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	<title>GrandiPassioni &#187; Fisica quantistica</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>David Bohm: l’Universo come ologramma (6)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 21:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[David Bohm: l'Universo olografico]]></category>
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		<description><![CDATA[Ordini nascosti e Realta’ svelate Una delle affermazioni piu’ sorprendenti di Bohm e’ che la realta’ tangibile della nostra vita quotidiana e’ in effetti una qualche specie di illusione, come un’immagine olografica. Al di sotto si essa esiste un ordine piu’ profondo di esistenza, un vasto e piu’ primario livello di realta’che origina tutti gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Come-in-un-ologramma-ogni-goccia-pare-contenere-il-Tutto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2698" title="Come in un ologramma, ogni goccia pare contenere il Tutto" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Come-in-un-ologramma-ogni-goccia-pare-contenere-il-Tutto.jpg" alt="" width="255" height="195" /></a><strong>Ordini nascosti e Realta’ svelate</strong></p>
<p>Una delle affermazioni piu’ sorprendenti di Bohm e’ che la realta’ tangibile della nostra vita quotidiana e’ in effetti una qualche specie di illusione, come un’immagine olografica. Al di sotto si essa esiste un ordine piu’ profondo di esistenza, un vasto e piu’ primario livello di realta’che origina tutti gli oggetti e cio’ che appare nel nostro mondo fisico abituale, in modo analogo con cui un pezzo di pellicola olografica crea un ologramma. Bohm battezza questo profondo livello di realta’ <strong>“<em>ordine implicato</em>”</strong>, ove la parola “implicato” ha il significato di “nascosto”.</p>
<p>Sceglie di usare queste specifiche parole perche’ ritiene di vedere che la manifestazione di tutti gli oggetti e tutte le forme nell’Universo sono il risultato di infiniti processi di “uscita” e “rientro” tra questi due livelli di ordine. Per esempio, Bohm e’ convinto che l’elettrone non sia semplicemente una mera “cosa”, ma una “totalita’ ” che si nasconde attraverso l’intero spazio. Quando uno strumento rivela la presenza di un singolo elettrone, lo fa semplicemente perche’ un aspetto peculiare dell’elettrone si svela, in modo simile allo svelarsi in uno specifico punto della goccia d’inchiostro immersa nella glicerina. Quando poi un elettrone pare muoversi, si verifica in effetti una sequenza di “emersioni” ed “immersioni” tra i due livelli di ordine.</p>
<p>Detto in altre parole, gli elettroni e le altre particelle non sono piu’ sostanziali o permanenti della forma di un getto d’acqua che fuoriesce da una fontana; sono sostenuti da un costante emergere dall’ordine nascosto, e quando pare che una particella <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Tentativo-di-raffigurare-la-metafora-dei-livelli-di-ordine-secondo-il-pensiero-di-Bohm.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2700" title="Tentativo di raffigurare la metafora dei livelli di ordine secondo il pensiero di Bohm" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Tentativo-di-raffigurare-la-metafora-dei-livelli-di-ordine-secondo-il-pensiero-di-Bohm.jpg" alt="" width="431" height="583" /></a>venga distrutta, non e’ andata perduta, ma si e’ semplicemente reimmersa indietro nell’ordine piu’ profondo da cui era emersa.</p>
<p>Un pezzo di pellicola olografica e l’immagine che genera sono anch’essi un bell’esempio di ordine implicato ed esplicato. La pellicola e’ un ordine implicato (“nascosto”) perche’ l’immagine codificata nello schema d’interferenza impresso su di essa e’ una totalita’ nascosta su una piccola superficie. L’ologramma che emerge successivamente dalla pellicola e’ un ordine esplicato (“rivelato”) perche’ rappresenta la versione scoperta e percettibile dell’immagine.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/La-matrice-di-Matrix-e-una-forte-metafora-dei-vari-livelli-di-ordine.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2702" title="La matrice di Matrix e' una forte metafora dei vari livelli di ordine" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/La-matrice-di-Matrix-e-una-forte-metafora-dei-vari-livelli-di-ordine-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il flusso costante tra i due ordini spiega in che modo le particelle, come ad esempio l’elettrone e l’atomo di positronio, possano cambiare forma e passare dall’essere una certa particella a un’altra. Queste mutazioni si possono interpretare come una particella, ad esempio un elettrone, che decide di tornare a nascondersi nell’ordine implicato, mentre un’altra, il fotone, si svela e ne prende il posto. Cio’ spiega anche in che modo una certa particella riesca a manifestarsi sia come particella che onda. Secondo Bohm, entrambi gli aspetti sono sempre nascosti in un sistema quantico, ma il modo in cui l’osservatore interagisce con il sistema determina quale aspetto di esso emerga e quale invece rimanga nascosto. Come tale, il ruolo che assume l’osservatore nel determinare la forma che un sistema quantico assume e’ misterioso&#8230; e’ come se il modo con cui un gioielliere taglia una gemma determina quale delle sue facce e’ visibile e quale no. Poiche’ la parola <em>ologramma</em> si riferisce di solito ad un&#8217;immagine statica che non da’ il senso di dinamismo della natura e dei suoi continui fenomeni di “uscita” e “rientro” tra i due livelli di ordine, Bohm preferisce descrivere l’Universo stesso con la parola “<strong><em>olomovimento</em></strong>”.</p>
<p>L’esistenza di un ordine piu’ profondo ed organizzato in modo olografico spiega anche per quale motivo la realta’ e’ non-locale a livello subquantico. Come sappiamo <em>(si vedano ad esempio gli articoli su “Karl Pribram ed il cervello olografico”)</em>, quando qualcosa e’ organizzato in modo olografico, ogni apparenza di fenomeni locali semplicemente sparisce. Dire che ogni parte di una pellicola olografica contiene l’informazione della pellicola intera e’ solo un modo diverso di dire che l’informazione stessa e’ distribuita in modo non-locale, per cui se anche l’Universo fosse organizzato con principi olografici, anch’esso non dovrebbe avere proprieta’ locali.</p>
<p><strong><em>L’indivisibile Unita’ di Tutte le cose</em></strong></p>
<p>Le idee di Bohm sulla “Unita’ del Tutto” sono le piu’ difficili da digerire a livello razionale. Poiche’ ogni cosa nel cosmo sembra emergere dall’infinito e continuo mare olografico dell’ “ordine implicato”, egli crede che sia inutile e senza significato considerare l’Universo come costituito da “parti”&#8230; sarebbe come considerare gli spruzzi di una fontana indipendentemente dall’acqua che li crea.</p>
<p>Un elettrone in questa visione non e’ una “particella elementare”. E’ solo il nome che si da’ ad un certo aspetto particolare dell’olomovimento. Dividere la realta’ in pezzi, dare ad ognuno di essi un nome, e’ sempre un processo arbitrario, il risultato di una convenzione, perche’ le particelle subatomiche, ed ogni altra cosa nell’Universo, sono non piu’ separate le une dalle altre di quanto lo siano i vari schemi di fantasia in un tappeto.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Il-continuum-spaziotemporale-di-Einstein.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2701" title="Il continuum spaziotemporale di Einstein" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Il-continuum-spaziotemporale-di-Einstein-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Questa visione e&#8217; un profondo invito a riflettere. Con la sua teoria della relativita’, Einstein lascio’ il mondo a bocca aperta dicendo che lo spazio ed il tempo non sono entita’ separate, ma collegate in qualcosa di piu’ grande detto <em>continuum spaziotemporale</em>. Bohm prende questa idea e la porta molto al di la’. Egli dice che <strong><em>ogni cosa</em></strong> nell’Universo e’ parte di un continuum. Nonostante l’apparente separatezza delle cose a livello esplicato, ogni cosa e’ l’infinita estensione di ogni altra cosa, ed in definitiva persino i due ordini, implicato ed esplicato, affondano e si confondono uno nell’altro.</p>
<p>Fermatevi ora un attimo. Osservate la vostra mano. Ora guardate il fascio di luce proiettato dalla lampada accanto a voi. Al cane che riposa vicino ai vostri piedi. Voi non siete solo “fatti delle stesse cose” (gli atomi ad esempio) – <em>voi siete la stessa cosa</em>. Una cosa. Intera. Un enorme “qualcosa” che ha esteso le sue infinite mani ed appendici in tutti gli oggetti che appaiono, negli atomi, negli oceani, nelle stelle.</p>
<p>Bohm chiarisce che cio’ non significa che l’Universo sia una gigante massa indifferenziata. Gli oggetti possono essere parte di un Tutto indiviso eppure possedere ognuno le proprie uniche qualita’ ed attributi. Per fare un esempio, si pensi agli infiniti <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-vortice-dove-ha-inizio-e-dove-fine....jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2699" title="Un vortice - dove ha inizio e dove fine..." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-vortice-dove-ha-inizio-e-dove-fine...-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>rivoli, mulinelli e vortici che si creano in un corso d’acqua. A prima vista possono sembrare come oggetti distinti, ed ognuno ha senz’altro sue caratteristiche proprie come la dimensione, la velocita’ di rotazione, ecc&#8230; facendo pero’ piu’ attenzione ci si rende conto che in effetti e’ impossibile stabilire esattamente dove ogni vortice inizia e dove finisce. In altre parole, Bohm non sta affatto suggerendo che la “differenza” tra le cose non sia priva di importanza&#8230; egli semplicemente vuole che siamo consapevoli che il dividere i vari aspetti dell’olomovimento in “cose” e’ sempre un’astrazione, un modo di evidenziare solo alcuni aspetti nella nostra percezione, attraverso il modo che abbiamo di pensare alla realta’. Bohm tenta di correggere questo atteggiamento persino riformando il linguaggio, per cui invece di parlare di “cose”, le ribattezza come “subtotalita’ relativamente indipendenti”&#8230;</p>
<p>Certamente Bohm ritiene che la tendenza quasi universale di frammentare il mondo ed ignorarne l’interconnessione dinamica e’ responsabile per un gran numero di problemi importanti, non solo nella scienza ma proprio nelle nostre vite e nella societa’. Ad esempio, pensiamo di poter estrarre ricchezza dal suolo senza danneggiarne il complesso. Pensiamo di poter agire su singole parti del nostro corpo, senza avere effetti sul suo complesso. Pensiamo di poter risolvere un sacco di problemi nella societa’, come il crimine, la poverta’, la dipendenza dalla droga, senza mettere attenzione alla societa’ come complesso unitario.</p>
<p>(continua)</p>
<p>__________________________________</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Facebook1.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2703" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Facebook1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Le persone che frequentano questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>La sintesi di Coscienza-Ordine-Essere: David Bohm, 1989 (2 di 5)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 19:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prosegue il testo dell&#8217;intervista a David Bohm, il cui pensiero e&#8217; di grande interesse per &#8220;i percorsi di Evoluzione della Coscienza&#8221; che questo sito intende proporvi&#8230; non solo cio&#8217; che dice e&#8217; profondo, ma introduce tantissime idee, molte possono passare inosservate ad un primo ascolto, per cui vi invito a riascoltarlo (o rileggerlo) piu&#8217; volte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Omaggio-ispirato-al-pensiero-di-David-Bohm.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2682" title="Omaggio ispirato al pensiero di David Bohm" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Omaggio-ispirato-al-pensiero-di-David-Bohm.jpg" alt="" width="650" height="531" /></a>Prosegue il testo dell&#8217;intervista a David Bohm, il cui pensiero e&#8217; di grande interesse per &#8220;i percorsi di Evoluzione della Coscienza&#8221; che questo sito intende proporvi&#8230; non solo cio&#8217; che dice e&#8217; profondo, ma introduce tantissime idee, molte possono passare inosservate ad un primo ascolto, per cui vi invito a riascoltarlo (o rileggerlo) piu&#8217; volte, ed approfondire poi nei suoi bellissimi testi&#8230; ahime&#8217;, ben pochi in italiano.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>Evolutio Sensu et Opere!</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________________</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="513" height="289" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17394525&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="513" height="289" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17394525&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Siamo noi a “creare la realta’ “ nel senso che tutto cio’ che vediamo e’ in realta’ creato da noi. In queste teorie noi poniamo le parti come l’aspetto fondamentale, e non il Tutto. La fisica quantistica mette al centro l’Unita’ del Tutto, e credo che sia il cambiamento fondamentale che compie.</p>
<p>Alla fine ogni teoria e’ una nostra concezione, e noi concepiamo cio’ che vediamo di poter applicare coerentemente alla realta’. Potremmo fare infinite teorie, ed alcune sarebbero sempre piu’ coerenti di altre&#8230; per esempio qualcuno potrebbe avere una teoria per cui noi siamo mentalmente disturbati, e secondo noi e’ incoerente, ma a lui pare coerente. E’ che noi possiamo sempre ignorare cio’ che non funziona bene, dire che “lo risolveremo dopo”.</p>
<p><em>Lei ha detto che in effetti noi creiamo tutta la Realta’, non solo le parti, ma anche il Tutto. Puo’ spiegarsi meglio?</em></p>
<p>Si’, penso che la domanda sia: quale e’ la relazione tra la Teoria e la Realta’? Secondo una certa visione la Teoria riflette la Realta’, corrisponda ad essa.</p>
<p><strong>Penso invece che ogni visione sia necessariamente limitata</strong>&#8230; posso dire che una mappa corrisponda ad una certa citta’, ma non c’e’ niente nella mappa che davvero corrisponda a qualcosa di concreto nella citta’, e’ fatta solo da puntini di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/David-Bohm-in-cartone-animato.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2683" title="David Bohm in cartone animato" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/David-Bohm-in-cartone-animato.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>inchiostro colorati, che definiscono la citta’ solo in termini molto vaghi&#8230; quindi la corrispondenza non e’ altro che una astrazione che noi stessi compiamo.</p>
<p>Ma il vero banco di prova della mappa e’ la verifica se essa e’ una guida corretta della citta’, e se la mappa e’ sbagliata, la troveremo incoerente nel corso dell’azione.</p>
<p><em>Ma non e’ che puo’ magari confrontare mappa e citta’ pezzo a pezzo&#8230;</em></p>
<p>Molto approssimativamente, e’ un’astrazione&#8230; puo’ confrontare, ma sempre di astrazione si tratta.</p>
<p>Per cui, noi continuamente creiamo la nostra Realta’, ma la domanda e’ quanto e’ coerente cio’ che creiamo quando lo mettiamo in azione.</p>
<p>Alcune teorie sono piu’ coerenti di altre, ma spesso non e’ facile pronunciarsi quando le teorie sono talmente ampie da esprimere una certa complessiva visione del mondo, e quindi e’ difficile scoprire le incoerenze, perche’, vede, una visione del mondo tende a mettere da parte le cose che non ritiene importanti, “possiamo risolvere quel problema piu’ tardi”.</p>
<p>Quindi e’ facile che l’incoerenza sfugga, almeno all’inizio.</p>
<p>Inoltre nessuno ama che la propria visione del mondo venga messa in dubbio perche’ si sentono a proprio agio con essa, e dunque e’ molto difficile contestare una certa visione del mondo.</p>
<p><em>Ma in effetti e’ cio’ che lei sta facendo! Lei sta contestando l’intero punto di vista dell’Occidente!</em></p>
<p>Si’, penso che <strong>ogni visione del mondo vada messa in dubbio</strong>, anche quella Orientale. Quella Occidentale ha del resto implicitamente contestato, lei stessa, la visione Orientale. Credo che ogni visione sia necessariamente limitata, ma <strong>la visione occidentale ha limiti che ancora non sono stati visti</strong>. Dobbiamo dunque procedere verso una visione piu’ ampia, che non significa necessariamente tornare a quella orientale, pur potendo contenere un po’ di essa. Credo che serva una sorta di dialogo tra queste diverse visioni del mondo, per raggiungere qualcosa che sia al di la’ di esse.</p>
<p><em>Perche’ crede di vedere i limiti della visione occidentale?</em></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Metafora-di-attenzione-alla-Unita-del-Tutto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2684" title="Metafora di attenzione alla Unita' del Tutto" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Metafora-di-attenzione-alla-Unita-del-Tutto.jpg" alt="" width="259" height="195" /></a>Perche’ ritengo che si concentri troppo sull’analisi, che porta alla frammentazione&#8230; cio’ che intendo per “frammentazione” non e’ solo la divisione, il distinguere&#8230; le parti ed il Tutto sono concetti correlati, una “parte” e’ tale se, appunto, e’ parte di un Tutto, ad esempio di una macchina. Frammentare significa spezzare, questo significa la parola, “rompere”. Se rompi cio’ che osservi, ne ricevi frammenti.</p>
<p><strong>La visione occidentale aspira a scoprire le “vere” parti dell’Universo, forse invece, in un certo senso ottiene solo frammenti</strong>. Succede in fisica, ed ancor di piu’ in campi come la biologia, la psicologia, la sociologia.</p>
<p>Se si rompe qualcosa in pezzi, si rimane confusi, si tende a considerarli come separati, si viene a sapere cosa c’e’ nel frammento, ma non che cosa c’e’ nell’Intero. Cio’ porta a confusione.</p>
<p><em>Quindi in Occidente si tende a confondere le parti con il Tutto, e viceversa?</em></p>
<p>Si’, si confondono le parti ed il Tutto perche’ si tende a prendere il frammento e considerarlo come fosse un “Tutto indipendente”.</p>
<p><em>Supponiamo di prendere il Tutto universale piu’ autentico, che include ogni cosa, anche noi stessi e la nostra percezione del Tutto. Come puo’ dunque pensare di poter comunicare la sua percezione del Tutto a chiunque altro?</em></p>
<p>Noi possiamo avere un dialogo ed iniziare cosi’ uno scambio, posso vederla e dire che sto avendo una conversazione con lei&#8230; dobbiamo scambiare i nostri punti di vista. Forse e’ qui che arriva il problema, trovare delle persone disposte ad ascoltare seriamente la visione del mondo di qualcun altro, senza resistenza, senza opposizione. Ad ogni modo, penso che l’osservatore sia una parte intrinseca del Tutto, ed e’ quanto la meccanica quantistica ci sta insegnando in fisica. Lo stumento di misurazione e’ esso stesso altrettanto parte del Tutto, per cui, per via della possibilita’ di queste interazioni non-locali, in fisica quantistica, quando si compie una misurazione, i due sistemi non sono mai davvero distinti, per cui ognuno partecipa nell’altro, e non e’ possibile ottenere un significato della misurazione che non sia ambiguo.</p>
<p>Lo stesso avviene tra esseri umani: se qualcuno prova a misurare il modo con cui qualcun altro gli si rivolge, si verifica un cambiamento in entrambi che non permette di compiere una attribuzione di qualita’ non ambigua.</p>
<p><em>Non e’ possibile dire che cosa David Bohm avrebbe detto in una intervista analoga domani, alla stessa ora?</em></p>
<p>No, perche’ noi partecipiamo insieme all’intervista, per cui cio’ che io faccio influenza lei, e viceversa.</p>
<p><em>Se ora io dicessi che, quando penso del Tutto e delle parti, arrivo davvero a comprenderlo, non potrei comunque comunicarlo a nessuno, perche’ se provo a farlo “esco” dal Tutto e divento io stesso una parte&#8230;</em></p>
<p>Io penso che esista una forma di comunicazione, questo e’ il punto di avere delle diverse visioni del mondo&#8230; esiste una forma di comunicazione che non parte necessariamente dalla negazione dell’Unita’ del Tutto. Se partiamo dicendo “qui sono io e la<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Metafora-di-frammentazione.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2685" title="Metafora di frammentazione" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Metafora-di-frammentazione.jpg" alt="" width="315" height="351" /></a>’ sei tu”, siamo gia’ partiti con una divisione, ma forse possiamo riusicre a comunicare nello spirito del Tutto, senza assumere alcuna divisione.</p>
<p>Cio’ significa che <strong>io non sto tentando di dire a te cio’ che io penso, ne’ tu stai tentando di dirlo a me, piuttosto stiamo cercando di scoprire in che modo pensiamo insieme</strong>. Vede la differenza?<em> </em></p>
<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-ottimo-strumento-di-frammentazione.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2686" title="Un ottimo strumento di frammentazione" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-ottimo-strumento-di-frammentazione-185x300.png" alt="" width="185" height="300" /></a>E’ possibile farlo con il linguaggio ordinario?</em></p>
<p>Certo, dipende piu’ dall’atteggiamento piuttosto che dal linguaggio. Il nostro linguaggio si e’ sviluppato per sottolineare soprattutto le parti, ma possiamo ancora utilizzarlo in modo diverso. Per esempio, la poesia e’ un suo diverso uso, e comunque e’ sempre possibile usare il linguaggio in modi diversi.</p>
<p><em>Quindi l’ostacolo principale e’ l’atteggiamento delle persone piuttosto che gli aspetti teorici della struttura del linguaggio?</em></p>
<p>Certamente&#8230; il linguaggio si puo’ migliorare, e forse un giorno cio’ verra’ fatto, ma possiamo procedere anche senza.</p>
<p><em>La questione dell’atteggiamento delle persone nel discutere del Tutto li portera’ a chiedersi se sono forzati alla nuova visione del mondo piuttosto che davvero desiderosi di farla propria?</em></p>
<p>Perche’ allora non pensare che siamo forzati ad accettare qualunque aspetto di una certa visione del mondo&#8230; vede, se ad esempio prende la visione del mondo di [???], probabilmente a loro sembra del tutto soddisfacente, qualunque cosa essa esprimesse, noi ugualmente non la comprendiamo&#8230; il mistero di Dio o qualunqe altra cosa&#8230; analogamente credo che noi non comprendiamo molto del mondo, ma lo mettiamo da parte dicendoci “la scienza ce lo spieghera’ piu’ tardi”.</p>
<p>Nessuno puo’ essere “forzato” ad avere una certa visione del mondo, al massimo si puo’ sostenere che ci sono prove tali da dichiararsi convinti di essa, e cio’ ci sembra sempre coerente.</p>
<p><em>C’e’ questo atteggiamento ideologico secondo cui la visione del mondo puo’ essere o del tipo in cui ci si sente felici, liberati, o del tipo che opprime, che crolla su se stesso.</em></p>
<p>Si’ si puo’ desiderare di distruggere la propia visione del mondo, o ci si puo’ sentire felici di essere liberi. In generale, penso che le persone si sentano sempre meno soddisfatte perche’ la visione del mondo oggi dominante tende alla frammentazione, e cio’ non porta a soddisfazione perche’ ci sono talmente tanti problemi, incoerenze nelle relazioni umane e nelle societa’, e nell’ecologia.</p>
<p>Ad esempio, questa visione frammentaria ha portato a considerare i frammenti come qualcosa da sfruttare, ma tutto cio’ si rivela nel Tutto, questa continua distruzione. Pertanto, finche’ vediamo le cose in questo modo, esse continueranno&#8230; le persone assumono un atteggiamento frammentario per riparare l’ecologia pezzo a pezzo.</p>
<p>Questo e’ il tipo di situazione ove l’analisi delle parti e’ irrilevante, esse non sono abbastanza indipendenti da permettere una analisi del genere.</p>
<p>(continua)</p>
<p>____________________________</p>
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		<title>La sintesi di Coscienza-Ordine-Essere: David Bohm, 1989 (1 di 5)</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 07:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo articolo e&#8217; un punto di svolta di www.GrandiPassioni.com : molte persone mi scrivono chiedendo quale sia l&#8217;elemento comune dei molti articoli pubblicati sul sito, che trattano a prima vista argomenti molto diversi. Non ho mai reso esplicito questo elemento comune, proprio per lasciarlo scoprire intuitivamente al singolo lettore. Con la straordinaria, eccezionale, meravigliosa intervista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-libro-chiaro-e-splendido-ove-David-Bohm-sintetizza-il-proprio-pensiero.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2626" title="Il libro, chiaro e splendido, ove David Bohm sintetizza il proprio pensiero" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-libro-chiaro-e-splendido-ove-David-Bohm-sintetizza-il-proprio-pensiero.jpeg" alt="" width="227" height="300" /></a>Questo articolo e&#8217; un punto di svolta di www.GrandiPassioni.com : molte persone mi scrivono chiedendo quale sia l&#8217;<strong><em>elemento comune</em></strong> dei molti articoli pubblicati sul sito, che trattano <em>a prima vista</em> argomenti molto diversi. Non ho mai reso esplicito questo <em>elemento comune</em>, proprio per lasciarlo scoprire intuitivamente al singolo lettore.</p>
<p>Con la straordinaria, eccezionale, meravigliosa intervista a David Bohm che qui inizio a tradurre e pubblicare, il mistero inizia a svelarsi&#8230; dalla nebbia emerge la coerenza, l&#8217;unitarieta&#8217; del messaggio di GrandiPassioni.com. In questi ultimi mesi sul sito ho trattato moltissima fisica quantistica, e poi, di recente, la teoria della relativita&#8217;, ma anche il modello Mythoself di J. Riggio, la concezione del &#8220;cervello olografico di Pribram, la Storia d&#8217;Italia di Indro Montanelli, la PNL, capolavori d&#8217;arte, Joseph Campbell, la filosofia occidentale spiegata da Emanuele Severino ed Umberto Galimberti&#8230; quale filo comune unisce materie ed argomenti cosi&#8217; <em>a prima vista</em> diversi?</p>
<p>Credo che ogni singolo lettore di www.grandipassioni.com abbia una sua personale risposta&#8230; la mia, si svelera&#8217; pian piano. prendendo spunto da David Bohm.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Espansione-della-Coscienza.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2627" title="Espansione della Coscienza" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Espansione-della-Coscienza-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a></p>
<p>Prima di lasciarvi all&#8217;intervista, due parole a proposito di essa. Mi sono messo due sere fa ad ascoltarla con l&#8217;intento di tradurla e scriverne i sottotitoli, credendo che sarebbe stato un lavoro certamente interessante, ma piuttosto di routine&#8230; per fortuna, mi sbagliavo&#8230; David Bohm nell&#8217;intervista dice cose che nei vari articoli di questo sito sono gia&#8217; spiegate, eppure <em>ascoltare la viva voce del Genio che le ha concepite, osservarne le espressioni del viso, del fisico, gli atteggiamenti, e&#8217; un&#8217;esperienza ed un&#8217;emozione fortissimi</em>.</p>
<p>Vi invito dunque non tanto a guardare o ascoltare il video, quanto a lasciarvi abbandonare alla semplice profondita&#8217; del Genio, e, nello stesso tempo, alla sua stupenda umanita&#8217; che traspare chiaramente dal video, e che, sono sicuro, vi lascera&#8217; incantati.</p>
<p>Sotto il video, ho scritto per vostra comodita&#8217;, ed eventualmente per aiutarvi a diffonderlo a chi volete, il testo di questa parte dell&#8217;intervista. Se alcuni concetti che Bohm cita vi sono estranei, sappiate che sono tutti trattati in altri articoli di questo sito, andarli a cercare e&#8217; facile&#8230; non lasciate che termini come &#8220;dualita&#8217; onda-particella&#8221; o &#8220;teorema di Bell&#8221; vi spaventino&#8230; GrandiPassioni.com e&#8217; stato concepito fin dall&#8217;inizio come una porta per entrare con naturalezza nell&#8217;immenso mondo dell&#8217;allargamento della vostra stessa coscienza.</p>
<p>Un viaggio che, da questo momento, condividiamo esplicitamente.</p>
<p>Vi invidio: la prima volta che ho guardato il video mi sono emozionato profondamente&#8230; adesso tocca a voi!</p>
<p>Sempre Vostro, Petar</p>
<p>______________</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="513" height="289" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17133746&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="513" height="289" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17133746&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Copenhagen 1989</p>
<p><em>Ora, tra una ventina di minuti, lei avra’ un incontro con gli scienziati che lavorano qui, all’Instituto Niels Bohr a Copenhagen. </em></p>
<p><em>Sono passate alcune decine d’anni da quando ha presentato qui per la prima volta le sue idee, non e’ vero?</em></p>
<p>Si’, venni qui per un mese nel 1957 e poi nell’estate del 1958, a quel tempo mi stavo semplicemente trasferendo da Israele all’Inghilterra, e cosi’ trascorsi un estate qui all’Istituto&#8230; allora passammo il tempo soprattutto a parlare di fisica.</p>
<p><em>Ha la sensazione che il tipo di idee che presenta siano facilmente accolte in un luogo come l’Istituto Niels Bohr?</em></p>
<p>Beh, non e’ che sia qui per presentarle, sono semplicemente venuto per una visita… beh, penso che gli scienziati le trovino piu’ difficili da accettare rispetto a molte altre persone, perche’ c’e’ tutt’ora un fortissimo orientamento, seppure forse inconscio, alla vecchia visione atomistica del mondo.</p>
<p><em>Sta dicendo che la scienza ci sta mostrando qualche cosa che gli scienziati stessi non vogliono vedere?</em></p>
<p>E’ che diventano talmente abituati al modo che hanno di vedere le cose, che non vogliono cambiarlo. Non sono a loro agio a cambiare, e sentono che non c’e’ ragione di cambiare&#8230; “stiamo andando cosi’ bene, perche’ mai dovremmo cambiare?”. In effetti, guardando a cio’ che fanno, sembra che stiano davvero facendo molto bene, ma se allarghiamo l’orizzonte – il loro atteggiamento sembra pericoloso.</p>
<p><em>Molte persone parlano di questo nuovo punto di vista del mondo, che sta emergendo. A lei sembra che stia davvero emergendo un nuovo punto di vista nel mondo occidentale?</em></p>
<p>In alcune parti del mondo occidentale, credo di si’! Un punto di vista ove c’e’ maggiore attenzione al Tutto, ed al processo dinamico, piuttosto che alla analisi delle parti e dei meri pezzi statici.</p>
<p><em>Questo e’ perche’ l’abbiamo voluto, o perche’ siamo forzati a questa nuova visione?</em></p>
<p>Probabilmente entrambe le cose. Credo che ci sia una piccola percentuale di persone che lo voglia, perche’ si rende conto che il vecchio modello non funziona. Esistono in particolare prove convincenti in fisica, ed in altre discipline scientifiche, che provengono in parte dalla Teoria della relativita’ ed in parte dalla Fisica quantistica, anzi probabilmente piu’ da quest’ultima.</p>
<p><em>E di che genere di prove si tratta?</em></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-campo-nella-teoria-della-relativita.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2631" title="Il campo nella teoria della relativita'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-campo-nella-teoria-della-relativita-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>La Teoria della Relativita’ apre l’idea che l’Universo sia un campo, che e’ per sua natura un fluire dinamico&#8230; secondo Einstein, le particelle potrebbero emergere come singole unita’ nei punti ove il campo e’ molto forte, come stabili impulsi del campo, ed il campo emerge poi gradualmente con altri tipi di particelle&#8230; cosi’ abbiamo un Universo continuo, non “spezzettato”, che e’ in un continuo fluire dinamico. Le nozioni stesse di Spazio e Tempo sono diventate relative, mentre una volta erano concepite come assoluti. Possiamo concepire degli enti come i buchi neri, tornando fino al momento stesso di inizio dell’Universo, ove il presente collasserebbe su se stesso, e con esso tutti i concetti che conosciamo. E’ un punto di vista del tutto rivoluzionario, rispetto a quello che abbiamo da qualche secolo a questa parte.</p>
<p>Poi, c’e’ la teoria quantistica, che e’ probabilmente anche piu’ rivoluzionaria, e’ difficile da spiegare in poco tempo, ma provo a tracciarne le caratteristiche fondamentali. La prima e’ che il fenomeno <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-Tutto-e-le-parti.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2629" title="Il Tutto e le parti" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-Tutto-e-le-parti.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>quantistico e’, in qualche modo, indivisibile&#8230; c’e’ un Tutto&#8230; che non puo’ essere spezzato, o meglio puo’ essere spezzato, ma in questo mondo anche il processo che si osserva diventa un processo del tutto diverso. Il processo e’ correlato al Tutto, altrimenti non puo’ essere cio’ che e’, il fenomeno quantistico e’ un movimento che e’ in stretta relazione al Tutto.</p>
<p>La seconda caratteristica e’ la cosiddetta “dualita’ onda-particella”&#8230; gli elettroni che sono normalmente visti, e specialmente nella visione classica, come particelle, si comportano statisticamente come onde negli esperimenti piu’ precisi&#8230; mentre la luce che e’ normalmente, e nella visione classica, vista come un’onda, si puo’ comportare da particella negli esperimenti piu’ accurati&#8230; percio’ abbiamo questi due aspetti che dipendono da come il sistema viene trattato, cioe’ dipendono dal contesto in cui si trovano, che e’ molto diverso dall’idea classica per cui l’essere onda oppure particella e’ intrinseco nella natura dell’oggetto (<em>quindi non dipende dal contesto</em>).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Dualita-onda-particella.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2632" title="Dualita' onda-particella" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Dualita-onda-particella-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La terza caratteristica e’ detta <strong><em>non-localita’</em></strong>&#8230; osserviamo che in certe circostanze, sembra esserci una connessione immediata tra particelle lontane, che e’ piuttosto difficile da spiegare&#8230; la connessione delle particelle e’ chiaramente concepita nell’esperimento immaginario di Einstein-Podolsky-Rosen, e poi controllata in pratica grazie al Teorema di Bell ed il conseguente esperimento di Aspect, ed e’ stata quindi confermata con forza sia a livello teorico che sperimentale.</p>
<p>Tutte queste caratteristiche combinate suggeriscono che l’Universo sia un Tutto Indivisibile piuttosto che qualcosa di divisibile di cui si possano analizzare le parti mentre interagiscono, come esistenti separatamente.</p>
<p><em>Quanto puo’ dirci di questa Unita’ Indivisibile?</em></p>
<p>Oh, sa, se ne puo’ dire parecchio, tutti noi fisici quantistici ne siamo in qualche modo coinvolti. Beh, non so cosa lei voglia sapere esattamente da me&#8230; prenda ad esempio la superconduttivita’&#8230; ad alte temperature, gli elettroni generalmente si diffondono al di la’ della superficie dei metalli, per cui si crea resistenza, ed una corrente elettrica si ferma a meno che non sia mantenuta da una certa tensione elettrica. A basse temperature invece, in certi metalli, la corrente fluisce indefinitamente&#8230; vede, questo e’ un fenomeno quantistico. Se osserva con attenzione si rende conto che e’ dovuto al fatto che gli elettroni sono connessi insieme per via di queste interazioni non-locali, cosi’ se trovano un ostacolo lo superano e si riformano, piuttosto che diffondersi nel materiale&#8230; e’ come un balletto ove si aggira l’ostacolo invece che una folla di persone che segue ognuna il proprio scopo e si diffonde a casaccio&#8230;</p>
<p><em>Quindi questa Unita’ crea una specie di ordinamento delle cose?</em></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/La-parte-come-realta-primaria-il-mondo-classico-della-fisica-newtoniana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2628" title="La parte come realta' primaria - il mondo classico della fisica newtoniana" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/La-parte-come-realta-primaria-il-mondo-classico-della-fisica-newtoniana-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Si’, puo’ creare una sorta di ordinamento delle cose, ma allo stesso tempo spiega molto&#8230; vede, ci possono essere situazioni, come nell’esempio, in cui abbiamo questo tipo di ordinamento, ed altre in cui non l’abbiamo. E’ possibile mostrare a livello matematico che quando “qualcosa” detto <em>funzione d’onda</em> puo’ essere descritto come una serie di fattori indipendenti, ognuna delle sue parti si comporta in modo indipendente, ma in una situazione piu’ generale non lo fa. Cio’ puo’ spiegare per quale ragione nell’esperienza quotidiana ci appaia cosi’ tanta indipendenza tra le cose, mentre quando facciamo esperimenti accurati appaia un elevato grado di Ordine nelle cose. Cosi’, la fisica newtoniana (quella dell’esperienza comune), viene spiegata dalla fisica quantistica come un caso limitato. A questo livello, c’e’ sempre un Tutto, ma questo appare composto da singole parti che paiono comportarsi indipendentemente&#8230; eppure anche qui che le parti si comportano indipendentemente, la loro esistenza e’ determinata dal Tutto.</p>
<p><em>Ma cio’ che noi possiamo vedere sono le parti&#8230;</em></p>
<p>In fisica vediamo le parti perche’ questo e’ stato il nostro approccio nel corso degli ultimi secoli&#8230; io penso che le nostre percezioni siano influenzate dal nostro pensiero, quindi accettiamo questo modo meccanico di guardare alle cose, ma se guardiamo indietro di mille o duemila anni, non credo che le persone vedessero le singole parti come l’aspetto primario della realta’. Il modo in cui vediamo dipende dal modo in cui pensiamo.</p>
<p><em>Esiste una scelta che dobbiamo compiere tra il Tutto e le parti?</em></p>
<p>No, vede, dipende se si ha un approccio che mette il Tutto come realta’ primaria. In fisica classica, le parti sono il concetto primario, ed il Tutto e’ un concetto ausiliario, il che e’ conveniente quando ci sono molte parti che lavorano insieme, come in una macchina. Ad ogni modo, le parti sono prese come la realta’ di base, fondamentale. Siamo poi noi, soggettivamente, che talvolta troviamo conveniente parlare del Tutto anche in questo contesto.</p>
<p>Ma in fisica quantistica c’e’ qualcosa di diverso, e’ il Tutto ad essere un oggetto e le parti sono il risultato dell’analisi, ma ci sono grandi aree della materia ove e’ il Tutto stesso che si comporta come fosse lui stesso una parte indipendente.</p>
<p>(continua)</p>
<p>_________________________</p>
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		<title>David Bohm: l’Universo come ologramma (5)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 18:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine degli anni ’50, David Bohm diventa ricercatore all’Universita’ di Bristol, in Inghilterra; con un giovane ricercatore, Yakir Aharonov, scopre un nuovo importante esempio di interconnessione: sotto certe specifiche circostanze, un elettrone e’ in grado di “percepire” la presenza di un campo magnetico in regioni dello spazio ove e’ nulla la probabilita’ di trovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/La-nuvola-attorno-allatomo-e-lelettrone.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2612" title="La nuvola attorno all'atomo e' l'elettrone" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/La-nuvola-attorno-allatomo-e-lelettrone.jpg" alt="" width="273" height="287" /></a>Alla fine degli anni ’50, David Bohm diventa ricercatore all’Universita’ di Bristol, in Inghilterra; con un giovane ricercatore, Yakir Aharonov, scopre un nuovo importante esempio di interconnessione: sotto certe specifiche circostanze, un elettrone e’ in grado di “percepire” la presenza di un campo magnetico in regioni dello spazio ove e’ nulla la probabilita’ di trovare l’elettrone stesso. Questo fenomeno, passato alla storia come “effetto Aharonov-Bohm” viene contestato da molti fisici, che semplicemente non lo credono possibile. Persino al giorno d’oggi rimane un certo scetticismo presso alcuni scienziati, nonostante sia stato confermato in numerosi esperimenti&#8230; di tanto in tanto appiono ancora dei lavori che tentano di negarlo.</p>
<p>Bohm, come sempre, accetta stoicamente la reazione prevalente della comunita’ scientifica, e continua con voce ferma a sostenere che “il Re e’ nudo!”. In un’intervista condotta anni dopo, riassume la filosofia alla base del proprio coraggio: “<em>a lungo termine, e’ molto piu’ pericoloso aderire ad un’ illusione che affrontare a viso aperto i puri e semplici fatti!</em>”.</p>
<p>Nonostante cio’, la circoscritta reazione della comunia’ scientifica alla sua idea sul­l’im­por­tanza dell’ “Unita’ del Tutto”, e la sua stessa incapacita’ di concepire come procedere in questa direzione, lo portano a spostare l’attenzione ad altri campi di ricerca.</p>
<p>Negli anni ’60, inizia ad occuparsi del concetto di <em>Ordine</em>. La scienza classica in genere divide le cose in due categorie precise: quelle le cui parti<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/David-Bohm1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2615" title="David Bohm" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/David-Bohm1.jpg" alt="" width="350" height="444" /></a> rispondono ad una certa struttura, e quelle le cui parti sono dominate dal puro caso. Ad esempio i fiocchi di neve, i computer e gli organismi viventi sono tutti “cose ordinate”; lo schema di un pugno di chicchi di caffe’ caduti sul pavimento, i frammenti di una esplosione, la serie di numeri generati da una roulette del casino’ sono tutti esempi di “cose disordinate”.</p>
<p>Man mano che penetra la materia, Bohn si rende conto che esistono diversi <em>gradi di ordine</em>. Alcune cose appaiono “piu’ ordinate” di altre, e cio’ puo’ significare che non esiste limite alle <em>gerarchie di ordine</em> che esistono nell’Universo. Da questo pensiero, inizia a concepire l’idea che le “cose” che percepiamo come “disordinate”, forse non lo sono affatto, o almeno non sempre. Forse obbediscono ad un “ordine piu’ alto” di quello che a prima vista appare come casualita’ (tra parentesi, e’ interessante notare che i matematici non sono in grado di provare la casualita’, e sebbene alcune sequenze di numeri vengano dichiarate come “casuali”, in realta’ le dichiarazioni sono semplici supposizioni).</p>
<p>Immerso in questi pensieri, Bohm si trova un bel giorno a guardare un programma della BBC che lo aiuta a sviluppare l’idea piu’ profondamente&#8230; il programma descrive un semplice meccanismo formato da un cilindro di vetro che contiene al suo interno un altro cilindro rotante di diametro piu’ piccolo. Lo spazio interno del contenitore viene riempito con glicerina – liquido molto denso e trasparente – e, all’interno della massa di glicerina, si vede un punto d’inchiostro.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-dispositivo-con-glicerina-concepito-da-Bohm.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2613" title="Il dispositivo con glicerina che affascina da Bohm" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-dispositivo-con-glicerina-concepito-da-Bohm.jpg" alt="" width="192" height="319" /></a>Quando la manopola che fa girare il cilindro piu’ interno viene fatta ruotare, la macchia di inchiostro si diffonde all’interno della glicerina, prima descrivendo una circonferenza, e poi pian piano sparendo&#8230; ma non appena si inizia a ruotare la manopola nella direzione opposta, la tenue traccia d’inchiostro ricomincia ad apparire, e pian piano riforma la macchia originaria.</p>
<p>Bohm scrive “Questo esempio mi colpi’ immediatamente perche’ e’ molto significativo circa la questione dell’Ordine, poiche’, quando la macchia d’inchiostro e’<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Lesperimento-di-Bohm-eseguito-in-pratica.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2614" title="L'esperimento di Bohm eseguito in pratica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Lesperimento-di-Bohm-eseguito-in-pratica-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a> diffusa nella glicerina, continua tuttavia a mantenere un ordine “nascosto” (cioe’ “non manifesto”), che si rivela solo nel momento in cui la macchia viene ricostituita. D’altra parte, nel nostro linguaggio comune, noi tendiamo a dire che l’inchiostro nella glicerina, mentre e’ diffuso, e’ in uno stato di “disordine”. Cio’ mi porta a pensare che, in questo esempio, sono implicate nuove nozioni di ordine”.</p>
<p>La scoperta eccita moltissimo Bohm, dandogli un nuovo punto di vista a molte questioni scientifiche che stava considerando. Dopo l’esempio del cilindro con la glicerina, si rende presto conto di una metafora ancora piu’ potente per descrivere diversi livelli di Ordine, che non solo riesce a rimettere insieme i diversi campi di ricerca che aveva affrontato negli anni precedenti, ma sembra addirittura talmente azzeccata da sembrare fatta apposta. La metafora e’ l’<strong><em>ologramma</em></strong>.</p>
<p>Non appena inizia a riflettere sull’ologramma, si rende conto che esso gli fornisce immediatamente un nuovo modo di considerare il concetto di “Ordine”. Come la macchia d’inchiostro quando diventa invisibile perche’ diffusa nella glicerina, lo schema d’interferenza registrato su un pezzo di pellicola olofotografica appare a prima vista disordinato. Entrambi posseggono cio’ che Bohm chiama <em>Ordini nascosti </em>o “<em>avvolti”</em> nello stesso modo in cui l’ordine del plasma e’ “<em>avvolto</em>” nel comportamento apparentemente casuale di ogni singolo elettrone. Questo pero’ non e’ il solo spunto che trova nell’idea di ologramma.</p>
<p>Piu’ ci pensa e piu’ si convince che l’Universo stesso usa principi olografici nel suo esistere e funzionare, <strong><em>gli</em> <em>appare esso stesso come un gigante ologramma in perenne flusso</em></strong>, e questa idea gli permette di aggregare tutte le intuizioni che ha avuto nel corso degli anni in una sola e coerente Unita’.</p>
<p>Pubblica i primi lavori sul tema all’inizio degli anni ’70, e nel 1980 presenta una selezione matura dei propri pensieri nel libro intitolato <strong><em>“Wholeness and the Implicate Order”</em></strong> (mia traduzione – “<em>L’Unita’ del tutto e l’Ordine implicato</em>”), opera in cui fa molto di piu’ che semplicemente legare insieme la miriade di idee che ha avuto: le trasforma in un modo nuovo di osservare la realta’, tanto radicale da lasciare senza respiro.</p>
<p>(continua)</p>
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		<title>David Bohm: l’Universo come ologramma (4)</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 23:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/moving-toward-the-consciousness.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2583" title="moving toward the consciousness" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/moving-toward-the-consciousness-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>Durante lo stesso periodo, Bohm continua a precisare il suo approccio alla fisica quantistica. Piu’ presta attenzione al significato del “<strong><em>potenziale quantico</em></strong>”, e piu’ si rende conto che ha delle proprieta’ che implicano un contrasto ancora piu’ radicale con la scuola ortodossa. Una di queste e&#8217; l’importanza dell’ “<em>Unita’ del Tutto</em>” (“Wholeness” in inglese). La scienza classica interpreta da sempre lo stato di un sistema come Unita’ solo come risultante dell’interazione delle parti. Invece, il <em>potenziale quantico</em> supera questa visione e suggerisce invece che il comportamento delle parti e’ in effetti <em>proprio organizzato dall’Unita’</em>. Non solo questo va a toccare l’affermazione del “rivale” Bohr che le singole particelle sono “cose” indipendenti&#8230; non solo va ad affermare che esse fanno invece parte di un sistema indivisibile&#8230; addirittura suggerisce che la “Unita’ del Tutto” e’ la primaria e fondamentale realta’.</p>
<p>Cio’ puo&#8217; anche spiegare in che modo gli elettroni nel plasma (ed altri stati particolari noti come superconduttivita’) possano comportarsi come Unita’ completamente interconnesse. Come dice Bohm, “tali elettroni in effetti non sono sparpagliati perche’, attraverso l’azione del <em>potenziale quantico</em>, il Sistema intero e’ soggetto ad un unico movimento coordinato, che somiglia piu’ alla danza di un balletto che a una folla di persone prive di organizzazione.” Ancora una volta nota che “questa Unita’ quantica del movimento e’ piu’ simile all’unita’ organizzata con cui funzionano le parti del corpo di un essere vivente, piuttosto che il tipo di unita’ che si ottiene mettendo soltanto insieme pezzi di un meccanismo.”</p>
<p>Un’implicazione ancora piu’ sorprendente riguardava la natura della “<strong><em>locazione</em></strong>”. A livello di esperienza quotidiana che tutti abbiamo, ogni cosa ha una sua specifica locazione, cioe&#8217; luogo in cui si trova e da cui ha eventualmente degli effetti sul mondo circostante&#8230; ma l’interpretazione di Bohm implica che a livello subquantico, ove opera appunto il <em>potenziale quantico</em>, la “locazione” semplicemente cessa di esistere. Tutti i punti nello spazio diventano del tutto uguali a tutti gli altri puni dello spazio, ed e&#8217; del tutto privo di significato parlare di qualunque cosa come “separata” da qualunque altra cosa. Questa proprieta’ viene detta dai fisici “<em><strong>non localita’</strong></em> ”.</p>
<p>L’aspetto non-locale del <em>potenziale quantico</em> permette a Bohm di spiegare il collegamento tra particelle gemelle senza violare il divieto della teoria della relativita’ speciale, per cui nulla puo’ <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/brain_maze.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2584" title="brain_maze" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/brain_maze.jpg" alt="" width="251" height="270" /></a>viaggiare ad una velocita’ superiore a quella della luce. Per illustrare in che modo, costruisce la seguente analogia: immaginate che un pesce stia <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Aquarium.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2585" title="David Bohm: l'analogia dell'acquario" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Aquarium.jpg" alt="" width="435" height="248" /></a>nuotando in un acquario. Immaginate anche di non aver mai visto prima ne’ un pesce ne’ un acquario, e che tutto cio’ che sapete di essi vi provenga da due telecamere televisive, una puntata frontalmente verso l’acquario, ed un’altra di lato. Quando osservate i due monitor televisivi, potreste assumere erroneamente che i pesci sui due schermi siano entita’ differenti. Dopotutto, essendo le telecamere posizionate con angolazioni diverse, ognuna delle due immagini sara’ leggermente diversa. Continuando a guardare attentamente, ad un bel momento potreste rendervi conto che esiste una relazione tra i “due” pesci. Quando uno si gira, anche l’altro lo fa. Quando uno guarda di fronte, l’altro guarda sempre di lato, ecc&#8230; Se non siete consapevoli della situazione, potreste ancora una volta sbagliarvi assumendo che i “due” pesci comunicano tra di essi in modo istantaneo, con qualche strumento sconosciuto. L’ipotesi sarebbe sbagliata per il semplice motivo che, ad un livello piu’ profondo, che e’ poi la realta’ dell’acquario, i “due” pesci sono in effetti un pesce solo. Secondo Bohm, questo e’ esattamente cio’ che succede tra “particelle gemelle”, come ad esempio due fotoni emessi dal decadimento di un atomo di positronio.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Libro-sulla-teoria-del-Potenziale-Quantico-pensato-da-David-Bohm.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2586" title="Libro sulla teoria del Potenziale Quantico, pensato da David Bohm" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Libro-sulla-teoria-del-Potenziale-Quantico-pensato-da-David-Bohm.jpg" alt="" width="153" height="238" /></a></p>
<p>Infatti, poiche’ il <em>potenziale quantico</em> permea tutto lo spazio, tutte le particelle dell’Universo sono connesse non-localmente. Sempre piu’ la descrizione di Realta’ di Bohm non e&#8217; quella ove particelle scollegate si muovono nel vuoto dello spazio, ma quell’altra ove tutte le cose sono parte di un’unica ragnatela, incorporate in uno spazio che e&#8217; reale e ricco di fenomeni fisici non meno della materia che pare attraversarlo.</p>
<p>L’idea di Bohm lascia perplessi ancora moltissimi scienziati, ma risveglia l’interesse di alcuni. Uno di questi e&#8217; John Stewart Bell, fisico teorico del CERN, centro per la ricerca atomica vicino a Ginevra. Come Bohm, Bell e&#8217; scontento con lo stato della fisica quantistica, e sente che ci deve essere un’alternativa. Come dira&#8217; piu’ tardi, “Nel 1952 vidi lo scritto di Bohm. La sua idea era di completare la meccanica quantistica affermando che ci sono delle variabili nascoste, in aggiunta a quelle che tutti conosciamo. Cio’ mi impressiono’ enormemente.”</p>
<p>Bell capisce anche che la teoria di Bohm implica l’esistenza della non-localita’, e si chiede se ci sia la possibilita’ di verificarlo in qualche modo, sperimentalmente. La questione rimane nella sua testa per anni fino al suo anno sabbatico nel 1964, che gli da&#8217; la liberta’ di concentrarsi del tutto sulla questione. Concepisce cosi’ una elegante prova matematica, passata alla Storia come “Teorema di Bell” o “Diseguaglianza di Bell”, che spiega in che modo si possa concepire un esperiemento che risolva una volta per tutte la questione. Ahime’, il livello tecnologico della sua epoca non permette di realizzare concretamente l’esperimento, perche’ per dimostrare che “particelle gemelle”, come ad esempio quelle del paradosso EPR, non comunicano tra di loro, l’esperimento stesso deve essere compiuto in un lasso di tempo infinitesimale, tale da non permettere nemmeno ad un raggio di luce di andare da una particella all’altra.</p>
<p>(continua)</p>
<p>__________________________________</p>
<p>Su GrandiPassioni.com potete trovare molto materiale e risorse che    spiegano la fisica quantistica, e sono quindi preziose per meglio    apprezzare questo articolo e gli altri che seguiranno su David Bohm. Li    trovate cliccando in alto su IL SAPERE e poi SCIENZA e FISICA    QUANTISTICA.</p>
<p>In particolare, questo articolo e&#8217; strettamente collegato con quello intitolato <strong>&#8220;Il teorema che cambio&#8217; l&#8217;Universo&#8221;</strong>, che descrive in modo piu&#8217; completo il Teorema di Bell, e che trovate al seguente link (copiatelo ed incollatelo sulla barra degli indirizzi del vostro browser)</p>
<p>http://www.grandipassioni.com/2009/04/teorema-che-cambio-luniverso/</p>
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<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook12.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2592" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook12-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
<p>__________________________________</p>
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		<title>David Bohm: l’Universo come ologramma (3)</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 10:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL DISINGANNO DI BOHM Bohm inizia a provare un disagio crescente verso l’interpretazione di Bohr della fisica quantistica, sia perche’ sente che la questione dell’interconnessione e’ importantissima, sia perche’ non e’ soddisfatto di altre scuole di pensiero alternative che stanno nel frattempo emergendo. Dopo tre anni di insegnamento a Princeton, decide di migliorare la comprensione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Nebula.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2503" title="Nebula" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Nebula.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong>IL DISINGANNO DI BOHM</strong></p>
<p>Bohm inizia a provare un disagio crescente verso l’interpretazione di Bohr della fisica quantistica, sia perche’ sente che la questione dell’interconnessione e’ importantissima, sia perche’ non e’ soddisfatto di altre scuole di pensiero alternative che stanno nel frattempo emergendo.</p>
<p>Dopo tre anni di insegnamento a Princeton, decide di migliorare la comprensione della materia, e per questo scrive lui stesso un libro di testo, al termine del quale ancora non sente di essere d’accordo con quanto la fisica quantistica andava dicendo&#8230; cosi’ manda alcune copie del libro sia a Bohr che ad Einstein, per chiederne l’opinione. Bohr nemmeno risponde, mentre Einstein lo contatta per dirgli che, poiche’ entrambi vivono a Princeton, sarebbe il caso di incontrarsi per parlarne. Il risultato e’ una serie di profonde conversazioni durate sei settimane, ove Einstein esprime a Bohm l’ammirazione per la chiarissima esposizione della fisica quantistica&#8230; e riconosce lui stesso di non<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Negli-anni-di-Princeton-Einstein-ebbe-unn-feconda-conversazione-con-Bohm.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2505" title="Negli anni di Princeton, Einstein ebbe una feconda conversazione con Bohm" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Negli-anni-di-Princeton-Einstein-ebbe-unn-feconda-conversazione-con-Bohm-300x292.jpg" alt="" width="210" height="204" /></a> essere soddisfatto dello stato in cui versa la teoria.</p>
<p>Conversando, entrambi questi straordinari personaggi riconoscono alla fisica quantistica la capacita’ di prevedere i fenomeni studiati&#8230; ma cio’ che li turba e’ che essa non da’ nessuna spiegazione “sensata” della struttura del mondo. I seguaci di Bohr dichiarano persino che “la teoria quantistica e’ completa” e che &#8220;non e’ possibile giungere ad alcuna spiegazione piu’ chiara di cio’ che succede nel mondo subatomico&#8221;. Come dire: non esiste alcuna realta’ piu’ profonda del mondo subatomico, quindi nessuna risposta piu’ profonda puo’ essere trovata – questo disturbava la sensibilita’ filosofica di Bohm ed Einstein.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Quantum-Theory-di-David-Bohm.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2504" title="Quantum Theory di David Bohm" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Quantum-Theory-di-David-Bohm-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Cosi’, Bohm, ispirato dalle conversazioni con il grande collega, inizia ad accettare che i dubbi che provano hanno eccome senso, e decide di cercare una interpretazione alternativa. Quando il suo libro di testo – <em>Teoria Quantistica</em> – viene pubblicato nel 1951, diventa rapidamente un classico, ma in una materia della quale lo stesso autore non e’ piu’ sicuro. La sua mente cerca gia’ una spiegazione piu’ profonda, un modo migliore di descrivere la realta’ al suo livello piu’ elementare.</p>
<p><strong>UN LIVELLO PIU’ PROFONDO</strong></p>
<p>Il primo passo di Bohm e’ assumere che le particelle come gli elettroni <strong><em>esistono davvero</em></strong> anche in assenza dell’osservatore. Assume inoltre che esiste una <strong><em>realta’ piu’ profonda</em></strong> al di la’ dell’impenetrabile muro di Bohr, un <strong><em>livello subquantico</em></strong> che ancora attende di essere scoperto.</p>
<p>A partire da queste due premesse, si rende conto che e’ sufficiente ammettere l’esistenza del nuovo livello per spiegare le scoperte della fisica quantistica con la stessa sicurezza che aveva Bohr nei suoi studi. Bohm chiama questo nuovo livello “<strong><em>potenziale quantico</em></strong>” e teorizza che, come la forza di gravita’, sia presente in tutto lo spazio. Tuttavia, a differenza dei campi <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/David-Bohm.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2506" title="David Bohm" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/David-Bohm-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>gravitazionali, magnetici, ecc., l’influenza <strong><em>non diminuisce con la distanza</em></strong>&#8230; cioe’ il suo effetto ha la stessa “forza” ovunque, in ogni punto dell’Universo.</p>
<p>Bohm pubblica la sua interpretazione alternativa della teoria quantistica nel 1952.</p>
<p>Le reazioni del mondo scientifico sono quasi tutte negative. La maggior parte degli scienziati e’ talmente certa che non ci possono essere spiegazioni alternative, che semplicemente ridicolizzano le idee di Bohm. Altri lanciano attacchi appassionati, basati soprattutto su differenze filosofiche, ma il fatto e’ che il punto di vista di Bohr e’ talmente radicato tra i fisici dell’epoca che la posizione alternativa di Bohm e’ vista come una sorta di eresia alla dottrina dominante.</p>
<p>Nonostante la severita’ degli attacchi, Bohm rimane fermo nella sua convinzione che c’e’ da dire di piu’ sull’idea stessa di Realta’ di quanto <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Causality-and-chance-in-modern-physics.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2508" title="Causality and chance in modern physics" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Causality-and-chance-in-modern-physics-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /></a>Bohr non voglia, o non sappia, ammettere. Bohm sente inoltre che la prospettiva della scienza e’ troppo limitata quando si tratta di prendere in seria considerazione idee radicalmente nuove come la sua, cosi’ nel 1957 scrive il libro <em>Causality and chance in Modern Physics</em>, ove esamina i pregiudizi filosofici che sono alla base di questo atteggiamento. Uno di questi e’ l’assunzione che qualunque teoria puo’ sperare di essere <strong><em>completa</em></strong> rispetto alla materia che studia – come la fisica quantistica di Bohr pensa di se stessa. Bohm critica con forza questa assunzione, osservando che la Natura puo’ benissimo essere infinita, e siccome nessuna teoria puo’ pensare di spiegare completamente qualcosa di infinito, Bohm suggerisce di evitare l’assunzione stessa, assumendo invece un atteggiamento di apertura mentale nella ricerca scientifica.</p>
<p>Nello stesso libro, Bohm sostiene poi che l’interpretazione scientifica della “causalita’” e’ limitata. Molti effetti osservabili negli esperimenti o in Natura sono pensati come aventi una o piu’ cause; Bohm pensa invece che un effetto possa avere anche <em>infinite </em>cause. Ad esempio, se chiedete a qualcuno che cosa ha “causato” la morte di John F. Kennedy, la risposta puo’ essere “la pallottola sparata dal fucile dell’assassino”&#8230; ma una lista piu’ completa dovrebbe includere tutti gli eventi che hanno contribuito alla costruzione del fucile, degli eventi che hanno fatto si’ che l’assassino desiderasse uccidere Kennedy, e poi tutti i passi dell’evoluzione umana che hanno contribuito a creare una mano prensile che possa impugnare il fucile, ecc., ecc., ecc.</p>
<p>Bohm ammette che nella stragrande maggioranza dei casi si ignora l’enorme cascata di eventi che producono un certo effetto, ma ritiene che sia ugualmente importante per gli scienziati ricordare che non c’e’ una semplice relazione di “singola causa – effetto” separata dal resto dell’Universo, pensato da Bohm <strong><em>come un tutt’Uno</em></strong>.</p>
<p>(continua)</p>
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		<title>David Bohm: l’Universo come ologramma (2)</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 22:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BOHM E L&#8217;INTERCONNESSIONE Un aspetto della realtà quantistica che Bohm trova particolarmente interessante è l’insolito stato di interconnessione che pare esistere tra eventi subatomici a prima vista scollegati. Ancora più sorprendente il fatto che pochissimi fisici danno peso alla cosa. A dirla tutta, e&#8217; talmente poca l&#8217;attenzione a questo fatto, che uno dei più celebri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Interconnessione1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2369" title="Interconnessione" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Interconnessione1.jpg" alt="" width="512" height="410" /></a><strong>BOHM E L&#8217;INTERCONNESSIONE<br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Un aspetto della realtà quantistica che Bohm trova particolarmente interessante è l’insolito stato di interconnessione che pare esistere tra eventi subatomici a prima vista scollegati. Ancora più sorprendente il fatto che pochissimi fisici danno peso alla cosa. A dirla tutta, e&#8217; talmente poca l&#8217;attenzione a questo fatto, che uno dei più celebri esempi di interconnessione rimane celato in una delle assunzioni più elementari della fisica quantistica&#8230; per anni prima che qualcuno se ne accorga.</p>
<p>L’assunzione era stata postulata da uno dei padri stessi della fisica quantistica – il danese Niels Bohr. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Niels-Bohr-e-uno-dei-giganti-della-scienza-del-XX-secolo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2371" title="Niels Bohr e' uno dei giganti della scienza del XX secolo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Niels-Bohr-e-uno-dei-giganti-della-scienza-del-XX-secolo1-263x300.jpg" alt="" width="263" height="300" /></a>Egli sottolineò che se le particelle subatomiche esistono <em><strong>solo in presenza dell’osservatore</strong></em>, allora non ha semplicemente senso parlare di proprietà delle particelle in assenza dell’osservatore.</p>
<p>Questo disturbava moltissimi fisici, perché, dicevano, il senso stesso della scienza sta proprio nello scoprire le proprietà dei fenomeni fisici. Ma se è <em><strong>l’atto stesso di osservazione che crea la proprietà</strong></em> che si vuole osservare – che cosa significa questo per il futuro stesso della scienza?</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Einstein-era-seriamente-preoccupato-della-piega-che-stava-prendendo-la-fisica-quantistica.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2372" title="Einstein era seriamente preoccupato della piega che stava prendendo la fisica quantistica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Einstein-era-seriamente-preoccupato-della-piega-che-stava-prendendo-la-fisica-quantistica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Uno di questi fisici particolarmente disturbato dall’idea di Bohr e&#8217; nientepopodimeno che Albert Einstein. Nonostante avesse avuto un ruolo gigante nei primi passi della teoria quantistica, non e&#8217; per niente contento della direzione presa da questa scienza. Secondo Einstein, la conclusione di Bohr per cui le proprietà di una particella non esistono finché qualcuno non le osserva è particolarmente criticabile perché, se combinata con altre scoperte quantistiche di cui diciamo sotto, l’implicazione è che <em><strong>le particelle subatomiche sono interconnesse in un modo che Einstein riteneva semplicemente impossibile</strong></em>.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Particelle-interconnesse-a-distanza-infinita1.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2373" title="Particelle interconnesse a distanza infinita" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Particelle-interconnesse-a-distanza-infinita1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Quest’altra scoperta è che alcuni processi subatomici creano delle <em>coppie di particelle</em> con proprietà identiche o fortemente correlate.</p>
<p>Si consideri ad esempio il positronio, un atomo molto instabile, costituito solamente da un elettrone e da un positrone, ove quest’ultimo è identico ad un elettrone, ma<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Positronio.jpg"><img class="size-full wp-image-2374 alignright" title="Positronio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Positronio.jpg" alt="" width="115" height="115" /></a> ha carica positiva.</p>
<p>Siccome il positrone è esattamente la particella opposta all’elettrone, se si scontrano si annullano l’un l’altra e decadono in due particelle di luce chiamate “fotoni”, che partono a viaggiare nello spazio in direzioni opposte.</p>
<p>Ebbene, la scoperta è che non importa quanto i due fotoni si allontanino l’uno dall’altro &#8211; non appena uno dei due viene misurato, essi vengono ad avere sempre lo stesso <em>angolo di polarizzazione</em> (la <em>polarizzazione</em> è l’orientamento nello spazio che tende ad avere la funzione d’onda del fotone, mentre viaggia nello spazio allontanandosi dal punto d’origine).</p>
<p>Nel 1935 Einstein con i colleghi meno noti Boris Podolsky e Nathan Rosen pubblica un saggio diventato famoso: “Può la descrizione quantistica della Realtà essere considerata completa?” , ove spiegano per quale motivo l’esistenza delle “particelle gemelle” descritte sopra dimostra, secondo loro, che Bohr deve avere torto.</p>
<p>Einstein-Podolsy-Rosen ragionano così: due simili particelle, ad esempio i due fotoni emessi quando il positronio decade, possono benissimo essere prodotte in un esperimento, permettendogli di viaggiare a distanze enormi l’una dall’altra. Ad un certo punto, una di esse, o entrambe, viene catturata per misurargli l’angolo di polarizzazione. Ora, se l’angolo di polarizzazione misurato esattamente nello stesso attimo è identico per entrambe, e se Bohr ha ragione che la proprietà dell’angolo di misurazione non esiste prima dell’atto stesso di misurazione, allora significa che necessariamente in qualche modo le due particelle <em><strong>comunicano contemporaneamente tra di loro</strong></em>, stabilendo il comune angolo di polarizzazione.</p>
<p>Il problema è che secondo la Teoria Speciale della Relatività di Einstein, nulla può viaggiare più veloce della luce… per cui secondo Einstein-Podolsy-Rosen non è possibile definire la Realtà in alcun modo “ragionevole” che permetta connessioni più veloci della luce. Quindi, Bohr deve avere torto. Questa argomentazione è nota come il <em><strong>“paradosso EPR”</strong></em>, dal cognome dei tre scienziati.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-Niels-Bohr-Instituet-di-Copenhagen-vero-tempio-della-fisica-quantistica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2377" title="Il Niels Bohr Instituet di Copenhagen, vero tempio della fisica quantistica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-Niels-Bohr-Instituet-di-Copenhagen-vero-tempio-della-fisica-quantistica-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Eppure Bohr non si lascia turbare… invece di considerare connessioni più veloci della luce, presenta un’altra possibile spiegazione: se le particelle non vengono ad esistere prima di essere osservate, non possono allora nemmeno essere più pensate come “oggetti indipendenti”. Per cui Einstein, secondo Bohr, commette un errore essenziale a considerare le particelle separate. Esse sono <em><strong>elementi di un unico sistema indivisibile</strong></em>, e non aveva semplicemente senso concepirle altrimenti.</p>
<p>Con l’andare del tempo, sempre più fisici aderiscono alla posizione di Bohr, soprattutto perché la teoria quantistica si dimostra molto consistente a prevedere fenomeni fisici, per cui pochissimi scienziati si azzardavano a pensare che fosse in qualche modo “sbagliata”.</p>
<p>Poi, negli anni &#8217;80 la tecnica permette finalmente di verificare sperimentalmente le affermazioni di Einstein-Podolsky-Rosen, dimostrando che esistono davvero sorprendenti connessioni tra particelle, <em><strong>indipendenti dalla distanza</strong></em>.</p>
<p>Eppure, questo fatto rimane sorprendentemente ignorato… la questione dell’interconnessione, non appena raggiunge il trionfo, viene di nuovo spinta sotto il tappeto.</p>
<p><strong>UN MARE VIVENTE DI ELETTRONI</strong></p>
<p>All’inizio della carriera, anche Bohm accetta la posizione di Bohr, restando solo stupito dal poco interesse che questi, ed i suoi discepoli, mostrano verso la questione dell’interconnessione.</p>
<p>Dopo la laurea in Pennsylvania, Bohm va all’Universita’ di Berkeley in California, ove prende il dottorato nel 1943, lavorando al Lawrence Berkeley Radiation Laboratory.</p>
<p>Qui, incontra un altro impressionante esempio di interconnessione&#8230; inizia a sviluppare un lavoro sul plasma, che restera’ un punto di riferimento assoluto!</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/La-moderna-fisica-del-plasma-deve-molto-a-David-Bohm.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2375" title="La moderna fisica del plasma deve molto a David Bohm" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/La-moderna-fisica-del-plasma-deve-molto-a-David-Bohm.jpeg" alt="" width="210" height="300" /></a>Un “plasma” e’ un gas che contiene con elevata densita’ elettroni e ioni positivi . Bohm resta stupito quando nota che gli elettroni, una volta contenuti nel plasma, smettono di comportarsi come unita’ separate le une dalle altre, bensi&#8217; come se fossero parte di un tutt’uno interconnesso.</p>
<p>Guardando gli elettroni ad uno ad uno sembra che abbiano un movimento casuale, ma gruppi piu’ ampi riescono a produrre comportamenti che appaiono sorprendentemente ben organizzati.</p>
<p>Come una sorta di ameba, il plasma si rigenera costantemente, ed isola le impurita’ in un punto preciso, con un comportamento che ricorda quello di organismi viventi che isolano sostanze estranee in cisti.</p>
<p>Bohm rimane talmente affascinato da queste qualita’ “organiche” degli elettroni, che dira’ spesso di avere l’impressione che “il mare di elettroni sia vivo”.</p>
<p>Nel 1947 accetta una cattedra a Princeton, prova di quanto sia ormai stimato, ed approfondisce le ricerche relative al comportamento degli elettroni nei <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Princeton-ove-Bohm-arriva-nel-1947.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2376" title="Princeton, ove Bohm arriva nel 1947" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Princeton-ove-Bohm-arriva-nel-1947-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>metalli.</p>
<p>Ancora, osserva che comportamenti apparentemente casuali di singoli elettroni, riescono pero’ a produrre effetti complessivi altamente organizzati. Come i plasma studiati a Berkeley, si tratta di fenomeni che non coinvolgono solo poche particelle, ma interi “oceani” di particelle ove sembra che ognuna di esse sappia cosa stiano facendo gli altri miliardi di miliardi di particelle.</p>
<p>Bohm decide di chiamare questi movimenti collettivi con il nome di <em>plasmoni</em>&#8230; una scoperta che ne definisce il prestigio come fisico.</p>
<p>(continua)</p>
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		<title>David Bohm: l’Universo come ologramma (1)</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 22:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ impossibile non restare affascinati dalla profondita’ con cui David Bohm ha saputo spezzare gli stretti vincoli del pensiero scientifico dominante, per costruire un’idea immensa del tutto nuova,  consistente al suo interno, logicamente potente al punto da spiegare fenomeni molto diversi, con un punto di vista del tutto nuovo. Un’idea che intuitivamente moltissimi trovano talmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Particelle-o-Onde.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2300" title="Particelle o Onde" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Particelle-o-Onde.jpg" alt="" width="500" height="321" /></a>E’ impossibile non restare affascinati dalla profondita’ con cui David Bohm ha saputo spezzare gli stretti vincoli del pensiero scientifico dominante, per costruire un’idea immensa del tutto nuova,  consistente al suo interno, logicamente potente al punto da spiegare fenomeni molto diversi, con un punto di vista del tutto nuovo. Un’idea che intuitivamente moltissimi trovano talmente splendida da pensare che se anche l’Universo non e’ cosi’ come lo descrive Bohm – sarebbe meglio se lo fosse. John P. Briggs e David Peat, autori di </em>Looking Glass Universe.</p>
<p>Il percorso che porta David Bohm a concepire l’Universo strutturato come un ologramma inizia nello studio dell’abisso piu’ profondo, cioe’ del mondo delle particelle subatomiche. Il suo interesse per la scienza sboccia in eta’ assai giovane. Da ragazzo, in Pennsylvania dov’e’ cresce, inventa un nuovo tipo di bollitore da the&#8230; suo padre, uomo d’affari di successo, lo spinge a trasformare l’ idea in soldi.  Non appena il giovane David scopre che per realizzare il compito deve andare di casa in casa ad offrire il prodotto, l’interesse per il business  svanisce.</p>
<p>A non svanire, invece, e’ l’interesse per la scienza, e la sua prodigiosa curiosita’ lo spinge a nuove sfide. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Stae-College-Pennsylvania1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2303" title="State College Pennsylvania" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Stae-College-Pennsylvania1-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></a>La piu’ grossa lo attende allo State College della Pennsylvania nel 1930, quando inizia ad interessarsi di fisica quantistica.</p>
<p>E’ facile capire come possa restarne affascinato. Lo strano nuovo territorio che i fisici avevano scoperto esplorando il cuore dell’atomo conteneva cose talmente stupefacenti che nemmeno Marco Polo o l’esploratore Cortes avevano mai visto nei loro viaggi.</p>
<p>Cio’ che intriga David e’  il fatto che, in questo nuovo mondo, tutto sembra contraddire le piu’ elementari norme del buon senso. Sembra un mondo regolato dalla stregoneria invece di un approfondimento del mondo normale che tutti conosciamo&#8230; una sorta di “Regno di Alice nel paese delle meraviglie” in cui forze mistiche sono la regola, ove cio’ che riconosciamo come logico e’ sovvertito.</p>
<p>Una scoperta sorprendente della fisica quantistica e’ che spezzando la materia in pezzi sempre piu’ piccoli, si raggiunge un punto in cui essi – cioe’ particelle come elettroni, fotoni, ecc. – non hanno piu’ le proprieta’ per chiamarli veri e propri “oggetti”. Ad esempio, chiunque immagina un elettrone come una piccola sfera, ma la realta’ e’ lontanissima. Sebbene <em>talvolta</em> l’elettrone possa anche comportarsi da piccola particella, i fisici hanno scoperto che esso <em>letteralmente non ha alcuna dimensione</em>. Per ogni persona comune e’ difficilissimo immaginarlo, perche’ <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/La-nuvola-attorno-allatomo-e-lelettrone.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2304" title="La nuvola attorno all'atomo e' l'elettrone" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/La-nuvola-attorno-allatomo-e-lelettrone.jpg" alt="" width="273" height="287" /></a>qualunque cosa che conosce ha dimensione. Eppure, se si tenta di misurare la larghezza di un elettrone, si scopre che e’ un compito impossibile. L’elettrone, semplicemente, non e’ un oggetto come noi intendiamo questa parola.</p>
<p>Un’altra scoperta incredibile e’ che l’elettrone puo’ manifestarsi <em>sia come particella che come onda</em>. Se si spara un elettrone su uno schermo <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Latomo-ingenuo-immaginato-dalle-persone-comuni.gif"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2306" title="L'immagine ingenua dell'atomo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Latomo-ingenuo-immaginato-dalle-persone-comuni-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>televisivo spento, compare un puntino luminoso laddove colpisce le sostanze chimiche fosforescenti che coprono il vetro. Il singolo punto d’impatto rivela chiaramente la natura dell’elettrone come “particella”.</p>
<p>Eppure, non e’ l’unica forma che puo’ assumere. Puo’ anche dissolvesi in una sfocata nube di energia, e comportarsi come se fosse un’onda distribuita in una porzione di spazio. Quando l’elettrone si manifesta come onda, puo’ fare cose che nessuna particella e’ in grado. Ad esempio, se viene sparato contro una barriera su cui siano presenti due fessure, le puo’ attraversare <em>contemporaneamente</em>. Se due elettroni che si comportano da onda entrano tra loro in contatto, producono lo <em>schema d’interferenza</em> tipico delle onde.</p>
<p>Insomma, l’elettrone puo’ talvolta manifestare proprieta’ da onda, talvolta da particella.</p>
<p>Questa camaleontica abilita’ e’ comune a tutte le particelle subatomiche. E’ comune persino ad un sacco di raggi che un tempo si pensava fossero “solo” onde: la luce stessa, i raggi X, i raggi gamma, le onde radio – possono tutte cambiare forma ed agire anche da particella.</p>
<p>I fisici moderni ritengono addirittura che i fenomeni atomici non dovrebbero essere classificati come “onda” <em>oppure</em> “particella”, ma come <em>qualcosa</em> che e’ <em>sia l’una cosa che l’altra</em>. Queste <em>cose<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Una-struttura-dellatomo-meno-ingenua.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2307" title="Una struttura dell'atomo meno ingenua" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Una-struttura-dellatomo-meno-ingenua-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></em> sono dette <strong><em>quanta</em></strong>, ed i fisici ritengono che siamo i componenti fondamentali di cui tutto l’Universo e’ fatto.</p>
<p>Eppure la proprieta’ piu’ folle ma vera che i <em>quanta</em> manifestano e’ il fatto di comportarsi da particelle <strong><em>solo quando vengono osservati</em></strong>. Per esempio, se un elettrone non viene osservato, gli esperimenti dimostrano che si comporta sempre da onda. I fisici sono in grado di dirlo perche’ hanno costruito delle tecniche per dedurre il comportamento dell’elettrone quando non viene osservato (ad onor del vero e’ solo una delle possibili interpretazioni, non tutti i fisici la condividono, e lo stesso David Bohm, vedremo, ha una diversa idea).</p>
<p>Tutto cio’ sembra pazzesco, persino magico, lontanissimo da cio’ che ci aspetteremmo, date le nostre conoscenze ed abitudini del mondo in cui viviamo quotidianamente.</p>
<p>Immaginate di p<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Pista-da-bowling.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2305" title="Pista da bowling" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Pista-da-bowling-165x300.jpg" alt="" width="165" height="300" /></a>rendere una palla da bowling&#8230; e che sia tale <strong><em>solamente mentre</em></strong> la guardate. Immaginate ora di coprire la pista da bowling con polvere di talco, e di lanciare la palla contro i birilli.</p>
<p>Mentre la osservate, la palla disegna sul talco una linea che ne descrive la traiettoria. Immaginate ora, mentre la palla e’ circa a meta’ della pista<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/David-Bohm1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2308" title="David Bohm" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/David-Bohm1-236x300.jpg" alt="" width="189" height="240" /></a>, di chiudere brevemente gli occhi e poi di riaprirli. Guardate la superficie di talco, e vedete che, mentre avevate gli occhi chiusi, la palla da bowling non ha continuato a percorrere una linea dritta ma ha descritto una specie di linea ondulata&#8230; poi la osservate di nuovo, e torna a descrivere la linea.</p>
<p>Questa situazione apparentemente pazzesca e’ esattamente paragonabile al mondo della fisica quantistica, cioe’ al comportamento “da particella” degli elettroni quando vengono osservati, e “da onda “ quando non vengono osservati.</p>
<p>Il fisico Nick Herbert ha detto che questa apparente follia del mondo quantico lo induce a immaginare il mondo come una sorta di “zuppa” radicalmente ambigua e che muta senza sosta&#8230; ma ogni volta che apre gli occhi per vederla, questa si blocca in una specifica posizione che e’ la “realta’ ordinaria” a cui siamo abituati. Secondo Herbert, cio’ rende ogni uomo una sorta di piccolo Re Mida, che non poteva mai toccare un oggetto cosi’ come questo fosse davvero, perche’ subito si trasformava in oro: “Cosi’ gli esseri umani non possono mai avere esperienza del vero tessuto della realta’ quantistica perche’ tutto cio’ ove posano lo sguardo si trasforma in materia”</p>
<p>(continua)</p>
<p>_________________</p>
<p>Su GrandiPassioni.com potete trovare molto materiale e risorse che spiegano la fisica quantistica, e sono quindi preziose per meglio apprezzare questo articolo e gli altri che seguiranno su David Bohm. Li trovate cliccando in alto su IL SAPERE e poi SCIENZA e FISICA QUANTISTICA.</p>
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<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Facebook2.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2299" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Facebook2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
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		<title>Fisica quantistica chiara: il mistero dell’Entanglement</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 11:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si conclude la serie di sette video che introducono nella maniera piu&#8217; chiara possibile la Fisica Quantistica, non solo una stupenda conquista scientifica, ma anche un grande passo in avanti nella comprensione della struttura piu&#8217; profonda della natura e dell&#8217;Essere. Vi lascio al gran finale che descrive brevemente il mistero dell&#8217;Entanglement, cioe&#8217; il legame che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/7-Il-mistero-dellEntanglement.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2221" title="7 - Il mistero dell'Entanglement" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/7-Il-mistero-dellEntanglement.jpg" alt="" width="254" height="199" /></a>Si conclude la serie di sette video che introducono nella maniera piu&#8217; chiara possibile la Fisica Quantistica, non solo una stupenda conquista scientifica, ma anche un grande passo in avanti nella comprensione della struttura piu&#8217; profonda della natura e dell&#8217;Essere.</p>
<p>Vi lascio<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/7-Un-bel-libro-in-italiano-sullargomento.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2223" title="Un bel libro in italiano sull'argomento" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/7-Un-bel-libro-in-italiano-sullargomento.gif" alt="" width="105" height="160" /></a> al gran finale che descrive brevemente il mistero dell&#8217;Entanglement, cioe&#8217; il legame che alcune particelle subatomiche mantengono <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/7-Secondo-Louisa-Gilder-questa-e-addirittura-leta-dellEntanglement.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2222" title="Secondo Louisa Gilder, questa e' addirittura l'eta' dell'Entanglement" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/7-Secondo-Louisa-Gilder-questa-e-addirittura-leta-dellEntanglement-183x300.jpg" alt="" width="183" height="300" /></a><em>indipendentemente dalla distanza</em>, un mistero al quale nemmeno il grande Einstein voleva credere, e che oggi la scienza ha dimostrato sperimentalmente.</p>
<p>Buona visione, e vi rinnovo l&#8217;appuntamente agli articoli che usciranno tra breve sulla Teoria della relativita&#8217; di Einstein, e sulle grandi menti, innanzitutto il fisico David Bohm, poco conosciuto al grande pubblico, autore di una visione della natura di grande interesse.</p>
<p>A presto, Petar</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5kAA3s-SWkE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/5kAA3s-SWkE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>La mente visionaria di Alan Moore (3)</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 21:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alan Moore, la visionaria mente di uno Sciamano]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il successo di &#8220;From Hell&#8221;, e la definitiva consacrazione, negli anni ’90 Alan Moore si interessa al potenziale della letteratura erotica; con Melinda Gebbie crea “Lost Girls” (“Ragazze perdute”), ambientato, dice Moore, in un luogo e momento storico appena prima dell’inizio dell’esatta antitesi del sesso – la Grande Guerra del ’14-’18. Un luogo ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Alan-Moore2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2151" title="Alan Moore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Alan-Moore2.jpg" alt="" width="321" height="389" /></a>Dopo il successo di &#8220;From Hell&#8221;, e la definitiva consacrazione, negli anni ’90 Alan Moore si interessa al potenziale della letteratura erotica; con Melinda Gebbie crea “Lost Girls” (“Ragazze perdute”), ambientato, dice Moore, in un luogo e momento storico appena <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lost-Girls.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2152" title="Lost Girls" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lost-Girls.jpg" alt="" width="191" height="264" /></a>prima dell’inizio dell’esatta antitesi del sesso – la Grande Guerra del ’14-’18.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Un-frammento-di-Lost-Girls-di-Alan-Moore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2153" title="Un frammento di Lost Girls, di Alan Moore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Un-frammento-di-Lost-Girls-di-Alan-Moore-300x270.jpg" alt="" width="300" height="270" /></a>Un luogo ed un tempo ove il sano impulso sessuale di milioni di giovani uomini viene corrotto da vecchi al potere, probabilmente privi di ogni impulso sessuale, e fatto scaricare nell’assassinio di massa di milioni d&#8217;altri giovani uomini. Sana energia destinata a sano scopare, deviata invece verso l&#8217;inumano uccidere.</p>
<p>Moore decide di rimediare alla follia per cui una sfera essenziale della vita umana, su cui ognuno ha come minimo un’opinione – <em><strong>il sesso</strong></em> &#8211; non trovi espressione artistica riconosciuta se non la disprezzata pornografia. Egli trova, dice, un difficile equilibrio tra il sangue nel cervello del lettore – non troppo, per non perdere l’erezione – e quello nel pene – non troppo, per non perdere il senso estetico dell’opera.</p>
<p>* * *</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Alan-Moore-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2154" title="Alan Moore 2" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Alan-Moore-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Moore si domanda quando e’ che il pensiero magico (<em>ove “magia” ha il preciso significato descritto nell&#8217;articolo precedente, ndr</em>) ha imboccato la strada sbagliata, e la sua risposta e’ – con l’apparizione del monoteismo.</p>
<p>La magia nasce con il credere che ogni singola cosa – ogni albero, ogni roccia, ogni animale – contenga una qualche<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Batman-the-Killing-Joke-di-Alan-Moore.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2155" title="Batman - the Killing Joke di Alan Moore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Batman-the-Killing-Joke-di-Alan-Moore-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a> forma di essenza spirituale con la quale si possa comunicare, grazie ad un intermediario, lo sciamano.</p>
<p>Il mondo classico, innanzitutto quello greco, sviluppa la visione creando un intero pantheon di dei, e per ognuno una classe dedicata di sacerdoti che ancora resta solo un intermediario, che insegna “solo” ad adorare il tale o talaltro dio. La relazione tra l’individuo ed il dio – che rappresenta <em>l’Io piu’ elevato dell’individuo stesso</em> – e’ ancora diretta.</p>
<p>Dice Moore, con l’apparizione del monoteismo i sacerdoti cambiano il loro ruolo, privando il singolo del rapporto diretto con il dio&#8230; e’ una relazione che loro stessi svolgono, “muovendosi”, gli unici ad esserne investiti, tra il terreno ed il divino. Hanno padronanza di un libro che descrive persone, loro si’, che hanno avuto l’esperienza divina diretta, e tanto basti. L’unico a dialogare col divino e’ il sacerdote.</p>
<p>Secondo Moore, <strong><em>il monoteismo e’ fondamentalmente una semplificazione</em></strong>. Si suggerisce un unico dio ad irragiungibile altezza al di sopra dell’umanita’, e nulla in mezzo – la questione cosi’ posta e’ limitata e semplificata.</p>
<p>Moore interpreta il paganesimo come un linguaggio di simboli, ove ogni singolo dio e’ una lettera di una lingua piu’ elevata, capace di sfumature e sottigliezze profonde, che l’individuo e’ continuamente chiamato a scoprire. Nel monoteismo la lettera e’ unica, il suono e’ solo un “ooooh!” di fronte ad un unico dio che non si da’ nemmeno comprendere.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/IPEDgKKSTPo?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/IPEDgKKSTPo?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Alan-Moore-scrittore-e-sciamano.jpg"><img class="size-medium wp-image-2156 alignleft" title="Alan Moore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Alan-Moore-scrittore-e-sciamano-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>L’alchimia aveva due principi fondamentali: <em>Solve</em> e <em>Coagula</em>.</p>
<p>“Solve” era l’analisi, come noi moderni ancora la intendiamo: fare a pezzi le cose per comprenderle nei loro componenti piu’ elementari.</p>
<p>“Coagula” era il rimettere insieme i pezzi, perche’ potessero lavorare piu’ efficacemente.</p>
<p>La cultura contemporanea, parente del pensiero “calcolante” (<em>si vedano al proposito gli articoli sul &#8220;pensiero calcolante&#8221; con i video di U. Galimberti, ndr</em>), ha applicato Solve a quasi tutto, dalla scienza alle arti&#8230; secondo Moore e’ tempo di fare di piu’ Coagula, unire, cercare la sintesi.</p>
<p>Lo spiritualismo era il modo originario di interpretare il mondo, dominante ancora fino al Rinascimento e l’eta’ della ragione che ne e’ <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Alan-Moore-ha-anche-scritto-una-delle-migliori-storie-di-Superman-di-tutti-i-tempi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2157" title="Alan Moore ha anche scritto una delle migliori storie di Superman di tutti i tempi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Alan-Moore-ha-anche-scritto-una-delle-migliori-storie-di-Superman-di-tutti-i-tempi.jpg" alt="" width="174" height="290" /></a>seguita. In questa interpretazione, ogni cosa, abitata da spiriti era sacra. Inclusi noi stessi.</p>
<p>L’eta’ della ragione cambia tutto. Intendiamoci, dice Moore, la ragione non e’ sbagliata, ed anzi e’ uno stadio essenziale e necessario dell’evoluzione della coscienza umana; essa pero’ ha portato ad un completo <em>materialismo</em>, nel senso che l’aspetto materiale della vita e’ visto come l&#8217;intera sfera dell’esistenza.</p>
<p>L‘uomo, cioe’, privato dell’anima, e’ “materiale” immerso in un universo di “materiale” senza vita. Cioe&#8217; morto.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Brought-To-Light-di-Alan-Moore.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2160" title="Brought To Light, di Alan Moore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Brought-To-Light-di-Alan-Moore.jpg" alt="" width="168" height="165" /></a>Da qui, intrecciando il discorso con una proposta di lavoro ricevuta negli anni ’80, un fumetto che raccontasse la storia della CIA nel dopoguerra inclusi gli aspetti oscuri, Alan Moore traccia una sua originale visione delle cosiddette “teorie della cospirazione”. Si’, dice&#8230; scavando nelle fogne della CIA si e’ reso conto che le cospirazioni esistono eccome, ma non e’ affatto questo il punto. Chi crede nelle cospirazioni, dice, lo fa innanzitutto per essere comunque rassicurato che qualcuno, dopo tutto, e’ alla guida del mondo. La verita’ e’ invece terrorizzante: <strong><em>nessuno e’ alla guida del mondo</em></strong>, il mondo e’ nel caos, alla deriva.</p>
<p><strong><em>La sostanza invisibile che guida la nostra civilta’, invisibile eppure decisiva, e’ la conoscenza</em></strong>. In origine, Arte e Scienza nascono dalla stessa fonte, sono amiche&#8230; poi pero’ crescono e diventano nemiche assolute&#8230; anche se i nuovi confini della scienza aperti con la fisica quantistica stanno ridefinendo la questione in modo sorprendente&#8230;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Alan-Moore-in-una-immagine-intensa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2159" title="Alan Moore in una immagine intensa" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Alan-Moore-in-una-immagine-intensa-300x245.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a>La conoscenza nel mondo contemporaneo ha raggiunto un aspetto paradossale. Mentre in passato, dalla preistoria fino a meta’ del ventesimo secolo, l’aumento della conoscenza determinava un espansione sempre piu&#8217; rapida della cultura e della civilta’&#8230; ora la velocita’ e’ talmente elevata che in periodi brevissimi si produce piu’ conoscenza di tutta quella prodotta in tutta la storia precedente dell’umanita’&#8230; troppa conoscenza, impossibile da assorbire, da comprendere, da dominare&#8230; la cultura che risulta da un simile incremento di conoscenza e’ semplicemente inimmaginabile&#8230; forse, secondo Moore, e&#8217; il passaggio da una cultura in evoluzione “fluida” ad una che semplicemente diventa “vapore”.</p>
<p>In origine, tutto era magia, ed il linguaggio aveva un solo tempo, il presente. Era possibile parlare sia di eventi passati che futuri, ma con un solo tempo di linguaggio – presente. Il mondo contemporaneo, che divide tutto in pezzi per l’illusione di meglio comprendere, ha diviso anche il tempo in varie aree. Dal grande presente del mondo magico al tempo lineare contemporaneo ove il presente e’ l’infinitesimale attimo che proviene dal passato e procede verso il futuro.</p>
<p>Una visione talmente ovvia da sembrare indiscutibile&#8230; invece la scienza moderna sta riportando ad una visione del tempo – anzi, dello spazio-tempo – che si avvolge su se stesso, piu’ simile alla interpretazione dei primitivi.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gSA0NOLDh40?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/gSA0NOLDh40?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>(continua)</p>
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