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	<title>GrandiPassioni &#187; Programmazione Neuro Linguistica</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (2 di 2)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 22:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;. Buona lettura, Petar ______________________ Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2568" title="Introduzione al Mythoself" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg" alt="" width="270" height="400" /></a>Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;.</p>
<p>Buona lettura, Petar</p>
<p style="text-align: center;">______________________</p>
<p>Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei senz&#8217;altro diventato un veterinario. Suonava come una decisione presa da loro, dai miei genitori – sorta dal loro amore, dalla loro ammirazione e rispetto per il “talento” che avevo mostrato – ma, in ogni caso, una <em>decisione</em>.</p>
<p>Negli anni seguenti, i genitori continuarono a dire un po’ a tutti che il loro figliolo Randy sarebbe diventato un veterinario “<em>perche’ ha addestrato un canarino quando aveva solo otto anni, per cui ha un suo modo di comunicare con gli animali</em>”. Tenete a mente che non avevamo mai avuto nessun altro animale domestico.</p>
<p>Quando qualcuno chiedeva “Randy, cosa vuoi diventare da grande?”, rispondevo “un veterinario!”</p>
<p>“Oh, davvero, e come mai?”</p>
<p>“Ho addestrato un canarino quando avevo otto anni!” ed a quei tempi la risposta mi pareva completamente sensata.</p>
<p>Venne presto il tempo di trovare una risposta seria a tal domanda, cioe&#8217; di fare una scelta di vita. Man mano che si avvicinava l’ultimo anno delle scuole superiori, fui incoraggiato a mandare la preiscrizione alle universita’ che avevano la facolta’ di veterinaria. Siccome questa carriera pareva essere il mio destino, pensavo che sarebbe stato interessante “sporcarsi le mani” – letteralmente – lavorando per qualche tempo presso un veterinario. Pensavo anche che avrebbe aumentato le mie chances di essere accettato in una delle universita’ a cui avevo scritto.</p>
<p>Cosi’, l’estate tra il penultimo e l’ultimo anno delle superiori, feci domanda di lavoro presso un veterinario, il dott. Weiss. Lui mi chiese perche’ volessi diventarlo. “Sa, dott. Weiss, ho addestrato un <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2569" title="dott. Randy Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>canarino quando avevo otto anni&#8230;”</p>
<p>Mi fece iniziare al canile. Era una sezione lunga e stretta, concepita per esercitare e liberare gli animali dalle gabbie. Era un largo rettangolo di cemento, convergente da tutte le direzioni verso un foro centrale, e circondato da muri, anch’essi di cemento. Il mio lavoro consisteva nel pulire e lavare il pavimento. Dopo un’ora, non capivo ancora la relazione tra l’aver addestrato un canarino ed il fatto di pulire merda di cane.</p>
<p>Fui salvato da questo impossibile rompicapo da una richiesta del dott. Weiss: “Randy, ti dispiace far uscire Brutus dalla gabbia, e portarlo a me?”</p>
<p>Brutus era un enorme pastore tedesco con denti affilati ed un respiro minaccioso. Io pesavo piu’ o meno quanto lui, ma non ero cosi’ forte&#8230; quindi ero molto meno determinato di lui in quel momento.</p>
<p>Mi sono avvicinato alla gabbia, ed ho pensato di aprire la porta che ci separava. Brutus mi guardo’ mostrando i denti, come per dire “Avanti, sfigato, apri. Infila la mano e vieni a prendermi se hai il coraggio&#8230;” Pareva comparire una sorta di sorriso obliquo sul suo grugno&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, Brutus pare voler stare tranquillo per adesso. Posso portarglielo piu’ tardi?”</p>
<p>Cio&#8217; che successe nei pochi secondi successivi ha vibrato attraverso il mio corpo in un modo tale da farmi decidere per sempre di abbandonare la carriera veterinaria. Il dott. Weiss si avvicino’ a Brutus, lo prese per la collottola, e lo trascino’ fuori dalla gabbia. Brutus non fece altro che piagnucolare&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, e se l’avesse morsa?”</p>
<p>“Devi mostrare ad un animale chi e’ che comanda – non puoi mai farti intimidire, gli animali annusano la paura!”</p>
<p>“Eggia’!” dissi “ma lei e’ mai stato morso?”</p>
<p>“Oh, certo!” disse il dott. Weiss “di tanto in tanto, succede!”</p>
<p>Il mio lavoro all’Ospedale per animali “Weiss” termino’ quel giorno stesso. Nella mia testa, non riuscivo a riconciliare “di tanto in tanto rischio di perdere un dito” con “ho addestrato un canarino a salirmi sul dito, e quindi dovrei diventare un veterinario”.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2570" title="Generative NLP" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP-300x61.gif" alt="" width="300" height="61" /></a>Piu’ tardi, il mio miglior amico Bob, che poi frequento’ la Michigan State University e divenne davvero un veterinario, fece esattamente come il dott. Weiss: e’ stato morso parecchie volte, non solo da cani, ma anche da gatti! Entrambi i miei fratelli sono veterinari, ed oggi sono proprietari di ospedali per animali.</p>
<p>Quando mio fratello Alan lavorava per un veterinario per completare il suo tirocinio, un pastore tedesco gli morse la palpebra, e dovette ricorrere alla chirurgia d’emergenza per salvare un dotto lacrimale. Anche lui, poi, e’ stato morso molte altre volte. Mio fratello Brian ha avuto lo stesso “piacere” piu’ e piu’ volte. In effetti, la sua risoluzione ad aiutare gli animali trascende la paura di essere morso, tanto che una volta ha persino avuto una tigre sul suo tavolo medico! (Per fortuna era addormentata, ed ha mancato l’occasione di un gustoso spuntino). Nonostante sia stato io il primo a decidere per la carriera veterinaria, alla fine ho cambiato idea, mentre entrambi i miei fratelli sono rimasti fermi sulla loro decisione di immergersi in questa professione.</p>
<p>Non avendo mai cercato davvero di capire cosa fosse necessario per essere un buon veterinario, ed in qualche modo disilluso dalla mia esperienza all’ospedale del dott. Weiss, mi sono inizialmente sentito come bloccato. Per la maggior parte della mia vita ho ascoltato di come dovessi diventare un veterinario, ed ora mi sentivo semplicemente confuso. Decisi di riconsiderare la mia scelta di carriera, che pareva sempre piu’ la conseguenza delle convinzioni, degli incoraggiamenti e delle reazioni che avevo ricevuto dagli altri che di cio’ che provavo essere la cosa giusta da fare per me stesso. Non ero sicuro a questo punto come avrei fatto a sapere come e quando avrei fatto la scelta giusta, ma sapevo che doveva essere qualcosa di diverso che essere un veterinario. Nel tentativo di fare una nuova scelta, mi stavo nel frattempo allontanando da quella vecchia.</p>
<p>Iniziando l’Universita’, decisi di tentare la carriera di dentista. Ma dopo il primo anno alla Michigan State University, capii che non mi piaceva guardare nella mia stessa bocca, e ancor meno in quella degli altri. Mi orripilava l’idea di continuare a fare questo per il resto della vita, sentivo letteralmente il petto contrarsi, come se qualcuno mi rubasse il respiro. Ancora una volta, c’era qualcosa che riguardava questa decisione che sentivo drasticamente sbagliato. Nonostante questa volta avessi fatto delle ricerche per comprendere che genere di percorso scolastico fosse necessario, e come si svolge la professione dentistica, dopo due anni di apprendimento, avevo la fortissima sensazione fisica, nel mio corpo, che c’era qualcosa di sbagliato.</p>
<p>Cosi’, ho lanciato ancora una volta in aria i dadi, con un nuovo criterio in mente: volevo fare una scelta che potessi sentire nel mio corpo come positiva – fare qualcosa che potevo riconoscere <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green.png"><img class="alignright size-medium wp-image-2571" title="www.drrandywgreen.com e' il sito di Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green-300x271.png" alt="" width="300" height="271" /></a>come la cosa giusta da fare per me. Quando finalmente entrai in contatto con il mondo della psicologia, provai qualcosa di interamente nuovo. Piuttosto che fare una decisione basata su qualcosa che una disciplina <em>non</em> fosse- come avevo fatto passando dalla veterinaria alla carriera dentistica – questa volta, feci una decisione basata sul modo con il quale volevo agire nel mondo come psicologo. E per la prima volta, ho sentito attraverso tutto il mio essere che tale scelta rifletteva la persona che veramente sono. Posso richiamare dalla memoria una certa immobilita’ – un senso di rilassamento – all’interno delle mie budella, seguito da altre sensazioni fisiche, che mi dicevano quanto questa carriera fosse significativa per me.</p>
<p>Nel percorso che mi ha portato ad essere un psicologo autorizzato dallo Stato di New York, ho fatto centinaia di decisioni – decisioni che spesso iniziavano con un certo grado di indecisione, di solito con la domanda “perche’ non riesco a decidere?”</p>
<p>Perche’ ci sono persone che provano tanta fatica a prendere decisioni importanti per la loro vita, quando per altri sembra facilissimo? Per anni, dopo la serie di eventi presso l’ospedale del dott. Weiss, mi sono chiesto come i miei fratelli fossero riusciti a decidere con tanta facilita’ di volersi immergere nella professione veterinaria. Allora, non sapevo che ognuno di essi si domandava con altrettanta energia che cosa mai avesse spinto me a fare il psicologo, cioe’ una professione che richiede di ascoltare disagi e stati di agitazione di centinaia di persone, per tantissimi anni di fila.</p>
<p>Non avendo ottenuto alcuna risposta soddisfacente a questa domanda, “<em>Perche’?</em>”, man mano che sviluppavo la mia esperienza e la mia abilita’ come psicologo, ho compreso che una domanda di gran lunga migliore per il processo decisionale e’ “<em>Come?</em>”</p>
<p>Come fa una tal persona a creare nella propria mente possibilita’ tra le quali scegliere?</p>
<p>Come fa un’altra persona a bloccarsi, e diventare incapace di scegliere?</p>
<p>E, la domanda piu’ importante, come fanno le persone a liberarsi da queste difficolta’ per compiere decisioni che migliorano loro stesse?</p>
<p>__________________________________</p>
<p>Beh, a questo punto non resta che leggere il libro di Randy! <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Petar</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2572" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (1 di 2)</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 12:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale. L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2545" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2546" title="dott. Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg" alt="" width="120" height="150" /></a> “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale.</p>
<p>L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; che consigliamo caldamente a chiunque conosca l’inglese, e di cui pubblichiamo qui la prefazione di Joseph Riggio, e, nel prossimo articolo, l’introduzione dell’autore stesso.</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________</p>
<p><strong>Prefazione</strong></p>
<p>Succede ogni tanto che qualcosa di antico e di estremo valore venga riscoperto. Quando cio’ succede, la Ruota della Conoscenza genera una nuova rivoluzione, e quel che emerge e’ allo stesso tempo uguale e radicalmente rinnovato, quindi diverso.</p>
<p>Coloro che non hanno familiarita’ con l’origine di questa antica saggezza lo percepiranno come nuovo, e di solito tanto basta per catturarne l’interesse. Coloro che invece hanno familiarita’ con l’antico sapere, lo riconosceranno per cio’ che e’, e ne saranno attratti perche’ capiranno il valore di cio’ che viene loro offerto. Cio’ che il Dr. Randy Green condivide in questo libro e’ un esempio della rivoluzione della Ruota della Conoscenza, qualcosa di profondamente importante e di assoluta rilevanza per il nostro mondo contemporaneo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2547" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg" alt="" width="133" height="240" /></a>All’inizio degli anni ’70 due esploratori dell’esperienza umana, Richard Bandler e John Grinder, hanno formulato una “tecnologia dell’eccellenza” battezzata Programmazione Neuro-Linguistica, in Italia nota come PNL. Il loro lavoro fu riconosciuto tra i piu’ importanti in assoluto per il progresso della psicologia applicata negli ultimi decenni del ventesimo secolo.</p>
<p>L’essenza della loro scoperta e’:</p>
<p>1.    Ogni individuo ha esperienza degli eventi della sua vita in un modo unico:</p>
<p>2.    Questi eventi sono codificati in schemi specifici che sono accessibili e malleabili</p>
<p>3.    Facendo attenzione alle forme ed ai modi con cui gli eventi vengono codificati, l&#8217;esperienza puo’ essere programmata e guidata per produrre risultati desiderati, utili, e di lunga durata.</p>
<p>Sono idee stupefacenti se si riflette sull’impatto che hanno sulla performance dell’essere umano, e sull’abilita’ di costruire esperienze in relazione all’ottenimento di risultati desiderati. In applicazioni anche molte diverse come la terapia, l’educazione, il business, lo sport, ecc., la PNL diventa una tecnologia di punta per produrre eccellenza con individui o gruppi di persone.</p>
<p>Roye Fraser, uno studente di PNL, assunse un approccio radicale, basato su una direzione esclusivamente positiva. Il pressuposto e’ che ogni individuo ha un innato modello di eccellenza per vivere la propria vita, una sorta di “Impronta di successo” (“Success Blueprint”). Roye chiamo’ questo modello “Generative Imprint”, e la comprensione dell’impatto di questo modello divenne il lavoro della sua vita. La sua eredita’ consiste nel materiale realmente rivoluzionario che ha sviluppato, nella sua abilita’ cioe’ di creare cambiamenti positivi nella vita delle persone che incontrava.</p>
<p>Volendo darne una breve spiegazione, cio’ che Roye ha realizzato e codificato e’ che le persone compiono una scelta fondamentale nelle loro vite, cioe’ se vivere da una posizione orientata positivamente, focalizzata sulle possibilita’, oppure da una posizione orientata negativamente, focalizzata sulle limitazioni. Quando si fa la scelta di organizzarsi rispetto alle possibilita’, l’intero essere della persona vive una trasformazione profonda – i pensieri, le sensazioni, i comportamenti e persino l’espressione corporea – in un modo specifico che genera un senso profondo di benessere. Questa scelta fondamentale determina come si ha esperienza di qualunque cosa: o la vita e’ piena di possibilita’, o e’ piena di limitazioni.</p>
<p>Io ho incontrato Roye nel 1987, e ne sono diventato studente ed apprendista. Da quella esperienza intensa ho poi sviluppato il modello del Mythogenic Self Process, o Mythoself, che ho iniziato ad insegnare nel 1994, portandolo in trenta paesi diversi.</p>
<p>Nel 2004 sono stato presentato al dott. Randy Green da un mio studente, Devon White. Randy porto’ una incredibile sete di conoscenza, ed una significativa esperienza professionale clinica al lavoro che avevo compiuto fino a quel momento.</p>
<p>Leggendo il libro che ha scritto, da un punto di vista delle possibilita’ che la vita offre, scoprirete che Randy offre cio’ che puo’ essere considerato un approccio al “prendere decisioni” totalmente differente ed unico rispetto ad ogni altro che possiate aver incontrato prima d’ora. La maggior parte dei libri sul “prendere decisioni” assumono il punto di vista per cui “decidere” e’ una attivita’ mentale che dipende dall’analisi delle informazioni esistenti. Di solito, questo tipo di analisi significa considerare con cura i dati e poi mettere in equilibrio i rischi e ricompense – costi e benefici, lati positivi e lati negativi – eppure tutto cio’ e’ solo un tentativo di formalizzare qualcosa che non si lascia afferrare.</p>
<p>Al posto di questi modelli analitici, che sono “approcci cognitivi” al “prendere decisioni”, cio’ che troverete in questo libro e’ un approccio radicalmente differente, basato sulla consapevolezza del vostro essere, compreso quello del vostro stesso corpo. Il Dr. Green vi insegnera’ a diventare sensibili ai piu’ sottili segnali del vostro corpo che esprimono una risposta del tipo “si’” o “no” alle informazioni esistenti. Usando questi segnali come riferimento per le decisioni da prendere, crea un impressionante metodo per prendere decisioni significative, soprattutto quando i dati sulla base dei quali decidere sono minimi.</p>
<p>I passi che si devono intraprendere per creare la necessaria sensibilita’ a questi segnali corporali, che sono la base del metodo di “prendere decisioni” presentato nel libro di Randy W. Green, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2548" title="Il biglietto da visita di Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif" alt="" width="155" height="97" /></a>provengono direttamente dall’eredita’ del lavoro di Roye Fraser e del suo modello “Generative Imprint”. Cio’ che e’ piu’ significativo di tale lavoro e’ come vada molto al di la’ del semplice “prendere decisioni” Per sviluppare la necessaria sensibilita’ ai segnali del corpo, bisogna prima acquistare sensibilita’ a “come si e’ quando si e’ al meglio di se stessi”, cioe’ quando si e’ organizzati rispetto alle possibilita’.</p>
<p>Man mano che imparerete quanto Randy W. Green insegna nel libro, scoprirete cose di voi stessi che probabilmente nemmeno potevate immaginare. L’aspetto brillante del modello che Randy condivide e’ il modo naturale con cui unisce l’abilita’ di accedere un modo meravigliosamente positivo di stare nel mondo con le decisioni che si prendono a partire da questo stato.</p>
<p>Il metodo di Randy per presentare il materiale e’ efficace perche’ racconta di molti casi e storie di clienti reali con cui ha lavorato&#8230; invece di una storia noiosa e distante, Randy vi apre alla reale, viva esperienza delle persone che hanno tratto beneficio dall’applicare il modello nelle loro vite concrete.</p>
<p>Io lavoro con questo materiale da piu’ di vent’anni ormai, ed in quanto creatore del Mythogenic Self Process, o Mythoself, ho avuto l’occasione di lavorare con migliaia di clienti, compresi dirigenti senior di multinazionali, professionisti in attivita’ o in pensione, educatori, studenti, genitori, ed altri. Cio’ che ho scoperto e’ che se qualcuno ha un vero interesse, puo’ imparare ad applicare questo modello, col risultato che non impara solamente un eccellente metodo per prendere decisioni, ma la sua vita cambia in modo significativamente positivo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2549" title="Joseph Riggio durante un corso a Taiwan" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Oggigiorno si sente spesso parlare di “psicologia positiva”, e pare che ogni giorno venga pubblicato un nuovo libro sulla “felicita’” – cosa sia, come averla, la sua importanza – come se l’atteggiamento positivo per essere felici fosse un’idea particolarmente nuova. Eppure il lavoro che Roye inizio’ a sviluppare oltre trent’anni fa era basato sulla semplice idea che i risultati che si ottengono operando da una posizione positiva sono superiori a quelli che si possono ottenere operando da qualunque altra posizione.</p>
<p>Cio’ che il dott. Randy W. Green dimostra nella maniera piu’ chiara e’ che, con un sufficiente grado di abilita’, il modello puo’ essere applicato a quasi ogni situazione in cui ci si trovi, che richieda la miglior decisione possibile in quel preciso momento. Nel lavoro che ho svolto con i miei clienti in tutto il mondo, definisco questo come “prendere decisioni di alta qualita’”, decisioni che massimizzano le conseguenze positive e minimizzano quelle negative. Un processo che e’ stato applicato con grande successo da individui ed organizzazioni in tutto il mondo. Ora, voi stessi avete l’opportunita’ di apprendere ed usare nella vostra vita lo stesso metodo per prendere decisioni – un passo significativo nel viaggio che chiamiamo Vita.</p>
<p>Joseph Riggio, Ph.D.</p>
<p><em>Architect and Designer of the Mythogenic Self Process (Mythoself)<br />
</em></p>
<p><em>www.josephriggio.com</em></p>
<p><em>______________________________</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2551" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Le persone che  frequentano  questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in  tempo reale  delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</em></span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bandler: cosa è la PNL, e sulla creatività!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione Neuro Linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>
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		<description><![CDATA[Di recente, abbiamo sentito il punto di vista di John Grinder su che cosa sia la PNL che lui stesso ha creato. Cosa ne pensa l&#8217;altro creatore, il vulcanico Richard Bandler? Petar]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-large wp-image-1106" title="Richard Bandler" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/11/r-bandler-893x1023.jpg" alt="Richard Bandler" width="438" height="501" /></p>
<p>Di recente, abbiamo sentito il punto di vista di John Grinder su che cosa sia la PNL che lui stesso ha creato.</p>
<p>Cosa ne pensa l&#8217;altro creatore, il vulcanico Richard Bandler?</p>
<p> <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Petar</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/baiy8e4tgdQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/baiy8e4tgdQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>John Grinder: cosa è la PNL!?</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 17:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa è questa benedetta PNL? Chi può dirlo meglio di uno dei due uomini che l&#8217;hanno creata? Dopo Richard Bandler, oggi è la volta di John Grinder! Buona visione! Un abbraccio a tutti, Petar]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1089" title="John Grinder 2" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/11/John-Grinder-2.jpg" alt="John Grinder 2" width="232" height="206" /></p>
<p>Cosa è questa benedetta PNL?</p>
<p>Chi può dirlo meglio di uno dei due uomini che l&#8217;hanno creata?<br />
Dopo Richard Bandler, oggi è la volta di John Grinder!<br />
Buona visione!<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WxxnGc32LFA&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/WxxnGc32LFA&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Un abbraccio a tutti,</p>
<p>Petar</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Richard Bandler, il Genio</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 21:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
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		<category><![CDATA[Richerd Bandler]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è facile trovare una bella foto di Richard Bandler, pensate che questa qua sopra è una delle migliori disponibili. Eppure, bella o no, è la foto di un autentico genio. La PNL, l&#8217;idea, le tecniche, i risultati che permette di realizzare, hanno segnato una rivolzione nella comprensione di ciò che l&#8217;essere umano può realizzare. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1078" title="Richard Bandler picture" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/11/Richard-Bandler-picture.jpg" alt="Richard Bandler picture" width="550" height="455" />Non è facile trovare una bella foto di Richard Bandler, pensate che questa qua sopra è una delle migliori disponibili.</p>
<p>Eppure, bella o no, è la foto di un autentico genio.</p>
<p>La PNL, l&#8217;idea, le tecniche, i risultati che permette di realizzare, hanno segnato una rivolzione nella comprensione di ciò che l&#8217;essere umano può realizzare.</p>
<p>Una rivoluzione in corso, che lo stesso Bandler sta migliorando di anno in anno, e con il contributo di maestri della Trasformazione personale, come lo stesso co-creatore della PNL John Grinder, ma anche John La Valle, il nostro Joseph Riggio, ed altri.</p>
<p>Questo video è dedicato a chi per la prima volta ne sente parlare. Vi invidio: è il primo passo di un viaggio meraviglioso.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/urPYoUFgEpo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/urPYoUFgEpo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>A presto, Petar</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli articoli di Janice Moore sull’importanza delle Decisioni</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/05/perche-lambivalenza-puo-danneggiare-seriamente-la-salute/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2009/05/perche-lambivalenza-puo-danneggiare-seriamente-la-salute/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 May 2009 17:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Decidere]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
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		<description><![CDATA[PERCHE&#8217; L&#8217;AMBIVALENZA NON FUNZIONA Per alcuni, di fronte ad una decisione poco piacevole, l’ambivalenza sembra una scelta sicura. Di fronte alla richiesta di prendere posizione su una certa questione – ad esempio, per chi votare, come investire il proprio denaro, se cambiare o no la propria carriera professionale in qualcosa che si desidera davvero, o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-656" title="Illusione dell'ambivalenza" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/Illusione-dellambivalenza.JPG" alt="Illusione dell'ambivalenza" width="162" height="356" /></p>
<h1>PERCHE&#8217; L&#8217;AMBIVALENZA NON FUNZIONA</h1>
<p>Per alcuni, di fronte ad una decisione poco piacevole, l’ambivalenza sembra una scelta sicura. Di fronte alla richiesta di prendere posizione su una certa questione – ad esempio, per chi votare, come investire il proprio denaro, se cambiare o no la propria carriera professionale in qualcosa che si desidera davvero, o persino chi amare – si pesano i pro ed i contro nella propria mente, si valutano i rischi di ogni possibile scelta, e si decide, alla fine, di <strong><em>non decidere</em></strong>. Per la nostra mente, ciò può avere senso: al momento, non si sta affrontando una crisi&#8230; così, perché mai non continuare con la vita così com’è,<span> </span>piuttosto che compiere una pericolosa scelta che magari introduce del rischio?</p>
<p style="text-align: left;">Ciò che spesso non si considera è che astenendosi dal prendere una decisione, si decide in realtà di pensare alla propria vita in termini di “cose da evitare”. Quando si pensa in questo modo , si diventa necessariamente <strong><em>ambivalenti</em></strong> – e ci si espone persino a seri problemi di salute.</p>
<p><img class="size-full wp-image-611  alignleft" title="Charles e Janice Moore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/charles-e-janice-moore.jpg" alt="Charles e Janice Moore" width="167" height="173" /></p>
<p>La spiegazione sta nel modo in cui la mente processa le informazioni. In base alle teorie a fondamento della P.N.L. (Programmazione Neuro Linguistica), la mente è costruita in modo da processare facilmente affermazioni positive, e molto più difficilmente affermazioni negative. Quando si pensa in termini di affermazioni positive – ad esempio &#8220;mi trasferisco per cercare lavoro in un’altra città&#8221; – la mente si concentra direttamente sulla <strong><em>parte positiva</em></strong> della frase: il nuovo lavoro. Pensando invece in termini negativi – ad esempio, pensando &#8220;non voglio decidere ancora se cercare o no un nuovo lavoro&#8221; – la mente processa <strong><em>due aspetti</em></strong>: il &#8220;no&#8221;, la negazione, ed il positivo &#8220;nuovo lavoro&#8221;. <strong><em>La cosa davvero interessante è che l’attenzione va comunque sul termine positivo del pensiero</em></strong>. Prendete qualunque intenzione espressa in forma negativa che avete, ogni aspetto concreto che la mente è naturalmente creata ad evitare – infelicità, malattia, infarto – ed il risultato sarà lo stesso. <strong><em>Si resta concentrati su ciò che, in fondo, si vuole evitare</em></strong>.</p>
<p><span>Avere questi “programmi mentali” diretti negativamente significa potenzialmente essere assediati da un continuo senso di timore. Si ha la sensazione immediata che “tutto sia a posto”; consapevolmente, crediamo di voler evitare ciò che riteniamo dannoso o cattivo. Eppure, <strong><em>sapere ciò che non si vuole, non lascia spazio nella mente per rendere consapevoli di ciò che si vuole</em></strong> – che è l’unico vero modo di contrastare ciò che si eviterebbe. Così, nella mente, si resta circondati da apparenti minacce – il fallimento, l’infelicità, il rifiuto altrui – senza un senso di ciò che si è in potere di fare per sfuggire alle minacce.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span><br />
</span></p>
<p><span>Questa è esattamente la situazione mentale responsabile dello stress cronico. Il corpo entra in uno stato di stress, reazione alle minacce percepite attorno a sé, innalzando il metabolismo e la sensibilità ad un ampio raggio di segnali dall’ambiente. Ciò permette di rispondere efficacemente alle minacce, di portare fuori dal pericolo, e ripristinare un mondo normale cosicché anche il corpo possa tornare ad una funzionalità normale. Eppure, se il senso di pericolo è esclusivamente auto-creato ed interno, può essere molto difficile portarsi “fuori pericolo”. Come animali tirati dalla carota di fronte al muso, la programmazione neurologica fa continuamente vedere e notare ciò che cerchiamo di evitare &#8211; minacce – quale che sia il lato ove ci giriamo. Così, non si riceve mai il segnale che il corpo può tornare alla normalità.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span><img class="size-full wp-image-612 aligncenter" title="Io ambivalente?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/barzelletta.jpg" alt="Io ambivalente?" width="326" height="318" /><br />
</span></p>
<p><span>Lo stress non è un problema da poco. Il sistema nervoso inizia a diffondere nel corpo ormoni che aumentano la sensibilità, nonché il consumo di ossigeno. Questi ormoni, pur aiutando a rispondere più efficacemente alle minacce, possono, col tempo, determinare problemi di salute significativi. La lista è lunga, ma alcuni dei più comuni riguarda l’affaticamento muscolare, calo della memoria, alta pressione sanguigna, minore efficacia del sistema immunitario, problemi emotivi cronici Tutti questi – ed altri – sono causati dallo stress. Lo stress, in cambio, è largamente determinato dalla sensazione di non avere sufficienti risorse per affrontare le minacce e l’ansietà, causate da schemi negativi di pensiero – a loro volta determinati dall’ambivalenza.</span></p>
<p><span>Dunque, qual è la soluzione? Semplice: non contare sull’ambivalenza come facile modo per uscire dalle decisioni difficili. <strong><em>Restare aperti ai dati presenti all’attenzione, decidere, mettere in azione</em></strong>. <span> </span></span></p>
<p><span>Per chiunque abituato all’ambivalenza come rifugio dalle decisioni difficili, ciò può sembrare pericoloso, persino folle ed assurdo. D’altra parte, considerate le conseguenze dell’opposto modo di agire – non agire per nulla! L’ambivalenza, e lo stress cronico che porta con sé, ha conseguenze serie sulla salute. Per evitarle, basta un passo: decidere!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Autore: Janice Moore</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Fonte: </span><span lang="EN-GB"><a href="http://www.generativenlp.com/"><strong><span lang="IT">www.generativenlp.com</span></strong></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Link dell’originale: <a href="http://www.generativenlp.com/why-ambivalence-could-seriously-affect-your-health.html"><strong><span>http://www.generativenlp.com/why-ambivalence-could-seriously-affect-your-health.html</span></strong></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong><span>______________</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal">
<h1>OGNI SINGOLA DECISIONE MODELLA LA NOSTRA VITA</h1>
<p><span>Molti sono consapevoli dell’importanza dell’apprendimento, eppure pochi si rendono conto di quanto vero – e pericoloso – ciò possa essere. Pochi realizzano come ogni singola decisione determini cambiamenti duraturi nella mente – e quindi tenda a modellare la propria vita.</span></p>
<p><span>Per comprenderlo, diamo un’occhiata alla fisiologia che sta alla base dell’apprendimento. Il meccanismo fisico che corrisponde al processo astratto dell’apprendimento è noto come “potenziamento di lungo termine”. Il cervello è costituito da cellule dette neuroni, la cui massa è in gran parte nella parte anteriore, il nucleo, che poi si assottiglia in un sottile gambo detto assone. I neuroni generano un potenziale elettrico. Ogni volta che il potenziale elettrico è abbastanza alto, il nucleo &#8220;spara&#8221; elettricità fino all’assone. La carica elettrica prosegue saltando sul neurone successivo, aumentandone a sua volta il potenziale elettrico. Se il processo coinvolge un numero sufficientemente alto di neuroni, si generano catene di elettricità, anche molto grandi, che permettono a parti di cervello fisicamente lontane di collegarsi ed interagire ad altissima velocità.</span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-624" title="La struttura del neurone" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/355px-complete_neuron_cell_diagram_ensvg.png" alt="La struttura del neurone" width="355" height="258" /></p>
<p><span>Quando una certa catena di neuroni si attiva spesso, parte del potenziale elettrico creato nel primo neurone rimane nel secondo neurone, facilitando l’attivazione del processo la volta successiva. Dopo un certo numero di “accensioni”, la catena diventa automatica, ed ogni singola volta che il primo neurone si attiva, gli altri inevitabilmente lo seguono. Questo processo è il “potenziamento di lungo termine”, che è proprio l’apprendimento descritto a livello neurologico. Ad esempio, imparando l’aritmetica o una seconda lingua, l’esercizio ripetuto aiuta moltissimo: i neuroni coinvolti si potenziano reciprocamente finché per loro diventa una seconda natura pensare “5” davanti a “2+3” o pensare “cane” davanti alla parola “Labrador”.</span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-625" title="apprendimento ;-)" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/p002_1_01.jpg" alt="apprendimento ;-)" width="393" height="320" /></p>
<p><span>Ciò è coerente al modello di apprendimento della P.N.L., Programmazione Neuro-Linguistica, secondo la quale la mente si programma a trarre certe conclusioni di fronte a certi eventi, o a fare certe associazioni. Tali conclusioni ed associazioni diventano parte della struttura fisica della mente, e diventano i filtri con i quali la realtà viene percepita, il “dizionario” mentale attraverso il quale si determina il significato dell’informazione ricevuta dal mondo.</span></p>
<p><span>D’altra parte, quando si usa un dizionario povero, si possono subire contrattempi: lo stesso succede quando la programmazione della mente – gli schemi mentali – sono in qualche modo “distorti” o &#8220;limitati&#8221;. Ebbene, il fondamento stesso dei nostri schemi mentali sono, appunto, le decisioni che prendiamo.</span></p>
<p><span>Quando si decide, inevitabilmente si traggono conclusioni riguardo al mondo. Secondo la PNL, si pone a se stessi la domanda – “che cosa voglio, in questo momento?” – e ci si dà una risposta – “voglio questo, quello, l’altro!”. Questo vale anche quando la risposta è espressa in modo negativo – “non voglio questo, quello, l’altro!”. In entrambi i casi, si sta comunque formulando una “dichiarazione” interna, con parole, immagini, suoni, o persino sensazioni. Si sta programmando la propria mente in un certo modo, creando le sottostanti catene neurali di potenziale elettrico.</span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-626" title="Catene neurali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/05/catene-neurali.jpg" alt="Catene neurali" width="397" height="265" /></p>
<p><span>Se si decide con forza di evitare il rischio, quindi, si tende a diventare il genere di persona che nemmeno considera il rischio come un’alternativa praticabile. Se si rimugina spesso sui fallimenti e gli eventi poco piacevoli del proprio passato, si tende a diventare il genere di persona che nemmeno riesce a valutare positivamente il presente ed il futuro. Se si decide con forza di evitare di decidere, si tende a diventare il genere di persona che non riesce nemmeno più a comprendere ciò che vuole. Le decisioni, in modo reale, fisico, modellano le nostre vite.</span></p>
<p><span>Aristotele definisce l’abitudine come “il fondamento della moralità”. Mantenendo un comportamento morale, disse, ci si predispone a mantenerlo anche in futuro. Ciò era vero 2500 anni fa, e continua ad esserlo oggi. Eppure, spesso ci si racconta che i “momenti di debolezza” sono solo “momenti”, invece che semi di comportamenti futuri. Piuttosto, si tende ad essere cauti riguardo alle decisioni da prendere e le persone che ci spingono a decidere. Modelliamo le nostre vite con ogni singola decisione, quindi vale la pena assicurarsi che si stia agendo in un modo che vada bene per il resto della vita – scegliere di essere sempre la persona che si desidera essere nel profondo. </span></p>
<p>Autore: Janice Moore</p>
<p class="MsoNormal"><span>Fonte: </span><span lang="EN-GB"><a href="http://www.generativenlp.com/"><span lang="IT">www.generativenlp.com</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Link dell’originale: <a href="http://www.generativenlp.com/beware-you-are-molding-your-life-with-every-decisi.html">http://www.generativenlp.com/beware-you-are-molding-your-life-with-every-decisi.html</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong><span>______________</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Generative NLP è un centro di formazione per il Mythoself<sup>tm</sup> Process, che si trova nel Sud Ovest di Londra, creato nel 2001 da Charles Moore, una delle pochissime persone ad avere avuto il privilegio di una stretta relazione di mentoring con Joseph Riggio Ph. D.</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Trattare la gente da cani</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/02/trattare-la-gente-da-cani/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 20:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Intento]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione Neuro Linguistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Voglio ringraziare di cuore tutti coloro che hanno letto l&#8217;articolo precedente, e soprattutto partecipato ai commenti, veramente di alto livello! Oggi, è la volta di uno stupendo articolo di Riggio&#8230; sull&#8217;importanza del contesto nella performance, sul modo di trattare cani e uomini, sugli ostacoli che ci poniamo nel realizzare ciò che vogliamo, e come rimuoverli! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio ringraziare di cuore tutti coloro che hanno letto l&#8217;articolo precedente, e soprattutto partecipato ai commenti, veramente di alto livello!</p>
<p>Oggi, è la volta di uno stupendo articolo di Riggio&#8230; sull&#8217;importanza del contesto nella performance, sul modo di trattare cani e uomini, sugli ostacoli che ci poniamo nel realizzare ciò che vogliamo, e come rimuoverli!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>Petar</p>
<p>___________________________________________________________</p>
<p><strong><em>Costruire il contesto appropriato &#8220;è una garanzia virtuale del risultato&#8221; &#8211; impararlo, fa tutta la differenza possibile nel tipo di performance che produrrete &#8211; su voi stessi e con gli altri.</em></strong></p>
<p><span lang="EN-GB">Buongiorno a tutti,</span></p>
<p><strong>Voglio innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno trovato il tempo di leggere quanto scrivo qui, e anche coloro che trovano il tempo di commentarlo, o scrivermi direttamente.</strong></p>
<p>Ho riflettuto sulle cose di cui scrivo nel blog, e dei feedback che ricevo&#8230;</p>
<p>Una di queste riguarda il periodo in cui ero un dog trainer. Ricordo bene come eravamo abituati a trattare i cani da addestrare. <span lang="EN-GB">In parole povere &#8230; </span><strong><span lang="EN-GB">CON ASSOLUTA ECCELLENZA!</span></strong><span lang="EN-GB"> </span>Se solo trattassimo le persone nello stesso modo, penso che otterremmo molti più risultati, ed anche godendo nel mentre mille volte di più.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-218" title="Corso Mytho-2 con J. Riggio, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/02/n732842357_853739_6063.jpg" alt="Corso Mytho-2 con J. Riggio, Agosto 2008" width="386" height="290" /></p>
<p>Vi invito a condividere alcuni passi del processo che usavo per addestrare i cani:</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Stabilire la relazione individuale con ogni singolo cane prima di iniziare a fare qualunque altra cosa – questo, lo chiamavamo &#8220;<span style="text-decoration: underline;">RAPPORTARCI</span>&#8221; con il cane.</strong><br />
(Non aveva alcun senso pensare di pretendere di interagire con i nostri cani, o addirittura di avere qualche prestazione da loro, prima di aver stabilito una relazione)</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Costruire un’atmosfera di stimolo positivo ed eccitazione con e per il cane</strong><br />
(Quasi ogni comportamento può essere “estratto” ed incoraggiato usando lo stimolo positivo, e poi produrlo volontariamente quando desiderato)</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Lavorare nella direzione di risultati specifici che &#8220;<span style="text-decoration: underline;">volevamo</span>&#8221; produrre &#8230;</strong><strong> <span style="text-decoration: underline;">mai lavorando per “allontanarci dai risultati che non volevamo</span></strong>”</p>
<p class="MsoNormal">(A meno di non essere molto chiari con i cani riguardo a ciò che volevamo<em>, non c’era altro modo che loro potessero fare ciò che noi ci aspettavamo &#8230; la cosa più importante che questo ci ha permesso è stato di ricompensare e lodare i nostri cani per ciò che stavano facendo, mai basando le nostre interazioni sulla paura e la punizione</em>)</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Generare il risultato costruendo un contesto tale che la performance che noi volevamo fosse un risultato naturale del contesto stesso &#8211; &#8220;<span style="text-decoration: underline;">PERFORMANCE SENZA ALCUNA INIBIZIONE</span>&#8220;</strong><br />
(<em>Il contesto esercita un’influenza così potente sulla performance che la cura dedicata ad esso garantisce virtualmente i risultati che volevamo che fossero prodotti</em>)</p>
<p><strong>Quest’ultimo punto mi è letteralmente “saltato addosso” mentre ci riflettevo l’altra sera&#8230;<br />
Innanzitutto, Mettere l’attenzione a creare il contesto ove la performance voluta è il risultato naturale dello stare in quel contesto&#8230;<span style="text-decoration: underline;"> garantisce virtualmente il risultato</span>!</strong><strong></strong></p>
<p>Eppure noto spesso che è il contrario ad essere più frequente – <strong>le persone mettono attenzione a come non generano i propri risultati, e di conseguenza mantengono il contesto che garantisce virtualmente che non li otterranno</strong>.</p>
<p>Nella mia &#8220;vita precedente&#8221; come dog trainer, ho notato che la maggior parte delle persone mi chiamava solo dopo essere diventate rauche dall’urlare invano a pieni polmoni <strong>&#8220;NO, NO, NO, NO &#8230;!</strong> &#8230; sui tappeti continuava a piovere urina, i mobili venivano masticati, e gli ospiti potevano essere virtualmente sicuri che il cagnolino sarebbe saltato loro addosso, e ficcato il naso, freddo e bagnato, tra i genitali.</p>
<p>Essenzialmente, ciò che viene fatto senza un intento preciso porta a stabilire e sostenere contesti che si oppongono a ciò che veramente vogliamo che succeda – <strong>sia per noi stessi che per gli altri</strong>. La formula più semplice a cui riesco a pensare mi è nuovamente ispirata dall’addestramento dei cani. <strong>Le persone notano innanzitutto ciò che non vogliono&#8230; <em>noi siamo neurologicamente &#8220;programmati&#8221; a notare ciò che per prima cosa &#8220;minaccia&#8221;</em>.</strong> Così, la sequenza che determina le nostre risposte ed i nostri comportamenti inizia tipicamente dal notare per prima cosa ciò che non vogliamo.</p>
<p>Iniziando da <strong>ciò che non vogliamo</strong> garantisce virtualmente <strong>che tutta la nostra attenzione sarà su ciò che non vogliamo</strong>.</p>
<p><strong><em>&#8220;Dove mettiamo l’attenzione è ove avremo i risultati.&#8221; <strong>Joseph Riggio, Ph.D.</strong></em></strong></p>
<p>Un modo nel quale notiamo ciò che non vogliamo include il voler evitare ciò che riteniamo <strong>&#8220;non familiare&#8221;.</strong> Questo fenomeno è stato battezzato <strong>&#8220;dissonanza cognitiva&#8221;</strong> – e si ritiene che generi una risposta negativa peggiore che considerare la propria morte.</p>
<p>Un altro modo per esprimerlo è: <strong>&#8220;più di ogni altra cosa, noi vogliamo ciò che troviamo familiare &#8211; persino se dovessimo prendere in considerazione la nostra stessa morte</strong>&#8221;</p>
<p>Si può sostenere che:</p>
<p><strong><em>Potendo scegliere tra il fare qualcosa di diverso e non familiare per ottenere un risultato diverso e voluto, e fare quel che si è sempre fatto e che genera il risultato che si è sempre ottenuto e non si vuole, &#8230; probabilmente si sceglierebbe di fare quel che si è sempre fatto</em></strong>.<br />
Ciò è evidente nel modo con cui le persone difenderanno il contesto in cui si trovano, indipendentemente dai risultati che ciò produce. Uno degli esempi più comuni è la frase che probabilmente abbiamo tutti sentito:</p>
<p><strong><em>&#8220;L’abbiamo sempre fatto in questo modo&#8221;</em></strong></p>
<p><strong><em><img class="alignleft size-full wp-image-219" title="Corso Mytho-2 con J. Riggio, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/02/n732842357_849953_2784.jpg" alt="Corso Mytho-2 con J. Riggio, Agosto 2008" width="483" height="362" /><br />
</em></strong></p>
<p>Le persone che <strong>sfidano lo <em>&#8220;status quo&#8221;</em></strong> vengono chiamati <strong>&#8220;rompicogl_oni&#8221;</strong> e accusati di <strong>&#8220;affondare la barca&#8221;</strong> &#8230;</p>
<p><strong>&#8212;&gt; <span style="text-decoration: underline;">IMMAGINATE COME VENGONO CHIAMATI QUELLI CHE ROVESCIANO LA BARCA!!!</span></strong></p>
<p>Eppure, ciò che mi sono ritrovato a fare sempre più spesso mano a mano che la mia conoscenza, abilità ed esperienza crescevano, è stato diventare sempre più un  <strong>&#8220;<span style="text-decoration: underline;">Rovesciatore di barche</span>&#8220;</strong> – specialmente quando si tratta di <strong>rovesciare le barche del &#8220;contesto&#8221;</strong>, ho scoperto in modo del tutto convincente che le persone non rovesceranno le barche della propria vita se c’è un elevato grado di discomfort o senza lavorare con un professionista di cui si fidano completamente.</p>
<p>Questo è del tutto sensato, <strong>un professionista fidato può mantenere in atto il nuovo contesto mentre il cliente sta imparando a farlo per se stesso, facendolo sembrare confortevole e familiare man mano che il cliente si abitua – una &#8220;guida&#8221; o &#8220;mentore&#8221;</strong> in un contesto mitologico.</p>
<p>Ho imparato anche questo nei miei anni da dog trainer e lavorando con i proprietari dei cani – quando ero presente io stesso, il cane poteva e riusciva ad avere una performance brillante, e solo quando il proprietario riusciva a stabilire e mantenere lo spazio che io avevo creato con e per il cane, si generava la stessa performance.</p>
<p>Di solito, ciò che faccio all’inizio con i miei clienti è <strong>generare il contesto in cui il risultato diventa possibile come semplice conseguenza dell’aver stabilito il contesto</strong> – di solito rovesciando la barca del comfort e della familiarità. Naturalmente, questo richiede pratica per riconoscere il modo con cui farlo e porre il contesto cosicché il risultato sia una naturale conseguenza del contesto stesso – eppure farlo <strong>&#8220;garantisce virtualmente il risultato voluto&#8221;</strong> – e, sapendolo, lo sforzo per imparare come fare è più che accettabile!</p>
<p><strong>Joseph Riggio, Ph.D.<br />
Princeton, NJ</strong></p>
<p class="MsoNormal">Pubblicato il 27 agosto 2006 su <a href="http://www.josephriggio.com/">www.josephriggio.com</a></p>
<p class="MsoNormal">Link dell’originale <a href="http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/treating_people_like_dogs/">http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/treating_people_like_dogs/</a></p>
<p>Titolo dell’originale “Treating people like dogs”</p>
<p><em>Precisazione sulla traduzione: mi sono attenuto quanto più fedelmente alla lettera del testo originale, con minimi cambiamenti stilistici, e non di significato, quando l’inglese risultava troppo diverso dall’espressione equivalente italiana. Per eventuali errori, mi assumo ogni responsabilità (petar)</em></p>
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