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	<title>GrandiPassioni &#187; Decidere</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>Il talento e’ sopravvalutato!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 12:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi presento uno dei libri di formazione piu&#8217; stimolanti che mi sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte. La tesi dell’autore Geoff Colvin e’ semplice: “Coloro che esprimono una performance di classe mondiale non sono nati con un magico talento naturale; raggiungono la grandezza in un modo che chiunque puo’, volendo, replicare!” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Talent-is-overrated.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2655" title="Talent is overrated" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Talent-is-overrated.jpg" alt="" width="180" height="244" /></a>Vi presento uno dei libri di formazione piu&#8217; stimolanti che mi sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte.</p>
<p>La tesi dell’autore Geoff Colvin e’ semplice: <em>“Coloro che esprimono una performance di classe mondiale non sono nati con un magico talento naturale; raggiungono la grandezza in un modo che chiunque puo’, volendo, replicare!”</em></p>
<p>Non facile da crederci, piu’ o meno tutti abbiamo un senso di rispetto, se non fede, nel talento&#8230; eppure Colvin fa un lavoro eccellente, rinforzato da solidi esempi e casi, ed arriva a conclusioni di valore, per nulla banali&#8230;</p>
<p><strong>Il segreto della performance di classe mondiale</strong></p>
<p>La maggior parte delle persone crede che il principio “piu’ lavori e piu’ hai successo” sia ovvio buon senso. Se lo fosse, pero’, sarebbero moltissime le persone che raggiungono un elevato grado di performance in cio’ che fanno, molte piu’ di quelle che davvero esistono.</p>
<p>Allora, il “buon senso” suggerisce che quei pochi fortunati siano stati baciati dalla fortuna del dono di un “talento”&#8230; l’ovvia conclusione e’ che,<em> se non si ha talento, non val la pena nemmeno tentare, o si e’ comunque limitati in partenza</em>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Maradona.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2656" title="Maradona, un esempio di &quot;talento&quot;... ma quanti giocatori sono diventati &quot;Grandi&quot; partendo da molto meno?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Maradona-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Altri, invece, credono che lavorare molto duro, di giorno e notte, porti alla “grandezza”, semplicemente ripetendo sempre piu’ e sempre meglio cio’ che si fa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Lavorare duro non paga</strong></p>
<p>Cio’ che s’intende per “lavoro duro” spesso non e’ altro che la continua ripetizione di attivita’ <em>mediocri</em>. Quindi, il “lavorare duro” diventa addirittura un ostacolo se si continua a lavorare <em>piu’ duramente</em> invece che <strong><em>aumentando le proprie abilita’</em></strong>&#8230; si rafforza l’abitudine alla <em>mediocrita’</em>.</p>
<p>Prima di risolvere questa questione, si tratta di capire cosa sia la “grande performance”. Ogni singola persona al mondo puo’ definire cosa sia per se stesso, e vedremo che questo e’ il miglior approccio possibile.</p>
<p>Tuttavia, per non fermare qui la discussione, decidiamo di chiamare “grande performance” una situazione in cui “<em>Sei il leader nel settore in cui operi e godi del rispetto degli altri leader del medesimo settore</em>”. Ad esempio, nel settore del divertimento, Walt Disney sarebbe un eccellente esempio. Quanti sanno pero’ che Walt Disney e’ fallito cinque volte prima di affermarsi?</p>
<p>E allora? Qual e’ il punto?</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La “Pratica Deliberata” e’ il segreto<br />
per raggiungere una Performance di Classe Mondiale</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Metafora-di-Grande-Performance.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2657" title="Metafora di Grande Performance" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Metafora-di-Grande-Performance-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Cosa e’ questa “Pratica Deliberata”? Non e’ la pratica “tranquilla” che “ti tiene in carreggiata”. <strong><em>La “Pratica Deliberata” e’ la pratica che fa male</em></strong>. Significa <em>decidere </em> di mettersi <em>intenzionalmente</em> in uno stato di possibile fallimento doloroso piu’ e piu’ volte. Non si tratta cioe’ di provare ad avere successo. Si tratta di prepararsi ad una grande performance facendo le cose dure che ci fanno fallire – piu’ e piu’ e piu’ volte – finche’ finalmente non allarghiamo le nostre percezioni ed abilita’.</p>
<p>Si tratta di decidere di fare uno scambio: dolore a breve termine in cambio della potenzialita’ di realizzare una grande performance.</p>
<p>Si puo’ definire “crescita esponenziale attraverso piccoli miglioramenti continui”. I giapponesi lo chiamano “Kaizen”. L’autore Geoff Colvin lo chiama “Effetto Moltiplicatore”.</p>
<p>Gia’&#8230; benissimo&#8230; ma perche’ funziona?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L’Effetto Moltiplicatore</strong></p>
<p>Lo stesso principio per cui un neonato impara prima a strisciare, poi a camminare ed infine a correre, e poi, ancora, ad imparare, ad esplorare incuriosito, a sfidare e cambiare il mondo&#8230; e’ lo stesso processo che porta alla performance di classe mondiale.</p>
<p>Il risultato finale ci e’ perfino ovvio, ma ogni singolo passo e’ <em>dolorosamente lento</em>. Pensateci: ogni nuova abilita’ che imparate vi porta in una nuova prospettiva da cui, poi, potete imparare anche di piu’!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Livello attuale + Pratica deliberata = Piu’ abilita’</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Piu’ abilita’ + Piu’ Pratica deliberata = Buona performance</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Buona performance + PIU’ Pratica deliberata = GRANDE performance</strong></p>
<p>E’ proprio qui che la maggior parte delle persone scivola: si accontenta di essere ad un “buon livello”, quando il “dolore” e’ passato. Ad un certo punto, la maggior parte <strong><em>sceglie</em></strong> di smettere di crescere. Ci si accontenta di aver raggiunto un pezzo di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Geoff-Colvin-lautore.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2658" title="Geoff Colvin, l'autore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Geoff-Colvin-lautore-200x300.jpg" alt="" width="140" height="210" /></a>carta, un buon risultato, un certo livello di comfort nel lavoro e nella vita.</p>
<p>Ecco allora la domanda: se cosi’ tanti seguono la logica del “<em>un buon livello e’ sufficiente</em>”, forse non e’ poi una scelta da buttar via&#8230; il prezzo da pagare da “buono” a “grande” non e’ forse troppo alto?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>“Buono” e’ meglio di “Grande”?</strong></p>
<p>La differenza fondamentale tra la persona mediamente brava ed un performer di classe mondiale sta nel livello di passione e risorse mentali che dimostra in cio’ che fa. Un grande performer vive in uno stato di totale devozione per cio’ che fa.</p>
<p>Quante ore dedica Steve Jobs per realizzare il livello di grandezza che manifesta? Che sacrifici decidono di sopportare le loro famiglie per sostenere quel livello di grandezza?</p>
<p>Che sacrifici personali devono fare? Hanno tempo per leggere un libro, o andare in vacanza, o per vedere la partita? In molti sensi, una persona media ha uno stile di vita di qualita’ molto superiore ai “Grandi”!</p>
<p>La domanda pero’ NON e’ quale prezzo LORO paghino! La domanda e’ quale prezzo TU VUOI PAGARE? Quali sacrifici sei pronto a compiere per realizzarti?</p>
<p>La scoperta e’ che la Grandezza e’ a disposizione di chiunque&#8230; chiunque pronto a fare gli sacrifici che servono per ottenerla.</p>
<p>La domanda centrale si trasforma allora in:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Quale Chiamata all’avventura della tua Vita<br />
senti che abbia abbastanza SIGNIFICATO per te,<br />
cosi’ che la decisione di diventare “Grande”<br />
NON sarebbe un sacrificio,<br />
ma addirittura una scelta facile ed irresistibile?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Trova il tuo Scopo</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Medaglia-doro-olimpica.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2659" title="Medaglia d'oro olimpica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Medaglia-doro-olimpica-203x300.png" alt="" width="203" height="300" /></a>“Lo Scopo” e’ una cosa molto interessante: trovarlo, significa trasformare completamente la propria vita.</p>
<p>Senza la motivazione di uno Scopo piu’ ampio, e’ difficile, se non impossibile, spingersi al di la’ del “buon livello”&#8230; perche’ ogni volta che lo si passa si entra nell’area del “sacrificio personale”, un’area in cui non si resta a lungo senza una “Chiamata” piu’ grande.</p>
<p>Ed ecco la parte migliore; se davvero hai una “Chiamata” – non sara’ un sacrificio – sara’ invece un’Avventura!</p>
<p>Se trovi il tuo Scopo, lo definisci chiaramente, ti si apre la possibilita’ di una Vita piena di significato, di opportunita’, di crescita. Hai una Chiamata, una Ragione, una Missione. Un po’ come i Blues Brothers&#8230;</p>
<p>Dove e’, allora, la tua Missione? Con ogni probabilita’, la’ ove puoi aggiungere il massimo valore nel mondo. E questo, probabilmente, ha a che fare con i tuoi <strong><em>punti di forza</em></strong>.</p>
<p>Senza Scopo, vaghi per il mondo “tenendoti impegnato”&#8230; quando lo Scopo si chiarisce e ti sono presenti i punti di forza, senti invece di stare aggiungendo Valore al mondo la’ fuori, di stare liberando e manifestando il Potere che e’ in te&#8230; che stai allinenando il Potere in una precisa Direzione&#8230; questo, con altra Pratica Deliberata ed Effetto Moltiplicatore&#8230; porta a Destinazione!</p>
<p>Quanto tempo ci vuole?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La regola dei dieci anni</strong></p>
<p>Secondo le ricerche dell’autore, l’eta’ a cui si inizia a fare qualcosa seriamente ha molta meno importanza di quanto comunemente si creda. Invece, quello che conta e’ “la regola dei dieci anni”. Ad esempio, un pianista che inizia a 4 anni e continua a praticare molto seriamente, puo’ aspettarsi grandi risultati a 14 anni; se inizia a 50 anni, se li puo’ aspettare a 60 anni.</p>
<p>Sei pronto a prenderti l’impegno che serve a diventare GRANDE?</p>
<p>___________</p>
<p>In chiusura, due parole personali: la forza del libro sta nel “calare nella pratica”, cioe’ nella vita quotidiana e nell’azione, la saggezza e la conoscenza che e’ implicitamente espressa nelle opere di “saggi” come Campbell, Riggio, nella PNL, ed altri splendidi autori sui quali questo sito cerca di informarvi e stimolarvi.</p>
<p>Soprattutto, la possibilita’ di realizzarsi non sta in una entita’ “misteriosa”, “data” come il “talento”, ma nella Volonta’, che ognuno ha e puo’ decidere di usare per creare <em>azione</em>.</p>
<p>A cosa serve tutta la conoscenza del mondo se essa non diventa <em>esperienza</em>, <em>azione</em>, qualcosa che si rende <em>manifesto</em> nella nostra vita, nel lavoro, nelle relazioni?<br />
Eppure, nello stesso tempo &#8211; l’azione per l’azione, il potere per il potere &#8211; tendenze frequentissime del nostro tempo &#8211; sono tentazioni molto forti&#8230; e, a lungo termine, perdenti e prive di Significato.</p>
<p><strong><em>Trova la tua “Chiamata”, scopri chi sei e decidi di diventare te stesso.</em></strong></p>
<p>In fondo, non c’e’ poi molto altro da dire&#8230;</p>
<p>Petar</p>
<p>___________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook16.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2660" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook16-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Le persone che frequentano   questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale   delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>oppure cerca il Gruppo GrandiPassioni.com su Facebook!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (2 di 2)</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2010/11/eccellenza-arte-di-decidere-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 22:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;. Buona lettura, Petar ______________________ Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2568" title="Introduzione al Mythoself" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg" alt="" width="270" height="400" /></a>Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;.</p>
<p>Buona lettura, Petar</p>
<p style="text-align: center;">______________________</p>
<p>Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei senz&#8217;altro diventato un veterinario. Suonava come una decisione presa da loro, dai miei genitori – sorta dal loro amore, dalla loro ammirazione e rispetto per il “talento” che avevo mostrato – ma, in ogni caso, una <em>decisione</em>.</p>
<p>Negli anni seguenti, i genitori continuarono a dire un po’ a tutti che il loro figliolo Randy sarebbe diventato un veterinario “<em>perche’ ha addestrato un canarino quando aveva solo otto anni, per cui ha un suo modo di comunicare con gli animali</em>”. Tenete a mente che non avevamo mai avuto nessun altro animale domestico.</p>
<p>Quando qualcuno chiedeva “Randy, cosa vuoi diventare da grande?”, rispondevo “un veterinario!”</p>
<p>“Oh, davvero, e come mai?”</p>
<p>“Ho addestrato un canarino quando avevo otto anni!” ed a quei tempi la risposta mi pareva completamente sensata.</p>
<p>Venne presto il tempo di trovare una risposta seria a tal domanda, cioe&#8217; di fare una scelta di vita. Man mano che si avvicinava l’ultimo anno delle scuole superiori, fui incoraggiato a mandare la preiscrizione alle universita’ che avevano la facolta’ di veterinaria. Siccome questa carriera pareva essere il mio destino, pensavo che sarebbe stato interessante “sporcarsi le mani” – letteralmente – lavorando per qualche tempo presso un veterinario. Pensavo anche che avrebbe aumentato le mie chances di essere accettato in una delle universita’ a cui avevo scritto.</p>
<p>Cosi’, l’estate tra il penultimo e l’ultimo anno delle superiori, feci domanda di lavoro presso un veterinario, il dott. Weiss. Lui mi chiese perche’ volessi diventarlo. “Sa, dott. Weiss, ho addestrato un <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2569" title="dott. Randy Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>canarino quando avevo otto anni&#8230;”</p>
<p>Mi fece iniziare al canile. Era una sezione lunga e stretta, concepita per esercitare e liberare gli animali dalle gabbie. Era un largo rettangolo di cemento, convergente da tutte le direzioni verso un foro centrale, e circondato da muri, anch’essi di cemento. Il mio lavoro consisteva nel pulire e lavare il pavimento. Dopo un’ora, non capivo ancora la relazione tra l’aver addestrato un canarino ed il fatto di pulire merda di cane.</p>
<p>Fui salvato da questo impossibile rompicapo da una richiesta del dott. Weiss: “Randy, ti dispiace far uscire Brutus dalla gabbia, e portarlo a me?”</p>
<p>Brutus era un enorme pastore tedesco con denti affilati ed un respiro minaccioso. Io pesavo piu’ o meno quanto lui, ma non ero cosi’ forte&#8230; quindi ero molto meno determinato di lui in quel momento.</p>
<p>Mi sono avvicinato alla gabbia, ed ho pensato di aprire la porta che ci separava. Brutus mi guardo’ mostrando i denti, come per dire “Avanti, sfigato, apri. Infila la mano e vieni a prendermi se hai il coraggio&#8230;” Pareva comparire una sorta di sorriso obliquo sul suo grugno&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, Brutus pare voler stare tranquillo per adesso. Posso portarglielo piu’ tardi?”</p>
<p>Cio&#8217; che successe nei pochi secondi successivi ha vibrato attraverso il mio corpo in un modo tale da farmi decidere per sempre di abbandonare la carriera veterinaria. Il dott. Weiss si avvicino’ a Brutus, lo prese per la collottola, e lo trascino’ fuori dalla gabbia. Brutus non fece altro che piagnucolare&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, e se l’avesse morsa?”</p>
<p>“Devi mostrare ad un animale chi e’ che comanda – non puoi mai farti intimidire, gli animali annusano la paura!”</p>
<p>“Eggia’!” dissi “ma lei e’ mai stato morso?”</p>
<p>“Oh, certo!” disse il dott. Weiss “di tanto in tanto, succede!”</p>
<p>Il mio lavoro all’Ospedale per animali “Weiss” termino’ quel giorno stesso. Nella mia testa, non riuscivo a riconciliare “di tanto in tanto rischio di perdere un dito” con “ho addestrato un canarino a salirmi sul dito, e quindi dovrei diventare un veterinario”.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2570" title="Generative NLP" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP-300x61.gif" alt="" width="300" height="61" /></a>Piu’ tardi, il mio miglior amico Bob, che poi frequento’ la Michigan State University e divenne davvero un veterinario, fece esattamente come il dott. Weiss: e’ stato morso parecchie volte, non solo da cani, ma anche da gatti! Entrambi i miei fratelli sono veterinari, ed oggi sono proprietari di ospedali per animali.</p>
<p>Quando mio fratello Alan lavorava per un veterinario per completare il suo tirocinio, un pastore tedesco gli morse la palpebra, e dovette ricorrere alla chirurgia d’emergenza per salvare un dotto lacrimale. Anche lui, poi, e’ stato morso molte altre volte. Mio fratello Brian ha avuto lo stesso “piacere” piu’ e piu’ volte. In effetti, la sua risoluzione ad aiutare gli animali trascende la paura di essere morso, tanto che una volta ha persino avuto una tigre sul suo tavolo medico! (Per fortuna era addormentata, ed ha mancato l’occasione di un gustoso spuntino). Nonostante sia stato io il primo a decidere per la carriera veterinaria, alla fine ho cambiato idea, mentre entrambi i miei fratelli sono rimasti fermi sulla loro decisione di immergersi in questa professione.</p>
<p>Non avendo mai cercato davvero di capire cosa fosse necessario per essere un buon veterinario, ed in qualche modo disilluso dalla mia esperienza all’ospedale del dott. Weiss, mi sono inizialmente sentito come bloccato. Per la maggior parte della mia vita ho ascoltato di come dovessi diventare un veterinario, ed ora mi sentivo semplicemente confuso. Decisi di riconsiderare la mia scelta di carriera, che pareva sempre piu’ la conseguenza delle convinzioni, degli incoraggiamenti e delle reazioni che avevo ricevuto dagli altri che di cio’ che provavo essere la cosa giusta da fare per me stesso. Non ero sicuro a questo punto come avrei fatto a sapere come e quando avrei fatto la scelta giusta, ma sapevo che doveva essere qualcosa di diverso che essere un veterinario. Nel tentativo di fare una nuova scelta, mi stavo nel frattempo allontanando da quella vecchia.</p>
<p>Iniziando l’Universita’, decisi di tentare la carriera di dentista. Ma dopo il primo anno alla Michigan State University, capii che non mi piaceva guardare nella mia stessa bocca, e ancor meno in quella degli altri. Mi orripilava l’idea di continuare a fare questo per il resto della vita, sentivo letteralmente il petto contrarsi, come se qualcuno mi rubasse il respiro. Ancora una volta, c’era qualcosa che riguardava questa decisione che sentivo drasticamente sbagliato. Nonostante questa volta avessi fatto delle ricerche per comprendere che genere di percorso scolastico fosse necessario, e come si svolge la professione dentistica, dopo due anni di apprendimento, avevo la fortissima sensazione fisica, nel mio corpo, che c’era qualcosa di sbagliato.</p>
<p>Cosi’, ho lanciato ancora una volta in aria i dadi, con un nuovo criterio in mente: volevo fare una scelta che potessi sentire nel mio corpo come positiva – fare qualcosa che potevo riconoscere <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green.png"><img class="alignright size-medium wp-image-2571" title="www.drrandywgreen.com e' il sito di Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green-300x271.png" alt="" width="300" height="271" /></a>come la cosa giusta da fare per me. Quando finalmente entrai in contatto con il mondo della psicologia, provai qualcosa di interamente nuovo. Piuttosto che fare una decisione basata su qualcosa che una disciplina <em>non</em> fosse- come avevo fatto passando dalla veterinaria alla carriera dentistica – questa volta, feci una decisione basata sul modo con il quale volevo agire nel mondo come psicologo. E per la prima volta, ho sentito attraverso tutto il mio essere che tale scelta rifletteva la persona che veramente sono. Posso richiamare dalla memoria una certa immobilita’ – un senso di rilassamento – all’interno delle mie budella, seguito da altre sensazioni fisiche, che mi dicevano quanto questa carriera fosse significativa per me.</p>
<p>Nel percorso che mi ha portato ad essere un psicologo autorizzato dallo Stato di New York, ho fatto centinaia di decisioni – decisioni che spesso iniziavano con un certo grado di indecisione, di solito con la domanda “perche’ non riesco a decidere?”</p>
<p>Perche’ ci sono persone che provano tanta fatica a prendere decisioni importanti per la loro vita, quando per altri sembra facilissimo? Per anni, dopo la serie di eventi presso l’ospedale del dott. Weiss, mi sono chiesto come i miei fratelli fossero riusciti a decidere con tanta facilita’ di volersi immergere nella professione veterinaria. Allora, non sapevo che ognuno di essi si domandava con altrettanta energia che cosa mai avesse spinto me a fare il psicologo, cioe’ una professione che richiede di ascoltare disagi e stati di agitazione di centinaia di persone, per tantissimi anni di fila.</p>
<p>Non avendo ottenuto alcuna risposta soddisfacente a questa domanda, “<em>Perche’?</em>”, man mano che sviluppavo la mia esperienza e la mia abilita’ come psicologo, ho compreso che una domanda di gran lunga migliore per il processo decisionale e’ “<em>Come?</em>”</p>
<p>Come fa una tal persona a creare nella propria mente possibilita’ tra le quali scegliere?</p>
<p>Come fa un’altra persona a bloccarsi, e diventare incapace di scegliere?</p>
<p>E, la domanda piu’ importante, come fanno le persone a liberarsi da queste difficolta’ per compiere decisioni che migliorano loro stesse?</p>
<p>__________________________________</p>
<p>Beh, a questo punto non resta che leggere il libro di Randy! <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Petar</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2572" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (1 di 2)</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 12:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale. L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2545" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2546" title="dott. Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg" alt="" width="120" height="150" /></a> “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale.</p>
<p>L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; che consigliamo caldamente a chiunque conosca l’inglese, e di cui pubblichiamo qui la prefazione di Joseph Riggio, e, nel prossimo articolo, l’introduzione dell’autore stesso.</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________</p>
<p><strong>Prefazione</strong></p>
<p>Succede ogni tanto che qualcosa di antico e di estremo valore venga riscoperto. Quando cio’ succede, la Ruota della Conoscenza genera una nuova rivoluzione, e quel che emerge e’ allo stesso tempo uguale e radicalmente rinnovato, quindi diverso.</p>
<p>Coloro che non hanno familiarita’ con l’origine di questa antica saggezza lo percepiranno come nuovo, e di solito tanto basta per catturarne l’interesse. Coloro che invece hanno familiarita’ con l’antico sapere, lo riconosceranno per cio’ che e’, e ne saranno attratti perche’ capiranno il valore di cio’ che viene loro offerto. Cio’ che il Dr. Randy Green condivide in questo libro e’ un esempio della rivoluzione della Ruota della Conoscenza, qualcosa di profondamente importante e di assoluta rilevanza per il nostro mondo contemporaneo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2547" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg" alt="" width="133" height="240" /></a>All’inizio degli anni ’70 due esploratori dell’esperienza umana, Richard Bandler e John Grinder, hanno formulato una “tecnologia dell’eccellenza” battezzata Programmazione Neuro-Linguistica, in Italia nota come PNL. Il loro lavoro fu riconosciuto tra i piu’ importanti in assoluto per il progresso della psicologia applicata negli ultimi decenni del ventesimo secolo.</p>
<p>L’essenza della loro scoperta e’:</p>
<p>1.    Ogni individuo ha esperienza degli eventi della sua vita in un modo unico:</p>
<p>2.    Questi eventi sono codificati in schemi specifici che sono accessibili e malleabili</p>
<p>3.    Facendo attenzione alle forme ed ai modi con cui gli eventi vengono codificati, l&#8217;esperienza puo’ essere programmata e guidata per produrre risultati desiderati, utili, e di lunga durata.</p>
<p>Sono idee stupefacenti se si riflette sull’impatto che hanno sulla performance dell’essere umano, e sull’abilita’ di costruire esperienze in relazione all’ottenimento di risultati desiderati. In applicazioni anche molte diverse come la terapia, l’educazione, il business, lo sport, ecc., la PNL diventa una tecnologia di punta per produrre eccellenza con individui o gruppi di persone.</p>
<p>Roye Fraser, uno studente di PNL, assunse un approccio radicale, basato su una direzione esclusivamente positiva. Il pressuposto e’ che ogni individuo ha un innato modello di eccellenza per vivere la propria vita, una sorta di “Impronta di successo” (“Success Blueprint”). Roye chiamo’ questo modello “Generative Imprint”, e la comprensione dell’impatto di questo modello divenne il lavoro della sua vita. La sua eredita’ consiste nel materiale realmente rivoluzionario che ha sviluppato, nella sua abilita’ cioe’ di creare cambiamenti positivi nella vita delle persone che incontrava.</p>
<p>Volendo darne una breve spiegazione, cio’ che Roye ha realizzato e codificato e’ che le persone compiono una scelta fondamentale nelle loro vite, cioe’ se vivere da una posizione orientata positivamente, focalizzata sulle possibilita’, oppure da una posizione orientata negativamente, focalizzata sulle limitazioni. Quando si fa la scelta di organizzarsi rispetto alle possibilita’, l’intero essere della persona vive una trasformazione profonda – i pensieri, le sensazioni, i comportamenti e persino l’espressione corporea – in un modo specifico che genera un senso profondo di benessere. Questa scelta fondamentale determina come si ha esperienza di qualunque cosa: o la vita e’ piena di possibilita’, o e’ piena di limitazioni.</p>
<p>Io ho incontrato Roye nel 1987, e ne sono diventato studente ed apprendista. Da quella esperienza intensa ho poi sviluppato il modello del Mythogenic Self Process, o Mythoself, che ho iniziato ad insegnare nel 1994, portandolo in trenta paesi diversi.</p>
<p>Nel 2004 sono stato presentato al dott. Randy Green da un mio studente, Devon White. Randy porto’ una incredibile sete di conoscenza, ed una significativa esperienza professionale clinica al lavoro che avevo compiuto fino a quel momento.</p>
<p>Leggendo il libro che ha scritto, da un punto di vista delle possibilita’ che la vita offre, scoprirete che Randy offre cio’ che puo’ essere considerato un approccio al “prendere decisioni” totalmente differente ed unico rispetto ad ogni altro che possiate aver incontrato prima d’ora. La maggior parte dei libri sul “prendere decisioni” assumono il punto di vista per cui “decidere” e’ una attivita’ mentale che dipende dall’analisi delle informazioni esistenti. Di solito, questo tipo di analisi significa considerare con cura i dati e poi mettere in equilibrio i rischi e ricompense – costi e benefici, lati positivi e lati negativi – eppure tutto cio’ e’ solo un tentativo di formalizzare qualcosa che non si lascia afferrare.</p>
<p>Al posto di questi modelli analitici, che sono “approcci cognitivi” al “prendere decisioni”, cio’ che troverete in questo libro e’ un approccio radicalmente differente, basato sulla consapevolezza del vostro essere, compreso quello del vostro stesso corpo. Il Dr. Green vi insegnera’ a diventare sensibili ai piu’ sottili segnali del vostro corpo che esprimono una risposta del tipo “si’” o “no” alle informazioni esistenti. Usando questi segnali come riferimento per le decisioni da prendere, crea un impressionante metodo per prendere decisioni significative, soprattutto quando i dati sulla base dei quali decidere sono minimi.</p>
<p>I passi che si devono intraprendere per creare la necessaria sensibilita’ a questi segnali corporali, che sono la base del metodo di “prendere decisioni” presentato nel libro di Randy W. Green, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2548" title="Il biglietto da visita di Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif" alt="" width="155" height="97" /></a>provengono direttamente dall’eredita’ del lavoro di Roye Fraser e del suo modello “Generative Imprint”. Cio’ che e’ piu’ significativo di tale lavoro e’ come vada molto al di la’ del semplice “prendere decisioni” Per sviluppare la necessaria sensibilita’ ai segnali del corpo, bisogna prima acquistare sensibilita’ a “come si e’ quando si e’ al meglio di se stessi”, cioe’ quando si e’ organizzati rispetto alle possibilita’.</p>
<p>Man mano che imparerete quanto Randy W. Green insegna nel libro, scoprirete cose di voi stessi che probabilmente nemmeno potevate immaginare. L’aspetto brillante del modello che Randy condivide e’ il modo naturale con cui unisce l’abilita’ di accedere un modo meravigliosamente positivo di stare nel mondo con le decisioni che si prendono a partire da questo stato.</p>
<p>Il metodo di Randy per presentare il materiale e’ efficace perche’ racconta di molti casi e storie di clienti reali con cui ha lavorato&#8230; invece di una storia noiosa e distante, Randy vi apre alla reale, viva esperienza delle persone che hanno tratto beneficio dall’applicare il modello nelle loro vite concrete.</p>
<p>Io lavoro con questo materiale da piu’ di vent’anni ormai, ed in quanto creatore del Mythogenic Self Process, o Mythoself, ho avuto l’occasione di lavorare con migliaia di clienti, compresi dirigenti senior di multinazionali, professionisti in attivita’ o in pensione, educatori, studenti, genitori, ed altri. Cio’ che ho scoperto e’ che se qualcuno ha un vero interesse, puo’ imparare ad applicare questo modello, col risultato che non impara solamente un eccellente metodo per prendere decisioni, ma la sua vita cambia in modo significativamente positivo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2549" title="Joseph Riggio durante un corso a Taiwan" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Oggigiorno si sente spesso parlare di “psicologia positiva”, e pare che ogni giorno venga pubblicato un nuovo libro sulla “felicita’” – cosa sia, come averla, la sua importanza – come se l’atteggiamento positivo per essere felici fosse un’idea particolarmente nuova. Eppure il lavoro che Roye inizio’ a sviluppare oltre trent’anni fa era basato sulla semplice idea che i risultati che si ottengono operando da una posizione positiva sono superiori a quelli che si possono ottenere operando da qualunque altra posizione.</p>
<p>Cio’ che il dott. Randy W. Green dimostra nella maniera piu’ chiara e’ che, con un sufficiente grado di abilita’, il modello puo’ essere applicato a quasi ogni situazione in cui ci si trovi, che richieda la miglior decisione possibile in quel preciso momento. Nel lavoro che ho svolto con i miei clienti in tutto il mondo, definisco questo come “prendere decisioni di alta qualita’”, decisioni che massimizzano le conseguenze positive e minimizzano quelle negative. Un processo che e’ stato applicato con grande successo da individui ed organizzazioni in tutto il mondo. Ora, voi stessi avete l’opportunita’ di apprendere ed usare nella vostra vita lo stesso metodo per prendere decisioni – un passo significativo nel viaggio che chiamiamo Vita.</p>
<p>Joseph Riggio, Ph.D.</p>
<p><em>Architect and Designer of the Mythogenic Self Process (Mythoself)<br />
</em></p>
<p><em>www.josephriggio.com</em></p>
<p><em>______________________________</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2551" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Le persone che  frequentano  questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in  tempo reale  delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>oppure cerca il Gruppo GrandiPassioni.com su Facebook!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>STRA-OR-DI-NA-RIO discorso di Steve Jobs!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 10:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se dovete leggere una sola cosa su questo sito internet, e poi lasciarlo perdere, leggete questo articolo, e guardate il video! E’ uno dei più magistrali discorsi che abbia mai sentito, ed è con grande emozione che lo pubblico su Grandi Passioni.com, insieme al video, sottotitolato in italiano. Un sentitissimo grazie a Giovanni B. che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Steve-Jobs-Stay-Hungry-Stay-Foolish.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2478" title="Steve Jobs - Stay Hungry Stay Foolish" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Steve-Jobs-Stay-Hungry-Stay-Foolish.png" alt="" width="313" height="240" /></a>Se dovete leggere una sola cosa su questo sito internet, e poi lasciarlo perdere, leggete questo articolo, e guardate il video!</p>
<p>E’ uno dei più magistrali discorsi che abbia mai sentito, ed è con grande emozione che lo pubblico su Grandi Passioni.com, insieme al video, sottotitolato in italiano.</p>
<p>Un sentitissimo grazie a Giovanni B. che me lo ha segnalato!</p>
<p>Vostro Sempre Vostro, Petar</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-MFS0SfO5FY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/-MFS0SfO5FY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo.</p>
<p>Non mi sono mai laureato anzi, a dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata.</p>
<p>Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita.</p>
<p>Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.</p>
<p><strong>UNIRE I PUNTINI</strong></p>
<p>La prima storia è sull’unire i puntini. Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi prima di lasciare veramente.</p>
<p>Perché ho mollato tutto? E’ cominciato prima che nascessi. La mia madre biologica era una giovane studentessa universitaria non sposata che decise di lasciarmi in adozione.</p>
<p>Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Quando arrivai io, questi decisero all’ultimo minuto che avrebbero voluto una bambina. Così, quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi, erano in lista d’attesa, vennero chiamati nel bel mezzo della notte da una voce “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?” Loro risposero: “Certamente!”</p>
<p>Più tardi la mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college, e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Poi accettò, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato all’università. Questo è stato l’inizio della mia vita.</p>
<p>Diciassette anni dopo andai all’università, ma ingenuamente ne scelsi una costosa come Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori furono spesi per pagarmi la retta. Dopo sei mesi non riuscivo a vederne l’utilità. Non avevo idea di cosa fare nella vita e nessun indizio su come l’università avrebbe potuto aiutarmi a capirlo. Eppure era là che spendevo tutti quei soldi, che i miei genitori avevano risparmiato in un’intera vita di lavoro. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. <strong><em>Era molto difficile all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso</em></strong>. Nell’attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti. Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Riportavo al venditore le bottiglie di Coca Cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito, ci compravo da mangiare, e mi facevo più di 10 km a piedi attraverso la città, la domenica notte per avere finalmente un buon pasto a settimana al tempio Hare Krishna. Che bello che era!</p>
<p>Tutto ciò in cui inciampai semplicemente seguendo la mia curiosità ed il mio intuito si rivelarono in seguito di valore inestimabile. Vi faccio un esempio. Il Reed College all’epoca offriva probabilmente il miglior corso di calligrafia del Paese. In tutto il campus, ogni manifesto, ogni etichetta era scritta a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito il corso di calligrafia per imparare a scrivere così. Appresi la differenza tra i tipi di caratteri Serif e Sans Seris, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico, in un senso che la scienza non riesce a catturare, ed io ne fui assolutamente affascinato.</p>
<p>Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare un’applicazione pratica nella mia vita ma, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato l’università e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha solo copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità.</p>
<p>Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare il corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno.</p>
<p>Certamente all’epoca in cui ero all’università era impossibile unire i puntini guardando il futuro. <strong><em>E’ invece diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro</em></strong>. Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete unirli solo guardandovi all’indietro. Così dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire.</p>
<p><strong><em>Credete in qualcosa</em></strong> – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.</p>
<p><strong>AMORE E PERDITA</strong></p>
<p>La mia seconda storia parla d’amore e di perdita.</p>
<p>Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita.</p>
<p>Woz e io fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevamo vent’anni. Abbiamo lavorato duro e in 10 anni Apple è passata dall’essere un’azienda con noi due e un garage, ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre 4000 dipendenti. Avevamo appena creato il nostro miglior prodotto – il Macintosh – un anno prima, e io avevo appena compiuto 30 anni.</p>
<p>Poi, venni licenziato. Come si fa ad essere licenziati dalla compagnia che si ha fondato? Beh, quando Apple era cresciuta, avevamo assunto qualcuno che avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda assieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere ed alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, i nostri dirigenti si schierarono dalla sua parte. Quindi, a 30 anni ero fuori. In maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era svanito, ed io ero devastato da questo.</p>
<p>Non ho saputo davvero cosa fare per alcuni mesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori che mi ha preceduto – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce [cofondatori di Intel] e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley.</p>
<p>Qualcosa però, lentamente, cominciò a crescere in me, ed era <strong><em>la consapevolezza che ancora amavo quello che avevo fatto</em></strong>. L’evolvere degli eventi con Apple non aveva cambiato quello che provavo, neanche un poco. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo. Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere.</p>
<p>La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.</p>
<p>Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT, un&#8217;altra di nome Pixar, e mi innamorai di una meravigliosa donna che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, ed adesso è lo studio di animazione di maggior successo al mondo. In un significativo susseguirsi di eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. Laurene ed io abbiamo una meravigliosa famiglia. Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente.</p>
<p>Qualche volta la vita ci colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. <strong><em>TROVATE QUELLO CHE AMATE</em></strong>. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare e non vi accontentate.</p>
<p><strong>MORTE</strong></p>
<p>La terza storia parla di morte.</p>
<p>Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente prima o poi avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?” E ogni qualvolta la risposta e “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.</p>
<p><strong><em>Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della mia vita</em></strong>. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative, tutto l’orgoglio, tutti gli imbarazzi e i timori di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea di morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.</p>
<p>Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile, e che avrei avuto un’aspettativa di vita non superiore ai 3-6 mesi. Il dottore mi consigliò di andare a casa e di “mettere ordine nei miei affari”, che è il loro codice per dirti di preparare a morire. Questo significa che devi provare a dire ai tuoi bambini ogni cosa che pensavi di dirgli nei prossimi dieci anni, in pochi mesi. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire ai tuoi “addio”.</p>
<p>Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell’analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso il mio stomaco sino all’intestino per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie – che era là – mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro molto raro e curabile con intervento chirurgico. Ho fatto l’intervento chirurgico e adesso sto bene.</p>
<p>Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po’ più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi: Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto, la morte è la destinazione che condividiamo. Nessuno gli è mai sfuggito.</p>
<p>Ed è così che deve essere perché <strong><em>la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo</em></strong>. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità. Il vostro tempo è limitato per cui <strong><em>non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro</em></strong>. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importane di tutte, <strong><em>abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare</em></strong>. Tutto il resto è secondario.</p>
<p><strong>THE WHOLE EARTH CATALOG</strong></p>
<p>Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista “The Whole Earth Catalog”, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima del personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fatto con macchine da scrivere, forbici, e foto polaroid. E’ stato una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni. Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di “The Whole Earth Catalog” e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta, ed io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste ritrovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole <strong><em>“SIATE AFFAMATI. SIATE FOLLI”</em></strong>, era il loro messaggio d’addio. Siate affamati. Siate folli. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a tutti voi. Siate affamati. Siate folli.</p>
<p>Grazie a tutti.</p>
<p>Steve Jobs</p>
<p>____________________________</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook7.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2479" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook7-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Le persone che frequentano questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>La paura ed il suo opposto…</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 23:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
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		<description><![CDATA[Buongiorno ragazzi, ecco uno dei brani piu&#8217; belli e significativi che abbia letto da molto tempo a questa parte. A presto, Petar * * * 29 novembre 2009 WOW! E&#8217; stata una settimana di rivelazioni per me &#8230; Sono appena tornato a New York stamane, piu&#8217; o meno alle 5 del mattino, dalla California del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/Fear.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1262" title="Fear" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/Fear.jpg" alt="" width="700" height="467" /></a>Buongiorno ragazzi,</p>
<p>ecco uno dei brani piu&#8217; belli e significativi che abbia letto da molto tempo a questa parte.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Petar</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Garamond, serif;">29 novembre 2009</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">WOW! E&#8217; stata una settimana di rivelazioni per me &#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Sono appena tornato a New York stamane, piu&#8217; o meno alle 5 del mattino, dalla California del Sud. Ci sono stato alcuni giorni, compreso il Giorno del Ringraziamento, con alcuni familiari di mia moglie. Ho trascorso un po&#8217; di tempo con la famiglia, abbiamo fatto un po&#8217; di shopping in centro, ed anche un po&#8217; di lavoro &#8230; un po&#8217; di giorni completi, direi.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Siamo stati al Pelican Hill Resort a Newport Beach &#8230; saro&#8217; breve, qui &#8230; uno dei migliori hotels/resorts in cui sono mai stato in qualunque parte del mondo, finora. Stanze stupende, panorami meravigliosi sull&#8217;Oceano Pacifico, eccellente servizio in camera 24 ore al giorno / 7 giorni alla settimana, ottimo cibo &#8230; tutto cio&#8217; che potete desiderare in un hotel/resort top level, secondo me.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Venerdi&#8217; ho trascorso la giornata intera nello studio di registrazione a finire il video per “The Complete Package”&#8230; sara&#8217; uno di quei prodotti da urlo&#8230; su questo, nessun dubbio! Tuttavia, questo mi ha portato a pensare alla relazione tra la paura ed il successo, e la soddisfazione nella vita. Vedete, una delle rivelazioni che ho avuto di recente e&#8217; che, in fondo, il successo e la conseguente soddisfazione e&#8217; tutto una questione di <strong>avere una grande strategia di apprendimento</strong>, al cuore di cio&#8217; che fate&#8230; qualunque sia la cosa che fate.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Se conoscete il mio lavoro, siete a vostro agio con l&#8217;idea di &#8220;Success Blueprint&#8221; &#8230; il modo innato di operare al vostro meglio che esiste come un profondo imprint personale, basato sulla posizione generativa, quando siete organizzati in relazione alle possibilita&#8217; ed in uno stato positivo molto carico. Il Complete Package riguarda il ri-accedere questo imprint e farne la posizione di partenza da cui operare, creando un diffuso senso di benessere, un impeto al successo ed alla profonda soddisfazione (che e&#8217; cio&#8217; che piu&#8217; tipicamente manca dalle vite persino dei miei clienti di maggiore successo, prima di lavorare con me).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Oltre a porre nuovamente il fondamento del vostro naturale Success Blueprint, e&#8217; imperativo che abbiate <strong>una posizione in cui l&#8217;apprendimento diventi privo di sforzo e naturale</strong>. Per apprendere in questo modo, dovete opearre da uno stato positivo altamente carico ed organizzarvi in relazione alle possibilita&#8217;&#8230; non alle limitazioni. Eppure la maggior parte delle persone hanno avuto la maggior parte, se non tutte, le proprie esperienze di apprendimento mentre sono in stato inibitorio, cioe&#8217; organizzati in relazione alle limitazioni. Cio&#8217; e&#8217; talmente sbagliato che non so da dove iniziare!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Pongo qui un punto di partenza&#8230; <em>la maggior parte dell&#8217;apprendimento e&#8217; strutturato attorno alla soluzione di problemi</em>. La premessa stessa del problema e&#8217; inibitoria, cioe&#8217; c&#8217;e&#8217; qualcosa di sbagliato col modo in cui sono le cose, che dobbiamo risolvere. AGGGHHH! L&#8217;intera premessa e&#8217; immersa in una paura subliminale, non detta, che se non risolvi il problema, qualcosa di terribile ti succedera&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ora, questa e&#8217; roba altamente motivazionale, ad alto costo. Siamo neurologicamente progettati per rispondere intensamente alla paura&#8230; guardate solo le pubblicita&#8217; sui cartelloni nella Madison Avenue&#8230; funziona. O se preferite, date un&#8217;occhiata a qualunque campagna politica importante, persino da quelli che giurano che non useranno pubblicita&#8217; negativa, e invece la vedrete eccome&#8230; perche&#8217; funziona.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Noi siamo programmati a rispondere alla paura, cioe&#8217;: “Vattene da qui o muori!” Questo e&#8217; cio&#8217; che devi fare quando stai per diventare il pranzo di un gattone con i denti a sciabola, o di un leone, nella savana &#8230; ma si ha esattamente la stessa risposta pensando che &#8220;il bianco non e&#8217; bianco abbastanza&#8221; e che hai fatto un grosso passo falso sociale – o i denti non sono bianchi abbastanza, o i capelli non brillano abbastanza!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Pensate a questa situazione&#8230; siete a scuola e state sognando ad occhi aperti per un secondo o due&#8230; avete perso cio&#8217; che il maestro ha appena detto, ma sentite chiamare il vostro nome per rispondere ad una domanda che non avete sentito&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non avete sentito la domanda perche&#8217; siete semplicemente un giovane, e stavate facendo quel che vi viene automaticamente naturale&#8230; sognare ad occhi aperti, seguendo la vostra predisposizione ad essere affascinato, invece di prestare attenzione a quel che il maestro diceva, per voi noiosissimo&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Eppure, eccovi li&#8217;, esposto, a dover rispondere alla domanda che non avete sentito. In questo momento, provate cio&#8217; che si puo&#8217; definire “paura primordiale”. In quel momento, o provate a voi stesso di essere degno di appartenere alla “tribu&#8217; “ o fallirete e sentite che potete essere ostracizzato e reso ridicolo&#8230; paura primordiale.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Siamo programmati a credere che, se ci rifiutano, vagheremo soli&#8230; ad esempio: non piaceremo a nessuno &#8230; nessuno vorra&#8217; giocare &#8230; sposarci &#8230; ed alla fine moriremo. E&#8217; la paura piu&#8217; naturale del mondo. Letteralmente, in milioni di anni di evoluzione, essere solo&#8230; rifiutato dalla tribu&#8217; ed ostracizzato&#8230; significava morte.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Cosi&#8217;, i tuoi istinti naturale irrompono, e tu vuoi correre via, scappare, il piu&#8217; velocemente possibile. E&#8217; come come quando la tigre dai denti a sciabola, o il leone, attaccavano uno dei tuoi antenati&#8230; ma da allora hai imparato che correre via, in quella situazione, non e&#8217; una scelta possibile, sei caduto in trappola. Cosi&#8217;, ingoi il rospo, e vivi l&#8217;esperienza con tutto il “succo inibitorio” che il momento sta creando per te. Sto letteralmente parlando delle sostanze chimiche neurali e degli ormoni della paura, dello stress e dell&#8217;inibizione, secreti in quel momento.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Questo, e&#8217; gia&#8217; un pessimo punto di partenza, ma e&#8217; poi aggravato da altri 12, fino a 20 anni di scuola&#8230; poi, aggiungeteci quanto siete stati addestrati a considerare il mondo come una serie di problemi da risolvere, ed avrete un&#8217;agenda di paura da seguire , 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, 365 giorni all&#8217;anno.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non mi meraviglia che tante persone provino effetti simili a quelli delle malattie degenerative dopo vent&#8217;anni di questo tipo di scolarizzazione, ed altri dieci-venti nel mondo del lavoro, con le stesse assunzioni e pressioni. Poi, la gente si becca “misteriosamente” un&#8217;ulcera, o peggio. IL FONDO DEL BARILE: A meno che questa “educazione” non venga spazzata via da dentro di voi, finira&#8217; con il spazzare la vostra stessa vita.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Okay, quindi qual e&#8217; la chiave per spazzare via tutta questa paura dal vostro sistema?</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Comprendere che avete bisogno di raggiungere l&#8217;opposto della paura e&#8217; il primo passo. Allo stupido totale sembrera&#8217; che sia &#8220;l&#8217;essere senza paura&#8221;, semplicemente non provarla. Questo non e&#8217; solo stupido, e&#8217; pericoloso&#8230; come quella scemenza del “abbi paura, ma fallo lo stesso&#8221; &#8230; questo e&#8217; semplicemente totalmente stupido!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">La paura e&#8217; un allarme installato nel nostro sistema per una ragione&#8230; una ragione veramente ottima, farvi restare in vita. Provare paura, afferarre la minaccia, eliminare al massimo il rischio E POI fai quel che vuoi o devi. Questo si chiama usare la paura, invece di essere usati da lei.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Certe persone orientate alla new age/spirituali vi diranno che e&#8217; l&#8217;amore&#8230; ad esempio: &#8220;L&#8217;amore e&#8217; tutto&#8217; cio&#8217; che c&#8217;e'&#8230;&#8221;, &#8220;L&#8217;amore e&#8217; tutto cio&#8217; di cui abbiamo bisogno&#8230;&#8221;, &#8220;E&#8217; l&#8217;amore a mancare&#8230;&#8221; e la peggiore di tutte, secondo me&#8230; &#8220;L&#8217;amore e&#8217; il contrario della paura&#8221; CAZZATE!!! Provalo. Mostrami qualcuno che abbia davvero superato la paura con l&#8217;amore ed io ti mostrero&#8217; qualcuno che sta negando a se stesso la realta&#8217;. E, se me lo permettono, gli mostrero&#8217; anche come non servono piu&#8217; di cinque secondi per ricordargli cio&#8217; che stanno negando, e come tutta questa paura che pretendono di tener lontana e&#8217; in realta&#8217; seduta accanto, aspettando di saltargli addosso, ingoiandoli.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Normalmente, solo questo che ho scritto nella frase qua sopra e&#8217; sufficiente a far sentire intimoriti coloro che hanno creduto a quelle cretinate&#8230; e totalmente impotenti. Vedete, la chiave e&#8217; proprio qui&#8230; e&#8217; quasi sempre nel linguaggio che sai che cosa ascoltare ed a che cosa far attenzione&#8230; gli schemi sono davvero ovvi, una volta che hai la preparazione adatta.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">&#8220;IMPOTENTE&#8221; &#8230; la paura rende impotenti &#8230; non-potenti, quindi ineffecaci, incapaci di agire &#8230; PRIVI DI POTERE!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;AMORE NON E&#8217; L&#8217;OPPOSTO DI PAURA&#8230; IL POTERE LO E&#8217;&#8230;!!!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ebbene, dopo quasi un anno di strutturazione del The Complete Package, raffinandolo innumerevoli volte lungo la via, ed aggiungendo moduli e componenti fino ad essere io stesso assolutamente convinto che non potrete non trarre l&#8217;esperienza di una fondamentale riprogrammazione dalla limitazione alla possibilita&#8217;, dall&#8217;evitare la negativita&#8217; alla ricerca della positivita&#8217;&#8230; dalla paura ed impotenza al potere reale, puro, primario&#8230; sono pronto a lanciarlo nelle vostre mani, cuore e mente.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">I migliori saluti,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Joseph Riggio, Ph.D.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Garamond, serif;">* * *</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">30 novembre 2009</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ciao ragazzi,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Aspettando le risposte che sapevo di ricevere al mio email di ieri, ho iniziato subito a pensare che cosa sia davvero il potere&#8230; non il folle gioco della forza sotto forma di potere&#8230; ma cio&#8217; a cui io mi riferivo come potere reale, puro, primario.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">[NOTA: se volete saltare la spiegazione e la teoria, saltate in basso alle frasi segnate con l'asterisco (*) sotto]</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Prima di tutto,<strong> il potere non e&#8217; forza</strong>, ad esempio: far fare qualcosa a qualcuno&#8230; persino voi stessi. La forza ha un effetto molto limitato ed e&#8217; sempre soggetta alla resistenza ed all&#8217;effetto nullificante di un&#8217;altra piu&#8217; grande forza che si oppone.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ecco una delle grandi distinzioni di potere contro forza, secondo il grande fisico quantistico David Bohm (del quale sono ammiratore e studente).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">La forza e&#8217; sempre locale, ed i suoi effetti sono limitati nello spazio ed anche nel tempo. Il Potere, dall&#8217;altra parte, ha effetti non locali e mantiene il suo pieno effetto attraverso sia lo spazio che il tempo. Questo ha un&#8217;importanza radicale quando si comprende appieno cio&#8217; che Bohm suggerisce nella sua teoria, nei suoi libri ed altri lavori (Vedi i brani da &#8220;Towards a Theory of Transpersonal Decision-Making&#8221; &#8211; http://www.josephriggio.com/products/item/towards-a-theory-of-transpersonal-decision-making-in-human-systems/)</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Dunque, cosa e&#8217; il potere?</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Alcuni dicono che sia l&#8217;abilita&#8217; di far succedere le cose.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non solo non sono d&#8217;accordo, ma credo persino che non abbia senso. Nessuno puo&#8217; “far succedere le cose” piu&#8217; di quanto possa causare il sorgere del Sole, o fermarlo. L&#8217;intera idea di “far succedere le cose” non tiene conto dell&#8217;incredibile complessita&#8217; dell&#8217;Universo, l&#8217;integrita&#8217; di tutte le cose e le innumerevoli variabili che agiscono in ogni dato momento. Credetemi&#8230; non potete &#8220;far avvenire le cose&#8221; nonostante l&#8217;apparente evidenza che suggerisce che lo possiate – bisogna accedere ad un modo di pensare fortemente controintuitivo per afferrare quanto sto dicendo, chiedetelo a qualunque fisico quantistico, matematico del caos o scienziato della complessita&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Altri dicono che il potere riguarda il mettersi in azione.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Per quanto possa valere in questa sede, credo ora che ci stiamo avvicinando a definire cosa sia il potere, e cosa non lo e&#8217;. Mentre non potete “far avvenire le cose” piu&#8217; di quanto possiate far sorgere il Sole, o fermarlo&#8230; potete <strong>mettervi in azione di vostra spontanea volonta&#8217;</strong> (entro alcune limitazioni date, per esempio devo ancora vedere qualcuno volare per il fatto di sbattere le braccia, pur avendo visto persone che sbattono le braccia&#8230; ricordate, la precisione del linguaggio conta).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Comunque credo che semplicemente “mettersi in azione” non descriva in alcun modo significativo cosa sia il potere, o non sia. Indipendentemente dall&#8217;intensita&#8217; o persino dall&#8217;effetto dell&#8217;azione, mettersi in azione, da solo, non e&#8217; potere.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">* Cio&#8217; che ritengo essere potere reale, puro, primario e&#8217; &#8230;<strong> l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione con intento</strong>*</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;intera frase e&#8217; significativa per quanto sto dicendo&#8230; &#8220;l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione con intento.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Innanzitutto, l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione, opposta all&#8217;essere inibito, o limitato dal non essere in grado di mettersi in azione.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Uno dei primi e piu&#8217; significativi effetti della paura, intesa come opposto del Potere, e&#8217; spesso l&#8217;inibizione dal mettersi in azione. Quindi, l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione e&#8217; molto vicina al cuore di che cosa sia il Potere in termini umani.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Poi, c&#8217;e&#8217; l&#8217;idea di “azione con intento”.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Questa idea di “azione con intento” si riferisce al concetto di operare in relazione ad una intenzione che viene mantenuta – operare intenzionalmente&#8230; come opposto ad istintivamente. Un altro effetto della paura e&#8217; quello di muovere la persona all&#8217;azione, e la risposta e&#8217; quasi sempre azione d&#8217;istinto, come ad esempio correre via dalla fonte della paura. Guardate assieme, la paura che muove all&#8217;azione istintiva e la paura che inibisce l&#8217;azione sono entrambi schemi di risposta a stimoli generati dalla paura.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Quando entri in azione intenzionalmente, inteso come opposto dall&#8217;entrare in azione instintivamente, stai operando <strong>in relazione alla creazione di un futuro risultato desiderato</strong>. Indipendentemente da quanto stia avvenendo nel momento in cui scegli di agire, in relazione al risultato desiderato usi i dati presenti per muoverti nella direzione scelta.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Quindi, propongo che le persone potenti possano ed abbiano l&#8217;abilita&#8217; di creare l&#8217;azione intenzionale che vogliono&#8230; quindi, di conseguenza siano efficaci nel creare risultati di successo che li rendano soddisfatti nel tempo, portandoli ad essere soddisfatti con se stessi, ed in ultima analisi con la loro vita che percepiscono completa.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;ultima frase e&#8217; un boccone che val la pena masticare un po&#8217; di volte, quando si pensa a se stessi.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Best,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Joseph Riggio, Ph.D.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">jsriggio@josephriggio.com</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;"><a href="http://www.josephriggio.com/">http://www.josephriggio.com</a></span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">I brani sono tratti dalla newsletter alla quale si puo&#8217; accedere registrandosi sul sito di Joseph</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond;">La traduzione e&#8217; mia, di Petar, e me ne assumo la responsabilita&#8217;</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>John Grinder: cosa è la PNL!?</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/11/john-grinder-cosa-e-la-pnl/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 17:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa è questa benedetta PNL? Chi può dirlo meglio di uno dei due uomini che l&#8217;hanno creata? Dopo Richard Bandler, oggi è la volta di John Grinder! Buona visione! Un abbraccio a tutti, Petar]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1089" title="John Grinder 2" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/11/John-Grinder-2.jpg" alt="John Grinder 2" width="232" height="206" /></p>
<p>Cosa è questa benedetta PNL?</p>
<p>Chi può dirlo meglio di uno dei due uomini che l&#8217;hanno creata?<br />
Dopo Richard Bandler, oggi è la volta di John Grinder!<br />
Buona visione!<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WxxnGc32LFA&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/WxxnGc32LFA&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Un abbraccio a tutti,</p>
<p>Petar</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un’idea per imparare/realizzare/agire (sfuggendo una frequente trappola)</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/09/unidea-per-impararerealizzareagire/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 19:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Succede anche a voi di sentire talvolta una frase “saggia” che, in fondo, sembra del tutto naturale, e poi di dire “E allora? E’ ovvio!” Ad esempio, la frase accanto al titolo di questo sito – “Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”. E’ ovvia, no? Eppure, c’ho messo anni a superarne l’apparente ovvietà, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-993" title="Golf" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/09/Golf.jpg" alt="Golf" width="437" height="518" /></p>
<p>Succede anche a voi di sentire talvolta una frase “saggia” che, in fondo, sembra del tutto naturale, e poi di dire “E allora? E’ ovvio!”</p>
<p>Ad esempio, la frase accanto al titolo di questo sito – <strong><em>“Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”</em></strong>. E’ ovvia, no?</p>
<p>Eppure, c’ho messo anni a superarne <em>l’apparente</em> ovvietà, per applicarla con impegno, ed averli, questi benedetti Risultati!</p>
<p>Michael Gerber, autore del libro “The E-myth revisited”, chiama questo atteggiamento “<strong><span style="color: #ff0000;">La trappola del buon senso</span></strong>”: <strong><em>ogni grande idea</em></strong> <strong><em>sembra ovvia DOPO che la si è sentita!</em></strong></p>
<p>La reazione che genera è appunto alzare le spalle e “vabbé, è ovvio – e allora?”</p>
<p>Eppure, ogni grande idea è tale quando porta il singolo a <strong>realizzare</strong> qualcosa, e non c’è realizzazione senza <strong>azione</strong>, e non c’è azione senza <strong>impegno</strong>!</p>
<p>Quindi, non è il “senso di ovvietà” la guida, ma proprio l’impegno e l’azione che una grande idea genera! “E’ ovvio” crea solo un momentaneo comfort, nessun miglioramento, nessuna energia&#8230; solo un’illusione.</p>
<p>___</p>
<p style="text-align: left;">In uno dei primi post di questo sito, <strong>&#8220;Essere una squadra&#8221; <a href="http://www.grandipassioni.com/2009/01/%E2%80%9Cessere-una-squadra%E2%80%9D/">http://www.grandipassioni.com/2009/01/“essere-una-squadra”/</a></strong>, ho scritto di Vince Lombardi, il più leggendario allenatore di football americano di tutti i tempi, il cui credo essenziale era NON di individuare gli errori dei suoi giocatori per correggerli, bensì <strong>ciò che sanno fare bene, ed espanderlo</strong>.</p>
<p><strong><em>“Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”</em></strong></p>
<p>Di recente, sulla stampa nazionale, si è parlato di una recente ricerca del Massachussets Institute of Technology, che ha confermato ciò che Lombardi aveva così ben compreso; a livello neurologico il cervello apprende molto di più dai successi che dagli errori.</p>
<p>Tale Earl Miller, direttore del team di ricerca, afferma che le cellule cerebrali imparano dall’esperienza quando si fa qualcosa bene, non quando non si riesce.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-994" title="Percorsi neurali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/09/Percorsi-neurali-150x150.jpg" alt="Percorsi neurali" width="150" height="150" />Questi signori avrebbero creato una sorta di “fotografia istantanea del processo di apprendimento”, mostrando come le singole cellule modificano le loro risposte in tempo reale, in base all’informazione che permette di riconoscere l’azione giusta da quella sbagliata. Eppure, dopo un errore la reazione del cervello è molto ridotta, mentre è intensa dopo un comportamento riconosciuto come corretto.</p>
<p>Morale: solo nel secondo caso c’è un reale miglioramento nel comportamento, e quindi nei risultati.</p>
<p>Ulteriori prove hanno mostrato come, dopo un successo, l’intensa attività cerebrale tende non solo a replicarlo nei tentativi successivi, ma addirittura a migliorarlo. Dopo un errore, invece, la reazione è minima.</p>
<p style="text-align: center;">___</p>
<p style="text-align: left;">Dunque, “sbagliando s’impara”, massima tra le più note, che tutti conosciamo fin da bambini, è sbagliata?</p>
<p>Come sempre, non si generalizzi: è bene conoscere gli errori da evitare che <strong><em>procurano danno</em></strong> – che il fuoco bruci, è bene saperlo.</p>
<p>Se però si vuole <strong><em>generare performance</em></strong><em> – </em>ebbene sì, non s’impara sbagliando, ma tentando fino al successo!</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1000" title="Joseph e Nancy Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/09/n732842357_861709_43541-225x300.jpg" alt="n732842357_861709_4354" width="225" height="300" />Durante il seminario Mytho-2 dell’Agosto 2008, Joseph ci ha raccontato la storia vera di un grande Campione di golf che, durante una conferenza stampa, con orgoglio affermava di non aver mai sbagliato un colpo in buca sotto una certa distanza. Un giornalista presente in sala gli fa notare  che semplicemente non era vero, e le immagini televisive lo dimostravano facilmente. Eppure, il golfista non sentiva ragioni, anche contro l&#8217;evidenza delle riprese in tivù!!!</p>
<p>Un comportamento a prima vista irragionevole, qualcuno direbbe anche prepotente&#8230; eppure&#8230;</p>
<p><strong><em>“Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”</em></strong></p>
<p>Dove va l’attenzione del golfista? Cancellando dal passato i fallimenti, resta fermamente sui successi&#8230; un atteggiamento frequente dei grandi performer!</p>
<p style="text-align: center;">____</p>
<p>Ovvio, no&#8230; !?!? <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;">____</p>
<p>A presto, Petar</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Last Lecture: la prospettiva da cui si realizzano i sogni</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/08/the-last-lecture-la-prospettiva-da-cui-realizzare-i-sogni/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 19:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi di voi mi conosce, sa che amo la Russia, che parlo spesso della cultura di quel grande e folle Paese&#8230; in particolare, dei loro brindisi! Ciò che mi suscita rispetto ed emozione è il rito&#8230; i russi hanno creato uno spazio in cui ognuno esprima se stesso, le proprie emozioni ed idee, senza inibizioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-819" title="Randy Pausch - The last lecture" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/08/last-lecture-01.jpg" alt="Randy Pausch - The last lecture" width="539" height="328" />Chi di voi mi conosce, sa che amo la Russia, che parlo spesso della cultura di quel grande e folle Paese&#8230; in particolare, dei loro brindisi!</p>
<p>Ciò che mi suscita rispetto ed emozione è il rito&#8230; i russi hanno creato uno spazio in cui ognuno esprima se stesso, le proprie emozioni ed idee, senza inibizioni, con piena apertura. Momenti <em>davvero</em> emozionanti&#8230;</p>
<p>Di recente, tale Alexander, che rispetto molto, ha detto, brindando, che un uomo è <em>senz&#8217;altro</em><em> sincero</em> in tre momenti della vita&#8230; quando si innamora completamente, quando ha in braccio il primo figlio appena nato, e sul letto di morte.</p>
<p>Non voglio discuterlo qui&#8230; però mi ha fatto ricordare &#8220;the last lecture&#8221; di Randy Pausch.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-820" title="in forma fisica..." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/08/forma-fisica-201x300.jpg" alt="in forma fisica..." width="201" height="300" />Randy Pausch, classe 1960, brillante informatico americano, scopre nel 2006, a 46 anni, un tumore allo stadio finale&#8230; gli restano pochi mesi di vita.</p>
<p>Dal mio punto di vista, Randy fa qualcosa di meraviglioso nella sua semplicità: invece di disperarsi, <em>osserva il presente dal punto di vista della sua intera vita, e dell’eredità che vuole lasciare.</em></p>
<p>Da qui, il miracolo. Chiamato a tenere la sua “Ultima lezione”, “The last lecture”, parla del modo in cui ha realizzato i sogni della sua infanzia, diventando un caso anche letterario.</p>
<p>Ecco la prima brillante parte sottotitolata in italiano. Sotto, lascio alcuni miei commenti, che invito a leggere dopo il filmato.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZawJ525dwH8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ZawJ525dwH8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Randy <em>decide</em> di osservare la sua vita <em>in prospettiva</em>, cioè dal punto di vista <em>a partire dalla</em> <em>fine della sua vita, all&#8217;indietro</em>. Non solo! <em>D</em><em>ecide</em> di raccontare ciò che vede&#8230; qualcosa di profondamente diverso da ciò che si vede presente al momento. <em>In prospettiva &#8211; ecco, l&#8217;Unicità, il Significato&#8230; !</em></p>
<p>Ed ancora&#8230; Randy esplicita le <em>azioni</em> che ha compiuto per realizzare i sogni&#8230; una per una&#8230; ispirando agli spettatori le azioni che essi stessi possono fare <em>da subito</em> per andare nella loro direzione!</p>
<p>Mi domando: perché aspettare che una tragedia lo ricordi? Invece, come può cambiare la vita di ognuno, osservandola <em>da subito</em>, in prospettiva? Poi, quali sono, <em>una per una</em>, le <em>azioni</em> che si decide di compiere?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-823" title="Randy_large" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/08/Randy_large.jpg" alt="Randy_large" width="288" height="303" /></p>
<p>Randy invita ad avere <em>sogni precisi</em> &#8211; &#8220;provare l&#8217;assenza di gravità&#8221; è meglio per lui che &#8220;diventare astronauta&#8221;&#8230; da ciò, diventano <em>precise anche le azioni</em>&#8230;</p>
<p>Poi, che fa? Osserva il mondo e trova ciò che può realizzare il sogno (l&#8217;aereo speciale), scopre il &#8220;muro&#8221; (il divieto ai membri della facoltà)&#8230; si arrende? Dalla visione prospettica, è facile rispondere: continua a cercare, trova la soluzione ed <em>agisce!</em> Bum! Riesce!</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p>Mi piace anche quello che dice a proposito del secondo grande desiderio &#8211; giocare nella massima serie del football americano. Questo, non gli riesce&#8230; però aggiunge &#8211; &#8220;<strong><em>inseguendo questo sogno non realizzato, ho avuto di più che da molti altri sogni esauditi!</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Lo trovo un pensiero eccezionale, e pratico: quanti, avendo un desiderio importante, non si mettono in azione perché <em>pensano di fallire</em> o non hanno <em>da subito</em> la certezza del successo?</p>
<p>Eppure, sulla propria strada, ove si è se stessi, per un qualche inspegabile miracolo, si raccolgono <em>doni </em>innimaginabili, e superiori a quelli cercati.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-824" title="last lecture 02" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/08/last-lecture-02-225x300.jpg" alt="last lecture 02" width="225" height="300" />Arrivederci a presto, ed un grande saluto al grande pubblico di grandipassioni.com!</p>
<p>Petar</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Profumo di Donna, l’arringa di un grande Al Pacino</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/07/profumo-di-donna-larringa-di-un-grande-al-pacino/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 18:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Profumo di Donna”, l’unico film in cui Al Pacino abbia vinto l’Oscar di miglior attore protagonista, ha il suo culmine nel discorso finale del protagonista, il Tenente Colonnello in pensione Frank Slade, cieco, che difende l’integrità del giovane amico Charlie Simms dall’accusa di non voler testimoniare contro dei compagni responsabili di una grave mancanza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-728" title="Un grande Al Pacino interpreta il Colonnello F. Slade" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/07/scent-of-a-woman.jpg" alt="Un grande Al Pacino interpreta il Colonnello F. Slade" width="639" height="343" /></p>
<p>“Profumo di Donna”, l’unico film in cui Al Pacino abbia vinto l’Oscar di miglior attore protagonista, ha il suo culmine nel discorso finale del protagonista, il Tenente Colonnello in pensione Frank Slade, cieco, che difende l’integrità del giovane amico Charlie Simms dall’accusa di non voler testimoniare contro dei compagni responsabili di una grave mancanza di rispetto nei confronti del Preside.</p>
<p> L’idea del rapporto tra il Colonnello Slade (Al Pacino) ed il giovane Charlie Simms (Chris O’Donnell) è straordinaria.</p>
<p>Da una parte il Colonnello, al termine di una vita straordinariamente intensa, dura, densa di esperienze meravigliose e terribili, “uomo di mondo”, sa fare tutto, gestire qualunque situazione, ma è, parole sue, “marcio”, senza uno scopo ed una direzione, non crede più in nulla.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-729" title="Il Colonnello Slade" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/07/Colonnello-Slade-300x225.jpg" alt="Il Colonnello Slade" width="300" height="225" /></p>
<p>Dall’altra, Charlie, giovane, ingenuo, inesperto, di fronte ad una prova terribile, che rischia di rovinargli studi e prospettive; eppure, senza esitare fa la scelta più dura, ma coerente alla sua “integrità”, alla persona che sente di essere e di voler diventare. Con tutta la sua inesperienza ed ignoranza dei “fatti della vita”, “sente” ciò che “deve fare”. E lo fa, fino alle estreme conseguenze.</p>
<p> L’atteggiamento di Charlie <strong>genera</strong> nei suoi comportamenti, letteralmente nel suo essere, la <strong>manifestazione della sua integrità</strong>&#8230; col tempo, e l’approfondirsi del rapporto con il Colonnello, genera rispetto ed ammirazione nel navigato Slade.</p>
<p> Il quale, non avendo saputo salvare anni prima la propria, di integrità, decide tuttavia di salvare quella del giovane amico.</p>
<p> Ecco il fantastico discorso finale del Colonnello Slade sia nella versione originale (che consiglio) che in italiano.</p>
<p> Buona visione!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TKAxnB6Ap4o&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/TKAxnB6Ap4o&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kxCIjhbSfyo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/kxCIjhbSfyo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>A presto, Petar</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Gli articoli di Janice Moore sull’importanza delle Decisioni</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/05/perche-lambivalenza-puo-danneggiare-seriamente-la-salute/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 17:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Decidere]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione Neuro Linguistica]]></category>

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		<description><![CDATA[PERCHE&#8217; L&#8217;AMBIVALENZA NON FUNZIONA Per alcuni, di fronte ad una decisione poco piacevole, l’ambivalenza sembra una scelta sicura. Di fronte alla richiesta di prendere posizione su una certa questione – ad esempio, per chi votare, come investire il proprio denaro, se cambiare o no la propria carriera professionale in qualcosa che si desidera davvero, o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-656" title="Illusione dell'ambivalenza" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/Illusione-dellambivalenza.JPG" alt="Illusione dell'ambivalenza" width="162" height="356" /></p>
<h1>PERCHE&#8217; L&#8217;AMBIVALENZA NON FUNZIONA</h1>
<p>Per alcuni, di fronte ad una decisione poco piacevole, l’ambivalenza sembra una scelta sicura. Di fronte alla richiesta di prendere posizione su una certa questione – ad esempio, per chi votare, come investire il proprio denaro, se cambiare o no la propria carriera professionale in qualcosa che si desidera davvero, o persino chi amare – si pesano i pro ed i contro nella propria mente, si valutano i rischi di ogni possibile scelta, e si decide, alla fine, di <strong><em>non decidere</em></strong>. Per la nostra mente, ciò può avere senso: al momento, non si sta affrontando una crisi&#8230; così, perché mai non continuare con la vita così com’è,<span> </span>piuttosto che compiere una pericolosa scelta che magari introduce del rischio?</p>
<p style="text-align: left;">Ciò che spesso non si considera è che astenendosi dal prendere una decisione, si decide in realtà di pensare alla propria vita in termini di “cose da evitare”. Quando si pensa in questo modo , si diventa necessariamente <strong><em>ambivalenti</em></strong> – e ci si espone persino a seri problemi di salute.</p>
<p><img class="size-full wp-image-611  alignleft" title="Charles e Janice Moore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/charles-e-janice-moore.jpg" alt="Charles e Janice Moore" width="167" height="173" /></p>
<p>La spiegazione sta nel modo in cui la mente processa le informazioni. In base alle teorie a fondamento della P.N.L. (Programmazione Neuro Linguistica), la mente è costruita in modo da processare facilmente affermazioni positive, e molto più difficilmente affermazioni negative. Quando si pensa in termini di affermazioni positive – ad esempio &#8220;mi trasferisco per cercare lavoro in un’altra città&#8221; – la mente si concentra direttamente sulla <strong><em>parte positiva</em></strong> della frase: il nuovo lavoro. Pensando invece in termini negativi – ad esempio, pensando &#8220;non voglio decidere ancora se cercare o no un nuovo lavoro&#8221; – la mente processa <strong><em>due aspetti</em></strong>: il &#8220;no&#8221;, la negazione, ed il positivo &#8220;nuovo lavoro&#8221;. <strong><em>La cosa davvero interessante è che l’attenzione va comunque sul termine positivo del pensiero</em></strong>. Prendete qualunque intenzione espressa in forma negativa che avete, ogni aspetto concreto che la mente è naturalmente creata ad evitare – infelicità, malattia, infarto – ed il risultato sarà lo stesso. <strong><em>Si resta concentrati su ciò che, in fondo, si vuole evitare</em></strong>.</p>
<p><span>Avere questi “programmi mentali” diretti negativamente significa potenzialmente essere assediati da un continuo senso di timore. Si ha la sensazione immediata che “tutto sia a posto”; consapevolmente, crediamo di voler evitare ciò che riteniamo dannoso o cattivo. Eppure, <strong><em>sapere ciò che non si vuole, non lascia spazio nella mente per rendere consapevoli di ciò che si vuole</em></strong> – che è l’unico vero modo di contrastare ciò che si eviterebbe. Così, nella mente, si resta circondati da apparenti minacce – il fallimento, l’infelicità, il rifiuto altrui – senza un senso di ciò che si è in potere di fare per sfuggire alle minacce.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span><br />
</span></p>
<p><span>Questa è esattamente la situazione mentale responsabile dello stress cronico. Il corpo entra in uno stato di stress, reazione alle minacce percepite attorno a sé, innalzando il metabolismo e la sensibilità ad un ampio raggio di segnali dall’ambiente. Ciò permette di rispondere efficacemente alle minacce, di portare fuori dal pericolo, e ripristinare un mondo normale cosicché anche il corpo possa tornare ad una funzionalità normale. Eppure, se il senso di pericolo è esclusivamente auto-creato ed interno, può essere molto difficile portarsi “fuori pericolo”. Come animali tirati dalla carota di fronte al muso, la programmazione neurologica fa continuamente vedere e notare ciò che cerchiamo di evitare &#8211; minacce – quale che sia il lato ove ci giriamo. Così, non si riceve mai il segnale che il corpo può tornare alla normalità.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span><img class="size-full wp-image-612 aligncenter" title="Io ambivalente?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/barzelletta.jpg" alt="Io ambivalente?" width="326" height="318" /><br />
</span></p>
<p><span>Lo stress non è un problema da poco. Il sistema nervoso inizia a diffondere nel corpo ormoni che aumentano la sensibilità, nonché il consumo di ossigeno. Questi ormoni, pur aiutando a rispondere più efficacemente alle minacce, possono, col tempo, determinare problemi di salute significativi. La lista è lunga, ma alcuni dei più comuni riguarda l’affaticamento muscolare, calo della memoria, alta pressione sanguigna, minore efficacia del sistema immunitario, problemi emotivi cronici Tutti questi – ed altri – sono causati dallo stress. Lo stress, in cambio, è largamente determinato dalla sensazione di non avere sufficienti risorse per affrontare le minacce e l’ansietà, causate da schemi negativi di pensiero – a loro volta determinati dall’ambivalenza.</span></p>
<p><span>Dunque, qual è la soluzione? Semplice: non contare sull’ambivalenza come facile modo per uscire dalle decisioni difficili. <strong><em>Restare aperti ai dati presenti all’attenzione, decidere, mettere in azione</em></strong>. <span> </span></span></p>
<p><span>Per chiunque abituato all’ambivalenza come rifugio dalle decisioni difficili, ciò può sembrare pericoloso, persino folle ed assurdo. D’altra parte, considerate le conseguenze dell’opposto modo di agire – non agire per nulla! L’ambivalenza, e lo stress cronico che porta con sé, ha conseguenze serie sulla salute. Per evitarle, basta un passo: decidere!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Autore: Janice Moore</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Fonte: </span><span lang="EN-GB"><a href="http://www.generativenlp.com/"><strong><span lang="IT">www.generativenlp.com</span></strong></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Link dell’originale: <a href="http://www.generativenlp.com/why-ambivalence-could-seriously-affect-your-health.html"><strong><span>http://www.generativenlp.com/why-ambivalence-could-seriously-affect-your-health.html</span></strong></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong><span>______________</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal">
<h1>OGNI SINGOLA DECISIONE MODELLA LA NOSTRA VITA</h1>
<p><span>Molti sono consapevoli dell’importanza dell’apprendimento, eppure pochi si rendono conto di quanto vero – e pericoloso – ciò possa essere. Pochi realizzano come ogni singola decisione determini cambiamenti duraturi nella mente – e quindi tenda a modellare la propria vita.</span></p>
<p><span>Per comprenderlo, diamo un’occhiata alla fisiologia che sta alla base dell’apprendimento. Il meccanismo fisico che corrisponde al processo astratto dell’apprendimento è noto come “potenziamento di lungo termine”. Il cervello è costituito da cellule dette neuroni, la cui massa è in gran parte nella parte anteriore, il nucleo, che poi si assottiglia in un sottile gambo detto assone. I neuroni generano un potenziale elettrico. Ogni volta che il potenziale elettrico è abbastanza alto, il nucleo &#8220;spara&#8221; elettricità fino all’assone. La carica elettrica prosegue saltando sul neurone successivo, aumentandone a sua volta il potenziale elettrico. Se il processo coinvolge un numero sufficientemente alto di neuroni, si generano catene di elettricità, anche molto grandi, che permettono a parti di cervello fisicamente lontane di collegarsi ed interagire ad altissima velocità.</span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-624" title="La struttura del neurone" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/355px-complete_neuron_cell_diagram_ensvg.png" alt="La struttura del neurone" width="355" height="258" /></p>
<p><span>Quando una certa catena di neuroni si attiva spesso, parte del potenziale elettrico creato nel primo neurone rimane nel secondo neurone, facilitando l’attivazione del processo la volta successiva. Dopo un certo numero di “accensioni”, la catena diventa automatica, ed ogni singola volta che il primo neurone si attiva, gli altri inevitabilmente lo seguono. Questo processo è il “potenziamento di lungo termine”, che è proprio l’apprendimento descritto a livello neurologico. Ad esempio, imparando l’aritmetica o una seconda lingua, l’esercizio ripetuto aiuta moltissimo: i neuroni coinvolti si potenziano reciprocamente finché per loro diventa una seconda natura pensare “5” davanti a “2+3” o pensare “cane” davanti alla parola “Labrador”.</span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-625" title="apprendimento ;-)" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/p002_1_01.jpg" alt="apprendimento ;-)" width="393" height="320" /></p>
<p><span>Ciò è coerente al modello di apprendimento della P.N.L., Programmazione Neuro-Linguistica, secondo la quale la mente si programma a trarre certe conclusioni di fronte a certi eventi, o a fare certe associazioni. Tali conclusioni ed associazioni diventano parte della struttura fisica della mente, e diventano i filtri con i quali la realtà viene percepita, il “dizionario” mentale attraverso il quale si determina il significato dell’informazione ricevuta dal mondo.</span></p>
<p><span>D’altra parte, quando si usa un dizionario povero, si possono subire contrattempi: lo stesso succede quando la programmazione della mente – gli schemi mentali – sono in qualche modo “distorti” o &#8220;limitati&#8221;. Ebbene, il fondamento stesso dei nostri schemi mentali sono, appunto, le decisioni che prendiamo.</span></p>
<p><span>Quando si decide, inevitabilmente si traggono conclusioni riguardo al mondo. Secondo la PNL, si pone a se stessi la domanda – “che cosa voglio, in questo momento?” – e ci si dà una risposta – “voglio questo, quello, l’altro!”. Questo vale anche quando la risposta è espressa in modo negativo – “non voglio questo, quello, l’altro!”. In entrambi i casi, si sta comunque formulando una “dichiarazione” interna, con parole, immagini, suoni, o persino sensazioni. Si sta programmando la propria mente in un certo modo, creando le sottostanti catene neurali di potenziale elettrico.</span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-626" title="Catene neurali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/catene-neurali.jpg" alt="Catene neurali" width="397" height="265" /></p>
<p><span>Se si decide con forza di evitare il rischio, quindi, si tende a diventare il genere di persona che nemmeno considera il rischio come un’alternativa praticabile. Se si rimugina spesso sui fallimenti e gli eventi poco piacevoli del proprio passato, si tende a diventare il genere di persona che nemmeno riesce a valutare positivamente il presente ed il futuro. Se si decide con forza di evitare di decidere, si tende a diventare il genere di persona che non riesce nemmeno più a comprendere ciò che vuole. Le decisioni, in modo reale, fisico, modellano le nostre vite.</span></p>
<p><span>Aristotele definisce l’abitudine come “il fondamento della moralità”. Mantenendo un comportamento morale, disse, ci si predispone a mantenerlo anche in futuro. Ciò era vero 2500 anni fa, e continua ad esserlo oggi. Eppure, spesso ci si racconta che i “momenti di debolezza” sono solo “momenti”, invece che semi di comportamenti futuri. Piuttosto, si tende ad essere cauti riguardo alle decisioni da prendere e le persone che ci spingono a decidere. Modelliamo le nostre vite con ogni singola decisione, quindi vale la pena assicurarsi che si stia agendo in un modo che vada bene per il resto della vita – scegliere di essere sempre la persona che si desidera essere nel profondo. </span></p>
<p>Autore: Janice Moore</p>
<p class="MsoNormal"><span>Fonte: </span><span lang="EN-GB"><a href="http://www.generativenlp.com/"><span lang="IT">www.generativenlp.com</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Link dell’originale: <a href="http://www.generativenlp.com/beware-you-are-molding-your-life-with-every-decisi.html">http://www.generativenlp.com/beware-you-are-molding-your-life-with-every-decisi.html</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong><span>______________</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Generative NLP è un centro di formazione per il Mythoself<sup>tm</sup> Process, che si trova nel Sud Ovest di Londra, creato nel 2001 da Charles Moore, una delle pochissime persone ad avere avuto il privilegio di una stretta relazione di mentoring con Joseph Riggio Ph. D.</span></p>
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