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	<title>GrandiPassioni &#187; Integrità</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>Gandhi (2): l&#8217;intuizione dell&#8217;uso pratico della non-violenza</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 17:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il Mahatma Gandhi, maestro della non-violenza pratica]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla fine dell’800, in Sudafrica, i neri e gli indiani erano costretti a vivere assecondando i capricci dei loro padroni bianchi. Non avevano diritto di voto, di avere possedimenti, o semplicemente di uscire di casa dopo una certa ora. Quando iniziò a lottare contro queste ingiustizie, Gandhi era ancora molto inesperto dal punto di vista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/tumblr_lim5n1houd1qz82gvo1_400.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4983" title="In figura, Gandhi ne l 1906, fondamentale anno di trasformazione per lui." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/tumblr_lim5n1houd1qz82gvo1_400.jpg" alt="" width="334" height="500" /></a>Alla fine dell’800, in Sudafrica, i neri e gli indiani erano costretti a vivere assecondando i capricci dei loro padroni bianchi. Non avevano diritto di voto, di avere possedimenti, o semplicemente di uscire di casa dopo una certa ora. Quando iniziò a lottare contro queste ingiustizie, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gandhi#L.27ashram_di_Phoenix" target="_blank">Gandhi </a>era ancora molto inesperto dal punto di vista politico.</p>
<p>“<em>Era convinto che si potessero cambiare le leggi, e il comportamento dell’uomo. Si impegnò con determinazione sul piano legale, portando la sua lotta in tribunale, ma ogni volta che Gandhi riusciva ad ottenere qualche risultato, gli inglesi facevano in modo di ripristinare le discriminazioni. </em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”).</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mq7AXSymJ28?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/mq7AXSymJ28?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Stanco delle umiliazioni subite dai neri e dagli indiani, Gandhi decise di puntare sulla forza dell’<strong><em>unione tra gli uomini</em></strong>. Diede vita a comunità ove persone di razza e religione diverse vivevano insieme, considerandosi alla pari: era talmente convinto di questo esperimento, da trattare la sua famiglia, compresi i quattro figli, esattamente come tutti gli altri.</p>
<p>Nonostante l’avversione verso l’oppressione inglese, fino al 1906, Gandhi si considerava un membro dell’Impero Britannico. Ne cantava persino l’Inno, e lo insegnava ai suoi figli; tale fu la sua lealtà, che prestò servizio come barelliere per gli inglesi nella guerra contro i boeri e contro la rivolta dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zulu" target="_blank">zulù</a> del 1906.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h09m46s118.png"><img class="alignright size-full wp-image-4984" title="In figura, Gandhi barelliere per gli inglesi." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h09m46s118.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Fu proprio durante la guerra combattuta contro i zulù, che si rese conto di quanto disumana sia la violenza. Capì che quella non era una guerra combattuta tra due popoli, ma un vero e proprio massacro.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m11s26.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4985" title="In figura, soldati inglesi massacrano con armi moderne i guerrieri zulù." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m11s26.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Gandhi inorridì alla vista degli inglesi, che, con le loro armi moderne, sterminavano gli zulù, armati solo di lance. Vide che i soldati britannici provavano piacere nell’ucciderli; raccolse i corpi dei feriti, lasciati morire in agonia.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m36s14.png"><img class="alignright size-full wp-image-4986" title="In figura, feriti zulù lasciati in agonia dai soldati inglesi, e cadaveri lasciati a marcire." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h12m36s14.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Cominciò a pensare che quello era il modo in cui gli inglesi dominavano il popolo zulù. Cosa significava ‘</em>dominazione<em>’? Pensò a come lui stesso teneva la sua famiglia, ed in particolare sua moglie. Quando si era sposato, a tredici anni, era stato un marito geloso e crudele. Quello che si dice, un tiranno! Ora, questo nuovo modo di vedere le cose, scaturito dall’esperienza della rivolta zulù, gli diede modo di comprendere in che cosa consistesse la dominazione inglese. Lui stesso si era macchiato di quella colpa, comportandosi da padrone, era colpevole di avere agito da dominatore nel suo matrimonio. </em>”</p>
<p>Nella tradizione indù, si ritiene che l’uomo che riesce a vincere i suoi istinti sessuali diventi puro come un bambino. Soltanto tenendo a freno i suoi desideri, Gandhi avrebbe potuto davvero mettersi al servizio dell’umanità. Così, a 37 anni, prese il voto indù del brahmacharya, il celibato a vita.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h18m45s41.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4987" title="In figura, Gandhi prende il voto indù del brahmacharya." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h18m45s41.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Se fosse stato totalmente puro, non avrebbe più avuto attorno a sé corruzione, violenza, e brutalità.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Universtà di Hull).</p>
<p>Nel 1906, a questa trasformazione personale, seguì una straordinaria intuizione politica: nuove leggi decretavano che gli indiani dovessero essere registrati, prendendo loro le impronte digitali. Secondo i nuovi provvedimenti, le donne indiane dovevano spogliarsi davanti alla polizia inglese, per poter registrare anche i segni particolari sul corpo. Esasperati, tremila indiani si riunirono a Johannesburg, per decidere una linea d’azione.</p>
<p>“<em>Improvvisamente, un mercante musulmano si alzò in piedi, agitando il pugno. Proclamò che in nome d’iddio, sarebbe andato in prigione, piuttosto che obbedire a questa legge. Gandhi, fino ad allora, non aveva mai considerato la possibilità di andare in prigione, ma istintivamente comprese che quella era la via giusta. Così, si alzò in piedi e disse ‘</em>Faremo un voto a dio, andremo in prigione e ci resteremo, fino a quando questa legge non sarà revocata.<em>’</em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”).</p>
<p>Il discorso di Gandhi, provocò un atto di disobbedienza civile di massa senza precedenti nella Storia. Seguendo il suo esempio, i contestatori sopportarono le continue bastonate dei poliziotti, resistendo al dolore, senza reagire.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h29m24s185.png"><img class="alignright size-full wp-image-4988" title="In figura, Gandhi durante il discorso che innesa la prima protesta di massa per i diritti civili della Storia." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h29m24s185.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Gandhi comprese, per la prima volta, che quando il cuore di un uomo è chiuso agli altri, non si può arrivare nemmeno al suo cervello. Per questo, è inutile tentare di farlo ragionare. Non potendo fronteggiare il nemico né con la ragione, né con la forza, Gandhi mise in pratica, per la prima volta, il metodo della resistenza non violenta. Rimanere di fronte al proprio avversario, senza cedere, ma senza fargli del male.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Università di Hull).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h30m47s170.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4989" title="In figura, la protesta di massa a Johannesurg." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h30m47s170.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Per descrivere questo concetto rivoluzionario, Gandhi coniò il termine <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Satyagraha" target="_blank">Satyagraha</a>, una combinazione di due vocaboli sanscriti, che significano “Verità” e “Ricerca”. L’ideale della non-violenza era antico come il mondo, ma l’originalità dell’invenzione di Gandhi, fu quello di applicarlo a situazioni pratiche, ed alla politica.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h34m14s141.png"><img class="alignright size-full wp-image-4990" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h34m14s141.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Il Mahatma Gandhi sapeva che, per mettere in pratica la non-violenza, innanzitutto era necessario sviluppare, nella propria mente, il seme della pace e della riconciliazione. Senza questo, non era possibile la non-violenza.</em>” (Il 14° Dalai Lama del Tibet)</p>
<p>Nel 1913, il generale inglese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Smuts" target="_blank">Ian Smuts</a>, capo del governo coloniale in Sudafrica, fece approvare una legge che invalidava i matrimoni tra indù e musulmani. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h38m05s203.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4991" title="In figura, il generale Smuts." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h38m05s203-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Gandhi colse l’occasione per dare il via ad una grande rivolta.</p>
<p>“<em>Il nonno tornò a casa, e disse alla nonna che lei non era più sua moglie, ma la sua concubina. Lei si alzò e gli chiese che cosa volesse dire, e lui le spiegò che era la nuova legge, il loro matrimonio non era più riconosciuto, e loro, ora, vivevano insieme illegalmente.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p>Tradizionalmente, le donne indiane dovevano rimanere sempre in casa. Gandhi attaccò questa usanza come una ulteriore forma di oppressione, e richiamò le donne a farsi carico dei problemi pubblici. Aiutò milioni di donne ad emanciparsi, guadagnando così l’appoggio di una larga fetta di popolazione.</p>
<p>Le leggi sul matrimonio, fecero scoppiare uno sciopero nazionale, a cui aderirono 50.000 lavoratori. Il generale Smuts dovette cedere, e revocò i decreti matrimoniali. Gandhi era riuscito a dimostrare che la non-violenza poteva vincere la forza bruta.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h35m32s41.png"><img class="alignright size-full wp-image-4992" title="In figura, immagine che rappresenta Gandhi di fronte ad un giudice inglese, durante la protesta." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h35m32s41.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Ansioso di affrontare gli inglesi nella sua Patria, nel 1915, all’età di 45 anni, fece ritorno in un’India oppressa dal giogo dell’imperialismo. Per due secoli, gli inglesi avevano sistematicamente saccheggiato le risorse naturali del Paese, Private delle materie prime, le industrie locali si erano progressivamente impoverite. L’India era il più grande, il più popoloso ed il più lucroso avamposto dell’Impero.</p>
<p>“<em>L’India fu portata al punto di non poter produrre più nemmeno uno spillo. Mancavano la libertà economica, e l’iniziativa. Il Paese era ridotto in questo stato, dopo anni di sfruttamento.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h50m00s181.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4993" title="In figura, miliatari britannici, ad una parata di soldati locali, che collaborano a mantenere il giogo sull'India." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-15-18h50m00s181.png" alt="" width="384" height="288" /></a>Nel 1915, trecento milioni di indiani erano sotto il giogo di 100.000 invasori inglesi. Mai nella Storia, così pochi uomini erano riusciti a sottomettere una popolazione così vasta. Pensando di non poter più riconquistare la libertà, gli indiani collaboravano involontariamente al proprio asservimento, aiutando le forze dell’ordine a far rispettare le leggi dei bianchi.</p>
<p>Gandhi incitò i suoi compatrioti ad opporre resistenza, dicendo loro che chi si comportava da vigliacco, meritava di essere calpestato.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4994" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi.jpg" alt="" width="433" height="340" /></a></p>
<p>“<em>Fu allora che Gandhi disse che gli indiani, per essere liberi, dovevano innanzitutto ribellarsi a se stessi. Per insorgere contro il governo britannico, dovevano per prima cosa sbarazzarsi del loro modo di pensare da schiavi, e poi, trovare la forza di reagire contro il loro oppressore.</em>” (Professor Bhikku Parekh, dell’Università di Hull).</p>
<p>(continua)</p>
<p>_______________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare la grande Storia del Mahatma Gandhi ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/gandhi-1-come-divenne-il-mahatma/" target="_blank">Prima parte: come divenne il Mahatma.</a></p>
<p>Seconda parte: l&#8217;intuizione dell&#8217;uso pratico della non-violenza.</p>
<p>_______________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook14.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4996" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook14-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>E’ un’occasione per            conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in            contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo   reale            delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti invito personalmente ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Martin Luther King (5 di 5): l&#8217;assassinio</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 09:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Martin Luther King, il grande difensore non violento dei diritti civili]]></category>
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		<description><![CDATA[Stokely Carmichael, l’uomo del “Black Power”, s’impone come il più logico successore del reverendo King, il movimento delle “Pantere nere” ha ora un suo preciso status, un programma e degli ideali, in cui l’amore per il nemico non trova spazi. I toni dei discorsi di Martin Luther King iniziano ad allinearsi con quelli del nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/martin-luther-king-funeral-procession.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4816" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/martin-luther-king-funeral-procession.jpg" alt="" width="605" height="412" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stokely_Carmichael" target="_blank">Stokely Carmichael</a>, l’uomo del “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Black_Power" target="_blank"><em>Black Power</em></a>”, s’impone come il più logico successore del reverendo King, il movimento delle “<em>Pantere nere</em>” ha ora un suo preciso status, un programma e degli ideali, in cui l’amore per il nemico non trova spazi. I toni dei discorsi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King" target="_blank">Martin Luther King</a> iniziano ad allinearsi con quelli del nuovo movimento radicale: “<em>La vera compassione non consiste solamente nel gettare una monetina ad un mendicante, la compassione ci porta a capire che, se un sistema produce mendicanti, allora deve essere cambiato</em>”.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gtyrYTabh8s?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/gtyrYTabh8s?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Primo gennaio 1967, nuovo manifesto della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Southern_Christian_Leadership_Conference" target="_blank">Southern Christian Leadership Conference</a>: opposizione alla guerra del Vietnam, lotta alla povertà, campagna di disobbedienza civile.</p>
<p>“<em>I piani d’azione di cui necessitiamo adesso non sono stati preparati come avrebbero dovuto, e questo a causa della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_in_Vietnam" target="_blank">guerra in Vietnam</a>. Il cuore della nazione è in Vietnam. E là, dove va il vostro cuore, vanno anche i vostri soldi. In questo senso, la guerra ha intralciato i nostri lavori.</em>” (Martin Luther King)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m05s104.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4817" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m05s104-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>Nell’estate dello stesso anno, a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Newark" target="_blank">Newark</a>, nel New Jersey, la polizia spara a bruciapelo sui ragazzi di colore, e a chiunque osi affacciarsi alla finestra. I neri rispondono con i cecchini <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m14s202.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4818" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h18m14s202-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>sui tetti, le donne gettano bombe molotov sotto le auto blindate. Trenta neri uccisi, più di mille feriti, e la città devastata. Dopo quattro giorni di guerriglia, a Newark torna la calma, ma a Nord la popolazione bianca comincia ad avere paura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h23m41s145.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4819" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h23m41s145.png" alt="" width="376" height="288" /></a>Un appello raggiunge King a Chicago nel marzo 1968: “<em>Tutti ci hanno abbandonato, non c’è un dio anche per noi?</em>” è la voce degli spazzini sottopagati di Memphis. King, fedele agli impegni sottoscritti nel Manifesto della SCLC, interrompe i preparativi della <em>marcia per i poveri</em>, e si precipita per l’ultima volta al Sud. Grandi cartelli campeggiano tra i manifestanti del 27 marzo. Su di essi la scritta “<em>anche io sono un uomo</em>”. I disordini che scoppiano poche ore dopo l’inizio della manifestazione, rappresentano un ultimo, duro colpo assestato al movimento di Martin Luther King, che è sconvolto, in ginocchio davanti ad una situazione divenuta incontrollabile. Il 3 aprile, a Memphis, la pioggia cade incessantemente ormai da trentasei ore, in città si diffonde la voce di un complotto per assassinare King,</p>
<p>“<em>Alla fine sono arrivato a Memphis, ed alcuni hanno incominciato a discutere delle<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h36m05s33.png"><img class="alignright size-full wp-image-4820" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h36m05s33.png" alt="" width="376" height="288" /></a> minacce che incombono su di me, di quello che mi vorrebbero fare, i nostri malati fratelli bianchi. Bene, io non so cosa mi succederà ora: abbiamo qualche giorno difficile davanti, ma è veramente una cosa che non mi appartiene ora, perché sono stato sulla cima della montagna. Non mi preoccupo. Come tutti, anch’io vorrei vivere una lunga vita, che la longevità abbia il suo corso. Ma non sono preoccupato di questo, ora. Voglio solamente fare la volontà di dio. Egli mi ha permesso di arrivare sulla cima della montagna. E io ho visto oltre… e ho visto… la Terra Promessa. Io non posso venirci con voi, ora, ma voglio che sappiate questa sera, che noi, come popolo, avremo la Terra Promessa. Così stasera io sono felice, e non c’è niente che mi preoccupi. Io non ho paura di alcun uomo. I miei occhi hanno visto la gloria che verrà, la gloria del signore.</em>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/balcony.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4821" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/balcony.jpg" alt="" width="333" height="320" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assassinio_di_Martin_Luther_King" target="_blank">Quattro aprile 1968</a>. Alle 15.15 un signore in abito elegante scende da una Mustang bianca, entra nella pensione di Bessie Brower, chiede una camera che si affacci sul motel Lorraine, proprio di fronte a dove alloggia King. Controlla i finestrini del bagno, poi, paga venti dollari per l’intera settimana. Sul registro, firma John Willard. King, in una stanza del motel Lorraine, con suo fratello Alfred, alle 17.59 esce sulla terrazza a prendere una boccata d’aria. Ha smesso di piovere da più di un’ora, viene chiamato dal suo autista, che dal parcheggio lo invita a scendere. Alle 18.01, una mano preme un grilletto.</p>
<p>Martin cade pesantemente al suolo, colpito in pieno volto.</p>
<p>“<em>Parlerò solo per pochi minuti, stasera, perché ho delle notizie terribili per tutti voi…</em>” <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Kennedy" target="_blank">Robert Kennedy</a> sta tenendo un discorso davanti ad una folla di neri, gli passano un biglietto “<em>…e per tutti coloro nel mondo che credono nella pace, peri cittadini americani. Martin Luther King è stato assassinato questa notte a Memphis.</em>” Due mesi dopo, sarebbe toccato a lui.</p>
<p>Sul caso King, si aprì una lunga serie di interrogativi senza risposta. Undici giugno 1969, il tribunale di Memphis, dopo la lunga indagine <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h54m22s9.png"><img class="alignright size-full wp-image-4822" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-09-10h54m22s9.png" alt="" width="376" height="288" /></a>condotta dall’FBI, condanna <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Earl_Ray" target="_blank">James Earl Ray</a> all’ergastolo. E sebbene fossero emersi paralleli inquietanti tra l’assassinio di Kennedy e quello di King, il Dipartimento di Giustizia cancella ogni ipotesi di complotto nei due delitti. Gli investigatori affermarono che, ad uccidere il leader dei diritti civili, ed a spezzare il sogno di King e di milioni di afroamericani, fu solo e soltanto James Earl Ray. Era da considerarsi come un’isolata manifestazione di razzismo. Era la quinta volta che una Commissione speciale esaminava e respingeva l’ipotesi di un complotto nel delitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Martin-Luther-King-Jr-1-12-10.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4823" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Martin-Luther-King-Jr-1-12-10.jpg" alt="" width="498" height="364" /></a>“<em>Quando verrà la mia ora, non fatemi un grande funerale. Se troverete qualcuno che vorrà parlare sulla mia tomba, ditegli di non parlare a lungo. In ogni momento mi chiedo, cosa vorrei che si dicesse di me. Ditegli di non menzionare che ho vinto un Premio Nobel per la Pace. Ditegli di non menzionare che ho ricevuto altri tre o quattrocento riconoscimenti, questo non conta. Ditegli di non menzionare l’istruzione che ho ricevuto. Vorrei che qualcuno ricordasse che Martin Luther King ha cercato di dare la vita per salvare gli altri. Vorrei che qualcuno dicesse che Martin Luther King ha cercato di amare il prossimo. Vorrei che voi diceste che ho provato ad amare e servire l’Umanità. Se proprio volete dire qualcosa, dite che ero un batterista, e che battevo il tempo della giustizia.</em>” (Martin Luther King)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/king.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4824" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/king.jpg" alt="" width="403" height="422" /></a></p>
<p>Nei giorni successivi all’attentato, il desiderio di vendicare la morte di Martin Luther King si trasformò in collera violenta in settantadue città del Paese. L’esercito dovette intervenire per proteggere la Casa Bianca. Washington era in fiamme: non succedeva dai tempi della Guerra di Secessione.</p>
<p>“<em>Nessun errore comesso dai bianchi d’America è più grave dell’assassinio di martin Luther King. Hanno ucciso l’unico uomo della nostra razza in grado di farsi ascoltare tanto dalla vecchia guardia, quanto dai militanti delle masse nere. Questa è una dichiarazione di guerra dell’America bianca al nostro popolo.</em>” (Stokely Carmichael)</p>
<p>“<em>Un uomo è venuto</em></p>
<p><em>Nel nome dell’Amore</em></p>
<p><em>Un uomo è venuto</em></p>
<p><em>E se n’è andato.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Libero infine,</em></p>
<p><em>hanno preso la tua vita.</em></p>
<p><em>Non hanno potuto prendere</em></p>
<p><em>Il tuo orgoglio.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Cos’altro nel nome</em></p>
<p><em>Dell’amore?</em>”</p>
<p>U2 – Pride (in the name of love)</p>
<p>(fine)</p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/">Prima parte – Il caso Rosa Parks</a></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/" target="_blank">Seconda parte – La resistenza non violenta</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">Terza parte &#8211; I have a dream!</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/" target="_blank">Quarta parte &#8211; Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/" target="_blank">Quinta parte &#8211; l&#8217;assassinio</a></p>
<p>___________________________</p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<item>
		<title>Gandhi (1): come divenne il Mahatma, la &#8220;Grande Anima&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 19:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il Mahatma Gandhi, maestro della non-violenza pratica]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Genere Umano]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
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		<description><![CDATA[“In lui c’era qualcosa di speciale, è riuscito a toccare il cuore della gente in tutto il mondo, anche di coloro che non avessero idea di dove fosse l’India e di quali fossero i suoi problemi.” (James W. Michaels, giornalista di Forbes Magazine) “Aveva un incredibile senso dell’umorismo, sapeva essere molto pungente e a volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi-collage.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4647" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/gandhi-collage.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>“<em>In lui c’era qualcosa di speciale, è riuscito a toccare il cuore della gente in tutto il mondo, anche di coloro che non avessero idea di dove fosse l’India e di quali fossero i suoi problemi.</em>” (James W. Michaels, giornalista di Forbes Magazine)</p>
<p>“<em>Aveva un incredibile senso dell’umorismo, sapeva essere molto pungente e a volte persino cattivo,</em>” (Lady Pamela Hicks, figlia dell’ultimo Viceré britannico d’India)</p>
<p>“<em>Aveva la straordinaria capacità di arlare alle folle, chi lo ascoltava aveva la sensazione che si stesse rivolgendo direttamente a lui</em>” (Phillips Talbot, giornalista)</p>
<p>E’ stato un uomo dai mille volti, una guida per un quinto della popolazione mondiale.</p>
<p>“<em>E’ stato un padre ed un amico, in alcuni ritratti era rappresentato come una scimmia, lui vedendoli si metteva a ridere, e per scherzo</em> <em>diceva. ecco la tua scimmietta!</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma)<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h30m47s5.png"><img class="alignright size-full wp-image-4653" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h30m47s5.png" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p>“<em>E’ stato fonte di ispirazione per le successive generazioni, il Mahatma Gandhi sapeva quanto fosse difficile diffondere la dottrina della ‘non violenza’, se non se ne è pienamente convinti.</em>” (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tenzin_Gyatso" target="_blank">Il 14° Dalai Lama</a> del Tibet)</p>
<p>“<em>E’ stato ribelle per una giusta causa, era pronto a farsi arrestare per difendere i suoi ideali, una volta disse ‘faremo un voto a Dio, resteremo in origione fino  qando questa legge non verrà revocata</em>” (Dennis Dalton, autore del libro <a href="http://www.amazon.it/Mahatma-Gandhi-Nonviolent-Power-Action/dp/0231122373/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1301771704&amp;sr=8-1" target="_blank">“Mahatma Gandhi”</a>)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-10h20m31s220.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4655" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-10h20m31s220-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>“<em>E’ stato un martire volontario, per la sua Patria. Ad uno dei suoi seguaci, una volta disse ‘morirò per mano di un assassino. Quando questo accadrà, se accetterò quel proiettile con coraggio, pronunciando il nome di Dio, solo in quel momento crederete che sono stato un vero Mahatma’ </em>“ &#8211; (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s9jC7wYT4FM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/s9jC7wYT4FM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nato in una terra ricca di Storia e di Spiritualità, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gandhi" target="_blank">Mohandas Gandh</a>i concepì la propria vita come ricerca della Verità, era uno spirito in continua evoluzione, sempre pronto a sperimentare nuovi modi di vivere e di pensare. Intitolò la sua autobiografia <a href="http://www.amazon.it/libert%C3%A0-Lautobiografia-non-violenza-tascabili-economici/dp/8854120154/ref=sr_1_2?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1301771884&amp;sr=1-2" target="_blank">“<em>Storia dei miei esperimenti con la Verità</em>”</a>.</p>
<p>Il suo lungo cammino ebbe inizio nel 1869 da questa casa borghese a Porbander, città portuale dell’India.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h57m14s166.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4652" title="In figura, la casa natale di Gandhi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-19h57m14s166-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a> Fin da piccolo, Gandhi fu educato alla disciplina ed alla devozione, sua madre, profondamente religiosa, spesso osservava prolungati digiuni; una volta, durante la stagione delle piogge, fece voto di non mangiare più fino a che non fosse tornato il Sole.</p>
<p>“<em>Gandhi e gli altri membri della famiglia volevano che ricominciasse a mangiare, ma lei diceva di non preoccuparsi, se Dio non voleva che mangiasse, lei non avrebbe toccato cibo.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m28s98.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4654" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m28s98-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Gandhi ammirava sua madre per la devozione, ma non era ancora pronto a seguire il suo esempio. Era il più giovane di quattro figli, ed amava divertirsi. Una volta rubò degli spiccioli per comprare delle sigarette, ma avendo paura del padre, che era un uomo severo, confessò subito il piccolo furto. Invece di punirlo, suo padre lo abbracciò.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m52s143.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4648" title="In figura, il padre di Mohandas Gandhi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h04m52s143-300x285.png" alt="" width="300" height="285" /></a></p>
<p>“<em>Per aver avuto il coraggio di confessare la Verità, ed entrambi si misero a piangere. Il nonno scrisse nella sua autobiografia che le lacrime che versarono quel giorno furono come una purificazione. Quando la disciplina viene insegnata attraverso l’amore, non può che far crescere il senso di umanità dentro di te. Penso che per lui sia stato proprio così.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h09m03s242.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4649" title="In figura, Gandhi all'età di tredici anni." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h09m03s242-265x300.png" alt="" width="265" height="300" /></a>Nel rispetto della tradizione indù, all’età di tredici anni, Gandhi sposò una coetanea, ed all’inizio fu un marito geloso e possessivo.</p>
<p>A sedici anni si trovò per la prima volta a dover scegliere tra il dovere ed il piacere: una notte, infatti, mentre accudiva il padre malato, sgattaiolò al piano di sopra per stare con la moglie.</p>
<p>“<em>Proprio allora il padre morì. Il servo andò a comunicarglielo. Gandhi rimase sconvolto per ciò che aveva fatto, per tutta la vita continuò a pensare a quel giorno, aveva abbandonato suo padre, e non aveva badato a lui. Questo episodio contribuì a sviluppare quel grande senso del dovere e di responsabilità che lo contraddistinsero in seguito, sarebbe diventato il figlio dell’intera Società, una persona diligente e coscienziosa al servizio del Genere Umano.</em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”)</p>
<p>All’età di diciassette anni, Gandhi lasciò la moglie e la famiglia per andare a studiare legge a Londra. Semplice e schivo di natura, rimase intimidito dal trambusto della grande città.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h14m59s73.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4650" title="In figura, Gandhi all'età di diciassette anni, quando è partito a Londra per studiare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-02-20h14m59s73-292x300.png" alt="" width="292" height="300" /></a></p>
<p>“<em>Non sapeva di innovazioni come l’ascensore. Una volta, in un albergo, gli capitò di salirci pensando di essere entrato in una stanza, quando l’ascensore si mosse, lui si spaventò terribilmente.</em>” (Dennis Dalton, autore del libro “Mahatma Gandhi”)</p>
<p>Per un certo periodo di tempo, la sua massima aspirazione fu quella di diventare un perfetto gentiluomo inglese, indossava un cappello a cilindro, e portava un bastone dalla punta d’argento. Prese lezioni di ballo, di violino e di francese. Rimaneva però una persona insicura ed inesperta. Anche dopo essersi laureato in legge, aveva ancora seri dubbi sulla propria capacità di praticare la professione.</p>
<p>“<em>Tornò in India, intraprese la sua prima causa e si rese conto che in tribunale non era in grado di aprire bocca davanti ad un giudice. Era completamente bloccato. Questo insuccesso fu un duro colpo, per lui.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p>Umiliato, cominciò a cercare una via di fuga. L’occasione si presentò grazie ad un’offerta di lavoro in Sudafrica.</p>
<p>“<em>Come era solito dire, fu proprio in quella terra benedetta che trovò il suo Dio.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p>Arrivato in Sudafrica, Gandhi ebbe un’esperienza illuminante. Non sapeva che in quel Paese, gli indiani fossero vittime di discriminazioni da parte degli inglesi. Ingenuamente, acquistò un biglietto di prima classe sul treno per Pretoria.</p>
<p>“<em>Un bianco che viaggiava sullo stesso treno, si accorse di lui e si andò a lamentare con il capotreno. Voleva farlo spostare in terza classe. Gandhi si oppose. Alla fermata successiva, il capotreno lo prese e lo scaraventò brutalmente giù dal treno. L’umiliazione subita fu la molla che fece scattare il suo desiderio di cambiamento. Passo l’intera nottata sul marciapiede della stazione, pensando a come farsi giustizia.</em>” (Arun Gandhi, nipote del Mahatma)</p>
<p>Gandhi descrisse poi quella lunga e gelida notte d’inverno come l’esperienza più creativa della sua vita. Tornare in India e dimenticare quanto era successo, gli sembrava un atto di viltà. Considerò la possibilità di accettare questa condizione di discriminazione, ma dentro di sé si ribellava alla cosa con tutte le forze. Pensò anche di attaccare fisicamente i suoi oppressori, ma sentiva che era un’impresa impossibile. Rimaneva solo un’alternativa: restare lì e opporre resistenza.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Gandhi_group_South-Africa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4651" title="In figura, il gruppo di indiani organizzati da Gandhi in Sudafrica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Gandhi_group_South-Africa.jpg" alt="" width="614" height="448" /></a>Il giorno successivo salì su un altro treno, e nel giro di una settimana aveva già organizzato una riunione di immigrati indiani. A soli 24 anni, i pensieri di Gandhi andavano ben al di là delle preoccupazioni personali, ed abbracciavano una causa molto più grande.</p>
<p>“<em>Sapeva di avere uno scopo da raggiungere, e di dover rimanere in quel luogo, doveva combattere per i diritti della sua gente, ed anche per quelli dei neri. Questo, fu l’inizio di tutto, il momento in cui Mohandas Gandhi divenne il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahatma" target="_blank">Mahatma</a>, la Grande Anima.</em>” (Professor Bhikhu Parekh, Università di Hull)</p>
<p>(continua)</p>
<p>________________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4660" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
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		<title>Martin Luther King (4 di 5): la protesta nera tra rivendicazioni e violenza</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 20:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Martin Luther King, il grande difensore non violento dei diritti civili]]></category>
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		<description><![CDATA[Luglio 1964, Martin Luther King entra nella clinica di Saint Joseph, ad Atlanta, per un periodo di riposo. Viene svegliato da una telefonata della moglie Coretta: da Oslo era giunta notizia della proclamazione di Martin Luther King a Premio Nobel per la Pace. “Hanno raschiato il fondo del barile, premiando quel negro, ha provocato più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-leader-del-movimento-nero-non-violento.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4529" title="Martin Luther King - leader del movimento nero non violento" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-leader-del-movimento-nero-non-violento.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a>Luglio 1964, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King" target="_blank">Martin Luther King</a> entra nella clinica di Saint Joseph, ad Atlanta, per un periodo di riposo. Viene svegliato da una telefonata della moglie Coretta: da Oslo era giunta notizia della proclamazione di Martin Luther King a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_pace" target="_blank">Premio Nobel per la Pace</a>. “<em>Hanno raschiato il fondo del barile, premiando quel negro, ha provocato più danni lui in questo Paese di qualunque altro io ricordi.</em>” Commentò <a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">“Bull” Connor</a>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-foto-King-mentre-accetta-il-premio-Nobel.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4530" title="In foto, King mentre accetta il premio Nobel" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-foto-King-mentre-accetta-il-premio-Nobel.jpg" alt="" width="316" height="320" /></a></p>
<p>Un ulteriore riconoscimento il reverendo King lo ottiene dall’udienza privata che il 18 settembre 1964 Papa Paolo VI gli concede in Vaticano. Il Pontefice, con questo atto, vuole sottolineare il pieno appoggio della chiesa alla causa dei diritti civili, era la prima volta dai tempi del Concilio Vaticano II, che il pontefice riceveva un protestante che portava il nome di Martin Lutero.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yu5VycMMvZE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/yu5VycMMvZE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Dopo il Nobel, King non si riposa sugli allori. Nel gennaio 1965 è già a Selma, capoluogo dell’economia del cotone, deciso a riacquisire il controllo sul movimento. Nella piccola città della cosiddetta “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Black_Belt_%28Alabama%29" target="_blank"><em>black belt</em></a>” è vistosamente basso il numero di neri iscritti nelle liste elettorali, rispetto a quelli dei residenti di colore in età di voto. I neri devono affrontare il gigantesco sceriffo Jim Clark, che ha organizzato una squadra di trecento volontari a cavallo, armati con pungoli da bestiame.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-foto-persecuzione-dei-volontari-a-cavallo-di-Jim-Clark.png"><img class="alignright size-full wp-image-4531" title="In foto, persecuzione dei volontari a cavallo di Jim Clark" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/In-foto-persecuzione-dei-volontari-a-cavallo-di-Jim-Clark.png" alt="" width="376" height="288" /></a></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Una-celebre-immagine-di-Malcolm-X.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4532" title="Una celebre immagine di Malcolm X" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Una-celebre-immagine-di-Malcolm-X.jpg" alt="" width="237" height="280" /></a>“<em>A Selma, arriva anche il rivale, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Malcolm_X" target="_blank">Malcolm X</a>, il profeta dei musulmani neri. Si dice che King ed il signor X si fossero incontrati solo una volta, il 26 marzo 1964 a Washington. Il loro incontro aveva tentato di rilanciare una linea d’azione comune all’interno del movimento, ma le due strade rimasero separate. Malcolm X vede nell’uomo bianco l’incarnazione del diavolo, il nemico da combattere con pietre e bastoni, respinge ogni soluzione di compromesso, la sua resistenza è intransigente, e la sua predicazione prende di mira la società capitalista, ‘</em>è questa a produrre il razzismo<em>’. King, tuttavia, approva l’intuizione dell’amico-rivale sull’internazionalizzazione del problema dei neri, ma Malcolm X era per lo più una mente svincolata dalle dottrine, e per quanto ci fosse stata un’evoluzione nel suo pensiero, continuò a predicare la violenza, fino a quando la violenza stessa se lo sarebbe portato via</em>” (Kelly West, giornalista).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>1965 – 1967 Da Selma a Chicago</em></strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-dello-sceriffo-segregazionista-Jim-Clark.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4533" title="Foto dello sceriffo segregazionista Jim Clark" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-dello-sceriffo-segregazionista-Jim-Clark.jpg" alt="" width="216" height="290" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King#Selma_.281965.29" target="_blank">Domenica 7 marzo 1965</a>, 650 neri intraprendono una marcia di ottanta chilometri. La strategia della SCLC, per evitare l’arresto dei capi, prevede che King non sia con i dimostranti. I “<em>pretoriani</em>” di Clark attendono il corteo al di là del ponte autostradale, in assetto da guerra. Il terreno alla fine è coperto di feriti, che vengono presi a calci. L’America, indignata, chiede giustizia.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-della-vergognosa-repressione-di-Selma.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4534" title="Foto della vergognosa repressione di Selma" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-della-vergognosa-repressione-di-Selma.jpg" alt="" width="365" height="227" /></a></p>
<p>King ed i suoi ci riprovano due giorni dopo, quando il leader del movimento proclama la mobilitazione nazionale. L’ennesimo nuovo corteo, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King#Il_.22Bloody_Sunday.22_e_la_marcia_su_Montgomery" target="_blank">l’ennesima nuova marcia</a>, muove verso Montgomery. La manifestazione viene da subito dichiarata illegale dal giudice Frank Johnson, l’ingiunzione è di ritirarsi, ma King è titubante. Sa che dopo aver disertato la marcia della domenica, un’altra assenza potrebbe essergli fatale. In quella che sarebbe passata alla storia come la sua ultima marcia, King ordina ai suoi di indietreggiare, mentre i <em>troopers</em> del maggiore Cloud iniziano lo sbarramento del Pettus Bridge, i tentativi di mediazione non violenta segnano definitivamente il tramonto dell’immagine del reverendo King. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nella-foto-i-manifestanti-pacifici-attraversano-il-Pettus-Bridge.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4535" title="Nella foto, i manifestanti pacifici attraversano il Pettus Bridge" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nella-foto-i-manifestanti-pacifici-attraversano-il-Pettus-Bridge.png" alt="" width="376" height="288" /></a>Ormai i radicali lo ritengono un uomo dell’<em>establishment</em>, un leader  a metà, in cui l’anima accomodante del riformista è ormai prevalsa su quella del rivoluzionario. Quel giorno di marzo segnò la frattura nelle relazioni tra i militanti del movimento ed il loro leader.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Ku-Klux-Klan-non-veniva-ricevuto-dalla-polizia-in-tenuta-antisommossa.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4536" title="La foto dimostra che i razzisti estremisti del Ku Klux Klan non venivano ricevuti dalla polizia in tenuta antisommossa" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Ku-Klux-Klan-non-veniva-ricevuto-dalla-polizia-in-tenuta-antisommossa.jpg" alt="" width="346" height="230" /></a></p>
<p>“<em>… e inoltre avremo a disposizione unità di polizia dell’esercito ordinario, che aiuteranno l’azione dello Stato. Queste unità saranno sufficienti per garantire l’incolumità dei cittadini americani. Emetteremo un ordine dalla Corte federale per garantire una marcia pacifica e sicura, senza incidenti o vittime, da Selma fino a Montgomery, in Alabama.</em>” E’ il Presidente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lyndon_Johnson" target="_blank">Lyndon Johnson</a> a sbloccare la situazione, ed annuncia la presentazione al Congresso di una<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Voting_Rights_Act" target="_blank"> legge</a> che avrebbe dovuto abbattere le barriere all’esercizio del diritto di voto.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nella-foto-Johnson-e-King-si-congratulano-per-la-nuova-legge.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4541" title="Nella foto, Johnson e King si congratulano per la nuova legge" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Nella-foto-Johnson-e-King-si-congratulano-per-la-nuova-legge-300x231.png" alt="" width="300" height="231" /></a></p>
<p>“<em>Oggi parliamo di problemi diversi, quando parliamo di Birmingham e di Selma. In quei giorni lavoravamo per eliminare la segregazione legale, le umiliazioni e la sensazione di depravazione che circonda il sistema. Adesso ci stiamo muovendo per iniziare la ricerca di una reale uguaglianza, e questo è molto più difficile. Tuttavia non costerà nulla allo Stato de-segregare le mense pubbliche. Serviranno invece miliardi di dollari per fare molte di quelle cose di cui c’è bisogno urgente ora.</em>” (Martin Luther King).</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Immagine-della-repressione-a-Watts.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4537" title="Immagine della repressione a Watts" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Immagine-della-repressione-a-Watts.jpg" alt="" width="274" height="320" /></a>Alla fine dell’estate una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fatti_di_Watts" target="_blank">rivolta scoppia a Watts</a>, un quartiere povero di Los Angeles. Nelle strade, l’odio mostra il suo lato più crudele, si scatena una vera e propria “caccia al bianco”, i bersagli preferiti sono i giornalisti, colpevoli di avere redatto reportage diffamatori nei confronti dei neri. Negozi e grandi magazzini sono presi d’assalto, saccheggiati e bruciati. Ci si interrogò a lungo sulle ragioni di una simile violenza, in una città ove la segregazione era da tempo superata, e dove sembrava essersi affermato un clima di tolleranza.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Immagine-di-un-incendio-durante-gli-scontri-a-Watts.png"><img class="alignright size-full wp-image-4538" title="Immagine di un incendio durante gli scontri a Watts" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Immagine-di-un-incendio-durante-gli-scontri-a-Watts.png" alt="" width="338" height="272" /></a></p>
<p>King arriva a Watts quattro giorni dopo la fine della sommossa, ma la maggior parte dei neri del quartiere si dimostra poco sensibile al suo carisma. Non gli resta che recitare il <em>mea culpa</em> per non essere stato capace di raggiungere con la sua predicazione anche gli estremisti del Sud come Rustin, che a Los Angeles era stato il principale agitatore di una rivolta che aveva marcato la trasformazione del movimento in senso rivoluzionario.</p>
<p>Dopola tragica esperienza di Watts, King si trasferisce a Chicago, nell’Illinois, portando la convinzione che solo un’azione nei ghetti del Nord avrebbe dato nuovo slancio nel movimento.</p>
<p>“<em>Se esiste qualche dubbio nella mente di chiunque sul fatto che esista o meno un movimento, qui a Chicago voi lo troverete stasera in questa chiesa. Abbiamo alcuni giorni difficili davanti a noi. Abbiamo la grande e nobile opportunità, di fare di questa splendida città, che sorge sulle sponde del lago Michigan, la splendida città della fratellanza. Domani lasciateci marciare in pace, in dignità, ed in ordine. Basta con le sofferenze. Non molliamo adesso. Così, con  i sottili segnali celesti, e con la luce che ci illumina da secoli, noi tutti cominceremo a cantare: ‘</em>Gloria, alleluia, gloria alleluia, gloria alleluja<em>’ noi siamo qui per marciare</em>”</p>
<p>Cinque mesi dopo, il 5 giugno 1966, James Meredith, un giovane di 32 anni che aveva sfidato i razzisti di Oxford chiedendo l’iscrizione all’Università, inizia una <em>marcia contro la paura</em>, che sarebbe dovuta terminare a Jackson, capitale del Mississippi; durante la marcia viene ferito da tre colpi di fucile. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-di-James-Meredith-a-terra-colpito-da-fucilate.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-4539" title="Foto di James Meredith a terra, colpito da fucilate" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-di-James-Meredith-a-terra-colpito-da-fucilate-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" /></a>Vari leaders e volontari del movimento nero arrivano in Mississippi per continuare la marcia che era stata bruscamente interrotta. Il leader estremista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stokely_Carmichael" target="_blank">Stokely Carmichael</a>, partecipa con la pistola in tasca, i neri sono ormai stanchi di farsi sparare addosso, tutto sembrava indicare la fine dell’epoca non violenta, il tramonto del sogno di Martin Luther King.</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/">(clicca qui per il seguito: l&#8217;assassinio di Martin Luther King)</a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-di-Stokely-Carmichael-leader-nero-stanco-di-farsi-sparare.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4540" title="Foto di Stokely Carmichael, leader nero 'stanco di farsi sparare'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-di-Stokely-Carmichael-leader-nero-stanco-di-farsi-sparare-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a></p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/">Prima parte – Il caso Rosa Parks</a></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/" target="_blank">Seconda parte – La resistenza non violenta</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">Terza parte &#8211; I have a dream!</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/" target="_blank">Quarta parte &#8211; Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/" target="_blank">Quinta parte &#8211; l&#8217;assassinio</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4547" title="Unisciti al gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook21-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
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		<title>Martin Luther King (3 di 5): &#8220;I have a Dream!&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 10:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì Santo, 12 aprile 1963: Martin Luther King, alla testa del corteo marcia sul Municipio di Birmingham, in Alabama. Ad attenderlo gli uomini di Eugene “Bull” Connor, il capo della polizia, razzista feroce, temuto per i suoi metodi brutali. Per Martin scatta il tredicesimo arresto. In prigione, King scrive la famosa “Lettera dalla prigione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4177" title="Martin Luther King" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King1.jpg" alt="" width="447" height="593" /></a>Venerdì Santo, 12 aprile 1963: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King" target="_blank">Martin Luther King</a>, alla testa del corteo marcia sul Municipio di Birmingham, in Alabama. Ad attenderlo gli uomini di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Eugene_Connor" target="_blank">Eugene “Bull” Connor</a>, il capo della polizia, razzista feroce, temuto per i suoi metodi brutali. Per Martin scatta il tredicesimo arresto. In prigione, King scrive la famosa “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lettera_dalla_prigione_di_Birmingham" target="_blank"><em>Lettera dalla prigione di Birmingham</em></a>”: “<em>Io sostengo che un individuo che infrange una <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eugene-BullConnor-commissario-razzista-convinto.jpg"><img class="size-full wp-image-4178 alignright" title="Eugene 'Bull' Connor, commissario, razzista convinto" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eugene-BullConnor-commissario-razzista-convinto.jpg" alt="" width="246" height="256" /></a>legge ingiusta secondo la sua coscienza, e con disciplina accetta la punizione stando in carcere per scuotere la comunità ed aprirle gli occhi su questa ingiustizia, esprime in realtà il più alto rispetto della legge!</em>”</p>
<p>Nella stessa lettera Martin Luther King scrive la famosa massima: “<strong><em>L’ingiustizia che si verifica in un luogo minaccia la giustizia ovunque</em></strong>”.</p>
<p>Con una telefonata del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Fitzgerald_Kennedy" target="_blank">Presidente Kennedy</a>, la Casa Bianca esprime solidarietà a King, ma per gli estremisti l’arresto e la telefonata sono un piano architettato dal reverendo King per riacquistare credibilità in un momento in cui la sua azione non è più incisiva come una volta.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-segnaletica-di-uno-degli-innumerevoli-arresti-di-King.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4181" title="Foto segnaletica di uno degli innumerevoli arresti di King" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Foto-segnaletica-di-uno-degli-innumerevoli-arresti-di-King-282x300.jpg" alt="" width="282" height="300" /></a>Martin viene liberato quattro giorni dopo. Ha sperimentato sulla sua pelle la prigione di Connor, una prigione oscura, tenebrosa, ma che non lo fa ancora arrivare al punto di rottura. L’intervento presidenziale ha permesso la liberazione di King, ma nulla ha potuto contro l’escalation di violenza a Birmingham; “Bull” Connor trasforma le piazze della città in un moderno Colosseo, lanciando i cani contro i dimostranti. In due giorni fa arrestare tremila neri.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/23yxNHz68j0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/23yxNHz68j0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il 3 maggio 1963 entra nella Storia dell’America come uno dei giorni più brutali dell’intero cammino del Movimento: una giornata di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Cani-della-polizia-lanciati-sui-manifestanti-neri.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4182" title="Cani della polizia lanciati sui manifestanti neri" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Cani-della-polizia-lanciati-sui-manifestanti-neri.jpg" alt="" width="451" height="344" /></a>repressione paragonabile solo a quella perpetrata dai boeri in Sudafrica o dai razzisti dell’Angola.</p>
<p>Dopo i giorni di violenza, la repressione razzista sembra placarsi anche per l’indignazione che esprime l’opinione pubblica mondiale.</p>
<p>Il 10 maggio si giunge ad un accordo: liberazione degli arrestati, desegregazione dei locali pubblici, e cessazione della discriminazione nelle assunzioni. Ancora una volta, il “<em>Mosé nero</em>” ha vinto.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Birmingham-1963-idranti-della-polizia-contro-i-manifestanti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4183" title="Birmingham 1963 - idranti della polizia contro i manifestanti" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Birmingham-1963-idranti-della-polizia-contro-i-manifestanti.jpg" alt="" width="457" height="340" /></a>La calma a Birmingham dura solo due giorni. Il 12 maggio nuove fiamme si alzano sugli edifici, gli idranti si accaniscono sui manifestanti, ed una bomba sventra la facciata della casa del reverendo A. D. King, fratello minore di Martin.</p>
<p>Il furore bianco prova che la politica della mano tesa è inutile, e suscita la reazione di Malcolm X, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Birmingham-1963-la-polizia-attacca-i-dimostranti.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4184" title="Birmingham 1963, la polizia attacca i dimostranti" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Birmingham-1963-la-polizia-attacca-i-dimostranti.jpg" alt="" width="500" height="359" /></a>secondo cui i neri hanno bisogno di qualcuno che lotti con loro, che ne condivida gioie e sofferenze sul campo, e non di genuflessioni o atti di contrizione.</p>
<p>Washington, 28 agosto 1963. Sotto gli occhi di Abramo Lincoln sfilano 200.000 persone, bianchi e neri. Partecipano al corteo anche molte personalità del cinema e dello spettacolo. Sui quotidiani dell’agosto 1963 tiene banco un dibattito sul senso della marcia. Da una <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/King-al-discorso-celeberrimo-di-I-have-a-dream.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4185" title="King al discorso celeberrimo di 'I have a dream'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/King-al-discorso-celeberrimo-di-I-have-a-dream.jpg" alt="" width="350" height="250" /></a>parte chi è d’accordo con King e considera la marcia come una svolta storica per la democrazia, l’inizio di una nuova era, il primo passo per la costruzione di una coscienza nazionale, oltre la distinzione di classe ed oltre il colore della pelle. Dall’altra, c’è chi definisce l’evento come “<em>la Yalta della politica nera</em>”, una sorta di programma offerto dalla “<em>ditta Kennedy</em>”, con il “<em>bianco onorario King</em>” come ospite speciale.</p>
<p>Martin Luther King, durante il discorso alla marcia del 28.08.1963: “<em>Cento anni fa un grande americano nella cui ombra simbolica noi viviamo [Abramo Lincoln, ndr] firmò il ‘</em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proclama_di_emancipazione" target="_blank">Proclama d’Emancipazione</a><em>’. Questa importante affermazione venne come un grande faro di speranza per milioni <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-have-a-dream.gif"><img class="alignright size-full wp-image-4186" title="I have a dream" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-have-a-dream.gif" alt="" width="452" height="381" /></a>di schiavi neri che erano stati bruciati nelle fiamme di una giustizia che rende aridi. Ma cento anni dopo, il nero non è ancora libero. Cento anni dopo, la vita del nero è ancora menomata dai <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/MLK-I-have-a-dream.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4187" title="MLK - I have a dream" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/MLK-I-have-a-dream.gif" alt="" width="300" height="300" /></a>ferri della segregazione, e dalle catene della discriminazione. <strong>Oggi, a dispetto delle difficoltà e delle frustrazioni del momento, io ho ancora un sogno</strong>… è un sogno profondamente radicato nel sogno americano. Ho un sogno. Che questa nazione rinasca e viva il vero significato del suo credo. Noi crediamo in questa verità per se stessa evidente: tutti gli uomini sono creati uguali. Ho un sogno, che un giorno, sulle rosse colline della Georgia i figli dei contadini schiavi e i figli dei padroni saranno in grado di sedere insieme al tavolo della fratellanza. Ho un sogno, che i miei quattro figli un giorno vivranno dove non saranno giudicati per il colore della pelle ma per il loro carattere. Ho un sogno oggi! Questa è la fede con cui ritorno nel sud. Con questa fede saremo in grado di trasformare le discordie in una meravigliosa sinfonia di fratellanza. Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme e di pregare insieme, di lottare insieme, di andare in prigione insieme, di resistere per la libertà insieme, consapevoli che un giorno saremo liberi! Quando facciamo risuonare la libertà da ogni paese ed ogni villaggio, da ogni stato e da ogni città, ci avviciniamo a quel giorno in cui tutti i figli di Dio, uomini neri e bianchi, giudei e pagani, protestanti e cattolici, potranno unire le mani e cantare le parole di un antico spiritual ‘</em>Alla fine liberi, alla fine liberi! Grazie a Dio onnipotente, alla fine siamo liberi!”<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Manifestazione-pacifica-per-i-diritti-civili-dei-neri.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4188" title="Manifestazione pacifica per i diritti civili dei neri" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Manifestazione-pacifica-per-i-diritti-civili-dei-neri.jpg" alt="" width="800" height="320" /></a></p>
<p>Il sogno di King consisteva nel fatto che i principi giuridici e morali alla base della <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_di_indipendenza_degli_Stati_Uniti_d%27America" target="_blank">Dichiarazione d’Indipendenza</a> </em>e della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_americana" target="_blank"><em>Costituzione Americana</em></a> potessero essere finalmente riscattati, dando origine ad una Nazione ove potessero aver luogo l’uguaglianza e la fraternità.</p>
<p>Purtroppo i soli sogni non fanno la Storia. Alle grandi giornate dei neri, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ku_Klux_Klan" target="_blank">Ku Klux Klan</a> reagisce con inaudita brutalità. Il mattino del 15 settembre 1963 una bomba esplode nella spogliatoio della chiesa della 16a strada a Birmingham. L’esplosione dilania quattro bambine.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Ku-Klux-Klan-organizzazione-razzista.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4189" title="Ku Klux Klan, organizzazione criminale razzista " src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Ku-Klux-Klan-organizzazione-razzista.jpg" alt="" width="350" height="282" /></a>Mentre King, al funerale delle piccole vittime si ostina a predicare il perdono, l’odio reciproco tra bianchi e neri non accenna ad arrestarsi, ed in pochi mesi sarebbe diventato contagioso.</p>
<p>Dallas, 22 novembre 1963. Kennedy viene assassinato. Nella stessa città, una maestra di una scuola per soli bianchi <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lassassinio-di-Kennedy-su-La-domenica-del-Corriere.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4190" title="L'assassinio di Kennedy su 'La domenica del Corriere'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lassassinio-di-Kennedy-su-La-domenica-del-Corriere-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a>chiede ai bambini di applaudire, perché “<em>l’amico perfido dei neri ha finalmente avuto ciò che si meritava</em>”. E’ uno dei momenti più tragici nella lotta del movimento nero, e senza dubbio una delle pagine più tristemente note nella Storia dell’America civile.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lyndon-Johnson-ha-firmato-la-Legge-sui-diritti-civili-e-si-congratula-con-King.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4191" title="Lyndon Johnson ha firmato la Legge sui diritti civili, e si congratula con King" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lyndon-Johnson-ha-firmato-la-Legge-sui-diritti-civili-e-si-congratula-con-King.jpg" alt="" width="387" height="290" /></a>Il Congresso, quasi a voler rendere omaggio al Presidente scomparso, il 10 febbraio 1964, approva la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Civil_Rights_Act_%281964%29" target="_blank"><em>Legge sui diritti civili</em></a>. E’ in questo periodo che King diventa consapevole dei pericoli che lo circondano.</p>
<p>Dice: “<em>Questo è quanto accadrà anche a me. Insisto nel dirti che questa è una società malata!</em>”</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/">(clicca qui per il seguito: &#8220;Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza&#8221;)</a></p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/">Prima parte – Il caso Rosa Parks</a></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/" target="_blank">Seconda parte – La resistenza non violenta</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">Terza parte &#8211; I have a dream!</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/" target="_blank">Quarta parte &#8211; Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/" target="_blank">Quinta parte &#8211; l&#8217;assassinio</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4200" title="Logo facebook-group" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group4-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Martin Luther King (2 di 5): la resistenza non violenta</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 17:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Martin Luther King, il grande difensore non violento dei diritti civili]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo alcuni, King sarebbe stato nominato presidente del Montgomery Improvement Association (Associazione per il miglioramento di Montgomery) perché non c’era nessuno che voleva essere identificato come il promotore di un’avventura dal futuro tanto incerto. Il gesto di Rosa Parks aveva però unificato il malumore d un’intera comunità, e l’azione moderata di King aveva cancellato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Un-giorno-la-paura-bussò...-.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3907" title="Un giorno la paura bussò..." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Un-giorno-la-paura-bussò...-.png" alt="" width="626" height="480" /></a>Secondo alcuni, King sarebbe stato nominato presidente del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montgomery_Improvement_Association" target="_blank">Montgomery Improvement Association</a> (Associazione per il miglioramento di Montgomery) perché non c’era nessuno che voleva essere identificato come il promotore di un’avventura dal futuro tanto incerto. Il gesto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Parks" target="_blank">Rosa Parks</a> aveva però unificato il malumore d un’intera comunità, e l’azione moderata di King aveva cancellato la paura dalla gene di colore. E’ l’inizio della rivoluzione nera!</p>
<p>I bianchi razzisti di Montgomery iniziano a temere la forte presa di coscienza del <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-inizia-ad-essere-riconosciuto-leader-della-comunità-nera.png"><img class="alignright size-full wp-image-3908" title="Martin Luther King inizia ad essere riconosciuto leader della comunità nera" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-inizia-ad-essere-riconosciuto-leader-della-comunità-nera.png" alt="" width="376" height="288" /></a>popolo nero, e reagiscono con la mano pesante sul loro leader: il 26 gennaio 1956 <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King" target="_blank">Martin Luther King</a> viene arrestato per la prima volta. L’accusa è di aver guidato a 50 km/h in una strada dove il limite era di 40. La folla dei “fratelli neri” circonda la prigione cittadina: per evitare una sommossa popolare, il capo della polizia decide di rimetterlo in libertà, ma il reverendo King è ormai diventato il bersaglio dell’odio bianco, e lo dimostrano le decine di telefonate minatorie che Coretta riceve a casa ogni giorno. Martin comincia a d avere paura.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cdfKvzHZXw8?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/cdfKvzHZXw8?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Le minacce si concretizzano appena quattro giorni dopo, con l’attentato del 30 gennaio 1956, quando l’esplosione di un ordigno fanno saltare in aria due stanze della casa del pastore. King, casualmente, è ad un comizio.</p>
<p>Kelly West, giornalista: “<em>Tra i ‘</em>fratelli neri<em>’ che assistevano all’incendio, cresceva il desiderio di vendetta, già qualcuno pensava di far saltare la casa del sindaco, ma King riuscì a calmare la folla.</em>”</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lattività-di-Martin-Luther-King-diventa-frenetica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3909" title="L'attività di Martin Luther King diventa frenetica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lattività-di-Martin-Luther-King-diventa-frenetica.jpg" alt="" width="396" height="267" /></a>Martin Luther King: “<strong><em>Io voglio che amiate i vostri nemici, siate buoni con loro, amateli e lasciate che sappiano che voi li amate. </em></strong><em>Io sono il vostro portavoce, come mi avete chiesto, ma voglio dire a tutti che se sarò fermato, il nostro lavoro non si fermerà, perché ciò che facciamo è giusto, e Dio è con noi</em>.”</p>
<p>Kelly West, giornalista: “<em>A coloro che lo criticavano, per aver ‘</em>offerto l’altra guancia<em>’ e per i metodi non violenti, Martin Luther King dimostrò che la non-violenza è per gente che non si arrende, dimostrò a tutta l’America che non vi è ragione di rispondere ad un torto con la violenza, che esiste una strada alternativa all’odio, e questa era la via dell’uomo forte.</em>”</p>
<p>King viene arrestato per la seconda volta. Il Tribunale dell’Alabama lo dichiara colpevole di “<em>cospirazione illegale</em>” per <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-storica-sentenza-della-Corte-ùSuprema-che-abolisce-la-segregazione-degli-autobus.png"><img class="alignright size-medium wp-image-3910" title="La storica sentenza della Corte Suprema che abolisce la segregazione degli autobus" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-storica-sentenza-della-Corte-ùSuprema-che-abolisce-la-segregazione-degli-autobus-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>azioni di boicottaggio, ma un attimo prima della conclusione del processo, sul banco dell’imputato King arriva un biglietto dell’<em>Associated Press</em>. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Boicotaggio_dei_bus_a_Montgomery" target="_blank">segregazione degli autobus</a> dell’Alabama!</p>
<p>Cinque settimane dopo la legge entra in vigore. Alle 5.45 del mattino, una fila lunghissima di persone attende il primo autobus “integrato”, Martin Luther King è alla fermata mentre attorno a lui le cineprese ronzano. E’ l’epilogo di una protesta durata ben 382 giorni!</p>
<p>Mentre redige il bollettino della vittoria, il dottor King ammonisce i suoi seguaci: “<em>Sarei molto deluso se qualcuno di voi tornasse agli autobus schiamazzando ‘</em>gliel’abbiamo fatta ai bianchi<em>’!</em>”</p>
<p>Per quanto grande sia la gioia per aver raggiunto un tale obiettivo, Martin Luther King rifiuta fermamente la provocazione!</p>
<p>E’ il 21 dicembre 1956, l’atmosfera è di festa! Quel natale sarà ricordato come il più bello della Storia per gli afroamericani del Sud!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>1957 – 1960   Gli anni del cambiamento</em></strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Fin-dal-simbolo-la-SCLC-punta-alla-fratellanza-tra-bianchi-e-neri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3911" title="Fin dal simbolo la SCLC punta alla fratellanza tra bianchi e neri" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Fin-dal-simbolo-la-SCLC-punta-alla-fratellanza-tra-bianchi-e-neri-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" /></a>Gennaio 1957 – sull’onda del successo ottenuto a Montgomery, King organizza un movimento politico di portata nazionale, la S.C.L.C. – <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Southern_Christian_Leadership_Conference" target="_blank">Southern Christian Leadership Conference</a>. Nel manifesto dell’associazione si legge “<em>la resistenza non violenta trasforma la debolezza n forza e genera coraggio di fronte al pericolo.</em>”</p>
<p>La mobilitazione pubblica innescata dal boicottaggio prende piede gradualmente anche in altri Stati. Ad Atlanta inizia un boicottaggio simile a quello di Montgomery; a Little Rock, in Arkansas, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dwight_D._Eisenhower" target="_blank">Presidente Eisenhower</a> manda l’esercito a controllare la situazione all’ingresso della segregata Central High School, dove gli studenti di colore hanno messo in piedi un picchettaggio. I soldati sono al comando del generale Edwin A. Walker, che nel 1961 era stato sollevato dal suo incarico perché colpevole di propaganda di estrema destra tra le truppe.</p>
<p>Martin Luther King dirà: “<strong><em>Da qualche parte ho letto della libertà di associazione. Da qualche parte ho letto della libertà di parola. Da <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-ad-uno-degli-innumerevoli-discorsi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3912" title="Martin Luther King ad uno degli innumerevoli discorsi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-ad-uno-degli-innumerevoli-discorsi-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>qualche parte ho letto che la grandezza dell’America sta nel diritto di protestare peri diritti.</em></strong>”</p>
<p>Coretta dà alla luce il primo figlio, Martin Luther King II; con l’inasprirsi del tono della lotta, cresce anche l’odio verso la sua persona.</p>
<p>Kelly West, giornalista: “<em>Il 19 settembre 1958 a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Harlem" target="_blank">Harlem </a>una donna, destinata a rimanere impunita, gli conficcò nel petto un tagliacarte giapponese. La donna sarebbe stata dichiarata malata di mente, ma la strategia di King iniziò ad essere criticata, perché erano proprio le sue marce non violente a generare aggressioni fisiche ed attentati.</em>”</p>
<p>Il 1959 è un anno di frenetica attività per Martin Luther King, percorre 500.000 km, pronunciando più di 350 discorsi. Disse: “<em>Per quattro anni ho cercato di moltiplicarmi, non ho fatto che dare-dare-dare senza fermarmi per meditare come dovrei. Devo riorganizzare la mia personalità ed orientare la mia vita, non posso fermarmi adesso, la Storia mi ha rovesciato sulle spalle un peso che non mi posso scrollare di dosso.</em>”</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-vittoria-elettorale-di-Kennedy-è-un-grande-momento-di-speranza.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3914" title="La vittoria elettorale di Kennedy è un grande momento di speranza" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-vittoria-elettorale-di-Kennedy-è-un-grande-momento-di-speranza-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>Nel 1960 negli Stati Uniti è tempo di elezioni presidenziali; la Casa Bianca in tutto il quinquennio precedente aveva fatto orecchie da mercante davanti alle rivendicazioni del popolo nero, trova in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Fitzgerald_Kennedy" target="_blank">John Fitzgerald Kennedy</a> un abile ed opportunista mediatore. Martin Luther King apprezza il coraggio di un uomo che si è esposto in una situazione così delicata, ed in segno di gratitudine gli garantisce il suo appoggio nella scalata alla Presidenza. Kennedy vince anche grazie alla “valigia di voti” che gli porta il leader nero.</p>
<p>Nei primi mesi del 1961 la grande novità della “rivoluzione” sono i “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Congress_of_Racial_Equality" target="_blank"><em>freedom riders</em></a>”, i “<em>viaggi della libertà</em>”: da ogni parte della nazione, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freedom-riders.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3915" title="Freedom riders" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freedom-riders.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>gruppi di volontari partono in autobus verso i più importanti centri metropolitani del Paese: è l’estensione su scala nazionale della protesta contro la segregazione sui mezzi pubblici le cui conseguenze si consumano in una spirale di violenza. Autobus incendiati e linciaggi ad ogni tappa. L’associazione di King contribuisce ad organizzare questi viaggi ed a sostenerli, anche se il leader non vi partecipa in prima persona. King giustifica la sua assenza spiegando di voler mantenere una facciata di rispettabilità davanti alla legge, al fine di poter mediare più efficacemente con l’amministrazione Kennedy da poco insediatasi.</p>
<p>Tra i suoi seguaci non sono molti coloro che colgono la sottigliezza di questi ragionamenti.. all’inizio degli anni ’60 King sembra cambiato, è un momento di transizione nella sua vita pubblica. Molti leader estremisti neri lo ammoniscono di stare alla larga dalle loro lotte locali, e molti dei più fedeli seguaci lo abbandonano. Le lacune del leader sul piano organizzativo sono evidenti, e gli viene rinfacciata confusione tra obiettivi politici ed obiettivi etici, portati quest’ultimi avanti con tanta ostinazione.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Autobus-incendiato-ai-freedom-riders.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3916" title="Autobus incendiato ai freedom riders" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Autobus-incendiato-ai-freedom-riders-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>Nella primavera del 1963 comincia ad affermarsi la sfiducia in un leader che pare non poter sostenere l’impegno che la Storia gli ha affibbiato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>1963    Birmingham, ovvero la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Segregazione_razziale" target="_blank">segregazione</a> totale</em></strong></p>
<p>Nel 1963 si celebra il 100° anniversario del “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proclama_di_emancipazione" target="_blank"><em>Proclama dell’emancipazione</em></a>” di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abraham_Lincoln" target="_blank">Lincoln</a>, che aveva segnato la fine dello schiavismo in America. Prevale l’opinione per cui sarebbe più saggio festeggiare l’evento in un clima di distensione, e non in quella che veniva considerata la Johannesburg d’America. Persino Robert Kennedy critica il leader nero per aver ripreso la lotta nel momento sbagliato.</p>
<p>King non si scompone, e ad aprile propone il consueto arsenale di sit-in e di picchettaggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/">(clicca qui per il seguito)</a></p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/">Prima parte – Il caso Rosa Parks</a></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/" target="_blank">Seconda parte – La resistenza non violenta</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">Terza parte &#8211; I have a dream!</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/" target="_blank">Quarta parte &#8211; Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/" target="_blank">Quinta parte &#8211; l&#8217;assassinio</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3922" title="Unisciti al gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook5-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong><em>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
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</em></span></p>
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		<item>
		<title>La sublime Arte di Michelangelo Buonarroti (3 di 4)</title>
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		<comments>http://www.grandipassioni.com/2011/03/michelangelo-buonarroti-3/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 10:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Michelangelo Buonarroti]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
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		<description><![CDATA[La morte precoce di due membri della famiglia Medici nel 1519 suggerisce al Papa di chiedere a Michelangelo la realizzazione di una nuova cappella funeraria di famiglia, annessa alla Chiesa di San Lorenzo. La sfida è esaltante: Michelangelo progetta un ambiente organico e drammatico insieme, segnato dalle linee in pietra serena che si profilano nettamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Giudizio-Universale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3685" title="Giudizio Universale" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Giudizio-Universale.jpg" alt="" width="770" height="1030" /></a>La morte precoce di due membri della famiglia Medici nel 1519 suggerisce al Papa di chiedere a Michelangelo la realizzazione di una nuova cappella funeraria di famiglia, annessa alla Chiesa di San Lore<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/01-Complesso-funerario-dei-Medici-particolare.png"><img class="alignright size-medium wp-image-3670" title="Complesso funerario dei Medici - particolare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/01-Complesso-funerario-dei-Medici-particolare-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>nzo.</p>
<p>La sfida è esaltante: Michelangelo progetta un ambiente organico e drammatico insieme, segnato dalle linee in pietra serena che si profilano nettamente sulle pareti. Le tombe non appaiono semplicemente addossate ai muri laterali, ma ne fanno parte, in un rapporto diretto, dinamico e teso con le membrature architettoniche.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/y2EBfZEp0qk?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/y2EBfZEp0qk?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>I lavori dureranno lunghi anni, ed il progetto di Michelangelo risulterà solo in parte realizzato. Comunque si tratta di un capolavoro decisivo, un incontro/scontro appassionante e terribile tra architettura e scultura.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/02-Ritratto-celebrativo-del-Duca-Giuliano-de-Medici.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3671" title="Ritratto celebrativo del Duca Giuliano de Medici" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/02-Ritratto-celebrativo-del-Duca-Giuliano-de-Medici-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>Con scelta innovativa, Michelangelo ha concepito i ritratti celebrativi dei Duchi defunti, Giuliano e Lorenzo, in pose antitetiche… i due Duchi<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/03-Ritratto-celebrativo-del-Duca-Lorenzo-de-Medici.png"><img class="alignright size-medium wp-image-3672" title="Ritratto celebrativo del Duca Lorenzo de Medici" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/03-Ritratto-celebrativo-del-Duca-Lorenzo-de-Medici-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a> rivolgono lo sguardo alla statua della Madonna<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/04-La-snella-figura-della-Madonna-a-cui-i-Duchi-rivolgono-lo-sguardo.png"><img class="size-medium wp-image-3673 alignleft" title="La snella figura della Madonna a cui i Duchi rivolgono lo sguardo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/04-La-snella-figura-della-Madonna-a-cui-i-Duchi-rivolgono-lo-sguardo-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>, snella, mobile, ed attorcigliata come una fiamma.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/05-la-statua-dellAurora.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3674" title="l'Aurora" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/05-la-statua-dellAurora-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>Sui coperchi, un memorabile ciclo di due coppie di statue segna i momenti della giornata: la dolente Aurora stira le membra con uno smorfia di doloroso presagio, l’opaco Tramonto sembra <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/06-il-Tramonto.png"><img class="alignright size-medium wp-image-3675" title="il Tramonto" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/06-il-Tramonto-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>schiantato ed abbruttito dalle fatiche del giorno.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/07-il-Giorno.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3676" title="il Giorno" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/07-il-Giorno-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>Sull’altra tomba, il terribile Giorno fa emergere sopra i muscoli torniti un volto pauroso,<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/08-la-Notte.png"><img class="alignright size-medium wp-image-3677" title="la Notte" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/08-la-Notte-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a> da fantasma, mentre la meravigliosa Notte si apre nel lieve sorriso dell’oblio, della perdita della Coscienza.</p>
<p>Mentre proseguono i lavori per la Cappella Medicea, sempre nel Complesso di San Lorenzo, Michelangelo avvia nel 1524 la costruzione della Biblioteca Laurenziana, un postibolo prodigioso, geniale, con le colonne <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/09-Lo-scalone-della-Biblioteca-Laurenziana.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3678" title="Lo scalone della Biblioteca Laurenziana" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/09-Lo-scalone-della-Biblioteca-Laurenziana-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>incassate nei muri e uno scalone che dilaga nello spazio come una cascata, e dà accesso alla lunga e luminosissima sala di lettura, per la quale Michelangelo ha progettato anche il pavimento, i banchi ed il soffitto, con un esplicito atto d’amore per i libri, la lettura, la Cultura <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/10-Il-luminosissimo-salone-della-Biblioteca-Laurenziana.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-3679" title="Ill uminosissimo salone della Biblioteca Laurenziana" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/10-Il-luminosissimo-salone-della-Biblioteca-Laurenziana-1024x768.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a>Umanistica.</p>
<p>Dopo la battaglia di Pavia nel 1525, gli spagnoli prendono il sopravvento su larga parte dell’Italia; nel 1527 i lanzichenecchi saccheggiano Roma, la Città Eterna violentata e brutalizzata da una soldataglia di ventura è l’immagine del sogno del Rinascimento, violato dagli eventi.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/11-disegni-progettuali-delle-fortificazioni-a-San-Miniato.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3680" title="Disegni progettuali delle fortificazioni a San Miniato" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/11-disegni-progettuali-delle-fortificazioni-a-San-Miniato-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>Michelangelo assume incarichi pubblici, poi fugge da Firenze, poi ritorna, per dedicarsi alla creazione di un poderoso sistema di fortificazioni nella zona di San Miniato. Ne rimangono alcune tracce, e soprattutto spettacolari disegni tecnici e progettuali.</p>
<p>Il dramma esistenziale di Michelangelo è espresso in <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/13-Opera-incompiuta-dei-Prigioni.jpg"><img class="size-full wp-image-3681 alignright" title="Opera incompiuta dei 'Prigioni'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/13-Opera-incompiuta-dei-Prigioni.jpg" alt="" width="300" height="464" /></a>modo indimenticabile dagli incompiuti “<em>Prigioni</em>” eseguiti per la tomba di Giulio II ma restati a Firenze, all’Accademia. Ogni figura sembra lottare con il marmo, un contrasto struggente tra uomo e Natura, tra Spirito e Carcere terreno, che forse non conosce solo le angosce politiche di Michelangelo, ma anche i suoi sentimenti più segreti e dolorosi.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/14-Il-ritrattodi-Tommaso-Cavalieri.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3682" title="Il ritratto di Tommaso Cavalieri" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/14-Il-ritrattodi-Tommaso-Cavalieri-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a>Gli anni ’30 del ‘500, nel corso dei quali Michelangelo raggiunge i sessant’anni, sono segnati da riflessioni amare sul tema dell’amore, della Bellezza che svanisce, del rapporto, troppo tardivo ormai, con veri e profondi legami affettivi. Non esita ad ammettere nei disegni e nelle rime, una vita sensuale turbata, in cui l’attrazione per la Bellezza in sé, ad esempio per il giovane e seducente Tommaso Cavalieri, si deve piegare alla consapevolezza del Tempo inesorabile ed al rovello religioso.</p>
<p>Come scrive in un sonetto “<em>D’improvviso si scopre diventato, in un giorno, vecchio</em>”. La tensione tra pensiero ed azione è espressa anche dal Busto di Bruto, in cui la testa volitiva, contratta, carica di<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/15-Il-busto-di-Bruto.png"><img class="alignright size-medium wp-image-3683" title="Il busto di Bruto" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/15-Il-busto-di-Bruto-300x230.png" alt="" width="300" height="230" /></a> energia, balza dal busto panneggiato, malamente ritoccato da Tiberio Calcagni.</p>
<p>Nel 1534 Michelangelo lascia definitivamente Firenze per Roma, dove trascorrerà gli ultimi trent’anni di vita. Papa Clemente VII gli affida un nuovo incarico, “<em>Il Giudizio Universale</em>”, sulla parete di fondo della Cappella Sistina.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/16-Il-Cristo-del-Giudizio-Universale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3684" title="Il Cristo del Giudizio Universale" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/16-Il-Cristo-del-Giudizio-Universale.jpg" alt="" width="465" height="550" /></a>Un lavoro pesantissimo, che terminerà solo nel 1541: Michelangelo distrugge i precedenti affreschi del Perugino, e perfino due lunette dipinte da lui stesso. Cardine della composizione è l’atletico, implacabile, Cristo; intorno, un grande turbine di corpi nudi, travolti dall’ondata del <em>Dies irae</em>. Uno dei<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/17-San-Bartolomeo-scorticato.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3692" title="17 - San Bartolomeo scorticato" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/17-San-Bartolomeo-scorticato.jpg" alt="" width="480" height="675" /></a> santi, Bartolomeo, regge in mano la propria pelle, nella maschera impressionante dello scorticato, Michelangelo ha dipinto se stesso, anche lui come svuotato, schiantato dall’Opera e dalla sua forza titanica.</p>
<p>Su un cielo compatto ed uniforme, si mescolano inferno e paradiso, resurrezione della carne e giudizio finale, angeli e diavoli, beati e dannati, tutti insieme in una spaventosa visione popolata da circa quattrocento figure.</p>
<p>Insieme a questo precipitare dell’uomo, si avverte il tonfo fragoroso il tonfo di un’epoca di dorate illusioni, il Rinascimento.</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/michelangelo-buonarroti-4-di-4/">(clicca qui per il seguito)</a></p>
<p>_____________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare le puntate de “<strong>La sublime Arte di Michelangelo Buonarroti</strong>” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/michelangelo-buonarroti-1/" target="_blank">Clicca qui per la Prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/02/michelangelo-buonarroti-2/" target="_blank">Clicca qui per la Seconda parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/michelangelo-buonarroti-3/" target="_blank">Clicca qui per la Terza parte</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/michelangelo-buonarroti-4-di-4/" target="_blank">Clicca qui per la Quarta parte</a></p>
<p><a href="../2010/01/david-di-michelangelo/" target="_blank">Clicca qui per approfondire il meraviglioso David di Michelangelo</a></p>
<p><a href="../2011/01/cappella-sistina-spiegata-1/" target="_blank">Clicca qui per approfondire il contenuto della Cappella Sistina</a></p>
<p>_____________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3669" title="Iscriviti anche tu al gruppo di &quot;GrandiPassioni.com&quot; su Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group2-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
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		<title>Martin Luther King (1 di 5): il caso Rosa Parks</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 14:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Martin Luther King, il grande difensore non violento dei diritti civili]]></category>
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		<description><![CDATA[La storia del più grande leader nero d’America non comincia negli squallidi bassifondi di una cittadina razzista del profondo Sud. Michael King, in arte Martin Luther King junior, è un nero fortunato: nasce ad Atlanta, dove il morso della segregazione è meno stringente, e dove una piccola famiglia di neri privilegiati può permettersi una piccola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-per-non-dimenticare.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3660" title="Martin Luther King - per non dimenticare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King-per-non-dimenticare.jpg" alt="" width="423" height="300" /></a>La storia del più grande leader nero d’America non comincia negli squallidi bassifondi di una cittadina razzista del profondo Sud.</p>
<p>Michael King, in arte Martin Luther King junior, è un nero fortunato: nasce ad Atlanta, dove il morso della segregazione è meno stringente, e dove una piccola famiglia di neri privilegiati può permettersi una piccola casa nella Auburn Avenue, il paradiso nero della Giorgia.</p>
<p>Egli nasce il 15 gennaio 1929, da un padre predicatore alla Ebenezer Baptist Church, discendente a sua volta da un rispettabile mezzadro, James Albert King.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8XKF3OitLiM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/8XKF3OitLiM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Tre-espressioni-di-MLK.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3659" title="Tre espressioni di MLK" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Tre-espressioni-di-MLK.jpg" alt="" width="450" height="290" /></a>Famiglia di origini contadine, quindi, ma privilegiati rispetto alla stragrande maggioranza di neri del tempo, che li definiscono “domestici”, ovvero “fedeli servitori del padrone bianco”.</p>
<p>Trascorre un’infanzia felice e, se non fosse stato per il colore della sua pelle, avrebbe potuto essere un normalissimo ragazzo americano, con i sogni e le debolezze di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3657" title="Martin Luther King" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Martin-Luther-King.jpg" alt="" width="200" height="243" /></a>un bianco, e le avventure di David Croquett e Buffalo Bill tra i racconti preferiti.</p>
<p>Il piccolo Martin, però, a sette anni deve fare i conti con la triste realtà dei fratelli neri: le novanta miglia che deve ogni giorno percorrere in autobus per arrivare alla scuola elementare se le fa in piedi, perché sugli autobus, nel 1936, vige l’apartheid, la segregazione sui mezzi di trasporto pubblici.</p>
<p>Nella piccola casa di Atlanta, Martin non ha molti giocattoli, e più di ogni altra cosa lo affascinava un grammofono, dalla grossa tromba di metallo: ogni sera il padre gli faceva ascoltare gli <em>spirituals</em>, i canti che nascevano nelle grandi piantagioni del Sud.</p>
<p>Nel settembre 1944, Martin entra nel Morehouse College, dimostrando subito qualità non comuni: ragiona da uomo, e non da adolescente. L’ansia di fare qualcosa per i suoi simili lo porta ad oscillare tra la scelta di intraprendere la carriera medica, oppure quella ecclesiastica. Ma vorrebbe anche diventare il primo filosofo di colore, il primo pensatore nero della Storia. Appassionato di teatro, pare che fosse anche un eccellente attore.</p>
<p>Durante il periodo della maturità, è deciso a discostarsi dal cliché del nero pasticcione e ridanciano. Ama la bella vita e gli abiti in tweed, per i quali spende gran parte della sua paga di strillone.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Ghandi-fu-il-vero-ispiratore-della-protesta-senza-odio-di-MLK.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-3653" title="-" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Ghandi-fu-il-vero-ispiratore-della-protesta-senza-odio-di-MLK-764x1024.jpg" alt="" width="350" height="469" /></a>Lo illumina la dottrina del Mahatma Gandhi, che più volte egli riconoscerà come il suo vero padre spirituale. Il rispetto per tutte le razze, e l’amore di Gesù Cristo per i nemici, saranno i fondamenti della sua azione non violenta, orientata verso un cambiamento radicale, ma non distruttivo.</p>
<p>Questo atteggiamento, secondo alcuni critici, tradiva un atteggiamento conformista e rispettoso dell’autorità bianca, quindi inutile per i neri che lui stesso già pensava di guidare alla rivolta.</p>
<p>Al Morehouse College di Atlanta, a soli 22 anni, diventa pastore battista; nel quartiere si diffonde la curiosità per il nuovo predicatore ispirato da dio, ed i fedeli accorrono a centinaia.</p>
<p>Il giovane Martin ha uno stile predicatorio spregiudicato, ed estremamente efficace: <strong>“<em>Nessun uomo è libero, se ha paura di esserlo. Ma nel momento in cui supererete la paura di morire, voi sarete liberi. Voi potrete dire: ‘io non ho molti soldi, io non ho una grande cultura, probabilmente non sono capace né di leggere né di scrivere, ma io ho il coraggio di morire.</em>”</strong></p>
<p>E’ il 1941, il popolo nero sente di avere finalmente trovato un nuovo leader: Martin sa bene di dovere usare molta prudenza, la figura del prete nero era spesso apparsa agli occhi dei fratelli come quella di uno “<em>Zio Tom</em>” collaborazionista, una sorta di traditore degli interessi profondi del suo popolo. In quegli anni bui, nell’immaginario collettivo dei negri oppressi, vi è un solo nemico peggiore dell’uomo bianco: un nero borghese che svende i suoi ideali e la sua cultura al diavolo bianco.</p>
<p>Nei due anni successivi termina gli studi di teologia a Boston; qui, nella capitale del Massachusetts, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-matrimonio-con-Coretta.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3654" title="Il matrimonio con Coretta" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-matrimonio-con-Coretta-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a>Martin incontra Coretta Scott. E’ un incontro che sembra annullare d’un attimo tutta la sua fama di damerino dall’abito sempre impeccabile e dalla battuta sempre pronta. In Coretta egli trova la compagna che sognava: una donna di casa fedele ed una madre premurosa dei suoi figli.</p>
<p>La triste realtà degli Stati del Sud convince Martin a dedicarsi sempre più assiduamente al lavoro nel sociale, sente la necessità di scendere in campo per trasformare quella parte del Paese in qualcosa di ricco in spirito e bellezza.</p>
<p>L’occasione sarebbe arrivata pochi mesi dopo: a Montgomery, il leggendario Vernon Johns intende ritirarsi, ed a Martin viene chiesto di prendere il suo posto nella chiesa della Dexter Avenue. Succedere al vecchio pastore è una opportunità stimolante, l’occasione che Martin ha sempre desiderato e, malgrado le perplessità di Coretta, decide di accettare.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Uno-dei-più-grandi-combattenti-per-i-diritti-civili-di-sempre.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3658" title="Uno dei più grandi combattenti per i diritti civili di sempre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Uno-dei-più-grandi-combattenti-per-i-diritti-civili-di-sempre.jpg" alt="" width="263" height="192" /></a>Kelly West, giornalista: “<em>Andando a Montgomery, Martin Luther King sapeva do doversi confrontare con la roccaforte dell’odio razziale del Sud. I cinquantamila negri che vi abitavano non potevano votare e dovevano mandare i figli alle scuole segregate, erano esclusi dai ristoranti e dai luoghi pubblici, la polizia spesso abusava del proprio potere su di loro, i più fortunati venivano impiegati in lavori domestici sottopagati</em>”</p>
<p>King si espresse con una viva ricostruzione di come si viveva in quell’inferno negro: “<em>Ho visto drogati e prostitute, ho visto ragazzini di 10/12 anni offrirsi sulla strada, ho visto vendere eroina alla luce del sole, come se fosse gelato. Una guardia in uniforme è venuto a dirmi con orgoglio che poteva procurarmi combinazioni di ragazze che avrebbero fatto qualsiasi cosa per un compenso variabile da 1 a 100 dollari</em>”</p>
<p>A questa tragica immagine si aggiunge la crescente minaccia del Ku Klux Klan. Alti funzionari statali degli Stati del Sud incoraggiano ed alimentano il movimento razzista dei bianchi incappucciati a compiere esecuzioni sommarie in nome della tutela dell’ “<em>ordine</em>”. Il movimento di terrore del Ku Klux Klan ha come obiettivo il mantenimento della supremazia della razza bianca: ogni sforzo di passare il controllo alla razza nera è, secondo questi criminali, una pericolosa violazione della Costituzione e della “<em>volontà divina</em>”.</p>
<p>Nella città di Montgomery, la <em>Montgomery City Lines</em> detiene il monopolio dei trasporti pubblici, i suoi autobus di linea sono frequentati per lo più da persone nere, che gli autisti trattano come fossero merce, scostandoli rudemente e coprendoli di insulti.</p>
<p>La legge dello Stato prevede che quando un autobus è affollato e sale un bianco, i neri seduti davanti si alzino e vadano ad ammassarsi nella zona segregata dell’autobus.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lautobus-ove-venne-arrestata-Rosa-Parks.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3655" title="L'autobus ove venne arrestata Rosa Parks" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lautobus-ove-venne-arrestata-Rosa-Parks.jpg" alt="" width="480" height="313" /></a>Kelly West, giornalista: “<em>Il primo dicembre 1955 fu una data storica nella vicenda dei neri d’America. Un autobus con 24 passeggeri di colore e altri 12 bianchi seduti nella parte anteriore, si fermò presso l’Empire Theatre, dove salirono altri due bianchi. Il conducente chiese ai neri seduti di cedere il loro posto, tre di loro obbedirono, ma Rosa Parks, una giovane impiegata di colore, si rifiutò. Quel gesto di sfida, originato, come dirà Rosa Parks stessa, da un mal di piedi, sarebbe stato come il primo grande NO mai detto da un nero ad un uomo bianco!</em>”</p>
<p>L’atto di protesta era comunque stato deciso con i dirigenti della <em>National Association for the Advancement of Coloured People</em>, e contestava la mancata applicazione della legge sull’integrazione nelle scuole pubbliche.</p>
<p>Rosa Parks viene incarcerata, ma quel giovedì segna l’inizio di una protesta che <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Rosa-Parks-con-dietro-Martin-Luther-King.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3656" title="Rosa Parks con - dietro - Martin Luther King" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Rosa-Parks-con-dietro-Martin-Luther-King.jpg" alt="" width="220" height="313" /></a>in meno di due anni avrebbe raggiunto una dimensione nazionale. Martin viene eletto presidente del Comitato per il boicottaggio.</p>
<p>Il 5 dicembre i neri di Montgomery vanno a lavoro a piedi, i bianchi sperano nella pioggia, ma i neri continuano a camminare, gli autobus arancioni girano quasi vuoti.</p>
<p>Kelly West, giornalista: “<em>King si presentò al comizio, non aveva ancora en chiaro il concetto di </em>ribellione senza odio<em>, né quello di </em>resistenza passiva”</p>
<p>Martin Luther King durante il comizio: “<em>C’è una folla inferocita là fuori, hanno ferito alcuni agenti federali, e hanno bruciato delle automobili. Ma noi non rinunceremo a ciò per cui combattiamo, e forse ci vorrà qualcosa del genere per fare in modo che intervenga il governo federale. </em></p>
<p>Kelly West, giornalista: “<em>Il meeting si concluse in un clima di entusiasmo delirante, Martin Luther King sembrava aver trovato la via americana alla non violenza</em>”</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/">(clicca qui per leggere il seguito)</a></p>
<p>__________________________</p>
<p><strong>Puoi leggere, guardare ed ascoltare la storia di Martin Luther King ai seguenti link:</strong></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-1-il-caso-rosa-parks/">Prima parte – Il caso Rosa Parks</a></p>
<p><a href="../2011/03/martin-luther-king-2-lotta-non-violent/" target="_blank">Seconda parte – La resistenza non violenta</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-3-i-have-a-dream/" target="_blank">Terza parte &#8211; I have a dream!</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/martin-luther-king-4-rivendicazioni-violenza/" target="_blank">Quarta parte &#8211; Il movimento nero tra rivendicazioni e violenza</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/martin-luther-king-5-di-5-lassassinio/" target="_blank">Quinta parte &#8211; l&#8217;assassinio</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3652" title="Raggiungici sul nostro gruppo in Facebook!" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group1-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
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		<title>Karl Popper: Cattiva Maestra Televisione (2 di 2)</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2011/02/popper-cattiva-maestra-televisione-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 18:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Integrità]]></category>
		<category><![CDATA[Karl Popper]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>

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		<description><![CDATA[Lei pensa all’esistenza di principi che dovrebbero guidare coloro che lavorano alla televisione, ed indirizzarne le scelte? No, bisogna cominciare innanzitutto dal gruppo più influente, e quello che ha maggior potere è il gruppo dei professionisti della televisione. La mia proposta è questa: introdurre un’istituzione come quella che esiste per i medici. I medici si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/BambinoTV.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3149" title="Bambino TV" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/BambinoTV.jpg" alt="" width="425" height="282" /></a><em>Lei pensa all’esistenza di principi che dovrebbero guidare coloro che lavorano alla televisione, ed indirizzarne le scelte?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>No, bisogna cominciare innanzitutto dal gruppo più influente, e quello che ha maggior potere è il gruppo dei professionisti della televisione. La mia proposta è questa: introdurre un’istituzione come quella che esiste per i medici. I medici si controllano attraverso un Ordine… la cosa non riesce sempre perfettamente, ci sono medici che fanno gravi errori e medici che commettono dei crimini, ma ci sono pur sempre le regole elaborate dall’Ordine. Beninteso il potere legislativo ha un potere superiore a quello dell’Ordine dei medici. In Germania ed Inghilterra questa istituzione si chiama <em>Camera dei medici</em>, sul loro modello si potrebbe creare un <em>Istituto per la televisione</em>.</p>
<p>La mia proposta è che voi, tutti voi che site qui, siate registrati provvisoriamente come membri dell’<em>Istituto per la televisione</em>. In seguito dovreste sottoporvi ad una serie di corsi per sensibilizzarvi ai pericoli a cui la televisione espone i bambini, gli adulti e l’insieme della nostra civiltà.</p>
<p>Così molti scoprirebbero molti aspetti ignorati della professione, e si sarebbe costretti a considerare in modo nuovo la società ed il proprio ruolo all’interno della società.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/75M6vTSZBOE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/75M6vTSZBOE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ritengo che in un secondo tempo bisognerebbe sostenere un esame per verificare se ci si è impadroniti dei principi fondamentali. Superato l’esame, si dovrebbe prestare giuramento, come i medici, promettere cioè di tenere sempre presenti quei pericoli, e di agire di conseguenza in modo responsabile.</p>
<p><em>Sono state mosse delle obiezioni contro le sue proposte di regolamentazione dell’informazione televisiva. Molti, per esempio, giudicano paradossale che un liberale come lei, affermi la necessità di limitare la libertà di espressione. Lei che cosa ne pensa?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Devo confessare che faccio fatica a comprendere queste obiezioni: potrei avere voglia di esprimermi colpendovi con un pugno, ma è chiaro che non posso, non devo farlo. E’ forse <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/karl_popper.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3150" title="Karl Popper è stato uno dei più grandi filosofi del XX secolo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/karl_popper.jpg" alt="" width="380" height="478" /></a>antiliberale dirmi di non colpirvi? Qui è in gioco lo stesso principio. Perché dovrebbe essere antiliberale o paradossale per un liberale come me affermare la necessità di limitare la libertà? Ogni libertà deve essere limitata. Non esiste libertà che non abbia bisogno di non essere limitata. In ogni luogo ove esiste libertà, la miglior forma di limitazione è la responsabilità dell’uomo che agisce: se egli è un irresponsabile, subirà le sanzioni previste dalla legge. La sua libertà <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Spettatore-passivo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3151" title="Lo spettatore, soggetto passivo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Spettatore-passivo.jpg" alt="" width="255" height="198" /></a>sarà limitata, se sarà necessario, anche per tutta la durata della sua vita. Certo noi speriamo che una tale necessità sparisca, un giorno. E’ questo che definisce lo sviluppo della civiltà: aumentare il grado di incivilimento, e ridurre la necessità di imprigionare delle persone per tutta la vita. In ciò si vede lo sviluppo di una civiltà. Ma ciò non vuol dire affatto che sia paradossale per un liberale come me affermare che bisogna limitare la libertà di espressione. Un uomo potrebbe nutrire un forte sentimento verso la propria automobile e sentirsi felice solo guidando molto veloce, potrebbe voler attraversare Roma a 200 all’ora per esprimere appieno la felicità. Qual è la differenza tra questo modo di esprimersi e quello che rivendicano certi artisti o professionisti della televisione? C’è una vera differenza? Bisogna vedere se col vostro modo di esprimervi mettete o no gli altri in pericolo, in altri termini si tratta dello stesso principio. La vostra libertà, si tratti di agitare i pugni, quella di parlare, o di diffondere l’informazione, o qualsiasi altra, è limitata dal naso del vostro vicino. E’ sempre lo stesso principio, il più semplice che si possa immaginare, e tutti quelli che invocano la libertà, o l’indipendenza, o il liberalismo per dire che non si possono porre limitazioni ad un potere pericoloso come quello della televisione, sono semplicemente degli idioti. E se non sono degli <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/9788831779029g.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3152" title="Cattiva Maestra Televisione è un breve saggio di K. Popper che si può facilmente trovare in libreria" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/9788831779029g.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a>idioti, sono dei porci che vogliono arricchirsi con lo spettacolo della violenza, educando alla violenza.</p>
<p><em>Non c’è il rischio che la regolamentazione possa produrre involontariamente una televisione simile al “grande fratello” di Orwell?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Certo, un rischio del genere bisogna metterlo in conto, simili pericoli esistono sempre. L’esistenza di una società civile comporta tali pericoli. In Italia, la mafia rappresenta un pericolo di questo genere… la corruzione è sempre possibile, bisogna costantemente lottare contro simili eventualità, ma per ora, allo stato delle cose, mi sembra che sia più vicina al “grande fratello” di Orwell una televisione come la nostra, non regolamentata, che non quella che noi vogliamo promuovere. Bisogna fare qualcosa per promuovere la civiltà.</p>
<p>_________________________________</p>
<p><strong>La prima parte di questa intervista al grande Karl Popper la puoi leggere al link</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>http://www.grandipassioni.com/2011/01/popper-cattiva-maestra-televisione-1/</strong></span></p>
<p>_________________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Facebook_icon4.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3153" title="Facebook_icon" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Facebook_icon4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Cos&#8217;è la democrazia?</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2011/02/cosa-e-la-democrazia/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 19:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Sartori]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Le Nazioni che non conoscono o non vogliono ricordare la propria Storia, anche recente, sono condannate a riviverla&#8221;&#8230; siamo una generazione che vive un&#8217;epoca storica ed in un luogo del pianeta straordinariamente fortunati: non abbiamo guerre da più di mezzo secolo, il benessere economico è diffuso, le libertà civili sono (sembrano?) saldamente affermate&#8230; è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/La-tomba-della-democrazia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3105" title="La tomba della democrazia" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/La-tomba-della-democrazia.jpg" alt="" width="532" height="526" /></a>&#8220;Le Nazioni che non conoscono o non vogliono ricordare la propria Storia, anche recente, sono condannate a riviverla&#8221;</em>&#8230; siamo una generazione che vive un&#8217;epoca storica ed in un luogo del pianeta straordinariamente fortunati: non abbiamo guerre da più di mezzo secolo, il benessere economico è diffuso, le libertà civili sono (sembrano?) saldamente affermate&#8230; è una situazione inevitabile ed eterna?</p>
<p>Cosa mai è questa &#8220;<em>democrazia</em>&#8221; che Churchill definiva &#8220;<em>Il peggiore dei sistemi politici, a parte tutti gli altri</em>&#8220;, che ci ha assicurato decenni di benessere.</p>
<p>______________________</p>
<p>Negli anni &#8217;90 Giovanni Sartori, riconosciuto come uno dei migliori politologi italiani, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Democrazia-cosa-è.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3106" title="Democrazia cosa è" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Democrazia-cosa-è-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" /></a>toscanaccio di razza, ha pubblicato uno splendido libro &#8220;<em><strong>Democrazia, cosa è</strong></em>&#8220;.</p>
<p>La prima parte verte sulla <strong>definizione di democrazia</strong>, che non può accontentarsi del significato della parola, “<em>potere del popolo</em>”, ma deve andare alla sostanza come si è storicamente determinata: <em><strong>la maggioranza ha sì diritto di comandare, ma nel rispetto dei diritti della minoranza</strong></em>. Non c’è solo il diritto della maggioranza del popolo, dunque, ma anche <em><strong>il diritto della minoranza</strong></em>, che deve essere messa in condizione di poter a sua volta, in successive elezioni, diventare maggioranza. È il principio di maggioranza moderata che differenzia la democrazia antica, inventata dai Greci, da quella moderna, la liberal-democrazia.</p>
<p>La seconda parte approfondisce <strong>il confronto tra la <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Giovanni-Sartori.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3107" title="Giovanni Sartori" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Giovanni-Sartori-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>democrazia degli antichi e quella dei moderni</strong>: la democrazia antica consiste nell’esercizio diretto del potere, con decisioni <em><strong>senza mediazioni</strong></em>, mentre <em><strong>la democrazia moderna è soprattutto un sistema di controllo e limitazione del potere</strong></em>, intessuta com’è di mediazioni, che favoriscono l’assunzione di decisioni ove più parti beneficiano delle scelte che si compiono. Nella democrazia rappresentativa, gli elettori decidono chi deciderà le questioni, mentre nella democrazia diretta si vogliono decidere in prima persona le questioni. Ma <em><strong>la partecipazione diretta funziona solo con i piccoli numeri</strong></em>, come nel caso della <em>polis </em>greca e dei comuni medievali. <strong>La democrazia referendaria/elettronica/mediatica </strong>non è una soluzione per praticare la partecipazione con i grandi numeri, ma un passaggio dalla democrazia rappresentativa ad una varietà di democrazia diretta. Democrazia referendaria, elettronica, mediatica sono democrazie dirette impoverite perché manca l’interazione faccia-a-faccia, mentre nella democrazia dei rappresentanti le decisioni sono negoziate e devono apportare benefici a più parti. Né bisogna farsi ingannare da finte forme di partecipazione, che in realtà vedono spadroneggiare le élite: per esempio, l’<strong>assemblearismo </strong>anni ’70.</p>
<p>Un altro decisivo elemento di differenziazione tra la democrazia antica e quella moderna è il <strong>pluralismo</strong>, la cui scoperta, ricorda <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Libertà-di-stampa-e-democrazia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3108" title="Libertà di stampa e democrazia" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Libertà-di-stampa-e-democrazia-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Sartori, risale alle guerre di religione europee (XVI e XVII secolo). L’Europa dovette sperimentare le distruzioni provocate dalle guerre di religione, in particolare la rovinosa Guerra dei Trent’anni (1618-1648), prima di elaborare i rudimenti del pluralismo e la fondamentale distinzione tra politica e religione: a Dio quello che è di Dio; a Cesare quello che è di Cesare; alla Società Civile quello che non è né di Dio né di Cesare. A partire dalla scoperta europea del pluralismo, il conflitto con l’Islam è diventato asimmetrico: per mille anni era stato uno scontro tra due religioni forti, <strong>Cristianesimo e Islam</strong>; dopo la laicizzazione dell’Europa, uscita esausta dalle sue ferocissime guerre di religione, lo scontro diventa Occidente laico contro Islam religioso, da una parte una non religione, dall’altra una religione. Si consideri, inoltre, che <strong>fondamento del Diritto europeo è quello romano, autonomo dalla religione</strong>, non quello canonico, mentre il Diritto islamico non è autonomo dalla religione.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Cosa-è-la-democrazia.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-3109" title="Cosa è la democrazia" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Cosa-è-la-democrazia-300x206.gif" alt="" width="300" height="206" /></a>Altro tema, quello del <strong>multiculturalismo</strong>, cui Sartori ha dedicato anche un libello, “<strong><em>Pluralismo, multiculturalismo e estranei. Saggio sulla società multietnica</em></strong>&#8220;. Il multiculturalismo non è affatto pluralismo, anzi, ne è la negazione, perché non promuove diversità integrata ma diversità separate, compartimenti stagni e ostili.</p>
<p>Sartori ricorda la nota distinzione tra <strong><em>libertà da </em></strong><strong>(difensiva) e </strong><strong><em>libertà di </em></strong><strong>(affermativa) </strong>e raccomanda che le libertà affermative (<em>libertà di</em>) non saltino mai le <em>libertà da</em>. <strong>La <em>libertà da </em>è il fondamento del principio liberale: la tutela dell’individuo da eccessi di costrizioni da parte dello stato</strong>. La <em>libertà di </em>è un’istanza che aspira ad andare oltre la <em>libertà da</em>, affermando la piena partecipazione delle persone alla cosa pubblica. Il marxismo ha rappresentato storicamente un movimento ispirato dalla volontà di realizzare la libertà in senso affermativo e una critica della concezione liberale della libertà, bollata come “libertà borghese”. La tragedia del comunismo, che invece di conquistare una libertà più grande ha negato la libertà essenziale, ci deve insegnare che <strong>qualsiasi progetto di arricchimento della libertà e di maggiore partecipazione non deve mettere in discussione la fondamentale <em>libertà da</em>, la tutela della libertà dell’individuo</strong>.</p>
<p>Ancora a proposito di libertà, bisogna distinguere il <strong>liberismo</strong>, il sistema economico della rivoluzione industriale, dal <strong>liberalismo</strong>,<strong> </strong>costituzionalismo che si occupa di libertà politica. Al<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Dittatura-della-maggioranza.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3112" title="Dittatura della maggioranza" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Dittatura-della-maggioranza-300x277.jpg" alt="" width="300" height="277" /></a> liberalismo ha molto nuociuto, commenta Sartori, la sua confusione con il liberismo.</p>
<p>L’<strong>eguaglianza </strong>è il concetto più difficile e pasticciato, scrive Sartori. Per prima cosa, bisogna chiarire cosa si intende per eguaglianza. Aristotele distingueva l’eguaglianza aritmetica (dare lo stesso a tutti), che applichiamo, per esempio, a proposito della legge (la legge è uguale per tutti), dall’eguaglianza proporzionale (dare lo stesso agli stessi), che ispira, per esempio, i modelli fiscali che funzionano, in cui il prelievo è proporzionale alla ricchezza. Grande rilievo ha avuto ed ha il confronto tra filosofie politiche ispirate all’eguaglianza di opportunità, che promuove la <strong>meritocrazia </strong>(eguale accesso per eguali meriti), e filosofie politiche, come quella marxista, che chiedono eguali partenze. Ma, scrive Sartori, <strong>rinunciare alla libertà in cambio di pane è solo stupido</strong>. Il problema vero è di ingegneria costituzionale, non di eguaglianza materiale.</p>
<p><strong>Norberto Bobbio</strong>, il grande politologo e filosofo scomparso nel 2004, propose, nel suo libro “<strong><em>Destra e Sinistra</em></strong>” la coppia di finalità eguaglianza-diseguaglianza come la distinzione <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/untitled.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-3111" title="La democrazia è democrazia" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/untitled-1024x739.jpg" alt="" width="500" height="360" /></a>più valida tra sinistra e destra; successivamente, analizzò entrambi i termini alla luce della coppia di mezzi violenza-non violenza, ottenendo così quattro campi: quello della sinistra democratica, che persegue l’eguaglianza con mezzi pacifici; quello della sinistra di tipo stalinista, che persegue l’eguaglianza con la violenza; quello della destra democratica, che ritiene naturale il dispiegarsi delle disuguaglianze ma persegue questo modello di società con mezzi democratici; quello della destra estrema, fascista, che impone la gerarchizzazione con la forza. In questo schema c’è sì la distinzione di fondo tra sinistra e destra, ma anche l’accomunarsi della sinistra e della destra non-violente nel rispetto della democrazia e la comune avversione anti-democratica della sinistra e della destra estreme. Il saggio di Bobbio suscitò un grande dibattito.</p>
<p>Come abbiamo visto, spesso nel libro di Sartori si polemizza con le ideologie e le forze che hanno attaccato la democrazia nel secolo scorso, ma anche le nuove minacce alla democrazia sono ben presenti a Sartori.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Norberto-Bobbio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3113" title="Norberto Bobbio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Norberto-Bobbio-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>Polemizza con lo <em>sviluppismo</em>, lo <strong>sviluppo non sostenibile</strong>, che ignora che il nostro è un pianetino disperatamente sovrappopolato. Sartori non condivide la fiducia del grosso degli economisti, che pensano che il mercato certamente risolverà il problema, perché – dice – il mercato non contabilizza tante cose e calcola solo a brevissimo raggio. È necessario, invece, non solo il calcolo costi/benefici, ma una più approfondita analisi dei mezzi. Stiamo vivendo al di là e al di sopra del nostro capire, dice Sartori.E&#8217; inoltre preoccupato per i disastri ecologici, la minaccia della crisi idrica e la crescita demografica fuori controllo, soprattutto nelle aree più povere del mondo: su quest’ultimo punto, ha spesso criticato duramente la Chiesa per l’opposizione sconsiderata alla diffusione dei mezzi di contraccezione.</p>
<p>Il libro finisce con accenti di preoccupazione. <strong>La democrazia è in pericolo?</strong> – si chiede Sartori nell’ultima lezione. <strong>A lunga <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Il-futuro-della-democrazia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3126" title="Il futuro della democrazia?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Il-futuro-della-democrazia-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>scadenza, sì</strong>. È la macchina migliore, ma il pericolo viene dal macchinista, l’uomo massa, concetto preso dallo spagnolo <strong>Ortega y Gasset </strong>, che nel 1930 descriveva <strong>il nuovo tipo di cittadino che si andava affermando nel mondo occidentale come un bambino viziato, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/cetto-la-qualunque.jpg"><img class="size-medium wp-image-3128 alignleft" title="Il futuro della democrazia?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/cetto-la-qualunque-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>senza spina dorsale, che ha ricevuto in eredità benefici che non merita e non apprezza</strong>. Gli attacchi alla democrazia sferrati dall’esterno, dai totalitarismi, nel corso del Novecento, hanno messo a lungo in secondo piano i pericoli che vengono alla democrazia dall’interno. Oggi, l’analisi proposta da Ortega y Gasset torna di grande attualità. Un recente saggio di <strong>Raffaele Simone </strong>propone un’analisi della società globalizzata riprendendo spunti da Ortega y Gasset e Tocqueville. Questo cittadino infiacchito, che preoccupava Tocqueville prima, Ortega poi, non è per niente certo, teme anche Sartori, che saprà affrontare le sfide durissime che ci aspettano.</p>
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<p>Su argomenti simili, ma da una prospettiva filosofica che considera il senso stesso dell&#8217;Occidente, potete leggere</p>
<p>&#8220;Invito ad un Sapere superiore&#8221; (1) al link &#8211; <span style="color: #ff6600;"><strong>http://www.grandipassioni.com/2011/01/invito-ad-un-sapere-superiore/</strong></span></p>
<p>&#8220;Invito ad un Sapere superiore&#8221; (2) al link &#8211; <span style="color: #ff6600;"><strong>http://www.grandipassioni.com/2011/02/invito-ad-un-sapere-superiore-2/</strong></span></p>
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<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Facebook_icon2.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3114" title="Facebook_icon" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Facebook_icon2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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