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	<title>GrandiPassioni &#187; Joseph Riggio</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (2 di 2)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 22:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;. Buona lettura, Petar ______________________ Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2568" title="Introduzione al Mythoself" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg" alt="" width="270" height="400" /></a>Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;.</p>
<p>Buona lettura, Petar</p>
<p style="text-align: center;">______________________</p>
<p>Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei senz&#8217;altro diventato un veterinario. Suonava come una decisione presa da loro, dai miei genitori – sorta dal loro amore, dalla loro ammirazione e rispetto per il “talento” che avevo mostrato – ma, in ogni caso, una <em>decisione</em>.</p>
<p>Negli anni seguenti, i genitori continuarono a dire un po’ a tutti che il loro figliolo Randy sarebbe diventato un veterinario “<em>perche’ ha addestrato un canarino quando aveva solo otto anni, per cui ha un suo modo di comunicare con gli animali</em>”. Tenete a mente che non avevamo mai avuto nessun altro animale domestico.</p>
<p>Quando qualcuno chiedeva “Randy, cosa vuoi diventare da grande?”, rispondevo “un veterinario!”</p>
<p>“Oh, davvero, e come mai?”</p>
<p>“Ho addestrato un canarino quando avevo otto anni!” ed a quei tempi la risposta mi pareva completamente sensata.</p>
<p>Venne presto il tempo di trovare una risposta seria a tal domanda, cioe&#8217; di fare una scelta di vita. Man mano che si avvicinava l’ultimo anno delle scuole superiori, fui incoraggiato a mandare la preiscrizione alle universita’ che avevano la facolta’ di veterinaria. Siccome questa carriera pareva essere il mio destino, pensavo che sarebbe stato interessante “sporcarsi le mani” – letteralmente – lavorando per qualche tempo presso un veterinario. Pensavo anche che avrebbe aumentato le mie chances di essere accettato in una delle universita’ a cui avevo scritto.</p>
<p>Cosi’, l’estate tra il penultimo e l’ultimo anno delle superiori, feci domanda di lavoro presso un veterinario, il dott. Weiss. Lui mi chiese perche’ volessi diventarlo. “Sa, dott. Weiss, ho addestrato un <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2569" title="dott. Randy Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>canarino quando avevo otto anni&#8230;”</p>
<p>Mi fece iniziare al canile. Era una sezione lunga e stretta, concepita per esercitare e liberare gli animali dalle gabbie. Era un largo rettangolo di cemento, convergente da tutte le direzioni verso un foro centrale, e circondato da muri, anch’essi di cemento. Il mio lavoro consisteva nel pulire e lavare il pavimento. Dopo un’ora, non capivo ancora la relazione tra l’aver addestrato un canarino ed il fatto di pulire merda di cane.</p>
<p>Fui salvato da questo impossibile rompicapo da una richiesta del dott. Weiss: “Randy, ti dispiace far uscire Brutus dalla gabbia, e portarlo a me?”</p>
<p>Brutus era un enorme pastore tedesco con denti affilati ed un respiro minaccioso. Io pesavo piu’ o meno quanto lui, ma non ero cosi’ forte&#8230; quindi ero molto meno determinato di lui in quel momento.</p>
<p>Mi sono avvicinato alla gabbia, ed ho pensato di aprire la porta che ci separava. Brutus mi guardo’ mostrando i denti, come per dire “Avanti, sfigato, apri. Infila la mano e vieni a prendermi se hai il coraggio&#8230;” Pareva comparire una sorta di sorriso obliquo sul suo grugno&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, Brutus pare voler stare tranquillo per adesso. Posso portarglielo piu’ tardi?”</p>
<p>Cio&#8217; che successe nei pochi secondi successivi ha vibrato attraverso il mio corpo in un modo tale da farmi decidere per sempre di abbandonare la carriera veterinaria. Il dott. Weiss si avvicino’ a Brutus, lo prese per la collottola, e lo trascino’ fuori dalla gabbia. Brutus non fece altro che piagnucolare&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, e se l’avesse morsa?”</p>
<p>“Devi mostrare ad un animale chi e’ che comanda – non puoi mai farti intimidire, gli animali annusano la paura!”</p>
<p>“Eggia’!” dissi “ma lei e’ mai stato morso?”</p>
<p>“Oh, certo!” disse il dott. Weiss “di tanto in tanto, succede!”</p>
<p>Il mio lavoro all’Ospedale per animali “Weiss” termino’ quel giorno stesso. Nella mia testa, non riuscivo a riconciliare “di tanto in tanto rischio di perdere un dito” con “ho addestrato un canarino a salirmi sul dito, e quindi dovrei diventare un veterinario”.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2570" title="Generative NLP" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP-300x61.gif" alt="" width="300" height="61" /></a>Piu’ tardi, il mio miglior amico Bob, che poi frequento’ la Michigan State University e divenne davvero un veterinario, fece esattamente come il dott. Weiss: e’ stato morso parecchie volte, non solo da cani, ma anche da gatti! Entrambi i miei fratelli sono veterinari, ed oggi sono proprietari di ospedali per animali.</p>
<p>Quando mio fratello Alan lavorava per un veterinario per completare il suo tirocinio, un pastore tedesco gli morse la palpebra, e dovette ricorrere alla chirurgia d’emergenza per salvare un dotto lacrimale. Anche lui, poi, e’ stato morso molte altre volte. Mio fratello Brian ha avuto lo stesso “piacere” piu’ e piu’ volte. In effetti, la sua risoluzione ad aiutare gli animali trascende la paura di essere morso, tanto che una volta ha persino avuto una tigre sul suo tavolo medico! (Per fortuna era addormentata, ed ha mancato l’occasione di un gustoso spuntino). Nonostante sia stato io il primo a decidere per la carriera veterinaria, alla fine ho cambiato idea, mentre entrambi i miei fratelli sono rimasti fermi sulla loro decisione di immergersi in questa professione.</p>
<p>Non avendo mai cercato davvero di capire cosa fosse necessario per essere un buon veterinario, ed in qualche modo disilluso dalla mia esperienza all’ospedale del dott. Weiss, mi sono inizialmente sentito come bloccato. Per la maggior parte della mia vita ho ascoltato di come dovessi diventare un veterinario, ed ora mi sentivo semplicemente confuso. Decisi di riconsiderare la mia scelta di carriera, che pareva sempre piu’ la conseguenza delle convinzioni, degli incoraggiamenti e delle reazioni che avevo ricevuto dagli altri che di cio’ che provavo essere la cosa giusta da fare per me stesso. Non ero sicuro a questo punto come avrei fatto a sapere come e quando avrei fatto la scelta giusta, ma sapevo che doveva essere qualcosa di diverso che essere un veterinario. Nel tentativo di fare una nuova scelta, mi stavo nel frattempo allontanando da quella vecchia.</p>
<p>Iniziando l’Universita’, decisi di tentare la carriera di dentista. Ma dopo il primo anno alla Michigan State University, capii che non mi piaceva guardare nella mia stessa bocca, e ancor meno in quella degli altri. Mi orripilava l’idea di continuare a fare questo per il resto della vita, sentivo letteralmente il petto contrarsi, come se qualcuno mi rubasse il respiro. Ancora una volta, c’era qualcosa che riguardava questa decisione che sentivo drasticamente sbagliato. Nonostante questa volta avessi fatto delle ricerche per comprendere che genere di percorso scolastico fosse necessario, e come si svolge la professione dentistica, dopo due anni di apprendimento, avevo la fortissima sensazione fisica, nel mio corpo, che c’era qualcosa di sbagliato.</p>
<p>Cosi’, ho lanciato ancora una volta in aria i dadi, con un nuovo criterio in mente: volevo fare una scelta che potessi sentire nel mio corpo come positiva – fare qualcosa che potevo riconoscere <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green.png"><img class="alignright size-medium wp-image-2571" title="www.drrandywgreen.com e' il sito di Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green-300x271.png" alt="" width="300" height="271" /></a>come la cosa giusta da fare per me. Quando finalmente entrai in contatto con il mondo della psicologia, provai qualcosa di interamente nuovo. Piuttosto che fare una decisione basata su qualcosa che una disciplina <em>non</em> fosse- come avevo fatto passando dalla veterinaria alla carriera dentistica – questa volta, feci una decisione basata sul modo con il quale volevo agire nel mondo come psicologo. E per la prima volta, ho sentito attraverso tutto il mio essere che tale scelta rifletteva la persona che veramente sono. Posso richiamare dalla memoria una certa immobilita’ – un senso di rilassamento – all’interno delle mie budella, seguito da altre sensazioni fisiche, che mi dicevano quanto questa carriera fosse significativa per me.</p>
<p>Nel percorso che mi ha portato ad essere un psicologo autorizzato dallo Stato di New York, ho fatto centinaia di decisioni – decisioni che spesso iniziavano con un certo grado di indecisione, di solito con la domanda “perche’ non riesco a decidere?”</p>
<p>Perche’ ci sono persone che provano tanta fatica a prendere decisioni importanti per la loro vita, quando per altri sembra facilissimo? Per anni, dopo la serie di eventi presso l’ospedale del dott. Weiss, mi sono chiesto come i miei fratelli fossero riusciti a decidere con tanta facilita’ di volersi immergere nella professione veterinaria. Allora, non sapevo che ognuno di essi si domandava con altrettanta energia che cosa mai avesse spinto me a fare il psicologo, cioe’ una professione che richiede di ascoltare disagi e stati di agitazione di centinaia di persone, per tantissimi anni di fila.</p>
<p>Non avendo ottenuto alcuna risposta soddisfacente a questa domanda, “<em>Perche’?</em>”, man mano che sviluppavo la mia esperienza e la mia abilita’ come psicologo, ho compreso che una domanda di gran lunga migliore per il processo decisionale e’ “<em>Come?</em>”</p>
<p>Come fa una tal persona a creare nella propria mente possibilita’ tra le quali scegliere?</p>
<p>Come fa un’altra persona a bloccarsi, e diventare incapace di scegliere?</p>
<p>E, la domanda piu’ importante, come fanno le persone a liberarsi da queste difficolta’ per compiere decisioni che migliorano loro stesse?</p>
<p>__________________________________</p>
<p>Beh, a questo punto non resta che leggere il libro di Randy! <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Petar</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2572" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (1 di 2)</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 12:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale. L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2545" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2546" title="dott. Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg" alt="" width="120" height="150" /></a> “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale.</p>
<p>L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; che consigliamo caldamente a chiunque conosca l’inglese, e di cui pubblichiamo qui la prefazione di Joseph Riggio, e, nel prossimo articolo, l’introduzione dell’autore stesso.</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________</p>
<p><strong>Prefazione</strong></p>
<p>Succede ogni tanto che qualcosa di antico e di estremo valore venga riscoperto. Quando cio’ succede, la Ruota della Conoscenza genera una nuova rivoluzione, e quel che emerge e’ allo stesso tempo uguale e radicalmente rinnovato, quindi diverso.</p>
<p>Coloro che non hanno familiarita’ con l’origine di questa antica saggezza lo percepiranno come nuovo, e di solito tanto basta per catturarne l’interesse. Coloro che invece hanno familiarita’ con l’antico sapere, lo riconosceranno per cio’ che e’, e ne saranno attratti perche’ capiranno il valore di cio’ che viene loro offerto. Cio’ che il Dr. Randy Green condivide in questo libro e’ un esempio della rivoluzione della Ruota della Conoscenza, qualcosa di profondamente importante e di assoluta rilevanza per il nostro mondo contemporaneo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2547" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg" alt="" width="133" height="240" /></a>All’inizio degli anni ’70 due esploratori dell’esperienza umana, Richard Bandler e John Grinder, hanno formulato una “tecnologia dell’eccellenza” battezzata Programmazione Neuro-Linguistica, in Italia nota come PNL. Il loro lavoro fu riconosciuto tra i piu’ importanti in assoluto per il progresso della psicologia applicata negli ultimi decenni del ventesimo secolo.</p>
<p>L’essenza della loro scoperta e’:</p>
<p>1.    Ogni individuo ha esperienza degli eventi della sua vita in un modo unico:</p>
<p>2.    Questi eventi sono codificati in schemi specifici che sono accessibili e malleabili</p>
<p>3.    Facendo attenzione alle forme ed ai modi con cui gli eventi vengono codificati, l&#8217;esperienza puo’ essere programmata e guidata per produrre risultati desiderati, utili, e di lunga durata.</p>
<p>Sono idee stupefacenti se si riflette sull’impatto che hanno sulla performance dell’essere umano, e sull’abilita’ di costruire esperienze in relazione all’ottenimento di risultati desiderati. In applicazioni anche molte diverse come la terapia, l’educazione, il business, lo sport, ecc., la PNL diventa una tecnologia di punta per produrre eccellenza con individui o gruppi di persone.</p>
<p>Roye Fraser, uno studente di PNL, assunse un approccio radicale, basato su una direzione esclusivamente positiva. Il pressuposto e’ che ogni individuo ha un innato modello di eccellenza per vivere la propria vita, una sorta di “Impronta di successo” (“Success Blueprint”). Roye chiamo’ questo modello “Generative Imprint”, e la comprensione dell’impatto di questo modello divenne il lavoro della sua vita. La sua eredita’ consiste nel materiale realmente rivoluzionario che ha sviluppato, nella sua abilita’ cioe’ di creare cambiamenti positivi nella vita delle persone che incontrava.</p>
<p>Volendo darne una breve spiegazione, cio’ che Roye ha realizzato e codificato e’ che le persone compiono una scelta fondamentale nelle loro vite, cioe’ se vivere da una posizione orientata positivamente, focalizzata sulle possibilita’, oppure da una posizione orientata negativamente, focalizzata sulle limitazioni. Quando si fa la scelta di organizzarsi rispetto alle possibilita’, l’intero essere della persona vive una trasformazione profonda – i pensieri, le sensazioni, i comportamenti e persino l’espressione corporea – in un modo specifico che genera un senso profondo di benessere. Questa scelta fondamentale determina come si ha esperienza di qualunque cosa: o la vita e’ piena di possibilita’, o e’ piena di limitazioni.</p>
<p>Io ho incontrato Roye nel 1987, e ne sono diventato studente ed apprendista. Da quella esperienza intensa ho poi sviluppato il modello del Mythogenic Self Process, o Mythoself, che ho iniziato ad insegnare nel 1994, portandolo in trenta paesi diversi.</p>
<p>Nel 2004 sono stato presentato al dott. Randy Green da un mio studente, Devon White. Randy porto’ una incredibile sete di conoscenza, ed una significativa esperienza professionale clinica al lavoro che avevo compiuto fino a quel momento.</p>
<p>Leggendo il libro che ha scritto, da un punto di vista delle possibilita’ che la vita offre, scoprirete che Randy offre cio’ che puo’ essere considerato un approccio al “prendere decisioni” totalmente differente ed unico rispetto ad ogni altro che possiate aver incontrato prima d’ora. La maggior parte dei libri sul “prendere decisioni” assumono il punto di vista per cui “decidere” e’ una attivita’ mentale che dipende dall’analisi delle informazioni esistenti. Di solito, questo tipo di analisi significa considerare con cura i dati e poi mettere in equilibrio i rischi e ricompense – costi e benefici, lati positivi e lati negativi – eppure tutto cio’ e’ solo un tentativo di formalizzare qualcosa che non si lascia afferrare.</p>
<p>Al posto di questi modelli analitici, che sono “approcci cognitivi” al “prendere decisioni”, cio’ che troverete in questo libro e’ un approccio radicalmente differente, basato sulla consapevolezza del vostro essere, compreso quello del vostro stesso corpo. Il Dr. Green vi insegnera’ a diventare sensibili ai piu’ sottili segnali del vostro corpo che esprimono una risposta del tipo “si’” o “no” alle informazioni esistenti. Usando questi segnali come riferimento per le decisioni da prendere, crea un impressionante metodo per prendere decisioni significative, soprattutto quando i dati sulla base dei quali decidere sono minimi.</p>
<p>I passi che si devono intraprendere per creare la necessaria sensibilita’ a questi segnali corporali, che sono la base del metodo di “prendere decisioni” presentato nel libro di Randy W. Green, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2548" title="Il biglietto da visita di Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif" alt="" width="155" height="97" /></a>provengono direttamente dall’eredita’ del lavoro di Roye Fraser e del suo modello “Generative Imprint”. Cio’ che e’ piu’ significativo di tale lavoro e’ come vada molto al di la’ del semplice “prendere decisioni” Per sviluppare la necessaria sensibilita’ ai segnali del corpo, bisogna prima acquistare sensibilita’ a “come si e’ quando si e’ al meglio di se stessi”, cioe’ quando si e’ organizzati rispetto alle possibilita’.</p>
<p>Man mano che imparerete quanto Randy W. Green insegna nel libro, scoprirete cose di voi stessi che probabilmente nemmeno potevate immaginare. L’aspetto brillante del modello che Randy condivide e’ il modo naturale con cui unisce l’abilita’ di accedere un modo meravigliosamente positivo di stare nel mondo con le decisioni che si prendono a partire da questo stato.</p>
<p>Il metodo di Randy per presentare il materiale e’ efficace perche’ racconta di molti casi e storie di clienti reali con cui ha lavorato&#8230; invece di una storia noiosa e distante, Randy vi apre alla reale, viva esperienza delle persone che hanno tratto beneficio dall’applicare il modello nelle loro vite concrete.</p>
<p>Io lavoro con questo materiale da piu’ di vent’anni ormai, ed in quanto creatore del Mythogenic Self Process, o Mythoself, ho avuto l’occasione di lavorare con migliaia di clienti, compresi dirigenti senior di multinazionali, professionisti in attivita’ o in pensione, educatori, studenti, genitori, ed altri. Cio’ che ho scoperto e’ che se qualcuno ha un vero interesse, puo’ imparare ad applicare questo modello, col risultato che non impara solamente un eccellente metodo per prendere decisioni, ma la sua vita cambia in modo significativamente positivo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2549" title="Joseph Riggio durante un corso a Taiwan" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Oggigiorno si sente spesso parlare di “psicologia positiva”, e pare che ogni giorno venga pubblicato un nuovo libro sulla “felicita’” – cosa sia, come averla, la sua importanza – come se l’atteggiamento positivo per essere felici fosse un’idea particolarmente nuova. Eppure il lavoro che Roye inizio’ a sviluppare oltre trent’anni fa era basato sulla semplice idea che i risultati che si ottengono operando da una posizione positiva sono superiori a quelli che si possono ottenere operando da qualunque altra posizione.</p>
<p>Cio’ che il dott. Randy W. Green dimostra nella maniera piu’ chiara e’ che, con un sufficiente grado di abilita’, il modello puo’ essere applicato a quasi ogni situazione in cui ci si trovi, che richieda la miglior decisione possibile in quel preciso momento. Nel lavoro che ho svolto con i miei clienti in tutto il mondo, definisco questo come “prendere decisioni di alta qualita’”, decisioni che massimizzano le conseguenze positive e minimizzano quelle negative. Un processo che e’ stato applicato con grande successo da individui ed organizzazioni in tutto il mondo. Ora, voi stessi avete l’opportunita’ di apprendere ed usare nella vostra vita lo stesso metodo per prendere decisioni – un passo significativo nel viaggio che chiamiamo Vita.</p>
<p>Joseph Riggio, Ph.D.</p>
<p><em>Architect and Designer of the Mythogenic Self Process (Mythoself)<br />
</em></p>
<p><em>www.josephriggio.com</em></p>
<p><em>______________________________</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2551" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Le persone che  frequentano  questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in  tempo reale  delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</em></span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>La paura ed il suo opposto…</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 23:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Decidere]]></category>
		<category><![CDATA[Intento]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Prontezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Buongiorno ragazzi, ecco uno dei brani piu&#8217; belli e significativi che abbia letto da molto tempo a questa parte. A presto, Petar * * * 29 novembre 2009 WOW! E&#8217; stata una settimana di rivelazioni per me &#8230; Sono appena tornato a New York stamane, piu&#8217; o meno alle 5 del mattino, dalla California del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/Fear.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1262" title="Fear" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/Fear.jpg" alt="" width="700" height="467" /></a>Buongiorno ragazzi,</p>
<p>ecco uno dei brani piu&#8217; belli e significativi che abbia letto da molto tempo a questa parte.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Petar</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Garamond, serif;">29 novembre 2009</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">WOW! E&#8217; stata una settimana di rivelazioni per me &#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Sono appena tornato a New York stamane, piu&#8217; o meno alle 5 del mattino, dalla California del Sud. Ci sono stato alcuni giorni, compreso il Giorno del Ringraziamento, con alcuni familiari di mia moglie. Ho trascorso un po&#8217; di tempo con la famiglia, abbiamo fatto un po&#8217; di shopping in centro, ed anche un po&#8217; di lavoro &#8230; un po&#8217; di giorni completi, direi.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Siamo stati al Pelican Hill Resort a Newport Beach &#8230; saro&#8217; breve, qui &#8230; uno dei migliori hotels/resorts in cui sono mai stato in qualunque parte del mondo, finora. Stanze stupende, panorami meravigliosi sull&#8217;Oceano Pacifico, eccellente servizio in camera 24 ore al giorno / 7 giorni alla settimana, ottimo cibo &#8230; tutto cio&#8217; che potete desiderare in un hotel/resort top level, secondo me.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Venerdi&#8217; ho trascorso la giornata intera nello studio di registrazione a finire il video per “The Complete Package”&#8230; sara&#8217; uno di quei prodotti da urlo&#8230; su questo, nessun dubbio! Tuttavia, questo mi ha portato a pensare alla relazione tra la paura ed il successo, e la soddisfazione nella vita. Vedete, una delle rivelazioni che ho avuto di recente e&#8217; che, in fondo, il successo e la conseguente soddisfazione e&#8217; tutto una questione di <strong>avere una grande strategia di apprendimento</strong>, al cuore di cio&#8217; che fate&#8230; qualunque sia la cosa che fate.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Se conoscete il mio lavoro, siete a vostro agio con l&#8217;idea di &#8220;Success Blueprint&#8221; &#8230; il modo innato di operare al vostro meglio che esiste come un profondo imprint personale, basato sulla posizione generativa, quando siete organizzati in relazione alle possibilita&#8217; ed in uno stato positivo molto carico. Il Complete Package riguarda il ri-accedere questo imprint e farne la posizione di partenza da cui operare, creando un diffuso senso di benessere, un impeto al successo ed alla profonda soddisfazione (che e&#8217; cio&#8217; che piu&#8217; tipicamente manca dalle vite persino dei miei clienti di maggiore successo, prima di lavorare con me).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Oltre a porre nuovamente il fondamento del vostro naturale Success Blueprint, e&#8217; imperativo che abbiate <strong>una posizione in cui l&#8217;apprendimento diventi privo di sforzo e naturale</strong>. Per apprendere in questo modo, dovete opearre da uno stato positivo altamente carico ed organizzarvi in relazione alle possibilita&#8217;&#8230; non alle limitazioni. Eppure la maggior parte delle persone hanno avuto la maggior parte, se non tutte, le proprie esperienze di apprendimento mentre sono in stato inibitorio, cioe&#8217; organizzati in relazione alle limitazioni. Cio&#8217; e&#8217; talmente sbagliato che non so da dove iniziare!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Pongo qui un punto di partenza&#8230; <em>la maggior parte dell&#8217;apprendimento e&#8217; strutturato attorno alla soluzione di problemi</em>. La premessa stessa del problema e&#8217; inibitoria, cioe&#8217; c&#8217;e&#8217; qualcosa di sbagliato col modo in cui sono le cose, che dobbiamo risolvere. AGGGHHH! L&#8217;intera premessa e&#8217; immersa in una paura subliminale, non detta, che se non risolvi il problema, qualcosa di terribile ti succedera&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ora, questa e&#8217; roba altamente motivazionale, ad alto costo. Siamo neurologicamente progettati per rispondere intensamente alla paura&#8230; guardate solo le pubblicita&#8217; sui cartelloni nella Madison Avenue&#8230; funziona. O se preferite, date un&#8217;occhiata a qualunque campagna politica importante, persino da quelli che giurano che non useranno pubblicita&#8217; negativa, e invece la vedrete eccome&#8230; perche&#8217; funziona.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Noi siamo programmati a rispondere alla paura, cioe&#8217;: “Vattene da qui o muori!” Questo e&#8217; cio&#8217; che devi fare quando stai per diventare il pranzo di un gattone con i denti a sciabola, o di un leone, nella savana &#8230; ma si ha esattamente la stessa risposta pensando che &#8220;il bianco non e&#8217; bianco abbastanza&#8221; e che hai fatto un grosso passo falso sociale – o i denti non sono bianchi abbastanza, o i capelli non brillano abbastanza!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Pensate a questa situazione&#8230; siete a scuola e state sognando ad occhi aperti per un secondo o due&#8230; avete perso cio&#8217; che il maestro ha appena detto, ma sentite chiamare il vostro nome per rispondere ad una domanda che non avete sentito&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non avete sentito la domanda perche&#8217; siete semplicemente un giovane, e stavate facendo quel che vi viene automaticamente naturale&#8230; sognare ad occhi aperti, seguendo la vostra predisposizione ad essere affascinato, invece di prestare attenzione a quel che il maestro diceva, per voi noiosissimo&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Eppure, eccovi li&#8217;, esposto, a dover rispondere alla domanda che non avete sentito. In questo momento, provate cio&#8217; che si puo&#8217; definire “paura primordiale”. In quel momento, o provate a voi stesso di essere degno di appartenere alla “tribu&#8217; “ o fallirete e sentite che potete essere ostracizzato e reso ridicolo&#8230; paura primordiale.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Siamo programmati a credere che, se ci rifiutano, vagheremo soli&#8230; ad esempio: non piaceremo a nessuno &#8230; nessuno vorra&#8217; giocare &#8230; sposarci &#8230; ed alla fine moriremo. E&#8217; la paura piu&#8217; naturale del mondo. Letteralmente, in milioni di anni di evoluzione, essere solo&#8230; rifiutato dalla tribu&#8217; ed ostracizzato&#8230; significava morte.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Cosi&#8217;, i tuoi istinti naturale irrompono, e tu vuoi correre via, scappare, il piu&#8217; velocemente possibile. E&#8217; come come quando la tigre dai denti a sciabola, o il leone, attaccavano uno dei tuoi antenati&#8230; ma da allora hai imparato che correre via, in quella situazione, non e&#8217; una scelta possibile, sei caduto in trappola. Cosi&#8217;, ingoi il rospo, e vivi l&#8217;esperienza con tutto il “succo inibitorio” che il momento sta creando per te. Sto letteralmente parlando delle sostanze chimiche neurali e degli ormoni della paura, dello stress e dell&#8217;inibizione, secreti in quel momento.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Questo, e&#8217; gia&#8217; un pessimo punto di partenza, ma e&#8217; poi aggravato da altri 12, fino a 20 anni di scuola&#8230; poi, aggiungeteci quanto siete stati addestrati a considerare il mondo come una serie di problemi da risolvere, ed avrete un&#8217;agenda di paura da seguire , 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, 365 giorni all&#8217;anno.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non mi meraviglia che tante persone provino effetti simili a quelli delle malattie degenerative dopo vent&#8217;anni di questo tipo di scolarizzazione, ed altri dieci-venti nel mondo del lavoro, con le stesse assunzioni e pressioni. Poi, la gente si becca “misteriosamente” un&#8217;ulcera, o peggio. IL FONDO DEL BARILE: A meno che questa “educazione” non venga spazzata via da dentro di voi, finira&#8217; con il spazzare la vostra stessa vita.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Okay, quindi qual e&#8217; la chiave per spazzare via tutta questa paura dal vostro sistema?</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Comprendere che avete bisogno di raggiungere l&#8217;opposto della paura e&#8217; il primo passo. Allo stupido totale sembrera&#8217; che sia &#8220;l&#8217;essere senza paura&#8221;, semplicemente non provarla. Questo non e&#8217; solo stupido, e&#8217; pericoloso&#8230; come quella scemenza del “abbi paura, ma fallo lo stesso&#8221; &#8230; questo e&#8217; semplicemente totalmente stupido!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">La paura e&#8217; un allarme installato nel nostro sistema per una ragione&#8230; una ragione veramente ottima, farvi restare in vita. Provare paura, afferarre la minaccia, eliminare al massimo il rischio E POI fai quel che vuoi o devi. Questo si chiama usare la paura, invece di essere usati da lei.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Certe persone orientate alla new age/spirituali vi diranno che e&#8217; l&#8217;amore&#8230; ad esempio: &#8220;L&#8217;amore e&#8217; tutto&#8217; cio&#8217; che c&#8217;e'&#8230;&#8221;, &#8220;L&#8217;amore e&#8217; tutto cio&#8217; di cui abbiamo bisogno&#8230;&#8221;, &#8220;E&#8217; l&#8217;amore a mancare&#8230;&#8221; e la peggiore di tutte, secondo me&#8230; &#8220;L&#8217;amore e&#8217; il contrario della paura&#8221; CAZZATE!!! Provalo. Mostrami qualcuno che abbia davvero superato la paura con l&#8217;amore ed io ti mostrero&#8217; qualcuno che sta negando a se stesso la realta&#8217;. E, se me lo permettono, gli mostrero&#8217; anche come non servono piu&#8217; di cinque secondi per ricordargli cio&#8217; che stanno negando, e come tutta questa paura che pretendono di tener lontana e&#8217; in realta&#8217; seduta accanto, aspettando di saltargli addosso, ingoiandoli.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Normalmente, solo questo che ho scritto nella frase qua sopra e&#8217; sufficiente a far sentire intimoriti coloro che hanno creduto a quelle cretinate&#8230; e totalmente impotenti. Vedete, la chiave e&#8217; proprio qui&#8230; e&#8217; quasi sempre nel linguaggio che sai che cosa ascoltare ed a che cosa far attenzione&#8230; gli schemi sono davvero ovvi, una volta che hai la preparazione adatta.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">&#8220;IMPOTENTE&#8221; &#8230; la paura rende impotenti &#8230; non-potenti, quindi ineffecaci, incapaci di agire &#8230; PRIVI DI POTERE!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;AMORE NON E&#8217; L&#8217;OPPOSTO DI PAURA&#8230; IL POTERE LO E&#8217;&#8230;!!!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ebbene, dopo quasi un anno di strutturazione del The Complete Package, raffinandolo innumerevoli volte lungo la via, ed aggiungendo moduli e componenti fino ad essere io stesso assolutamente convinto che non potrete non trarre l&#8217;esperienza di una fondamentale riprogrammazione dalla limitazione alla possibilita&#8217;, dall&#8217;evitare la negativita&#8217; alla ricerca della positivita&#8217;&#8230; dalla paura ed impotenza al potere reale, puro, primario&#8230; sono pronto a lanciarlo nelle vostre mani, cuore e mente.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">I migliori saluti,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Joseph Riggio, Ph.D.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Garamond, serif;">* * *</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">30 novembre 2009</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ciao ragazzi,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Aspettando le risposte che sapevo di ricevere al mio email di ieri, ho iniziato subito a pensare che cosa sia davvero il potere&#8230; non il folle gioco della forza sotto forma di potere&#8230; ma cio&#8217; a cui io mi riferivo come potere reale, puro, primario.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">[NOTA: se volete saltare la spiegazione e la teoria, saltate in basso alle frasi segnate con l'asterisco (*) sotto]</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Prima di tutto,<strong> il potere non e&#8217; forza</strong>, ad esempio: far fare qualcosa a qualcuno&#8230; persino voi stessi. La forza ha un effetto molto limitato ed e&#8217; sempre soggetta alla resistenza ed all&#8217;effetto nullificante di un&#8217;altra piu&#8217; grande forza che si oppone.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ecco una delle grandi distinzioni di potere contro forza, secondo il grande fisico quantistico David Bohm (del quale sono ammiratore e studente).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">La forza e&#8217; sempre locale, ed i suoi effetti sono limitati nello spazio ed anche nel tempo. Il Potere, dall&#8217;altra parte, ha effetti non locali e mantiene il suo pieno effetto attraverso sia lo spazio che il tempo. Questo ha un&#8217;importanza radicale quando si comprende appieno cio&#8217; che Bohm suggerisce nella sua teoria, nei suoi libri ed altri lavori (Vedi i brani da &#8220;Towards a Theory of Transpersonal Decision-Making&#8221; &#8211; http://www.josephriggio.com/products/item/towards-a-theory-of-transpersonal-decision-making-in-human-systems/)</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Dunque, cosa e&#8217; il potere?</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Alcuni dicono che sia l&#8217;abilita&#8217; di far succedere le cose.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non solo non sono d&#8217;accordo, ma credo persino che non abbia senso. Nessuno puo&#8217; “far succedere le cose” piu&#8217; di quanto possa causare il sorgere del Sole, o fermarlo. L&#8217;intera idea di “far succedere le cose” non tiene conto dell&#8217;incredibile complessita&#8217; dell&#8217;Universo, l&#8217;integrita&#8217; di tutte le cose e le innumerevoli variabili che agiscono in ogni dato momento. Credetemi&#8230; non potete &#8220;far avvenire le cose&#8221; nonostante l&#8217;apparente evidenza che suggerisce che lo possiate – bisogna accedere ad un modo di pensare fortemente controintuitivo per afferrare quanto sto dicendo, chiedetelo a qualunque fisico quantistico, matematico del caos o scienziato della complessita&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Altri dicono che il potere riguarda il mettersi in azione.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Per quanto possa valere in questa sede, credo ora che ci stiamo avvicinando a definire cosa sia il potere, e cosa non lo e&#8217;. Mentre non potete “far avvenire le cose” piu&#8217; di quanto possiate far sorgere il Sole, o fermarlo&#8230; potete <strong>mettervi in azione di vostra spontanea volonta&#8217;</strong> (entro alcune limitazioni date, per esempio devo ancora vedere qualcuno volare per il fatto di sbattere le braccia, pur avendo visto persone che sbattono le braccia&#8230; ricordate, la precisione del linguaggio conta).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Comunque credo che semplicemente “mettersi in azione” non descriva in alcun modo significativo cosa sia il potere, o non sia. Indipendentemente dall&#8217;intensita&#8217; o persino dall&#8217;effetto dell&#8217;azione, mettersi in azione, da solo, non e&#8217; potere.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">* Cio&#8217; che ritengo essere potere reale, puro, primario e&#8217; &#8230;<strong> l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione con intento</strong>*</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;intera frase e&#8217; significativa per quanto sto dicendo&#8230; &#8220;l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione con intento.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Innanzitutto, l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione, opposta all&#8217;essere inibito, o limitato dal non essere in grado di mettersi in azione.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Uno dei primi e piu&#8217; significativi effetti della paura, intesa come opposto del Potere, e&#8217; spesso l&#8217;inibizione dal mettersi in azione. Quindi, l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione e&#8217; molto vicina al cuore di che cosa sia il Potere in termini umani.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Poi, c&#8217;e&#8217; l&#8217;idea di “azione con intento”.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Questa idea di “azione con intento” si riferisce al concetto di operare in relazione ad una intenzione che viene mantenuta – operare intenzionalmente&#8230; come opposto ad istintivamente. Un altro effetto della paura e&#8217; quello di muovere la persona all&#8217;azione, e la risposta e&#8217; quasi sempre azione d&#8217;istinto, come ad esempio correre via dalla fonte della paura. Guardate assieme, la paura che muove all&#8217;azione istintiva e la paura che inibisce l&#8217;azione sono entrambi schemi di risposta a stimoli generati dalla paura.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Quando entri in azione intenzionalmente, inteso come opposto dall&#8217;entrare in azione instintivamente, stai operando <strong>in relazione alla creazione di un futuro risultato desiderato</strong>. Indipendentemente da quanto stia avvenendo nel momento in cui scegli di agire, in relazione al risultato desiderato usi i dati presenti per muoverti nella direzione scelta.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Quindi, propongo che le persone potenti possano ed abbiano l&#8217;abilita&#8217; di creare l&#8217;azione intenzionale che vogliono&#8230; quindi, di conseguenza siano efficaci nel creare risultati di successo che li rendano soddisfatti nel tempo, portandoli ad essere soddisfatti con se stessi, ed in ultima analisi con la loro vita che percepiscono completa.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;ultima frase e&#8217; un boccone che val la pena masticare un po&#8217; di volte, quando si pensa a se stessi.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Best,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Joseph Riggio, Ph.D.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">jsriggio@josephriggio.com</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;"><a href="http://www.josephriggio.com/">http://www.josephriggio.com</a></span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">I brani sono tratti dalla newsletter alla quale si puo&#8217; accedere registrandosi sul sito di Joseph</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond;">La traduzione e&#8217; mia, di Petar, e me ne assumo la responsabilita&#8217;</span></p>
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		<title>“La conversazione”, il mio contributo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 07:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sapere]]></category>
		<category><![CDATA[la passione per la filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Petar Rokic]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Severino]]></category>
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		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Realtà]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro pubblico di Grandi Passioni, ho deciso di pubblicare la traduzione in italiano della lettera che ho scritto alla comunità di Facilitatori Mythoself&#8230; per la prima volta su questo sito, rendo espliciti alcuni aspetti dell’impatto che il modello ha avuto sulla mia vita, e come lo sto integrando con la mia cultura precedente. * * * [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1192" title="Il Mondo che vogliamo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/2-world.jpg" alt="Il Mondo che vogliamo" width="491" height="380" /></p>
<p>Caro pubblico di Grandi Passioni,</p>
<p>ho deciso di pubblicare la traduzione in italiano della lettera che ho scritto alla comunità di Facilitatori Mythoself&#8230; per la prima volta su questo sito, rendo espliciti alcuni aspetti dell’impatto che il modello ha avuto sulla mia vita, e come lo sto integrando con la mia cultura precedente.</p>
<p>* * *</p>
<p>Caro Joseph, ed a tutta la comunità Mythoself,</p>
<p>di ritorno a casa dalla sorprendente esperienza del Mythomania, e specialmente del &#8220;Secrets of wealth attraction&#8221;, che su di me ha avuto un effetto che non posso assolutamente esprimere a parole, decido di unirmi alla &#8220;conversazione&#8221; alla quale ci hai invitato.</p>
<p>Di recente, un&#8217;importante trasformazione interiore è iniziata, rinforzata dall’esperienza delle ultime settimane. Negli ultimi due anni, durante i quali i training Mythoself hanno prodotto trasformazioni nella mia vita al di là di qualunque cosa potessi aver immaginato prima, sono comunque rimasto in una posizione di “ricevitore”, lasciando arrivare la nuova conoscenza, abbandonando parzialmente la mia cultura precedente, non sapendo come integrarla, pur sentendone il valore intrinseco.</p>
<p>Sentivo che l’integrazione è possibile, ed ecco dunque il mio contributo, al mio livello presente di essere e di comprensione.</p>
<p>Ci hai parlato così spesso del tuo co-mentore Joseph Campbell&#8230; anche io ho avuto un mentore che non ho mai conosciuto fisicamente, che tuttavia ha avuto un impatto profondo.</p>
<p>Il suo nome è Emanuele Severino, uno dei più importanti filosofi italiani contemporanei, cresciuto nella sfera culturale cattolica, di cui ha successivamene sfidato il cuore filosofico stesso, cacciato dalle Istituzioni ufficiali (l’Università Cattolica di Milano), si è trasferito a Venezia ove divenne docente profondamente rispettato. Più di recente, è tornato ad insegnare a Milano, pur ancora non accettato dall’intellighenzia cattolica.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1225" title="Emanuele Severino" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/emanuele-severino-300x199.jpg" alt="Emanuele Severino" width="300" height="199" />La ragione dell’importanza del pensiero di Severino è, credo, degna di essere spiegata con cura, in modo che, più tardi, possa tentare la sfida di una possibile integrazione con il nostro lavoro Mythoself.<br />
Il punto di vista è quello della mia storia personale, sperando di riuscire a trasmettere anche il senso del significato che ho ricevuto per me stesso.</p>
<p>A 23 anni (oggi, ne ho 39), provai un improvviso, inspiegabile ed invincibile desiderio di comprendere cosa fosse la Filosofia Occidentale. Non ne sapevo praticamente nulla, la mia istruzione era tecnica, la conoscenza umanistica derivava soprattutto da letture personali.</p>
<p>Così, ho iniziato a cercare le possibili fonti, finché ho scoperto i libri di Severino. Egli ha sviluppato una trilogia di divulgazione ma rigorosa, della storia e del contenuto della Filosofia occidentale, da quella antica (Greca e medievale), a quella Moderna (da Cartesio a Hegel) e Contemporanea (da Nietzsche al giorno d’oggi), intesa come Organismo unitario in continuo sviluppo.</p>
<p>Ricordo come, letteralmente, non riuscivo a smettere di leggerne l’opera, e che processo di trasformazione iniziò.</p>
<p>Il primo passo.</p>
<p>Dalle primissime pagine del primo libro, Severino rende esplicita una dichiarazione “forte”: la nascita della Filosofia Occidentale, nell’Antica Grecia (precisamente, nell’Asia Minore, com’era chiamata allora la Turchia) è un Evento Unico nella storia dell’Umanità, decisivo.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1226" title="la filosofia antica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/la-filosofia-antica-192x300.jpg" alt="la filosofia antica" width="192" height="300" />La Filosofia Occidentale nasce Immensa dal primo passo, ponendo le fondamenta del percorso successivo.<br />
Qual è questo primo passo, e perché è così importante?</p>
<p>L’inaudita idea di Verità. La parola in sé, “verità”, era ovviamente presente nel linguaggio antico, ma non nel senso radicale definito, per la prima volta nella storia del genere umano, dalla filosofia greca (e, con la più grande chiarezza da Parmenide, sul quale tornerò dopo).</p>
<p>Cosa è questo nuovo senso di “Verità”?</p>
<p>Fino a quel momento, l’uomo, di fronte allo spettacolo, ed il terrore, della natura e di se stesso, in cerca di una spiegazione, ha solo una risposta: il Mito.</p>
<p>Con l’idea di Verità, concepisce l’idea di un Sapere incontrovertibile, assoluto, invoncibile, in grado di essere stabile ed incrollabile contro ogni possibile tentativo di negazione o contestazione.</p>
<p>Questa idea, già grande, implica immediatamente, prima ancora di qualunque ricerca del contenuto concreto della Verità, una relazione con un altro concetto nuovo, radicale quanto l’idea di verità, ed in effetti equivalente: l’Essere.</p>
<p>Comprendere la relazione tra la Verità e l’Essere è cruciale, val la pena soffermarsi.</p>
<p>I primi filosofi greci, tentando di dare contenuto alla Verità, iniziano a prestare attenzione alle singole “cose” che appaiono ai sensi. Immaginate di prestare attenzione ad un sasso (ma lo stesso si può dire di qualunque altro oggetto), e di voler estrarre da esso una conoscenza “vera”&#8230; ciò si rivela impossibile&#8230; per esempio, è impossibile dire “le cose sono di pietra”, perché verrebbe chiaramente negato dal primo oggetto di un altro materiale.</p>
<p>Così, è subito chiaro che l’attenzione va messa non sul singolo oggetto, ma su un insieme più vasto, anzi, così enorme che, <strong><em>aggiungendovi nuovi oggetti, il Sapere fin lì costruito non possa essere smentito.</em></strong><br />
Un insieme del genere, contenente TUTTI gli oggetti, concreti ed astratti, passati-presenti-futuri&#8230; è il TUTTO, il più immenso insieme concepibile.</p>
<p>I filosofi della Grecia antica, per la prima volta nella storia umana definiscono esplicitamente il Tutto (l’Essere) come l’insieme tale che nessun altro possa essere più grande&#8230; ed il Sapere costruito sull’Essere non può essere smentito da nuovi oggetti, semplicemente perché tutti gli oggetti ne sono già parte.<br />
Questa nuova idea di rapportarsi con la realtà, svela immediatamente, all’epoca, la “non-verità” del Mito.<br />
La spiegazione è semplice: la filosofia, definendo l’Essere come l’insieme più vasto possibile, chiede alla Mitologia &#8220;quale è il più vasto insieme sul quale il tuo sapere è costruito?&#8221;, e le risposte, il Kaos ed il Kosmos, apertamente non sono il Tutto&#8230; quindi, la Mitologia non può essere “vera”.</p>
<p>Questo semplice ragionamento è al cuore della cancellazione esplicita (ma non inconscia) dalla cultura occidentale come forma “autentica” di conoscenza&#8230; sopravvive esplicitamente solo nella religione, sotto la giustificazione dell’impossibilità per la ragione umana di raggiungere la conoscenza “elevata”, che si presume solo la Fede possa aprire.</p>
<p>La filosofia, però, assieme al lato luminoso – Verità ed Essere – apre contemporaneamente il suo lato oscuro, con l’altrettanto radicale idea di Nulla.</p>
<p>Anche la parola “nulla” esiste prima dell’inizio della filosofia greca, ma, esattamente come Verità ed Essere, non aveva prima il suo significato radicale ed assoluto.</p>
<p>Il senso greco del Nulla è radicale, assoluto, totale, completo – il senso del non-Essere assoluto, mai concepito prima con tale profondità dal genere umano.</p>
<p>E’ con il pensiero greco che fatti della vita come “morte”, ma anche “nascita”, &#8220;distruzione&#8221; ma anche &#8220;creazione&#8221;, e così via, raggiungono i livelli di significato e dramma descritti, ad esempio, nella tragedia greca.</p>
<p><img title="Parmenide di Elea" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/parmenides1.jpg" alt="Parmenide di Elea" width="210" height="301" /></p>
<p>La filosofia greca, ed innanzitutto con Parmenide di Elea, pone la base di tutto lo sviluppo successivo della cultura Occidentale; essendo, oggi, questa la cultura dominante del pianeta, è cruciale iniziare ad afferarrne il significato, riconoscibile dal momento stesso della nascita.</p>
<p>Questo, è il mio primo contributo, spero d’interesse&#8230; c’è ancora così tanto da dire&#8230;</p>
<p>Un abbraccio a tutti,</p>
<p>Vostro, Petar</p>
<p>___________________________</p>
<p>Emanuele Severino è uno dei  più importanti filosofi contemporanei, non solo in Italia, che ha il  raro e prezioso dono di saper parlare ad un pubblico di persone comuni  come tutti noi, ma in modo rigoroso e pieno di significato.</p>
<p>GrandiPassioni.com si occupa molto delle sue opere e del suo pensiero, che potete leggere, e spesso ascoltare, ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2010/09/severino-la-nostra-origine-1/" target="_blank">Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, prima parte</a></p>
<p><a href="../2010/10/severino-a-nostra-origine-2/" target="_blank">Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, seconda parte</a></p>
<p><a href="../2010/10/severino-spiega-nostra-origine-3/" target="_blank">Emanuele Severino spiega l’Origine della Filosofia e dell’Occidente, terza ed ultima parte</a></p>
<p><a href="../2010/12/severino-etica-e-capitalismo-1/" target="_blank">Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/01/severino-etica-e-capitalismo-2/" target="_blank">Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, seconda parte</a></p>
<p><a href="../2011/02/severino-etica-e-capitalismo-3/" target="_blank">Emanuele Severino sul rapporto tra Etica e Capitalismo, terza parte</a></p>
<p><a href="../2011/01/invito-ad-un-sapere-superiore/" target="_blank">Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, prima parte</a></p>
<p><a href="../2011/02/invito-ad-un-sapere-superiore-2/" target="_blank">Ispirato al pensiero di Emanuele Severino: Invito ad un Sapere Superiore, seconda parte</a></p>
<p><a href="../2009/12/la-conversazione-il-mio-contributo/" target="_blank">Le basi della filosofia occidentale, ispirato dalle opere di E. Severino: La conversazione, il mio contributo – prima parte</a></p>
<p><a href="../2010/01/conversazione-contributo-2/" target="_blank">Le basi della filosofia occidentale, ispirato dalle opere di E. Severino: La conversazione, il mio contributo – seconda parte</a></p>
<p><a href="../2011/03/cosa-significa-dio-1/" target="_blank">Dio secondo i filosofi, incontro promosso dalla “Fondazione Corriere della Sera”, prima parte</a></p>
<p>___________________________</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Reportage da New York, prima parte</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 21:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti, ragazzi, all&#8217;inizio di dicembre Joseph Riggio ha tenuto un esclusivo corso per aggiornare i &#8220;Mythoself Facilitator&#8221; degli sviluppi del modello, ed e&#8217; stata una occasione meravigliosa per visitare l&#8217;America&#8230; per me la prima volta, e me la sono spassata alla grande! Mi sono divertito a fare un breve filmato, spiegando (quasi) passo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-large wp-image-1182" title="New York, Madison Square Garden" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/IMG_0517-1024x768.jpg" alt="New York, Madison Square Garden" width="614" height="461" />Ciao a tutti, ragazzi,</p>
<p>all&#8217;inizio di dicembre Joseph Riggio ha tenuto un esclusivo corso per aggiornare i &#8220;Mythoself Facilitator&#8221; degli sviluppi del modello, ed e&#8217; stata una occasione meravigliosa per visitare l&#8217;America&#8230; per me la prima volta, e me la sono spassata alla grande! <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Mi sono divertito a fare un breve filmato, spiegando (quasi) passo dopo passo la scoperta del New Jersey e della bellissima cittadina di Princeton, sede di una delle piu&#8217; prestigiose universita&#8217; mondiali, e poi della Grande Mela.</p>
<p>A presto, e come sempre un abbraccio a tutto il pubblico di Grandipassioni!</p>
<p>Petar</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/e9yaAsFXPRU&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/e9yaAsFXPRU&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Un’idea per imparare/realizzare/agire (sfuggendo una frequente trappola)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 19:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Succede anche a voi di sentire talvolta una frase “saggia” che, in fondo, sembra del tutto naturale, e poi di dire “E allora? E’ ovvio!” Ad esempio, la frase accanto al titolo di questo sito – “Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”. E’ ovvia, no? Eppure, c’ho messo anni a superarne l’apparente ovvietà, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-993" title="Golf" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/09/Golf.jpg" alt="Golf" width="437" height="518" /></p>
<p>Succede anche a voi di sentire talvolta una frase “saggia” che, in fondo, sembra del tutto naturale, e poi di dire “E allora? E’ ovvio!”</p>
<p>Ad esempio, la frase accanto al titolo di questo sito – <strong><em>“Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”</em></strong>. E’ ovvia, no?</p>
<p>Eppure, c’ho messo anni a superarne <em>l’apparente</em> ovvietà, per applicarla con impegno, ed averli, questi benedetti Risultati!</p>
<p>Michael Gerber, autore del libro “The E-myth revisited”, chiama questo atteggiamento “<strong><span style="color: #ff0000;">La trappola del buon senso</span></strong>”: <strong><em>ogni grande idea</em></strong> <strong><em>sembra ovvia DOPO che la si è sentita!</em></strong></p>
<p>La reazione che genera è appunto alzare le spalle e “vabbé, è ovvio – e allora?”</p>
<p>Eppure, ogni grande idea è tale quando porta il singolo a <strong>realizzare</strong> qualcosa, e non c’è realizzazione senza <strong>azione</strong>, e non c’è azione senza <strong>impegno</strong>!</p>
<p>Quindi, non è il “senso di ovvietà” la guida, ma proprio l’impegno e l’azione che una grande idea genera! “E’ ovvio” crea solo un momentaneo comfort, nessun miglioramento, nessuna energia&#8230; solo un’illusione.</p>
<p>___</p>
<p style="text-align: left;">In uno dei primi post di questo sito, <strong>&#8220;Essere una squadra&#8221; <a href="http://www.grandipassioni.com/2009/01/%E2%80%9Cessere-una-squadra%E2%80%9D/">http://www.grandipassioni.com/2009/01/“essere-una-squadra”/</a></strong>, ho scritto di Vince Lombardi, il più leggendario allenatore di football americano di tutti i tempi, il cui credo essenziale era NON di individuare gli errori dei suoi giocatori per correggerli, bensì <strong>ciò che sanno fare bene, ed espanderlo</strong>.</p>
<p><strong><em>“Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”</em></strong></p>
<p>Di recente, sulla stampa nazionale, si è parlato di una recente ricerca del Massachussets Institute of Technology, che ha confermato ciò che Lombardi aveva così ben compreso; a livello neurologico il cervello apprende molto di più dai successi che dagli errori.</p>
<p>Tale Earl Miller, direttore del team di ricerca, afferma che le cellule cerebrali imparano dall’esperienza quando si fa qualcosa bene, non quando non si riesce.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-994" title="Percorsi neurali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/09/Percorsi-neurali-150x150.jpg" alt="Percorsi neurali" width="150" height="150" />Questi signori avrebbero creato una sorta di “fotografia istantanea del processo di apprendimento”, mostrando come le singole cellule modificano le loro risposte in tempo reale, in base all’informazione che permette di riconoscere l’azione giusta da quella sbagliata. Eppure, dopo un errore la reazione del cervello è molto ridotta, mentre è intensa dopo un comportamento riconosciuto come corretto.</p>
<p>Morale: solo nel secondo caso c’è un reale miglioramento nel comportamento, e quindi nei risultati.</p>
<p>Ulteriori prove hanno mostrato come, dopo un successo, l’intensa attività cerebrale tende non solo a replicarlo nei tentativi successivi, ma addirittura a migliorarlo. Dopo un errore, invece, la reazione è minima.</p>
<p style="text-align: center;">___</p>
<p style="text-align: left;">Dunque, “sbagliando s’impara”, massima tra le più note, che tutti conosciamo fin da bambini, è sbagliata?</p>
<p>Come sempre, non si generalizzi: è bene conoscere gli errori da evitare che <strong><em>procurano danno</em></strong> – che il fuoco bruci, è bene saperlo.</p>
<p>Se però si vuole <strong><em>generare performance</em></strong><em> – </em>ebbene sì, non s’impara sbagliando, ma tentando fino al successo!</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1000" title="Joseph e Nancy Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/09/n732842357_861709_43541-225x300.jpg" alt="n732842357_861709_4354" width="225" height="300" />Durante il seminario Mytho-2 dell’Agosto 2008, Joseph ci ha raccontato la storia vera di un grande Campione di golf che, durante una conferenza stampa, con orgoglio affermava di non aver mai sbagliato un colpo in buca sotto una certa distanza. Un giornalista presente in sala gli fa notare  che semplicemente non era vero, e le immagini televisive lo dimostravano facilmente. Eppure, il golfista non sentiva ragioni, anche contro l&#8217;evidenza delle riprese in tivù!!!</p>
<p>Un comportamento a prima vista irragionevole, qualcuno direbbe anche prepotente&#8230; eppure&#8230;</p>
<p><strong><em>“Ove metti Attenzione, là avrai i Risultati!”</em></strong></p>
<p>Dove va l’attenzione del golfista? Cancellando dal passato i fallimenti, resta fermamente sui successi&#8230; un atteggiamento frequente dei grandi performer!</p>
<p style="text-align: center;">____</p>
<p>Ovvio, no&#8230; !?!? <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;">____</p>
<p>A presto, Petar</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Joseph Riggio sull’Essere, sui Cambiamenti epocali e la Leadership</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 22:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Eredità]]></category>
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		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho deciso di salutarvi per le ferie con un video che sono sicuro apprezzerete: l&#8217;intervista a Joseph Riggio pubblicata di recente su youtube, sottotitolata in italiano. Ragazzi, che lavoro! Non sono ancora pratico di videoediting, c&#8217;ho messo un sacco di ore, ma la soddisfazione finale è immensa. Voglio dare l&#8217;opportunità a chi non avesse conosciuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-855" title="Joseph Riggio 2" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/08/Joseph-Riggio-2.jpg" alt="Joseph Riggio 2" width="500" height="333" /></p>
<p>Ho deciso di salutarvi per le ferie con un video che sono sicuro apprezzerete: l&#8217;intervista a Joseph Riggio pubblicata di recente su youtube, <strong><em>sottotitolata in italiano</em></strong>. Ragazzi, che lavoro! Non sono ancora pratico di videoediting, c&#8217;ho messo un sacco di ore, ma la soddisfazione finale è immensa.</p>
<p>Voglio dare l&#8217;opportunità a chi non avesse conosciuto Joseph di persona né parli bene l&#8217;inglese, di avere un piccolo assaggio del suo carisma, e delle sue idee.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-865" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/08/Joseph-Riggio.jpg" alt="Joseph Riggio" width="171" height="240" />Joseph parla di tre temi molto interessanti:</p>
<p>Innanzitutto, il &#8220;cuore&#8221; del suo lavoro, delle ragioni che spingono alcune persone a rivolgerglisi, ed il senso profondo dei risultati che si generano.</p>
<p>Poi, svela alcune sue riflessioni sul cambiamento epocale che il nostro Pianeta sta vivendo, che fin&#8217;ora gli ho sentito dire solo nei corsi avanzati.</p>
<p>Infine, prendendo spunto dal mega-collasso del sistema finanziario americano, dà la sua idea sul perché la vecchia leadeship abbia fallito così vistosamente, e che cosa è e che cosa fa un vero leader.</p>
<p>Buona visione, buon ascolto!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_BWuk6NN6QI&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/_BWuk6NN6QI&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>A risentirci a fine agosto! Buone vacanze a tutti!</p>
<p>Petar</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Leadership Transformation, di Joseph Riggio</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/05/leadership-transformation-parte-1/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 07:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Joseph Riggio ha pubblicato su www.youtube.com due splendidi video. Nel primo, che potete vedere qua sotto, parla ad una platea di &#8220;leaders&#8221; aziendali introducendo l&#8217;idea della &#8220;Magnificenza&#8221; nella vita e nel lavoro. Per chi mastica poco l&#8217;inglese, vi invito a leggere più sotto la traduzione della prima parte del video, che ho fatto io stesso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-654" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/Joseph-Riggio.JPG" alt="Joseph Riggio" width="475" height="342" />Joseph Riggio ha pubblicato su www.youtube.com due splendidi video. Nel primo, che potete vedere qua sotto, parla ad una platea di &#8220;leaders&#8221; aziendali introducendo l&#8217;idea della &#8220;Magnificenza&#8221; nella vita e nel lavoro.</p>
<p>Per chi mastica poco l&#8217;inglese, vi invito a leggere più sotto la traduzione della prima parte del video, che ho fatto io stesso, e di cui mi assumo la responsabilità.</p>
<p>Buona lettura, Petar</p>
<p style="text-align: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MhA9Zv99MIs&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/MhA9Zv99MIs&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p class="MsoNormal">Dunque, parliamo di quest’idea della Mitologia, e ci chiediamo del perché sia così importante per la leadership, per la trasformazione, e perché mai la “trasformazione” sia un’idea importante per la “leadership”?</p>
<p class="MsoNormal"><span>Ora, per me, il punto è il seguente: tutti noi, in qualche modo, viviamo in un Mito, eppure esso è quasi sempre a noi invisibile. E’ onnipresente: talmente presente nella nostra vita che non riusciamo a vederlo, eppure si svela continuamente attorno a noi, in effetti guida la nostra performance, guida ciò che noi facciamo, giorno dopo giorno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>L’aspetto più essenziale della leadership, la cosa più essenziale che voi dovete fare giorno per giorno, in quanto leaders, è <strong><em>prendere decisioni</em></strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Permettetemi di chiarire che, per me, le “decisioni” non sono ciò che succede nella vostra testa, questa non è una decisione, ma una “idea”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>La decisione è presente quando <strong><em>succede qualcosa là fuori, nel mondo</em></strong>. Quando <strong><em>fate</em></strong> qualcosa con l’idea che avete nella testa, per far succedere qualcosa.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E’ qui uno dei grandi segreti della leadership, che tutti conoscono, eppure così poche persone seguono. Riguarda il far sì che gli altri mettano in pratica, implementino, le idee create da voi stessi o da altri, della cui esecuzione siete responsabili, in una qualche maniera che sia <strong><em>Magnifica</em></strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il vero messaggio che vi sto lasciando è che tutti noi abbiamo la sensazione di voler essere “Magnifici”, abbiamo tutti la sensazione che, in qualche modo, sia possibile essere “Magnifici”, ed abbiamo la magnifica idea di <strong><em>stare solo aspettando di esprimerlo</em></strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Per coloro dei presenti che sono nel business, parte di quest’idea è l’espressione del business stesso. In che modo il business viene portato alla vita, si manifesta questa magnifica idea, che magari realizziamo per la durata dell’intera vita. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Eppure, nonostante questo desiderio essenziale, struggente, questa brama che abbiamo, di essere Magnifici, di rendere manifesta nel mondo che ci circonda la Magnificenza che possediamo e che abbiamo coltivato per anni, spesso non facciamo altro che chiederci, con calma ed in segreto “sono davvero abbastanza buono per questo?”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Quindi, il lavoro che vi porto, il lavoro che faccio, consiste innanzitutto nel definire questa premessa: “<strong><em>Non c’è niente che voi abbiate bisogno di <span style="text-decoration: underline;">fare</span> per <span style="text-decoration: underline;">essere</span> “buoni abbastanza”</em></strong>”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ora, questo può sembrare strano perché le persone con cui lavoro, come voi stessi, sono già di successo, voi sapete come avere successo, voi sapete come produrre, come vincere, come eseguire, come ottenere, eppure, ogni singola volta che mi siedo con qualcuno, non importa quanto d’elite sia la posizione che ha, o il ruolo esaltato che recitano, segretamente si chiede, di nuovo, “che cosa manca?”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Comprendiamo tutti questo concetto di successo, siamo stati allenati ed in qualche modo indottrinati con queste regole di successo, che riguardano “l’ottenere”, ed anche che “ciò che vogliamo” è “soddisfazione”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ma la “soddisfazione” non esiste “al momento”, è un buffo aspetto di essa; vedete, la “soddisfazione” esiste nel nostro futuro, E’ l’idea che siamo costruendo nella direzione della nostra <strong><em>eredità</em></strong>. Qualcosa che sia significativo non solo per noi stessi, ma per coloro per i quali abbiamo contribuito quando non saremo più qui. Questo è davvero parte dell’essere “magnifici” come leader. L’abilità di far propria questa posizione ove sai come costruire un’eredità che sia sostenibile quando non sei più qui, che sei del tutto impegnato per rendere manifesto qualcosa che potresti non vedere mai realizzato, ma il tuo lavoro è “preparare il campo”, seminare quel terreno, preparare quei germogli che eventualmente lascerai in cura ad altri finché non cresceranno nella pienezza del loro essere.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ora, per fare ciò, devi innanzitutto porti la domanda <strong><em>“chi sono io?”, “chi sono io per fare una cosa del genere?”</em></strong>&#8230; questa, è una domanda ontologica.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Non siamo abituati a questo tipo di domande, a domande riguardo all’ “essere” e “chi siamo”; in pratica, abbiamo separato il mondo in pezzi, e tutto ciò che vediamo attorno a noi stessi&#8230; questa idea, sapete, di “avere”, “essere”, “fare”, “fare”, essere”, “avere”&#8230; è irrilevante.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Questa è una <strong><em>singolarità</em></strong>!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Non c’è “fare” senza “essere”. Se non esisti, cosa mai puoi fare? Quindi, naturalmente, al primo posto c’è l’ “essere”, ma il nostro “essere” si rende manifesto in ciò che “facciamo”, ed attraverso ciò che “facciamo”, otteniamo ciò che “abbiamo”. E’ una singolarità! E’ una singola espressione completa contenuta in se stessa, che frazioniamo e frammentiamo nella nostra mente.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Non c’è nessun frazionamento nel mondo, l’Universo emerge con consistenza, ed emerge come una <strong><em>Totalità</em></strong>, e quando voi, come leaders, imparate ad entrare in questa Totalità, la Magnificenza che possedete, la Magnifica idea che state guidando in porto, inizia ad emergere con voi stessi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Qui, qualcosa di incredibile, al di là di ciò che voi, stando qui seduti, siete persino in grado di immaginare perché non lo potete contenere, non è semplicemente “dentro” di voi, è nella Totalità che abbiamo dentro noi stessi, ed <strong><em>è essa a contenere noi</em></strong>, non siamo noi a poter contenere essa.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Quando fate il vostro passo dentro questo, lì trovate la <strong><em>magia</em></strong>.  So bene che è un’idea inusuale da portare in un gruppo sulla leadership, ad eventi come questo, eppure tutti noi vogliamo essere un po’ magici.</span></p>
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		<title>Il potere del fallimento</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 18:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself]]></category>
		<category><![CDATA[Decidere]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio dell'Eroe]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ un ottimo momento per fare il punto della situazione della vostra vita, ed iniziare a pensare come siete giunti dove vi trovate e dove volete andare dal punto in cui vi trovate. Magari scoprirete, lungo la via, di avere preso della zavorra che non vi serve più, e che state valutando le cose in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E’ un ottimo momento per fare il punto della situazione della vostra vita, ed iniziare a pensare come siete giunti dove vi trovate e dove volete andare dal punto in cui vi trovate. Magari scoprirete, lungo la via, di avere preso della zavorra che non vi serve più, e che state valutando le cose in base a qualche vecchio criterio “installatovi”, che non si addice più. Una di queste cose potrebbe essere l’istruzione che avete o non avete ancora&#8230; su come saper fallire davvero bene.</strong></p>
<p><span lang="EN-GB">Buongiorno,</span></p>
<p><span>Alcuni potrebbero pensare che sono stato occupato ultimamente&#8230; i progetti dei miei clienti principali su cui lavoro, il servizio in un Consiglio di Amministratori Fiduciari, poi in alcuni comitati di volontari, lo sviluppo di nuovi materiali per il programma di training del MythoSelf Process, il progetto di un nuovo programma professionale per la comunicazione della leadership, il lavoro con i clienti privati, ridefinire il formato del mio programma radiofonico su VoiceAmerica.com, diversi progetti di libri, il lancio di nuovi prodotti l’anno prossimo&#8230; </span><span lang="EN-GB">WHEW! </span><span>E quando non sto facendo tutto questo (o dormendo) naturalmente cerco di strappare ogni attimo che posso per la mia famiglia, assicurandomi che sia più che sufficiente &#8230; portare mia figlia a scuola e talvolta andarla a prendere, cucinare per la famiglia, parlare con mio figlio per aiutarlo a preparare la laurea, stare qualche tempo con mia moglie semplicemente godendo della sua compagnia. Senz’altro sembra una lista davvero lunga, e non ho nemmeno tentato di renderla completa&#8230; semplicemente quello che mi passava per la testa mentre scrivevo.</span></p>
<p><span>Suppongo che molti di voi possano persino surclassare la mia lista. Il punto è che molta gente è oggigiorno impegnata, e diverse persone con cui lavoro sono tra le più impegnate che conosca. Eppure la cosa interessante è che<span><strong> </strong></span></span><span><strong>i più grandi performers che conosco non sembrano affatto impegnati</strong></span><span>. In effetti, i migliori performers che conosco sembrano muoversi da una cosa all’altra sia con eleganza che grazia, e lo fanno come se avessero tutto il tempo del mondo per farlo. Contrariamente all’opinione generale che le persone più impegnate sono le più potenti o di successo, ciò che ho scoperto è che le persone più potenti e di maggior successo che conosco hanno tutto il tempo che vogliono e di cui hanno bisogno per fare quello che vogliono. Mi spingo a dire che la vera unità di misura è:</span></p>
<p><span><strong>“Avere tutto il tempo che si desidera, per fare in assoluta libertà qualunque cosa si voglia o debba fare, e gli strumenti per perseguirlo, è la misura del successo più accurata che mai troverete.”</strong></span></p>
<p><span>Molti restano confusi dal pezzo </span><span>“&#8230; <strong>gli strumenti per perseguirlo ..</strong>.”</span><span><span> </span></span><span>considerandolo la vera misura del successo. Eppure, avere i mezzi e non il tempo è assolutamente inutile ed alcuni l’hanno scoperto appena prima (o appena dopo) un attacco di cuore o infarto. Vedete,<span> </span></span><span><strong>conosco sempre più persone che hanno cominciato a riconsiderare quanto hanno in termini di “strumenti” a favore di quanto hanno in termini di “tempo”</strong>.</span><span><span> E sono le persone che stanno scegliendo di fare di più con meno.</span></span></p>
<p><span>Queste persone stanno semplificando le loro vite in ogni direzione, ad esempio: case più piccole, vacanze scelte con più cura, meno “roba” di cui aver bisogno o da desiderare (il che è perfetto quando scegliete una casa più piccola), andare vie dalle “grandi aree metropolitane” in luoghi più remoti e spesso più belli come residenza principale&#8230; alcuni che conosco hanno persino deciso di trasferirsi per sempre nei loro luoghi di vacanza preferiti. La cosa interessante è che loro non percepiscono la loro vita come semplificata, ma piuttosto più piena, completa.<span> </span></span><span><strong>Sono uscito dalla definizione di “successo” che dà il sistema ed hanno iniziato a ridefinirla per se stessi.</strong></span><span><span><strong> </strong>In parte questa ridefinizione include fare ciò che vogliono e non necessariamente ciò che “dovrebbero”.</span></span></p>
<p><span>Sul mio sentiero, ho presto deciso di fare della mia vita ciò che davvero volevo. La decisione includeva anche andarmene dal consueto percorso scolastico, nonostante fossi uno studente d’eccellenza. All’epoca, semplicemente, avevo capito che per me </span><span><strong>un’infinita successione di lezioni in classe, imposte da maestri che mi chiedevano di provargli che avevo imparato ciò che loro volevano, non era la strada giusta per conservare ciò che già sentivo di avere, e che probabilmente avrebbe corrotto molti dei miei istinti migliori.</strong></span><span><span><strong> </strong>Avevo fatto abbastanza scuola, ed imparato le materie scolastiche anche al di fuori di essa, da sapere che ciò che volevo per me, e di cui avevo bisogno di imparare, non era presente né in quelle “sante” aule </span></span><span>né in quei “santi” educatori.</span></p>
<p><span>Ora, alcuni, leggendo questo, penseranno che il mio sia stato il primo passo verso il fallimento e l’incapacità di realizzare alcunché (molti l’hanno pensato davvero) &#8230;<span> </span></span><span lang="EN-GB"><strong>“Oh no! </strong></span><span><strong>Cosa farai senza una buona </strong><span><strong> </strong></span><strong>(&#8220;approvata&#8221;) istruzione?”</strong></span></p>
<p><span>Ora, fate caso alla parola “approvata”, sebbene raramente la sentirete pronunciare da altri. E’ esattamente ciò che intendo &#8230; qualunque educazione non approvata dal sistema, non è nemmeno considerata come tale. Più “andiamo avanti”, e più il requisito per fare qualunque cosa, arriva già con il cartellino del prezzo su cui c’è scritto che prima bisogna aver ricevuto un’educazione approvata. In molti modi<span> </span></span><span><strong>l’istruzione, oggi, è la “marchiatura”</strong></span><span><span>, </span></span><span>e se non l’avete, dovrete lottare con unghie e denti per superare il pregiudizio di aver scelto la vostra strada.</span></p>
<p><span><img class="alignleft size-full wp-image-490" title="La formazione Mythosef(tm) prevede anche abilità &quot;belliche&quot;! ;-)" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/04/431725116209_0_bg.jpg" alt="La formazione Mythosef8tm) prevede anche abilità &quot;belliche&quot;! ;-)" width="448" height="336" /></span></p>
<p><span>Dunque, volete sapere qual è secondo me il ruolo della scolarizzazione formale? </span><span lang="EN-GB">Dipende di chi parliamo in concreto. </span><span>Per alcuni maestri sinceri ed incredibilmente dotati, è un modo per allargare le vite e le menti dei loro studenti. Ho conosciuto, e perfino lavorato, con questo tipo di maestri&#8230; persone brillanti da frequentare. Per altri, è un modo di imporre le abitudini sociali agli allievi, insegnando “il giusto e lo sbagliato”, cosa sia “il bene di ognuno”, e talvolta persino come pensare secondo qualche schema predefinito. Purtroppo, nella mia piccola esperienza, come studente, come genitore, come membro di facoltà, e come cittadino di questa grande nazione, il secondo tipo di maestro è più diffuso. Il sistema non è costituito per <strong>educare </strong>ma per <strong>insegnare</strong>:<span> </span></span></p>
<p><span><strong>“educare&#8221; [estrarre o guidare i poteri di una persona, fin da bambino; sviluppare e coltivare, sia fisicamente, mentalmente, o moralmente]</strong></span><span><span><strong> </strong></span></span></p>
<p><span><span><strong>“insegnare&#8221; [Impartire la conoscenza di qualcosa; impartire, o della conoscenza prima ignorata, o delle regole pratiche; inculcare come vero o importante; esibire in modo da destare impressione; come, ad esempio, insegnare aritmetica, danzare, suonare, o simile; insegnare la morale.]</strong></span></span></p>
<p><span>La differenza principale è evidente.</span></p>
<p><span>L’educazione riguarda il permettere, l’aiutare a ciò che è dentro di emergere e manifestarsi pienamente, ad esempio: </span><span><strong>“estrarre o guidare i poteri di una persona, fin da bambino”</strong></span><span>.</span></p>
<p><span>L’insegnamento invece riguarda l’impartire dall’esterno verso l’interno ciò che è desiderabile per l’insegnante, ad esempio:<span><strong> </strong></span></span><span><strong>“Impartire la conoscenza di qualcosa; impartire, o della conoscenza prima ignorata, o delle regole pratiche; inculcare come vero o importante”</strong></span><span><span><strong> </strong></span></span></p>
<p><span>Questa grande differenza è critica, e viene spesso del tutto trascurata persino da genitori con le migliori intenzioni, ed anche da molti maestri, quando riflettono della scolarizzazione dei bambini.</span></p>
<p><span>Oggigiorno, man mano che noto il modo in cui stiamo scolarizzando i nostri bambini, come li stiamo inculcando nella società, man mano che ascolto le sciocchezze dei politici che parlano di aumentare la scolarizzazione ed i fondi per essa, sono sempre più in difficoltà. Perché non credo che quei politici siano parte delle masse innocenti ed ignoranti che approvano le meraviglie di</span><span> <strong>“ricevere una buona (&#8220;approvata&#8221;) educazione.”</strong></span><span><span> Credo invece che siano parte del sistema che desidera inculcare ai bambini l’idea di seguire le regole</span></span><span>, di fare ciò che gli si dice, di non scuotere il sistema o pensare in modo autonomo.</span></p>
<p><span>Una delle cose su cui punto l’indice più spesso è come la scuola stia diventando sempre più negli Stati Uniti d’America un luogo ove non si ha il permesso di “fallire”. </span><span lang="EN-GB">Insegnano che<span> </span></span><span lang="EN-GB"><strong>“fallire è male”</strong></span><span><span lang="EN-GB"><strong> </strong></span></span><span lang="EN-GB">Ad esempio:</span></p>
<p><span lang="EN-GB"> [premessa: nelle scuole superiori in USA, si dà il titolo di “valedictorian” al miglior diplomato tra tutti maturandi della scuola]</span></p>
<p><span> <strong>*&#8221;Ci sono persone contro il concetto stesso di “valedictorian” perché non amano la competitività”, dice Michael Carr dell’Associazione nazionale presidi della Scuola Superiore.</strong></span></p>
<p><span><strong>*In Texas, Indiana e Kentucky, molte scuole scelgono 10 o più dei loro migliori studenti come “valedictorians” il giorno del diploma — sbeffeggiando quello che un tempo era considerato un grande onore. Secondo il decano di un college californiano, alcune scuole superiori nominano da 50 a 100 “valedictorians.”</strong></span></p>
<p><span>E’ una totale sceneggiata!!! Cosa pensa di fare questa gente??? Potete immaginare se, durante la nostra evoluzione, qualche anziano capo tribù avesse preso decisioni in base a questa completa scemenza?<span> </span></span><span><strong>“Bruce, so che la tua vista è cattiva, ed il braccio che ti è rimasto non è così forte come quelli di Larry, ma vogliamo che tu ti senta dello stesso valore come ogni altro cacciatore o guerriero della tribù, così voglio che sia tu a guidare la caccia, oggi, VAI!”</strong></span><span><span> </span></span><span>La tribù sarebbe estinta, senza discendenti, i loro geni sarebbero stati distrutti sotto i zoccoli del bufalo che Bruce non avrebbe né visto né ucciso &#8230; sparito per sempre &#8230; MENO MALE!!!</span></p>
<p><span>Eppure, questo è esattamente ciò che stiamo facendo ai nostri studenti oggigiorno, forzandoli ad una profonda mediocrità. Per esempio, Bruce sarebbe potuto essere un ottimo taglialegna, magari avrebbe “inventato” la pratica di indurire le lance e le frecce, al fuoco. Eppure<span> </span></span><span><strong>proprio perché non gli è stato permesso di fallire, non si è mai trovato davanti alla necessità di trovare la propria strada, quella ove avrebbe eccelso in modo naturale, e dove le sue naturali inclinazioni e passioni gli avrebbero permesso di eccellere</strong></span><span><strong>. </strong>Questa, ritengo, è la strada seguita dall’educazione in Occidente al giorno d’oggi. La strada della mediocrità e della produzione del tipo di lavoratore-oggetto perfetto per il sistema, ma non per se stesso. </span><span lang="EN-GB">Ad esempio:</span></p>
<p><span><strong>*&#8221;Un consiglio scolastico in New Hampshire, preoccupato di ledere l’autostima dei ragazzi, ha votato la sospensione della pratica di dividere gli studenti in gruppi differenti, a cui insegnare secondo le loro specifiche abilità. Così, oggi la scuola sta “livellando” i gruppi ed insegnando a tutti insieme.”</strong></span></p>
<p><span>Quei genialoidi dei nostri politici continuano a parlare di </span><strong><span>più educazione</span></strong><span><span> </span></span><span>e<span> </span></span><strong><span>dell’educazione come il grande strumento per renderci uguali</span></strong><span><span> </span></span><span>(una delle frasi più rivelatrici che abbia mai sentito) &#8230; e<span> </span></span><strong><span>neanche un pigolio su una vera riforma dell’educazione!</span></strong><span><span> </span></span><span>Neanche un politico ha le palle di presentarsi davanti alle Autorità e dire,<span> </span></span><strong><span>“BASTA &#8230; BASTA SOLDI PER LE NOSTRE SCUOLE IN DISARMO &#8230; O PER IL SISTEMA CHE SOSTENGONO!</span></strong><span><span> </span></span><span>Non si tratta in effetti delle scuole, ma del processo, è il cuore stesso della pedagogia che abbiamo bisogno di riformare.</span></p>
<p><span>Da qualche parte, sulla via, abbiamo perso l’impeto di metterci alla prova, e così trovare i nostri limiti &#8230; e la nostra forza.<span> </span></span><strong><span>Sembra che abbiamo creato un sistema in cui la mediocrità va abbastanza bene e c’è pochissimo stimolo, o per nulla, di puntare all’eccellenza.</span></strong><span><span> </span></span><span>Deridiamo coloro che hanno raggiunto l’eccellenza e cerchiamo di abbattere ogni risultato che identifica qualcuno come elite. Oh, è tutto a posto se è il sistema che produce performance d’elite ad avere riconoscimento, ma non l’individuo. Basta leggere i giornali scandalistici, notare l’enormità di copie che vendono, raccogliere i titoli che propagandano e saprete tutto ciò che vi serve riguardo a quanto amiamo vedere i nostri eroi distrutti, nel modo più pubblico e viscerale.</span></p>
<p><span><img class="alignleft size-full wp-image-503" title="Mythoself(tm) training, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/04/444826016209_0_alb.jpg" alt="Mythoself(tm) training, Agosto 2008" width="336" height="448" /></span></p>
<p><span>Eppure, è nel fallimento che impariamo come avere successo.<span> </span></span><strong><span>Il successo, ed anche di più l’eccellenza, richiedono rischio.</span></strong><span><span> </span></span><span>Ma ci insegnano a temere il fallimento. Il messaggio che passa gran parte della società è che i vostri fallimenti saranno mostrati in pubblico ed usati per mortificare quanto avete ottenuto, non importa quanto grandioso. Stiamo costruendo una cultra che deride gli individui che osano alzare la loro testa sugli altri nel tentativo di raggiungere l’eccellenza. Invece<span> </span></span><strong><span>ciò di cui abbiamo bisogno sono più opportunità di fallire presto, così da avere la cruciale lezione che il fallimento è temporaneo, come il successo.</span></strong><span><span> </span></span><span>E’ soprattutto questa lezione che ci permette di assumere grandi rischi. Sapere che il fallimento è solo temporaneo, e di solito un passo verso il successo che desideriamo, ci permetterà ed incoraggerà ad assumere i rischi necessari ad avere successi enormi.</span></p>
<p><span>Il pericolo per lo “status quo sociale” sta nella conseguente lezione che assumere rischi, fallendo e definendo il successo da noi stessi porterebbe molte persone a compiere una scelta verso la propria strada e non quella desiderata per loro dalla società che insegna ad operare da brave api operaie. La vera educazione sta nel trovare chi davvero si è, con tutto ciò che si apprende mettendosi alla prova fino ai limiti estremi del proprio essere. Eppure, anche la più semplice opportunità di mettersi alla prova durante la propria educazione (ad esempio: scoprire ciò che si ha dentro e portarlo alla superficie, manifestarlo all’esterno) è diventato motivo di preoccupazione nelle nostre scuole, bastioni della “buona” (&#8220;approvata&#8221;) educazione:</span></p>
<p><strong><span>*&#8221;Niente più onori, valedictorians, riconoscimenti — quanto tempo ci vorrà prima che le scuole vietino giochi semplici come “acchiaparello”? Oh, aspettate: è già successo a Santa Monica, California, appena un paio di anni fa. “In questo gioco, c’è una ‘vittima,’ il che può essere un problema per l’autostima” spiegava il preside ai genitori, in una lettera. “Acchiaparello” non sarebbe più stato permesso, senza la supervisione degli adulti. La lezione del giorno, ragazzi: La scuola non è posto da vincitori.”</span></strong></p>
<p><strong><span><img class="alignleft size-full wp-image-504" title="Mythoself(tm) training, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/04/817765116209_0_bg.jpg" alt="Mythoself(tm) training, Agosto 2008" width="448" height="336" /></span></strong></p>
<p><span>Così, invece di vincitori, vincitori nel gioco di vivere le proprie vite, stiamo producendo una nazione di gente “beneducata”, molto impegnata, e senza molta vita propria.</span></p>
<p><span>Sono contento di essere molto impegnato, ma non così da non fermarmi ad annusare un fiore &#8230; ogni giorno. Sono contento del colpo di fortuna di avere intuito di fare un passo indietro prima che l’inculcamento prendesse completamente piede e mi convincesse che il mio ruolo, detattomi da altri, fosse più cruciale per il mio benessere del fatto di assumermi dei rischi, fallire&#8230; ed aver successo&#8230; per trovare la mia strada. Sono contento che lungo la strada sono stato abbastanza fortunato di trovare alcuni maestri meravigliosi che mi hanno aperto il loro cuore&#8230; ed alle meraviglie di questo pianeta, che condividiamo. E sono contento, nonostante tutte le sfide che vedo intorno a me, spesso nel mio stesso giardino di casa, di vivere ancora in una nazione ove posso scrivere e pubblicare questo articolo come più mi piace&#8230;</span></p>
<p><span>[*NOTA: Tutti i casi riguardanti la scuola che ho citato, sono tratti da<span> </span><a href="http://www.rd.com/your-america-inspiring-people-and-stories/thats-outrageous----banning-competition-in-school/article27402.html" target="_blank"><strong><span>Outrageous! </span></strong><strong><span lang="EN-GB">“A” Is for Average</span></strong></a></span><span> </span><strong><span lang="EN-GB">Not achievement or accomplishment or All-American. Not anymore.</span></strong><span><span lang="EN-GB"> </span></span><span lang="EN-GB">di Michael Crowley su Readers Digest online (</span><span><a href="http://www.rd.com/"><strong><span lang="EN-GB">http://www.rd.com</span></strong></a></span><span lang="EN-GB">).]</span></p>
<p><strong><span>Joseph Riggio, Ph.D.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span>Titolo dell’originale: The Power of Failure, di Joseph Riggio, del 2 novembre 2008</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span lang="EN-GB">Link dell’originale: </span><span><a href="http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/the_power_of_failure/"><span lang="EN-GB">http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/the_power_of_failure/</span></a></span></p>
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		<title>ESSERE NEL MONDO</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/03/stare-al-mondo-parte-1-di-3/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 17:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo uno splendido articolo di Joseph Riggio, che seppellisce l&#8217;idea di “lavorare per obiettivi” per un concetto completamente nuovo&#8230; Buona lettura, Petar _________________ ESSERE NEL MONDO Modificando il vostro atteggiamento dal “Definire gli obiettivi” al mantenere un particolare modo di orientarvi nella realtà&#8230; ciò che semplicemente chiamo “ESSERE NEL MONDO”&#8230; apre la possibilità che ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo uno splendido articolo di Joseph Riggio, che seppellisce l&#8217;idea di “lavorare per obiettivi” per un concetto completamente nuovo&#8230;</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p class="MsoNormal"><span>_________________</span></p>
<h2><span>ESSERE NEL MONDO</span></h2>
<h2><strong><em><span>Modificando il vostro atteggiamento dal “Definire gli obiettivi” al mantenere un particolare modo di orientarvi nella realtà&#8230; ciò che semplicemente chiamo “ESSERE NEL MONDO”&#8230; apre la possibilità che ciò che desiderate, e che nel profondo vi aspettate, si realizzi come conseguenza della prontezza a rispondere non appena l’informazione in tempo reale vi raggiunge. </span></em></strong></h2>
<p class="MsoNormal"><span>Ciao, e benvenuti&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>So che alcune delle persone che frequentano i miei corsi hanno l’abitudine di <strong>definire i propri obiettivi</strong>, specialmente all’inizio dell’anno. Naturalmente, se voi fate parte di un gruppo di <strong>miglioramento personale, sviluppo personale</strong>, potreste aver ricevuto alcune email che vi dicono che la cosa più importante che possiate fare, specie ad inizio anno, è di decidere gli obiettivi e scriverli su un pezzo di carta.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Molti di coloro che vi suggeriscono di scrivere gli obiettivi, basano le proprie opinioni su una cattiva ricerca, ed un sapere obsoleto. </span></strong><span>Specificamente &#8211; sull’idea che scrivere gli obiettivi abbia un impatto diretto ed immediato sul realizzarli perché credono che coloro che li scrivono ottengano migliori risultati storici di quelli che non lo fanno. Personalmente, non conosco nessuna ricerca definitiva che lo abbia confermato, né alcun serio scienziato sociale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><img class="alignleft size-full wp-image-277" title="Corso Mythoself-2 al Lago d'Iseo, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/03/521344795209_0_alb.jpg" alt="Corso Mythoself-2 al Lago d'Iseo, Agosto 2008" width="336" height="448" /><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quindi, cosa suggerisco invece?</span></strong><span> Beh, a dire il vero, non è che m’interessi poi molto se vi scrivete gli obiettivi o no; mi interessa invece la posizione in cui vi trovate prima di definire un qualunque obiettivo. Trovo che molti inizino a pensare agli obiettivi come ad un modo per riempire il vuoto di ciò che sentono mancare alle proprie vite. In altre parole, iniziano da ciò che vorrebbero che ci fosse nelle loro vite, ed ancora non hanno. <strong>Ebbene, i</strong><strong>n larghissima misura le prove di cui dispongo suggeriscono che la posizione da cui si parte determina il luogo ove si arriva&#8230; una specie di circolo vizioso (o virtuoso) che genera se stesso.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ciò non ha niente a che fare con l’ “attrazione” nei modi che questa idea è stata resa popolare di recente [con “The Secret”, petar]. L’idea che sto proponendo si basa sulla premessa che<span> </span></span><span>solo iniziando da uno stato positivamente organizzato si realizzeranno il tipo di risultati intrinseci nello stato, che emergono da esso.</span><span> </span><span>In altre parole, ci sono due possibili orientamenti:</span></p>
<p><span>  <span>Uno <strong>STATO INIBITORI</strong>O organizzato in relazione alle limitazioni, ad esempio: ciò che non ho, ciò che non ho realizzato, ciò che non voglio&#8230;</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>  <span>Uno <strong>STATO DI POSSIBILITA</strong>’ organizzato in relazione alle possibilità, ad esempio: ciò che ho, ciò che ho realizzato, ciò che voglio&#8230;</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignleft size-full wp-image-287" title="Joseph Riggio, Michaela Riggio, Claudio Campironi - August 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/03/281444795209_0_bg.jpg" alt="Joseph Riggio, Michaela Riggio, Claudio Campironi - August 2008" width="400" height="298" /></p>
<p class="MsoNormal"><span><span> <span>Ciò che si inizia a considerare dallo </span><span><strong>STATO INIBITORIO</strong></span><span> </span><span>sarà come evitare il fallimento o come evitare ciò che non si vuole&#8230; persino se ciò significa qualcosa come il non voler diventare poveri, o soli. Indipendentemente da ciò che emerge nello </span><span><strong>STATO INIBITORIO</strong></span><span><span> porterà i germi della limitazione in esso.</span></span><span> Così, persino se riuscite ad evitare la limitazione, resterete comunque focalizzati sulla limitazione e sull’astensione.</span></span></span></p>
<p><span> <span>Ciò che considerate da uno </span><span><strong>STATO DI POSSIBILITA’</strong></span><span> </span><span>sarà come ottenere successo o come ottenere ciò che volete&#8230; compreso il voler mantenere l’esperienza di stare già operando con successo. Essenzialmente, lo<span> </span></span><span><strong>STATO DI POSSIBILITA’</strong></span><span> </span><span>opera in un modo che ha voi stessi come riferimento, e che vi auto-organizza in modo da creare&#8230; e ricreare&#8230; se stesso, cioè si ha una<span> </span></span><span>“</span><span>ricorrenza sistemica”</span><span>.</span></span></p>
<p><strong>Uno STATO DI POSSIBILITA’ stabilisce una “ricorrenza sistemica” ove il sistema tende ad auto-organizzarsi e ad auto-referenziarsi, portando l’attenzione all’esterno, verso il mondo&#8230; in quello che potrebbe essere chiamato &#8220;STATO DI PRONTEZZA.&#8221; Di conseguenza, operare da una posizione orientata al mondo esterno, permette di agire nel mondo e sul mondo in relazione al manifestarsi della realtà esterna che desiderate – sia per voi stessi che per gli altri.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-307" title="I nasi magnetici di Michaela e Joseph??? :-D" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/03/330085116209_0_bg.jpg" alt="Joseph and Michaela's magnetic noses??? :-D" width="461" height="346" /></p>
<p>Invece di organizzarvi attorno agli obiettivi, vi sto suggerendo l’idea di organizzarvi per stabilire e sostenere un costante stato di prontezza&#8230; una posizione da cui potete agire istantaneamente, non appena si manifesta in tempo reale l’informazione nell’ambiente esterno. Questa posizione &#8230; lo<span> </span><span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span>&#8230; vi organizza con precisione in relazione alle specifiche realtà esterne che desiderate.</p>
<p><span>Da uno <span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span>, si potrebbe dire, non c’è alcun bisogno di definire obiettivi, figuriamoci organizzarsi in base ad essi – sebbene sia possibile.</span></p>
<p><span>L’orientamento<span> allo </span><span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span><span> diventa sufficiente in se stesso </span>per definire una direzione.</span></p>
<p><span>Operare dallo<span> </span><span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span><span> vi pone nella posizione ottimale per trarre successo (comunque lo definiate) che, allo stesso tempo, è di particolare “potenza”. Non assumete stati di “pilota automatico” né prendete a riferimento obiettivi che non tengono conto delle informazioni in tempo reale che il mondo vi mette continuamente a disposizione, cambiando alla velocità della luce.</span></span></p>
<p><span><span>Quando scegliete innanzitutto “come” volete stare al mondo </span></span><span>&#8230; per il vostro<span> </span><span>ESSERE</span><span> </span>&#8230; poi, tutti gli altri pezzi vanno al posto che è in diretta relazione a quel modo d’essere.</span></p>
<p><span> Autore dell’originale: Joseph Riggio, Ph.D., Architect and Designer of the Mythoself(r), www.mythoself.com</span></p>
<p>Titolo dell’originale: Being in the World</p>
<p class="MsoNormal"><span>Link dell’originale: http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/being_in_the_world/</span></p>
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