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	<title>GrandiPassioni &#187; Mitologie</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>&#8220;La Metamorfosi&#8221;, di Franz Kafka</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 19:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un breve racconto, asciutto e sconvolgente, pietra miliare della letteratura mondiale. Se non lo hai mai letto, clicca qui per scaricarlo gratuitamente. &#8220;La metamorfosi&#8221; è il contributo più alto di Franz Kafka alla letteratura contemporanea, sfida radicale alle capacità interpretative del lettore: Gregor Samsa è davvero uno scarafaggio? Se sì, perché? Come ha fatto? Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/378px-Kafka_Starke_Verwandlung_1915.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4929" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/378px-Kafka_Starke_Verwandlung_1915.jpg" alt="" width="329" height="333" /></a>Un breve racconto, asciutto e sconvolgente, pietra miliare della letteratura mondiale.</p>
<p>Se non lo hai mai letto, <a href="http://www.booksandbooks.it/downloads/Ebooks/la-metamorfosi-e-altri-racconti/" target="_blank">clicca qui</a> per scaricarlo gratuitamente.</p>
<p>&#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_metamorfosi" target="_blank">La metamorfosi</a>&#8221; è il contributo più alto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franz_Kafka" target="_blank">Franz Kafka</a> alla letteratura contemporanea, sfida radicale alle capacità interpretative del lettore: Gregor Samsa è davvero uno scarafaggio? Se sì, perché? Come ha fatto? Se la letteratura significa portare il lettore all’interno di una nuova prospettiva, Kafka mostra addirittura come potrebbe essere diventare un insetto gigante.</p>
<p>Qual è la reazione di Gregor? Quale sarebbe la vostra? E &#8216;questa una descrizione di ciò che può accadere ad un corpo? Si tratta di una critica della precedente vita di Gregor? Si può &#8220;uscire dalla condizione umana&#8221;?<br />
La sorella Grete, sul finale del racconto, dice alla famiglia che si deve dimenticare la creatura che è diventato Gregor. Il lettore, come prende questa decisione? Gregor può essere allo stesso tempo un animale per la sua famiglia, e una persona per il noi, lettori?</p>
<p><strong>Ecco il valore della letteratura stessa come testimonianza dell&#8217;essere umano. </strong></p>
<p>Kafka racconta non <em>una </em>metamorfosi, ma <em>una serie</em>, ed innanzitutto quella dei genitori di Gregor e della sorella. Proprio alla fine del racconto, quando Gregor è morto, i genitori vanno  per una gita con la figlia… una specie di favola sacrificale, come possiamo interpretarla?</p>
<p>***<br />
Nel famoso incontro tra Edipo e la Sfinge, questa chiede ad Edipo di indicare la creatura che ha quattro gambe al mattino, due a mezzogiorno, e tre la sera. Edipo risponde &#8220;l’uomo&#8221;, che striscia a quattro zampe da bambino, cammina su due gambe da adulto, e usa un bastone in vecchiaia. Per gli esseri umani, la metamorfosi è dunque un fatto reale.</p>
<p>Una delle questioni sollevate da Franz Kafka nella &#8220;La metamorfosi&#8221; (1915) è: <strong>quanto bisogna cambiare per smettere di essere considerati umani?</strong></p>
<p>Kafka si rivolge al Senso che percepisce il mondo come pieno di coloro che sono vivi, ma non trattati da esseri umani, a causa della religione, razza, sesso, o anche di età. &#8220;La metamorfosi&#8221; è un testo che spiega molto bene perché la letteratura sia utile e necessaria. Kafka non dà una rappresentazione familiare delle cose che ci sono già note; invece, rielabora i dati in una maniera che non abbiamo mai considerato prima.</p>
<p>Kafka ha scritto una volta, &#8220;L&#8217;arte è la scure che taglia nel nostro mare ghiacciato.&#8221; Questa metafora violenta suggerisce che il cuore umano contenga essenzialmente torpore, compiacimento, insensibilità.</p>
<p>&#8220;La Metamorfosi&#8221; occupa un posto unico nella storia della letteratura, e rimarrà un classico fino a quando la gente saprà leggere. Anche se molti grandi scrittori, tra cui Ovidio, hanno confrontato gli esseri umani agli animali (meno agli insetti), <strong>è molto più raro, per non dire unico, passare dalla metafora alla realtà</strong>, invece che viceversa.</p>
<p>***<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Franz-Kafkas-Metamorphosis.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4935" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Franz-Kafkas-Metamorphosis.jpg" alt="" width="410" height="424" /></a></p>
<p>La prima sfida della storia di Kafka è la sua letteralità. La letteratura è una questione di “lenti percettive” attraverso cui osserviamo la realtà, per cui la prospettiva del racconto è probabilmente il suo più grande trionfo: è particolarmente sconcertante vedere il mondo dall’angolazione di un insetto.</p>
<p>Gregor Samsa si sveglia con un corpo strano, nuovo, insettiforme, ma lui è del tutto disinvolto per il cambiamento. La sua più grande preoccupazione è il ritardo al lavoro!</p>
<p>L&#8217;ansia, parola che significa &#8220;paura&#8221;, è spesso usato in connessione con Kafka, ma non c&#8217;è affatto paura in questa storia. In realtà, ha un punto di vista completamente e freddamente razionale, con una sua logica semplice.</p>
<p>Gregor ha altre preoccupazioni: come scendere con questo nuovo corpo dal letto, o come aprire una porta quando ha solo la bocca con cui afferrare oggetti. Sembra attraversare un rapido corso intensivo sulle sue condizioni alterate.</p>
<p>E’ qui che vediamo la letteralità di Kafka, nel quadro rigorosamente anatomico, fisiologico, delle mutate circostanze. Quando i genitori di Gregor lo vedono, inorridiscono, una caffettiera si rovescia nel pandemonio. Gregor, vedendo il caffè versato, &#8221; non poteva resistere schioccando le mascelle più volte in aria.&#8221; Questa è la risposta istintiva dell&#8217;insetto!</p>
<p>La maggior parte di noi, invecchiando, vivrà un corso intensivo simile a quello di Gregor, per seguire le mutate condizioni dei nostri corpi. In effetti, potremmo chiederci: abbiamo &#8220;davvero&#8221; il nostro corpo? Kafka propone che il corpo è sempre terra incognita. Forse i vecchi, i malati cronici, i deformi, i morenti, hanno coscienza maggiore di questo.</p>
<p style="text-align: left;">In questa storia, Kafka prepara la poco piacevole scoperta che, purtroppo, il controllo dei nostri corpi è illusorio, al punto da far provare stupore e meraviglia di essere vivi all’interno di un corpo.<br />
* * *</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/metamorfosi_interno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4936" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/metamorfosi_interno.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a>Kafka non interpreta questa metamorfosi per noi, la storia rimane letterale, ma, naturalmente, induce il lettore a chiedersi: perché questa metamorfosi ha avuto luogo? Gli studiosi e critici hanno presentato numerose teorie.</p>
<p>Prima teoria. Gregor è un commesso viaggiatore di livello medio-basso. Forse la trasformazione in un insetto può essere interpretata come una sorta di sentenza, un verdetto sulla qualità della sua vita?<br />
Seconda teoria. Gregor è una figura sacrificale. Una figura come Gesù che subisce il cambiamento terribile, in modo che gli altri possano vivere?</p>
<p>Terza teoria. Alcuni sostengono che molti racconti di Kafka ruotano attorno al tema della &#8220;uscita dall’umano&#8221;? Dunque, &#8220;umano&#8221; sarebbe una categoria da cui si può uscire? Kafka sembra esplorare la questione in un certo numero di suoi racconti, e la Storia umana, specialmente del ventesimo secolo, dimostra che le persone sono stati considerate come &#8220;altro&#8221; per secoli.</p>
<p>* * *</p>
<p>&#8220;La metamorfosi&#8221; non tratta solo di Gregor Samsa, getta una luce importante sui rapporti famigliari. In effetti, è difficile immaginare una scena con più pathos di quella in cui la famiglia “riceve” Gregor, in particolare l’incontro con il padre.</p>
<p>E’ noto che Kafka si è sentito oppresso per tutta la vita dal padre, Hermann, un uomo forte e grosso, che non aveva comprensione per il suo “effeminato e debole figlio”. Eppure, la scena della lotta tra il padre e Gregor nella &#8220;Metamorfosi&#8221;, gioca un ruolo diverso.</p>
<p>Il punto è che il padre è raffigurato come colui che insegue il figlio, perché crede che questo insetto distrugga moglie e figlia. Attacca Gregor senza pietà, &#8220;<em>sibilando come un uomo selvaggio</em>&#8220;.<br />
Prima della trasformazione di Gregor, il padre era invece un moribondo, decrepito, ma la necessità di proteggere la famiglia, lo rivitalizza. Gregor guarda suo padre e quasi non lo riconosce, egli indossa una divisa elegante, pronto a ridiventare colui che “porta il pane in famiglia”.</p>
<p>Alcuni studiosi hanno paragonato la scena in cui il padre lancia le mele a Gregor alla leggenda di San Giorgio e del drago. Una delle mele resta conficcata nel corpo di Gregor, contribuendo ad ucciderlo.<br />
Appena Gregor cerca di ritornare nella stanza per sfuggire al padre ed al suo fuoco di fila di mele, la madre irrompe, i suoi vestiti allentati cadono, e lei si getta addosso al marito, implorandolo di risparmiare la vita di Gregor. Vediamo qui l’unione sessuale rinnovata dei genitori, riattivata, in qualche modo, proprio dalla metamorfosi di Gregor.</p>
<p>La critica freudiana affermare che la vista di Gregor peggiora proprio a questo punto, suggerendo che egli non possa sopportare di guardare l’abbraccio sensuale dei genitori.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/aiutini_per_un_rientro_soft_franz_kafka_peter_kuper_la_metamorfosi_smemo_news_lifestyle_full.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4937" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/aiutini_per_un_rientro_soft_franz_kafka_peter_kuper_la_metamorfosi_smemo_news_lifestyle_full.jpg" alt="" width="278" height="390" /></a>***<br />
Molti lettori hanno spesso la sensazione che la famiglia Samsa sia in qualche modo &#8220;bestiale&#8221;, dato il trattamento che hanno per il figlio alterato. E’ una critica valida?</p>
<p>Il lettore sa che Gregor ha pensieri e sentimenti, ma egli non possiede più la lingua, e non può comunicare con la famiglia. La storia è narrata dal punto di vista di Gregor, e sappiamo, ma siamo gli unici, che è ancora un essere senziente, una creatura pensante. Quindi, può aver senso quando la sorella Grete esorta i genitori a dimenticare che si tratta di Gregor: &#8220;<em>Se fosse Gregor, si sarebbe reso conto molto tempo fa che non è possibile per gli esseri umani vivere con una simile creatura, sarebbe andato via di sua spontanea volontà. </em>&#8221;<br />
Il linguaggio, pare, è il segno di riconoscimento ultimo della nostra cittadinanza nella comunità umana, è ciò che ci rende umani, ciò che mostra agli altri che pensiamo, che sappiamo interagire con gli altri. Una malattia come l&#8217;Alzheimer, che priva i malati del linguaggio, li esula anche dalla comunità umana.<br />
E’ però anche vero il contrario: <strong>proprio la letteratura agisce come la voce immortale delle persone fisiche morte, anche da tempo</strong>.</p>
<p>Verso la fine della storia, Gregor (morente, in sostanza, di fame), sente Grete suonare, e prova una grande fame, come se la musica stessa fosse il nutrimento che egli desidera. Qui, Kafka suggerisce che il nutrimento di cui va alla ricerca potrebbe non essere solo materiale, ma spirituale.<br />
In effetti, tutta la storia sembra focalizzarsi sulla incompatibilità tra l&#8217;avere un corpo e di avere un&#8217;anima. E &#8216;il corpo ad essere cambiato, nel caso di Gregor, ed egli ha lasciato la comunità umana, eppure il lettore, e solo il lettore, sa che è ancora vivo, sente, desidera, ama.<br />
Alla fine del racconto, il cadavere di Gregor è gettato nella spazzatura, la famiglia si è liberata di lui. I genitori guardano la figlia e si rendono conto che si potrà sposare presto, ed avere dei figli. Si può allora dire che Gregor sia come Cristo? La sua trasformazione e morte origina il loro ritorno ad una nuova vita.</p>
<p>____________________</p>
<p>Vi presento tre contributi video, di cui, purtroppo, uno solo in italiano.</p>
<p>Il primo è un breve commento alla “Metamorfosi” dell&#8217;attore teatrale e scrittore Moni Ovadia.<br />
<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Uq2TYNo0Knc?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/Uq2TYNo0Knc?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il secondo è un buon cortometraggio di mezz’ora, in spagnolo, con sottotitoli in inglese.<br />
<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wOrhpRtEXH8?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/wOrhpRtEXH8?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il terzo è un eccellente cartone animato, in inglese.<br />
<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8DfrBcjisVo?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/8DfrBcjisVo?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
_____________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4940" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook12-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>E’ un’occasione per            conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in            contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo   reale            delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Tibet (2): la colonizzazione cinese</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2011/04/tibet-2-colonizzazione-cinese/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 19:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I tibetani erano stati sempre molto indipendenti, e non sempre vedevano di buon occhio il governo di Lhasa [la capitale del Tibet, ndr], eppure tutto il popolo mostrava sudditanza a Sua Santità il Dalai Lama, credeva fermamente nel suo Dio-Re e nella sua religione. ” (Robert Ford, che ha vissuto in Tibet dal 1945 al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/TibetMarch_468x361.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4750" title="In figura, monaci tibetani manifestano per il ritorno del Dalai Lama, in esilio dal 1959" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/TibetMarch_468x361.jpg" alt="" width="468" height="361" /></a>“<em>I tibetani erano stati sempre molto indipendenti, e non sempre vedevano di buon occhio il governo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lhasa" target="_blank">Lhasa</a> [</em>la <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/china-to-make-tibet-worlds-top-tourist-destination-pg.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4765" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/china-to-make-tibet-worlds-top-tourist-destination-pg-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>capitale del Tibet, ndr]<em>, eppure tutto il popolo mostrava sudditanza a Sua Santità il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dalai_Lama" target="_blank">Dalai Lama,</a> credeva fermamente nel suo Dio-Re e nella sua religione. </em>” (Robert Ford, che ha vissuto in Tibet dal 1945 al 1950)</p>
<p>In Tibet, si sviluppò una particolare forma di buddismo, oggi conosciuta come “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddismo_tibetano" target="_blank"><em>buddismo tibetano</em></a>”, vennero fondate le più grandi università monastiche del mondo, in ogni famiglia tibetana c’era almeno un monaco o una monaca.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h19m03s31.png"><img class="alignright size-full wp-image-4752" title="In figura, documenti conservati presso un'Università monastica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h19m03s31.png" alt="" width="449" height="336" /></a></p>
<p>“<em>L’85% delle risorse economiche del Tibet era impiegato per sostenere le Università monastiche, che erano frequentate da circa il 10% della popolazione. Sarebbe come se, negli Stati Uniti, l’intero budget delle forze armate venisse destinato all’educazione. Lo scopo delle Università era rendere le persone ‘</em>illuminate<em>’. Chiaramente ciò non implica che ogni monaco fosse illuminato, e nemmeno che ogni tibetano lo fosse, molti non lo erano, ma lo era una buona percentuale tra coloro che avevano studiato nelle Università. Questa ‘</em>illuminazione<em>’ si irradia in ogni aspetto della cultura! E’ per questo che la cultura tibetana è così affascinante, e ispiratrice, ed ha così tanto colore. Le sue cerimonie sono meravigliose, e mantengono in vita un’energia primitiva</em>” (Prof. Robert Thurman, Direttore del dipartimento di studi buddisti della Columbia University)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/IGxTsTsRoGw?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/IGxTsTsRoGw?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>“<em>Anche oggi, nonostante tutto, se andate in Tibet, scoprirete che le feste religiose continuano ad esistere, molte di esse sono la rappresentazione della vittoria del buddismo sulle antiche religioni locali, ma non con la soppressione o la negazione di queste forme religiose. Esse fanno ancora parte della vita tibetana. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h12m15s167.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4753" title="In figura, coloratissima cerimonia tibetana." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h12m15s167.png" alt="" width="449" height="336" /></a>Per i tibetani, la religione è anche divertimento, non credono che dio abbia creato il mondo per punirli, non credono nemmeno che dio abbia creato il mondo, e che eserciti un potere su di loro. Credono che la felicità dipenda solo da come si comportano.”</em> (Stephen Batchelor, studioso di filosofia buddista)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h22m07s61.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4754" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h22m07s61-300x224.png" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>“<em>I tibetani hanno un’incredibile mole di conoscenze spirituali, che costituisce un Patrimonio dell’Umanità. Nelle loro Università hanno preservato un vasto bagaglio di apprendimenti e conoscenze sulla natura della coscienza e sulla struttura della mente umana, che la scienza occidentale sta solo iniziando a comprendere</em>” (John Avedon, autore e storico)</p>
<p>Le conoscenze spirituali e filosofiche dei Maestri tibetani procurarono loro grande fama in tutta l’Asia, tanto che i sovrani degli imperi vicini, come i Khan mongoli, e gli imperatori cinesi divennero discepoli dei Lama, furono loro, per molto tempo, a proteggere il Tibet dalle invasioni. Il Tibet, quindi, ebbe settecento anni di relativa pace e prosperità, neanche allora, però, era un paradiso in Terra. Non mancavano corruzione, omicidi, e lotte per il potere, e le terre lavorate dai contadini erano di proprietà dell’aristocrazia, e dei monasteri.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h23m17s246.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4755" title="In figura, contadini tibetani all'opera negli anni '50." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h23m17s246-300x224.png" alt="" width="300" height="224" /></a>“<em>La qualità di vita era bassa, non c’è dubbio, molti tibetani vivevano in miseria. C’era una netta divisione sociale tra aristocrazia, ricchi e poveri.</em>” (Robert Ford, che ha vissuto in Tibet dal 1945 al 1950)</p>
<p>“<em>Il Tibet non era una società avanzata, ma aveva una profondità culturale e religiosa fuori dal comune. Lo standard di vita non era di certo alto, ma c’era da mangiare a sufficienza, e nessuno moriva di fame.</em>” (Sonam Topgyal, Ministro del governo tibetano in esilio)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h24m06s227.png"><img class="alignright size-full wp-image-4756" title="In figura, mendicante tibetana, da un film degli anni '50." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h24m06s227.png" alt="" width="449" height="336" /></a></p>
<p>L’isolamento del Tibet dal resto del mondo finì all’alba del ventesimo secolo. In seguito ad alcune incursioni britanniche e cinesi, nel 1912 il tredicesimo Dalai Lama dichiarò formalmente l’indipendenza del Tibet. Nella vicina Mongolia, i buddisti erano oggetto di persecuzione da parte dei comunisti; allarmato, il Dalai Lama cercò di rafforzare l’esercito, trovando però l’opposizione conservatori. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h27m49s70.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4757" title="In figura, il 13° Dalai-Lama, che si rese ben conto del pericolo comunista." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h27m49s70.png" alt="" width="449" height="336" /></a>Prima di morire, egli lasciò un avvertimento: “<em>Dobbiamo difenderci dai barbari rossi comunisti, altrimenti attaccheranno il cuore del Tibet, la religione ed il governo. I monasteri saranno distrutti, ed i monaci cacciati. Tutti sprofonderanno nel terrore e soffriranno grandi patmenti.</em>”</p>
<p>Nel 1937, un bambino nato da una famiglia contadina del Nord-Est, fu riconosciuto come il reincarnato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tenzin_Gyatso" target="_blank">14° Dalai-Lama</a>. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h32m41s10.png"><img class="alignright size-full wp-image-4758" title="In figura, il giovanissimo 14° Dalai-Lama." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h32m41s10.png" alt="" width="449" height="336" /></a>Crebbe nello splendore del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_del_Potala" target="_blank">Palazzo Potala</a> a Lhasa, studiò la filosofia e la metafisica buddista, isolato dal mondo esterno, che in quegli anni era sconvolto dalla Seconda Guerra Mondiale, dall’indipendenza dell’India, e dalla guerra civile cinese.</p>
<p>“<em>I cinesi hanno sempre visto il Tibet come parte della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Tibet#Nella_Repubblica_Popolare_Cinese" target="_blank">loro sfera d’influenza</a>. Quando vigeva ancora la monarchia, l’imperatore al trono credeva che il suo diritto a regnare si estendesse anche al Tibet, in quanto parte del mondo che egli conosceva.</em>” (Professor John S. Major, docente di Storia della Cina al Dartmouth College)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Camion-cinesi-sotto-il-Palazzo-Potala.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4759" title="In figura, camion cinesi sotto il Palazzo Potala, nel 1950, anno dell'invasione." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Camion-cinesi-sotto-il-Palazzo-Potala.jpg" alt="" width="332" height="217" /></a>“<em>I cinesi sostengono che il Tibet, per lunghi periodi, fosse stato governato da funzionari governativi cinesi, e che in molte occasioni, quando il Tibet veniva attaccato, fu chiesto all’Imperatore cinese di inviare l’esercito in aiuto.</em>” (Professor Tom Grunfeld, storico presso l’Empire State College)</p>
<p>“<em>Il Tibet non è mai stato un Paese indipendente, non è riconosciuto come tale da nessuno Stato, neanche dagli Stati Uniti. Il Tibet è diventato territorio cinese nella metà del 13° secolo, sotto la dinastia Yuen</em>” (Xue Bing, del consolato cinese di Los Angeles)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h30m49s162.png"><img class="alignright size-full wp-image-4760" title="Monaci tibetani umiliati dagli invasori cinesi." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h30m49s162.png" alt="" width="449" height="336" /></a></p>
<p>“<em>I tibetani hanno sempre visto i cinesi come un popolo straniero, i tibetani non sono cinesi, hanno anche una lingua del tutto diversa. Io, che ho la fortuna di conoscere sia il cinese che il tibetano, posso assicurare che le de lingue non hanno niente a che fare una con l’altra. Il Tibet aveva una propria moneta, un proprio governo ed un proprio esercito. Aveva relazioni con gli altri Stati, e stipulava anche dei trattati. I <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h26m45s181.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4762" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h26m45s181.png" alt="" width="385" height="288" /></a>tibetani sostengono che questi fatti provano che il Tibet era indipendente, e che dovrebbe ancora esserlo.</em>” (Professor Tom Grunfeld, storico presso l’Empire State College)</p>
<p>“<em>Il Tibet voleva semplicemente restare nello stato d’isolamento che si era auto-imposto. Aveva il suo stile di vita, la sua profonda spiritualità, e voleva preservarle. Voleva che tutto rimanesse intatto. Pensa alle influenze del mondo esterno. Ho viaggiato molte volte nel Tibet orientale, spesso ho incontrato pellegrini per strada che pregavano e si prostravano per tutto il tragitto. Potevano impiegare mesi, o addirittura anni, per raggiungere Lhasa.</em>” (Robert Ford, che ha vissuto in Tibet dal 1945 al 1950)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h46m49s24.png"><img class="alignright size-full wp-image-4763" title="In figura, immagine del Palazzo Potala, umiliato dalla cosiddetta &quot;modernità&quot; cinese." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h46m49s24.png" alt="" width="449" height="336" /></a></p>
<p>“<em>Ciò che molti non capiscono, è che l’invasione e la colonizzazione del Tibet sono fatti recenti e non possono essere ignorati. Siccome nell’immaginario di molti, il Tibet è un mondo lontano e remoto, l’urgenza del problema non viene compresa.</em>” (Lhasang Tsering, direttore dell’Istituto Amnye Machen, Dharamsala)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h46m22s255.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4764" title="In figura, un'immagine che si commenta tristemente da sé." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h46m22s255.png" alt="" width="385" height="288" /></a>“<em>L’Occidente ha semplicemente chiuso gli occhi di fronte al genocidio del popolo tibetano. Una delle tante violazioni delle leggi internazionali compiute dalla Cina è il trasferimento obbligato della popolazione, che è stata strappata dal proprio Paese con la forza. C’è stata poi una massiccia ricollocazione di cinesi nel Tibet, è una forma di pulizia etnica che va avanti da circa vent’anni</em>” (Jeane Kirkpatrick, Ambasciatrice statunitense all’Onu 1981-1985)</p>
<p>(continua)</p>
<p>_________________________</p>
<p><strong>Potete leggere, ascoltare e guardare le puntate dedicate alla scoperta del Tibet ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/tibet-1-laltare-della-terra/" target="_blank">Prima parte: l&#8217;Altare della Terra</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/tibet-2-colonizzazione-cinese/" target="_blank">Seconda parte: la colonizzazione cinese</a></p>
<p>_________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4774" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook!" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook5-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
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		<title>Joseph Campbell, l’origine dell’Uomo e del Mito (3): la mitologia originaria</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 19:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poiché il manufatto è troppo largo per essere pratico, si suppone che fosse usato in un qualche contesto rituale, che peraltro si ritiene associato, con una certa probabilità, al cibo. Arriviamo finalmente all’Homo sapiens. La figura mostra il primo ordine, che è il cosiddetto Uomo di Neanderthal. Tradizionalmente viene chiamato l’uomo scimmia, ma le analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/highres_5315934.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-4666" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/highres_5315934-1024x624.jpg" alt="" width="500" height="304" /></a>Poiché il manufatto è troppo largo per essere pratico, si suppone che fosse usato in un qualche contesto rituale, che peraltro si ritiene associato, con una certa probabilità, al <em>cibo</em>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/01-Manufatto-troppo-largo-per-essere-pratico.png"><img class="alignright size-full wp-image-4667" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/01-Manufatto-troppo-largo-per-essere-pratico.png" alt="" width="281" height="269" /></a></p>
<p>Arriviamo finalmente all’<em>Homo sapiens</em>. La figura mostra il primo ordine, che è il cosiddetto <em>Uomo di Neanderthal</em>. Tradizionalmente viene chiamato <em>l’uomo scimmia</em>, ma le analisi mostrano che aveva una capacità cranica superiore a 1600 centimetri cubici, che è addirittura <em>superiore</em> a quella degli uomini contemporanei!</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/02-Il-primo-Homo-sapiens-luomo-di-Neanderthal.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4668" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/02-Il-primo-Homo-sapiens-luomo-di-Neanderthal.png" alt="" width="245" height="278" /></a>Ha un aspetto molto vigoroso, ed ha preso piede, si è affermato, appena dopo l’ultima glaciazione, attorno il 200.000 avanti Cristo, riuscendo a mantenersi fino a circa il 40.000 avanti Cristo, quindi per un periodo davvero molto lungo. Voglio sottolineare che questo uomo <em>di Neanderthal</em> è un autentico <em>Homo sapiens</em>, il cervello ha raggiunto una certa, elevata, misura, ha raggiunto un certo livello di coscienza, ed è con questa specie che appaiono i primi evidenti segni di <em>pensiero mitologico</em>.</p>
<p>Esso appare in due aspetti. Il primo aspetto riguarda le sepolture. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/03-Sepoltura-del-60000-a.C.1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4670" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/03-Sepoltura-del-60000-a.C.1.png" alt="" width="386" height="240" /></a>Queste in figura, sono sepolture che risalgono a circa 60.000 anni prima di Cristo, provenienti dall’area dell’odierna Palestina. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/04-osso-mandibolare-di-un-maiale-selvatico.png"><img class="alignright size-full wp-image-4671" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/04-osso-mandibolare-di-un-maiale-selvatico.png" alt="" width="409" height="279" /></a>Nella figura ingrandita, è evidente la presenza dell’osso mandibolare di un cinghiale (o maiale selvatico), quindi un’offerta sacrificale è stata associata alla sepoltura. La posizione del corpo sepolto è fetale, pare lo si voglia far tornare al grembo.</p>
<p>Questa è la prima evidente esperienza del <em>mistero</em> che va al di là dell’esperienza della “superflua bellezza” del divino, che abbiamo visto prima. Questo cadavere era, appena pochi attimi prima un amico, caldo, che camminava intorno… improvvisamente cade a terra, qualcosa viene a mancare, diventa freddo, ed inizia a decadere. <em>Che cosa lo ha abbandonato?</em> La nozione di <em>qualcosa che lo ha abbandonato</em> è tutt’oggi presente nella nostra esperienza di ciò che è successo per avere un cadavere.</p>
<p>Alcune impressionanti sepolture dell’epoca di Neanderthal sono state ritrovate nell’area dell’Iraq e dell’Iran del nord. In una di esse, un potente esemplare di maschio è sepolto, coperto completamente di fiori. La maggior parte di tipo medicinale, probabilmente era un sciamano di un qualche tipo. Poi, sotto di lui si sono trovati anche i resti di un bambino e di due donne.</p>
<p>Quindi, emerge la nozione che <em>lo Spirito umano vive al di là della barriera del tempo e ci si relaziona ad esso</em>.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/05-scimpanzé-morto.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4672" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/05-scimpanzé-morto.png" alt="" width="359" height="283" /></a>Nella figura, la piccola scimmietta è morta per una forma di poliomielite, e questa povera madre non ha la benché minima idea di che cosa sia successo, ed ha continuato a camminare per giorni semplicemente tenendo questa piccola “cosa” inanimata in mano, finché non ha iniziato a decomporsi, al che lo ha portato nella foresta, ed è tornata senza di esso. Qualcosa è successo, ma la sua coscienza non ha modo di mettersi in relazione a ciò, non ha modo di “trasformarlo” in qualcosa di significativo.</p>
<p>Torniamo al periodo di Neanderthal, e vediamo il secondo aspetto con cui si manifesta l’inizio del pensiero mitologico. Il primo, abbiamo <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-03-11h54m57s205.png"><img class="alignright size-full wp-image-4673" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-03-11h54m57s205.png" alt="" width="421" height="234" /></a>visto, è la sepoltura. Il secondo, è l’adorazione di crani d’orso. Sulle alpi svizzere, sono state trovate una dozzina di piccole cappelle nelle caverne in cui si sono trovati luoghi nascosti ove sono stati conservati i crani. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-03-11h57m35s221.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4674" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-03-11h57m35s221.png" alt="" width="415" height="277" /></a>Alcuni hanno degli anelli ossei attorno a sé, altri, come quello in figura, con un osso in bocca, a rappresentare l’orso che mangiava della carne. In altri ancora, le ossa venivano collocate nelle cavità degli occhi.</p>
<p>Così come l’uomo che è defunto è <em>ancora lì</em>, in modo analogo anche l’animale che è stato ucciso <em>è ancora lì</em>, e l’uomo deve tenerne conto, anche per evitare vendette dell’animale stesso.</p>
<p>Ora, il tipico sistema di valori di un gruppo di esseri umani che, per sopravvivere, continuamente non fa altro che uccidere ed ammazzare animali e li mangia, non ha un concetto, come quello contemporaneo, che l’animale sia una forma di vita “inferiore”. No, l’animale è del tutto equivalente, ed è riverito, rispettato, eppure, allo stesso tempo, ucciso.</p>
<p>Il credo fondamentale di qualunque civiltà basata sulla caccia è che l’uccisione è un <em>sacrificio volontario</em>. L’ucciso è <em>venuto volontariamente a farsi uccidere</em>, è uno schema che ritrovate ovunque, ed addirittura viene a farsi uccidere sapendo che ci sarà <em>gratitudine</em>, che <em>una forma di cerimonia verrà fatta per far sì che la sua vita torni alla sorgente originaria</em>.</p>
<p>Poi, c’è l’idea dell’<em>animale specifico</em>, quello fondamentale potremmo dire, al quale le preghiere e l’adorazione vengono dirette, ma che si estendono e riguardano l’intera comunità animale. C’è l’idea di una sorta di <em>patto</em> tra la comunità animale e quella umana che va ad <em>onorare il mistero della natura</em>, che è “<strong><em>la vita sopravvive grazie all’uccidere</em></strong>”. Non c’è altro modo.</p>
<p>Ed è la vita stessa che, manifestandosi in due modi diversi – umana ed animale – uccide e mangia se stessa, e forse persino già in questa figura di cranio d’orso che consuma la sua propria carne, rappresentata dall’osso in bocca, vi è l’immagine completa di che cosa queste comunità pensavano che la vita fosse. E’ un’immagine originaria.</p>
<p>Noi, oggi, non abbiamo perlopiù l’esperienza di uccidere animali per sopravvivere, il macellaio fa questo lavoro per noi. A noi la carne dell’animale ucciso arriva imballata. E’ un atteggiamento radicalmente diverso. I cacciatori dell’antichità <em>ringraziavano l’animale per essersi donato</em>. Noi, eventualmente, ringraziamo la nostra divinità per averci “donato” il pasto. E’ una psicologia del tutto diversa, è una mitologia del tutto diversa. La mitologia primaria è questa, invece: la vita, nelle sue varie manifestazioni, che consuma se stessa per permettere alla vita di esistere.</p>
<p>(continua)</p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Potete leggere &#8220;Joseph Campbell: l&#8217;origine dell&#8217;uomo e del Mito&#8221; ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-1-femmina-e-maschio/" target="_blank">Prima parte: femmina e maschio</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-2-scoperta-della-bellezza/" target="_blank">Seconda parte: la scoperta della Bellezza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-3-mitologia-originaria/" target="_blank">Terza parte: la mitologia originaria</a></p>
<p>__________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4665" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook2-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
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		<title>Joseph Campbell, l’origine dell’Uomo e del Mito (2): la scoperta della Bellezza</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 22:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella comunità maschile, è importante la “classifica”, “l’ordine” della leadership: “chi è il maschio-alfa? Chi è il numero uno?” Nell’immagine, lo scimpanzé di sinistra sta stabilendo la prova che lo rende il “numero uno”, la posizione sul ramo specifico che deve assunta; chi vuole scalzarlo, deve sfidarlo in questa specifica azione, ed il maschio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Joseph-Campbell.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4349" title="Joseph Campbell" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Joseph-Campbell.jpg" alt="" width="400" height="286" /></a>Nella comunità maschile, è importante la “classifica”, “l’ordine” della leadership: “<em>chi è il maschio-alfa? Chi è il numero uno?</em>”</p>
<p>Nell’immagine, lo scimpanzé di sinistra sta stabilendo la prova che lo rende il “numero uno”, la posizione sul ramo specifico che deve assunta; chi vuole scalzarlo, deve sfidarlo in questa specifica azione, ed il maschio che sta arrivando da dietro ha tutta l’aria di volerlo fare.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/01-Maschio-dominante-e-sfida.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4350" title="01 - Maschio dominante e sfida" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/01-Maschio-dominante-e-sfida.png" alt="" width="408" height="274" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è un interessante episodio che viene citato da uno dei più grandi studiosi mondiali di scimmie. Una volta, osservava un gruppo di sei maschi di scimpanzé lungo il dorso di una collina, quando ha iniziato a piovere… ad un certo punto, si è sentito un tuono fortissimo… ed è stata molto interessante la reazione delle scimmie, che oltre a spaventarsi, hanno tutte abbandonato ogni posizione di predominio, anzi erano terrorizzate al mantenerlo… lo occupavano e scappavano, lo occupavano e scappavano; questo mi fa venire in mente il filosofo italiano del XVII° secolo, Giambattista Vico, secondo cui l’uomo avrebbe creato la prima nozione di “voce di dio” udendo, appunto, il tuono.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/02-Il-Tuono-voce-di-dio.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4351" title="02 - Il Tuono, voce di dio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/02-Il-Tuono-voce-di-dio.png" alt="" width="367" height="248" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il maschio del scimpanzé è pesante circa il doppio della femmina, non c’è discussione a chi appartenga ala supremazia maschile. Questo è in larga parte vero anche nel mondo umano: in questa immagine si vede l’eroe mitologico greco <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teseo" target="_blank">Teseo </a>che fa propria <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antiope_%28regina_delle_Amazzoni%29" target="_blank">Antiope</a>, regina delle Amazzoni, che ne diventa moglie.</p>
<p>E’ evidente il potere maschile, e la sottomissione ad esso della femmina, è originato dal fatto che la femmina è <em>fisicamente vulnerabile</em>.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/03-Leroe-mitologico-Teseo-fa-sua-Antiope-regina-delle-Amazzoni.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4352" title="03 - L'eroe mitologico Teseo fa sua Antiope regina delle Amazzoni" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/03-Leroe-mitologico-Teseo-fa-sua-Antiope-regina-delle-Amazzoni.png" alt="" width="414" height="276" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno dei problemi principali dei maschi della comunità è di proteggere le femmine da rapimenti esterni. In questo bisogno di protezione della parte femminile, e nel potere e desiderio del maschio di proteggere, nasce una forma di interazione e di collaborazione fra questi due “sistemi”.</p>
<p>Il Mito deve “governare” questa situazione: il corpo maschile, il corpo femminile hanno dei valori simbolici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella comunità femminile esiste forte <em>spontaneità</em>: in questa figura la madre, a destra, regge il bambino, mentre la figlia maggiore, a sinistra, vorrebbe prenderlo per imitare la madre, usandolo come una bambola.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/04-La-figlia-maggiore-imita-la-madre.png"><img class="alignright size-full wp-image-4353" title="04 - La figlia maggiore imita la madre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/04-La-figlia-maggiore-imita-la-madre.png" alt="" width="419" height="279" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La figlia maggiore gioca col fratellino, come fosse il suo stesso bambino, imita la madre, che deve stare ben attenta che la figlia non faccia qualche guaio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I maschi non fanno niente del genere! Il giovane maschio inizia a dare spinte, a dare fastidio, alle giovani femmine che trova in giro. Poi, crescendo, continua ad infastidirle, finché, cresciuto abbastanza, entra nel gruppo maschile e trova il suo posto nell’ordine gerarchico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta di <em>spontaneità del tutto diverse!</em> Due nature molto diverse!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per moltissimo tempo si è pensato che ciò che differenzia l’uomo dall’animale sia l’<em>abilità di creare strumenti adatti ai propri scopi</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/05-Scimpanzé-femmina-che-si-crea-uno-strumento.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4354" title="05 - Scimpanzé femmina che si crea uno strumento" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/05-Scimpanzé-femmina-che-si-crea-uno-strumento.png" alt="" width="219" height="277" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>Ebbene, nella foto si può ammirare una scimpanzé femmina che ha preso un vegetale, ne ha tolto le foglie ed ha fatto per sé uno strumento lungo e sottile che le serve a catturare le termiti da mangiare, infilandolo nei buchi ove queste si trovano, che afferrano il vegetale e così vengono catturate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco una immagine di scimpanzé maschio, anch’egli con uno strumento, minaccioso. In effetti, sta minacciando un’immagine di se stesso riflesso nello stagno.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/06-Scimpanzé-maschio-con-il-suo-strumento.png"><img class="alignright size-full wp-image-4355" title="06 - Scimpanzé maschio con il suo strumento" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/06-Scimpanzé-maschio-con-il-suo-strumento.png" alt="" width="327" height="278" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Merita attenzione la posizione delle gambe, leggermente inclinate per dargli equilibrio, ma anche elasticità ed impulso per attaccare o per fuggire se necessario.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/07-Posizione-delle-gambe-del-maschio-minaccioso.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4356" title="07 - Posizione delle gambe del maschio minaccioso" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/07-Posizione-delle-gambe-del-maschio-minaccioso-300x210.png" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco ora un’immagine iconica del primo tipo di ominide identificato nell’Africa dell’Est, detto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Australopiteco" target="_blank">Australopiteco</a> africano, che si stima sia vissuto quattro o cinque milioni di anni fa.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/08-Australopiteco-con-gambe-che-possono-correre.png"><img class="alignright size-full wp-image-4357" title="08 - Australopiteco con gambe che possono correre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/08-Australopiteco-con-gambe-che-possono-correre.png" alt="" width="257" height="275" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ evidente che ha in mano un attrezzo, e sta correndo, ma la parte davvero importante di questa immagine sono le gambe. Apparentemente, il primo e principale tratto evolutivo che differenzia l’ominide dalla scimmia dell’emisfero boreale è proprio questo tipo di <em>gambe in grado di correre</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo genere di gambe permettono di <em>liberare le mani per altri scopi</em>.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/09-Scimmie-normali-che-camminano.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4358" title="09 - Scimmie normali che camminano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/09-Scimmie-normali-che-camminano-300x200.png" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ evidente invece come le scimmie normali, muovendosi, usano le braccia come fossero vere e proprie gambe di appoggio anteriore, che, come tali, mal si conciliano con altri usi, almeno finché sono in movimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un tempo si pensava che fosse l’allargamento del cervello a distinguere i primi ominidi dalle scimmie; oggi, questa concezione è superata a favore delle <em>gambe</em>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il rapporto causale, si ritiene, è proprio inverso: l’evoluzione delle gambe, e quindi le maggiori possibilità di manipolazione hanno <em>poi</em> prodotto l’allargamento del cervello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco la mano di un australopiteco, ritrovata in Etiopia meridionale.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/10-Mano-di-astralopiteco-ritrovata-in-sud-Etiopia.png"><img class="alignright size-full wp-image-4359" title="10 - Mano di australopiteco, ritrovata in sud Etiopia" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/10-Mano-di-astralopiteco-ritrovata-in-sud-Etiopia.png" alt="" width="412" height="277" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ritrovamento si può datare quattro milioni e mezzo di anni fa, in tutto e per tutto assomiglia già ad una mano umana. Si parla di <em>Homo habilis</em>, con un cervello solo leggermente più largo di quello di un gorilla, tra i 600 e 800 cm cubici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poi, arriviamo al “secondo livello” di essere umano oggi noto come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Homo_erectus" target="_blank"><em>Homo erectus</em></a>, ritrovato nel 1891 all’isola di Giava, che si ritiene si sia stabilito in Asia circa 1 – 1,5 milioni di anni. Il volume del cervello raggiunge qui i 1000 cm cubici all’incirca.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/11-Homo-erectus-luomo-di-Giava.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4360" title="11 - Homo erectus, l'uomo di Giava" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/11-Homo-erectus-luomo-di-Giava.png" alt="" width="264" height="277" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco un esempio di attrezzo, molto grezzo, datato circa 500.000 anni fa… se le scimmie sapessero rompere le pietre e lavorarle, probabilmente otterrebbero qualcosa del genere, insomma molto rozzo ancora.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/12-Attrezzo-rozzo-di-Homo-erectus.png"><img class="alignright size-full wp-image-4361" title="12 - Attrezzo rozzo di Homo erectus" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/12-Attrezzo-rozzo-di-Homo-erectus.png" alt="" width="204" height="269" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Voglio però farvi vedere qualcosa che, secondo me, testimonia l’emergere di un tipo di consapevolezza pienamente “umana”, possiamo dire il sorgere di una vita spirituale.</p>
<p>Questo attrezzo risale a 500.000 anni fa, ed è stato ritrovato sulle rive del Tamigi; ha una dimensione troppo grande per essere utile. Come direbbe il poeta, “<em>c’è della bellezza divinamente superflua</em>”.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-primo-attrezzo-bello.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4362" title="Il primo attrezzo 'bello'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-primo-attrezzo-bello.png" alt="" width="166" height="272" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora, iniziano già ad emergere due tipi di esseri umani: c’è quello pratico, e c’è quello “umano”, che è sensibile al richiamo della <em>bellezza</em>, di ciò che è “<em>divinamente superfluo</em>”. Questo attrezzo segna uno spartiacque nella nostra comprensione di che cosa sia l’essere umano!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ la prima traccia di attenzione verso la bellezza, verso lo spirito, la prima traccia di <em>bisogno di bellezza</em>, di cui gli animali, a differenza dell’essere umano, non sanno nulla!</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-3-mitologia-originaria/">(clicca qui per il seguito: la mitologia originaria)</a></p>
<p>__________________________</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Potete leggere &#8220;Joseph Campbell: l&#8217;origine dell&#8217;uomo e del Mito&#8221; ai seguenti link:</span></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-1-femmina-e-maschio/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Prima parte: femmina e maschio</span></a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-2-scoperta-della-bellezza/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Seconda parte: la scoperta della Bellezza</span></a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-3-mitologia-originaria/" target="_blank">Terza parte: la mitologia originaria</a></p>
<p>__________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook15.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4363" title="Unisciti al gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook15-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per     conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in     contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale       delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tibet (1): &#8220;L&#8217;Altare della Terra&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 12:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mitologie]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Genere Umano]]></category>
		<category><![CDATA[Tibet]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Tibet è stato chiamato “l’altare della Terra”: l’aria è rarefatta, a più di cinquemila metri sul livello del mare, tutto intorno si ergono le cime più alte del mondo. Il Potere del Divino sembra essere ovunque. Per secoli, il Tibet è stato un mistero per il resto del mondo, le leggende parlavano di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/lHimalaya-visto-dal-Tibet.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4294" title="l'Himalaya visto dal Tibet" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/lHimalaya-visto-dal-Tibet.jpg" alt="" width="508" height="324" /></a>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tibet" target="_blank">Tibet </a>è stato chiamato “<em>l’altare della Terra</em>”: l’aria è rarefatta, a più di cinquemila metri sul livello del mare, tutto intorno si ergono le cime più alte del mondo. Il <em>Potere del Divino</em> sembra essere ovunque.</p>
<p>Per secoli, il Tibet è stato un mistero per il resto del mondo, le leggende parlavano di un <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Laltopiano-tibetano.png"><img class="alignright size-full wp-image-4295" title="L'altopiano tibetano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Laltopiano-tibetano.png" alt="" width="449" height="336" /></a>paradiso in Terra, nascosto dietro le grandi montagne. Difeso dalla colossale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Himalaya" target="_blank">barriera himalayana</a> a sud, da strette gole scavate da fiumi a est, da enormi distese desolate e spazzate dal vento a ovest e a nord.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Laltopiano-tibetano-con-cime-alte-ottomila-metri.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4296" title="L'altopiano tibetano con cime alte ottomila metri" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Laltopiano-tibetano-con-cime-alte-ottomila-metri.png" alt="" width="449" height="336" /></a>Il grande altopiano tibetano, con le sue cime alte ottomila metri protese verso il cielo, è uno dei luoghi più straordinari al mondo. Il suo territorio è immenso, si estende su una superficie di circa 2.500.000 Km<sup>2</sup>.</p>
<p>Le marcate caratteristiche geografiche e la natura selvaggia di questa regione, hanno sempre influenzato la vita del popolo tibetano.</p>
<p>“<em>Ho dei piacevoli ricordi di quando ero piccola, avevamo molti yak, pecore e cavalli. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Vita-pastorale-tradizionale-tibetana.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4297" title="Vita pastorale tradizionale tibetana" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Vita-pastorale-tradizionale-tibetana-300x224.png" alt="" width="300" height="224" /></a>Pascolavano sulle colline, il paesaggio era bellissimo, ed i prati erano pieni di fiori colorati. Da bambina mi piacevano molto i cavalli, adoravo cavalcare. A quanto ricordo, gli anziani cantavano sempre gli inni, mentre i bambini giocavano liberi nei dintorni. Ci divertivamo, non c’era nessuno dei problemi che ci sono oggi. Praticavamo la nostra religione, con le nostre preghiere. Avevamo i nostri diritti e vivevamo felici, senza dover temere nessuno.</em>”<em> </em>(Ama Adhe Tapontsang, nata a Nyarong, Tibet)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-tradizione-tibetana-di-canti-e-balli-è-immensa.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4298" title="La tradizione tibetana di canti e balli è immensa" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-tradizione-tibetana-di-canti-e-balli-è-immensa-300x224.png" alt="" width="300" height="224" /></a>“<em>La giovinezza è stat il periodo più felice della mia vita. Facevamo le stesse cose che fanno i giovani di tutto il mondo, ballavamo, cantavamo, ci innamoravamo, diventavamo gelosi e sfrontati e facevamo cose stupide senza senso. Cantavamo per esprimere i sentimenti della Terra. La nostra gente sembrava avere una riserva infinita di canzoni.</em>” (Aten Dogyaltsang, nato a Dhunkhug, Tibet)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Maschera-tibetana.png"><img class="alignright size-full wp-image-4299" title="Maschera tibetana" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Maschera-tibetana.png" alt="" width="449" height="336" /></a></p>
<p>“<em>Il periodo più bello dell’anno era la stagione dei </em>balli mascherati al Monastero<em>. I monaci danzavano e tutti si vestivano a festa. Mangiavamo tutti insieme sui prati, era bellissimo. Ognuno portava qualcosa da casa, come formaggio, latte o carne. Si andava avanti a festeggiare per sei o sette giorni con la gente che cantava e ballava. Si organizzavano anche delle gare a cavallo.</em>” (Ani Pachen, nata a Gonjo, Tibet)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lCnKRCvra3s?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/lCnKRCvra3s?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Tibetani-impegnati-in-un-tempio-religioso.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4300" title="Tibetani impegnati in un tempio religioso" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Tibetani-impegnati-in-un-tempio-religioso-300x224.png" alt="" width="300" height="224" /></a>Questa terra maestosa ha dato i natali ad una delle culture più spirituali che il mondo abbia mai conosciuto.</p>
<p>“<em>Per i tibetani la preghiera è parte integrante della vita di tutti i giorni. Perfino nella più umile delle dimore si trova un piccolo santuario. Noi occidentali abbiamo un ostile di vita diverso; per noi il tempo è qualcosa da ‘</em>occupare<em>’, dobbiamo sempre avere qualcosa ‘</em>da fare<em>’. I tibetani invece riservano sempre parte della giornata alla preghiera ed alla contemplazione.“ </em>(Robert Ford, che ha vissuto in Tibet dal 1945 al 1950)</p>
<p>Per millenni, gli sciamani del Tibet hanno fatto rituali per ingraziarsi gli Dei della loro terra, e per comunicare con il mondo <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Tibet-una-terra-spirituale.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4301" title="Tibet, una terra spirituale" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Tibet-una-terra-spirituale.jpg" alt="" width="400" height="282" /></a>dell’aldilà.</p>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Tibet" target="_blank">Storia tibetana</a> affonda le sue radici nella leggenda. Dodici secoli fa, il Tibet era una terra di Re-guerrieri e fiere tribù che fondarono un vasto impero militare. Terrorizzarono i popoli dell’Asia centrale e meridionale, arrivando a conquistare perfino l’antica capitale cinese, Shi-an.</p>
<p>L’introduzione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddismo" target="_blank"><em>buddismo</em> </a>fu una vera e propria rivoluzione. Quei guerrieri feroci divennero difensori della <em>fede</em>, dediti al raggiungimento della <em>pace interiore</em>.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Rappresentazione-del-Buddha-durante-una-cerimonia-religiosa.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4302" title="Rappresentazione del Buddha durante una cerimonia religiosa" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Rappresentazione-del-Buddha-durante-una-cerimonia-religiosa.png" alt="" width="514" height="384" /></a>Il buddismo ebbe origine in India, cinque secoli prima di Cristo un giovane principe indiano rinunciò ad una vita di ricchezze per comprendere le miserie che incontrava al di fuori del suo palazzo. Dopo anni di meditazione, annunciò di avere scoperto <em>la via della liberazione al ciclo infinito delle sofferenze del mondo</em>. Divenne così conosciuto come “<em>il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddha" target="_blank">Buddha</a></em>”, o “<em>il Risvegliato</em>”.</p>
<p>“<em>Buddha non fondò una religione, ma un movimento educativo. La sua scoperta, o meglio la sua </em>illuminazione <em>fu che gli esseri umani, se si sforzano di capire se stessi, possono sbarazzarsi delle tendenze negative e sviluppare quelle positive in misura illimitata. Fatto ciò, possono diventare genuinamente felici. Quindi, il vero <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Spettacolare-valanga-in-Tibet.png"><img class="alignright size-full wp-image-4303" title="Spettacolare valanga in Tibet" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Spettacolare-valanga-in-Tibet.png" alt="" width="385" height="288" /></a>insegnamento del Buddha era questo: ‘</em>la libertà è possibile, io l’ho ottenuta, potete farlo anche voi<em>’ </em>” (Prof. Robert Thurman, Direttore del dipartimento di studi buddisti della Columbia University)</p>
<p>Solo in Tibet, e solo nel 17° secolo , dopo millenni di buddhismo, il monastero assunse responsabilità di governo. Il Re smantellò l’esercito e divenne un monaco, perciò, senza discendenza, la reincarnazione divenne il mezzo di successione.</p>
<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dalai_Lama" target="_blank"><em>Dalai Lama</em></a>, il cui titolo significa “<em>Oceano di Saggezza</em>”, divenne la guida spirituale e politica della nazione tibetana.</p>
<p>“<em>I tibetani credono che il Dalai Lama sia l’incarnazione del </em>principio della compassione<em>, la reincarnazione del </em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bodhisattva" target="_blank">bodhisattva</a><em>, cioè colui che, per vocazione, rinasce sulla Terra per guidare ed aiutare coloro a cui ha insegnato nelle vite precedenti. E’ colui che è dedito al destino del Tibet, che per molte vite si è prodigato a questo scopo. Allo stesso tempo, è colui che sostiene l’intera cultura della sua terra </em>” (Prof. Robert Thurman, Direttore del dipartimento di studi buddisti della Columbia University)</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/tibet-2-colonizzazione-cinese/">(clicca qui per la seconda parte: la colonizzazione cinese)</a></p>
<p>______________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group9.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4304" title="Logo facebook-group" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group9-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Il Conte di Montecristo (1): il complotto</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 12:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chiunque non avesse letto lo stupendo romanzo &#8220;Il Conte di Montecristo&#8221; di Alexandre Dumas padre, ho un consiglio spassionato e brevissimo &#8211; leggetelo! E&#8217; un romanzo stupendo! &#8220;Romanzo d&#8217;appendice&#8220;, quindi scritto all&#8217;epoca &#8211; è stato pubblicato nel 1844 &#8211; per divertire ed interessare il pubblico ad ogni singola puntata. La vicenda è piena di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-conte-di-Montecristo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4219" title="Il conte di Montecristo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-conte-di-Montecristo.jpg" alt="" width="288" height="410" /></a>Per chiunque non avesse letto lo stupendo romanzo &#8220;Il Conte di Montecristo&#8221; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alexandre_Dumas_%28padre%29" target="_blank">Alexandre Dumas</a> padre, ho un consiglio spassionato e brevissimo &#8211; leggetelo!</p>
<p>E&#8217; un romanzo stupendo! &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_d%27appendice" target="_blank">Romanzo d&#8217;appendice</a>&#8220;, quindi scritto all&#8217;epoca &#8211; è stato pubblicato nel 1844 &#8211; per divertire ed interessare il pubblico ad ogni singola puntata. La vicenda è piena di brio, tiene incollato ad ogn singola pagina!</p>
<p>Così, per celebrare questa bellissima opera letteraria, GrandiPassioni.com proporrà gli episodi dello sceneggiato televisivo che, probabilmente, meglio di ogni altro ha ripercorso la vicenda. Risale al 1966, un&#8217;epoca dimenticata da molti, quando la Rai Radiotelevisione Italiana era ancora un&#8217;azienda abbastanza seria da produrre autentici capolavori come quello che sotto potete ammirare.</p>
<p>Attenzione: sotto i video farò dei commenti alla trama, per cui se vi ho incuriositi e volete leggere il romanzo &#8211; non leggeteli, siete avvisati.</p>
<p>Se invece la vicenda vi interessa ma non volete leggere (<em>e fate male!</em>), lo sceneggiato è probabilmente il miglior sostituto possibile al libro, anche se, ovviamente, di molto inferiore.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/84Eij-kwoAU?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/84Eij-kwoAU?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FFbzl_rlhyg?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/FFbzl_rlhyg?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/o3B2kQMXjyQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/o3B2kQMXjyQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Breve riassunto dei primi tre video qua sopra:</p>
<p>(<em>ultimo avviso &#8211; se volete leggere il libro, non andate oltre!)</em></p>
<p>24 febbraio 1815: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edmond_Dant%C3%A8s">Edmond Dantès</a>, è un giovane capitano in seconda, appena diciannovenne a bordo del mercantile <em>Pharaon</em>, che ritorna a casa a Marsiglia. All&#8217;arrivo incontra l&#8217;armatore, signor Pierre Morrel, a cui dà notizia della morte del precedente capitano Leclérc. Nonostante il lutto, Morrel fa capire a Edmond che il ruolo di capitano sarà presto suo, perché apprezzato come onesto e bravo, cosa che aveva ripetutamente dimostrato a bordo del <em>Pharaon</em> durante il viaggio, ove si è trovato a svolgere le veci di capitano, a causa della malattia di Leclérc. Danglars, scrivano della nave, invidia ed odia ferocemente Dantès, fa continue insinuazioni, e Morrel domanda a Dantès perché aveva fatto fermare la nave all&#8217;isola d&#8217;Elba. Edmond racconta del compito di consegnare un plico per il gran Maresciallo Bertrand, secondo le ultime volontà di Leclérc, occasione in cui scambia due parole addirittura con <a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/napoleone-bonaparte-1/" target="_blank">Napoleone Bonaparte</a>, in eslilio. Si scoprirà che in questa occasione il maresciallo chiede al buon Edmond di portare una lettera confidenziale a qualcuno a Parigi, garantendo che il contenuto è inoffensivo. Morrel è soddisfatto della risposta, anche perché è bonapartista lui stesso; teme solo, e lo riferisce ad Edmond, che i fatti sull&#8217;isola potrebbero causare guai. Morrel lascia poi Edmond di tornare a terra per reincontrare il padre Louis e la futura sposa, di cui, corrisposto, è innamoratissimo, la catalana Mercédès.</p>
<h4>Ritorno a casa</h4>
<p>Edmond vede innanzitutto l&#8217;anziano padre, dimagrito e senza soldi: l&#8217;anziano ha saldato il debito con il vicino Caderousse, ed i soldi rimastigli bastavano appena per sopravvivere. Edmond rimprovera con affetto il padre, gli offre i pochi beni che ha &#8220;contrabbandato&#8221; oltre la dogana (piccole quantità di caffè, tabacco e altri generi di conforto) e mostra i soldi guadagnati con il viaggio, assicurandolo che grazie ai futuri compensi da capitano non avranno più alcun problema economico. In quel momento ecco il sarto Caderousse, che non riesce a celare l&#8217;invidia del benessere di Edmond, e la brama per i denari che gli vede in possesso.</p>
<p>Dantès esce poi per andare al villaggio dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catalani" target="_blank"><em>Catalani</em> </a>a riabbracciare l&#8217;amata Mercédès, mentre Caderousse e Danglars si incontrano, e capiscono il loro odio reciproco per Edmond, augurandosi di tutto cuore che la fortuna gli volti le spalle.</p>
<p>Intanto Edmond, ai <em>Catalani</em>, il villaggio spagnolo, vede Mercédès e suo cugino Fernand Mondego (anche lui catalano), che non trattiene la rabbia verso il francese che ha preso il cuore della sua amata. Mercédès, infatti, ha respinto di nuovo la richiesta di matrimonio di Fernand, ribadendo che gli è molto amica, ma dicendo di amare solo Dantès.</p>
<p>Mentre i due innamorati passeggiano, tre uomini si incontrano; le fortune di Edmond, infatti, non passano inosservate a tre &#8220;amici&#8221; di Dantè<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-conte-di-Montecristo-ha-avuto-molte-versioni-a-fumetti.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4220" title="Il conte di Montecristo ha avuto molte versioni a fumetti" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-conte-di-Montecristo-ha-avuto-molte-versioni-a-fumetti.jpg" alt="" width="520" height="722" /></a>s che bevevano in un&#8217;osteria nelle vicinanze: il pescatore Fernand, rimasto privo dell&#8217;amore di Mercédès, l&#8217;invidioso Caderousse e Danglars, che farebbe di tutto per evitare che il comando del <em>Pharaon</em> vada all&#8217;odiato Edmond.</p>
<h4>La lettera</h4>
<p>Danglars stuzzica sottilmente il giovane Fernand sul matrimonio del rivale, mentre Caderousse, sbronzo, segue la conversazione con vago interesse. Danglars non rivela ai due amici l&#8217;invidia per la promozione a capitano di Dantès, sottolineando di essere dispiaciuto per la situazione di Mondego. Così, quasi per scherzo, stabiliscono che la soluzione migliore è di mandare Edmond in prigione a lungo, allontanandolo da Mercédès senza ucciderlo. Sempre scherzando Danglars, sapendo che all&#8217;Elba Edmond aveva ricevuto una lettera da recapitare in Francia, scrive, con la sinistra per modificare la propria calligrafia, una lettera anonima che denuncia Edmond come agente bonapartista, fatto gravissimo in quel particolare momento storico.</p>
<p><em><strong>«</strong> Il signor Procuratore del Re è avvisato, da un amico del trono e della religione, che un tale, nominato Edmond Dantès, secondo del bastimento Pharaon giunto questa mattina da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Smirne">Smirne</a>, dopo aver toccato Napoli e Portoferraio, fu incaricato da Murat di una lettera per l&#8217;usurpatore, e dall&#8217;usurpatore di una lettera per il Comitato bonapartista di Parigi. Si avrà la prova del suo delitto arrestandolo poiché si troverà questa, o nelle sue tasche, o in casa di suo padre, o nella sua cabina a bordo del Pharaon. <strong>»</strong></em></p>
<p>Danglars si rivolge poi ai due complici: Caderousse, nonostante il vino, si rende conto dell&#8217;infamia che sarebbe la spedizione della lettera, al che Danglars ripete che non vuole male a Dantès, spiegazza il foglio e lo getta in un angolo. Poco dopo i tre si separano, Danglars e Caderousse tornano a Marsiglia; Mondego invece finge di far ritorno ai <em>Catalani</em> mentre, raccattato da terra il foglio, va in città per spedirlo. Danglars vede le mosse del giovane e si rende conto che il piano è avviato. Adesso deve solo aspettare l&#8217;evolversi della situazione.</p>
<p>(continua)</p>
<p>______________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4218" title="Logo facebook-group" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group6-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Joseph Campbell, l&#8217;origine dell&#8217;Uomo e del Mito (1): Femmina e Maschio</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 18:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con grande orgoglio Grandi Passioni.com presenta il testo delle lezioni tenute da Joseph Campbell in tutti gli Stati Uniti, nel periodo 1982-84, dal titolo “La Trasformazione del Mito nel tempo”probabilmente una delle più grandi opere che spiegano l’Origine ed il Significato del Sapere Mitico dell’Umanità. Joseph Campbell si rivolge al pubblico come se questo fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Simbolo-di-fertilità.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4096" title="Simbolo di fertilità" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Simbolo-di-fertilità.jpg" alt="" width="338" height="450" /></a>Con grande orgoglio Grandi Passioni.com presenta il testo delle lezioni tenute da Joseph Campbell in tutti gli Stati Uniti, nel periodo 1982-84, dal titolo “La Trasformazione del Mito nel tempo”probabilmente una delle più grandi opere che spiegano l’Origine ed il Significato del Sapere Mitico dell’Umanità.</p>
<p>Joseph Campbell si rivolge al pubblico come se questo fosse formato da scolari, rivelando significati del mondo circostante.</p>
<p>Allo stesso tempo, ed in modo per nulla convenzionale, egli <em>penetra in profondità </em>questo mondo apparente spiegato agli scolari, <em>rivelando il mondo spirituale interiore</em>.</p>
<p>Egli parla di Anima, l’Anima dei nostri più lontani antenati, e nello stesso tempo l’Anima di ogni uomo ed ogni donna del Pianeta.</p>
<p>Questa prima parte, inizia, letteralmente, dall’<em>inizio</em>, dall’<em>apparizione dell’uomo</em>, dall’esperienza condivisa da tutta l’Umanità della Terra.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>Petar</p>
<p>_______________</p>
<p><strong><em>All’inizio dei Tempi: le Origini dell’Uomo e del Mito</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Ciò che costituisce il Mito è lo stesso che costituisce la nostra vita. E’ il materiale, il costituente del nostro corpo, e dell’ambiente circostante. Ogni Mitologia viva, vitale, si occupa di questo.</p>
<p>Ogni Mitologia è appropriata al livello di conoscenza dell’epoca in cui si manifesta.</p>
<p>Il modo di concepire il corpo è uno dei fondamenti stessi del mito</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/01-Il-modo-di-concepire-il-corpo-è-al-fondamento-stesso-del-Mito.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4097" title="Il modo di concepire il corpo è al fondamento stesso del Mito" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/01-Il-modo-di-concepire-il-corpo-è-al-fondamento-stesso-del-Mito.png" alt="" width="208" height="278" /></a></p>
<p>Questa immagine, la madre che allatta il figlio, è la più fondamentale immagine della Mitologia: la prima esperienza che qualunque essere umano ha, è il corpo della madre. Il rapporto tra madre e figlio è stato chiamato “<em>partecipazione mistica</em>”, la loro reciproca partecipazione… questa partecipazione concepita come “la Terra finale della Felicità”.</p>
<p>L’intero Mondo, l’intero Universo concepiti in questo mondo, trasferendo l’esperienza della partecipazione con la madre alla esperienza della vita adulta.</p>
<p>Quando un uomo può sentire se stesso in partecipazione così assoluta e completa con l’Universo stesso, in modo cos’ naturale e completo, come la partecipazione del bambino con la propria madre, allora si è in completa armonia e sincronia con l’Universo.</p>
<p>Ebbene, mi sento di dire che “<em>entrare in Armonia e Sincronia con l’Universo, e rimanerci</em>” – è la funzione principale della Mitologia.</p>
<p>La questione principale che sorge quando le società si sviluppano al di là della condizione primitiva originaria è quella di <em>mantenere gli individui </em>in questa “partecipazione mistica” con l’Universo.</p>
<p>Oggigiorno, se vi guardate attorno, vi rendete conto quante poche possibilità ci sono di realizzare ciò, specialmente se vivete, come me, in New York.</p>
<p>In relazione a questo, nasce anche la questione della Donna e dell’Uomo… nonostante ciò che sostengono i nuovi movimenti “unisex”, le differenze tra i due generi sono radicali!</p>
<p>La prima immagine, qua sopra, non è minimamente condizionata culturalmente. Questo è uno dei scimpanzé studiati da Dian Fossey…</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/02-Madre-Gorilla-regge-il-gorillino.png"><img class="alignright size-full wp-image-4098" title="Madre Gorilla regge il gorillino" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/02-Madre-Gorilla-regge-il-gorillino.png" alt="" width="346" height="230" /></a></p>
<p>Ora, uno dei problemi fondamentali dello sviluppo dell’essere umano è quello della <strong><em>lunga infanzia</em></strong>. Il bambino, fino a circa quindici anni, rimane in uno stato di dipendenza dai genitori. Questo atteggiamento di dipendenza, e quindi di <em>sottomissione all’autorità</em>, di <em>aspettativa di approvazione</em>, è la condizione fondamentale dello psicopatico, ed è “inserita a forza”, continuamente, inclusi i concetti elementari di “bene”, “male”, del “ruolo da occupare nella società”.</p>
<p>Ciò che è nato è puro, una piccola creatura biologica che vive in modo del tutto spontaneo, ma non appena nasce, la società inizia subito ad “installargli” i suoi valori.</p>
<p>Questo inizia subito, dal rapporto con la madre. Si può avere una madre gentile e premurosa, oppure una madre risentita dal fastidio che le si procura.</p>
<p>Anche il piccolo scimpanzé ha un lungo periodo di dipendenza dalla propria madre, ed ha lo stesso problema psicologico del bambino umano… dopo il periodo di dipendenza, riuscire a diventare <em>psicologicamente libero</em> dalla madre, di <em>emanciparsi</em> da essa.</p>
<p>Nell’immagine seguente, ecco un esempio di madre che non permette al figlio di emanciparsi da essa: lo tiene in groppa pur avendo un altro piccolino appena nato di cui occuparsi.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/03-Figlio-che-non-si-libera-psicologicamente-dalla-madre.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4099" title="Figlio che non si libera psicologicamente dalla madre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/03-Figlio-che-non-si-libera-psicologicamente-dalla-madre.png" alt="" width="211" height="267" /></a></p>
<p>Ecco una foto recente in India, esattamente nella stessa situazione della scimpanzé, con la differenza che il bambino umano arriva alla emancipazione molto più tardi.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/04-Il-bambino-umano-si-emancipa-dopo-molto-tempo.png"><img class="alignright size-full wp-image-4100" title="Il bambino umano si emancipa dopo molto tempo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/04-Il-bambino-umano-si-emancipa-dopo-molto-tempo.png" alt="" width="319" height="280" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fino a tempi relativamente recenti, persino nelle società occidentali, la condizione della donna era quella di “<em>servizio</em>” per permettere a nuova vita di venire alla luce,… un ruolo, quello femminile, di “<em>centro</em>” e “<em>continuatore</em>” della Natura.</p>
<p>L’Uomo – il Maschio – non è nulla di tutto questo… la sua funzione è relativamente di pochissima importanza per la questione che stiamo descrivendo.</p>
<p>Questo, porta ad un’altra serie di questioni da comprendere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/05-fila-di-scimmie-ce-si-recano-al-lavoro.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4101" title="fila di scimmie che si recano 'al lavoro'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/05-fila-di-scimmie-ce-si-recano-al-lavoro-300x200.png" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella foto, una sequenza di scimmie che si recano, diremmo noi oggi, ‘al lavoro’, cioè a procacciare il cibo, in un’area di circa 30 Km di circonferenza, in cui sanno esattamente dove si trova il cibo stesso. Un’altra funzione che svolgono è di <em>difesa</em>, da altre tribù o pericoli esterni.</p>
<p>In generale, in questo genere di società il ruolo del Maschio è di “<em>preparare e mantenere il campo</em>” all’interno del quale la Femmina può portare alla luce nuova vita.</p>
<p>Si tratta di ruoli molto diversi, ed i rispettivi corpi sono fatti apposta!</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/06-Scimpanzé-maschi-nel-tempo-libero.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4102" title="Scimpanzé maschi nel tempo libero" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/06-Scimpanzé-maschi-nel-tempo-libero-300x200.png" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Maschi non sono impegnati come la Femmina nella costante cura del bambino, per cui hanno il privilegio del “tempo libero”</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/07-Aborigeni-australiani-maschi-nel-tempo-libero.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4103" title="Aborigeni australiani maschi nel tempo libero" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/07-Aborigeni-australiani-maschi-nel-tempo-libero-300x201.png" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggigiorno c’è questa tendenza ad abolire i club per soli uomini ove non sono ammesse donne, ma come vedete, fin dalle origini, è un’istituzione sociale molto importante! Una delle tristi manifestazioni conseguenze è che, nel club per uomini di Princeton [<em>ove sorge una delle più importanti Università americane</em>], c’è un pannello sul pavimento su cui c’è scritto “qui – siamo liberi dalle donne!” e, oggi, entrando nel bar del club, è pieno di donne al bancone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa “club maschile” è un’antichissima istituzione, la “squadra di caccia”, ed ecco nell’immagine seguente alcuni scimpanzé maschi che difendono la comunità.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/08-Scimpanzé-maschi-che-difendono-la-comunità.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4104" title="Scimpanzé maschi che difendono la comunità" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/08-Scimpanzé-maschi-che-difendono-la-comunità-300x200.png" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ed ecco un’immagine analoga, con esseri umani, dalla Nuova Guinea</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/09-Battaglia-rituale-in-Nuova-Guinea.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4105" title="Battaglia rituale in Nuova Guinea" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/09-Battaglia-rituale-in-Nuova-Guinea-300x200.png" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questa immagine, dalla Nuova Guinea, si vede una <em>battaglia cerimoniale</em>, serissima. In questa area geografica, non c’è proprio ragione fisica per una tribù di invadere ed attaccare il territorio di un’altra tribù. I maschi, invece di restare a far niente per la maggior parte del tempo, si <em>inventano</em> una guerra… questa guerra è una specie di gioco, ma lo spirito che ci mettono è serissimo. Quando è finito, inizia l’attesa, o la preparazione, di un nuovo attacco a sorpresa, così gli uomini rimangono continuamente all’erta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I maschi hanno bisogno di avere qualche cosa di serio da fare in continuazione!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torniamo al mondo animale: ecco due stalloni che combattono per gioco.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/10-Stalloni-che-combattono-per-gioco.png"><img class="alignright size-full wp-image-4106" title="Stalloni che combattono per gioco" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/10-Stalloni-che-combattono-per-gioco.png" alt="" width="203" height="281" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non gli interessa chi vince e chi perde, ma lo fanno molti sul serio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco poi due lucertole:</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-11-Lucertole-in-conflitto-per-il-territorio.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4107" title="Lucertole in conflitto per il territorio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-11-Lucertole-in-conflitto-per-il-territorio-300x200.png" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sembrano abbracciate, ma in effetti una delle due ha delle pretese sul territorio dell’altra, ed il conflitto è qui serio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora, il corpo maschile è fatto, è costruito, per questo genere di attività, ed è un fatto che <strong><em>nel corpo umano ogni muscolo ha un impulso ad agire</em></strong>.</p>
<p>Quando una persona è viva, tende ad essere sempre e continuamente in azione, e così abbiamo l’invenzione, in tutte le società, di <em>giochi</em>, di forza, di intelligenza, giochi che richiedono impegno per la vittoria. Questa immagine è un classico esempio dell’Antica Grecia.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-12-Lotta-come-competizione-nellAntica-Grecia.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4108" title="Lotta come competizione nell'Antica Grecia" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-12-Lotta-come-competizione-nellAntica-Grecia-300x200.png" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-2-scoperta-della-bellezza/">(clicca qui per il seguito)</a></p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Potete leggere &#8220;Joseph Campbell: l&#8217;origine dell&#8217;uomo e del Mito&#8221; ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-1-femmina-e-maschio/" target="_blank">Prima parte: femmina e maschio</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-2-scoperta-della-bellezza/" target="_blank">Seconda parte: la scoperta della Bellezza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-3-mitologia-originaria/" target="_blank">Terza parte: la mitologia originaria</a></p>
<p>__________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4109" title="Unisciti al gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook11-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><strong><em>I<span style="color: #000080;">l gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</span></em></strong><span style="color: #000080;"><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per   conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in   contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale     delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Milan Kundera: opposte passioni di maschio innamorato</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 21:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Milan Kundera]]></category>

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		<description><![CDATA[Milan Kundera è uno splendido scrittore contemporaneo nato in Cecoslovacchia, noto anche al grande pubblico grazie a meravigliosi romanzi, il più famoso dei quali resta “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, dal quale è stato tratto un riuscito film del 1988, interpretato dalle future star Daniel-Day Lewis e Juliette Binoche. Per quanto riuscito il film, il romanzo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Linsostenibile-leggerezza-dellEssere.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3518" title="L'insostenibile leggerezza dell'Essere" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Linsostenibile-leggerezza-dellEssere.jpg" alt="" width="480" height="358" /></a>Milan Kundera è uno splendido scrittore contemporaneo nato in Cecoslovacchia, noto anche al grande pubblico grazie a meravigliosi romanzi, il più famoso dei quali resta <em>“L’insostenibile leggerezza dell’essere”</em>, dal quale è stato tratto un riuscito film del 1988, interpretato dalle future star Daniel-Day Lewis e Juliette Binoche.</p>
<p>Per quanto riuscito il film, il romanzo è incomparabilmente superiore, un autentico capolavoro, ove Kundera dimostra in pieno la sua idea che il romanzo è un modo unico per rivelare all’uomo segreti e verità della propria esistenza, che solo in esso si illuminano in modo naturale&#8230;</p>
<p>Ecco un breve ed intenso esempio: nel sesto capitolo, Kundera ha una intuizione stupenda sull’amore maschile nei confronti della donna…</p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8212; … fare l’amore con una donna e… &#8212;</em></p>
<p>No, non sarò così meschino da rivelarvi qui, in poche righe buttate a caso, prive di poesia, una verità tanto fondamentale… vi lascio al piacere di ascoltare qua sotto sei minuti letti in modo magistrale, e di scoprirlo da soli.</p>
<p>Alla fine dell’ascolto, per favore, rispondete alla domanda: quale altro modo espressivo creato dall’uomo poteva esprimere meglio una tale, fantastica, intuizione se non il romanzo di un grande autore europeo?</p>
<p>Petar</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_76v6p09hX4?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/_76v6p09hX4?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>________________________</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook1.jpg"><img title="Unisciti al gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook1-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #ff0000;"><strong><em>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Le  persone che    frequentano   questo sito possono ora conoscersi, ed  essere informate in    tempo reale   delle novita’ e dei post di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Se hai un profilo Facebook, <a href="http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167" target="_blank"><strong>clicca proprio qui per iscriverti al nostro Gruppo!</strong></a> <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Odissea: il mio nome è Nessuno</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 18:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra incredibile a dirsi oggigiorno, ma un tempo la Rai Radiotelevisione Italiana era non solo un&#8217;azienda seria, ma riusciva persino a produrre film e serie televisive di incredibile qualità. Una di queste è stata l&#8217;Odissea, serie a colori del 1969, per la regia di Franco Rosi e Mario Bava, di qualità e livello direcitazione straordinariamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Odisseo-nella-grotta-di-Polifemo-Jacob-Jordaens-sec.-XVI.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3450" title="Odisseo nella grotta di Polifemo (Jacob Jordaens-sec. XVI)" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Odisseo-nella-grotta-di-Polifemo-Jacob-Jordaens-sec.-XVI.jpg" alt="" width="640" height="512" /></a>Sembra incredibile a dirsi oggigiorno, ma un tempo la Rai Radiotelevisione Italiana era non solo un&#8217;azienda seria, ma riusciva persino a produrre film e serie televisive di incredibile qualità.</p>
<p>Una di queste è stata l&#8217;Odissea, serie a colori del 1969, per la regia di Franco Rosi e Mario Bava, di qualità e livello direcitazione straordinariamente elevati, a maggior ragione se si pensa che la vicenda mitologica di Ulisse è stata pressoché dimenticata dalla cinematografia successiva, pur essendo una <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Odisseo-acceca-Polifemo-vaso-greco-antico.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3451" title="Odisseo acceca Polifemo - vaso greco antico" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Odisseo-acceca-Polifemo-vaso-greco-antico.jpg" alt="" width="364" height="272" /></a>delle storie più importanti di sempre, parte dell&#8217;inconscio collettivo dell&#8217;Occidente.</p>
<p>Vi propongo di seguito la bellissima scena dell&#8217;incontro e scontro tra Ulisse ed il gigantesco ciclope Polifemo&#8230; chi da bambino non ha fantasticato sui ciclopi&#8230;??! Qui Ulisse, noto anche come l&#8217;Odisseo, sfoggia la sua enorme astuzia quando dichiara il proprio nome &#8220;Nessuno&#8221;!</p>
<p>Buona visione!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TwdbqGQ4aEw?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/TwdbqGQ4aEw?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>__________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-facebook-group.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3453" title="Logo facebook-group" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Logo-facebook-group-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E</strong><strong>’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com! </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Le  persone che   frequentano  questo sito possono ora conoscersi, ed essere  informate in   tempo reale  delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</strong></span></p>
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<p><span style="color: #333399;"><strong>Sei il benvenuto!</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ciao, Petar</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il gabbiano Jonathan Livingston, di Richard Bach</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 09:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Film e Letteratura]]></category>
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		<description><![CDATA[Era di primo mattino e il sole appena sorto luccicava tremolando sulle scaglie del mare appena increspato. A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo Stormo. E in men che non si dica tutto lo Stormo Buonappetito si aduno’, si diedero a giostrare ed accanirsi per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-gabbiano-Jonathan-Livingston.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2643" title="Il gabbiano Jonathan Livingston" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-gabbiano-Jonathan-Livingston-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><em>Era di primo mattino e il sole appena sorto luccicava tremolando sulle scaglie del mare appena increspato.</em></p>
<p><em>A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo Stormo. E in men che non si dica tutto lo Stormo Buonappetito si aduno’, si diedero a giostrare ed accanirsi per beccare qualcosa da mangiare. Cominciava cosi’ una dura giornata.</em></p>
<p><em>Ma lontano di la’ soletto, lontano dalla costa e dalla barca, un gabbiano si stava allenando per suo conto: era il gabbiano Jonathan Livingston. Si trovava a una trentina di metri d’altezza: distese<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Una-fortunata-edizione-del-libro.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2644" title="Una fortunata edizione del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Una-fortunata-edizione-del-libro-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" /></a> le zampette palmate, aderse il becco, si tese in uno sforzo doloroso per imprimere alle ali una torsione tale da consentirgli di volare lento. E infatti rallento’ tanto che il vento divenne un fruscio lieve intorno a lui, tanto che il mare ristava immoto sotto le sue ali. Strinse gli occhi, si concentro’ intensamente, trattenne il fiato, compi’ ancora uno sforzo per accrescere solo&#8230; d’un paio&#8230; di centimetri&#8230; quella&#8230; penosa torsione e&#8230; d’un tratto gli si arruffano le penne, entra in stallo e precipita giu’.</em></p>
<p><em>I gabbiani, lo sapete anche voi, non vacillano, non stallano mai. Stallare, scomporsi in volo, per loro e’ una vergogna, e’ un disonore.</em></p>
<p><em>Ma il gabbiano Jonathan Livingston – che faccia tosta, eccolo la’ che ci riprova ancora, tende e torce le ali per aumentarne la superficie, vibra tutto nello sforzo e patapunf stalla di nuovo – no, non era un uccello come tanti.</em></p>
<p><em>La maggior parte dei gabbiani non si danno la pena di apprendere, del volo, altro che le nozioni elementari: gli basta arrivare dalla costa a dov’e’ il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A quel gabbiano li’, invece, non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Piu’ di ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo.</em></p>
<p>_____________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/La-copertina-del-film.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2645" title="La copertina del film" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/La-copertina-del-film-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Il “Gabbiano Jonathan Livingston” e’ un breve libretto scritto da Richard Bach negli anni settanta , diventato un vero cult di quella generazione… la storia di un gabbiano che non accetta I limiti della propria esistenza, decide di andare oltre… e scopre un mondo di possibilita’ insospettato…</p>
<p>Una storia che ispira come poche, che ha avuto la fortuna di una eccellente trasposizione cinematografica, anche grazie alle musiche di un Neal Diamond d’annata in splendida forma&#8230;</p>
<p>Se volete leggere il libro, potete scaricarlo gratis al link <a href="http://digilander.libero.it/RJ04/eBook/Il%20gabbiano%20Jonathan%20Livingston.pdf">http://digilander.libero.it/RJ04/eBook/Il%20gabbiano%20Jonathan%20Livingston.pdf</a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Richard-Bach-lautore.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2646" title="Richard Bach, l'autore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Richard-Bach-lautore.jpg" alt="" width="180" height="240" /></a></p>
<p>Se volete vedere il bellissimo film, eccolo per intero qua sotto!</p>
<p>Buona visione dal Sempre Vostro – Petar!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/S7aEssIv-r4?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/S7aEssIv-r4?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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<p>_______________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook15.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2650" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook15-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Le persone che frequentano  questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale  delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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