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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>La Rivoluzione Francese (1): il significato della Rivoluzione Americana</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 20:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Rivoluzione Americana del 1775-83 e la Rivoluzione Francese del 1789 sono i due specifici eventi storici che segnano la trasformazione della Civiltà occidentale dall’epoca “moderna”, ove gli assolutismi raggiungono il culmine, e l’epoca “contemporanea”, che si avvia proprio con l’inizio del crollo di tali assolutismi, ed il sorgere delle civiltà borghesi, largamente ispirate alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/revolution_francaise.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5074" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/revolution_francaise.jpg" alt="" width="430" height="339" /></a>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_americana" target="_blank">Rivoluzione Americana</a> del 1775-83 e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_francese" target="_blank">Rivoluzione Francese</a> del 1789 sono i due specifici eventi storici che segnano la trasformazione della Civiltà occidentale dall’epoca “moderna”, ove gli assolutismi raggiungono il culmine, e l’epoca “contemporanea”, che si avvia proprio con l’inizio del crollo di tali assolutismi, ed il sorgere delle civiltà borghesi, largamente ispirate alle idee dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Illuminismo" target="_blank">Illuminismo</a>.</p>
<p>In questa nuova serie di articoli, Grandi Passioni.com vuole ripercorrere e rispiegare essenzialmente l’immensa trasformazione innescata dalla Rivoluzione Francese… ma, per farlo, si tratta di comprendere innanzitutto che, sul piano storico, gli avvenimenti francesi “nascono”, vengono “ispirati” e resi possibili dal nuovo modo di vedere il mondo e le relazioni politico-sociali che, per la prima volta nella Storia dell’Occidente, si manifestano dall’altra parte dell’Atlantico.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/hopkins1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5075" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/hopkins1-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" /></a></p>
<p>In Europa, nel 18° secolo, sorgevano come funghi e si diffondevano i giornali, ma le notizie circolavano ancora lentamente… si sapeva che nelle giovani colonie britanniche del Nord America succedeva qualcosa, ma si trattava di voci ancora confuse e frammentarie. Quasi nessuno, nemmeno le cosiddette “classi dirigenti” compresero rapidamente il significato e l’enormità della Rivoluzione Americana.</p>
<p>II Nord-America era lontanissimo, nessuno si sognava di qualificarlo protagonista. All’epoca, aveva la miseria di due milioni di abitanti, nemmeno considerati &#8220;cittadini”, ma semplici “coloni”, soggetti alla sovranità della Corona britannica.</p>
<p>Avevano bisogno della flotta di Sua Maestà, per difendersi da molteplici minacce: gli indiani a cui contendevano sanguinosamente il possesso delle praterie, dai francesi che controllavano il Canada, dagli spagnoli ben piantati negli odierni Messico e Florida.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/jamestown.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5081" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/jamestown.jpg" alt="" width="420" height="283" /></a>Paradossalmente, a rovinate il dominio inglese in America del Nord furono proprio i trionfi militari. L’Inghilterra fu molto scaltra, per tutta la durata del ‘700, a profittare delle frequenti guerre europee per rinsaldare il proprio dominio oltreoceano, al punto che persino francesi nel Canada e spagnoli in Florida accettarono di diventare colonie inglesi.</p>
<p>Svanendo la minaccia esterna, saliva l’appetito dei coloni per l’indipendenza dalla Madrepatria. Essa, infatti, esigeva salati tributi, che frenavano lo sviluppo dei locali, che, peraltro, si vedevano vietare ogni forma di concorrenza con gli inglesi, compreso il divieto di impiantare fabbriche dei generi più profittevoli, ed obbligo di consegnare le materie prime principali alle navi inglesi.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/cavaliers_in_america.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5082" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/cavaliers_in_america.jpg" alt="" width="432" height="375" /></a></p>
<p>Fino a che i coloni temevano aggressioni francesi e spagnole, la paura bastava a fargli accettare i soprusi economici. Non appena la paura era passata, bastò la modestissima introduzione di una tassa sul té per far esplodere una questione di principio.</p>
<p>I coloni, in stragrande maggioranza di origine inglese, ne avevano ereditato la mentalità, e <strong><em>non erano disposti a tollerare tasse non approvate dai loro rappresentanti</em></strong>. In Inghilterra, il Parlamento era sorto al termine di una lotta secolare, proprio per impedire l&#8217;arbitrio del sovrano. I coloni si erano già urtati su un tema simile, bloccando nel 1765 la pretesa delle autorità inglesi di affibbiargli una parte delle spese belliche sostenute contro francesi e spagnoli. Niente da fare: i coloni erano disposti ad arruolarsi e morire se necessario, ma non a pagare tasse, secondo il principio «senza rappresentanza, niente tasse».</p>
<p>Gli inglesi, testardamente, dimenticarono il precedente, e, per una somma irrisoria, innescarono la miccia del loro disastro.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/teaparty.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5077" title="In figura, l'inizio della rivolta del 1773." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/teaparty.jpg" alt="" width="581" height="388" /></a>Alla fine del 1773, un piccolo gruppo di coloni, camuffati da indiani, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Boston_Tea_Party" target="_blank">assaltarono nel porto di Boston un carico di tè</a>, e lo buttarono a mare. Gli inglesi bloccarono allora la città, mandando i responsabili a un tribunale di guerra. I coloni del Massachusetts, di cui Boston era la capitale, si appellarono ai confratelli delle provincie in cui il territorio era allora diviso.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Boston_1630_1675.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5076" title="In figura, piantina di Boston alla fine del 17° secolo." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Boston_1630_1675.jpg" alt="" width="210" height="194" /></a></p>
<p>La guerra, a quel punto, era ancora evitabile, in fondo i coloni nutrivano un forte senso di fedeltà verso l&#8217;Inghilterra, ma questa commise l’incredibile provocazione di chiamare in aiuto gli indiani, un tradimento, a cui i coloni risposero invocando a loro volta l’intervento degli ex-nemici francesi e spagnoli, a cui si presentava il colpo di fortuna di poterla far pagare agli inglesi, che poco prima li avevano umiliati.</p>
<p>L’Inghilterra si ritrovò così in mezzo non ad un litigio di famiglia, come credeva, ma in una sorta di guerra mondiale, che si estese davvero a tutto il pianeta: la Spagna, nel mediterraneo, faceva sua Minorca, la Francia attaccava le isole dei Caraibi, persino l’Olanda era all’offensiva a Ceylon e a Sumatra. Con tanti fronti aperti, l’Inghilterra non poté concentrare le forze per domare i coloni, appena in ventimila, armati male, ma con un grande condottiero, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_Washington" target="_blank">George Washington</a>, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/George_Washington.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5079" title="George_Washington" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/George_Washington.jpg" alt="" width="268" height="268" /></a>che seppe trasformare l’armata brancaleone di gruppi di volontari in un vero esercito.</p>
<p>Nel 1777 le truppe inglesi subiscono un’importante <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Saratoga" target="_blank">sconfitta a Saratoga</a>, ed il destino del conflitto è deciso, anche se si trascina fino al 1782.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/british-grenadier.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5078" title="In figura, militari inglesi durante la Rivoluzione americana." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/british-grenadier.jpg" alt="" width="460" height="306" /></a></p>
<p>Qui, finalmente, arriviamo al punto cruciale, al vero trionfo dei coloni, che segna la Storia Europea del periodo, rendendo politicamente presenti quelle idee che renderanno possibili la radicalità della Rivoluzione Francese<strong><em>: la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_d%27indipendenza_degli_Stati_Uniti" target="_blank">Dichiarazione d&#8217;indipendenza</a> scritta nel 1776 da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Jefferson" target="_blank">Thomas Jefferson</a>, che metteva nero su bianco delle norme di legge figlie di una concezione politica considerata fin allora sogno di utopisti.</em></strong> Essa diceva che tutti gli uomini nascono uguali e con un certo patrimonio di diritti che niente e nessuno può contestare: il diritto alla vita, il diritto alla libertà e il diritto alla «ricerca della felicità». Ogni uomo può scegliere il proprio destino e l&#8217;organizzazione politica che crede più adatta a favorirlo.</p>
<p>L’uomo è sovrano in quanto è lui stesso che, col suo voto, designa al potere dei «delegati», i quali in nessun caso potranno servirsene per privarlo dei suoi inalienabili diritti, compresa la revoca della delega. Egli si sottometterà alle decisioni della maggioranza, che tuttavia sarà tenuta al più assoluto rispetto delle minoranze e del singolo. Fra i cittadini non ci saranno altre differenze che quelle create dal merito, e quindi non potranno mai diventare ereditarie né qualificare a privilegi. Come i diritti, i doveri saranno uguali per tutti: nessuno, qualunque posto occupi, potrà esserne esentato. Solo la legge, espressione della volontà collettiva, è sovrana.</p>
<p>E’ un grande momento per la Storia dell’Occidente: certo, la democrazia è stata figlia di un lungo e travagliato percorso del pensiero europeo, che inizia con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Calvino" target="_blank">Riforma di Calvino</a>, ma furono proprio i coloni americani a tradurla in un sistema politico che alzava, finalmente, l&#8217;uomo alla dignità di cittadino, lo rendeva uguale a tutti gli altri cittadini, pienamente libero e pienamente responsabile di fronte alla società.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/1_d_1_1-gr4_lrg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5083" title="In figura, battaglia navale franco-inglese, durante la guerra in Nord America." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/1_d_1_1-gr4_lrg.jpg" alt="" width="560" height="331" /></a></p>
<p>Ben più della vittoria militare, fu la coscienza di questa immensa conquista che condusse i coloni alla vittoria.</p>
<p>Di tutto questo, l&#8217;Europa non si rese conto che ben più tardi. Lì per lì essa non seppe vedere nei fatti americani che l&#8217;opportunità di aggredire l’Inghilterra, per sottrarle quel vantaggio che si era assicurata, grazie al dominio dei mari.</p>
<p>La Francia fu particolarmente cieca: da un lato, la flotta riportò grandi successi su quella inglese. Dall’altro lato, le finanze, orrendamente amministrate, uscirono stremate dallo sforzo bellico. Ma nemmeno questo fu l’aspetto più importante. Davvero cruciale fu il contagio ideologico dei soldati francesi che, sbarcando in America per aiutare i coloni, poterono leggerne lo Statuto, e rendersi conto che funzionava benissimo. Videro le energie che sprigionava la nuova società di uomini liberi, fecero loro il sentimento democratico, lo riportarono in patria. La Francia era già sotto l’influenza del pensiero illuminista, specialmente di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Jacques_Rousseau" target="_blank">Rousseau</a>, ed aveva un regime politico ben più decrepito ed arretrato che altrove, ermeticamente chiuso alle esigenze del nuovo mondo moderno. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_XVI_di_Francia" target="_blank">Re Luigi</a> e i suoi lacché credevano di aver rigenerato il prestigio monarchico mandando a picco qualche nave inglese. Invece, l&#8217;avevano condannato a morte. Un mondo stava per finire.</p>
<p>(continua)</p>
<p>_______________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook16.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5085" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook16-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Le Rivoluzioni in Nord Africa rispetto al tramonto dell&#8217;Occidente</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 17:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/mappa-rivoluzioni-nordafrica_1-672-351.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5062" title="In figura, la mappa delle rivoluzioni in Nord Africa." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/mappa-rivoluzioni-nordafrica_1-672-351.jpg" alt="" width="672" height="351" /></a>Lo stravolgimento politico e sociale in Nord Africa è la continuazione di una linea storica tipica del mondo contemporaneo, esplosa a partire dall’inizio del ventesimo secolo: si può dire, in breve, ma resta da argomentare, cosa che intendo fare in questo articolo, che l&#8217;Occidente, a cui tutti apparteniamo, ed anzi ormai domina l’intero Pianeta, sta voltando le spalle alla propria gloriosa e plurimillenaria tradizione.</p>
<p>Il mondo arabo, infatti, appartiene a pieno titolo all’Occidente, cioè a quella grandiosa Civiltà sorta con il pensiero filosofico greco del VI°-V° secolo avanti Cristo. Il mondo arabo ha addirittura risvegliato nel Medioevo la dormiente civiltà europea, l’ha rimessa in relazione alla grande cultura greca, e poi di essa ha compreso la presenza, condividendo così questa dimensione con l&#8217; Europa stessa.</p>
<p>Quindi, quanto sta accadendo in Nord Africa è il modo specifico con cui quella “porzione di Occidente” inizia ad abbandonare la grande tradizione dell&#8217; Occidente.</p>
<p>Anche noi, “occidentali europei”, stiamo percorrendo un percorso analogo, sul quale siamo solo più avanti. Si pensi alle due guerre mondiali: nella prima i Paesi vincenti, democratici, distruggono quel retaggio tutto sommato medievale che è  l&#8217;assolutismo degli Imperi centrali e di quello ottomano, e creano le condizioni per il crollo dell&#8217; assolutismo zarista. Nella seconda, le democrazie distruggono la nuova forma di assolutismo nel frattempo sorto, quello nazionalsocialista e fascista. Non solo: la fine dell&#8217; assolutismo sovietico, alla fine degli anni ’80, è il proseguimento di questo sistema di avvenimenti.</p>
<p>Ed ancora: la crisi del cristianesimo e di quanto, nella cultura occidentale, ad esso si ispira. Il cristianesimo è l’ultima grande filosofia occidentale, assieme all’Islam, che intende essere l&#8217;assoluto che salva eternamente l&#8217; uomo.</p>
<p>Non è finita: a questa crisi generalizzata della tradizione non sfugge nemmeno quell’altra forma che è il capitalismo, e qui dobbiamo intenderci. Non sto parlando dell’attuale crisi economica internazionale, ma della progressiva e strisciante concezione che non vede più nel capitalismo una «legge economica e sociale naturale ed eterna» che garantisce la salvezza economica… sempre più è inteso come un accadimento storico, senz’altro potente, ma privo della forza della “necessità”, soprattutto a causa della devastazione planetaria che innesca senza poterla fermare.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/libia_insorti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5063" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/libia_insorti.jpg" alt="" width="408" height="279" /></a>Il tramonto della tradizione dell&#8217; Occidente investe tutti gli aspetti della cultura occidentale che nascono all’ombra delle grandi forze che ho sopra elencato… ecco qualche grande esempio… l’Arte, che dalla fine dell’ottocento rifiuta di doversi limitare al modello del  “bello assoluto” della cultura classica, da cui la creazione di un mondo nuovo, con l&#8217; arte «astratta», o la musica atonale che non rispetta l’ordinamento musicale tradizionale.</p>
<p>La persona comune percepisce, vede questi stravolgimenti, ma non ha comprensione che essi sorgano, siano guidati – anche se in genere può sembrare il contrario – dal grande pensiero filosofico contemporaneo, che negli ultimi due secoli continuamente dimostra ed argomenta che la Verità, quindi un Ordinamento definitivo ed “autentico” del mondo, non solo non è desiderabile, ma è proprio <em>impossibile</em>. Questo è il senso profondo della nota frase di Nietzsche «Dio è morto», ovvero è morta quella Verità assoluta cercata dal pensiero classico che vuole l’innegabilità, la stabilità, al di sopra e dominatrice della Storia, del Tempo, del Divenire.</p>
<p>Persino la Scienza moderna, che nel mondo contemporaneo è la più alta e creduta espressione della “Potenza” con cui l’uomo vuole dominare la Natura e la propria esistenza, risente e, senza in genere rendersene conto, è dominata da questo atteggiamento filosofico. Neppure le scienze naturali, quelle logico-matematiche, pretendono più di essere Verità assolute, ma solo ipotesi o leggi statistico-probabilistiche di cui è sempre possibile la falsificazione. Poi, nel campo delle regole, con cui gli uomini regolano i propri rapporti sociali e giuridici, il diritto rinuncia all’idea di «diritto naturale», quindi assoluto, vero, “naturalmente” presente nella coscienza di ogni uomo… si afferma il «diritto positivo», posto dall&#8217; uomo in determinate circostanze storiche, ma che in ogni momento potrebbe decidere di cambiare, se le circostanze lo richiedono.</p>
<p>Il tramonto della grande tradizione dell&#8217; Occidente è una specie di vortice, al cui vertice c’è il pensiero filosofico contemporaneo, e poi a salire le discipline che ne vengono influenzate, le istituzioni che su queste discipline si bsano, ed infine la grande massa di persone che abitano l’Occidente (ovvero, oggi, praticamente tutto il Pianeta).</p>
<p>Così, gli abitatori del Nord Africa, per lo più, nulla sanno di filosofia, come del resto le masse europee, nordamericane, cinesi, ecc… eppure, hanno sotto gli occhi gli effetti di questo atteggiamento sulle cose e sugli eventi del mondo&#8230; la filosofia, prima piano, e poi con crescente intensità, guida convinzioni, costumi, opere, istituzioni dell’Occidente… una guida di intensità crescente, fino a diventare travolgente, e che proviene dal vertice filosofico, anche se le masse non lo percepiscono nemmeno di sfuggita.</p>
<p>Nel caso concreto africano, si dice, i giovani possono vedere il mondo grazie alla televisione, Internet, ai cellulari. Questo è immediatamente visibile. Ciò che è meno visibile, ma infinitamente più potente, è il sottile intuito che il mondo sta cambiando… certo, sta cambiando in profondità, molto rapidamente, ma soprattutto lungo una direzione molto particolare, di cui si ha, quando si ha, un lieve intuito.</p>
<p>I mezzi di comunicazione gridano mille diverse prospettive, nessuna delle quali si differenzia se non per la capacità, gridando, di farsi sentire più delle altre, ma così facendo si pongono tendenzialmente tutte sullo stesso piano, nessuna prevale e domina le altre, nessuna si pone, né pensa di farlo, come valore assoluto e definitivo.</p>
<p>Certo, il mondo tradizionale si propone nei mass-media, tenta di usarli come strumento, ma proprio perché ogni messaggio si propone come il più importante, ecco la percezione di un livellamento generale, e la tradizione è solo “una delle voci”, non più quella “vera”. Questo, ripeto, è solo l’aspetto a tutti visibile di qualcosa che ha origine nella profondità del pensiero filosofico contemporaneo.</p>
<p>Guerre, rivoluzioni, stravolgimenti sociali, a partire dal ventesimo secolo, hanno un carattere radicale del tutto diverso dai conflitti dei secoli precedenti: anche prima erano terribili, sanguinose e dolorose, e certo abbattevano ordinamenti assolutistici, ma quelli che li sostituivano rimanevano tali.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/5370898820_2e28c238841.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5064" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/5370898820_2e28c238841.jpg" alt="" width="500" height="409" /></a></p>
<p>Per questo, si può dire con convinzione che, nel <em>lungo</em> periodo, le tirannidi assolutiste del Nord Africa non sfoceranno in nuove forme di assolutismo, come, ad esempio, l’integralismo islamico. E&#8217; possibile invece che succeda nel <em>breve</em> periodo, in attesa che anche questa recente forma di assolutismo venga spazzata via.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Certo, l’abitatore dell’Occidente ha fedi, valori, sapere, convinzioni in qualche modo derivanti dalla tradizione occidentale, resta a dir poco irritato a sentir dire che alla filosofia spetta una funzione decisiva ai destini del mondo (<em>e, a dirla tutta, ci sono funzioni ancora più profonde e decisive che qui non sono state nemmeno accennate, ma ci ritorneremo</em>)… ma l’abitatore dell’Occidente abita una porzione del vortice più o meno lontana dal vertice filosofico, una porzione che si è formata e sviluppata su questo vertice, ne è un’immagine, ma proprio perché immagine pare differenziarsi dal vertice stesso, e non permette di scorgerne l’estrema e definitiva potenza.</p>
<p>Proprio per questo le grandi forze della tradizione occidentale credono ancora di essere “forze”, e non, come sono, sulla soglia del definitivo tramonto: teocrazia, Stato assoluto ed «etico», capitalismo, democrazia, persino il comunismo marxista, gridano l’immortalità della loro visione del mondo, per cui si candidano, e spingono, per guidarlo. Credono di essere forze, e non sanno, né possono percepire la voce della potenza del vertice dell’Occidente, ovvero l&#8217;essenza della profondità estrema del pensiero del nostro tempo, costituita da pochi pensatori essenziali, che, se ascoltata e capita, rivelerebbe che si è solo all&#8217; inizio del processo con cui la tradizione occidentale sta tramontando.</p>
<p>___________________________</p>
<p>Il presente articolo è ispirato al pensiero di Emanuele Severino, uno dei massimi filosofi viventi.</p>
<p><strong>GrandiPassioni.com si occupa molto delle sue opere e del suo pensiero, che potete leggere, e spesso ascoltare, ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/2010/09/severino-la-nostra-origine-1/" target="_blank">Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/10/severino-a-nostra-origine-2/" target="_blank">Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, seconda parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/10/severino-spiega-nostra-origine-3/" target="_blank">Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, terza ed ultima parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/12/severino-etica-e-capitalismo-1/" target="_blank">Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/01/severino-etica-e-capitalismo-2/" target="_blank">Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, seconda parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/02/severino-etica-e-capitalismo-3/" target="_blank">Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, terza parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/01/invito-ad-un-sapere-superiore/" target="_blank">Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/02/invito-ad-un-sapere-superiore-2/" target="_blank">Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, seconda parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2009/12/la-conversazione-il-mio-contributo/" target="_blank">Le basi della filosofia occidentale, ispirato dalle opere di E. Severino: La conversazione, il mio contributo – prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/conversazione-contributo-2/" target="_blank">Le basi della filosofia occidentale, ispirato dalle opere di E. Severino: La conversazione, il mio contributo – seconda parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/03/cosa-significa-dio-1/" target="_blank">Dio secondo i filosofi, incontro promosso dalla “Fondazione Corriere della Sera”, prima parte</a></p>
<p>______________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Logo-facebook-group.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5061" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Logo-facebook-group-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>La terrificante storia del fascismo (8): i compromessi con monarchia e chiesa</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 09:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La politica è l’arte dei compromessi, e così anche il regime mussoliniano deve accettane molti, assai più numerosi rispetto ai totalitarismi comunista sovietico e nazionalsocialista tedesco. Per questa ragione, il regime mussoliniano viene spesso definito “totalitarismo imperfetto”. “La politica è l’arte del compromesso, per tutti, anche per i dittatori. Anche Mussolini non sfugge a questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/re-duce.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-5013" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/re-duce-707x1024.jpg" alt="" width="400" height="579" /></a>La politica è l’arte dei compromessi, e così anche il regime mussoliniano deve accettane molti, assai più numerosi rispetto ai totalitarismi comunista sovietico e nazionalsocialista tedesco. Per questa ragione, il regime mussoliniano viene spesso definito “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fascismo#Fascismo_e_totalitarismo" target="_blank"><em>totalitarismo imperfetto</em></a>”.</p>
<p>“<em>La politica è l’arte del compromesso, per tutti, anche per i dittatori. Anche Mussolini non sfugge a questa regola. Contrariamente a ciò che spesso si pensa e si dice, Mussolini non era un decisionista, anzi era un uomo che rivelava molte incertezze. Secondo molte testimonianze, tra cui quella del capo della polizia politica, Leto, Mussolini era uomo che metteva il visto di approvazione anche a proposte assolutamente in contraddizione tra loro. Tendeva a dare ragione all’ultimo con cui parlava. Mussolini strinse molti compromessi non soltanto all’interno del Paese, ma anche in politica internazionale, verso l’esterno, e questi furono per lui molto più difficili, sarà proprio la politica internazionale a portarlo alla rovina.</em>” (Piero Melograni, storico).<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/razzismo21.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5035" title="In figura, caloroso saluto tra i due dittatori, che si rispettavano molto... un rapporto che li porterà alla rovina." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/razzismo21.jpg" alt="" width="282" height="312" /></a></p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nmPNorBJFrY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/nmPNorBJFrY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong><em>Il compromesso con la monarchia</em></strong></p>
<p>Il principale compromesso è con la monarchia: il movimento fascista, agli inizi, è repubblicano, ma <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mussolini" target="_blank">Mussolini </a>si rende conto ben presto che la pregiudiziale repubblicana non gli permetterebbe di arrivare al potere.</p>
<p>“<em>Mussolini fu, sin dall’inizio, un uomo di spirito, tendenza e prospettive dittatoriali. La sua dittatura, però, tese ad affermarsi in un contesto che era caratterizzato dalla presenza di molte forze. Il comportamento di Mussolini, nei confronti di questi poteri, durante i due decenni di permanenza al potere, fu di ricerca di soluzioni, di compromessi.</em>” (Luciano Cafagna, professore emerito dell’Università di Pisa).</p>
<p>Subito dopo la Prima Guerra Mondiale, durante il cosiddetto “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biennio_rosso" target="_blank"><em>biennio rosso</em></a>”, 1919-1920, si parla apertamente in Italia di “Repubblica” e di “Assemblea Costituente”, ma i socialisti ed i comunisti subiscono una dura sconfitta, mentre la monarchia rimane in piedi. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pag.-II-Guardie.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5014" title="In figura, &quot;Guardie rosse d'occupazione&quot;, foto del cosiddetto &quot;biennio rosso&quot;." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pag.-II-Guardie.jpg" alt="" width="454" height="294" /></a>Considerata la svolta conservatrice in atto nel Paese dopo il “<em>biennio rosso</em>”, il capo dei fascisti giudica conveniente scendere a patti con il Re e con le forze politiche di destra.</p>
<p>“<em>Mussolini ed i fascisti apparivano come un argine alle pretese, che allora apparivano eccessive, dell’azione sindacale post-bellica, che erano particolarmente accese.</em>” (Luciano Cafagna, professore emerito dell’Università di Pisa).</p>
<p>Nell’aula di Montecitorio, dopo le elezioni politiche del 1921, i 35 deputati fascisti siedono all’estrema destra, vicino ai monarchici ed ai conservatori. Ex socialista rivoluzionario ed ex repubblicano, Mussolini comincia a dichiararsi agnostico sul problema “Repubblica” o “monarchia”.</p>
<p>“<em>Tra i poteri istituzionali, la monarchia in primo luogo, e poi la chiesa, e poi ancora il potere economico, le forze armate. Ecco, con tutti questi poteri, il fascismo stipula, già prima della sua andata al potere, nei mesi precedenti alla <a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/fascismo-4-marcia-su-roma/" target="_blank">marcia su Roma</a>, una serie di accordi più o meno taciti, di compromessi, secondo cui queste forze, che operano nella società, trovano una loro qualche convenienza.</em>” (Professor Giovanni Sabbatucci, dell’Università “La Sapienza” di Roma).</p>
<p>E’ il 20 settembre del 1922, pochi giorni prima della marcia su Roma, Mussolini pronuncia ad Udine un discorso decisamente filo monarchico, anche se tenta disperatamente di non perdere il consenso dei fascisti repubblicani.</p>
<p>“<em>Quando il futuro Capo del governo d’Italia fece esplicita dichiarazione di assoluta fedeltà a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_Savoia" target="_blank">Casa Savoia</a>, rimane consacrata alla Storia come il decisivo collaudo della fede, della forza, della disciplina delle camicie nere, e dell’incondizionato consenso del popolo italiano.</em>” (dal filmato propagandistico “<em>La marcia su Roma</em>” del 1922, audio del 1938).</p>
<p>Nel discorso di Udine, Mussolini rivaluta la tradizione sabauda del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risorgimento" target="_blank">Risorgimento</a>, e quando un fascista repubblicano gli grida, in modo provocatorio, “<em>Viva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mazzini" target="_blank">Mazzini</a></em>”, Mussolini precisa che non prenderà di mira l’istituto monarchico, anche perché, dice, la maggioranza degli italiani “<em>non sono pronti per la Repubblica</em>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Mazzini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5022" title="In figura, Giuseppe Mazzini, uno dei padri morali dell'Unità d'Italia, i cui ideali repubblicani vengono distorti dai fascisti." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Mazzini.jpg" alt="" width="210" height="290" /></a></p>
<p>“<em>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nazionalismo#Il_Nazionalismo_italiano" target="_blank">nazionalismo fascista</a>, che era uno dei cardini del pensiero e dell’atteggiamento fascista, non poteva prescindere dalla tradizione risorgimentale, quindi Mazzini era visto come una sorta di profeta, ma per quanto riguarda le soluzioni offerte da Mazzini, beh, su quelle si glissava, poi, alla fine, mentre rimaneva in piedi la tradizione monarchica.</em>” (Luciano Cafagna, professore emerito dell’Università di Pisa).</p>
<p>Mussolini aggiunge: “<em>In fondo, io penso che la Monarchia non ha alcun interesse ad osteggiare quella che ormai bisogna chiamare la rivoluzione fascista.</em>”, osa perfino rivolgersi all’ala fascismo, affermando: “<em>Perché noi siamo repubblicani? In un certo senso, perché vediamo un monarca non sufficientemente monarca!</em>”</p>
<p>“<em>Noi abbiamo il paradosso di un regime che si dice rivoluzionario, che presenta la marcia su Roma come il suo momento fondativo, come la sua presa della Bastiglia, anche se noi oggi sappiamo che non è così, un regime che si presenta come un agente di rottura, che però non riusciamo a vedere, a cogliere, quando andiamo a vedere i poteri reali, così come sono distribuiti, così come sono esercitati nel corso del ventennio.</em>” (Professor Giovanni Sabbatucci, dell’Università “La Sapienza” di Roma).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/italobalco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5015" title="In figura, ritratto di Italo Balbo, figura di spicco del regime fascista." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/italobalco.jpg" alt="" width="283" height="360" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Balbo" target="_blank">Italo Balbo</a> capisce che Mussolini ha voluto rassicurare il Re, per arrivare presto al potere, e subito dopo quel discorso chiede a Mussolini “<em>siamo dunque alla vigilia?</em>”, intende dire la vigilia della marcia su Roma, al che il futuro Duce conferma “<em>siamo alla vigilia!</em>”. Manca poco meno di un mese alla marcia su Roma, e Mussolini ha già preso le sue decisioni: i fascisti promettono al re di dargli la forza che gli manca, quella degli ex combattenti che hanno sconfitto gli austriaci nel 1918, con la battaglia di Vittorio Veneto.</p>
<p>Due giorni dopo la marcia su Roma, Mussolini arriva nella capitale per essere nominato Presidente del Consiglio dei Ministri, fa un inchino davanti al Re, si scusa per presentarsi dinanzi a lui in camicia nera anziché in abito da cerimonia, e pronuncia la fatidica frase: “<em>porto a Vostra Maestà l’Italia di Vittorio Veneto, riconsacrata dalla vittoria. Sono il fedele servo di Vostra Maestà.</em>”<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Vittorio_Emanuele_III_incontra_Mussolini.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5016" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Vittorio_Emanuele_III_incontra_Mussolini.jpg" alt="" width="449" height="380" /></a></p>
<p>“<em>Una rivoluzione senza rivoluzione, ma anche questo è un discorso da fare con qualche cautela. Sì, è vero che Mussolini ed il fascismo stipulano con i cosiddetti ‘poteri forti’ una serie di compromessi, ma si tratta di compromessi che <strong>non sono mai definitivi</strong>. Mussolini ed il fascismo di riservano di riaffrontare questioni che avevano provvisoriamente risolto, da posizioni di forza, mano a mano  che il regime si fa più forte, mano a mano che il consenso aumenta o il dissenso scompare.</em>” (Professor Giovanni Sabbatucci, dell’Università “La Sapienza” di Roma).</p>
<p>Questo è il primo compromesso di Mussolini: il Re resterà Capo dello Stato, e con poteri tali che gli consentiranno, il 25 luglio del 1943, di destituire Mussolini, e di farlo arrestare. Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Senato_del_Regno_d%27Italia" target="_blank">Senato del Regno</a> continua, inoltre, ad essere di nomina regia, anche se Mussolini può proporre i nomi di molti nuovi senatori.</p>
<p>“<em>Signori senatori,signori consiglieri nazionali! Nessun dubbio sfiora la mia mente, per quanto riguarda l’avvenire del popolo italiano, avvenire garantito dalle armi e dalla sempre più profonda coscienza unitaria nazionale, temprata dalla guerra, e i compiti, non meno ardui, della pace. </em>” (Discorso del Re, Vittorio Emanuele III, all’inaugurazione della ventottesima legislatura, Roma, 20 aprile 1929).</p>
<p>Soprattutto, le Forze Armate continuano a giurare fedeltà al Re, e non a Mussolini. I vessilli dei reggimenti conservano lo stemma sabaudo, senza affiancarlo con i fasci littori, e sulle mostrine delle loro divise, tutti i militari portano le stellette, non i fasci. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/imafge5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5017" title="In figura, le mostrine militari dell'epoca fascista, con le stellette, senza i fasci littori." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/imafge5.jpg" alt="" width="364" height="344" /></a>Il Re rimane Capo supremo della forza militare, ed è anche grazie a questo suo potere che riuscirà a  destituire Mussolini, senza che nessuno osi ibellarsi, nemmeno i membri della milizia fascista.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/89072ua.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5018" title="In figura, Mussolini passa in rassegna dei militari, ma questi giureranno sempre fedeltà al Re, non al Duce." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/89072ua-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/00115_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5024" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/00115_1.jpg" alt="" width="170" height="145" /></a>“<em>Nella linea maestra della linea politica fascista, prima delle grandi sconfitte, la monarchia sarebbe dovuta sempre più scivolare nell’ombra, rispetto al rifulgere, diciamo così, della novità del fascismo.</em>” (Luciano Cafagna, professore emerito dell’Università di Pisa).</p>
<p>Mussolini deve recarsi periodicamente a rapporto dal Re, come un fedele servitore, anche se talvolta tra i due nascono gravi tensioni. Per esempio, nel dicembre 1928, quando viene promulgata una legge sul “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Consiglio_del_Fascismo" target="_blank">Gran Consiglio del Fascismo</a>”, che attribuisce a questo organo politico di avanzare proposte riguardanti la successione al Trono, i poteri del Re, e le prerogative regie. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/07-Vittorio-Emanuele-III-Mussolini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5019" title="In figura, Mussolini e Vittorio Emanuele." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/07-Vittorio-Emanuele-III-Mussolini.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a>Oppure, nel marzo 1938, quando la Camera dei fasci e delle corporazioni approva per acclamazione il conferimento, sia al Re, sia a Mussolini, i gradi di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_maresciallo_dell%27Impero" target="_blank">Primi Marescialli dell’Impero</a>”, ponendoli, in tal modo, sullo stesso piano. Il Re si infuria, e comunica al Duce che, in altre circostanze, un simile affronto, lo avrebbe indotto ad abdicare.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/ante_maresciallo_italia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5020" title="In figura, Cappello militare da Maresciallo dell'Impero." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/ante_maresciallo_italia.jpg" alt="" width="150" height="120" /></a></p>
<p>“<em>La nomina congiunta del Re e del Duce come ‘Primi Marescialli dell’Impero’, è una cosa di dubbio gusto, diciamo così, ma che aveva chiaramente un profilo concorrenziale, e sicuramente come tale doveva essere stata poco gradita dalla monarchia. Però stava a significare che ci si stava muovendo su una direzione di parallelismo.</em>” (Luciano Cafagna, professore emerito dell’Università di Pisa).</p>
<p>Di conseguenza, molti sostengono che nell’Italia mussoliniana ci fu non tanto una monarchia, ma una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diarchia" target="_blank">diarchia</a> Duce-Re. Secondo altri, il Re mantiene pur sempre un primato rispetto al Duce.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Mussolini_8a.gif"><img class="alignright size-full wp-image-5021" title="In figura, Mussolini in atteggiamento da comandante della Marina militare." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Mussolini_8a.gif" alt="" width="438" height="500" /></a>“<em>Sembra che il Re temesse che, nel caso in cui la situazione fosse degenerata, i fascisti avrebbero finito per rivalersi su di lui, visto che l’altro ramo della famiglia, gli Aosta, era quasi tutta dichiaratamente filo fascista. Temendo perciò una crisi dinastica, e temendo di essere sostituito, perché si rese conto ce una buona parte dell’Italia liberale, e una buona parte dei cosiddetti poteri che contano erano favorevoli alla soluzione fascista. A questo punto, fece un passo indietro, e favorì l’avvento del fascismo al potere.</em>” (Ivano Granata, Professore all’Università di Milano).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-16-12h19m11s232.png"><img class="alignleft size-full wp-image-5031" title="In figura, è il Re a camminare accanto a Hitler, un fatto che per il dittatore tedesco era sconvolgente." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-16-12h19m11s232.png" alt="" width="446" height="246" /></a>Hitler, quando arriva in Italia, per la visita di Stato del maggio 1938, rimane sconvolto nel constatare come accanto a lui cammini il Re, e non Mussolini, che non è Capo di Stato. E’ talmente sorpreso ed impressionato dal potere del Re Vittorio Emanuele III, che ordina di cacciare immediatamente dall’esercito tedesco tutti i generali di tendenze monarchiche.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/09_01.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5023" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/09_01.jpg" alt="" width="210" height="184" /></a>“<em>Il rapporto tra il fascismo e la monarchia è un rapporto che, io penso, non sia mai stato un rapporto di simpatia, ma piuttosto un rapporto di necessità. Per la monarchia, per resistere ad un’ondata che sembrava ormai irresistibilmente votata alla Repubblica, e per il fascismo la faticosa accettazione di un’autorità diversa dalla propria. Con la monarchia era davvero un grande compromesso, ma era tale da permettere di coprire tutti gli altri compromessi. Facilitò molte operazioni che il fascismo intendeva compiere, e compì, nel resto della società italiana.</em>”</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ti82kQH2qpE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/Ti82kQH2qpE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong><em>Il compromesso con la chiesa cattolica</em></strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pio-XI-a-colloquio-con-Mussolini-11-febbraio-1929.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5025" title="In figura, Pio XI a colloquio con Mussolini, 11 febbraio 1929." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pio-XI-a-colloquio-con-Mussolini-11-febbraio-1929.jpg" alt="" width="277" height="360" /></a>Un’altra forza politica con la quale Mussolini deve trattare, è quella della chiesa cattolica. In quel periodo, i <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/180px-Balilla_e_mussolini.gif"><img class="alignright size-full wp-image-5030" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/180px-Balilla_e_mussolini.gif" alt="" width="180" height="331" /></a>papi sono tutti e solo italiani, e possiedono un grande ascendente sui fedeli. L’Italia di quegli anni è molto più contadine che non l’Italia di oggi, ed il mondo contadino è sempre stato, tradizionalmente, molto vicino alla religione, alle parrocchie, a sacerdoti.</p>
<p>La chiesa cattolica, inoltre, possiede organizzazioni giovanili che il regime non scioglie, in primo luogo la “<em>azione cattolica</em>” e la “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/F.U.C.I.#Tra_le_due_guerre" target="_blank"><em>f.u.c.i.</em></a>”, la federazione degli universitari cattolici, che si contrappone ai “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/G.U.F." target="_blank"><em>g.u.f.</em></a>”, gruppi universitari fascisti.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/italia-in-guerra-4.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5028" title="In figura, un esempio dello sforzo fascista di inquadrare i giovani in organizzazioni controllate dal regime." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/italia-in-guerra-4.jpg" alt="" width="375" height="321" /></a></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Sn7amq_320a.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5029" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Sn7amq_320a.jpg" alt="" width="216" height="188" /></a>“<em>Il 24 maggio all’Università ‘La Sapienza’ c’era una manifestazione di commemorazione della data, il ventiquattro maggio, appunto.Un cieco di guerra avrebbe parlato agli studenti; c’erano, nel cortile, molti del g.u.f., e molti della f.u.c.i., e molti di noi avevano il distintivo di entrambe le organizzazioni. Agli iscritti del g.u.f. dispiaceva molto vedere questo distintivo della f.u.c.i. accanto al loro, si avvicinarono ad un gruppo di studenti in cui c’era anche mio fratello Sergio, e cercarono di strappare questi distintivi. Alle loro resistenze furono percossi, malmenati, sempre una ventina contro due o tre. </em>” (Vera Paronetto, ex membro del f.u.c.i.)</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pio_XI#I_rapporti_con_il_regime_fascista" target="_blank">Pio XI</a>, eletto papa nel febbraio del 1922, ha un rapporto molto ambivalente con Mussolini, con cui stipula la conciliazione del 1929, e che definisce “<em>uomo della provvidenza</em>”, ma diffida di lui, e soprattutto diffida dei rapporti che il Duce instaura con Hitler.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/patti_lateranensi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5026" title="In figura, la firma dei Patti lateranensi, che regolano i rapporti tra Stato e Chiesa. Una grande vittoria politica per Mussolini." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/patti_lateranensi.jpg" alt="" width="445" height="280" /></a>“<em>Alla stipula del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patti_Lateranensi" target="_blank">Concordato del 1929</a>, seguì, dopo un paio d’anni, uno scontro piuttosto duro, con le organizzazioni cattoliche, sul tema, che al fascismo stava particolarmente a cuore, dell’organizzazione dell’inquadramento della gioventù. Questo avveniva due anni dopo la firma dei </em>Patti lateranensi<em>. Questo è un esempio, ma ce ne sono tanti altri, del fatto che il compromesso, che sicuramente esisteva, e che sicuramente ha condizionato il volto e le pratiche del regime fascista, è un compromesso che non si poteva considerare raggiunto una volta per tutte.</em>” (Professor Giovanni Sabbatucci, dell’Università “La Sapienza” di Roma).</p>
<p>Alla vigilia della sua morte, Pio XI sta preparando un’enciclica contro il razzismo, ed un discorso contro <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pacelli12.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5027" title="In figura, Pio XII, papa Pacelli, con cui torna la calma nei rapporti tra chiesa e fascismo." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pacelli12-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Mussolini. Pio XI vuole accusare Mussolini di aver violato il Concordato, poiché, con le leggi razziali, ha vietato il matrimonio tra due persone battezzate, se una di esse appartiene alla comunità israelitica.</p>
<p>Il papa tiene moltissimo a questo discorso, che avrebbe conseguenze molto gravi sul rapporto tra Stato e Chiesa, e che suscita molte preoccupazioni in Vaticano, soprattutto nel cardinale Pacelli, che diventerà papa subito dopo la morte di Pio XI. Per fortuna di Mussolini, Pio XI muore il 10 febbraio 1939, poche ore prima del decimo avversario della Conciliazione, la data da lui stabilita per pronunciare il discorso antimussoliniano. Dal diario di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galeazzo_Ciano" target="_blank">Galeazzo Ciano</a>, si capisce che, avendo avuto notizia della morte di quel papa, Mussolini, più che indifferente, ne è sostanzialmente lieto.</p>
<p>Con il nuovo papa, il cardinale Pacelli, che ha assunto il nome di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pio_XII_e_l%27Olocausto" target="_blank">Pio XII</a>, tutto cambia, ed i rapporti tra chiesa e regime migliorano, almeno fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p>(continua)</p>
<p><em>_________________________________</em></p>
<p>Purtroppo il fascismo non è un cancro estirpato una volta per tutte&#8230; ecco alcuni link d&#8217;esempio, il cui commento lascio al vostro buon senso.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/politica/11_aprile_05/ddl-partito-fascista_fd63f03e-5f97-11e0-a9b0-e35a83b9ad3b.shtml" target="_blank">Primo articolo</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/04/06/news/il_manifesto_di_scilipoti_e_co_cos_simile_a_quello_degli_intellettuali_fascisti-14578301/?ref=HREC1-5" target="_blank">Secondo articolo</a></p>
<p><em>_________________________________</em></p>
<p><strong>La “Terrificante Storia del fascismo” si può ascoltare, guardare e leggere ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/2011/03/2011/02/storia-del-fascismo-1-le-premesse/" target="_blank"><strong>Prima parte: le premesse dei totalitarismi</strong></a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/03/2011/02/storia-del-fascismo-2-affermazione-del-nazismo/" target="_blank"><strong>Seconda parte: l’affermazione del nazionalsocialismo</strong></a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/03/2011/03/storia-del-fascismo-3-fasci-di-combattimento/"><strong>Terza parte: i fasci di combattimento</strong></a></p>
<p><strong><a href="../2011/03/2011/03/fascismo-4-marcia-su-roma/" target="_blank">Quarta parte: la Marcia su Roma</a></strong></p>
<p><strong><a href="../2011/03/2011/03/fascismo-5-fase-legalitaria-della-dittatur/" target="_blank">Quinta parte: la fase legalitaria della dittatura</a></strong></p>
<p><strong><a href="../2011/03/fascismo-6-delitto-matteotti/" target="_blank">Sesta parte: il delitto Matteotti</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/fascismo-7-leggi-fascistissime/" target="_blank">Settima parte: le leggi fascistissime</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/fascismo-8-compromessi-con-monarchia-e-chiesa/" target="_blank">Ottava parte: i compromessi con monarchia e chiesa</a><br />
</strong></p>
<p><em>_________________________________</em></p>
<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook15.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5038" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook15-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></em></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>E’ un’occasione per       conoscere  le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in        contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale          delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Gandhi (2): l&#8217;intuizione dell&#8217;uso pratico della non-violenza</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 17:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il Mahatma Gandhi, maestro della non-violenza pratica]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla fine dell’800, in Sudafrica, i neri e gli indiani erano costretti a vivere assecondando i capricci dei loro padroni bianchi. Non avevano diritto di voto, di avere possedimenti, o semplicemente di uscire di casa dopo una certa ora. Quando iniziò a lottare contro queste ingiustizie, Gandhi era ancora molto inesperto dal punto di vista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/tumblr_lim5n1houd1qz82gvo1_400.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4983" title="In figura, Gandhi ne l 1906, fondamentale anno di trasformazione per lui." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/tumblr_lim5n1houd1qz82gvo1_400.jpg" alt="" width="334" height="500" /></a>Alla fine dell’800, in Sudafrica, i neri e gli indiani erano costretti a vivere assecondando i capricci dei loro padroni bianchi. Non avevano diritto di voto, di avere possedimenti, o semplicemente di uscire di casa dopo una certa ora. Quando iniziò a lottare contro queste ingiustizie, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gandhi#L.27ashram_di_Phoenix" target="_blank">Gandhi </a>era ancora molto inesperto dal punto di vista politico.</p>
<p>“<em>Era convinto che si potessero cambiare le leggi, e il comportamento dell’uomo. Si impegnò con determinazione sul piano legale, portando la sua lotta in tribunale, ma ogni volta che Gandhi riusciva ad ottenere qualche risultato, gli inglesi facevano in modo di ripristinare le discriminazioni. </em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”).</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mq7AXSymJ28?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/mq7AXSymJ28?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Stanco delle umiliazioni subite dai neri e dagli indiani, Gandhi decise di puntare sulla forza dell’<strong><em>unione tra gli uomini</em></strong>. Diede vita a comunità ove persone di razza e religione diverse vivevano insieme, considerandosi alla pari: era talmente convinto di questo esperimento, da trattare la sua famiglia, compresi i quattro figli, esattamente come tutti gli altri.</p>
<p>Nonostante l’avversione verso l’oppressione inglese, fino al 1906, Gandhi si considerava un membro dell’Impero Britannico. Ne cantava persino l’Inno, e lo insegnava ai suoi figli; tale fu la sua lealtà, che prestò servizio come barelliere per gli inglesi nella guerra contro i boeri e contro la rivolta dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zulu" target="_blank">zulù</a> del 1906.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h09m46s118.png"><img class="alignright size-full wp-image-4984" title="In figura, Gandhi barelliere per gli inglesi." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h09m46s118.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Fu proprio durante la guerra combattuta contro i zulù, che si rese conto di quanto disumana sia la violenza. Capì che quella non era una guerra combattuta tra due popoli, ma un vero e proprio massacro.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m11s26.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4985" title="In figura, soldati inglesi massacrano con armi moderne i guerrieri zulù." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m11s26.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Gandhi inorridì alla vista degli inglesi, che, con le loro armi moderne, sterminavano gli zulù, armati solo di lance. Vide che i soldati britannici provavano piacere nell’ucciderli; raccolse i corpi dei feriti, lasciati morire in agonia.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m36s14.png"><img class="alignright size-full wp-image-4986" title="In figura, feriti zulù lasciati in agonia dai soldati inglesi, e cadaveri lasciati a marcire." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m36s14.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Cominciò a pensare che quello era il modo in cui gli inglesi dominavano il popolo zulù. Cosa significava ‘</em>dominazione<em>’? Pensò a come lui stesso teneva la sua famiglia, ed in particolare sua moglie. Quando si era sposato, a tredici anni, era stato un marito geloso e crudele. Quello che si dice, un tiranno! Ora, questo nuovo modo di vedere le cose, scaturito dall’esperienza della rivolta zulù, gli diede modo di comprendere in che cosa consistesse la dominazione inglese. Lui stesso si era macchiato di quella colpa, comportandosi da padrone, era colpevole di avere agito da dominatore nel suo matrimonio. </em>”</p>
<p>Nella tradizione indù, si ritiene che l’uomo che riesce a vincere i suoi istinti sessuali diventi puro come un bambino. Soltanto tenendo a freno i suoi desideri, Gandhi avrebbe potuto davvero mettersi al servizio dell’umanità. Così, a 37 anni, prese il voto indù del brahmacharya, il celibato a vita.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h18m45s41.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4987" title="In figura, Gandhi prende il voto indù del brahmacharya." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h18m45s41.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Se fosse stato totalmente puro, non avrebbe più avuto attorno a sé corruzione, violenza, e brutalità.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Universtà di Hull).</p>
<p>Nel 1906, a questa trasformazione personale, seguì una straordinaria intuizione politica: nuove leggi decretavano che gli indiani dovessero essere registrati, prendendo loro le impronte digitali. Secondo i nuovi provvedimenti, le donne indiane dovevano spogliarsi davanti alla polizia inglese, per poter registrare anche i segni particolari sul corpo. Esasperati, tremila indiani si riunirono a Johannesburg, per decidere una linea d’azione.</p>
<p>“<em>Improvvisamente, un mercante musulmano si alzò in piedi, agitando il pugno. Proclamò che in nome d’iddio, sarebbe andato in prigione, piuttosto che obbedire a questa legge. Gandhi, fino ad allora, non aveva mai considerato la possibilità di andare in prigione, ma istintivamente comprese che quella era la via giusta. Così, si alzò in piedi e disse ‘</em>Faremo un voto a dio, andremo in prigione e ci resteremo, fino a quando questa legge non sarà revocata.<em>’</em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”).</p>
<p>Il discorso di Gandhi, provocò un atto di disobbedienza civile di massa senza precedenti nella Storia. Seguendo il suo esempio, i contestatori sopportarono le continue bastonate dei poliziotti, resistendo al dolore, senza reagire.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h29m24s185.png"><img class="alignright size-full wp-image-4988" title="In figura, Gandhi durante il discorso che innesa la prima protesta di massa per i diritti civili della Storia." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h29m24s185.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Gandhi comprese, per la prima volta, che quando il cuore di un uomo è chiuso agli altri, non si può arrivare nemmeno al suo cervello. Per questo, è inutile tentare di farlo ragionare. Non potendo fronteggiare il nemico né con la ragione, né con la forza, Gandhi mise in pratica, per la prima volta, il metodo della resistenza non violenta. Rimanere di fronte al proprio avversario, senza cedere, ma senza fargli del male.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Università di Hull).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h30m47s170.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4989" title="In figura, la protesta di massa a Johannesurg." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h30m47s170.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Per descrivere questo concetto rivoluzionario, Gandhi coniò il termine <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Satyagraha" target="_blank">Satyagraha</a>, una combinazione di due vocaboli sanscriti, che significano “Verità” e “Ricerca”. L’ideale della non-violenza era antico come il mondo, ma l’originalità dell’invenzione di Gandhi, fu quello di applicarlo a situazioni pratiche, ed alla politica.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h34m14s141.png"><img class="alignright size-full wp-image-4990" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h34m14s141.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Il Mahatma Gandhi sapeva che, per mettere in pratica la non-violenza, innanzitutto era necessario sviluppare, nella propria mente, il seme della pace e della riconciliazione. Senza questo, non era possibile la non-violenza.</em>” (Il 14° Dalai Lama del Tibet)</p>
<p>Nel 1913, il generale inglese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Smuts" target="_blank">Ian Smuts</a>, capo del governo coloniale in Sudafrica, fece approvare una legge che invalidava i matrimoni tra indù e musulmani. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h38m05s203.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4991" title="In figura, il generale Smuts." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h38m05s203-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Gandhi colse l’occasione per dare il via ad una grande rivolta.</p>
<p>“<em>Il nonno tornò a casa, e disse alla nonna che lei non era più sua moglie, ma la sua concubina. Lei si alzò e gli chiese che cosa volesse dire, e lui le spiegò che era la nuova legge, il loro matrimonio non era più riconosciuto, e loro, ora, vivevano insieme illegalmente.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p>Tradizionalmente, le donne indiane dovevano rimanere sempre in casa. Gandhi attaccò questa usanza come una ulteriore forma di oppressione, e richiamò le donne a farsi carico dei problemi pubblici. Aiutò milioni di donne ad emanciparsi, guadagnando così l’appoggio di una larga fetta di popolazione.</p>
<p>Le leggi sul matrimonio, fecero scoppiare uno sciopero nazionale, a cui aderirono 50.000 lavoratori. Il generale Smuts dovette cedere, e revocò i decreti matrimoniali. Gandhi era riuscito a dimostrare che la non-violenza poteva vincere la forza bruta.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h35m32s41.png"><img class="alignright size-full wp-image-4992" title="In figura, immagine che rappresenta Gandhi di fronte ad un giudice inglese, durante la protesta." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h35m32s41.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Ansioso di affrontare gli inglesi nella sua Patria, nel 1915, all’età di 45 anni, fece ritorno in un’India oppressa dal giogo dell’imperialismo. Per due secoli, gli inglesi avevano sistematicamente saccheggiato le risorse naturali del Paese, Private delle materie prime, le industrie locali si erano progressivamente impoverite. L’India era il più grande, il più popoloso ed il più lucroso avamposto dell’Impero.</p>
<p>“<em>L’India fu portata al punto di non poter produrre più nemmeno uno spillo. Mancavano la libertà economica, e l’iniziativa. Il Paese era ridotto in questo stato, dopo anni di sfruttamento.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h50m00s181.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4993" title="In figura, miliatari britannici, ad una parata di soldati locali, che collaborano a mantenere il giogo sull'India." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h50m00s181.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Nel 1915, trecento milioni di indiani erano sotto il giogo di 100.000 invasori inglesi. Mai nella Storia, così pochi uomini erano riusciti a sottomettere una popolazione così vasta. Pensando di non poter più riconquistare la libertà, gli indiani collaboravano involontariamente al proprio asservimento, aiutando le forze dell’ordine a far rispettare le leggi dei bianchi.</p>
<p>Gandhi incitò i suoi compatrioti ad opporre resistenza, dicendo loro che chi si comportava da vigliacco, meritava di essere calpestato.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4994" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi.jpg" alt="" width="433" height="340" /></a></p>
<p>“<em>Fu allora che Gandhi disse che gli indiani, per essere liberi, dovevano innanzitutto ribellarsi a se stessi. Per insorgere contro il governo britannico, dovevano per prima cosa sbarazzarsi del loro modo di pensare da schiavi, e poi, trovare la forza di reagire contro il loro oppressore.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Università di Hull).</p>
<p>(continua)</p>
<p>_______________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare la grande Storia del Mahatma Gandhi ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/gandhi-1-come-divenne-il-mahatma/" target="_blank">Prima parte: come divenne il Mahatma.</a></p>
<p>Seconda parte: l&#8217;intuizione dell&#8217;uso pratico della non-violenza.</p>
<p>_______________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook14.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4996" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook14-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>E’ un’occasione per            conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in            contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo   reale            delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Vincent Van Gogh (4 di 5): il crollo mentale</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 20:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sapere]]></category>
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		<description><![CDATA[“’I Girasoli’ è sicuramente il soggetto più celebre di Van Gogh, tanto che, durante la permanenza ad Arles, ne realizzò ben dodici versioni. Una delle più belle, fu quella che dipinse nell’agosto del 1888, custodita alla National Gallery di Londra. Se la guardiamo bene, questa natura morta sembra andare contro tutti i criteri tecnico-pittorici. Ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/I-celeberrimi-Girasoli-di-Van-Gogh.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4949" title="In figura, i celeberrimi 'Girasoli' di Van Gogh" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/I-celeberrimi-Girasoli-di-Van-Gogh.jpg" alt="" width="588" height="751" /></a>“<em>’</em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_girasoli_%28Van_Gogh%29" target="_blank">I Girasoli</a><em>’ è sicuramente il soggetto più celebre di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vincent_Van_Gogh" target="_blank">Van Gogh</a>, tanto che, durante la permanenza ad Arles, ne realizzò ben dodici versioni. Una delle più belle, fu quella che dipinse nell’agosto del 1888, custodita alla National Gallery di Londra. Se la guardiamo bene, questa natura morta sembra andare contro tutti i criteri tecnico-pittorici. Ha un unico colore predominante, il giallo, e manca di profondità, perché la monocromia tende ad appiattire la visione d’insieme. Eppure, il suo autore riuscì ugualmente a creare un effetto di tridimensionalità, una sorta di ‘illusione prospettica’. Per quanto riguarda l’uso del colore, abbiamo detto che è il giallo a dominare. Van Gogh lo applicò con tale energia sulla tela, da lasciarne grumi chiaramente visibili su entrambi i lati di ogni pennellata. Oltre ai girasoli, il vaso, lo sfondo e perfino il piano d’appoggio sono gialli, sia pure con sfumature diverse. A contrastare parzialmente questa totale predominanza, c’è solo il timido verde delle foglie.</em>” (David Addison, storico dell’Arte)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VPNatzrArNk?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/VPNatzrArNk?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Prima che venisse definitivamente esposta alla National Gallery, questa versione de “<em>I girasoli</em>”, era stata creata appositamente per abbellire le pareti della “casa gialla” di Arles; l’abitazione, infatti, fu presa in affitto dall’artista, non solo per viverci e per lavorarci, ma nche perché potesse diventare quella che lui definiva “colonia di artisti”, o “studio del Sud”. Qui avrebbe ospitato i suoi amici pittori, primo fra tutti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Gauguin" target="_blank">Gauguin</a>. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/portrait_paul_gauguin_1848_19__hi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4950" title="In figura, Paul Gauguin" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/portrait_paul_gauguin_1848_19__hi-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>In quel periodo, Gauguin si trovava nel nord della Francia, in Bretagna, ed inizialmente non ne voleva sapere di raggiungere l’amico olandese, in Costa Azzurra. Ma quando il fratello di Van Gogh si disse di essere disponibile a provvedere anche alle sue spese, il pittore francese accettò con entusiasmo di recarsi ad Arles.</p>
<p>“<em>Il desiderio di Van Gogh, era di creare una cerchia di artisti che lavorasse in stretta collaborazione. Idealmente, vedeva questo piccolo gruppo come le prime comunità cristiane, in cui tutti i membri si prestavano aiuto reciproco. Non dobbiamo dimenticare che era figlio di un pastore protestante, e a sua volta predicatore. Egli nutriva una profonda ammirazione per Gauguin, e riteneva di poter imparare molto dalla sua Arte. Per questo, lo trattava con il massimo rispetto, come un vero e proprio maestro.</em>” (Carole Guberman, storica dell’Arte)</p>
<p>Ad Arles, Van Gogh si dedicò anche a molti soggetti notturni, dipinse locali come “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_caff%C3%A8_di_notte" target="_blank"><em>Il caffè di notte</em></a>”, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/776px-Vincent_Willem_van_Gogh_076.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4976" title="In figura, &quot;Caffé di notte&quot;, di Vincent Van Gogh." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/776px-Vincent_Willem_van_Gogh_076.jpg" alt="" width="543" height="419" /></a>in cui il colore prevalente è ancora il giallo, ma questa volta colpisce per la tonalità acida, così come il verde. Il pittore voleva comunicare il senso di corruzione legato ai vizi dell’uomo, rappresentati dalle volute di fumo, e dai fumi dell’alcool, che riempivano il caffè.</p>
<p>Sempre nello stesso periodo, l’artista olandese raffigurò un altro locale di Arles, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terrazza_del_caff%C3%A8_la_sera,_Place_du_Forum,_Arles" target="_blank"><em>La terrazza del caffè</em></a>”. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/VAN_GO31.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4953" title="In figura, &quot;La terrazza del caffé&quot;, di Van Gogh." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/VAN_GO31.jpg" alt="" width="358" height="442" /></a>La tela è animata dalla contrapposizione tra l’oscura notte senza stelle, e le scintillanti luci del locale. Vincent cerca così di catturare la sublime natura della notte.</p>
<p>Di lì a poco, nel settembre del 1888, dipinse “<em>Notte stellata sul Rodano</em>”,<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/NotteStellataRodano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4954" title="In figura, &quot;Notte stellata sul Rodano&quot;, di Van Gogh." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/NotteStellataRodano.jpg" alt="" width="690" height="498" /></a> una splendida veduta notturna di Arles.</p>
<p>“<em>In questo dipinto, gli elementi naturali si fondono con quelli artificiali, Le acque blu scuro del Rodano, sono punteggiate dai riflessi dei lampioni, e delle insegne luminose della città. Anche il cielo è rischiarato dalla luce, che però, in questo caso, è quella naturale delle stelle. Al centro, risalta chiaramente la costellazione dell’Orsa Maggiore. E’ un blu estremamente carico, l’immagine non è statica, tutto appare in movimento</em>” (David Addison, storico dell’Arte)</p>
<p>A “<em>Notte stellata sul Rodano</em>” seguì, l’anno successivo, nel giugno 1889, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Notte_stellata" target="_blank"><em>Notte stellata</em></a>”: un&#8217;altra veduta simile, ma di tutt’altro impatto visivo ed emotivo. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/van-gogh-vincent-notte-stellata-2102194.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4955" title="In figura, &quot;Notte stellata&quot;, di Van Gogh" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/van-gogh-vincent-notte-stellata-2102194.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a>Le stelle, rappresentate come vortici di luce, sembrano rimandare alla vorticosa esistenza del pittore, caratterizzata da momenti di follia, e di manie di persecuzione, che culminarono nell’estremo gesto di automutilazione, il taglio dell’orecchio.</p>
<p>Fino all’autunno del 1888, Van Gogh condusse una vita tranquilla e rimase lucido, nonostante non riuscisse a vendere neppure un quadro; bastava il pensiero dell’imminente arrivo di Gauguin, a rallegrarlo. Questo stato di calma interiore, emerge anche da uno dei dipinti più conosciuti dell’artista, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_camera_di_Vincent_ad_Arles" target="_blank"><em>La camera da letto</em></a>”, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/24.-V.-van-Gogh-Camera-da-letto-.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4956" title="In figura, &quot;Camera da letto&quot;, di Van Gogh." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/24.-V.-van-Gogh-Camera-da-letto-.jpg" alt="" width="678" height="525" /></a>realizzato proprio in questo periodo. Qui, l’ordine della stanza esprime un profondo senso di tranquillità.</p>
<p>La serenità, ahimè, sarebbe durata ancora poco; Gauguin arrivò nell’ottobre del 1888, e si stabilì presso la casa gialla. I due artisti intrapresero una fervida collaborazione. Il desiderio di Van Gogh sembrava concretizzarsi: Lo “<em>studio del Sud</em>” stava prendendo vita grazie alla loro opera comune.</p>
<p>Nel dipingere il “<em>Seminatore al tramonto</em>”, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/559.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4957" title="In figura, &quot;Il seminatore al tramonto&quot;, di Van Gogh." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/559.jpg" alt="" width="405" height="315" /></a>il pittore olandese fu chiaramente influenzato da “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_visione_dopo_il_sermone" target="_blank"><em>La visione dopo il sermone</em></a>”, dell’amico francese. Gauguin, infatti, aveva portato con sé questo dipinto, dalla Bretagna, per mostrarglielo.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/305b1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4958" title="In figura, &quot;La visione dopo il sermone&quot;, di Paul Gauguin." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/305b1.jpg" alt="" width="453" height="374" /></a></p>
<p>Purtroppo, il rapporto tra i due ben presto si incrinò. Incompatibilità di carattere e personalità completamente diverse, portarono spesso a discussioni e liti. Nel dicembre del 1888, il sogno di Van Gogh stava svanendo, la sua delusione fu talmente grande da dar nuovamente segni di squilibrio: poco prima di Natale, arrivò a minacciare l’amico artista con un rasoio affilato. Quella sera stessa, Van Gogh si tagliò il lobo dell’orecchio sinistro.</p>
<p>“<em>Ci sono due teorie in merito. Secondo una di queste, Van Gogh si tagliò l’orecchio per darlo in regalo ad una prostituta. La seconda teoria, più accreditata, sostiene che l’automutilazione avvenne subito dopo la tentata aggressione ai danni di Gauguin. Van Gogh, infatti, era furente con l’amico per la mancata realizzazione della ‘</em>colonia di artisti<em>’. L’agonia di Van Gogh fu poi trasfigurata nel suo ‘</em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autoritratto_con_l%27orecchio_bendato" target="_blank">Autoritratto con orecchio bendato</a><em>’.</em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vangogh_Autoritratto-con-orecchio-bendato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4960" title="In figura, &quot;Autoritratto con orecchio bendato&quot;, di Van Gogh." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vangogh_Autoritratto-con-orecchio-bendato.jpg" alt="" width="340" height="392" /></a>” (David Addison, storico dell’Arte)</p>
<p>Il gesto estremo di Vincent diede un taglio netto, in tutti i sensi, al periodo ad Arles: fino a quel momento, aveva condotto una vita tranquilla nella città provenzale, ma ora aveva perso tutto… la serenità, la lucidità mentale, e la speranza di fondare la sua “<em>colonia artistica</em>”. Fu ricoverato con la diagnosi di epilessia e di schizofrenia nei pressi di Saint-Rémy, ma non smise mai di dipingere. In questo periodo, infatti, realizzò due nature morte degne di nota: “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_sedia_di_Vincent" target="_blank"><em>La sedia</em></a>”, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Van-Gogh-La-sedia.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-4961" title="In figura, &quot;La sedia&quot;, di Van Gogh." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Van-Gogh-La-sedia-794x1024.jpg" alt="" width="400" height="515" /></a>dove sedeva abitualmente, raffigurata con una pipa, e “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_sedia_di_Gauguin" target="_blank"><em>La sedia di Gauguin</em></a>”, su cui dipinse una candela accesa, che sembra simboleggiare la speranza che Gauguin potesse tornare.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Sedia_gauguin.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4962" title="In figura, &quot;La sedia di Gauguin&quot;, dipinto di Vincent Van Gogh." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Sedia_gauguin.jpg" alt="" width="295" height="373" /></a></p>
<p>Fin dagli inizi del 1889, fu chiaro che la riappacificazione era impossibile. Van Gogh si ritrovò completamente solo, anche uno dei pochi amici che aveva ad Arles, Joseph Roulin, dell’omonimo ritratto incontrato nella puntata precedente, fu trasferito in un’altra città. Il pittore olandese cercò consolazione e rifugio nell’Arte, ma le sue crisi continuarono, fino ad aggravarsi progressivamente. I vicini erano così esasperati da non tollerarlo più, raccolsero ottanta firme per farlo internare in manicomio. Vincent Van Gogh era ormai vittima della sua stessa follia.</p>
<p>(continua)</p>
<p>________________________</p>
<p><strong>Potete leggere la storia di Vincent Van Gogh, ed ammirarne i capolavori, ai link:</strong></p>
<p><a href="../2011/04/2011/03/2011/03/vincent-van-gogh-1-la-scoperta-della-propria-strada/" target="_blank">Prima parte: la sofferta scoperta della propria strada</a></p>
<p><a href="../2011/04/2011/03/2011/03/vincent-van-gogh-2-temi-sociali-studi-colore-la/" target="_blank">Seconda parte: i temi sociali, gli studi sul colore, l’arte giapponese</a></p>
<p><a href="../2011/04/2011/03/vincent-van-gogh-3-il-giallo/" target="_blank">Terza parte: l’esplosione del giallo</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/vincent-van-gogh-4-il-crollo-mentale/" target="_blank">Quarta parte: il crollo mentale</a></p>
<p>________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook13.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4963" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook13-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
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		<title>&#8220;La Metamorfosi&#8221;, di Franz Kafka</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 19:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un breve racconto, asciutto e sconvolgente, pietra miliare della letteratura mondiale. Se non lo hai mai letto, clicca qui per scaricarlo gratuitamente. &#8220;La metamorfosi&#8221; è il contributo più alto di Franz Kafka alla letteratura contemporanea, sfida radicale alle capacità interpretative del lettore: Gregor Samsa è davvero uno scarafaggio? Se sì, perché? Come ha fatto? Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/378px-Kafka_Starke_Verwandlung_1915.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4929" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/378px-Kafka_Starke_Verwandlung_1915.jpg" alt="" width="329" height="333" /></a>Un breve racconto, asciutto e sconvolgente, pietra miliare della letteratura mondiale.</p>
<p>Se non lo hai mai letto, <a href="http://www.booksandbooks.it/downloads/Ebooks/la-metamorfosi-e-altri-racconti/" target="_blank">clicca qui</a> per scaricarlo gratuitamente.</p>
<p>&#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_metamorfosi" target="_blank">La metamorfosi</a>&#8221; è il contributo più alto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franz_Kafka" target="_blank">Franz Kafka</a> alla letteratura contemporanea, sfida radicale alle capacità interpretative del lettore: Gregor Samsa è davvero uno scarafaggio? Se sì, perché? Come ha fatto? Se la letteratura significa portare il lettore all’interno di una nuova prospettiva, Kafka mostra addirittura come potrebbe essere diventare un insetto gigante.</p>
<p>Qual è la reazione di Gregor? Quale sarebbe la vostra? E &#8216;questa una descrizione di ciò che può accadere ad un corpo? Si tratta di una critica della precedente vita di Gregor? Si può &#8220;uscire dalla condizione umana&#8221;?<br />
La sorella Grete, sul finale del racconto, dice alla famiglia che si deve dimenticare la creatura che è diventato Gregor. Il lettore, come prende questa decisione? Gregor può essere allo stesso tempo un animale per la sua famiglia, e una persona per il noi, lettori?</p>
<p><strong>Ecco il valore della letteratura stessa come testimonianza dell&#8217;essere umano. </strong></p>
<p>Kafka racconta non <em>una </em>metamorfosi, ma <em>una serie</em>, ed innanzitutto quella dei genitori di Gregor e della sorella. Proprio alla fine del racconto, quando Gregor è morto, i genitori vanno  per una gita con la figlia… una specie di favola sacrificale, come possiamo interpretarla?</p>
<p>***<br />
Nel famoso incontro tra Edipo e la Sfinge, questa chiede ad Edipo di indicare la creatura che ha quattro gambe al mattino, due a mezzogiorno, e tre la sera. Edipo risponde &#8220;l’uomo&#8221;, che striscia a quattro zampe da bambino, cammina su due gambe da adulto, e usa un bastone in vecchiaia. Per gli esseri umani, la metamorfosi è dunque un fatto reale.</p>
<p>Una delle questioni sollevate da Franz Kafka nella &#8220;La metamorfosi&#8221; (1915) è: <strong>quanto bisogna cambiare per smettere di essere considerati umani?</strong></p>
<p>Kafka si rivolge al Senso che percepisce il mondo come pieno di coloro che sono vivi, ma non trattati da esseri umani, a causa della religione, razza, sesso, o anche di età. &#8220;La metamorfosi&#8221; è un testo che spiega molto bene perché la letteratura sia utile e necessaria. Kafka non dà una rappresentazione familiare delle cose che ci sono già note; invece, rielabora i dati in una maniera che non abbiamo mai considerato prima.</p>
<p>Kafka ha scritto una volta, &#8220;L&#8217;arte è la scure che taglia nel nostro mare ghiacciato.&#8221; Questa metafora violenta suggerisce che il cuore umano contenga essenzialmente torpore, compiacimento, insensibilità.</p>
<p>&#8220;La Metamorfosi&#8221; occupa un posto unico nella storia della letteratura, e rimarrà un classico fino a quando la gente saprà leggere. Anche se molti grandi scrittori, tra cui Ovidio, hanno confrontato gli esseri umani agli animali (meno agli insetti), <strong>è molto più raro, per non dire unico, passare dalla metafora alla realtà</strong>, invece che viceversa.</p>
<p>***<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Franz-Kafkas-Metamorphosis.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4935" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Franz-Kafkas-Metamorphosis.jpg" alt="" width="410" height="424" /></a></p>
<p>La prima sfida della storia di Kafka è la sua letteralità. La letteratura è una questione di “lenti percettive” attraverso cui osserviamo la realtà, per cui la prospettiva del racconto è probabilmente il suo più grande trionfo: è particolarmente sconcertante vedere il mondo dall’angolazione di un insetto.</p>
<p>Gregor Samsa si sveglia con un corpo strano, nuovo, insettiforme, ma lui è del tutto disinvolto per il cambiamento. La sua più grande preoccupazione è il ritardo al lavoro!</p>
<p>L&#8217;ansia, parola che significa &#8220;paura&#8221;, è spesso usato in connessione con Kafka, ma non c&#8217;è affatto paura in questa storia. In realtà, ha un punto di vista completamente e freddamente razionale, con una sua logica semplice.</p>
<p>Gregor ha altre preoccupazioni: come scendere con questo nuovo corpo dal letto, o come aprire una porta quando ha solo la bocca con cui afferrare oggetti. Sembra attraversare un rapido corso intensivo sulle sue condizioni alterate.</p>
<p>E’ qui che vediamo la letteralità di Kafka, nel quadro rigorosamente anatomico, fisiologico, delle mutate circostanze. Quando i genitori di Gregor lo vedono, inorridiscono, una caffettiera si rovescia nel pandemonio. Gregor, vedendo il caffè versato, &#8221; non poteva resistere schioccando le mascelle più volte in aria.&#8221; Questa è la risposta istintiva dell&#8217;insetto!</p>
<p>La maggior parte di noi, invecchiando, vivrà un corso intensivo simile a quello di Gregor, per seguire le mutate condizioni dei nostri corpi. In effetti, potremmo chiederci: abbiamo &#8220;davvero&#8221; il nostro corpo? Kafka propone che il corpo è sempre terra incognita. Forse i vecchi, i malati cronici, i deformi, i morenti, hanno coscienza maggiore di questo.</p>
<p style="text-align: left;">In questa storia, Kafka prepara la poco piacevole scoperta che, purtroppo, il controllo dei nostri corpi è illusorio, al punto da far provare stupore e meraviglia di essere vivi all’interno di un corpo.<br />
* * *</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/metamorfosi_interno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4936" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/metamorfosi_interno.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a>Kafka non interpreta questa metamorfosi per noi, la storia rimane letterale, ma, naturalmente, induce il lettore a chiedersi: perché questa metamorfosi ha avuto luogo? Gli studiosi e critici hanno presentato numerose teorie.</p>
<p>Prima teoria. Gregor è un commesso viaggiatore di livello medio-basso. Forse la trasformazione in un insetto può essere interpretata come una sorta di sentenza, un verdetto sulla qualità della sua vita?<br />
Seconda teoria. Gregor è una figura sacrificale. Una figura come Gesù che subisce il cambiamento terribile, in modo che gli altri possano vivere?</p>
<p>Terza teoria. Alcuni sostengono che molti racconti di Kafka ruotano attorno al tema della &#8220;uscita dall’umano&#8221;? Dunque, &#8220;umano&#8221; sarebbe una categoria da cui si può uscire? Kafka sembra esplorare la questione in un certo numero di suoi racconti, e la Storia umana, specialmente del ventesimo secolo, dimostra che le persone sono stati considerate come &#8220;altro&#8221; per secoli.</p>
<p>* * *</p>
<p>&#8220;La metamorfosi&#8221; non tratta solo di Gregor Samsa, getta una luce importante sui rapporti famigliari. In effetti, è difficile immaginare una scena con più pathos di quella in cui la famiglia “riceve” Gregor, in particolare l’incontro con il padre.</p>
<p>E’ noto che Kafka si è sentito oppresso per tutta la vita dal padre, Hermann, un uomo forte e grosso, che non aveva comprensione per il suo “effeminato e debole figlio”. Eppure, la scena della lotta tra il padre e Gregor nella &#8220;Metamorfosi&#8221;, gioca un ruolo diverso.</p>
<p>Il punto è che il padre è raffigurato come colui che insegue il figlio, perché crede che questo insetto distrugga moglie e figlia. Attacca Gregor senza pietà, &#8220;<em>sibilando come un uomo selvaggio</em>&#8220;.<br />
Prima della trasformazione di Gregor, il padre era invece un moribondo, decrepito, ma la necessità di proteggere la famiglia, lo rivitalizza. Gregor guarda suo padre e quasi non lo riconosce, egli indossa una divisa elegante, pronto a ridiventare colui che “porta il pane in famiglia”.</p>
<p>Alcuni studiosi hanno paragonato la scena in cui il padre lancia le mele a Gregor alla leggenda di San Giorgio e del drago. Una delle mele resta conficcata nel corpo di Gregor, contribuendo ad ucciderlo.<br />
Appena Gregor cerca di ritornare nella stanza per sfuggire al padre ed al suo fuoco di fila di mele, la madre irrompe, i suoi vestiti allentati cadono, e lei si getta addosso al marito, implorandolo di risparmiare la vita di Gregor. Vediamo qui l’unione sessuale rinnovata dei genitori, riattivata, in qualche modo, proprio dalla metamorfosi di Gregor.</p>
<p>La critica freudiana affermare che la vista di Gregor peggiora proprio a questo punto, suggerendo che egli non possa sopportare di guardare l’abbraccio sensuale dei genitori.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/aiutini_per_un_rientro_soft_franz_kafka_peter_kuper_la_metamorfosi_smemo_news_lifestyle_full.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4937" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/aiutini_per_un_rientro_soft_franz_kafka_peter_kuper_la_metamorfosi_smemo_news_lifestyle_full.jpg" alt="" width="278" height="390" /></a>***<br />
Molti lettori hanno spesso la sensazione che la famiglia Samsa sia in qualche modo &#8220;bestiale&#8221;, dato il trattamento che hanno per il figlio alterato. E’ una critica valida?</p>
<p>Il lettore sa che Gregor ha pensieri e sentimenti, ma egli non possiede più la lingua, e non può comunicare con la famiglia. La storia è narrata dal punto di vista di Gregor, e sappiamo, ma siamo gli unici, che è ancora un essere senziente, una creatura pensante. Quindi, può aver senso quando la sorella Grete esorta i genitori a dimenticare che si tratta di Gregor: &#8220;<em>Se fosse Gregor, si sarebbe reso conto molto tempo fa che non è possibile per gli esseri umani vivere con una simile creatura, sarebbe andato via di sua spontanea volontà. </em>&#8221;<br />
Il linguaggio, pare, è il segno di riconoscimento ultimo della nostra cittadinanza nella comunità umana, è ciò che ci rende umani, ciò che mostra agli altri che pensiamo, che sappiamo interagire con gli altri. Una malattia come l&#8217;Alzheimer, che priva i malati del linguaggio, li esula anche dalla comunità umana.<br />
E’ però anche vero il contrario: <strong>proprio la letteratura agisce come la voce immortale delle persone fisiche morte, anche da tempo</strong>.</p>
<p>Verso la fine della storia, Gregor (morente, in sostanza, di fame), sente Grete suonare, e prova una grande fame, come se la musica stessa fosse il nutrimento che egli desidera. Qui, Kafka suggerisce che il nutrimento di cui va alla ricerca potrebbe non essere solo materiale, ma spirituale.<br />
In effetti, tutta la storia sembra focalizzarsi sulla incompatibilità tra l&#8217;avere un corpo e di avere un&#8217;anima. E &#8216;il corpo ad essere cambiato, nel caso di Gregor, ed egli ha lasciato la comunità umana, eppure il lettore, e solo il lettore, sa che è ancora vivo, sente, desidera, ama.<br />
Alla fine del racconto, il cadavere di Gregor è gettato nella spazzatura, la famiglia si è liberata di lui. I genitori guardano la figlia e si rendono conto che si potrà sposare presto, ed avere dei figli. Si può allora dire che Gregor sia come Cristo? La sua trasformazione e morte origina il loro ritorno ad una nuova vita.</p>
<p>____________________</p>
<p>Vi presento tre contributi video, di cui, purtroppo, uno solo in italiano.</p>
<p>Il primo è un breve commento alla “Metamorfosi” dell&#8217;attore teatrale e scrittore Moni Ovadia.<br />
<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Uq2TYNo0Knc?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/Uq2TYNo0Knc?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il secondo è un buon cortometraggio di mezz’ora, in spagnolo, con sottotitoli in inglese.<br />
<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wOrhpRtEXH8?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/wOrhpRtEXH8?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il terzo è un eccellente cartone animato, in inglese.<br />
<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8DfrBcjisVo?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/8DfrBcjisVo?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
_____________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4940" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook12-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Raffaello Sanzio, Genio del Rinascimento (1 di 4): la magnifica Urbino dei Montefeltro</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 13:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino alla metà del ‘400, Urbino era una piccola città di pietra e di mattoni, nascosta tra il verde delle colline, in un angolo delle Marche, stretto tra la Romagna, la Toscana e l’Umbria. La Signoria dei Montefeltro l’ha trasformata in una “città in forma di Palazzo”: ogni strada, ogni casa, ogni più piccolo angolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/urbino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4909" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/urbino.jpg" alt="" width="628" height="426" /></a>Fino alla metà del ‘400, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ducato_di_Montefeltro" target="_blank">Urbino</a> era una piccola città di pietra e di mattoni, nascosta tra il verde delle colline, in un angolo delle Marche, stretto tra la Romagna, la Toscana e l’Umbria. La Signoria dei Montefeltro l’ha trasformata in una “città in forma di Palazzo”: ogni strada, ogni casa, ogni più piccolo angolo di Urbino partecipa ad una quieta armonia, dove l’eleganza delle proporzioni, il ritmo dell’architettura, il rapporto tra la città e la campagna, fluisce spontaneo e naturale, ma, al tempo stesso, è un esempio stupendo di limpida concezione.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/della_francesca_federico.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4908" title="In figura, ritratto di Federico da Montefeltro, Duci di Urbino. Autore: Piero della Francesca. Conservato presso il Museo degli Uffizi, di Firenze." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/della_francesca_federico-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/casa-natale-di-raffaello-interno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4910" title="In figura: interno della casa Natale di Raffaello." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/casa-natale-di-raffaello-interno-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>In questa casa, conservata intatta, nel cortiletto lastricato, ingentilito da un pozzo, nella vecchia cucina, nelle stanze intonacate, nella luce sommessa dell’intimità domestica, perfino in qualche pezzo dell’arredo antico, Raffaello è nato il 28 marzo 1483, venerdì santo, alle tre di notte.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/X58v5aVjdfY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/X58v5aVjdfY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/piero_della_francesca_7.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4911" title="In figura: la &quot;Pala di Montefeltro&quot;, di Piero della Francesca." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/piero_della_francesca_7.jpg" alt="" width="354" height="500" /></a>Da una decina d’anni, sull’altare della Chiesa rinascimentale di San Bernardino, costruita sul colle che guarda verso la città, splendeva la solenne <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pala_di_Brera" target="_blank">&#8220;Pala&#8221;</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_della_Francesca" target="_blank">Piero della Francesca</a>, capolavoro della pittura quattrocentesca, e vertice delle committenze artistiche del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_da_Montefeltro" target="_blank">Duca Federico di Montefeltro</a>, il Signore che trasformò la piccola, e appartata, Corte di Urbino, in un raffinato centro internazionale di Cultura e di Arte.</p>
<p>Proprio accanto a questo straordinario dipinto, il Duca volle essere sepolto alla sua morte, avvenuta nel 1482, un anno prima della nascita di Raffaello. Federico, ritratto sempre di profilo, per celare la perdita di un occhio in un incidente durante un torneo, era un vero Principe, colto, illuminato, sereno. A lui si deve, a partire dal 1465, la ricostruzione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Ducale_%28Urbino%29" target="_blank">Palazzo di famiglia</a>. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/palazzo_ducale_urbino.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4912" title="In figura: il Palazzo Ducale, cuore della città di Urbino." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/palazzo_ducale_urbino.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a>Le impareggiabili “<em>tarsie lignee</em>” dello studiolo del Duca ci raccontano, simbolicamente, la sua Storia. Dopo anni passati con l’armatura addosso, amante della pace, come sanno esserlo solo i veri uomini di guerra, finalmente il Duca può togliersi la corazza.</p>
<p>Ora, è il tempo delle Muse: si aprono le scansie, ed ecco gli strumenti del Sapere e dell’Arte. Questo angolino ricavato tra i Saloni, era senza dubbio il luogo preferito dal Duca, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/studio-del-duca-di-Urbino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4913" title="In figura: lo studio del Duca di Urbino." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/studio-del-duca-di-Urbino.jpg" alt="" width="554" height="420" /></a>ma intorno, grazie al dalmata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luciano_Laurana" target="_blank">Luciano Laurana</a>, e al senese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_di_Giorgio_Martini" target="_blank">Francesco di Giorgio Martini</a>, si sviluppa il più importante ed integro edificio civile del quattrocento europeo. La meta, verso la quale convergono artisti da tutte le regioni d’Italia, ma anche dalla Spagna, e dalle Fiandre. Il grande Piero della Francesca, con la cerebrale “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flagellazione_%28Piero_della_Francesca%29" target="_blank"><em>Flagellazione</em></a>”<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Piero_flagellazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4914" title="In figura: &quot;la Flagellazione&quot;, di Piero della Francesca" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Piero_flagellazione.jpg" alt="" width="500" height="350" /></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pedro_Berruguete" target="_blank">Pedro Berruguete</a>, ritrattista ufficiale del Duca, scultori e intagliatori raffinatissimi, e poi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giusto_di_Gand" target="_blank">Giusto di Gand</a>, con l’articolata “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Comunione_degli_apostoli_%28Giusto_di_Gand%29" target="_blank"><em>Comunione degli Apostoli</em></a>”<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/comunione-degli-apostoli.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4915" title="In figura: &quot;La Comunione degli Apostoli&quot;, di Guido da Gand" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/comunione-degli-apostoli-300x280.jpg" alt="" width="300" height="280" /></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Uccello" target="_blank">Paolo Uccello</a> con “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Predella_dell%27Ostia_profanata#La_predella" target="_blank"><em>la Profanazione dell’ostia</em></a>”, e altri ancora.</p>
<p>Come nell’enigmatica, ed affascinante, tavola con il progetto di una silenziosa veduta urbana, altro capolavoro della cultura urbinate del quattrocento, il Palazzo di Federico da Montefeltro, realizza la meraviglia di una “città ideale” del Rinascimento, dove la “divina proporzione” regola ogni cosa, misurandosi con il respiro della Natura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fin da bambino, Raffaello vive lo “spirito del Palazzo” , la luce che entra dai finestroni nelle bianche sale, illumina la mente e scende nel cuore. Spinge a guardare fuori, verso le dune delle colline, i boschi, le acque del Metauro, i tornanti che salgono ai valichi dell’Appennino.</p>
<p>Il padre di Raffaello era <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Santi" target="_blank">Giovanni Santi</a>, un pittore ed un intellettuale di buona qualità, artista di Corte dei Montefeltro, dotato di un’ottima conoscenza dell’Arte internazionale. Giovanni Santi è perfettamente inserito nel dibattito culturale e pittorico urbinate. Le sue limpide pale d’altare, come quella incastonata nella purissima architettura umanistica della cappella di Monte Fiorentino, sono la memoria evidente della “<em>Madonna e Santi</em>” di Piero della Francesca.</p>
<p>Raffaello, il cui cognome suona, latinamente, Sanzio, ovvero figlio di Giovanni Santi, alterna le sue giornate tra le sale del Palazzo, e la bottega paterna. I giochi dell’infanzia sono la sua formazione di futuro pittore: dal padre impara a tenere in mano il pennello, a macinare i colori, a preparare una tavola, o un muro, per un affresco.</p>
<p>Appunto, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Madonna_di_Casa_Santi" target="_blank">un affresco, dipinto su una parete di casa</a>, è una delle prime opere a noi nota: un fragile profilo di una giovanissima Maria, che stringe il bambino addormentato. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/250px-Raffaello_Madonna_col_Bambino_1498.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4916" title="In figura: il primo affresco di Raffaello, detto &quot;della casa dei Santi&quot;." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/250px-Raffaello_Madonna_col_Bambino_1498.jpg" alt="" width="250" height="352" /></a>Inizia così una ricerca poetica di Raffaello sulla Madonna col figlio, tema che continuamente rinnova il ricordo, dolce e struggente, delle carezze perdute della sua mamma, morta nel 1491, quando Raffaello aveva solo otto anni e mezzo.</p>
<p>Meno di tre anni dopo, nel 1494, muore anche Giovanni Santi, che si era appena risposato. Raffaello, appena undicenne, si ritrova solo, è ancora un bambino, ma è già l’erede della bottega paterna. Ai primi passi di una carriera d’artista tutta da costruire, ed alle prese con una matrigna litigiosa.</p>
<p>Inizia così un itinerario di studio, durante il quale Raffaello integra la prima formazione urbinate, con il contatto con il più celebre artista del momento, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Perugino" target="_blank">Pietro Perugino</a>. Fano, deliziosa, piccola Corte dei Malatesta, ospita questo passaggio stilistico.</p>
<p>Nella Chiesa di Santa Maria Nuova, si trovano, una accanto all’altra, una “<em>Visitazione</em>” di Giovanni Santi<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/fano_029_418.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4918" title="In figura: &quot;Visitazione&quot;, di Giovanni Santi, presso la chiesa di Santa Maria Nuova, a Fano." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/fano_029_418.jpg" alt="" width="375" height="500" /></a>, esempio dello stile del padre di Raffaello, e due “Pale d’Altare” del Perugino, suo nuovo maestro: <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Santa-Maria-Nuova-Pala-del-Perugino-predella-attribuita-a-Raffaello.gif"><img class="alignright size-full wp-image-4917" title="In figura: Santa Maria Nuova, Pala del Perugino, predella attribuita a Raffaello." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Santa-Maria-Nuova-Pala-del-Perugino-predella-attribuita-a-Raffaello.gif" alt="" width="420" height="665" /></a>la dolce “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Annunciazione_di_Fano" target="_blank"><em>Annunciazione</em></a>”, e, soprattutto, la solenne “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pala_di_Fano" target="_blank"><em>Sacra conversazione</em></a>”. Nella predella di questa “Pala”, compiuta nel 1497, con piccole e amabili storie della vita di Maria, si tende a riconoscere l’intervento del giovanissimo, ma già sicuro allievo. Sono come i primi germogli di una primavera che comincia a schiudersi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Seguendo il Perugino, dalle Marche, Raffaello scende in Umbria. Comincia a frequentare l’austera e bellissima Perugia, una città alla quale il giovane Raffaello resterà a lungo legato. All’ombra del Palazzo dei Priori, sulla fontana di piazza, osserva le favole antiche, tradotte in marmo, con piglio monumentale, da Giovanni Pisano, mentre il Maestro, Piero Perugino, compie il proprio capolavoro, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sala_delle_Udienze_del_Collegio_del_Cambio" target="_blank">la splendida decorazione del Collegio del Cambio</a>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Perugia-Collegio-del-Cambio_Prudenza-e-giustizia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4923" title="In figura: Collegio del Cambio, Perugia. &quot;Prudenza e giustizia&quot; del Perugino" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Perugia-Collegio-del-Cambio_Prudenza-e-giustizia.jpg" alt="" width="590" height="420" /></a></p>
<p>Raffaello osserva soprattutto il rifiorire di fregi e di motivi ornamentali, tratti dal repertorio archeologico, fino a  rivestire quasi ogni spazio disponibile. L’autoritratto di Perugino compare in bella evidenza sulla parete, dove i dinoccolati eroi dei miti classici e della Divina Commedia sfila come una sofisticata, ed assorta, guardia d’onore.</p>
<p>Anche Raffaello, come tutti gli allievi di Perugino, è coinvolto nell’impresa.</p>
<p>(continua)</p>
<p>________________________</p>
<p><strong>GrandiPassioni.com si occupa spesso di Arte e Storia del Rinascimento. </strong></p>
<p><strong>Se siete interessati all&#8217;argomento, possono interessarvi i seguenti link:</strong></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/02/michelangelo-buonarroti-1/" target="_blank">La sublime Arte di Michelangelo Buonarroti.</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/01/cappella-sistina-spiegata-1/" target="_blank">La Cappella Sistina di Michelangelo spiegata in dettaglio.</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/10/scuola-di-atene-di-raffaello/" target="_blank">&#8220;La Scuola di Atene&#8221;, di Raffaello Sanzio.</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/david-di-michelangelo/" target="_blank">&#8220;L&#8217;oggetto più bello del mondo&#8221;: il David di Michelangelo.</a></p>
<p>________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4919" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook11-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #333399;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>E’ un’occasione per           conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in           contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo  reale            delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il fenomeno Wikileaks: intervista al fondatore, Julian Assange</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 15:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sapere]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo contemporaneo]]></category>
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		<category><![CDATA[Julian Assange]]></category>
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		<description><![CDATA[Wikileaks è un fenomeno travolgente, tipico di questo inizio del 21° secolo: una tecnologia rivoluzionaria, internet, pressoché gratuita e incontrollabile per le Autorità costituite, viene usata, per la prima volta nella Storia umana, per rendere pubbliche informazioni segrete prodotte dalle Autorità stesse, o da potenti organizzazioni ed imprese private. Wikileaks è un fenomeno che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/237px-Wikileaks_logo.svg_.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4890" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/237px-Wikileaks_logo.svg_.png" alt="" width="237" height="547" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/WikiLeaks" target="_blank">Wikileaks</a> è un fenomeno travolgente, tipico di questo inizio del 21° secolo: una tecnologia rivoluzionaria, internet, pressoché gratuita e incontrollabile per le Autorità costituite, viene usata, per la prima volta nella Storia umana, per rendere pubbliche informazioni segrete prodotte dalle Autorità stesse, o da potenti organizzazioni ed imprese private.</p>
<p>Wikileaks è un fenomeno che non lascia indifferenti: secondo alcuni, è un’intollerabile violazione del “legittimo” potere delle Autorità. Secondo altri, è espressione del diritto dei cittadini di essere informati e di vigilare sull’operato delle Autorità stesse.</p>
<p>Quale che sia la vostra opinione, Grandi Passioni.com presenta un documento di interesse eccezionale, disponibile in rete da tempo, ma poco conosciuto e tantomeno pubblicizzato: l’intervista di ted.com al fondatore stesso di Wikileaks, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Julian_Assange" target="_blank">Julian Assange</a>.</p>
<p>Buona visione,</p>
<p>Petar</p>
<p>____________________</p>
<p>Nel seguito del testo, ove non indicato diversamente:</p>
<p><em>Quanto dice il presentatore è in corsivo.</em></p>
<p>Quanto dice Julian Assange è in stampatello</p>
<p>____________________</p>
<p>Ecco il video: quando cliccate “play” compare un tasto sul quale potete selezionare i sottotitoli in italiano.</p>
<p><object width="446" height="326"><param name="movie" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/JulianAssange_2010G-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/JulianAssange-2010G.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=918&amp;lang=ita&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=julian_assange_why_the_world_needs_wikileaks;year=2010;theme=new_on_ted_com;theme=media_that_matters;theme=war_and_peace;theme=a_taste_of_tedglobal_2010;event=A+Taste+of+TEDGlobal+2010;tag=Global+Issues;tag=Technology;tag=communication;tag=military;tag=news;tag=politics;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="446" height="326" src="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" pluginspace="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" wmode="transparent" bgcolor="#ffffff" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" flashvars="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/JulianAssange_2010G-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/JulianAssange-2010G.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=918&amp;lang=ita&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=julian_assange_why_the_world_needs_wikileaks;year=2010;theme=new_on_ted_com;theme=media_that_matters;theme=war_and_peace;theme=a_taste_of_tedglobal_2010;event=A+Taste+of+TEDGlobal+2010;tag=Global+Issues;tag=Technology;tag=communication;tag=military;tag=news;tag=politics;"></embed></object></p>
<p><em>Benvenuto Julian. Si dice che Wikileaks, la tua creatura, abbia, negli ultimi anni, reso pubblici più documenti classificati (cioè segreti) dei media di tutto il mondo messi insieme. E’ possibile che questo corrisponda al vero?<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/assange_wikileaksR400.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4891" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/assange_wikileaksR400.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Sì… come fa ad essere vero? E’ preoccupante, vero?, che il resto del media di tutto il mondo stia lavorando così male che un piccolo gruppo di attivisti riesca a pubblicare un maggior numero di informazioni di questo tipo del resto della stampa mondiale messa insieme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Come funziona? Come fa la gente a distribuire i documenti? E come riuscite a garantirne la privacy?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Questi sono – per quel che capiamo – classiche “soffiate”. Abbiamo vari modi perché le informazioni  possano arrivarci. Utilizziamo crittografie all’avanguardia per far rimbalzare il materiale su internet, coprire le tracce, passare attraverso giurisdizioni legali, come la Svezia ed il Belgio, per attuare queste protezioni legali. Otteniamo le informazioni tramite posta, la posta ordinaria, crittografata o meno, e le verifichiamo come fanno le agenzie informative regolari, le formattiamo, cosa che è talvolta molto difficile da fare, quando si tratta di database giganteschi di informazione. Le distribuiamo al pubblico, e poi ci difendiamo contro gli inevitabili attacchi legali e politici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Quindi, vi sforzate di garantire che i documenti sono legittimi, ma in effetti non sapete quasi mai l’identità della fonte. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Esatto, molto raramente lo sappiamo. E se veniamo a saperlo, distruggiamo quell’informazione non appena possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/wall7.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-4892" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/wall7-1024x658.jpg" alt="" width="500" height="321" /></a>Prendiamo un esempio reale. Questo è qualcosa che avete fatto trapelare qualche anno fa. Se possiamo avere il documento sullo schermo. </em>[appaiono dei documenti dattiloscritti, ndr] <em>Questa era una storia di qualche anno fa in Kenia. Puoi dirci cosa avete rivelato e quel che è successo?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>E’ il rapporto Kroll, un rapporto dei servizi segreti, su richiesta del governo keniota, dopo le elezioni del 2004. Prima del 2004, il Kenia era governato da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Arap_Moi" target="_blank">Daniel Arap Moi</a>, per diciotto anni. Era un dittatore “blando” in Kenia. Quando Kibaki andò al potere, mediante una coalizione di forze che cercavano di ripulire il Kenia dalla corruzione, ordinarono questa inchiesta, spendendo due milioni di sterline su questa e su altre inchieste correlate. Poi, il governo l’ha messo da parte, e l’ha utilzzato per influenzare politicamente Moi, che era l’uomo più ricco – e lo è tutt’ora – in Kenia.</p>
<p>E’ il Sacro Graal del giornalismo keniota. Così, andai in Kenia nel 2007, e riuscii ad ottenere i documenti proprio prima delle elezioni, le elezioni nazionali del 28 dicembre. Quando pubblicammo l’inchiesta, lo facemmo tre giorni dopo che il nuovo presidente Kibaki aveva deciso di diventare amico dell’uomo che stava per epurare, Daniel Arap Moi. Così, questa inchiesta divenne un fardello mortale per il presidente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mwai_Kibaki" target="_blank">Kibaki</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>E – per farla breve – la notizia del rapporto trapelò in Kenia non dai media ufficiali, ma indirettamente, e, secondo te, smosse effettivamente l’elettorato. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Sì, fu la prima pagine del Guardian, e poi fu pubblicata nei Paesi circostanti il Kenia, dalla stampa in Tanzania, ed in Sud Africa. Così, arrivò dall’esterno,e questo, dopo alcuni giorni, fece sentire la stampa keniota al sicuro per poterne parlare. E ne parlò la tivù keniota per venti sere di fila. Ha spostato il voto del 10%., a detta di un rapporto dei servizi kenioti, cosa che modificò il risultato elettorale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Caspita, quindi la vostra soffiata ha per davvero cambiato il mondo?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Certo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[applausi]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ecco qui… vi facciamo vedere un breve estratto da questo video di un incursione aerea a Bagdad. Il video è più lungo, ma eccovi un breve estratto. Si tratta, vi avverto, di materiale molto forte.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>[Il filmato inizia a circa 04:40 del video]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-11-14h28m42s161.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4886" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-11-14h28m42s161.png" alt="" width="312" height="233" /></a>Radio: … fottutissimi, quando ci sei sopra, falli fuori. Vedo il tuo elemento, ah, ho quattro Humvee, ah, lungo la… Vai. Bene. Fuoco. Fammi <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-11-14h28m59s206.png"><img class="alignright size-full wp-image-4887" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-11-14h28m59s206.png" alt="" width="361" height="273" /></a>sapere quando li hai presi. Falli fuori tutti. Forza, fuoco! (raffiche di mitragliatore) Continua a sparare, continua a sparare. (raffiche di mitragliatore) Continua a sparare. Hotel… Bushmaster Two-Six, Bushmaster Two-Six, dobbiamo spostarci, ora! Bene, abbiamo appena ingaggiato tutti gli otto individui. Sì, se ne vedono die, e stiamo ancora sparando. Ricevuto presi. Two-Six, Two-Sx, siamo in movimento. Ops, scusa, che è successo? Maledizione, Kyle. Bene, hahaha. Li ho colpiti. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Presentatore: Che impatto ha avuto tutto questo?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>L’impatto sulla gente che ci ha lavorato è stato pesante. Abbiamo finito col mandare due persone a Baghdad, per fare ulteriori ricerche su questa storia. Questo è solo il primo di tre attacchi che sono avvenuti su questa scena.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Quindi, voglio dire, undici persone sono morte in quell’attacco, vero? Compresi due dipendenti della Reuters?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Sì. Due dipendenti della Reuters, due bambini piccoli sono stati feriti. Ci sono state tra le 18 e le 26 persone uccide in totale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>E la pubblicazione di questo filmato ha provocato grande indignazione. Qual è stato l’elemento chiave che ha effettivamente provocato l’oltraggio, secondo te?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Non lo so, immagino che la gente sia in grado di vedere l’enorme disuguaglianza di forze. Ci sono persone che camminano tranquille per strada, e poi un elicottero Apache nascosto in un angolo che spara proiettili da 30 mm su tutti, cercando una scusa qualsiasi per farlo, e poi uccidendo la gente che assiste i feriti. Sono stati coinvolti due giornalisti che chiaramente non erano degli insorti, perché quello è un lavoro a tempo pieno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>C’è stato questo analista dei servizi statunitensi, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bradley_Manning" target="_blank">Bradley Manning</a>, che è stato arrestato. Si dice che abbia confessato in una chat in rete, di aver fato trapelare questo video a Wikileaks, assieme a 280.000 comunicazioni riservate di Ambasciate USA. L’ha fatto davvero?<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/wikileaks_olle.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4893" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/wikileaks_olle.jpg" alt="" width="600" height="429" /></a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Dunque, abbiamo negato di aver ricevuto quei messaggi. E’ stato accusato, circa cinque giorni fa, di aver ottenuto circa 150.000 comunicazioni, e di averne pubblicato 50. Ora, avevamo pubblicato, dall’inizio dell’anno, una comunicazione dall’Ambasciata USA a Reykjavik., ma non c’è necessariamente un collegamento. Voglio dire, ero un visitatore conosciuto di quell’Ambasciata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Se hai ricevuto migliaia di comunicazioni diplomatiche dell’Ambasciata USA…</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>… le avremmo rese pubbliche!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Davvero?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Sì!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Perché?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Perché questo genere di cose rivelano la realtà di, diciamo, di come sono i governi arabi, e gli abusi reali dei diritti umani da parte di questi governi. Se si guarda alle comunicazioni declassificate, questo è il tipo di materiale che contengono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Parliamo più in generale di tutto ciò. In generale, qual è la tua filosofia?Perché sarebbe giusto incoraggiare le “soffiate” su informazioni segrete?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Bene, la questione è quale tipo di informazione è importante per il mondo, quale tipo di informazione sia in grado di conseguire riforme. C’è molta informazione. Quindi, le informazioni per le quali le organizzazioni fanno sforzi finanziari per tenerle nascoste, indicano molto chiaramente che, quando quell’informazione esce, c’è speranza che faccia del bene. Poiché le organizzazioni che ne sono a conoscenza, che la sanno tutta, stanno spendendo un sacco per mantenerle segrete. Questo è quanto abbiamo riscontrato nella pratica. Questo costituisce la Storia del giornalismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Non c’è il rischio, per i diretti interessati, o anche per la</em><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/wikileaks-julian-assange-time-cover.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4894" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/wikileaks-julian-assange-time-cover.jpg" alt="" width="529" height="529" /></a></em><em> società nel suo insieme, le soffiate possano davvero avere conseguenze indesiderate?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Mai visto niente di simile con il materiale che abbiamo pubblicato, cioè, abbiamo una politica di immunizzazione dal male. Abbiamo un modo di trattare le informazioni che hanno qualcosa di personale, informazioni in grado di identificare una persona. Ci sono segreti legittimi, diciamo, i dati personali medici, questo è un segreto legittimo. Trattiamo con coloro che ci passano le soffiate, che sono davvero molto motivati.<em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Quindi, sono molto motivati. E cosa diresti, ad esempio, ad un genitore il cui figlio è in servizio nell’esercito degli USA e che dice: “lo sai, hai pubblicato qualcosa che ha un secondo fine. Mostra un soldato USA che ride davanti a gente che muore. Questo ha dato l’impressione a milioni di persone nel mondo che i soldati USA sono persone disumane. Ma non è così. Mio figlio non è così. Come osi?” Cosa risponderesti?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Sì, abbiamo tanti di questi esempi. Ma ricordatevi la gente a Baghdad, la gente in Iraq, la gente in Afghanistan. Non ha bisogno di vedere il video, lo vedono ogni giorno. Quindi il video non cambierà la loro opinione, non cambierà la loro percezione. Questo è quanto vedono ogni giorno. Cambierà la percezione e l’opinione della gente che sta pagando, con le proprie tasse, per tutto questo. E’ questa la nostra speranza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Quindi, hai trovato un modo per gettare luce in ciò che vedi, come tutti questi segreti inconfessabili nelle aziende e nei governi. La luce è buona, ma non vedi l’ironia nel fatto che, per arrivare a far brillare quella luce, debba tu stesso creare segretezza sulle tue fonti? </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Non proprio. Cioè, non abbiamo ancora avuto dissidenti in Wikileaks. Non abbiamo fonti che sono dissidenti su altre fonti. Se questo accadesse, sarebbe una situazione molto complicata per noi. Ma, presumibilmente, agiamo in modo tale che la gente si sente moralmente obbligata a continuare la missione, a non comprometterla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Sarei effettivamente interessato, basandomi solo su quel che ho sentito finora, ad avere l’opinione del pubblico di Ted. Sai, ci possono essere un paio di punti di vista su Wikileaks e su Julian Assange. Sai, o “eroe del popolo”, che porta questa luce importante. Pericoloso fomentatore, agitatore. Chi lo vede come un eroe?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-11-16h01m09s233.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4888" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-11-16h01m09s233.png" alt="" width="595" height="356" /></a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Chi come un pericoloso agitatore?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-11-16h01m42s47.png"><img class="alignright size-full wp-image-4889" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-11-16h01m42s47.png" alt="" width="595" height="356" /></a><br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Forza, ce ne deve essere qualcuno!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>E’ un pubblico mite, Julian, un pubblico mite. Dobbiamo provarci meglio. Mettiamoli di fronte ad un altro esempio. Ecco qualcosa che non avete ancora pubblicato, ma che state per pubblicare per TED. E’ una storia intrigante, che è appena successa, vero? Di che si tratta</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>[sullo schermo appaiono dei documenti dattiloscritti, ndr]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo è un esempio di ciò che facciamo, praticamente ogni giorno. Alla fine dell’anno scorso, lo scorso novembre 2009, ci sono state una serie di esplosioni di pozzi in Albania, come l’esplosione nel Golfo del Messico, ma non così grosse. Abbiamo ricevuto un’inchiesta, una specie di analisi tecnica di quanto accaduto, che diceva che le guardie giurate di compagnie petrolifere rivali e concorrenti, avevano in realtà parcheggiato dei camion, e li avevano fatti saltare. E poi, che una parte del governo albanese era implicato, eccetera. La relazione tecnica non aveva un titolo o un’intestazione. Era un documento estremamente difficile per noi, non potevamo verificarlo poiché non sapevamo chi l’avesse redatto e di cosa si trattasse. Quindi eravamo scettici, pensavamo che magari una compagnia petrolifera rivale stesse facendo i suoi giochi. Con questo presupposto l’abbiamo reso pubblico, e abbiamo detto “Guardate, siamo scettici rispetto a questa cosa. Non sappiamo, ma che possiamo fare? Il materiale sembra buono, la sensazione è che sia buono, ma non siamo in grado di verificarlo. Così, abbiamo poi ricevuto una lettera, proprio questa settimana, dall’azienda che l’ha redatto, che vuole risalire alla fonte della soffiata. [risate…] Essa dice: “Hey, vogliamo rintracciare la fonte.”, e così noi abbiamo risposto: “Oh, diteci di più! Di che documento si tratta? Potete dimostrare di avere autorità legale su quel documento? E davvero vostro?”, così ci hanno spedito questo “screenshot”, con l’autore, e il suo identificativo in Microsoft Word. Ne succedono tante di cose così. Questo è uno dei nostri metodi per identificare, per verificare, di che materiale si tratta. Proviamo a fare in modo che ci scrivano una lettera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Avete avuto informazioni dall’interno della British Petroleum?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì, parecchie, ma, diciamo, al momento, stiamo facendo un certo sforzo di raccolta fondi, e per la tecnologia. Quindi, il tasso di pubblicazione, negli ultimi mesi, è stato ridotto al minimo, mentre ristrutturiamo i nostri sistemi informatici di appoggio, a causa dell’interessamento fenomenale da parte del pubblico. E’ un problema. Come ogni organizzazione agli esordi, che sta crescendo, siamo come travolti dalla nostra stessa crescita. Questo vuol dire che ci arrivano enormi quantità di soffiate e rivelazioni di altissimo calibro, ma non disponiamo di sufficiente personale per esaminare e vagliare queste informazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/wikileaks_1163075.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4895" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/wikileaks_1163075.jpg" alt="" width="500" height="353" /></a>Quindi, ecco il collo di bottiglia principale, in parole povere: giornalisti volontari e/o il finanziamento di stipendi per i giornalisti? </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Sì, certo, e persone di fiducia. Siamo un’organizzazione che non è facile far crescere in fretta, per il tipo di materiale che trattiamo. Quindi dobbiamo ristrutturarci, per poter avere gente che gestisce la roba relativa alla sicurezza nazionale di massimo livello, e poi i casi di livello di sicurezza più basso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Aiutaci a capire qualcosa di te, di Julian Assange, della tua persona, e di come sei arrivato a questo. Credo di aver letto che tu, da bambino, sei stato in 37 scuole diverse? E’ possibile?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>I miei genitori lavoravano nel cinema, e poi erano in fuga da una setta, e quindi l’insieme delle due cose… [risate…]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Uno psicologo potrebbe dire che si tratta di una formula per la paranoia.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Cosa, l’industria cinematografica? [Risate…]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Sei anche stato un hacker da giovanissimo, hai avuto a che fare con le Autorità, da giovane.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Ero giornalista. Sai, un giovanissimo giornalista attivista, ad un’età moto precoce. Scrivevo una rivista, sono stato processato per quella rivista, quando ero adolescente. Quindi, devi stare attento con l’espressione “hacker”. E’ un metodo che può essere impiegato per cose diverse. Sfortunatamente, al momento, è principalmente utilizzato dalla mafia russa, per rubare il conto in banca delle nonnette. Quindi l’espressione non è così piacevole come era un tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Certo non credo che tu stia rubando dal conto in banca di nessuna nonnetta, ma che mi dici a proposito dei tuoi valori fondamentali? Puoi darci un senso di quali sono, e magari anche un episodio della tua vita che ha contribuito a determinarli?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Non saprei indicare un evento preciso, ma i valori fondamentali… gli uomini capaci, generosi, non creano vittime, si occupano delle vittime. Questo è qualcosa che mi viene da mio padre, e da altri uomini capaci e generosi, che hanno fatto parte della mia vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Gli uomini capaci e generosi non creano vittime, accudiscono le vittime”?<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/wikileaks-batman.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4896" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/wikileaks-batman.jpg" alt="" width="550" height="388" /></a></em></p>
<p>Sì, e sai, sono una persona combattiva, quindi non sono molto bravo quando si tratta di accudire. C’è un altro modo di accudire le vittime, che è vigilare sui responsabili del crimine. Questo è qualcosa che fa parte della mia personalità, da molto tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dicci ora, molto velocemente, nell’ultimo minuto, la storia di che cosa è successo in Islanda? Praticamente, hai pubblicato qualcosa lì, ci sono stati problemi con una banca, e poi i servizi di informazione hanno avuto l’ingiunzione di non pubblicare. Al contrario, hanno dato visibilità ala tua parte. La cosa ti ha reso un personaggio di spicco in Islanda. E poi?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Sì, è un grande caso, sai. L’Islanda ha attraversato questa crisi finanziaria, è stata colpita più duramente di qualsiasi altro Paese al mondo. Il settore bancario era dieci volte il Pil del resto dell’economia. Allora, noi pubblichiamo questo rapporto nel luglio del 2009, ed alla televisione nazionale arriva l’ingiunzione cinque minuti prima della trasmissione. Come in un film, l’ingiunzione è arrivata sula scrivania della redazione, e il giornalista si dice qualcosa come “Non è mai successo niente di simile. Che fare?” Bene, mostriamo l’immagine del sito web, al posto della notizia, per tutto il tempo, come riempitivo. Così siamo diventati molto famosi in Islanda, ci siamo andati, ed abbiamo parlato della questione. C’era una sensazione, nella comunità, che queste cose non dovessero accadere mai più. Come risultato, lavorando con politici islandesi, ed altri esperti legali internazionali, abbiamo messo insieme una specie di pacchetto legislativo per l’Islanda, che è diventato una specie di porto franco per la stampa libera. Con le protezioni per i giornalisti più forti del mondo, con un Premio Nobel per la libertà di stampa. L’Islanda è un Paese nordico, e così, come la Norvegia, è in grado di accedere al sistema. Solo un mese fa, la cosa è stata approvata dal Parlamento islandese all’unanimità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Caspita! </em>[Applausi]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Un’ultima domanda, Julian. Quando pensi al futuro, pensi che sia più probabile l’avvento di un Grande Fratello che esercita più controllo, più segretezza, o noi che vigiliamo sul Grande Fratello, o, semplicemente, è ancora tutta da giocare?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Non sono sicuro di come andrà. Voglio dire, ci sono enormi pressioni per armonizzare la legislazione in fatto di libertà di espressione, e legislazione sulla trasparenza, nel mondo. All’interno dell’Unione Europea, tra la Cina e gli Stati Uniti. In che direzione si andrà? E’ difficile capirlo. Ecco perché è molto interessante vivere in questo momento, perché sforzandoci un pochino, possiamo spostare le cose da una parte o dall’altra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Bene, credo di interpretare l’opinione del pubblico dicendo, Julian, stai attento, e che tu possa farcela!</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Grazie Chris! [Applausi]</p>
<p>_____________________________</p>
<p><strong>Di seguito, i link degli argomenti &#8220;Mondo contemporaneo&#8221;:</strong></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/comprendere-decollo-cina/" target="_blank">Per comprendere il decollo della Cina</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/wikileaks-intervista-a-julian-assange/" target="_blank">Il fenomeno Wikileaks: intervista al fondatore, Julian Assange</a></p>
<p>_____________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook10.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4897" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook10-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #333399;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>E’ un’occasione per          conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in          contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale            delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>La &#8220;sporca&#8221; guerra del Vietnam (1 di 5): l&#8217;origine del conflitto</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 17:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il Sapere]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Genere Umano]]></category>
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		<category><![CDATA[Mondo contemporaneo]]></category>

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		<description><![CDATA[Vietnam, 30 aprile 1975, Saigon cade sotto l’offensiva dei vietcong e delle truppe nord-vietnamite. E’ l’epilogo di un conflitto che ha scosso nel profondo la società internazionale, che ha lasciato un tragico saldo: 58.000 morti da parte statunitense, e più di due milioni di vittime tra i vietnamiti. Una guerra che ha impresso un’impronta duratura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/burning_viet_cong_base_camp.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4849" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/burning_viet_cong_base_camp.jpg" alt="" width="500" height="406" /></a>Vietnam, 30 aprile 1975, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saigon" target="_blank">Saigon</a> cade sotto l’offensiva dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Viet_Cong" target="_blank">vietcong </a>e delle truppe nord-vietnamite. E’ l’epilogo di un conflitto che ha scosso nel profondo la società internazionale, che ha lasciato un tragico saldo: 58.000 morti da parte statunitense, e più di due milioni di vittime tra i vietnamiti. Una guerra che ha impresso un’impronta duratura e profonda sulla Storia del ventesimo secolo, un simbolo delle tensioni internazionali del ‘900, con il totale coinvolgimento dell’opinione pubblica mondiale.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j3-89PlfOlo?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/j3-89PlfOlo?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>“<em>E’ una sporca guerra, ci siamo infilati in una brutta situazione, e non so come ne usciremo. Non so proprio <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-10-12h09m15s239.png"><img class="alignright size-full wp-image-4850" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-10-12h09m15s239.png" alt="" width="307" height="274" /></a>come possiamo tirarcene fuori, adesso che ci siamo dentro fino al collo.</em>” (dal diario di un soldato americano). Il ricordo di questa guerra è ancora nella memoria di quanti hanno vissuto quegli tremendi anni, ed hanno temuto lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vietnam_war.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4851" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vietnam_war.gif" alt="" width="376" height="696" /></a>“<em>Tre motosiluranti hanno attaccato un cacciatorpediniere americano, al largo della costa vietnamita. Oggi, il Presidente Johnson ha replicato con durezza e decisione: &#8211; </em>Ad ogni attacco sferrato contro i nostri soldati, noi risponderemo. A chi nel Sud-Est asiatico chiederà aiuto per difendere la libertà, noi lo daremo. – <em>Il Presidente ha ordinato alla Marina statunitense di continuare a pattugliare la zona, ed in caso di attacco, di annientare gli aggressori.</em>” (Da un notiziario del 1° agosto 1964)</p>
<p>Il Presidente Lyndon Johnson chiede al Congresso i poteri per prendere tutte le misure necessarie per prevenire ulteriori aggressioni. La “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_del_Golfo_del_Tonchino" target="_blank"><em>Mozione del Golfo del Tonchino</em></a>” viene approvata con 504 voti favorevoli e 2 contrari.</p>
<p>“<em>Non possiamo <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-10-12h51m12s82.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4853" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-10-12h51m12s82.png" alt="" width="328" height="288" /></a>vincere in Asia, quindi non mi sento di avallare oggi questo genere di programma nel Vietnam del Sud, almeno con il mio voto, perché, a mio giudizio, il nostro intervento causerà la morte di un immenso numero di ragazzi americani, e senza motivo.</em>” (Membro del Congresso che ha votato a sfavore)</p>
<p>L’origine della guerra del Vietnam è da ricercare negli eventi che segnarono la<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vietnam-war1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4854" title="vietnam war" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vietnam-war1.jpg" alt="" width="361" height="260" /></a> decolonizzazione dell’Indocina francese, processo reso irreversibile dagli esiti della Seconda Guerra Mondiale. Da guerra post-coloniale, il conflitto nel Vietnam si trasformerà, a partire dal 1946, in uno scontro ideologico, nel contesto della Guerra Fredda. Otto anni di guerra, soldati delle forze regolari vietnamite costantemente impegnati contro le difese francesi, economicamente sostenuti dagli Stati Uniti. Per il Presidente americano di allora, Eisenhower, l’Occidente aveva il dovere di fronteggiare e di sconfiggere il comunismo in Asia, anche a costo di sanguinose guerre.</p>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Dien_Bien_Phu" target="_blank">sconfitta francese a Dien-Ben-Phu</a> e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conferenza_di_Ginevra_(1954)" target="_blank">Conferenza di Ginevra del 1954</a>, metteranno fine alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_d%27Indocina" target="_blank">Guerra dell’Indocina</a>, ma apriranno la strada alla divisione del Vietnam. L’accordo prevede un cessate il fuoco, ed il concentramento delle parti contendenti in aree separate, delimitate da un confine militare provvisorio, al 17° parallelo.</p>
<p>Nell’ottobre del 1954, il governo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ho_Chi_Minh" target="_blank">Ho Chi Minh</a> avvia la ricostruzione ed il consolidamento, a nord del 17° parallelo, della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Democratica_del_Vietnam" target="_blank">Repubblica Democratica del Vietnam</a>, grazie all’aiuto economico di Cina ed Unione Sovietica. La vittoria fu però offuscata dalla secessione delle zone meridionali. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hanoi" target="_blank">Hanoi </a>progetta una strategia volta a ricostituire l’organizzazione comunista a Sud del 17° parallelo.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vietnam_war_protesters.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4857" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vietnam_war_protesters.jpg" alt="" width="283" height="354" /></a></p>
<p>Il Comitato Centrale del Lau-Dong, all’inizio del 1959, decide di dare impulso alla lotta armata, promuovendo la nascita di un <em>Fronte di Liberazione</em>, a sostegno della guerriglia del Sud, con la prospettiva della riunificazione nazionale. Si formano i primi <em>gruppi di autodifesa contadina</em>, responsabili di vere e proprie azioni armate.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/namwounded.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4858" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/namwounded.jpg" alt="" width="342" height="227" /></a>“<em>Ci sono dei bambini che girano qua intorno, alcuni non hanno più i genitori, e cerco sempre di farli ridere. Loro mi chiamano matto. Spero che sia questo uno dei motivi per cui siamo qua, per assicurare loro un futuro migliore </em>” (Diario di un soldato americano)</p>
<p>Il rafforzamento di un regime filoamericano a Sud del 17° parallelo, contrapposto al regime comunista a Nord, è diventato una priorità per Washington.</p>
<p>“<em>Il nemico nella nostra zona di operazioni è un contadino di giorno ed un vietcong di notte.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Vietnam-War-death.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4859" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Vietnam-War-death.jpg" alt="" width="171" height="180" /></a> Ogni uomo che prendiamo dice – </em>me vietnamita numero uno, vietcong numero dieci – <em>e così dobbiamo lasciarlo andare. Numero uno significa ottimo, dieci significa pessimo.</em>” (Dal rapporto di un soldato americano)</p>
<p>Gli eventi hanno portato al passaggio del Paese dalla Francia agli Stati Uniti, e la nascita di due Vietnam, quello comunista di Ho Chi Minh a Nord, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vietnam_del_Sud" target="_blank">l’altro capitalista a Sud</a>, dove <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ngo_Dinh_Diem" target="_blank">Ngo Dinh Diem</a> esercita un potere assoluto e corrotto, con l’appoggio americano.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-10-12h51m20s157.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4860" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-10-12h51m20s157.png" alt="" width="334" height="288" /></a>Quando nel novembre del 1960, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Fitzgerald_Kennedy" target="_blank">John Fitzgerald Kennedy</a> viene eletto Presidente degli Stati Uniti, la questione vietnamita non è un elemento rilevante della nuova Amministrazione americana. Il Vietnam è solo una delle molte aree critiche della Guerra Fredda.</p>
<p>All’inizio del 1961, il Fronte Nazionale di Liberazione unifica le varie unità di guerriglia che agiscono nel Vietnam del Sud, e fondano “<em>L’Esercito Popolare di Liberazione</em>”. Il regime di Saigon crolla sotto i colpi della guerriglia, Saigon e Washington non possono restare inerti. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_McNamara" target="_blank">Robert McNamara</a>, Segretario alla Difesa, decide di inviare in Vietnam alcune migliaia di consiglieri militari, con l’incarico di addestrare e potenziare l’esercito sud-vietnamita, ritenuto non idoneo a contrastare la minaccia comunista.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/US_riverboat_using_napalm_in_Vietnam.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4861" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/US_riverboat_using_napalm_in_Vietnam.jpg" alt="" width="413" height="276" /></a></p>
<p>La ricerca di una soluzione pacifica, e l’avvio di negoziati con Hanoi si accompagna a massicci bombardamenti sul Vietnam del Nord, l’impegno militare americano aumenta.</p>
<p>I consiglieri americani, in un solo anno, passano da tremila a diecimila, l’intento americano e di progettare e dirigere le operazioni di contro-guerriglia, eliminando l’influenza del Fronte di Liberazione nel Vietnam del Sud.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/my-lai-massacre-vietnam-war-history-pictures-images-photos-rare-amazing-001.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4862" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/my-lai-massacre-vietnam-war-history-pictures-images-photos-rare-amazing-001.jpg" alt="" width="524" height="392" /></a>Gli abitanti dei villaggi sospettati di ospitare simpatizzanti o militanti della guerriglia, sono deportati in nuovi insediamenti, circondati da fossati e reticolati, i cosiddetti “<em>villaggi strategici</em>”, mentre le loro case e le loro capanne vengono dati alle fiamme.</p>
<p>“<em>La cosa che mi angoscia di più, è come sia facile uccidere in guerra. Non si prova rimorso, non ci si lava le mani con gesto teatrale, per lavarsi di sangue inesistente, e non c’è minimo rimpianto. Uccidi perché quel piccolo bastardo sta facendo di tutto per uccidere te, in quel momento sei terrorizzato, come non lo sei mai stato in vita tua</em>” (Dal diario di un soldato americano)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-10-12h54m10s38.png"><img class="alignright size-full wp-image-4863" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-10-12h54m10s38.png" alt="" width="378" height="221" /></a></p>
<p>Nel corso del 1962, la nuova strategia di Washington, porta ad un apparente consolidamento del regime di Saigon. Con il sostegno tecnico e logistico delle forze americane, l’esercito sudvietnamita lancia efficaci controffensive contro la guerriglia; rafforzati dagli elicotteri, dagli aerei, dai mezzi blindati forniti dagli Stati Uniti, le forze sudvietnamite sembrano prendere l’iniziativa.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/my_lai.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4864" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/my_lai.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>Il Vietnam del Sud è un terreno ideale per la guerriglia, la popolazione è confinata sulla zona costiera, e su alcuni altipiani. Tutte le strade, così come la ferrovia, sono facilmente intercettabili, così come qualsiasi altro punto. Le forme di resistenza sperimentate nella lotta antifrancese, vengono ripresi contro il regime si Saigon: attacchi contro l’esercito governativo, sabotaggi lungo le linee di comunicazione, porzioni di territorio sottratte al controllo statale.</p>
<p>Ad Ovest, i mille chilometri di frontiera con il Laos e la Cambogia, sono coperti da una giungla fitta ed indifendibile, attraverso la quale passa il <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vietnamnapalm1966www.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4865" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vietnamnapalm1966www.jpg" alt="" width="353" height="237" /></a>cosiddetto “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sentiero_di_Ho_Chi_Minh" target="_blank"><em>sentiero Ho Chi Minh</em></a>”, un dedalo di percorsi protetti dalla finestra, ed in parte costituiti da gallerie sotterranee, che collegano la guerriglia vietcong con il Vietnam del nord.</p>
<p>Le condizioni di vita estreme in cui versa la popolazione contadina, favoriscono lo svilupparsi della guerriglia, animata dai vietcong, e appoggiata dal governo della Repubblica Democratica del Nord. Sulla base dell’esperienza della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_Corea" target="_blank">Guerra di Corea</a>, gli americani organizzano l’esercito sudvietnamita su <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-10-12h52m42s193.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4866" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-10-12h52m42s193.png" alt="" width="300" height="277" /></a>basi convenzionali, con carri armati ed artiglieria pesante, per far fronte ad una possibile invasione del Nord. Questa tattica, tuttavia, ben presto si rivela inadatta a combattere una guerriglia articolata in piccole unità regolari, con basi nella giungla, e numerose squadre nei villaggi.</p>
<p>“<em>Non m’importa tanto per me, ma ci sono dei ragazzi fra noi che non ce la faranno proprio, e non credo che ne usciranno vivi</em>” (Dal diario di un soldato americano)</p>
<p>(continua)</p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook9.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4867" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook9-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Martin Luther King (5 di 5): l&#8217;assassinio</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 09:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Martin Luther King, il grande difensore non violento dei diritti civili]]></category>
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		<description><![CDATA[Stokely Carmichael, l’uomo del “Black Power”, s’impone come il più logico successore del reverendo King, il movimento delle “Pantere nere” ha ora un suo preciso status, un programma e degli ideali, in cui l’amore per il nemico non trova spazi. I toni dei discorsi di Martin Luther King iniziano ad allinearsi con quelli del nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/martin-luther-king-funeral-procession.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4816" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/martin-luther-king-funeral-procession.jpg" alt="" width="605" height="412" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stokely_Carmichael" target="_blank">Stokely Carmichael</a>, l’uomo del “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Black_Power" target="_blank"><em>Black Power</em></a>”, s’impone come il più logico successore del reverendo King, il movimento delle “<em>Pantere nere</em>” ha ora un suo preciso status, un programma e degli ideali, in cui l’amore per il nemico non trova spazi. I toni dei discorsi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King" target="_blank">Martin Luther King</a> iniziano ad allinearsi con quelli del nuovo movimento radicale: “<em>La vera compassione non consiste solamente nel gettare una monetina ad un mendicante, la compassione ci porta a capire che, se un sistema produce mendicanti, allora deve essere cambiato</em>”.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gtyrYTabh8s?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/gtyrYTabh8s?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Primo gennaio 1967, nuovo manifesto della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Southern_Christian_Leadership_Conference" target="_blank">Southern Christian Leadership Conference</a>: opposizione alla guerra del Vietnam, lotta alla povertà, campagna di disobbedienza civile.</p>
<p>“<em>I piani d’azione di cui necessitiamo adesso non sono stati preparati come avrebbero dovuto, e questo a causa della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_in_Vietnam" target="_blank">guerra in Vietnam</a>. Il cuore della nazione è in Vietnam. E là, dove va il vostro cuore, vanno anche i vostri soldi. In questo senso, la guerra ha intralciato i nostri lavori.</em>” (Martin Luther King)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m05s104.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4817" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m05s104-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>Nell’estate dello stesso anno, a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Newark" target="_blank">Newark</a>, nel New Jersey, la polizia spara a bruciapelo sui ragazzi di colore, e a chiunque osi affacciarsi alla finestra. I neri rispondono con i cecchini <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m14s202.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4818" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m14s202-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>sui tetti, le donne gettano bombe molotov sotto le auto blindate. Trenta neri uccisi, più di mille feriti, e la città devastata. Dopo quattro giorni di guerriglia, a Newark torna la calma, ma a Nord la popolazione bianca comincia ad avere paura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h23m41s145.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4819" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h23m41s145.png" alt="" width="376" height="288" /></a>Un appello raggiunge King a Chicago nel marzo 1968: “<em>Tutti ci hanno abbandonato, non c’è un dio anche per noi?</em>” è la voce degli spazzini sottopagati di Memphis. King, fedele agli impegni sottoscritti nel Manifesto della SCLC, interrompe i preparativi della <em>marcia per i poveri</em>, e si precipita per l’ultima volta al Sud. Grandi cartelli campeggiano tra i manifestanti del 27 marzo. Su di essi la scritta “<em>anche io sono un uomo</em>”. I disordini che scoppiano poche ore dopo l’inizio della manifestazione, rappresentano un ultimo, duro colpo assestato al movimento di Martin Luther King, che è sconvolto, in ginocchio davanti ad una situazione divenuta incontrollabile. Il 3 aprile, a Memphis, la pioggia cade incessantemente ormai da trentasei ore, in città si diffonde la voce di un complotto per assassinare King,</p>
<p>“<em>Alla fine sono arrivato a Memphis, ed alcuni hanno incominciato a discutere delle<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h36m05s33.png"><img class="alignright size-full wp-image-4820" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h36m05s33.png" alt="" width="376" height="288" /></a> minacce che incombono su di me, di quello che mi vorrebbero fare, i nostri malati fratelli bianchi. Bene, io non so cosa mi succederà ora: abbiamo qualche giorno difficile davanti, ma è veramente una cosa che non mi appartiene ora, perché sono stato sulla cima della montagna. Non mi preoccupo. Come tutti, anch’io vorrei vivere una lunga vita, che la longevità abbia il suo corso. Ma non sono preoccupato di questo, ora. Voglio solamente fare la volontà di dio. Egli mi ha permesso di arrivare sulla cima della montagna. E io ho visto oltre… e ho visto… la Terra Promessa. Io non posso venirci con voi, ora, ma voglio che sappiate questa sera, che noi, come popolo, avremo la Terra Promessa. Così stasera io sono felice, e non c’è niente che mi preoccupi. Io non ho paura di alcun uomo. I miei occhi hanno visto la gloria che verrà, la gloria del signore.</em>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/balcony.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4821" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/balcony.jpg" alt="" width="333" height="320" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assassinio_di_Martin_Luther_King" target="_blank">Quattro aprile 1968</a>. Alle 15.15 un signore in abito elegante scende da una Mustang bianca, entra nella pensione di Bessie Brower, chiede una camera che si affacci sul motel Lorraine, proprio di fronte a dove alloggia King. Controlla i finestrini del bagno, poi, paga venti dollari per l’intera settimana. Sul registro, firma John Willard. King, in una stanza del motel Lorraine, con suo fratello Alfred, alle 17.59 esce sulla terrazza a prendere una boccata d’aria. Ha smesso di piovere da più di un’ora, viene chiamato dal suo autista, che dal parcheggio lo invita a scendere. Alle 18.01, una mano preme un grilletto.</p>
<p>Martin cade pesantemente al suolo, colpito in pieno volto.</p>
<p>“<em>Parlerò solo per pochi minuti, stasera, perché ho delle notizie terribili per tutti voi…</em>” <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Kennedy" target="_blank">Robert Kennedy</a> sta tenendo un discorso davanti ad una folla di neri, gli passano un biglietto “<em>…e per tutti coloro nel mondo che credono nella pace, peri cittadini americani. Martin Luther King è stato assassinato questa notte a Memphis.</em>” Due mesi dopo, sarebbe toccato a lui.</p>
<p>Sul caso King, si aprì una lunga serie di interrogativi senza risposta. Undici giugno 1969, il tribunale di Memphis, dopo la lunga indagine <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h54m22s9.png"><img class="alignright size-full wp-image-4822" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h54m22s9.png" alt="" width="376" height="288" /></a>condotta dall’FBI, condanna <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Earl_Ray" target="_blank">James Earl Ray</a> all’ergastolo. E sebbene fossero emersi paralleli inquietanti tra l’assassinio di Kennedy e quello di King, il Dipartimento di Giustizia cancella ogni ipotesi di complotto nei due delitti. Gli investigatori affermarono che, ad uccidere il leader dei diritti civili, ed a spezzare il sogno di King e di milioni di afroamericani, fu solo e soltanto James Earl Ray. Era da considerarsi come un’isolata manifestazione di razzismo. Era la quinta volta che una Commissione speciale esaminava e respingeva l’ipotesi di un complotto nel delitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Martin-Luther-King-Jr-1-12-10.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4823" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Martin-Luther-King-Jr-1-12-10.jpg" alt="" width="498" height="364" /></a>“<em>Quando verrà la mia ora, non fatemi un grande funerale. Se troverete qualcuno che vorrà parlare sulla mia tomba, ditegli di non parlare a lungo. In ogni momento mi chiedo, cosa vorrei che si dicesse di me. Ditegli di non menzionare che ho vinto un Premio Nobel per la Pace. Ditegli di non menzionare che ho ricevuto altri tre o quattrocento riconoscimenti, questo non conta. Ditegli di non menzionare l’istruzione che ho ricevuto. Vorrei che qualcuno ricordasse che Martin Luther King ha cercato di dare la vita per salvare gli altri. Vorrei che qualcuno dicesse che Martin Luther King ha cercato di amare il prossimo. Vorrei che voi diceste che ho provato ad amare e servire l’Umanità. Se proprio volete dire qualcosa, dite che ero un batterista, e che battevo il tempo della giustizia.</em>” (Martin Luther King)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/king.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4824" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/king.jpg" alt="" width="403" height="422" /></a></p>
<p>Nei giorni successivi all’attentato, il desiderio di vendicare la morte di Martin Luther King si trasformò in collera violenta in settantadue città del Paese. L’esercito dovette intervenire per proteggere la Casa Bianca. Washington era in fiamme: non succedeva dai tempi della Guerra di Secessione.</p>
<p>“<em>Nessun errore comesso dai bianchi d’America è più grave dell’assassinio di martin Luther King. Hanno ucciso l’unico uomo della nostra razza in grado di farsi ascoltare tanto dalla vecchia guardia, quanto dai militanti delle masse nere. Questa è una dichiarazione di guerra dell’America bianca al nostro popolo.</em>” (Stokely Carmichael)</p>
<p>“<em>Un uomo è venuto</em></p>
<p><em>Nel nome dell’Amore</em></p>
<p><em>Un uomo è venuto</em></p>
<p><em>E se n’è andato.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Libero infine,</em></p>
<p><em>hanno preso la tua vita.</em></p>
<p><em>Non hanno potuto prendere</em></p>
<p><em>Il tuo orgoglio.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Cos’altro nel nome</em></p>
<p><em>Dell’amore?</em>”</p>
<p>U2 – Pride (in the name of love)</p>
<p>(fine)</p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/">Prima parte – Il caso Rosa Parks</a></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/" target="_blank">Seconda parte – La resistenza non violenta</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">Terza parte &#8211; I have a dream!</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/" target="_blank">Quarta parte &#8211; Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/" target="_blank">Quinta parte &#8211; l&#8217;assassinio</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4827" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook8-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per       conoscere  le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in        contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale          delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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