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	<title>GrandiPassioni &#187; Coscienza umana</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>La terrificante storia del fascismo (8): i compromessi con monarchia e chiesa</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 09:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La politica è l’arte dei compromessi, e così anche il regime mussoliniano deve accettane molti, assai più numerosi rispetto ai totalitarismi comunista sovietico e nazionalsocialista tedesco. Per questa ragione, il regime mussoliniano viene spesso definito “totalitarismo imperfetto”. “La politica è l’arte del compromesso, per tutti, anche per i dittatori. Anche Mussolini non sfugge a questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/re-duce.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-5013" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/re-duce-707x1024.jpg" alt="" width="400" height="579" /></a>La politica è l’arte dei compromessi, e così anche il regime mussoliniano deve accettane molti, assai più numerosi rispetto ai totalitarismi comunista sovietico e nazionalsocialista tedesco. Per questa ragione, il regime mussoliniano viene spesso definito “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fascismo#Fascismo_e_totalitarismo" target="_blank"><em>totalitarismo imperfetto</em></a>”.</p>
<p>“<em>La politica è l’arte del compromesso, per tutti, anche per i dittatori. Anche Mussolini non sfugge a questa regola. Contrariamente a ciò che spesso si pensa e si dice, Mussolini non era un decisionista, anzi era un uomo che rivelava molte incertezze. Secondo molte testimonianze, tra cui quella del capo della polizia politica, Leto, Mussolini era uomo che metteva il visto di approvazione anche a proposte assolutamente in contraddizione tra loro. Tendeva a dare ragione all’ultimo con cui parlava. Mussolini strinse molti compromessi non soltanto all’interno del Paese, ma anche in politica internazionale, verso l’esterno, e questi furono per lui molto più difficili, sarà proprio la politica internazionale a portarlo alla rovina.</em>” (Piero Melograni, storico).<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/razzismo21.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5035" title="In figura, caloroso saluto tra i due dittatori, che si rispettavano molto... un rapporto che li porterà alla rovina." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/razzismo21.jpg" alt="" width="282" height="312" /></a></p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nmPNorBJFrY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/nmPNorBJFrY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong><em>Il compromesso con la monarchia</em></strong></p>
<p>Il principale compromesso è con la monarchia: il movimento fascista, agli inizi, è repubblicano, ma <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mussolini" target="_blank">Mussolini </a>si rende conto ben presto che la pregiudiziale repubblicana non gli permetterebbe di arrivare al potere.</p>
<p>“<em>Mussolini fu, sin dall’inizio, un uomo di spirito, tendenza e prospettive dittatoriali. La sua dittatura, però, tese ad affermarsi in un contesto che era caratterizzato dalla presenza di molte forze. Il comportamento di Mussolini, nei confronti di questi poteri, durante i due decenni di permanenza al potere, fu di ricerca di soluzioni, di compromessi.</em>” (Luciano Cafagna, professore emerito dell’Università di Pisa).</p>
<p>Subito dopo la Prima Guerra Mondiale, durante il cosiddetto “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biennio_rosso" target="_blank"><em>biennio rosso</em></a>”, 1919-1920, si parla apertamente in Italia di “Repubblica” e di “Assemblea Costituente”, ma i socialisti ed i comunisti subiscono una dura sconfitta, mentre la monarchia rimane in piedi. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pag.-II-Guardie.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5014" title="In figura, &quot;Guardie rosse d'occupazione&quot;, foto del cosiddetto &quot;biennio rosso&quot;." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pag.-II-Guardie.jpg" alt="" width="454" height="294" /></a>Considerata la svolta conservatrice in atto nel Paese dopo il “<em>biennio rosso</em>”, il capo dei fascisti giudica conveniente scendere a patti con il Re e con le forze politiche di destra.</p>
<p>“<em>Mussolini ed i fascisti apparivano come un argine alle pretese, che allora apparivano eccessive, dell’azione sindacale post-bellica, che erano particolarmente accese.</em>” (Luciano Cafagna, professore emerito dell’Università di Pisa).</p>
<p>Nell’aula di Montecitorio, dopo le elezioni politiche del 1921, i 35 deputati fascisti siedono all’estrema destra, vicino ai monarchici ed ai conservatori. Ex socialista rivoluzionario ed ex repubblicano, Mussolini comincia a dichiararsi agnostico sul problema “Repubblica” o “monarchia”.</p>
<p>“<em>Tra i poteri istituzionali, la monarchia in primo luogo, e poi la chiesa, e poi ancora il potere economico, le forze armate. Ecco, con tutti questi poteri, il fascismo stipula, già prima della sua andata al potere, nei mesi precedenti alla <a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/fascismo-4-marcia-su-roma/" target="_blank">marcia su Roma</a>, una serie di accordi più o meno taciti, di compromessi, secondo cui queste forze, che operano nella società, trovano una loro qualche convenienza.</em>” (Professor Giovanni Sabbatucci, dell’Università “La Sapienza” di Roma).</p>
<p>E’ il 20 settembre del 1922, pochi giorni prima della marcia su Roma, Mussolini pronuncia ad Udine un discorso decisamente filo monarchico, anche se tenta disperatamente di non perdere il consenso dei fascisti repubblicani.</p>
<p>“<em>Quando il futuro Capo del governo d’Italia fece esplicita dichiarazione di assoluta fedeltà a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_Savoia" target="_blank">Casa Savoia</a>, rimane consacrata alla Storia come il decisivo collaudo della fede, della forza, della disciplina delle camicie nere, e dell’incondizionato consenso del popolo italiano.</em>” (dal filmato propagandistico “<em>La marcia su Roma</em>” del 1922, audio del 1938).</p>
<p>Nel discorso di Udine, Mussolini rivaluta la tradizione sabauda del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risorgimento" target="_blank">Risorgimento</a>, e quando un fascista repubblicano gli grida, in modo provocatorio, “<em>Viva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mazzini" target="_blank">Mazzini</a></em>”, Mussolini precisa che non prenderà di mira l’istituto monarchico, anche perché, dice, la maggioranza degli italiani “<em>non sono pronti per la Repubblica</em>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Mazzini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5022" title="In figura, Giuseppe Mazzini, uno dei padri morali dell'Unità d'Italia, i cui ideali repubblicani vengono distorti dai fascisti." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Mazzini.jpg" alt="" width="210" height="290" /></a></p>
<p>“<em>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nazionalismo#Il_Nazionalismo_italiano" target="_blank">nazionalismo fascista</a>, che era uno dei cardini del pensiero e dell’atteggiamento fascista, non poteva prescindere dalla tradizione risorgimentale, quindi Mazzini era visto come una sorta di profeta, ma per quanto riguarda le soluzioni offerte da Mazzini, beh, su quelle si glissava, poi, alla fine, mentre rimaneva in piedi la tradizione monarchica.</em>” (Luciano Cafagna, professore emerito dell’Università di Pisa).</p>
<p>Mussolini aggiunge: “<em>In fondo, io penso che la Monarchia non ha alcun interesse ad osteggiare quella che ormai bisogna chiamare la rivoluzione fascista.</em>”, osa perfino rivolgersi all’ala fascismo, affermando: “<em>Perché noi siamo repubblicani? In un certo senso, perché vediamo un monarca non sufficientemente monarca!</em>”</p>
<p>“<em>Noi abbiamo il paradosso di un regime che si dice rivoluzionario, che presenta la marcia su Roma come il suo momento fondativo, come la sua presa della Bastiglia, anche se noi oggi sappiamo che non è così, un regime che si presenta come un agente di rottura, che però non riusciamo a vedere, a cogliere, quando andiamo a vedere i poteri reali, così come sono distribuiti, così come sono esercitati nel corso del ventennio.</em>” (Professor Giovanni Sabbatucci, dell’Università “La Sapienza” di Roma).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/italobalco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5015" title="In figura, ritratto di Italo Balbo, figura di spicco del regime fascista." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/italobalco.jpg" alt="" width="283" height="360" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Balbo" target="_blank">Italo Balbo</a> capisce che Mussolini ha voluto rassicurare il Re, per arrivare presto al potere, e subito dopo quel discorso chiede a Mussolini “<em>siamo dunque alla vigilia?</em>”, intende dire la vigilia della marcia su Roma, al che il futuro Duce conferma “<em>siamo alla vigilia!</em>”. Manca poco meno di un mese alla marcia su Roma, e Mussolini ha già preso le sue decisioni: i fascisti promettono al re di dargli la forza che gli manca, quella degli ex combattenti che hanno sconfitto gli austriaci nel 1918, con la battaglia di Vittorio Veneto.</p>
<p>Due giorni dopo la marcia su Roma, Mussolini arriva nella capitale per essere nominato Presidente del Consiglio dei Ministri, fa un inchino davanti al Re, si scusa per presentarsi dinanzi a lui in camicia nera anziché in abito da cerimonia, e pronuncia la fatidica frase: “<em>porto a Vostra Maestà l’Italia di Vittorio Veneto, riconsacrata dalla vittoria. Sono il fedele servo di Vostra Maestà.</em>”<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Vittorio_Emanuele_III_incontra_Mussolini.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5016" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Vittorio_Emanuele_III_incontra_Mussolini.jpg" alt="" width="449" height="380" /></a></p>
<p>“<em>Una rivoluzione senza rivoluzione, ma anche questo è un discorso da fare con qualche cautela. Sì, è vero che Mussolini ed il fascismo stipulano con i cosiddetti ‘poteri forti’ una serie di compromessi, ma si tratta di compromessi che <strong>non sono mai definitivi</strong>. Mussolini ed il fascismo di riservano di riaffrontare questioni che avevano provvisoriamente risolto, da posizioni di forza, mano a mano  che il regime si fa più forte, mano a mano che il consenso aumenta o il dissenso scompare.</em>” (Professor Giovanni Sabbatucci, dell’Università “La Sapienza” di Roma).</p>
<p>Questo è il primo compromesso di Mussolini: il Re resterà Capo dello Stato, e con poteri tali che gli consentiranno, il 25 luglio del 1943, di destituire Mussolini, e di farlo arrestare. Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Senato_del_Regno_d%27Italia" target="_blank">Senato del Regno</a> continua, inoltre, ad essere di nomina regia, anche se Mussolini può proporre i nomi di molti nuovi senatori.</p>
<p>“<em>Signori senatori,signori consiglieri nazionali! Nessun dubbio sfiora la mia mente, per quanto riguarda l’avvenire del popolo italiano, avvenire garantito dalle armi e dalla sempre più profonda coscienza unitaria nazionale, temprata dalla guerra, e i compiti, non meno ardui, della pace. </em>” (Discorso del Re, Vittorio Emanuele III, all’inaugurazione della ventottesima legislatura, Roma, 20 aprile 1929).</p>
<p>Soprattutto, le Forze Armate continuano a giurare fedeltà al Re, e non a Mussolini. I vessilli dei reggimenti conservano lo stemma sabaudo, senza affiancarlo con i fasci littori, e sulle mostrine delle loro divise, tutti i militari portano le stellette, non i fasci. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/imafge5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5017" title="In figura, le mostrine militari dell'epoca fascista, con le stellette, senza i fasci littori." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/imafge5.jpg" alt="" width="364" height="344" /></a>Il Re rimane Capo supremo della forza militare, ed è anche grazie a questo suo potere che riuscirà a  destituire Mussolini, senza che nessuno osi ibellarsi, nemmeno i membri della milizia fascista.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/89072ua.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5018" title="In figura, Mussolini passa in rassegna dei militari, ma questi giureranno sempre fedeltà al Re, non al Duce." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/89072ua-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/00115_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5024" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/00115_1.jpg" alt="" width="170" height="145" /></a>“<em>Nella linea maestra della linea politica fascista, prima delle grandi sconfitte, la monarchia sarebbe dovuta sempre più scivolare nell’ombra, rispetto al rifulgere, diciamo così, della novità del fascismo.</em>” (Luciano Cafagna, professore emerito dell’Università di Pisa).</p>
<p>Mussolini deve recarsi periodicamente a rapporto dal Re, come un fedele servitore, anche se talvolta tra i due nascono gravi tensioni. Per esempio, nel dicembre 1928, quando viene promulgata una legge sul “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Consiglio_del_Fascismo" target="_blank">Gran Consiglio del Fascismo</a>”, che attribuisce a questo organo politico di avanzare proposte riguardanti la successione al Trono, i poteri del Re, e le prerogative regie. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/07-Vittorio-Emanuele-III-Mussolini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5019" title="In figura, Mussolini e Vittorio Emanuele." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/07-Vittorio-Emanuele-III-Mussolini.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a>Oppure, nel marzo 1938, quando la Camera dei fasci e delle corporazioni approva per acclamazione il conferimento, sia al Re, sia a Mussolini, i gradi di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_maresciallo_dell%27Impero" target="_blank">Primi Marescialli dell’Impero</a>”, ponendoli, in tal modo, sullo stesso piano. Il Re si infuria, e comunica al Duce che, in altre circostanze, un simile affronto, lo avrebbe indotto ad abdicare.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/ante_maresciallo_italia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5020" title="In figura, Cappello militare da Maresciallo dell'Impero." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/ante_maresciallo_italia.jpg" alt="" width="150" height="120" /></a></p>
<p>“<em>La nomina congiunta del Re e del Duce come ‘Primi Marescialli dell’Impero’, è una cosa di dubbio gusto, diciamo così, ma che aveva chiaramente un profilo concorrenziale, e sicuramente come tale doveva essere stata poco gradita dalla monarchia. Però stava a significare che ci si stava muovendo su una direzione di parallelismo.</em>” (Luciano Cafagna, professore emerito dell’Università di Pisa).</p>
<p>Di conseguenza, molti sostengono che nell’Italia mussoliniana ci fu non tanto una monarchia, ma una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diarchia" target="_blank">diarchia</a> Duce-Re. Secondo altri, il Re mantiene pur sempre un primato rispetto al Duce.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Mussolini_8a.gif"><img class="alignright size-full wp-image-5021" title="In figura, Mussolini in atteggiamento da comandante della Marina militare." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Mussolini_8a.gif" alt="" width="438" height="500" /></a>“<em>Sembra che il Re temesse che, nel caso in cui la situazione fosse degenerata, i fascisti avrebbero finito per rivalersi su di lui, visto che l’altro ramo della famiglia, gli Aosta, era quasi tutta dichiaratamente filo fascista. Temendo perciò una crisi dinastica, e temendo di essere sostituito, perché si rese conto ce una buona parte dell’Italia liberale, e una buona parte dei cosiddetti poteri che contano erano favorevoli alla soluzione fascista. A questo punto, fece un passo indietro, e favorì l’avvento del fascismo al potere.</em>” (Ivano Granata, Professore all’Università di Milano).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-16-12h19m11s232.png"><img class="alignleft size-full wp-image-5031" title="In figura, è il Re a camminare accanto a Hitler, un fatto che per il dittatore tedesco era sconvolgente." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-16-12h19m11s232.png" alt="" width="446" height="246" /></a>Hitler, quando arriva in Italia, per la visita di Stato del maggio 1938, rimane sconvolto nel constatare come accanto a lui cammini il Re, e non Mussolini, che non è Capo di Stato. E’ talmente sorpreso ed impressionato dal potere del Re Vittorio Emanuele III, che ordina di cacciare immediatamente dall’esercito tedesco tutti i generali di tendenze monarchiche.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/09_01.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5023" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/09_01.jpg" alt="" width="210" height="184" /></a>“<em>Il rapporto tra il fascismo e la monarchia è un rapporto che, io penso, non sia mai stato un rapporto di simpatia, ma piuttosto un rapporto di necessità. Per la monarchia, per resistere ad un’ondata che sembrava ormai irresistibilmente votata alla Repubblica, e per il fascismo la faticosa accettazione di un’autorità diversa dalla propria. Con la monarchia era davvero un grande compromesso, ma era tale da permettere di coprire tutti gli altri compromessi. Facilitò molte operazioni che il fascismo intendeva compiere, e compì, nel resto della società italiana.</em>”</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ti82kQH2qpE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/Ti82kQH2qpE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong><em>Il compromesso con la chiesa cattolica</em></strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pio-XI-a-colloquio-con-Mussolini-11-febbraio-1929.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5025" title="In figura, Pio XI a colloquio con Mussolini, 11 febbraio 1929." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pio-XI-a-colloquio-con-Mussolini-11-febbraio-1929.jpg" alt="" width="277" height="360" /></a>Un’altra forza politica con la quale Mussolini deve trattare, è quella della chiesa cattolica. In quel periodo, i <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/180px-Balilla_e_mussolini.gif"><img class="alignright size-full wp-image-5030" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/180px-Balilla_e_mussolini.gif" alt="" width="180" height="331" /></a>papi sono tutti e solo italiani, e possiedono un grande ascendente sui fedeli. L’Italia di quegli anni è molto più contadine che non l’Italia di oggi, ed il mondo contadino è sempre stato, tradizionalmente, molto vicino alla religione, alle parrocchie, a sacerdoti.</p>
<p>La chiesa cattolica, inoltre, possiede organizzazioni giovanili che il regime non scioglie, in primo luogo la “<em>azione cattolica</em>” e la “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/F.U.C.I.#Tra_le_due_guerre" target="_blank"><em>f.u.c.i.</em></a>”, la federazione degli universitari cattolici, che si contrappone ai “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/G.U.F." target="_blank"><em>g.u.f.</em></a>”, gruppi universitari fascisti.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/italia-in-guerra-4.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5028" title="In figura, un esempio dello sforzo fascista di inquadrare i giovani in organizzazioni controllate dal regime." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/italia-in-guerra-4.jpg" alt="" width="375" height="321" /></a></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Sn7amq_320a.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5029" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Sn7amq_320a.jpg" alt="" width="216" height="188" /></a>“<em>Il 24 maggio all’Università ‘La Sapienza’ c’era una manifestazione di commemorazione della data, il ventiquattro maggio, appunto.Un cieco di guerra avrebbe parlato agli studenti; c’erano, nel cortile, molti del g.u.f., e molti della f.u.c.i., e molti di noi avevano il distintivo di entrambe le organizzazioni. Agli iscritti del g.u.f. dispiaceva molto vedere questo distintivo della f.u.c.i. accanto al loro, si avvicinarono ad un gruppo di studenti in cui c’era anche mio fratello Sergio, e cercarono di strappare questi distintivi. Alle loro resistenze furono percossi, malmenati, sempre una ventina contro due o tre. </em>” (Vera Paronetto, ex membro del f.u.c.i.)</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pio_XI#I_rapporti_con_il_regime_fascista" target="_blank">Pio XI</a>, eletto papa nel febbraio del 1922, ha un rapporto molto ambivalente con Mussolini, con cui stipula la conciliazione del 1929, e che definisce “<em>uomo della provvidenza</em>”, ma diffida di lui, e soprattutto diffida dei rapporti che il Duce instaura con Hitler.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/patti_lateranensi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5026" title="In figura, la firma dei Patti lateranensi, che regolano i rapporti tra Stato e Chiesa. Una grande vittoria politica per Mussolini." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/patti_lateranensi.jpg" alt="" width="445" height="280" /></a>“<em>Alla stipula del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patti_Lateranensi" target="_blank">Concordato del 1929</a>, seguì, dopo un paio d’anni, uno scontro piuttosto duro, con le organizzazioni cattoliche, sul tema, che al fascismo stava particolarmente a cuore, dell’organizzazione dell’inquadramento della gioventù. Questo avveniva due anni dopo la firma dei </em>Patti lateranensi<em>. Questo è un esempio, ma ce ne sono tanti altri, del fatto che il compromesso, che sicuramente esisteva, e che sicuramente ha condizionato il volto e le pratiche del regime fascista, è un compromesso che non si poteva considerare raggiunto una volta per tutte.</em>” (Professor Giovanni Sabbatucci, dell’Università “La Sapienza” di Roma).</p>
<p>Alla vigilia della sua morte, Pio XI sta preparando un’enciclica contro il razzismo, ed un discorso contro <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pacelli12.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5027" title="In figura, Pio XII, papa Pacelli, con cui torna la calma nei rapporti tra chiesa e fascismo." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Pacelli12-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Mussolini. Pio XI vuole accusare Mussolini di aver violato il Concordato, poiché, con le leggi razziali, ha vietato il matrimonio tra due persone battezzate, se una di esse appartiene alla comunità israelitica.</p>
<p>Il papa tiene moltissimo a questo discorso, che avrebbe conseguenze molto gravi sul rapporto tra Stato e Chiesa, e che suscita molte preoccupazioni in Vaticano, soprattutto nel cardinale Pacelli, che diventerà papa subito dopo la morte di Pio XI. Per fortuna di Mussolini, Pio XI muore il 10 febbraio 1939, poche ore prima del decimo avversario della Conciliazione, la data da lui stabilita per pronunciare il discorso antimussoliniano. Dal diario di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galeazzo_Ciano" target="_blank">Galeazzo Ciano</a>, si capisce che, avendo avuto notizia della morte di quel papa, Mussolini, più che indifferente, ne è sostanzialmente lieto.</p>
<p>Con il nuovo papa, il cardinale Pacelli, che ha assunto il nome di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pio_XII_e_l%27Olocausto" target="_blank">Pio XII</a>, tutto cambia, ed i rapporti tra chiesa e regime migliorano, almeno fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p>(continua)</p>
<p><em>_________________________________</em></p>
<p>Purtroppo il fascismo non è un cancro estirpato una volta per tutte&#8230; ecco alcuni link d&#8217;esempio, il cui commento lascio al vostro buon senso.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/politica/11_aprile_05/ddl-partito-fascista_fd63f03e-5f97-11e0-a9b0-e35a83b9ad3b.shtml" target="_blank">Primo articolo</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/04/06/news/il_manifesto_di_scilipoti_e_co_cos_simile_a_quello_degli_intellettuali_fascisti-14578301/?ref=HREC1-5" target="_blank">Secondo articolo</a></p>
<p><em>_________________________________</em></p>
<p><strong>La “Terrificante Storia del fascismo” si può ascoltare, guardare e leggere ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/2011/03/2011/02/storia-del-fascismo-1-le-premesse/" target="_blank"><strong>Prima parte: le premesse dei totalitarismi</strong></a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/03/2011/02/storia-del-fascismo-2-affermazione-del-nazismo/" target="_blank"><strong>Seconda parte: l’affermazione del nazionalsocialismo</strong></a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/03/2011/03/storia-del-fascismo-3-fasci-di-combattimento/"><strong>Terza parte: i fasci di combattimento</strong></a></p>
<p><strong><a href="../2011/03/2011/03/fascismo-4-marcia-su-roma/" target="_blank">Quarta parte: la Marcia su Roma</a></strong></p>
<p><strong><a href="../2011/03/2011/03/fascismo-5-fase-legalitaria-della-dittatur/" target="_blank">Quinta parte: la fase legalitaria della dittatura</a></strong></p>
<p><strong><a href="../2011/03/fascismo-6-delitto-matteotti/" target="_blank">Sesta parte: il delitto Matteotti</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/fascismo-7-leggi-fascistissime/" target="_blank">Settima parte: le leggi fascistissime</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/fascismo-8-compromessi-con-monarchia-e-chiesa/" target="_blank">Ottava parte: i compromessi con monarchia e chiesa</a><br />
</strong></p>
<p><em>_________________________________</em></p>
<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook15.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5038" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook15-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></em></p>
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		<title>Gandhi (2): l&#8217;intuizione dell&#8217;uso pratico della non-violenza</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 17:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mahatma Gandhi, maestro della non-violenza pratica]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Genere Umano]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Integrità]]></category>
		<category><![CDATA[Mahatma Gandhi]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla fine dell’800, in Sudafrica, i neri e gli indiani erano costretti a vivere assecondando i capricci dei loro padroni bianchi. Non avevano diritto di voto, di avere possedimenti, o semplicemente di uscire di casa dopo una certa ora. Quando iniziò a lottare contro queste ingiustizie, Gandhi era ancora molto inesperto dal punto di vista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/tumblr_lim5n1houd1qz82gvo1_400.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4983" title="In figura, Gandhi ne l 1906, fondamentale anno di trasformazione per lui." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/tumblr_lim5n1houd1qz82gvo1_400.jpg" alt="" width="334" height="500" /></a>Alla fine dell’800, in Sudafrica, i neri e gli indiani erano costretti a vivere assecondando i capricci dei loro padroni bianchi. Non avevano diritto di voto, di avere possedimenti, o semplicemente di uscire di casa dopo una certa ora. Quando iniziò a lottare contro queste ingiustizie, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gandhi#L.27ashram_di_Phoenix" target="_blank">Gandhi </a>era ancora molto inesperto dal punto di vista politico.</p>
<p>“<em>Era convinto che si potessero cambiare le leggi, e il comportamento dell’uomo. Si impegnò con determinazione sul piano legale, portando la sua lotta in tribunale, ma ogni volta che Gandhi riusciva ad ottenere qualche risultato, gli inglesi facevano in modo di ripristinare le discriminazioni. </em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”).</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mq7AXSymJ28?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/mq7AXSymJ28?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Stanco delle umiliazioni subite dai neri e dagli indiani, Gandhi decise di puntare sulla forza dell’<strong><em>unione tra gli uomini</em></strong>. Diede vita a comunità ove persone di razza e religione diverse vivevano insieme, considerandosi alla pari: era talmente convinto di questo esperimento, da trattare la sua famiglia, compresi i quattro figli, esattamente come tutti gli altri.</p>
<p>Nonostante l’avversione verso l’oppressione inglese, fino al 1906, Gandhi si considerava un membro dell’Impero Britannico. Ne cantava persino l’Inno, e lo insegnava ai suoi figli; tale fu la sua lealtà, che prestò servizio come barelliere per gli inglesi nella guerra contro i boeri e contro la rivolta dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zulu" target="_blank">zulù</a> del 1906.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h09m46s118.png"><img class="alignright size-full wp-image-4984" title="In figura, Gandhi barelliere per gli inglesi." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h09m46s118.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Fu proprio durante la guerra combattuta contro i zulù, che si rese conto di quanto disumana sia la violenza. Capì che quella non era una guerra combattuta tra due popoli, ma un vero e proprio massacro.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m11s26.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4985" title="In figura, soldati inglesi massacrano con armi moderne i guerrieri zulù." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m11s26.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Gandhi inorridì alla vista degli inglesi, che, con le loro armi moderne, sterminavano gli zulù, armati solo di lance. Vide che i soldati britannici provavano piacere nell’ucciderli; raccolse i corpi dei feriti, lasciati morire in agonia.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m36s14.png"><img class="alignright size-full wp-image-4986" title="In figura, feriti zulù lasciati in agonia dai soldati inglesi, e cadaveri lasciati a marcire." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m36s14.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Cominciò a pensare che quello era il modo in cui gli inglesi dominavano il popolo zulù. Cosa significava ‘</em>dominazione<em>’? Pensò a come lui stesso teneva la sua famiglia, ed in particolare sua moglie. Quando si era sposato, a tredici anni, era stato un marito geloso e crudele. Quello che si dice, un tiranno! Ora, questo nuovo modo di vedere le cose, scaturito dall’esperienza della rivolta zulù, gli diede modo di comprendere in che cosa consistesse la dominazione inglese. Lui stesso si era macchiato di quella colpa, comportandosi da padrone, era colpevole di avere agito da dominatore nel suo matrimonio. </em>”</p>
<p>Nella tradizione indù, si ritiene che l’uomo che riesce a vincere i suoi istinti sessuali diventi puro come un bambino. Soltanto tenendo a freno i suoi desideri, Gandhi avrebbe potuto davvero mettersi al servizio dell’umanità. Così, a 37 anni, prese il voto indù del brahmacharya, il celibato a vita.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h18m45s41.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4987" title="In figura, Gandhi prende il voto indù del brahmacharya." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h18m45s41.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Se fosse stato totalmente puro, non avrebbe più avuto attorno a sé corruzione, violenza, e brutalità.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Universtà di Hull).</p>
<p>Nel 1906, a questa trasformazione personale, seguì una straordinaria intuizione politica: nuove leggi decretavano che gli indiani dovessero essere registrati, prendendo loro le impronte digitali. Secondo i nuovi provvedimenti, le donne indiane dovevano spogliarsi davanti alla polizia inglese, per poter registrare anche i segni particolari sul corpo. Esasperati, tremila indiani si riunirono a Johannesburg, per decidere una linea d’azione.</p>
<p>“<em>Improvvisamente, un mercante musulmano si alzò in piedi, agitando il pugno. Proclamò che in nome d’iddio, sarebbe andato in prigione, piuttosto che obbedire a questa legge. Gandhi, fino ad allora, non aveva mai considerato la possibilità di andare in prigione, ma istintivamente comprese che quella era la via giusta. Così, si alzò in piedi e disse ‘</em>Faremo un voto a dio, andremo in prigione e ci resteremo, fino a quando questa legge non sarà revocata.<em>’</em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”).</p>
<p>Il discorso di Gandhi, provocò un atto di disobbedienza civile di massa senza precedenti nella Storia. Seguendo il suo esempio, i contestatori sopportarono le continue bastonate dei poliziotti, resistendo al dolore, senza reagire.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h29m24s185.png"><img class="alignright size-full wp-image-4988" title="In figura, Gandhi durante il discorso che innesa la prima protesta di massa per i diritti civili della Storia." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h29m24s185.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Gandhi comprese, per la prima volta, che quando il cuore di un uomo è chiuso agli altri, non si può arrivare nemmeno al suo cervello. Per questo, è inutile tentare di farlo ragionare. Non potendo fronteggiare il nemico né con la ragione, né con la forza, Gandhi mise in pratica, per la prima volta, il metodo della resistenza non violenta. Rimanere di fronte al proprio avversario, senza cedere, ma senza fargli del male.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Università di Hull).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h30m47s170.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4989" title="In figura, la protesta di massa a Johannesurg." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h30m47s170.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Per descrivere questo concetto rivoluzionario, Gandhi coniò il termine <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Satyagraha" target="_blank">Satyagraha</a>, una combinazione di due vocaboli sanscriti, che significano “Verità” e “Ricerca”. L’ideale della non-violenza era antico come il mondo, ma l’originalità dell’invenzione di Gandhi, fu quello di applicarlo a situazioni pratiche, ed alla politica.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h34m14s141.png"><img class="alignright size-full wp-image-4990" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h34m14s141.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Il Mahatma Gandhi sapeva che, per mettere in pratica la non-violenza, innanzitutto era necessario sviluppare, nella propria mente, il seme della pace e della riconciliazione. Senza questo, non era possibile la non-violenza.</em>” (Il 14° Dalai Lama del Tibet)</p>
<p>Nel 1913, il generale inglese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Smuts" target="_blank">Ian Smuts</a>, capo del governo coloniale in Sudafrica, fece approvare una legge che invalidava i matrimoni tra indù e musulmani. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h38m05s203.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4991" title="In figura, il generale Smuts." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h38m05s203-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Gandhi colse l’occasione per dare il via ad una grande rivolta.</p>
<p>“<em>Il nonno tornò a casa, e disse alla nonna che lei non era più sua moglie, ma la sua concubina. Lei si alzò e gli chiese che cosa volesse dire, e lui le spiegò che era la nuova legge, il loro matrimonio non era più riconosciuto, e loro, ora, vivevano insieme illegalmente.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p>Tradizionalmente, le donne indiane dovevano rimanere sempre in casa. Gandhi attaccò questa usanza come una ulteriore forma di oppressione, e richiamò le donne a farsi carico dei problemi pubblici. Aiutò milioni di donne ad emanciparsi, guadagnando così l’appoggio di una larga fetta di popolazione.</p>
<p>Le leggi sul matrimonio, fecero scoppiare uno sciopero nazionale, a cui aderirono 50.000 lavoratori. Il generale Smuts dovette cedere, e revocò i decreti matrimoniali. Gandhi era riuscito a dimostrare che la non-violenza poteva vincere la forza bruta.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h35m32s41.png"><img class="alignright size-full wp-image-4992" title="In figura, immagine che rappresenta Gandhi di fronte ad un giudice inglese, durante la protesta." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h35m32s41.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Ansioso di affrontare gli inglesi nella sua Patria, nel 1915, all’età di 45 anni, fece ritorno in un’India oppressa dal giogo dell’imperialismo. Per due secoli, gli inglesi avevano sistematicamente saccheggiato le risorse naturali del Paese, Private delle materie prime, le industrie locali si erano progressivamente impoverite. L’India era il più grande, il più popoloso ed il più lucroso avamposto dell’Impero.</p>
<p>“<em>L’India fu portata al punto di non poter produrre più nemmeno uno spillo. Mancavano la libertà economica, e l’iniziativa. Il Paese era ridotto in questo stato, dopo anni di sfruttamento.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h50m00s181.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4993" title="In figura, miliatari britannici, ad una parata di soldati locali, che collaborano a mantenere il giogo sull'India." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h50m00s181.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Nel 1915, trecento milioni di indiani erano sotto il giogo di 100.000 invasori inglesi. Mai nella Storia, così pochi uomini erano riusciti a sottomettere una popolazione così vasta. Pensando di non poter più riconquistare la libertà, gli indiani collaboravano involontariamente al proprio asservimento, aiutando le forze dell’ordine a far rispettare le leggi dei bianchi.</p>
<p>Gandhi incitò i suoi compatrioti ad opporre resistenza, dicendo loro che chi si comportava da vigliacco, meritava di essere calpestato.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4994" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi.jpg" alt="" width="433" height="340" /></a></p>
<p>“<em>Fu allora che Gandhi disse che gli indiani, per essere liberi, dovevano innanzitutto ribellarsi a se stessi. Per insorgere contro il governo britannico, dovevano per prima cosa sbarazzarsi del loro modo di pensare da schiavi, e poi, trovare la forza di reagire contro il loro oppressore.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Università di Hull).</p>
<p>(continua)</p>
<p>_______________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare la grande Storia del Mahatma Gandhi ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/gandhi-1-come-divenne-il-mahatma/" target="_blank">Prima parte: come divenne il Mahatma.</a></p>
<p>Seconda parte: l&#8217;intuizione dell&#8217;uso pratico della non-violenza.</p>
<p>_______________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook14.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4996" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook14-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
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		<title>&#8220;La Metamorfosi&#8221;, di Franz Kafka</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 19:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un breve racconto, asciutto e sconvolgente, pietra miliare della letteratura mondiale. Se non lo hai mai letto, clicca qui per scaricarlo gratuitamente. &#8220;La metamorfosi&#8221; è il contributo più alto di Franz Kafka alla letteratura contemporanea, sfida radicale alle capacità interpretative del lettore: Gregor Samsa è davvero uno scarafaggio? Se sì, perché? Come ha fatto? Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/378px-Kafka_Starke_Verwandlung_1915.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4929" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/378px-Kafka_Starke_Verwandlung_1915.jpg" alt="" width="329" height="333" /></a>Un breve racconto, asciutto e sconvolgente, pietra miliare della letteratura mondiale.</p>
<p>Se non lo hai mai letto, <a href="http://www.booksandbooks.it/downloads/Ebooks/la-metamorfosi-e-altri-racconti/" target="_blank">clicca qui</a> per scaricarlo gratuitamente.</p>
<p>&#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_metamorfosi" target="_blank">La metamorfosi</a>&#8221; è il contributo più alto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franz_Kafka" target="_blank">Franz Kafka</a> alla letteratura contemporanea, sfida radicale alle capacità interpretative del lettore: Gregor Samsa è davvero uno scarafaggio? Se sì, perché? Come ha fatto? Se la letteratura significa portare il lettore all’interno di una nuova prospettiva, Kafka mostra addirittura come potrebbe essere diventare un insetto gigante.</p>
<p>Qual è la reazione di Gregor? Quale sarebbe la vostra? E &#8216;questa una descrizione di ciò che può accadere ad un corpo? Si tratta di una critica della precedente vita di Gregor? Si può &#8220;uscire dalla condizione umana&#8221;?<br />
La sorella Grete, sul finale del racconto, dice alla famiglia che si deve dimenticare la creatura che è diventato Gregor. Il lettore, come prende questa decisione? Gregor può essere allo stesso tempo un animale per la sua famiglia, e una persona per il noi, lettori?</p>
<p><strong>Ecco il valore della letteratura stessa come testimonianza dell&#8217;essere umano. </strong></p>
<p>Kafka racconta non <em>una </em>metamorfosi, ma <em>una serie</em>, ed innanzitutto quella dei genitori di Gregor e della sorella. Proprio alla fine del racconto, quando Gregor è morto, i genitori vanno  per una gita con la figlia… una specie di favola sacrificale, come possiamo interpretarla?</p>
<p>***<br />
Nel famoso incontro tra Edipo e la Sfinge, questa chiede ad Edipo di indicare la creatura che ha quattro gambe al mattino, due a mezzogiorno, e tre la sera. Edipo risponde &#8220;l’uomo&#8221;, che striscia a quattro zampe da bambino, cammina su due gambe da adulto, e usa un bastone in vecchiaia. Per gli esseri umani, la metamorfosi è dunque un fatto reale.</p>
<p>Una delle questioni sollevate da Franz Kafka nella &#8220;La metamorfosi&#8221; (1915) è: <strong>quanto bisogna cambiare per smettere di essere considerati umani?</strong></p>
<p>Kafka si rivolge al Senso che percepisce il mondo come pieno di coloro che sono vivi, ma non trattati da esseri umani, a causa della religione, razza, sesso, o anche di età. &#8220;La metamorfosi&#8221; è un testo che spiega molto bene perché la letteratura sia utile e necessaria. Kafka non dà una rappresentazione familiare delle cose che ci sono già note; invece, rielabora i dati in una maniera che non abbiamo mai considerato prima.</p>
<p>Kafka ha scritto una volta, &#8220;L&#8217;arte è la scure che taglia nel nostro mare ghiacciato.&#8221; Questa metafora violenta suggerisce che il cuore umano contenga essenzialmente torpore, compiacimento, insensibilità.</p>
<p>&#8220;La Metamorfosi&#8221; occupa un posto unico nella storia della letteratura, e rimarrà un classico fino a quando la gente saprà leggere. Anche se molti grandi scrittori, tra cui Ovidio, hanno confrontato gli esseri umani agli animali (meno agli insetti), <strong>è molto più raro, per non dire unico, passare dalla metafora alla realtà</strong>, invece che viceversa.</p>
<p>***<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Franz-Kafkas-Metamorphosis.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4935" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Franz-Kafkas-Metamorphosis.jpg" alt="" width="410" height="424" /></a></p>
<p>La prima sfida della storia di Kafka è la sua letteralità. La letteratura è una questione di “lenti percettive” attraverso cui osserviamo la realtà, per cui la prospettiva del racconto è probabilmente il suo più grande trionfo: è particolarmente sconcertante vedere il mondo dall’angolazione di un insetto.</p>
<p>Gregor Samsa si sveglia con un corpo strano, nuovo, insettiforme, ma lui è del tutto disinvolto per il cambiamento. La sua più grande preoccupazione è il ritardo al lavoro!</p>
<p>L&#8217;ansia, parola che significa &#8220;paura&#8221;, è spesso usato in connessione con Kafka, ma non c&#8217;è affatto paura in questa storia. In realtà, ha un punto di vista completamente e freddamente razionale, con una sua logica semplice.</p>
<p>Gregor ha altre preoccupazioni: come scendere con questo nuovo corpo dal letto, o come aprire una porta quando ha solo la bocca con cui afferrare oggetti. Sembra attraversare un rapido corso intensivo sulle sue condizioni alterate.</p>
<p>E’ qui che vediamo la letteralità di Kafka, nel quadro rigorosamente anatomico, fisiologico, delle mutate circostanze. Quando i genitori di Gregor lo vedono, inorridiscono, una caffettiera si rovescia nel pandemonio. Gregor, vedendo il caffè versato, &#8221; non poteva resistere schioccando le mascelle più volte in aria.&#8221; Questa è la risposta istintiva dell&#8217;insetto!</p>
<p>La maggior parte di noi, invecchiando, vivrà un corso intensivo simile a quello di Gregor, per seguire le mutate condizioni dei nostri corpi. In effetti, potremmo chiederci: abbiamo &#8220;davvero&#8221; il nostro corpo? Kafka propone che il corpo è sempre terra incognita. Forse i vecchi, i malati cronici, i deformi, i morenti, hanno coscienza maggiore di questo.</p>
<p style="text-align: left;">In questa storia, Kafka prepara la poco piacevole scoperta che, purtroppo, il controllo dei nostri corpi è illusorio, al punto da far provare stupore e meraviglia di essere vivi all’interno di un corpo.<br />
* * *</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/metamorfosi_interno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4936" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/metamorfosi_interno.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a>Kafka non interpreta questa metamorfosi per noi, la storia rimane letterale, ma, naturalmente, induce il lettore a chiedersi: perché questa metamorfosi ha avuto luogo? Gli studiosi e critici hanno presentato numerose teorie.</p>
<p>Prima teoria. Gregor è un commesso viaggiatore di livello medio-basso. Forse la trasformazione in un insetto può essere interpretata come una sorta di sentenza, un verdetto sulla qualità della sua vita?<br />
Seconda teoria. Gregor è una figura sacrificale. Una figura come Gesù che subisce il cambiamento terribile, in modo che gli altri possano vivere?</p>
<p>Terza teoria. Alcuni sostengono che molti racconti di Kafka ruotano attorno al tema della &#8220;uscita dall’umano&#8221;? Dunque, &#8220;umano&#8221; sarebbe una categoria da cui si può uscire? Kafka sembra esplorare la questione in un certo numero di suoi racconti, e la Storia umana, specialmente del ventesimo secolo, dimostra che le persone sono stati considerate come &#8220;altro&#8221; per secoli.</p>
<p>* * *</p>
<p>&#8220;La metamorfosi&#8221; non tratta solo di Gregor Samsa, getta una luce importante sui rapporti famigliari. In effetti, è difficile immaginare una scena con più pathos di quella in cui la famiglia “riceve” Gregor, in particolare l’incontro con il padre.</p>
<p>E’ noto che Kafka si è sentito oppresso per tutta la vita dal padre, Hermann, un uomo forte e grosso, che non aveva comprensione per il suo “effeminato e debole figlio”. Eppure, la scena della lotta tra il padre e Gregor nella &#8220;Metamorfosi&#8221;, gioca un ruolo diverso.</p>
<p>Il punto è che il padre è raffigurato come colui che insegue il figlio, perché crede che questo insetto distrugga moglie e figlia. Attacca Gregor senza pietà, &#8220;<em>sibilando come un uomo selvaggio</em>&#8220;.<br />
Prima della trasformazione di Gregor, il padre era invece un moribondo, decrepito, ma la necessità di proteggere la famiglia, lo rivitalizza. Gregor guarda suo padre e quasi non lo riconosce, egli indossa una divisa elegante, pronto a ridiventare colui che “porta il pane in famiglia”.</p>
<p>Alcuni studiosi hanno paragonato la scena in cui il padre lancia le mele a Gregor alla leggenda di San Giorgio e del drago. Una delle mele resta conficcata nel corpo di Gregor, contribuendo ad ucciderlo.<br />
Appena Gregor cerca di ritornare nella stanza per sfuggire al padre ed al suo fuoco di fila di mele, la madre irrompe, i suoi vestiti allentati cadono, e lei si getta addosso al marito, implorandolo di risparmiare la vita di Gregor. Vediamo qui l’unione sessuale rinnovata dei genitori, riattivata, in qualche modo, proprio dalla metamorfosi di Gregor.</p>
<p>La critica freudiana affermare che la vista di Gregor peggiora proprio a questo punto, suggerendo che egli non possa sopportare di guardare l’abbraccio sensuale dei genitori.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/aiutini_per_un_rientro_soft_franz_kafka_peter_kuper_la_metamorfosi_smemo_news_lifestyle_full.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4937" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/aiutini_per_un_rientro_soft_franz_kafka_peter_kuper_la_metamorfosi_smemo_news_lifestyle_full.jpg" alt="" width="278" height="390" /></a>***<br />
Molti lettori hanno spesso la sensazione che la famiglia Samsa sia in qualche modo &#8220;bestiale&#8221;, dato il trattamento che hanno per il figlio alterato. E’ una critica valida?</p>
<p>Il lettore sa che Gregor ha pensieri e sentimenti, ma egli non possiede più la lingua, e non può comunicare con la famiglia. La storia è narrata dal punto di vista di Gregor, e sappiamo, ma siamo gli unici, che è ancora un essere senziente, una creatura pensante. Quindi, può aver senso quando la sorella Grete esorta i genitori a dimenticare che si tratta di Gregor: &#8220;<em>Se fosse Gregor, si sarebbe reso conto molto tempo fa che non è possibile per gli esseri umani vivere con una simile creatura, sarebbe andato via di sua spontanea volontà. </em>&#8221;<br />
Il linguaggio, pare, è il segno di riconoscimento ultimo della nostra cittadinanza nella comunità umana, è ciò che ci rende umani, ciò che mostra agli altri che pensiamo, che sappiamo interagire con gli altri. Una malattia come l&#8217;Alzheimer, che priva i malati del linguaggio, li esula anche dalla comunità umana.<br />
E’ però anche vero il contrario: <strong>proprio la letteratura agisce come la voce immortale delle persone fisiche morte, anche da tempo</strong>.</p>
<p>Verso la fine della storia, Gregor (morente, in sostanza, di fame), sente Grete suonare, e prova una grande fame, come se la musica stessa fosse il nutrimento che egli desidera. Qui, Kafka suggerisce che il nutrimento di cui va alla ricerca potrebbe non essere solo materiale, ma spirituale.<br />
In effetti, tutta la storia sembra focalizzarsi sulla incompatibilità tra l&#8217;avere un corpo e di avere un&#8217;anima. E &#8216;il corpo ad essere cambiato, nel caso di Gregor, ed egli ha lasciato la comunità umana, eppure il lettore, e solo il lettore, sa che è ancora vivo, sente, desidera, ama.<br />
Alla fine del racconto, il cadavere di Gregor è gettato nella spazzatura, la famiglia si è liberata di lui. I genitori guardano la figlia e si rendono conto che si potrà sposare presto, ed avere dei figli. Si può allora dire che Gregor sia come Cristo? La sua trasformazione e morte origina il loro ritorno ad una nuova vita.</p>
<p>____________________</p>
<p>Vi presento tre contributi video, di cui, purtroppo, uno solo in italiano.</p>
<p>Il primo è un breve commento alla “Metamorfosi” dell&#8217;attore teatrale e scrittore Moni Ovadia.<br />
<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Uq2TYNo0Knc?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/Uq2TYNo0Knc?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il secondo è un buon cortometraggio di mezz’ora, in spagnolo, con sottotitoli in inglese.<br />
<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wOrhpRtEXH8?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/wOrhpRtEXH8?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il terzo è un eccellente cartone animato, in inglese.<br />
<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8DfrBcjisVo?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/8DfrBcjisVo?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
_____________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4940" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook12-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Martin Luther King (5 di 5): l&#8217;assassinio</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 09:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stokely Carmichael, l’uomo del “Black Power”, s’impone come il più logico successore del reverendo King, il movimento delle “Pantere nere” ha ora un suo preciso status, un programma e degli ideali, in cui l’amore per il nemico non trova spazi. I toni dei discorsi di Martin Luther King iniziano ad allinearsi con quelli del nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/martin-luther-king-funeral-procession.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4816" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/martin-luther-king-funeral-procession.jpg" alt="" width="605" height="412" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stokely_Carmichael" target="_blank">Stokely Carmichael</a>, l’uomo del “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Black_Power" target="_blank"><em>Black Power</em></a>”, s’impone come il più logico successore del reverendo King, il movimento delle “<em>Pantere nere</em>” ha ora un suo preciso status, un programma e degli ideali, in cui l’amore per il nemico non trova spazi. I toni dei discorsi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King" target="_blank">Martin Luther King</a> iniziano ad allinearsi con quelli del nuovo movimento radicale: “<em>La vera compassione non consiste solamente nel gettare una monetina ad un mendicante, la compassione ci porta a capire che, se un sistema produce mendicanti, allora deve essere cambiato</em>”.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gtyrYTabh8s?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/gtyrYTabh8s?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Primo gennaio 1967, nuovo manifesto della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Southern_Christian_Leadership_Conference" target="_blank">Southern Christian Leadership Conference</a>: opposizione alla guerra del Vietnam, lotta alla povertà, campagna di disobbedienza civile.</p>
<p>“<em>I piani d’azione di cui necessitiamo adesso non sono stati preparati come avrebbero dovuto, e questo a causa della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_in_Vietnam" target="_blank">guerra in Vietnam</a>. Il cuore della nazione è in Vietnam. E là, dove va il vostro cuore, vanno anche i vostri soldi. In questo senso, la guerra ha intralciato i nostri lavori.</em>” (Martin Luther King)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m05s104.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4817" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m05s104-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>Nell’estate dello stesso anno, a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Newark" target="_blank">Newark</a>, nel New Jersey, la polizia spara a bruciapelo sui ragazzi di colore, e a chiunque osi affacciarsi alla finestra. I neri rispondono con i cecchini <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m14s202.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4818" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m14s202-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>sui tetti, le donne gettano bombe molotov sotto le auto blindate. Trenta neri uccisi, più di mille feriti, e la città devastata. Dopo quattro giorni di guerriglia, a Newark torna la calma, ma a Nord la popolazione bianca comincia ad avere paura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h23m41s145.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4819" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h23m41s145.png" alt="" width="376" height="288" /></a>Un appello raggiunge King a Chicago nel marzo 1968: “<em>Tutti ci hanno abbandonato, non c’è un dio anche per noi?</em>” è la voce degli spazzini sottopagati di Memphis. King, fedele agli impegni sottoscritti nel Manifesto della SCLC, interrompe i preparativi della <em>marcia per i poveri</em>, e si precipita per l’ultima volta al Sud. Grandi cartelli campeggiano tra i manifestanti del 27 marzo. Su di essi la scritta “<em>anche io sono un uomo</em>”. I disordini che scoppiano poche ore dopo l’inizio della manifestazione, rappresentano un ultimo, duro colpo assestato al movimento di Martin Luther King, che è sconvolto, in ginocchio davanti ad una situazione divenuta incontrollabile. Il 3 aprile, a Memphis, la pioggia cade incessantemente ormai da trentasei ore, in città si diffonde la voce di un complotto per assassinare King,</p>
<p>“<em>Alla fine sono arrivato a Memphis, ed alcuni hanno incominciato a discutere delle<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h36m05s33.png"><img class="alignright size-full wp-image-4820" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h36m05s33.png" alt="" width="376" height="288" /></a> minacce che incombono su di me, di quello che mi vorrebbero fare, i nostri malati fratelli bianchi. Bene, io non so cosa mi succederà ora: abbiamo qualche giorno difficile davanti, ma è veramente una cosa che non mi appartiene ora, perché sono stato sulla cima della montagna. Non mi preoccupo. Come tutti, anch’io vorrei vivere una lunga vita, che la longevità abbia il suo corso. Ma non sono preoccupato di questo, ora. Voglio solamente fare la volontà di dio. Egli mi ha permesso di arrivare sulla cima della montagna. E io ho visto oltre… e ho visto… la Terra Promessa. Io non posso venirci con voi, ora, ma voglio che sappiate questa sera, che noi, come popolo, avremo la Terra Promessa. Così stasera io sono felice, e non c’è niente che mi preoccupi. Io non ho paura di alcun uomo. I miei occhi hanno visto la gloria che verrà, la gloria del signore.</em>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/balcony.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4821" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/balcony.jpg" alt="" width="333" height="320" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assassinio_di_Martin_Luther_King" target="_blank">Quattro aprile 1968</a>. Alle 15.15 un signore in abito elegante scende da una Mustang bianca, entra nella pensione di Bessie Brower, chiede una camera che si affacci sul motel Lorraine, proprio di fronte a dove alloggia King. Controlla i finestrini del bagno, poi, paga venti dollari per l’intera settimana. Sul registro, firma John Willard. King, in una stanza del motel Lorraine, con suo fratello Alfred, alle 17.59 esce sulla terrazza a prendere una boccata d’aria. Ha smesso di piovere da più di un’ora, viene chiamato dal suo autista, che dal parcheggio lo invita a scendere. Alle 18.01, una mano preme un grilletto.</p>
<p>Martin cade pesantemente al suolo, colpito in pieno volto.</p>
<p>“<em>Parlerò solo per pochi minuti, stasera, perché ho delle notizie terribili per tutti voi…</em>” <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Kennedy" target="_blank">Robert Kennedy</a> sta tenendo un discorso davanti ad una folla di neri, gli passano un biglietto “<em>…e per tutti coloro nel mondo che credono nella pace, peri cittadini americani. Martin Luther King è stato assassinato questa notte a Memphis.</em>” Due mesi dopo, sarebbe toccato a lui.</p>
<p>Sul caso King, si aprì una lunga serie di interrogativi senza risposta. Undici giugno 1969, il tribunale di Memphis, dopo la lunga indagine <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h54m22s9.png"><img class="alignright size-full wp-image-4822" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h54m22s9.png" alt="" width="376" height="288" /></a>condotta dall’FBI, condanna <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Earl_Ray" target="_blank">James Earl Ray</a> all’ergastolo. E sebbene fossero emersi paralleli inquietanti tra l’assassinio di Kennedy e quello di King, il Dipartimento di Giustizia cancella ogni ipotesi di complotto nei due delitti. Gli investigatori affermarono che, ad uccidere il leader dei diritti civili, ed a spezzare il sogno di King e di milioni di afroamericani, fu solo e soltanto James Earl Ray. Era da considerarsi come un’isolata manifestazione di razzismo. Era la quinta volta che una Commissione speciale esaminava e respingeva l’ipotesi di un complotto nel delitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Martin-Luther-King-Jr-1-12-10.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4823" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Martin-Luther-King-Jr-1-12-10.jpg" alt="" width="498" height="364" /></a>“<em>Quando verrà la mia ora, non fatemi un grande funerale. Se troverete qualcuno che vorrà parlare sulla mia tomba, ditegli di non parlare a lungo. In ogni momento mi chiedo, cosa vorrei che si dicesse di me. Ditegli di non menzionare che ho vinto un Premio Nobel per la Pace. Ditegli di non menzionare che ho ricevuto altri tre o quattrocento riconoscimenti, questo non conta. Ditegli di non menzionare l’istruzione che ho ricevuto. Vorrei che qualcuno ricordasse che Martin Luther King ha cercato di dare la vita per salvare gli altri. Vorrei che qualcuno dicesse che Martin Luther King ha cercato di amare il prossimo. Vorrei che voi diceste che ho provato ad amare e servire l’Umanità. Se proprio volete dire qualcosa, dite che ero un batterista, e che battevo il tempo della giustizia.</em>” (Martin Luther King)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/king.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4824" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/king.jpg" alt="" width="403" height="422" /></a></p>
<p>Nei giorni successivi all’attentato, il desiderio di vendicare la morte di Martin Luther King si trasformò in collera violenta in settantadue città del Paese. L’esercito dovette intervenire per proteggere la Casa Bianca. Washington era in fiamme: non succedeva dai tempi della Guerra di Secessione.</p>
<p>“<em>Nessun errore comesso dai bianchi d’America è più grave dell’assassinio di martin Luther King. Hanno ucciso l’unico uomo della nostra razza in grado di farsi ascoltare tanto dalla vecchia guardia, quanto dai militanti delle masse nere. Questa è una dichiarazione di guerra dell’America bianca al nostro popolo.</em>” (Stokely Carmichael)</p>
<p>“<em>Un uomo è venuto</em></p>
<p><em>Nel nome dell’Amore</em></p>
<p><em>Un uomo è venuto</em></p>
<p><em>E se n’è andato.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Libero infine,</em></p>
<p><em>hanno preso la tua vita.</em></p>
<p><em>Non hanno potuto prendere</em></p>
<p><em>Il tuo orgoglio.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Cos’altro nel nome</em></p>
<p><em>Dell’amore?</em>”</p>
<p>U2 – Pride (in the name of love)</p>
<p>(fine)</p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/">Prima parte – Il caso Rosa Parks</a></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/" target="_blank">Seconda parte – La resistenza non violenta</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">Terza parte &#8211; I have a dream!</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/" target="_blank">Quarta parte &#8211; Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/" target="_blank">Quinta parte &#8211; l&#8217;assassinio</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4827" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook8-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (5 di 5): la persecuzione nazista</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 18:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando Hitler salì al potere in Germania, nel 1933, le peggiori paure di Sigmund Freud sulle forze oscure dell’inconscio si avverarono: era il trionfo della psicosi su larga scala. Il nome di Freud fu uno dei primi ad entrare nella lista nera dei nomi da censurare. Egli commentò: “Che progressi che stiamo facendo! Nel Medioevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h27m17s172.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4783" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h27m17s172.png" alt="" width="640" height="480" /></a>Quando Hitler salì al potere in Germania, nel 1933, le peggiori paure di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud </a>sulle forze oscure dell’inconscio si avverarono: era il trionfo della psicosi su larga scala. Il nome di Freud fu uno dei primi ad entrare nella lista nera dei nomi da censurare. Egli commentò: “<em>Che progressi che stiamo facendo! Nel Medioevo mi avrebbero messo al rogo, ora si accontentano di bruciare i miei libri</em>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h44m46s238.png"><img class="alignright size-full wp-image-4785" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h44m46s238.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Tra i libri al bando, vi era anche un suo saggio scritto nel 1930 “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud#Il_disagio_della_civilt.C3.A0_e_la_nevrosi_collettiva" target="_blank"><em>Il disagio della civiltà</em></a>”, che affrontava il conflitto psichico tra cultura e barbarie.</p>
<p>“<em>Freud divenne sempre più pessimista. Tutto ciò in cui aveva creduto si stava sgretolando, aveva sperato nella capacità della civiltà civile di arrestare gli impulsi distruttivi, ma ora si trovava davanti al crescente potere di un partito che minacciava di distruggere il mondo</em>” (Dottor Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M3AbGpp_Jd0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/M3AbGpp_Jd0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nonostante l’incombente minaccia del nazismo, Freud trascorse le sue vacanze estive nella campagna austriaca, passava il tempo a leggere, a giocare con i suoi cani, e a cogliere fiori. Il 14 settembre 1936, i coniugi Freud festeggiarono le nozze d’oro, a ottant’anni Freud era il patriarca di una numerosa famiglia.</p>
<p>“<em>Eravamo tutti molto legati a lui, e soprattutto dipendevamo da lui. Era lui a provvedere a noi, sotto tutti gli aspetti, sia finanziariamente che psicologicamente. Era un punto di riferimento per l’intera famiglia. </em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Il 13 marzo 1938, la Germania completò <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anschluss" target="_blank">l’annessione dell’Austria</a>, e Hitler marciò su Vienna, ma Freud rifiutava di lasciare la sua casa.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h54m16s69.png"><img class="alignright size-full wp-image-4786" title="In figura, una dell ultime foto di Freud a casa, a Vienna." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h54m16s69.png" alt="" width="407" height="336" /></a></p>
<p>“<em>Pensava che avrebbe potuto continuare a vivere a Vienna, e che tutto si sarebbe aggiustato. Aveva molti amici in posizione di potere, e per questo si sentiva molto tutelato. Era indubbiamente l’ebreo più protetto di tutta l’Austria. Questo, è sicuro.</em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Fu grazie alle sue conoscenze che Freud riuscì a salvarsi: il 14 marzo del 1938, i nazisti irruppero nel suo studio, e per evitare l’arresto, dovette pagare un’ingente somma di denaro. La settimana dopo, i tedeschi arrestarono <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Freud" target="_blank">Anna Freud</a>, che trascorse una giornata nel quartier generale della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gestapo" target="_blank">Gestapo</a>. Alcuni diplomatici americani a Vienna, trasmisero il seguente messaggio alla Casa Bianca: “<em>Nonostante l’età e la malattia, Freud è in pericolo.</em>”. Alla fine, Freud acconsentì a lasciare il Paese.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h59m15s252.png"><img class="alignright size-full wp-image-4787" title="In figura, il telegramma americano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h59m15s252.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Non voleva abbandonare la sua casa, ma dopo molte resistenze, per fortuna, si lasciò convincere. E’ probabile che l’arresto di Anna da parte della Gestapo lo convinse, finalmente, ad emigrare con la famiglia.</em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h06m21s155.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4788" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h06m21s155-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Il 5 giugno 1938, Freud, Martha ed Anna lasciarono Vienna e si trasferirono a Londra. I giornali viennesi, nel commentare la sua partenza, diffamarono il suo lavoro, definendolo “<em>materiale pornografico, tipico di un ebreo</em>”. Le sue quattro sorelle non ebbero il permesso di lasciare Vienna, e morirono nei campi di concentramento.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h07m22s6.png"><img class="alignright size-full wp-image-4791" title="In figura, le quattro sorelle di Freud, assassinate dai nazisti." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h07m22s6.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Poco prima della partenza, il fotografo Engelmann realizzò un reportage nello studio di Freud.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h09m48s174.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4789" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h09m48s174-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>“<em>Ricordo ancora il terrore sulla sua faccia, era così vulnerabile, così spaventato, così timoroso. Ad un certo punto, gli ho chiesto di togliersi gli <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h11m06s191.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4790" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h11m06s191-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>occhiali, e mi ha fatto un vago sorriso. Si è trattato proprio di un piccolo accenno, ma d’altra parte, erano pochi, in quei giorni, a sorridere. Mi fermai da loro quasi una settimana, ero diventato parte della famiglia. Freud mi portava in giro e mi mostrava le foto dei suoi familiari. La figlia Anna, in particolare, era molto depressa, mi disse che vedeva nella gente lo sguardo triste di chi sta per abbandonare tutto, di chi si sta rassegnando.</em>” (Edmund Engelmann, fotografo)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h12m38s87.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4795" title="In figura, Anna Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h12m38s87-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>A Londra, nonostante la calda accoglienza, Freud si sentiva in esilio. Inoltre, il tumore lo aveva di nuovo aggredito, e nell’inverno del 1938 dovette sottoporsi a due nuove operazioni.</p>
<p>Le sue teorie sui sogni, la sessualità e l’inconscio, erano ormai penetrate nella cultura occidentale, eppure Freud si sentiva insoddisfatto, la psicanalisi era oggetto di critiche, e molti non la giudicavano una vera scienza.</p>
<p>“<em>Si sentiva il padre ed il fondatore di una nuova, grande, scienza. Provava una profonda amarezza a dover continuare a lottare, anche da vecchio, per vedere affermate le sue idee. Ciò fu per lui fonte di grande frustrazione e sofferenza, </em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m10s161.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4793" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m10s161-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Seppure vecchio e malato, Freud continuò fino alla fine della sua vita a visitare pazienti, fra questi il famoso pittore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Dal%C3%AD" target="_blank">Salvador Dalì</a>, che fece anche uno splendido ritratto dello psicanalista.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m51s65.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4792" title="In figura, il ritratto di Freud ad opera di Dalì." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m51s65-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il 6 maggio del 1939, Freud festeggiò i suoi ottantatre anni, con il sigaro in mano. A metà giugno, il tumore era diventato inarrestabile: anni prima, Freud aveva fatto promettere alla figlia Anna che, quando sarebbe arrivata la sua ora, avrebbe evitato ogni forma di accanimento terapeutico. Il 23 settembre 1939, Freud comunicò che era giunto il suo momento, la notte stessa morì per una dose letale di morfina.</p>
<p>“<em>Il medico lo aiutò a morire serenamente, e questo fu per lui una liberazione. Non c’era più niente da fare.</em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Le ceneri di Freud sono conservate in un vaso etrusco. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h25m03s113.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4794" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h25m03s113-300x286.png" alt="" width="300" height="286" /></a>Egli si considerava un archeologo della mente, in grado di scavare nell’inconscio, per portare alla luce i segreti più nascosti, come scrisse <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Mann" target="_blank">Thomas Mann</a>: “<em>Se mai alcuna impresa della nostra specie umana rimarrà indimenticabile, questa sarà proprio l’impresa di Sigmund Freud.</em>”</p>
<p>(fine)</p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4798" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook6-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #333399;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
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		<item>
		<title>Tibet (2): la colonizzazione cinese</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2011/04/tibet-2-colonizzazione-cinese/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2011/04/tibet-2-colonizzazione-cinese/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 19:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Tibet, l'Altare spirituale della Terra]]></category>
		<category><![CDATA[Buddhismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Tibet]]></category>

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		<description><![CDATA[“I tibetani erano stati sempre molto indipendenti, e non sempre vedevano di buon occhio il governo di Lhasa [la capitale del Tibet, ndr], eppure tutto il popolo mostrava sudditanza a Sua Santità il Dalai Lama, credeva fermamente nel suo Dio-Re e nella sua religione. ” (Robert Ford, che ha vissuto in Tibet dal 1945 al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/TibetMarch_468x361.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4750" title="In figura, monaci tibetani manifestano per il ritorno del Dalai Lama, in esilio dal 1959" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/TibetMarch_468x361.jpg" alt="" width="468" height="361" /></a>“<em>I tibetani erano stati sempre molto indipendenti, e non sempre vedevano di buon occhio il governo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lhasa" target="_blank">Lhasa</a> [</em>la <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/china-to-make-tibet-worlds-top-tourist-destination-pg.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4765" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/china-to-make-tibet-worlds-top-tourist-destination-pg-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>capitale del Tibet, ndr]<em>, eppure tutto il popolo mostrava sudditanza a Sua Santità il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dalai_Lama" target="_blank">Dalai Lama,</a> credeva fermamente nel suo Dio-Re e nella sua religione. </em>” (Robert Ford, che ha vissuto in Tibet dal 1945 al 1950)</p>
<p>In Tibet, si sviluppò una particolare forma di buddismo, oggi conosciuta come “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddismo_tibetano" target="_blank"><em>buddismo tibetano</em></a>”, vennero fondate le più grandi università monastiche del mondo, in ogni famiglia tibetana c’era almeno un monaco o una monaca.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h19m03s31.png"><img class="alignright size-full wp-image-4752" title="In figura, documenti conservati presso un'Università monastica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h19m03s31.png" alt="" width="449" height="336" /></a></p>
<p>“<em>L’85% delle risorse economiche del Tibet era impiegato per sostenere le Università monastiche, che erano frequentate da circa il 10% della popolazione. Sarebbe come se, negli Stati Uniti, l’intero budget delle forze armate venisse destinato all’educazione. Lo scopo delle Università era rendere le persone ‘</em>illuminate<em>’. Chiaramente ciò non implica che ogni monaco fosse illuminato, e nemmeno che ogni tibetano lo fosse, molti non lo erano, ma lo era una buona percentuale tra coloro che avevano studiato nelle Università. Questa ‘</em>illuminazione<em>’ si irradia in ogni aspetto della cultura! E’ per questo che la cultura tibetana è così affascinante, e ispiratrice, ed ha così tanto colore. Le sue cerimonie sono meravigliose, e mantengono in vita un’energia primitiva</em>” (Prof. Robert Thurman, Direttore del dipartimento di studi buddisti della Columbia University)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/IGxTsTsRoGw?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/IGxTsTsRoGw?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>“<em>Anche oggi, nonostante tutto, se andate in Tibet, scoprirete che le feste religiose continuano ad esistere, molte di esse sono la rappresentazione della vittoria del buddismo sulle antiche religioni locali, ma non con la soppressione o la negazione di queste forme religiose. Esse fanno ancora parte della vita tibetana. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h12m15s167.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4753" title="In figura, coloratissima cerimonia tibetana." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h12m15s167.png" alt="" width="449" height="336" /></a>Per i tibetani, la religione è anche divertimento, non credono che dio abbia creato il mondo per punirli, non credono nemmeno che dio abbia creato il mondo, e che eserciti un potere su di loro. Credono che la felicità dipenda solo da come si comportano.”</em> (Stephen Batchelor, studioso di filosofia buddista)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h22m07s61.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4754" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h22m07s61-300x224.png" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>“<em>I tibetani hanno un’incredibile mole di conoscenze spirituali, che costituisce un Patrimonio dell’Umanità. Nelle loro Università hanno preservato un vasto bagaglio di apprendimenti e conoscenze sulla natura della coscienza e sulla struttura della mente umana, che la scienza occidentale sta solo iniziando a comprendere</em>” (John Avedon, autore e storico)</p>
<p>Le conoscenze spirituali e filosofiche dei Maestri tibetani procurarono loro grande fama in tutta l’Asia, tanto che i sovrani degli imperi vicini, come i Khan mongoli, e gli imperatori cinesi divennero discepoli dei Lama, furono loro, per molto tempo, a proteggere il Tibet dalle invasioni. Il Tibet, quindi, ebbe settecento anni di relativa pace e prosperità, neanche allora, però, era un paradiso in Terra. Non mancavano corruzione, omicidi, e lotte per il potere, e le terre lavorate dai contadini erano di proprietà dell’aristocrazia, e dei monasteri.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h23m17s246.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4755" title="In figura, contadini tibetani all'opera negli anni '50." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h23m17s246-300x224.png" alt="" width="300" height="224" /></a>“<em>La qualità di vita era bassa, non c’è dubbio, molti tibetani vivevano in miseria. C’era una netta divisione sociale tra aristocrazia, ricchi e poveri.</em>” (Robert Ford, che ha vissuto in Tibet dal 1945 al 1950)</p>
<p>“<em>Il Tibet non era una società avanzata, ma aveva una profondità culturale e religiosa fuori dal comune. Lo standard di vita non era di certo alto, ma c’era da mangiare a sufficienza, e nessuno moriva di fame.</em>” (Sonam Topgyal, Ministro del governo tibetano in esilio)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h24m06s227.png"><img class="alignright size-full wp-image-4756" title="In figura, mendicante tibetana, da un film degli anni '50." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h24m06s227.png" alt="" width="449" height="336" /></a></p>
<p>L’isolamento del Tibet dal resto del mondo finì all’alba del ventesimo secolo. In seguito ad alcune incursioni britanniche e cinesi, nel 1912 il tredicesimo Dalai Lama dichiarò formalmente l’indipendenza del Tibet. Nella vicina Mongolia, i buddisti erano oggetto di persecuzione da parte dei comunisti; allarmato, il Dalai Lama cercò di rafforzare l’esercito, trovando però l’opposizione conservatori. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h27m49s70.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4757" title="In figura, il 13° Dalai-Lama, che si rese ben conto del pericolo comunista." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h27m49s70.png" alt="" width="449" height="336" /></a>Prima di morire, egli lasciò un avvertimento: “<em>Dobbiamo difenderci dai barbari rossi comunisti, altrimenti attaccheranno il cuore del Tibet, la religione ed il governo. I monasteri saranno distrutti, ed i monaci cacciati. Tutti sprofonderanno nel terrore e soffriranno grandi patmenti.</em>”</p>
<p>Nel 1937, un bambino nato da una famiglia contadina del Nord-Est, fu riconosciuto come il reincarnato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tenzin_Gyatso" target="_blank">14° Dalai-Lama</a>. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h32m41s10.png"><img class="alignright size-full wp-image-4758" title="In figura, il giovanissimo 14° Dalai-Lama." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h32m41s10.png" alt="" width="449" height="336" /></a>Crebbe nello splendore del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_del_Potala" target="_blank">Palazzo Potala</a> a Lhasa, studiò la filosofia e la metafisica buddista, isolato dal mondo esterno, che in quegli anni era sconvolto dalla Seconda Guerra Mondiale, dall’indipendenza dell’India, e dalla guerra civile cinese.</p>
<p>“<em>I cinesi hanno sempre visto il Tibet come parte della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Tibet#Nella_Repubblica_Popolare_Cinese" target="_blank">loro sfera d’influenza</a>. Quando vigeva ancora la monarchia, l’imperatore al trono credeva che il suo diritto a regnare si estendesse anche al Tibet, in quanto parte del mondo che egli conosceva.</em>” (Professor John S. Major, docente di Storia della Cina al Dartmouth College)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Camion-cinesi-sotto-il-Palazzo-Potala.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4759" title="In figura, camion cinesi sotto il Palazzo Potala, nel 1950, anno dell'invasione." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Camion-cinesi-sotto-il-Palazzo-Potala.jpg" alt="" width="332" height="217" /></a>“<em>I cinesi sostengono che il Tibet, per lunghi periodi, fosse stato governato da funzionari governativi cinesi, e che in molte occasioni, quando il Tibet veniva attaccato, fu chiesto all’Imperatore cinese di inviare l’esercito in aiuto.</em>” (Professor Tom Grunfeld, storico presso l’Empire State College)</p>
<p>“<em>Il Tibet non è mai stato un Paese indipendente, non è riconosciuto come tale da nessuno Stato, neanche dagli Stati Uniti. Il Tibet è diventato territorio cinese nella metà del 13° secolo, sotto la dinastia Yuen</em>” (Xue Bing, del consolato cinese di Los Angeles)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h30m49s162.png"><img class="alignright size-full wp-image-4760" title="Monaci tibetani umiliati dagli invasori cinesi." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h30m49s162.png" alt="" width="449" height="336" /></a></p>
<p>“<em>I tibetani hanno sempre visto i cinesi come un popolo straniero, i tibetani non sono cinesi, hanno anche una lingua del tutto diversa. Io, che ho la fortuna di conoscere sia il cinese che il tibetano, posso assicurare che le de lingue non hanno niente a che fare una con l’altra. Il Tibet aveva una propria moneta, un proprio governo ed un proprio esercito. Aveva relazioni con gli altri Stati, e stipulava anche dei trattati. I <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h26m45s181.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4762" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h26m45s181.png" alt="" width="385" height="288" /></a>tibetani sostengono che questi fatti provano che il Tibet era indipendente, e che dovrebbe ancora esserlo.</em>” (Professor Tom Grunfeld, storico presso l’Empire State College)</p>
<p>“<em>Il Tibet voleva semplicemente restare nello stato d’isolamento che si era auto-imposto. Aveva il suo stile di vita, la sua profonda spiritualità, e voleva preservarle. Voleva che tutto rimanesse intatto. Pensa alle influenze del mondo esterno. Ho viaggiato molte volte nel Tibet orientale, spesso ho incontrato pellegrini per strada che pregavano e si prostravano per tutto il tragitto. Potevano impiegare mesi, o addirittura anni, per raggiungere Lhasa.</em>” (Robert Ford, che ha vissuto in Tibet dal 1945 al 1950)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h46m49s24.png"><img class="alignright size-full wp-image-4763" title="In figura, immagine del Palazzo Potala, umiliato dalla cosiddetta &quot;modernità&quot; cinese." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h46m49s24.png" alt="" width="449" height="336" /></a></p>
<p>“<em>Ciò che molti non capiscono, è che l’invasione e la colonizzazione del Tibet sono fatti recenti e non possono essere ignorati. Siccome nell’immaginario di molti, il Tibet è un mondo lontano e remoto, l’urgenza del problema non viene compresa.</em>” (Lhasang Tsering, direttore dell’Istituto Amnye Machen, Dharamsala)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h46m22s255.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4764" title="In figura, un'immagine che si commenta tristemente da sé." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-06-20h46m22s255.png" alt="" width="385" height="288" /></a>“<em>L’Occidente ha semplicemente chiuso gli occhi di fronte al genocidio del popolo tibetano. Una delle tante violazioni delle leggi internazionali compiute dalla Cina è il trasferimento obbligato della popolazione, che è stata strappata dal proprio Paese con la forza. C’è stata poi una massiccia ricollocazione di cinesi nel Tibet, è una forma di pulizia etnica che va avanti da circa vent’anni</em>” (Jeane Kirkpatrick, Ambasciatrice statunitense all’Onu 1981-1985)</p>
<p>(continua)</p>
<p>_________________________</p>
<p><strong>Potete leggere, ascoltare e guardare le puntate dedicate alla scoperta del Tibet ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/tibet-1-laltare-della-terra/" target="_blank">Prima parte: l&#8217;Altare della Terra</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/tibet-2-colonizzazione-cinese/" target="_blank">Seconda parte: la colonizzazione cinese</a></p>
<p>_________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4774" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook!" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook5-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per   conoscere le   persone che      frequentano   questo sito, entrare in   contatto,  scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale     delle  novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>La terrificante storia del fascismo (7): le leggi fascistissime</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 18:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi economica di cui l’Italia soffre in quei giorni, con notevoli aumenti dei prezzi, è soprattutto una crisi monetaria, dovuta al fatto che bisogna ricorrere alle importazioni sia per alimentare il Popolo italiano, sia per alimentare le industrie con le materie prime. I prezzi aumentano, ed il valore della lira va calando. Mussolini, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning /> <w:ValidateAgainstSchemas /> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables /> <w:SnapToGridInCell /> <w:WrapTextWithPunct /> <w:UseAsianBreakRules /> <w:DontGrowAutofit /> <w:UseFELayout /> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} --> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Ita-CV33-Mussolini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4717" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Ita-CV33-Mussolini.jpg" alt="" width="646" height="512" /></a>La crisi economica di cui l’Italia soffre in quei giorni, con notevoli aumenti dei prezzi, è soprattutto una crisi monetaria, dovuta al fatto che bisogna ricorrere alle importazioni sia per alimentare il Popolo<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/propaganda-fascista-mussolini.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4728" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/propaganda-fascista-mussolini.jpg" alt="" width="302" height="480" /></a> italiano, sia per alimentare le industrie con le materie prime. I prezzi aumentano, ed il valore della lira va calando. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mussolini" target="_blank">Mussolini</a>, il 18 agosto 1926, pronuncia un discorso in difesa della lira e della cosiddetta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quota_90" target="_blank">“<em>quota 90</em>”</a>, vale a dire di novanta lire per ogni sterlina. Gli italiani dovettero compiere molti sacrifici, ma in effetti, tra il giugno ed il dicembre 1926 il valore della sterlina discese da 154 a 108 lire, ed il dollaro da 32 a 22 lire. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;"><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-tozHV_qSQY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/-tozHV_qSQY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">“<em>La quota 90 fu realizzata, però certo l’economia ne risentì per un paio d’anni, prima nelle attività produttive, e poi a tutto questo si aggiunse la crisi internazionale del ’29, con una drammatizzazione più generale dei problemi delle attività produttive. </em>” (Luciano Cafagna, professore dell’Università di Pisa).<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/manifecontroopposit.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4727" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/manifecontroopposit.jpg" alt="" width="350" height="226" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Nell’ottobre 1926, un altro attentato viene attribuito ad un giovane, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anteo_Zamboni" target="_blank">Anteo Zamboni</a>, durante una manifestazione a Bologna. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">“<em>Subito mi son fatta l’opinione, essendo pratico di Bologna e delle sue cose,che l’attentatore è stato Anteo Zamboni, ragazzo di 16-17 anni, figlio di Zamboni l’anarchico, tutta la famiglia anarchica, anzi una figlia era più estremista ed accanita del padre. Era stato sorpreso mentre sparava, catturato, e – qui bisogna rendersi conto dell’atmosfera – linciato sul luogo </em>” (Giorgio Pini, direttore de ‘L’assalto’ di Bologna)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Zamboni venne immediatamente pugnalato. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/anteo_zamboni.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4718" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/anteo_zamboni.jpg" alt="" width="320" height="288" /></a>La vicenda, tuttavia, presenta vari aspetti oscuri, e forse Zamboni non ha neppure sparato; in ogni caso, si tratterebbe dell’ultimo attentato. Dopo il 1926 gli aspiranti attentatori di Mussolini saranno arrestati dalla Polizia prima di avere avuto il tempo di mettere in atto i loro propositi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/33555_10150331974140008_268616425007_15520823_6097994_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4720" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/33555_10150331974140008_268616425007_15520823_6097994_n.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a>“<em>L’attentato Zamboni diede modo a Mussolini di dare il definitivo giro di vite alle strutture dello Stato italiano, arrivando, appunto, a quelle che verranno definite ‘</em>le leggi fascistissime<em>’ </em>” (Ivano Granata, profesore all’Università Statale di Milano)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_fascistissime" target="_blank"><strong><em><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Le leggi fascistissime</span></em></strong></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/librofascismo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4729" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/librofascismo.jpg" alt="" width="289" height="203" /></a>Sfruttando il clima creato dagli attentati, Mussolini introduce nel novembre del 1926 “<em>i provvedimenti eccezionali per la difesa dello Stato</em>” che portano a compimento lo Stato dittatoriale. Gli ultimi spiragli di libertà fino a lì esistiti vengono chiusi: sono mandati via gli ultimi direttori non fascisti dei giornali quotidiani, attraverso l’agenzia <em>Stefani</em> di Manlio Morgagni, uomo di fiducia di Mussolini, il governo controlla tutte le notizie che arrivano alla stampa. Poi, tutti quelli che abbiano intendimenti giudicati “<em>sovversivi</em>” potranno essere mandati al confino obbligatorio di polizia, anche senza processo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/censura.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4719" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/censura.jpg" alt="" width="363" height="326" /></a>“<em>Alla fine del 1925 vi fu la fascistizzazione della stampa, molti giornali passarono di proprietà, e molti direttori furono sostituiti, e quindi cominciò, dal punto di vista pratico, la vera e propria fascistizzazione della stampa italiana. Questa fascistizzazione era stata in realtà preceduta nel 1923 e nel 1924 da alcune leggi che riguardavano la stampa, che avevano introdotto di fatto la censura, dato ai prefetti la possibilità di intervenire e di sequestrare tutti i giornali che pubblicassero notizie sgradite al governo.</em>” (Ivano Granata, professore all’Università Statale di Milano)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Viene istituito il “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tribunale_speciale_per_la_difesa_dello_Stato" target="_blank">Tribunale speciale</a>” e reintrodotta la pena di morte.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Nella notte del 10 novembre 1926, tutte le sedi dei Partiti antifascisti sono occupate dalla Polizia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Ecco l’illuminante punto di vista di un deputato fascista: “<em>Lo Stato ha diritto di difendersi, così come ha diritto di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/banditi-e-ribelli.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4722" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/banditi-e-ribelli.jpg" alt="" width="129" height="180" /></a>difendersi l’individuo, s’intende con mezzi adeguati alla sua importanza,con vitalità insostituibile, e per la funzione insostituibile che esso realizza. E’ per questa ragione che il ministro Rocco, con l’istituzione del Tribunale dello Stato, non volle già scrivere la pagina più fosca della dittatura, brandire lo strumento più tirannico e più doloroso, per l’esercizio del potere. Volle semplicemente provvedere alle esigenze, che il momento imponeva, di stroncare, ovunque si trovassero, quei focolai di opposizione che avrebbero potuto, col tempo, anche determinare il crollo del fascismo. </em>” (Alfredo De Marsico, deputato fascista, da un’intervista del 1973)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/balilla.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4723" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/balilla.jpg" alt="" width="250" height="174" /></a>Circa 120 deputati d’opposizione sono dichiarati decaduti; al la pena ricordare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alcide_De_Gasperi" target="_blank">Alcide De Gasperi</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Gramsci" target="_blank">Antonio Gramsci</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Lussu" target="_blank">Emilio Lussu</a>. I leader dell’opposizione fuggono all’estero, Piero Gobetti muore in esilio in conseguenza delle violenze subite a opera dei fascisti. Il terzo congresso del Partito comunista si svolge a Lione, in Francia, in modo clandestino.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/satira452.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4730" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/satira452.jpg" alt="" width="330" height="255" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Nel 1926 muore in una clinica di Parigi anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Amendola" target="_blank">Giovanni Amendola</a>, il capo dei deputati aventiniani, in passato aveva subito aggressioni da parte degli squadristi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">“<em>Sfruttando un articolo dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Statuto_albertino" target="_blank">Statuto Albertino</a> che diceva che se un deputato si assentava dal Parlamento per più di sei mesi poteva essere <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/images.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4724" title="images" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/images.jpg" alt="" width="192" height="256" /></a>dichiarato decaduto, il fascismo ne approfittò per dichiarare decaduti tutti i deputati che avevano partecipato all’Aventino. In più ci aggiunse anche i comunisti, che all’Aventino non avevano partecipato, erano invece scesi in Aula, così aggiunse un codicillo che eliminava anch’essi. L’unico partito rimanente era il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Nazionale_Fascista" target="_blank">Partito Nazionale Fascista</a>, quindi con le leggi fascistissime si può dire che, di fatto, si conclude lo Stato liberale, ed inizia di fatto lo Stato fascista.</em>”(Ivano Granata, professore all’Università Statale di Milano)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/image004.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4725" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/image004.gif" alt="" width="315" height="421" /></a>In ottobre, il nuovo Statuto del Partito fascista abolisce ogni forma di democrazia interna, tutte le cariche direttive sono decise dall’alto, in tutta Italia la vita politica, in pratica, non esiste più. Assume un carattere formale e cerimoniali stico, ma non c’è più un vero dibattito aperto, nemmeno ll’interno del Partito Nazionale Fascista, diventato un partito gerarchico subordinato al Capo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">“<em>A differenza di altri Stati totalitari, ove il Partito venne preferito allo Stato, Mussolini preferì lo Stato al Partito. Quindi, il Partito venne progressivamente svuotato di tutte le sue <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/4859-laliberta_1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4721" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/4859-laliberta_1.jpg" alt="" width="130" height="153" /></a>funzioni, tan’è è vero che, ad un certo punto il Segretario del Partito fascista verrà nominato direttamente dal Primo Ministro, cioè il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Duce" target="_blank">Duce</a>, e parteciperà in qualità di uditore alle riunioni di governo</em>”(Ivano Granata, professore all’Università Statale di Milano)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">“<em>Il regime di Mussolini condusse dunque ad una dittatura ed a uno <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_polizia_%28dottrina_dello_stato%29" target="_blank">Stato di Polizia</a>, però il totalitarismo mussoliniano rimase sempre assai incompleto. Mussolini non riuscì, in realtà, ad assumere mai il totale controllo di tutti gli aspetti della vita nazionale, perché fu costretto a stringere molti compromessi, innanzitutto con la Monarchia. Il Re restava il Capo dello Stato, Mussolini era soltanto il Presidente del Consiglio. Il Senato era di nomina Regia, ma soprattutto l’Esercito, le Forze Armate, giuravano fedeltà al Re, non a Mussolini. L’altro importante compromesso fu stretto con la Chiesa cattolica. Poi, altro compromesso importante che Mussolini dovette stringere fu con le forze economiche, che avevano un loro potere, una loro autonomia, con loro regole, e con esse dovette venire a patti più di una volta.</em>”(Piero Melograni, storico)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/corporaz.gif"><img class="alignright size-full wp-image-4726" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/corporaz.gif" alt="" width="453" height="644" /></a></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">In sintesi, queste leggi stabilivano &#8211; di fatto quando non di diritto &#8211; che:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"><span><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/librfasc.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4731" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/librfasc.jpg" alt="" width="250" height="321" /></a>1.<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">il <a title="Partito Fascista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_fascista" target="_blank"><span style="color: black; text-decoration: none;">Partito Fascista</span></a> era l&#8217;unico partito ammesso. Si prevedeva <em>lo scioglimento di tutti i partiti, associazioni e organizzazioni che esplicano azione contraria a regime</em>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"><span>2.<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capo_del_governo"></a>Capo del Governo doveva rispondere del proprio operato solo al Re d&#8217;Italia<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Re_d%27Italia"></a> e non più al Parlamento, la cui funzione era così ridotta a semplice luogo di riflessione e ratifica degli atti adottati dal governo<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Potere_esecutivo"><span style="color: black; text-decoration: none;"><br />
</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"><span>3.<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Consiglio_del_Fascismo" target="_blank">Gran Consiglio del fascismo</a><a title="Gran Consiglio del fascismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Consiglio_del_fascismo"><span style="color: black; text-decoration: none;"> </span></a>, presieduto da Mussolini e composto da vari notabili del regime, era l&#8217;organo supremo del <a title="Partito fascista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_fascista"><span style="color: black; text-decoration: none;">partito fascista</span></a> e quindi dello Stato;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"><span>4.<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">tutte le associazioni di cittadini dovevano essere sottoposte al controllo della polizia;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"><span>5.<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">gli unici sindacati riconosciuti erano quelli fascisti; erano proibiti, inoltre, scioperi e serrate<a title="Sciopero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sciopero"></a><a title="Serrata (lavoro)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serrata_%28lavoro%29"></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"><span>6.<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">le autorità di nomina governativa sostituivano le amministrazioni comunali e provinciali<a title="Amministrazione comunale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amministrazione_comunale"></a><a title="Amministrazione provinciale (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Amministrazione_provinciale&amp;action=edit&amp;redlink=1"></a> elettive che venivano abolite;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"><span>7.<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">tutta la stampa doveva essere sottoposta a controllo, ed eventualmente censurata se aveva contenuti anti-nazionalistici e/o di critica verso il governo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">Istituivano, inoltre:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"><span>1.<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Confino" target="_blank">confino di polizia<span style="color: black; text-decoration: none;"> </span></a> per gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antifascisti" target="_blank">antifascisti<span style="color: black; text-decoration: none;"> </span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"><span>2.<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tribunale_speciale_per_la_difesa_dello_Stato" target="_blank">Tribunale speciale per la difesa dello Stato</a>,<a title="Tribunale speciale per la difesa dello Stato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tribunale_speciale_per_la_difesa_dello_Stato"></a> con competenza sui reati contro la sicurezza dello Stato (per i quali era prevista anche la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte"><span style="color: black; text-decoration: none;">pena di morte</span></a>) ed un collegio giudicante formato da membri della Milizia e da militari);</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"><span>3.<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;">l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/OVRA" target="_blank">OVRA</a>,<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/OVRA"></a> la polizia segreta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/fascismo-8-compromessi-con-monarchia-e-chiesa/">(clicca qui per il seguito: i compromessi con la monarchia e la chiesa)</a><br />
</span></p>
<p>_________________________________</p>
<p>Mentre scrivevo queste righe, sono stato fulminato dalle notizie che potete leggere <a href="http://www.corriere.it/politica/11_aprile_05/ddl-partito-fascista_fd63f03e-5f97-11e0-a9b0-e35a83b9ad3b.shtml" target="_blank">cliccando qui</a>, e <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/04/06/news/il_manifesto_di_scilipoti_e_co_cos_simile_a_quello_degli_intellettuali_fascisti-14578301/?ref=HREC1-5" target="_blank">poi qui&#8230;</a> il cui commento lascio al vostro buon senso.</p>
<p><em>_________________________________</em></p>
<p><strong>La “Terrificante Storia del fascismo” si può ascoltare, guardare e leggere ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/2011/03/2011/02/storia-del-fascismo-1-le-premesse/" target="_blank"><strong>Prima parte: le premesse dei totalitarismi</strong></a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/03/2011/02/storia-del-fascismo-2-affermazione-del-nazismo/" target="_blank"><strong>Seconda parte: l’affermazione del nazionalsocialismo</strong></a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/03/2011/03/storia-del-fascismo-3-fasci-di-combattimento/"><strong>Terza parte: i fasci di combattimento</strong></a></p>
<p><strong><a href="../2011/03/2011/03/fascismo-4-marcia-su-roma/" target="_blank">Quarta parte: la Marcia su Roma</a></strong></p>
<p><strong><a href="../2011/03/2011/03/fascismo-5-fase-legalitaria-della-dittatur/" target="_blank">Quinta parte: la fase legalitaria della dittatura</a></strong></p>
<p><strong><a href="../2011/03/fascismo-6-delitto-matteotti/" target="_blank">Sesta parte: il delitto Matteotti</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/fascismo-7-leggi-fascistissime/" target="_blank">Settima parte: le leggi fascistissime</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/fascismo-8-compromessi-con-monarchia-e-chiesa/" target="_blank">Ottava parte: i compromessi con monarchia e chiesa</a><br />
</strong></p>
<p><em>_________________________________</em></p>
<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4734" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook4-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></em><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per       conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in       contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale         delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond; color: black;"> </span></p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 651px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<p>In sintesi, queste leggi stabilivano &#8211; di fatto quando non di diritto &#8211; che:</p>
<ol>
<li>il <a class="mw-redirect" title="Partito Fascista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Fascista">Partito Fascista</a> era l&#8217;unico partito ammesso, con Regio Decreto 1848/26 che prevedeva <em>lo scioglimento di tutti i partiti, associazioni e organizzazioni che esplicano azione contraria a regime</em>;</li>
<li>il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capo_del_governo">capo del governo</a> doveva rispondere del proprio operato solo al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Re_d%27Italia">re d&#8217;Italia</a> e non più al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento">parlamento</a>, la cui funzione era così ridotta a semplice luogo di riflessione e ratifica degli atti adottati dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Potere_esecutivo">potere esecutivo</a>;</li>
<li>il <a class="mw-redirect" title="Gran Consiglio del fascismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Consiglio_del_fascismo">Gran Consiglio del fascismo</a>, presieduto da Mussolini e composto da vari notabili del regime, era l&#8217;organo supremo del <a class="mw-redirect" title="Partito fascista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_fascista">partito fascista</a> e quindi dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stato">Stato</a>, con Legge 2693/28;</li>
<li>tutte le associazioni di cittadini dovevano essere sottoposte al controllo della polizia, con Legge 2029/25;</li>
<li>gli unici sindacati riconosciuti erano quelli fascisti; erano proibiti, inoltre, <a title="Sciopero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sciopero">scioperi</a> e <a title="Serrata (lavoro)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serrata_%28lavoro%29">serrate</a>;</li>
<li>le autorità di nomina governativa sostituivano le <a class="mw-redirect" title="Amministrazione comunale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amministrazione_comunale">amministrazioni comunali</a> e <a class="new" title="Amministrazione provinciale (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Amministrazione_provinciale&amp;action=edit&amp;redlink=1">provinciali</a> elettive che venivano abolite, Legge 237/26;</li>
<li>tutta la stampa doveva essere sottoposta a controllo, ed  eventualmente censurata se aveva contenuti anti-nazionalistici e/o di  critica verso il governo.</li>
</ol>
<p>Istituivano, inoltre:</p>
<ol>
<li>il <a title="Confino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Confino">confino di polizia</a> per gli <a title="Antifascismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antifascismo">antifascisti</a>, con Regio Decreto 1848/26 <em>Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza</em>;</li>
<li>il <a class="mw-redirect" title="Tribunale speciale per la difesa dello Stato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tribunale_speciale_per_la_difesa_dello_Stato">Tribunale speciale per la difesa dello Stato</a> con competenza sui reati contro la sicurezza dello Stato (per i quali era prevista anche la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte">pena di morte</a>) ed un <a class="mw-redirect" title="Collegio giudicante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Collegio_giudicante">collegio giudicante</a> formato da membri della Milizia e da militari), con Legge 2008/26;</li>
<li>l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/OVRA">OVRA</a>, la polizia segreta, il cui primo nucleo è istitutio con Regio Decreto 1903/26.</li>
</ol>
</div>
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		<title>Joseph Campbell, l’origine dell’Uomo e del Mito (3): la mitologia originaria</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 19:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Poiché il manufatto è troppo largo per essere pratico, si suppone che fosse usato in un qualche contesto rituale, che peraltro si ritiene associato, con una certa probabilità, al cibo. Arriviamo finalmente all’Homo sapiens. La figura mostra il primo ordine, che è il cosiddetto Uomo di Neanderthal. Tradizionalmente viene chiamato l’uomo scimmia, ma le analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/highres_5315934.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-4666" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/highres_5315934-1024x624.jpg" alt="" width="500" height="304" /></a>Poiché il manufatto è troppo largo per essere pratico, si suppone che fosse usato in un qualche contesto rituale, che peraltro si ritiene associato, con una certa probabilità, al <em>cibo</em>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/01-Manufatto-troppo-largo-per-essere-pratico.png"><img class="alignright size-full wp-image-4667" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/01-Manufatto-troppo-largo-per-essere-pratico.png" alt="" width="281" height="269" /></a></p>
<p>Arriviamo finalmente all’<em>Homo sapiens</em>. La figura mostra il primo ordine, che è il cosiddetto <em>Uomo di Neanderthal</em>. Tradizionalmente viene chiamato <em>l’uomo scimmia</em>, ma le analisi mostrano che aveva una capacità cranica superiore a 1600 centimetri cubici, che è addirittura <em>superiore</em> a quella degli uomini contemporanei!</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/02-Il-primo-Homo-sapiens-luomo-di-Neanderthal.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4668" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/02-Il-primo-Homo-sapiens-luomo-di-Neanderthal.png" alt="" width="245" height="278" /></a>Ha un aspetto molto vigoroso, ed ha preso piede, si è affermato, appena dopo l’ultima glaciazione, attorno il 200.000 avanti Cristo, riuscendo a mantenersi fino a circa il 40.000 avanti Cristo, quindi per un periodo davvero molto lungo. Voglio sottolineare che questo uomo <em>di Neanderthal</em> è un autentico <em>Homo sapiens</em>, il cervello ha raggiunto una certa, elevata, misura, ha raggiunto un certo livello di coscienza, ed è con questa specie che appaiono i primi evidenti segni di <em>pensiero mitologico</em>.</p>
<p>Esso appare in due aspetti. Il primo aspetto riguarda le sepolture. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/03-Sepoltura-del-60000-a.C.1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4670" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/03-Sepoltura-del-60000-a.C.1.png" alt="" width="386" height="240" /></a>Queste in figura, sono sepolture che risalgono a circa 60.000 anni prima di Cristo, provenienti dall’area dell’odierna Palestina. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/04-osso-mandibolare-di-un-maiale-selvatico.png"><img class="alignright size-full wp-image-4671" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/04-osso-mandibolare-di-un-maiale-selvatico.png" alt="" width="409" height="279" /></a>Nella figura ingrandita, è evidente la presenza dell’osso mandibolare di un cinghiale (o maiale selvatico), quindi un’offerta sacrificale è stata associata alla sepoltura. La posizione del corpo sepolto è fetale, pare lo si voglia far tornare al grembo.</p>
<p>Questa è la prima evidente esperienza del <em>mistero</em> che va al di là dell’esperienza della “superflua bellezza” del divino, che abbiamo visto prima. Questo cadavere era, appena pochi attimi prima un amico, caldo, che camminava intorno… improvvisamente cade a terra, qualcosa viene a mancare, diventa freddo, ed inizia a decadere. <em>Che cosa lo ha abbandonato?</em> La nozione di <em>qualcosa che lo ha abbandonato</em> è tutt’oggi presente nella nostra esperienza di ciò che è successo per avere un cadavere.</p>
<p>Alcune impressionanti sepolture dell’epoca di Neanderthal sono state ritrovate nell’area dell’Iraq e dell’Iran del nord. In una di esse, un potente esemplare di maschio è sepolto, coperto completamente di fiori. La maggior parte di tipo medicinale, probabilmente era un sciamano di un qualche tipo. Poi, sotto di lui si sono trovati anche i resti di un bambino e di due donne.</p>
<p>Quindi, emerge la nozione che <em>lo Spirito umano vive al di là della barriera del tempo e ci si relaziona ad esso</em>.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/05-scimpanzé-morto.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4672" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/05-scimpanzé-morto.png" alt="" width="359" height="283" /></a>Nella figura, la piccola scimmietta è morta per una forma di poliomielite, e questa povera madre non ha la benché minima idea di che cosa sia successo, ed ha continuato a camminare per giorni semplicemente tenendo questa piccola “cosa” inanimata in mano, finché non ha iniziato a decomporsi, al che lo ha portato nella foresta, ed è tornata senza di esso. Qualcosa è successo, ma la sua coscienza non ha modo di mettersi in relazione a ciò, non ha modo di “trasformarlo” in qualcosa di significativo.</p>
<p>Torniamo al periodo di Neanderthal, e vediamo il secondo aspetto con cui si manifesta l’inizio del pensiero mitologico. Il primo, abbiamo <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-03-11h54m57s205.png"><img class="alignright size-full wp-image-4673" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-03-11h54m57s205.png" alt="" width="421" height="234" /></a>visto, è la sepoltura. Il secondo, è l’adorazione di crani d’orso. Sulle alpi svizzere, sono state trovate una dozzina di piccole cappelle nelle caverne in cui si sono trovati luoghi nascosti ove sono stati conservati i crani. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-03-11h57m35s221.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4674" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-03-11h57m35s221.png" alt="" width="415" height="277" /></a>Alcuni hanno degli anelli ossei attorno a sé, altri, come quello in figura, con un osso in bocca, a rappresentare l’orso che mangiava della carne. In altri ancora, le ossa venivano collocate nelle cavità degli occhi.</p>
<p>Così come l’uomo che è defunto è <em>ancora lì</em>, in modo analogo anche l’animale che è stato ucciso <em>è ancora lì</em>, e l’uomo deve tenerne conto, anche per evitare vendette dell’animale stesso.</p>
<p>Ora, il tipico sistema di valori di un gruppo di esseri umani che, per sopravvivere, continuamente non fa altro che uccidere ed ammazzare animali e li mangia, non ha un concetto, come quello contemporaneo, che l’animale sia una forma di vita “inferiore”. No, l’animale è del tutto equivalente, ed è riverito, rispettato, eppure, allo stesso tempo, ucciso.</p>
<p>Il credo fondamentale di qualunque civiltà basata sulla caccia è che l’uccisione è un <em>sacrificio volontario</em>. L’ucciso è <em>venuto volontariamente a farsi uccidere</em>, è uno schema che ritrovate ovunque, ed addirittura viene a farsi uccidere sapendo che ci sarà <em>gratitudine</em>, che <em>una forma di cerimonia verrà fatta per far sì che la sua vita torni alla sorgente originaria</em>.</p>
<p>Poi, c’è l’idea dell’<em>animale specifico</em>, quello fondamentale potremmo dire, al quale le preghiere e l’adorazione vengono dirette, ma che si estendono e riguardano l’intera comunità animale. C’è l’idea di una sorta di <em>patto</em> tra la comunità animale e quella umana che va ad <em>onorare il mistero della natura</em>, che è “<strong><em>la vita sopravvive grazie all’uccidere</em></strong>”. Non c’è altro modo.</p>
<p>Ed è la vita stessa che, manifestandosi in due modi diversi – umana ed animale – uccide e mangia se stessa, e forse persino già in questa figura di cranio d’orso che consuma la sua propria carne, rappresentata dall’osso in bocca, vi è l’immagine completa di che cosa queste comunità pensavano che la vita fosse. E’ un’immagine originaria.</p>
<p>Noi, oggi, non abbiamo perlopiù l’esperienza di uccidere animali per sopravvivere, il macellaio fa questo lavoro per noi. A noi la carne dell’animale ucciso arriva imballata. E’ un atteggiamento radicalmente diverso. I cacciatori dell’antichità <em>ringraziavano l’animale per essersi donato</em>. Noi, eventualmente, ringraziamo la nostra divinità per averci “donato” il pasto. E’ una psicologia del tutto diversa, è una mitologia del tutto diversa. La mitologia primaria è questa, invece: la vita, nelle sue varie manifestazioni, che consuma se stessa per permettere alla vita di esistere.</p>
<p>(continua)</p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Potete leggere &#8220;Joseph Campbell: l&#8217;origine dell&#8217;uomo e del Mito&#8221; ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-1-femmina-e-maschio/" target="_blank">Prima parte: femmina e maschio</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-2-scoperta-della-bellezza/" target="_blank">Seconda parte: la scoperta della Bellezza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/joseph-campbell-origine-luomo-e-mito-3-mitologia-originaria/" target="_blank">Terza parte: la mitologia originaria</a></p>
<p>__________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4665" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook2-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>E’ un’occasione per      conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in      contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale        delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Gandhi (1): come divenne il Mahatma, la &#8220;Grande Anima&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 19:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il Mahatma Gandhi, maestro della non-violenza pratica]]></category>
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		<description><![CDATA[“In lui c’era qualcosa di speciale, è riuscito a toccare il cuore della gente in tutto il mondo, anche di coloro che non avessero idea di dove fosse l’India e di quali fossero i suoi problemi.” (James W. Michaels, giornalista di Forbes Magazine) “Aveva un incredibile senso dell’umorismo, sapeva essere molto pungente e a volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi-collage.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4647" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi-collage.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>“<em>In lui c’era qualcosa di speciale, è riuscito a toccare il cuore della gente in tutto il mondo, anche di coloro che non avessero idea di dove fosse l’India e di quali fossero i suoi problemi.</em>” (James W. Michaels, giornalista di Forbes Magazine)</p>
<p>“<em>Aveva un incredibile senso dell’umorismo, sapeva essere molto pungente e a volte persino cattivo,</em>” (Lady Pamela Hicks, figlia dell’ultimo Viceré britannico d’India)</p>
<p>“<em>Aveva la straordinaria capacità di arlare alle folle, chi lo ascoltava aveva la sensazione che si stesse rivolgendo direttamente a lui</em>” (Phillips Talbot, giornalista)</p>
<p>E’ stato un uomo dai mille volti, una guida per un quinto della popolazione mondiale.</p>
<p>“<em>E’ stato un padre ed un amico, in alcuni ritratti era rappresentato come una scimmia, lui vedendoli si metteva a ridere, e per scherzo</em> <em>diceva. ecco la tua scimmietta!</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h30m47s5.png"><img class="alignright size-full wp-image-4653" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h30m47s5.png" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p>“<em>E’ stato fonte di ispirazione per le successive generazioni, il Mahatma Gandhi sapeva quanto fosse difficile diffondere la dottrina della ‘non violenza’, se non se ne è pienamente convinti.</em>” (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tenzin_Gyatso" target="_blank">Il 14° Dalai Lama</a> del Tibet)</p>
<p>“<em>E’ stato ribelle per una giusta causa, era pronto a farsi arrestare per difendere i suoi ideali, una volta disse ‘faremo un voto a Dio, resteremo in origione fino  qando questa legge non verrà revocata</em>” (Dennis Dalton, autore del libro <a href="http://www.amazon.it/Mahatma-Gandhi-Nonviolent-Power-Action/dp/0231122373/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1301771704&amp;sr=8-1" target="_blank">“Mahatma Gandhi”</a>)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-10h20m31s220.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4655" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-10h20m31s220-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>“<em>E’ stato un martire volontario, per la sua Patria. Ad uno dei suoi seguaci, una volta disse ‘morirò per mano di un assassino. Quando questo accadrà, se accetterò quel proiettile con coraggio, pronunciando il nome di Dio, solo in quel momento crederete che sono stato un vero Mahatma’ </em>“ &#8211; (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s9jC7wYT4FM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/s9jC7wYT4FM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nato in una terra ricca di Storia e di Spiritualità, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gandhi" target="_blank">Mohandas Gandh</a>i concepì la propria vita come ricerca della Verità, era uno spirito in continua evoluzione, sempre pronto a sperimentare nuovi modi di vivere e di pensare. Intitolò la sua autobiografia <a href="http://www.amazon.it/libert%C3%A0-Lautobiografia-non-violenza-tascabili-economici/dp/8854120154/ref=sr_1_2?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1301771884&amp;sr=1-2" target="_blank">“<em>Storia dei miei esperimenti con la Verità</em>”</a>.</p>
<p>Il suo lungo cammino ebbe inizio nel 1869 da questa casa borghese a Porbander, città portuale dell’India.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h57m14s166.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4652" title="In figura, la casa natale di Gandhi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h57m14s166-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a> Fin da piccolo, Gandhi fu educato alla disciplina ed alla devozione, sua madre, profondamente religiosa, spesso osservava prolungati digiuni; una volta, durante la stagione delle piogge, fece voto di non mangiare più fino a che non fosse tornato il Sole.</p>
<p>“<em>Gandhi e gli altri membri della famiglia volevano che ricominciasse a mangiare, ma lei diceva di non preoccuparsi, se Dio non voleva che mangiasse, lei non avrebbe toccato cibo.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m28s98.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4654" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m28s98-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Gandhi ammirava sua madre per la devozione, ma non era ancora pronto a seguire il suo esempio. Era il più giovane di quattro figli, ed amava divertirsi. Una volta rubò degli spiccioli per comprare delle sigarette, ma avendo paura del padre, che era un uomo severo, confessò subito il piccolo furto. Invece di punirlo, suo padre lo abbracciò.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m52s143.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4648" title="In figura, il padre di Mohandas Gandhi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m52s143-300x285.png" alt="" width="300" height="285" /></a></p>
<p>“<em>Per aver avuto il coraggio di confessare la Verità, ed entrambi si misero a piangere. Il nonno scrisse nella sua autobiografia che le lacrime che versarono quel giorno furono come una purificazione. Quando la disciplina viene insegnata attraverso l’amore, non può che far crescere il senso di umanità dentro di te. Penso che per lui sia stato proprio così.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h09m03s242.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4649" title="In figura, Gandhi all'età di tredici anni." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h09m03s242-265x300.png" alt="" width="265" height="300" /></a>Nel rispetto della tradizione indù, all’età di tredici anni, Gandhi sposò una coetanea, ed all’inizio fu un marito geloso e possessivo.</p>
<p>A sedici anni si trovò per la prima volta a dover scegliere tra il dovere ed il piacere: una notte, infatti, mentre accudiva il padre malato, sgattaiolò al piano di sopra per stare con la moglie.</p>
<p>“<em>Proprio allora il padre morì. Il servo andò a comunicarglielo. Gandhi rimase sconvolto per ciò che aveva fatto, per tutta la vita continuò a pensare a quel giorno, aveva abbandonato suo padre, e non aveva badato a lui. Questo episodio contribuì a sviluppare quel grande senso del dovere e di responsabilità che lo contraddistinsero in seguito, sarebbe diventato il figlio dell’intera Società, una persona diligente e coscienziosa al servizio del Genere Umano.</em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”)</p>
<p>All’età di diciassette anni, Gandhi lasciò la moglie e la famiglia per andare a studiare legge a Londra. Semplice e schivo di natura, rimase intimidito dal trambusto della grande città.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h14m59s73.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4650" title="In figura, Gandhi all'età di diciassette anni, quando è partito a Londra per studiare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h14m59s73-292x300.png" alt="" width="292" height="300" /></a></p>
<p>“<em>Non sapeva di innovazioni come l’ascensore. Una volta, in un albergo, gli capitò di salirci pensando di essere entrato in una stanza, quando l’ascensore si mosse, lui si spaventò terribilmente.</em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”)</p>
<p>Per un certo periodo di tempo, la sua massima aspirazione fu quella di diventare un perfetto gentiluomo inglese, indossava un cappello a cilindro, e portava un bastone dalla punta d’argento. Prese lezioni di ballo, di violino e di francese. Rimaneva però una persona insicura ed inesperta. Anche dopo essersi laureato in legge, aveva ancora seri dubbi sulla propria capacità di praticare la professione.</p>
<p>“<em>Tornò in India, intraprese la sua prima causa e si rese conto che in tribunale non era in grado di aprire bocca davanti ad un giudice. Era completamente bloccato. Questo insuccesso fu un duro colpo, per lui.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p>Umiliato, cominciò a cercare una via di fuga. L’occasione si presentò grazie ad un’offerta di lavoro in Sudafrica.</p>
<p>“<em>Come era solito dire, fu proprio in quella terra benedetta che trovò il suo Dio.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p>Arrivato in Sudafrica, Gandhi ebbe un’esperienza illuminante. Non sapeva che in quel Paese, gli indiani fossero vittime di discriminazioni da parte degli inglesi. Ingenuamente, acquistò un biglietto di prima classe sul treno per Pretoria.</p>
<p>“<em>Un bianco che viaggiava sullo stesso treno, si accorse di lui e si andò a lamentare con il capotreno. Voleva farlo spostare in terza classe. Gandhi si oppose. Alla fermata successiva, il capotreno lo prese e lo scaraventò brutalmente giù dal treno. L’umiliazione subita fu la molla che fece scattare il suo desiderio di cambiamento. Passo l’intera nottata sul marciapiede della stazione, pensando a come farsi giustizia.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma)</p>
<p>Gandhi descrisse poi quella lunga e gelida notte d’inverno come l’esperienza più creativa della sua vita. Tornare in India e dimenticare quanto era successo, gli sembrava un atto di viltà. Considerò la possibilità di accettare questa condizione di discriminazione, ma dentro di sé si ribellava alla cosa con tutte le forze. Pensò anche di attaccare fisicamente i suoi oppressori, ma sentiva che era un’impresa impossibile. Rimaneva solo un’alternativa: restare lì e opporre resistenza.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Gandhi_group_South-Africa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4651" title="In figura, il gruppo di indiani organizzati da Gandhi in Sudafrica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Gandhi_group_South-Africa.jpg" alt="" width="614" height="448" /></a>Il giorno successivo salì su un altro treno, e nel giro di una settimana aveva già organizzato una riunione di immigrati indiani. A soli 24 anni, i pensieri di Gandhi andavano ben al di là delle preoccupazioni personali, ed abbracciavano una causa molto più grande.</p>
<p>“<em>Sapeva di avere uno scopo da raggiungere, e di dover rimanere in quel luogo, doveva combattere per i diritti della sua gente, ed anche per quelli dei neri. Questo, fu l’inizio di tutto, il momento in cui Mohandas Gandhi divenne il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahatma" target="_blank">Mahatma</a>, la Grande Anima.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p>(continua)</p>
<p>________________________________</p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Cosa significa DIO, secondo i filosofi (4): l&#8217;apparire della Verità</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 20:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sapere]]></category>
		<category><![CDATA[Il significato di Dio secondo i filosofi]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Severino]]></category>
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		<description><![CDATA[Quarta ed ultima parte dello splendido dialogo tra due dei più celebri filosofi italiani &#8211; ed almeno uno, Emanuele Severino, di meritata fama mondiale &#8211; sul significato di &#8220;dio&#8221;, il tema per eccellenza. Come ho spiegato nel preambolo della prima parte, sotto mi sono concentrato a darvi il testo del discorso di Severino, che ritengo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/episteme640.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4632" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/episteme640.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a>Quarta ed ultima parte dello splendido dialogo tra due dei più celebri filosofi italiani &#8211; ed almeno uno, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emanuele_Severino" target="_blank">Emanuele Severino</a>, di meritata fama mondiale &#8211; sul significato di &#8220;dio&#8221;, il tema per eccellenza. Come ho spiegato nel preambolo della <a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/cosa-significa-dio-1/" target="_blank">prima parte</a>, sotto mi sono concentrato a darvi il testo del discorso di Severino, che ritengo più significativo e meno convenzionale, almeno per il grande pubblico.</em></p>
<p><em>In questo gran finale, si toccano temi di una forza e profondità abbagliante che, temo, il lettore occasionale che poco mastica di filosofia, farà fatica a seguire. Eppure, invito a non demordere, ed anzi andare a leggere qualche libro di divulgazione di Severino, a partire da &#8220;<a href="http://www.amazon.it/filosofia-nostro-tempo-antica-medioevale/dp/8817001686/ref=sr_1_3?ie=UTF8&amp;qid=1301602872&amp;sr=8-3" target="_blank">La filosofia antica e medievale</a>&#8220;, scritta in modo meravigliosamente chiaro, ma rigoroso, e che apre un mondo incredibile di conoscenza e comprensione. Lo dico per esperienza: ricordo con gratitudine la fortuna che ho avuto a farlo a mia volta ormai quasi vent&#8217;anni fa!</em></p>
<p><em>Buona visione e lettura!</em></p>
<p><em>Petar</em></p>
<p><em>_______________________________</em></p>
<p><em><embed id="polyshowEmbed" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="380" src="http://static2.video.corriereobjects.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf" pluginspage="http://www.adobe.com/go/getflashplayer" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" name="polyshowEmbed" quality="high" flashvars="configId=4&amp;configUrl=../content/conf/CorrierePolymediaShow_embedded_640.xml&amp;autostart=false&amp;configAdvLabel=embed&amp;configNielsenLabel=embed&amp;videoId=9f59f3cc-e10b-11df-b5a9-00144f02aabc&amp;videoUrl=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/content/video/rss/video_9f59f3cc-e10b-11df-b5a9-00144f02aabc.rss&amp;logo=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/img/logocorriere.png&amp;channelName=INCONTRI DIGITALI&amp;advChannel=Incontri Digitali&amp;nielsenChannel=Incontri Digitali&amp;videoChannelLabel=Incontri Digitali&amp;advTemplateUrl=http://video.corriere.it/widget/content/adv/advtemplate_108.xml&amp;newsPaper=corriere&amp;clickUrl=http://video.corriere.it/" align="middle"></embed></em></p>
<p>[Posizione -24:58]</p>
<p>Giovanni Reale, rivolgendosi a Severino: “<em>Tu neghi la Fede, e la riduci alla Ragione, ed io ti capisco molto bene, ma la tua posizione è molto forte. Però il problema è questo: guarda che anche tu nel tuo Essere </em>[l’Essere è uno dei principali argomenti del pensiero e degli scritti di Severino, ndr]<em> hai una Fede, e fortissima!</em>”</p>
<p>Emanuele Severino: “<em>Ma sarebbe la Fede in cui consiste la Filosofia!</em>”</p>
<p>G. Reale: “<em>E’ una forza, potente, con cui scrivi, con cui difendi la tua tesi!</em>”</p>
<p>Emanuele Severino: “No, io <em>non ‘credo’</em>. Qui c’è un grosso equivoco, ma passeremmo qui qualche ora a discuterne. Se tu metti le cose nei termini che l’<em>individuo pensa la Verità – </em>come tu hai detto prima ‘<em>io posseggo la Verità</em>’ – no, non ne usciremo, perché <em>nessun ‘io’ </em>può ‘<em>possedere la Verità</em>’. E’ la Verità il <em>luogo</em> dove si può parlare di te, di me, di un ‘io’!”</p>
<p>G. Reale: “<em>E’ la Verità, ma chi parla della Verità?</em>”</p>
<p>Emanuele Severino: “Amo questa immagine: il linguaggio è il dito che indica la Luna, ma la Luna è la Verità, e non il dito. Il dito non so neanche se sia capace di far capire le cose più semplici quando parliamo in italiano. Chi dice che io stia parlando in italiano? Questa sì che è una <em>fede</em>!”</p>
<p>G. Reale: “<em>Prendiamo un epistemologo, il grande Kuhn</em>. <em>Dice esattamente questo: ‘quando cambia il paradigma scientifico, lo scienziato passa dal paradigma in crisi al nuovo per ‘</em>fede<em>’.</em>”</p>
<p>Emanuele Severino: “Guarda che tutto quello che stai dicendo o è una <em>fede</em>, o ha la presunzione di essere un discorso <em>incontrovertibile</em>. Se tutto quello che stai dicendo è una <em>fede</em>, ne prendo atto, ce ne sono tante altre, e invito ad andare cauti con la fede, che c’è quella islamica, quella cristiana, che sembra facciano fatica a mettersi d’accordo, ed arrivando allo specifico, per esempio ‘<em>Cristo è o no figlio di Dio?</em>’, lì non so come possa procedere il dialogo, anzi il dialogo procede, sì, dandosele!”</p>
<p>G. Reale: “<em>Ma in tutto quello che il filosofo dice, ha una forza potente la sua Ragione, il suo logos&#8230;</em>”<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/containment640.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4636" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/containment640.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p>Emanuele Severino: “Però non hai risposto alla mia domanda: tutto quello che tu dici, intendi dirlo da <em>fedele</em> o da <em>filosofo</em>?”</p>
<p>G. Reale: “<em>E’ qui il punto, non si possono togliere, è un circolo ermeneutico come dice Agostino, non c’è l’uno senza l’altro, è una dinamica circolare.</em>”</p>
<p>Emanuele Severino: “Una volta ho scritto sul Corriere della Sera questa cosa qui a proposito di una posizione estremamente interessante di Papa Ratzinger: dire quello che dici tu, che Ratzinger dice&#8230; c’è bisogno della Ragione e c’è bisogno della fede, vuol dire, senza saperlo, <em>sottoscrivere la tesi scettica</em>. Perché la Ragione, per essere Ragione, ha bisogno della fede, vuol dire che la Ragione è inconsistente in quanto tale. E’ lo scetticismo.”</p>
<p>G. Reale: “<em>Questo è razionalizzare e negare quella forza, potente, che c’è in tutti, ed anche in te, molto forte</em>.”</p>
<p>[risate ed applausi]</p>
<p>G. Reale: “<em>Ne dico un’altra grossa. C’è stato un periodo in cui tu non ti eri allontanato dal cristianesimo, e prima delle lezioni tu dicevi una preghiera in modo assolutamente perfetto. Catturavi tutto e tutti. Lo dicevi con la fede, è ovvio.</em>”</p>
<p>Emanuele Severino: “A questo punto occorre però che dica due parole in proposito. Ad un certo momento è emerso che un discorso <em>oggettivamente incompatibile con la fede</em>, che prima era considerato dal sottoscritto come <em>compatibile</em> con la fede – ad un certo punto è emersa la sua <em>incompatibilità</em>.”</p>
<p>G. Reale: “<em>Ma io sostengo che non è diventato incompatibile ‘la’ fede,ma ‘una’ fede, ed invece ne hai assunta un’altra</em>”</p>
<p>Emanuele Severino: “Io tutt’ora do del ‘loro’ agli studenti.<em> </em>Sono formalista. Alla Cattolica [<em>dove Severino ha insegnato prima di entrare in conflitto con il pensiero ufficiale della chiesa cattolica</em>] c’era l’invito, non l’obbligo, di dire questa preghiera. Dirò che sono stato allevato in modo pacatamente cattolico, perché per esempio mio fratello era studente che frequentava l’Università Normale di Gentile, ho studiato dai gesuiti, ma avevo allora dieci-undici anni, ma sentendo mio fratello che mi parlava di Gentile. Da parte di mio padre, che era Generale dei bersaglieri, siciliano, e quindi tiepidamente cattolico, perché i siciliani sono cattolici a modo loro, e questo era il clima in cui sono cresciuto, e in cui, avendo primariamente in mente la preoccupazione filosofica, non vedevo nella religione come qualcosa che stesse un bastone nelle ruote. Ad un certo punto è venuto fuor che era un bastone nelle ruote. Ma questo senza che il discorso filosofico venisse a cambiare. E’ venuto a cambiare il giudizio storico sulla <em>compatibilità </em>tra quel discorso e l’atteggiamento religioso.”</p>
<p>[…]</p>
<p>[posizione -10:17]</p>
<p>Infine, la conclusione di Emanuele Severino:<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Emanuele-Severino3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4634" title="Emanuele Severino" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Emanuele-Severino3.jpg" alt="" width="250" height="166" /></a></p>
<p>“Il discorso sulla fede è importante, io ho scritto parecchio sulla prevalenza della fede nel nostro vivere quotidiano. C’è fede anche quando diciamo ‘<em>siamo qui, alla Fondazione del Corriere della Sera</em>’, è una fede. Agostino queste cose le sapeva molto bene, perché… ‘<em>che io sia nato… bah… è una fede, perché me l’han detto gli altri…</em>’. Estenderei fino a dire ‘<em>Esiste il mondo? E’ una fede</em>.’</p>
<p>Esiste un’industria, una politica? Si scrive sempre di politica o di economia, sottintendendo che siano delle realtà indiscutibili. Invece no, sono dei <em>contenuti</em> che si crede che siano delle realtà indiscutibili. Questo, gli scienziati di scienze umane lo dovrebbero tenere molto più presente. Dei politici, poi, che non solo hanno questa convinzione, dell’<em>oggettività </em>delle categorie di cui parlano, ma sono cattivi filosofi, perché, mentre lo scienziato enuncia quello che dice con beneficio d’inventario, il politico non lo fa mai. Ed accentua la <em>fede</em> al punto tale da evitare ogni dubbio perché altrimenti è chiaro che non sarebbe più votato. Un politico che dice “<em>mah, forse, io farei così…</em>” è fallito in partenza. Quindi, chi appartiene alla scienza della politica, deve mostrarsi <em>fedele</em> all’ultimo sangue. Anche questo andrebbe detto agli scienziati di scienze umane!</p>
<p>Resta il problema che, se tutto fosse <em>fede</em>, sarebbe la posizione ‘<em>scettica</em>’. La <em>fede non può essere la totalità del nostro sapere</em>, occorre anche <em>ciò che sa che cosa la fede è</em>. Guarda che, per Platone, che prima hai citato, l’uomo esce dalla caverna e <em>vede</em>, ma <em>vede incontrovertibilmente</em>! Platone usa alla fine del libro 5° della “Repubblica” usa il termine ‘<em>non-ipotetico</em>’ per qualificare quel <em>Sapere</em> che conosce l’esistenza di quello che lui chiama “<em>l’assolutamente essente</em>” e “<em>l’assolutamente niente</em>”. Ora, questo quadro in cui si parla di Dio, e molto positivamente, cioè si sa che cos’è Dio, è il mondo della razionalità, dell’idealità, eccetera eccetera, <em>non è un quadro di fede</em>.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Dio-secondo-i-filosofi-lApaprire-della-Verità.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4635" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Dio-secondo-i-filosofi-lApaprire-della-Verità.jpg" alt="" width="502" height="335" /></a>Quando Platone dice ‘<em>filosofo</em>’ non intende colui che è ancora nella fase di ricerca perché ancora non è riuscito a toccare la Verità, ma in greco l’inizio della parola vuol dire ‘<em>aver cura per…</em>’, quindi non il trovarsi <em>al di fuori</em> della Verità.</p>
<p>Diciamolo questo! Se noi mettiamo la Verità là, lontano, e noi siamo qui, il percorso che copiamo per andare da qui a là, e bussiamo alla porta della Verità perché venga ad aprire – questo percorso è un percorso nella Verità o nella non-Verità? Beh, è nella non-Verità, perché la Verità è là e noi le andiamo a bussare…</p>
<p>Se allora noi pensiamo alla Verità come ad un punto d’arrivo di un tragitto che noi dobbiamo compiere per arrivarci, non arriveremo mai alla Verità, perché, ripeto, percorreremmo una strada che, per definizione, <em>sta al di fuori</em> della Verità.</p>
<p>Quindi, <em>o la Verità è originariamente nell’uomo</em> – e tutto quello che io ho detto prima dell’enticidio sottintende una Verità <em>che è in ognuno di noi</em>, non è cioè che salti fuori dal pensiero di uno di noi ed entri nel pensiero di un altro – oppure ‘<em>a chi bussa non sarà aperto</em>’.</p>
<p>Ultimo codicillo, che però meriterebbe ben altra considerazione: se prima parlavo di <em>deicidio</em> perché si pensa che le cose siano Nulla, allora qui <em>l’errore è insieme all’orrore</em>. Per non essere né <em>nell’errore né nell’orrore</em>, è necessario rovesciare il discorso. Le cose non sono ciò che, per sé considerate, sono Nulla, ma <em>sono ciò che non può uscire dal Nulla e non può ritornare nel Nulla</em>. Il che vuol dire – <em>sono Eterne!</em> Cioè tutto, questo nostro incontro, questo mio gesto, e lo stato precedente, e lo stato susseguente – <em>la Totalità degli stati del mondo sono Eterni.</em> Questo è il contenuto di quella Verità che sarebbe pietoso se fosse invenzione di Tizio, Caio, Sempronio, o di un Dio! E’ la Verità che ha all’interno di sé l’umano, il divino, e tutte queste considerazioni, tutte queste determinazioni.</p>
<p>L’invito a pensare che, oltre alla Verità della Ragione – la Ragione così come è stata pensata dalla Civiltà occidentale – c’è una Verità che è quella che dice – <em>tutto è Eterno</em>. Perché quella Ragione alla quale tu ti riferisci, sono d’accordo, è fede anch’essa. E’ fede perché <em>non riesce ad esibire</em> <em>la negazione della propria negazione</em>. E quindi tu puoi avere ragione rispetto alla Ragione hegeliana, rispetto alla Ragione aristotelica, rispetto alla Ragione platonica, ma c’è qualcosa di più radicale che non è insegnato dai filosofi, non è insegnato dalla chiesa, o da qualche ecclesia, sia pure non cattolica o non cristiana. E’ in noi, <em>siamo noi l’apparire di questa Verità</em>, che meriterebbe ben altro discorso rispetto a questo, indecente, che ho fatto io adesso.</p>
<p>______________________</p>
<p><strong>Potete leggere, guardare ed ascoltare il dibattito tra Giovanni Reale ed Emanuele Severino sul “tema dei temi” ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/cosa-significa-dio-1/" target="_blank">Prima parte</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/cosa-significa-dio-2/" target="_blank">Seconda parte</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/cosa-significa-dio-3-veleno-dellannientamento/" target="_blank">Terza parte</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/cosa-significa-dio-4-lapparire-della-verita/" target="_blank">Quarta parte</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>Emanuele  Severino è uno dei  più  importanti filosofi contemporanei, non solo in  Italia, che ha il  raro e  prezioso dono di saper parlare ad un  pubblico di persone comuni  come  tutti noi, ma in modo rigoroso e pieno  di significato.</p>
<p>GrandiPassioni.com si occupa molto delle sue opere e del suo pensiero, che potete leggere, e spesso ascoltare, ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/03/2010/09/severino-la-nostra-origine-1/" target="_blank">Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/10/severino-a-nostra-origine-2/" target="_blank">Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, seconda parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/10/severino-spiega-nostra-origine-3/" target="_blank">Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, terza ed ultima parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/12/severino-etica-e-capitalismo-1/" target="_blank">Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/01/severino-etica-e-capitalismo-2/" target="_blank">Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, seconda parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/02/severino-etica-e-capitalismo-3/" target="_blank">Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, terza parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/01/invito-ad-un-sapere-superiore/" target="_blank">Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2011/02/invito-ad-un-sapere-superiore-2/" target="_blank">Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, seconda parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2009/12/la-conversazione-il-mio-contributo/" target="_blank">Le basi della filosofia occidentale, ispirato dalle opere di E. Severino: La conversazione, il mio contributo – prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/conversazione-contributo-2/" target="_blank">Le basi della filosofia occidentale, ispirato dalle opere di E. Severino: La conversazione, il mio contributo – seconda parte</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4625" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook2-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
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