione, ed indirizzarne le scelte? No, bisogna cominciare innanzitutto dal gruppo più influente, e quello che ha maggior potere è il gruppo dei professionisti della televisione. La mia proposta è questa: introdurre un’istituzione come quella che esiste per i medici. I medici si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/BambinoTV.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3149" title="Bambino TV" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/BambinoTV.jpg" alt="" width="425" height="282" /></a><em>Lei pensa all’esistenza di principi che dovrebbero guidare coloro che lavorano alla televisione, ed indirizzarne le scelte?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>No, bisogna cominciare innanzitutto dal gruppo più influente, e quello che ha maggior potere è il gruppo dei professionisti della televisione. La mia proposta è questa: introdurre un’istituzione come quella che esiste per i medici. I medici si controllano attraverso un Ordine… la cosa non riesce sempre perfettamente, ci sono medici che fanno gravi errori e medici che commettono dei crimini, ma ci sono pur sempre le regole elaborate dall’Ordine. Beninteso il potere legislativo ha un potere superiore a quello dell’Ordine dei medici. In Germania ed Inghilterra questa istituzione si chiama <em>Camera dei medici</em>, sul loro modello si potrebbe creare un <em>Istituto per la televisione</em>.</p>
<p>La mia proposta è che voi, tutti voi che site qui, siate registrati provvisoriamente come membri dell’<em>Istituto per la televisione</em>. In seguito dovreste sottoporvi ad una serie di corsi per sensibilizzarvi ai pericoli a cui la televisione espone i bambini, gli adulti e l’insieme della nostra civiltà.</p>
<p>Così molti scoprirebbero molti aspetti ignorati della professione, e si sarebbe costretti a considerare in modo nuovo la società ed il proprio ruolo all’interno della società.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/75M6vTSZBOE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/75M6vTSZBOE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ritengo che in un secondo tempo bisognerebbe sostenere un esame per verificare se ci si è impadroniti dei principi fondamentali. Superato l’esame, si dovrebbe prestare giuramento, come i medici, promettere cioè di tenere sempre presenti quei pericoli, e di agire di conseguenza in modo responsabile.</p>
<p><em>Sono state mosse delle obiezioni contro le sue proposte di regolamentazione dell’informazione televisiva. Molti, per esempio, giudicano paradossale che un liberale come lei, affermi la necessità di limitare la libertà di espressione. Lei che cosa ne pensa?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Devo confessare che faccio fatica a comprendere queste obiezioni: potrei avere voglia di esprimermi colpendovi con un pugno, ma è chiaro che non posso, non devo farlo. E’ forse <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/karl_popper.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3150" title="Karl Popper è stato uno dei più grandi filosofi del XX secolo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/karl_popper.jpg" alt="" width="380" height="478" /></a>antiliberale dirmi di non colpirvi? Qui è in gioco lo stesso principio. Perché dovrebbe essere antiliberale o paradossale per un liberale come me affermare la necessità di limitare la libertà? Ogni libertà deve essere limitata. Non esiste libertà che non abbia bisogno di non essere limitata. In ogni luogo ove esiste libertà, la miglior forma di limitazione è la responsabilità dell’uomo che agisce: se egli è un irresponsabile, subirà le sanzioni previste dalla legge. La sua libertà <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Spettatore-passivo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3151" title="Lo spettatore, soggetto passivo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Spettatore-passivo.jpg" alt="" width="255" height="198" /></a>sarà limitata, se sarà necessario, anche per tutta la durata della sua vita. Certo noi speriamo che una tale necessità sparisca, un giorno. E’ questo che definisce lo sviluppo della civiltà: aumentare il grado di incivilimento, e ridurre la necessità di imprigionare delle persone per tutta la vita. In ciò si vede lo sviluppo di una civiltà. Ma ciò non vuol dire affatto che sia paradossale per un liberale come me affermare che bisogna limitare la libertà di espressione. Un uomo potrebbe nutrire un forte sentimento verso la propria automobile e sentirsi felice solo guidando molto veloce, potrebbe voler attraversare Roma a 200 all’ora per esprimere appieno la felicità. Qual è la differenza tra questo modo di esprimersi e quello che rivendicano certi artisti o professionisti della televisione? C’è una vera differenza? Bisogna vedere se col vostro modo di esprimervi mettete o no gli altri in pericolo, in altri termini si tratta dello stesso principio. La vostra libertà, si tratti di agitare i pugni, quella di parlare, o di diffondere l’informazione, o qualsiasi altra, è limitata dal naso del vostro vicino. E’ sempre lo stesso principio, il più semplice che si possa immaginare, e tutti quelli che invocano la libertà, o l’indipendenza, o il liberalismo per dire che non si possono porre limitazioni ad un potere pericoloso come quello della televisione, sono semplicemente degli idioti. E se non sono degli <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/9788831779029g.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3152" title="Cattiva Maestra Televisione è un breve saggio di K. Popper che si può facilmente trovare in libreria" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/9788831779029g.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a>idioti, sono dei porci che vogliono arricchirsi con lo spettacolo della violenza, educando alla violenza.</p>
<p><em>Non c’è il rischio che la regolamentazione possa produrre involontariamente una televisione simile al “grande fratello” di Orwell?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Certo, un rischio del genere bisogna metterlo in conto, simili pericoli esistono sempre. L’esistenza di una società civile comporta tali pericoli. In Italia, la mafia rappresenta un pericolo di questo genere… la corruzione è sempre possibile, bisogna costantemente lottare contro simili eventualità, ma per ora, allo stato delle cose, mi sembra che sia più vicina al “grande fratello” di Orwell una televisione come la nostra, non regolamentata, che non quella che noi vogliamo promuovere. Bisogna fare qualcosa per promuovere la civiltà.</p>
<p>_________________________________</p>
<p><strong>La prima parte di questa intervista al grande Karl Popper la puoi leggere al link</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>http://www.grandipassioni.com/2011/01/popper-cattiva-maestra-televisione-1/</strong></span></p>
<p>_________________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Facebook_icon4.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3153" title="Facebook_icon" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Facebook_icon4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #993366;"><strong><em>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Le persone che frequentano     questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale     delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</em></span></p>
<p><span style="color: #993366;"><strong><em>http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>oppure cerca il Gruppo GrandiPassioni.com su Facebook!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Karl Popper: Cattiva Maestra Televisione (1 di 2)</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 22:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando qualcuno mi chiede un singolo consiglio per &#8220;migliorare la vita&#8221;, non ho dubbi nel rispondere &#8220;buttare via la televisione&#8221;. Vivere senza televisione! A molti sembra impossibile, eppure, da quando ho deciso per me stesso di farlo, mi e&#8217; sembrato incredibile non aver preso prima questa elementare decisione. Com&#8217;e&#8217; possibile che abbia accettato per anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Cattiva-Maestra-Televisione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2946" title="Cattiva Maestra Televisione" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Cattiva-Maestra-Televisione.jpg" alt="" width="295" height="171" /></a>Quando qualcuno mi chiede un singolo consiglio per &#8220;migliorare la vita&#8221;, non ho dubbi nel rispondere &#8220;buttare via la televisione&#8221;. Vivere senza televisione! A molti sembra impossibile, eppure, da quando ho deciso per me stesso di farlo, mi e&#8217; sembrato incredibile non aver preso prima questa elementare decisione. Com&#8217;e&#8217; possibile che abbia accettato per anni che altre persone decidessero quale &#8220;fetta di realta&#8217;&#8221; io dovessi guardare, peraltro del tutto passivamente, senza dialogo?</p>
<p>Ho il piacere di presentare su GrandiPassioni.com un bellissimo filmato in due parti su Karl Popper, uno dei piu&#8217; grandi filosofi del XX secolo, che ha argomentato in maniera approfondita le distorsioni di uno strumento di controllo del modo con cui le persone interpretano la realta&#8217;.</p>
<p>Buona visione e lettura!</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________________</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nYVtjqoyTqQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/nYVtjqoyTqQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>Karl Popper, filosofo della scienza di origine viennese, scomparso nel settembre del 1994 all&#8217;eta&#8217; di 92 anni, e&#8217; stato uno dei protagonisti del nostro secolo. Restano memorabili le sue polemiche con i neopositivisti del Circolo di Vienna e di Einstein, con i filosofi marxisti della scuola di Francoforte e con i neurologi, che riducono la mente ad una mera espressione del cervello. Fautore di una societa&#8217; aperta in senso liberale, Popper ha polemizzato duramente anche con quei liberali che confondono la liberta&#8217; con l&#8217;arbitrio e l&#8217;assenza di divieti. </em></p>
<p><em>L&#8217;intervista che vi presentiamo, realizzata nella primavera del 1993, affronta il tema della violenza nei programmi televisivi ed e&#8217; una critica radicale del falso liberalismo. Questa intervista, rilasciata per l&#8217;Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche e&#8217; prima di tutto un appello alla responsabilita&#8217; rivolto ai dirigenti delle televisioni perche&#8217; imparino a rispettare l&#8217;infanzia.</em></p>
<p>________________________________</p>
<p><em>Lei ha affermato che la televisione, specialmente per i ragazzi, il valore di un&#8217;autorita&#8217; morale</em> <em>e che svolge quindi un ruolo educativo. Alcuni sostengono che questa tesi sia in contrasto con l&#8217;idea liberale  secondo cui non bisogna educare le persone, ma informarle. Pensa davvero che la televisione dovrebbe avere una funzione educativa?</em></p>
<p>Penso proprio di si&#8217;. Credo che distinguere in questo caso tra educare ed informare non e&#8217; soltanto falso, ma decisamente disonesto. Mi dispiace doverlo dire. Non ci puo&#8217; essere informazione che non esprima una certa tendenza, e cio&#8217; si vede gia&#8217; nella scelta dei contenuti, quando si sceglie su che cosa la gente dovra&#8217; essere informata. Per fare <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Spettatore-passivo.jpg"><img class="size-full wp-image-2947 alignright" title="Spettatore passivo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Spettatore-passivo.jpg" alt="" width="255" height="198" /></a>questo, bisogna gia&#8217; aver stabilito in anticipo che cosa si pensa dei fatti, decidere circa il loro interesse ed il loro significato. Questo basta a dimostrare che non esiste informazione che non sia di tendenza. Bisogna scegliere, ed il nostro intendimento determina la nostra scelta. Lei, per esempio, puo&#8217; chiedere a qualsiasi professionista della televisione di far parlare una persona frontalmente o di farla parlare di profilo, c&#8217;e&#8217; una bella differenza. Tutto e&#8217; il risultato di una scelta. Dire che esiste una pura informazione come semplice trasmissione di fatti, e&#8217; falso. Voi tentate continuamente di imporre il vostro punto di vista al telespettatore, e non potete impedirvi di farlo. Percio&#8217; la distinzione tra educare ed informare non regge.</p>
<p>Io credo che la maggioranza dei professionisti della televisione non si rendano conto appieno della loro responsabilita&#8217;. Credo che non siano capaci di valutare appieno l&#8217;ampiezza del loro potere. La televisione ha un immenso potere educativo, e questo potere puo&#8217; far pendere la bilancia dal lato della vita, o da quello della morte; dal lato della legge o da quello della violenza. E&#8217; evidente che si tratta di cose terribili.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Il-libro-di-Karl-Popper.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2948" title="L'eccellente libro di Karl Popper sul tema" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Il-libro-di-Karl-Popper.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a>Lei dice che io difendo, contro l&#8217;idea liberale, il fatto che le persone debbano essere educate e non informate. Questo ideale sedicente liberale e&#8217; stato inventato ad hoc per non dover rivedere e trasformare il mondo dell&#8217;informazione. E&#8217; un&#8217;idea che e&#8217; stata proprio inventata per questo, non e&#8217; mai stata veramente un&#8217;idea liberale. Il liberalismo classico, sotto tutte le sue forme, ha sempre accordato una grande importanza all&#8217;educazione, ed un&#8217;importanza ancora piu&#8217; grande alla responsabilita&#8217;. D&#8217;altronde, tutte le correnti del liberalismo classico hanno insistito sulla necessita&#8217; di controllare il potere, il miglior mezzo e&#8217; quello dell&#8217;autocontrollo. Ogni potere, soprattutto un potere gigantesco come quello della televisione, deve essere controllato.</p>
<p>In cio&#8217; consiste il suo immenso potere: la televisione puo&#8217; distruggere la civilta&#8217;. Che cosa e&#8217; la civilta&#8217;? E&#8217; la lotta contro la violenza. C&#8217;e&#8217; progresso civile se c&#8217;e lotta alla violenza in nome della pace tra le nazioni, all&#8217;interno delle nazioni e, prima di tutto, all&#8217;interno delle nostre case. La televisione costituisce una minaccia per tutto questo.</p>
<p>La mia esperienza dell&#8217;ambiente televisivo e&#8217; che i suoi professionisti non sanno quello che fanno. Si pongono scopi del tipo &#8220;essere realisti&#8221;, &#8220;essere avvincenti&#8221;, &#8220;interessanti&#8221;, &#8220;eccitanti&#8221;&#8230; questi sono gli obiettivi che si pongono esplicitamente. Cio&#8217; che misura l&#8217;arte, la &#8220;tecnica&#8221;, di un uomo di televisione e&#8217; realizzare tali obiettivi. Non ha coscienza della sua funzione educativa. Non ha coscienza del potere enorme che esercita.</p>
<p>______________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Facebook4.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2949" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Facebook4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Kaizen: piccoli passi che cambiano la vita</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2010/12/kaizen-piccoli-passi-che-cambiano-la-vita/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 20:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel mondo del business, soprattutto industriale, ha acquistato una certa popolarita’ l’approccio “Kaizen”, (“Kai” – cambiamento; “Zen” – meglio) popolarizzato dalla Toyota, da decenni leader assoluto nel campo dell’affidabilita’ delle proprie macchine, e di riflesso nell’efficienza del processo di produzione&#8230; almeno fino ai recenti scandali che ne hanno offuscato il prestigio. Al di la’ di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/One-small-step-can-change-your-life.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2728" title="One small step can change your life" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/One-small-step-can-change-your-life.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a>Nel mondo del business, soprattutto industriale, ha acquistato una certa popolarita’ l’approccio “Kaizen”, (“Kai” – cambiamento; “Zen” – meglio) popolarizzato dalla Toyota, da decenni leader assoluto nel campo dell’affidabilita’ delle proprie macchine, e di riflesso nell’efficienza del processo di produzione&#8230; almeno fino ai recenti scandali che ne hanno offuscato il prestigio. Al di la’ di questi, ed anche al di la’ del solo campo industriale, il Kaizen e’ un punto di vista affascinante, una tecnica giapponese che vuole permettere di raggiungere un elevato grado di successo duraturo (qualunque sia il concetto di “successo” che si ha in mente) attraverso <strong><em>passi piccoli</em></strong>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Kai-Zen.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2730" title="Kai Zen" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Kai-Zen.gif" alt="" width="150" height="132" /></a></p>
<p>Non importa in quale settore si operi: l’imperativo e’ sempre “innovare”! Spesso si pensa che l’innovazione richieda per forza cambiamenti radicali, cui poi serve tempo per dimostrare risultati concreti&#8230; e se si sbaglia? Il costo in termini di tempo, denaro, fatica potrebbe essere devastante&#8230;</p>
<p>Con sguardo piu’ realistico e’ facile rendersi conto che, al di la’ degli slogan, moltissimi business e moltissime vite di persone reali non hanno affatto bisogno di innovazioni radicali&#8230; piuttosto <em>piccole correzioni di tanto in tanto</em>. Su questa premessa si afferma l’idea Kaizen.</p>
<p>L’essenza della “tecnica” (c’e’ chi dice vera e propria “filosofia”) Kaizen e’ che e’ molto piu’ facile creare grande cambiamento attraverso una serie di piccoli passi con cui si persegue un lento ma continuo miglioramento, che creano un elevato impatto nel corso del tempo. La paura, la riluttanza al cambiamento cessano perche’ la dimensione dei passi e degli obiettivi e’ talmente minuscola che il rischio di fallimento praticamente sparisce.</p>
<p>Il libro “One small step can change your life” (mia traduzione: “Un piccolo passo puo’ cambiare la tua vita”) di Robert Maurer ne e’ un eccellente guida pratica, con esempi intelligenti di applicazione del Kaizen a <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Robert-Maurer.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2729" title="Robert Maurer" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Robert-Maurer-241x300.jpg" alt="" width="241" height="300" /></a>situazioni comuni di vita quotidiana: perdere peso, smettere di fumare, fare dell’esercizio fisico. Il bello e’ che diventa subito evidente come applicare gli stessi principi a quasi qualunque ambito della vita che richieda azione, non solo quello aziendale.</p>
<p><strong>L’abitudine di fare le domande giuste</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Una-mappa-mentale-di-uno-studente-che-studia-il-Kaizen-nella-Toyota.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2733" title="Mappa mentale di studente del Kaizen in Toyota" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Una-mappa-mentale-di-uno-studente-che-studia-il-Kaizen-nella-Toyota-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a>La chiave per adottare l’approccio Kaizen, e farlo funzionare, sta nel <strong><em>fare le domande giuste</em></strong>. Il testo di Maurer dedica molto spazio alla ridefinizione delle domande, rivelandone il potere di concentrare l’attenzione sulle piccole cose che possono produrre grossi risultati.</p>
<p>Il cuore e’ nell’idea che moltissime situazioni che richiedono azione – desiderano in effetti che si identifichi <strong><em>il</em> <em>primo passo</em></strong> da compiere. Invece, quello che la maggior parte delle persone fa e’ individuare il risultato finale desiderato, per poi fare domande sulla maniera di realizzarlo&#8230; siccome il risultato finale e’ in genere qualcosa di grande (dimagrire 20 chili, aumentare le vendite del 25%&#8230;), si fa fatica a rispondere, e si resta bloccati, o si incontra un rapido fallimento.</p>
<p>Se invece ci si chiede “<strong><em>qual e’ il piu’ piccolo passo che posso fare che va nella direzione</em></strong> di aumentare il peso/smettere di fumare/aumentare le vendite?”, la mente gestisce facilmente un’idea apparentemente piccina. E’ facile persino mettere giu&#8217; una lista di possibili azioni, poi sceglierne una e finalmente attivarsi. Poi, ripetendo l’approccio piu’ e piu’ volte si imbocca la strada del grande cambiamento, senza nemmeno rendersene conto.</p>
<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-esempio-pratico-di-Kaizen-allopera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2731" title="Un semplice esempio pratico di Kaizen all'opera" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-esempio-pratico-di-Kaizen-allopera-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Avere pensieri piccoli e compiere azioni piccole</strong></p>
<p>Chiunque incontra prima o poi qualche cosa che “deve” fare di molto importante, ma lo mette da parte, in attesa. L’autore analizza in dettaglio questo comportamento, e lo vede causato da paura, insicurezza, o puro e semplice disagio&#8230;</p>
<p>Per superare il blocco, suggerisce la tecnica della “<em>scultura mentale</em>”, simile a quella della visualizzazione dell’atleta prima della gara. L’idea e’ costruire una scultura mentale del compito che ci si rifiuta di compiere, giorno dopo giorno, fino a che non ci si sente pronti.</p>
<p>La scultura mentale e’ proprio questo primo piccolo passo nella direzione di compiere cio’ che e‘ importante, ma rifiutato. Una esperienza semplice, pare quasi banale, eppure rimuove paura e disagio, permettendo infine l&#8217;azione.</p>
<p>A lungo andare i passi piccoli si allargano, creano grandi risultati.</p>
<p><strong>L’abitudine a scorgere e risolvere problemi piccoli</strong></p>
<p>E’ un’ idea implicita nel discorso: piccoli problemi rimasti aperti portano a grandi problemi. Nel libro, Maurer fa l’esempio del dirigente Toyota che decide di cambiare uno dei principi fondamentali delle catene di montaggio: fa mettere una corda a lato della linea di produzione, per permettere ad ogni lavoratore che individua anche il minimo difetto, di fermare la linea. A prima vista pare assurdo, ed invece si rivela come il metodo di maggior successo per aumentare la qualita’ delle vetture, in uso ancora oggi. La ragione e’ in fondo semplice: risolvendo tutti i problemi piu’ piccoli all’inizio, si <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-schema-per-ricordare-il-Kaizen.png"><img class="alignright size-full wp-image-2732" title="Un semplice schema per ricordare il Kaizen" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-schema-per-ricordare-il-Kaizen.png" alt="" width="261" height="235" /></a>evitano quelli grandi.</p>
<p>Secondo l’autore, sono tre le situazioni tipiche in cui non ci si accorge dei problemi piccoli. Il primo e’ quando si inizia un processo di cambiamento. Il secondo e’ quando si e’ vicini al traguardo. Il terzo e’ quando si ha a che fare con una crisi che sembra troppo forte.</p>
<p><strong>Il Kaizen e’ un processo che non finisce mai</strong></p>
<p>Il vero potere del Kaizen sta nel rispetto che gli si porta, nel praticarlo sempre, costantemente. Capire il potere e l’impatto dei piccoli passi ne e’ la chiave.</p>
<p>Spesso la mente desidera avere un obiettivo finale e ben definito da raggiungere, per poi potersi riposare; nel Kaizen, invece, non ci si ferma mai, si rimane sempre all’erta per individuare i piccoli miglioramenti da compiere. Per questo, richiede una sorta.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Evolutio Sensu et Opere!</p>
<p>Petar</p>
<p>______________________________</p>
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		<title>Come la scienza (non) comprende la Coscienza Umana</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 23:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[La parola italiana “coscienza” si presta ad equivoci che non sono presenti nell’equivalente inglese “consciousness”: chiarisco che uso questa parola nel senso inglese, cioe&#8217; come cio’ che il vocabolario definisce “consapevolezza di se stesso, e della realta’ dell’essere“, e non del “sentimento dei valori morali” o dell’ “impegno nel compiere il proprio dovere”. La “coscienza” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Cosa-e-la-coscienza-umana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2711" title="Cosa e' la coscienza umana?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Cosa-e-la-coscienza-umana.jpg" alt="" width="400" height="265" /></a>La parola italiana “coscienza” si presta ad equivoci che non sono presenti nell’equivalente inglese “consciousness”: chiarisco che uso questa parola nel senso inglese, cioe&#8217; come cio’ che il vocabolario definisce “<em>consapevolezza di se stesso, e della realta’ dell’essere“</em>, e non del “<em>sentimento dei valori morali</em>” o dell’ “<em>impegno nel compiere il proprio dovere</em>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Altra-metafora-della-Coscienza.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2716" title="Altra metafora della Coscienza" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Altra-metafora-della-Coscienza-225x300.jpg" alt="" width="180" height="240" /></a></p>
<p>La “coscienza” e’ l’essere svegli, presenti, sapere di essere qui, ora, “sentire” tutto cio’ che circonda, ma anche il corpo, i pensieri. Il senso di essere in vita – nello stesso tempo il piu’ ovvio dei fatti, eppure il piu’ grande dei misteri.</p>
<p>La “coscienza” e’ lo sfondo, anzo proprio il fondamento di ogni esperienza di ogni essere umano (e certo in una certa misura si potrebbe generalizzare agli esseri viventi, ma concentro l&#8217;attenzione sulla coscienza umana).</p>
<p>Qualunque esperienza – sia essa di natura mistica, o una profonda depressione, un’esplosione di estasi sessuale, la vista di una splendida stella che brilla in cielo, il rombo di un tuono, il sapore del miele, il profumo del legno&#8230; ognuna si svela in questa sorta di campo privo di dimensione, di profondo vuoto che permea ed attraversa qualunque esperienza – la coscienza umana.</p>
<p>Da sempre l’uomo se ne interroga, eppure negli ultimi cento anni, quando il pensiero scientifico si afferma in ogni campo – ben poco di significativo si e’ saputo dire&#8230; come se il pensiero scientifico non sappia vederne l’essenza profonda&#8230; almeno non nella filosofia contemporanea e nella stessa psicologia.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Franz-Brentano.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2712" title="Franz Brentano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Franz-Brentano.jpeg" alt="" width="160" height="230" /></a>Eppure, solo cento anni fa la situazione sembra molto piu’ promettente. Alla fine dell’800 compaiono alcuni grandi esploratori della coscienza come Franz Brentano in Germania, William James e James Mark <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/James-Mark-Baldwin.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2713" title="James Mark Baldwin" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/James-Mark-Baldwin-244x300.jpg" alt="" width="195" height="240" /></a>Baldwin negli Stati Uniti, F.W.H. Myers in Inghilterra, che avevano in comune l’idea di guardare alla coscienza come ad un flusso dinamico di esperienza che avrebbe sia aspetti consci che inconsci. Studiano avendo cura e rispetto di uno spettro ampissimo di esperienze umane, andando dalla patologia al misticismo profondo. I loro studenti sono studiosi del calibro di Sigmund Freud, Carl Jung, Edmund Husserl, Jean Piaget.</p>
<p>Incredibilmente, e sfortunatamente, l’onda di pensiero di questi grandi genii si arresta di fatto con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Le ragioni sono molte&#8230; intanto la crescita e l’affermazione del Positivismo Logico, che enfatizza l’importanza dell’osservazione esplicita accettata pubblicamente come fondamento di un sapere “valido”&#8230; poi, l’altrettanto importante affermazione della <em>Visione Unitaria della Scienza</em>, che sottolinea la fondamentale importanza della “osservazione oggettiva di eventi materiali” come l’unica valida in ogni campo che si voglia dire scientifico.</p>
<p>Il clima bellico stesso produce un generale atteggiamento austero nell’insegnamento scolastico a mantenere approcci “sensati e pratici” nella ricerca, scoraggiando quella di argomenti apparentemente effimeri come la coscienza. In psicologia e filosofia, il <em>comportamentalismo</em> diventa il punto di vista dominante che, nelle forme piu’ estreme, arriva persino a negare la coscienza.</p>
<p>Passa il tempo, si arriva all’alba degli anni ’60, e le visioni piu’ riduzioniste pian piano scompaiono, ma vengono rimpiazzate da una diversa forma di riduzionismo, quella delle <em>scienze cognitive</em>. Una visione che si <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Metafora-della-scuola-riduzionista-cervello-come-computer.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2717" title="Metafora della scuola riduzionista - cervello come computer" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Metafora-della-scuola-riduzionista-cervello-come-computer-300x271.jpg" alt="" width="300" height="271" /></a>diffonde praticamente in ogni campo, dalla psicologia e filosofia alla linguistica e biologia. La premessa fondamentale e’che  qualunque sistema &#8220;funziona&#8221; sulla base di informazioni. Ora, l’informazione e’ qualcosa di quantificabile, su cui volendo si possono persino scrivere equazioni, e raggiunge la sua forma moderna durante la Seconda Guerra Mondiale. Diventa poi la base per la comprensione e progettazione dei primi computers, concepiti come macchine <em>cibernetiche</em> in grado di gestirsi da sole, in autonomia. I filosofi riduzionisti dell’epoca, e poi gli scienziati, non ci mettono molto a paragonare il cervello umano ad una sorta di macchina cibernetica, quindi di computer, e che il modo migliore di comprenderlo e’ di considerarlo come un elaboratore di informazioni. Quindi, l’approccio cognitivo di comprensione del cervello e della mente li interpreta alla stregua di computer che eseguono programmi, cioe’ <em>algoritmi matematici</em>.</p>
<p>Piu’ o meno nello stesso periodo, si ha una parallela, sia pur lenta, riscoperta della coscienza. Dall’inizio degli anni ’60, e piu’ rapidamente negli anni ’80 e ’90, riacquista lo status di materia legittima in un contesto accademico. Ahime’, nel frattempo pero’ l’approccio cognitivo ha diffuso la sua forte influenza&#8230; cosi’ “cervello computazionale” diventa un’espressione frequente negli anni ’80, e “cervello con rete neurale” negli anni ’90.</p>
<p>Intanto, la “filosofia analitica” diventa la scuola di pensiero filosofica piu’ affermata ed influente in tutto il mondo di lingua inglese&#8230; essa, ancora, mette molta enfasi sulle analisi logiche e riduzioniste, per cui si sposa facilmente agli approcci cognitivi. Il risultato e’ che rapidamente la maggioranza dei filosofi, psicologi e scienziati del cervello e della mente imparano ad affidarsi ad un modo di pensare analitico.</p>
<p>Ahime’, la filosofia analitica e’, nell’opinione del sottoscritto, una gran cosa se si tratta di risolvere problemi di scacchi anche complicati, ma e’ quasi inutile per afferrare le sfumature della coscienza. <strong>La questione non e’ tanto nel confermare o meno se il cervello funziona come un computer, ma se rispondere a questa domanda e’ utile a comprendere la coscienza</strong>.</p>
<p>Filosofia, psicologia e neurologia del ventesimo secolo si sono dati un grande daffare a studiare la coscienza, ma lo hanno fatto in modo rozzo, forzandola in modelli affermati ma preconcetti. Al contrario, gli studiosi della fine dell’800 avevano uno spirito differente, abbracciando il problema in una sintesi di sofisticata apertura mentale e viva curiosita’.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Clare-W.-Graves.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2714" title="Clare W. Graves" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Clare-W.-Graves.jpg" alt="" width="167" height="232" /></a>Nei mesi a venire, cerchero’ di tornare piu’ volte sul lavoro di questi “esploratori della coscienza” di fine secolo, specialmente William James e Mark Baldwin, e studiosi piu’ recenti che hanno recuperato questo spirito<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Ken-Wilber.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2715" title="Ken Wilber" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Ken-Wilber-300x225.jpg" alt="" width="210" height="158" /></a> pioneristico, come Clare W. Graves, Jenny Wade, Ken Wilber.</p>
<p>Evolutio Sensu et Opere!</p>
<p>Petar</p>
<p>P.S.: questo articolo e’ dedicato con gratitudine a Joseph Riggio e Francesco Bellomi, che mi hanno introdotto al tema della coscienza umana, aprendomi orizzonti affascinanti di cui nemmeno sospettavo l’esistenza.</p>
<p>__________________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Facebook2.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2722" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Facebook2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Il talento e’ sopravvalutato!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 12:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi presento uno dei libri di formazione piu&#8217; stimolanti che mi sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte. La tesi dell’autore Geoff Colvin e’ semplice: “Coloro che esprimono una performance di classe mondiale non sono nati con un magico talento naturale; raggiungono la grandezza in un modo che chiunque puo’, volendo, replicare!” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Talent-is-overrated.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2655" title="Talent is overrated" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Talent-is-overrated.jpg" alt="" width="180" height="244" /></a>Vi presento uno dei libri di formazione piu&#8217; stimolanti che mi sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte.</p>
<p>La tesi dell’autore Geoff Colvin e’ semplice: <em>“Coloro che esprimono una performance di classe mondiale non sono nati con un magico talento naturale; raggiungono la grandezza in un modo che chiunque puo’, volendo, replicare!”</em></p>
<p>Non facile da crederci, piu’ o meno tutti abbiamo un senso di rispetto, se non fede, nel talento&#8230; eppure Colvin fa un lavoro eccellente, rinforzato da solidi esempi e casi, ed arriva a conclusioni di valore, per nulla banali&#8230;</p>
<p><strong>Il segreto della performance di classe mondiale</strong></p>
<p>La maggior parte delle persone crede che il principio “piu’ lavori e piu’ hai successo” sia ovvio buon senso. Se lo fosse, pero’, sarebbero moltissime le persone che raggiungono un elevato grado di performance in cio’ che fanno, molte piu’ di quelle che davvero esistono.</p>
<p>Allora, il “buon senso” suggerisce che quei pochi fortunati siano stati baciati dalla fortuna del dono di un “talento”&#8230; l’ovvia conclusione e’ che,<em> se non si ha talento, non val la pena nemmeno tentare, o si e’ comunque limitati in partenza</em>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Maradona.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2656" title="Maradona, un esempio di &quot;talento&quot;... ma quanti giocatori sono diventati &quot;Grandi&quot; partendo da molto meno?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Maradona-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Altri, invece, credono che lavorare molto duro, di giorno e notte, porti alla “grandezza”, semplicemente ripetendo sempre piu’ e sempre meglio cio’ che si fa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Lavorare duro non paga</strong></p>
<p>Cio’ che s’intende per “lavoro duro” spesso non e’ altro che la continua ripetizione di attivita’ <em>mediocri</em>. Quindi, il “lavorare duro” diventa addirittura un ostacolo se si continua a lavorare <em>piu’ duramente</em> invece che <strong><em>aumentando le proprie abilita’</em></strong>&#8230; si rafforza l’abitudine alla <em>mediocrita’</em>.</p>
<p>Prima di risolvere questa questione, si tratta di capire cosa sia la “grande performance”. Ogni singola persona al mondo puo’ definire cosa sia per se stesso, e vedremo che questo e’ il miglior approccio possibile.</p>
<p>Tuttavia, per non fermare qui la discussione, decidiamo di chiamare “grande performance” una situazione in cui “<em>Sei il leader nel settore in cui operi e godi del rispetto degli altri leader del medesimo settore</em>”. Ad esempio, nel settore del divertimento, Walt Disney sarebbe un eccellente esempio. Quanti sanno pero’ che Walt Disney e’ fallito cinque volte prima di affermarsi?</p>
<p>E allora? Qual e’ il punto?</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La “Pratica Deliberata” e’ il segreto<br />
per raggiungere una Performance di Classe Mondiale</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Metafora-di-Grande-Performance.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2657" title="Metafora di Grande Performance" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Metafora-di-Grande-Performance-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Cosa e’ questa “Pratica Deliberata”? Non e’ la pratica “tranquilla” che “ti tiene in carreggiata”. <strong><em>La “Pratica Deliberata” e’ la pratica che fa male</em></strong>. Significa <em>decidere </em> di mettersi <em>intenzionalmente</em> in uno stato di possibile fallimento doloroso piu’ e piu’ volte. Non si tratta cioe’ di provare ad avere successo. Si tratta di prepararsi ad una grande performance facendo le cose dure che ci fanno fallire – piu’ e piu’ e piu’ volte – finche’ finalmente non allarghiamo le nostre percezioni ed abilita’.</p>
<p>Si tratta di decidere di fare uno scambio: dolore a breve termine in cambio della potenzialita’ di realizzare una grande performance.</p>
<p>Si puo’ definire “crescita esponenziale attraverso piccoli miglioramenti continui”. I giapponesi lo chiamano “Kaizen”. L’autore Geoff Colvin lo chiama “Effetto Moltiplicatore”.</p>
<p>Gia’&#8230; benissimo&#8230; ma perche’ funziona?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L’Effetto Moltiplicatore</strong></p>
<p>Lo stesso principio per cui un neonato impara prima a strisciare, poi a camminare ed infine a correre, e poi, ancora, ad imparare, ad esplorare incuriosito, a sfidare e cambiare il mondo&#8230; e’ lo stesso processo che porta alla performance di classe mondiale.</p>
<p>Il risultato finale ci e’ perfino ovvio, ma ogni singolo passo e’ <em>dolorosamente lento</em>. Pensateci: ogni nuova abilita’ che imparate vi porta in una nuova prospettiva da cui, poi, potete imparare anche di piu’!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Livello attuale + Pratica deliberata = Piu’ abilita’</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Piu’ abilita’ + Piu’ Pratica deliberata = Buona performance</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Buona performance + PIU’ Pratica deliberata = GRANDE performance</strong></p>
<p>E’ proprio qui che la maggior parte delle persone scivola: si accontenta di essere ad un “buon livello”, quando il “dolore” e’ passato. Ad un certo punto, la maggior parte <strong><em>sceglie</em></strong> di smettere di crescere. Ci si accontenta di aver raggiunto un pezzo di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Geoff-Colvin-lautore.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2658" title="Geoff Colvin, l'autore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Geoff-Colvin-lautore-200x300.jpg" alt="" width="140" height="210" /></a>carta, un buon risultato, un certo livello di comfort nel lavoro e nella vita.</p>
<p>Ecco allora la domanda: se cosi’ tanti seguono la logica del “<em>un buon livello e’ sufficiente</em>”, forse non e’ poi una scelta da buttar via&#8230; il prezzo da pagare da “buono” a “grande” non e’ forse troppo alto?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>“Buono” e’ meglio di “Grande”?</strong></p>
<p>La differenza fondamentale tra la persona mediamente brava ed un performer di classe mondiale sta nel livello di passione e risorse mentali che dimostra in cio’ che fa. Un grande performer vive in uno stato di totale devozione per cio’ che fa.</p>
<p>Quante ore dedica Steve Jobs per realizzare il livello di grandezza che manifesta? Che sacrifici decidono di sopportare le loro famiglie per sostenere quel livello di grandezza?</p>
<p>Che sacrifici personali devono fare? Hanno tempo per leggere un libro, o andare in vacanza, o per vedere la partita? In molti sensi, una persona media ha uno stile di vita di qualita’ molto superiore ai “Grandi”!</p>
<p>La domanda pero’ NON e’ quale prezzo LORO paghino! La domanda e’ quale prezzo TU VUOI PAGARE? Quali sacrifici sei pronto a compiere per realizzarti?</p>
<p>La scoperta e’ che la Grandezza e’ a disposizione di chiunque&#8230; chiunque pronto a fare gli sacrifici che servono per ottenerla.</p>
<p>La domanda centrale si trasforma allora in:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Quale Chiamata all’avventura della tua Vita<br />
senti che abbia abbastanza SIGNIFICATO per te,<br />
cosi’ che la decisione di diventare “Grande”<br />
NON sarebbe un sacrificio,<br />
ma addirittura una scelta facile ed irresistibile?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Trova il tuo Scopo</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Medaglia-doro-olimpica.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2659" title="Medaglia d'oro olimpica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Medaglia-doro-olimpica-203x300.png" alt="" width="203" height="300" /></a>“Lo Scopo” e’ una cosa molto interessante: trovarlo, significa trasformare completamente la propria vita.</p>
<p>Senza la motivazione di uno Scopo piu’ ampio, e’ difficile, se non impossibile, spingersi al di la’ del “buon livello”&#8230; perche’ ogni volta che lo si passa si entra nell’area del “sacrificio personale”, un’area in cui non si resta a lungo senza una “Chiamata” piu’ grande.</p>
<p>Ed ecco la parte migliore; se davvero hai una “Chiamata” – non sara’ un sacrificio – sara’ invece un’Avventura!</p>
<p>Se trovi il tuo Scopo, lo definisci chiaramente, ti si apre la possibilita’ di una Vita piena di significato, di opportunita’, di crescita. Hai una Chiamata, una Ragione, una Missione. Un po’ come i Blues Brothers&#8230;</p>
<p>Dove e’, allora, la tua Missione? Con ogni probabilita’, la’ ove puoi aggiungere il massimo valore nel mondo. E questo, probabilmente, ha a che fare con i tuoi <strong><em>punti di forza</em></strong>.</p>
<p>Senza Scopo, vaghi per il mondo “tenendoti impegnato”&#8230; quando lo Scopo si chiarisce e ti sono presenti i punti di forza, senti invece di stare aggiungendo Valore al mondo la’ fuori, di stare liberando e manifestando il Potere che e’ in te&#8230; che stai allinenando il Potere in una precisa Direzione&#8230; questo, con altra Pratica Deliberata ed Effetto Moltiplicatore&#8230; porta a Destinazione!</p>
<p>Quanto tempo ci vuole?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La regola dei dieci anni</strong></p>
<p>Secondo le ricerche dell’autore, l’eta’ a cui si inizia a fare qualcosa seriamente ha molta meno importanza di quanto comunemente si creda. Invece, quello che conta e’ “la regola dei dieci anni”. Ad esempio, un pianista che inizia a 4 anni e continua a praticare molto seriamente, puo’ aspettarsi grandi risultati a 14 anni; se inizia a 50 anni, se li puo’ aspettare a 60 anni.</p>
<p>Sei pronto a prenderti l’impegno che serve a diventare GRANDE?</p>
<p>___________</p>
<p>In chiusura, due parole personali: la forza del libro sta nel “calare nella pratica”, cioe’ nella vita quotidiana e nell’azione, la saggezza e la conoscenza che e’ implicitamente espressa nelle opere di “saggi” come Campbell, Riggio, nella PNL, ed altri splendidi autori sui quali questo sito cerca di informarvi e stimolarvi.</p>
<p>Soprattutto, la possibilita’ di realizzarsi non sta in una entita’ “misteriosa”, “data” come il “talento”, ma nella Volonta’, che ognuno ha e puo’ decidere di usare per creare <em>azione</em>.</p>
<p>A cosa serve tutta la conoscenza del mondo se essa non diventa <em>esperienza</em>, <em>azione</em>, qualcosa che si rende <em>manifesto</em> nella nostra vita, nel lavoro, nelle relazioni?<br />
Eppure, nello stesso tempo &#8211; l’azione per l’azione, il potere per il potere &#8211; tendenze frequentissime del nostro tempo &#8211; sono tentazioni molto forti&#8230; e, a lungo termine, perdenti e prive di Significato.</p>
<p><strong><em>Trova la tua “Chiamata”, scopri chi sei e decidi di diventare te stesso.</em></strong></p>
<p>In fondo, non c’e’ poi molto altro da dire&#8230;</p>
<p>Petar</p>
<p>___________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook16.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2660" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook16-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Le persone che frequentano   questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale   delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (2 di 2)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 22:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;. Buona lettura, Petar ______________________ Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2568" title="Introduzione al Mythoself" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg" alt="" width="270" height="400" /></a>Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;.</p>
<p>Buona lettura, Petar</p>
<p style="text-align: center;">______________________</p>
<p>Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei senz&#8217;altro diventato un veterinario. Suonava come una decisione presa da loro, dai miei genitori – sorta dal loro amore, dalla loro ammirazione e rispetto per il “talento” che avevo mostrato – ma, in ogni caso, una <em>decisione</em>.</p>
<p>Negli anni seguenti, i genitori continuarono a dire un po’ a tutti che il loro figliolo Randy sarebbe diventato un veterinario “<em>perche’ ha addestrato un canarino quando aveva solo otto anni, per cui ha un suo modo di comunicare con gli animali</em>”. Tenete a mente che non avevamo mai avuto nessun altro animale domestico.</p>
<p>Quando qualcuno chiedeva “Randy, cosa vuoi diventare da grande?”, rispondevo “un veterinario!”</p>
<p>“Oh, davvero, e come mai?”</p>
<p>“Ho addestrato un canarino quando avevo otto anni!” ed a quei tempi la risposta mi pareva completamente sensata.</p>
<p>Venne presto il tempo di trovare una risposta seria a tal domanda, cioe&#8217; di fare una scelta di vita. Man mano che si avvicinava l’ultimo anno delle scuole superiori, fui incoraggiato a mandare la preiscrizione alle universita’ che avevano la facolta’ di veterinaria. Siccome questa carriera pareva essere il mio destino, pensavo che sarebbe stato interessante “sporcarsi le mani” – letteralmente – lavorando per qualche tempo presso un veterinario. Pensavo anche che avrebbe aumentato le mie chances di essere accettato in una delle universita’ a cui avevo scritto.</p>
<p>Cosi’, l’estate tra il penultimo e l’ultimo anno delle superiori, feci domanda di lavoro presso un veterinario, il dott. Weiss. Lui mi chiese perche’ volessi diventarlo. “Sa, dott. Weiss, ho addestrato un <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2569" title="dott. Randy Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>canarino quando avevo otto anni&#8230;”</p>
<p>Mi fece iniziare al canile. Era una sezione lunga e stretta, concepita per esercitare e liberare gli animali dalle gabbie. Era un largo rettangolo di cemento, convergente da tutte le direzioni verso un foro centrale, e circondato da muri, anch’essi di cemento. Il mio lavoro consisteva nel pulire e lavare il pavimento. Dopo un’ora, non capivo ancora la relazione tra l’aver addestrato un canarino ed il fatto di pulire merda di cane.</p>
<p>Fui salvato da questo impossibile rompicapo da una richiesta del dott. Weiss: “Randy, ti dispiace far uscire Brutus dalla gabbia, e portarlo a me?”</p>
<p>Brutus era un enorme pastore tedesco con denti affilati ed un respiro minaccioso. Io pesavo piu’ o meno quanto lui, ma non ero cosi’ forte&#8230; quindi ero molto meno determinato di lui in quel momento.</p>
<p>Mi sono avvicinato alla gabbia, ed ho pensato di aprire la porta che ci separava. Brutus mi guardo’ mostrando i denti, come per dire “Avanti, sfigato, apri. Infila la mano e vieni a prendermi se hai il coraggio&#8230;” Pareva comparire una sorta di sorriso obliquo sul suo grugno&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, Brutus pare voler stare tranquillo per adesso. Posso portarglielo piu’ tardi?”</p>
<p>Cio&#8217; che successe nei pochi secondi successivi ha vibrato attraverso il mio corpo in un modo tale da farmi decidere per sempre di abbandonare la carriera veterinaria. Il dott. Weiss si avvicino’ a Brutus, lo prese per la collottola, e lo trascino’ fuori dalla gabbia. Brutus non fece altro che piagnucolare&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, e se l’avesse morsa?”</p>
<p>“Devi mostrare ad un animale chi e’ che comanda – non puoi mai farti intimidire, gli animali annusano la paura!”</p>
<p>“Eggia’!” dissi “ma lei e’ mai stato morso?”</p>
<p>“Oh, certo!” disse il dott. Weiss “di tanto in tanto, succede!”</p>
<p>Il mio lavoro all’Ospedale per animali “Weiss” termino’ quel giorno stesso. Nella mia testa, non riuscivo a riconciliare “di tanto in tanto rischio di perdere un dito” con “ho addestrato un canarino a salirmi sul dito, e quindi dovrei diventare un veterinario”.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2570" title="Generative NLP" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP-300x61.gif" alt="" width="300" height="61" /></a>Piu’ tardi, il mio miglior amico Bob, che poi frequento’ la Michigan State University e divenne davvero un veterinario, fece esattamente come il dott. Weiss: e’ stato morso parecchie volte, non solo da cani, ma anche da gatti! Entrambi i miei fratelli sono veterinari, ed oggi sono proprietari di ospedali per animali.</p>
<p>Quando mio fratello Alan lavorava per un veterinario per completare il suo tirocinio, un pastore tedesco gli morse la palpebra, e dovette ricorrere alla chirurgia d’emergenza per salvare un dotto lacrimale. Anche lui, poi, e’ stato morso molte altre volte. Mio fratello Brian ha avuto lo stesso “piacere” piu’ e piu’ volte. In effetti, la sua risoluzione ad aiutare gli animali trascende la paura di essere morso, tanto che una volta ha persino avuto una tigre sul suo tavolo medico! (Per fortuna era addormentata, ed ha mancato l’occasione di un gustoso spuntino). Nonostante sia stato io il primo a decidere per la carriera veterinaria, alla fine ho cambiato idea, mentre entrambi i miei fratelli sono rimasti fermi sulla loro decisione di immergersi in questa professione.</p>
<p>Non avendo mai cercato davvero di capire cosa fosse necessario per essere un buon veterinario, ed in qualche modo disilluso dalla mia esperienza all’ospedale del dott. Weiss, mi sono inizialmente sentito come bloccato. Per la maggior parte della mia vita ho ascoltato di come dovessi diventare un veterinario, ed ora mi sentivo semplicemente confuso. Decisi di riconsiderare la mia scelta di carriera, che pareva sempre piu’ la conseguenza delle convinzioni, degli incoraggiamenti e delle reazioni che avevo ricevuto dagli altri che di cio’ che provavo essere la cosa giusta da fare per me stesso. Non ero sicuro a questo punto come avrei fatto a sapere come e quando avrei fatto la scelta giusta, ma sapevo che doveva essere qualcosa di diverso che essere un veterinario. Nel tentativo di fare una nuova scelta, mi stavo nel frattempo allontanando da quella vecchia.</p>
<p>Iniziando l’Universita’, decisi di tentare la carriera di dentista. Ma dopo il primo anno alla Michigan State University, capii che non mi piaceva guardare nella mia stessa bocca, e ancor meno in quella degli altri. Mi orripilava l’idea di continuare a fare questo per il resto della vita, sentivo letteralmente il petto contrarsi, come se qualcuno mi rubasse il respiro. Ancora una volta, c’era qualcosa che riguardava questa decisione che sentivo drasticamente sbagliato. Nonostante questa volta avessi fatto delle ricerche per comprendere che genere di percorso scolastico fosse necessario, e come si svolge la professione dentistica, dopo due anni di apprendimento, avevo la fortissima sensazione fisica, nel mio corpo, che c’era qualcosa di sbagliato.</p>
<p>Cosi’, ho lanciato ancora una volta in aria i dadi, con un nuovo criterio in mente: volevo fare una scelta che potessi sentire nel mio corpo come positiva – fare qualcosa che potevo riconoscere <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green.png"><img class="alignright size-medium wp-image-2571" title="www.drrandywgreen.com e' il sito di Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green-300x271.png" alt="" width="300" height="271" /></a>come la cosa giusta da fare per me. Quando finalmente entrai in contatto con il mondo della psicologia, provai qualcosa di interamente nuovo. Piuttosto che fare una decisione basata su qualcosa che una disciplina <em>non</em> fosse- come avevo fatto passando dalla veterinaria alla carriera dentistica – questa volta, feci una decisione basata sul modo con il quale volevo agire nel mondo come psicologo. E per la prima volta, ho sentito attraverso tutto il mio essere che tale scelta rifletteva la persona che veramente sono. Posso richiamare dalla memoria una certa immobilita’ – un senso di rilassamento – all’interno delle mie budella, seguito da altre sensazioni fisiche, che mi dicevano quanto questa carriera fosse significativa per me.</p>
<p>Nel percorso che mi ha portato ad essere un psicologo autorizzato dallo Stato di New York, ho fatto centinaia di decisioni – decisioni che spesso iniziavano con un certo grado di indecisione, di solito con la domanda “perche’ non riesco a decidere?”</p>
<p>Perche’ ci sono persone che provano tanta fatica a prendere decisioni importanti per la loro vita, quando per altri sembra facilissimo? Per anni, dopo la serie di eventi presso l’ospedale del dott. Weiss, mi sono chiesto come i miei fratelli fossero riusciti a decidere con tanta facilita’ di volersi immergere nella professione veterinaria. Allora, non sapevo che ognuno di essi si domandava con altrettanta energia che cosa mai avesse spinto me a fare il psicologo, cioe’ una professione che richiede di ascoltare disagi e stati di agitazione di centinaia di persone, per tantissimi anni di fila.</p>
<p>Non avendo ottenuto alcuna risposta soddisfacente a questa domanda, “<em>Perche’?</em>”, man mano che sviluppavo la mia esperienza e la mia abilita’ come psicologo, ho compreso che una domanda di gran lunga migliore per il processo decisionale e’ “<em>Come?</em>”</p>
<p>Come fa una tal persona a creare nella propria mente possibilita’ tra le quali scegliere?</p>
<p>Come fa un’altra persona a bloccarsi, e diventare incapace di scegliere?</p>
<p>E, la domanda piu’ importante, come fanno le persone a liberarsi da queste difficolta’ per compiere decisioni che migliorano loro stesse?</p>
<p>__________________________________</p>
<p>Beh, a questo punto non resta che leggere il libro di Randy! <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Petar</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2572" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (1 di 2)</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 12:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale. L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2545" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2546" title="dott. Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg" alt="" width="120" height="150" /></a> “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale.</p>
<p>L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; che consigliamo caldamente a chiunque conosca l’inglese, e di cui pubblichiamo qui la prefazione di Joseph Riggio, e, nel prossimo articolo, l’introduzione dell’autore stesso.</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________</p>
<p><strong>Prefazione</strong></p>
<p>Succede ogni tanto che qualcosa di antico e di estremo valore venga riscoperto. Quando cio’ succede, la Ruota della Conoscenza genera una nuova rivoluzione, e quel che emerge e’ allo stesso tempo uguale e radicalmente rinnovato, quindi diverso.</p>
<p>Coloro che non hanno familiarita’ con l’origine di questa antica saggezza lo percepiranno come nuovo, e di solito tanto basta per catturarne l’interesse. Coloro che invece hanno familiarita’ con l’antico sapere, lo riconosceranno per cio’ che e’, e ne saranno attratti perche’ capiranno il valore di cio’ che viene loro offerto. Cio’ che il Dr. Randy Green condivide in questo libro e’ un esempio della rivoluzione della Ruota della Conoscenza, qualcosa di profondamente importante e di assoluta rilevanza per il nostro mondo contemporaneo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2547" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg" alt="" width="133" height="240" /></a>All’inizio degli anni ’70 due esploratori dell’esperienza umana, Richard Bandler e John Grinder, hanno formulato una “tecnologia dell’eccellenza” battezzata Programmazione Neuro-Linguistica, in Italia nota come PNL. Il loro lavoro fu riconosciuto tra i piu’ importanti in assoluto per il progresso della psicologia applicata negli ultimi decenni del ventesimo secolo.</p>
<p>L’essenza della loro scoperta e’:</p>
<p>1.    Ogni individuo ha esperienza degli eventi della sua vita in un modo unico:</p>
<p>2.    Questi eventi sono codificati in schemi specifici che sono accessibili e malleabili</p>
<p>3.    Facendo attenzione alle forme ed ai modi con cui gli eventi vengono codificati, l&#8217;esperienza puo’ essere programmata e guidata per produrre risultati desiderati, utili, e di lunga durata.</p>
<p>Sono idee stupefacenti se si riflette sull’impatto che hanno sulla performance dell’essere umano, e sull’abilita’ di costruire esperienze in relazione all’ottenimento di risultati desiderati. In applicazioni anche molte diverse come la terapia, l’educazione, il business, lo sport, ecc., la PNL diventa una tecnologia di punta per produrre eccellenza con individui o gruppi di persone.</p>
<p>Roye Fraser, uno studente di PNL, assunse un approccio radicale, basato su una direzione esclusivamente positiva. Il pressuposto e’ che ogni individuo ha un innato modello di eccellenza per vivere la propria vita, una sorta di “Impronta di successo” (“Success Blueprint”). Roye chiamo’ questo modello “Generative Imprint”, e la comprensione dell’impatto di questo modello divenne il lavoro della sua vita. La sua eredita’ consiste nel materiale realmente rivoluzionario che ha sviluppato, nella sua abilita’ cioe’ di creare cambiamenti positivi nella vita delle persone che incontrava.</p>
<p>Volendo darne una breve spiegazione, cio’ che Roye ha realizzato e codificato e’ che le persone compiono una scelta fondamentale nelle loro vite, cioe’ se vivere da una posizione orientata positivamente, focalizzata sulle possibilita’, oppure da una posizione orientata negativamente, focalizzata sulle limitazioni. Quando si fa la scelta di organizzarsi rispetto alle possibilita’, l’intero essere della persona vive una trasformazione profonda – i pensieri, le sensazioni, i comportamenti e persino l’espressione corporea – in un modo specifico che genera un senso profondo di benessere. Questa scelta fondamentale determina come si ha esperienza di qualunque cosa: o la vita e’ piena di possibilita’, o e’ piena di limitazioni.</p>
<p>Io ho incontrato Roye nel 1987, e ne sono diventato studente ed apprendista. Da quella esperienza intensa ho poi sviluppato il modello del Mythogenic Self Process, o Mythoself, che ho iniziato ad insegnare nel 1994, portandolo in trenta paesi diversi.</p>
<p>Nel 2004 sono stato presentato al dott. Randy Green da un mio studente, Devon White. Randy porto’ una incredibile sete di conoscenza, ed una significativa esperienza professionale clinica al lavoro che avevo compiuto fino a quel momento.</p>
<p>Leggendo il libro che ha scritto, da un punto di vista delle possibilita’ che la vita offre, scoprirete che Randy offre cio’ che puo’ essere considerato un approccio al “prendere decisioni” totalmente differente ed unico rispetto ad ogni altro che possiate aver incontrato prima d’ora. La maggior parte dei libri sul “prendere decisioni” assumono il punto di vista per cui “decidere” e’ una attivita’ mentale che dipende dall’analisi delle informazioni esistenti. Di solito, questo tipo di analisi significa considerare con cura i dati e poi mettere in equilibrio i rischi e ricompense – costi e benefici, lati positivi e lati negativi – eppure tutto cio’ e’ solo un tentativo di formalizzare qualcosa che non si lascia afferrare.</p>
<p>Al posto di questi modelli analitici, che sono “approcci cognitivi” al “prendere decisioni”, cio’ che troverete in questo libro e’ un approccio radicalmente differente, basato sulla consapevolezza del vostro essere, compreso quello del vostro stesso corpo. Il Dr. Green vi insegnera’ a diventare sensibili ai piu’ sottili segnali del vostro corpo che esprimono una risposta del tipo “si’” o “no” alle informazioni esistenti. Usando questi segnali come riferimento per le decisioni da prendere, crea un impressionante metodo per prendere decisioni significative, soprattutto quando i dati sulla base dei quali decidere sono minimi.</p>
<p>I passi che si devono intraprendere per creare la necessaria sensibilita’ a questi segnali corporali, che sono la base del metodo di “prendere decisioni” presentato nel libro di Randy W. Green, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2548" title="Il biglietto da visita di Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif" alt="" width="155" height="97" /></a>provengono direttamente dall’eredita’ del lavoro di Roye Fraser e del suo modello “Generative Imprint”. Cio’ che e’ piu’ significativo di tale lavoro e’ come vada molto al di la’ del semplice “prendere decisioni” Per sviluppare la necessaria sensibilita’ ai segnali del corpo, bisogna prima acquistare sensibilita’ a “come si e’ quando si e’ al meglio di se stessi”, cioe’ quando si e’ organizzati rispetto alle possibilita’.</p>
<p>Man mano che imparerete quanto Randy W. Green insegna nel libro, scoprirete cose di voi stessi che probabilmente nemmeno potevate immaginare. L’aspetto brillante del modello che Randy condivide e’ il modo naturale con cui unisce l’abilita’ di accedere un modo meravigliosamente positivo di stare nel mondo con le decisioni che si prendono a partire da questo stato.</p>
<p>Il metodo di Randy per presentare il materiale e’ efficace perche’ racconta di molti casi e storie di clienti reali con cui ha lavorato&#8230; invece di una storia noiosa e distante, Randy vi apre alla reale, viva esperienza delle persone che hanno tratto beneficio dall’applicare il modello nelle loro vite concrete.</p>
<p>Io lavoro con questo materiale da piu’ di vent’anni ormai, ed in quanto creatore del Mythogenic Self Process, o Mythoself, ho avuto l’occasione di lavorare con migliaia di clienti, compresi dirigenti senior di multinazionali, professionisti in attivita’ o in pensione, educatori, studenti, genitori, ed altri. Cio’ che ho scoperto e’ che se qualcuno ha un vero interesse, puo’ imparare ad applicare questo modello, col risultato che non impara solamente un eccellente metodo per prendere decisioni, ma la sua vita cambia in modo significativamente positivo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2549" title="Joseph Riggio durante un corso a Taiwan" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Oggigiorno si sente spesso parlare di “psicologia positiva”, e pare che ogni giorno venga pubblicato un nuovo libro sulla “felicita’” – cosa sia, come averla, la sua importanza – come se l’atteggiamento positivo per essere felici fosse un’idea particolarmente nuova. Eppure il lavoro che Roye inizio’ a sviluppare oltre trent’anni fa era basato sulla semplice idea che i risultati che si ottengono operando da una posizione positiva sono superiori a quelli che si possono ottenere operando da qualunque altra posizione.</p>
<p>Cio’ che il dott. Randy W. Green dimostra nella maniera piu’ chiara e’ che, con un sufficiente grado di abilita’, il modello puo’ essere applicato a quasi ogni situazione in cui ci si trovi, che richieda la miglior decisione possibile in quel preciso momento. Nel lavoro che ho svolto con i miei clienti in tutto il mondo, definisco questo come “prendere decisioni di alta qualita’”, decisioni che massimizzano le conseguenze positive e minimizzano quelle negative. Un processo che e’ stato applicato con grande successo da individui ed organizzazioni in tutto il mondo. Ora, voi stessi avete l’opportunita’ di apprendere ed usare nella vostra vita lo stesso metodo per prendere decisioni – un passo significativo nel viaggio che chiamiamo Vita.</p>
<p>Joseph Riggio, Ph.D.</p>
<p><em>Architect and Designer of the Mythogenic Self Process (Mythoself)<br />
</em></p>
<p><em>www.josephriggio.com</em></p>
<p><em>______________________________</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2551" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>STRA-OR-DI-NA-RIO discorso di Steve Jobs!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 10:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se dovete leggere una sola cosa su questo sito internet, e poi lasciarlo perdere, leggete questo articolo, e guardate il video! E’ uno dei più magistrali discorsi che abbia mai sentito, ed è con grande emozione che lo pubblico su Grandi Passioni.com, insieme al video, sottotitolato in italiano. Un sentitissimo grazie a Giovanni B. che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Steve-Jobs-Stay-Hungry-Stay-Foolish.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2478" title="Steve Jobs - Stay Hungry Stay Foolish" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Steve-Jobs-Stay-Hungry-Stay-Foolish.png" alt="" width="313" height="240" /></a>Se dovete leggere una sola cosa su questo sito internet, e poi lasciarlo perdere, leggete questo articolo, e guardate il video!</p>
<p>E’ uno dei più magistrali discorsi che abbia mai sentito, ed è con grande emozione che lo pubblico su Grandi Passioni.com, insieme al video, sottotitolato in italiano.</p>
<p>Un sentitissimo grazie a Giovanni B. che me lo ha segnalato!</p>
<p>Vostro Sempre Vostro, Petar</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-MFS0SfO5FY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/-MFS0SfO5FY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo.</p>
<p>Non mi sono mai laureato anzi, a dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata.</p>
<p>Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita.</p>
<p>Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.</p>
<p><strong>UNIRE I PUNTINI</strong></p>
<p>La prima storia è sull’unire i puntini. Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi prima di lasciare veramente.</p>
<p>Perché ho mollato tutto? E’ cominciato prima che nascessi. La mia madre biologica era una giovane studentessa universitaria non sposata che decise di lasciarmi in adozione.</p>
<p>Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Quando arrivai io, questi decisero all’ultimo minuto che avrebbero voluto una bambina. Così, quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi, erano in lista d’attesa, vennero chiamati nel bel mezzo della notte da una voce “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?” Loro risposero: “Certamente!”</p>
<p>Più tardi la mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college, e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Poi accettò, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato all’università. Questo è stato l’inizio della mia vita.</p>
<p>Diciassette anni dopo andai all’università, ma ingenuamente ne scelsi una costosa come Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori furono spesi per pagarmi la retta. Dopo sei mesi non riuscivo a vederne l’utilità. Non avevo idea di cosa fare nella vita e nessun indizio su come l’università avrebbe potuto aiutarmi a capirlo. Eppure era là che spendevo tutti quei soldi, che i miei genitori avevano risparmiato in un’intera vita di lavoro. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. <strong><em>Era molto difficile all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso</em></strong>. Nell’attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti. Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Riportavo al venditore le bottiglie di Coca Cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito, ci compravo da mangiare, e mi facevo più di 10 km a piedi attraverso la città, la domenica notte per avere finalmente un buon pasto a settimana al tempio Hare Krishna. Che bello che era!</p>
<p>Tutto ciò in cui inciampai semplicemente seguendo la mia curiosità ed il mio intuito si rivelarono in seguito di valore inestimabile. Vi faccio un esempio. Il Reed College all’epoca offriva probabilmente il miglior corso di calligrafia del Paese. In tutto il campus, ogni manifesto, ogni etichetta era scritta a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito il corso di calligrafia per imparare a scrivere così. Appresi la differenza tra i tipi di caratteri Serif e Sans Seris, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico, in un senso che la scienza non riesce a catturare, ed io ne fui assolutamente affascinato.</p>
<p>Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare un’applicazione pratica nella mia vita ma, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato l’università e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha solo copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità.</p>
<p>Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare il corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno.</p>
<p>Certamente all’epoca in cui ero all’università era impossibile unire i puntini guardando il futuro. <strong><em>E’ invece diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro</em></strong>. Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete unirli solo guardandovi all’indietro. Così dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire.</p>
<p><strong><em>Credete in qualcosa</em></strong> – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.</p>
<p><strong>AMORE E PERDITA</strong></p>
<p>La mia seconda storia parla d’amore e di perdita.</p>
<p>Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita.</p>
<p>Woz e io fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevamo vent’anni. Abbiamo lavorato duro e in 10 anni Apple è passata dall’essere un’azienda con noi due e un garage, ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre 4000 dipendenti. Avevamo appena creato il nostro miglior prodotto – il Macintosh – un anno prima, e io avevo appena compiuto 30 anni.</p>
<p>Poi, venni licenziato. Come si fa ad essere licenziati dalla compagnia che si ha fondato? Beh, quando Apple era cresciuta, avevamo assunto qualcuno che avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda assieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere ed alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, i nostri dirigenti si schierarono dalla sua parte. Quindi, a 30 anni ero fuori. In maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era svanito, ed io ero devastato da questo.</p>
<p>Non ho saputo davvero cosa fare per alcuni mesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori che mi ha preceduto – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce [cofondatori di Intel] e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley.</p>
<p>Qualcosa però, lentamente, cominciò a crescere in me, ed era <strong><em>la consapevolezza che ancora amavo quello che avevo fatto</em></strong>. L’evolvere degli eventi con Apple non aveva cambiato quello che provavo, neanche un poco. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo. Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere.</p>
<p>La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.</p>
<p>Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT, un&#8217;altra di nome Pixar, e mi innamorai di una meravigliosa donna che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, ed adesso è lo studio di animazione di maggior successo al mondo. In un significativo susseguirsi di eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. Laurene ed io abbiamo una meravigliosa famiglia. Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente.</p>
<p>Qualche volta la vita ci colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. <strong><em>TROVATE QUELLO CHE AMATE</em></strong>. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare e non vi accontentate.</p>
<p><strong>MORTE</strong></p>
<p>La terza storia parla di morte.</p>
<p>Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente prima o poi avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?” E ogni qualvolta la risposta e “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.</p>
<p><strong><em>Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della mia vita</em></strong>. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative, tutto l’orgoglio, tutti gli imbarazzi e i timori di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea di morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.</p>
<p>Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile, e che avrei avuto un’aspettativa di vita non superiore ai 3-6 mesi. Il dottore mi consigliò di andare a casa e di “mettere ordine nei miei affari”, che è il loro codice per dirti di preparare a morire. Questo significa che devi provare a dire ai tuoi bambini ogni cosa che pensavi di dirgli nei prossimi dieci anni, in pochi mesi. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire ai tuoi “addio”.</p>
<p>Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell’analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso il mio stomaco sino all’intestino per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie – che era là – mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro molto raro e curabile con intervento chirurgico. Ho fatto l’intervento chirurgico e adesso sto bene.</p>
<p>Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po’ più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi: Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto, la morte è la destinazione che condividiamo. Nessuno gli è mai sfuggito.</p>
<p>Ed è così che deve essere perché <strong><em>la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo</em></strong>. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità. Il vostro tempo è limitato per cui <strong><em>non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro</em></strong>. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importane di tutte, <strong><em>abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare</em></strong>. Tutto il resto è secondario.</p>
<p><strong>THE WHOLE EARTH CATALOG</strong></p>
<p>Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista “The Whole Earth Catalog”, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima del personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fatto con macchine da scrivere, forbici, e foto polaroid. E’ stato una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni. Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di “The Whole Earth Catalog” e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta, ed io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste ritrovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole <strong><em>“SIATE AFFAMATI. SIATE FOLLI”</em></strong>, era il loro messaggio d’addio. Siate affamati. Siate folli. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a tutti voi. Siate affamati. Siate folli.</p>
<p>Grazie a tutti.</p>
<p>Steve Jobs</p>
<p>____________________________</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook7.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2479" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook7-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
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		<title>Nuova Scienza dell&#8217;Apprendimento: sfida ai luoghi comuni!</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 20:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei mesi a venire, GrandiPassioni.com dedichera’ molta attenzione alla “madre di tutte le abilita’ “ – l’Apprendimento. E’ un campo che sta attraversando un’autentica rivoluzione, al punto che si inizia a parlare esplicitamente di “Nuova Scienza dell’Apprendimento”. Per introdurla, innanzitutto prepariamo il campo, comprendendo come la nostra cultura interpreta cosa sia l’apprendimento, e come il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-ed-emozioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1903" title="Apprendimento ed emozioni" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-ed-emozioni.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a>Nei mesi a venire, GrandiPassioni.com dedichera’ molta attenzione alla “madre di tutte le abilita’ “ – l’Apprendimento.</p>
<p>E’ un campo che sta attraversando un’autentica rivoluzione, al punto che si inizia a parlare esplicitamente di <strong><em>“Nuova Scienza dell’Apprendimento”.</em></strong></p>
<p>Per introdurla, innanzitutto <strong><em>prepariamo il campo</em></strong>, comprendendo come la nostra cultura interpreta <strong><em>cosa sia l’apprendimento</em></strong>, e come il singolo individuo interpreta<strong><em> se stesso durante l’apprendimento</em></strong>.</p>
<p>E’ certamente vero che molto dipende dall’ambiente in cui ci si trova: ad esempio, un ingegnere meccanico tende a sviluppare un’abilita’ di analisi logico-razionale diversa da quella, ad esempio, di un ginnasta che vuole perfezionare un specifico esercizio fisico.</p>
<p>Eppure, l’abilita’ ad apprendere dipende altrettanto da <strong><em>convinzioni profonde</em></strong> che determinano l’atteggiamento della persona, e quindi l’attivita’ stessa di apprendimento.</p>
<p>Esempio: nelle scuole elementari asiatiche spesso si assume implicitamente che per un “corretto apprendimento” (<em>qualunque cosa intendano con questo</em>) e’ necessario padroneggiare specifiche convenzioni e tecniche, per cui gli studenti seguono rigidamente modelli, e sono poco incoraggiati ad essere critici. In Europa e’ invece facile trovare scuole con atteggiamento opposto: creativita’ ed indipendenza vengono valutate ed incoraggiate. Chi puo’ dire se e quale dei due atteggiamenti sia “corretto”? Eppure, ognuno dei due vede come strano o indesiderabile l’atteggiamento opposto.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/quaderno-didattico-steineriano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1911" title="quaderno-didattico-steineriano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/quaderno-didattico-steineriano-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a></p>
<p>Dunque, osserviamo ora esplicitamente alcune convinzioni profonde, veri e propri luoghi comuni, circa l’apprendimento, diffusi nel mondo occidentale, dei quali la “Nuova Scienza dell’Apprendimento” propone una nuova visione.</p>
<p><strong>“Apprendere significa acquisire conoscenza”</strong></p>
<p>In genere, quando si pensa all’Apprendimento, l’attenzione va <strong><em>al prodotto finale</em></strong> piuttosto che al <strong><em>processo in se’</em></strong>. Cioe’, se chiedete a qualcuno “che cosa sia” l’apprendimento, vi descrivera’ spesso il risultato, in termini di conoscenza, o capacita’ di fare, che ha acquisito.</p>
<p>L’idea della “Nuova Scienza” e’ di mettere attenzione al <strong><em>processo</em></strong>, ove quale l’essere umano possa costantemente migliorare.</p>
<p><strong>“La Conoscenza e’ vera”</strong></p>
<p>In genere, quando si acquisisce della nuova conoscenza, si da’ per scontato che essa sia “vera”. Si pensi all’ambiente scolastico, ove si ha la tendenza a considerare i libri di testo come “veri”, purche’ in qualche modo certificati da “Autorita’ competenti”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Rappresentazione-dellapprendimento.gif"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1905" title="Rappresentazione dell'apprendimento" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Rappresentazione-dellapprendimento-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La “Nuova Scienza” pensa invece la conoscenza come qualcosa di “provvisorio” che attende di essere approfondito o smentito, aprendo la porta ad un atteggiamento individuale attivo e critico verso qualunque fonte, anche la piu’ autorevole.</p>
<p><strong>“L’Apprendimento e’ per i giovani</strong>”</p>
<p>E’ un punto di vista molto diffuso, e deleterio, perche’ e’ in genere una profezia che avvera se stessa, e che in realta’ non ha alcuna ragione essere.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-che-fatica...-ma-perche.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1908" title="Apprendimento, che fatica... ma perche'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-che-fatica...-ma-perche-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’Apprendimento ha invece tutto per essere un processo che dura l’intera vita – anzi, la consapevolzza di questo punto e’ forse di tutti il piu’ importante.</p>
<p><strong>“Apprendere e’ facile”</strong></p>
<p>Esiste un atteggiamento sottile che interpreta l’Apprendimento come un processo sostanzialmente banale, come una semplice aggiunta pogressiva di un certo numero di pezzetti d’informazione che, pian piano, formano un quadro piu’ complesso. Un po’ come costruire una casa mattone su mattone.</p>
<p>E’ uno dei luoghi comuni piu’ densi di conseguenze, e lo vedremo in futuro con dettaglio&#8230; tende a produrre conseguenze significative sui metodo di insegnamento: si crea l’idea che, in fondo, non ci possono poi essere molti modi efficaci di insegnamento perche’ si tratta solo di essere efficaci ad aggiungere pezzettini su pezzettini di informazione.</p>
<p>Eppure, in una nuova visione ove l’Apprendimento e’ un processo in continuo miglioramento, e per giunta per tutta la vita, si intuisce la possibilita’ di una visione piu’ ricca&#8230;</p>
<p><strong>“L’Apprendimento implica Insegnamento”</strong></p>
<p>Quasi chiunque tende a dare per scontato che “apprendere” significa fare una attivita’ specifica, anche dura, che e’ cosa diversa dal semplice “essere vivi” e fare altre cose&#8230; ci sono quindi <em>luoghi</em> per apprendere in certi <em>orari</em> e con certe <em>persone</em> dette <em>insegnanti</em>. Questi sono visti come persone che hanno conoscenze ed abilita’ specifiche, senza le quali l’apprendimento sarebbe molto limitato, o addirittura non ci sarebbe nemmeno.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Insegnanti-tradizionali.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1904" title="Insegnanti tradizionali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Insegnanti-tradizionali-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Insomma, non appena si parla di “apprendimento”, l’attenzione si sposta subito su “l’insegnamento” – quindi l’implicazione e’ che “se troviamo il giusto insegnante, anche l’apprendimento procedera’ alla grande”.</p>
<p>Si tratta di una visione istituzionalizzata dell’Apprendimento che ne sottolinea soltanto <strong><em>un unico aspetto</em></strong>&#8230; con la “Nuova Scienza” l’Apprendimento diventa un’attivita’ piu’ ricca, con piu’ sfaccettature. Tutte quante da sviluppare!</p>
<p><strong>“L’Apprendimento si sviluppa pian piano”</strong></p>
<p>E’ forte e diffuso il punto di vista secondo cui l’Apprendimento e’ un processo <em>cognitivo e razionale</em>, ove “farsi emozionare” e’ l’indizio che “l’insegnameno non sta procedendo in modo corretto”. Le emozioni intense viste come un problema&#8230; addirittura da eliminare, e che in genere, si pensa, trova origine nel “carattere” della persona che apprende o in “difficolta’ emotive” che attraversa in altri campi della sua vita.</p>
<p>La conseguenza di questa visione e’ che si perde la relazione tra l’Appredimento e la <strong><em>personalita’</em></strong> della persona che apprende&#8230; semplicemente si ignora la relazione tra l’apprendere e le emozioni legate ad esso&#8230;!</p>
<p>Secondo la “Nuova Scienza dell’Apprendimento” e’ possibile che ci siano <em>specifiche forme</em> di apprendimento ove questo sia desiderabile, ma non e’ affatto detto che lo siano tutte&#8230; ci sono situazioni in cui e’ anzi importante supportare la carica emotiva, per mantenere la motivazione dello sforzo di apprendere, oppure essere consapevoli della frustrazione che si prova davanti alla difficolta’.</p>
<p><strong>“L’Apprendimento e’ corretto se vi e’ comprensione”</strong></p>
<p>Un tempo era diffusa l’idea “Apprendere = Memorizzare”, poi accantonata a favore di “Apprendere = Capire”; ad esempio, il bambino non deve solo sommare i numeri ma anche “capire” cio’ che sta facendo, oppure il venditore d’auto non deve soltanto vendere ma capire il “customer care”&#8230; L’idea alla base di questo atteggiamento e’ che “<strong><em>esplicito = giusto</em></strong>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Il-piacere-di-imparare.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1907" title="Il piacere di imparare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Il-piacere-di-imparare-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a></p>
<p>Nell’approccio tradizionale, e’ inconcepibile pensare che la comprensione possa non solo essere superflua, ma talvolta addirittura disturbare altre (<em>quali?</em>) forme d’apprendimento altrettanto importanti.</p>
<p>Continueremo tra breve questa chiacchierata!</p>
<p>A presto, Petar</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La paura ed il suo opposto…</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 23:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
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		<category><![CDATA[Intento]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Prontezza]]></category>
		<category><![CDATA[Transformation]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno ragazzi, ecco uno dei brani piu&#8217; belli e significativi che abbia letto da molto tempo a questa parte. A presto, Petar * * * 29 novembre 2009 WOW! E&#8217; stata una settimana di rivelazioni per me &#8230; Sono appena tornato a New York stamane, piu&#8217; o meno alle 5 del mattino, dalla California del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/Fear.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1262" title="Fear" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/Fear.jpg" alt="" width="700" height="467" /></a>Buongiorno ragazzi,</p>
<p>ecco uno dei brani piu&#8217; belli e significativi che abbia letto da molto tempo a questa parte.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Petar</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Garamond, serif;">29 novembre 2009</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">WOW! E&#8217; stata una settimana di rivelazioni per me &#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Sono appena tornato a New York stamane, piu&#8217; o meno alle 5 del mattino, dalla California del Sud. Ci sono stato alcuni giorni, compreso il Giorno del Ringraziamento, con alcuni familiari di mia moglie. Ho trascorso un po&#8217; di tempo con la famiglia, abbiamo fatto un po&#8217; di shopping in centro, ed anche un po&#8217; di lavoro &#8230; un po&#8217; di giorni completi, direi.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Siamo stati al Pelican Hill Resort a Newport Beach &#8230; saro&#8217; breve, qui &#8230; uno dei migliori hotels/resorts in cui sono mai stato in qualunque parte del mondo, finora. Stanze stupende, panorami meravigliosi sull&#8217;Oceano Pacifico, eccellente servizio in camera 24 ore al giorno / 7 giorni alla settimana, ottimo cibo &#8230; tutto cio&#8217; che potete desiderare in un hotel/resort top level, secondo me.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Venerdi&#8217; ho trascorso la giornata intera nello studio di registrazione a finire il video per “The Complete Package”&#8230; sara&#8217; uno di quei prodotti da urlo&#8230; su questo, nessun dubbio! Tuttavia, questo mi ha portato a pensare alla relazione tra la paura ed il successo, e la soddisfazione nella vita. Vedete, una delle rivelazioni che ho avuto di recente e&#8217; che, in fondo, il successo e la conseguente soddisfazione e&#8217; tutto una questione di <strong>avere una grande strategia di apprendimento</strong>, al cuore di cio&#8217; che fate&#8230; qualunque sia la cosa che fate.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Se conoscete il mio lavoro, siete a vostro agio con l&#8217;idea di &#8220;Success Blueprint&#8221; &#8230; il modo innato di operare al vostro meglio che esiste come un profondo imprint personale, basato sulla posizione generativa, quando siete organizzati in relazione alle possibilita&#8217; ed in uno stato positivo molto carico. Il Complete Package riguarda il ri-accedere questo imprint e farne la posizione di partenza da cui operare, creando un diffuso senso di benessere, un impeto al successo ed alla profonda soddisfazione (che e&#8217; cio&#8217; che piu&#8217; tipicamente manca dalle vite persino dei miei clienti di maggiore successo, prima di lavorare con me).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Oltre a porre nuovamente il fondamento del vostro naturale Success Blueprint, e&#8217; imperativo che abbiate <strong>una posizione in cui l&#8217;apprendimento diventi privo di sforzo e naturale</strong>. Per apprendere in questo modo, dovete opearre da uno stato positivo altamente carico ed organizzarvi in relazione alle possibilita&#8217;&#8230; non alle limitazioni. Eppure la maggior parte delle persone hanno avuto la maggior parte, se non tutte, le proprie esperienze di apprendimento mentre sono in stato inibitorio, cioe&#8217; organizzati in relazione alle limitazioni. Cio&#8217; e&#8217; talmente sbagliato che non so da dove iniziare!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Pongo qui un punto di partenza&#8230; <em>la maggior parte dell&#8217;apprendimento e&#8217; strutturato attorno alla soluzione di problemi</em>. La premessa stessa del problema e&#8217; inibitoria, cioe&#8217; c&#8217;e&#8217; qualcosa di sbagliato col modo in cui sono le cose, che dobbiamo risolvere. AGGGHHH! L&#8217;intera premessa e&#8217; immersa in una paura subliminale, non detta, che se non risolvi il problema, qualcosa di terribile ti succedera&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ora, questa e&#8217; roba altamente motivazionale, ad alto costo. Siamo neurologicamente progettati per rispondere intensamente alla paura&#8230; guardate solo le pubblicita&#8217; sui cartelloni nella Madison Avenue&#8230; funziona. O se preferite, date un&#8217;occhiata a qualunque campagna politica importante, persino da quelli che giurano che non useranno pubblicita&#8217; negativa, e invece la vedrete eccome&#8230; perche&#8217; funziona.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Noi siamo programmati a rispondere alla paura, cioe&#8217;: “Vattene da qui o muori!” Questo e&#8217; cio&#8217; che devi fare quando stai per diventare il pranzo di un gattone con i denti a sciabola, o di un leone, nella savana &#8230; ma si ha esattamente la stessa risposta pensando che &#8220;il bianco non e&#8217; bianco abbastanza&#8221; e che hai fatto un grosso passo falso sociale – o i denti non sono bianchi abbastanza, o i capelli non brillano abbastanza!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Pensate a questa situazione&#8230; siete a scuola e state sognando ad occhi aperti per un secondo o due&#8230; avete perso cio&#8217; che il maestro ha appena detto, ma sentite chiamare il vostro nome per rispondere ad una domanda che non avete sentito&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non avete sentito la domanda perche&#8217; siete semplicemente un giovane, e stavate facendo quel che vi viene automaticamente naturale&#8230; sognare ad occhi aperti, seguendo la vostra predisposizione ad essere affascinato, invece di prestare attenzione a quel che il maestro diceva, per voi noiosissimo&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Eppure, eccovi li&#8217;, esposto, a dover rispondere alla domanda che non avete sentito. In questo momento, provate cio&#8217; che si puo&#8217; definire “paura primordiale”. In quel momento, o provate a voi stesso di essere degno di appartenere alla “tribu&#8217; “ o fallirete e sentite che potete essere ostracizzato e reso ridicolo&#8230; paura primordiale.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Siamo programmati a credere che, se ci rifiutano, vagheremo soli&#8230; ad esempio: non piaceremo a nessuno &#8230; nessuno vorra&#8217; giocare &#8230; sposarci &#8230; ed alla fine moriremo. E&#8217; la paura piu&#8217; naturale del mondo. Letteralmente, in milioni di anni di evoluzione, essere solo&#8230; rifiutato dalla tribu&#8217; ed ostracizzato&#8230; significava morte.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Cosi&#8217;, i tuoi istinti naturale irrompono, e tu vuoi correre via, scappare, il piu&#8217; velocemente possibile. E&#8217; come come quando la tigre dai denti a sciabola, o il leone, attaccavano uno dei tuoi antenati&#8230; ma da allora hai imparato che correre via, in quella situazione, non e&#8217; una scelta possibile, sei caduto in trappola. Cosi&#8217;, ingoi il rospo, e vivi l&#8217;esperienza con tutto il “succo inibitorio” che il momento sta creando per te. Sto letteralmente parlando delle sostanze chimiche neurali e degli ormoni della paura, dello stress e dell&#8217;inibizione, secreti in quel momento.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Questo, e&#8217; gia&#8217; un pessimo punto di partenza, ma e&#8217; poi aggravato da altri 12, fino a 20 anni di scuola&#8230; poi, aggiungeteci quanto siete stati addestrati a considerare il mondo come una serie di problemi da risolvere, ed avrete un&#8217;agenda di paura da seguire , 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, 365 giorni all&#8217;anno.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non mi meraviglia che tante persone provino effetti simili a quelli delle malattie degenerative dopo vent&#8217;anni di questo tipo di scolarizzazione, ed altri dieci-venti nel mondo del lavoro, con le stesse assunzioni e pressioni. Poi, la gente si becca “misteriosamente” un&#8217;ulcera, o peggio. IL FONDO DEL BARILE: A meno che questa “educazione” non venga spazzata via da dentro di voi, finira&#8217; con il spazzare la vostra stessa vita.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Okay, quindi qual e&#8217; la chiave per spazzare via tutta questa paura dal vostro sistema?</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Comprendere che avete bisogno di raggiungere l&#8217;opposto della paura e&#8217; il primo passo. Allo stupido totale sembrera&#8217; che sia &#8220;l&#8217;essere senza paura&#8221;, semplicemente non provarla. Questo non e&#8217; solo stupido, e&#8217; pericoloso&#8230; come quella scemenza del “abbi paura, ma fallo lo stesso&#8221; &#8230; questo e&#8217; semplicemente totalmente stupido!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">La paura e&#8217; un allarme installato nel nostro sistema per una ragione&#8230; una ragione veramente ottima, farvi restare in vita. Provare paura, afferarre la minaccia, eliminare al massimo il rischio E POI fai quel che vuoi o devi. Questo si chiama usare la paura, invece di essere usati da lei.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Certe persone orientate alla new age/spirituali vi diranno che e&#8217; l&#8217;amore&#8230; ad esempio: &#8220;L&#8217;amore e&#8217; tutto&#8217; cio&#8217; che c&#8217;e'&#8230;&#8221;, &#8220;L&#8217;amore e&#8217; tutto cio&#8217; di cui abbiamo bisogno&#8230;&#8221;, &#8220;E&#8217; l&#8217;amore a mancare&#8230;&#8221; e la peggiore di tutte, secondo me&#8230; &#8220;L&#8217;amore e&#8217; il contrario della paura&#8221; CAZZATE!!! Provalo. Mostrami qualcuno che abbia davvero superato la paura con l&#8217;amore ed io ti mostrero&#8217; qualcuno che sta negando a se stesso la realta&#8217;. E, se me lo permettono, gli mostrero&#8217; anche come non servono piu&#8217; di cinque secondi per ricordargli cio&#8217; che stanno negando, e come tutta questa paura che pretendono di tener lontana e&#8217; in realta&#8217; seduta accanto, aspettando di saltargli addosso, ingoiandoli.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Normalmente, solo questo che ho scritto nella frase qua sopra e&#8217; sufficiente a far sentire intimoriti coloro che hanno creduto a quelle cretinate&#8230; e totalmente impotenti. Vedete, la chiave e&#8217; proprio qui&#8230; e&#8217; quasi sempre nel linguaggio che sai che cosa ascoltare ed a che cosa far attenzione&#8230; gli schemi sono davvero ovvi, una volta che hai la preparazione adatta.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">&#8220;IMPOTENTE&#8221; &#8230; la paura rende impotenti &#8230; non-potenti, quindi ineffecaci, incapaci di agire &#8230; PRIVI DI POTERE!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;AMORE NON E&#8217; L&#8217;OPPOSTO DI PAURA&#8230; IL POTERE LO E&#8217;&#8230;!!!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ebbene, dopo quasi un anno di strutturazione del The Complete Package, raffinandolo innumerevoli volte lungo la via, ed aggiungendo moduli e componenti fino ad essere io stesso assolutamente convinto che non potrete non trarre l&#8217;esperienza di una fondamentale riprogrammazione dalla limitazione alla possibilita&#8217;, dall&#8217;evitare la negativita&#8217; alla ricerca della positivita&#8217;&#8230; dalla paura ed impotenza al potere reale, puro, primario&#8230; sono pronto a lanciarlo nelle vostre mani, cuore e mente.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">I migliori saluti,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Joseph Riggio, Ph.D.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Garamond, serif;">* * *</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">30 novembre 2009</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ciao ragazzi,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Aspettando le risposte che sapevo di ricevere al mio email di ieri, ho iniziato subito a pensare che cosa sia davvero il potere&#8230; non il folle gioco della forza sotto forma di potere&#8230; ma cio&#8217; a cui io mi riferivo come potere reale, puro, primario.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">[NOTA: se volete saltare la spiegazione e la teoria, saltate in basso alle frasi segnate con l'asterisco (*) sotto]</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Prima di tutto,<strong> il potere non e&#8217; forza</strong>, ad esempio: far fare qualcosa a qualcuno&#8230; persino voi stessi. La forza ha un effetto molto limitato ed e&#8217; sempre soggetta alla resistenza ed all&#8217;effetto nullificante di un&#8217;altra piu&#8217; grande forza che si oppone.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ecco una delle grandi distinzioni di potere contro forza, secondo il grande fisico quantistico David Bohm (del quale sono ammiratore e studente).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">La forza e&#8217; sempre locale, ed i suoi effetti sono limitati nello spazio ed anche nel tempo. Il Potere, dall&#8217;altra parte, ha effetti non locali e mantiene il suo pieno effetto attraverso sia lo spazio che il tempo. Questo ha un&#8217;importanza radicale quando si comprende appieno cio&#8217; che Bohm suggerisce nella sua teoria, nei suoi libri ed altri lavori (Vedi i brani da &#8220;Towards a Theory of Transpersonal Decision-Making&#8221; &#8211; http://www.josephriggio.com/products/item/towards-a-theory-of-transpersonal-decision-making-in-human-systems/)</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Dunque, cosa e&#8217; il potere?</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Alcuni dicono che sia l&#8217;abilita&#8217; di far succedere le cose.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non solo non sono d&#8217;accordo, ma credo persino che non abbia senso. Nessuno puo&#8217; “far succedere le cose” piu&#8217; di quanto possa causare il sorgere del Sole, o fermarlo. L&#8217;intera idea di “far succedere le cose” non tiene conto dell&#8217;incredibile complessita&#8217; dell&#8217;Universo, l&#8217;integrita&#8217; di tutte le cose e le innumerevoli variabili che agiscono in ogni dato momento. Credetemi&#8230; non potete &#8220;far avvenire le cose&#8221; nonostante l&#8217;apparente evidenza che suggerisce che lo possiate – bisogna accedere ad un modo di pensare fortemente controintuitivo per afferrare quanto sto dicendo, chiedetelo a qualunque fisico quantistico, matematico del caos o scienziato della complessita&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Altri dicono che il potere riguarda il mettersi in azione.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Per quanto possa valere in questa sede, credo ora che ci stiamo avvicinando a definire cosa sia il potere, e cosa non lo e&#8217;. Mentre non potete “far avvenire le cose” piu&#8217; di quanto possiate far sorgere il Sole, o fermarlo&#8230; potete <strong>mettervi in azione di vostra spontanea volonta&#8217;</strong> (entro alcune limitazioni date, per esempio devo ancora vedere qualcuno volare per il fatto di sbattere le braccia, pur avendo visto persone che sbattono le braccia&#8230; ricordate, la precisione del linguaggio conta).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Comunque credo che semplicemente “mettersi in azione” non descriva in alcun modo significativo cosa sia il potere, o non sia. Indipendentemente dall&#8217;intensita&#8217; o persino dall&#8217;effetto dell&#8217;azione, mettersi in azione, da solo, non e&#8217; potere.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">* Cio&#8217; che ritengo essere potere reale, puro, primario e&#8217; &#8230;<strong> l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione con intento</strong>*</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;intera frase e&#8217; significativa per quanto sto dicendo&#8230; &#8220;l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione con intento.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Innanzitutto, l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione, opposta all&#8217;essere inibito, o limitato dal non essere in grado di mettersi in azione.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Uno dei primi e piu&#8217; significativi effetti della paura, intesa come opposto del Potere, e&#8217; spesso l&#8217;inibizione dal mettersi in azione. Quindi, l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione e&#8217; molto vicina al cuore di che cosa sia il Potere in termini umani.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Poi, c&#8217;e&#8217; l&#8217;idea di “azione con intento”.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Questa idea di “azione con intento” si riferisce al concetto di operare in relazione ad una intenzione che viene mantenuta – operare intenzionalmente&#8230; come opposto ad istintivamente. Un altro effetto della paura e&#8217; quello di muovere la persona all&#8217;azione, e la risposta e&#8217; quasi sempre azione d&#8217;istinto, come ad esempio correre via dalla fonte della paura. Guardate assieme, la paura che muove all&#8217;azione istintiva e la paura che inibisce l&#8217;azione sono entrambi schemi di risposta a stimoli generati dalla paura.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Quando entri in azione intenzionalmente, inteso come opposto dall&#8217;entrare in azione instintivamente, stai operando <strong>in relazione alla creazione di un futuro risultato desiderato</strong>. Indipendentemente da quanto stia avvenendo nel momento in cui scegli di agire, in relazione al risultato desiderato usi i dati presenti per muoverti nella direzione scelta.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Quindi, propongo che le persone potenti possano ed abbiano l&#8217;abilita&#8217; di creare l&#8217;azione intenzionale che vogliono&#8230; quindi, di conseguenza siano efficaci nel creare risultati di successo che li rendano soddisfatti nel tempo, portandoli ad essere soddisfatti con se stessi, ed in ultima analisi con la loro vita che percepiscono completa.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;ultima frase e&#8217; un boccone che val la pena masticare un po&#8217; di volte, quando si pensa a se stessi.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Best,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Joseph Riggio, Ph.D.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">jsriggio@josephriggio.com</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;"><a href="http://www.josephriggio.com/">http://www.josephriggio.com</a></span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">I brani sono tratti dalla newsletter alla quale si puo&#8217; accedere registrandosi sul sito di Joseph</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond;">La traduzione e&#8217; mia, di Petar, e me ne assumo la responsabilita&#8217;</span></p>
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