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	<title>GrandiPassioni &#187; Apprendimento</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (5 di 5): la persecuzione nazista</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 18:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
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		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando Hitler salì al potere in Germania, nel 1933, le peggiori paure di Sigmund Freud sulle forze oscure dell’inconscio si avverarono: era il trionfo della psicosi su larga scala. Il nome di Freud fu uno dei primi ad entrare nella lista nera dei nomi da censurare. Egli commentò: “Che progressi che stiamo facendo! Nel Medioevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h27m17s172.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4783" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h27m17s172.png" alt="" width="640" height="480" /></a>Quando Hitler salì al potere in Germania, nel 1933, le peggiori paure di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud </a>sulle forze oscure dell’inconscio si avverarono: era il trionfo della psicosi su larga scala. Il nome di Freud fu uno dei primi ad entrare nella lista nera dei nomi da censurare. Egli commentò: “<em>Che progressi che stiamo facendo! Nel Medioevo mi avrebbero messo al rogo, ora si accontentano di bruciare i miei libri</em>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h44m46s238.png"><img class="alignright size-full wp-image-4785" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h44m46s238.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Tra i libri al bando, vi era anche un suo saggio scritto nel 1930 “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud#Il_disagio_della_civilt.C3.A0_e_la_nevrosi_collettiva" target="_blank"><em>Il disagio della civiltà</em></a>”, che affrontava il conflitto psichico tra cultura e barbarie.</p>
<p>“<em>Freud divenne sempre più pessimista. Tutto ciò in cui aveva creduto si stava sgretolando, aveva sperato nella capacità della civiltà civile di arrestare gli impulsi distruttivi, ma ora si trovava davanti al crescente potere di un partito che minacciava di distruggere il mondo</em>” (Dottor Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M3AbGpp_Jd0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/M3AbGpp_Jd0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nonostante l’incombente minaccia del nazismo, Freud trascorse le sue vacanze estive nella campagna austriaca, passava il tempo a leggere, a giocare con i suoi cani, e a cogliere fiori. Il 14 settembre 1936, i coniugi Freud festeggiarono le nozze d’oro, a ottant’anni Freud era il patriarca di una numerosa famiglia.</p>
<p>“<em>Eravamo tutti molto legati a lui, e soprattutto dipendevamo da lui. Era lui a provvedere a noi, sotto tutti gli aspetti, sia finanziariamente che psicologicamente. Era un punto di riferimento per l’intera famiglia. </em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Il 13 marzo 1938, la Germania completò <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anschluss" target="_blank">l’annessione dell’Austria</a>, e Hitler marciò su Vienna, ma Freud rifiutava di lasciare la sua casa.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h54m16s69.png"><img class="alignright size-full wp-image-4786" title="In figura, una dell ultime foto di Freud a casa, a Vienna." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h54m16s69.png" alt="" width="407" height="336" /></a></p>
<p>“<em>Pensava che avrebbe potuto continuare a vivere a Vienna, e che tutto si sarebbe aggiustato. Aveva molti amici in posizione di potere, e per questo si sentiva molto tutelato. Era indubbiamente l’ebreo più protetto di tutta l’Austria. Questo, è sicuro.</em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Fu grazie alle sue conoscenze che Freud riuscì a salvarsi: il 14 marzo del 1938, i nazisti irruppero nel suo studio, e per evitare l’arresto, dovette pagare un’ingente somma di denaro. La settimana dopo, i tedeschi arrestarono <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Freud" target="_blank">Anna Freud</a>, che trascorse una giornata nel quartier generale della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gestapo" target="_blank">Gestapo</a>. Alcuni diplomatici americani a Vienna, trasmisero il seguente messaggio alla Casa Bianca: “<em>Nonostante l’età e la malattia, Freud è in pericolo.</em>”. Alla fine, Freud acconsentì a lasciare il Paese.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h59m15s252.png"><img class="alignright size-full wp-image-4787" title="In figura, il telegramma americano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h59m15s252.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Non voleva abbandonare la sua casa, ma dopo molte resistenze, per fortuna, si lasciò convincere. E’ probabile che l’arresto di Anna da parte della Gestapo lo convinse, finalmente, ad emigrare con la famiglia.</em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h06m21s155.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4788" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h06m21s155-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Il 5 giugno 1938, Freud, Martha ed Anna lasciarono Vienna e si trasferirono a Londra. I giornali viennesi, nel commentare la sua partenza, diffamarono il suo lavoro, definendolo “<em>materiale pornografico, tipico di un ebreo</em>”. Le sue quattro sorelle non ebbero il permesso di lasciare Vienna, e morirono nei campi di concentramento.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h07m22s6.png"><img class="alignright size-full wp-image-4791" title="In figura, le quattro sorelle di Freud, assassinate dai nazisti." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h07m22s6.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Poco prima della partenza, il fotografo Engelmann realizzò un reportage nello studio di Freud.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h09m48s174.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4789" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h09m48s174-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>“<em>Ricordo ancora il terrore sulla sua faccia, era così vulnerabile, così spaventato, così timoroso. Ad un certo punto, gli ho chiesto di togliersi gli <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h11m06s191.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4790" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h11m06s191-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>occhiali, e mi ha fatto un vago sorriso. Si è trattato proprio di un piccolo accenno, ma d’altra parte, erano pochi, in quei giorni, a sorridere. Mi fermai da loro quasi una settimana, ero diventato parte della famiglia. Freud mi portava in giro e mi mostrava le foto dei suoi familiari. La figlia Anna, in particolare, era molto depressa, mi disse che vedeva nella gente lo sguardo triste di chi sta per abbandonare tutto, di chi si sta rassegnando.</em>” (Edmund Engelmann, fotografo)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h12m38s87.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4795" title="In figura, Anna Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h12m38s87-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>A Londra, nonostante la calda accoglienza, Freud si sentiva in esilio. Inoltre, il tumore lo aveva di nuovo aggredito, e nell’inverno del 1938 dovette sottoporsi a due nuove operazioni.</p>
<p>Le sue teorie sui sogni, la sessualità e l’inconscio, erano ormai penetrate nella cultura occidentale, eppure Freud si sentiva insoddisfatto, la psicanalisi era oggetto di critiche, e molti non la giudicavano una vera scienza.</p>
<p>“<em>Si sentiva il padre ed il fondatore di una nuova, grande, scienza. Provava una profonda amarezza a dover continuare a lottare, anche da vecchio, per vedere affermate le sue idee. Ciò fu per lui fonte di grande frustrazione e sofferenza, </em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m10s161.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4793" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m10s161-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Seppure vecchio e malato, Freud continuò fino alla fine della sua vita a visitare pazienti, fra questi il famoso pittore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Dal%C3%AD" target="_blank">Salvador Dalì</a>, che fece anche uno splendido ritratto dello psicanalista.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m51s65.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4792" title="In figura, il ritratto di Freud ad opera di Dalì." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m51s65-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il 6 maggio del 1939, Freud festeggiò i suoi ottantatre anni, con il sigaro in mano. A metà giugno, il tumore era diventato inarrestabile: anni prima, Freud aveva fatto promettere alla figlia Anna che, quando sarebbe arrivata la sua ora, avrebbe evitato ogni forma di accanimento terapeutico. Il 23 settembre 1939, Freud comunicò che era giunto il suo momento, la notte stessa morì per una dose letale di morfina.</p>
<p>“<em>Il medico lo aiutò a morire serenamente, e questo fu per lui una liberazione. Non c’era più niente da fare.</em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Le ceneri di Freud sono conservate in un vaso etrusco. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h25m03s113.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4794" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h25m03s113-300x286.png" alt="" width="300" height="286" /></a>Egli si considerava un archeologo della mente, in grado di scavare nell’inconscio, per portare alla luce i segreti più nascosti, come scrisse <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Mann" target="_blank">Thomas Mann</a>: “<em>Se mai alcuna impresa della nostra specie umana rimarrà indimenticabile, questa sarà proprio l’impresa di Sigmund Freud.</em>”</p>
<p>(fine)</p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4798" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook6-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #333399;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>E’ un’occasione per  conoscere le   persone che      frequentano   questo sito, entrare in  contatto,  scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale    delle  novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti invito personalemnte ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (4 di 5): Eros e Thanatos</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 09:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante il successo accademico negli Stati Uniti, le teorie freudiane faticavano ad affermarsi. Alcuni tra i suoi più famosi allievi, tra ci Carl Jung, iniziavano a dissentire su elementi cruciali del pensiero di Sigmund Freud, che si sentì tradito. “Pretendeva assoluta lealtà, e di fronte a divergenze teoriche insanabili preferì rompere i rapporti.” (Walter Freud, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4270" title="Eros e Thanatos" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a>Nonostante il successo accademico negli Stati Uniti, le teorie freudiane faticavano ad affermarsi. Alcuni tra i suoi più famosi allievi, tra ci <a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Carl Jung</a>, iniziavano a dissentire su elementi cruciali del pensiero di Sigmund Freud, che si sentì tradito.</p>
<p>“<em>Pretendeva assoluta lealtà, e di fronte a divergenze teoriche insanabili preferì rompere i rapporti.</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>La rottura con Jung fu molto dolorosa, era il suo allievo prediletto, e per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud</a> fu un vero tradimento. Per ben tre volte svenne in presenza di Jung nel corso di accese discussioni. La rottura definitiva tra i due si ebbe nel 1914.</p>
<p>Per difendersi da future defezioni, Freud creò un <em>Comitato segreto</em> per i discepoli che <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Comitato-segreto-dei-discepoli-di-Freud.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4271" title="Il Comitato segreto dei discepoli di Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Comitato-segreto-dei-discepoli-di-Freud.jpg" alt="" width="512" height="367" /></a>promettevano di difendere sempre le sue teorie. Avevano perfino un anello come simbolo di appartenenza.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lanello-di-appartenenza-al-Comitato-dei-discepoli-freudiani.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4272" title="L'anello di appartenenza al Comitato dei discepoli freudiani" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lanello-di-appartenenza-al-Comitato-dei-discepoli-freudiani-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu la riprova della veridicità delle teorie di Freud sul lato oscuro dell’inconscio, e sulla psicologia umana.</p>
<p>“<em>La Prima Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nell’animo di Freud, tutti e tre i suoi figli maschi erano stati arruolati nell’esercito austriaco. Inoltre, la morte di migliaia di persone accentuava le sue paure sulla natura umana, e sul suo potenziale di aggressività distruttiva</em>”<em> </em>(Dr. Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p>Gli anni della guerra ebbero pesanti ripercussioni sulla vita e sul pensiero di Freud. Cercava di lavorare, ma i tempi erano durissimi: senza riscaldamento e perfino senza cibo, tentava di farsi pagare addirittura in patate.</p>
<p>Anche dopo la guerra, Freud visse momenti di grande dolore. La figlia prediletta, Sophie, morì nel 1920.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ylJuFdnkU8E?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/ylJuFdnkU8E?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Sei settimane dopo, Freud pubblicò una delle sue opere più cupe e controverse: “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Al_di_l%C3%A0_del_principio_del_piacere" target="_blank"><em>Al di là del principio del piacere</em></a>”. In questo saggio sostenne che nell’uomo esiste un conflitto tra<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos-olio-su-tela.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4273" title="Eros e Thanatos, olio su tela" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos-olio-su-tela.jpg" alt="" width="497" height="403" /></a> <em>pulsione di vita</em> e <em>pulsione di morte</em>.</p>
<p>“<em>Freud riteneva che ogni essere umano è guidato da due diversi istinti, </em>Eros <em>e </em>Thanatos<em>: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thanatos" target="_blank">Thanatos </a>è la pulsione di morte, che si manifesta nell’aggressione e nell’autodistruzione, mentre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eros_%28mitologia%29" target="_blank">Eros </a>è la pulsione costruttiva, di vita.</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>“<em>Per Freud, la pulsione di morte presente in ogni uomo, se non tenuta a freno, è diretta principalmente verso forme di autodistruzione.</em>” (Dr. Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Al-di-là-del-principio-del-piacere.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4274" title="Al di là del principio del piacere" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Al-di-là-del-principio-del-piacere.gif" alt="" width="300" height="487" /></a>Un altro duro colpo fu la scoperta nel 1923 di un tumore maligno al palato, per cui gli venne tolta una parte della mandibola. Fu la prima di una lunga serie di operazioni, 33 in sedici anni. Per separare la bocca dalla cavità nasale gli fu applicata una grossa protesi che gli procurava dolori atroci; di giorno doveva essere rimossa e pulita, e per questo Freud aveva adibito un’apposita stanza nel suo studio.</p>
<p>“<em>Il tumore al palato causò molti problemi a mio nonno. Aveva difficoltà nel parlare, ed anche nel mangiare. Forse per questo era così distaccato e stava sulle sue. Non capitava mai, per esempio, che mi prendesse in braccio.</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>Nonostante la malattia, Freud non riuscì mai a smettere di fumare, un incredibile fallimento per il più famoso psicanalista del mondo.</p>
<p>“<em>Diceva di avere bisogno dei sigari per essere creativo e produttivo, penso che per lui fumare fosse la cosa più importante, persino più importante della sua salute.</em>“ (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>“<em>Il vizio del fumo era la sua consolazione. I sigari sono qualcosa che si succhia, come quando si prende il latte materno, è un comportamento legato ad un desiderio di amore <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-non-riuscì-mai-a-smettere-di-fumare.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4275" title="Freud non riuscì mai a smettere di fumare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-non-riuscì-mai-a-smettere-di-fumare-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>e di nutrimento, purtroppo Freud non analizzò mai a sufficienza questa sua dipendenza, ed alla fine gli fu fatale.</em>” (Dr. Leo Rangell, psicanalista)</p>
<p>Negli anni ’20, Freud era ormai noto per la sua professione a livello internazionale. Un giornale di Chicago arrivò perfino ad offrirgli 25.000 dollari per psicanalizzare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leopold_e_Loeb" target="_blank">Leopold e Loeb</a>, due adolescenti benestanti che avevano ucciso un amico. Nel 1924 un produttore di Hollywood, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Goldwyn" target="_blank">Sam Goldwyn</a>, volò fino a Vienna e gli offrì un compenso di 100.000 dollari per chiederne la collaborazione nella stesura di sceneggiature a sfondo sentimentale.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-anziano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4276" title="Freud anziano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-anziano.jpg" alt="" width="320" height="233" /></a>“<em>Freud respinse l’offerta, il rifiuto finì sulle prime pagine dei giornali, e questo ci fa capire quanto fu diventato ormai oggetto di ammirazione. Era visto come una sorta di guida mistica in grado di penetrare l’animo umano. </em>“ (Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>Nonostante tutta la sua esperienza, egli però non fu mai in grado di comprendere le donne. Le chiamava “<em>il continente oscuro</em>”. Famosa è la sua domanda: “<em>cosa vogliono le donne?</em>”, ma le risposte che diede furono sempre insoddisfacenti ed offensive.</p>
<p>“<em>Freud riteneva che l’uomo fosse superiore alla donna perché ha il pene. Questa era la sua convinzione di fondo.</em>” (Gloria Steinem, giornalista e leader femminista)</p>
<p><em>Secondo Freud le donne provano invidia nei confronti dell’uomo perché non hanno il pene, e per questo si sentono inferiori. Da qui scaturisce una serie di pesanti affermazioni, come quella che ‘</em>la donna a trent’anni è così rigida che non potrà più cambiare<em>’, o che ‘</em>la donna ha un superego ridotto<em>’, erano affermazioni molto categoriche.</em>” (Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana)</p>
<p>Freud non aveva molti rapporti con le donne, ma poco a poco iniziò a sviluppare un rapporto di dipendenza molto stretta dalla figlia più giovane, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Freud" target="_blank">Anna Freud</a>, che in seguito divenne una <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Anna-Freud.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4277" title="I volti di Anna Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Anna-Freud.jpg" alt="" width="419" height="449" /></a>psicanalista. Nel 1918 Sigmund Freud ruppe perfino una delle regole della psicanalisi, iniziando segretamente ad analizzare la figlia.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Anna-Freud-col-padre.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4278" title="Anna Freud col padre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Anna-Freud-col-padre.jpg" alt="" width="225" height="303" /></a>“<em>Cominciò ad analizzare Anna, il che è, a mio avviso, quanto di più simile ad un incesto, seppure di natura intellettuale ed emotiva. Anna gli faceva da infermiera, da segretaria, da figlia. Era un rapporto molto profondo, da vera e propria relazione, nella quale però non c’era assolutamente il sesso.</em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud</p>
<p><em>Se si pensa che il ruolo di un genitore sia quello di crescere un figlio rendendolo libero ed autonomo, è evidente che questo non avvenne tra Freud e la figlia. </em>“<em>D’altra parte, per Freud, i figli maschi sviluppano una forte aggressività nei confronti del padre che vedono come un rivale. Freud forse preferì eleggere come suo successore la figlia, dalla quale si sentiva meno minacciato.</em>“  (Gloria Steinem, giornalista e leader femminista)</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/">(clicca qui per il seguito: &#8220;la persecuzione nazista&#8221;)</a></p>
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<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="../2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
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<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4279" title="Logo facebook-group" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group8-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (3 di 5): l&#8217;autoanalisi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 08:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli anni ’90 del secolo XIX, Sigmund Freud aveva ormai acquisito una certa notorietà come specialista di malattie della mente; il suo studio si trovava in un quartiere alla moda di Vienna, in via Berggasse, ove visse e lavorò per i successivi 47 anni. Il 23 ottobre 1896 Freud visse un momento di profonda sofferenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-e-la-scoperta-dellimportanza-delle-pulsioni-sessuali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4040" title="Freud e la scoperta dell'importanza delle pulsioni sessuali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-e-la-scoperta-dellimportanza-delle-pulsioni-sessuali.jpg" alt="" width="416" height="546" /></a>Negli anni ’90 del secolo XIX, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud</a> aveva ormai acquisito una certa notorietà come specialista di malattie della mente; il suo studio si trovava in un quartiere alla moda di Vienna, in via Berggasse, ove visse e lavorò per i successivi 47 anni.</p>
<p>Il 23 ottobre 1896 Freud visse un momento di profonda sofferenza per la morte del padre, decise così di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-con-madre-e-sorella-sulla-tomba-del-padre.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4041" title="Freud con madre e sorelle sulla tomba del padre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-con-madre-e-sorella-sulla-tomba-del-padre.jpg" alt="" width="400" height="314" /></a>affrontare l’analisi dei suoi stessi conflitti più profondi.</p>
<p>Questo suo straordinario viaggio nell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inconscio" target="_blank">inconscio </a>rappresenta un momento fondamentale nella storia della psichiatria.</p>
<p>“<em>L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_psicoanalisi#Le_libere_associazioni_d.27idee" target="_blank">autoanalisi di Freud </a>è qualcosa di davvero straordinario, una vera conquista per la storia della psicanalisi, è la prima volta che un essere umano riesce a superare le proprie difese e resistenze, fino a penetrare nel proprio inconscio.</em>” (Harold P. Blum, direttore degli “Archivi di Freud”)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/b_1h4zpdjFE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/b_1h4zpdjFE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Freud definiva i sogni “<em>la via regia che conduce all’inconscio</em>”, e sviluppò una particolare tecnica per percorrere questa via, la “<em>libera associazione</em>”. La regola fondamentale era l’assoluta sincerità, i pensieri <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lo-studio-di-Freud-ed-il-mitico-divano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4042" title="Lo studio di Freud ed il mitico divano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lo-studio-di-Freud-ed-il-mitico-divano.jpg" alt="" width="320" height="230" /></a>dovevano essere liberi da qualsiasi forma di censura. Ogni sera, dopo il lavoro, Freud si sdraiava sul lettino e dava sfogo ai sogni ed alle libere associazioni.</p>
<p>Un sogno in particolare lo colpì: l’immagine di se stesso che si dissezionava dalla vita in giù. Lo interpretò come la necessità di analizzare e superare le sue numerose <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nevrosi" target="_blank">nevrosi</a>: aveva una fobia per i viaggi… una volta partì per Roma, ma poco dopo tornò indietro. Gli capitava anche di sentirsi svenire quando temeva il confronto con qualcuno, ed aveva una forte dipendenza dai sigari.</p>
<p>Sull’autoanalisi, Freud scrisse: “<em>Sto risalendo alla radice di alcuni dolorosi segreti della mia vita, sto sperimentando su me stesso tutto quello che, come dottore, ho potuto analizzare nei miei pazienti. Ci sono giorni in cui mi sento depresso perché non riesco a comprendere i miei sogni e le mie fantasie. Altri, quando un lampo di genio mi aiuta a fare luce sulle cose.</em>”</p>
<p>“<em>Per circa un anno l’autoanalisi non fece che peggiorare i suoi sintomi, Freud stava letteralmente scavando nel fango, stava portando a galla tutti quei sentimenti che sono <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud.gif"><img class="alignright size-full wp-image-4043" title="Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud.gif" alt="" width="320" height="420" /></a>nascosti nell’inconscio, e che sono fonte di vergogna o di ansietà. Fantasie di incesto, fantasie di morte, forme inaccettabili di rivalità, odi repressi. Freud sosteneva che un essere umano può desiderare la morte di un fratello, o provare desiderio sessuale per la madre, ma per l’epoca parlare di pulsioni sessuali infantili, o di desideri incestuosi era scandaloso</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>Le teorie freudiane sul sesso erano ritenute immorali ed inaccettabili, ma il merito di Freud è stato proprio di analizzare questi comportamenti dal punto di vista scientifico, senza formulare giudizi morali. Questo gli permise di sviluppare una rivoluzionaria <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sessualit%C3%A0_infantile" target="_blank">teoria sulla sessualità</a>: in base ad essa, tutti i bambini passavano attraverso una fase di amore e di odio nei confronti dei genitori.</p>
<p>Freud chiamò questo complesso di pulsioni infantili “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Complesso_di_Edipo" target="_blank"><em>Complesso di Edipo</em></a>”, prendendo il nome dalla nota tragedia di Sofocle, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edipo_re_%28Sofocle%29" target="_blank"><em>L’Edipo Re</em></a>”, in cui il protagonista inconsapevolmente uccide il padre, e diviene sposo della madre.</p>
<p>Di questo Freud scrisse: “<em>Il destino di Edipo ci commuove perché potrebbe essere il nostro. Forse è proprio il destino di tutti orientare i primi desideri sessuali verso la madre, e sviluppare sentimenti di odio e rivalità nei confronti del padre. I nostri sogni ci convincono che le cose stanno così.</em>”</p>
<p>La gente non capì le sue idee, che furono rigettate e furono oggetto di derisione.</p>
<p>“<em>Le sue idee sfidarono la morale dei tempi, fecero fatica ad essere accettate, molti ritenevano che Freud fosse un libertino e che le sue teorie sconfinassero nella pornografia!</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>“<em>Erano teoria che provocavano gelosia e risentimento. Freud sosteneva, di fatto, che i figli, inconsciamente, avrebbero voluto sposare la propria madre. E’ chiaro che i padre non accettassero un’idea del genere!</em>”(Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>L’autoanalisi di Freud durò quattro anni. Non riuscì a curare tutte le sue nevrosi, ma guarì la sua fobia per i viaggi. Nel 1901, infatti, si recò per la prima volta a Roma.</p>
<p>Un altro traguardo importante fu la pubblicazione della sua opera più famosa, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%E2%80%99Interpretazione_dei_sogni" target="_blank"><em>L’interpretazione dei sogni</em></a>”, frutto del poderoso lavoro di ricerca svolto su se stesso e sui suoi pazienti. Il saggio venne pubblicato nel 1899, ma il timbro della data d’uscita riporta 1900. Freud, infatti, voleva inaugurare il ventesimo secolo, si trattava di un’opera che avrebbe rivoluzionato l’epoca moderna, ma nei primi sei anni vendette soltanto 300 copie.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-a-sinistra-Carl-Jung-a-destra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4044" title="Freud a sinistra, Carl Jung a destra" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-a-sinistra-Carl-Jung-a-destra.jpg" alt="" width="353" height="240" /></a>Nel 1900 Sigmund Freud aveva già messo le basi di quella che lui stesso considerò una uova scienza: la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicanalisi" target="_blank">psicanalisi</a>!</p>
<p>Il suo obiettivo principale era di diffondere le sue scoperte, costituendo un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_psicoanalisi#Gli_inizi_del_movimento_psicoanalitico" target="_blank"><em>movimento psicanalitico</em></a> a livello internazionale. Il suo maggiore ostacolo era l’antisemitismo: il suo lavoro venne infatti rigettato in quanto “<em>scienza ebraica</em>”. All’inizio, solo una piccola cerchia di amici appartenenti alla comunità ebraica di Vienna condivise le sue scoperte, cominciando a riunirsi una sera a settimana a casa di Freud, e fondarono un gruppo diventato noto come “<em>La società del mercoledì’ sera</em>”.</p>
<p>Uno dei primi argomenti che affrontarono fu il vizio del fumo, tema che stava particolarmente a cuore allo stesso Freud, che all’epoca fumava tra i venti ed i venticinque sigari al giorno.</p>
<p>Un altro interessante argomento era quello degli scarabocchi, che Freud era solito tracciare durante gli incontri.</p>
<p>In quegli anni Freud continuò a scrivere, ottenendo un successo inaspettato con un saggio che illustrava il mondo dell’inconscio attraverso esempi presi dalla vita di tutti i giorni, introducendo il famoso concetto di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lapsus_freudiano" target="_blank"><em>lapsus freudiano</em></a>”.</p>
<p>“<em>Per </em>lapsus freudiano<em> si intende quegli errori apparentemente involontari, che si compiono nel parlare, o nel comportamento. Sono utilizzati dall’inconscio, che li utilizza per<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Due-grandi-amici-rivali.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4045" title="Due grandi amici-rivali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Due-grandi-amici-rivali.jpg" alt="" width="250" height="208" /></a> esprimersi, superando così la censura della coscienza vigile!</em>” (Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana)</p>
<p>“<em>Conosco bene le teorie di mio nonno, ed il significato dell’espressione </em>lapsus freudiano<em>. Se per esempio, incontrando una persona le si dice ‘arrivederci’, vuol dire che non si desiderava incontrarla!</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Statua-di-Freud-Clark-University.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4046" title="Statua di Freud - Clark University" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Statua-di-Freud-Clark-University.jpg" alt="" width="432" height="576" /></a>Dopouno scambio epistolare, Freud volle incontrare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Jung" target="_blank">Carl Jung</a>, un brillante psichiatra svizzero che si interessava alle sue teorie. Freud finirà per considerarlo il suo più valido successore, ma a rendere Jung interessante agli occhi di Freud non erano le sue idee.</p>
<p>“<em>L’unico non-ebreo all’interno del nascente movimento psicanalitico era Jung. E’ questa la ragione per cui mio nonno mostrò, fin da subito, un grande interesse verso di lui! </em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>Nel 1909 arrivò il riconoscimento internazionale. Freud fu invitato in America a tenere una serie di conferenze presso la <a href="http://www.clarku.edu/" target="_blank">Clark University</a>, a Worcester, in Massachusetts, e ricevette una laurea honoris causa. In quell’occasione commentò: “<em>mi sembrava la realizzazione di un sogno, dopo tante delusioni, la psicanalisi era finalmente diventata una realtà importante nella Comunità scientifica mondiale</em>”</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/">(clicca qui per il seguito)</a></p>
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<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
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<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
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<p><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook9.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4050" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook9-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;">Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</span></em></strong><span style="color: #000080;"><em> </em></span></p>
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		<title>Karl Popper: Cattiva Maestra Televisione (2 di 2)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 18:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lei pensa all’esistenza di principi che dovrebbero guidare coloro che lavorano alla televisione, ed indirizzarne le scelte? No, bisogna cominciare innanzitutto dal gruppo più influente, e quello che ha maggior potere è il gruppo dei professionisti della televisione. La mia proposta è questa: introdurre un’istituzione come quella che esiste per i medici. I medici si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/BambinoTV.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3149" title="Bambino TV" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/BambinoTV.jpg" alt="" width="425" height="282" /></a><em>Lei pensa all’esistenza di principi che dovrebbero guidare coloro che lavorano alla televisione, ed indirizzarne le scelte?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>No, bisogna cominciare innanzitutto dal gruppo più influente, e quello che ha maggior potere è il gruppo dei professionisti della televisione. La mia proposta è questa: introdurre un’istituzione come quella che esiste per i medici. I medici si controllano attraverso un Ordine… la cosa non riesce sempre perfettamente, ci sono medici che fanno gravi errori e medici che commettono dei crimini, ma ci sono pur sempre le regole elaborate dall’Ordine. Beninteso il potere legislativo ha un potere superiore a quello dell’Ordine dei medici. In Germania ed Inghilterra questa istituzione si chiama <em>Camera dei medici</em>, sul loro modello si potrebbe creare un <em>Istituto per la televisione</em>.</p>
<p>La mia proposta è che voi, tutti voi che site qui, siate registrati provvisoriamente come membri dell’<em>Istituto per la televisione</em>. In seguito dovreste sottoporvi ad una serie di corsi per sensibilizzarvi ai pericoli a cui la televisione espone i bambini, gli adulti e l’insieme della nostra civiltà.</p>
<p>Così molti scoprirebbero molti aspetti ignorati della professione, e si sarebbe costretti a considerare in modo nuovo la società ed il proprio ruolo all’interno della società.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/75M6vTSZBOE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/75M6vTSZBOE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ritengo che in un secondo tempo bisognerebbe sostenere un esame per verificare se ci si è impadroniti dei principi fondamentali. Superato l’esame, si dovrebbe prestare giuramento, come i medici, promettere cioè di tenere sempre presenti quei pericoli, e di agire di conseguenza in modo responsabile.</p>
<p><em>Sono state mosse delle obiezioni contro le sue proposte di regolamentazione dell’informazione televisiva. Molti, per esempio, giudicano paradossale che un liberale come lei, affermi la necessità di limitare la libertà di espressione. Lei che cosa ne pensa?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Devo confessare che faccio fatica a comprendere queste obiezioni: potrei avere voglia di esprimermi colpendovi con un pugno, ma è chiaro che non posso, non devo farlo. E’ forse <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/karl_popper.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3150" title="Karl Popper è stato uno dei più grandi filosofi del XX secolo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/karl_popper.jpg" alt="" width="380" height="478" /></a>antiliberale dirmi di non colpirvi? Qui è in gioco lo stesso principio. Perché dovrebbe essere antiliberale o paradossale per un liberale come me affermare la necessità di limitare la libertà? Ogni libertà deve essere limitata. Non esiste libertà che non abbia bisogno di non essere limitata. In ogni luogo ove esiste libertà, la miglior forma di limitazione è la responsabilità dell’uomo che agisce: se egli è un irresponsabile, subirà le sanzioni previste dalla legge. La sua libertà <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Spettatore-passivo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3151" title="Lo spettatore, soggetto passivo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Spettatore-passivo.jpg" alt="" width="255" height="198" /></a>sarà limitata, se sarà necessario, anche per tutta la durata della sua vita. Certo noi speriamo che una tale necessità sparisca, un giorno. E’ questo che definisce lo sviluppo della civiltà: aumentare il grado di incivilimento, e ridurre la necessità di imprigionare delle persone per tutta la vita. In ciò si vede lo sviluppo di una civiltà. Ma ciò non vuol dire affatto che sia paradossale per un liberale come me affermare che bisogna limitare la libertà di espressione. Un uomo potrebbe nutrire un forte sentimento verso la propria automobile e sentirsi felice solo guidando molto veloce, potrebbe voler attraversare Roma a 200 all’ora per esprimere appieno la felicità. Qual è la differenza tra questo modo di esprimersi e quello che rivendicano certi artisti o professionisti della televisione? C’è una vera differenza? Bisogna vedere se col vostro modo di esprimervi mettete o no gli altri in pericolo, in altri termini si tratta dello stesso principio. La vostra libertà, si tratti di agitare i pugni, quella di parlare, o di diffondere l’informazione, o qualsiasi altra, è limitata dal naso del vostro vicino. E’ sempre lo stesso principio, il più semplice che si possa immaginare, e tutti quelli che invocano la libertà, o l’indipendenza, o il liberalismo per dire che non si possono porre limitazioni ad un potere pericoloso come quello della televisione, sono semplicemente degli idioti. E se non sono degli <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/9788831779029g.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3152" title="Cattiva Maestra Televisione è un breve saggio di K. Popper che si può facilmente trovare in libreria" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/9788831779029g.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a>idioti, sono dei porci che vogliono arricchirsi con lo spettacolo della violenza, educando alla violenza.</p>
<p><em>Non c’è il rischio che la regolamentazione possa produrre involontariamente una televisione simile al “grande fratello” di Orwell?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Certo, un rischio del genere bisogna metterlo in conto, simili pericoli esistono sempre. L’esistenza di una società civile comporta tali pericoli. In Italia, la mafia rappresenta un pericolo di questo genere… la corruzione è sempre possibile, bisogna costantemente lottare contro simili eventualità, ma per ora, allo stato delle cose, mi sembra che sia più vicina al “grande fratello” di Orwell una televisione come la nostra, non regolamentata, che non quella che noi vogliamo promuovere. Bisogna fare qualcosa per promuovere la civiltà.</p>
<p>_________________________________</p>
<p><strong>La prima parte di questa intervista al grande Karl Popper la puoi leggere al link</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>http://www.grandipassioni.com/2011/01/popper-cattiva-maestra-televisione-1/</strong></span></p>
<p>_________________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Facebook_icon4.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3153" title="Facebook_icon" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Facebook_icon4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #993366;"><strong><em>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Le persone che frequentano     questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale     delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</em></span></p>
<p><span style="color: #993366;"><strong><em>http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>oppure cerca il Gruppo GrandiPassioni.com su Facebook!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Karl Popper: Cattiva Maestra Televisione (1 di 2)</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 22:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando qualcuno mi chiede un singolo consiglio per &#8220;migliorare la vita&#8221;, non ho dubbi nel rispondere &#8220;buttare via la televisione&#8221;. Vivere senza televisione! A molti sembra impossibile, eppure, da quando ho deciso per me stesso di farlo, mi e&#8217; sembrato incredibile non aver preso prima questa elementare decisione. Com&#8217;e&#8217; possibile che abbia accettato per anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Cattiva-Maestra-Televisione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2946" title="Cattiva Maestra Televisione" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Cattiva-Maestra-Televisione.jpg" alt="" width="295" height="171" /></a>Quando qualcuno mi chiede un singolo consiglio per &#8220;migliorare la vita&#8221;, non ho dubbi nel rispondere &#8220;buttare via la televisione&#8221;. Vivere senza televisione! A molti sembra impossibile, eppure, da quando ho deciso per me stesso di farlo, mi e&#8217; sembrato incredibile non aver preso prima questa elementare decisione. Com&#8217;e&#8217; possibile che abbia accettato per anni che altre persone decidessero quale &#8220;fetta di realta&#8217;&#8221; io dovessi guardare, peraltro del tutto passivamente, senza dialogo?</p>
<p>Ho il piacere di presentare su GrandiPassioni.com un bellissimo filmato in due parti su Karl Popper, uno dei piu&#8217; grandi filosofi del XX secolo, che ha argomentato in maniera approfondita le distorsioni di uno strumento di controllo del modo con cui le persone interpretano la realta&#8217;.</p>
<p>Buona visione e lettura!</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________________</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nYVtjqoyTqQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/nYVtjqoyTqQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>Karl Popper, filosofo della scienza di origine viennese, scomparso nel settembre del 1994 all&#8217;eta&#8217; di 92 anni, e&#8217; stato uno dei protagonisti del nostro secolo. Restano memorabili le sue polemiche con i neopositivisti del Circolo di Vienna e di Einstein, con i filosofi marxisti della scuola di Francoforte e con i neurologi, che riducono la mente ad una mera espressione del cervello. Fautore di una societa&#8217; aperta in senso liberale, Popper ha polemizzato duramente anche con quei liberali che confondono la liberta&#8217; con l&#8217;arbitrio e l&#8217;assenza di divieti. </em></p>
<p><em>L&#8217;intervista che vi presentiamo, realizzata nella primavera del 1993, affronta il tema della violenza nei programmi televisivi ed e&#8217; una critica radicale del falso liberalismo. Questa intervista, rilasciata per l&#8217;Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche e&#8217; prima di tutto un appello alla responsabilita&#8217; rivolto ai dirigenti delle televisioni perche&#8217; imparino a rispettare l&#8217;infanzia.</em></p>
<p>________________________________</p>
<p><em>Lei ha affermato che la televisione, specialmente per i ragazzi, il valore di un&#8217;autorita&#8217; morale</em> <em>e che svolge quindi un ruolo educativo. Alcuni sostengono che questa tesi sia in contrasto con l&#8217;idea liberale  secondo cui non bisogna educare le persone, ma informarle. Pensa davvero che la televisione dovrebbe avere una funzione educativa?</em></p>
<p>Penso proprio di si&#8217;. Credo che distinguere in questo caso tra educare ed informare non e&#8217; soltanto falso, ma decisamente disonesto. Mi dispiace doverlo dire. Non ci puo&#8217; essere informazione che non esprima una certa tendenza, e cio&#8217; si vede gia&#8217; nella scelta dei contenuti, quando si sceglie su che cosa la gente dovra&#8217; essere informata. Per fare <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Spettatore-passivo.jpg"><img class="size-full wp-image-2947 alignright" title="Spettatore passivo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Spettatore-passivo.jpg" alt="" width="255" height="198" /></a>questo, bisogna gia&#8217; aver stabilito in anticipo che cosa si pensa dei fatti, decidere circa il loro interesse ed il loro significato. Questo basta a dimostrare che non esiste informazione che non sia di tendenza. Bisogna scegliere, ed il nostro intendimento determina la nostra scelta. Lei, per esempio, puo&#8217; chiedere a qualsiasi professionista della televisione di far parlare una persona frontalmente o di farla parlare di profilo, c&#8217;e&#8217; una bella differenza. Tutto e&#8217; il risultato di una scelta. Dire che esiste una pura informazione come semplice trasmissione di fatti, e&#8217; falso. Voi tentate continuamente di imporre il vostro punto di vista al telespettatore, e non potete impedirvi di farlo. Percio&#8217; la distinzione tra educare ed informare non regge.</p>
<p>Io credo che la maggioranza dei professionisti della televisione non si rendano conto appieno della loro responsabilita&#8217;. Credo che non siano capaci di valutare appieno l&#8217;ampiezza del loro potere. La televisione ha un immenso potere educativo, e questo potere puo&#8217; far pendere la bilancia dal lato della vita, o da quello della morte; dal lato della legge o da quello della violenza. E&#8217; evidente che si tratta di cose terribili.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Il-libro-di-Karl-Popper.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2948" title="L'eccellente libro di Karl Popper sul tema" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Il-libro-di-Karl-Popper.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a>Lei dice che io difendo, contro l&#8217;idea liberale, il fatto che le persone debbano essere educate e non informate. Questo ideale sedicente liberale e&#8217; stato inventato ad hoc per non dover rivedere e trasformare il mondo dell&#8217;informazione. E&#8217; un&#8217;idea che e&#8217; stata proprio inventata per questo, non e&#8217; mai stata veramente un&#8217;idea liberale. Il liberalismo classico, sotto tutte le sue forme, ha sempre accordato una grande importanza all&#8217;educazione, ed un&#8217;importanza ancora piu&#8217; grande alla responsabilita&#8217;. D&#8217;altronde, tutte le correnti del liberalismo classico hanno insistito sulla necessita&#8217; di controllare il potere, il miglior mezzo e&#8217; quello dell&#8217;autocontrollo. Ogni potere, soprattutto un potere gigantesco come quello della televisione, deve essere controllato.</p>
<p>In cio&#8217; consiste il suo immenso potere: la televisione puo&#8217; distruggere la civilta&#8217;. Che cosa e&#8217; la civilta&#8217;? E&#8217; la lotta contro la violenza. C&#8217;e&#8217; progresso civile se c&#8217;e lotta alla violenza in nome della pace tra le nazioni, all&#8217;interno delle nazioni e, prima di tutto, all&#8217;interno delle nostre case. La televisione costituisce una minaccia per tutto questo.</p>
<p>La mia esperienza dell&#8217;ambiente televisivo e&#8217; che i suoi professionisti non sanno quello che fanno. Si pongono scopi del tipo &#8220;essere realisti&#8221;, &#8220;essere avvincenti&#8221;, &#8220;interessanti&#8221;, &#8220;eccitanti&#8221;&#8230; questi sono gli obiettivi che si pongono esplicitamente. Cio&#8217; che misura l&#8217;arte, la &#8220;tecnica&#8221;, di un uomo di televisione e&#8217; realizzare tali obiettivi. Non ha coscienza della sua funzione educativa. Non ha coscienza del potere enorme che esercita.</p>
<p>______________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Facebook4.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2949" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Facebook4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Kaizen: piccoli passi che cambiano la vita</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2010/12/kaizen-piccoli-passi-che-cambiano-la-vita/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 20:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mondo del business, soprattutto industriale, ha acquistato una certa popolarita’ l’approccio “Kaizen”, (“Kai” – cambiamento; “Zen” – meglio) popolarizzato dalla Toyota, da decenni leader assoluto nel campo dell’affidabilita’ delle proprie macchine, e di riflesso nell’efficienza del processo di produzione&#8230; almeno fino ai recenti scandali che ne hanno offuscato il prestigio. Al di la’ di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/One-small-step-can-change-your-life.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2728" title="One small step can change your life" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/One-small-step-can-change-your-life.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a>Nel mondo del business, soprattutto industriale, ha acquistato una certa popolarita’ l’approccio “Kaizen”, (“Kai” – cambiamento; “Zen” – meglio) popolarizzato dalla Toyota, da decenni leader assoluto nel campo dell’affidabilita’ delle proprie macchine, e di riflesso nell’efficienza del processo di produzione&#8230; almeno fino ai recenti scandali che ne hanno offuscato il prestigio. Al di la’ di questi, ed anche al di la’ del solo campo industriale, il Kaizen e’ un punto di vista affascinante, una tecnica giapponese che vuole permettere di raggiungere un elevato grado di successo duraturo (qualunque sia il concetto di “successo” che si ha in mente) attraverso <strong><em>passi piccoli</em></strong>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Kai-Zen.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2730" title="Kai Zen" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Kai-Zen.gif" alt="" width="150" height="132" /></a></p>
<p>Non importa in quale settore si operi: l’imperativo e’ sempre “innovare”! Spesso si pensa che l’innovazione richieda per forza cambiamenti radicali, cui poi serve tempo per dimostrare risultati concreti&#8230; e se si sbaglia? Il costo in termini di tempo, denaro, fatica potrebbe essere devastante&#8230;</p>
<p>Con sguardo piu’ realistico e’ facile rendersi conto che, al di la’ degli slogan, moltissimi business e moltissime vite di persone reali non hanno affatto bisogno di innovazioni radicali&#8230; piuttosto <em>piccole correzioni di tanto in tanto</em>. Su questa premessa si afferma l’idea Kaizen.</p>
<p>L’essenza della “tecnica” (c’e’ chi dice vera e propria “filosofia”) Kaizen e’ che e’ molto piu’ facile creare grande cambiamento attraverso una serie di piccoli passi con cui si persegue un lento ma continuo miglioramento, che creano un elevato impatto nel corso del tempo. La paura, la riluttanza al cambiamento cessano perche’ la dimensione dei passi e degli obiettivi e’ talmente minuscola che il rischio di fallimento praticamente sparisce.</p>
<p>Il libro “One small step can change your life” (mia traduzione: “Un piccolo passo puo’ cambiare la tua vita”) di Robert Maurer ne e’ un eccellente guida pratica, con esempi intelligenti di applicazione del Kaizen a <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Robert-Maurer.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2729" title="Robert Maurer" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Robert-Maurer-241x300.jpg" alt="" width="241" height="300" /></a>situazioni comuni di vita quotidiana: perdere peso, smettere di fumare, fare dell’esercizio fisico. Il bello e’ che diventa subito evidente come applicare gli stessi principi a quasi qualunque ambito della vita che richieda azione, non solo quello aziendale.</p>
<p><strong>L’abitudine di fare le domande giuste</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Una-mappa-mentale-di-uno-studente-che-studia-il-Kaizen-nella-Toyota.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2733" title="Mappa mentale di studente del Kaizen in Toyota" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Una-mappa-mentale-di-uno-studente-che-studia-il-Kaizen-nella-Toyota-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a>La chiave per adottare l’approccio Kaizen, e farlo funzionare, sta nel <strong><em>fare le domande giuste</em></strong>. Il testo di Maurer dedica molto spazio alla ridefinizione delle domande, rivelandone il potere di concentrare l’attenzione sulle piccole cose che possono produrre grossi risultati.</p>
<p>Il cuore e’ nell’idea che moltissime situazioni che richiedono azione – desiderano in effetti che si identifichi <strong><em>il</em> <em>primo passo</em></strong> da compiere. Invece, quello che la maggior parte delle persone fa e’ individuare il risultato finale desiderato, per poi fare domande sulla maniera di realizzarlo&#8230; siccome il risultato finale e’ in genere qualcosa di grande (dimagrire 20 chili, aumentare le vendite del 25%&#8230;), si fa fatica a rispondere, e si resta bloccati, o si incontra un rapido fallimento.</p>
<p>Se invece ci si chiede “<strong><em>qual e’ il piu’ piccolo passo che posso fare che va nella direzione</em></strong> di aumentare il peso/smettere di fumare/aumentare le vendite?”, la mente gestisce facilmente un’idea apparentemente piccina. E’ facile persino mettere giu&#8217; una lista di possibili azioni, poi sceglierne una e finalmente attivarsi. Poi, ripetendo l’approccio piu’ e piu’ volte si imbocca la strada del grande cambiamento, senza nemmeno rendersene conto.</p>
<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-esempio-pratico-di-Kaizen-allopera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2731" title="Un semplice esempio pratico di Kaizen all'opera" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-esempio-pratico-di-Kaizen-allopera-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Avere pensieri piccoli e compiere azioni piccole</strong></p>
<p>Chiunque incontra prima o poi qualche cosa che “deve” fare di molto importante, ma lo mette da parte, in attesa. L’autore analizza in dettaglio questo comportamento, e lo vede causato da paura, insicurezza, o puro e semplice disagio&#8230;</p>
<p>Per superare il blocco, suggerisce la tecnica della “<em>scultura mentale</em>”, simile a quella della visualizzazione dell’atleta prima della gara. L’idea e’ costruire una scultura mentale del compito che ci si rifiuta di compiere, giorno dopo giorno, fino a che non ci si sente pronti.</p>
<p>La scultura mentale e’ proprio questo primo piccolo passo nella direzione di compiere cio’ che e‘ importante, ma rifiutato. Una esperienza semplice, pare quasi banale, eppure rimuove paura e disagio, permettendo infine l&#8217;azione.</p>
<p>A lungo andare i passi piccoli si allargano, creano grandi risultati.</p>
<p><strong>L’abitudine a scorgere e risolvere problemi piccoli</strong></p>
<p>E’ un’ idea implicita nel discorso: piccoli problemi rimasti aperti portano a grandi problemi. Nel libro, Maurer fa l’esempio del dirigente Toyota che decide di cambiare uno dei principi fondamentali delle catene di montaggio: fa mettere una corda a lato della linea di produzione, per permettere ad ogni lavoratore che individua anche il minimo difetto, di fermare la linea. A prima vista pare assurdo, ed invece si rivela come il metodo di maggior successo per aumentare la qualita’ delle vetture, in uso ancora oggi. La ragione e’ in fondo semplice: risolvendo tutti i problemi piu’ piccoli all’inizio, si <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-schema-per-ricordare-il-Kaizen.png"><img class="alignright size-full wp-image-2732" title="Un semplice schema per ricordare il Kaizen" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-schema-per-ricordare-il-Kaizen.png" alt="" width="261" height="235" /></a>evitano quelli grandi.</p>
<p>Secondo l’autore, sono tre le situazioni tipiche in cui non ci si accorge dei problemi piccoli. Il primo e’ quando si inizia un processo di cambiamento. Il secondo e’ quando si e’ vicini al traguardo. Il terzo e’ quando si ha a che fare con una crisi che sembra troppo forte.</p>
<p><strong>Il Kaizen e’ un processo che non finisce mai</strong></p>
<p>Il vero potere del Kaizen sta nel rispetto che gli si porta, nel praticarlo sempre, costantemente. Capire il potere e l’impatto dei piccoli passi ne e’ la chiave.</p>
<p>Spesso la mente desidera avere un obiettivo finale e ben definito da raggiungere, per poi potersi riposare; nel Kaizen, invece, non ci si ferma mai, si rimane sempre all’erta per individuare i piccoli miglioramenti da compiere. Per questo, richiede una sorta.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Evolutio Sensu et Opere!</p>
<p>Petar</p>
<p>______________________________</p>
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		<title>Il talento e’ sopravvalutato!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 12:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi presento uno dei libri di formazione piu&#8217; stimolanti che mi sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte. La tesi dell’autore Geoff Colvin e’ semplice: “Coloro che esprimono una performance di classe mondiale non sono nati con un magico talento naturale; raggiungono la grandezza in un modo che chiunque puo’, volendo, replicare!” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Talent-is-overrated.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2655" title="Talent is overrated" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Talent-is-overrated.jpg" alt="" width="180" height="244" /></a>Vi presento uno dei libri di formazione piu&#8217; stimolanti che mi sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte.</p>
<p>La tesi dell’autore Geoff Colvin e’ semplice: <em>“Coloro che esprimono una performance di classe mondiale non sono nati con un magico talento naturale; raggiungono la grandezza in un modo che chiunque puo’, volendo, replicare!”</em></p>
<p>Non facile da crederci, piu’ o meno tutti abbiamo un senso di rispetto, se non fede, nel talento&#8230; eppure Colvin fa un lavoro eccellente, rinforzato da solidi esempi e casi, ed arriva a conclusioni di valore, per nulla banali&#8230;</p>
<p><strong>Il segreto della performance di classe mondiale</strong></p>
<p>La maggior parte delle persone crede che il principio “piu’ lavori e piu’ hai successo” sia ovvio buon senso. Se lo fosse, pero’, sarebbero moltissime le persone che raggiungono un elevato grado di performance in cio’ che fanno, molte piu’ di quelle che davvero esistono.</p>
<p>Allora, il “buon senso” suggerisce che quei pochi fortunati siano stati baciati dalla fortuna del dono di un “talento”&#8230; l’ovvia conclusione e’ che,<em> se non si ha talento, non val la pena nemmeno tentare, o si e’ comunque limitati in partenza</em>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Maradona.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2656" title="Maradona, un esempio di &quot;talento&quot;... ma quanti giocatori sono diventati &quot;Grandi&quot; partendo da molto meno?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Maradona-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Altri, invece, credono che lavorare molto duro, di giorno e notte, porti alla “grandezza”, semplicemente ripetendo sempre piu’ e sempre meglio cio’ che si fa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Lavorare duro non paga</strong></p>
<p>Cio’ che s’intende per “lavoro duro” spesso non e’ altro che la continua ripetizione di attivita’ <em>mediocri</em>. Quindi, il “lavorare duro” diventa addirittura un ostacolo se si continua a lavorare <em>piu’ duramente</em> invece che <strong><em>aumentando le proprie abilita’</em></strong>&#8230; si rafforza l’abitudine alla <em>mediocrita’</em>.</p>
<p>Prima di risolvere questa questione, si tratta di capire cosa sia la “grande performance”. Ogni singola persona al mondo puo’ definire cosa sia per se stesso, e vedremo che questo e’ il miglior approccio possibile.</p>
<p>Tuttavia, per non fermare qui la discussione, decidiamo di chiamare “grande performance” una situazione in cui “<em>Sei il leader nel settore in cui operi e godi del rispetto degli altri leader del medesimo settore</em>”. Ad esempio, nel settore del divertimento, Walt Disney sarebbe un eccellente esempio. Quanti sanno pero’ che Walt Disney e’ fallito cinque volte prima di affermarsi?</p>
<p>E allora? Qual e’ il punto?</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La “Pratica Deliberata” e’ il segreto<br />
per raggiungere una Performance di Classe Mondiale</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Metafora-di-Grande-Performance.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2657" title="Metafora di Grande Performance" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Metafora-di-Grande-Performance-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Cosa e’ questa “Pratica Deliberata”? Non e’ la pratica “tranquilla” che “ti tiene in carreggiata”. <strong><em>La “Pratica Deliberata” e’ la pratica che fa male</em></strong>. Significa <em>decidere </em> di mettersi <em>intenzionalmente</em> in uno stato di possibile fallimento doloroso piu’ e piu’ volte. Non si tratta cioe’ di provare ad avere successo. Si tratta di prepararsi ad una grande performance facendo le cose dure che ci fanno fallire – piu’ e piu’ e piu’ volte – finche’ finalmente non allarghiamo le nostre percezioni ed abilita’.</p>
<p>Si tratta di decidere di fare uno scambio: dolore a breve termine in cambio della potenzialita’ di realizzare una grande performance.</p>
<p>Si puo’ definire “crescita esponenziale attraverso piccoli miglioramenti continui”. I giapponesi lo chiamano “Kaizen”. L’autore Geoff Colvin lo chiama “Effetto Moltiplicatore”.</p>
<p>Gia’&#8230; benissimo&#8230; ma perche’ funziona?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L’Effetto Moltiplicatore</strong></p>
<p>Lo stesso principio per cui un neonato impara prima a strisciare, poi a camminare ed infine a correre, e poi, ancora, ad imparare, ad esplorare incuriosito, a sfidare e cambiare il mondo&#8230; e’ lo stesso processo che porta alla performance di classe mondiale.</p>
<p>Il risultato finale ci e’ perfino ovvio, ma ogni singolo passo e’ <em>dolorosamente lento</em>. Pensateci: ogni nuova abilita’ che imparate vi porta in una nuova prospettiva da cui, poi, potete imparare anche di piu’!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Livello attuale + Pratica deliberata = Piu’ abilita’</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Piu’ abilita’ + Piu’ Pratica deliberata = Buona performance</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Buona performance + PIU’ Pratica deliberata = GRANDE performance</strong></p>
<p>E’ proprio qui che la maggior parte delle persone scivola: si accontenta di essere ad un “buon livello”, quando il “dolore” e’ passato. Ad un certo punto, la maggior parte <strong><em>sceglie</em></strong> di smettere di crescere. Ci si accontenta di aver raggiunto un pezzo di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Geoff-Colvin-lautore.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2658" title="Geoff Colvin, l'autore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Geoff-Colvin-lautore-200x300.jpg" alt="" width="140" height="210" /></a>carta, un buon risultato, un certo livello di comfort nel lavoro e nella vita.</p>
<p>Ecco allora la domanda: se cosi’ tanti seguono la logica del “<em>un buon livello e’ sufficiente</em>”, forse non e’ poi una scelta da buttar via&#8230; il prezzo da pagare da “buono” a “grande” non e’ forse troppo alto?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>“Buono” e’ meglio di “Grande”?</strong></p>
<p>La differenza fondamentale tra la persona mediamente brava ed un performer di classe mondiale sta nel livello di passione e risorse mentali che dimostra in cio’ che fa. Un grande performer vive in uno stato di totale devozione per cio’ che fa.</p>
<p>Quante ore dedica Steve Jobs per realizzare il livello di grandezza che manifesta? Che sacrifici decidono di sopportare le loro famiglie per sostenere quel livello di grandezza?</p>
<p>Che sacrifici personali devono fare? Hanno tempo per leggere un libro, o andare in vacanza, o per vedere la partita? In molti sensi, una persona media ha uno stile di vita di qualita’ molto superiore ai “Grandi”!</p>
<p>La domanda pero’ NON e’ quale prezzo LORO paghino! La domanda e’ quale prezzo TU VUOI PAGARE? Quali sacrifici sei pronto a compiere per realizzarti?</p>
<p>La scoperta e’ che la Grandezza e’ a disposizione di chiunque&#8230; chiunque pronto a fare gli sacrifici che servono per ottenerla.</p>
<p>La domanda centrale si trasforma allora in:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Quale Chiamata all’avventura della tua Vita<br />
senti che abbia abbastanza SIGNIFICATO per te,<br />
cosi’ che la decisione di diventare “Grande”<br />
NON sarebbe un sacrificio,<br />
ma addirittura una scelta facile ed irresistibile?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Trova il tuo Scopo</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Medaglia-doro-olimpica.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2659" title="Medaglia d'oro olimpica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Medaglia-doro-olimpica-203x300.png" alt="" width="203" height="300" /></a>“Lo Scopo” e’ una cosa molto interessante: trovarlo, significa trasformare completamente la propria vita.</p>
<p>Senza la motivazione di uno Scopo piu’ ampio, e’ difficile, se non impossibile, spingersi al di la’ del “buon livello”&#8230; perche’ ogni volta che lo si passa si entra nell’area del “sacrificio personale”, un’area in cui non si resta a lungo senza una “Chiamata” piu’ grande.</p>
<p>Ed ecco la parte migliore; se davvero hai una “Chiamata” – non sara’ un sacrificio – sara’ invece un’Avventura!</p>
<p>Se trovi il tuo Scopo, lo definisci chiaramente, ti si apre la possibilita’ di una Vita piena di significato, di opportunita’, di crescita. Hai una Chiamata, una Ragione, una Missione. Un po’ come i Blues Brothers&#8230;</p>
<p>Dove e’, allora, la tua Missione? Con ogni probabilita’, la’ ove puoi aggiungere il massimo valore nel mondo. E questo, probabilmente, ha a che fare con i tuoi <strong><em>punti di forza</em></strong>.</p>
<p>Senza Scopo, vaghi per il mondo “tenendoti impegnato”&#8230; quando lo Scopo si chiarisce e ti sono presenti i punti di forza, senti invece di stare aggiungendo Valore al mondo la’ fuori, di stare liberando e manifestando il Potere che e’ in te&#8230; che stai allinenando il Potere in una precisa Direzione&#8230; questo, con altra Pratica Deliberata ed Effetto Moltiplicatore&#8230; porta a Destinazione!</p>
<p>Quanto tempo ci vuole?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La regola dei dieci anni</strong></p>
<p>Secondo le ricerche dell’autore, l’eta’ a cui si inizia a fare qualcosa seriamente ha molta meno importanza di quanto comunemente si creda. Invece, quello che conta e’ “la regola dei dieci anni”. Ad esempio, un pianista che inizia a 4 anni e continua a praticare molto seriamente, puo’ aspettarsi grandi risultati a 14 anni; se inizia a 50 anni, se li puo’ aspettare a 60 anni.</p>
<p>Sei pronto a prenderti l’impegno che serve a diventare GRANDE?</p>
<p>___________</p>
<p>In chiusura, due parole personali: la forza del libro sta nel “calare nella pratica”, cioe’ nella vita quotidiana e nell’azione, la saggezza e la conoscenza che e’ implicitamente espressa nelle opere di “saggi” come Campbell, Riggio, nella PNL, ed altri splendidi autori sui quali questo sito cerca di informarvi e stimolarvi.</p>
<p>Soprattutto, la possibilita’ di realizzarsi non sta in una entita’ “misteriosa”, “data” come il “talento”, ma nella Volonta’, che ognuno ha e puo’ decidere di usare per creare <em>azione</em>.</p>
<p>A cosa serve tutta la conoscenza del mondo se essa non diventa <em>esperienza</em>, <em>azione</em>, qualcosa che si rende <em>manifesto</em> nella nostra vita, nel lavoro, nelle relazioni?<br />
Eppure, nello stesso tempo &#8211; l’azione per l’azione, il potere per il potere &#8211; tendenze frequentissime del nostro tempo &#8211; sono tentazioni molto forti&#8230; e, a lungo termine, perdenti e prive di Significato.</p>
<p><strong><em>Trova la tua “Chiamata”, scopri chi sei e decidi di diventare te stesso.</em></strong></p>
<p>In fondo, non c’e’ poi molto altro da dire&#8230;</p>
<p>Petar</p>
<p>___________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook16.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2660" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook16-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (1 di 2)</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 12:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale. L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2545" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2546" title="dott. Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg" alt="" width="120" height="150" /></a> “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale.</p>
<p>L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; che consigliamo caldamente a chiunque conosca l’inglese, e di cui pubblichiamo qui la prefazione di Joseph Riggio, e, nel prossimo articolo, l’introduzione dell’autore stesso.</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________</p>
<p><strong>Prefazione</strong></p>
<p>Succede ogni tanto che qualcosa di antico e di estremo valore venga riscoperto. Quando cio’ succede, la Ruota della Conoscenza genera una nuova rivoluzione, e quel che emerge e’ allo stesso tempo uguale e radicalmente rinnovato, quindi diverso.</p>
<p>Coloro che non hanno familiarita’ con l’origine di questa antica saggezza lo percepiranno come nuovo, e di solito tanto basta per catturarne l’interesse. Coloro che invece hanno familiarita’ con l’antico sapere, lo riconosceranno per cio’ che e’, e ne saranno attratti perche’ capiranno il valore di cio’ che viene loro offerto. Cio’ che il Dr. Randy Green condivide in questo libro e’ un esempio della rivoluzione della Ruota della Conoscenza, qualcosa di profondamente importante e di assoluta rilevanza per il nostro mondo contemporaneo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2547" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg" alt="" width="133" height="240" /></a>All’inizio degli anni ’70 due esploratori dell’esperienza umana, Richard Bandler e John Grinder, hanno formulato una “tecnologia dell’eccellenza” battezzata Programmazione Neuro-Linguistica, in Italia nota come PNL. Il loro lavoro fu riconosciuto tra i piu’ importanti in assoluto per il progresso della psicologia applicata negli ultimi decenni del ventesimo secolo.</p>
<p>L’essenza della loro scoperta e’:</p>
<p>1.    Ogni individuo ha esperienza degli eventi della sua vita in un modo unico:</p>
<p>2.    Questi eventi sono codificati in schemi specifici che sono accessibili e malleabili</p>
<p>3.    Facendo attenzione alle forme ed ai modi con cui gli eventi vengono codificati, l&#8217;esperienza puo’ essere programmata e guidata per produrre risultati desiderati, utili, e di lunga durata.</p>
<p>Sono idee stupefacenti se si riflette sull’impatto che hanno sulla performance dell’essere umano, e sull’abilita’ di costruire esperienze in relazione all’ottenimento di risultati desiderati. In applicazioni anche molte diverse come la terapia, l’educazione, il business, lo sport, ecc., la PNL diventa una tecnologia di punta per produrre eccellenza con individui o gruppi di persone.</p>
<p>Roye Fraser, uno studente di PNL, assunse un approccio radicale, basato su una direzione esclusivamente positiva. Il pressuposto e’ che ogni individuo ha un innato modello di eccellenza per vivere la propria vita, una sorta di “Impronta di successo” (“Success Blueprint”). Roye chiamo’ questo modello “Generative Imprint”, e la comprensione dell’impatto di questo modello divenne il lavoro della sua vita. La sua eredita’ consiste nel materiale realmente rivoluzionario che ha sviluppato, nella sua abilita’ cioe’ di creare cambiamenti positivi nella vita delle persone che incontrava.</p>
<p>Volendo darne una breve spiegazione, cio’ che Roye ha realizzato e codificato e’ che le persone compiono una scelta fondamentale nelle loro vite, cioe’ se vivere da una posizione orientata positivamente, focalizzata sulle possibilita’, oppure da una posizione orientata negativamente, focalizzata sulle limitazioni. Quando si fa la scelta di organizzarsi rispetto alle possibilita’, l’intero essere della persona vive una trasformazione profonda – i pensieri, le sensazioni, i comportamenti e persino l’espressione corporea – in un modo specifico che genera un senso profondo di benessere. Questa scelta fondamentale determina come si ha esperienza di qualunque cosa: o la vita e’ piena di possibilita’, o e’ piena di limitazioni.</p>
<p>Io ho incontrato Roye nel 1987, e ne sono diventato studente ed apprendista. Da quella esperienza intensa ho poi sviluppato il modello del Mythogenic Self Process, o Mythoself, che ho iniziato ad insegnare nel 1994, portandolo in trenta paesi diversi.</p>
<p>Nel 2004 sono stato presentato al dott. Randy Green da un mio studente, Devon White. Randy porto’ una incredibile sete di conoscenza, ed una significativa esperienza professionale clinica al lavoro che avevo compiuto fino a quel momento.</p>
<p>Leggendo il libro che ha scritto, da un punto di vista delle possibilita’ che la vita offre, scoprirete che Randy offre cio’ che puo’ essere considerato un approccio al “prendere decisioni” totalmente differente ed unico rispetto ad ogni altro che possiate aver incontrato prima d’ora. La maggior parte dei libri sul “prendere decisioni” assumono il punto di vista per cui “decidere” e’ una attivita’ mentale che dipende dall’analisi delle informazioni esistenti. Di solito, questo tipo di analisi significa considerare con cura i dati e poi mettere in equilibrio i rischi e ricompense – costi e benefici, lati positivi e lati negativi – eppure tutto cio’ e’ solo un tentativo di formalizzare qualcosa che non si lascia afferrare.</p>
<p>Al posto di questi modelli analitici, che sono “approcci cognitivi” al “prendere decisioni”, cio’ che troverete in questo libro e’ un approccio radicalmente differente, basato sulla consapevolezza del vostro essere, compreso quello del vostro stesso corpo. Il Dr. Green vi insegnera’ a diventare sensibili ai piu’ sottili segnali del vostro corpo che esprimono una risposta del tipo “si’” o “no” alle informazioni esistenti. Usando questi segnali come riferimento per le decisioni da prendere, crea un impressionante metodo per prendere decisioni significative, soprattutto quando i dati sulla base dei quali decidere sono minimi.</p>
<p>I passi che si devono intraprendere per creare la necessaria sensibilita’ a questi segnali corporali, che sono la base del metodo di “prendere decisioni” presentato nel libro di Randy W. Green, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2548" title="Il biglietto da visita di Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif" alt="" width="155" height="97" /></a>provengono direttamente dall’eredita’ del lavoro di Roye Fraser e del suo modello “Generative Imprint”. Cio’ che e’ piu’ significativo di tale lavoro e’ come vada molto al di la’ del semplice “prendere decisioni” Per sviluppare la necessaria sensibilita’ ai segnali del corpo, bisogna prima acquistare sensibilita’ a “come si e’ quando si e’ al meglio di se stessi”, cioe’ quando si e’ organizzati rispetto alle possibilita’.</p>
<p>Man mano che imparerete quanto Randy W. Green insegna nel libro, scoprirete cose di voi stessi che probabilmente nemmeno potevate immaginare. L’aspetto brillante del modello che Randy condivide e’ il modo naturale con cui unisce l’abilita’ di accedere un modo meravigliosamente positivo di stare nel mondo con le decisioni che si prendono a partire da questo stato.</p>
<p>Il metodo di Randy per presentare il materiale e’ efficace perche’ racconta di molti casi e storie di clienti reali con cui ha lavorato&#8230; invece di una storia noiosa e distante, Randy vi apre alla reale, viva esperienza delle persone che hanno tratto beneficio dall’applicare il modello nelle loro vite concrete.</p>
<p>Io lavoro con questo materiale da piu’ di vent’anni ormai, ed in quanto creatore del Mythogenic Self Process, o Mythoself, ho avuto l’occasione di lavorare con migliaia di clienti, compresi dirigenti senior di multinazionali, professionisti in attivita’ o in pensione, educatori, studenti, genitori, ed altri. Cio’ che ho scoperto e’ che se qualcuno ha un vero interesse, puo’ imparare ad applicare questo modello, col risultato che non impara solamente un eccellente metodo per prendere decisioni, ma la sua vita cambia in modo significativamente positivo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2549" title="Joseph Riggio durante un corso a Taiwan" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Oggigiorno si sente spesso parlare di “psicologia positiva”, e pare che ogni giorno venga pubblicato un nuovo libro sulla “felicita’” – cosa sia, come averla, la sua importanza – come se l’atteggiamento positivo per essere felici fosse un’idea particolarmente nuova. Eppure il lavoro che Roye inizio’ a sviluppare oltre trent’anni fa era basato sulla semplice idea che i risultati che si ottengono operando da una posizione positiva sono superiori a quelli che si possono ottenere operando da qualunque altra posizione.</p>
<p>Cio’ che il dott. Randy W. Green dimostra nella maniera piu’ chiara e’ che, con un sufficiente grado di abilita’, il modello puo’ essere applicato a quasi ogni situazione in cui ci si trovi, che richieda la miglior decisione possibile in quel preciso momento. Nel lavoro che ho svolto con i miei clienti in tutto il mondo, definisco questo come “prendere decisioni di alta qualita’”, decisioni che massimizzano le conseguenze positive e minimizzano quelle negative. Un processo che e’ stato applicato con grande successo da individui ed organizzazioni in tutto il mondo. Ora, voi stessi avete l’opportunita’ di apprendere ed usare nella vostra vita lo stesso metodo per prendere decisioni – un passo significativo nel viaggio che chiamiamo Vita.</p>
<p>Joseph Riggio, Ph.D.</p>
<p><em>Architect and Designer of the Mythogenic Self Process (Mythoself)<br />
</em></p>
<p><em>www.josephriggio.com</em></p>
<p><em>______________________________</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2551" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
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		<title>Karl Pribram: il modello olografico del cervello (7)</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 21:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Il modello olografico del cervello, di K. Pribram]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sapere]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Karl Pribram]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il linguaggio matematico dell’ologramma Le teorie che hanno permesso di sviluppare l’ologramma furono formulate per la prima volta nel 1947 da Dennis Gabor, che per questo vinse il Premio Nobel: all’inizio egli non pensava affatto al raggio laser, ma “soltanto” a migliorare il microscopio elettronico, a quell’epoca primitivo ed assai imperfetto. Il suo approccio era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Riproduzione-dellesperimento-dei-De-Valois.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2191" title="Riproduzione dell'esperimento dei De Valois" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Riproduzione-dellesperimento-dei-De-Valois.jpg" alt="" width="665" height="499" /></a></p>
<p><strong>Il linguaggio matematico dell’ologramma</strong></p>
<p>Le teorie che hanno permesso di sviluppare l’ologramma furono formulate per la prima volta nel 1947 da Dennis Gabor, che per questo vinse il Premio<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Dennis-Gabor-linventore-dellOlografia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2192" title="Dennis Gabor, l'inventore dell' olografia" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Dennis-Gabor-linventore-dellOlografia-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a> Nobel: all’inizio egli non pensava affatto al raggio laser, ma “soltanto” a migliorare il microscopio elettronico, a quell’epoca primitivo ed assai imperfetto. Il suo approccio era matematico, ed usava un genere di calcolo inventato da un francese del diciottesimo secolo, Jean B. J. Fourier.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Jean-Baptiste-Joseph-Fourier.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2193" title="Jean Baptiste Joseph Fourier" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Jean-Baptiste-Joseph-Fourier-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a>In parole povere, Fourier aveva inventato un sistema matematico per convertire qualunque schema, non importa quanto complesso, in un linguaggio di semplici onde. Non solo, mostro’ anche come<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Analisi-di-Fourier-lo-schema-complesso-in-alto-puo-essere-scomposto-nella-somma-di-tre-onde-piu-semplici.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-2194" title="Analisi di Fourier - lo schema complesso in alto puo' essere scomposto nella somma di tre onde piu' semplici" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Analisi-di-Fourier-lo-schema-complesso-in-alto-puo-essere-scomposto-nella-somma-di-tre-onde-piu-semplici-300x225.gif" alt="" width="300" height="225" /></a> queste onde potessero essere riconvertite nello schema originale.</p>
<p>Ad esempio, cosi’ come una telecamera converte un’immagine in frequenze elettromagnetiche ed una televisione riconverte queste frequenze nell’immagine originale, cosi’ Fourier aveva dimostrato un processo analogo da un punto di vista matematico. Le equazioni che sviluppo’ sono note come <em>Trasformate di Fourier.</em></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Un-ologramma-dellinventore-dellolografia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2200" title="Un ologramma dell'inventore dell'olografia" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Un-ologramma-dellinventore-dellolografia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Esse permisero a Gabor di convertire la fotografia di un oggetto nella “macchia” di schemi d’interferenza su un pezzo di pellicola olografica. Gli permisero anche di trovare un modo per riconvertire questi schemi nell’immagine originale dell’oggetto. In effetti, l’ “intero” che si vede in ogni pezzo di ologramma e’ un sottoprodotto che avviene quando un’immagine o uno schema e’ tradotto nel linguaggio di forme d’onda di Fourier.</p>
<p>Alla fine degli anni ’60 ed inizio degli anni ’70, diversi ricercatori contattarono Pribram per dirgli di avere scoperto che il senso della vista funziona come un analizzatore di frequenze. Poiche’ la frequenza esprime il numero di oscillazioni di un’onda al secondo, cio’ sembrava confermare con forza che il cervello funziona davvero come un ologramma.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Russell-De-Valois.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2195" title="Russell De Valois" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Russell-De-Valois-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Fu pero’ solo nel 1979 che due neurofisiologi di Berkeley, tali Russell e Karen De Valois, fecero la scoperta cruciale! Prima studiarono con cura le ricerche degli anni ’60 che mostravano come ogni cellula del sistema visivo tenda a rispondere ad uno schema specifico – alcune si attivano quando l’occhio vede linee orizzontali, altre quando vede linee verticali, e cosi’ via. Molti ricercatori conclusero che il cervello riceve i segnali dalle cellule, ognuna altamente specializzata, ed in qualche modo li assembla insieme per darci la percezione visuale del mondo esterno.</p>
<p>Nonostante la teoria fosse estremamente popolare ed affermata, DeValois sentiva che non era completa. Per verificare le sue ipotesi, uso’ le <em>trasformate di Fourier </em> per<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Karen-De-Valois.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2196" title="Karen De Valois" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Karen-De-Valois.jpg" alt="" width="79" height="110" /></a> convertire semplici schemi quadrettati e piani in forme d’onda. Poi, fece dei rilievi per verificare come le cellule del cervello rispondono a queste nuove immagini di forme d’onda. La scoperta fu che le cellule non rispondono affatto agli schemi originali, ma alle <em>trasformate di Fourier</em> degli schemi. Ci poteva essere una sola conclusione: il cervello usa la matematica delle <em>trasformate di Fourier</em> – la stessa degli ologrammi – per convertire le immagini visuali nel linguaggio di Fourier di forme d’onda.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Riproduzione-dellesperimento-dei-De-Valois1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2197" title="Riproduzione dell'esperimento dei De Valois" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Riproduzione-dellesperimento-dei-De-Valois1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La scoperta di De Valois fu poi confermata da numerosi altri laboratori sparsi per il mondo, e pur non dimostrando in modo assoluto che il cervello e’ in effetti un ologramma, diede abbastanza prove per convincere Pribram che la sua teoria e’ sostanzialmente corretta. Stimolato dall’idea che la corteccia visiva rispondeva non a schemi ma a frequenze delle varie forme d’onda, inizio’ a ridefinire il ruolo delle frequenze anche per gli altri sensi.</p>
<p>Non ci mise molto a capire che la loro importanza era stato sottovalutata dai ricercatori del ventesimo secolo. Un secolo prima di DeValois, il fisico e fisiologo tedesco<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lorecchio-e-un-analizzatore-di-frequenze-che-lavoro-secondo-le-trasformate-di-Fourier.gif"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2201" title="L'orecchio e' un analizzatore di frequenze che lavoro secondo le trasformate di Fourier" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lorecchio-e-un-analizzatore-di-frequenze-che-lavoro-secondo-le-trasformate-di-Fourier-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a> Hermann von Helmholtz mostro’ che l’orecchio e’ in pratica un analizzatore di frequenze. Ricerche piu’ recenti rivelavano che il senso dell’olfatto pare basato sulle cosiddette <em>frequenze osmiche</em>.</p>
<p>Il lavoro di Bekesy dimostra chiaramente che la pelle e’ sensibile alle frequenze delle vibrazioni, ed ha persino portato le prime prove che anche il gusto pare implicare una qualche forma di analisi delle frequenze. E’ interessante il fatto che le equazioni matematiche che permettevano a Bekesy di predire la risposta dei soggetti alle varie frequenze, erano proprio del tipo delle equazioni di Fourier.</p>
<p><strong><em>Il ballerino come forma d’onda</em></strong><strong></strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lesperimento-di-Nikolai-Bernstein.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2198" title="L'esperimento di Nikolai Bernstein" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lesperimento-di-Nikolai-Bernstein.jpg" alt="" width="330" height="205" /></a>Scavando nel lavoro degli scienziati del passato, Pribram fece forse la scoperta piu’ sorprendente: lo scienziato russo Nikolai Bernstein scopri’ che persino i nostri movimenti fisici vengono codificati nel cervello in un linguaggio di forme d’onda di Fourier. Negli anni ’30, Bernstein fece vestire alcune persone in calzamaglie completamente nere con su dipinti dei punti bianchi in corrispondenza delle articolazioni. Poi, li mise contro uno sfondo nero e li riprese con una cinepresa mentre compivano varie operazioni in movimento, come danzare, camminare, saltare, scrivere a macchina, martellare.</p>
<p>Quando sviluppo’ il film, si vedevano solo i punti bianchi in movimento sullo schermo, in movimenti fluidi e piuttosto complessi.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Dottore-per-sbaglio-ho-fatto-la-trasformata-di-Fourier-del-mio-gatto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2199" title="Dottore, per sbaglio ho fatto la trasformata di Fourier del mio gatto" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Dottore-per-sbaglio-ho-fatto-la-trasformata-di-Fourier-del-mio-gatto-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a> Quindi, analizzo’ il materiale con il metodo di Fourier, convertendo i punti e le linee visibili nel linguaggio di forme d’onda. Sorprendentemente, scopri’ che le forme d’onda contenevano schemi nascosti che gli permettevano di predire il movimento successivo del soggetto con altissima precisione.</p>
<p>Quando Pribram incontro’ il lavoro di Bernstein, ne riconobbe immediatamente le implicazioni. Forse, si disse, la ragione per cui gli schemi nascosti emergono dopo l’analisi matematica con il metodo di Fourier e’ che <strong><em>questo e’ il modo in cui vengono conservati nel cervello</em></strong>. Si trattava di una possibilita’ decisamente eccitante – se il cervello analizza i movimenti spezzandoli nelle componenti di frequenza, cio’ puo’ spiegare la capacita’ dell’uomo di apprendere molto rapidamente abilita’ fisiche complesse. Ad esempio, noi non impariamo ad andare in bicicletta memorizzando ogni piu’ piccolo particolare del processo. Impariamo “prendendo” l’intero movimento fluido nel suo complesso.</p>
<p>La <strong><em>fluida interezza</em></strong> con cui tipicamente impariamo moltissime attivita’ fisiche e’ ben ardua da spiegare se si pensa ad un cervello che immagazzina informazioni bit per bit. E’ molto piu’ semplice se si pensa che il cervello compie un’analsi di Fourier delle abilita’ fisiche e le assorbe nella loro interezza.</p>
<p>(continua)</p>
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		<title>Nuova Scienza dell&#8217;Apprendimento: sfida ai luoghi comuni!</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 20:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei mesi a venire, GrandiPassioni.com dedichera’ molta attenzione alla “madre di tutte le abilita’ “ – l’Apprendimento. E’ un campo che sta attraversando un’autentica rivoluzione, al punto che si inizia a parlare esplicitamente di “Nuova Scienza dell’Apprendimento”. Per introdurla, innanzitutto prepariamo il campo, comprendendo come la nostra cultura interpreta cosa sia l’apprendimento, e come il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-ed-emozioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1903" title="Apprendimento ed emozioni" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-ed-emozioni.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a>Nei mesi a venire, GrandiPassioni.com dedichera’ molta attenzione alla “madre di tutte le abilita’ “ – l’Apprendimento.</p>
<p>E’ un campo che sta attraversando un’autentica rivoluzione, al punto che si inizia a parlare esplicitamente di <strong><em>“Nuova Scienza dell’Apprendimento”.</em></strong></p>
<p>Per introdurla, innanzitutto <strong><em>prepariamo il campo</em></strong>, comprendendo come la nostra cultura interpreta <strong><em>cosa sia l’apprendimento</em></strong>, e come il singolo individuo interpreta<strong><em> se stesso durante l’apprendimento</em></strong>.</p>
<p>E’ certamente vero che molto dipende dall’ambiente in cui ci si trova: ad esempio, un ingegnere meccanico tende a sviluppare un’abilita’ di analisi logico-razionale diversa da quella, ad esempio, di un ginnasta che vuole perfezionare un specifico esercizio fisico.</p>
<p>Eppure, l’abilita’ ad apprendere dipende altrettanto da <strong><em>convinzioni profonde</em></strong> che determinano l’atteggiamento della persona, e quindi l’attivita’ stessa di apprendimento.</p>
<p>Esempio: nelle scuole elementari asiatiche spesso si assume implicitamente che per un “corretto apprendimento” (<em>qualunque cosa intendano con questo</em>) e’ necessario padroneggiare specifiche convenzioni e tecniche, per cui gli studenti seguono rigidamente modelli, e sono poco incoraggiati ad essere critici. In Europa e’ invece facile trovare scuole con atteggiamento opposto: creativita’ ed indipendenza vengono valutate ed incoraggiate. Chi puo’ dire se e quale dei due atteggiamenti sia “corretto”? Eppure, ognuno dei due vede come strano o indesiderabile l’atteggiamento opposto.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/quaderno-didattico-steineriano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1911" title="quaderno-didattico-steineriano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/quaderno-didattico-steineriano-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a></p>
<p>Dunque, osserviamo ora esplicitamente alcune convinzioni profonde, veri e propri luoghi comuni, circa l’apprendimento, diffusi nel mondo occidentale, dei quali la “Nuova Scienza dell’Apprendimento” propone una nuova visione.</p>
<p><strong>“Apprendere significa acquisire conoscenza”</strong></p>
<p>In genere, quando si pensa all’Apprendimento, l’attenzione va <strong><em>al prodotto finale</em></strong> piuttosto che al <strong><em>processo in se’</em></strong>. Cioe’, se chiedete a qualcuno “che cosa sia” l’apprendimento, vi descrivera’ spesso il risultato, in termini di conoscenza, o capacita’ di fare, che ha acquisito.</p>
<p>L’idea della “Nuova Scienza” e’ di mettere attenzione al <strong><em>processo</em></strong>, ove quale l’essere umano possa costantemente migliorare.</p>
<p><strong>“La Conoscenza e’ vera”</strong></p>
<p>In genere, quando si acquisisce della nuova conoscenza, si da’ per scontato che essa sia “vera”. Si pensi all’ambiente scolastico, ove si ha la tendenza a considerare i libri di testo come “veri”, purche’ in qualche modo certificati da “Autorita’ competenti”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Rappresentazione-dellapprendimento.gif"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1905" title="Rappresentazione dell'apprendimento" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Rappresentazione-dellapprendimento-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La “Nuova Scienza” pensa invece la conoscenza come qualcosa di “provvisorio” che attende di essere approfondito o smentito, aprendo la porta ad un atteggiamento individuale attivo e critico verso qualunque fonte, anche la piu’ autorevole.</p>
<p><strong>“L’Apprendimento e’ per i giovani</strong>”</p>
<p>E’ un punto di vista molto diffuso, e deleterio, perche’ e’ in genere una profezia che avvera se stessa, e che in realta’ non ha alcuna ragione essere.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-che-fatica...-ma-perche.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1908" title="Apprendimento, che fatica... ma perche'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-che-fatica...-ma-perche-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’Apprendimento ha invece tutto per essere un processo che dura l’intera vita – anzi, la consapevolzza di questo punto e’ forse di tutti il piu’ importante.</p>
<p><strong>“Apprendere e’ facile”</strong></p>
<p>Esiste un atteggiamento sottile che interpreta l’Apprendimento come un processo sostanzialmente banale, come una semplice aggiunta pogressiva di un certo numero di pezzetti d’informazione che, pian piano, formano un quadro piu’ complesso. Un po’ come costruire una casa mattone su mattone.</p>
<p>E’ uno dei luoghi comuni piu’ densi di conseguenze, e lo vedremo in futuro con dettaglio&#8230; tende a produrre conseguenze significative sui metodo di insegnamento: si crea l’idea che, in fondo, non ci possono poi essere molti modi efficaci di insegnamento perche’ si tratta solo di essere efficaci ad aggiungere pezzettini su pezzettini di informazione.</p>
<p>Eppure, in una nuova visione ove l’Apprendimento e’ un processo in continuo miglioramento, e per giunta per tutta la vita, si intuisce la possibilita’ di una visione piu’ ricca&#8230;</p>
<p><strong>“L’Apprendimento implica Insegnamento”</strong></p>
<p>Quasi chiunque tende a dare per scontato che “apprendere” significa fare una attivita’ specifica, anche dura, che e’ cosa diversa dal semplice “essere vivi” e fare altre cose&#8230; ci sono quindi <em>luoghi</em> per apprendere in certi <em>orari</em> e con certe <em>persone</em> dette <em>insegnanti</em>. Questi sono visti come persone che hanno conoscenze ed abilita’ specifiche, senza le quali l’apprendimento sarebbe molto limitato, o addirittura non ci sarebbe nemmeno.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Insegnanti-tradizionali.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1904" title="Insegnanti tradizionali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Insegnanti-tradizionali-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Insomma, non appena si parla di “apprendimento”, l’attenzione si sposta subito su “l’insegnamento” – quindi l’implicazione e’ che “se troviamo il giusto insegnante, anche l’apprendimento procedera’ alla grande”.</p>
<p>Si tratta di una visione istituzionalizzata dell’Apprendimento che ne sottolinea soltanto <strong><em>un unico aspetto</em></strong>&#8230; con la “Nuova Scienza” l’Apprendimento diventa un’attivita’ piu’ ricca, con piu’ sfaccettature. Tutte quante da sviluppare!</p>
<p><strong>“L’Apprendimento si sviluppa pian piano”</strong></p>
<p>E’ forte e diffuso il punto di vista secondo cui l’Apprendimento e’ un processo <em>cognitivo e razionale</em>, ove “farsi emozionare” e’ l’indizio che “l’insegnameno non sta procedendo in modo corretto”. Le emozioni intense viste come un problema&#8230; addirittura da eliminare, e che in genere, si pensa, trova origine nel “carattere” della persona che apprende o in “difficolta’ emotive” che attraversa in altri campi della sua vita.</p>
<p>La conseguenza di questa visione e’ che si perde la relazione tra l’Appredimento e la <strong><em>personalita’</em></strong> della persona che apprende&#8230; semplicemente si ignora la relazione tra l’apprendere e le emozioni legate ad esso&#8230;!</p>
<p>Secondo la “Nuova Scienza dell’Apprendimento” e’ possibile che ci siano <em>specifiche forme</em> di apprendimento ove questo sia desiderabile, ma non e’ affatto detto che lo siano tutte&#8230; ci sono situazioni in cui e’ anzi importante supportare la carica emotiva, per mantenere la motivazione dello sforzo di apprendere, oppure essere consapevoli della frustrazione che si prova davanti alla difficolta’.</p>
<p><strong>“L’Apprendimento e’ corretto se vi e’ comprensione”</strong></p>
<p>Un tempo era diffusa l’idea “Apprendere = Memorizzare”, poi accantonata a favore di “Apprendere = Capire”; ad esempio, il bambino non deve solo sommare i numeri ma anche “capire” cio’ che sta facendo, oppure il venditore d’auto non deve soltanto vendere ma capire il “customer care”&#8230; L’idea alla base di questo atteggiamento e’ che “<strong><em>esplicito = giusto</em></strong>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Il-piacere-di-imparare.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1907" title="Il piacere di imparare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Il-piacere-di-imparare-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a></p>
<p>Nell’approccio tradizionale, e’ inconcepibile pensare che la comprensione possa non solo essere superflua, ma talvolta addirittura disturbare altre (<em>quali?</em>) forme d’apprendimento altrettanto importanti.</p>
<p>Continueremo tra breve questa chiacchierata!</p>
<p>A presto, Petar</p>
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