<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>GrandiPassioni &#187; Coscienza umana e Psicologia</title>
	<atom:link href="http://www.grandipassioni.com/tag/psicologia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.grandipassioni.com</link>
	<description>Percorsi di Evoluzione della Coscienza</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 Apr 2011 19:35:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.1</generator>
		<item>
		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (5 di 5): la persecuzione nazista</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 18:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grandipassioni.com/?p=4781</guid>
		<description><![CDATA[Quando Hitler salì al potere in Germania, nel 1933, le peggiori paure di Sigmund Freud sulle forze oscure dell’inconscio si avverarono: era il trionfo della psicosi su larga scala. Il nome di Freud fu uno dei primi ad entrare nella lista nera dei nomi da censurare. Egli commentò: “Che progressi che stiamo facendo! Nel Medioevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h27m17s172.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4783" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h27m17s172.png" alt="" width="640" height="480" /></a>Quando Hitler salì al potere in Germania, nel 1933, le peggiori paure di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud </a>sulle forze oscure dell’inconscio si avverarono: era il trionfo della psicosi su larga scala. Il nome di Freud fu uno dei primi ad entrare nella lista nera dei nomi da censurare. Egli commentò: “<em>Che progressi che stiamo facendo! Nel Medioevo mi avrebbero messo al rogo, ora si accontentano di bruciare i miei libri</em>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h44m46s238.png"><img class="alignright size-full wp-image-4785" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h44m46s238.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Tra i libri al bando, vi era anche un suo saggio scritto nel 1930 “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud#Il_disagio_della_civilt.C3.A0_e_la_nevrosi_collettiva" target="_blank"><em>Il disagio della civiltà</em></a>”, che affrontava il conflitto psichico tra cultura e barbarie.</p>
<p>“<em>Freud divenne sempre più pessimista. Tutto ciò in cui aveva creduto si stava sgretolando, aveva sperato nella capacità della civiltà civile di arrestare gli impulsi distruttivi, ma ora si trovava davanti al crescente potere di un partito che minacciava di distruggere il mondo</em>” (Dottor Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M3AbGpp_Jd0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/M3AbGpp_Jd0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nonostante l’incombente minaccia del nazismo, Freud trascorse le sue vacanze estive nella campagna austriaca, passava il tempo a leggere, a giocare con i suoi cani, e a cogliere fiori. Il 14 settembre 1936, i coniugi Freud festeggiarono le nozze d’oro, a ottant’anni Freud era il patriarca di una numerosa famiglia.</p>
<p>“<em>Eravamo tutti molto legati a lui, e soprattutto dipendevamo da lui. Era lui a provvedere a noi, sotto tutti gli aspetti, sia finanziariamente che psicologicamente. Era un punto di riferimento per l’intera famiglia. </em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Il 13 marzo 1938, la Germania completò <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anschluss" target="_blank">l’annessione dell’Austria</a>, e Hitler marciò su Vienna, ma Freud rifiutava di lasciare la sua casa.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h54m16s69.png"><img class="alignright size-full wp-image-4786" title="In figura, una dell ultime foto di Freud a casa, a Vienna." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h54m16s69.png" alt="" width="407" height="336" /></a></p>
<p>“<em>Pensava che avrebbe potuto continuare a vivere a Vienna, e che tutto si sarebbe aggiustato. Aveva molti amici in posizione di potere, e per questo si sentiva molto tutelato. Era indubbiamente l’ebreo più protetto di tutta l’Austria. Questo, è sicuro.</em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Fu grazie alle sue conoscenze che Freud riuscì a salvarsi: il 14 marzo del 1938, i nazisti irruppero nel suo studio, e per evitare l’arresto, dovette pagare un’ingente somma di denaro. La settimana dopo, i tedeschi arrestarono <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Freud" target="_blank">Anna Freud</a>, che trascorse una giornata nel quartier generale della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gestapo" target="_blank">Gestapo</a>. Alcuni diplomatici americani a Vienna, trasmisero il seguente messaggio alla Casa Bianca: “<em>Nonostante l’età e la malattia, Freud è in pericolo.</em>”. Alla fine, Freud acconsentì a lasciare il Paese.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h59m15s252.png"><img class="alignright size-full wp-image-4787" title="In figura, il telegramma americano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-18h59m15s252.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>“<em>Non voleva abbandonare la sua casa, ma dopo molte resistenze, per fortuna, si lasciò convincere. E’ probabile che l’arresto di Anna da parte della Gestapo lo convinse, finalmente, ad emigrare con la famiglia.</em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h06m21s155.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4788" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h06m21s155-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Il 5 giugno 1938, Freud, Martha ed Anna lasciarono Vienna e si trasferirono a Londra. I giornali viennesi, nel commentare la sua partenza, diffamarono il suo lavoro, definendolo “<em>materiale pornografico, tipico di un ebreo</em>”. Le sue quattro sorelle non ebbero il permesso di lasciare Vienna, e morirono nei campi di concentramento.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h07m22s6.png"><img class="alignright size-full wp-image-4791" title="In figura, le quattro sorelle di Freud, assassinate dai nazisti." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h07m22s6.png" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Poco prima della partenza, il fotografo Engelmann realizzò un reportage nello studio di Freud.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h09m48s174.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4789" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h09m48s174-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>“<em>Ricordo ancora il terrore sulla sua faccia, era così vulnerabile, così spaventato, così timoroso. Ad un certo punto, gli ho chiesto di togliersi gli <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h11m06s191.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4790" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h11m06s191-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>occhiali, e mi ha fatto un vago sorriso. Si è trattato proprio di un piccolo accenno, ma d’altra parte, erano pochi, in quei giorni, a sorridere. Mi fermai da loro quasi una settimana, ero diventato parte della famiglia. Freud mi portava in giro e mi mostrava le foto dei suoi familiari. La figlia Anna, in particolare, era molto depressa, mi disse che vedeva nella gente lo sguardo triste di chi sta per abbandonare tutto, di chi si sta rassegnando.</em>” (Edmund Engelmann, fotografo)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h12m38s87.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4795" title="In figura, Anna Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h12m38s87-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>A Londra, nonostante la calda accoglienza, Freud si sentiva in esilio. Inoltre, il tumore lo aveva di nuovo aggredito, e nell’inverno del 1938 dovette sottoporsi a due nuove operazioni.</p>
<p>Le sue teorie sui sogni, la sessualità e l’inconscio, erano ormai penetrate nella cultura occidentale, eppure Freud si sentiva insoddisfatto, la psicanalisi era oggetto di critiche, e molti non la giudicavano una vera scienza.</p>
<p>“<em>Si sentiva il padre ed il fondatore di una nuova, grande, scienza. Provava una profonda amarezza a dover continuare a lottare, anche da vecchio, per vedere affermate le sue idee. Ciò fu per lui fonte di grande frustrazione e sofferenza, </em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m10s161.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4793" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m10s161-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Seppure vecchio e malato, Freud continuò fino alla fine della sua vita a visitare pazienti, fra questi il famoso pittore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Dal%C3%AD" target="_blank">Salvador Dalì</a>, che fece anche uno splendido ritratto dello psicanalista.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m51s65.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4792" title="In figura, il ritratto di Freud ad opera di Dalì." src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h19m51s65-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il 6 maggio del 1939, Freud festeggiò i suoi ottantatre anni, con il sigaro in mano. A metà giugno, il tumore era diventato inarrestabile: anni prima, Freud aveva fatto promettere alla figlia Anna che, quando sarebbe arrivata la sua ora, avrebbe evitato ogni forma di accanimento terapeutico. Il 23 settembre 1939, Freud comunicò che era giunto il suo momento, la notte stessa morì per una dose letale di morfina.</p>
<p>“<em>Il medico lo aiutò a morire serenamente, e questo fu per lui una liberazione. Non c’era più niente da fare.</em>” (Walter Freud, nipote)</p>
<p>Le ceneri di Freud sono conservate in un vaso etrusco. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h25m03s113.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4794" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/vlcsnap-2011-04-08-19h25m03s113-300x286.png" alt="" width="300" height="286" /></a>Egli si considerava un archeologo della mente, in grado di scavare nell’inconscio, per portare alla luce i segreti più nascosti, come scrisse <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Mann" target="_blank">Thomas Mann</a>: “<em>Se mai alcuna impresa della nostra specie umana rimarrà indimenticabile, questa sarà proprio l’impresa di Sigmund Freud.</em>”</p>
<p>(fine)</p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="../2011/03/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4798" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/04/Entra-nel-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook6-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #333399;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>E’ un’occasione per  conoscere le   persone che      frequentano   questo sito, entrare in  contatto,  scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale    delle  novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti invito personalemnte ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (4 di 5): Eros e Thanatos</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 09:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grandipassioni.com/?p=4268</guid>
		<description><![CDATA[Nonostante il successo accademico negli Stati Uniti, le teorie freudiane faticavano ad affermarsi. Alcuni tra i suoi più famosi allievi, tra ci Carl Jung, iniziavano a dissentire su elementi cruciali del pensiero di Sigmund Freud, che si sentì tradito. “Pretendeva assoluta lealtà, e di fronte a divergenze teoriche insanabili preferì rompere i rapporti.” (Walter Freud, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4270" title="Eros e Thanatos" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a>Nonostante il successo accademico negli Stati Uniti, le teorie freudiane faticavano ad affermarsi. Alcuni tra i suoi più famosi allievi, tra ci <a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Carl Jung</a>, iniziavano a dissentire su elementi cruciali del pensiero di Sigmund Freud, che si sentì tradito.</p>
<p>“<em>Pretendeva assoluta lealtà, e di fronte a divergenze teoriche insanabili preferì rompere i rapporti.</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>La rottura con Jung fu molto dolorosa, era il suo allievo prediletto, e per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud</a> fu un vero tradimento. Per ben tre volte svenne in presenza di Jung nel corso di accese discussioni. La rottura definitiva tra i due si ebbe nel 1914.</p>
<p>Per difendersi da future defezioni, Freud creò un <em>Comitato segreto</em> per i discepoli che <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Comitato-segreto-dei-discepoli-di-Freud.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4271" title="Il Comitato segreto dei discepoli di Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-Comitato-segreto-dei-discepoli-di-Freud.jpg" alt="" width="512" height="367" /></a>promettevano di difendere sempre le sue teorie. Avevano perfino un anello come simbolo di appartenenza.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lanello-di-appartenenza-al-Comitato-dei-discepoli-freudiani.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4272" title="L'anello di appartenenza al Comitato dei discepoli freudiani" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lanello-di-appartenenza-al-Comitato-dei-discepoli-freudiani-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu la riprova della veridicità delle teorie di Freud sul lato oscuro dell’inconscio, e sulla psicologia umana.</p>
<p>“<em>La Prima Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nell’animo di Freud, tutti e tre i suoi figli maschi erano stati arruolati nell’esercito austriaco. Inoltre, la morte di migliaia di persone accentuava le sue paure sulla natura umana, e sul suo potenziale di aggressività distruttiva</em>”<em> </em>(Dr. Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p>Gli anni della guerra ebbero pesanti ripercussioni sulla vita e sul pensiero di Freud. Cercava di lavorare, ma i tempi erano durissimi: senza riscaldamento e perfino senza cibo, tentava di farsi pagare addirittura in patate.</p>
<p>Anche dopo la guerra, Freud visse momenti di grande dolore. La figlia prediletta, Sophie, morì nel 1920.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ylJuFdnkU8E?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/ylJuFdnkU8E?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Sei settimane dopo, Freud pubblicò una delle sue opere più cupe e controverse: “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Al_di_l%C3%A0_del_principio_del_piacere" target="_blank"><em>Al di là del principio del piacere</em></a>”. In questo saggio sostenne che nell’uomo esiste un conflitto tra<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos-olio-su-tela.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4273" title="Eros e Thanatos, olio su tela" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Eros-e-Thanatos-olio-su-tela.jpg" alt="" width="497" height="403" /></a> <em>pulsione di vita</em> e <em>pulsione di morte</em>.</p>
<p>“<em>Freud riteneva che ogni essere umano è guidato da due diversi istinti, </em>Eros <em>e </em>Thanatos<em>: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thanatos" target="_blank">Thanatos </a>è la pulsione di morte, che si manifesta nell’aggressione e nell’autodistruzione, mentre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eros_%28mitologia%29" target="_blank">Eros </a>è la pulsione costruttiva, di vita.</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>“<em>Per Freud, la pulsione di morte presente in ogni uomo, se non tenuta a freno, è diretta principalmente verso forme di autodistruzione.</em>” (Dr. Joe Aguayo, psicologo)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Al-di-là-del-principio-del-piacere.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4274" title="Al di là del principio del piacere" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Al-di-là-del-principio-del-piacere.gif" alt="" width="300" height="487" /></a>Un altro duro colpo fu la scoperta nel 1923 di un tumore maligno al palato, per cui gli venne tolta una parte della mandibola. Fu la prima di una lunga serie di operazioni, 33 in sedici anni. Per separare la bocca dalla cavità nasale gli fu applicata una grossa protesi che gli procurava dolori atroci; di giorno doveva essere rimossa e pulita, e per questo Freud aveva adibito un’apposita stanza nel suo studio.</p>
<p>“<em>Il tumore al palato causò molti problemi a mio nonno. Aveva difficoltà nel parlare, ed anche nel mangiare. Forse per questo era così distaccato e stava sulle sue. Non capitava mai, per esempio, che mi prendesse in braccio.</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>Nonostante la malattia, Freud non riuscì mai a smettere di fumare, un incredibile fallimento per il più famoso psicanalista del mondo.</p>
<p>“<em>Diceva di avere bisogno dei sigari per essere creativo e produttivo, penso che per lui fumare fosse la cosa più importante, persino più importante della sua salute.</em>“ (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>“<em>Il vizio del fumo era la sua consolazione. I sigari sono qualcosa che si succhia, come quando si prende il latte materno, è un comportamento legato ad un desiderio di amore <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-non-riuscì-mai-a-smettere-di-fumare.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4275" title="Freud non riuscì mai a smettere di fumare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-non-riuscì-mai-a-smettere-di-fumare-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>e di nutrimento, purtroppo Freud non analizzò mai a sufficienza questa sua dipendenza, ed alla fine gli fu fatale.</em>” (Dr. Leo Rangell, psicanalista)</p>
<p>Negli anni ’20, Freud era ormai noto per la sua professione a livello internazionale. Un giornale di Chicago arrivò perfino ad offrirgli 25.000 dollari per psicanalizzare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leopold_e_Loeb" target="_blank">Leopold e Loeb</a>, due adolescenti benestanti che avevano ucciso un amico. Nel 1924 un produttore di Hollywood, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Goldwyn" target="_blank">Sam Goldwyn</a>, volò fino a Vienna e gli offrì un compenso di 100.000 dollari per chiederne la collaborazione nella stesura di sceneggiature a sfondo sentimentale.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-anziano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4276" title="Freud anziano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-anziano.jpg" alt="" width="320" height="233" /></a>“<em>Freud respinse l’offerta, il rifiuto finì sulle prime pagine dei giornali, e questo ci fa capire quanto fu diventato ormai oggetto di ammirazione. Era visto come una sorta di guida mistica in grado di penetrare l’animo umano. </em>“ (Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>Nonostante tutta la sua esperienza, egli però non fu mai in grado di comprendere le donne. Le chiamava “<em>il continente oscuro</em>”. Famosa è la sua domanda: “<em>cosa vogliono le donne?</em>”, ma le risposte che diede furono sempre insoddisfacenti ed offensive.</p>
<p>“<em>Freud riteneva che l’uomo fosse superiore alla donna perché ha il pene. Questa era la sua convinzione di fondo.</em>” (Gloria Steinem, giornalista e leader femminista)</p>
<p><em>Secondo Freud le donne provano invidia nei confronti dell’uomo perché non hanno il pene, e per questo si sentono inferiori. Da qui scaturisce una serie di pesanti affermazioni, come quella che ‘</em>la donna a trent’anni è così rigida che non potrà più cambiare<em>’, o che ‘</em>la donna ha un superego ridotto<em>’, erano affermazioni molto categoriche.</em>” (Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana)</p>
<p>Freud non aveva molti rapporti con le donne, ma poco a poco iniziò a sviluppare un rapporto di dipendenza molto stretta dalla figlia più giovane, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Freud" target="_blank">Anna Freud</a>, che in seguito divenne una <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Anna-Freud.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4277" title="I volti di Anna Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Anna-Freud.jpg" alt="" width="419" height="449" /></a>psicanalista. Nel 1918 Sigmund Freud ruppe perfino una delle regole della psicanalisi, iniziando segretamente ad analizzare la figlia.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Anna-Freud-col-padre.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4278" title="Anna Freud col padre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Anna-Freud-col-padre.jpg" alt="" width="225" height="303" /></a>“<em>Cominciò ad analizzare Anna, il che è, a mio avviso, quanto di più simile ad un incesto, seppure di natura intellettuale ed emotiva. Anna gli faceva da infermiera, da segretaria, da figlia. Era un rapporto molto profondo, da vera e propria relazione, nella quale però non c’era assolutamente il sesso.</em>” (Sophie Freud, nipote di Sigmund Freud</p>
<p><em>Se si pensa che il ruolo di un genitore sia quello di crescere un figlio rendendolo libero ed autonomo, è evidente che questo non avvenne tra Freud e la figlia. </em>“<em>D’altra parte, per Freud, i figli maschi sviluppano una forte aggressività nei confronti del padre che vedono come un rivale. Freud forse preferì eleggere come suo successore la figlia, dalla quale si sentiva meno minacciato.</em>“  (Gloria Steinem, giornalista e leader femminista)</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/">(clicca qui per il seguito: &#8220;la persecuzione nazista&#8221;)</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="../2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4279" title="Logo facebook-group" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group8-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><em>Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</em></strong><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E’ un’occasione per  conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in  contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale    delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti invito personalemnte ad iscriverti – <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (3 di 5): l&#8217;autoanalisi</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-lautoanalis/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-lautoanalis/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 08:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grandipassioni.com/?p=4036</guid>
		<description><![CDATA[Negli anni ’90 del secolo XIX, Sigmund Freud aveva ormai acquisito una certa notorietà come specialista di malattie della mente; il suo studio si trovava in un quartiere alla moda di Vienna, in via Berggasse, ove visse e lavorò per i successivi 47 anni. Il 23 ottobre 1896 Freud visse un momento di profonda sofferenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-e-la-scoperta-dellimportanza-delle-pulsioni-sessuali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4040" title="Freud e la scoperta dell'importanza delle pulsioni sessuali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-e-la-scoperta-dellimportanza-delle-pulsioni-sessuali.jpg" alt="" width="416" height="546" /></a>Negli anni ’90 del secolo XIX, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud</a> aveva ormai acquisito una certa notorietà come specialista di malattie della mente; il suo studio si trovava in un quartiere alla moda di Vienna, in via Berggasse, ove visse e lavorò per i successivi 47 anni.</p>
<p>Il 23 ottobre 1896 Freud visse un momento di profonda sofferenza per la morte del padre, decise così di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-con-madre-e-sorella-sulla-tomba-del-padre.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4041" title="Freud con madre e sorelle sulla tomba del padre" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-con-madre-e-sorella-sulla-tomba-del-padre.jpg" alt="" width="400" height="314" /></a>affrontare l’analisi dei suoi stessi conflitti più profondi.</p>
<p>Questo suo straordinario viaggio nell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inconscio" target="_blank">inconscio </a>rappresenta un momento fondamentale nella storia della psichiatria.</p>
<p>“<em>L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_psicoanalisi#Le_libere_associazioni_d.27idee" target="_blank">autoanalisi di Freud </a>è qualcosa di davvero straordinario, una vera conquista per la storia della psicanalisi, è la prima volta che un essere umano riesce a superare le proprie difese e resistenze, fino a penetrare nel proprio inconscio.</em>” (Harold P. Blum, direttore degli “Archivi di Freud”)</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/b_1h4zpdjFE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/b_1h4zpdjFE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Freud definiva i sogni “<em>la via regia che conduce all’inconscio</em>”, e sviluppò una particolare tecnica per percorrere questa via, la “<em>libera associazione</em>”. La regola fondamentale era l’assoluta sincerità, i pensieri <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lo-studio-di-Freud-ed-il-mitico-divano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4042" title="Lo studio di Freud ed il mitico divano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Lo-studio-di-Freud-ed-il-mitico-divano.jpg" alt="" width="320" height="230" /></a>dovevano essere liberi da qualsiasi forma di censura. Ogni sera, dopo il lavoro, Freud si sdraiava sul lettino e dava sfogo ai sogni ed alle libere associazioni.</p>
<p>Un sogno in particolare lo colpì: l’immagine di se stesso che si dissezionava dalla vita in giù. Lo interpretò come la necessità di analizzare e superare le sue numerose <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nevrosi" target="_blank">nevrosi</a>: aveva una fobia per i viaggi… una volta partì per Roma, ma poco dopo tornò indietro. Gli capitava anche di sentirsi svenire quando temeva il confronto con qualcuno, ed aveva una forte dipendenza dai sigari.</p>
<p>Sull’autoanalisi, Freud scrisse: “<em>Sto risalendo alla radice di alcuni dolorosi segreti della mia vita, sto sperimentando su me stesso tutto quello che, come dottore, ho potuto analizzare nei miei pazienti. Ci sono giorni in cui mi sento depresso perché non riesco a comprendere i miei sogni e le mie fantasie. Altri, quando un lampo di genio mi aiuta a fare luce sulle cose.</em>”</p>
<p>“<em>Per circa un anno l’autoanalisi non fece che peggiorare i suoi sintomi, Freud stava letteralmente scavando nel fango, stava portando a galla tutti quei sentimenti che sono <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud.gif"><img class="alignright size-full wp-image-4043" title="Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud.gif" alt="" width="320" height="420" /></a>nascosti nell’inconscio, e che sono fonte di vergogna o di ansietà. Fantasie di incesto, fantasie di morte, forme inaccettabili di rivalità, odi repressi. Freud sosteneva che un essere umano può desiderare la morte di un fratello, o provare desiderio sessuale per la madre, ma per l’epoca parlare di pulsioni sessuali infantili, o di desideri incestuosi era scandaloso</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>Le teorie freudiane sul sesso erano ritenute immorali ed inaccettabili, ma il merito di Freud è stato proprio di analizzare questi comportamenti dal punto di vista scientifico, senza formulare giudizi morali. Questo gli permise di sviluppare una rivoluzionaria <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sessualit%C3%A0_infantile" target="_blank">teoria sulla sessualità</a>: in base ad essa, tutti i bambini passavano attraverso una fase di amore e di odio nei confronti dei genitori.</p>
<p>Freud chiamò questo complesso di pulsioni infantili “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Complesso_di_Edipo" target="_blank"><em>Complesso di Edipo</em></a>”, prendendo il nome dalla nota tragedia di Sofocle, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edipo_re_%28Sofocle%29" target="_blank"><em>L’Edipo Re</em></a>”, in cui il protagonista inconsapevolmente uccide il padre, e diviene sposo della madre.</p>
<p>Di questo Freud scrisse: “<em>Il destino di Edipo ci commuove perché potrebbe essere il nostro. Forse è proprio il destino di tutti orientare i primi desideri sessuali verso la madre, e sviluppare sentimenti di odio e rivalità nei confronti del padre. I nostri sogni ci convincono che le cose stanno così.</em>”</p>
<p>La gente non capì le sue idee, che furono rigettate e furono oggetto di derisione.</p>
<p>“<em>Le sue idee sfidarono la morale dei tempi, fecero fatica ad essere accettate, molti ritenevano che Freud fosse un libertino e che le sue teorie sconfinassero nella pornografia!</em>”<em> </em>(Morton Hunt, studioso di psicologia)</p>
<p>“<em>Erano teoria che provocavano gelosia e risentimento. Freud sosteneva, di fatto, che i figli, inconsciamente, avrebbero voluto sposare la propria madre. E’ chiaro che i padre non accettassero un’idea del genere!</em>”(Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>L’autoanalisi di Freud durò quattro anni. Non riuscì a curare tutte le sue nevrosi, ma guarì la sua fobia per i viaggi. Nel 1901, infatti, si recò per la prima volta a Roma.</p>
<p>Un altro traguardo importante fu la pubblicazione della sua opera più famosa, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%E2%80%99Interpretazione_dei_sogni" target="_blank"><em>L’interpretazione dei sogni</em></a>”, frutto del poderoso lavoro di ricerca svolto su se stesso e sui suoi pazienti. Il saggio venne pubblicato nel 1899, ma il timbro della data d’uscita riporta 1900. Freud, infatti, voleva inaugurare il ventesimo secolo, si trattava di un’opera che avrebbe rivoluzionato l’epoca moderna, ma nei primi sei anni vendette soltanto 300 copie.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-a-sinistra-Carl-Jung-a-destra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4044" title="Freud a sinistra, Carl Jung a destra" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Freud-a-sinistra-Carl-Jung-a-destra.jpg" alt="" width="353" height="240" /></a>Nel 1900 Sigmund Freud aveva già messo le basi di quella che lui stesso considerò una uova scienza: la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicanalisi" target="_blank">psicanalisi</a>!</p>
<p>Il suo obiettivo principale era di diffondere le sue scoperte, costituendo un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_psicoanalisi#Gli_inizi_del_movimento_psicoanalitico" target="_blank"><em>movimento psicanalitico</em></a> a livello internazionale. Il suo maggiore ostacolo era l’antisemitismo: il suo lavoro venne infatti rigettato in quanto “<em>scienza ebraica</em>”. All’inizio, solo una piccola cerchia di amici appartenenti alla comunità ebraica di Vienna condivise le sue scoperte, cominciando a riunirsi una sera a settimana a casa di Freud, e fondarono un gruppo diventato noto come “<em>La società del mercoledì’ sera</em>”.</p>
<p>Uno dei primi argomenti che affrontarono fu il vizio del fumo, tema che stava particolarmente a cuore allo stesso Freud, che all’epoca fumava tra i venti ed i venticinque sigari al giorno.</p>
<p>Un altro interessante argomento era quello degli scarabocchi, che Freud era solito tracciare durante gli incontri.</p>
<p>In quegli anni Freud continuò a scrivere, ottenendo un successo inaspettato con un saggio che illustrava il mondo dell’inconscio attraverso esempi presi dalla vita di tutti i giorni, introducendo il famoso concetto di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lapsus_freudiano" target="_blank"><em>lapsus freudiano</em></a>”.</p>
<p>“<em>Per </em>lapsus freudiano<em> si intende quegli errori apparentemente involontari, che si compiono nel parlare, o nel comportamento. Sono utilizzati dall’inconscio, che li utilizza per<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Due-grandi-amici-rivali.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4045" title="Due grandi amici-rivali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Due-grandi-amici-rivali.jpg" alt="" width="250" height="208" /></a> esprimersi, superando così la censura della coscienza vigile!</em>” (Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana)</p>
<p>“<em>Conosco bene le teorie di mio nonno, ed il significato dell’espressione </em>lapsus freudiano<em>. Se per esempio, incontrando una persona le si dice ‘arrivederci’, vuol dire che non si desiderava incontrarla!</em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Statua-di-Freud-Clark-University.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4046" title="Statua di Freud - Clark University" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Statua-di-Freud-Clark-University.jpg" alt="" width="432" height="576" /></a>Dopouno scambio epistolare, Freud volle incontrare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Jung" target="_blank">Carl Jung</a>, un brillante psichiatra svizzero che si interessava alle sue teorie. Freud finirà per considerarlo il suo più valido successore, ma a rendere Jung interessante agli occhi di Freud non erano le sue idee.</p>
<p>“<em>L’unico non-ebreo all’interno del nascente movimento psicanalitico era Jung. E’ questa la ragione per cui mio nonno mostrò, fin da subito, un grande interesse verso di lui! </em>” (Walter Freud, nipote di Sigmund Freud)</p>
<p>Nel 1909 arrivò il riconoscimento internazionale. Freud fu invitato in America a tenere una serie di conferenze presso la <a href="http://www.clarku.edu/" target="_blank">Clark University</a>, a Worcester, in Massachusetts, e ricevette una laurea honoris causa. In quell’occasione commentò: “<em>mi sembrava la realizzazione di un sogno, dopo tante delusioni, la psicanalisi era finalmente diventata una realtà importante nella Comunità scientifica mondiale</em>”</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/">(clicca qui per il seguito)</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook9.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4050" title="Entra nel gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook9-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;">Il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com è una realtà!</span></em></strong><span style="color: #000080;"><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>E&#8217; un&#8217;occasione per conoscere le  persone che      frequentano   questo sito, entrare in contatto, scambiare idee, ed  essere aggiornati   in    tempo reale   delle novita’ di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti invito personalemnte ad iscriverti &#8211; <a href="http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167" target="_blank">clicca qui</a> e vai alla pagina Facebook dedicata! </em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-lautoanalis/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (2 di 5): la svolta nello studio delle malattie mentali</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-2-la-svolta/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-2-la-svolta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 11:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Passioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grandipassioni.com/?p=3635</guid>
		<description><![CDATA[Nel 1885 Freud era ancora uno sconosciuto, lavorava come medico presso l’Ospedale Generale di Vienna, si occupava di patologie di origine neurologica, come l’isteria e altri disturbi mentali. Aveva scelto di occuparsi delle malattie psichiche perché solo pochi medici lavoravano in questo campo e si guadagnava bene. All’epoca, la medicina era terribilmente arretrata nello studio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Con-Freud-inizia-il-viaggio-nelle-profondità-della-psiche-umana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3642" title="Con Freud inizia il viaggio nelle profondità della psiche umana" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Con-Freud-inizia-il-viaggio-nelle-profondità-della-psiche-umana.jpg" alt="" width="195" height="258" /></a>Nel 1885 Freud era ancora uno sconosciuto, lavorava come medico presso l’Ospedale Generale di Vienna, si occupava di patologie di origine neurologica, come l’isteria e altri disturbi mentali. Aveva scelto di occuparsi delle malattie psichiche perché solo pochi medici lavoravano in questo campo e si guadagnava bene.</p>
<p>All’epoca, la medicina era terribilmente arretrata nello studio e nella cura delle malattie mentali</p>
<p>Morton Hunt, studioso di psicologia: “<em>Prima di Freud, le malattie mentali venivano spesso curate con metodi inadeguati, a volte crudeli. Molti malati, ad esempio, venivano addirittura incatenati!i”</em></p>
<p>Ai tempi, i dottori sostenevano che l’isteria ed i disturbi connessi fossero causati da danni al sistema nervoso, o da lesioni al cervello.</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0I47Yaks1z0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/0I47Yaks1z0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Freud condivideva questa visione quando nel 1885 si recò a Parigi per approfondire i suoi studi, ove lavorò con un grande luminare dell’epoca, Jean Martin Charcot che stava sperimentando un nuovo metodo di cura dell’isteria attraverso l’ipnosi. I suoi esperimenti colpirono il giovane Freud, che da quel momento decise di dedicare la vita allo studio della psiche umana.</p>
<p>Dr. Leo Rangell, psicanalista: “<em>Gli esperimenti condotti da Charcot a pazienti sottoposti ad ipnosi rivelarono il legame esistente tra alcune malattie e la mente. Grazie a Charcot, Freud comprese che le nevrosi potevano avere una natura psichica, non solo organica!</em>”</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Charcot era convinto che, in qualche recesso della mente, ci fossero dei pensieri, delle convinzioni, che si manifestavano poi <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Celebre-dismostrazione-di-Charcot-sugli-effetti-dellipnosi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3638" title="Celebre dismostrazione di Charcot sugli effetti dell'ipnosi" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Celebre-dismostrazione-di-Charcot-sugli-effetti-dellipnosi.jpg" alt="" width="400" height="290" /></a>fisicamente nei sintomi dell’isteria. In altre parole, questa malattia non aveva solo cause fisiche, ma anche mentali!</em>”</p>
<p>Il medico francese sosteneva che esistesse una parte nascosta della mente, quasi una “<em>seconda mente</em>”; Freud in seguito rielaborò questa idea creando il concetto di “<em>inconscio</em>”.</p>
<p>Terminata l’esperienza parigina, nel 1886 Freud aprì uno studio privato a Vienna. I risultati iniziali furono sconfortanti, a volte non poteva neppure permettersi di pagare una carrozza per tornare a casa.</p>
<p>Freud cercò di utilizzare il metodo appreso da Charcot, si proponeva di curare l’isteria attraverso l’ipnosi, ma i risultati furono deludenti, e Freud si scontrò con il dissenso dei suoi colleghi – l’ipnosi, di fatto, non funzionava. Del resto, neppure le altre tecniche allora in uso davano esiti soddisfacenti.</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Freud utilizzava anche rimedi allora tradizionali, come le cure termali, l’elettroterapia e l’idroterapia. Ricorreva anche alla tecnica dell’applicazione dei magneti, in uso fin dal 1700, che si credeva in grado di agire sul sistema nervoso dei pazienti!</em>”</p>
<p>Nessuno di questi rimedi era efficace, ma le teorie di Freud fecero un importante passo avanti quando Josef Breuer, suo grande amico e collega, gli raccontò il caso di una paziente curata con un metodo inusuale, la <em>rievocazione di ricordi traumatici</em>.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Breuer-la-sua-paziente-Anna-e-Freud.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3639" title="Breuer, la sua paziente Anna, e Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Breuer-la-sua-paziente-Anna-e-Freud.jpg" alt="" width="570" height="315" /></a>Harold P. Blum, direttore degli “Archivi di Freud”: “<em>La paziente era affetta da una grave forma di isteria, aveva contratture, paralisi, problemi di vista e di linguaggio. Breuer iniziò a vederla quotidianamente per farsi descrivere i sintomi. Poco alla volta si rese conto di un fatto straordinario: quando una paziente parlava dell’origine di un sintomo, il sintomo stesso tendeva a scomparire. E’ dunque il paziente stesso a dover rievocare il proprio vissuto: questa scoperta sarà alla base di tutta la psicoterapia!</em>”</p>
<p>Pur continuando a praticare l’ipnosi, Freud iniziò anche ad applicare questo nuovo metodo della <em>rievocazione</em>, definito “<em>catartico</em>”. Parlava con i pazienti dei loro sintomi, cercando di scoprire quando e come erano nati. Attraverso l’esperienza clinica, Freud scoprì che spesso l’isteria dei suoi pazienti era spesso legata con traumi infantili connessi alla sfera sessuale.</p>
<p>Per un certo periodo, Freud sostenne che tutte le forme d’isteria derivassero da abusi sessuali, in seguito asserì anche che l’isteria poteva avere origine pure da fantasie sessuali infantili, represse o vissute in modo colpevole. Il sesso, comunque, era il fattore scatenante, e ciò emergeva anche durante le sue sedute.</p>
<p>Le pazienti spesso si innamoravano del loro dottore, ci fu anche il caso di una donna che diede a Freud un bacio appassionato; per lui, fu un’esperienza da analizzare <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-collaborazione-tra-Freud-e-Breuer-ha-generato-una-letteratura-cruciale.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3640" title="La collaborazione tra Freud e Breuer ha generato una letteratura cruciale" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/La-collaborazione-tra-Freud-e-Breuer-ha-generato-una-letteratura-cruciale.jpg" alt="" width="303" height="500" /></a>scientificamente.</p>
<p>Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana: “<em>All’epoca </em><em>Freud era sulla quarantina, e non aveva avuto molte esperienze con le donne, quando la paziente l’abbracciò e lo baciò, poteva semplicemente pensare che lo trovasse attraente, che si fosse innamorata di lui, ma per Freud si trattava di un caso clinico da analizzare. Ciò che era evidente, era il forte attaccamento emotivo che la paziente esprimeva nei suoi confronti durante la terapia. Freud non era interessato a farsi coinvolgere in una relazione, ma nemmeno voleva abbandonare quel caso!</em>”</p>
<p>Freud ebbe così un’importante intuizione: si rese conto che i suoi pazienti trasferivano su di lui i sentimenti che provavano nei confronti dei genitori, ed il concetto di “<em>transfert</em>” divenne un concetto fondamentale nella psicoterapia. Il sesso divenne oggetto di attenzione non solo nel lavoro, ma anche nella vita privata.</p>
<p>Nel 1886 aveva sposato Martha, che nei successivi otto anni aveva dato alla luce ben sei figli. Freud non desiderava più averne altri, ma l’astinenza sessuale era frustrante. Anche nei suoi pazienti di sesso maschile, aveva scoperto che questa era la causa principale di nevrosi.</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Nel 1890, disse che l’unico modo per un uomo di non diventare nevrotico, era di avere rapporti sessuali senza restrizioni con la propria donna, e ciò significava non utilizzare preservativi, non praticare il coito interrotto, o la masturbazione!</em>”</p>
<p>Dopo la nascita di Anna nel 1895, Freud preferì rinunciare al sesso per un certo numero di anni, anche se nei suoi studi ne affermava l’importanza primaria per un uomo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Freud-durante-la-sua-vita.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3641" title="I volti di Freud durante la sua vita" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/I-volti-di-Freud-durante-la-sua-vita.jpg" alt="" width="221" height="228" /></a>Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana: “<em>Freud parlava di </em>libido<em>, di </em>desiderio sessuale<em>. In questi anni di astinenza non penso che avesse un basso livello di libido, penso piuttosto che riuscisse a dirigere i suoi impulsi in un’altra direzione. Vi sono persone in grado di sublimare le loro passioni nel lavoro, e Freud era senza dubbio molto coinvolto nei suoi studi!</em>”</p>
<p>Il lavoro divenne la sua passione, passò tutta la vita a cercare di spiegare il funzionamento dei processi mentali combinando le sue teorie sui sogni, sull’inconscio e sulla sessualità, gettando così le basi della moderna psicanalisi.</p>
<p>Freud dichiarò: “<em>Un uomo come me non può vivere senza un forte interesse, senza una passione, senza un talento! Io ho trovato il mio talento, à la psicologia, e non conosco limiti!</em>”</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-3-lautoanalis/">(clicca qui per il seguito)</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3637" title="Raggiungici nel gruppo &quot;GrandiPassioni.com&quot; di Facebook.com" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/03/Logo-facebook-group-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Le  persone che     frequentano   questo sito possono ora conoscersi, ed  essere informate  in    tempo reale   delle novita’ e dei post di  GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Se hai un profilo Facebook, <a href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank"><strong>clicca proprio qui per iscriverti al nostro Gruppo!</strong></a> <img src="../wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";-)" /><br />
</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-2-la-svolta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sigmund Freud, padre della psicanalisi (1 di 5)</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 19:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud, padre della psicanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[Carl Jung]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sigmund Freud]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grandipassioni.com/?p=3460</guid>
		<description><![CDATA[Sigmund Freud nacque il 6 maggio 1856 a Freiberg, una cittadina della Moravia appartenente all’Impero Austroungarico. Era un periodo di forte antisemitismo: suo padre, Jacob, era un commerciane di lana ebreo, e con la sua attività riusciva a fatica a mantenere la famiglia. Era già rimasto vedovo due volte, ed aveva vent’anni più della madre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Splendido-ritratto-di-Sigmund-Freud.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3461" title="Splendido ritratto di Sigmund Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Splendido-ritratto-di-Sigmund-Freud.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Sigmund Freud nacque il 6 maggio 1856 a Freiberg, una cittadina della Moravia appartenente all’Impero Austroungarico. Era un periodo di forte antisemitismo: suo padre, Jacob, era un commerciane di lana ebreo, e con la sua attività riusciva a fatica a mantenere la famiglia. Era già rimasto vedovo due volte, ed aveva vent’anni più della madre di Sigmund, Amalie… vivevano tutti in un’unica stanza, compresi i due fratellastri già adulti, nati dal primo matrimonio del padre.</p>
<p>Era una famiglia poco convenzionale!</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>I due fratellastri avevano l’età della madre di Sigmund, mentre il padre, Jacob, era così vecchio che poteva essere scambiato per il nonno. Freud deve avere avuto qualche difficoltà da piccolo a capire questa situazione familiare</em>”</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/a71vDi0HXcQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/a71vDi0HXcQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Quando Freud aveva due anni, la madre diede alla luce un secondo figlio di nome Julius, che morì poco dopo.</p>
<p>Harold P. Blum, direttore degli ‘Archivi di Freud’: “<em>L’esperienza della morte deve avere turbato il piccolo Freud, ma per lui fu anche uno stimolo, forse eccessivo.</em>”</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Un-intensissimo-ritratto-del-giovane-Sigmund-Freud.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3463" title="Un intensissimo ritratto del giovane Sigmund Freud" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Un-intensissimo-ritratto-del-giovane-Sigmund-Freud-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>A Sigmund fu dato il nome di un leggendario imperatore della Moravia, era un bambino con una massa di capelli neri… quando nacque, una contadina gli predisse un grande destino, per questo la madre era abituata a chiamarlo “<em>il mio Siggie d’oro</em>”.</p>
<p>Nel 1860 i Freud si trasferirono a Vienna. La famigli si era intanto allargata: a cinque anni Sigmund aveva già cinque sorelle ed un fratello, a lui però fu sempre riservato un trattamento preferenziale.</p>
<p>Harold P. Blum, direttore degli ‘Archivi di Freud’: “<em>Freud fu l’unico in famiglia ad avere una stanza tutta per sé, era senza dubbio il figlio prediletto. Quando una delle sorelle iniziò a studiare pianoforte, Freud disse che il rumore lo disturbava, ed il pianoforte venne eliminato. Questo episodio mostra chiaramente la posizione speciale riservata al giovane Sigmund.</em>”</p>
<p>Freud aveva grandi capacità intellettuali, frequentava con successo la scuola ebraica, e si dedicava da autodidatta allo studio delle lingue. A dodici anni era in grado di leggere Shakespeare, e conosceva ben sei lingue. Era ossessionato dallo studio, e cominciò a coltivare un hobby decisamente inusuale.</p>
<p>Harold P. Blum, direttore degli ‘Archivi di Freud’: “<em>Iniziò ad annotare i suoi sogni in un diario, fin da ragazzo mostrò interesse per il mondo dei sogni e della fantasia. In questa sua passione, decisamente insolita per un ragazzino, si può intravedere il suo futuro di grande interprete dei sogni.</em>”</p>
<p>Freud era affascinato dai grado eroi, a dieci anni scelse il nome di Alessandro per il fratellino, in onore di Alessandro Magno, ed egli stesso si identificava con Napoleone, era orgoglioso e combattivo, e si adirava spesso contro l’antisemitismo della società viennese.</p>
<p>Harold P. Blum, direttore degli ‘Archivi di Freud’: “<em>Quando Sigmund era adolescente, il padre gli raccontò di un episodio di antisemitismo di cui era stato vittima. Camminava per la strada, quando un uomo gli si avvicinò e gli intimò di scendere dal marciapiede perché era ebreo.</em> <em>Poi gli fece cadere il cappello. Sigmund chiese al padre come avesse reagito, e questi rispose che aveva raccolto il cappello e se n’era andato. Per Sigmund il comportamento del padre era umiliante.</em>”</p>
<p>Giurò a se stesso che si sarebbe comportato diversamente qualora fosse capitata a lui una situazione del genere. Era convinto che un giorno sarebbe diventato una persona importante.</p>
<p>Dr. Leo Rangell, Psicanalista: “<em>Una volta scrisse ad un amico – ‘Conserva queste lettere, non puoi sapere quanto potrebbero diventare importanti’ </em>”</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Freud-con-la-fidanzata-Martha.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3465" title="Freud con la fidanzata Martha" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Freud-con-la-fidanzata-Martha-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Nel 1873 Freud si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università di Vienna, ed in questi anni studiò gli organi sessuali delle anguille, ne dissezionò più di quattrocento, e ne illustrò il sistema nervoso in una lettera indirizzata ad un amico. Desiderava diventare ricercatore, ma esistevano delle limitazioni per gli ebrei in questo settore. Si orientò quindi verso la carriera di medico, che garantiva comunque un buon guadagno: si era infatti innamorato della sorella di un amico, Martha Bernays, e voleva ottenere l’indipendenza economica che gli consentisse di sposarla. Lei aveva vent’anni e Freud venticinque, era passionale ma timido.</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Era una storia d’amore platonica, si incontravano poco e si scrivevano lunghe lettere, finché ad un certo punto Freud le chiese di sposarlo. A qel tempo si usava così.</em>”</p>
<p>Judith M. Hughes, studiosa di psicanalisi freudiana: “<em>Non aveva molta esperienza con le donne, vedeva Martha come la sua principessa, mentre a lui spettava il ruolo del cavaliere coraggioso.</em>”</p>
<p>Il fidanzamento durò cinque anni, e fu una dura prova poiché Martha viveva in Germania con sua madre, e Freud la vide in tutto sei volte. Le scrisse più di novecento lettere intense e romantiche. La chiamava <em>la mia amata principessa</em>, o <em>il mio tesoro<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/La-macchia-di-inchiostro-nella-lettera-a-Martha.png"><img class="alignright size-medium wp-image-3464" title="La macchia di inchiostro nella lettera a Martha" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/La-macchia-di-inchiostro-nella-lettera-a-Martha-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a> più prezioso. </em>In una lettera si nota una macchia d’inchiostro, già allora Sigmund le attribuì un significato particolare, e scrisse a Martha: “<em>qui la penna mi è sfuggita di mano ed ha lasciato il suo segno segreto, perdonami ti prego, ma non chiedermi di interpretarla</em>”.</p>
<p>Per potersi sposare, Freud doveva ottenere al più presto il successo professionale, e nel 1884 iniziò la ricerca su una nuova sostanza, la cocaina, sperando di raggiungere in poco tempo la fama.</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Freud era venuto a conoscenza degli effetti terapeutici della cocaina, sperimentati sui soldati austriaci, cominciò a condurre degli esperimenti su se stesso e su alcuni colleghi. Iniziò preso a pubblicare le sue teorie in cui proponeva l’impiego della cocaina in ambito terapeutico, non sapeva che la sostanza portava alla tossicodipendenza</em>”</p>
<p>Freud stesso assumeva forti dosi di cocaina, talvolta ne mandava mezzo grammo a Martha, prescrivendole di dividerlo in cinque, massimo otto dosi. Freud le scriveva che sarebbe diventato un uomo più forte e sicuro grazie alla cocaina.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Ernst-von-Fleischl-Marxow-divenne-cocainomane.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3467" title="Ernst von Fleischl-Marxow divenne cocainomane" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Ernst-von-Fleischl-Marxow-divenne-cocainomane.jpg" alt="" width="182" height="229" /></a>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Visti gli effetti sperimentati su se stesso, Freud era entusiasta dell’impiego terapeutico della cocaina. Era una persona piuttosto cupa e depressa, per cui le proprietà eccitanti di questa droga gli davano un senso di euforia e di sicurezza.</em>”</p>
<p>Gli esperimenti in questo campo si rivelarono poi un disastro: impaziente di raggiungere un vasto riconoscimento al più presto, Freud prescrisse la cocaina come analgesico ad un suo caro amico, <em>Ernst von</em> Fleischl-Marxow, che sperava di liberare da una tormentata dipendenza da morfina, ma come risultato Marxow divenne dipendente dalla cocaina stessa. Per Freud fu un duro colpo, inoltre i risultati delle sue ricerche furono sfruttati dal suo collega Karl Koller che sperimentò la cocaina come anestetico locale nella chirurgia oftalmica, ottenendo una immediata fama internazionale, mentre Freud dovette rinunciare al successo. Nonostante tutto, Freud continuò a far uso di cocaina fino al 1895.</p>
<p>Dr. Joe Aguayo, psicologo: “<em>Freud non immaginava i rischi connessi all’uso della cocaina, infatti assumendola saltuariamente, non sviluppò mai una vera dipendenza</em>”</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/03/freud-2-la-svolta/">Clicca qua per leggere, guardare ed ascoltare il seguito: &#8220;la svolta nello studio delle malattie mentali&#8221;)</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>Potete leggere, guardare ed ascoltare “Sigmund Freud, padre della psicanalisi” ai seguenti link:</p>
<p><a href="../2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/" target="_blank">Prima parte: gli anni giovanili</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-2-la-svolta/" target="_blank">Seconda parte: la svolta nello studio delle malattie mentali</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-lautoanalis/" target="_blank">Terza parte: l’autoanalisi</a></p>
<p><a href="../2011/03/freud-3-eros-e-thanatos/" target="_blank">Quarta parte: Eros e Thanatos</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2011/04/freud-5-persecuzione-nazista/" target="_blank">Quinta parte: la persecuzione nazista</a></p>
<p>___________________________</p>
<p>GrandiPassioni.com ha pubblicato materiali su <strong>Carl Jung</strong>, il grande amico-rivale di Freud, ai seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/mitologia-personale-carl-jung/" target="_blank">La Mitologia personale: Carl Jung</a></p>
<p><a href="http://www.grandipassioni.com/2010/01/intervista-a-jung/" target="_blank">Straordinaria intervista a Carl Jung</a></p>
<p>___________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3468" title="Unisciti al gruppo di GrandiPassioni.com su facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2011/02/Unisciti-al-gruppo-di-GrandiPassioni.com-su-facebook-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a><span style="color: #000080;"><strong>E</strong><strong>’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com! </strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Le  persone che    frequentano  questo sito possono ora conoscersi, ed essere  informate in    tempo reale  delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a title="Il gruppo su Facebook di GrandiPassioni.com" href="http://www.facebook.com/#%21/group.php?gid=154513144579167" target="_blank"><em>http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167</em></a></strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>oppure cerca il Gruppo GrandiPassioni.com su Facebook!</strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Sei il benvenuto!</strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Ciao, Petar</strong></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grandipassioni.com/2011/02/freud-1-padre-della-psicanalisi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come la scienza (non) comprende la Coscienza Umana</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2010/12/come-scienza-non-comprende-coscienza/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2010/12/come-scienza-non-comprende-coscienza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 23:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Carl Jung]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Genere Umano]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grandipassioni.com/?p=2708</guid>
		<description><![CDATA[La parola italiana “coscienza” si presta ad equivoci che non sono presenti nell’equivalente inglese “consciousness”: chiarisco che uso questa parola nel senso inglese, cioe&#8217; come cio’ che il vocabolario definisce “consapevolezza di se stesso, e della realta’ dell’essere“, e non del “sentimento dei valori morali” o dell’ “impegno nel compiere il proprio dovere”. La “coscienza” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Cosa-e-la-coscienza-umana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2711" title="Cosa e' la coscienza umana?" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Cosa-e-la-coscienza-umana.jpg" alt="" width="400" height="265" /></a>La parola italiana “coscienza” si presta ad equivoci che non sono presenti nell’equivalente inglese “consciousness”: chiarisco che uso questa parola nel senso inglese, cioe&#8217; come cio’ che il vocabolario definisce “<em>consapevolezza di se stesso, e della realta’ dell’essere“</em>, e non del “<em>sentimento dei valori morali</em>” o dell’ “<em>impegno nel compiere il proprio dovere</em>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Altra-metafora-della-Coscienza.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2716" title="Altra metafora della Coscienza" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Altra-metafora-della-Coscienza-225x300.jpg" alt="" width="180" height="240" /></a></p>
<p>La “coscienza” e’ l’essere svegli, presenti, sapere di essere qui, ora, “sentire” tutto cio’ che circonda, ma anche il corpo, i pensieri. Il senso di essere in vita – nello stesso tempo il piu’ ovvio dei fatti, eppure il piu’ grande dei misteri.</p>
<p>La “coscienza” e’ lo sfondo, anzo proprio il fondamento di ogni esperienza di ogni essere umano (e certo in una certa misura si potrebbe generalizzare agli esseri viventi, ma concentro l&#8217;attenzione sulla coscienza umana).</p>
<p>Qualunque esperienza – sia essa di natura mistica, o una profonda depressione, un’esplosione di estasi sessuale, la vista di una splendida stella che brilla in cielo, il rombo di un tuono, il sapore del miele, il profumo del legno&#8230; ognuna si svela in questa sorta di campo privo di dimensione, di profondo vuoto che permea ed attraversa qualunque esperienza – la coscienza umana.</p>
<p>Da sempre l’uomo se ne interroga, eppure negli ultimi cento anni, quando il pensiero scientifico si afferma in ogni campo – ben poco di significativo si e’ saputo dire&#8230; come se il pensiero scientifico non sappia vederne l’essenza profonda&#8230; almeno non nella filosofia contemporanea e nella stessa psicologia.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Franz-Brentano.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2712" title="Franz Brentano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Franz-Brentano.jpeg" alt="" width="160" height="230" /></a>Eppure, solo cento anni fa la situazione sembra molto piu’ promettente. Alla fine dell’800 compaiono alcuni grandi esploratori della coscienza come Franz Brentano in Germania, William James e James Mark <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/James-Mark-Baldwin.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2713" title="James Mark Baldwin" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/James-Mark-Baldwin-244x300.jpg" alt="" width="195" height="240" /></a>Baldwin negli Stati Uniti, F.W.H. Myers in Inghilterra, che avevano in comune l’idea di guardare alla coscienza come ad un flusso dinamico di esperienza che avrebbe sia aspetti consci che inconsci. Studiano avendo cura e rispetto di uno spettro ampissimo di esperienze umane, andando dalla patologia al misticismo profondo. I loro studenti sono studiosi del calibro di Sigmund Freud, Carl Jung, Edmund Husserl, Jean Piaget.</p>
<p>Incredibilmente, e sfortunatamente, l’onda di pensiero di questi grandi genii si arresta di fatto con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Le ragioni sono molte&#8230; intanto la crescita e l’affermazione del Positivismo Logico, che enfatizza l’importanza dell’osservazione esplicita accettata pubblicamente come fondamento di un sapere “valido”&#8230; poi, l’altrettanto importante affermazione della <em>Visione Unitaria della Scienza</em>, che sottolinea la fondamentale importanza della “osservazione oggettiva di eventi materiali” come l’unica valida in ogni campo che si voglia dire scientifico.</p>
<p>Il clima bellico stesso produce un generale atteggiamento austero nell’insegnamento scolastico a mantenere approcci “sensati e pratici” nella ricerca, scoraggiando quella di argomenti apparentemente effimeri come la coscienza. In psicologia e filosofia, il <em>comportamentalismo</em> diventa il punto di vista dominante che, nelle forme piu’ estreme, arriva persino a negare la coscienza.</p>
<p>Passa il tempo, si arriva all’alba degli anni ’60, e le visioni piu’ riduzioniste pian piano scompaiono, ma vengono rimpiazzate da una diversa forma di riduzionismo, quella delle <em>scienze cognitive</em>. Una visione che si <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Metafora-della-scuola-riduzionista-cervello-come-computer.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2717" title="Metafora della scuola riduzionista - cervello come computer" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Metafora-della-scuola-riduzionista-cervello-come-computer-300x271.jpg" alt="" width="300" height="271" /></a>diffonde praticamente in ogni campo, dalla psicologia e filosofia alla linguistica e biologia. La premessa fondamentale e’che  qualunque sistema &#8220;funziona&#8221; sulla base di informazioni. Ora, l’informazione e’ qualcosa di quantificabile, su cui volendo si possono persino scrivere equazioni, e raggiunge la sua forma moderna durante la Seconda Guerra Mondiale. Diventa poi la base per la comprensione e progettazione dei primi computers, concepiti come macchine <em>cibernetiche</em> in grado di gestirsi da sole, in autonomia. I filosofi riduzionisti dell’epoca, e poi gli scienziati, non ci mettono molto a paragonare il cervello umano ad una sorta di macchina cibernetica, quindi di computer, e che il modo migliore di comprenderlo e’ di considerarlo come un elaboratore di informazioni. Quindi, l’approccio cognitivo di comprensione del cervello e della mente li interpreta alla stregua di computer che eseguono programmi, cioe’ <em>algoritmi matematici</em>.</p>
<p>Piu’ o meno nello stesso periodo, si ha una parallela, sia pur lenta, riscoperta della coscienza. Dall’inizio degli anni ’60, e piu’ rapidamente negli anni ’80 e ’90, riacquista lo status di materia legittima in un contesto accademico. Ahime’, nel frattempo pero’ l’approccio cognitivo ha diffuso la sua forte influenza&#8230; cosi’ “cervello computazionale” diventa un’espressione frequente negli anni ’80, e “cervello con rete neurale” negli anni ’90.</p>
<p>Intanto, la “filosofia analitica” diventa la scuola di pensiero filosofica piu’ affermata ed influente in tutto il mondo di lingua inglese&#8230; essa, ancora, mette molta enfasi sulle analisi logiche e riduzioniste, per cui si sposa facilmente agli approcci cognitivi. Il risultato e’ che rapidamente la maggioranza dei filosofi, psicologi e scienziati del cervello e della mente imparano ad affidarsi ad un modo di pensare analitico.</p>
<p>Ahime’, la filosofia analitica e’, nell’opinione del sottoscritto, una gran cosa se si tratta di risolvere problemi di scacchi anche complicati, ma e’ quasi inutile per afferrare le sfumature della coscienza. <strong>La questione non e’ tanto nel confermare o meno se il cervello funziona come un computer, ma se rispondere a questa domanda e’ utile a comprendere la coscienza</strong>.</p>
<p>Filosofia, psicologia e neurologia del ventesimo secolo si sono dati un grande daffare a studiare la coscienza, ma lo hanno fatto in modo rozzo, forzandola in modelli affermati ma preconcetti. Al contrario, gli studiosi della fine dell’800 avevano uno spirito differente, abbracciando il problema in una sintesi di sofisticata apertura mentale e viva curiosita’.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Clare-W.-Graves.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2714" title="Clare W. Graves" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Clare-W.-Graves.jpg" alt="" width="167" height="232" /></a>Nei mesi a venire, cerchero’ di tornare piu’ volte sul lavoro di questi “esploratori della coscienza” di fine secolo, specialmente William James e Mark Baldwin, e studiosi piu’ recenti che hanno recuperato questo spirito<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Ken-Wilber.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2715" title="Ken Wilber" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Ken-Wilber-300x225.jpg" alt="" width="210" height="158" /></a> pioneristico, come Clare W. Graves, Jenny Wade, Ken Wilber.</p>
<p>Evolutio Sensu et Opere!</p>
<p>Petar</p>
<p>P.S.: questo articolo e’ dedicato con gratitudine a Joseph Riggio e Francesco Bellomi, che mi hanno introdotto al tema della coscienza umana, aprendomi orizzonti affascinanti di cui nemmeno sospettavo l’esistenza.</p>
<p>__________________________________</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Facebook2.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2722" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/12/Facebook2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #00ff00;"><em>Le persone che frequentano questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in tempo reale delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #00ff00;"><em>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #00ff00;"><em>oppure cerca il Gruppo GrandiPassioni.com su Facebook!</em></span></p>
<p><span style="color: #00ff00;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #00ff00;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #00ff00;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grandipassioni.com/2010/12/come-scienza-non-comprende-coscienza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (2 di 2)</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2010/11/eccellenza-arte-di-decidere-2/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2010/11/eccellenza-arte-di-decidere-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 22:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Decidere]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Integrità]]></category>
		<category><![CDATA[Intento]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Passioni]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione Neuro Linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Prontezza]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Transformation]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grandipassioni.com/?p=2566</guid>
		<description><![CDATA[Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;. Buona lettura, Petar ______________________ Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2568" title="Introduzione al Mythoself" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Introduzione-al-Mythoself.jpg" alt="" width="270" height="400" /></a>Come promesso nell&#8217;articolo precedente, ecco l&#8217;Introduzione del bel libro di Randy W. Green, &#8220;Decisions, decisions&#8221;.</p>
<p>Buona lettura, Petar</p>
<p style="text-align: center;">______________________</p>
<p>Quando avevo otto anni, ho addestrato il mio canarino a venirmi sul dito, senza tremare, agitare le ali o picchiettarmi&#8230; la mia famiglia era rimasta talmente affascinata che da questo evento nacque l’idea che io sarei senz&#8217;altro diventato un veterinario. Suonava come una decisione presa da loro, dai miei genitori – sorta dal loro amore, dalla loro ammirazione e rispetto per il “talento” che avevo mostrato – ma, in ogni caso, una <em>decisione</em>.</p>
<p>Negli anni seguenti, i genitori continuarono a dire un po’ a tutti che il loro figliolo Randy sarebbe diventato un veterinario “<em>perche’ ha addestrato un canarino quando aveva solo otto anni, per cui ha un suo modo di comunicare con gli animali</em>”. Tenete a mente che non avevamo mai avuto nessun altro animale domestico.</p>
<p>Quando qualcuno chiedeva “Randy, cosa vuoi diventare da grande?”, rispondevo “un veterinario!”</p>
<p>“Oh, davvero, e come mai?”</p>
<p>“Ho addestrato un canarino quando avevo otto anni!” ed a quei tempi la risposta mi pareva completamente sensata.</p>
<p>Venne presto il tempo di trovare una risposta seria a tal domanda, cioe&#8217; di fare una scelta di vita. Man mano che si avvicinava l’ultimo anno delle scuole superiori, fui incoraggiato a mandare la preiscrizione alle universita’ che avevano la facolta’ di veterinaria. Siccome questa carriera pareva essere il mio destino, pensavo che sarebbe stato interessante “sporcarsi le mani” – letteralmente – lavorando per qualche tempo presso un veterinario. Pensavo anche che avrebbe aumentato le mie chances di essere accettato in una delle universita’ a cui avevo scritto.</p>
<p>Cosi’, l’estate tra il penultimo e l’ultimo anno delle superiori, feci domanda di lavoro presso un veterinario, il dott. Weiss. Lui mi chiese perche’ volessi diventarlo. “Sa, dott. Weiss, ho addestrato un <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2569" title="dott. Randy Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-Green.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>canarino quando avevo otto anni&#8230;”</p>
<p>Mi fece iniziare al canile. Era una sezione lunga e stretta, concepita per esercitare e liberare gli animali dalle gabbie. Era un largo rettangolo di cemento, convergente da tutte le direzioni verso un foro centrale, e circondato da muri, anch’essi di cemento. Il mio lavoro consisteva nel pulire e lavare il pavimento. Dopo un’ora, non capivo ancora la relazione tra l’aver addestrato un canarino ed il fatto di pulire merda di cane.</p>
<p>Fui salvato da questo impossibile rompicapo da una richiesta del dott. Weiss: “Randy, ti dispiace far uscire Brutus dalla gabbia, e portarlo a me?”</p>
<p>Brutus era un enorme pastore tedesco con denti affilati ed un respiro minaccioso. Io pesavo piu’ o meno quanto lui, ma non ero cosi’ forte&#8230; quindi ero molto meno determinato di lui in quel momento.</p>
<p>Mi sono avvicinato alla gabbia, ed ho pensato di aprire la porta che ci separava. Brutus mi guardo’ mostrando i denti, come per dire “Avanti, sfigato, apri. Infila la mano e vieni a prendermi se hai il coraggio&#8230;” Pareva comparire una sorta di sorriso obliquo sul suo grugno&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, Brutus pare voler stare tranquillo per adesso. Posso portarglielo piu’ tardi?”</p>
<p>Cio&#8217; che successe nei pochi secondi successivi ha vibrato attraverso il mio corpo in un modo tale da farmi decidere per sempre di abbandonare la carriera veterinaria. Il dott. Weiss si avvicino’ a Brutus, lo prese per la collottola, e lo trascino’ fuori dalla gabbia. Brutus non fece altro che piagnucolare&#8230;</p>
<p>“Dott. Weiss, e se l’avesse morsa?”</p>
<p>“Devi mostrare ad un animale chi e’ che comanda – non puoi mai farti intimidire, gli animali annusano la paura!”</p>
<p>“Eggia’!” dissi “ma lei e’ mai stato morso?”</p>
<p>“Oh, certo!” disse il dott. Weiss “di tanto in tanto, succede!”</p>
<p>Il mio lavoro all’Ospedale per animali “Weiss” termino’ quel giorno stesso. Nella mia testa, non riuscivo a riconciliare “di tanto in tanto rischio di perdere un dito” con “ho addestrato un canarino a salirmi sul dito, e quindi dovrei diventare un veterinario”.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2570" title="Generative NLP" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Generative-NLP-300x61.gif" alt="" width="300" height="61" /></a>Piu’ tardi, il mio miglior amico Bob, che poi frequento’ la Michigan State University e divenne davvero un veterinario, fece esattamente come il dott. Weiss: e’ stato morso parecchie volte, non solo da cani, ma anche da gatti! Entrambi i miei fratelli sono veterinari, ed oggi sono proprietari di ospedali per animali.</p>
<p>Quando mio fratello Alan lavorava per un veterinario per completare il suo tirocinio, un pastore tedesco gli morse la palpebra, e dovette ricorrere alla chirurgia d’emergenza per salvare un dotto lacrimale. Anche lui, poi, e’ stato morso molte altre volte. Mio fratello Brian ha avuto lo stesso “piacere” piu’ e piu’ volte. In effetti, la sua risoluzione ad aiutare gli animali trascende la paura di essere morso, tanto che una volta ha persino avuto una tigre sul suo tavolo medico! (Per fortuna era addormentata, ed ha mancato l’occasione di un gustoso spuntino). Nonostante sia stato io il primo a decidere per la carriera veterinaria, alla fine ho cambiato idea, mentre entrambi i miei fratelli sono rimasti fermi sulla loro decisione di immergersi in questa professione.</p>
<p>Non avendo mai cercato davvero di capire cosa fosse necessario per essere un buon veterinario, ed in qualche modo disilluso dalla mia esperienza all’ospedale del dott. Weiss, mi sono inizialmente sentito come bloccato. Per la maggior parte della mia vita ho ascoltato di come dovessi diventare un veterinario, ed ora mi sentivo semplicemente confuso. Decisi di riconsiderare la mia scelta di carriera, che pareva sempre piu’ la conseguenza delle convinzioni, degli incoraggiamenti e delle reazioni che avevo ricevuto dagli altri che di cio’ che provavo essere la cosa giusta da fare per me stesso. Non ero sicuro a questo punto come avrei fatto a sapere come e quando avrei fatto la scelta giusta, ma sapevo che doveva essere qualcosa di diverso che essere un veterinario. Nel tentativo di fare una nuova scelta, mi stavo nel frattempo allontanando da quella vecchia.</p>
<p>Iniziando l’Universita’, decisi di tentare la carriera di dentista. Ma dopo il primo anno alla Michigan State University, capii che non mi piaceva guardare nella mia stessa bocca, e ancor meno in quella degli altri. Mi orripilava l’idea di continuare a fare questo per il resto della vita, sentivo letteralmente il petto contrarsi, come se qualcuno mi rubasse il respiro. Ancora una volta, c’era qualcosa che riguardava questa decisione che sentivo drasticamente sbagliato. Nonostante questa volta avessi fatto delle ricerche per comprendere che genere di percorso scolastico fosse necessario, e come si svolge la professione dentistica, dopo due anni di apprendimento, avevo la fortissima sensazione fisica, nel mio corpo, che c’era qualcosa di sbagliato.</p>
<p>Cosi’, ho lanciato ancora una volta in aria i dadi, con un nuovo criterio in mente: volevo fare una scelta che potessi sentire nel mio corpo come positiva – fare qualcosa che potevo riconoscere <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green.png"><img class="alignright size-medium wp-image-2571" title="www.drrandywgreen.com e' il sito di Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/www.drrandywgreen.com-e-il-sito-di-Randy-W.-Green-300x271.png" alt="" width="300" height="271" /></a>come la cosa giusta da fare per me. Quando finalmente entrai in contatto con il mondo della psicologia, provai qualcosa di interamente nuovo. Piuttosto che fare una decisione basata su qualcosa che una disciplina <em>non</em> fosse- come avevo fatto passando dalla veterinaria alla carriera dentistica – questa volta, feci una decisione basata sul modo con il quale volevo agire nel mondo come psicologo. E per la prima volta, ho sentito attraverso tutto il mio essere che tale scelta rifletteva la persona che veramente sono. Posso richiamare dalla memoria una certa immobilita’ – un senso di rilassamento – all’interno delle mie budella, seguito da altre sensazioni fisiche, che mi dicevano quanto questa carriera fosse significativa per me.</p>
<p>Nel percorso che mi ha portato ad essere un psicologo autorizzato dallo Stato di New York, ho fatto centinaia di decisioni – decisioni che spesso iniziavano con un certo grado di indecisione, di solito con la domanda “perche’ non riesco a decidere?”</p>
<p>Perche’ ci sono persone che provano tanta fatica a prendere decisioni importanti per la loro vita, quando per altri sembra facilissimo? Per anni, dopo la serie di eventi presso l’ospedale del dott. Weiss, mi sono chiesto come i miei fratelli fossero riusciti a decidere con tanta facilita’ di volersi immergere nella professione veterinaria. Allora, non sapevo che ognuno di essi si domandava con altrettanta energia che cosa mai avesse spinto me a fare il psicologo, cioe’ una professione che richiede di ascoltare disagi e stati di agitazione di centinaia di persone, per tantissimi anni di fila.</p>
<p>Non avendo ottenuto alcuna risposta soddisfacente a questa domanda, “<em>Perche’?</em>”, man mano che sviluppavo la mia esperienza e la mia abilita’ come psicologo, ho compreso che una domanda di gran lunga migliore per il processo decisionale e’ “<em>Come?</em>”</p>
<p>Come fa una tal persona a creare nella propria mente possibilita’ tra le quali scegliere?</p>
<p>Come fa un’altra persona a bloccarsi, e diventare incapace di scegliere?</p>
<p>E, la domanda piu’ importante, come fanno le persone a liberarsi da queste difficolta’ per compiere decisioni che migliorano loro stesse?</p>
<p>__________________________________</p>
<p>Beh, a questo punto non resta che leggere il libro di Randy! <img src='http://www.grandipassioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Petar</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2572" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grandipassioni.com/2010/11/eccellenza-arte-di-decidere-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’eccellenza nell’arte di Decidere (1 di 2)</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2010/11/eccellenza-arte-di-decidere-1/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2010/11/eccellenza-arte-di-decidere-1/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 12:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Decidere]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Integrità]]></category>
		<category><![CDATA[Intento]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Riggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mythoself(tm)]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione Neuro Linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Prontezza]]></category>
		<category><![CDATA[Transformation]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grandipassioni.com/?p=2544</guid>
		<description><![CDATA[Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale. L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2545" title="Copertina del libro" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Copertina-del-libro-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Il dott. Randy W. Green e’ uno stimato psicologo che vive e lavora prevalentemente a New York, che ha da tempo intrapreso lo studio del<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2546" title="dott. Randy W. Green" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/dott.-Randy-W.-Green.jpg" alt="" width="120" height="150" /></a> “Mythogenic Self Process” di Joseph Riggio, integrandolo nel suo lavoro professionale.</p>
<p>L’anno scorso ha pubblicato un libro splendido sull’arte di prendere decisioni soddisfacenti per se stessi – Decisions, Decisions &#8211; che consigliamo caldamente a chiunque conosca l’inglese, e di cui pubblichiamo qui la prefazione di Joseph Riggio, e, nel prossimo articolo, l’introduzione dell’autore stesso.</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Petar</p>
<p>________________________</p>
<p><strong>Prefazione</strong></p>
<p>Succede ogni tanto che qualcosa di antico e di estremo valore venga riscoperto. Quando cio’ succede, la Ruota della Conoscenza genera una nuova rivoluzione, e quel che emerge e’ allo stesso tempo uguale e radicalmente rinnovato, quindi diverso.</p>
<p>Coloro che non hanno familiarita’ con l’origine di questa antica saggezza lo percepiranno come nuovo, e di solito tanto basta per catturarne l’interesse. Coloro che invece hanno familiarita’ con l’antico sapere, lo riconosceranno per cio’ che e’, e ne saranno attratti perche’ capiranno il valore di cio’ che viene loro offerto. Cio’ che il Dr. Randy Green condivide in questo libro e’ un esempio della rivoluzione della Ruota della Conoscenza, qualcosa di profondamente importante e di assoluta rilevanza per il nostro mondo contemporaneo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2547" title="Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio.jpg" alt="" width="133" height="240" /></a>All’inizio degli anni ’70 due esploratori dell’esperienza umana, Richard Bandler e John Grinder, hanno formulato una “tecnologia dell’eccellenza” battezzata Programmazione Neuro-Linguistica, in Italia nota come PNL. Il loro lavoro fu riconosciuto tra i piu’ importanti in assoluto per il progresso della psicologia applicata negli ultimi decenni del ventesimo secolo.</p>
<p>L’essenza della loro scoperta e’:</p>
<p>1.    Ogni individuo ha esperienza degli eventi della sua vita in un modo unico:</p>
<p>2.    Questi eventi sono codificati in schemi specifici che sono accessibili e malleabili</p>
<p>3.    Facendo attenzione alle forme ed ai modi con cui gli eventi vengono codificati, l&#8217;esperienza puo’ essere programmata e guidata per produrre risultati desiderati, utili, e di lunga durata.</p>
<p>Sono idee stupefacenti se si riflette sull’impatto che hanno sulla performance dell’essere umano, e sull’abilita’ di costruire esperienze in relazione all’ottenimento di risultati desiderati. In applicazioni anche molte diverse come la terapia, l’educazione, il business, lo sport, ecc., la PNL diventa una tecnologia di punta per produrre eccellenza con individui o gruppi di persone.</p>
<p>Roye Fraser, uno studente di PNL, assunse un approccio radicale, basato su una direzione esclusivamente positiva. Il pressuposto e’ che ogni individuo ha un innato modello di eccellenza per vivere la propria vita, una sorta di “Impronta di successo” (“Success Blueprint”). Roye chiamo’ questo modello “Generative Imprint”, e la comprensione dell’impatto di questo modello divenne il lavoro della sua vita. La sua eredita’ consiste nel materiale realmente rivoluzionario che ha sviluppato, nella sua abilita’ cioe’ di creare cambiamenti positivi nella vita delle persone che incontrava.</p>
<p>Volendo darne una breve spiegazione, cio’ che Roye ha realizzato e codificato e’ che le persone compiono una scelta fondamentale nelle loro vite, cioe’ se vivere da una posizione orientata positivamente, focalizzata sulle possibilita’, oppure da una posizione orientata negativamente, focalizzata sulle limitazioni. Quando si fa la scelta di organizzarsi rispetto alle possibilita’, l’intero essere della persona vive una trasformazione profonda – i pensieri, le sensazioni, i comportamenti e persino l’espressione corporea – in un modo specifico che genera un senso profondo di benessere. Questa scelta fondamentale determina come si ha esperienza di qualunque cosa: o la vita e’ piena di possibilita’, o e’ piena di limitazioni.</p>
<p>Io ho incontrato Roye nel 1987, e ne sono diventato studente ed apprendista. Da quella esperienza intensa ho poi sviluppato il modello del Mythogenic Self Process, o Mythoself, che ho iniziato ad insegnare nel 1994, portandolo in trenta paesi diversi.</p>
<p>Nel 2004 sono stato presentato al dott. Randy Green da un mio studente, Devon White. Randy porto’ una incredibile sete di conoscenza, ed una significativa esperienza professionale clinica al lavoro che avevo compiuto fino a quel momento.</p>
<p>Leggendo il libro che ha scritto, da un punto di vista delle possibilita’ che la vita offre, scoprirete che Randy offre cio’ che puo’ essere considerato un approccio al “prendere decisioni” totalmente differente ed unico rispetto ad ogni altro che possiate aver incontrato prima d’ora. La maggior parte dei libri sul “prendere decisioni” assumono il punto di vista per cui “decidere” e’ una attivita’ mentale che dipende dall’analisi delle informazioni esistenti. Di solito, questo tipo di analisi significa considerare con cura i dati e poi mettere in equilibrio i rischi e ricompense – costi e benefici, lati positivi e lati negativi – eppure tutto cio’ e’ solo un tentativo di formalizzare qualcosa che non si lascia afferrare.</p>
<p>Al posto di questi modelli analitici, che sono “approcci cognitivi” al “prendere decisioni”, cio’ che troverete in questo libro e’ un approccio radicalmente differente, basato sulla consapevolezza del vostro essere, compreso quello del vostro stesso corpo. Il Dr. Green vi insegnera’ a diventare sensibili ai piu’ sottili segnali del vostro corpo che esprimono una risposta del tipo “si’” o “no” alle informazioni esistenti. Usando questi segnali come riferimento per le decisioni da prendere, crea un impressionante metodo per prendere decisioni significative, soprattutto quando i dati sulla base dei quali decidere sono minimi.</p>
<p>I passi che si devono intraprendere per creare la necessaria sensibilita’ a questi segnali corporali, che sono la base del metodo di “prendere decisioni” presentato nel libro di Randy W. Green, <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2548" title="Il biglietto da visita di Joseph Riggio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Il-biglietto-da-visita-di-Joseph-Riggio.gif" alt="" width="155" height="97" /></a>provengono direttamente dall’eredita’ del lavoro di Roye Fraser e del suo modello “Generative Imprint”. Cio’ che e’ piu’ significativo di tale lavoro e’ come vada molto al di la’ del semplice “prendere decisioni” Per sviluppare la necessaria sensibilita’ ai segnali del corpo, bisogna prima acquistare sensibilita’ a “come si e’ quando si e’ al meglio di se stessi”, cioe’ quando si e’ organizzati rispetto alle possibilita’.</p>
<p>Man mano che imparerete quanto Randy W. Green insegna nel libro, scoprirete cose di voi stessi che probabilmente nemmeno potevate immaginare. L’aspetto brillante del modello che Randy condivide e’ il modo naturale con cui unisce l’abilita’ di accedere un modo meravigliosamente positivo di stare nel mondo con le decisioni che si prendono a partire da questo stato.</p>
<p>Il metodo di Randy per presentare il materiale e’ efficace perche’ racconta di molti casi e storie di clienti reali con cui ha lavorato&#8230; invece di una storia noiosa e distante, Randy vi apre alla reale, viva esperienza delle persone che hanno tratto beneficio dall’applicare il modello nelle loro vite concrete.</p>
<p>Io lavoro con questo materiale da piu’ di vent’anni ormai, ed in quanto creatore del Mythogenic Self Process, o Mythoself, ho avuto l’occasione di lavorare con migliaia di clienti, compresi dirigenti senior di multinazionali, professionisti in attivita’ o in pensione, educatori, studenti, genitori, ed altri. Cio’ che ho scoperto e’ che se qualcuno ha un vero interesse, puo’ imparare ad applicare questo modello, col risultato che non impara solamente un eccellente metodo per prendere decisioni, ma la sua vita cambia in modo significativamente positivo.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2549" title="Joseph Riggio durante un corso a Taiwan" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Joseph-Riggio-durante-un-corso-a-Taiwan-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Oggigiorno si sente spesso parlare di “psicologia positiva”, e pare che ogni giorno venga pubblicato un nuovo libro sulla “felicita’” – cosa sia, come averla, la sua importanza – come se l’atteggiamento positivo per essere felici fosse un’idea particolarmente nuova. Eppure il lavoro che Roye inizio’ a sviluppare oltre trent’anni fa era basato sulla semplice idea che i risultati che si ottengono operando da una posizione positiva sono superiori a quelli che si possono ottenere operando da qualunque altra posizione.</p>
<p>Cio’ che il dott. Randy W. Green dimostra nella maniera piu’ chiara e’ che, con un sufficiente grado di abilita’, il modello puo’ essere applicato a quasi ogni situazione in cui ci si trovi, che richieda la miglior decisione possibile in quel preciso momento. Nel lavoro che ho svolto con i miei clienti in tutto il mondo, definisco questo come “prendere decisioni di alta qualita’”, decisioni che massimizzano le conseguenze positive e minimizzano quelle negative. Un processo che e’ stato applicato con grande successo da individui ed organizzazioni in tutto il mondo. Ora, voi stessi avete l’opportunita’ di apprendere ed usare nella vostra vita lo stesso metodo per prendere decisioni – un passo significativo nel viaggio che chiamiamo Vita.</p>
<p>Joseph Riggio, Ph.D.</p>
<p><em>Architect and Designer of the Mythogenic Self Process (Mythoself)<br />
</em></p>
<p><em>www.josephriggio.com</em></p>
<p><em>______________________________</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2551" title="Facebook" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/11/Facebook10-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ nato il gruppo Facebook di GrandiPassioni.com!</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Le persone che  frequentano  questo sito possono ora conoscersi, ed essere informate in  tempo reale  delle novita’ e dei post di GrandiPassioni.com</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Se hai un profilo Facebook, puoi iscriverti al link (copia e incolla sulla barra degli indirizzi del tuo browser)</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=154513144579167</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>oppure cerca il Gruppo GrandiPassioni.com su Facebook!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Sei il benvenuto!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ti aspettiamo!</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Petar</em></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grandipassioni.com/2010/11/eccellenza-arte-di-decidere-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Karl Pribram: il modello olografico del cervello (6)</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2010/10/pribram-cervello-olografico-6/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2010/10/pribram-cervello-olografico-6/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 18:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Il modello olografico del cervello, di K. Pribram]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sapere]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Karl Pribram]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grandipassioni.com/?p=2040</guid>
		<description><![CDATA[Come costruiamo “il mondo la’ fuori” Per ogni persona e’ del tutto ovvio che emozioni e sensazioni di amore, fame, rabbia, e cosi’ via, sono “realta’ interne” al proprio corpo, mentre il suono di un’orchestra, il calore del sole, l’odore del pane infornato, ecc., sono “realta’ esterne”. Eppure, non e’ ancora chiaro in che modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lillusione-tridimensionale-dellologramma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2042" title="L'illusione tridimensionale dell'ologramma" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Lillusione-tridimensionale-dellologramma.jpg" alt="" width="254" height="232" /></a><strong><em>Come costruiamo “il mondo la’ fuori”</em></strong></p>
<p>Per ogni persona e’ del tutto ovvio che emozioni e sensazioni di amore, fame, rabbia, e cosi’ via, sono “<em>realta’ interne</em>” al proprio corpo, mentre il suono di un’orchestra, il calore del sole, l’odore del pane infornato, ecc., sono “<em>realta’ esterne</em>”.</p>
<p>Eppure, non e’ ancora chiaro in che modo il cervello riesce a distinguere tra i due tipi di realta’.</p>
<p>Ad esempio, Pribram sottolinea che quando si guarda un’altra persona, l’immagine e’ in effetti sulla retina dell’osservatore. Eppure, nessuno percepisce la persona come se fosse sulla retina, bensi’ come “persona la’ fuori”.</p>
<p>Ed ancora: quando si sbatte un dito del piede contro un oggetto, l’esperienza di dolore e’ nel piede stesso. Si tratta di un processo neurologico che in qualche modo avviene nel cervello.</p>
<p>E’ lecito domandarsi come faccia il cervello a registrare gli infiniti processi fisici e neurali che sono determinati dalla nostra esperienza, tutti <em>interni</em> al corpo, e nello stesso tempo riuscire a farci percepire che alcune “realta’ “ sono <em>interne</em> al corpo, ed altre <em>esterne</em>?<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/La-mappa-non-e-il-territorio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2048" title="La mappa non e' il territorio" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/La-mappa-non-e-il-territorio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ebbene, la quintessenza della natura dell’ologramma sta proprio nel <strong><em>creare l’illusione che gli oggetti siano la’ dove invece non sono</em></strong>. Sappiamo che se si guarda un ologramma, questo sembra essere tridimensionale, ma se si tenta di afferarlo, la mano ci passa attraverso. Nonostante quanto possano comunicare i sensi, nessuno strumento di misura registrera’ mai la presenza fisica <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Karl-Pribram3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2049" title="Karl Pribram" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Karl-Pribram3-150x133.jpg" alt="" width="150" height="133" /></a>dell’oggetto nel luogo ove appare l’ologramma, che e’ dunque un’<em>immagine virtuale</em>, che appare la’ ove l’oggetto non e’, persino con estensione tridimensionale nello spazio&#8230; ma non ha piu’ realta’ del nostro riflesso in un qualunque specchio.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Georg-von-Bekesy.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2047" title="Georg von Bekesy" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Georg-von-Bekesy-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ulteriori prove della capacita’ del cervello di far pensare che processi mentali interni sono invece esterni al corpo, sono state trovate dal premio Nobel Georg von Bekesy. In una serie di esperimenti condotti negli anni ’60, Bekesy ha piazzato dei vibratori sulle ginocchia di persone bendate. Poi, ha iniziato a cambiare la frequenza della vibrazione. Scopri’ che e’ possibile ingannare la persona dandole la sensazione che c’e’ un punto da cui si originano le vibrazioni, e che questo “saltella” da una gamba all’altra&#8230; addirittura si puo’ trasmettere la sensazione che il punto di origine delle vibrazioni sia <em>in aria, tra le ginocchia</em>. In altre parole, ha dimostrato che gli esseri umani possono avere l’illusione di provare una sensazione fisica persino in punti dello spazio ove il corpo non e’ presente.</p>
<p>Pribram ritiene che il lavoro di Bekesy e’ compatibile con la concezione olografica e che illumina ancor meglio il modo in cui lo schema di interferenza di onde – qui prodotto da vibrazioni fisiche – permette al cervello di localizzare l’esperienza al di fuori dei confini fisici del corpo. Pribram ritiene che questo spieghi anche la sensazione di “arti fantasma”, come fossero presenti, che provano persone a cui sono stati amputati&#8230; riescono persino a provare crampi, dolore, solletico in arti che fisicamente non esistono piu’&#8230; Pribram ipotizza che provino l’esperienza della memoria degli arti, registrata nelo schema di interferenza del loro cervello.</p>
<p><strong><em>Esperimenti che confermano il modello olografico del cervello</em></strong></p>
<p>Certo Pribram era elettrizzato dalla sua teoria olografica, ma si rendeva ben conto che senza una solida evidenza sperimentale, essa non aveva alcun significato. Cosi’, tale Paul Pietsch, ricercatore della Indiana University, gli forni’ risposte importanti.</p>
<p>La cosa divertente e’ che Pietsch inizio’ i suoi lavori come ardente oppositore della teoria olografica, soprattutto della parte per cui la memoria non ha una locazione specifica nel cervello.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Salamandra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2043" title="Salamandra" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Salamandra.jpg" alt="" width="210" height="210" /></a>Pietsch decise cosi’ di smentire Pribram, con una serie di esperimenti sulle salamandre. Aveva infatti scoperto che e’ possibile rimuovere anche l’intero cervello della salamandra senza ucciderla, lasciandola in uno stato di torpore, e poi addirittura rimetterlo a posto, facendo tornare normale l’animale.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Paul-Pietsch.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2045" title="Paul Pietsch" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Paul-Pietsch-131x150.jpg" alt="" width="131" height="150" /></a></p>
<p>Pietsch si disse che, se l’istinto ad alimentarsi non e’ posizionato in alcun luogo specifico del cervello, come voleva Pribram, non dovrebbe avere nessuna importanza il modo in cui il cervello dell’animale viene posizionato nella testa&#8230; se invece la posizione del cervello e’ importante, Pribram sarebbe smentito. Quindi, ha preso la povera bestia, ha rivoltato l’emisfero destro e sinistro del cervello, e, non senza sgomento, si e’ dovuto rendere conto che la salamandra tornava velocemente a nutrirsi normalmente.</p>
<p>Allora, non contento, ha preso un’altra salamandra (<em>non c’e’ un’associazione protezione salamandre? ndr</em>) e le ha rivoltato il cervello dall’alto verso il basso. Anche questa torno’ a nutrirsi. Pietsch, un tipo ostinato, non si diede per vinto e ricorse a misure drastiche (<em>perche’ girare il cervello di una bestia per lui era una passeggiata&#8230; ndr</em>). In ben 700 (!!!) tentativi ha iniziato <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Shufflebrain.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2046" title="Shufflebrain" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Shufflebrain-140x150.jpg" alt="" width="140" height="150" /></a>ad affettare, girare, strascicare, sottrarre e persino macinare (!) il cervello di queste povere bestie, ma ogni volta che rimetteva a posto cio’ che restava del loro cervello, il loro comportamento alimentare tornava alla normalita’.</p>
<p>Il risultato e’ che Pietsch, da oppositore di Pribram ne divenne uno dei sostenitori piu’ tenaci&#8230; il dettaglio degli esperimenti sono descritti nel libro <em>Shufflebrain</em>. Speriamo almeno che si sia deciso a lasciar stare le salamandre&#8230;</p>
<p>(continua)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grandipassioni.com/2010/10/pribram-cervello-olografico-6/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuova Scienza dell&#8217;Apprendimento: sfida ai luoghi comuni!</title>
		<link>http://www.grandipassioni.com/2010/10/apprendimento-sfidare-luoghi-comuni/</link>
		<comments>http://www.grandipassioni.com/2010/10/apprendimento-sfidare-luoghi-comuni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 20:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli + recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza umana e Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.grandipassioni.com/?p=1902</guid>
		<description><![CDATA[Nei mesi a venire, GrandiPassioni.com dedichera’ molta attenzione alla “madre di tutte le abilita’ “ – l’Apprendimento. E’ un campo che sta attraversando un’autentica rivoluzione, al punto che si inizia a parlare esplicitamente di “Nuova Scienza dell’Apprendimento”. Per introdurla, innanzitutto prepariamo il campo, comprendendo come la nostra cultura interpreta cosa sia l’apprendimento, e come il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-ed-emozioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1903" title="Apprendimento ed emozioni" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-ed-emozioni.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a>Nei mesi a venire, GrandiPassioni.com dedichera’ molta attenzione alla “madre di tutte le abilita’ “ – l’Apprendimento.</p>
<p>E’ un campo che sta attraversando un’autentica rivoluzione, al punto che si inizia a parlare esplicitamente di <strong><em>“Nuova Scienza dell’Apprendimento”.</em></strong></p>
<p>Per introdurla, innanzitutto <strong><em>prepariamo il campo</em></strong>, comprendendo come la nostra cultura interpreta <strong><em>cosa sia l’apprendimento</em></strong>, e come il singolo individuo interpreta<strong><em> se stesso durante l’apprendimento</em></strong>.</p>
<p>E’ certamente vero che molto dipende dall’ambiente in cui ci si trova: ad esempio, un ingegnere meccanico tende a sviluppare un’abilita’ di analisi logico-razionale diversa da quella, ad esempio, di un ginnasta che vuole perfezionare un specifico esercizio fisico.</p>
<p>Eppure, l’abilita’ ad apprendere dipende altrettanto da <strong><em>convinzioni profonde</em></strong> che determinano l’atteggiamento della persona, e quindi l’attivita’ stessa di apprendimento.</p>
<p>Esempio: nelle scuole elementari asiatiche spesso si assume implicitamente che per un “corretto apprendimento” (<em>qualunque cosa intendano con questo</em>) e’ necessario padroneggiare specifiche convenzioni e tecniche, per cui gli studenti seguono rigidamente modelli, e sono poco incoraggiati ad essere critici. In Europa e’ invece facile trovare scuole con atteggiamento opposto: creativita’ ed indipendenza vengono valutate ed incoraggiate. Chi puo’ dire se e quale dei due atteggiamenti sia “corretto”? Eppure, ognuno dei due vede come strano o indesiderabile l’atteggiamento opposto.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/quaderno-didattico-steineriano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1911" title="quaderno-didattico-steineriano" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/quaderno-didattico-steineriano-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a></p>
<p>Dunque, osserviamo ora esplicitamente alcune convinzioni profonde, veri e propri luoghi comuni, circa l’apprendimento, diffusi nel mondo occidentale, dei quali la “Nuova Scienza dell’Apprendimento” propone una nuova visione.</p>
<p><strong>“Apprendere significa acquisire conoscenza”</strong></p>
<p>In genere, quando si pensa all’Apprendimento, l’attenzione va <strong><em>al prodotto finale</em></strong> piuttosto che al <strong><em>processo in se’</em></strong>. Cioe’, se chiedete a qualcuno “che cosa sia” l’apprendimento, vi descrivera’ spesso il risultato, in termini di conoscenza, o capacita’ di fare, che ha acquisito.</p>
<p>L’idea della “Nuova Scienza” e’ di mettere attenzione al <strong><em>processo</em></strong>, ove quale l’essere umano possa costantemente migliorare.</p>
<p><strong>“La Conoscenza e’ vera”</strong></p>
<p>In genere, quando si acquisisce della nuova conoscenza, si da’ per scontato che essa sia “vera”. Si pensi all’ambiente scolastico, ove si ha la tendenza a considerare i libri di testo come “veri”, purche’ in qualche modo certificati da “Autorita’ competenti”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Rappresentazione-dellapprendimento.gif"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1905" title="Rappresentazione dell'apprendimento" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Rappresentazione-dellapprendimento-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La “Nuova Scienza” pensa invece la conoscenza come qualcosa di “provvisorio” che attende di essere approfondito o smentito, aprendo la porta ad un atteggiamento individuale attivo e critico verso qualunque fonte, anche la piu’ autorevole.</p>
<p><strong>“L’Apprendimento e’ per i giovani</strong>”</p>
<p>E’ un punto di vista molto diffuso, e deleterio, perche’ e’ in genere una profezia che avvera se stessa, e che in realta’ non ha alcuna ragione essere.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-che-fatica...-ma-perche.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1908" title="Apprendimento, che fatica... ma perche'" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Apprendimento-che-fatica...-ma-perche-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’Apprendimento ha invece tutto per essere un processo che dura l’intera vita – anzi, la consapevolzza di questo punto e’ forse di tutti il piu’ importante.</p>
<p><strong>“Apprendere e’ facile”</strong></p>
<p>Esiste un atteggiamento sottile che interpreta l’Apprendimento come un processo sostanzialmente banale, come una semplice aggiunta pogressiva di un certo numero di pezzetti d’informazione che, pian piano, formano un quadro piu’ complesso. Un po’ come costruire una casa mattone su mattone.</p>
<p>E’ uno dei luoghi comuni piu’ densi di conseguenze, e lo vedremo in futuro con dettaglio&#8230; tende a produrre conseguenze significative sui metodo di insegnamento: si crea l’idea che, in fondo, non ci possono poi essere molti modi efficaci di insegnamento perche’ si tratta solo di essere efficaci ad aggiungere pezzettini su pezzettini di informazione.</p>
<p>Eppure, in una nuova visione ove l’Apprendimento e’ un processo in continuo miglioramento, e per giunta per tutta la vita, si intuisce la possibilita’ di una visione piu’ ricca&#8230;</p>
<p><strong>“L’Apprendimento implica Insegnamento”</strong></p>
<p>Quasi chiunque tende a dare per scontato che “apprendere” significa fare una attivita’ specifica, anche dura, che e’ cosa diversa dal semplice “essere vivi” e fare altre cose&#8230; ci sono quindi <em>luoghi</em> per apprendere in certi <em>orari</em> e con certe <em>persone</em> dette <em>insegnanti</em>. Questi sono visti come persone che hanno conoscenze ed abilita’ specifiche, senza le quali l’apprendimento sarebbe molto limitato, o addirittura non ci sarebbe nemmeno.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Insegnanti-tradizionali.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1904" title="Insegnanti tradizionali" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Insegnanti-tradizionali-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Insomma, non appena si parla di “apprendimento”, l’attenzione si sposta subito su “l’insegnamento” – quindi l’implicazione e’ che “se troviamo il giusto insegnante, anche l’apprendimento procedera’ alla grande”.</p>
<p>Si tratta di una visione istituzionalizzata dell’Apprendimento che ne sottolinea soltanto <strong><em>un unico aspetto</em></strong>&#8230; con la “Nuova Scienza” l’Apprendimento diventa un’attivita’ piu’ ricca, con piu’ sfaccettature. Tutte quante da sviluppare!</p>
<p><strong>“L’Apprendimento si sviluppa pian piano”</strong></p>
<p>E’ forte e diffuso il punto di vista secondo cui l’Apprendimento e’ un processo <em>cognitivo e razionale</em>, ove “farsi emozionare” e’ l’indizio che “l’insegnameno non sta procedendo in modo corretto”. Le emozioni intense viste come un problema&#8230; addirittura da eliminare, e che in genere, si pensa, trova origine nel “carattere” della persona che apprende o in “difficolta’ emotive” che attraversa in altri campi della sua vita.</p>
<p>La conseguenza di questa visione e’ che si perde la relazione tra l’Appredimento e la <strong><em>personalita’</em></strong> della persona che apprende&#8230; semplicemente si ignora la relazione tra l’apprendere e le emozioni legate ad esso&#8230;!</p>
<p>Secondo la “Nuova Scienza dell’Apprendimento” e’ possibile che ci siano <em>specifiche forme</em> di apprendimento ove questo sia desiderabile, ma non e’ affatto detto che lo siano tutte&#8230; ci sono situazioni in cui e’ anzi importante supportare la carica emotiva, per mantenere la motivazione dello sforzo di apprendere, oppure essere consapevoli della frustrazione che si prova davanti alla difficolta’.</p>
<p><strong>“L’Apprendimento e’ corretto se vi e’ comprensione”</strong></p>
<p>Un tempo era diffusa l’idea “Apprendere = Memorizzare”, poi accantonata a favore di “Apprendere = Capire”; ad esempio, il bambino non deve solo sommare i numeri ma anche “capire” cio’ che sta facendo, oppure il venditore d’auto non deve soltanto vendere ma capire il “customer care”&#8230; L’idea alla base di questo atteggiamento e’ che “<strong><em>esplicito = giusto</em></strong>”.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Il-piacere-di-imparare.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1907" title="Il piacere di imparare" src="http://www.grandipassioni.com/wp-content/uploads/2010/10/Il-piacere-di-imparare-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a></p>
<p>Nell’approccio tradizionale, e’ inconcepibile pensare che la comprensione possa non solo essere superflua, ma talvolta addirittura disturbare altre (<em>quali?</em>) forme d’apprendimento altrettanto importanti.</p>
<p>Continueremo tra breve questa chiacchierata!</p>
<p>A presto, Petar</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.grandipassioni.com/2010/10/apprendimento-sfidare-luoghi-comuni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

