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	<title>GrandiPassioni &#187; Neurologia</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (5 di 5): la persecuzione nazista</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 18:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando Hitler salì al potere in Germania, nel 1933, le peggiori paure di Sigmund Freud sulle forze oscure dell’inconscio si avverarono: era il trionfo della psicosi su larga scala. Il nome di Freud fu uno dei primi ad entrare nella lista nera dei nomi da censurare. Egli commentò: “Che progressi che stiamo facendo! Nel Medioevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h27m17s172.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4783" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h27m17s172.png" alt="" width="640" height="480" /></a>Quando Hitler salì al potere in Germania, nel 1933, le peggiori paure di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud </a>sulle forze oscure dell’inconscio si avverarono: era il trionfo della psicosi su larga scala. Il nome di Freud fu uno dei primi ad entrare nella lista nera dei nomi da censurare. Egli commentò: “<em>Che progressi che stiamo facendo! Nel Medioevo mi avrebbero messo al rogo, ora si accontentano di bruciare i miei libri</em>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h44m46s238.png"><img class="alignright size-full wp-image-4785" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h44m46s238.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Tra i libri al bando, vi era anche un suo saggio scritto nel 1930 “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud#Il_disagio_della_civilt.C3.A0_e_la_nevrosi_collettiva" target="_blank"><em>Il disagio della civiltà</em></a>”, che affrontava il conflitto psichico tra cultura e barbarie.</p>
<p>“<em>Freud divenne sempre più pessimista. Tutto ciò in cui aveva creduto si stava sgretolando, aveva sperato nella capacità della civiltà civile di arrestare gli impulsi distruttivi, ma ora si trovava davanti al crescente potere di un partito che minacciava di distruggere il mondo</em>” (Dottor Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M3AbGpp_Jd0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/M3AbGpp_Jd0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nonostante l’incombente minaccia del nazismo, Freud trascorse le sue vacanze estive nella campagna austriaca, passava il tempo a leggere, a giocare con i suoi cani, e a cogliere fiori. Il 14 settembre 1936, i coniugi Freud festeggiarono le nozze d’oro, a ottant’anni Freud era il patriarca di una numerosa famiglia.</p>
<p>“<em>Eravamo tutti molto legati a lui, e soprattutto dipendevamo da lui. Era lui a provvedere a noi, sotto tutti gli aspetti, sia finanziariamente che psicologicamente. Era un punto di riferimento per l’intera famiglia. </em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Il 13 marzo 1938, la Germania completò <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anschluss" target="_blank">l’annessione dell’Austria</a>, e Hitler marciò su Vienna, ma Freud rifiutava di lasciare la sua casa.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h54m16s69.png"><img class="alignright size-full wp-image-4786" title="In figura, una dell ultime foto di Freud a casa, a Vienna." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h54m16s69.png" alt="" width="407" height="336" /></a></p>
<p>“<em>Pensava che avrebbe potuto continuare a vivere a Vienna, e che tutto si sarebbe aggiustato. Aveva molti amici in posizione di potere, e per questo si sentiva molto tutelato. Era indubbiamente l’ebreo più protetto di tutta l’Austria. Questo, è sicuro.</em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Fu grazie alle sue conoscenze che Freud riuscì a salvarsi: il 14 marzo del 1938, i nazisti irruppero nel suo studio, e per evitare l’arresto, dovette pagare un’ingente somma di denaro. La settimana dopo, i tedeschi arrestarono <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Freud" target="_blank">Anna Freud</a>, che trascorse una giornata nel quartier generale della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gestapo" target="_blank">Gestapo</a>. Alcuni diplomatici americani a Vienna, trasmisero il seguente messaggio alla Casa Bianca: “<em>Nonostante l’età e la malattia, Freud è in pericolo.</em>”. Alla fine, Freud acconsentì a lasciare il Paese.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h59m15s252.png"><img class="alignright size-full wp-image-4787" title="In figura, il telegramma americano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h59m15s252.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Non voleva abbandonare la sua casa, ma dopo molte resistenze, per fortuna, si lasciò convincere. E’ probabile che l’arresto di Anna da parte della Gestapo lo convinse, finalmente, ad emigrare con la famiglia.</em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h06m21s155.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4788" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h06m21s155-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Il 5 giugno 1938, Freud, Martha ed Anna lasciarono Vienna e si trasferirono a Londra. I giornali viennesi, nel commentare la sua partenza, diffamarono il suo lavoro, definendolo “<em>materiale pornografico, tipico di un ebreo</em>”. Le sue quattro sorelle non ebbero il permesso di lasciare Vienna, e morirono nei campi di concentramento.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h07m22s6.png"><img class="alignright size-full wp-image-4791" title="In figura, le quattro sorelle di Freud, assassinate dai nazisti." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h07m22s6.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Poco prima della partenza, il fotografo Engelmann realizzò un reportage nello studio di Freud.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h09m48s174.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4789" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h09m48s174-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>“<em>Ricordo ancora il terrore sulla sua faccia, era così vulnerabile, così spaventato, così timoroso. Ad un certo punto, gli ho chiesto di togliersi gli <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h11m06s191.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4790" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h11m06s191-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>occhiali, e mi ha fatto un vago sorriso. Si è trattato proprio di un piccolo accenno, ma d’altra parte, erano pochi, in quei giorni, a sorridere. Mi fermai da loro quasi una settimana, ero diventato parte della famiglia. Freud mi portava in giro e mi mostrava le foto dei suoi familiari. La figlia Anna, in particolare, era molto depressa, mi disse che vedeva nella gente lo sguardo triste di chi sta per abbandonare tutto, di chi si sta rassegnando.</em>” (Edmund Engelmann, fotografo)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h12m38s87.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4795" title="In figura, Anna Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h12m38s87-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>A Londra, nonostante la calda accoglienza, Freud si sentiva in esilio. Inoltre, il tumore lo aveva di nuovo aggredito, e nell’inverno del 1938 dovette sottoporsi a due nuove operazioni.</p>
<p>Le sue teorie sui sogni, la sessualità e l’inconscio, erano ormai penetrate nella cultura occidentale, eppure Freud si sentiva insoddisfatto, la psicanalisi era oggetto di critiche, e molti non la giudicavano una vera scienza.</p>
<p>“<em>Si sentiva il padre ed il fondatore di una nuova, grande, scienza. Provava una profonda amarezza a dover continuare a lottare, anche da vecchio, per vedere affermate le sue idee. Ciò fu per lui fonte di grande frustrazione e sofferenza, </em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m10s161.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4793" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m10s161-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Seppure vecchio e malato, Freud continuò fino alla fine della sua vita a visitare pazienti, fra questi il famoso pittore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Dal%C3%AD" target="_blank">Salvador Dalì</a>, che fece anche uno splendido ritratto dello psicanalista.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m51s65.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4792" title="In figura, il ritratto di Freud ad opera di Dalì." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m51s65-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il 6 maggio del 1939, Freud festeggiò i suoi ottantatre anni, con il sigaro in mano. A metà giugno, il tumore era diventato inarrestabile: anni prima, Freud aveva fatto promettere alla figlia Anna che, quando sarebbe arrivata la sua ora, avrebbe evitato ogni forma di accanimento terapeutico. Il 23 settembre 1939, Freud comunicò che era giunto il suo momento, la notte stessa morì per una dose letale di morfina.</p>
<p>“<em>Il medico lo aiutò a morire serenamente, e questo fu per lui una liberazione. Non c’era più niente da fare.</em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Le ceneri di Freud sono conservate in un vaso etrusco. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h25m03s113.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4794" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h25m03s113-300x286.png" alt="" width="300" height="286" /></a>Egli si considerava un archeologo della mente, in grado di scavare nell’inconscio, per portare alla luce i segreti più nascosti, come scrisse <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Mann" target="_blank">Thomas Mann</a>: “<em>Se mai alcuna impresa della nostra specie umana rimarrà indimenticabile, questa sarà proprio l’impresa di Sigmund Freud.</em>”</p>
<p>(fine)</p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4798" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook6-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #333399;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>E’ un’occasione per  conoscere le   persone che      frequentano   questo sito, entrare in  contatto,  scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale    delle  novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti invito personalemnte ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (4 di 5): Eros e Thanatos</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 09:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante il successo accademico negli Stati Uniti, le teorie freudiane faticavano ad affermarsi. Alcuni tra i suoi più famosi allievi, tra ci Carl Jung, iniziavano a dissentire su elementi cruciali del pensiero di Sigmund Freud, che si sentì tradito. “Pretendeva assoluta lealtà, e di fronte a divergenze teoriche insanabili preferì rompere i rapporti.” (Walter Freud, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4270" title="Eros e Thanatos" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a>Nonostante il successo accademico negli Stati Uniti, le teorie freudiane faticavano ad affermarsi. Alcuni tra i suoi più famosi allievi, tra ci <a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Carl Jung</a>, iniziavano a dissentire su elementi cruciali del pensiero di Sigmund Freud, che si sentì tradito.</p>
<p>“<em>Pretendeva assoluta lealtà, e di fronte a divergenze teoriche insanabili preferì rompere i rapporti.</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>La rottura con Jung fu molto dolorosa, era il suo allievo prediletto, e per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud</a> fu un vero tradimento. Per ben tre volte svenne in presenza di Jung nel corso di accese discussioni. La rottura definitiva tra i due si ebbe nel 1914.</p>
<p>Per difendersi da future defezioni, Freud creò un <em>Comitato segreto</em> per i discepoli che <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Comitato-segreto-dei-discepoli-di-Freud.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4271" title="Il Comitato segreto dei discepoli di Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Comitato-segreto-dei-discepoli-di-Freud.jpg" alt="" width="512" height="367" /></a>promettevano di difendere sempre le sue teorie. Avevano perfino un anello come simbolo di appartenenza.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lanello-di-appartenenza-al-Comitato-dei-discepoli-freudiani.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4272" title="L'anello di appartenenza al Comitato dei discepoli freudiani" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lanello-di-appartenenza-al-Comitato-dei-discepoli-freudiani-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu la riprova della veridicità delle teorie di Freud sul lato oscuro dell’inconscio, e sulla psicologia umana.</p>
<p>“<em>La Prima Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nell’animo di Freud, tutti e tre i suoi figli maschi erano stati arruolati nell’esercito austriaco. Inoltre, la morte di migliaia di persone accentuava le sue paure sulla natura umana, e sul suo potenziale di aggressività distruttiva</em>”<em> </em>(Dr. Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p>Gli anni della guerra ebbero pesanti ripercussioni sulla vita e sul pensiero di Freud. Cercava di lavorare, ma i tempi erano durissimi: senza riscaldamento e perfino senza cibo, tentava di farsi pagare addirittura in patate.</p>
<p>Anche dopo la guerra, Freud visse momenti di grande dolore. La figlia prediletta, Sophie, morì nel 1920.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ylJuFdnkU8E?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/ylJuFdnkU8E?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Sei settimane dopo, Freud pubblicò una delle sue opere più cupe e controverse: “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Al_di_l%C3%A0_del_principio_del_piacere" target="_blank"><em>Al di là del principio del piacere</em></a>”. In questo saggio sostenne che nell’uomo esiste un conflitto tra<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos-olio-su-tela.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4273" title="Eros e Thanatos, olio su tela" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos-olio-su-tela.jpg" alt="" width="497" height="403" /></a> <em>pulsione di vita</em> e <em>pulsione di morte</em>.</p>
<p>“<em>Freud riteneva che ogni essere umano è guidato da due diversi istinti, </em>Eros <em>e </em>Thanatos<em>: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thanatos" target="_blank">Thanatos </a>è la pulsione di morte, che si manifesta nell’aggressione e nell’autodistruzione, mentre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eros_%28mitologia%29" target="_blank">Eros </a>è la pulsione costruttiva, di vita.</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>“<em>Per Freud, la pulsione di morte presente in ogni uomo, se non tenuta a freno, è diretta principalmente verso forme di autodistruzione.</em>” (Dr. Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Al-di-là-del-principio-del-piacere.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4274" title="Al di là del principio del piacere" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Al-di-là-del-principio-del-piacere.gif" alt="" width="300" height="487" /></a>Un altro duro colpo fu la scoperta nel 1923 di un tumore maligno al palato, per cui gli venne tolta una parte della mandibola. Fu la prima di una lunga serie di operazioni, 33 in sedici anni. Per separare la bocca dalla cavità nasale gli fu applicata una grossa protesi che gli procurava dolori atroci; di giorno doveva essere rimossa e pulita, e per questo Freud aveva adibito un’apposita stanza nel suo studio.</p>
<p>“<em>Il tumore al palato causò molti problemi a mio nonno. Aveva difficoltà nel parlare, ed anche nel mangiare. Forse per questo era così distaccato e stava sulle sue. Non capitava mai, per esempio, che mi prendesse in braccio.</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>Nonostante la malattia, Freud non riuscì mai a smettere di fumare, un incredibile fallimento per il più famoso psicanalista del mondo.</p>
<p>“<em>Diceva di avere bisogno dei sigari per essere creativo e produttivo, penso che per lui fumare fosse la cosa più importante, persino più importante della sua salute.</em>“ (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>“<em>Il vizio del fumo era la sua consolazione. I sigari sono qualcosa che si succhia, come quando si prende il latte materno, è un comportamento legato ad un desiderio di amore <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-non-riuscì-mai-a-smettere-di-fumare.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4275" title="Freud non riuscì mai a smettere di fumare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-non-riuscì-mai-a-smettere-di-fumare-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>e di nutrimento, purtroppo Freud non analizzò mai a sufficienza questa sua dipendenza, ed alla fine gli fu fatale.</em>” (Dr. Leo Rangell, psicanalista)</p>
<p>Negli anni ’20, Freud era ormai noto per la sua professione a livello internazionale. Un giornale di Chicago arrivò perfino ad offrirgli 25.000 dollari per psicanalizzare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leopold_e_Loeb" target="_blank">Leopold e Loeb</a>, due adolescenti benestanti che avevano ucciso un amico. Nel 1924 un produttore di Hollywood, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Goldwyn" target="_blank">Sam Goldwyn</a>, volò fino a Vienna e gli offrì un compenso di 100.000 dollari per chiederne la collaborazione nella stesura di sceneggiature a sfondo sentimentale.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-anziano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4276" title="Freud anziano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-anziano.jpg" alt="" width="320" height="233" /></a>“<em>Freud respinse l’offerta, il rifiuto finì sulle prime pagine dei giornali, e questo ci fa capire quanto fu diventato ormai oggetto di ammirazione. Era visto come una sorta di guida mistica in grado di penetrare l’animo umano. </em>“ (Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>Nonostante tutta la sua esperienza, egli però non fu mai in grado di comprendere le donne. Le chiamava “<em>il continente oscuro</em>”. Famosa è la sua domanda: “<em>cosa vogliono le donne?</em>”, ma le risposte che diede furono sempre insoddisfacenti ed offensive.</p>
<p>“<em>Freud riteneva che l’uomo fosse superiore alla donna perché ha il pene. Questa era la sua convinzione di fondo.</em>” (Gloria Steinem, giornalista e leader femminista)</p>
<p><em>Secondo Freud le donne provano invidia nei confronti dell’uomo perché non hanno il pene, e per questo si sentono inferiori. Da qui scaturisce una serie di pesanti affermazioni, come quella che ‘</em>la donna a trent’anni è così rigida che non potrà più cambiare<em>’, o che ‘</em>la donna ha un superego ridotto<em>’, erano affermazioni molto categoriche.</em>” (Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana)</p>
<p>Freud non aveva molti rapporti con le donne, ma poco a poco iniziò a sviluppare un rapporto di dipendenza molto stretta dalla figlia più giovane, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Freud" target="_blank">Anna Freud</a>, che in seguito divenne una <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Anna-Freud.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4277" title="I volti di Anna Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Anna-Freud.jpg" alt="" width="419" height="449" /></a>psicanalista. Nel 1918 Sigmund Freud ruppe perfino una delle regole della psicanalisi, iniziando segretamente ad analizzare la figlia.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Anna-Freud-col-padre.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4278" title="Anna Freud col padre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Anna-Freud-col-padre.jpg" alt="" width="225" height="303" /></a>“<em>Cominciò ad analizzare Anna, il che è, a mio avviso, quanto di più simile ad un incesto, seppure di natura intellettuale ed emotiva. Anna gli faceva da infermiera, da segretaria, da figlia. Era un rapporto molto profondo, da vera e propria relazione, nella quale però non c’era assolutamente il sesso.</em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud</p>
<p><em>Se si pensa che il ruolo di un genitore sia quello di crescere un figlio rendendolo libero ed autonomo, è evidente che questo non avvenne tra Freud e la figlia. </em>“<em>D’altra parte, per Freud, i figli maschi sviluppano una forte aggressività nei confronti del padre che vedono come un rivale. Freud forse preferì eleggere come suo successore la figlia, dalla quale si sentiva meno minacciato.</em>“  (Gloria Steinem, giornalista e leader femminista)</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/">(clicca qui per il seguito: &#8220;la persecuzione nazista&#8221;)</a></p>
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<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="../2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
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<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (3 di 5): l&#8217;autoanalisi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 08:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli anni ’90 del secolo XIX, Sigmund Freud aveva ormai acquisito una certa notorietà come specialista di malattie della mente; il suo studio si trovava in un quartiere alla moda di Vienna, in via Berggasse, ove visse e lavorò per i successivi 47 anni. Il 23 ottobre 1896 Freud visse un momento di profonda sofferenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-e-la-scoperta-dellimportanza-delle-pulsioni-sessuali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4040" title="Freud e la scoperta dell'importanza delle pulsioni sessuali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-e-la-scoperta-dellimportanza-delle-pulsioni-sessuali.jpg" alt="" width="416" height="546" /></a>Negli anni ’90 del secolo XIX, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud</a> aveva ormai acquisito una certa notorietà come specialista di malattie della mente; il suo studio si trovava in un quartiere alla moda di Vienna, in via Berggasse, ove visse e lavorò per i successivi 47 anni.</p>
<p>Il 23 ottobre 1896 Freud visse un momento di profonda sofferenza per la morte del padre, decise così di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-con-madre-e-sorella-sulla-tomba-del-padre.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4041" title="Freud con madre e sorelle sulla tomba del padre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-con-madre-e-sorella-sulla-tomba-del-padre.jpg" alt="" width="400" height="314" /></a>affrontare l’analisi dei suoi stessi conflitti più profondi.</p>
<p>Questo suo straordinario viaggio nell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inconscio" target="_blank">inconscio </a>rappresenta un momento fondamentale nella storia della psichiatria.</p>
<p>“<em>L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_psicoanalisi#Le_libere_associazioni_d.27idee" target="_blank">autoanalisi di Freud </a>è qualcosa di davvero straordinario, una vera conquista per la storia della psicanalisi, è la prima volta che un essere umano riesce a superare le proprie difese e resistenze, fino a penetrare nel proprio inconscio.</em>” (Harold P. Blum, direttore degli “Archivi di Freud”)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/b_1h4zpdjFE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/b_1h4zpdjFE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Freud definiva i sogni “<em>la via regia che conduce all’inconscio</em>”, e sviluppò una particolare tecnica per percorrere questa via, la “<em>libera associazione</em>”. La regola fondamentale era l’assoluta sincerità, i pensieri <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lo-studio-di-Freud-ed-il-mitico-divano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4042" title="Lo studio di Freud ed il mitico divano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lo-studio-di-Freud-ed-il-mitico-divano.jpg" alt="" width="320" height="230" /></a>dovevano essere liberi da qualsiasi forma di censura. Ogni sera, dopo il lavoro, Freud si sdraiava sul lettino e dava sfogo ai sogni ed alle libere associazioni.</p>
<p>Un sogno in particolare lo colpì: l’immagine di se stesso che si dissezionava dalla vita in giù. Lo interpretò come la necessità di analizzare e superare le sue numerose <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nevrosi" target="_blank">nevrosi</a>: aveva una fobia per i viaggi… una volta partì per Roma, ma poco dopo tornò indietro. Gli capitava anche di sentirsi svenire quando temeva il confronto con qualcuno, ed aveva una forte dipendenza dai sigari.</p>
<p>Sull’autoanalisi, Freud scrisse: “<em>Sto risalendo alla radice di alcuni dolorosi segreti della mia vita, sto sperimentando su me stesso tutto quello che, come dottore, ho potuto analizzare nei miei pazienti. Ci sono giorni in cui mi sento depresso perché non riesco a comprendere i miei sogni e le mie fantasie. Altri, quando un lampo di genio mi aiuta a fare luce sulle cose.</em>”</p>
<p>“<em>Per circa un anno l’autoanalisi non fece che peggiorare i suoi sintomi, Freud stava letteralmente scavando nel fango, stava portando a galla tutti quei sentimenti che sono <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud.gif"><img class="alignright size-full wp-image-4043" title="Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud.gif" alt="" width="320" height="420" /></a>nascosti nell’inconscio, e che sono fonte di vergogna o di ansietà. Fantasie di incesto, fantasie di morte, forme inaccettabili di rivalità, odi repressi. Freud sosteneva che un essere umano può desiderare la morte di un fratello, o provare desiderio sessuale per la madre, ma per l’epoca parlare di pulsioni sessuali infantili, o di desideri incestuosi era scandaloso</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>Le teorie freudiane sul sesso erano ritenute immorali ed inaccettabili, ma il merito di Freud è stato proprio di analizzare questi comportamenti dal punto di vista scientifico, senza formulare giudizi morali. Questo gli permise di sviluppare una rivoluzionaria <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sessualit%C3%A0_infantile" target="_blank">teoria sulla sessualità</a>: in base ad essa, tutti i bambini passavano attraverso una fase di amore e di odio nei confronti dei genitori.</p>
<p>Freud chiamò questo complesso di pulsioni infantili “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Complesso_di_Edipo" target="_blank"><em>Complesso di Edipo</em></a>”, prendendo il nome dalla nota tragedia di Sofocle, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edipo_re_%28Sofocle%29" target="_blank"><em>L’Edipo Re</em></a>”, in cui il protagonista inconsapevolmente uccide il padre, e diviene sposo della madre.</p>
<p>Di questo Freud scrisse: “<em>Il destino di Edipo ci commuove perché potrebbe essere il nostro. Forse è proprio il destino di tutti orientare i primi desideri sessuali verso la madre, e sviluppare sentimenti di odio e rivalità nei confronti del padre. I nostri sogni ci convincono che le cose stanno così.</em>”</p>
<p>La gente non capì le sue idee, che furono rigettate e furono oggetto di derisione.</p>
<p>“<em>Le sue idee sfidarono la morale dei tempi, fecero fatica ad essere accettate, molti ritenevano che Freud fosse un libertino e che le sue teorie sconfinassero nella pornografia!</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>“<em>Erano teoria che provocavano gelosia e risentimento. Freud sosteneva, di fatto, che i figli, inconsciamente, avrebbero voluto sposare la propria madre. E’ chiaro che i padre non accettassero un’idea del genere!</em>”(Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>L’autoanalisi di Freud durò quattro anni. Non riuscì a curare tutte le sue nevrosi, ma guarì la sua fobia per i viaggi. Nel 1901, infatti, si recò per la prima volta a Roma.</p>
<p>Un altro traguardo importante fu la pubblicazione della sua opera più famosa, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%E2%80%99Interpretazione_dei_sogni" target="_blank"><em>L’interpretazione dei sogni</em></a>”, frutto del poderoso lavoro di ricerca svolto su se stesso e sui suoi pazienti. Il saggio venne pubblicato nel 1899, ma il timbro della data d’uscita riporta 1900. Freud, infatti, voleva inaugurare il ventesimo secolo, si trattava di un’opera che avrebbe rivoluzionato l’epoca moderna, ma nei primi sei anni vendette soltanto 300 copie.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-a-sinistra-Carl-Jung-a-destra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4044" title="Freud a sinistra, Carl Jung a destra" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-a-sinistra-Carl-Jung-a-destra.jpg" alt="" width="353" height="240" /></a>Nel 1900 Sigmund Freud aveva già messo le basi di quella che lui stesso considerò una uova scienza: la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicanalisi" target="_blank">psicanalisi</a>!</p>
<p>Il suo obiettivo principale era di diffondere le sue scoperte, costituendo un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_psicoanalisi#Gli_inizi_del_movimento_psicoanalitico" target="_blank"><em>movimento psicanalitico</em></a> a livello internazionale. Il suo maggiore ostacolo era l’antisemitismo: il suo lavoro venne infatti rigettato in quanto “<em>scienza ebraica</em>”. All’inizio, solo una piccola cerchia di amici appartenenti alla comunità ebraica di Vienna condivise le sue scoperte, cominciando a riunirsi una sera a settimana a casa di Freud, e fondarono un gruppo diventato noto come “<em>La società del mercoledì’ sera</em>”.</p>
<p>Uno dei primi argomenti che affrontarono fu il vizio del fumo, tema che stava particolarmente a cuore allo stesso Freud, che all’epoca fumava tra i venti ed i venticinque sigari al giorno.</p>
<p>Un altro interessante argomento era quello degli scarabocchi, che Freud era solito tracciare durante gli incontri.</p>
<p>In quegli anni Freud continuò a scrivere, ottenendo un successo inaspettato con un saggio che illustrava il mondo dell’inconscio attraverso esempi presi dalla vita di tutti i giorni, introducendo il famoso concetto di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lapsus_freudiano" target="_blank"><em>lapsus freudiano</em></a>”.</p>
<p>“<em>Per </em>lapsus freudiano<em> si intende quegli errori apparentemente involontari, che si compiono nel parlare, o nel comportamento. Sono utilizzati dall’inconscio, che li utilizza per<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Due-grandi-amici-rivali.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4045" title="Due grandi amici-rivali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Due-grandi-amici-rivali.jpg" alt="" width="250" height="208" /></a> esprimersi, superando così la censura della coscienza vigile!</em>” (Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana)</p>
<p>“<em>Conosco bene le teorie di mio nonno, ed il significato dell’espressione </em>lapsus freudiano<em>. Se per esempio, incontrando una persona le si dice ‘arrivederci’, vuol dire che non si desiderava incontrarla!</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Statua-di-Freud-Clark-University.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4046" title="Statua di Freud - Clark University" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Statua-di-Freud-Clark-University.jpg" alt="" width="432" height="576" /></a>Dopouno scambio epistolare, Freud volle incontrare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Jung" target="_blank">Carl Jung</a>, un brillante psichiatra svizzero che si interessava alle sue teorie. Freud finirà per considerarlo il suo più valido successore, ma a rendere Jung interessante agli occhi di Freud non erano le sue idee.</p>
<p>“<em>L’unico non-ebreo all’interno del nascente movimento psicanalitico era Jung. E’ questa la ragione per cui mio nonno mostrò, fin da subito, un grande interesse verso di lui! </em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>Nel 1909 arrivò il riconoscimento internazionale. Freud fu invitato in America a tenere una serie di conferenze presso la <a href="http://www.clarku.edu/" target="_blank">Clark University</a>, a Worcester, in Massachusetts, e ricevette una laurea honoris causa. In quell’occasione commentò: “<em>mi sembrava la realizzazione di un sogno, dopo tante delusioni, la psicanalisi era finalmente diventata una realtà importante nella Comunità scientifica mondiale</em>”</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/">(clicca qui per il seguito)</a></p>
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<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
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<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
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<p><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook9.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4050" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook9-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;">Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</span></em></strong><span style="color: #000080;"><em> </em></span></p>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (2 di 5): la svolta nello studio delle malattie mentali</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 11:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 1885 Freud era ancora uno sconosciuto, lavorava come medico presso l’Ospedale Generale di Vienna, si occupava di patologie di origine neurologica, come l’isteria e altri disturbi mentali. Aveva scelto di occuparsi delle malattie psichiche perché solo pochi medici lavoravano in questo campo e si guadagnava bene. All’epoca, la medicina era terribilmente arretrata nello studio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Con-Freud-inizia-il-viaggio-nelle-profondità-della-psiche-umana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3642" title="Con Freud inizia il viaggio nelle profondità della psiche umana" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Con-Freud-inizia-il-viaggio-nelle-profondità-della-psiche-umana.jpg" alt="" width="195" height="258" /></a>Nel 1885 Freud era ancora uno sconosciuto, lavorava come medico presso l’Ospedale Generale di Vienna, si occupava di patologie di origine neurologica, come l’isteria e altri disturbi mentali. Aveva scelto di occuparsi delle malattie psichiche perché solo pochi medici lavoravano in questo campo e si guadagnava bene.</p>
<p>All’epoca, la medicina era terribilmente arretrata nello studio e nella cura delle malattie mentali</p>
<p>Morton Hunt, studioso di psicologia: “<em>Prima di Freud, le malattie mentali venivano spesso curate con metodi inadeguati, a volte crudeli. Molti malati, ad esempio, venivano addirittura incatenati!i”</em></p>
<p>Ai tempi, i dottori sostenevano che l’isteria ed i disturbi connessi fossero causati da danni al sistema nervoso, o da lesioni al cervello.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0I47Yaks1z0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/0I47Yaks1z0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Freud condivideva questa visione quando nel 1885 si recò a Parigi per approfondire i suoi studi, ove lavorò con un grande luminare dell’epoca, Jean Martin Charcot che stava sperimentando un nuovo metodo di cura dell’isteria attraverso l’ipnosi. I suoi esperimenti colpirono il giovane Freud, che da quel momento decise di dedicare la vita allo studio della psiche umana.</p>
<p>Dr. Leo Rangell, psicanalista: “<em>Gli esperimenti condotti da Charcot a pazienti sottoposti ad ipnosi rivelarono il legame esistente tra alcune malattie e la mente. Grazie a Charcot, Freud comprese che le nevrosi potevano avere una natura psichica, non solo organica!</em>”</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Charcot era convinto che, in qualche recesso della mente, ci fossero dei pensieri, delle convinzioni, che si manifestavano poi <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Celebre-dismostrazione-di-Charcot-sugli-effetti-dellipnosi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3638" title="Celebre dismostrazione di Charcot sugli effetti dell'ipnosi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Celebre-dismostrazione-di-Charcot-sugli-effetti-dellipnosi.jpg" alt="" width="400" height="290" /></a>fisicamente nei sintomi dell’isteria. In altre parole, questa malattia non aveva solo cause fisiche, ma anche mentali!</em>”</p>
<p>Il medico francese sosteneva che esistesse una parte nascosta della mente, quasi una “<em>seconda mente</em>”; Freud in seguito rielaborò questa idea creando il concetto di “<em>inconscio</em>”.</p>
<p>Terminata l’esperienza parigina, nel 1886 Freud aprì uno studio privato a Vienna. I risultati iniziali furono sconfortanti, a volte non poteva neppure permettersi di pagare una carrozza per tornare a casa.</p>
<p>Freud cercò di utilizzare il metodo appreso da Charcot, si proponeva di curare l’isteria attraverso l’ipnosi, ma i risultati furono deludenti, e Freud si scontrò con il dissenso dei suoi colleghi – l’ipnosi, di fatto, non funzionava. Del resto, neppure le altre tecniche allora in uso davano esiti soddisfacenti.</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Freud utilizzava anche rimedi allora tradizionali, come le cure termali, l’elettroterapia e l’idroterapia. Ricorreva anche alla tecnica dell’applicazione dei magneti, in uso fin dal 1700, che si credeva in grado di agire sul sistema nervoso dei pazienti!</em>”</p>
<p>Nessuno di questi rimedi era efficace, ma le teorie di Freud fecero un importante passo avanti quando Josef Breuer, suo grande amico e collega, gli raccontò il caso di una paziente curata con un metodo inusuale, la <em>rievocazione di ricordi traumatici</em>.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Breuer-la-sua-paziente-Anna-e-Freud.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3639" title="Breuer, la sua paziente Anna, e Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Breuer-la-sua-paziente-Anna-e-Freud.jpg" alt="" width="570" height="315" /></a>Harold P. Blum, direttore degli “Archivi di Freud”: “<em>La paziente era affetta da una grave forma di isteria, aveva contratture, paralisi, problemi di vista e di linguaggio. Breuer iniziò a vederla quotidianamente per farsi descrivere i sintomi. Poco alla volta si rese conto di un fatto straordinario: quando una paziente parlava dell’origine di un sintomo, il sintomo stesso tendeva a scomparire. E’ dunque il paziente stesso a dover rievocare il proprio vissuto: questa scoperta sarà alla base di tutta la psicoterapia!</em>”</p>
<p>Pur continuando a praticare l’ipnosi, Freud iniziò anche ad applicare questo nuovo metodo della <em>rievocazione</em>, definito “<em>catartico</em>”. Parlava con i pazienti dei loro sintomi, cercando di scoprire quando e come erano nati. Attraverso l’esperienza clinica, Freud scoprì che spesso l’isteria dei suoi pazienti era spesso legata con traumi infantili connessi alla sfera sessuale.</p>
<p>Per un certo periodo, Freud sostenne che tutte le forme d’isteria derivassero da abusi sessuali, in seguito asserì anche che l’isteria poteva avere origine pure da fantasie sessuali infantili, represse o vissute in modo colpevole. Il sesso, comunque, era il fattore scatenante, e ciò emergeva anche durante le sue sedute.</p>
<p>Le pazienti spesso si innamoravano del loro dottore, ci fu anche il caso di una donna che diede a Freud un bacio appassionato; per lui, fu un’esperienza da analizzare <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-collaborazione-tra-Freud-e-Breuer-ha-generato-una-letteratura-cruciale.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3640" title="La collaborazione tra Freud e Breuer ha generato una letteratura cruciale" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-collaborazione-tra-Freud-e-Breuer-ha-generato-una-letteratura-cruciale.jpg" alt="" width="303" height="500" /></a>scientificamente.</p>
<p>Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana: “<em>All’epoca </em><em>Freud era sulla quarantina, e non aveva avuto molte esperienze con le donne, quando la paziente l’abbracciò e lo baciò, poteva semplicemente pensare che lo trovasse attraente, che si fosse innamorata di lui, ma per Freud si trattava di un caso clinico da analizzare. Ciò che era evidente, era il forte attaccamento emotivo che la paziente esprimeva nei suoi confronti durante la terapia. Freud non era interessato a farsi coinvolgere in una relazione, ma nemmeno voleva abbandonare quel caso!</em>”</p>
<p>Freud ebbe così un’importante intuizione: si rese conto che i suoi pazienti trasferivano su di lui i sentimenti che provavano nei confronti dei genitori, ed il concetto di “<em>transfert</em>” divenne un concetto fondamentale nella psicoterapia. Il sesso divenne oggetto di attenzione non solo nel lavoro, ma anche nella vita privata.</p>
<p>Nel 1886 aveva sposato Martha, che nei successivi otto anni aveva dato alla luce ben sei figli. Freud non desiderava più averne altri, ma l’astinenza sessuale era frustrante. Anche nei suoi pazienti di sesso maschile, aveva scoperto che questa era la causa principale di nevrosi.</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Nel 1890, disse che l’unico modo per un uomo di non diventare nevrotico, era di avere rapporti sessuali senza restrizioni con la propria donna, e ciò significava non utilizzare preservativi, non praticare il coito interrotto, o la masturbazione!</em>”</p>
<p>Dopo la nascita di Anna nel 1895, Freud preferì rinunciare al sesso per un certo numero di anni, anche se nei suoi studi ne affermava l’importanza primaria per un uomo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Freud-durante-la-sua-vita.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3641" title="I volti di Freud durante la sua vita" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Freud-durante-la-sua-vita.jpg" alt="" width="221" height="228" /></a>Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana: “<em>Freud parlava di </em>libido<em>, di </em>desiderio sessuale<em>. In questi anni di astinenza non penso che avesse un basso livello di libido, penso piuttosto che riuscisse a dirigere i suoi impulsi in un’altra direzione. Vi sono persone in grado di sublimare le loro passioni nel lavoro, e Freud era senza dubbio molto coinvolto nei suoi studi!</em>”</p>
<p>Il lavoro divenne la sua passione, passò tutta la vita a cercare di spiegare il funzionamento dei processi mentali combinando le sue teorie sui sogni, sull’inconscio e sulla sessualità, gettando così le basi della moderna psicanalisi.</p>
<p>Freud dichiarò: “<em>Un uomo come me non può vivere senza un forte interesse, senza una passione, senza un talento! Io ho trovato il mio talento, à la psicologia, e non conosco limiti!</em>”</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-lautoanalis/">(clicca qui per il seguito)</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
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<p><span style="color: #000080;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3637" title="Raggiungici nel gruppo &quot;GrandiPassioni.com&quot; di Facebook.com" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Le  persone che     frequentano   questo sito possono ora conoscersi, ed  essere informate  in    tempo reale   delle novita’ e dei post di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Se hai un profilo Facebook, <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank"><strong>clicca proprio qui per iscriverti al nostro Gruppo!</strong></a> <img src="../wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";-)" /><br />
</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (1 di 5)</title>
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		<comments>http://www.grandipassioni.com/2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 19:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sigmund Freud nacque il 6 maggio 1856 a Freiberg, una cittadina della Moravia appartenente all’Impero Austroungarico. Era un periodo di forte antisemitismo: suo padre, Jacob, era un commerciane di lana ebreo, e con la sua attività riusciva a fatica a mantenere la famiglia. Era già rimasto vedovo due volte, ed aveva vent’anni più della madre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Splendido-ritratto-di-Sigmund-Freud.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3461" title="Splendido ritratto di Sigmund Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Splendido-ritratto-di-Sigmund-Freud.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Sigmund Freud nacque il 6 maggio 1856 a Freiberg, una cittadina della Moravia appartenente all’Impero Austroungarico. Era un periodo di forte antisemitismo: suo padre, Jacob, era un commerciane di lana ebreo, e con la sua attività riusciva a fatica a mantenere la famiglia. Era già rimasto vedovo due volte, ed aveva vent’anni più della madre di Sigmund, Amalie… vivevano tutti in un’unica stanza, compresi i due fratellastri già adulti, nati dal primo matrimonio del padre.</p>
<p>Era una famiglia poco convenzionale!</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>I due fratellastri avevano l’età della madre di Sigmund, mentre il padre, Jacob, era così vecchio che poteva essere scambiato per il nonno. Freud deve avere avuto qualche difficoltà da piccolo a capire questa situazione familiare</em>”</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/a71vDi0HXcQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/a71vDi0HXcQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Quando Freud aveva due anni, la madre diede alla luce un secondo figlio di nome Julius, che morì poco dopo.</p>
<p>Harold P. Blum, direttore degli ‘Archivi di Freud’: “<em>L’esperienza della morte deve avere turbato il piccolo Freud, ma per lui fu anche uno stimolo, forse eccessivo.</em>”</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Un-intensissimo-ritratto-del-giovane-Sigmund-Freud.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3463" title="Un intensissimo ritratto del giovane Sigmund Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Un-intensissimo-ritratto-del-giovane-Sigmund-Freud-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>A Sigmund fu dato il nome di un leggendario imperatore della Moravia, era un bambino con una massa di capelli neri… quando nacque, una contadina gli predisse un grande destino, per questo la madre era abituata a chiamarlo “<em>il mio Siggie d’oro</em>”.</p>
<p>Nel 1860 i Freud si trasferirono a Vienna. La famigli si era intanto allargata: a cinque anni Sigmund aveva già cinque sorelle ed un fratello, a lui però fu sempre riservato un trattamento preferenziale.</p>
<p>Harold P. Blum, direttore degli ‘Archivi di Freud’: “<em>Freud fu l’unico in famiglia ad avere una stanza tutta per sé, era senza dubbio il figlio prediletto. Quando una delle sorelle iniziò a studiare pianoforte, Freud disse che il rumore lo disturbava, ed il pianoforte venne eliminato. Questo episodio mostra chiaramente la posizione speciale riservata al giovane Sigmund.</em>”</p>
<p>Freud aveva grandi capacità intellettuali, frequentava con successo la scuola ebraica, e si dedicava da autodidatta allo studio delle lingue. A dodici anni era in grado di leggere Shakespeare, e conosceva ben sei lingue. Era ossessionato dallo studio, e cominciò a coltivare un hobby decisamente inusuale.</p>
<p>Harold P. Blum, direttore degli ‘Archivi di Freud’: “<em>Iniziò ad annotare i suoi sogni in un diario, fin da ragazzo mostrò interesse per il mondo dei sogni e della fantasia. In questa sua passione, decisamente insolita per un ragazzino, si può intravedere il suo futuro di grande interprete dei sogni.</em>”</p>
<p>Freud era affascinato dai grado eroi, a dieci anni scelse il nome di Alessandro per il fratellino, in onore di Alessandro Magno, ed egli stesso si identificava con Napoleone, era orgoglioso e combattivo, e si adirava spesso contro l’antisemitismo della società viennese.</p>
<p>Harold P. Blum, direttore degli ‘Archivi di Freud’: “<em>Quando Sigmund era adolescente, il padre gli raccontò di un episodio di antisemitismo di cui era stato vittima. Camminava per la strada, quando un uomo gli si avvicinò e gli intimò di scendere dal marciapiede perché era ebreo.</em> <em>Poi gli fece cadere il cappello. Sigmund chiese al padre come avesse reagito, e questi rispose che aveva raccolto il cappello e se n’era andato. Per Sigmund il comportamento del padre era umiliante.</em>”</p>
<p>Giurò a se stesso che si sarebbe comportato diversamente qualora fosse capitata a lui una situazione del genere. Era convinto che un giorno sarebbe diventato una persona importante.</p>
<p>Dr. Leo Rangell, Psicanalista: “<em>Una volta scrisse ad un amico – ‘Conserva queste lettere, non puoi sapere quanto potrebbero diventare importanti’ </em>”</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Freud-con-la-fidanzata-Martha.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3465" title="Freud con la fidanzata Martha" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Freud-con-la-fidanzata-Martha-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Nel 1873 Freud si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università di Vienna, ed in questi anni studiò gli organi sessuali delle anguille, ne dissezionò più di quattrocento, e ne illustrò il sistema nervoso in una lettera indirizzata ad un amico. Desiderava diventare ricercatore, ma esistevano delle limitazioni per gli ebrei in questo settore. Si orientò quindi verso la carriera di medico, che garantiva comunque un buon guadagno: si era infatti innamorato della sorella di un amico, Martha Bernays, e voleva ottenere l’indipendenza economica che gli consentisse di sposarla. Lei aveva vent’anni e Freud venticinque, era passionale ma timido.</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Era una storia d’amore platonica, si incontravano poco e si scrivevano lunghe lettere, finché ad un certo punto Freud le chiese di sposarlo. A qel tempo si usava così.</em>”</p>
<p>Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana: “<em>Non aveva molta esperienza con le donne, vedeva Martha come la sua principessa, mentre a lui spettava il ruolo del cavaliere coraggioso.</em>”</p>
<p>Il fidanzamento durò cinque anni, e fu una dura prova poiché Martha viveva in Germania con sua madre, e Freud la vide in tutto sei volte. Le scrisse più di novecento lettere intense e romantiche. La chiamava <em>la mia amata principessa</em>, o <em>il mio tesoro<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/La-macchia-di-inchiostro-nella-lettera-a-Martha.png"><img class="alignright size-medium wp-image-3464" title="La macchia di inchiostro nella lettera a Martha" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/La-macchia-di-inchiostro-nella-lettera-a-Martha-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a> più prezioso. </em>In una lettera si nota una macchia d’inchiostro, già allora Sigmund le attribuì un significato particolare, e scrisse a Martha: “<em>qui la penna mi è sfuggita di mano ed ha lasciato il suo segno segreto, perdonami ti prego, ma non chiedermi di interpretarla</em>”.</p>
<p>Per potersi sposare, Freud doveva ottenere al più presto il successo professionale, e nel 1884 iniziò la ricerca su una nuova sostanza, la cocaina, sperando di raggiungere in poco tempo la fama.</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Freud era venuto a conoscenza degli effetti terapeutici della cocaina, sperimentati sui soldati austriaci, cominciò a condurre degli esperimenti su se stesso e su alcuni colleghi. Iniziò preso a pubblicare le sue teorie in cui proponeva l’impiego della cocaina in ambito terapeutico, non sapeva che la sostanza portava alla tossicodipendenza</em>”</p>
<p>Freud stesso assumeva forti dosi di cocaina, talvolta ne mandava mezzo grammo a Martha, prescrivendole di dividerlo in cinque, massimo otto dosi. Freud le scriveva che sarebbe diventato un uomo più forte e sicuro grazie alla cocaina.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Ernst-von-Fleischl-Marxow-divenne-cocainomane.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3467" title="Ernst von Fleischl-Marxow divenne cocainomane" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Ernst-von-Fleischl-Marxow-divenne-cocainomane.jpg" alt="" width="182" height="229" /></a>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Visti gli effetti sperimentati su se stesso, Freud era entusiasta dell’impiego terapeutico della cocaina. Era una persona piuttosto cupa e depressa, per cui le proprietà eccitanti di questa droga gli davano un senso di euforia e di sicurezza.</em>”</p>
<p>Gli esperimenti in questo campo si rivelarono poi un disastro: impaziente di raggiungere un vasto riconoscimento al più presto, Freud prescrisse la cocaina come analgesico ad un suo caro amico, <em>Ernst von</em> Fleischl-Marxow, che sperava di liberare da una tormentata dipendenza da morfina, ma come risultato Marxow divenne dipendente dalla cocaina stessa. Per Freud fu un duro colpo, inoltre i risultati delle sue ricerche furono sfruttati dal suo collega Karl Koller che sperimentò la cocaina come anestetico locale nella chirurgia oftalmica, ottenendo una immediata fama internazionale, mentre Freud dovette rinunciare al successo. Nonostante tutto, Freud continuò a far uso di cocaina fino al 1895.</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Freud non immaginava i rischi connessi all’uso della cocaina, infatti assumendola saltuariamente, non sviluppò mai una vera dipendenza</em>”</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-2-la-svolta/">Clicca qua per leggere, guardare ed ascoltare il seguito: &#8220;la svolta nello studio delle malattie mentali&#8221;)</a></p>
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<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
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<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
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		<title>Come la scienza (non) comprende la Coscienza Umana</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 23:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La parola italiana “coscienza” si presta ad equivoci che non sono presenti nell’equivalente inglese “consciousness”: chiarisco che uso questa parola nel senso inglese, cioe&#8217; come cio’ che il vocabolario definisce “consapevolezza di se stesso, e della realta’ dell’essere“, e non del “sentimento dei valori morali” o dell’ “impegno nel compiere il proprio dovere”. La “coscienza” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Cosa-e-la-coscienza-umana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2711" title="Cosa e' la coscienza umana?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Cosa-e-la-coscienza-umana.jpg" alt="" width="400" height="265" /></a>La parola italiana “coscienza” si presta ad equivoci che non sono presenti nell’equivalente inglese “consciousness”: chiarisco che uso questa parola nel senso inglese, cioe&#8217; come cio’ che il vocabolario definisce “<em>consapevolezza di se stesso, e della realta’ dell’essere“</em>, e non del “<em>sentimento dei valori morali</em>” o dell’ “<em>impegno nel compiere il proprio dovere</em>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Altra-metafora-della-Coscienza.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2716" title="Altra metafora della Coscienza" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Altra-metafora-della-Coscienza-225x300.jpg" alt="" width="180" height="240" /></a></p>
<p>La “coscienza” e’ l’essere svegli, presenti, sapere di essere qui, ora, “sentire” tutto cio’ che circonda, ma anche il corpo, i pensieri. Il senso di essere in vita – nello stesso tempo il piu’ ovvio dei fatti, eppure il piu’ grande dei misteri.</p>
<p>La “coscienza” e’ lo sfondo, anzo proprio il fondamento di ogni esperienza di ogni essere umano (e certo in una certa misura si potrebbe generalizzare agli esseri viventi, ma concentro l&#8217;attenzione sulla coscienza umana).</p>
<p>Qualunque esperienza – sia essa di natura mistica, o una profonda depressione, un’esplosione di estasi sessuale, la vista di una splendida stella che brilla in cielo, il rombo di un tuono, il sapore del miele, il profumo del legno&#8230; ognuna si svela in questa sorta di campo privo di dimensione, di profondo vuoto che permea ed attraversa qualunque esperienza – la coscienza umana.</p>
<p>Da sempre l’uomo se ne interroga, eppure negli ultimi cento anni, quando il pensiero scientifico si afferma in ogni campo – ben poco di significativo si e’ saputo dire&#8230; come se il pensiero scientifico non sappia vederne l’essenza profonda&#8230; almeno non nella filosofia contemporanea e nella stessa psicologia.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Franz-Brentano.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2712" title="Franz Brentano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Franz-Brentano.jpeg" alt="" width="160" height="230" /></a>Eppure, solo cento anni fa la situazione sembra molto piu’ promettente. Alla fine dell’800 compaiono alcuni grandi esploratori della coscienza come Franz Brentano in Germania, William James e James Mark <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/James-Mark-Baldwin.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2713" title="James Mark Baldwin" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/James-Mark-Baldwin-244x300.jpg" alt="" width="195" height="240" /></a>Baldwin negli Stati Uniti, F.W.H. Myers in Inghilterra, che avevano in comune l’idea di guardare alla coscienza come ad un flusso dinamico di esperienza che avrebbe sia aspetti consci che inconsci. Studiano avendo cura e rispetto di uno spettro ampissimo di esperienze umane, andando dalla patologia al misticismo profondo. I loro studenti sono studiosi del calibro di Sigmund Freud, Carl Jung, Edmund Husserl, Jean Piaget.</p>
<p>Incredibilmente, e sfortunatamente, l’onda di pensiero di questi grandi genii si arresta di fatto con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Le ragioni sono molte&#8230; intanto la crescita e l’affermazione del Positivismo Logico, che enfatizza l’importanza dell’osservazione esplicita accettata pubblicamente come fondamento di un sapere “valido”&#8230; poi, l’altrettanto importante affermazione della <em>Visione Unitaria della Scienza</em>, che sottolinea la fondamentale importanza della “osservazione oggettiva di eventi materiali” come l’unica valida in ogni campo che si voglia dire scientifico.</p>
<p>Il clima bellico stesso produce un generale atteggiamento austero nell’insegnamento scolastico a mantenere approcci “sensati e pratici” nella ricerca, scoraggiando quella di argomenti apparentemente effimeri come la coscienza. In psicologia e filosofia, il <em>comportamentalismo</em> diventa il punto di vista dominante che, nelle forme piu’ estreme, arriva persino a negare la coscienza.</p>
<p>Passa il tempo, si arriva all’alba degli anni ’60, e le visioni piu’ riduzioniste pian piano scompaiono, ma vengono rimpiazzate da una diversa forma di riduzionismo, quella delle <em>scienze cognitive</em>. Una visione che si <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Metafora-della-scuola-riduzionista-cervello-come-computer.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2717" title="Metafora della scuola riduzionista - cervello come computer" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Metafora-della-scuola-riduzionista-cervello-come-computer-300x271.jpg" alt="" width="300" height="271" /></a>diffonde praticamente in ogni campo, dalla psicologia e filosofia alla linguistica e biologia. La premessa fondamentale e’che  qualunque sistema &#8220;funziona&#8221; sulla base di informazioni. Ora, l’informazione e’ qualcosa di quantificabile, su cui volendo si possono persino scrivere equazioni, e raggiunge la sua forma moderna durante la Seconda Guerra Mondiale. Diventa poi la base per la comprensione e progettazione dei primi computers, concepiti come macchine <em>cibernetiche</em> in grado di gestirsi da sole, in autonomia. I filosofi riduzionisti dell’epoca, e poi gli scienziati, non ci mettono molto a paragonare il cervello umano ad una sorta di macchina cibernetica, quindi di computer, e che il modo migliore di comprenderlo e’ di considerarlo come un elaboratore di informazioni. Quindi, l’approccio cognitivo di comprensione del cervello e della mente li interpreta alla stregua di computer che eseguono programmi, cioe’ <em>algoritmi matematici</em>.</p>
<p>Piu’ o meno nello stesso periodo, si ha una parallela, sia pur lenta, riscoperta della coscienza. Dall’inizio degli anni ’60, e piu’ rapidamente negli anni ’80 e ’90, riacquista lo status di materia legittima in un contesto accademico. Ahime’, nel frattempo pero’ l’approccio cognitivo ha diffuso la sua forte influenza&#8230; cosi’ “cervello computazionale” diventa un’espressione frequente negli anni ’80, e “cervello con rete neurale” negli anni ’90.</p>
<p>Intanto, la “filosofia analitica” diventa la scuola di pensiero filosofica piu’ affermata ed influente in tutto il mondo di lingua inglese&#8230; essa, ancora, mette molta enfasi sulle analisi logiche e riduzioniste, per cui si sposa facilmente agli approcci cognitivi. Il risultato e’ che rapidamente la maggioranza dei filosofi, psicologi e scienziati del cervello e della mente imparano ad affidarsi ad un modo di pensare analitico.</p>
<p>Ahime’, la filosofia analitica e’, nell’opinione del sottoscritto, una gran cosa se si tratta di risolvere problemi di scacchi anche complicati, ma e’ quasi inutile per afferrare le sfumature della coscienza. <strong>La questione non e’ tanto nel confermare o meno se il cervello funziona come un computer, ma se rispondere a questa domanda e’ utile a comprendere la coscienza</strong>.</p>
<p>Filosofia, psicologia e neurologia del ventesimo secolo si sono dati un grande daffare a studiare la coscienza, ma lo hanno fatto in modo rozzo, forzandola in modelli affermati ma preconcetti. Al contrario, gli studiosi della fine dell’800 avevano uno spirito differente, abbracciando il problema in una sintesi di sofisticata apertura mentale e viva curiosita’.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Clare-W.-Graves.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2714" title="Clare W. Graves" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Clare-W.-Graves.jpg" alt="" width="167" height="232" /></a>Nei mesi a venire, cerchero’ di tornare piu’ volte sul lavoro di questi “esploratori della coscienza” di fine secolo, specialmente William James e Mark Baldwin, e studiosi piu’ recenti che hanno recuperato questo spirito<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Ken-Wilber.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2715" title="Ken Wilber" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Ken-Wilber-300x225.jpg" alt="" width="210" height="158" /></a> pioneristico, come Clare W. Graves, Jenny Wade, Ken Wilber.</p>
<p>Evolutio Sensu et Opere!</p>
<p>Petar</p>
<p>P.S.: questo articolo e’ dedicato con gratitudine a Joseph Riggio e Francesco Bellomi, che mi hanno introdotto al tema della coscienza umana, aprendomi orizzonti affascinanti di cui nemmeno sospettavo l’esistenza.</p>
<p>__________________________________</p>
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		<title>Karl Pribram: il modello olografico del cervello (8)</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 22:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il modello olografico del cervello, di K. Pribram]]></category>
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		<description><![CDATA[La reazione della comunita’ scientifica Pur supportato da notevoli prove sperimentali, il modello olografico di Pribram rimane molto controverso. Da una parte esistono parecchie teorie diffuse ed accettate sul funzionamento del cervello, e ci sono prove sperimentali che le confermano tutte. Ci sono ricercatori per cui la natura distribuita della memoria si puo’ spiegare con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Il-cervello-resta-ancora-un-mistero.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2239" title="Il cervello resta ancora un mistero" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Il-cervello-resta-ancora-un-mistero.jpg" alt="" width="320" height="400" /></a><strong><em>La reazione della comunita’ scientifica</em></strong></p>
<p>Pur supportato da notevoli prove sperimentali, il modello olografico di Pribram rimane molto controverso. Da una parte esistono parecchie teorie diffuse ed accettate sul funzionamento del cervello, e ci sono prove sperimentali che le confermano tutte.</p>
<p>Ci sono ricercatori per cui la natura distribuita della memoria si puo’ spiegare con il flusso di sostanze chimiche nel cervello. Secondo altri, sono i flussi elettrici tra vasti gruppi di neuroni a spiegare a spiegare memoria ed apprendimento. Ogni scuola di pensiero ha dei sostenitori convinti, ed e’ probabilmente corretto dire che tutt’ora la maggior parte degli scienziati non e’ convinta della visione olografica di Pribram.</p>
<p>Ad esempio, il neurofisiologo Frank Wood della Scuola di Medicina Bowman Gray a Winston-Salem in Carolina del Nord ritiene che “ci sono poche scoperte sperimentali per cui l’olografia e’ la spiegazione necessaria, o anche solo quella preferibile”. Pribram e’ perplesso da simili affermazioni, e risponde notando che ha documentazione per oltre 500 riferimenti sperimentali.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Larry-Dossey-di-Dallas-sostiene-le-idee-di-Pribram.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2240" title="Larry Dossey di Dallas sostiene le idee di Pribram" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Larry-Dossey-di-Dallas-sostiene-le-idee-di-Pribram-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Altri ricercatori sono d’accordo con Pribram. Il dottor Larry Dossey, ex capo dello staff all’Ospedale della citta’ di Dallas, ammette che la teoria di Pribram e’ una sfida seria a molte convinzioni di lunga data sul funzionamento del cervello, ma sottolinea che “sono molti gli specialisti in materia attratti da questa visione, se non altro per l’evidente inadeguatezza degli attuali punti di vista ortodossi”.</p>
<p>Il neurologo Richard Restak, autore della serie televisiva <em>The Brain</em>, condivide l’opinione di Dossey. Osserva <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Richard-Restak.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2241" title="Richard Restak" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Richard-Restak-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>che nonostante l’enormita’ di prove sperimentali che confermano la dispersione nel cervello delle abilita’ umane, la maggior parte dei ricercatori continua ad aggrapparsi all’idea che ogni singola funzione possa essere localizzata allo stesso modo con cui le citta’ possono essere localizzate su una mappa. Restak ritiene che le teorie basate su questa premessa siano non solo semplificazioni eccessive, ma funzionano da vere e proprie camicie di forza concettuali, che evitano di scontrarsi con l’autentica complessita’ del cervello. Crede che “non solo l’ologramma e’ possibile, ma attualmente rappresenta il miglior modello possibile per la descrizione del funzionamento del cervello”.</p>
<p><strong>Pribram incontra David Bohm</strong></p>
<p>Fin dagli anni ’70 Pribram aveva sufficienti prove sperimentali da convincersi che la sua teoria era corretta; inoltre, aveva anche evidenze sperimentali che singoli neuroni nella corteccia rispondono in modo selettivo a specifiche bande di frequenza, il che confermava ulteriormente le sue conclusioni.</p>
<p>La domanda che inzio’ a tormentarlo era&#8230; se l’immagine della realta’ che abbiamo nel cervello non e’ affatto un’immagine ma un ologramma&#8230; si tratta dell’ologramma <strong><em>di che cosa?</em></strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/la-realta-e-forse-illusione-come-sostengono-i-mistici...-che-domanda....gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2244" title="la realta' e' forse illusione come sostengono i mistici... che domanda..." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/la-realta-e-forse-illusione-come-sostengono-i-mistici...-che-domanda...-289x300.gif" alt="" width="289" height="300" /></a>Pribram si rese conto che, se il modello olografico del cervello e’ da prendersi sul serio, la conclusione logica e’ che la realta’ oggettiva attorno a noi – gli oggetti che ci circondano, i paesaggi, le persone – potrebbero persino non esistere, o perlomeno esistere non nel modo in cui crediamo che esistano.</p>
<p>Si comincio’ a chiedere se non fosse possibile cio’ che da sempre i mistici sostenevano, cioe’ che la realta’ e’ <em>maya</em>, illusione, e cio’ che “c’e’ la’ fuori” e’ solo una sinfonia di forme d’onda in risonanza, un “dominio di frequenze” trasformato nel mondo che conosciamo solo <em>dopo</em> essere passato dal filtro dei nostri sensi.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/David-Bohm.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2242" title="David Bohm" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/David-Bohm-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Pribram comprendeva che la soluzione a questo genere di domande sta al di fuori del suo settore di competenza, cosi’ si rivolse per consiglio a suo figlio, un fisico, il quale gli raccomando’ di leggere il lavoro del fisico quantistico David Bohm. Pribram fu elettrizzato. Non solo aveva trovato la risposta alle sue domande, ma anche scoperto che, secondo Bohm, l’intero Universo e’ un ologramma.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/La-visione-olografica-dal-cervello-allUniverso.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2243" title="La visione olografica, dal cervello all'Universo" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/La-visione-olografica-dal-cervello-allUniverso.jpg" alt="" width="136" height="128" /></a></p>
<p>La nostra breve presentazione dell’interpretazione olografica del cervello di Karl Pribram si chiude qui, sperando che la lettura vi sia stata piacevole e stimolante. Questa storia pero’ non termina, si sposta solo dal campo della neurologia a quello della fisica, per la serie di articoli “David Bohm: il modello olografico dell’Universo”.</p>
<p>Come sempre vostro,</p>
<p>Petar</p>
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		<title>Karl Pribram: il modello olografico del cervello (7)</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 21:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il modello olografico del cervello, di K. Pribram]]></category>
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		<description><![CDATA[Il linguaggio matematico dell’ologramma Le teorie che hanno permesso di sviluppare l’ologramma furono formulate per la prima volta nel 1947 da Dennis Gabor, che per questo vinse il Premio Nobel: all’inizio egli non pensava affatto al raggio laser, ma “soltanto” a migliorare il microscopio elettronico, a quell’epoca primitivo ed assai imperfetto. Il suo approccio era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Riproduzione-dellesperimento-dei-De-Valois.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2191" title="Riproduzione dell'esperimento dei De Valois" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Riproduzione-dellesperimento-dei-De-Valois.jpg" alt="" width="665" height="499" /></a></p>
<p><strong>Il linguaggio matematico dell’ologramma</strong></p>
<p>Le teorie che hanno permesso di sviluppare l’ologramma furono formulate per la prima volta nel 1947 da Dennis Gabor, che per questo vinse il Premio<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Dennis-Gabor-linventore-dellOlografia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2192" title="Dennis Gabor, l'inventore dell' olografia" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Dennis-Gabor-linventore-dellOlografia-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a> Nobel: all’inizio egli non pensava affatto al raggio laser, ma “soltanto” a migliorare il microscopio elettronico, a quell’epoca primitivo ed assai imperfetto. Il suo approccio era matematico, ed usava un genere di calcolo inventato da un francese del diciottesimo secolo, Jean B. J. Fourier.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Jean-Baptiste-Joseph-Fourier.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2193" title="Jean Baptiste Joseph Fourier" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Jean-Baptiste-Joseph-Fourier-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a>In parole povere, Fourier aveva inventato un sistema matematico per convertire qualunque schema, non importa quanto complesso, in un linguaggio di semplici onde. Non solo, mostro’ anche come<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Analisi-di-Fourier-lo-schema-complesso-in-alto-puo-essere-scomposto-nella-somma-di-tre-onde-piu-semplici.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-2194" title="Analisi di Fourier - lo schema complesso in alto puo' essere scomposto nella somma di tre onde piu' semplici" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Analisi-di-Fourier-lo-schema-complesso-in-alto-puo-essere-scomposto-nella-somma-di-tre-onde-piu-semplici-300x225.gif" alt="" width="300" height="225" /></a> queste onde potessero essere riconvertite nello schema originale.</p>
<p>Ad esempio, cosi’ come una telecamera converte un’immagine in frequenze elettromagnetiche ed una televisione riconverte queste frequenze nell’immagine originale, cosi’ Fourier aveva dimostrato un processo analogo da un punto di vista matematico. Le equazioni che sviluppo’ sono note come <em>Trasformate di Fourier.</em></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Un-ologramma-dellinventore-dellolografia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2200" title="Un ologramma dell'inventore dell'olografia" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Un-ologramma-dellinventore-dellolografia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Esse permisero a Gabor di convertire la fotografia di un oggetto nella “macchia” di schemi d’interferenza su un pezzo di pellicola olografica. Gli permisero anche di trovare un modo per riconvertire questi schemi nell’immagine originale dell’oggetto. In effetti, l’ “intero” che si vede in ogni pezzo di ologramma e’ un sottoprodotto che avviene quando un’immagine o uno schema e’ tradotto nel linguaggio di forme d’onda di Fourier.</p>
<p>Alla fine degli anni ’60 ed inizio degli anni ’70, diversi ricercatori contattarono Pribram per dirgli di avere scoperto che il senso della vista funziona come un analizzatore di frequenze. Poiche’ la frequenza esprime il numero di oscillazioni di un’onda al secondo, cio’ sembrava confermare con forza che il cervello funziona davvero come un ologramma.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Russell-De-Valois.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2195" title="Russell De Valois" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Russell-De-Valois-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Fu pero’ solo nel 1979 che due neurofisiologi di Berkeley, tali Russell e Karen De Valois, fecero la scoperta cruciale! Prima studiarono con cura le ricerche degli anni ’60 che mostravano come ogni cellula del sistema visivo tenda a rispondere ad uno schema specifico – alcune si attivano quando l’occhio vede linee orizzontali, altre quando vede linee verticali, e cosi’ via. Molti ricercatori conclusero che il cervello riceve i segnali dalle cellule, ognuna altamente specializzata, ed in qualche modo li assembla insieme per darci la percezione visuale del mondo esterno.</p>
<p>Nonostante la teoria fosse estremamente popolare ed affermata, DeValois sentiva che non era completa. Per verificare le sue ipotesi, uso’ le <em>trasformate di Fourier </em> per<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Karen-De-Valois.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2196" title="Karen De Valois" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Karen-De-Valois.jpg" alt="" width="79" height="110" /></a> convertire semplici schemi quadrettati e piani in forme d’onda. Poi, fece dei rilievi per verificare come le cellule del cervello rispondono a queste nuove immagini di forme d’onda. La scoperta fu che le cellule non rispondono affatto agli schemi originali, ma alle <em>trasformate di Fourier</em> degli schemi. Ci poteva essere una sola conclusione: il cervello usa la matematica delle <em>trasformate di Fourier</em> – la stessa degli ologrammi – per convertire le immagini visuali nel linguaggio di Fourier di forme d’onda.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Riproduzione-dellesperimento-dei-De-Valois1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2197" title="Riproduzione dell'esperimento dei De Valois" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Riproduzione-dellesperimento-dei-De-Valois1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La scoperta di De Valois fu poi confermata da numerosi altri laboratori sparsi per il mondo, e pur non dimostrando in modo assoluto che il cervello e’ in effetti un ologramma, diede abbastanza prove per convincere Pribram che la sua teoria e’ sostanzialmente corretta. Stimolato dall’idea che la corteccia visiva rispondeva non a schemi ma a frequenze delle varie forme d’onda, inizio’ a ridefinire il ruolo delle frequenze anche per gli altri sensi.</p>
<p>Non ci mise molto a capire che la loro importanza era stato sottovalutata dai ricercatori del ventesimo secolo. Un secolo prima di DeValois, il fisico e fisiologo tedesco<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lorecchio-e-un-analizzatore-di-frequenze-che-lavoro-secondo-le-trasformate-di-Fourier.gif"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2201" title="L'orecchio e' un analizzatore di frequenze che lavoro secondo le trasformate di Fourier" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lorecchio-e-un-analizzatore-di-frequenze-che-lavoro-secondo-le-trasformate-di-Fourier-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a> Hermann von Helmholtz mostro’ che l’orecchio e’ in pratica un analizzatore di frequenze. Ricerche piu’ recenti rivelavano che il senso dell’olfatto pare basato sulle cosiddette <em>frequenze osmiche</em>.</p>
<p>Il lavoro di Bekesy dimostra chiaramente che la pelle e’ sensibile alle frequenze delle vibrazioni, ed ha persino portato le prime prove che anche il gusto pare implicare una qualche forma di analisi delle frequenze. E’ interessante il fatto che le equazioni matematiche che permettevano a Bekesy di predire la risposta dei soggetti alle varie frequenze, erano proprio del tipo delle equazioni di Fourier.</p>
<p><strong><em>Il ballerino come forma d’onda</em></strong><strong></strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lesperimento-di-Nikolai-Bernstein.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2198" title="L'esperimento di Nikolai Bernstein" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lesperimento-di-Nikolai-Bernstein.jpg" alt="" width="330" height="205" /></a>Scavando nel lavoro degli scienziati del passato, Pribram fece forse la scoperta piu’ sorprendente: lo scienziato russo Nikolai Bernstein scopri’ che persino i nostri movimenti fisici vengono codificati nel cervello in un linguaggio di forme d’onda di Fourier. Negli anni ’30, Bernstein fece vestire alcune persone in calzamaglie completamente nere con su dipinti dei punti bianchi in corrispondenza delle articolazioni. Poi, li mise contro uno sfondo nero e li riprese con una cinepresa mentre compivano varie operazioni in movimento, come danzare, camminare, saltare, scrivere a macchina, martellare.</p>
<p>Quando sviluppo’ il film, si vedevano solo i punti bianchi in movimento sullo schermo, in movimenti fluidi e piuttosto complessi.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Dottore-per-sbaglio-ho-fatto-la-trasformata-di-Fourier-del-mio-gatto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2199" title="Dottore, per sbaglio ho fatto la trasformata di Fourier del mio gatto" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Dottore-per-sbaglio-ho-fatto-la-trasformata-di-Fourier-del-mio-gatto-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a> Quindi, analizzo’ il materiale con il metodo di Fourier, convertendo i punti e le linee visibili nel linguaggio di forme d’onda. Sorprendentemente, scopri’ che le forme d’onda contenevano schemi nascosti che gli permettevano di predire il movimento successivo del soggetto con altissima precisione.</p>
<p>Quando Pribram incontro’ il lavoro di Bernstein, ne riconobbe immediatamente le implicazioni. Forse, si disse, la ragione per cui gli schemi nascosti emergono dopo l’analisi matematica con il metodo di Fourier e’ che <strong><em>questo e’ il modo in cui vengono conservati nel cervello</em></strong>. Si trattava di una possibilita’ decisamente eccitante – se il cervello analizza i movimenti spezzandoli nelle componenti di frequenza, cio’ puo’ spiegare la capacita’ dell’uomo di apprendere molto rapidamente abilita’ fisiche complesse. Ad esempio, noi non impariamo ad andare in bicicletta memorizzando ogni piu’ piccolo particolare del processo. Impariamo “prendendo” l’intero movimento fluido nel suo complesso.</p>
<p>La <strong><em>fluida interezza</em></strong> con cui tipicamente impariamo moltissime attivita’ fisiche e’ ben ardua da spiegare se si pensa ad un cervello che immagazzina informazioni bit per bit. E’ molto piu’ semplice se si pensa che il cervello compie un’analsi di Fourier delle abilita’ fisiche e le assorbe nella loro interezza.</p>
<p>(continua)</p>
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		<title>Karl Pribram: il modello olografico del cervello (6)</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 18:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il modello olografico del cervello, di K. Pribram]]></category>
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		<description><![CDATA[Come costruiamo “il mondo la’ fuori” Per ogni persona e’ del tutto ovvio che emozioni e sensazioni di amore, fame, rabbia, e cosi’ via, sono “realta’ interne” al proprio corpo, mentre il suono di un’orchestra, il calore del sole, l’odore del pane infornato, ecc., sono “realta’ esterne”. Eppure, non e’ ancora chiaro in che modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lillusione-tridimensionale-dellologramma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2042" title="L'illusione tridimensionale dell'ologramma" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lillusione-tridimensionale-dellologramma.jpg" alt="" width="254" height="232" /></a><strong><em>Come costruiamo “il mondo la’ fuori”</em></strong></p>
<p>Per ogni persona e’ del tutto ovvio che emozioni e sensazioni di amore, fame, rabbia, e cosi’ via, sono “<em>realta’ interne</em>” al proprio corpo, mentre il suono di un’orchestra, il calore del sole, l’odore del pane infornato, ecc., sono “<em>realta’ esterne</em>”.</p>
<p>Eppure, non e’ ancora chiaro in che modo il cervello riesce a distinguere tra i due tipi di realta’.</p>
<p>Ad esempio, Pribram sottolinea che quando si guarda un’altra persona, l’immagine e’ in effetti sulla retina dell’osservatore. Eppure, nessuno percepisce la persona come se fosse sulla retina, bensi’ come “persona la’ fuori”.</p>
<p>Ed ancora: quando si sbatte un dito del piede contro un oggetto, l’esperienza di dolore e’ nel piede stesso. Si tratta di un processo neurologico che in qualche modo avviene nel cervello.</p>
<p>E’ lecito domandarsi come faccia il cervello a registrare gli infiniti processi fisici e neurali che sono determinati dalla nostra esperienza, tutti <em>interni</em> al corpo, e nello stesso tempo riuscire a farci percepire che alcune “realta’ “ sono <em>interne</em> al corpo, ed altre <em>esterne</em>?<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/La-mappa-non-e-il-territorio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2048" title="La mappa non e' il territorio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/La-mappa-non-e-il-territorio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ebbene, la quintessenza della natura dell’ologramma sta proprio nel <strong><em>creare l’illusione che gli oggetti siano la’ dove invece non sono</em></strong>. Sappiamo che se si guarda un ologramma, questo sembra essere tridimensionale, ma se si tenta di afferarlo, la mano ci passa attraverso. Nonostante quanto possano comunicare i sensi, nessuno strumento di misura registrera’ mai la presenza fisica <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Karl-Pribram3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2049" title="Karl Pribram" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Karl-Pribram3-150x133.jpg" alt="" width="150" height="133" /></a>dell’oggetto nel luogo ove appare l’ologramma, che e’ dunque un’<em>immagine virtuale</em>, che appare la’ ove l’oggetto non e’, persino con estensione tridimensionale nello spazio&#8230; ma non ha piu’ realta’ del nostro riflesso in un qualunque specchio.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Georg-von-Bekesy.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2047" title="Georg von Bekesy" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Georg-von-Bekesy-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ulteriori prove della capacita’ del cervello di far pensare che processi mentali interni sono invece esterni al corpo, sono state trovate dal premio Nobel Georg von Bekesy. In una serie di esperimenti condotti negli anni ’60, Bekesy ha piazzato dei vibratori sulle ginocchia di persone bendate. Poi, ha iniziato a cambiare la frequenza della vibrazione. Scopri’ che e’ possibile ingannare la persona dandole la sensazione che c’e’ un punto da cui si originano le vibrazioni, e che questo “saltella” da una gamba all’altra&#8230; addirittura si puo’ trasmettere la sensazione che il punto di origine delle vibrazioni sia <em>in aria, tra le ginocchia</em>. In altre parole, ha dimostrato che gli esseri umani possono avere l’illusione di provare una sensazione fisica persino in punti dello spazio ove il corpo non e’ presente.</p>
<p>Pribram ritiene che il lavoro di Bekesy e’ compatibile con la concezione olografica e che illumina ancor meglio il modo in cui lo schema di interferenza di onde – qui prodotto da vibrazioni fisiche – permette al cervello di localizzare l’esperienza al di fuori dei confini fisici del corpo. Pribram ritiene che questo spieghi anche la sensazione di “arti fantasma”, come fossero presenti, che provano persone a cui sono stati amputati&#8230; riescono persino a provare crampi, dolore, solletico in arti che fisicamente non esistono piu’&#8230; Pribram ipotizza che provino l’esperienza della memoria degli arti, registrata nelo schema di interferenza del loro cervello.</p>
<p><strong><em>Esperimenti che confermano il modello olografico del cervello</em></strong></p>
<p>Certo Pribram era elettrizzato dalla sua teoria olografica, ma si rendeva ben conto che senza una solida evidenza sperimentale, essa non aveva alcun significato. Cosi’, tale Paul Pietsch, ricercatore della Indiana University, gli forni’ risposte importanti.</p>
<p>La cosa divertente e’ che Pietsch inizio’ i suoi lavori come ardente oppositore della teoria olografica, soprattutto della parte per cui la memoria non ha una locazione specifica nel cervello.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Salamandra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2043" title="Salamandra" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Salamandra.jpg" alt="" width="210" height="210" /></a>Pietsch decise cosi’ di smentire Pribram, con una serie di esperimenti sulle salamandre. Aveva infatti scoperto che e’ possibile rimuovere anche l’intero cervello della salamandra senza ucciderla, lasciandola in uno stato di torpore, e poi addirittura rimetterlo a posto, facendo tornare normale l’animale.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Paul-Pietsch.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2045" title="Paul Pietsch" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Paul-Pietsch-131x150.jpg" alt="" width="131" height="150" /></a></p>
<p>Pietsch si disse che, se l’istinto ad alimentarsi non e’ posizionato in alcun luogo specifico del cervello, come voleva Pribram, non dovrebbe avere nessuna importanza il modo in cui il cervello dell’animale viene posizionato nella testa&#8230; se invece la posizione del cervello e’ importante, Pribram sarebbe smentito. Quindi, ha preso la povera bestia, ha rivoltato l’emisfero destro e sinistro del cervello, e, non senza sgomento, si e’ dovuto rendere conto che la salamandra tornava velocemente a nutrirsi normalmente.</p>
<p>Allora, non contento, ha preso un’altra salamandra (<em>non c’e’ un’associazione protezione salamandre? ndr</em>) e le ha rivoltato il cervello dall’alto verso il basso. Anche questa torno’ a nutrirsi. Pietsch, un tipo ostinato, non si diede per vinto e ricorse a misure drastiche (<em>perche’ girare il cervello di una bestia per lui era una passeggiata&#8230; ndr</em>). In ben 700 (!!!) tentativi ha iniziato <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Shufflebrain.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2046" title="Shufflebrain" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Shufflebrain-140x150.jpg" alt="" width="140" height="150" /></a>ad affettare, girare, strascicare, sottrarre e persino macinare (!) il cervello di queste povere bestie, ma ogni volta che rimetteva a posto cio’ che restava del loro cervello, il loro comportamento alimentare tornava alla normalita’.</p>
<p>Il risultato e’ che Pietsch, da oppositore di Pribram ne divenne uno dei sostenitori piu’ tenaci&#8230; il dettaglio degli esperimenti sono descritti nel libro <em>Shufflebrain</em>. Speriamo almeno che si sia deciso a lasciar stare le salamandre&#8230;</p>
<p>(continua)</p>
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		<title>Karl Pribram: il modello olografico del cervello (5)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 22:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il modello olografico del cervello, di K. Pribram]]></category>
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		<description><![CDATA[(quinta parte) Proseguiamo dalla parte precedente, a spiegare meccanismi di funzionamento del cervello e della Mente del tutto misteriosi per l&#8217;interpretazione classica, e sui quali l&#8217;interpretazione olografica getta una nuova luce. L’abilità di riconoscere cose familiari A prima vista l&#8217;abilità di riconoscere cose familiari può sembrare niente di speciale, ma i ricercatori hanno capito da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Memoria-fotografica.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1874" title="Memoria fotografica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Memoria-fotografica-977x1024.jpg" alt="" width="479" height="502" /></a>(quinta parte)</p>
<p>Proseguiamo dalla parte precedente, a spiegare meccanismi di funzionamento del cervello e della Mente del tutto misteriosi per l&#8217;interpretazione classica, e sui quali l&#8217;interpretazione olografica getta una nuova luce.</p>
<p><em><strong>L’abilità di riconoscere cose familiari</strong></em></p>
<p>A prima vista l&#8217;abilità di riconoscere cose familiari può sembrare niente di speciale, ma i ricercatori hanno capito da tempo che si tratta di un’abilità complessa. Per esempio, l’assoluta certezza con cui notiamo un viso familiare in una folla di centinaia di persone non è una semplice emozione soggettiva, ma sembra determinata da una forma velocissima ed affidabile di elaborazione di informazioni che avviene nella nostra Mente.</p>
<p>In un articolo del 1970 sulla rivista scientifica britannica <em>Nature</em>,il fisico Pieter van Heerden fece notare che una forma di tecnica olografica nota come <em>recognition holography </em>(olografia di riconoscimento) offre una possibilità di comprendere tale abilità.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Karl-Pribram2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1875" title="Karl Pribram" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Karl-Pribram2.jpg" alt="" width="183" height="215" /></a></p>
<p>Nella <em>recognition holography</em>, l’immagine olografica di un oggetto è registrata nella solita maniera, salvo per il fatto che il raggio laser viene fatto rimbalzare da uno specchio speciale detto <em>focusing mirror</em>, prima di arrivare alla superficie olofotografica. Se un secondo oggetto, simile ma non identico al primo, viene immerso nella luce laser, e questa viene fatta rimbalzare dallo specchio sulla pellicola appare un punto luminoso. Più è luminoso ed intenso il punto, e maggiore è la somiglianza tra il primo ed il secondo oggetto. Se i due oggetti sono del tutto dissimili, non appare alcun punto luminoso. Mettendo una fotocellula dietro la pellicola olografica, è possibile usarla come sistema automatico di riconoscimento.</p>
<p>Una tecnica simile, detta <em>olografia di interferenza</em>, può spiegare come facciamo a riconoscere sia le caratteristiche familiari che quelle estranee in un’immagine, ad esempio il viso di una persona che non abbiamo visto da molti anni. In questa tecnica, un oggetto viene osservato attraverso una pellicola olografica che contiene l’immagine dell’oggetto stesso. Ogni caratteristica dell’oggetto che è cambiata rispetto a com’era l&#8217;oggetto quando è stata fatta l’olografia, riflette la luce in maniera diversa. Basta un’occhiata attraverso la pellicola per rendersi immediatamente conto di come l’oggetto sia cambiato, ed anche di come sia rimasto lo stesso. La tecnica è così sensibile che persino l’impronta di un dito su un blocco di granito è immediatamente visibile… utilissimo in alcune applicazioni pratiche, specialmente per testare materiali.</p>
<p><em><strong>La memoria fotografica</strong></em></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/La-memoria-fotografica-è-utile-nello-spionaggio.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1876" title="La memoria fotografica è utile nello spionaggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/La-memoria-fotografica-è-utile-nello-spionaggio-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel 1972 a Harvard, due ricercatori nel campo della vista, tali Daniel Pollen e Michael Tractenberg, proposero che la teoria olografica del cervello possa spiegare la ragione per cui alcune persone hanno la cosiddetta <em>memoria fotografica</em>. In genere, esse sono in grado di osservare brevemente e memorizzare la scena davanti ai loro occhi; quando vogliono rivederla, ne “proiettano” un’immagine mentale, come guardando uno schermo immaginario davanti agli occhi. Studiando uno di questi individui, Elzabeth, professoressa di Storia dell’Arte a Harvard, Pollen e Tractenberg scoprirono che le immagini mentali che proiettava erano talmente reali per lei che, quando “leggeva mentalmente” una pagina del <em>Faust</em> di Goethe, i suoi occhi si muovevano esattamente come se il libro fosse davanti ai suoi occhi.</p>
<p>Notando che l’immagine conservata in un pezzo di pellicola olofotografica diventa sempre più confusa man mano che se ne riduce la dimensione, Pollen e  Tractenberg hanno suggerito che forse questi individui hanno una memoria così potente perché in qualche modo hanno accesso a regioni molto vaste della loro memoria olografica. Al contrario, la maggior parte di noi ha memorie meno precise perché l’accesso è limitato a regioni più piccole.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Ologrammi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1877" title="Ologrammi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Ologrammi.jpg" alt="" width="220" height="165" /></a></p>
<p><em><strong>Il trasferimento di abilità acquisite</strong></em></p>
<p>Pribram ritiene che il modello olografico spiega anche l’abilità di trasferire abilità acquisite da una parte del corpo ad un’altra. Fate questo banale esperimento: con il vostro gomito sinistro, tracciate in aria il vostro nome. Probabilmente non l’avete mai fatto prima, eppure non dovreste avere alcuna difficoltà.</p>
<p>Può sembrare niente di eccezionale, ma nella interpretazione classica del cervello, le varie zone di questo (come, ad esempio, quelle che controllano il gomito sinistro), sono in grado di compiere delle azioni <em>solamente</em> dopo che un apprendimento ripetitivo ha generato le appropriate connessioni neurali tra le cellule del cervello… quindi, l’abilità di trasferire abilità da una parte del corpo all’altra senza difficoltà resta un mistero.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lo-schema-di-interferenza1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1878" title="Lo schema di interferenza" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lo-schema-di-interferenza1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Pribram sottolinea che la questione diventa spiegabile se si assume che il cervello in qualche modo converte ogni informazione che possiede, comprese quelle di abilità acquisite come saper scrivere, in un linguaggio di schemi di interferenza di onde. Un cervello del genere sarebbe infinitamente più flessibile e potrebbe trasferire le informazioni trasferite nelle sue varie parti con la stessa facilità con cui un abile pianista sa eseguire uno stesso brano in zone diverse della tastiera del pianoforte.</p>
<p>Questa stessa flessibilità può anche spiegare in che modo siamo in grado di riconoscere un viso familiare indipendentemente dall’angolo con cui lo osserviamo.</p>
<p>Di nuovo, una volta che il cervello ha memorizzato un viso – o ogni altro oggetto o scena – lo converte in un linguaggio costituito da onde, e, in un certo senso, ne crea un ologramma che può poi esaminare da varie angolazioni e prospettive.</p>
<p>(continua)</p>
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