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	<title>GrandiPassioni &#187; Formazione</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>Per comprendere il decollo della Cina</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 20:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l’odierno articolo, Grandi Passioni.com apre una nuova sezione – “Mondo contemporaneo” – con un taglio “pratico”, che, affiancandosi al Sapere filosofico ed alle profonde intuizioni di Maestri del pensiero come Umberto Galimberti o, soprattutto, Emanuele Severino, speriamo possano dare un contributo significativo alla comprensione di un mondo contemporaneo che sta cambiando in modo accelerato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/made-in-china.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4584" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/made-in-china.jpg" alt="" width="470" height="311" /></a>Con l’odierno articolo, Grandi Passioni.com apre una nuova sezione – “Mondo contemporaneo” – con un taglio “pratico”, che, affiancandosi al Sapere filosofico ed alle profonde intuizioni di Maestri del pensiero come <a href="http://www.grandipassioni.com/category/conoscenza/filosofia/u-galimberti-dal-pensiero-calcolante-al-senso-delloccidente/" target="_blank">Umberto Galimberti</a> o, soprattutto, <a href="http://www.grandipassioni.com/category/conoscenza/filosofia/e-severino-lorigine-delloccidente/" target="_blank">Emanuele Severino</a>, speriamo possano dare un contributo significativo alla comprensione di un mondo contemporaneo che sta cambiando in modo accelerato, ma con una logica precisa.</p>
<p>Buona visione e lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p>_________</p>
<p>Una nota personale riguardo all’articolo che segue: credo che l’autore, Martin Jacques, volendo criticare la difficoltà degli Occidentali a comprendere culture diverse, come, appunto, quella cinese, non afferri il più vasto e profondo processo di “<em>progressiva occidentalizzazione</em>” del mondo, che la politica e persino il pensiero scientifico fan fatica a cogliere.</p>
<p>E’ vero che la Cina è storicamente e culturalmente molto diversa dall’Occidente, ma la direzione di sviluppo economico e tecnologico che ha preso <em>è il frutto diretto del pensiero occidentale</em>, <em>sorto in Grecia sei secoli prima di Cristo</em>, a cui essa stessa, magari inconsapevolmente, ha aderito in pieno, tendendo ad abbandonare proprio quella Storia e quella Cultura peculiarmente cinese che rimane ormai solo sullo sfondo. Questo però è un livello di riflessione ben più profondo di quello che l’articolo seguente propone. A questo proposito, consiglio la lettura di articoli illuminanti come “<a href="http://www.grandipassioni.com/2011/01/invito-ad-un-sapere-superiore/" target="_blank">Invito ad un Sapere superiore</a>” basato sul profondo pensiero di Emanuele Severino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Petar</p>
<p>_________</p>
<p><a href="http://asiasociety.org/video/policy-politics/when-china-rules-world-complete" target="_blank">Martin Jacques</a> è un influente giornalista britannico, deputy editor dell’Indipendent negli anni ’90, profondo conoscitore del mondo asiatico, e della Cina in particolare. In questo discorso descrive e spiega la fenomenale crescita economica di questo Paese, e dà delle chiavi interpretative per nulla banali.</p>
<p>Ecco il video del suo intervento, con sottotitoli in italiano che potete selezionare cliccando sulla piccola scritta rossa &#8220;view subtitles&#8221;. Se preferite invece leggere il suo contenuto, più sotto Grandi Passioni.com vi fornisce il testo del suo intervento.</p>
<p>_________</p>
<p><object width="446" height="326"><param name="movie" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/MartinJacques_2010S-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/MartinJacques-2010S.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=1059&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=martin_jacques_understanding_the_rise_of_china;year=2010;theme=bold_predictions_stern_warnings;theme=not_business_as_usual;theme=new_on_ted_com;event=TEDSalon+London+2010;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="446" height="326" src="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" pluginspace="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" wmode="transparent" bgcolor="#ffffff" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" flashvars="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/MartinJacques_2010S-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/MartinJacques-2010S.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=1059&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=martin_jacques_understanding_the_rise_of_china;year=2010;theme=bold_predictions_stern_warnings;theme=not_business_as_usual;theme=new_on_ted_com;event=TEDSalon+London+2010;"></embed></object></p>
<p>Il mondo sta cambiando ad una velocità notevole. Se guardate ai grafici qui a lato, vedrete che nel 2025 queste proiezioni, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Prima-figura-le-economie-mondiali-nel-2025-secondo-Goldman-Sachs.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4585" title="Prima figura - le economie mondiali nel 2025 secondo Goldman Sachs" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Prima-figura-le-economie-mondiali-nel-2025-secondo-Goldman-Sachs.png" alt="" width="432" height="240" /></a>della Goldman Sachs, suggeriscono che l’economia cinese sarà quasi della dimensione di quella americana. Se guardate invece al grafico per il 2050, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Seconda-figura-le-economie-mondiali-nel-2050-secondo-Goldman-Sachs.png"><img class="alignright size-full wp-image-4586" title="Seconda figura - le economie mondiali nel 2050 secondo Goldman Sachs" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Seconda-figura-le-economie-mondiali-nel-2050-secondo-Goldman-Sachs.png" alt="" width="432" height="240" /></a>le proiezioni dicono che l’economia cinese sarà il <strong><em>doppio di quella americana</em></strong>, e che quella indiana sarà quasi come quella americana.</p>
<p>Dovremmo tenere a mente che queste proiezioni sono state redatte prima della crisi finanziaria occidentale. Un paio di settimane fa, stavo osservando le proiezioni più aggiornate della BNP Paribas, di quando la Cina avrebbe avuto un’economia più grande di quella degli Stati Uniti. Goldman Sachs ha stimato per il 2027, mentre le proiezioni post crisi sono per il 2020.</p>
<p>Siamo solo ad un decennio di distanza.</p>
<p>La Cina cambierà il mondo in due modi fondamentali.</p>
<p>Prima di tutto, è un enorme Paese in via di sviluppo, con una popolazione di 1,3 miliardi di persone, che è andata aumentando per più di trent’anni, di circa il 10% all’anno. Nell’arco di un decennio, avrà la più grande economia del mondo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/vodafone_casa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4604" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/vodafone_casa.jpg" alt="" width="288" height="285" /></a>Durante l’era moderna, non è mai successo che la più grande economia mondiale fosse quella di un Paese in via di sviluppo piuttosto che quella di un Paese già sviluppato.</p>
<p>In secondo luogo, per la prima volta nell’era moderna, il Paese dominante del mondo – che è quello che penso la Cina diventerà – non sarà un Paese occidentale, e con radici culturali molto, ma molto diverse.</p>
<p>Sono consapevole del fatto che vi sia una certa convinzione in Occidente che mentre i Paesi si modernizzano, contemporaneamente si occidentalizzano<em> </em>. Si tratta di un’illusione. Che la modernità sia solo il prodotto di competizione, mercato e tecnologia, è un presupposto. Non lo è, poiché è influenzata allo stesso modo dalla storia e dalla cultura<em> </em>. La Cina non è come l’Occidente e non diventerà come l’Occidente. Rimarrà, nei suoi aspetti più fondamentali, molto diversa.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/yu.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4605" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/yu.jpg" alt="" width="256" height="174" /></a></p>
<p>Il gran quesito, qui, diventa ovvio: <strong><em>come diamo senso alla Cina?</em></strong> <strong><em>Come fare a capire cosa sia la Cina?</em></strong></p>
<p>Il problema che abbiamo oggi in Occidente, in linea di massima, è quello dell’approccio convenzionale, che vede tutto attraverso una mentalità occidentale, attraverso idee occidentali. Non possiamo farlo.</p>
<p>Vorrei proporvi, ora, tre elementi di base per comprendere quello che è la Cina, tanto per iniziare.</p>
<p>Il primo è che <strong><em>la Cina non è un vero e proprio Stato-Nazione</em></strong>. Okay, si è fatta chiamare così, Stato-Nazione, negli ultimi cento anni. Eppure, chiunque sappia qualcosa sulla Cina, sa che è molto più antica di così.</p>
<p>Questo è l’aspetto della Cina con la vittoria della dinastia Qin nel 221 avanti Cristo, alla fine del periodo delle guerre. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Terza-figura-la-Cina-del-206-avanti-Cristo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4587" title="Terza figura - la Cina del 206 avanti Cristo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Terza-figura-la-Cina-del-206-avanti-Cristo.png" alt="" width="432" height="240" /></a>La si può confrontare con i confini della Cina moderna. O con quelli della successiva dinastia Han, sempre più di 2000 anni fa! <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Quarta-figura-la-Cina-della-dinastia-Han-fino-all87-avanti-Cristo.png"><img class="alignright size-full wp-image-4588" title="Quarta figura - la Cina della dinastia Han - fino all'87 avanti Cristo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Quarta-figura-la-Cina-della-dinastia-Han-fino-all87-avanti-Cristo.png" alt="" width="432" height="240" /></a>Si può vedere come già allora occupi la maggior parte dei territori conosciuti come la Cina Orientale, dove vivevano la maggior parte dei cinesi, e dove vivono tutt’ora.</p>
<p>La cosa più straordinaria è che ciò che dà alla Cina il suo senso, quello che dà ai cinesi il senso stesso di essere cinesi, non scaturisce dagli ultimi cent’anni, né tantomeno dal periodo dello Stato-Nazione, com’è accaduto in Occidente, ma dal periodo, se vogliamo metterla così, dello <strong><em>Stato-Civiltà</em></strong>.</p>
<p>Sto pensando, ad esempio, a usanze come l’adorazione ancestrale, a una concezione di Stato molto peculiare, e allo stesso modo, a una concezione della famiglia altrettanto peculiare, alle relazioni sociali come le “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guanxi" target="_blank">guanxi</a>”, ai valori del Confucianesimo, e così via. Tutte queste cose hanno origine durante il periodo dello Stato-Civiltà.</p>
<p>La Cina, a differenza degli Stati occidentali e della maggior parte degli Stati del mondo, è plasmata dal proprio senso di civiltà, dalla propria esistenza come Stato-Civiltà, piuttosto che come Stato-Nazione.</p>
<p>C’è un’altra cosa da aggiungere: di certo sappiamo che la Cina è grande ed immensa, sia demograficamente che geograficamente, con una popolazione di 1,3 miliardi di persone.</p>
<p>Quello di cui spesso non siamo tanto consapevoli è che <strong><em>la Cina è estremamente diversa</em></strong>, e molto pluralistica, e per aspetti molto decentralizzata. Non è possibile controllare un posto di una tale portata semplicemente da Pechino, anche se noi occidentali spesso la pensiamo così.</p>
<p>Così questa è la Cina, uno Stato-Civiltà piuttosto che uno Stato-Nazione. Che cosa vuol dire? Credo che abbia profonde implicazioni. Vi faccio due esempi.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/cina_-_lavoratori.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4606" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/cina_-_lavoratori.gif" alt="" width="400" height="300" /></a>Il primo è che <strong><em>il valore politico più importante per i cinesi è l’unità, è la conservazione della civiltà cinese.</em></strong></p>
<p>Lo sappiamo tutti com’è andata 2000 anni fa in Europa: crollo dell’Impero romano, scissione del Sacro Romano Impero, frammentazione e divisione che in gran parte è rimasta da allora.</p>
<p>La Cina, nell’arco dello stesso periodo di tempo, si è spinta esattamente nella direzione opposta, tentando dolorosamente di tenere insieme questa enorme civiltà, questo Stato-Civiltà.</p>
<p>Il secondo, e forse più prosaico, e si tratta di <a href="http://www.discoverhongkong.com/italy/index.html" target="_blank">Hong Kong</a>. Vi ricordate la restituzione di Hong Kong alla Cina, da parte della Gran Bretagna nel 1997? Forse vi ricorderete qual era la proposta costituzionale cinese: uno Stato, due Sistemi. Potrei scommettere che pochi in Occidente ci avevano creduto: “E’ solo uno specchietto per le allodole”, “quando la Cina metterà mano su Hong Kong, non sarà così”. Dopo 13 anni, i sistemi politico e legale di Hong Kong sono tanto diversi quanto lo erano nel 1997.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/hkhangover1997c.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4614" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/hkhangover1997c.jpg" alt="" width="570" height="380" /></a></p>
<p>Avevamo torto! Perché? Avevamo torto perché ragionavamo, naturalmente, in termini di Stato-Nazione. Pensate all’unificazione della Germania, nel 1990. Cos’è successo? Fondamentalmente, l’Est è stato inglobato dall’Ovest: una Nazione, un Sistema. Questa è la mentalità dello Stato-Nazione.</p>
<p>Non si può, però, governare un Paese come la Cina, uno Stato-Civiltà, sulla concezione “Una Civiltà – un Sistema”. Non funziona. Quindi la reazione della Cina alla questione di Hong Kong – come lo sarà anche per la questione Taiwan – è stata del tutto naturale: <strong><em>“Una Civiltà – Molti Sistemi”</em></strong>.</p>
<p>Permettetemi di offrirvi un altro elemento base per tentare di capire la Cina, forse uno non molto rassicurante. I cinesi hanno <strong><em>una concezione di razza molto ma molto diversa </em></strong>dalla maggior parte degli altri Paesi. Sapete, degli 1,3 miliardi di cinesi, il 90% di loro crede di appartenere alla stessa razza, gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Han" target="_blank">Han</a>. Questo fatto è completamente diverso dalla maggior parte dei Paesi più popolati del mondo. India, Stati Uniti, Indonesia, Brasile: tutti questi paesi sono multirazziali.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Identità-Han.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4608" title="Identità Han" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Identità-Han.jpg" alt="" width="507" height="337" /></a>I cinesi non si sentono tali, <strong><em>la Cina è multirazziale solo marginalmente</em></strong>. E la domanda è come mai? Credo che la domanda si debba nuovamente ricercare nello Stato-Civiltà. Una Storia di almeno duemila anni, una Storia di conquista, occupazione, assorbimenti, assimilazioni, e così via, ha portato al processo con cui, nel tempo, questa concezione degli Han è emersa, naturalmente, nutrita da un crescente e potente senso di identità culturale.</p>
<p>Con il grande vantaggio di questa esperienza storica è stato che, senza gli Han, la Cina non avrebbe mai potuto stare unita. <strong><em>L’identità degli Han è stata il cemento che ha tenuto insieme questo Paese.</em></strong></p>
<p>Il grande svantaggio è che <strong><em>gli Han hanno una concezione molto limitata delle differenze culturali</em></strong>. Credono veramente nella loro superiorità, e sono irrispettosi, nei confronti di chi non lo è. Da qui il loro atteggiamento, per esempio, nei confronti degli Uyghurs o dei Tibetani.</p>
<p>Lasciatemi dare il terzo blocco base: lo Stato cinese. La relazione tra lo Stato e la Società cinese è molto diversa da quella occidentale. Noi, in Occidente, per la maggior parte sembra che pensiamo – almeno in questi ultimi giorni – che l’autorità e la legittimità dello Stato è in funzione della democrazia. Il problema di questa proposizione è che <strong><em>lo Stato cinese gode di maggiore legittimità ed autorità tra i Cinesi di quello che succede in un qualunque Paese dell’Occidente</em></strong>.</p>
<p>Ci sono due motivi, io credo, ed ovviamente non hanno niente a che vedere con la democrazia, perché, secondo i nostri criteri, i cinesi di certo non hanno una democrazia. In primo luogo, lo Stato in Cina ha un significato molto speciale come <strong><em>rappresentante, come corpo e guardia della Civiltà Cinese</em></strong>, dello Stato-Civiltà. Questo è il livello a cui arriva in Cina, un ruolo quasi spirituale.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Congresso-del-Partito-Comunista-Cinese.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4607" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Congresso-del-Partito-Comunista-Cinese.jpg" alt="" width="450" height="302" /></a></p>
<p>La seconda ragione: mentre in Europa ed in Nord America, il potere dello Stato viene continuamente sfidato – ad esempio, nella tradizione europea, storicamente, contro la chiesa, contro settori dell’aristocrazia, contro la borghesia, e così via – <strong><em>per mille anni il potere dello Stato cinese non è mai stato messo alla prova</em></strong>, non ha mai avuto seri rivali.</p>
<p>Così, vedete, che il modo in cui il potere in Cina è stato costruito è molto diverso dalla nostra esperienza nella Storia occidentale. Il risultato, comunque, è che <strong><em>i Cinesi hanno una visione diversa dello Stato</em></strong>. Dove noi tendiamo a vederlo come un intruso, uno straniero, certamente un organo i cui poteri vanno limitati, i cinesi non vedono per niente lo Stato in questo modo.</p>
<p>I cinesi vedono lo Stato come una persona stretta – addirittura non solo come una persona stretta, ma <strong><em>come un membro della famiglia</em></strong>. Anzi, non solo come un membro della famiglia, ma <strong><em>come il capo-famiglia</em></strong>, <strong><em>il patriarca della famiglia</em></strong>.</p>
<p>Questa è la visione cinese dello Stato, molto ma molto diversa dalla nostra! E’ incorporata nella Società in un modo diverso da quello che succede in occidente.</p>
<p>Vorrei suggerirvi che quello con cui abbiamo a che fare qui, nel contesto cinese, è una specie di <strong><em>nuovo paradigma</em></strong>, che è diverso da qualunque altra cosa a cui abbiamo pensato nel passato: dovete sapere che <strong><em>la Cina crede nel mercato e nello Stato</em></strong>. Voglio dire, già Adam Smith, nel 18° secolo, già scriveva “<em>Il mercato cinese è più grande e sviluppato e più sofisticato di qualunque altro in Europa</em>”. E, eccetto il periodo di Mao, è rimasto più o meno come allora. Ciò però si combina con uno Stato estremamente forte e pervasivo, in Cina lo Stato è ovunque. Voglio dire, controlla le aziende, molte sono ancora in mano pubblica; le aziende private, anche grandi, come Lenovo, dipendono in molti modi dal patrimonio dello Stato. Gli obiettivi economici e così via, sono fissati dallo Stato. E lo Stato, ovviamente,ha un’autorità che pervade molte altre aree… tutti abbiamo familiarità con una cosa simile alla politica del figlio unico.</p>
<p>Non solo, è una tradizione statale molto antica, una tradizione molto antica di concezione statale. Voglio dire, se volete un’illustrazione di tutto questo, la Grande Muraglia ne è un esempio, ma questa è un’altra, il Gran Canale che è stato inizialmente costruito nel quinto secolo avanti Cristo, ed è stato infine completato nel settimo secolo. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Quarta-figura-il-Gran-Canale-cinese.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4589" title="Quarta figura - il Gran Canale cinese" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Quarta-figura-il-Gran-Canale-cinese.gif" alt="" width="583" height="311" /></a>Scorre per 1794 chilometri, collegando Pechino con Hangzhou, e con Shangai.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Quinta-figura-estensione-del-Gran-Canale-cinese.png"><img class="alignright size-large wp-image-4590" title="Quinta figura - estensione del Gran Canale cinese" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Quinta-figura-estensione-del-Gran-Canale-cinese-695x1024.png" alt="" width="500" height="736" /></a></p>
<p>Quindi c’è una lunga storia di progetti infrastrutturali statali in Cina, che suppongo aiuti a spiegare quello che vediamo oggi, che è qualcosa come la Diga delle Tre Gole, e molte altre espressioni dei compiti dello Stato in Cina.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-figura-la-Diga-delle-Tre-Gole.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4591" title="In figura, la Diga delle Tre Gole" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-figura-la-Diga-delle-Tre-Gole-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a></p>
<p>Quindi qui abbiamo tre blocchi-base per cercare di capire quanto è diversa la Cina: lo Stato-Civiltà, la nozione di razza, e la natura dello Stato, con la sua relazione con la Società cinese.</p>
<p>Eppure, ancora insistiamo, in linea di massima, che possiamo capire la Cina semplicemente basandoci sull’esperienza occidentale, guardando con occhi da occidentale, utilizzando concezioni occidentali. Se volete sapere perché infallibilmente interpretiamo la Cina nel modo sbagliato, il motivo è che le nostre predizioni su cosa succederà in Cina non sono corrette.</p>
<p>Sfortunatamente, devo dire che credo che l’atteggiamento verso la Cina sia quello di una mentalità da “piccolo occidentale”. E’ arrogante nel senso che pensiamo di essere migliori, e quindi abbiamo la “misura universale”. In secondo luogo, è da ignoranti: ci rifiutiamo di davvero porci faccia a faccia con la questione della differenza.</p>
<p>Sapete, c’è un passaggio molto interessante in un libro di Paul Cohen, lo storico americano. Egli sostiene che il mondo occidentale è probabilmente il più cosmopolita di tutte le culture. Ma non lo è. In molti modi, è il più parrocchiale, perché <strong><em>per 200 anni l’Occidente è stato così dominante in tutto il mondo che non è stato realmente necessario capire le altre culture, altre civilizzazioni</em></strong>. Perché, in fin dei conti, potrebbe, se necessario, ottenere tutto con la forza.</p>
<p>Mentre quelle culture, virtualmente il resto del mondo, di fatto, che è stato in una posizione molto più debole, rispetto all’Occidente, è stato costretto a capire l’Occidente, a causa della presenza dell’Occidente in queste società. E, quindi, sono, di conseguenza, più cosmopoliti rispetto all’Occidente, in molti modi.</p>
<p>Voglio dire, prendete per esempio la questione dell’Estremo Oriente: Giappone, Corea, Cina, eccetera. Un terzo della popolazione mondiale vive lì, ora è anche la regione economicamente più grande. Ora, vi dirò, la gente dell’Estremo Oriente è molto più preparata sull’Occidente di quanto l’Occidente lo sia sull’Estremo Oriente.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Economia_Cina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4609" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Economia_Cina.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>Ho paura che questo punto sia particolarmente appropriato, oggi. Perché cosa sta succedendo? Ritornando al grafico iniziale, quelo che succede è che, molto rapidamente in termini storici, <strong><em>il mondo è guidato e prende forma non dagli storici Paesi più sviluppati, ma dai Paesi in via di sviluppo.</em></strong></p>
<p>Abbiamo visto che in termini di G20, che rapidamente stanno scalzando il G7 o il G8.</p>
<p>Ci sono due conseguenze: primo, l’Occidente politico sta rapidamente perdendo la sua influenza sul mondo. C’era un’illustrazione lampante di questo un anno fa, a Copenhagen, alla Conferenza sul cambio climatico. L’Europa non era al tavolo negoziale finale. Quando è successo l’ultima volta? Credo, più o meno duecento anni fa, ed è quello che capiterà in futuro.</p>
<p>La seconda conseguenza è che il mondo, inevitabilmente, come conseguenza, ci diventa sempre meno familiare, perché sarà basato su culture ed esperienze e storie che non ci sono familiari, o di cui non siamo pratici.</p>
<p>Ed alla fine, ho paura, &#8211; prendete l’Europa, l’America è leggermente diversa -, ma gli europei, devo dire, sono largamente ignoranti, sono ignari del modo in cui sta cambiando il mondo.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/images.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4610" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/images.jpg" alt="" width="131" height="115" /></a></p>
<p>Alcune persone, come un mio amico inglese in Cina, dicono “Il continente è un sonnambulo, vive in un limbo”. Beh, forse è vero, forse è un’esagerazione.</p>
<p>Ma c’è un altro problema che va di pari passo. L’Europa è sempre meno in contatto con il mondo, ed è una specie di perdita del senso del futuro. Voglio dire, <strong><em>l’Europa una volta, certo, guidava il futuro, basandosi sulla fiducia</em></strong>. Prendete il 19° secolo, per esempio. Questo, sfortunatamente, non è più vero. Se volete sentire il futuro, <strong><em>se volete assaporare il futuro, provate la Cina</em></strong>, ove c’è il vecchio Confucio.</p>
<p>Questa è una stazione ferroviaria del tipo che non avete mai visto. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Stazione-ferroviaria-cinese.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4592" title="In figura, stazione ferroviaria cinese" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Stazione-ferroviaria-cinese.jpg" alt="" width="600" height="391" /></a>Non sembra neanche una stazione ferroviaria. E’ la nuova stazione di Guangzhou per i treni ad alta velocità. La Cina ha già una rete più grande di qualunque altro Paese nel mondo, e presto ne avrà una più grande di tutto il resto del mondo messo insieme.</p>
<p>Ecco in figura un’altra idea, ma è un’idea che si potrà provare per davvero tra breve in un sobborgo di Pechino. E’ un autobus gigante, che al piano superiore porta circa 2000 persone, viaggia su rotaia su una strada suburbana, mentre le macchine passano sotto, alla velocità di 160 chilometri orari. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-figura-Superautobus-su-rotaia-da-2000-persone.png"><img class="alignright size-full wp-image-4593" title="In figura: Superautobus su rotaia, da 2000 persone" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-figura-Superautobus-su-rotaia-da-2000-persone.png" alt="" width="341" height="239" /></a>Ecco come si muoveranno le cose, perché la Cina ha un problema specifico, che è diverso da quello europeo, e diverso da quello degli Stati Uniti. La Cina ha cioè una popolazione enorme e poco spazio. Quindi questa è una soluzione ad una situazione particolare, laddove la Cina avrà molte, molte, molte città che superano venti milioni di abitanti.</p>
<p>Come vorrei finire? Beh, quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento verso il mondo che vediamo svilupparsi rapidamente, di fronte a noi? Credo che ci saranno cose positive e cose negative, ma sostengo, prima di tutto, una fotografia positiva per il mondo. Sapete, per duecento anni il mondo è stato governato essenzialmente da una piccola parte della popolazione umana. Questo è quello che ha rappresentato l’Europa ed il Nordamerica. L’arrivo di Paesi come la Cina e l’India, cioè il 38 per cento della popolazione mondiale, ed altri come l’Indonesia, il Brasile e così via, rappresentano il singolo atto di democratizzazione più importante degli ultimi duecento anni.</p>
<p>Civiltà e culture che sono state ignorate, senza una voce, che non abbiamo ascoltato, che non erano conosciute, avranno un destino diverso nel rappresentare il mondo.</p>
<p>Come Umanisti, dobbiamo dare il benvenuto, sicuramente, a questa trasformazione.</p>
<p>E dovremo imparare qualcosa da queste Civiltà. Questa, in figura, è una grande nave salpata da Zheng He all’inizio del 15° secolo, per il suo grande viaggio intorno ai mari del Sud della Cina, i mari dell’Est della Cina, e, attraverso l’Oceano Indiano, verso l’Africa dell’Est. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-figura-la-nave-cinese-del-15°-secolo-rispetto-ad-una-caravella.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4594" title="In figura, la nave cinese del 15° secolo rispetto ad una caravella" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-figura-la-nave-cinese-del-15°-secolo-rispetto-ad-una-caravella.jpg" alt="" width="500" height="316" /></a>La piccola imbarcazione davanti è stata quella su cui, ottant’anni dopo, Cristoforo Colombo ha attraversato l’Atlantico.</p>
<p>Oppure, guardate attentamente su questa pergamena fatta da ZhuZhou nel 1368. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-figura-stampa-antica-cinese-con-gioco-simile-al-golf.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4595" title="In figura, stampa antica cinese con gioco simile al golf" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-figura-stampa-antica-cinese-con-gioco-simile-al-golf.jpg" alt="" width="420" height="300" /></a>Credo che stiano giocando a golf. Oddio! I cinesi hanno anche inventato il golf!</p>
<p>Diamo il benvenuto al futuro!</p>
<p>Grazie!</p>
<p>Martin Jacques</p>
<p><a href="http://www.ted.com/talks/lang/ita/martin_jacques_understanding_the_rise_of_china.html" target="_blank">Clicca qui</a> per andare al link originale su ted.com</p>
<p>_____________________________</p>
<p><strong>Di seguito, i link degli argomenti &#8220;Mondo contemporaneo&#8221;:</strong></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/comprendere-decollo-cina/" target="_blank">Per comprendere il decollo della Cina</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/wikileaks-intervista-a-julian-assange/" target="_blank">Il fenomeno Wikileaks: intervista al fondatore, Julian Assange</a></p>
<p>_____________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4596" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook1-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per         conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in         contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale           delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Karl Popper: Cattiva Maestra Televisione (2 di 2)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 18:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Lei pensa all’esistenza di principi che dovrebbero guidare coloro che lavorano alla televisione, ed indirizzarne le scelte? No, bisogna cominciare innanzitutto dal gruppo più influente, e quello che ha maggior potere è il gruppo dei professionisti della televisione. La mia proposta è questa: introdurre un’istituzione come quella che esiste per i medici. I medici si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/BambinoTV.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3149" title="Bambino TV" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/BambinoTV.jpg" alt="" width="425" height="282" /></a><em>Lei pensa all’esistenza di principi che dovrebbero guidare coloro che lavorano alla televisione, ed indirizzarne le scelte?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>No, bisogna cominciare innanzitutto dal gruppo più influente, e quello che ha maggior potere è il gruppo dei professionisti della televisione. La mia proposta è questa: introdurre un’istituzione come quella che esiste per i medici. I medici si controllano attraverso un Ordine… la cosa non riesce sempre perfettamente, ci sono medici che fanno gravi errori e medici che commettono dei crimini, ma ci sono pur sempre le regole elaborate dall’Ordine. Beninteso il potere legislativo ha un potere superiore a quello dell’Ordine dei medici. In Germania ed Inghilterra questa istituzione si chiama <em>Camera dei medici</em>, sul loro modello si potrebbe creare un <em>Istituto per la televisione</em>.</p>
<p>La mia proposta è che voi, tutti voi che site qui, siate registrati provvisoriamente come membri dell’<em>Istituto per la televisione</em>. In seguito dovreste sottoporvi ad una serie di corsi per sensibilizzarvi ai pericoli a cui la televisione espone i bambini, gli adulti e l’insieme della nostra civiltà.</p>
<p>Così molti scoprirebbero molti aspetti ignorati della professione, e si sarebbe costretti a considerare in modo nuovo la società ed il proprio ruolo all’interno della società.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/75M6vTSZBOE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/75M6vTSZBOE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ritengo che in un secondo tempo bisognerebbe sostenere un esame per verificare se ci si è impadroniti dei principi fondamentali. Superato l’esame, si dovrebbe prestare giuramento, come i medici, promettere cioè di tenere sempre presenti quei pericoli, e di agire di conseguenza in modo responsabile.</p>
<p><em>Sono state mosse delle obiezioni contro le sue proposte di regolamentazione dell’informazione televisiva. Molti, per esempio, giudicano paradossale che un liberale come lei, affermi la necessità di limitare la libertà di espressione. Lei che cosa ne pensa?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Devo confessare che faccio fatica a comprendere queste obiezioni: potrei avere voglia di esprimermi colpendovi con un pugno, ma è chiaro che non posso, non devo farlo. E’ forse <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/karl_popper.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3150" title="Karl Popper è stato uno dei più grandi filosofi del XX secolo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/karl_popper.jpg" alt="" width="380" height="478" /></a>antiliberale dirmi di non colpirvi? Qui è in gioco lo stesso principio. Perché dovrebbe essere antiliberale o paradossale per un liberale come me affermare la necessità di limitare la libertà? Ogni libertà deve essere limitata. Non esiste libertà che non abbia bisogno di non essere limitata. In ogni luogo ove esiste libertà, la miglior forma di limitazione è la responsabilità dell’uomo che agisce: se egli è un irresponsabile, subirà le sanzioni previste dalla legge. La sua libertà <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Spettatore-passivo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3151" title="Lo spettatore, soggetto passivo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Spettatore-passivo.jpg" alt="" width="255" height="198" /></a>sarà limitata, se sarà necessario, anche per tutta la durata della sua vita. Certo noi speriamo che una tale necessità sparisca, un giorno. E’ questo che definisce lo sviluppo della civiltà: aumentare il grado di incivilimento, e ridurre la necessità di imprigionare delle persone per tutta la vita. In ciò si vede lo sviluppo di una civiltà. Ma ciò non vuol dire affatto che sia paradossale per un liberale come me affermare che bisogna limitare la libertà di espressione. Un uomo potrebbe nutrire un forte sentimento verso la propria automobile e sentirsi felice solo guidando molto veloce, potrebbe voler attraversare Roma a 200 all’ora per esprimere appieno la felicità. Qual è la differenza tra questo modo di esprimersi e quello che rivendicano certi artisti o professionisti della televisione? C’è una vera differenza? Bisogna vedere se col vostro modo di esprimervi mettete o no gli altri in pericolo, in altri termini si tratta dello stesso principio. La vostra libertà, si tratti di agitare i pugni, quella di parlare, o di diffondere l’informazione, o qualsiasi altra, è limitata dal naso del vostro vicino. E’ sempre lo stesso principio, il più semplice che si possa immaginare, e tutti quelli che invocano la libertà, o l’indipendenza, o il liberalismo per dire che non si possono porre limitazioni ad un potere pericoloso come quello della televisione, sono semplicemente degli idioti. E se non sono degli <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/9788831779029g.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3152" title="Cattiva Maestra Televisione è un breve saggio di K. Popper che si può facilmente trovare in libreria" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/9788831779029g.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a>idioti, sono dei porci che vogliono arricchirsi con lo spettacolo della violenza, educando alla violenza.</p>
<p><em>Non c’è il rischio che la regolamentazione possa produrre involontariamente una televisione simile al “grande fratello” di Orwell?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Certo, un rischio del genere bisogna metterlo in conto, simili pericoli esistono sempre. L’esistenza di una società civile comporta tali pericoli. In Italia, la mafia rappresenta un pericolo di questo genere… la corruzione è sempre possibile, bisogna costantemente lottare contro simili eventualità, ma per ora, allo stato delle cose, mi sembra che sia più vicina al “grande fratello” di Orwell una televisione come la nostra, non regolamentata, che non quella che noi vogliamo promuovere. Bisogna fare qualcosa per promuovere la civiltà.</p>
<p>_________________________________</p>
<p><strong>La prima parte di questa intervista al grande Karl Popper la puoi leggere al link</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>http://www.grandipassioni.com/2011/01/popper-cattiva-maestra-televisione-1/</strong></span></p>
<p>_________________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Facebook_icon4.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3153" title="Facebook_icon" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Facebook_icon4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #993366;"><strong><em>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Le persone che frequentano     questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale     delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</em></span></p>
<p><span style="color: #993366;"><strong><em>http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>oppure cerca il Gruppo GrandiPassioni.com su Facebook!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Karl Popper: Cattiva Maestra Televisione (1 di 2)</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 22:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando qualcuno mi chiede un singolo consiglio per &#8220;migliorare la vita&#8221;, non ho dubbi nel rispondere &#8220;buttare via la televisione&#8221;. Vivere senza televisione! A molti sembra impossibile, eppure, da quando ho deciso per me stesso di farlo, mi e&#8217; sembrato incredibile non aver preso prima questa elementare decisione. Com&#8217;e&#8217; possibile che abbia accettato per anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Cattiva-Maestra-Televisione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2946" title="Cattiva Maestra Televisione" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Cattiva-Maestra-Televisione.jpg" alt="" width="295" height="171" /></a>Quando qualcuno mi chiede un singolo consiglio per &#8220;migliorare la vita&#8221;, non ho dubbi nel rispondere &#8220;buttare via la televisione&#8221;. Vivere senza televisione! A molti sembra impossibile, eppure, da quando ho deciso per me stesso di farlo, mi e&#8217; sembrato incredibile non aver preso prima questa elementare decisione. Com&#8217;e&#8217; possibile che abbia accettato per anni che altre persone decidessero quale &#8220;fetta di realta&#8217;&#8221; io dovessi guardare, peraltro del tutto passivamente, senza dialogo?</p>
<p>Ho il piacere di presentare su GrandiPassioni.com un bellissimo filmato in due parti su Karl Popper, uno dei piu&#8217; grandi filosofi del XX secolo, che ha argomentato in maniera approfondita le distorsioni di uno strumento di controllo del modo con cui le persone interpretano la realta&#8217;.</p>
<p>Buona visione e lettura!</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________________</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nYVtjqoyTqQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/nYVtjqoyTqQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>Karl Popper, filosofo della scienza di origine viennese, scomparso nel settembre del 1994 all&#8217;eta&#8217; di 92 anni, e&#8217; stato uno dei protagonisti del nostro secolo. Restano memorabili le sue polemiche con i neopositivisti del Circolo di Vienna e di Einstein, con i filosofi marxisti della scuola di Francoforte e con i neurologi, che riducono la mente ad una mera espressione del cervello. Fautore di una societa&#8217; aperta in senso liberale, Popper ha polemizzato duramente anche con quei liberali che confondono la liberta&#8217; con l&#8217;arbitrio e l&#8217;assenza di divieti. </em></p>
<p><em>L&#8217;intervista che vi presentiamo, realizzata nella primavera del 1993, affronta il tema della violenza nei programmi televisivi ed e&#8217; una critica radicale del falso liberalismo. Questa intervista, rilasciata per l&#8217;Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche e&#8217; prima di tutto un appello alla responsabilita&#8217; rivolto ai dirigenti delle televisioni perche&#8217; imparino a rispettare l&#8217;infanzia.</em></p>
<p>________________________________</p>
<p><em>Lei ha affermato che la televisione, specialmente per i ragazzi, il valore di un&#8217;autorita&#8217; morale</em> <em>e che svolge quindi un ruolo educativo. Alcuni sostengono che questa tesi sia in contrasto con l&#8217;idea liberale  secondo cui non bisogna educare le persone, ma informarle. Pensa davvero che la televisione dovrebbe avere una funzione educativa?</em></p>
<p>Penso proprio di si&#8217;. Credo che distinguere in questo caso tra educare ed informare non e&#8217; soltanto falso, ma decisamente disonesto. Mi dispiace doverlo dire. Non ci puo&#8217; essere informazione che non esprima una certa tendenza, e cio&#8217; si vede gia&#8217; nella scelta dei contenuti, quando si sceglie su che cosa la gente dovra&#8217; essere informata. Per fare <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Spettatore-passivo.jpg"><img class="size-full wp-image-2947 alignright" title="Spettatore passivo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Spettatore-passivo.jpg" alt="" width="255" height="198" /></a>questo, bisogna gia&#8217; aver stabilito in anticipo che cosa si pensa dei fatti, decidere circa il loro interesse ed il loro significato. Questo basta a dimostrare che non esiste informazione che non sia di tendenza. Bisogna scegliere, ed il nostro intendimento determina la nostra scelta. Lei, per esempio, puo&#8217; chiedere a qualsiasi professionista della televisione di far parlare una persona frontalmente o di farla parlare di profilo, c&#8217;e&#8217; una bella differenza. Tutto e&#8217; il risultato di una scelta. Dire che esiste una pura informazione come semplice trasmissione di fatti, e&#8217; falso. Voi tentate continuamente di imporre il vostro punto di vista al telespettatore, e non potete impedirvi di farlo. Percio&#8217; la distinzione tra educare ed informare non regge.</p>
<p>Io credo che la maggioranza dei professionisti della televisione non si rendano conto appieno della loro responsabilita&#8217;. Credo che non siano capaci di valutare appieno l&#8217;ampiezza del loro potere. La televisione ha un immenso potere educativo, e questo potere puo&#8217; far pendere la bilancia dal lato della vita, o da quello della morte; dal lato della legge o da quello della violenza. E&#8217; evidente che si tratta di cose terribili.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Il-libro-di-Karl-Popper.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2948" title="L'eccellente libro di Karl Popper sul tema" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/01/Il-libro-di-Karl-Popper.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a>Lei dice che io difendo, contro l&#8217;idea liberale, il fatto che le persone debbano essere educate e non informate. Questo ideale sedicente liberale e&#8217; stato inventato ad hoc per non dover rivedere e trasformare il mondo dell&#8217;informazione. E&#8217; un&#8217;idea che e&#8217; stata proprio inventata per questo, non e&#8217; mai stata veramente un&#8217;idea liberale. Il liberalismo classico, sotto tutte le sue forme, ha sempre accordato una grande importanza all&#8217;educazione, ed un&#8217;importanza ancora piu&#8217; grande alla responsabilita&#8217;. D&#8217;altronde, tutte le correnti del liberalismo classico hanno insistito sulla necessita&#8217; di controllare il potere, il miglior mezzo e&#8217; quello dell&#8217;autocontrollo. Ogni potere, soprattutto un potere gigantesco come quello della televisione, deve essere controllato.</p>
<p>In cio&#8217; consiste il suo immenso potere: la televisione puo&#8217; distruggere la civilta&#8217;. Che cosa e&#8217; la civilta&#8217;? E&#8217; la lotta contro la violenza. C&#8217;e&#8217; progresso civile se c&#8217;e lotta alla violenza in nome della pace tra le nazioni, all&#8217;interno delle nazioni e, prima di tutto, all&#8217;interno delle nostre case. La televisione costituisce una minaccia per tutto questo.</p>
<p>La mia esperienza dell&#8217;ambiente televisivo e&#8217; che i suoi professionisti non sanno quello che fanno. Si pongono scopi del tipo &#8220;essere realisti&#8221;, &#8220;essere avvincenti&#8221;, &#8220;interessanti&#8221;, &#8220;eccitanti&#8221;&#8230; questi sono gli obiettivi che si pongono esplicitamente. Cio&#8217; che misura l&#8217;arte, la &#8220;tecnica&#8221;, di un uomo di televisione e&#8217; realizzare tali obiettivi. Non ha coscienza della sua funzione educativa. Non ha coscienza del potere enorme che esercita.</p>
<p>______________________________</p>
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		<title>Kaizen: piccoli passi che cambiano la vita</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 20:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mondo del business, soprattutto industriale, ha acquistato una certa popolarita’ l’approccio “Kaizen”, (“Kai” – cambiamento; “Zen” – meglio) popolarizzato dalla Toyota, da decenni leader assoluto nel campo dell’affidabilita’ delle proprie macchine, e di riflesso nell’efficienza del processo di produzione&#8230; almeno fino ai recenti scandali che ne hanno offuscato il prestigio. Al di la’ di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/One-small-step-can-change-your-life.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2728" title="One small step can change your life" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/One-small-step-can-change-your-life.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a>Nel mondo del business, soprattutto industriale, ha acquistato una certa popolarita’ l’approccio “Kaizen”, (“Kai” – cambiamento; “Zen” – meglio) popolarizzato dalla Toyota, da decenni leader assoluto nel campo dell’affidabilita’ delle proprie macchine, e di riflesso nell’efficienza del processo di produzione&#8230; almeno fino ai recenti scandali che ne hanno offuscato il prestigio. Al di la’ di questi, ed anche al di la’ del solo campo industriale, il Kaizen e’ un punto di vista affascinante, una tecnica giapponese che vuole permettere di raggiungere un elevato grado di successo duraturo (qualunque sia il concetto di “successo” che si ha in mente) attraverso <strong><em>passi piccoli</em></strong>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Kai-Zen.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2730" title="Kai Zen" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Kai-Zen.gif" alt="" width="150" height="132" /></a></p>
<p>Non importa in quale settore si operi: l’imperativo e’ sempre “innovare”! Spesso si pensa che l’innovazione richieda per forza cambiamenti radicali, cui poi serve tempo per dimostrare risultati concreti&#8230; e se si sbaglia? Il costo in termini di tempo, denaro, fatica potrebbe essere devastante&#8230;</p>
<p>Con sguardo piu’ realistico e’ facile rendersi conto che, al di la’ degli slogan, moltissimi business e moltissime vite di persone reali non hanno affatto bisogno di innovazioni radicali&#8230; piuttosto <em>piccole correzioni di tanto in tanto</em>. Su questa premessa si afferma l’idea Kaizen.</p>
<p>L’essenza della “tecnica” (c’e’ chi dice vera e propria “filosofia”) Kaizen e’ che e’ molto piu’ facile creare grande cambiamento attraverso una serie di piccoli passi con cui si persegue un lento ma continuo miglioramento, che creano un elevato impatto nel corso del tempo. La paura, la riluttanza al cambiamento cessano perche’ la dimensione dei passi e degli obiettivi e’ talmente minuscola che il rischio di fallimento praticamente sparisce.</p>
<p>Il libro “One small step can change your life” (mia traduzione: “Un piccolo passo puo’ cambiare la tua vita”) di Robert Maurer ne e’ un eccellente guida pratica, con esempi intelligenti di applicazione del Kaizen a <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Robert-Maurer.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2729" title="Robert Maurer" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Robert-Maurer-241x300.jpg" alt="" width="241" height="300" /></a>situazioni comuni di vita quotidiana: perdere peso, smettere di fumare, fare dell’esercizio fisico. Il bello e’ che diventa subito evidente come applicare gli stessi principi a quasi qualunque ambito della vita che richieda azione, non solo quello aziendale.</p>
<p><strong>L’abitudine di fare le domande giuste</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Una-mappa-mentale-di-uno-studente-che-studia-il-Kaizen-nella-Toyota.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2733" title="Mappa mentale di studente del Kaizen in Toyota" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Una-mappa-mentale-di-uno-studente-che-studia-il-Kaizen-nella-Toyota-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a>La chiave per adottare l’approccio Kaizen, e farlo funzionare, sta nel <strong><em>fare le domande giuste</em></strong>. Il testo di Maurer dedica molto spazio alla ridefinizione delle domande, rivelandone il potere di concentrare l’attenzione sulle piccole cose che possono produrre grossi risultati.</p>
<p>Il cuore e’ nell’idea che moltissime situazioni che richiedono azione – desiderano in effetti che si identifichi <strong><em>il</em> <em>primo passo</em></strong> da compiere. Invece, quello che la maggior parte delle persone fa e’ individuare il risultato finale desiderato, per poi fare domande sulla maniera di realizzarlo&#8230; siccome il risultato finale e’ in genere qualcosa di grande (dimagrire 20 chili, aumentare le vendite del 25%&#8230;), si fa fatica a rispondere, e si resta bloccati, o si incontra un rapido fallimento.</p>
<p>Se invece ci si chiede “<strong><em>qual e’ il piu’ piccolo passo che posso fare che va nella direzione</em></strong> di aumentare il peso/smettere di fumare/aumentare le vendite?”, la mente gestisce facilmente un’idea apparentemente piccina. E’ facile persino mettere giu&#8217; una lista di possibili azioni, poi sceglierne una e finalmente attivarsi. Poi, ripetendo l’approccio piu’ e piu’ volte si imbocca la strada del grande cambiamento, senza nemmeno rendersene conto.</p>
<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-esempio-pratico-di-Kaizen-allopera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2731" title="Un semplice esempio pratico di Kaizen all'opera" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-esempio-pratico-di-Kaizen-allopera-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Avere pensieri piccoli e compiere azioni piccole</strong></p>
<p>Chiunque incontra prima o poi qualche cosa che “deve” fare di molto importante, ma lo mette da parte, in attesa. L’autore analizza in dettaglio questo comportamento, e lo vede causato da paura, insicurezza, o puro e semplice disagio&#8230;</p>
<p>Per superare il blocco, suggerisce la tecnica della “<em>scultura mentale</em>”, simile a quella della visualizzazione dell’atleta prima della gara. L’idea e’ costruire una scultura mentale del compito che ci si rifiuta di compiere, giorno dopo giorno, fino a che non ci si sente pronti.</p>
<p>La scultura mentale e’ proprio questo primo piccolo passo nella direzione di compiere cio’ che e‘ importante, ma rifiutato. Una esperienza semplice, pare quasi banale, eppure rimuove paura e disagio, permettendo infine l&#8217;azione.</p>
<p>A lungo andare i passi piccoli si allargano, creano grandi risultati.</p>
<p><strong>L’abitudine a scorgere e risolvere problemi piccoli</strong></p>
<p>E’ un’ idea implicita nel discorso: piccoli problemi rimasti aperti portano a grandi problemi. Nel libro, Maurer fa l’esempio del dirigente Toyota che decide di cambiare uno dei principi fondamentali delle catene di montaggio: fa mettere una corda a lato della linea di produzione, per permettere ad ogni lavoratore che individua anche il minimo difetto, di fermare la linea. A prima vista pare assurdo, ed invece si rivela come il metodo di maggior successo per aumentare la qualita’ delle vetture, in uso ancora oggi. La ragione e’ in fondo semplice: risolvendo tutti i problemi piu’ piccoli all’inizio, si <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-schema-per-ricordare-il-Kaizen.png"><img class="alignright size-full wp-image-2732" title="Un semplice schema per ricordare il Kaizen" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Un-semplice-schema-per-ricordare-il-Kaizen.png" alt="" width="261" height="235" /></a>evitano quelli grandi.</p>
<p>Secondo l’autore, sono tre le situazioni tipiche in cui non ci si accorge dei problemi piccoli. Il primo e’ quando si inizia un processo di cambiamento. Il secondo e’ quando si e’ vicini al traguardo. Il terzo e’ quando si ha a che fare con una crisi che sembra troppo forte.</p>
<p><strong>Il Kaizen e’ un processo che non finisce mai</strong></p>
<p>Il vero potere del Kaizen sta nel rispetto che gli si porta, nel praticarlo sempre, costantemente. Capire il potere e l’impatto dei piccoli passi ne e’ la chiave.</p>
<p>Spesso la mente desidera avere un obiettivo finale e ben definito da raggiungere, per poi potersi riposare; nel Kaizen, invece, non ci si ferma mai, si rimane sempre all’erta per individuare i piccoli miglioramenti da compiere. Per questo, richiede una sorta.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Evolutio Sensu et Opere!</p>
<p>Petar</p>
<p>______________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Facebook3.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2734" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Facebook3-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Il talento e’ sopravvalutato!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 12:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi presento uno dei libri di formazione piu&#8217; stimolanti che mi sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte. La tesi dell’autore Geoff Colvin e’ semplice: “Coloro che esprimono una performance di classe mondiale non sono nati con un magico talento naturale; raggiungono la grandezza in un modo che chiunque puo’, volendo, replicare!” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Talent-is-overrated.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2655" title="Talent is overrated" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Talent-is-overrated.jpg" alt="" width="180" height="244" /></a>Vi presento uno dei libri di formazione piu&#8217; stimolanti che mi sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte.</p>
<p>La tesi dell’autore Geoff Colvin e’ semplice: <em>“Coloro che esprimono una performance di classe mondiale non sono nati con un magico talento naturale; raggiungono la grandezza in un modo che chiunque puo’, volendo, replicare!”</em></p>
<p>Non facile da crederci, piu’ o meno tutti abbiamo un senso di rispetto, se non fede, nel talento&#8230; eppure Colvin fa un lavoro eccellente, rinforzato da solidi esempi e casi, ed arriva a conclusioni di valore, per nulla banali&#8230;</p>
<p><strong>Il segreto della performance di classe mondiale</strong></p>
<p>La maggior parte delle persone crede che il principio “piu’ lavori e piu’ hai successo” sia ovvio buon senso. Se lo fosse, pero’, sarebbero moltissime le persone che raggiungono un elevato grado di performance in cio’ che fanno, molte piu’ di quelle che davvero esistono.</p>
<p>Allora, il “buon senso” suggerisce che quei pochi fortunati siano stati baciati dalla fortuna del dono di un “talento”&#8230; l’ovvia conclusione e’ che,<em> se non si ha talento, non val la pena nemmeno tentare, o si e’ comunque limitati in partenza</em>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Maradona.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2656" title="Maradona, un esempio di &quot;talento&quot;... ma quanti giocatori sono diventati &quot;Grandi&quot; partendo da molto meno?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Maradona-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Altri, invece, credono che lavorare molto duro, di giorno e notte, porti alla “grandezza”, semplicemente ripetendo sempre piu’ e sempre meglio cio’ che si fa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Lavorare duro non paga</strong></p>
<p>Cio’ che s’intende per “lavoro duro” spesso non e’ altro che la continua ripetizione di attivita’ <em>mediocri</em>. Quindi, il “lavorare duro” diventa addirittura un ostacolo se si continua a lavorare <em>piu’ duramente</em> invece che <strong><em>aumentando le proprie abilita’</em></strong>&#8230; si rafforza l’abitudine alla <em>mediocrita’</em>.</p>
<p>Prima di risolvere questa questione, si tratta di capire cosa sia la “grande performance”. Ogni singola persona al mondo puo’ definire cosa sia per se stesso, e vedremo che questo e’ il miglior approccio possibile.</p>
<p>Tuttavia, per non fermare qui la discussione, decidiamo di chiamare “grande performance” una situazione in cui “<em>Sei il leader nel settore in cui operi e godi del rispetto degli altri leader del medesimo settore</em>”. Ad esempio, nel settore del divertimento, Walt Disney sarebbe un eccellente esempio. Quanti sanno pero’ che Walt Disney e’ fallito cinque volte prima di affermarsi?</p>
<p>E allora? Qual e’ il punto?</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La “Pratica Deliberata” e’ il segreto<br />
per raggiungere una Performance di Classe Mondiale</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Metafora-di-Grande-Performance.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2657" title="Metafora di Grande Performance" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Metafora-di-Grande-Performance-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Cosa e’ questa “Pratica Deliberata”? Non e’ la pratica “tranquilla” che “ti tiene in carreggiata”. <strong><em>La “Pratica Deliberata” e’ la pratica che fa male</em></strong>. Significa <em>decidere </em> di mettersi <em>intenzionalmente</em> in uno stato di possibile fallimento doloroso piu’ e piu’ volte. Non si tratta cioe’ di provare ad avere successo. Si tratta di prepararsi ad una grande performance facendo le cose dure che ci fanno fallire – piu’ e piu’ e piu’ volte – finche’ finalmente non allarghiamo le nostre percezioni ed abilita’.</p>
<p>Si tratta di decidere di fare uno scambio: dolore a breve termine in cambio della potenzialita’ di realizzare una grande performance.</p>
<p>Si puo’ definire “crescita esponenziale attraverso piccoli miglioramenti continui”. I giapponesi lo chiamano “Kaizen”. L’autore Geoff Colvin lo chiama “Effetto Moltiplicatore”.</p>
<p>Gia’&#8230; benissimo&#8230; ma perche’ funziona?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L’Effetto Moltiplicatore</strong></p>
<p>Lo stesso principio per cui un neonato impara prima a strisciare, poi a camminare ed infine a correre, e poi, ancora, ad imparare, ad esplorare incuriosito, a sfidare e cambiare il mondo&#8230; e’ lo stesso processo che porta alla performance di classe mondiale.</p>
<p>Il risultato finale ci e’ perfino ovvio, ma ogni singolo passo e’ <em>dolorosamente lento</em>. Pensateci: ogni nuova abilita’ che imparate vi porta in una nuova prospettiva da cui, poi, potete imparare anche di piu’!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Livello attuale + Pratica deliberata = Piu’ abilita’</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Piu’ abilita’ + Piu’ Pratica deliberata = Buona performance</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Buona performance + PIU’ Pratica deliberata = GRANDE performance</strong></p>
<p>E’ proprio qui che la maggior parte delle persone scivola: si accontenta di essere ad un “buon livello”, quando il “dolore” e’ passato. Ad un certo punto, la maggior parte <strong><em>sceglie</em></strong> di smettere di crescere. Ci si accontenta di aver raggiunto un pezzo di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Geoff-Colvin-lautore.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2658" title="Geoff Colvin, l'autore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Geoff-Colvin-lautore-200x300.jpg" alt="" width="140" height="210" /></a>carta, un buon risultato, un certo livello di comfort nel lavoro e nella vita.</p>
<p>Ecco allora la domanda: se cosi’ tanti seguono la logica del “<em>un buon livello e’ sufficiente</em>”, forse non e’ poi una scelta da buttar via&#8230; il prezzo da pagare da “buono” a “grande” non e’ forse troppo alto?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>“Buono” e’ meglio di “Grande”?</strong></p>
<p>La differenza fondamentale tra la persona mediamente brava ed un performer di classe mondiale sta nel livello di passione e risorse mentali che dimostra in cio’ che fa. Un grande performer vive in uno stato di totale devozione per cio’ che fa.</p>
<p>Quante ore dedica Steve Jobs per realizzare il livello di grandezza che manifesta? Che sacrifici decidono di sopportare le loro famiglie per sostenere quel livello di grandezza?</p>
<p>Che sacrifici personali devono fare? Hanno tempo per leggere un libro, o andare in vacanza, o per vedere la partita? In molti sensi, una persona media ha uno stile di vita di qualita’ molto superiore ai “Grandi”!</p>
<p>La domanda pero’ NON e’ quale prezzo LORO paghino! La domanda e’ quale prezzo TU VUOI PAGARE? Quali sacrifici sei pronto a compiere per realizzarti?</p>
<p>La scoperta e’ che la Grandezza e’ a disposizione di chiunque&#8230; chiunque pronto a fare gli sacrifici che servono per ottenerla.</p>
<p>La domanda centrale si trasforma allora in:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Quale Chiamata all’avventura della tua Vita<br />
senti che abbia abbastanza SIGNIFICATO per te,<br />
cosi’ che la decisione di diventare “Grande”<br />
NON sarebbe un sacrificio,<br />
ma addirittura una scelta facile ed irresistibile?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Trova il tuo Scopo</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Medaglia-doro-olimpica.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2659" title="Medaglia d'oro olimpica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Medaglia-doro-olimpica-203x300.png" alt="" width="203" height="300" /></a>“Lo Scopo” e’ una cosa molto interessante: trovarlo, significa trasformare completamente la propria vita.</p>
<p>Senza la motivazione di uno Scopo piu’ ampio, e’ difficile, se non impossibile, spingersi al di la’ del “buon livello”&#8230; perche’ ogni volta che lo si passa si entra nell’area del “sacrificio personale”, un’area in cui non si resta a lungo senza una “Chiamata” piu’ grande.</p>
<p>Ed ecco la parte migliore; se davvero hai una “Chiamata” – non sara’ un sacrificio – sara’ invece un’Avventura!</p>
<p>Se trovi il tuo Scopo, lo definisci chiaramente, ti si apre la possibilita’ di una Vita piena di significato, di opportunita’, di crescita. Hai una Chiamata, una Ragione, una Missione. Un po’ come i Blues Brothers&#8230;</p>
<p>Dove e’, allora, la tua Missione? Con ogni probabilita’, la’ ove puoi aggiungere il massimo valore nel mondo. E questo, probabilmente, ha a che fare con i tuoi <strong><em>punti di forza</em></strong>.</p>
<p>Senza Scopo, vaghi per il mondo “tenendoti impegnato”&#8230; quando lo Scopo si chiarisce e ti sono presenti i punti di forza, senti invece di stare aggiungendo Valore al mondo la’ fuori, di stare liberando e manifestando il Potere che e’ in te&#8230; che stai allinenando il Potere in una precisa Direzione&#8230; questo, con altra Pratica Deliberata ed Effetto Moltiplicatore&#8230; porta a Destinazione!</p>
<p>Quanto tempo ci vuole?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La regola dei dieci anni</strong></p>
<p>Secondo le ricerche dell’autore, l’eta’ a cui si inizia a fare qualcosa seriamente ha molta meno importanza di quanto comunemente si creda. Invece, quello che conta e’ “la regola dei dieci anni”. Ad esempio, un pianista che inizia a 4 anni e continua a praticare molto seriamente, puo’ aspettarsi grandi risultati a 14 anni; se inizia a 50 anni, se li puo’ aspettare a 60 anni.</p>
<p>Sei pronto a prenderti l’impegno che serve a diventare GRANDE?</p>
<p>___________</p>
<p>In chiusura, due parole personali: la forza del libro sta nel “calare nella pratica”, cioe’ nella vita quotidiana e nell’azione, la saggezza e la conoscenza che e’ implicitamente espressa nelle opere di “saggi” come Campbell, Riggio, nella PNL, ed altri splendidi autori sui quali questo sito cerca di informarvi e stimolarvi.</p>
<p>Soprattutto, la possibilita’ di realizzarsi non sta in una entita’ “misteriosa”, “data” come il “talento”, ma nella Volonta’, che ognuno ha e puo’ decidere di usare per creare <em>azione</em>.</p>
<p>A cosa serve tutta la conoscenza del mondo se essa non diventa <em>esperienza</em>, <em>azione</em>, qualcosa che si rende <em>manifesto</em> nella nostra vita, nel lavoro, nelle relazioni?<br />
Eppure, nello stesso tempo &#8211; l’azione per l’azione, il potere per il potere &#8211; tendenze frequentissime del nostro tempo &#8211; sono tentazioni molto forti&#8230; e, a lungo termine, perdenti e prive di Significato.</p>
<p><strong><em>Trova la tua “Chiamata”, scopri chi sei e decidi di diventare te stesso.</em></strong></p>
<p>In fondo, non c’e’ poi molto altro da dire&#8230;</p>
<p>Petar</p>
<p>___________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook16.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2660" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook16-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (2 di 2)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 22:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;. Buona lettura, Petar ______________________ Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2568" title="Introduzione al Mythoself" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg" alt="" width="270" height="400" /></a>Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;.</p>
<p>Buona lettura, Petar</p>
<p style="text-align: center;">______________________</p>
<p>Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei senz&#8217;altro diventato un veterinario. Suonava come una decisione presa da loro, dai miei genitori – sorta dal loro amore, dalla loro ammirazione e rispetto per il “talento” che avevo mostrato – ma, in ogni caso, una <em>decisione</em>.</p>
<p>Negli anni seguenti, i genitori continuarono a dire un po’ a tutti che il loro figliolo Randy sarebbe diventato un veterinario “<em>perche’ ha addestrato un canarino quando aveva solo otto anni, per cui ha un suo modo di comunicare con gli animali</em>”. Tenete a mente che non avevamo mai avuto nessun altro animale domestico.</p>
<p>Quando qualcuno chiedeva “Randy, cosa vuoi diventare da grande?”, rispondevo “un veterinario!”</p>
<p>“Oh, davvero, e come mai?”</p>
<p>“Ho addestrato un canarino quando avevo otto anni!” ed a quei tempi la risposta mi pareva completamente sensata.</p>
<p>Venne presto il tempo di trovare una risposta seria a tal domanda, cioe&#8217; di fare una scelta di vita. Man mano che si avvicinava l’ultimo anno delle scuole superiori, fui incoraggiato a mandare la preiscrizione alle universita’ che avevano la facolta’ di veterinaria. Siccome questa carriera pareva essere il mio destino, pensavo che sarebbe stato interessante “sporcarsi le mani” – letteralmente – lavorando per qualche tempo presso un veterinario. Pensavo anche che avrebbe aumentato le mie chances di essere accettato in una delle universita’ a cui avevo scritto.</p>
<p>Cosi’, l’estate tra il penultimo e l’ultimo anno delle superiori, feci domanda di lavoro presso un veterinario, il dott. Weiss. Lui mi chiese perche’ volessi diventarlo. “Sa, dott. Weiss, ho addestrato un <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2569" title="dott. Randy Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>canarino quando avevo otto anni&#8230;”</p>
<p>Mi fece iniziare al canile. Era una sezione lunga e stretta, concepita per esercitare e liberare gli animali dalle gabbie. Era un largo rettangolo di cemento, convergente da tutte le direzioni verso un foro centrale, e circondato da muri, anch’essi di cemento. Il mio lavoro consisteva nel pulire e lavare il pavimento. Dopo un’ora, non capivo ancora la relazione tra l’aver addestrato un canarino ed il fatto di pulire merda di cane.</p>
<p>Fui salvato da questo impossibile rompicapo da una richiesta del dott. Weiss: “Randy, ti dispiace far uscire Brutus dalla gabbia, e portarlo a me?”</p>
<p>Brutus era un enorme pastore tedesco con denti affilati ed un respiro minaccioso. Io pesavo piu’ o meno quanto lui, ma non ero cosi’ forte&#8230; quindi ero molto meno determinato di lui in quel momento.</p>
<p>Mi sono avvicinato alla gabbia, ed ho pensato di aprire la porta che ci separava. Brutus mi guardo’ mostrando i denti, come per dire “Avanti, sfigato, apri. Infila la mano e vieni a prendermi se hai il coraggio&#8230;” Pareva comparire una sorta di sorriso obliquo sul suo grugno&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, Brutus pare voler stare tranquillo per adesso. Posso portarglielo piu’ tardi?”</p>
<p>Cio&#8217; che successe nei pochi secondi successivi ha vibrato attraverso il mio corpo in un modo tale da farmi decidere per sempre di abbandonare la carriera veterinaria. Il dott. Weiss si avvicino’ a Brutus, lo prese per la collottola, e lo trascino’ fuori dalla gabbia. Brutus non fece altro che piagnucolare&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, e se l’avesse morsa?”</p>
<p>“Devi mostrare ad un animale chi e’ che comanda – non puoi mai farti intimidire, gli animali annusano la paura!”</p>
<p>“Eggia’!” dissi “ma lei e’ mai stato morso?”</p>
<p>“Oh, certo!” disse il dott. Weiss “di tanto in tanto, succede!”</p>
<p>Il mio lavoro all’Ospedale per animali “Weiss” termino’ quel giorno stesso. Nella mia testa, non riuscivo a riconciliare “di tanto in tanto rischio di perdere un dito” con “ho addestrato un canarino a salirmi sul dito, e quindi dovrei diventare un veterinario”.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2570" title="Generative NLP" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP-300x61.gif" alt="" width="300" height="61" /></a>Piu’ tardi, il mio miglior amico Bob, che poi frequento’ la Michigan State University e divenne davvero un veterinario, fece esattamente come il dott. Weiss: e’ stato morso parecchie volte, non solo da cani, ma anche da gatti! Entrambi i miei fratelli sono veterinari, ed oggi sono proprietari di ospedali per animali.</p>
<p>Quando mio fratello Alan lavorava per un veterinario per completare il suo tirocinio, un pastore tedesco gli morse la palpebra, e dovette ricorrere alla chirurgia d’emergenza per salvare un dotto lacrimale. Anche lui, poi, e’ stato morso molte altre volte. Mio fratello Brian ha avuto lo stesso “piacere” piu’ e piu’ volte. In effetti, la sua risoluzione ad aiutare gli animali trascende la paura di essere morso, tanto che una volta ha persino avuto una tigre sul suo tavolo medico! (Per fortuna era addormentata, ed ha mancato l’occasione di un gustoso spuntino). Nonostante sia stato io il primo a decidere per la carriera veterinaria, alla fine ho cambiato idea, mentre entrambi i miei fratelli sono rimasti fermi sulla loro decisione di immergersi in questa professione.</p>
<p>Non avendo mai cercato davvero di capire cosa fosse necessario per essere un buon veterinario, ed in qualche modo disilluso dalla mia esperienza all’ospedale del dott. Weiss, mi sono inizialmente sentito come bloccato. Per la maggior parte della mia vita ho ascoltato di come dovessi diventare un veterinario, ed ora mi sentivo semplicemente confuso. Decisi di riconsiderare la mia scelta di carriera, che pareva sempre piu’ la conseguenza delle convinzioni, degli incoraggiamenti e delle reazioni che avevo ricevuto dagli altri che di cio’ che provavo essere la cosa giusta da fare per me stesso. Non ero sicuro a questo punto come avrei fatto a sapere come e quando avrei fatto la scelta giusta, ma sapevo che doveva essere qualcosa di diverso che essere un veterinario. Nel tentativo di fare una nuova scelta, mi stavo nel frattempo allontanando da quella vecchia.</p>
<p>Iniziando l’Universita’, decisi di tentare la carriera di dentista. Ma dopo il primo anno alla Michigan State University, capii che non mi piaceva guardare nella mia stessa bocca, e ancor meno in quella degli altri. Mi orripilava l’idea di continuare a fare questo per il resto della vita, sentivo letteralmente il petto contrarsi, come se qualcuno mi rubasse il respiro. Ancora una volta, c’era qualcosa che riguardava questa decisione che sentivo drasticamente sbagliato. Nonostante questa volta avessi fatto delle ricerche per comprendere che genere di percorso scolastico fosse necessario, e come si svolge la professione dentistica, dopo due anni di apprendimento, avevo la fortissima sensazione fisica, nel mio corpo, che c’era qualcosa di sbagliato.</p>
<p>Cosi’, ho lanciato ancora una volta in aria i dadi, con un nuovo criterio in mente: volevo fare una scelta che potessi sentire nel mio corpo come positiva – fare qualcosa che potevo riconoscere <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green.png"><img class="alignright size-medium wp-image-2571" title="www.drrandywgreen.com e' il sito di Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green-300x271.png" alt="" width="300" height="271" /></a>come la cosa giusta da fare per me. Quando finalmente entrai in contatto con il mondo della psicologia, provai qualcosa di interamente nuovo. Piuttosto che fare una decisione basata su qualcosa che una disciplina <em>non</em> fosse- come avevo fatto passando dalla veterinaria alla carriera dentistica – questa volta, feci una decisione basata sul modo con il quale volevo agire nel mondo come psicologo. E per la prima volta, ho sentito attraverso tutto il mio essere che tale scelta rifletteva la persona che veramente sono. Posso richiamare dalla memoria una certa immobilita’ – un senso di rilassamento – all’interno delle mie budella, seguito da altre sensazioni fisiche, che mi dicevano quanto questa carriera fosse significativa per me.</p>
<p>Nel percorso che mi ha portato ad essere un psicologo autorizzato dallo Stato di New York, ho fatto centinaia di decisioni – decisioni che spesso iniziavano con un certo grado di indecisione, di solito con la domanda “perche’ non riesco a decidere?”</p>
<p>Perche’ ci sono persone che provano tanta fatica a prendere decisioni importanti per la loro vita, quando per altri sembra facilissimo? Per anni, dopo la serie di eventi presso l’ospedale del dott. Weiss, mi sono chiesto come i miei fratelli fossero riusciti a decidere con tanta facilita’ di volersi immergere nella professione veterinaria. Allora, non sapevo che ognuno di essi si domandava con altrettanta energia che cosa mai avesse spinto me a fare il psicologo, cioe’ una professione che richiede di ascoltare disagi e stati di agitazione di centinaia di persone, per tantissimi anni di fila.</p>
<p>Non avendo ottenuto alcuna risposta soddisfacente a questa domanda, “<em>Perche’?</em>”, man mano che sviluppavo la mia esperienza e la mia abilita’ come psicologo, ho compreso che una domanda di gran lunga migliore per il processo decisionale e’ “<em>Come?</em>”</p>
<p>Come fa una tal persona a creare nella propria mente possibilita’ tra le quali scegliere?</p>
<p>Come fa un’altra persona a bloccarsi, e diventare incapace di scegliere?</p>
<p>E, la domanda piu’ importante, come fanno le persone a liberarsi da queste difficolta’ per compiere decisioni che migliorano loro stesse?</p>
<p>__________________________________</p>
<p>Beh, a questo punto non resta che leggere il libro di Randy! <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Petar</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2572" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>Vita e opera di Joseph Campbell</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 14:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GrandiPassioni.com ha l&#8217;onore di presentare un breve documentario sulla vita e carriera di Joseph Campbell, riconosciuto esperto mondiale di Mitologia comparata, considerato autentico Maestro e Mentore di grandi autori ed intellettuali del presente, tra cui George Lucas, che ha basato sul suo insegnamento la trama di Guerre Stellari, Joseph Riggio, autore del Mythoself(tm), ed infiniti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/03-coda.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2559" title="Joseph Campbell" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/03-coda.jpg" alt="" width="530" height="373" /></a>GrandiPassioni.com ha l&#8217;onore di presentare un breve documentario sulla vita e carriera di Joseph Campbell, riconosciuto esperto mondiale di Mitologia comparata, considerato autentico Maestro e Mentore di grandi autori ed intellettuali del presente, tra cui George Lucas, che ha basato sul suo insegnamento la trama di Guerre Stellari, Joseph Riggio, autore del Mythoself(tm), ed infiniti altri.</p>
<p>L&#8217;eredita&#8217; principale che Joseph Campbell ha lasciato, e per la quale e&#8217; maggiormente ricordato e&#8217; la teoria del &#8220;Monomito&#8221;, cioe&#8217; una struttura universale comune alla mitologia di tutti i popoli e di tutte le epoche della Terra, insegnamento centrale per ogni singolo essere umano per comprendere chi si e&#8217;, e come diventarlo.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="513" height="289" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=16814864&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="513" height="289" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=16814864&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>GrandiPassioni.com pubblica continuamente materiale sull&#8217;opera di Joseph Campbell, e vi segnaliamo in particolare l&#8217;articolo &#8220;Joseph Campbell: &#8220;Viaggio dell&#8217;Eroe e Mito nell&#8217;esistenza dell&#8217;individuo&#8221;, che potete leggere al link (copiatelo ed incollatelo sulla barra degli indirizzi del vostro browser):</p>
<p>http://www.grandipassioni.com/2009/04/joseph-campbell-il-mito-nellesistenza-dellindividuo/</p>
<p>Vi aspetto presto per nuovo materiale su questo incredibile Maestro!</p>
<p>Petar</p>
<p>_______________________</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook11.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2558" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook11-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il <strong>gruppo Facebook</strong> di GrandiPassioni.com!</span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;">Ciao, Petar</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (1 di 2)</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2010/11/eccellenza-arte-di-decidere-1/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 12:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale. L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2545" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2546" title="dott. Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg" alt="" width="120" height="150" /></a> “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale.</p>
<p>L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; che consigliamo caldamente a chiunque conosca l’inglese, e di cui pubblichiamo qui la prefazione di Joseph Riggio, e, nel prossimo articolo, l’introduzione dell’autore stesso.</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________</p>
<p><strong>Prefazione</strong></p>
<p>Succede ogni tanto che qualcosa di antico e di estremo valore venga riscoperto. Quando cio’ succede, la Ruota della Conoscenza genera una nuova rivoluzione, e quel che emerge e’ allo stesso tempo uguale e radicalmente rinnovato, quindi diverso.</p>
<p>Coloro che non hanno familiarita’ con l’origine di questa antica saggezza lo percepiranno come nuovo, e di solito tanto basta per catturarne l’interesse. Coloro che invece hanno familiarita’ con l’antico sapere, lo riconosceranno per cio’ che e’, e ne saranno attratti perche’ capiranno il valore di cio’ che viene loro offerto. Cio’ che il Dr. Randy Green condivide in questo libro e’ un esempio della rivoluzione della Ruota della Conoscenza, qualcosa di profondamente importante e di assoluta rilevanza per il nostro mondo contemporaneo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2547" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg" alt="" width="133" height="240" /></a>All’inizio degli anni ’70 due esploratori dell’esperienza umana, Richard Bandler e John Grinder, hanno formulato una “tecnologia dell’eccellenza” battezzata Programmazione Neuro-Linguistica, in Italia nota come PNL. Il loro lavoro fu riconosciuto tra i piu’ importanti in assoluto per il progresso della psicologia applicata negli ultimi decenni del ventesimo secolo.</p>
<p>L’essenza della loro scoperta e’:</p>
<p>1.    Ogni individuo ha esperienza degli eventi della sua vita in un modo unico:</p>
<p>2.    Questi eventi sono codificati in schemi specifici che sono accessibili e malleabili</p>
<p>3.    Facendo attenzione alle forme ed ai modi con cui gli eventi vengono codificati, l&#8217;esperienza puo’ essere programmata e guidata per produrre risultati desiderati, utili, e di lunga durata.</p>
<p>Sono idee stupefacenti se si riflette sull’impatto che hanno sulla performance dell’essere umano, e sull’abilita’ di costruire esperienze in relazione all’ottenimento di risultati desiderati. In applicazioni anche molte diverse come la terapia, l’educazione, il business, lo sport, ecc., la PNL diventa una tecnologia di punta per produrre eccellenza con individui o gruppi di persone.</p>
<p>Roye Fraser, uno studente di PNL, assunse un approccio radicale, basato su una direzione esclusivamente positiva. Il pressuposto e’ che ogni individuo ha un innato modello di eccellenza per vivere la propria vita, una sorta di “Impronta di successo” (“Success Blueprint”). Roye chiamo’ questo modello “Generative Imprint”, e la comprensione dell’impatto di questo modello divenne il lavoro della sua vita. La sua eredita’ consiste nel materiale realmente rivoluzionario che ha sviluppato, nella sua abilita’ cioe’ di creare cambiamenti positivi nella vita delle persone che incontrava.</p>
<p>Volendo darne una breve spiegazione, cio’ che Roye ha realizzato e codificato e’ che le persone compiono una scelta fondamentale nelle loro vite, cioe’ se vivere da una posizione orientata positivamente, focalizzata sulle possibilita’, oppure da una posizione orientata negativamente, focalizzata sulle limitazioni. Quando si fa la scelta di organizzarsi rispetto alle possibilita’, l’intero essere della persona vive una trasformazione profonda – i pensieri, le sensazioni, i comportamenti e persino l’espressione corporea – in un modo specifico che genera un senso profondo di benessere. Questa scelta fondamentale determina come si ha esperienza di qualunque cosa: o la vita e’ piena di possibilita’, o e’ piena di limitazioni.</p>
<p>Io ho incontrato Roye nel 1987, e ne sono diventato studente ed apprendista. Da quella esperienza intensa ho poi sviluppato il modello del Mythogenic Self Process, o Mythoself, che ho iniziato ad insegnare nel 1994, portandolo in trenta paesi diversi.</p>
<p>Nel 2004 sono stato presentato al dott. Randy Green da un mio studente, Devon White. Randy porto’ una incredibile sete di conoscenza, ed una significativa esperienza professionale clinica al lavoro che avevo compiuto fino a quel momento.</p>
<p>Leggendo il libro che ha scritto, da un punto di vista delle possibilita’ che la vita offre, scoprirete che Randy offre cio’ che puo’ essere considerato un approccio al “prendere decisioni” totalmente differente ed unico rispetto ad ogni altro che possiate aver incontrato prima d’ora. La maggior parte dei libri sul “prendere decisioni” assumono il punto di vista per cui “decidere” e’ una attivita’ mentale che dipende dall’analisi delle informazioni esistenti. Di solito, questo tipo di analisi significa considerare con cura i dati e poi mettere in equilibrio i rischi e ricompense – costi e benefici, lati positivi e lati negativi – eppure tutto cio’ e’ solo un tentativo di formalizzare qualcosa che non si lascia afferrare.</p>
<p>Al posto di questi modelli analitici, che sono “approcci cognitivi” al “prendere decisioni”, cio’ che troverete in questo libro e’ un approccio radicalmente differente, basato sulla consapevolezza del vostro essere, compreso quello del vostro stesso corpo. Il Dr. Green vi insegnera’ a diventare sensibili ai piu’ sottili segnali del vostro corpo che esprimono una risposta del tipo “si’” o “no” alle informazioni esistenti. Usando questi segnali come riferimento per le decisioni da prendere, crea un impressionante metodo per prendere decisioni significative, soprattutto quando i dati sulla base dei quali decidere sono minimi.</p>
<p>I passi che si devono intraprendere per creare la necessaria sensibilita’ a questi segnali corporali, che sono la base del metodo di “prendere decisioni” presentato nel libro di Randy W. Green, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2548" title="Il biglietto da visita di Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif" alt="" width="155" height="97" /></a>provengono direttamente dall’eredita’ del lavoro di Roye Fraser e del suo modello “Generative Imprint”. Cio’ che e’ piu’ significativo di tale lavoro e’ come vada molto al di la’ del semplice “prendere decisioni” Per sviluppare la necessaria sensibilita’ ai segnali del corpo, bisogna prima acquistare sensibilita’ a “come si e’ quando si e’ al meglio di se stessi”, cioe’ quando si e’ organizzati rispetto alle possibilita’.</p>
<p>Man mano che imparerete quanto Randy W. Green insegna nel libro, scoprirete cose di voi stessi che probabilmente nemmeno potevate immaginare. L’aspetto brillante del modello che Randy condivide e’ il modo naturale con cui unisce l’abilita’ di accedere un modo meravigliosamente positivo di stare nel mondo con le decisioni che si prendono a partire da questo stato.</p>
<p>Il metodo di Randy per presentare il materiale e’ efficace perche’ racconta di molti casi e storie di clienti reali con cui ha lavorato&#8230; invece di una storia noiosa e distante, Randy vi apre alla reale, viva esperienza delle persone che hanno tratto beneficio dall’applicare il modello nelle loro vite concrete.</p>
<p>Io lavoro con questo materiale da piu’ di vent’anni ormai, ed in quanto creatore del Mythogenic Self Process, o Mythoself, ho avuto l’occasione di lavorare con migliaia di clienti, compresi dirigenti senior di multinazionali, professionisti in attivita’ o in pensione, educatori, studenti, genitori, ed altri. Cio’ che ho scoperto e’ che se qualcuno ha un vero interesse, puo’ imparare ad applicare questo modello, col risultato che non impara solamente un eccellente metodo per prendere decisioni, ma la sua vita cambia in modo significativamente positivo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2549" title="Joseph Riggio durante un corso a Taiwan" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Oggigiorno si sente spesso parlare di “psicologia positiva”, e pare che ogni giorno venga pubblicato un nuovo libro sulla “felicita’” – cosa sia, come averla, la sua importanza – come se l’atteggiamento positivo per essere felici fosse un’idea particolarmente nuova. Eppure il lavoro che Roye inizio’ a sviluppare oltre trent’anni fa era basato sulla semplice idea che i risultati che si ottengono operando da una posizione positiva sono superiori a quelli che si possono ottenere operando da qualunque altra posizione.</p>
<p>Cio’ che il dott. Randy W. Green dimostra nella maniera piu’ chiara e’ che, con un sufficiente grado di abilita’, il modello puo’ essere applicato a quasi ogni situazione in cui ci si trovi, che richieda la miglior decisione possibile in quel preciso momento. Nel lavoro che ho svolto con i miei clienti in tutto il mondo, definisco questo come “prendere decisioni di alta qualita’”, decisioni che massimizzano le conseguenze positive e minimizzano quelle negative. Un processo che e’ stato applicato con grande successo da individui ed organizzazioni in tutto il mondo. Ora, voi stessi avete l’opportunita’ di apprendere ed usare nella vostra vita lo stesso metodo per prendere decisioni – un passo significativo nel viaggio che chiamiamo Vita.</p>
<p>Joseph Riggio, Ph.D.</p>
<p><em>Architect and Designer of the Mythogenic Self Process (Mythoself)<br />
</em></p>
<p><em>www.josephriggio.com</em></p>
<p><em>______________________________</em></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>STRA-OR-DI-NA-RIO discorso di Steve Jobs!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 10:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se dovete leggere una sola cosa su questo sito internet, e poi lasciarlo perdere, leggete questo articolo, e guardate il video! E’ uno dei più magistrali discorsi che abbia mai sentito, ed è con grande emozione che lo pubblico su Grandi Passioni.com, insieme al video, sottotitolato in italiano. Un sentitissimo grazie a Giovanni B. che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Steve-Jobs-Stay-Hungry-Stay-Foolish.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2478" title="Steve Jobs - Stay Hungry Stay Foolish" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Steve-Jobs-Stay-Hungry-Stay-Foolish.png" alt="" width="313" height="240" /></a>Se dovete leggere una sola cosa su questo sito internet, e poi lasciarlo perdere, leggete questo articolo, e guardate il video!</p>
<p>E’ uno dei più magistrali discorsi che abbia mai sentito, ed è con grande emozione che lo pubblico su Grandi Passioni.com, insieme al video, sottotitolato in italiano.</p>
<p>Un sentitissimo grazie a Giovanni B. che me lo ha segnalato!</p>
<p>Vostro Sempre Vostro, Petar</p>
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<p>Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo.</p>
<p>Non mi sono mai laureato anzi, a dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata.</p>
<p>Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita.</p>
<p>Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.</p>
<p><strong>UNIRE I PUNTINI</strong></p>
<p>La prima storia è sull’unire i puntini. Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi prima di lasciare veramente.</p>
<p>Perché ho mollato tutto? E’ cominciato prima che nascessi. La mia madre biologica era una giovane studentessa universitaria non sposata che decise di lasciarmi in adozione.</p>
<p>Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Quando arrivai io, questi decisero all’ultimo minuto che avrebbero voluto una bambina. Così, quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi, erano in lista d’attesa, vennero chiamati nel bel mezzo della notte da una voce “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?” Loro risposero: “Certamente!”</p>
<p>Più tardi la mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college, e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Poi accettò, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato all’università. Questo è stato l’inizio della mia vita.</p>
<p>Diciassette anni dopo andai all’università, ma ingenuamente ne scelsi una costosa come Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori furono spesi per pagarmi la retta. Dopo sei mesi non riuscivo a vederne l’utilità. Non avevo idea di cosa fare nella vita e nessun indizio su come l’università avrebbe potuto aiutarmi a capirlo. Eppure era là che spendevo tutti quei soldi, che i miei genitori avevano risparmiato in un’intera vita di lavoro. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. <strong><em>Era molto difficile all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso</em></strong>. Nell’attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti. Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Riportavo al venditore le bottiglie di Coca Cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito, ci compravo da mangiare, e mi facevo più di 10 km a piedi attraverso la città, la domenica notte per avere finalmente un buon pasto a settimana al tempio Hare Krishna. Che bello che era!</p>
<p>Tutto ciò in cui inciampai semplicemente seguendo la mia curiosità ed il mio intuito si rivelarono in seguito di valore inestimabile. Vi faccio un esempio. Il Reed College all’epoca offriva probabilmente il miglior corso di calligrafia del Paese. In tutto il campus, ogni manifesto, ogni etichetta era scritta a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito il corso di calligrafia per imparare a scrivere così. Appresi la differenza tra i tipi di caratteri Serif e Sans Seris, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico, in un senso che la scienza non riesce a catturare, ed io ne fui assolutamente affascinato.</p>
<p>Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare un’applicazione pratica nella mia vita ma, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato l’università e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha solo copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità.</p>
<p>Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare il corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno.</p>
<p>Certamente all’epoca in cui ero all’università era impossibile unire i puntini guardando il futuro. <strong><em>E’ invece diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro</em></strong>. Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete unirli solo guardandovi all’indietro. Così dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire.</p>
<p><strong><em>Credete in qualcosa</em></strong> – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.</p>
<p><strong>AMORE E PERDITA</strong></p>
<p>La mia seconda storia parla d’amore e di perdita.</p>
<p>Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita.</p>
<p>Woz e io fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevamo vent’anni. Abbiamo lavorato duro e in 10 anni Apple è passata dall’essere un’azienda con noi due e un garage, ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre 4000 dipendenti. Avevamo appena creato il nostro miglior prodotto – il Macintosh – un anno prima, e io avevo appena compiuto 30 anni.</p>
<p>Poi, venni licenziato. Come si fa ad essere licenziati dalla compagnia che si ha fondato? Beh, quando Apple era cresciuta, avevamo assunto qualcuno che avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda assieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere ed alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, i nostri dirigenti si schierarono dalla sua parte. Quindi, a 30 anni ero fuori. In maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era svanito, ed io ero devastato da questo.</p>
<p>Non ho saputo davvero cosa fare per alcuni mesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori che mi ha preceduto – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce [cofondatori di Intel] e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley.</p>
<p>Qualcosa però, lentamente, cominciò a crescere in me, ed era <strong><em>la consapevolezza che ancora amavo quello che avevo fatto</em></strong>. L’evolvere degli eventi con Apple non aveva cambiato quello che provavo, neanche un poco. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo. Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere.</p>
<p>La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.</p>
<p>Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT, un&#8217;altra di nome Pixar, e mi innamorai di una meravigliosa donna che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, ed adesso è lo studio di animazione di maggior successo al mondo. In un significativo susseguirsi di eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. Laurene ed io abbiamo una meravigliosa famiglia. Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente.</p>
<p>Qualche volta la vita ci colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. <strong><em>TROVATE QUELLO CHE AMATE</em></strong>. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare e non vi accontentate.</p>
<p><strong>MORTE</strong></p>
<p>La terza storia parla di morte.</p>
<p>Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente prima o poi avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?” E ogni qualvolta la risposta e “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.</p>
<p><strong><em>Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della mia vita</em></strong>. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative, tutto l’orgoglio, tutti gli imbarazzi e i timori di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea di morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.</p>
<p>Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile, e che avrei avuto un’aspettativa di vita non superiore ai 3-6 mesi. Il dottore mi consigliò di andare a casa e di “mettere ordine nei miei affari”, che è il loro codice per dirti di preparare a morire. Questo significa che devi provare a dire ai tuoi bambini ogni cosa che pensavi di dirgli nei prossimi dieci anni, in pochi mesi. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire ai tuoi “addio”.</p>
<p>Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell’analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso il mio stomaco sino all’intestino per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie – che era là – mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro molto raro e curabile con intervento chirurgico. Ho fatto l’intervento chirurgico e adesso sto bene.</p>
<p>Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po’ più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi: Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto, la morte è la destinazione che condividiamo. Nessuno gli è mai sfuggito.</p>
<p>Ed è così che deve essere perché <strong><em>la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo</em></strong>. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità. Il vostro tempo è limitato per cui <strong><em>non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro</em></strong>. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importane di tutte, <strong><em>abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare</em></strong>. Tutto il resto è secondario.</p>
<p><strong>THE WHOLE EARTH CATALOG</strong></p>
<p>Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista “The Whole Earth Catalog”, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima del personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fatto con macchine da scrivere, forbici, e foto polaroid. E’ stato una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni. Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di “The Whole Earth Catalog” e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta, ed io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste ritrovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole <strong><em>“SIATE AFFAMATI. SIATE FOLLI”</em></strong>, era il loro messaggio d’addio. Siate affamati. Siate folli. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a tutti voi. Siate affamati. Siate folli.</p>
<p>Grazie a tutti.</p>
<p>Steve Jobs</p>
<p>____________________________</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook7.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2479" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook7-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
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		<title>Nuova Scienza dell&#8217;Apprendimento: sfida ai luoghi comuni!</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 20:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei mesi a venire, GrandiPassioni.com dedichera’ molta attenzione alla “madre di tutte le abilita’ “ – l’Apprendimento. E’ un campo che sta attraversando un’autentica rivoluzione, al punto che si inizia a parlare esplicitamente di “Nuova Scienza dell’Apprendimento”. Per introdurla, innanzitutto prepariamo il campo, comprendendo come la nostra cultura interpreta cosa sia l’apprendimento, e come il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-ed-emozioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1903" title="Apprendimento ed emozioni" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-ed-emozioni.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a>Nei mesi a venire, GrandiPassioni.com dedichera’ molta attenzione alla “madre di tutte le abilita’ “ – l’Apprendimento.</p>
<p>E’ un campo che sta attraversando un’autentica rivoluzione, al punto che si inizia a parlare esplicitamente di <strong><em>“Nuova Scienza dell’Apprendimento”.</em></strong></p>
<p>Per introdurla, innanzitutto <strong><em>prepariamo il campo</em></strong>, comprendendo come la nostra cultura interpreta <strong><em>cosa sia l’apprendimento</em></strong>, e come il singolo individuo interpreta<strong><em> se stesso durante l’apprendimento</em></strong>.</p>
<p>E’ certamente vero che molto dipende dall’ambiente in cui ci si trova: ad esempio, un ingegnere meccanico tende a sviluppare un’abilita’ di analisi logico-razionale diversa da quella, ad esempio, di un ginnasta che vuole perfezionare un specifico esercizio fisico.</p>
<p>Eppure, l’abilita’ ad apprendere dipende altrettanto da <strong><em>convinzioni profonde</em></strong> che determinano l’atteggiamento della persona, e quindi l’attivita’ stessa di apprendimento.</p>
<p>Esempio: nelle scuole elementari asiatiche spesso si assume implicitamente che per un “corretto apprendimento” (<em>qualunque cosa intendano con questo</em>) e’ necessario padroneggiare specifiche convenzioni e tecniche, per cui gli studenti seguono rigidamente modelli, e sono poco incoraggiati ad essere critici. In Europa e’ invece facile trovare scuole con atteggiamento opposto: creativita’ ed indipendenza vengono valutate ed incoraggiate. Chi puo’ dire se e quale dei due atteggiamenti sia “corretto”? Eppure, ognuno dei due vede come strano o indesiderabile l’atteggiamento opposto.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/quaderno-didattico-steineriano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1911" title="quaderno-didattico-steineriano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/quaderno-didattico-steineriano-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a></p>
<p>Dunque, osserviamo ora esplicitamente alcune convinzioni profonde, veri e propri luoghi comuni, circa l’apprendimento, diffusi nel mondo occidentale, dei quali la “Nuova Scienza dell’Apprendimento” propone una nuova visione.</p>
<p><strong>“Apprendere significa acquisire conoscenza”</strong></p>
<p>In genere, quando si pensa all’Apprendimento, l’attenzione va <strong><em>al prodotto finale</em></strong> piuttosto che al <strong><em>processo in se’</em></strong>. Cioe’, se chiedete a qualcuno “che cosa sia” l’apprendimento, vi descrivera’ spesso il risultato, in termini di conoscenza, o capacita’ di fare, che ha acquisito.</p>
<p>L’idea della “Nuova Scienza” e’ di mettere attenzione al <strong><em>processo</em></strong>, ove quale l’essere umano possa costantemente migliorare.</p>
<p><strong>“La Conoscenza e’ vera”</strong></p>
<p>In genere, quando si acquisisce della nuova conoscenza, si da’ per scontato che essa sia “vera”. Si pensi all’ambiente scolastico, ove si ha la tendenza a considerare i libri di testo come “veri”, purche’ in qualche modo certificati da “Autorita’ competenti”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Rappresentazione-dellapprendimento.gif"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1905" title="Rappresentazione dell'apprendimento" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Rappresentazione-dellapprendimento-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La “Nuova Scienza” pensa invece la conoscenza come qualcosa di “provvisorio” che attende di essere approfondito o smentito, aprendo la porta ad un atteggiamento individuale attivo e critico verso qualunque fonte, anche la piu’ autorevole.</p>
<p><strong>“L’Apprendimento e’ per i giovani</strong>”</p>
<p>E’ un punto di vista molto diffuso, e deleterio, perche’ e’ in genere una profezia che avvera se stessa, e che in realta’ non ha alcuna ragione essere.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-che-fatica...-ma-perche.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1908" title="Apprendimento, che fatica... ma perche'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-che-fatica...-ma-perche-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’Apprendimento ha invece tutto per essere un processo che dura l’intera vita – anzi, la consapevolzza di questo punto e’ forse di tutti il piu’ importante.</p>
<p><strong>“Apprendere e’ facile”</strong></p>
<p>Esiste un atteggiamento sottile che interpreta l’Apprendimento come un processo sostanzialmente banale, come una semplice aggiunta pogressiva di un certo numero di pezzetti d’informazione che, pian piano, formano un quadro piu’ complesso. Un po’ come costruire una casa mattone su mattone.</p>
<p>E’ uno dei luoghi comuni piu’ densi di conseguenze, e lo vedremo in futuro con dettaglio&#8230; tende a produrre conseguenze significative sui metodo di insegnamento: si crea l’idea che, in fondo, non ci possono poi essere molti modi efficaci di insegnamento perche’ si tratta solo di essere efficaci ad aggiungere pezzettini su pezzettini di informazione.</p>
<p>Eppure, in una nuova visione ove l’Apprendimento e’ un processo in continuo miglioramento, e per giunta per tutta la vita, si intuisce la possibilita’ di una visione piu’ ricca&#8230;</p>
<p><strong>“L’Apprendimento implica Insegnamento”</strong></p>
<p>Quasi chiunque tende a dare per scontato che “apprendere” significa fare una attivita’ specifica, anche dura, che e’ cosa diversa dal semplice “essere vivi” e fare altre cose&#8230; ci sono quindi <em>luoghi</em> per apprendere in certi <em>orari</em> e con certe <em>persone</em> dette <em>insegnanti</em>. Questi sono visti come persone che hanno conoscenze ed abilita’ specifiche, senza le quali l’apprendimento sarebbe molto limitato, o addirittura non ci sarebbe nemmeno.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Insegnanti-tradizionali.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1904" title="Insegnanti tradizionali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Insegnanti-tradizionali-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Insomma, non appena si parla di “apprendimento”, l’attenzione si sposta subito su “l’insegnamento” – quindi l’implicazione e’ che “se troviamo il giusto insegnante, anche l’apprendimento procedera’ alla grande”.</p>
<p>Si tratta di una visione istituzionalizzata dell’Apprendimento che ne sottolinea soltanto <strong><em>un unico aspetto</em></strong>&#8230; con la “Nuova Scienza” l’Apprendimento diventa un’attivita’ piu’ ricca, con piu’ sfaccettature. Tutte quante da sviluppare!</p>
<p><strong>“L’Apprendimento si sviluppa pian piano”</strong></p>
<p>E’ forte e diffuso il punto di vista secondo cui l’Apprendimento e’ un processo <em>cognitivo e razionale</em>, ove “farsi emozionare” e’ l’indizio che “l’insegnameno non sta procedendo in modo corretto”. Le emozioni intense viste come un problema&#8230; addirittura da eliminare, e che in genere, si pensa, trova origine nel “carattere” della persona che apprende o in “difficolta’ emotive” che attraversa in altri campi della sua vita.</p>
<p>La conseguenza di questa visione e’ che si perde la relazione tra l’Appredimento e la <strong><em>personalita’</em></strong> della persona che apprende&#8230; semplicemente si ignora la relazione tra l’apprendere e le emozioni legate ad esso&#8230;!</p>
<p>Secondo la “Nuova Scienza dell’Apprendimento” e’ possibile che ci siano <em>specifiche forme</em> di apprendimento ove questo sia desiderabile, ma non e’ affatto detto che lo siano tutte&#8230; ci sono situazioni in cui e’ anzi importante supportare la carica emotiva, per mantenere la motivazione dello sforzo di apprendere, oppure essere consapevoli della frustrazione che si prova davanti alla difficolta’.</p>
<p><strong>“L’Apprendimento e’ corretto se vi e’ comprensione”</strong></p>
<p>Un tempo era diffusa l’idea “Apprendere = Memorizzare”, poi accantonata a favore di “Apprendere = Capire”; ad esempio, il bambino non deve solo sommare i numeri ma anche “capire” cio’ che sta facendo, oppure il venditore d’auto non deve soltanto vendere ma capire il “customer care”&#8230; L’idea alla base di questo atteggiamento e’ che “<strong><em>esplicito = giusto</em></strong>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Il-piacere-di-imparare.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1907" title="Il piacere di imparare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Il-piacere-di-imparare-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a></p>
<p>Nell’approccio tradizionale, e’ inconcepibile pensare che la comprensione possa non solo essere superflua, ma talvolta addirittura disturbare altre (<em>quali?</em>) forme d’apprendimento altrettanto importanti.</p>
<p>Continueremo tra breve questa chiacchierata!</p>
<p>A presto, Petar</p>
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