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	<title>GrandiPassioni &#187; Prontezza</title>
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	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
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		<title>Il talento e’ sopravvalutato!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 12:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi presento uno dei libri di formazione piu&#8217; stimolanti che mi sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte. La tesi dell’autore Geoff Colvin e’ semplice: “Coloro che esprimono una performance di classe mondiale non sono nati con un magico talento naturale; raggiungono la grandezza in un modo che chiunque puo’, volendo, replicare!” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Talent-is-overrated.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2655" title="Talent is overrated" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Talent-is-overrated.jpg" alt="" width="180" height="244" /></a>Vi presento uno dei libri di formazione piu&#8217; stimolanti che mi sia capitato di leggere da molto tempo a questa parte.</p>
<p>La tesi dell’autore Geoff Colvin e’ semplice: <em>“Coloro che esprimono una performance di classe mondiale non sono nati con un magico talento naturale; raggiungono la grandezza in un modo che chiunque puo’, volendo, replicare!”</em></p>
<p>Non facile da crederci, piu’ o meno tutti abbiamo un senso di rispetto, se non fede, nel talento&#8230; eppure Colvin fa un lavoro eccellente, rinforzato da solidi esempi e casi, ed arriva a conclusioni di valore, per nulla banali&#8230;</p>
<p><strong>Il segreto della performance di classe mondiale</strong></p>
<p>La maggior parte delle persone crede che il principio “piu’ lavori e piu’ hai successo” sia ovvio buon senso. Se lo fosse, pero’, sarebbero moltissime le persone che raggiungono un elevato grado di performance in cio’ che fanno, molte piu’ di quelle che davvero esistono.</p>
<p>Allora, il “buon senso” suggerisce che quei pochi fortunati siano stati baciati dalla fortuna del dono di un “talento”&#8230; l’ovvia conclusione e’ che,<em> se non si ha talento, non val la pena nemmeno tentare, o si e’ comunque limitati in partenza</em>.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Maradona.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2656" title="Maradona, un esempio di &quot;talento&quot;... ma quanti giocatori sono diventati &quot;Grandi&quot; partendo da molto meno?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Maradona-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Altri, invece, credono che lavorare molto duro, di giorno e notte, porti alla “grandezza”, semplicemente ripetendo sempre piu’ e sempre meglio cio’ che si fa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Lavorare duro non paga</strong></p>
<p>Cio’ che s’intende per “lavoro duro” spesso non e’ altro che la continua ripetizione di attivita’ <em>mediocri</em>. Quindi, il “lavorare duro” diventa addirittura un ostacolo se si continua a lavorare <em>piu’ duramente</em> invece che <strong><em>aumentando le proprie abilita’</em></strong>&#8230; si rafforza l’abitudine alla <em>mediocrita’</em>.</p>
<p>Prima di risolvere questa questione, si tratta di capire cosa sia la “grande performance”. Ogni singola persona al mondo puo’ definire cosa sia per se stesso, e vedremo che questo e’ il miglior approccio possibile.</p>
<p>Tuttavia, per non fermare qui la discussione, decidiamo di chiamare “grande performance” una situazione in cui “<em>Sei il leader nel settore in cui operi e godi del rispetto degli altri leader del medesimo settore</em>”. Ad esempio, nel settore del divertimento, Walt Disney sarebbe un eccellente esempio. Quanti sanno pero’ che Walt Disney e’ fallito cinque volte prima di affermarsi?</p>
<p>E allora? Qual e’ il punto?</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La “Pratica Deliberata” e’ il segreto<br />
per raggiungere una Performance di Classe Mondiale</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Metafora-di-Grande-Performance.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2657" title="Metafora di Grande Performance" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Metafora-di-Grande-Performance-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Cosa e’ questa “Pratica Deliberata”? Non e’ la pratica “tranquilla” che “ti tiene in carreggiata”. <strong><em>La “Pratica Deliberata” e’ la pratica che fa male</em></strong>. Significa <em>decidere </em> di mettersi <em>intenzionalmente</em> in uno stato di possibile fallimento doloroso piu’ e piu’ volte. Non si tratta cioe’ di provare ad avere successo. Si tratta di prepararsi ad una grande performance facendo le cose dure che ci fanno fallire – piu’ e piu’ e piu’ volte – finche’ finalmente non allarghiamo le nostre percezioni ed abilita’.</p>
<p>Si tratta di decidere di fare uno scambio: dolore a breve termine in cambio della potenzialita’ di realizzare una grande performance.</p>
<p>Si puo’ definire “crescita esponenziale attraverso piccoli miglioramenti continui”. I giapponesi lo chiamano “Kaizen”. L’autore Geoff Colvin lo chiama “Effetto Moltiplicatore”.</p>
<p>Gia’&#8230; benissimo&#8230; ma perche’ funziona?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L’Effetto Moltiplicatore</strong></p>
<p>Lo stesso principio per cui un neonato impara prima a strisciare, poi a camminare ed infine a correre, e poi, ancora, ad imparare, ad esplorare incuriosito, a sfidare e cambiare il mondo&#8230; e’ lo stesso processo che porta alla performance di classe mondiale.</p>
<p>Il risultato finale ci e’ perfino ovvio, ma ogni singolo passo e’ <em>dolorosamente lento</em>. Pensateci: ogni nuova abilita’ che imparate vi porta in una nuova prospettiva da cui, poi, potete imparare anche di piu’!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Livello attuale + Pratica deliberata = Piu’ abilita’</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Piu’ abilita’ + Piu’ Pratica deliberata = Buona performance</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Buona performance + PIU’ Pratica deliberata = GRANDE performance</strong></p>
<p>E’ proprio qui che la maggior parte delle persone scivola: si accontenta di essere ad un “buon livello”, quando il “dolore” e’ passato. Ad un certo punto, la maggior parte <strong><em>sceglie</em></strong> di smettere di crescere. Ci si accontenta di aver raggiunto un pezzo di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Geoff-Colvin-lautore.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2658" title="Geoff Colvin, l'autore" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Geoff-Colvin-lautore-200x300.jpg" alt="" width="140" height="210" /></a>carta, un buon risultato, un certo livello di comfort nel lavoro e nella vita.</p>
<p>Ecco allora la domanda: se cosi’ tanti seguono la logica del “<em>un buon livello e’ sufficiente</em>”, forse non e’ poi una scelta da buttar via&#8230; il prezzo da pagare da “buono” a “grande” non e’ forse troppo alto?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>“Buono” e’ meglio di “Grande”?</strong></p>
<p>La differenza fondamentale tra la persona mediamente brava ed un performer di classe mondiale sta nel livello di passione e risorse mentali che dimostra in cio’ che fa. Un grande performer vive in uno stato di totale devozione per cio’ che fa.</p>
<p>Quante ore dedica Steve Jobs per realizzare il livello di grandezza che manifesta? Che sacrifici decidono di sopportare le loro famiglie per sostenere quel livello di grandezza?</p>
<p>Che sacrifici personali devono fare? Hanno tempo per leggere un libro, o andare in vacanza, o per vedere la partita? In molti sensi, una persona media ha uno stile di vita di qualita’ molto superiore ai “Grandi”!</p>
<p>La domanda pero’ NON e’ quale prezzo LORO paghino! La domanda e’ quale prezzo TU VUOI PAGARE? Quali sacrifici sei pronto a compiere per realizzarti?</p>
<p>La scoperta e’ che la Grandezza e’ a disposizione di chiunque&#8230; chiunque pronto a fare gli sacrifici che servono per ottenerla.</p>
<p>La domanda centrale si trasforma allora in:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Quale Chiamata all’avventura della tua Vita<br />
senti che abbia abbastanza SIGNIFICATO per te,<br />
cosi’ che la decisione di diventare “Grande”<br />
NON sarebbe un sacrificio,<br />
ma addirittura una scelta facile ed irresistibile?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Trova il tuo Scopo</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Medaglia-doro-olimpica.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2659" title="Medaglia d'oro olimpica" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Medaglia-doro-olimpica-203x300.png" alt="" width="203" height="300" /></a>“Lo Scopo” e’ una cosa molto interessante: trovarlo, significa trasformare completamente la propria vita.</p>
<p>Senza la motivazione di uno Scopo piu’ ampio, e’ difficile, se non impossibile, spingersi al di la’ del “buon livello”&#8230; perche’ ogni volta che lo si passa si entra nell’area del “sacrificio personale”, un’area in cui non si resta a lungo senza una “Chiamata” piu’ grande.</p>
<p>Ed ecco la parte migliore; se davvero hai una “Chiamata” – non sara’ un sacrificio – sara’ invece un’Avventura!</p>
<p>Se trovi il tuo Scopo, lo definisci chiaramente, ti si apre la possibilita’ di una Vita piena di significato, di opportunita’, di crescita. Hai una Chiamata, una Ragione, una Missione. Un po’ come i Blues Brothers&#8230;</p>
<p>Dove e’, allora, la tua Missione? Con ogni probabilita’, la’ ove puoi aggiungere il massimo valore nel mondo. E questo, probabilmente, ha a che fare con i tuoi <strong><em>punti di forza</em></strong>.</p>
<p>Senza Scopo, vaghi per il mondo “tenendoti impegnato”&#8230; quando lo Scopo si chiarisce e ti sono presenti i punti di forza, senti invece di stare aggiungendo Valore al mondo la’ fuori, di stare liberando e manifestando il Potere che e’ in te&#8230; che stai allinenando il Potere in una precisa Direzione&#8230; questo, con altra Pratica Deliberata ed Effetto Moltiplicatore&#8230; porta a Destinazione!</p>
<p>Quanto tempo ci vuole?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La regola dei dieci anni</strong></p>
<p>Secondo le ricerche dell’autore, l’eta’ a cui si inizia a fare qualcosa seriamente ha molta meno importanza di quanto comunemente si creda. Invece, quello che conta e’ “la regola dei dieci anni”. Ad esempio, un pianista che inizia a 4 anni e continua a praticare molto seriamente, puo’ aspettarsi grandi risultati a 14 anni; se inizia a 50 anni, se li puo’ aspettare a 60 anni.</p>
<p>Sei pronto a prenderti l’impegno che serve a diventare GRANDE?</p>
<p>___________</p>
<p>In chiusura, due parole personali: la forza del libro sta nel “calare nella pratica”, cioe’ nella vita quotidiana e nell’azione, la saggezza e la conoscenza che e’ implicitamente espressa nelle opere di “saggi” come Campbell, Riggio, nella PNL, ed altri splendidi autori sui quali questo sito cerca di informarvi e stimolarvi.</p>
<p>Soprattutto, la possibilita’ di realizzarsi non sta in una entita’ “misteriosa”, “data” come il “talento”, ma nella Volonta’, che ognuno ha e puo’ decidere di usare per creare <em>azione</em>.</p>
<p>A cosa serve tutta la conoscenza del mondo se essa non diventa <em>esperienza</em>, <em>azione</em>, qualcosa che si rende <em>manifesto</em> nella nostra vita, nel lavoro, nelle relazioni?<br />
Eppure, nello stesso tempo &#8211; l’azione per l’azione, il potere per il potere &#8211; tendenze frequentissime del nostro tempo &#8211; sono tentazioni molto forti&#8230; e, a lungo termine, perdenti e prive di Significato.</p>
<p><strong><em>Trova la tua “Chiamata”, scopri chi sei e decidi di diventare te stesso.</em></strong></p>
<p>In fondo, non c’e’ poi molto altro da dire&#8230;</p>
<p>Petar</p>
<p>___________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook16.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2660" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook16-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Le persone che frequentano   questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale   delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>oppure cerca il Gruppo GrandiPassioni.com su Facebook!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (2 di 2)</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2010/11/eccellenza-arte-di-decidere-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 22:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;. Buona lettura, Petar ______________________ Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2568" title="Introduzione al Mythoself" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg" alt="" width="270" height="400" /></a>Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;.</p>
<p>Buona lettura, Petar</p>
<p style="text-align: center;">______________________</p>
<p>Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei senz&#8217;altro diventato un veterinario. Suonava come una decisione presa da loro, dai miei genitori – sorta dal loro amore, dalla loro ammirazione e rispetto per il “talento” che avevo mostrato – ma, in ogni caso, una <em>decisione</em>.</p>
<p>Negli anni seguenti, i genitori continuarono a dire un po’ a tutti che il loro figliolo Randy sarebbe diventato un veterinario “<em>perche’ ha addestrato un canarino quando aveva solo otto anni, per cui ha un suo modo di comunicare con gli animali</em>”. Tenete a mente che non avevamo mai avuto nessun altro animale domestico.</p>
<p>Quando qualcuno chiedeva “Randy, cosa vuoi diventare da grande?”, rispondevo “un veterinario!”</p>
<p>“Oh, davvero, e come mai?”</p>
<p>“Ho addestrato un canarino quando avevo otto anni!” ed a quei tempi la risposta mi pareva completamente sensata.</p>
<p>Venne presto il tempo di trovare una risposta seria a tal domanda, cioe&#8217; di fare una scelta di vita. Man mano che si avvicinava l’ultimo anno delle scuole superiori, fui incoraggiato a mandare la preiscrizione alle universita’ che avevano la facolta’ di veterinaria. Siccome questa carriera pareva essere il mio destino, pensavo che sarebbe stato interessante “sporcarsi le mani” – letteralmente – lavorando per qualche tempo presso un veterinario. Pensavo anche che avrebbe aumentato le mie chances di essere accettato in una delle universita’ a cui avevo scritto.</p>
<p>Cosi’, l’estate tra il penultimo e l’ultimo anno delle superiori, feci domanda di lavoro presso un veterinario, il dott. Weiss. Lui mi chiese perche’ volessi diventarlo. “Sa, dott. Weiss, ho addestrato un <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2569" title="dott. Randy Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>canarino quando avevo otto anni&#8230;”</p>
<p>Mi fece iniziare al canile. Era una sezione lunga e stretta, concepita per esercitare e liberare gli animali dalle gabbie. Era un largo rettangolo di cemento, convergente da tutte le direzioni verso un foro centrale, e circondato da muri, anch’essi di cemento. Il mio lavoro consisteva nel pulire e lavare il pavimento. Dopo un’ora, non capivo ancora la relazione tra l’aver addestrato un canarino ed il fatto di pulire merda di cane.</p>
<p>Fui salvato da questo impossibile rompicapo da una richiesta del dott. Weiss: “Randy, ti dispiace far uscire Brutus dalla gabbia, e portarlo a me?”</p>
<p>Brutus era un enorme pastore tedesco con denti affilati ed un respiro minaccioso. Io pesavo piu’ o meno quanto lui, ma non ero cosi’ forte&#8230; quindi ero molto meno determinato di lui in quel momento.</p>
<p>Mi sono avvicinato alla gabbia, ed ho pensato di aprire la porta che ci separava. Brutus mi guardo’ mostrando i denti, come per dire “Avanti, sfigato, apri. Infila la mano e vieni a prendermi se hai il coraggio&#8230;” Pareva comparire una sorta di sorriso obliquo sul suo grugno&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, Brutus pare voler stare tranquillo per adesso. Posso portarglielo piu’ tardi?”</p>
<p>Cio&#8217; che successe nei pochi secondi successivi ha vibrato attraverso il mio corpo in un modo tale da farmi decidere per sempre di abbandonare la carriera veterinaria. Il dott. Weiss si avvicino’ a Brutus, lo prese per la collottola, e lo trascino’ fuori dalla gabbia. Brutus non fece altro che piagnucolare&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, e se l’avesse morsa?”</p>
<p>“Devi mostrare ad un animale chi e’ che comanda – non puoi mai farti intimidire, gli animali annusano la paura!”</p>
<p>“Eggia’!” dissi “ma lei e’ mai stato morso?”</p>
<p>“Oh, certo!” disse il dott. Weiss “di tanto in tanto, succede!”</p>
<p>Il mio lavoro all’Ospedale per animali “Weiss” termino’ quel giorno stesso. Nella mia testa, non riuscivo a riconciliare “di tanto in tanto rischio di perdere un dito” con “ho addestrato un canarino a salirmi sul dito, e quindi dovrei diventare un veterinario”.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2570" title="Generative NLP" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP-300x61.gif" alt="" width="300" height="61" /></a>Piu’ tardi, il mio miglior amico Bob, che poi frequento’ la Michigan State University e divenne davvero un veterinario, fece esattamente come il dott. Weiss: e’ stato morso parecchie volte, non solo da cani, ma anche da gatti! Entrambi i miei fratelli sono veterinari, ed oggi sono proprietari di ospedali per animali.</p>
<p>Quando mio fratello Alan lavorava per un veterinario per completare il suo tirocinio, un pastore tedesco gli morse la palpebra, e dovette ricorrere alla chirurgia d’emergenza per salvare un dotto lacrimale. Anche lui, poi, e’ stato morso molte altre volte. Mio fratello Brian ha avuto lo stesso “piacere” piu’ e piu’ volte. In effetti, la sua risoluzione ad aiutare gli animali trascende la paura di essere morso, tanto che una volta ha persino avuto una tigre sul suo tavolo medico! (Per fortuna era addormentata, ed ha mancato l’occasione di un gustoso spuntino). Nonostante sia stato io il primo a decidere per la carriera veterinaria, alla fine ho cambiato idea, mentre entrambi i miei fratelli sono rimasti fermi sulla loro decisione di immergersi in questa professione.</p>
<p>Non avendo mai cercato davvero di capire cosa fosse necessario per essere un buon veterinario, ed in qualche modo disilluso dalla mia esperienza all’ospedale del dott. Weiss, mi sono inizialmente sentito come bloccato. Per la maggior parte della mia vita ho ascoltato di come dovessi diventare un veterinario, ed ora mi sentivo semplicemente confuso. Decisi di riconsiderare la mia scelta di carriera, che pareva sempre piu’ la conseguenza delle convinzioni, degli incoraggiamenti e delle reazioni che avevo ricevuto dagli altri che di cio’ che provavo essere la cosa giusta da fare per me stesso. Non ero sicuro a questo punto come avrei fatto a sapere come e quando avrei fatto la scelta giusta, ma sapevo che doveva essere qualcosa di diverso che essere un veterinario. Nel tentativo di fare una nuova scelta, mi stavo nel frattempo allontanando da quella vecchia.</p>
<p>Iniziando l’Universita’, decisi di tentare la carriera di dentista. Ma dopo il primo anno alla Michigan State University, capii che non mi piaceva guardare nella mia stessa bocca, e ancor meno in quella degli altri. Mi orripilava l’idea di continuare a fare questo per il resto della vita, sentivo letteralmente il petto contrarsi, come se qualcuno mi rubasse il respiro. Ancora una volta, c’era qualcosa che riguardava questa decisione che sentivo drasticamente sbagliato. Nonostante questa volta avessi fatto delle ricerche per comprendere che genere di percorso scolastico fosse necessario, e come si svolge la professione dentistica, dopo due anni di apprendimento, avevo la fortissima sensazione fisica, nel mio corpo, che c’era qualcosa di sbagliato.</p>
<p>Cosi’, ho lanciato ancora una volta in aria i dadi, con un nuovo criterio in mente: volevo fare una scelta che potessi sentire nel mio corpo come positiva – fare qualcosa che potevo riconoscere <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green.png"><img class="alignright size-medium wp-image-2571" title="www.drrandywgreen.com e' il sito di Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green-300x271.png" alt="" width="300" height="271" /></a>come la cosa giusta da fare per me. Quando finalmente entrai in contatto con il mondo della psicologia, provai qualcosa di interamente nuovo. Piuttosto che fare una decisione basata su qualcosa che una disciplina <em>non</em> fosse- come avevo fatto passando dalla veterinaria alla carriera dentistica – questa volta, feci una decisione basata sul modo con il quale volevo agire nel mondo come psicologo. E per la prima volta, ho sentito attraverso tutto il mio essere che tale scelta rifletteva la persona che veramente sono. Posso richiamare dalla memoria una certa immobilita’ – un senso di rilassamento – all’interno delle mie budella, seguito da altre sensazioni fisiche, che mi dicevano quanto questa carriera fosse significativa per me.</p>
<p>Nel percorso che mi ha portato ad essere un psicologo autorizzato dallo Stato di New York, ho fatto centinaia di decisioni – decisioni che spesso iniziavano con un certo grado di indecisione, di solito con la domanda “perche’ non riesco a decidere?”</p>
<p>Perche’ ci sono persone che provano tanta fatica a prendere decisioni importanti per la loro vita, quando per altri sembra facilissimo? Per anni, dopo la serie di eventi presso l’ospedale del dott. Weiss, mi sono chiesto come i miei fratelli fossero riusciti a decidere con tanta facilita’ di volersi immergere nella professione veterinaria. Allora, non sapevo che ognuno di essi si domandava con altrettanta energia che cosa mai avesse spinto me a fare il psicologo, cioe’ una professione che richiede di ascoltare disagi e stati di agitazione di centinaia di persone, per tantissimi anni di fila.</p>
<p>Non avendo ottenuto alcuna risposta soddisfacente a questa domanda, “<em>Perche’?</em>”, man mano che sviluppavo la mia esperienza e la mia abilita’ come psicologo, ho compreso che una domanda di gran lunga migliore per il processo decisionale e’ “<em>Come?</em>”</p>
<p>Come fa una tal persona a creare nella propria mente possibilita’ tra le quali scegliere?</p>
<p>Come fa un’altra persona a bloccarsi, e diventare incapace di scegliere?</p>
<p>E, la domanda piu’ importante, come fanno le persone a liberarsi da queste difficolta’ per compiere decisioni che migliorano loro stesse?</p>
<p>__________________________________</p>
<p>Beh, a questo punto non resta che leggere il libro di Randy! <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Petar</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2572" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (1 di 2)</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 12:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale. L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2545" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2546" title="dott. Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg" alt="" width="120" height="150" /></a> “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale.</p>
<p>L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; che consigliamo caldamente a chiunque conosca l’inglese, e di cui pubblichiamo qui la prefazione di Joseph Riggio, e, nel prossimo articolo, l’introduzione dell’autore stesso.</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________</p>
<p><strong>Prefazione</strong></p>
<p>Succede ogni tanto che qualcosa di antico e di estremo valore venga riscoperto. Quando cio’ succede, la Ruota della Conoscenza genera una nuova rivoluzione, e quel che emerge e’ allo stesso tempo uguale e radicalmente rinnovato, quindi diverso.</p>
<p>Coloro che non hanno familiarita’ con l’origine di questa antica saggezza lo percepiranno come nuovo, e di solito tanto basta per catturarne l’interesse. Coloro che invece hanno familiarita’ con l’antico sapere, lo riconosceranno per cio’ che e’, e ne saranno attratti perche’ capiranno il valore di cio’ che viene loro offerto. Cio’ che il Dr. Randy Green condivide in questo libro e’ un esempio della rivoluzione della Ruota della Conoscenza, qualcosa di profondamente importante e di assoluta rilevanza per il nostro mondo contemporaneo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2547" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg" alt="" width="133" height="240" /></a>All’inizio degli anni ’70 due esploratori dell’esperienza umana, Richard Bandler e John Grinder, hanno formulato una “tecnologia dell’eccellenza” battezzata Programmazione Neuro-Linguistica, in Italia nota come PNL. Il loro lavoro fu riconosciuto tra i piu’ importanti in assoluto per il progresso della psicologia applicata negli ultimi decenni del ventesimo secolo.</p>
<p>L’essenza della loro scoperta e’:</p>
<p>1.    Ogni individuo ha esperienza degli eventi della sua vita in un modo unico:</p>
<p>2.    Questi eventi sono codificati in schemi specifici che sono accessibili e malleabili</p>
<p>3.    Facendo attenzione alle forme ed ai modi con cui gli eventi vengono codificati, l&#8217;esperienza puo’ essere programmata e guidata per produrre risultati desiderati, utili, e di lunga durata.</p>
<p>Sono idee stupefacenti se si riflette sull’impatto che hanno sulla performance dell’essere umano, e sull’abilita’ di costruire esperienze in relazione all’ottenimento di risultati desiderati. In applicazioni anche molte diverse come la terapia, l’educazione, il business, lo sport, ecc., la PNL diventa una tecnologia di punta per produrre eccellenza con individui o gruppi di persone.</p>
<p>Roye Fraser, uno studente di PNL, assunse un approccio radicale, basato su una direzione esclusivamente positiva. Il pressuposto e’ che ogni individuo ha un innato modello di eccellenza per vivere la propria vita, una sorta di “Impronta di successo” (“Success Blueprint”). Roye chiamo’ questo modello “Generative Imprint”, e la comprensione dell’impatto di questo modello divenne il lavoro della sua vita. La sua eredita’ consiste nel materiale realmente rivoluzionario che ha sviluppato, nella sua abilita’ cioe’ di creare cambiamenti positivi nella vita delle persone che incontrava.</p>
<p>Volendo darne una breve spiegazione, cio’ che Roye ha realizzato e codificato e’ che le persone compiono una scelta fondamentale nelle loro vite, cioe’ se vivere da una posizione orientata positivamente, focalizzata sulle possibilita’, oppure da una posizione orientata negativamente, focalizzata sulle limitazioni. Quando si fa la scelta di organizzarsi rispetto alle possibilita’, l’intero essere della persona vive una trasformazione profonda – i pensieri, le sensazioni, i comportamenti e persino l’espressione corporea – in un modo specifico che genera un senso profondo di benessere. Questa scelta fondamentale determina come si ha esperienza di qualunque cosa: o la vita e’ piena di possibilita’, o e’ piena di limitazioni.</p>
<p>Io ho incontrato Roye nel 1987, e ne sono diventato studente ed apprendista. Da quella esperienza intensa ho poi sviluppato il modello del Mythogenic Self Process, o Mythoself, che ho iniziato ad insegnare nel 1994, portandolo in trenta paesi diversi.</p>
<p>Nel 2004 sono stato presentato al dott. Randy Green da un mio studente, Devon White. Randy porto’ una incredibile sete di conoscenza, ed una significativa esperienza professionale clinica al lavoro che avevo compiuto fino a quel momento.</p>
<p>Leggendo il libro che ha scritto, da un punto di vista delle possibilita’ che la vita offre, scoprirete che Randy offre cio’ che puo’ essere considerato un approccio al “prendere decisioni” totalmente differente ed unico rispetto ad ogni altro che possiate aver incontrato prima d’ora. La maggior parte dei libri sul “prendere decisioni” assumono il punto di vista per cui “decidere” e’ una attivita’ mentale che dipende dall’analisi delle informazioni esistenti. Di solito, questo tipo di analisi significa considerare con cura i dati e poi mettere in equilibrio i rischi e ricompense – costi e benefici, lati positivi e lati negativi – eppure tutto cio’ e’ solo un tentativo di formalizzare qualcosa che non si lascia afferrare.</p>
<p>Al posto di questi modelli analitici, che sono “approcci cognitivi” al “prendere decisioni”, cio’ che troverete in questo libro e’ un approccio radicalmente differente, basato sulla consapevolezza del vostro essere, compreso quello del vostro stesso corpo. Il Dr. Green vi insegnera’ a diventare sensibili ai piu’ sottili segnali del vostro corpo che esprimono una risposta del tipo “si’” o “no” alle informazioni esistenti. Usando questi segnali come riferimento per le decisioni da prendere, crea un impressionante metodo per prendere decisioni significative, soprattutto quando i dati sulla base dei quali decidere sono minimi.</p>
<p>I passi che si devono intraprendere per creare la necessaria sensibilita’ a questi segnali corporali, che sono la base del metodo di “prendere decisioni” presentato nel libro di Randy W. Green, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2548" title="Il biglietto da visita di Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif" alt="" width="155" height="97" /></a>provengono direttamente dall’eredita’ del lavoro di Roye Fraser e del suo modello “Generative Imprint”. Cio’ che e’ piu’ significativo di tale lavoro e’ come vada molto al di la’ del semplice “prendere decisioni” Per sviluppare la necessaria sensibilita’ ai segnali del corpo, bisogna prima acquistare sensibilita’ a “come si e’ quando si e’ al meglio di se stessi”, cioe’ quando si e’ organizzati rispetto alle possibilita’.</p>
<p>Man mano che imparerete quanto Randy W. Green insegna nel libro, scoprirete cose di voi stessi che probabilmente nemmeno potevate immaginare. L’aspetto brillante del modello che Randy condivide e’ il modo naturale con cui unisce l’abilita’ di accedere un modo meravigliosamente positivo di stare nel mondo con le decisioni che si prendono a partire da questo stato.</p>
<p>Il metodo di Randy per presentare il materiale e’ efficace perche’ racconta di molti casi e storie di clienti reali con cui ha lavorato&#8230; invece di una storia noiosa e distante, Randy vi apre alla reale, viva esperienza delle persone che hanno tratto beneficio dall’applicare il modello nelle loro vite concrete.</p>
<p>Io lavoro con questo materiale da piu’ di vent’anni ormai, ed in quanto creatore del Mythogenic Self Process, o Mythoself, ho avuto l’occasione di lavorare con migliaia di clienti, compresi dirigenti senior di multinazionali, professionisti in attivita’ o in pensione, educatori, studenti, genitori, ed altri. Cio’ che ho scoperto e’ che se qualcuno ha un vero interesse, puo’ imparare ad applicare questo modello, col risultato che non impara solamente un eccellente metodo per prendere decisioni, ma la sua vita cambia in modo significativamente positivo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2549" title="Joseph Riggio durante un corso a Taiwan" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Oggigiorno si sente spesso parlare di “psicologia positiva”, e pare che ogni giorno venga pubblicato un nuovo libro sulla “felicita’” – cosa sia, come averla, la sua importanza – come se l’atteggiamento positivo per essere felici fosse un’idea particolarmente nuova. Eppure il lavoro che Roye inizio’ a sviluppare oltre trent’anni fa era basato sulla semplice idea che i risultati che si ottengono operando da una posizione positiva sono superiori a quelli che si possono ottenere operando da qualunque altra posizione.</p>
<p>Cio’ che il dott. Randy W. Green dimostra nella maniera piu’ chiara e’ che, con un sufficiente grado di abilita’, il modello puo’ essere applicato a quasi ogni situazione in cui ci si trovi, che richieda la miglior decisione possibile in quel preciso momento. Nel lavoro che ho svolto con i miei clienti in tutto il mondo, definisco questo come “prendere decisioni di alta qualita’”, decisioni che massimizzano le conseguenze positive e minimizzano quelle negative. Un processo che e’ stato applicato con grande successo da individui ed organizzazioni in tutto il mondo. Ora, voi stessi avete l’opportunita’ di apprendere ed usare nella vostra vita lo stesso metodo per prendere decisioni – un passo significativo nel viaggio che chiamiamo Vita.</p>
<p>Joseph Riggio, Ph.D.</p>
<p><em>Architect and Designer of the Mythogenic Self Process (Mythoself)<br />
</em></p>
<p><em>www.josephriggio.com</em></p>
<p><em>______________________________</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2551" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Le persone che  frequentano  questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in  tempo reale  delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>oppure cerca il Gruppo GrandiPassioni.com su Facebook!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
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		<title>La paura ed il suo opposto…</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 23:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buongiorno ragazzi, ecco uno dei brani piu&#8217; belli e significativi che abbia letto da molto tempo a questa parte. A presto, Petar * * * 29 novembre 2009 WOW! E&#8217; stata una settimana di rivelazioni per me &#8230; Sono appena tornato a New York stamane, piu&#8217; o meno alle 5 del mattino, dalla California del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/Fear.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1262" title="Fear" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/12/Fear.jpg" alt="" width="700" height="467" /></a>Buongiorno ragazzi,</p>
<p>ecco uno dei brani piu&#8217; belli e significativi che abbia letto da molto tempo a questa parte.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Petar</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Garamond, serif;">29 novembre 2009</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">WOW! E&#8217; stata una settimana di rivelazioni per me &#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Sono appena tornato a New York stamane, piu&#8217; o meno alle 5 del mattino, dalla California del Sud. Ci sono stato alcuni giorni, compreso il Giorno del Ringraziamento, con alcuni familiari di mia moglie. Ho trascorso un po&#8217; di tempo con la famiglia, abbiamo fatto un po&#8217; di shopping in centro, ed anche un po&#8217; di lavoro &#8230; un po&#8217; di giorni completi, direi.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Siamo stati al Pelican Hill Resort a Newport Beach &#8230; saro&#8217; breve, qui &#8230; uno dei migliori hotels/resorts in cui sono mai stato in qualunque parte del mondo, finora. Stanze stupende, panorami meravigliosi sull&#8217;Oceano Pacifico, eccellente servizio in camera 24 ore al giorno / 7 giorni alla settimana, ottimo cibo &#8230; tutto cio&#8217; che potete desiderare in un hotel/resort top level, secondo me.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Venerdi&#8217; ho trascorso la giornata intera nello studio di registrazione a finire il video per “The Complete Package”&#8230; sara&#8217; uno di quei prodotti da urlo&#8230; su questo, nessun dubbio! Tuttavia, questo mi ha portato a pensare alla relazione tra la paura ed il successo, e la soddisfazione nella vita. Vedete, una delle rivelazioni che ho avuto di recente e&#8217; che, in fondo, il successo e la conseguente soddisfazione e&#8217; tutto una questione di <strong>avere una grande strategia di apprendimento</strong>, al cuore di cio&#8217; che fate&#8230; qualunque sia la cosa che fate.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Se conoscete il mio lavoro, siete a vostro agio con l&#8217;idea di &#8220;Success Blueprint&#8221; &#8230; il modo innato di operare al vostro meglio che esiste come un profondo imprint personale, basato sulla posizione generativa, quando siete organizzati in relazione alle possibilita&#8217; ed in uno stato positivo molto carico. Il Complete Package riguarda il ri-accedere questo imprint e farne la posizione di partenza da cui operare, creando un diffuso senso di benessere, un impeto al successo ed alla profonda soddisfazione (che e&#8217; cio&#8217; che piu&#8217; tipicamente manca dalle vite persino dei miei clienti di maggiore successo, prima di lavorare con me).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Oltre a porre nuovamente il fondamento del vostro naturale Success Blueprint, e&#8217; imperativo che abbiate <strong>una posizione in cui l&#8217;apprendimento diventi privo di sforzo e naturale</strong>. Per apprendere in questo modo, dovete opearre da uno stato positivo altamente carico ed organizzarvi in relazione alle possibilita&#8217;&#8230; non alle limitazioni. Eppure la maggior parte delle persone hanno avuto la maggior parte, se non tutte, le proprie esperienze di apprendimento mentre sono in stato inibitorio, cioe&#8217; organizzati in relazione alle limitazioni. Cio&#8217; e&#8217; talmente sbagliato che non so da dove iniziare!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Pongo qui un punto di partenza&#8230; <em>la maggior parte dell&#8217;apprendimento e&#8217; strutturato attorno alla soluzione di problemi</em>. La premessa stessa del problema e&#8217; inibitoria, cioe&#8217; c&#8217;e&#8217; qualcosa di sbagliato col modo in cui sono le cose, che dobbiamo risolvere. AGGGHHH! L&#8217;intera premessa e&#8217; immersa in una paura subliminale, non detta, che se non risolvi il problema, qualcosa di terribile ti succedera&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ora, questa e&#8217; roba altamente motivazionale, ad alto costo. Siamo neurologicamente progettati per rispondere intensamente alla paura&#8230; guardate solo le pubblicita&#8217; sui cartelloni nella Madison Avenue&#8230; funziona. O se preferite, date un&#8217;occhiata a qualunque campagna politica importante, persino da quelli che giurano che non useranno pubblicita&#8217; negativa, e invece la vedrete eccome&#8230; perche&#8217; funziona.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Noi siamo programmati a rispondere alla paura, cioe&#8217;: “Vattene da qui o muori!” Questo e&#8217; cio&#8217; che devi fare quando stai per diventare il pranzo di un gattone con i denti a sciabola, o di un leone, nella savana &#8230; ma si ha esattamente la stessa risposta pensando che &#8220;il bianco non e&#8217; bianco abbastanza&#8221; e che hai fatto un grosso passo falso sociale – o i denti non sono bianchi abbastanza, o i capelli non brillano abbastanza!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Pensate a questa situazione&#8230; siete a scuola e state sognando ad occhi aperti per un secondo o due&#8230; avete perso cio&#8217; che il maestro ha appena detto, ma sentite chiamare il vostro nome per rispondere ad una domanda che non avete sentito&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non avete sentito la domanda perche&#8217; siete semplicemente un giovane, e stavate facendo quel che vi viene automaticamente naturale&#8230; sognare ad occhi aperti, seguendo la vostra predisposizione ad essere affascinato, invece di prestare attenzione a quel che il maestro diceva, per voi noiosissimo&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Eppure, eccovi li&#8217;, esposto, a dover rispondere alla domanda che non avete sentito. In questo momento, provate cio&#8217; che si puo&#8217; definire “paura primordiale”. In quel momento, o provate a voi stesso di essere degno di appartenere alla “tribu&#8217; “ o fallirete e sentite che potete essere ostracizzato e reso ridicolo&#8230; paura primordiale.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Siamo programmati a credere che, se ci rifiutano, vagheremo soli&#8230; ad esempio: non piaceremo a nessuno &#8230; nessuno vorra&#8217; giocare &#8230; sposarci &#8230; ed alla fine moriremo. E&#8217; la paura piu&#8217; naturale del mondo. Letteralmente, in milioni di anni di evoluzione, essere solo&#8230; rifiutato dalla tribu&#8217; ed ostracizzato&#8230; significava morte.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Cosi&#8217;, i tuoi istinti naturale irrompono, e tu vuoi correre via, scappare, il piu&#8217; velocemente possibile. E&#8217; come come quando la tigre dai denti a sciabola, o il leone, attaccavano uno dei tuoi antenati&#8230; ma da allora hai imparato che correre via, in quella situazione, non e&#8217; una scelta possibile, sei caduto in trappola. Cosi&#8217;, ingoi il rospo, e vivi l&#8217;esperienza con tutto il “succo inibitorio” che il momento sta creando per te. Sto letteralmente parlando delle sostanze chimiche neurali e degli ormoni della paura, dello stress e dell&#8217;inibizione, secreti in quel momento.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Questo, e&#8217; gia&#8217; un pessimo punto di partenza, ma e&#8217; poi aggravato da altri 12, fino a 20 anni di scuola&#8230; poi, aggiungeteci quanto siete stati addestrati a considerare il mondo come una serie di problemi da risolvere, ed avrete un&#8217;agenda di paura da seguire , 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, 365 giorni all&#8217;anno.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non mi meraviglia che tante persone provino effetti simili a quelli delle malattie degenerative dopo vent&#8217;anni di questo tipo di scolarizzazione, ed altri dieci-venti nel mondo del lavoro, con le stesse assunzioni e pressioni. Poi, la gente si becca “misteriosamente” un&#8217;ulcera, o peggio. IL FONDO DEL BARILE: A meno che questa “educazione” non venga spazzata via da dentro di voi, finira&#8217; con il spazzare la vostra stessa vita.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Okay, quindi qual e&#8217; la chiave per spazzare via tutta questa paura dal vostro sistema?</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Comprendere che avete bisogno di raggiungere l&#8217;opposto della paura e&#8217; il primo passo. Allo stupido totale sembrera&#8217; che sia &#8220;l&#8217;essere senza paura&#8221;, semplicemente non provarla. Questo non e&#8217; solo stupido, e&#8217; pericoloso&#8230; come quella scemenza del “abbi paura, ma fallo lo stesso&#8221; &#8230; questo e&#8217; semplicemente totalmente stupido!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">La paura e&#8217; un allarme installato nel nostro sistema per una ragione&#8230; una ragione veramente ottima, farvi restare in vita. Provare paura, afferarre la minaccia, eliminare al massimo il rischio E POI fai quel che vuoi o devi. Questo si chiama usare la paura, invece di essere usati da lei.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Certe persone orientate alla new age/spirituali vi diranno che e&#8217; l&#8217;amore&#8230; ad esempio: &#8220;L&#8217;amore e&#8217; tutto&#8217; cio&#8217; che c&#8217;e'&#8230;&#8221;, &#8220;L&#8217;amore e&#8217; tutto cio&#8217; di cui abbiamo bisogno&#8230;&#8221;, &#8220;E&#8217; l&#8217;amore a mancare&#8230;&#8221; e la peggiore di tutte, secondo me&#8230; &#8220;L&#8217;amore e&#8217; il contrario della paura&#8221; CAZZATE!!! Provalo. Mostrami qualcuno che abbia davvero superato la paura con l&#8217;amore ed io ti mostrero&#8217; qualcuno che sta negando a se stesso la realta&#8217;. E, se me lo permettono, gli mostrero&#8217; anche come non servono piu&#8217; di cinque secondi per ricordargli cio&#8217; che stanno negando, e come tutta questa paura che pretendono di tener lontana e&#8217; in realta&#8217; seduta accanto, aspettando di saltargli addosso, ingoiandoli.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Normalmente, solo questo che ho scritto nella frase qua sopra e&#8217; sufficiente a far sentire intimoriti coloro che hanno creduto a quelle cretinate&#8230; e totalmente impotenti. Vedete, la chiave e&#8217; proprio qui&#8230; e&#8217; quasi sempre nel linguaggio che sai che cosa ascoltare ed a che cosa far attenzione&#8230; gli schemi sono davvero ovvi, una volta che hai la preparazione adatta.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">&#8220;IMPOTENTE&#8221; &#8230; la paura rende impotenti &#8230; non-potenti, quindi ineffecaci, incapaci di agire &#8230; PRIVI DI POTERE!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;AMORE NON E&#8217; L&#8217;OPPOSTO DI PAURA&#8230; IL POTERE LO E&#8217;&#8230;!!!</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ebbene, dopo quasi un anno di strutturazione del The Complete Package, raffinandolo innumerevoli volte lungo la via, ed aggiungendo moduli e componenti fino ad essere io stesso assolutamente convinto che non potrete non trarre l&#8217;esperienza di una fondamentale riprogrammazione dalla limitazione alla possibilita&#8217;, dall&#8217;evitare la negativita&#8217; alla ricerca della positivita&#8217;&#8230; dalla paura ed impotenza al potere reale, puro, primario&#8230; sono pronto a lanciarlo nelle vostre mani, cuore e mente.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">I migliori saluti,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Joseph Riggio, Ph.D.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Garamond, serif;">* * *</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">30 novembre 2009</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ciao ragazzi,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Aspettando le risposte che sapevo di ricevere al mio email di ieri, ho iniziato subito a pensare che cosa sia davvero il potere&#8230; non il folle gioco della forza sotto forma di potere&#8230; ma cio&#8217; a cui io mi riferivo come potere reale, puro, primario.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">[NOTA: se volete saltare la spiegazione e la teoria, saltate in basso alle frasi segnate con l'asterisco (*) sotto]</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Prima di tutto,<strong> il potere non e&#8217; forza</strong>, ad esempio: far fare qualcosa a qualcuno&#8230; persino voi stessi. La forza ha un effetto molto limitato ed e&#8217; sempre soggetta alla resistenza ed all&#8217;effetto nullificante di un&#8217;altra piu&#8217; grande forza che si oppone.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Ecco una delle grandi distinzioni di potere contro forza, secondo il grande fisico quantistico David Bohm (del quale sono ammiratore e studente).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">La forza e&#8217; sempre locale, ed i suoi effetti sono limitati nello spazio ed anche nel tempo. Il Potere, dall&#8217;altra parte, ha effetti non locali e mantiene il suo pieno effetto attraverso sia lo spazio che il tempo. Questo ha un&#8217;importanza radicale quando si comprende appieno cio&#8217; che Bohm suggerisce nella sua teoria, nei suoi libri ed altri lavori (Vedi i brani da &#8220;Towards a Theory of Transpersonal Decision-Making&#8221; &#8211; http://www.josephriggio.com/products/item/towards-a-theory-of-transpersonal-decision-making-in-human-systems/)</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Dunque, cosa e&#8217; il potere?</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Alcuni dicono che sia l&#8217;abilita&#8217; di far succedere le cose.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Non solo non sono d&#8217;accordo, ma credo persino che non abbia senso. Nessuno puo&#8217; “far succedere le cose” piu&#8217; di quanto possa causare il sorgere del Sole, o fermarlo. L&#8217;intera idea di “far succedere le cose” non tiene conto dell&#8217;incredibile complessita&#8217; dell&#8217;Universo, l&#8217;integrita&#8217; di tutte le cose e le innumerevoli variabili che agiscono in ogni dato momento. Credetemi&#8230; non potete &#8220;far avvenire le cose&#8221; nonostante l&#8217;apparente evidenza che suggerisce che lo possiate – bisogna accedere ad un modo di pensare fortemente controintuitivo per afferrare quanto sto dicendo, chiedetelo a qualunque fisico quantistico, matematico del caos o scienziato della complessita&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Altri dicono che il potere riguarda il mettersi in azione.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Per quanto possa valere in questa sede, credo ora che ci stiamo avvicinando a definire cosa sia il potere, e cosa non lo e&#8217;. Mentre non potete “far avvenire le cose” piu&#8217; di quanto possiate far sorgere il Sole, o fermarlo&#8230; potete <strong>mettervi in azione di vostra spontanea volonta&#8217;</strong> (entro alcune limitazioni date, per esempio devo ancora vedere qualcuno volare per il fatto di sbattere le braccia, pur avendo visto persone che sbattono le braccia&#8230; ricordate, la precisione del linguaggio conta).</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Comunque credo che semplicemente “mettersi in azione” non descriva in alcun modo significativo cosa sia il potere, o non sia. Indipendentemente dall&#8217;intensita&#8217; o persino dall&#8217;effetto dell&#8217;azione, mettersi in azione, da solo, non e&#8217; potere.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">* Cio&#8217; che ritengo essere potere reale, puro, primario e&#8217; &#8230;<strong> l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione con intento</strong>*</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;intera frase e&#8217; significativa per quanto sto dicendo&#8230; &#8220;l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione con intento.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Innanzitutto, l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione, opposta all&#8217;essere inibito, o limitato dal non essere in grado di mettersi in azione.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Uno dei primi e piu&#8217; significativi effetti della paura, intesa come opposto del Potere, e&#8217; spesso l&#8217;inibizione dal mettersi in azione. Quindi, l&#8217;abilita&#8217; di mettersi in azione e&#8217; molto vicina al cuore di che cosa sia il Potere in termini umani.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Poi, c&#8217;e&#8217; l&#8217;idea di “azione con intento”.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Questa idea di “azione con intento” si riferisce al concetto di operare in relazione ad una intenzione che viene mantenuta – operare intenzionalmente&#8230; come opposto ad istintivamente. Un altro effetto della paura e&#8217; quello di muovere la persona all&#8217;azione, e la risposta e&#8217; quasi sempre azione d&#8217;istinto, come ad esempio correre via dalla fonte della paura. Guardate assieme, la paura che muove all&#8217;azione istintiva e la paura che inibisce l&#8217;azione sono entrambi schemi di risposta a stimoli generati dalla paura.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Quando entri in azione intenzionalmente, inteso come opposto dall&#8217;entrare in azione instintivamente, stai operando <strong>in relazione alla creazione di un futuro risultato desiderato</strong>. Indipendentemente da quanto stia avvenendo nel momento in cui scegli di agire, in relazione al risultato desiderato usi i dati presenti per muoverti nella direzione scelta.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Quindi, propongo che le persone potenti possano ed abbiano l&#8217;abilita&#8217; di creare l&#8217;azione intenzionale che vogliono&#8230; quindi, di conseguenza siano efficaci nel creare risultati di successo che li rendano soddisfatti nel tempo, portandoli ad essere soddisfatti con se stessi, ed in ultima analisi con la loro vita che percepiscono completa.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;ultima frase e&#8217; un boccone che val la pena masticare un po&#8217; di volte, quando si pensa a se stessi.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Best,</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">Joseph Riggio, Ph.D.</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">jsriggio@josephriggio.com</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;"><a href="http://www.josephriggio.com/">http://www.josephriggio.com</a></span></p>
<p><span style="font-family: Garamond, serif;">I brani sono tratti dalla newsletter alla quale si puo&#8217; accedere registrandosi sul sito di Joseph</span></p>
<p><span style="font-family: Garamond;">La traduzione e&#8217; mia, di Petar, e me ne assumo la responsabilita&#8217;</span></p>
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		<title>ESSERE NEL MONDO</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/03/stare-al-mondo-parte-1-di-3/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 17:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself]]></category>
		<category><![CDATA[Intento]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo uno splendido articolo di Joseph Riggio, che seppellisce l&#8217;idea di “lavorare per obiettivi” per un concetto completamente nuovo&#8230; Buona lettura, Petar _________________ ESSERE NEL MONDO Modificando il vostro atteggiamento dal “Definire gli obiettivi” al mantenere un particolare modo di orientarvi nella realtà&#8230; ciò che semplicemente chiamo “ESSERE NEL MONDO”&#8230; apre la possibilità che ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo uno splendido articolo di Joseph Riggio, che seppellisce l&#8217;idea di “lavorare per obiettivi” per un concetto completamente nuovo&#8230;</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p class="MsoNormal"><span>_________________</span></p>
<h2><span>ESSERE NEL MONDO</span></h2>
<h2><strong><em><span>Modificando il vostro atteggiamento dal “Definire gli obiettivi” al mantenere un particolare modo di orientarvi nella realtà&#8230; ciò che semplicemente chiamo “ESSERE NEL MONDO”&#8230; apre la possibilità che ciò che desiderate, e che nel profondo vi aspettate, si realizzi come conseguenza della prontezza a rispondere non appena l’informazione in tempo reale vi raggiunge. </span></em></strong></h2>
<p class="MsoNormal"><span>Ciao, e benvenuti&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>So che alcune delle persone che frequentano i miei corsi hanno l’abitudine di <strong>definire i propri obiettivi</strong>, specialmente all’inizio dell’anno. Naturalmente, se voi fate parte di un gruppo di <strong>miglioramento personale, sviluppo personale</strong>, potreste aver ricevuto alcune email che vi dicono che la cosa più importante che possiate fare, specie ad inizio anno, è di decidere gli obiettivi e scriverli su un pezzo di carta.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Molti di coloro che vi suggeriscono di scrivere gli obiettivi, basano le proprie opinioni su una cattiva ricerca, ed un sapere obsoleto. </span></strong><span>Specificamente &#8211; sull’idea che scrivere gli obiettivi abbia un impatto diretto ed immediato sul realizzarli perché credono che coloro che li scrivono ottengano migliori risultati storici di quelli che non lo fanno. Personalmente, non conosco nessuna ricerca definitiva che lo abbia confermato, né alcun serio scienziato sociale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><img class="alignleft size-full wp-image-277" title="Corso Mythoself-2 al Lago d'Iseo, Agosto 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/03/521344795209_0_alb.jpg" alt="Corso Mythoself-2 al Lago d'Iseo, Agosto 2008" width="336" height="448" /><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Quindi, cosa suggerisco invece?</span></strong><span> Beh, a dire il vero, non è che m’interessi poi molto se vi scrivete gli obiettivi o no; mi interessa invece la posizione in cui vi trovate prima di definire un qualunque obiettivo. Trovo che molti inizino a pensare agli obiettivi come ad un modo per riempire il vuoto di ciò che sentono mancare alle proprie vite. In altre parole, iniziano da ciò che vorrebbero che ci fosse nelle loro vite, ed ancora non hanno. <strong>Ebbene, i</strong><strong>n larghissima misura le prove di cui dispongo suggeriscono che la posizione da cui si parte determina il luogo ove si arriva&#8230; una specie di circolo vizioso (o virtuoso) che genera se stesso.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ciò non ha niente a che fare con l’ “attrazione” nei modi che questa idea è stata resa popolare di recente [con “The Secret”, petar]. L’idea che sto proponendo si basa sulla premessa che<span> </span></span><span>solo iniziando da uno stato positivamente organizzato si realizzeranno il tipo di risultati intrinseci nello stato, che emergono da esso.</span><span> </span><span>In altre parole, ci sono due possibili orientamenti:</span></p>
<p><span>  <span>Uno <strong>STATO INIBITORI</strong>O organizzato in relazione alle limitazioni, ad esempio: ciò che non ho, ciò che non ho realizzato, ciò che non voglio&#8230;</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>  <span>Uno <strong>STATO DI POSSIBILITA</strong>’ organizzato in relazione alle possibilità, ad esempio: ciò che ho, ciò che ho realizzato, ciò che voglio&#8230;</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignleft size-full wp-image-287" title="Joseph Riggio, Michaela Riggio, Claudio Campironi - August 2008" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/03/281444795209_0_bg.jpg" alt="Joseph Riggio, Michaela Riggio, Claudio Campironi - August 2008" width="400" height="298" /></p>
<p class="MsoNormal"><span><span> <span>Ciò che si inizia a considerare dallo </span><span><strong>STATO INIBITORIO</strong></span><span> </span><span>sarà come evitare il fallimento o come evitare ciò che non si vuole&#8230; persino se ciò significa qualcosa come il non voler diventare poveri, o soli. Indipendentemente da ciò che emerge nello </span><span><strong>STATO INIBITORIO</strong></span><span><span> porterà i germi della limitazione in esso.</span></span><span> Così, persino se riuscite ad evitare la limitazione, resterete comunque focalizzati sulla limitazione e sull’astensione.</span></span></span></p>
<p><span> <span>Ciò che considerate da uno </span><span><strong>STATO DI POSSIBILITA’</strong></span><span> </span><span>sarà come ottenere successo o come ottenere ciò che volete&#8230; compreso il voler mantenere l’esperienza di stare già operando con successo. Essenzialmente, lo<span> </span></span><span><strong>STATO DI POSSIBILITA’</strong></span><span> </span><span>opera in un modo che ha voi stessi come riferimento, e che vi auto-organizza in modo da creare&#8230; e ricreare&#8230; se stesso, cioè si ha una<span> </span></span><span>“</span><span>ricorrenza sistemica”</span><span>.</span></span></p>
<p><strong>Uno STATO DI POSSIBILITA’ stabilisce una “ricorrenza sistemica” ove il sistema tende ad auto-organizzarsi e ad auto-referenziarsi, portando l’attenzione all’esterno, verso il mondo&#8230; in quello che potrebbe essere chiamato &#8220;STATO DI PRONTEZZA.&#8221; Di conseguenza, operare da una posizione orientata al mondo esterno, permette di agire nel mondo e sul mondo in relazione al manifestarsi della realtà esterna che desiderate – sia per voi stessi che per gli altri.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-307" title="I nasi magnetici di Michaela e Joseph??? :-D" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/03/330085116209_0_bg.jpg" alt="Joseph and Michaela's magnetic noses??? :-D" width="461" height="346" /></p>
<p>Invece di organizzarvi attorno agli obiettivi, vi sto suggerendo l’idea di organizzarvi per stabilire e sostenere un costante stato di prontezza&#8230; una posizione da cui potete agire istantaneamente, non appena si manifesta in tempo reale l’informazione nell’ambiente esterno. Questa posizione &#8230; lo<span> </span><span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span>&#8230; vi organizza con precisione in relazione alle specifiche realtà esterne che desiderate.</p>
<p><span>Da uno <span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span>, si potrebbe dire, non c’è alcun bisogno di definire obiettivi, figuriamoci organizzarsi in base ad essi – sebbene sia possibile.</span></p>
<p><span>L’orientamento<span> allo </span><span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span><span> diventa sufficiente in se stesso </span>per definire una direzione.</span></p>
<p><span>Operare dallo<span> </span><span><strong>STATO DI PRONTEZZA</strong></span><span> vi pone nella posizione ottimale per trarre successo (comunque lo definiate) che, allo stesso tempo, è di particolare “potenza”. Non assumete stati di “pilota automatico” né prendete a riferimento obiettivi che non tengono conto delle informazioni in tempo reale che il mondo vi mette continuamente a disposizione, cambiando alla velocità della luce.</span></span></p>
<p><span><span>Quando scegliete innanzitutto “come” volete stare al mondo </span></span><span>&#8230; per il vostro<span> </span><span>ESSERE</span><span> </span>&#8230; poi, tutti gli altri pezzi vanno al posto che è in diretta relazione a quel modo d’essere.</span></p>
<p><span> Autore dell’originale: Joseph Riggio, Ph.D., Architect and Designer of the Mythoself(r), www.mythoself.com</span></p>
<p>Titolo dell’originale: Being in the World</p>
<p class="MsoNormal"><span>Link dell’originale: http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/being_in_the_world/</span></p>
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		<title>Il fattore “Figo”</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2009/02/il-fattore-figo/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 12:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un articolo semplice, ma profondo&#8230; un esempio pratico di come l&#8217;esperienza del Mythoself(r) possa essere trasferita nella vita reale, e come la Mitologia personale, qui rappresentata dal film di 007 Casinò Royale, possa ispirare e guidare&#8230; ogni singolo passo&#8230; Buona lettura! Petar _________________________________________ Nota: la parola inglese “cool” significa “figo”, ma anche “calmo, controllato” (petar) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/02/La-scena-della-tortura-in-Casino-Royale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2410" title="La scena della tortura in Casino Royale" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2009/02/La-scena-della-tortura-in-Casino-Royale-300x292.jpg" alt="" width="300" height="292" /></a>Un articolo semplice, ma profondo&#8230; un esempio pratico di come l&#8217;esperienza del Mythoself(r) possa essere trasferita nella vita reale, e come la Mitologia personale, qui rappresentata dal film di 007 Casinò Royale, possa ispirare e guidare&#8230; ogni singolo passo&#8230;</p>
<p class="MsoNormal">Buona lettura!</p>
<p class="MsoNormal"> <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p class="MsoNormal">Petar</p>
<p class="MsoNormal">_________________________________________</p>
<p class="MsoNormal"><em>Nota: la parola inglese “cool” significa “figo”, ma anche “calmo, controllato” (petar)</em></p>
<h1><span>Il fattore “FIGO”</span></h1>
<p class="MsoNormal"><strong><em>“Figo” significa essere se stessi&#8230; poi, agire con decisione indipendentemente dal luogo ove ci si trova, e persino da cosa gli altri possano pensare di noi.</em></strong></p>
<p class="MsoNormal">Ciao a tutti,</p>
<p class="MsoNormal">restare “figo” significa innanzitutto essere “figo”. Questo significa sapere come stabilire e mantenere uno stato “figo”. In un articolo precedente, avevo iniziato questo filo del discorso con il concetto che “figo” significa uno stato dell’ESSERE.</p>
<p class="MsoNormal"><strong><em>In molti contesti, le persone si riferiscono all’idea di essere “fighi” – intendendo di solito che sono “controllati”&#8230; in controllo di se stessi, della situazione, persino fino ad un certo punto di come gli altri percepiscono loro stessi e la situazione.</em></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><em>Ci riferiamo alle persone che mantengono la propria calma, ancora riferendoci di solito al fatto che mantengono il proprio ingegno, la propria intelligenza, che agiscono in una certa situazione con eleganza, restando controllati.</em></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><em>Eppure, raramente si parla di persone che “acquistano” la propria calma, che “diventano” tali.</em></strong></p>
<p class="MsoNormal">Aggiungo che questo stato permette di operare in un modo calmo e concentrato indipendentemente dalla situazione. Il “figo definitivo” è forse espresso da personaggi di fantasia – personalmente trovo gli esempi più ovvii nella categoria dei racconti del mistero/azione/thriller.</p>
<p class="MsoNormal">Per esempio il “nuovo” James Bond in “Casinò Royale” dà un grande esempio di “figo controllato” – date un’occhiata alla scena della tortura – calmo, padrone di sé e con senso dell’umorismo pur di fronte all’orrore ed alla distruzione – NESSUN COMPROMESSO – il “figo definitivo”</p>
<p class="MsoNormal"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/hm-KXhhybAQ&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/hm-KXhhybAQ&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p class="MsoNormal">Quindi, cosa possiamo imparare da Bond&#8230; James Bond&#8230; in questa scena? Innanzitutto che il fondamento della sua calma era pre-definita, non “messa su” al momento. Lui sa chi è (ESSERE) e che cosa sta succedendo (FARE) ed ha preparato la propria mente a questo, prima di trovarsi nella situazione di dover richiamare la propria calma. Attraverso tutto il film deve prendere decisioni in un attimo basate sul mantenere una posizione che è ben determinata per se stesso, ed utilizzare abilità che sono innate, allenate o derivate. <strong>Quindi, l’ordine dell’azione è ESSERE prima, poi FARE.</strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JuZQfZ-WxTk&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/JuZQfZ-WxTk&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></strong></p>
<p class="MsoNormal">Le abilità che James Bond mostra fluiscono da “chi lui è” – dal suo modo di essere nel mondo. In un’altra scena ove Bond gioca a carte con in palio milioni, inizia con una puntata di dieci milioni, perde tutto in una sola mano per un’assunzione sbagliata – lo hanno fregato in pieno! Lì per lì lo vediamo sbalordito, poi quasi immediatamente si “riazzera” – pronto a ricominciare, fiducioso che può vincere, e che lo farà.</p>
<p class="MsoNormal">Poi, incontra un ostacolo insormontabile quando Vesper, interpretata da Eva Green, un Agente del Tesoro Britannico che supervisiona la distribuzione del denaro che finanzia il gioco di Bond, rifiuta di dargli i cinque milioni che servono alla puntata successiva. Così, Bond si butta lo stesso nell’azione ed ammazza tale Le Chiffre, ma Lieter intercede e si accorda affinché sia la CIA a finanziare Bond al prossimo giro. Bond si riazzera di nuovo e con discrezione si siede a giocare di nuovo&#8230; VERAMENTO FIGO!</p>
<p class="MsoNormal"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BF43RVaQD7o&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/BF43RVaQD7o&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p class="MsoNormal"><strong><em>Quindi, cosa ci vuole per diventare figo/controllato e mantenere la posizione?</em></strong></p>
<ul>
<li><em>Decidere chi sei prima di iniziare</em></li>
<li><em>Sapere come stabilire uno “Stato di prontezza” da cui operare – indipendentemente dalla situazione o dalle circostanze in cui ti trovi</em></li>
<li><em>Decidere ed intraprendere azione basata su “chi sei” – non su “dove ti trovi”o “con chi”</em></li>
<li><em>Intraprendere un’azione decisiva basata sulla propria migliore esperienza – poi, fare attenzione a cosa succede</em></li>
<li><em>Aggiornare i dati in base a quello che succede e dove ti trovi al momento</em></li>
<li><em>Quando le cose vanno diversamente da come ci si aspetta, o da come si vorrebbe, sapere esattamente come “resettarsi”</em></li>
<li><em>Rifiutare di compromettersi nonostante la situazione o le circostanze in cui ci si trova – e poi se possibile rifiutare di compromettere anche i propri risultati (solo se questo non richiede di compromettere se stessi, il proprio essere)</em></li>
</ul>
<p class="MsoNormal">Questa è una buona “lista breve” da cui iniziare. Quindi, pur non essendo una procedura passo-dopo-passo per essere o diventare “figo” – è un modo per riflettere su ciò che intendo per “Fattore Figo”. Eppure, è anche più significativo capire che la lista non spiega perché io creda che il “Fattore Figo” rimanga così importante concettualmente e nella pratica.</p>
<p class="MsoNormal">Una delle premesse fondamentali sull’aumento significativo della performance è, e rimane, l’abilità di stabilire la <strong><em>posizione iniziale</em></strong>. Questa idea è il cuore del mio lavoro professionale. Tutto il Mythogenic Self Process ruota attorno all’idea di stabilire la posizione iniziale – <strong><em>lo Stato di Prontezza (Ready State)</em></strong>. Poi, da questa posizione decidere cosa fare&#8230; sempre in relazione al contesto – circostanze e situazione – e mantenendo l’intenzione, per esempio: <strong><em>Cosa vuoi?</em></strong> Partendo da questa struttura, non solo è possibile, ma persino imperativo – attivarsi!</p>
<p class="MsoNormal">Naturalmente, un conto è parlare dell’essere “Figo/Controllato”, ed un altro conto è esserlo completamente. Di recente, ho trovato in me questo stato sfidato dalle circostanze, ed ho verificato che gli anni di preparazione mi sono eccome serviti. Persino in quella che potrei considerare la situazione più sfortunata, ingiusta e dannosa, mi sono trovato ad accedere al mio stato “Figo/Controllato”. Questo non ha prodotto il mio risultato immediato, ma mi ha permesso di operare senza compromettermi in alcun modo – ed il risultato è che sono rimasto “integro”.</p>
<p class="MsoNormal">In Casinò Royale, James Bond si trova fregato e tradito, da persone che rispettava, in cui credeva e che persino amava. Deve continuamente scegliere una posizione di integrità indipendentemente da come l’Universo si svela attorno a sé. L’abilità di fare questo&#8230; di scegliere di restare “figo” indipendentemente dalla situazione o dalle circostanze, fa tutta la differenza. Dovessi scegliere un aspetto che meglio definisce la performance di vertice, questo sarebbe il “Fattore Figo” specifico della persona – “non dimenticare mai chi sei” sarebbe un ottimo punto di partenza.</p>
<p class="MsoNormal">Oh sì, c’è un’altra scena che adoro in Casinò Royale – Bond si registra in albergo, dove c’è una prenotazione sotto falso nome di copertura, e dice il vero nome suo e di Vesper. Assume che il nemico sappia già di lui, e non esita ad esporre se stesso in pubblico nonostante il pericolo che potrebbe correre. Amo questo – sapere chi sei è più importante di ciò che gli altri possano pensare di te – veramente figo, eh???</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">Joseph Riggio, Ph. D.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">Princeton</span><span lang="EN-GB">, New Jersey</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">Titolo dell’originale: “The Cool Factor – part two”, 28.01.2007</span></p>
<p class="MsoNormal">Link dell’originale: <a href="http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/the_cool_factor_part_two/">http://www.josephriggio.com/index.php/_share/comments/the_cool_factor_part_two/</a></p>
<p class="MsoNormal"><em>precisazione sulla traduzione: mi sono attenuto quanto più fedelmente alla lettera del testo originale, con minimi cambiamenti stilistici, e non di significato, quando l’inglese risultava troppo diverso dall’espressione equivalente italiana. Per eventuali errori, mi assumo ogni responsabilità (petar)</em></p>
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