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	<title>GrandiPassioni &#187; Personalità</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>Gandhi (2): l&#8217;intuizione dell&#8217;uso pratico della non-violenza</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 17:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il Mahatma Gandhi, maestro della non-violenza pratica]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla fine dell’800, in Sudafrica, i neri e gli indiani erano costretti a vivere assecondando i capricci dei loro padroni bianchi. Non avevano diritto di voto, di avere possedimenti, o semplicemente di uscire di casa dopo una certa ora. Quando iniziò a lottare contro queste ingiustizie, Gandhi era ancora molto inesperto dal punto di vista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/tumblr_lim5n1houd1qz82gvo1_400.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4983" title="In figura, Gandhi ne l 1906, fondamentale anno di trasformazione per lui." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/tumblr_lim5n1houd1qz82gvo1_400.jpg" alt="" width="334" height="500" /></a>Alla fine dell’800, in Sudafrica, i neri e gli indiani erano costretti a vivere assecondando i capricci dei loro padroni bianchi. Non avevano diritto di voto, di avere possedimenti, o semplicemente di uscire di casa dopo una certa ora. Quando iniziò a lottare contro queste ingiustizie, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gandhi#L.27ashram_di_Phoenix" target="_blank">Gandhi </a>era ancora molto inesperto dal punto di vista politico.</p>
<p>“<em>Era convinto che si potessero cambiare le leggi, e il comportamento dell’uomo. Si impegnò con determinazione sul piano legale, portando la sua lotta in tribunale, ma ogni volta che Gandhi riusciva ad ottenere qualche risultato, gli inglesi facevano in modo di ripristinare le discriminazioni. </em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”).</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mq7AXSymJ28?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/mq7AXSymJ28?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Stanco delle umiliazioni subite dai neri e dagli indiani, Gandhi decise di puntare sulla forza dell’<strong><em>unione tra gli uomini</em></strong>. Diede vita a comunità ove persone di razza e religione diverse vivevano insieme, considerandosi alla pari: era talmente convinto di questo esperimento, da trattare la sua famiglia, compresi i quattro figli, esattamente come tutti gli altri.</p>
<p>Nonostante l’avversione verso l’oppressione inglese, fino al 1906, Gandhi si considerava un membro dell’Impero Britannico. Ne cantava persino l’Inno, e lo insegnava ai suoi figli; tale fu la sua lealtà, che prestò servizio come barelliere per gli inglesi nella guerra contro i boeri e contro la rivolta dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zulu" target="_blank">zulù</a> del 1906.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h09m46s118.png"><img class="alignright size-full wp-image-4984" title="In figura, Gandhi barelliere per gli inglesi." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h09m46s118.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Fu proprio durante la guerra combattuta contro i zulù, che si rese conto di quanto disumana sia la violenza. Capì che quella non era una guerra combattuta tra due popoli, ma un vero e proprio massacro.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m11s26.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4985" title="In figura, soldati inglesi massacrano con armi moderne i guerrieri zulù." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m11s26.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Gandhi inorridì alla vista degli inglesi, che, con le loro armi moderne, sterminavano gli zulù, armati solo di lance. Vide che i soldati britannici provavano piacere nell’ucciderli; raccolse i corpi dei feriti, lasciati morire in agonia.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m36s14.png"><img class="alignright size-full wp-image-4986" title="In figura, feriti zulù lasciati in agonia dai soldati inglesi, e cadaveri lasciati a marcire." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m36s14.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Cominciò a pensare che quello era il modo in cui gli inglesi dominavano il popolo zulù. Cosa significava ‘</em>dominazione<em>’? Pensò a come lui stesso teneva la sua famiglia, ed in particolare sua moglie. Quando si era sposato, a tredici anni, era stato un marito geloso e crudele. Quello che si dice, un tiranno! Ora, questo nuovo modo di vedere le cose, scaturito dall’esperienza della rivolta zulù, gli diede modo di comprendere in che cosa consistesse la dominazione inglese. Lui stesso si era macchiato di quella colpa, comportandosi da padrone, era colpevole di avere agito da dominatore nel suo matrimonio. </em>”</p>
<p>Nella tradizione indù, si ritiene che l’uomo che riesce a vincere i suoi istinti sessuali diventi puro come un bambino. Soltanto tenendo a freno i suoi desideri, Gandhi avrebbe potuto davvero mettersi al servizio dell’umanità. Così, a 37 anni, prese il voto indù del brahmacharya, il celibato a vita.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h18m45s41.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4987" title="In figura, Gandhi prende il voto indù del brahmacharya." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h18m45s41.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Se fosse stato totalmente puro, non avrebbe più avuto attorno a sé corruzione, violenza, e brutalità.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Universtà di Hull).</p>
<p>Nel 1906, a questa trasformazione personale, seguì una straordinaria intuizione politica: nuove leggi decretavano che gli indiani dovessero essere registrati, prendendo loro le impronte digitali. Secondo i nuovi provvedimenti, le donne indiane dovevano spogliarsi davanti alla polizia inglese, per poter registrare anche i segni particolari sul corpo. Esasperati, tremila indiani si riunirono a Johannesburg, per decidere una linea d’azione.</p>
<p>“<em>Improvvisamente, un mercante musulmano si alzò in piedi, agitando il pugno. Proclamò che in nome d’iddio, sarebbe andato in prigione, piuttosto che obbedire a questa legge. Gandhi, fino ad allora, non aveva mai considerato la possibilità di andare in prigione, ma istintivamente comprese che quella era la via giusta. Così, si alzò in piedi e disse ‘</em>Faremo un voto a dio, andremo in prigione e ci resteremo, fino a quando questa legge non sarà revocata.<em>’</em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”).</p>
<p>Il discorso di Gandhi, provocò un atto di disobbedienza civile di massa senza precedenti nella Storia. Seguendo il suo esempio, i contestatori sopportarono le continue bastonate dei poliziotti, resistendo al dolore, senza reagire.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h29m24s185.png"><img class="alignright size-full wp-image-4988" title="In figura, Gandhi durante il discorso che innesa la prima protesta di massa per i diritti civili della Storia." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h29m24s185.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Gandhi comprese, per la prima volta, che quando il cuore di un uomo è chiuso agli altri, non si può arrivare nemmeno al suo cervello. Per questo, è inutile tentare di farlo ragionare. Non potendo fronteggiare il nemico né con la ragione, né con la forza, Gandhi mise in pratica, per la prima volta, il metodo della resistenza non violenta. Rimanere di fronte al proprio avversario, senza cedere, ma senza fargli del male.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Università di Hull).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h30m47s170.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4989" title="In figura, la protesta di massa a Johannesurg." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h30m47s170.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Per descrivere questo concetto rivoluzionario, Gandhi coniò il termine <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Satyagraha" target="_blank">Satyagraha</a>, una combinazione di due vocaboli sanscriti, che significano “Verità” e “Ricerca”. L’ideale della non-violenza era antico come il mondo, ma l’originalità dell’invenzione di Gandhi, fu quello di applicarlo a situazioni pratiche, ed alla politica.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h34m14s141.png"><img class="alignright size-full wp-image-4990" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h34m14s141.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Il Mahatma Gandhi sapeva che, per mettere in pratica la non-violenza, innanzitutto era necessario sviluppare, nella propria mente, il seme della pace e della riconciliazione. Senza questo, non era possibile la non-violenza.</em>” (Il 14° Dalai Lama del Tibet)</p>
<p>Nel 1913, il generale inglese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Smuts" target="_blank">Ian Smuts</a>, capo del governo coloniale in Sudafrica, fece approvare una legge che invalidava i matrimoni tra indù e musulmani. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h38m05s203.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4991" title="In figura, il generale Smuts." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h38m05s203-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Gandhi colse l’occasione per dare il via ad una grande rivolta.</p>
<p>“<em>Il nonno tornò a casa, e disse alla nonna che lei non era più sua moglie, ma la sua concubina. Lei si alzò e gli chiese che cosa volesse dire, e lui le spiegò che era la nuova legge, il loro matrimonio non era più riconosciuto, e loro, ora, vivevano insieme illegalmente.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p>Tradizionalmente, le donne indiane dovevano rimanere sempre in casa. Gandhi attaccò questa usanza come una ulteriore forma di oppressione, e richiamò le donne a farsi carico dei problemi pubblici. Aiutò milioni di donne ad emanciparsi, guadagnando così l’appoggio di una larga fetta di popolazione.</p>
<p>Le leggi sul matrimonio, fecero scoppiare uno sciopero nazionale, a cui aderirono 50.000 lavoratori. Il generale Smuts dovette cedere, e revocò i decreti matrimoniali. Gandhi era riuscito a dimostrare che la non-violenza poteva vincere la forza bruta.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h35m32s41.png"><img class="alignright size-full wp-image-4992" title="In figura, immagine che rappresenta Gandhi di fronte ad un giudice inglese, durante la protesta." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h35m32s41.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Ansioso di affrontare gli inglesi nella sua Patria, nel 1915, all’età di 45 anni, fece ritorno in un’India oppressa dal giogo dell’imperialismo. Per due secoli, gli inglesi avevano sistematicamente saccheggiato le risorse naturali del Paese, Private delle materie prime, le industrie locali si erano progressivamente impoverite. L’India era il più grande, il più popoloso ed il più lucroso avamposto dell’Impero.</p>
<p>“<em>L’India fu portata al punto di non poter produrre più nemmeno uno spillo. Mancavano la libertà economica, e l’iniziativa. Il Paese era ridotto in questo stato, dopo anni di sfruttamento.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h50m00s181.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4993" title="In figura, miliatari britannici, ad una parata di soldati locali, che collaborano a mantenere il giogo sull'India." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h50m00s181.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Nel 1915, trecento milioni di indiani erano sotto il giogo di 100.000 invasori inglesi. Mai nella Storia, così pochi uomini erano riusciti a sottomettere una popolazione così vasta. Pensando di non poter più riconquistare la libertà, gli indiani collaboravano involontariamente al proprio asservimento, aiutando le forze dell’ordine a far rispettare le leggi dei bianchi.</p>
<p>Gandhi incitò i suoi compatrioti ad opporre resistenza, dicendo loro che chi si comportava da vigliacco, meritava di essere calpestato.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4994" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi.jpg" alt="" width="433" height="340" /></a></p>
<p>“<em>Fu allora che Gandhi disse che gli indiani, per essere liberi, dovevano innanzitutto ribellarsi a se stessi. Per insorgere contro il governo britannico, dovevano per prima cosa sbarazzarsi del loro modo di pensare da schiavi, e poi, trovare la forza di reagire contro il loro oppressore.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Università di Hull).</p>
<p>(continua)</p>
<p>_______________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare la grande Storia del Mahatma Gandhi ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/gandhi-1-come-divenne-il-mahatma/" target="_blank">Prima parte: come divenne il Mahatma.</a></p>
<p>Seconda parte: l&#8217;intuizione dell&#8217;uso pratico della non-violenza.</p>
<p>_______________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook14.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4996" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook14-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>E’ un’occasione per            conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in            contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo   reale            delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Martin Luther King (5 di 5): l&#8217;assassinio</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 09:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Martin Luther King, il grande difensore non violento dei diritti civili]]></category>
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		<description><![CDATA[Stokely Carmichael, l’uomo del “Black Power”, s’impone come il più logico successore del reverendo King, il movimento delle “Pantere nere” ha ora un suo preciso status, un programma e degli ideali, in cui l’amore per il nemico non trova spazi. I toni dei discorsi di Martin Luther King iniziano ad allinearsi con quelli del nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/martin-luther-king-funeral-procession.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4816" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/martin-luther-king-funeral-procession.jpg" alt="" width="605" height="412" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stokely_Carmichael" target="_blank">Stokely Carmichael</a>, l’uomo del “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Black_Power" target="_blank"><em>Black Power</em></a>”, s’impone come il più logico successore del reverendo King, il movimento delle “<em>Pantere nere</em>” ha ora un suo preciso status, un programma e degli ideali, in cui l’amore per il nemico non trova spazi. I toni dei discorsi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King" target="_blank">Martin Luther King</a> iniziano ad allinearsi con quelli del nuovo movimento radicale: “<em>La vera compassione non consiste solamente nel gettare una monetina ad un mendicante, la compassione ci porta a capire che, se un sistema produce mendicanti, allora deve essere cambiato</em>”.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gtyrYTabh8s?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/gtyrYTabh8s?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Primo gennaio 1967, nuovo manifesto della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Southern_Christian_Leadership_Conference" target="_blank">Southern Christian Leadership Conference</a>: opposizione alla guerra del Vietnam, lotta alla povertà, campagna di disobbedienza civile.</p>
<p>“<em>I piani d’azione di cui necessitiamo adesso non sono stati preparati come avrebbero dovuto, e questo a causa della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_in_Vietnam" target="_blank">guerra in Vietnam</a>. Il cuore della nazione è in Vietnam. E là, dove va il vostro cuore, vanno anche i vostri soldi. In questo senso, la guerra ha intralciato i nostri lavori.</em>” (Martin Luther King)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m05s104.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4817" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m05s104-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>Nell’estate dello stesso anno, a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Newark" target="_blank">Newark</a>, nel New Jersey, la polizia spara a bruciapelo sui ragazzi di colore, e a chiunque osi affacciarsi alla finestra. I neri rispondono con i cecchini <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m14s202.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4818" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m14s202-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>sui tetti, le donne gettano bombe molotov sotto le auto blindate. Trenta neri uccisi, più di mille feriti, e la città devastata. Dopo quattro giorni di guerriglia, a Newark torna la calma, ma a Nord la popolazione bianca comincia ad avere paura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h23m41s145.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4819" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h23m41s145.png" alt="" width="376" height="288" /></a>Un appello raggiunge King a Chicago nel marzo 1968: “<em>Tutti ci hanno abbandonato, non c’è un dio anche per noi?</em>” è la voce degli spazzini sottopagati di Memphis. King, fedele agli impegni sottoscritti nel Manifesto della SCLC, interrompe i preparativi della <em>marcia per i poveri</em>, e si precipita per l’ultima volta al Sud. Grandi cartelli campeggiano tra i manifestanti del 27 marzo. Su di essi la scritta “<em>anche io sono un uomo</em>”. I disordini che scoppiano poche ore dopo l’inizio della manifestazione, rappresentano un ultimo, duro colpo assestato al movimento di Martin Luther King, che è sconvolto, in ginocchio davanti ad una situazione divenuta incontrollabile. Il 3 aprile, a Memphis, la pioggia cade incessantemente ormai da trentasei ore, in città si diffonde la voce di un complotto per assassinare King,</p>
<p>“<em>Alla fine sono arrivato a Memphis, ed alcuni hanno incominciato a discutere delle<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h36m05s33.png"><img class="alignright size-full wp-image-4820" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h36m05s33.png" alt="" width="376" height="288" /></a> minacce che incombono su di me, di quello che mi vorrebbero fare, i nostri malati fratelli bianchi. Bene, io non so cosa mi succederà ora: abbiamo qualche giorno difficile davanti, ma è veramente una cosa che non mi appartiene ora, perché sono stato sulla cima della montagna. Non mi preoccupo. Come tutti, anch’io vorrei vivere una lunga vita, che la longevità abbia il suo corso. Ma non sono preoccupato di questo, ora. Voglio solamente fare la volontà di dio. Egli mi ha permesso di arrivare sulla cima della montagna. E io ho visto oltre… e ho visto… la Terra Promessa. Io non posso venirci con voi, ora, ma voglio che sappiate questa sera, che noi, come popolo, avremo la Terra Promessa. Così stasera io sono felice, e non c’è niente che mi preoccupi. Io non ho paura di alcun uomo. I miei occhi hanno visto la gloria che verrà, la gloria del signore.</em>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/balcony.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4821" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/balcony.jpg" alt="" width="333" height="320" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assassinio_di_Martin_Luther_King" target="_blank">Quattro aprile 1968</a>. Alle 15.15 un signore in abito elegante scende da una Mustang bianca, entra nella pensione di Bessie Brower, chiede una camera che si affacci sul motel Lorraine, proprio di fronte a dove alloggia King. Controlla i finestrini del bagno, poi, paga venti dollari per l’intera settimana. Sul registro, firma John Willard. King, in una stanza del motel Lorraine, con suo fratello Alfred, alle 17.59 esce sulla terrazza a prendere una boccata d’aria. Ha smesso di piovere da più di un’ora, viene chiamato dal suo autista, che dal parcheggio lo invita a scendere. Alle 18.01, una mano preme un grilletto.</p>
<p>Martin cade pesantemente al suolo, colpito in pieno volto.</p>
<p>“<em>Parlerò solo per pochi minuti, stasera, perché ho delle notizie terribili per tutti voi…</em>” <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Kennedy" target="_blank">Robert Kennedy</a> sta tenendo un discorso davanti ad una folla di neri, gli passano un biglietto “<em>…e per tutti coloro nel mondo che credono nella pace, peri cittadini americani. Martin Luther King è stato assassinato questa notte a Memphis.</em>” Due mesi dopo, sarebbe toccato a lui.</p>
<p>Sul caso King, si aprì una lunga serie di interrogativi senza risposta. Undici giugno 1969, il tribunale di Memphis, dopo la lunga indagine <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h54m22s9.png"><img class="alignright size-full wp-image-4822" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h54m22s9.png" alt="" width="376" height="288" /></a>condotta dall’FBI, condanna <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Earl_Ray" target="_blank">James Earl Ray</a> all’ergastolo. E sebbene fossero emersi paralleli inquietanti tra l’assassinio di Kennedy e quello di King, il Dipartimento di Giustizia cancella ogni ipotesi di complotto nei due delitti. Gli investigatori affermarono che, ad uccidere il leader dei diritti civili, ed a spezzare il sogno di King e di milioni di afroamericani, fu solo e soltanto James Earl Ray. Era da considerarsi come un’isolata manifestazione di razzismo. Era la quinta volta che una Commissione speciale esaminava e respingeva l’ipotesi di un complotto nel delitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Martin-Luther-King-Jr-1-12-10.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4823" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Martin-Luther-King-Jr-1-12-10.jpg" alt="" width="498" height="364" /></a>“<em>Quando verrà la mia ora, non fatemi un grande funerale. Se troverete qualcuno che vorrà parlare sulla mia tomba, ditegli di non parlare a lungo. In ogni momento mi chiedo, cosa vorrei che si dicesse di me. Ditegli di non menzionare che ho vinto un Premio Nobel per la Pace. Ditegli di non menzionare che ho ricevuto altri tre o quattrocento riconoscimenti, questo non conta. Ditegli di non menzionare l’istruzione che ho ricevuto. Vorrei che qualcuno ricordasse che Martin Luther King ha cercato di dare la vita per salvare gli altri. Vorrei che qualcuno dicesse che Martin Luther King ha cercato di amare il prossimo. Vorrei che voi diceste che ho provato ad amare e servire l’Umanità. Se proprio volete dire qualcosa, dite che ero un batterista, e che battevo il tempo della giustizia.</em>” (Martin Luther King)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/king.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4824" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/king.jpg" alt="" width="403" height="422" /></a></p>
<p>Nei giorni successivi all’attentato, il desiderio di vendicare la morte di Martin Luther King si trasformò in collera violenta in settantadue città del Paese. L’esercito dovette intervenire per proteggere la Casa Bianca. Washington era in fiamme: non succedeva dai tempi della Guerra di Secessione.</p>
<p>“<em>Nessun errore comesso dai bianchi d’America è più grave dell’assassinio di martin Luther King. Hanno ucciso l’unico uomo della nostra razza in grado di farsi ascoltare tanto dalla vecchia guardia, quanto dai militanti delle masse nere. Questa è una dichiarazione di guerra dell’America bianca al nostro popolo.</em>” (Stokely Carmichael)</p>
<p>“<em>Un uomo è venuto</em></p>
<p><em>Nel nome dell’Amore</em></p>
<p><em>Un uomo è venuto</em></p>
<p><em>E se n’è andato.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Libero infine,</em></p>
<p><em>hanno preso la tua vita.</em></p>
<p><em>Non hanno potuto prendere</em></p>
<p><em>Il tuo orgoglio.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Cos’altro nel nome</em></p>
<p><em>Dell’amore?</em>”</p>
<p>U2 – Pride (in the name of love)</p>
<p>(fine)</p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/">Prima parte – Il caso Rosa Parks</a></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/" target="_blank">Seconda parte – La resistenza non violenta</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">Terza parte &#8211; I have a dream!</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/" target="_blank">Quarta parte &#8211; Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/" target="_blank">Quinta parte &#8211; l&#8217;assassinio</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4827" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook8-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per       conoscere  le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in        contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale          delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (5 di 5): la persecuzione nazista</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 18:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Sigmund Freud]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando Hitler salì al potere in Germania, nel 1933, le peggiori paure di Sigmund Freud sulle forze oscure dell’inconscio si avverarono: era il trionfo della psicosi su larga scala. Il nome di Freud fu uno dei primi ad entrare nella lista nera dei nomi da censurare. Egli commentò: “Che progressi che stiamo facendo! Nel Medioevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h27m17s172.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4783" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h27m17s172.png" alt="" width="640" height="480" /></a>Quando Hitler salì al potere in Germania, nel 1933, le peggiori paure di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud </a>sulle forze oscure dell’inconscio si avverarono: era il trionfo della psicosi su larga scala. Il nome di Freud fu uno dei primi ad entrare nella lista nera dei nomi da censurare. Egli commentò: “<em>Che progressi che stiamo facendo! Nel Medioevo mi avrebbero messo al rogo, ora si accontentano di bruciare i miei libri</em>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h44m46s238.png"><img class="alignright size-full wp-image-4785" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h44m46s238.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Tra i libri al bando, vi era anche un suo saggio scritto nel 1930 “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud#Il_disagio_della_civilt.C3.A0_e_la_nevrosi_collettiva" target="_blank"><em>Il disagio della civiltà</em></a>”, che affrontava il conflitto psichico tra cultura e barbarie.</p>
<p>“<em>Freud divenne sempre più pessimista. Tutto ciò in cui aveva creduto si stava sgretolando, aveva sperato nella capacità della civiltà civile di arrestare gli impulsi distruttivi, ma ora si trovava davanti al crescente potere di un partito che minacciava di distruggere il mondo</em>” (Dottor Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M3AbGpp_Jd0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/M3AbGpp_Jd0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nonostante l’incombente minaccia del nazismo, Freud trascorse le sue vacanze estive nella campagna austriaca, passava il tempo a leggere, a giocare con i suoi cani, e a cogliere fiori. Il 14 settembre 1936, i coniugi Freud festeggiarono le nozze d’oro, a ottant’anni Freud era il patriarca di una numerosa famiglia.</p>
<p>“<em>Eravamo tutti molto legati a lui, e soprattutto dipendevamo da lui. Era lui a provvedere a noi, sotto tutti gli aspetti, sia finanziariamente che psicologicamente. Era un punto di riferimento per l’intera famiglia. </em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Il 13 marzo 1938, la Germania completò <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anschluss" target="_blank">l’annessione dell’Austria</a>, e Hitler marciò su Vienna, ma Freud rifiutava di lasciare la sua casa.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h54m16s69.png"><img class="alignright size-full wp-image-4786" title="In figura, una dell ultime foto di Freud a casa, a Vienna." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h54m16s69.png" alt="" width="407" height="336" /></a></p>
<p>“<em>Pensava che avrebbe potuto continuare a vivere a Vienna, e che tutto si sarebbe aggiustato. Aveva molti amici in posizione di potere, e per questo si sentiva molto tutelato. Era indubbiamente l’ebreo più protetto di tutta l’Austria. Questo, è sicuro.</em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Fu grazie alle sue conoscenze che Freud riuscì a salvarsi: il 14 marzo del 1938, i nazisti irruppero nel suo studio, e per evitare l’arresto, dovette pagare un’ingente somma di denaro. La settimana dopo, i tedeschi arrestarono <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Freud" target="_blank">Anna Freud</a>, che trascorse una giornata nel quartier generale della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gestapo" target="_blank">Gestapo</a>. Alcuni diplomatici americani a Vienna, trasmisero il seguente messaggio alla Casa Bianca: “<em>Nonostante l’età e la malattia, Freud è in pericolo.</em>”. Alla fine, Freud acconsentì a lasciare il Paese.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h59m15s252.png"><img class="alignright size-full wp-image-4787" title="In figura, il telegramma americano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h59m15s252.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Non voleva abbandonare la sua casa, ma dopo molte resistenze, per fortuna, si lasciò convincere. E’ probabile che l’arresto di Anna da parte della Gestapo lo convinse, finalmente, ad emigrare con la famiglia.</em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h06m21s155.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4788" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h06m21s155-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Il 5 giugno 1938, Freud, Martha ed Anna lasciarono Vienna e si trasferirono a Londra. I giornali viennesi, nel commentare la sua partenza, diffamarono il suo lavoro, definendolo “<em>materiale pornografico, tipico di un ebreo</em>”. Le sue quattro sorelle non ebbero il permesso di lasciare Vienna, e morirono nei campi di concentramento.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h07m22s6.png"><img class="alignright size-full wp-image-4791" title="In figura, le quattro sorelle di Freud, assassinate dai nazisti." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h07m22s6.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Poco prima della partenza, il fotografo Engelmann realizzò un reportage nello studio di Freud.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h09m48s174.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4789" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h09m48s174-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>“<em>Ricordo ancora il terrore sulla sua faccia, era così vulnerabile, così spaventato, così timoroso. Ad un certo punto, gli ho chiesto di togliersi gli <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h11m06s191.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4790" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h11m06s191-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>occhiali, e mi ha fatto un vago sorriso. Si è trattato proprio di un piccolo accenno, ma d’altra parte, erano pochi, in quei giorni, a sorridere. Mi fermai da loro quasi una settimana, ero diventato parte della famiglia. Freud mi portava in giro e mi mostrava le foto dei suoi familiari. La figlia Anna, in particolare, era molto depressa, mi disse che vedeva nella gente lo sguardo triste di chi sta per abbandonare tutto, di chi si sta rassegnando.</em>” (Edmund Engelmann, fotografo)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h12m38s87.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4795" title="In figura, Anna Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h12m38s87-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>A Londra, nonostante la calda accoglienza, Freud si sentiva in esilio. Inoltre, il tumore lo aveva di nuovo aggredito, e nell’inverno del 1938 dovette sottoporsi a due nuove operazioni.</p>
<p>Le sue teorie sui sogni, la sessualità e l’inconscio, erano ormai penetrate nella cultura occidentale, eppure Freud si sentiva insoddisfatto, la psicanalisi era oggetto di critiche, e molti non la giudicavano una vera scienza.</p>
<p>“<em>Si sentiva il padre ed il fondatore di una nuova, grande, scienza. Provava una profonda amarezza a dover continuare a lottare, anche da vecchio, per vedere affermate le sue idee. Ciò fu per lui fonte di grande frustrazione e sofferenza, </em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m10s161.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4793" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m10s161-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Seppure vecchio e malato, Freud continuò fino alla fine della sua vita a visitare pazienti, fra questi il famoso pittore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Dal%C3%AD" target="_blank">Salvador Dalì</a>, che fece anche uno splendido ritratto dello psicanalista.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m51s65.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4792" title="In figura, il ritratto di Freud ad opera di Dalì." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m51s65-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il 6 maggio del 1939, Freud festeggiò i suoi ottantatre anni, con il sigaro in mano. A metà giugno, il tumore era diventato inarrestabile: anni prima, Freud aveva fatto promettere alla figlia Anna che, quando sarebbe arrivata la sua ora, avrebbe evitato ogni forma di accanimento terapeutico. Il 23 settembre 1939, Freud comunicò che era giunto il suo momento, la notte stessa morì per una dose letale di morfina.</p>
<p>“<em>Il medico lo aiutò a morire serenamente, e questo fu per lui una liberazione. Non c’era più niente da fare.</em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Le ceneri di Freud sono conservate in un vaso etrusco. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h25m03s113.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4794" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h25m03s113-300x286.png" alt="" width="300" height="286" /></a>Egli si considerava un archeologo della mente, in grado di scavare nell’inconscio, per portare alla luce i segreti più nascosti, come scrisse <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Mann" target="_blank">Thomas Mann</a>: “<em>Se mai alcuna impresa della nostra specie umana rimarrà indimenticabile, questa sarà proprio l’impresa di Sigmund Freud.</em>”</p>
<p>(fine)</p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4798" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook6-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #333399;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
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<p><span style="color: #333399;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Gandhi (1): come divenne il Mahatma, la &#8220;Grande Anima&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 19:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mahatma Gandhi, maestro della non-violenza pratica]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
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		<category><![CDATA[Genere Umano]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
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		<category><![CDATA[Mahatma Gandhi]]></category>
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		<description><![CDATA[“In lui c’era qualcosa di speciale, è riuscito a toccare il cuore della gente in tutto il mondo, anche di coloro che non avessero idea di dove fosse l’India e di quali fossero i suoi problemi.” (James W. Michaels, giornalista di Forbes Magazine) “Aveva un incredibile senso dell’umorismo, sapeva essere molto pungente e a volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi-collage.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4647" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi-collage.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>“<em>In lui c’era qualcosa di speciale, è riuscito a toccare il cuore della gente in tutto il mondo, anche di coloro che non avessero idea di dove fosse l’India e di quali fossero i suoi problemi.</em>” (James W. Michaels, giornalista di Forbes Magazine)</p>
<p>“<em>Aveva un incredibile senso dell’umorismo, sapeva essere molto pungente e a volte persino cattivo,</em>” (Lady Pamela Hicks, figlia dell’ultimo Viceré britannico d’India)</p>
<p>“<em>Aveva la straordinaria capacità di arlare alle folle, chi lo ascoltava aveva la sensazione che si stesse rivolgendo direttamente a lui</em>” (Phillips Talbot, giornalista)</p>
<p>E’ stato un uomo dai mille volti, una guida per un quinto della popolazione mondiale.</p>
<p>“<em>E’ stato un padre ed un amico, in alcuni ritratti era rappresentato come una scimmia, lui vedendoli si metteva a ridere, e per scherzo</em> <em>diceva. ecco la tua scimmietta!</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h30m47s5.png"><img class="alignright size-full wp-image-4653" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h30m47s5.png" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p>“<em>E’ stato fonte di ispirazione per le successive generazioni, il Mahatma Gandhi sapeva quanto fosse difficile diffondere la dottrina della ‘non violenza’, se non se ne è pienamente convinti.</em>” (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tenzin_Gyatso" target="_blank">Il 14° Dalai Lama</a> del Tibet)</p>
<p>“<em>E’ stato ribelle per una giusta causa, era pronto a farsi arrestare per difendere i suoi ideali, una volta disse ‘faremo un voto a Dio, resteremo in origione fino  qando questa legge non verrà revocata</em>” (Dennis Dalton, autore del libro <a href="http://www.amazon.it/Mahatma-Gandhi-Nonviolent-Power-Action/dp/0231122373/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1301771704&amp;sr=8-1" target="_blank">“Mahatma Gandhi”</a>)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-10h20m31s220.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4655" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-10h20m31s220-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>“<em>E’ stato un martire volontario, per la sua Patria. Ad uno dei suoi seguaci, una volta disse ‘morirò per mano di un assassino. Quando questo accadrà, se accetterò quel proiettile con coraggio, pronunciando il nome di Dio, solo in quel momento crederete che sono stato un vero Mahatma’ </em>“ &#8211; (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s9jC7wYT4FM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/s9jC7wYT4FM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nato in una terra ricca di Storia e di Spiritualità, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gandhi" target="_blank">Mohandas Gandh</a>i concepì la propria vita come ricerca della Verità, era uno spirito in continua evoluzione, sempre pronto a sperimentare nuovi modi di vivere e di pensare. Intitolò la sua autobiografia <a href="http://www.amazon.it/libert%C3%A0-Lautobiografia-non-violenza-tascabili-economici/dp/8854120154/ref=sr_1_2?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1301771884&amp;sr=1-2" target="_blank">“<em>Storia dei miei esperimenti con la Verità</em>”</a>.</p>
<p>Il suo lungo cammino ebbe inizio nel 1869 da questa casa borghese a Porbander, città portuale dell’India.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h57m14s166.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4652" title="In figura, la casa natale di Gandhi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h57m14s166-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a> Fin da piccolo, Gandhi fu educato alla disciplina ed alla devozione, sua madre, profondamente religiosa, spesso osservava prolungati digiuni; una volta, durante la stagione delle piogge, fece voto di non mangiare più fino a che non fosse tornato il Sole.</p>
<p>“<em>Gandhi e gli altri membri della famiglia volevano che ricominciasse a mangiare, ma lei diceva di non preoccuparsi, se Dio non voleva che mangiasse, lei non avrebbe toccato cibo.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m28s98.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4654" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m28s98-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Gandhi ammirava sua madre per la devozione, ma non era ancora pronto a seguire il suo esempio. Era il più giovane di quattro figli, ed amava divertirsi. Una volta rubò degli spiccioli per comprare delle sigarette, ma avendo paura del padre, che era un uomo severo, confessò subito il piccolo furto. Invece di punirlo, suo padre lo abbracciò.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m52s143.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4648" title="In figura, il padre di Mohandas Gandhi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m52s143-300x285.png" alt="" width="300" height="285" /></a></p>
<p>“<em>Per aver avuto il coraggio di confessare la Verità, ed entrambi si misero a piangere. Il nonno scrisse nella sua autobiografia che le lacrime che versarono quel giorno furono come una purificazione. Quando la disciplina viene insegnata attraverso l’amore, non può che far crescere il senso di umanità dentro di te. Penso che per lui sia stato proprio così.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h09m03s242.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4649" title="In figura, Gandhi all'età di tredici anni." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h09m03s242-265x300.png" alt="" width="265" height="300" /></a>Nel rispetto della tradizione indù, all’età di tredici anni, Gandhi sposò una coetanea, ed all’inizio fu un marito geloso e possessivo.</p>
<p>A sedici anni si trovò per la prima volta a dover scegliere tra il dovere ed il piacere: una notte, infatti, mentre accudiva il padre malato, sgattaiolò al piano di sopra per stare con la moglie.</p>
<p>“<em>Proprio allora il padre morì. Il servo andò a comunicarglielo. Gandhi rimase sconvolto per ciò che aveva fatto, per tutta la vita continuò a pensare a quel giorno, aveva abbandonato suo padre, e non aveva badato a lui. Questo episodio contribuì a sviluppare quel grande senso del dovere e di responsabilità che lo contraddistinsero in seguito, sarebbe diventato il figlio dell’intera Società, una persona diligente e coscienziosa al servizio del Genere Umano.</em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”)</p>
<p>All’età di diciassette anni, Gandhi lasciò la moglie e la famiglia per andare a studiare legge a Londra. Semplice e schivo di natura, rimase intimidito dal trambusto della grande città.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h14m59s73.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4650" title="In figura, Gandhi all'età di diciassette anni, quando è partito a Londra per studiare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h14m59s73-292x300.png" alt="" width="292" height="300" /></a></p>
<p>“<em>Non sapeva di innovazioni come l’ascensore. Una volta, in un albergo, gli capitò di salirci pensando di essere entrato in una stanza, quando l’ascensore si mosse, lui si spaventò terribilmente.</em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”)</p>
<p>Per un certo periodo di tempo, la sua massima aspirazione fu quella di diventare un perfetto gentiluomo inglese, indossava un cappello a cilindro, e portava un bastone dalla punta d’argento. Prese lezioni di ballo, di violino e di francese. Rimaneva però una persona insicura ed inesperta. Anche dopo essersi laureato in legge, aveva ancora seri dubbi sulla propria capacità di praticare la professione.</p>
<p>“<em>Tornò in India, intraprese la sua prima causa e si rese conto che in tribunale non era in grado di aprire bocca davanti ad un giudice. Era completamente bloccato. Questo insuccesso fu un duro colpo, per lui.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p>Umiliato, cominciò a cercare una via di fuga. L’occasione si presentò grazie ad un’offerta di lavoro in Sudafrica.</p>
<p>“<em>Come era solito dire, fu proprio in quella terra benedetta che trovò il suo Dio.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p>Arrivato in Sudafrica, Gandhi ebbe un’esperienza illuminante. Non sapeva che in quel Paese, gli indiani fossero vittime di discriminazioni da parte degli inglesi. Ingenuamente, acquistò un biglietto di prima classe sul treno per Pretoria.</p>
<p>“<em>Un bianco che viaggiava sullo stesso treno, si accorse di lui e si andò a lamentare con il capotreno. Voleva farlo spostare in terza classe. Gandhi si oppose. Alla fermata successiva, il capotreno lo prese e lo scaraventò brutalmente giù dal treno. L’umiliazione subita fu la molla che fece scattare il suo desiderio di cambiamento. Passo l’intera nottata sul marciapiede della stazione, pensando a come farsi giustizia.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma)</p>
<p>Gandhi descrisse poi quella lunga e gelida notte d’inverno come l’esperienza più creativa della sua vita. Tornare in India e dimenticare quanto era successo, gli sembrava un atto di viltà. Considerò la possibilità di accettare questa condizione di discriminazione, ma dentro di sé si ribellava alla cosa con tutte le forze. Pensò anche di attaccare fisicamente i suoi oppressori, ma sentiva che era un’impresa impossibile. Rimaneva solo un’alternativa: restare lì e opporre resistenza.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Gandhi_group_South-Africa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4651" title="In figura, il gruppo di indiani organizzati da Gandhi in Sudafrica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Gandhi_group_South-Africa.jpg" alt="" width="614" height="448" /></a>Il giorno successivo salì su un altro treno, e nel giro di una settimana aveva già organizzato una riunione di immigrati indiani. A soli 24 anni, i pensieri di Gandhi andavano ben al di là delle preoccupazioni personali, ed abbracciavano una causa molto più grande.</p>
<p>“<em>Sapeva di avere uno scopo da raggiungere, e di dover rimanere in quel luogo, doveva combattere per i diritti della sua gente, ed anche per quelli dei neri. Questo, fu l’inizio di tutto, il momento in cui Mohandas Gandhi divenne il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahatma" target="_blank">Mahatma</a>, la Grande Anima.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p>(continua)</p>
<p>________________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4660" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per           conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in           contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo  reale            delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
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		<title>Martin Luther King (4 di 5): la protesta nera tra rivendicazioni e violenza</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 20:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Luther King, il grande difensore non violento dei diritti civili]]></category>
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		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
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		<category><![CDATA[Passioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Luglio 1964, Martin Luther King entra nella clinica di Saint Joseph, ad Atlanta, per un periodo di riposo. Viene svegliato da una telefonata della moglie Coretta: da Oslo era giunta notizia della proclamazione di Martin Luther King a Premio Nobel per la Pace. “Hanno raschiato il fondo del barile, premiando quel negro, ha provocato più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-leader-del-movimento-nero-non-violento.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4529" title="Martin Luther King - leader del movimento nero non violento" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-leader-del-movimento-nero-non-violento.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a>Luglio 1964, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King" target="_blank">Martin Luther King</a> entra nella clinica di Saint Joseph, ad Atlanta, per un periodo di riposo. Viene svegliato da una telefonata della moglie Coretta: da Oslo era giunta notizia della proclamazione di Martin Luther King a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_pace" target="_blank">Premio Nobel per la Pace</a>. “<em>Hanno raschiato il fondo del barile, premiando quel negro, ha provocato più danni lui in questo Paese di qualunque altro io ricordi.</em>” Commentò <a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">“Bull” Connor</a>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-foto-King-mentre-accetta-il-premio-Nobel.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4530" title="In foto, King mentre accetta il premio Nobel" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-foto-King-mentre-accetta-il-premio-Nobel.jpg" alt="" width="316" height="320" /></a></p>
<p>Un ulteriore riconoscimento il reverendo King lo ottiene dall’udienza privata che il 18 settembre 1964 Papa Paolo VI gli concede in Vaticano. Il Pontefice, con questo atto, vuole sottolineare il pieno appoggio della chiesa alla causa dei diritti civili, era la prima volta dai tempi del Concilio Vaticano II, che il pontefice riceveva un protestante che portava il nome di Martin Lutero.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yu5VycMMvZE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/yu5VycMMvZE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Dopo il Nobel, King non si riposa sugli allori. Nel gennaio 1965 è già a Selma, capoluogo dell’economia del cotone, deciso a riacquisire il controllo sul movimento. Nella piccola città della cosiddetta “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Black_Belt_%28Alabama%29" target="_blank"><em>black belt</em></a>” è vistosamente basso il numero di neri iscritti nelle liste elettorali, rispetto a quelli dei residenti di colore in età di voto. I neri devono affrontare il gigantesco sceriffo Jim Clark, che ha organizzato una squadra di trecento volontari a cavallo, armati con pungoli da bestiame.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-foto-persecuzione-dei-volontari-a-cavallo-di-Jim-Clark.png"><img class="alignright size-full wp-image-4531" title="In foto, persecuzione dei volontari a cavallo di Jim Clark" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-foto-persecuzione-dei-volontari-a-cavallo-di-Jim-Clark.png" alt="" width="376" height="288" /></a></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Una-celebre-immagine-di-Malcolm-X.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4532" title="Una celebre immagine di Malcolm X" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Una-celebre-immagine-di-Malcolm-X.jpg" alt="" width="237" height="280" /></a>“<em>A Selma, arriva anche il rivale, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Malcolm_X" target="_blank">Malcolm X</a>, il profeta dei musulmani neri. Si dice che King ed il signor X si fossero incontrati solo una volta, il 26 marzo 1964 a Washington. Il loro incontro aveva tentato di rilanciare una linea d’azione comune all’interno del movimento, ma le due strade rimasero separate. Malcolm X vede nell’uomo bianco l’incarnazione del diavolo, il nemico da combattere con pietre e bastoni, respinge ogni soluzione di compromesso, la sua resistenza è intransigente, e la sua predicazione prende di mira la società capitalista, ‘</em>è questa a produrre il razzismo<em>’. King, tuttavia, approva l’intuizione dell’amico-rivale sull’internazionalizzazione del problema dei neri, ma Malcolm X era per lo più una mente svincolata dalle dottrine, e per quanto ci fosse stata un’evoluzione nel suo pensiero, continuò a predicare la violenza, fino a quando la violenza stessa se lo sarebbe portato via</em>” (Kelly West, giornalista).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>1965 – 1967 Da Selma a Chicago</em></strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-dello-sceriffo-segregazionista-Jim-Clark.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4533" title="Foto dello sceriffo segregazionista Jim Clark" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-dello-sceriffo-segregazionista-Jim-Clark.jpg" alt="" width="216" height="290" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King#Selma_.281965.29" target="_blank">Domenica 7 marzo 1965</a>, 650 neri intraprendono una marcia di ottanta chilometri. La strategia della SCLC, per evitare l’arresto dei capi, prevede che King non sia con i dimostranti. I “<em>pretoriani</em>” di Clark attendono il corteo al di là del ponte autostradale, in assetto da guerra. Il terreno alla fine è coperto di feriti, che vengono presi a calci. L’America, indignata, chiede giustizia.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-della-vergognosa-repressione-di-Selma.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4534" title="Foto della vergognosa repressione di Selma" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-della-vergognosa-repressione-di-Selma.jpg" alt="" width="365" height="227" /></a></p>
<p>King ed i suoi ci riprovano due giorni dopo, quando il leader del movimento proclama la mobilitazione nazionale. L’ennesimo nuovo corteo, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King#Il_.22Bloody_Sunday.22_e_la_marcia_su_Montgomery" target="_blank">l’ennesima nuova marcia</a>, muove verso Montgomery. La manifestazione viene da subito dichiarata illegale dal giudice Frank Johnson, l’ingiunzione è di ritirarsi, ma King è titubante. Sa che dopo aver disertato la marcia della domenica, un’altra assenza potrebbe essergli fatale. In quella che sarebbe passata alla storia come la sua ultima marcia, King ordina ai suoi di indietreggiare, mentre i <em>troopers</em> del maggiore Cloud iniziano lo sbarramento del Pettus Bridge, i tentativi di mediazione non violenta segnano definitivamente il tramonto dell’immagine del reverendo King. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nella-foto-i-manifestanti-pacifici-attraversano-il-Pettus-Bridge.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4535" title="Nella foto, i manifestanti pacifici attraversano il Pettus Bridge" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nella-foto-i-manifestanti-pacifici-attraversano-il-Pettus-Bridge.png" alt="" width="376" height="288" /></a>Ormai i radicali lo ritengono un uomo dell’<em>establishment</em>, un leader  a metà, in cui l’anima accomodante del riformista è ormai prevalsa su quella del rivoluzionario. Quel giorno di marzo segnò la frattura nelle relazioni tra i militanti del movimento ed il loro leader.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Ku-Klux-Klan-non-veniva-ricevuto-dalla-polizia-in-tenuta-antisommossa.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4536" title="La foto dimostra che i razzisti estremisti del Ku Klux Klan non venivano ricevuti dalla polizia in tenuta antisommossa" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Ku-Klux-Klan-non-veniva-ricevuto-dalla-polizia-in-tenuta-antisommossa.jpg" alt="" width="346" height="230" /></a></p>
<p>“<em>… e inoltre avremo a disposizione unità di polizia dell’esercito ordinario, che aiuteranno l’azione dello Stato. Queste unità saranno sufficienti per garantire l’incolumità dei cittadini americani. Emetteremo un ordine dalla Corte federale per garantire una marcia pacifica e sicura, senza incidenti o vittime, da Selma fino a Montgomery, in Alabama.</em>” E’ il Presidente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lyndon_Johnson" target="_blank">Lyndon Johnson</a> a sbloccare la situazione, ed annuncia la presentazione al Congresso di una<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Voting_Rights_Act" target="_blank"> legge</a> che avrebbe dovuto abbattere le barriere all’esercizio del diritto di voto.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nella-foto-Johnson-e-King-si-congratulano-per-la-nuova-legge.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4541" title="Nella foto, Johnson e King si congratulano per la nuova legge" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nella-foto-Johnson-e-King-si-congratulano-per-la-nuova-legge-300x231.png" alt="" width="300" height="231" /></a></p>
<p>“<em>Oggi parliamo di problemi diversi, quando parliamo di Birmingham e di Selma. In quei giorni lavoravamo per eliminare la segregazione legale, le umiliazioni e la sensazione di depravazione che circonda il sistema. Adesso ci stiamo muovendo per iniziare la ricerca di una reale uguaglianza, e questo è molto più difficile. Tuttavia non costerà nulla allo Stato de-segregare le mense pubbliche. Serviranno invece miliardi di dollari per fare molte di quelle cose di cui c’è bisogno urgente ora.</em>” (Martin Luther King).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Immagine-della-repressione-a-Watts.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4537" title="Immagine della repressione a Watts" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Immagine-della-repressione-a-Watts.jpg" alt="" width="274" height="320" /></a>Alla fine dell’estate una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fatti_di_Watts" target="_blank">rivolta scoppia a Watts</a>, un quartiere povero di Los Angeles. Nelle strade, l’odio mostra il suo lato più crudele, si scatena una vera e propria “caccia al bianco”, i bersagli preferiti sono i giornalisti, colpevoli di avere redatto reportage diffamatori nei confronti dei neri. Negozi e grandi magazzini sono presi d’assalto, saccheggiati e bruciati. Ci si interrogò a lungo sulle ragioni di una simile violenza, in una città ove la segregazione era da tempo superata, e dove sembrava essersi affermato un clima di tolleranza.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Immagine-di-un-incendio-durante-gli-scontri-a-Watts.png"><img class="alignright size-full wp-image-4538" title="Immagine di un incendio durante gli scontri a Watts" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Immagine-di-un-incendio-durante-gli-scontri-a-Watts.png" alt="" width="338" height="272" /></a></p>
<p>King arriva a Watts quattro giorni dopo la fine della sommossa, ma la maggior parte dei neri del quartiere si dimostra poco sensibile al suo carisma. Non gli resta che recitare il <em>mea culpa</em> per non essere stato capace di raggiungere con la sua predicazione anche gli estremisti del Sud come Rustin, che a Los Angeles era stato il principale agitatore di una rivolta che aveva marcato la trasformazione del movimento in senso rivoluzionario.</p>
<p>Dopola tragica esperienza di Watts, King si trasferisce a Chicago, nell’Illinois, portando la convinzione che solo un’azione nei ghetti del Nord avrebbe dato nuovo slancio nel movimento.</p>
<p>“<em>Se esiste qualche dubbio nella mente di chiunque sul fatto che esista o meno un movimento, qui a Chicago voi lo troverete stasera in questa chiesa. Abbiamo alcuni giorni difficili davanti a noi. Abbiamo la grande e nobile opportunità, di fare di questa splendida città, che sorge sulle sponde del lago Michigan, la splendida città della fratellanza. Domani lasciateci marciare in pace, in dignità, ed in ordine. Basta con le sofferenze. Non molliamo adesso. Così, con  i sottili segnali celesti, e con la luce che ci illumina da secoli, noi tutti cominceremo a cantare: ‘</em>Gloria, alleluia, gloria alleluia, gloria alleluja<em>’ noi siamo qui per marciare</em>”</p>
<p>Cinque mesi dopo, il 5 giugno 1966, James Meredith, un giovane di 32 anni che aveva sfidato i razzisti di Oxford chiedendo l’iscrizione all’Università, inizia una <em>marcia contro la paura</em>, che sarebbe dovuta terminare a Jackson, capitale del Mississippi; durante la marcia viene ferito da tre colpi di fucile. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-di-James-Meredith-a-terra-colpito-da-fucilate.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-4539" title="Foto di James Meredith a terra, colpito da fucilate" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-di-James-Meredith-a-terra-colpito-da-fucilate-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" /></a>Vari leaders e volontari del movimento nero arrivano in Mississippi per continuare la marcia che era stata bruscamente interrotta. Il leader estremista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stokely_Carmichael" target="_blank">Stokely Carmichael</a>, partecipa con la pistola in tasca, i neri sono ormai stanchi di farsi sparare addosso, tutto sembrava indicare la fine dell’epoca non violenta, il tramonto del sogno di Martin Luther King.</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/">(clicca qui per il seguito: l&#8217;assassinio di Martin Luther King)</a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-di-Stokely-Carmichael-leader-nero-stanco-di-farsi-sparare.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4540" title="Foto di Stokely Carmichael, leader nero 'stanco di farsi sparare'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-di-Stokely-Carmichael-leader-nero-stanco-di-farsi-sparare-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a></p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/">Prima parte – Il caso Rosa Parks</a></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/" target="_blank">Seconda parte – La resistenza non violenta</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">Terza parte &#8211; I have a dream!</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/" target="_blank">Quarta parte &#8211; Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/" target="_blank">Quinta parte &#8211; l&#8217;assassinio</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4547" title="Unisciti al gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook21-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Nikola Tesla (5): il futuro appartiene a me!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 19:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Tesla, l'uomo che ha inventato il XX secolo]]></category>
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		<description><![CDATA[“Molte delle carte di Nikola Tesla non sono mai state ritrovate, nessuno ne sa niente. Forse il loro contenuto è davvero delicato, forse è meglio augurarsi che non vengano mai alla luce. Per ora sono un mistero” (Samantha Hunt, autrice del libro “The invention of everything else”) Oggi che il lavoro di Tesla è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nikola-Tesla.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4427" title="Nikola Tesla" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nikola-Tesla.jpg" alt="" width="525" height="700" /></a>“<em>Molte delle carte di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nikola_Tesla" target="_blank">Nikola Tesla</a> non sono mai state ritrovate, nessuno ne sa niente. Forse il loro contenuto è davvero delicato, forse è meglio augurarsi che non vengano mai alla luce. Per ora sono un mistero</em>” (Samantha Hunt, autrice del libro “The invention of everything else”)</p>
<p>Oggi che il lavoro di Tesla è stato rivalutato, emerge con chiarezza che le sue idee sono in anticipo sui tempi di almeno un secolo. Più di cento anni fa, infatti, egli mette già le basi <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Tesla-celebrato-nella-sua-Madrepatria-la-Serbia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4428" title="Tesla celebrato nella sua Madrepatria, la Serbia" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Tesla-celebrato-nella-sua-Madrepatria-la-Serbia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>per un’energia ecologica.</p>
<p>Nei soli Stati Uniti si consumano più di 20 milioni di barili di petrolio al giorno, ed il prezzo della benzina è sempre più alto. Cento anni fa Tesla intuisce ciò che accadrà in futuro.</p>
<p>Scrive: “<em>Se per produrre energia continuiamo ad usare combustibili fossili, ben presto avremo esaurito una delle nostre principali risorse. E’ un metodo barbaro e dobbiamo smettere nell’interesse delle generazioni future.</em>”</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/X65UXEe0Odk?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/X65UXEe0Odk?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>“<em>Secondo Tesla, il ritmo ed il modo con cui la società bruciava combustibile non rinnovabile, era stupido. Il petrolio aveva appena fatto la sua comparsa, ma egli già capiva che presto sarebbe stato necessario trovare fonti alternative.</em>”</p>
<p>Tesla anticipa lo studio e l’elaborazione di ciò che oggi chiamiamo “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energie_rinnovabili" target="_blank"><em>energie rinnovabili</em></a>”. Nel 1901 egli brevetta un sistema per utilizzare l’energia radiante, in particolare si tratta di sfruttare l’energia del Sole e dei raggi cosmici.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Tesla-Motors.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4425" title="Tesla Motors" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Tesla-Motors.jpg" alt="" width="360" height="240" /></a>“<em>Nikola Tesla fu uno dei primi a comprendere che avremmo avuto a disposizione una fornitura infinita di energia proveniente dal Sole. Scommetto che sarebbe rimasto sorpreso a scoprire che oggi <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Brevetto-di-Tesla-per-lo-sfruttamento-dellenergia-radiante.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4426" title="Brevetto di Tesla per lo sfruttamento dell'energia radiante" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Brevetto-di-Tesla-per-lo-sfruttamento-dellenergia-radiante-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>usiamo davvero l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_solare" target="_blank">energia solare</a>.</em>” (Sam Barros, ingegnere meccanico alla KVA effects)</p>
<p>Secondo lo scienziato serbo, anche la Terra è una fonte importante. Nel 1931 scrive un articolo per il New York Times, intitolato “<em>I futuri metodi dell’energia</em>”, nel quale suggerisce l’uso dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_geotermica" target="_blank">energia geotermica</a>.</p>
<p>Scrive Tesla: “<em>Tutto ciò che serve è trovare un modo rapido ed economico per immergersi a grande profondità e accedere a questa gigantesca energia geotermica.</em>”</p>
<p>Oggi c’è un produttore di automobili che sta rendendo onore all’intuizione di Tesla riguardo all’uso di energia verde. La <a href="http://www.teslamotors.com/" target="_blank">Tesla Motors</a> di San Carlos, in California, produce un’auto che accelera da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi. Grazie ad una versione moderna del <em>motore ad induzione</em> inventato da Tesla, quest’auto ha un’autonomia di 300 km.</p>
<p>Tesla è anche un pioniere dell’illuminazione ecologica. Le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lampada_fluorescente" target="_blank">lampadine fluorescenti</a> che illuminano l’Esposizione Universale di Chicago del 1893 durano più a lungo di quelle di Edison, e sono le antesignane delle lampadine a risparmio energetico usate oggi.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Filamento-della-lampadina-di-Edison.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4423" title="Filamento della lampadina di Edison" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Filamento-della-lampadina-di-Edison-300x240.png" alt="" width="300" height="240" /></a>“<em>Ecco una lampadina di </em> <em>Edison. Il filamento è fatto di carbonio, e l’energia che lo attraversa lo scalda, producendo così una luce di colore bianco. E’ poco efficiente perché molta dell’elettricità che entra nella <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lampada-ad-incandescenza-di-Tesla.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4424" title="Lampada ad incandescenza di Tesla" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lampada-ad-incandescenza-di-Tesla-300x175.png" alt="" width="300" height="175" /></a>lampadina produce più colore che luce. Tesla invece usava una tecnologia che si basava su un principio differente, e che non produceva calore. Essa generava luce grazie ad un gas inserito all’interno del tubo, nel quale si trovavano anche degli elettrodi che eccitavano il gas e, grazie alla corrente, eccitavano il gas, incendiandolo, e quindi diffondendo luce su tutto il perimetro. Il risultato, così, era una luce splendente, più fredda ed anche più efficiente di quella di Edison. Le lampadine a fluorescenza di oggi funzionano seguendo lo stesso principio. Il gas all’interno viene eccitato grazie ad un alto voltaggio. Esattamente ciò che Tesla aveva progettato.</em>”<em> </em>(Jeff Behary, curatore del museo di elettroterapia)</p>
<p>Quante altre idee di Tesla sono corrette, ma troppo avanzate per il suo tempo? Se finora la Storia ha ignorato questo genio, oggi lo sta riscoprendo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nikola-Tesla-in-una-bella-foto-giovanile.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-4432" title="Nikola Tesla in una bella foto giovanile" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nikola-Tesla-in-una-bella-foto-giovanile-223x300.gif" alt="" width="223" height="300" /></a>“<em>Credo che un giorno dovremo studiare a fondo tutte le idee di Tesla, e riscoprire quei segreti che egli ci voleva svelare. </em>” (Jeff Parisse, diretore dei fenomeni elettrici della KVA Effects)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-bobina-di-Tesla1.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4434" title="La bobina di Tesla" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-bobina-di-Tesla1-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
<p>“<em>Nikola Tesla ha contribuito a forgiare il mondo così come lo conosciamo oggi, e ci sono voluti anni perché lo riconoscessimo, ma ora le cose stanno cambiando. </em>“ (Tom Jones, professore di ingegneria elettrica all’Università di Rochester)</p>
<p>“<em>Forse la maggiore eredità di Tesla è il suo spirito creativo, che non mette confini al pensiero, e che davvero crede che tutto sia possibile.</em>”(Samantha Hunt, autrice del libro “The invention of everything else”)</p>
<p>“<em>Lasciamo al futuro dire la verità, e valutare ogni invenzione in base alla sua reale efficacia. Il presente è in mano loro, ma <strong>il futuro, che è ciò per cui io davvero lavoro, appartiene a me</strong>. Nikola Tesla</em>”</p>
<p>(fine)</p>
<p>___________________</p>
<p>Vi invitiamo alla lettura del bell’articolo di Massimo Teodorani, autore del libro <strong>“Tesla, lampo di Genio”</strong>, <a href="http://www.macroedizioni.it/approfondimenti/_tesla_day_intervista_a_teodorani.php" target="_blank">clicca qui</a>.</p>
<p>___________________</p>
<p>Potete guardare, ascoltare e leggere le puntate di <strong>“Nikola Tesla, l’uomo che inventà il XX° secolo”</strong> ai link:</p>
<p><a href="../2010/09/uomo-che-ha-inventato-il-20%C2%B0-secolo/" target="_blank">Prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/01/nikola-tesla-2-uomo-che-invento-il-xx-secolo/" target="_blank">Seconda parte</a></p>
<p><a href="../2011/02/nikola-tesla-3-la-vittoria-della-corrente-alternata/" target="_blank">Terza parte: la vittoria della corrente alternata</a></p>
<p><a href="../2011/03/nikola-tesla-4-gli-ultimi-anni-del-genio/" target="_blank">Quarta parte: gli ultimi anni del Genio</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/nikola-tesla-5-il-futuro-appartiene-a-me/" target="_blank">Quinta parte: il futuro appartiene a me!</a></p>
<p>___________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook17.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4429" title="Unisciti al gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook17-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per       conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in       contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale         delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (4 di 5): Eros e Thanatos</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 09:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante il successo accademico negli Stati Uniti, le teorie freudiane faticavano ad affermarsi. Alcuni tra i suoi più famosi allievi, tra ci Carl Jung, iniziavano a dissentire su elementi cruciali del pensiero di Sigmund Freud, che si sentì tradito. “Pretendeva assoluta lealtà, e di fronte a divergenze teoriche insanabili preferì rompere i rapporti.” (Walter Freud, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4270" title="Eros e Thanatos" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a>Nonostante il successo accademico negli Stati Uniti, le teorie freudiane faticavano ad affermarsi. Alcuni tra i suoi più famosi allievi, tra ci <a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Carl Jung</a>, iniziavano a dissentire su elementi cruciali del pensiero di Sigmund Freud, che si sentì tradito.</p>
<p>“<em>Pretendeva assoluta lealtà, e di fronte a divergenze teoriche insanabili preferì rompere i rapporti.</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>La rottura con Jung fu molto dolorosa, era il suo allievo prediletto, e per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud</a> fu un vero tradimento. Per ben tre volte svenne in presenza di Jung nel corso di accese discussioni. La rottura definitiva tra i due si ebbe nel 1914.</p>
<p>Per difendersi da future defezioni, Freud creò un <em>Comitato segreto</em> per i discepoli che <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Comitato-segreto-dei-discepoli-di-Freud.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4271" title="Il Comitato segreto dei discepoli di Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Comitato-segreto-dei-discepoli-di-Freud.jpg" alt="" width="512" height="367" /></a>promettevano di difendere sempre le sue teorie. Avevano perfino un anello come simbolo di appartenenza.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lanello-di-appartenenza-al-Comitato-dei-discepoli-freudiani.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4272" title="L'anello di appartenenza al Comitato dei discepoli freudiani" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lanello-di-appartenenza-al-Comitato-dei-discepoli-freudiani-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu la riprova della veridicità delle teorie di Freud sul lato oscuro dell’inconscio, e sulla psicologia umana.</p>
<p>“<em>La Prima Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nell’animo di Freud, tutti e tre i suoi figli maschi erano stati arruolati nell’esercito austriaco. Inoltre, la morte di migliaia di persone accentuava le sue paure sulla natura umana, e sul suo potenziale di aggressività distruttiva</em>”<em> </em>(Dr. Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p>Gli anni della guerra ebbero pesanti ripercussioni sulla vita e sul pensiero di Freud. Cercava di lavorare, ma i tempi erano durissimi: senza riscaldamento e perfino senza cibo, tentava di farsi pagare addirittura in patate.</p>
<p>Anche dopo la guerra, Freud visse momenti di grande dolore. La figlia prediletta, Sophie, morì nel 1920.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ylJuFdnkU8E?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/ylJuFdnkU8E?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Sei settimane dopo, Freud pubblicò una delle sue opere più cupe e controverse: “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Al_di_l%C3%A0_del_principio_del_piacere" target="_blank"><em>Al di là del principio del piacere</em></a>”. In questo saggio sostenne che nell’uomo esiste un conflitto tra<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos-olio-su-tela.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4273" title="Eros e Thanatos, olio su tela" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos-olio-su-tela.jpg" alt="" width="497" height="403" /></a> <em>pulsione di vita</em> e <em>pulsione di morte</em>.</p>
<p>“<em>Freud riteneva che ogni essere umano è guidato da due diversi istinti, </em>Eros <em>e </em>Thanatos<em>: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thanatos" target="_blank">Thanatos </a>è la pulsione di morte, che si manifesta nell’aggressione e nell’autodistruzione, mentre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eros_%28mitologia%29" target="_blank">Eros </a>è la pulsione costruttiva, di vita.</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>“<em>Per Freud, la pulsione di morte presente in ogni uomo, se non tenuta a freno, è diretta principalmente verso forme di autodistruzione.</em>” (Dr. Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Al-di-là-del-principio-del-piacere.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4274" title="Al di là del principio del piacere" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Al-di-là-del-principio-del-piacere.gif" alt="" width="300" height="487" /></a>Un altro duro colpo fu la scoperta nel 1923 di un tumore maligno al palato, per cui gli venne tolta una parte della mandibola. Fu la prima di una lunga serie di operazioni, 33 in sedici anni. Per separare la bocca dalla cavità nasale gli fu applicata una grossa protesi che gli procurava dolori atroci; di giorno doveva essere rimossa e pulita, e per questo Freud aveva adibito un’apposita stanza nel suo studio.</p>
<p>“<em>Il tumore al palato causò molti problemi a mio nonno. Aveva difficoltà nel parlare, ed anche nel mangiare. Forse per questo era così distaccato e stava sulle sue. Non capitava mai, per esempio, che mi prendesse in braccio.</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>Nonostante la malattia, Freud non riuscì mai a smettere di fumare, un incredibile fallimento per il più famoso psicanalista del mondo.</p>
<p>“<em>Diceva di avere bisogno dei sigari per essere creativo e produttivo, penso che per lui fumare fosse la cosa più importante, persino più importante della sua salute.</em>“ (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>“<em>Il vizio del fumo era la sua consolazione. I sigari sono qualcosa che si succhia, come quando si prende il latte materno, è un comportamento legato ad un desiderio di amore <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-non-riuscì-mai-a-smettere-di-fumare.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4275" title="Freud non riuscì mai a smettere di fumare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-non-riuscì-mai-a-smettere-di-fumare-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>e di nutrimento, purtroppo Freud non analizzò mai a sufficienza questa sua dipendenza, ed alla fine gli fu fatale.</em>” (Dr. Leo Rangell, psicanalista)</p>
<p>Negli anni ’20, Freud era ormai noto per la sua professione a livello internazionale. Un giornale di Chicago arrivò perfino ad offrirgli 25.000 dollari per psicanalizzare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leopold_e_Loeb" target="_blank">Leopold e Loeb</a>, due adolescenti benestanti che avevano ucciso un amico. Nel 1924 un produttore di Hollywood, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Goldwyn" target="_blank">Sam Goldwyn</a>, volò fino a Vienna e gli offrì un compenso di 100.000 dollari per chiederne la collaborazione nella stesura di sceneggiature a sfondo sentimentale.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-anziano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4276" title="Freud anziano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-anziano.jpg" alt="" width="320" height="233" /></a>“<em>Freud respinse l’offerta, il rifiuto finì sulle prime pagine dei giornali, e questo ci fa capire quanto fu diventato ormai oggetto di ammirazione. Era visto come una sorta di guida mistica in grado di penetrare l’animo umano. </em>“ (Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>Nonostante tutta la sua esperienza, egli però non fu mai in grado di comprendere le donne. Le chiamava “<em>il continente oscuro</em>”. Famosa è la sua domanda: “<em>cosa vogliono le donne?</em>”, ma le risposte che diede furono sempre insoddisfacenti ed offensive.</p>
<p>“<em>Freud riteneva che l’uomo fosse superiore alla donna perché ha il pene. Questa era la sua convinzione di fondo.</em>” (Gloria Steinem, giornalista e leader femminista)</p>
<p><em>Secondo Freud le donne provano invidia nei confronti dell’uomo perché non hanno il pene, e per questo si sentono inferiori. Da qui scaturisce una serie di pesanti affermazioni, come quella che ‘</em>la donna a trent’anni è così rigida che non potrà più cambiare<em>’, o che ‘</em>la donna ha un superego ridotto<em>’, erano affermazioni molto categoriche.</em>” (Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana)</p>
<p>Freud non aveva molti rapporti con le donne, ma poco a poco iniziò a sviluppare un rapporto di dipendenza molto stretta dalla figlia più giovane, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Freud" target="_blank">Anna Freud</a>, che in seguito divenne una <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Anna-Freud.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4277" title="I volti di Anna Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Anna-Freud.jpg" alt="" width="419" height="449" /></a>psicanalista. Nel 1918 Sigmund Freud ruppe perfino una delle regole della psicanalisi, iniziando segretamente ad analizzare la figlia.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Anna-Freud-col-padre.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4278" title="Anna Freud col padre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Anna-Freud-col-padre.jpg" alt="" width="225" height="303" /></a>“<em>Cominciò ad analizzare Anna, il che è, a mio avviso, quanto di più simile ad un incesto, seppure di natura intellettuale ed emotiva. Anna gli faceva da infermiera, da segretaria, da figlia. Era un rapporto molto profondo, da vera e propria relazione, nella quale però non c’era assolutamente il sesso.</em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud</p>
<p><em>Se si pensa che il ruolo di un genitore sia quello di crescere un figlio rendendolo libero ed autonomo, è evidente che questo non avvenne tra Freud e la figlia. </em>“<em>D’altra parte, per Freud, i figli maschi sviluppano una forte aggressività nei confronti del padre che vedono come un rivale. Freud forse preferì eleggere come suo successore la figlia, dalla quale si sentiva meno minacciato.</em>“  (Gloria Steinem, giornalista e leader femminista)</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/">(clicca qui per il seguito: &#8220;la persecuzione nazista&#8221;)</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="../2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4279" title="Logo facebook-group" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group8-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per  conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in  contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale    delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Martin Luther King (3 di 5): &#8220;I have a Dream!&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 10:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Martin Luther King, il grande difensore non violento dei diritti civili]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì Santo, 12 aprile 1963: Martin Luther King, alla testa del corteo marcia sul Municipio di Birmingham, in Alabama. Ad attenderlo gli uomini di Eugene “Bull” Connor, il capo della polizia, razzista feroce, temuto per i suoi metodi brutali. Per Martin scatta il tredicesimo arresto. In prigione, King scrive la famosa “Lettera dalla prigione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4177" title="Martin Luther King" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King1.jpg" alt="" width="447" height="593" /></a>Venerdì Santo, 12 aprile 1963: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King" target="_blank">Martin Luther King</a>, alla testa del corteo marcia sul Municipio di Birmingham, in Alabama. Ad attenderlo gli uomini di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Eugene_Connor" target="_blank">Eugene “Bull” Connor</a>, il capo della polizia, razzista feroce, temuto per i suoi metodi brutali. Per Martin scatta il tredicesimo arresto. In prigione, King scrive la famosa “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lettera_dalla_prigione_di_Birmingham" target="_blank"><em>Lettera dalla prigione di Birmingham</em></a>”: “<em>Io sostengo che un individuo che infrange una <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eugene-BullConnor-commissario-razzista-convinto.jpg"><img class="size-full wp-image-4178 alignright" title="Eugene 'Bull' Connor, commissario, razzista convinto" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eugene-BullConnor-commissario-razzista-convinto.jpg" alt="" width="246" height="256" /></a>legge ingiusta secondo la sua coscienza, e con disciplina accetta la punizione stando in carcere per scuotere la comunità ed aprirle gli occhi su questa ingiustizia, esprime in realtà il più alto rispetto della legge!</em>”</p>
<p>Nella stessa lettera Martin Luther King scrive la famosa massima: “<strong><em>L’ingiustizia che si verifica in un luogo minaccia la giustizia ovunque</em></strong>”.</p>
<p>Con una telefonata del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Fitzgerald_Kennedy" target="_blank">Presidente Kennedy</a>, la Casa Bianca esprime solidarietà a King, ma per gli estremisti l’arresto e la telefonata sono un piano architettato dal reverendo King per riacquistare credibilità in un momento in cui la sua azione non è più incisiva come una volta.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-segnaletica-di-uno-degli-innumerevoli-arresti-di-King.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4181" title="Foto segnaletica di uno degli innumerevoli arresti di King" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-segnaletica-di-uno-degli-innumerevoli-arresti-di-King-282x300.jpg" alt="" width="282" height="300" /></a>Martin viene liberato quattro giorni dopo. Ha sperimentato sulla sua pelle la prigione di Connor, una prigione oscura, tenebrosa, ma che non lo fa ancora arrivare al punto di rottura. L’intervento presidenziale ha permesso la liberazione di King, ma nulla ha potuto contro l’escalation di violenza a Birmingham; “Bull” Connor trasforma le piazze della città in un moderno Colosseo, lanciando i cani contro i dimostranti. In due giorni fa arrestare tremila neri.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/23yxNHz68j0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/23yxNHz68j0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il 3 maggio 1963 entra nella Storia dell’America come uno dei giorni più brutali dell’intero cammino del Movimento: una giornata di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Cani-della-polizia-lanciati-sui-manifestanti-neri.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4182" title="Cani della polizia lanciati sui manifestanti neri" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Cani-della-polizia-lanciati-sui-manifestanti-neri.jpg" alt="" width="451" height="344" /></a>repressione paragonabile solo a quella perpetrata dai boeri in Sudafrica o dai razzisti dell’Angola.</p>
<p>Dopo i giorni di violenza, la repressione razzista sembra placarsi anche per l’indignazione che esprime l’opinione pubblica mondiale.</p>
<p>Il 10 maggio si giunge ad un accordo: liberazione degli arrestati, desegregazione dei locali pubblici, e cessazione della discriminazione nelle assunzioni. Ancora una volta, il “<em>Mosé nero</em>” ha vinto.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Birmingham-1963-idranti-della-polizia-contro-i-manifestanti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4183" title="Birmingham 1963 - idranti della polizia contro i manifestanti" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Birmingham-1963-idranti-della-polizia-contro-i-manifestanti.jpg" alt="" width="457" height="340" /></a>La calma a Birmingham dura solo due giorni. Il 12 maggio nuove fiamme si alzano sugli edifici, gli idranti si accaniscono sui manifestanti, ed una bomba sventra la facciata della casa del reverendo A. D. King, fratello minore di Martin.</p>
<p>Il furore bianco prova che la politica della mano tesa è inutile, e suscita la reazione di Malcolm X, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Birmingham-1963-la-polizia-attacca-i-dimostranti.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4184" title="Birmingham 1963, la polizia attacca i dimostranti" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Birmingham-1963-la-polizia-attacca-i-dimostranti.jpg" alt="" width="500" height="359" /></a>secondo cui i neri hanno bisogno di qualcuno che lotti con loro, che ne condivida gioie e sofferenze sul campo, e non di genuflessioni o atti di contrizione.</p>
<p>Washington, 28 agosto 1963. Sotto gli occhi di Abramo Lincoln sfilano 200.000 persone, bianchi e neri. Partecipano al corteo anche molte personalità del cinema e dello spettacolo. Sui quotidiani dell’agosto 1963 tiene banco un dibattito sul senso della marcia. Da una <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/King-al-discorso-celeberrimo-di-I-have-a-dream.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4185" title="King al discorso celeberrimo di 'I have a dream'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/King-al-discorso-celeberrimo-di-I-have-a-dream.jpg" alt="" width="350" height="250" /></a>parte chi è d’accordo con King e considera la marcia come una svolta storica per la democrazia, l’inizio di una nuova era, il primo passo per la costruzione di una coscienza nazionale, oltre la distinzione di classe ed oltre il colore della pelle. Dall’altra, c’è chi definisce l’evento come “<em>la Yalta della politica nera</em>”, una sorta di programma offerto dalla “<em>ditta Kennedy</em>”, con il “<em>bianco onorario King</em>” come ospite speciale.</p>
<p>Martin Luther King, durante il discorso alla marcia del 28.08.1963: “<em>Cento anni fa un grande americano nella cui ombra simbolica noi viviamo [Abramo Lincoln, ndr] firmò il ‘</em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proclama_di_emancipazione" target="_blank">Proclama d’Emancipazione</a><em>’. Questa importante affermazione venne come un grande faro di speranza per milioni <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-have-a-dream.gif"><img class="alignright size-full wp-image-4186" title="I have a dream" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-have-a-dream.gif" alt="" width="452" height="381" /></a>di schiavi neri che erano stati bruciati nelle fiamme di una giustizia che rende aridi. Ma cento anni dopo, il nero non è ancora libero. Cento anni dopo, la vita del nero è ancora menomata dai <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/MLK-I-have-a-dream.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4187" title="MLK - I have a dream" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/MLK-I-have-a-dream.gif" alt="" width="300" height="300" /></a>ferri della segregazione, e dalle catene della discriminazione. <strong>Oggi, a dispetto delle difficoltà e delle frustrazioni del momento, io ho ancora un sogno</strong>… è un sogno profondamente radicato nel sogno americano. Ho un sogno. Che questa nazione rinasca e viva il vero significato del suo credo. Noi crediamo in questa verità per se stessa evidente: tutti gli uomini sono creati uguali. Ho un sogno, che un giorno, sulle rosse colline della Georgia i figli dei contadini schiavi e i figli dei padroni saranno in grado di sedere insieme al tavolo della fratellanza. Ho un sogno, che i miei quattro figli un giorno vivranno dove non saranno giudicati per il colore della pelle ma per il loro carattere. Ho un sogno oggi! Questa è la fede con cui ritorno nel sud. Con questa fede saremo in grado di trasformare le discordie in una meravigliosa sinfonia di fratellanza. Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme e di pregare insieme, di lottare insieme, di andare in prigione insieme, di resistere per la libertà insieme, consapevoli che un giorno saremo liberi! Quando facciamo risuonare la libertà da ogni paese ed ogni villaggio, da ogni stato e da ogni città, ci avviciniamo a quel giorno in cui tutti i figli di Dio, uomini neri e bianchi, giudei e pagani, protestanti e cattolici, potranno unire le mani e cantare le parole di un antico spiritual ‘</em>Alla fine liberi, alla fine liberi! Grazie a Dio onnipotente, alla fine siamo liberi!”<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Manifestazione-pacifica-per-i-diritti-civili-dei-neri.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4188" title="Manifestazione pacifica per i diritti civili dei neri" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Manifestazione-pacifica-per-i-diritti-civili-dei-neri.jpg" alt="" width="800" height="320" /></a></p>
<p>Il sogno di King consisteva nel fatto che i principi giuridici e morali alla base della <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_di_indipendenza_degli_Stati_Uniti_d%27America" target="_blank">Dichiarazione d’Indipendenza</a> </em>e della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_americana" target="_blank"><em>Costituzione Americana</em></a> potessero essere finalmente riscattati, dando origine ad una Nazione ove potessero aver luogo l’uguaglianza e la fraternità.</p>
<p>Purtroppo i soli sogni non fanno la Storia. Alle grandi giornate dei neri, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ku_Klux_Klan" target="_blank">Ku Klux Klan</a> reagisce con inaudita brutalità. Il mattino del 15 settembre 1963 una bomba esplode nella spogliatoio della chiesa della 16a strada a Birmingham. L’esplosione dilania quattro bambine.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Ku-Klux-Klan-organizzazione-razzista.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4189" title="Ku Klux Klan, organizzazione criminale razzista " src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Ku-Klux-Klan-organizzazione-razzista.jpg" alt="" width="350" height="282" /></a>Mentre King, al funerale delle piccole vittime si ostina a predicare il perdono, l’odio reciproco tra bianchi e neri non accenna ad arrestarsi, ed in pochi mesi sarebbe diventato contagioso.</p>
<p>Dallas, 22 novembre 1963. Kennedy viene assassinato. Nella stessa città, una maestra di una scuola per soli bianchi <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lassassinio-di-Kennedy-su-La-domenica-del-Corriere.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4190" title="L'assassinio di Kennedy su 'La domenica del Corriere'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lassassinio-di-Kennedy-su-La-domenica-del-Corriere-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a>chiede ai bambini di applaudire, perché “<em>l’amico perfido dei neri ha finalmente avuto ciò che si meritava</em>”. E’ uno dei momenti più tragici nella lotta del movimento nero, e senza dubbio una delle pagine più tristemente note nella Storia dell’America civile.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lyndon-Johnson-ha-firmato-la-Legge-sui-diritti-civili-e-si-congratula-con-King.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4191" title="Lyndon Johnson ha firmato la Legge sui diritti civili, e si congratula con King" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lyndon-Johnson-ha-firmato-la-Legge-sui-diritti-civili-e-si-congratula-con-King.jpg" alt="" width="387" height="290" /></a>Il Congresso, quasi a voler rendere omaggio al Presidente scomparso, il 10 febbraio 1964, approva la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Civil_Rights_Act_%281964%29" target="_blank"><em>Legge sui diritti civili</em></a>. E’ in questo periodo che King diventa consapevole dei pericoli che lo circondano.</p>
<p>Dice: “<em>Questo è quanto accadrà anche a me. Insisto nel dirti che questa è una società malata!</em>”</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/">(clicca qui per il seguito: &#8220;Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza&#8221;)</a></p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/">Prima parte – Il caso Rosa Parks</a></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/" target="_blank">Seconda parte – La resistenza non violenta</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">Terza parte &#8211; I have a dream!</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/" target="_blank">Quarta parte &#8211; Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/" target="_blank">Quinta parte &#8211; l&#8217;assassinio</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4200" title="Logo facebook-group" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group4-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per      conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in      contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale        delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (3 di 5): l&#8217;autoanalisi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 08:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli anni ’90 del secolo XIX, Sigmund Freud aveva ormai acquisito una certa notorietà come specialista di malattie della mente; il suo studio si trovava in un quartiere alla moda di Vienna, in via Berggasse, ove visse e lavorò per i successivi 47 anni. Il 23 ottobre 1896 Freud visse un momento di profonda sofferenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-e-la-scoperta-dellimportanza-delle-pulsioni-sessuali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4040" title="Freud e la scoperta dell'importanza delle pulsioni sessuali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-e-la-scoperta-dellimportanza-delle-pulsioni-sessuali.jpg" alt="" width="416" height="546" /></a>Negli anni ’90 del secolo XIX, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud</a> aveva ormai acquisito una certa notorietà come specialista di malattie della mente; il suo studio si trovava in un quartiere alla moda di Vienna, in via Berggasse, ove visse e lavorò per i successivi 47 anni.</p>
<p>Il 23 ottobre 1896 Freud visse un momento di profonda sofferenza per la morte del padre, decise così di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-con-madre-e-sorella-sulla-tomba-del-padre.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4041" title="Freud con madre e sorelle sulla tomba del padre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-con-madre-e-sorella-sulla-tomba-del-padre.jpg" alt="" width="400" height="314" /></a>affrontare l’analisi dei suoi stessi conflitti più profondi.</p>
<p>Questo suo straordinario viaggio nell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inconscio" target="_blank">inconscio </a>rappresenta un momento fondamentale nella storia della psichiatria.</p>
<p>“<em>L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_psicoanalisi#Le_libere_associazioni_d.27idee" target="_blank">autoanalisi di Freud </a>è qualcosa di davvero straordinario, una vera conquista per la storia della psicanalisi, è la prima volta che un essere umano riesce a superare le proprie difese e resistenze, fino a penetrare nel proprio inconscio.</em>” (Harold P. Blum, direttore degli “Archivi di Freud”)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/b_1h4zpdjFE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/b_1h4zpdjFE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Freud definiva i sogni “<em>la via regia che conduce all’inconscio</em>”, e sviluppò una particolare tecnica per percorrere questa via, la “<em>libera associazione</em>”. La regola fondamentale era l’assoluta sincerità, i pensieri <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lo-studio-di-Freud-ed-il-mitico-divano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4042" title="Lo studio di Freud ed il mitico divano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lo-studio-di-Freud-ed-il-mitico-divano.jpg" alt="" width="320" height="230" /></a>dovevano essere liberi da qualsiasi forma di censura. Ogni sera, dopo il lavoro, Freud si sdraiava sul lettino e dava sfogo ai sogni ed alle libere associazioni.</p>
<p>Un sogno in particolare lo colpì: l’immagine di se stesso che si dissezionava dalla vita in giù. Lo interpretò come la necessità di analizzare e superare le sue numerose <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nevrosi" target="_blank">nevrosi</a>: aveva una fobia per i viaggi… una volta partì per Roma, ma poco dopo tornò indietro. Gli capitava anche di sentirsi svenire quando temeva il confronto con qualcuno, ed aveva una forte dipendenza dai sigari.</p>
<p>Sull’autoanalisi, Freud scrisse: “<em>Sto risalendo alla radice di alcuni dolorosi segreti della mia vita, sto sperimentando su me stesso tutto quello che, come dottore, ho potuto analizzare nei miei pazienti. Ci sono giorni in cui mi sento depresso perché non riesco a comprendere i miei sogni e le mie fantasie. Altri, quando un lampo di genio mi aiuta a fare luce sulle cose.</em>”</p>
<p>“<em>Per circa un anno l’autoanalisi non fece che peggiorare i suoi sintomi, Freud stava letteralmente scavando nel fango, stava portando a galla tutti quei sentimenti che sono <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud.gif"><img class="alignright size-full wp-image-4043" title="Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud.gif" alt="" width="320" height="420" /></a>nascosti nell’inconscio, e che sono fonte di vergogna o di ansietà. Fantasie di incesto, fantasie di morte, forme inaccettabili di rivalità, odi repressi. Freud sosteneva che un essere umano può desiderare la morte di un fratello, o provare desiderio sessuale per la madre, ma per l’epoca parlare di pulsioni sessuali infantili, o di desideri incestuosi era scandaloso</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>Le teorie freudiane sul sesso erano ritenute immorali ed inaccettabili, ma il merito di Freud è stato proprio di analizzare questi comportamenti dal punto di vista scientifico, senza formulare giudizi morali. Questo gli permise di sviluppare una rivoluzionaria <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sessualit%C3%A0_infantile" target="_blank">teoria sulla sessualità</a>: in base ad essa, tutti i bambini passavano attraverso una fase di amore e di odio nei confronti dei genitori.</p>
<p>Freud chiamò questo complesso di pulsioni infantili “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Complesso_di_Edipo" target="_blank"><em>Complesso di Edipo</em></a>”, prendendo il nome dalla nota tragedia di Sofocle, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edipo_re_%28Sofocle%29" target="_blank"><em>L’Edipo Re</em></a>”, in cui il protagonista inconsapevolmente uccide il padre, e diviene sposo della madre.</p>
<p>Di questo Freud scrisse: “<em>Il destino di Edipo ci commuove perché potrebbe essere il nostro. Forse è proprio il destino di tutti orientare i primi desideri sessuali verso la madre, e sviluppare sentimenti di odio e rivalità nei confronti del padre. I nostri sogni ci convincono che le cose stanno così.</em>”</p>
<p>La gente non capì le sue idee, che furono rigettate e furono oggetto di derisione.</p>
<p>“<em>Le sue idee sfidarono la morale dei tempi, fecero fatica ad essere accettate, molti ritenevano che Freud fosse un libertino e che le sue teorie sconfinassero nella pornografia!</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>“<em>Erano teoria che provocavano gelosia e risentimento. Freud sosteneva, di fatto, che i figli, inconsciamente, avrebbero voluto sposare la propria madre. E’ chiaro che i padre non accettassero un’idea del genere!</em>”(Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>L’autoanalisi di Freud durò quattro anni. Non riuscì a curare tutte le sue nevrosi, ma guarì la sua fobia per i viaggi. Nel 1901, infatti, si recò per la prima volta a Roma.</p>
<p>Un altro traguardo importante fu la pubblicazione della sua opera più famosa, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%E2%80%99Interpretazione_dei_sogni" target="_blank"><em>L’interpretazione dei sogni</em></a>”, frutto del poderoso lavoro di ricerca svolto su se stesso e sui suoi pazienti. Il saggio venne pubblicato nel 1899, ma il timbro della data d’uscita riporta 1900. Freud, infatti, voleva inaugurare il ventesimo secolo, si trattava di un’opera che avrebbe rivoluzionato l’epoca moderna, ma nei primi sei anni vendette soltanto 300 copie.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-a-sinistra-Carl-Jung-a-destra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4044" title="Freud a sinistra, Carl Jung a destra" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-a-sinistra-Carl-Jung-a-destra.jpg" alt="" width="353" height="240" /></a>Nel 1900 Sigmund Freud aveva già messo le basi di quella che lui stesso considerò una uova scienza: la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicanalisi" target="_blank">psicanalisi</a>!</p>
<p>Il suo obiettivo principale era di diffondere le sue scoperte, costituendo un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_psicoanalisi#Gli_inizi_del_movimento_psicoanalitico" target="_blank"><em>movimento psicanalitico</em></a> a livello internazionale. Il suo maggiore ostacolo era l’antisemitismo: il suo lavoro venne infatti rigettato in quanto “<em>scienza ebraica</em>”. All’inizio, solo una piccola cerchia di amici appartenenti alla comunità ebraica di Vienna condivise le sue scoperte, cominciando a riunirsi una sera a settimana a casa di Freud, e fondarono un gruppo diventato noto come “<em>La società del mercoledì’ sera</em>”.</p>
<p>Uno dei primi argomenti che affrontarono fu il vizio del fumo, tema che stava particolarmente a cuore allo stesso Freud, che all’epoca fumava tra i venti ed i venticinque sigari al giorno.</p>
<p>Un altro interessante argomento era quello degli scarabocchi, che Freud era solito tracciare durante gli incontri.</p>
<p>In quegli anni Freud continuò a scrivere, ottenendo un successo inaspettato con un saggio che illustrava il mondo dell’inconscio attraverso esempi presi dalla vita di tutti i giorni, introducendo il famoso concetto di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lapsus_freudiano" target="_blank"><em>lapsus freudiano</em></a>”.</p>
<p>“<em>Per </em>lapsus freudiano<em> si intende quegli errori apparentemente involontari, che si compiono nel parlare, o nel comportamento. Sono utilizzati dall’inconscio, che li utilizza per<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Due-grandi-amici-rivali.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4045" title="Due grandi amici-rivali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Due-grandi-amici-rivali.jpg" alt="" width="250" height="208" /></a> esprimersi, superando così la censura della coscienza vigile!</em>” (Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana)</p>
<p>“<em>Conosco bene le teorie di mio nonno, ed il significato dell’espressione </em>lapsus freudiano<em>. Se per esempio, incontrando una persona le si dice ‘arrivederci’, vuol dire che non si desiderava incontrarla!</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Statua-di-Freud-Clark-University.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4046" title="Statua di Freud - Clark University" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Statua-di-Freud-Clark-University.jpg" alt="" width="432" height="576" /></a>Dopouno scambio epistolare, Freud volle incontrare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Jung" target="_blank">Carl Jung</a>, un brillante psichiatra svizzero che si interessava alle sue teorie. Freud finirà per considerarlo il suo più valido successore, ma a rendere Jung interessante agli occhi di Freud non erano le sue idee.</p>
<p>“<em>L’unico non-ebreo all’interno del nascente movimento psicanalitico era Jung. E’ questa la ragione per cui mio nonno mostrò, fin da subito, un grande interesse verso di lui! </em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>Nel 1909 arrivò il riconoscimento internazionale. Freud fu invitato in America a tenere una serie di conferenze presso la <a href="http://www.clarku.edu/" target="_blank">Clark University</a>, a Worcester, in Massachusetts, e ricevette una laurea honoris causa. In quell’occasione commentò: “<em>mi sembrava la realizzazione di un sogno, dopo tante delusioni, la psicanalisi era finalmente diventata una realtà importante nella Comunità scientifica mondiale</em>”</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/">(clicca qui per il seguito)</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook9.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4050" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook9-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;">Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</span></em></strong><span style="color: #000080;"><em> </em></span></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Martin Luther King (2 di 5): la resistenza non violenta</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 17:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Martin Luther King, il grande difensore non violento dei diritti civili]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo alcuni, King sarebbe stato nominato presidente del Montgomery Improvement Association (Associazione per il miglioramento di Montgomery) perché non c’era nessuno che voleva essere identificato come il promotore di un’avventura dal futuro tanto incerto. Il gesto di Rosa Parks aveva però unificato il malumore d un’intera comunità, e l’azione moderata di King aveva cancellato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Un-giorno-la-paura-bussò...-.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3907" title="Un giorno la paura bussò..." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Un-giorno-la-paura-bussò...-.png" alt="" width="626" height="480" /></a>Secondo alcuni, King sarebbe stato nominato presidente del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montgomery_Improvement_Association" target="_blank">Montgomery Improvement Association</a> (Associazione per il miglioramento di Montgomery) perché non c’era nessuno che voleva essere identificato come il promotore di un’avventura dal futuro tanto incerto. Il gesto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Parks" target="_blank">Rosa Parks</a> aveva però unificato il malumore d un’intera comunità, e l’azione moderata di King aveva cancellato la paura dalla gene di colore. E’ l’inizio della rivoluzione nera!</p>
<p>I bianchi razzisti di Montgomery iniziano a temere la forte presa di coscienza del <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-inizia-ad-essere-riconosciuto-leader-della-comunità-nera.png"><img class="alignright size-full wp-image-3908" title="Martin Luther King inizia ad essere riconosciuto leader della comunità nera" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-inizia-ad-essere-riconosciuto-leader-della-comunità-nera.png" alt="" width="376" height="288" /></a>popolo nero, e reagiscono con la mano pesante sul loro leader: il 26 gennaio 1956 <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King" target="_blank">Martin Luther King</a> viene arrestato per la prima volta. L’accusa è di aver guidato a 50 km/h in una strada dove il limite era di 40. La folla dei “fratelli neri” circonda la prigione cittadina: per evitare una sommossa popolare, il capo della polizia decide di rimetterlo in libertà, ma il reverendo King è ormai diventato il bersaglio dell’odio bianco, e lo dimostrano le decine di telefonate minatorie che Coretta riceve a casa ogni giorno. Martin comincia a d avere paura.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cdfKvzHZXw8?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/cdfKvzHZXw8?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Le minacce si concretizzano appena quattro giorni dopo, con l’attentato del 30 gennaio 1956, quando l’esplosione di un ordigno fanno saltare in aria due stanze della casa del pastore. King, casualmente, è ad un comizio.</p>
<p>Kelly West, giornalista: “<em>Tra i ‘</em>fratelli neri<em>’ che assistevano all’incendio, cresceva il desiderio di vendetta, già qualcuno pensava di far saltare la casa del sindaco, ma King riuscì a calmare la folla.</em>”</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lattività-di-Martin-Luther-King-diventa-frenetica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3909" title="L'attività di Martin Luther King diventa frenetica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lattività-di-Martin-Luther-King-diventa-frenetica.jpg" alt="" width="396" height="267" /></a>Martin Luther King: “<strong><em>Io voglio che amiate i vostri nemici, siate buoni con loro, amateli e lasciate che sappiano che voi li amate. </em></strong><em>Io sono il vostro portavoce, come mi avete chiesto, ma voglio dire a tutti che se sarò fermato, il nostro lavoro non si fermerà, perché ciò che facciamo è giusto, e Dio è con noi</em>.”</p>
<p>Kelly West, giornalista: “<em>A coloro che lo criticavano, per aver ‘</em>offerto l’altra guancia<em>’ e per i metodi non violenti, Martin Luther King dimostrò che la non-violenza è per gente che non si arrende, dimostrò a tutta l’America che non vi è ragione di rispondere ad un torto con la violenza, che esiste una strada alternativa all’odio, e questa era la via dell’uomo forte.</em>”</p>
<p>King viene arrestato per la seconda volta. Il Tribunale dell’Alabama lo dichiara colpevole di “<em>cospirazione illegale</em>” per <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-storica-sentenza-della-Corte-ùSuprema-che-abolisce-la-segregazione-degli-autobus.png"><img class="alignright size-medium wp-image-3910" title="La storica sentenza della Corte Suprema che abolisce la segregazione degli autobus" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-storica-sentenza-della-Corte-ùSuprema-che-abolisce-la-segregazione-degli-autobus-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>azioni di boicottaggio, ma un attimo prima della conclusione del processo, sul banco dell’imputato King arriva un biglietto dell’<em>Associated Press</em>. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Boicotaggio_dei_bus_a_Montgomery" target="_blank">segregazione degli autobus</a> dell’Alabama!</p>
<p>Cinque settimane dopo la legge entra in vigore. Alle 5.45 del mattino, una fila lunghissima di persone attende il primo autobus “integrato”, Martin Luther King è alla fermata mentre attorno a lui le cineprese ronzano. E’ l’epilogo di una protesta durata ben 382 giorni!</p>
<p>Mentre redige il bollettino della vittoria, il dottor King ammonisce i suoi seguaci: “<em>Sarei molto deluso se qualcuno di voi tornasse agli autobus schiamazzando ‘</em>gliel’abbiamo fatta ai bianchi<em>’!</em>”</p>
<p>Per quanto grande sia la gioia per aver raggiunto un tale obiettivo, Martin Luther King rifiuta fermamente la provocazione!</p>
<p>E’ il 21 dicembre 1956, l’atmosfera è di festa! Quel natale sarà ricordato come il più bello della Storia per gli afroamericani del Sud!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>1957 – 1960   Gli anni del cambiamento</em></strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Fin-dal-simbolo-la-SCLC-punta-alla-fratellanza-tra-bianchi-e-neri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3911" title="Fin dal simbolo la SCLC punta alla fratellanza tra bianchi e neri" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Fin-dal-simbolo-la-SCLC-punta-alla-fratellanza-tra-bianchi-e-neri-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" /></a>Gennaio 1957 – sull’onda del successo ottenuto a Montgomery, King organizza un movimento politico di portata nazionale, la S.C.L.C. – <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Southern_Christian_Leadership_Conference" target="_blank">Southern Christian Leadership Conference</a>. Nel manifesto dell’associazione si legge “<em>la resistenza non violenta trasforma la debolezza n forza e genera coraggio di fronte al pericolo.</em>”</p>
<p>La mobilitazione pubblica innescata dal boicottaggio prende piede gradualmente anche in altri Stati. Ad Atlanta inizia un boicottaggio simile a quello di Montgomery; a Little Rock, in Arkansas, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dwight_D._Eisenhower" target="_blank">Presidente Eisenhower</a> manda l’esercito a controllare la situazione all’ingresso della segregata Central High School, dove gli studenti di colore hanno messo in piedi un picchettaggio. I soldati sono al comando del generale Edwin A. Walker, che nel 1961 era stato sollevato dal suo incarico perché colpevole di propaganda di estrema destra tra le truppe.</p>
<p>Martin Luther King dirà: “<strong><em>Da qualche parte ho letto della libertà di associazione. Da qualche parte ho letto della libertà di parola. Da <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-ad-uno-degli-innumerevoli-discorsi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3912" title="Martin Luther King ad uno degli innumerevoli discorsi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-ad-uno-degli-innumerevoli-discorsi-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>qualche parte ho letto che la grandezza dell’America sta nel diritto di protestare peri diritti.</em></strong>”</p>
<p>Coretta dà alla luce il primo figlio, Martin Luther King II; con l’inasprirsi del tono della lotta, cresce anche l’odio verso la sua persona.</p>
<p>Kelly West, giornalista: “<em>Il 19 settembre 1958 a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Harlem" target="_blank">Harlem </a>una donna, destinata a rimanere impunita, gli conficcò nel petto un tagliacarte giapponese. La donna sarebbe stata dichiarata malata di mente, ma la strategia di King iniziò ad essere criticata, perché erano proprio le sue marce non violente a generare aggressioni fisiche ed attentati.</em>”</p>
<p>Il 1959 è un anno di frenetica attività per Martin Luther King, percorre 500.000 km, pronunciando più di 350 discorsi. Disse: “<em>Per quattro anni ho cercato di moltiplicarmi, non ho fatto che dare-dare-dare senza fermarmi per meditare come dovrei. Devo riorganizzare la mia personalità ed orientare la mia vita, non posso fermarmi adesso, la Storia mi ha rovesciato sulle spalle un peso che non mi posso scrollare di dosso.</em>”</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-vittoria-elettorale-di-Kennedy-è-un-grande-momento-di-speranza.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3914" title="La vittoria elettorale di Kennedy è un grande momento di speranza" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-vittoria-elettorale-di-Kennedy-è-un-grande-momento-di-speranza-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>Nel 1960 negli Stati Uniti è tempo di elezioni presidenziali; la Casa Bianca in tutto il quinquennio precedente aveva fatto orecchie da mercante davanti alle rivendicazioni del popolo nero, trova in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Fitzgerald_Kennedy" target="_blank">John Fitzgerald Kennedy</a> un abile ed opportunista mediatore. Martin Luther King apprezza il coraggio di un uomo che si è esposto in una situazione così delicata, ed in segno di gratitudine gli garantisce il suo appoggio nella scalata alla Presidenza. Kennedy vince anche grazie alla “valigia di voti” che gli porta il leader nero.</p>
<p>Nei primi mesi del 1961 la grande novità della “rivoluzione” sono i “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Congress_of_Racial_Equality" target="_blank"><em>freedom riders</em></a>”, i “<em>viaggi della libertà</em>”: da ogni parte della nazione, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freedom-riders.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3915" title="Freedom riders" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freedom-riders.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>gruppi di volontari partono in autobus verso i più importanti centri metropolitani del Paese: è l’estensione su scala nazionale della protesta contro la segregazione sui mezzi pubblici le cui conseguenze si consumano in una spirale di violenza. Autobus incendiati e linciaggi ad ogni tappa. L’associazione di King contribuisce ad organizzare questi viaggi ed a sostenerli, anche se il leader non vi partecipa in prima persona. King giustifica la sua assenza spiegando di voler mantenere una facciata di rispettabilità davanti alla legge, al fine di poter mediare più efficacemente con l’amministrazione Kennedy da poco insediatasi.</p>
<p>Tra i suoi seguaci non sono molti coloro che colgono la sottigliezza di questi ragionamenti.. all’inizio degli anni ’60 King sembra cambiato, è un momento di transizione nella sua vita pubblica. Molti leader estremisti neri lo ammoniscono di stare alla larga dalle loro lotte locali, e molti dei più fedeli seguaci lo abbandonano. Le lacune del leader sul piano organizzativo sono evidenti, e gli viene rinfacciata confusione tra obiettivi politici ed obiettivi etici, portati quest’ultimi avanti con tanta ostinazione.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Autobus-incendiato-ai-freedom-riders.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3916" title="Autobus incendiato ai freedom riders" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Autobus-incendiato-ai-freedom-riders-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>Nella primavera del 1963 comincia ad affermarsi la sfiducia in un leader che pare non poter sostenere l’impegno che la Storia gli ha affibbiato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>1963    Birmingham, ovvero la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Segregazione_razziale" target="_blank">segregazione</a> totale</em></strong></p>
<p>Nel 1963 si celebra il 100° anniversario del “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proclama_di_emancipazione" target="_blank"><em>Proclama dell’emancipazione</em></a>” di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abraham_Lincoln" target="_blank">Lincoln</a>, che aveva segnato la fine dello schiavismo in America. Prevale l’opinione per cui sarebbe più saggio festeggiare l’evento in un clima di distensione, e non in quella che veniva considerata la Johannesburg d’America. Persino Robert Kennedy critica il leader nero per aver ripreso la lotta nel momento sbagliato.</p>
<p>King non si scompone, e ad aprile propone il consueto arsenale di sit-in e di picchettaggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/">(clicca qui per il seguito)</a></p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/">Prima parte – Il caso Rosa Parks</a></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/" target="_blank">Seconda parte – La resistenza non violenta</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">Terza parte &#8211; I have a dream!</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/" target="_blank">Quarta parte &#8211; Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/" target="_blank">Quinta parte &#8211; l&#8217;assassinio</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3922" title="Unisciti al gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook5-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
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</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
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